Sei sulla pagina 1di 121

EDILIZIA

Guida alle
pratiche edilizie

Giorgio Tacconi
QUESTO VOLUME È ANCHE ONLINE
Consultalo gratuitamente ne “La Mia Biblioteca”, la prima biblioteca professionale
in the cloud con le pubblicazioni di CEDAM, UTET Giuridica, IPSOA. Grazie al suo
evoluto sistema di ricerca puoi accedere ai tuoi scaffali virtuali e ritrovare tra i tuoi
libri la soluzione che cerchi da PC, iPad o altri tablet. Ovunque tu sia.

Per conoscere le modalità di accesso al servizio e consultare il volume online collegati a


www.lamiabiblioteca.com e clicca su “Richiedi la tua password”.

La consultazione online viene offerta all’acquirente del presente volume a titolo completamente gratuito ed
a fini promozionali del ser vizio “La Mia Biblioteca” e potrebbe essere soggetta a revoca da parte dell’Editore.

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

© 2012 Wolters Kluwer Italia S.r.l Strada I, Palazzo F6 - 20090 Milanofiori Assago (MI)

PROPRIETÀ
ISBN: 000 00 LETTERARIA
000 0000 0 RISERVATA

© 2017 Wolters
Il presente Kluwer
file può essereItalia S.r.lesclusivamente
usato Strada I, Palazzo
perF6 - 20090
finalità Milanofiori
di carattere Assago (MI)
personale. I diritti di com-
mercializzazione, traduzione, di memorizzazione elettronica, di adattamento e di riproduzione to-
ISBN: 9788859816478
tale o parziale con qualsiasi mezzo sono riservati per tutti i Paesi.
La presente pubblicazione è protetta da sistemi di DRM che identificano l’utente associandogli
Ilusername
presenteefile può essere
password e nonusato esclusivamente
consentono operazioniper finalitàdel
di copia di testo
carattere personale.
e di stampa. I diritti di
La pubblicazione
commercializzazione,
può essere scaricata etraduzione,
consultata su di memorizzazione
un numero massimo elettronica, di adattamento
di dispositivi (computer,etablet,
di riprodu-
e-reader
zione totale o parziale
o smartphone abilitati),con qualsiasi
associati allomezzo
stesso sono riservati
utente, per tutti
specificato i Paesi. dell’acquisto. La ma-
in occasione
La presente dei
nomissione pubblicazione
DRM è vietata è protetta da sistemi
per legge di DRM.sanzionata.
e penalmente La manomissione dei DRM è vietata
per legge e penalmente
L’elaborazione dei testi èsanzionata.
curata con scrupolosa attenzione, l’editore declina tuttavia ogni respon-
sabilità per eventuali errori o inesattezze.
L’elaborazione dei testi è curata con scrupolosa attenzione, l’editore declina tuttavia ogni
responsabilità per eventuali errori o inesattezze.
Autore

Giorgio Tacconi
Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero pro-
fessionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giu-
ridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e
sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa.
Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati Cedis, McGrawHill, Eco-
comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.
Collabora stabilmente con i portali di Wolters Kluwer www.ingegneri.info e
www.architetto.info.

© Wolters Kluwer Italia 1


Presentazione

PRESENTAZIONE
Con il D.Lgs. n. 222 del 25 novembre 2016 e la conseguente - ennesima - mo-
difica del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/2001), sembra concluso il
processo di semplificazione e sistematizzazione dei titoli abilitativi in edilizia.
Con la nuova disciplina, le attività edilizie si distribuiscono in tre categorie:
1) Attività libere, in alcuni casi con Comunicazione di Inizio Lavori Asseve-
rata (Cila).
2) Attività soggette alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia).
3) Attività che richiedono il Permesso di Costruire / Autorizzazione / Si-
lenzio-assenso.
Restano ferme le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le nor-
mative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edilizia e, in par-
ticolare, le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie,
relative all’efficienza energetica, a tutela dal rischio idrogeologico, contenu-
te nel codice dei beni culturali e del paesaggio e in materia di sicurezza nei
luoghi di lavoro.
Questo prontuario presenta la normativa sui titoli abilitativi edilizi, sulla base
del testo aggiornato del D.P.R. n. 380/2001 e delle normative specifiche re-
gionali, con relativa modulistica.
Una serie di 34 schede abbina i vari titoli alle attività e interventi in ordine al-
fabetico, secondo la Tabella A del D.Lgs. n. 222/2016, con definizioni, proce-
dimento, casi particolari e riferimenti alla legislazione e alla giurisprudenza.

2 © Wolters Kluwer Italia


PARTE A
I titoli abilitativi
INTRODUZIONE
1. ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA (art. 6, c. 1)
1.1 Comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilitato
(CILA, art. 6-bis)

2. SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA, art. 22)


2.1 SCIA alternativa al permesso di costruire (art. 23)
2.2 Autorizzazioni preliminari (art. 23-bis)
2.3 Normative regionali
3. PERMESSO DI COSTRUIRE (D.P.R. n. 380/2001)
3.1 Caratteristiche (art. 11)
3.2 Presupposti e competenze per il rilascio (artt. 12-13)
3.3 Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici (art. 14)
3.4 Efficacia temporale e decadenza (art. 15)
3.5 Contributo per il rilascio (art. 16)
3.6 Procedimento per il rilascio (art. 20)
3.7 Sanzioni
3.8 Normative regionali

4. MODULISTICA REGIONALE
5. AGIBILITÀ (art. 24)
Introduzione

INTRODUZIONE
I titoli abilitativi all’attività edilizia sono disciplinati dal Titolo II della Parte I,
artt. 6-23 del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia) e sono rappresentati da:
• Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
• Permesso di costruire / Silenzio-assenso.
Le disposizioni sui titoli abitativi non si applicano alle attività edilizie delle
pubbliche amministrazioni:
a) opere e interventi pubblici che richiedano per la loro realizzazione l’a-
zione integrata e coordinata di una pluralità di amministrazioni pubbli-
che allorché l’accordo delle predette amministrazioni, raggiunto con
l’assenso del comune interessato, sia pubblicato;
b) opere pubbliche, da eseguirsi da amministrazioni statali o comunque
insistenti su aree del demanio statale e opere pubbliche di interesse
statale, da realizzarsi dagli enti istituzionalmente competenti, o da con-
cessionari di servizi pubblici, previo accertamento di conformità con le
prescrizioni urbanistiche ed edilizie;
c) opere pubbliche dei comuni deliberate dal consiglio comunale o dalla
giunta comunale, assistite dalla validazione del progetto.

Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica (art. 9)


Salvi i più restrittivi limiti fissati dalle leggi regionali e nel rispetto delle nor-
me in materia di beni culturali e ambientali, nei comuni sprovvisti di stru-
menti urbanistici sono consentiti:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria straordinaria e di restauro e
risanamento conservativo su singole unità immobiliari o parti di esse;
b) fuori dal perimetro dei centri abitati, gli interventi di nuova edificazio-
ne nel limite della densità massima fondiaria di 0,03 metri cubi per me-

4 © Wolters Kluwer Italia


Introduzione

tro quadro; in caso di interventi a destinazione produttiva, la superficie


coperta non può comunque superare un decimo dell’area di proprietà.

Ristrutturazione edilizia
Nelle aree prive degli strumenti urbanistici attuativi previsti dagli strumenti
urbanistici generali come presupposto per l’edificazione, oltre agli interven-
ti indicati sopra, sono consentiti gli interventi di ristrutturazione edilizia su
singole unità immobiliari o parti di esse, anche se riguardino globalmente
uno o più edifici e modifichino fino al 25 per cento delle destinazioni preesi-
stenti, purché il titolare del permesso si impegni, con atto trascritto a favo-
re del comune e a cura e spese dell’interessato, a praticare, limitatamente
alla percentuale mantenuta ad uso residenziale, prezzi di vendita e canoni
di locazione concordati con il comune, ed a concorrere negli oneri di urba-
nizzazione.

Documentazione amministrativa
Per la presentazione, del rilascio o della formazione dei titoli abilitativi, le
amministrazioni sono tenute ad acquisire d’ufficio i documenti, le informa-
zioni e i dati, compresi quelli catastali, che siano in possesso delle pubbliche
amministrazioni e non possono richiedere attestazioni, comunque denomi-
nate, o perizie sulla veridicità e sull’autenticità di tali documenti, informazio-
ni e dati (art. 9-bis).

© Wolters Kluwer Italia 5


Capitolo 1.  Attività edilizia libera (art. 6, c. 1)

1. Attività edilizia libera (art. 6, c. 1)


Il TU Edilizia prevede anche alcune fattispecie di attività edilizia libera. Gli
interventi rientranti nell’attività edilizia libera sono realizzabili senza alcun
titolo abilitativo, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comu-
nali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore che incidono
sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,
• in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Gli interventi edilizi non richiedono un titolo abitativo nei seguenti casi:
a) manutenzione ordinaria che riguardano le opere di riparazio-
ne, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e
quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli im-
pianti tecnologici esistenti;
a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di
potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw;
b) eliminazione di barriere architettoniche che non comportino
la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che
alterino la sagoma dell’edificio;
c) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che ab-
biano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca
di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro
edificato;

6 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 1.  Attività edilizia libera (art. 6, c. 1)

d) movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’at-


tività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli in-
terventi su impianti idraulici agrari;
e) serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, fun-
zionali allo svolgimento dell’attività agricola.
e-bis) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e
temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare
della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a
novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’ammi-
nistrazione comunale;
e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche
per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di perme-
abilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale,
compresa la realizzazione di intercapedini interamente interra-
te e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tom-
bati;
e-quater) installazione di pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edi-
fici, da realizzare al di fuori delle parti del territorio interessate
da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico
e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, com-
prese le aree circostanti, che possono considerarsi parte inte-
grante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi (zone A
D.M. Lavori Pubblici n. 1444 del 2 aprile 1968);
e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle
aree pertinenziali degli edifici.

© Wolters Kluwer Italia 7


Capitolo 1.  Attività edilizia libera (art. 6, c. 1)

1.1 Comunicazione di inizio dei lavori asseverata


da un tecnico abilitato (CILA, art. 6-bis)
Gli interventi non riconducibili ad attività libera, a segnalazione certificata di
inizio attività o al permesso di costruire, sono realizzabili previa comunica-
zione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato
all’amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti
urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vi-
gente, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi in-
cidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme
antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative
all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle di-
sposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
L’interessato trasmette all’amministrazione comunale l’elaborato proget-
tuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico abilita-
to, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che:
• i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regola-
menti edilizi vigenti,
• sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul
rendimento energetico nell’edilizia,
• non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.
La comunicazione contiene anche i dati identificativi dell’impresa alla quale
si intende affidare la realizzazione dei lavori.
Se la comunicazione di fine lavori è accompagnata dalla prescritta documen-
tazione per la variazione catastale, quest’ultima è tempestivamente inoltra-
ta da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia
delle entrate.
Le regioni a statuto ordinario:
a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo a interventi
edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal TU;
b) disciplinano le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campio-
ne e prevedendo sopralluoghi in loco.
La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta la san-
zione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la
comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso
di esecuzione.

8 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

2. Segnalazione certificata di inizio attività


(SCIA, art. 22)
Sono realizzabili mediante Segnalazione certificata di inizio attività (in con-
formità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e
della disciplina urbanistico-edilizia vigente):
a) gli interventi di manutenzione straordinaria sulle parti strutturali
dell’edificio;
b) gli interventi di restauro e di risanamento conservativo sulle parti
strutturali dell’edificio;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia; diversi quelli che:
• portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal pre-
cedente,
• comportano modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei
prospetti, ovvero
• comportano mutamenti della destinazione d’uso degli immobili com-
presi nelle zone A,
• comportano modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vin-
coli.
Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comuni-
cate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi
di costruire che:
• non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie,
• non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia,
• alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo,
• non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di co-
struire,
• non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano
conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo
l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa

© Wolters Kluwer Italia 9


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patri-


monio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di set-
tore.
In questi casi, la SCIA costituisce parte integrante del procedimento relativo
al permesso di costruzione dell’intervento principale e possono essere pre-
sentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.

2.1 SCIA alternativa al permesso di costruire (art. 23)


In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante
denuncia di inizio attività:
a) interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edi-
lizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino mo-
difiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovve-
ro che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A,
comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi
che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a
vincoli;
b) interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora
siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi
gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano
precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costrut-
tive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal compe-
tente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di
ricognizione di quelli vigenti; se i piani attuativi risultano approvati pri-
ma dell’11 gennaio 2002 (entrata in vigore della Legge n. 443/2001)
il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla
richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricogni-
zione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da appo-
sita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani
attuativi con le caratteristiche sopra menzionate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione
di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-vo-
lumetriche.

10 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Gli interventi realizzati mediante SCIA alternativa al permesso di costruire,


sono soggetti al contributo di costruzione. Le regioni possono individuare
con legge gli altri interventi soggetti a denuncia di inizio attività, assoggettati
al contributo di costruzione definendo criteri e parametri per la relativa de-
terminazione.
La realizzazione degli interventi realizzati con SCIA alternativa al permesso di
costruire, che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica, pae-
saggistico-ambientale o dell’assetto idrogeologico, è subordinata al preven-
tivo rilascio del parere o dell’autorizzazione richiesti dalle relative previsioni
normative.
È comunque salva la facoltà dell’interessato di chiedere il rilascio di permes-
so di costruire per la realizzazione degli interventi che richiedono la SCIA,
senza obbligo del pagamento del contributo di costruzione, salvo quanto
stabilito dalle regioni. In questo caso la violazione della disciplina urbanisti-
co-edilizia comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del
valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi
stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro (articolo 37, TU Edili-
zia).

2.2 Autorizzazioni preliminari (art. 23-bis)


Prima della presentazione della SCIA, l’interessato può richiedere allo spor-
tello unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso, comun-
que denominati, necessari per l’intervento edilizio, o presentare istanza di
acquisizione dei medesimi atti di assenso contestualmente alla segnalazio-
ne. Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’avvenuta
acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono acquisiti entro il
termine di sessanta giorni, il responsabile dello sportello unico indice la con-
ferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della segnalazione certificata di inizio
attività e dell’istanza di acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque
denominati, necessari per l’intervento edilizio, l’interessato può dare inizio
ai lavori solo dopo la comunicazione da parte dello sportello unico dell’av-
venuta acquisizione dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della
conferenza di servizi.

© Wolters Kluwer Italia 11


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

All’interno delle zone omogenee A e in quelle equivalenti secondo l’even-


tuale diversa disciplina regionale, i comuni devono individuare con propria
deliberazione, le aree nelle quali non è applicabile la segnalazione certificata
di inizio attività per interventi di demolizione e ricostruzione, o per varianti a
permessi di costruire, comportanti modifiche della sagoma.

2.3 Normative regionali


2.3.1 Emilia Romagna
Interventi soggetti a SCIA (art. 13 L.R. n. 15/2013)
Sono obbligatoriamente subordinati a SCIA gli interventi non riconducibili
alla attività edilizia libera e non soggetti a permesso di costruire, tra cui:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria e le opere interne che:
• comportino modifiche della sagoma,
• aumentino le superfici utili e il numero delle unità immobiliari,
• modifichino le destinazioni d’uso delle costruzioni e delle singole uni-
tà immobiliari,
• riguardino le parti strutturali dell’edificio,
• siano rilevanti per la pubblica incolumità ai fini sismici,
• rechino comunque pregiudizio alla statica dell’edificio;
b) gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche, sen-
soriali e psicologico-cognitive, qualora interessino gli immobili consi-
derati beni culturali (art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004) o gli immobili aven-
ti valore storico-architettonico, individuati dagli strumenti urbanistici
comunali, qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio e compor-
tino modifica della sagoma e degli altri parametri dell’edificio oggetto
dell’intervento;
Nei casi in cui non sussistono ragionevoli alternative
progettuali, gli interventi possono comportare deroga
alla densità edilizia, all’altezza e alla distanza tra i fab-
bricati e dai confini.
c) gli interventi di restauro scientifico e quelli di restauro e risanamento
conservativo;

12 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

d) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui alla lett. f) dell’Allegato,


compresi gli interventi di recupero a fini abitativi dei sottotetti;
Gli strumenti urbanistici possono limitare i casi in
cui gli interventi sono consentiti mediante demolizione
e successiva ricostruzione del fabbricato, con modifi-
che agli originari parametri.
e) il mutamento di destinazione d’uso senza opere che comporta au-
mento del carico urbanistico;
f) l’installazione o la revisione di impianti tecnologici che comportano
la realizzazione di volumi tecnici al servizio di edifici o di attrezzature
esistenti;
g) le varianti in corso d’opera;
h) la realizzazione di parcheggi da destinare a pertinenza delle unità im-
mobiliari (art. 9, c. 1, della legge n. 122/1989);
i) le opere pertinenziali non classificabili come nuova costruzione;
l) le recinzioni, le cancellate e i muri di cinta;
m) gli interventi di nuova costruzione individuati dagli strumenti urbani-
stici comunali e disciplinati da precise disposizioni sui contenuti plano-
volumetrici, formali, tipologici e costruttivi (in alternativa al permesso
di costruire);
n) gli interventi di demolizione parziale e integrale di manufatti edilizi;
o) il recupero e il risanamento delle aree libere urbane e gli interventi di
rinaturalizzazione.
p) i significativi movimenti di terra, intesi come rilevanti movimenti mor-
fologici del suolo non a fini agricoli e comunque estranei all’attività
edificatoria quali gli scavi, i livellamenti, i riporti di terreno, gli sbanca-
menti (lett. m) Allegato L.R. n. 15/2013).

© Wolters Kluwer Italia 13


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Disciplina della SCIA (art. 14, L.R. n. 15/2013)


La SCIA è presentata al Comune dal proprietario dell’immobile o da chi ne
ha titolo nell’osservanza dell’atto di coordinamento tecnico, corredata dalla
documentazione essenziale, tra cui:
1) gli elaborati progettuali previsti per l’intervento che si intende realiz-
zare e la dichiarazione con cui il progettista abilitato assevera analitica-
mente che l’intervento da realizzare:
a) è compreso nelle tipologie di intervento sottoposte a SCIA;
b) è conforme alla disciplina dell’attività edilizia e alla valutazione pre-
ventiva, se acquisita;
2) le autorizzazioni e dagli atti di assenso, comunque denominati, o dalle
autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di tecnici
abilitati relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti necessa-
ri ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio, dagli elaborati tecni-
ci e dai documenti richiesti per iniziare i lavori, nonché dall’attestazio-
ne del versamento del contributo di costruzione, se dovuto.
Gli interessati, prima della presentazione della SCIA,
possono richiedere allo Sportello unico di provvedere
all’acquisizione di tali atti di assenso, presentando la
documentazione richiesta dalla disciplina di settore per
il loro rilascio;
3) l’elenco della documentazione progettuale che gli interessati si riserva-
no di presentare alla fine dei lavori, in attuazione dell’atto di coordina-
mento tecnico.
Entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione della SCIA, lo Sportel-
lo unico verifica la completezza della documentazione e delle dichiara-
zioni prodotte o che il soggetto si è riservato di presentare e:
a) in caso di verifica negativa, comunica in via telematica all’interessa-
to e al progettista l’inefficacia della SCIA;
b) in caso di verifica positiva, trasmette in via telematica all’interessato
e al progettista la comunicazione di regolare deposito della SCIA.
La SCIA è efficace a seguito della comunicazione di regolare deposito e co-
munque decorso il termine di cinque giorni lavorativi dalla sua presentazio-
ne, in assenza di comunicazione della verifica negativa.

14 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Entro i trenta giorni successivi all’efficacia della SCIA, lo Sportello unico ve-
rifica la sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla normativa
e dagli strumenti territoriali ed urbanistici per l’esecuzione dell’intervento.
L’amministrazione comunale può definire modalità di svolgimento del con-
trollo a campione qualora le risorse organizzative non consentono di esegui-
re il controllo sistematico delle SCIA.
Tale termine può essere sospeso una sola volta per
chiedere chiarimenti e acquisire integrazioni alla docu-
mentazione presentata.
Se sussistono motivi di contrasto con la disciplina vigente preclusivi dell’in-
tervento, lo Sportello unico vieta la prosecuzione dei lavori, ordinando al-
tresì il ripristino dello stato delle opere e dei luoghi e la rimozione di ogni
eventuale effetto dannoso.
Se sono accertate violazioni della disciplina dell’attività edilizia che possono
essere superate attraverso la modifica conformativa del progetto, lo Spor-
tello unico ordina agli interessati di predisporre apposita variazione proget-
tuale entro un congruo termine, comunque non superiore a sessanta giorni.
Decorso inutilmente tale termine, lo Sportello unico vieta la prosecuzione
dei lavori.

Decorso il termine di trenta giorni:


a) Lo Sportello unico adotta motivati provvedimenti di divieto di prose-
cuzione dell’intervento e di rimozione degli effetti dannosi di esso nel
caso in cui si rilevi la falsità o mendacia delle asseverazioni, delle di-
chiarazioni sostitutive di certificazioni o degli atti di notorietà allegati
alla SCIA.
Lo Sportello unico adotta i medesimi provvedimen-
ti anche in caso di pericolo di danno per il patrimonio
storico artistico, culturale, per l’ambiente, per la salu-
te, per la sicurezza pubblica o per la difesa nazionale,
previo motivato accertamento dell’impossibilità di tu-
telare i beni e gli interessi protetti mediante conforma-
zione dell’intervento alla normativa vigente.

© Wolters Kluwer Italia 15


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

b) Lo Sportello unico segnala agli interessati le eventuali carenze proget-


tuali circa le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza ener-
getica, accessibilità, usabilità e fruibilità degli edifici e degli impianti
che risultino preclusive al fine del rilascio del certificato di conformità
edilizia e agibilità.
c) Nei restanti casi in cui rilevi motivi di contrasto con la disciplina vigen-
te, lo Sportello unico può assumere determinazioni in via di autotutela.

SCIA con inizio dei lavori differito (art. 15, L.R. n. 15/2013)
Nella SCIA, l’interessato può dichiarare che i lavori non saranno avviati prima
della conclusione del procedimento di controllo oppure può indicare una
data successiva di inizio lavori, comunque non posteriore ad un anno dalla
presentazione della SCIA.
Qualora nella SCIA sia dichiarato il differimento dell’inizio dei lavori, l’inte-
ressato può chiedere che le autorizzazioni e gli atti di assenso, comunque
denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento siano acqui-
siti dallo Sportello unico. In tale caso, i trenta giorni per il controllo decorro-
no dal momento in cui lo Sportello unico acquisisce tutti gli atti di assenso
necessari.
La SCIA con inizio dei lavori differito è efficace dalla data indicata o dal con-
seguimento di tutti gli atti di assenso.

Validità della SCIA (art. 16, L.R. n. 15/2013)


I lavori oggetto della SCIA devono iniziare entro un anno dalla data della
sua efficacia e devono concludersi entro tre anni dalla stessa data. Decorsi
tali termini, in assenza di proroga, la SCIA decade di diritto per le opere non
eseguite. La realizzazione della parte dell’intervento non ultimata è soggetta
a nuova SCIA.
Il termine di inizio e quello di ultimazione dei lavori possono essere pro-
rogati, anteriormente alla scadenza, con comunicazione motivata da parte
dell’interessato. Alla comunicazione è allegata la dichiarazione del progetti-
sta abilitato con cui assevera che a decorrere dalla data di inizio lavori non
sono entrate in vigore contrastanti previsioni urbanistiche.

16 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

La sussistenza del titolo edilizio è provata con la copia della SCIA con relativa
documentazione e dalla comunicazione di regolare deposito della documen-
tazione rilasciata. Gli estremi della SCIA sono contenuti nel cartello esposto
nel cantiere.

2.3.2 Sardegna
Opere soggette a segnalazione certificata di inizio attività - SCIA (art. 10-bis,
L.R. n. 23 del 1985):
a) opere di manutenzione straordinaria;
b) opere di restauro non comportanti interventi ai sensi dell’articolo 2, c. 3,
della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di
usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impian-
ti eolici) e di risanamento conservativo;
c) opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti,
consistenti in rampe o ascensori esterni, ovvero in manufatti che alte-
rino la sagoma dell’edificio;
d) aree destinate ad attività sportive e ricreative senza creazione di volu-
metria;
e) opere costituenti pertinenza ai sensi dell’articolo 817 del Codice civile;
f) revisione o installazione di impianti tecnologici al servizio di edifici o di
attrezzature esistenti e realizzazione di volumi tecnici che si rendano
indispensabili, sulla base di nuove disposizioni;
g) varianti a permessi di costruire già rilasciati che non incidano sui para-
metri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione
d’uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le
eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire;
h) opere oggettivamente precarie, tali da poter essere immediatamente
rimosse alla cessazione della necessità, dirette a soddisfare obiettive
esigenze di carattere non ordinario e temporalmente definite;
i) serre provviste di strutture in muratura e serre fisse, funzionali allo
svolgimento dell’attività agricola;
j) tettoie di copertura, anche dotate di pannelli per la produzione di
energia elettrica.

© Wolters Kluwer Italia 17


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

La SCIA è accompagnata dalla documentazione prevista dai regolamenti edi-


lizi comunali e da una specifica relazione, a firma di un progettista abilitato,
che asseveri che le opere da realizzare sono conformi agli strumenti urbani-
stici approvati e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi
vigenti e attesti il rispetto delle leggi di settore con particolare riferimento,
laddove applicabili, alle norme di sicurezza statica, antisismica, antincendio,
igienico-sanitarie, sicurezza stradale, barriere architettoniche.
L’avvio dei lavori è condizionato all’ottenimento di tutti gli atti di assenso,
comunque denominati, necessari per l’intervento edilizio prescritti dalla nor-
mativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patri-
monio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore,
da acquisire per il tramite dello Sportello unico per l’edilizia, ove costituito.
Nei casi di cui alle lettere a), b), c), e), g), h), i) e j), i lavori sono eseguiti sotto
la supervisione del direttore dei lavori, che entro trenta giorni dalla conclu-
sione degli stessi presenta apposita dichiarazione di fine lavori, attestante il
rispetto di tutte le norme e delle previsioni della relazione di asseverazione.
Il mancato invio della dichiarazione di fine lavori comporta l’applicazione di
una sanzione amministrativa pari a euro 500 a carico del direttore dei lavori.
Nei casi di varianti a permessi di costruire, la SCIA è presentata prima della
dichiarazione di ultimazione dei lavori oggetto del permesso di costruire.

2.3.3 Toscana
Opere ed interventi soggetti a SCIA (art. 135, L.R. n. 65/2014)
1) Sono soggetti a SCIA:
a) le opere di reinterro e scavo non connesse all’attività edilizia o alla con-
duzione dei fondi agricoli e che non riguardano la coltivazione di cave
e torbiere;
b) i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree, ese-
guiti in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina
della distribuzione e localizzazione delle funzioni (art. 98), ferma re-
stando la disciplina delle attività libere per gli interventi da eseguirsi
negli organismi edilizi con destinazione d’uso non residenziale, ancor-
ché comportanti mutamento della destinazione d’uso sempre che tali
modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio (art. 136, c. 2,
lett. g);

18 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

c) le demolizioni di edifici o di manufatti non contestuali alla ricostruzio-


ne o ad interventi di nuova edificazione;
d) le occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci o materiali
che non comportino trasformazione permanente del suolo stesso;
e) fermo restando la disciplina delle attività libere (art. 136), ogni altra
trasformazione attuata per mezzo di opere edilizie che, in base alla
presente legge, non sia soggetta a permesso di costruire.
f) gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche
e all’adeguamento degli immobili per le esigenze dei disabili, anche
se comportano aumento dei volumi esistenti oppure deroga agli indi-
ci di fabbricabilità, fermo restando la disciplina dell’attività libera per
gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non
comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, oppure di
manufatti che alterino la sagoma dell’edificio (art. 136, c. 1, lett. b);
g) fermo restando la disciplina dell’attività libera per gli interventi che
non riguardano le parti strutturali dell’edifici (art. 136, c. 2, lett. a), gli
interventi di manutenzione straordinaria, ossia le opere e le modifiche
necessarie per rinnovare e sostituire parti, anche strutturali, degli edi-
fici, sempre che non alterino la volumetria complessiva e la sagoma
degli edifici. Detti interventi non possono comportare mutamenti della
destinazione d’uso.
Tra gli interventi di manutenzione straordinaria
sono ricompresi anche quelli consistenti nel fraziona-
mento o accorpamento delle unità immobiliari con
esecuzione di opere anche se comportanti la variazione
delle superfici delle singole unità immobiliari nonché
del carico urbanistico purché non sia modificata la vo-
lumetria complessiva e la sagoma degli edifici e si man-
tenga l’originaria destinazione d’uso;
h) gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, ossia quelli ri-
volti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità
mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli ele-
menti tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consen-
tano destinazioni d’uso con essi compatibili.

© Wolters Kluwer Italia 19


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Tali interventi comprendono:


• il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio,
• l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle
esigenze dell’uso,
• l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio,
• gli interventi sistematici volti alla conservazione e all’adeguamento
funzionale di edifici ancorché di recente origine, eseguiti nel rispetto
degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo edilizio.
Per tali interventi, in alternativa alla SCIA, può essere richiesto il permesso
di costruire;
i) gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa, ossia quelli rivolti
a trasformare l’organismo edilizio mediante un insieme sistematico di
opere non comportanti la demolizione del medesimo ma che possono
comunque portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso
dal precedente, fermo restando la disciplina delle attività libere per gli
interventi da eseguirsi negli organismi edilizi con destinazione d’uso
non residenziale, anche se comportanti mutamento della destinazio-
ne d’uso sempre che tali modifiche non riguardino le parti strutturali
dell’edificio (art. 136, c. 2, lett. g).
Tali interventi comprendono:
• il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio,
• l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed im-
pianti,
• il recupero dei sottotetti a fini abitativi eseguiti nel rispetto delle nor-
me per il recupero abitativo dei sottotetti (L.R. n. 5 dell’8 febbraio
2010).
Per tali interventi, in alternativa alla SCIA, può essere richiesto il permesso
di costruire;
l) gli interventi pertinenziali che comportano la realizzazione, all’interno
del resede di riferimento o in aderenza all’edificio principale, di un vo-
lume aggiuntivo non superiore al 20 per cento del volume dell’edificio
medesimo, calcolato nel rispetto degli strumenti comunali di pianifica-
zione urbanistica e del regolamento edilizio, compresa la demolizione

20 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

di volumi secondari facenti parte di un medesimo organismo edilizio e


la loro ricostruzione, ancorché in diversa collocazione, all’interno del
resede di riferimento. Tali interventi comprendono anche la realizza-
zione di volumi tecnici sulla copertura dell’edificio principale.
Per tali interventi, in alternativa alla SCIA, può essere richiesto il per-
messo di costruire;
m) l’installazione delle serre e dei manufatti aziendali temporanei realiz-
zati con strutture in materiale leggero e semplicemente ancorati a ter-
ra senza opere murarie per un periodo superiore a due anni, comprese
le serre aventi le suddette caratteristiche (art. 70, c. 3, lett. a);
n) l’installazione dei manufatti per l’attività agricola amatoriale e per il
ricovero di animali domestici realizzati nel territorio rurale solo nei casi
previsti e disciplinati dagli strumenti di pianificazione territoriale e ur-
banistica comunali (art. 78);
o) l’installazione di manufatti (art. 34, c. 6-quater, L.R. n. 3/1994) negli
appostamenti fissi per l’attività venatoria autorizzati;
p) le opere individuate dal piano antincendi boschivi ove non riconducibi-
li alle fattispecie disciplinate come attività libere.
q) previa sospensione dei lavori, le varianti in corso d’opera ai permessi
di costruire aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai punti
precedenti, che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel per-
messo di costruire.
Le opere e gli interventi sottoposti a SCIA sono subordinati alla preventiva
acquisizione degli atti di assenso comunque denominati, qualora dovuti, ri-
lasciati dalle competenti autorità ed in particolare qualora:
a) l’esecuzione delle opere interessi beni tutelati;
b) gli immobili interessati siano assoggettati alla disciplina sulle aree pro-
tette;
c) gli immobili interessati siano assoggettati a disposizioni immediata-
mente operative dei piani di tutela, alle prescrizioni oppure alle misure
di salvaguardia dei piani di bacino.

© Wolters Kluwer Italia 21


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Disciplina della SCIA (art. 145, L.R. n. 65/2014)


La SCIA va presentata dal proprietario o da chi ne abbia titolo allo sportello
unico, accompagnata da:
a) una relazione del progettista abilitato, che asseveri la conformità de-
gli interventi ed opere da realizzare agli strumenti della pianificazione
urbanistica comunali adottati o approvati ed al regolamento edilizio,
nonché il rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla
disciplina dell’attività edilizia: norme antisismiche, di sicurezza, antin-
cendio, igienico-sanitarie, alle norme relative all’efficienza energetica;
b) gli elaborati progettuali necessari per consentire le verifiche di compe-
tenza dell’amministrazione;
c) l’indicazione dell’impresa cui sono affidati i lavori;
d) ogni parere, nulla osta o atto d’assenso comunque denominato neces-
sario per poter eseguire i lavori, compresi quelli relativi a vincoli am-
bientali, paesaggistici o culturali, se presenti. L’interessato può richie-
dere allo sportello unico di acquisire tutti gli atti di assenso comunque
denominati, necessari per l’intervento edilizio. Tale istanza può essere
presentata contestualmente alla SCIA;
e) le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà, rela-
tive alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per la presentazione
della SCIA.
Ai fini della relazione asseverata, il professionista competente assume la
qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità. Nel caso in cui
il comune riscontri che l’asseverazione del professionista non corrisponda
al vero e sia tale da determinare la violazione delle disposizioni, ne dà con-
testuale notizia all’autorità giudiziaria ed al consiglio dell’ordine di apparte-
nenza.

Termini
La SCIA è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni dalla
data di presentazione. L’inizio dei lavori è contestuale alla sua presentazio-
ne. L’interessato è tenuto a trasmettere al competente ufficio comunale la
comunicazione di fine lavori. Qualora i lavori non siano ultimati nei termini,

22 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

l’avente titolo deve presentare una nuova SCIA concernente la parte non
ultimata. Nel caso di varianti in corso d’opera, l’interessato deve presentare
una nuova SCIA, descrivendo le variazioni da apportare all’intervento origi-
nario.
Se entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della SCIA, sia riscon-
trata l’assenza di uno o più degli atti o la non conformità delle opere da
realizzare agli strumenti o alle normative, il comune notifica al proponente,
al progettista o al direttore dei lavori, entro il medesimo termine, il divieto
di prosecuzione degli interventi e l’ordine di ripristino delle parti poste in
essere.
Gli aventi titolo hanno la facoltà di presentare una
nuova SCIA oppure di rendere idonea quella già pre-
sentata, qualora i necessari presupposti possano esse-
re soddisfatti mediante modificazioni o integrazioni dei
progetti delle previste trasformazioni, oppure median-
te l’acquisizione dei pareri, nulla osta o atti di assenso
comunque denominati necessari per poter eseguire i
lavori.
Presso il cantiere va depositata copia della SCIA, dalla quale risulti la data di
presentazione, l’elenco degli elaborati di corredo al progetto, l’attestazione
del professionista abilitato, il piano di sicurezza, ove dovuto, nonché gli atti
di assenso eventualmente necessari per l’efficacia della SCIA medesima.
Ultimato l’intervento, il progettista o un tecnico abilitato, contestualmente
alla certificazione, deposita ricevuta dell’avvenuta presentazione della varia-
zione catastale conseguente alle opere realizzate oppure dichiarazione che
le stesse non hanno comportato modificazioni del classamento.

2.3.4 Valle d’Aosta


SCIA edilizia (art. 61, L.R. n. 11/1998)
1) Non sono subordinati a permesso di costruire e sono soggetti a SCIA
edilizia i seguenti interventi:
a) opere di manutenzione straordinaria, opere di restauro e risanamento
conservativo in assenza di mutamenti della destinazione d’uso;

© Wolters Kluwer Italia 23


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

b) opere esterne di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici


esistenti;
c) recinzioni, muri di cinta e cancellate;
d) opere di sistemazione di aree destinate ad attività sportive senza crea-
zione di volumetria;
e) opere interne di singole unità immobiliari che non rechino pregiudizio
alla statica dell’immobile, non mutino la destinazione d’uso né modi-
fichino la volumetria complessiva dell’edificio, anche consistenti in in-
terventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con
eventuale esecuzione di opere che comportano la variazione delle su-
perfici delle singole unità immobiliari;
f) realizzazione di parcheggi di pertinenza, nel sottosuolo del fabbricato
o del lotto su cui insiste il fabbricato stesso;
g) devoluzione a parcheggio del piano terreno, o di parte di esso, negli
edifici esistenti;
h) realizzazione di condutture e impianti interrati e di impianti tecnici al
servizio di edifici esistenti;
i) realizzazione di strutture pertinenziali agli edifici esistenti e di arredi
fissi da giardino, come tali privi di funzioni autonome e destinati inve-
ce al servizio esclusivo degli edifici predetti, o di loro parti, i quali non
comportino carico urbanistico alcuno, non determinino aggravio sulle
opere di urbanizzazione e presentino piccole dimensioni;
i-bis) realizzazione di pavimentazioni di giardini, di aree cortilizie e di passag-
gi destinati al servizio esclusivo di edifici esistenti o di loro parti;
j) opere di demolizione, reinterri e scavi di modesta entità che non atten-
gano a bonifiche agrarie interessanti superfici superiori a 2000 metri
quadrati di terreno né alla coltivazione di cave;
k) manufatti e sistemazioni all’interno dei cimiteri, nel rispetto del relati-
vo regolamento;
l) manufatti temporanei per la loro natura e per la loro funzione;
m) beni strumentali;
n) intonacatura e tinteggiatura esterna degli edifici, ove conforme alle di-
sposizioni comunali in tema di colore e arredo urbano e al regolamen-
to edilizio;

24 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

o) interventi di manutenzione delle piste da sci esistenti;


p) interventi di manutenzione idraulico-forestale dei corsi d’acqua;
q) piccoli impianti di irrigazione a servizio di aree verdi;
r) realizzazione di muri di contenimento per terrazzamenti pertinenti ad
abitazioni;
s) realizzazione di serre a struttura fissa di superficie coperta inferiore a
50 metri quadrati.
t) palorci e piccoli impianti a fune adibiti al trasporto in servizio privato di
animali e cose che non attraversano strade pubbliche, edifici abitati e
opere pubbliche accessibili al pubblico;
u) impianti a fune temporanei per cantieri e per trasporto di legname che
attraversano strade pubbliche, edifici abitati, opere pubbliche accessi-
bili al pubblico.
Nei casi in cui gli interventi siano correlati ai procedimenti relativi alle impre-
se, la SCIA edilizia va presentata allo sportello unico competente per il terri-
torio in cui si svolge l’attività o è situato l’impianto produttivo, altrimenti va
presentata all’ufficio competente del Comune in cui l’intervento deve essere
realizzato, corredata di dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di
notorietà, attestanti l’esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, non-
ché delle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ove richieste. Le at-
testazioni e le asseverazioni sono corredate degli elaborati tecnici necessari
per consentire le verifiche di competenza del Comune.
Gli interventi possono essere iniziati dalla data della presentazione della
SCIA edilizia all’ufficio competente. La documentazione comprovante il ti-
tolo abilitativo è data dalla ricevuta della ricezione della stessa da parte del
medesimo ufficio.
Entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della SCIA edilizia, spetta
all’ufficio competente verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti
di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da co-
municare all’interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzio-
ne dell’attività edilizia e la rimozione dei suoi effetti, salvo che l’interessato
provveda, ove ciò sia possibile, a conformare alla normativa vigente detta
attività e i suoi effetti entro il termine prefissatogli, comunque non inferiore
a trenta giorni.

© Wolters Kluwer Italia 25


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di autotutela, all’uffi-


cio competente è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un
danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute e
per la sicurezza pubblica e previo motivato accertamento dell’impossibilità
di tutelare tali interessi mediante adeguamento dell’attività dei privati alla
normativa vigente.
La SCIA edilizia è valida alle seguenti condizioni:
a) siano stati rilasciati gli assensi, le autorizzazioni o i pareri dovuti, nel
caso in cui gli immobili interessati siano assoggettati alle disposizioni
per la tutela dei beni culturali e delle aree protette;
b) gli interventi siano conformi alle prescrizioni cogenti e prevalenti del
piano territoriale provinciale, alle prescrizioni dei piani di settore e a
quelle degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi, dei program-
mi, delle intese e delle concertazioni approvati o adottati;
c) gli interventi rispettino le norme igienico-sanitarie e quelle relative alla
sicurezza.
L’ultimazione dei lavori deve avvenire nel termine di un anno; decorso tale
termine, cessano gli effetti abilitativi.
Il ricorso alla SCIA edilizia non esonera i soggetti interessati dall’applicazione
delle norme sul rischio idrogeologico, sulle opere di conglomerato cemen-
tizio, sul contenimento dei consumi energetici e delle altre disposizioni in
materia edilizia.

2.3.5 Provincia Autonoma di Trento


Interventi soggetti alla SCIA (art. 85 L.R. n. 15/2015)
1)    Sono assoggettati obbligatoriamente alla SCIA i seguenti interventi:
a)   i volumi tecnici;
b)  le varianti nel limite del 10 per cento delle misure di progetto;
c)  il mutamento di destinazione d’uso e l’aumento delle unità immobi-
liari di edifici esistenti, anche con opere, senza aumento di volume o
superficie utile lorda;
d) la realizzazione di manufatti pertinenziali che le norme di attuazione
degli strumenti urbanistici non qualificano come nuova costruzione o

26 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

che non comportano la realizzazione di un volume superiore al 20 per


cento del volume principale;
e)  i parcheggi, da realizzare nel sottosuolo e nei locali al piano terreno
degli edifici, ai fini del rispetto degli standard richiesti per le singole
unità immobiliari;
f)  le opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esi-
stenti, se comportano modifiche della sagoma;
g) le recinzioni superiori a 150 centimetri di altezza;
h) i muri di sostegno e di contenimento fino a tre metri di altezza;
i) la realizzazione della parte dell’intervento non ultimata nel termine
stabilito, salvo che le opere corrispondenti non rientrino tra quelle
soggette a permesso di costruire;
j) le opere di bonifica e sistemazione del terreno che comportano livel-
lamenti di terreno per la messa a coltura, di altezza superiore a un
metro;
k) l’installazione di serre e tunnel permanenti per le produzioni intensive
ortoflorofrutticole o per la moltiplicazione di piante, secondo le dispo-
sizioni contenute nel regolamento urbanistico-edilizio provinciale;
l) i cartelli o altri mezzi pubblicitari all’esterno dei centri abitati, nel ri-
spetto delle disposizioni contenute nel regolamento urbanistico-edili-
zio provinciale;
m) gli interventi soggetti a permesso di costruire, quando il rappresentan-
te del comune si è espresso favorevolmente nella conferenza di servizi
prevista nella normativa provinciale in materia di valutazione d’impat-
to ambientale, di autorizzazione unica territoriale e di impianti fissi di
telecomunicazione e di radiodiffusione, secondo quanto previsto dalle
relative discipline di settore;
n) tutti gli altri interventi non espressamente compresi tra quelli liberi e
tra quelli assoggettati a permesso di costruire.

Sono assoggettati a SCIA alternativa al permesso di costruire, i seguenti in-


terventi:
a) gli interventi su edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo
senza aumento di volume e di superficie utile lorda;

© Wolters Kluwer Italia 27


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

b) gli interventi su edifici soggetti a ristrutturazione edilizia che non com-


portano la demolizione anche parziale delle murature perimetrali e
non comportano aumento di volume e di superficie utile lorda;
c) gli interventi previsti dai piani attuativi già autorizzati ai fini della tute-
la del paesaggio e quelli non soggetti ad autorizzazione paesaggistica
per i quali la Cpc ha espresso parere favorevole sulla qualità architet-
tonica del piano attuativo, quando, in entrambi i casi, i piani conten-
gono precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche e formali per
la realizzazione degli interventi;
c-bis) gli interventi soggetti a permesso di costruire per i quali, ai sensi della
disciplina di settore, è stata rilasciata l’autorizzazione unica territoriale
(Aut) senza la preventiva espressione dell’atto di assenso da parte del
comune territorialmente competente.

Soggetti legittimati e requisiti della SCIA (art. 86, L.R. n. 15/2015)


Possono presentare la SCIA i proprietari dell’immobile e i soggetti in pos-
sesso di un altro titolo idoneo, corredandola con la documentazione tecnica
e ogni atto di assenso, comunque denominato, e dalle certificazioni previ-
ste, individuati dal regolamento urbanistico-edilizio provinciale nel rispet-
to del principio dell’acquisizione d’ufficio di dati e informazioni in possesso
dell’amministrazione procedente o di altre amministrazioni.
La presentazione della SCIA è subordinata al pagamento del contributo di
costruzione, calcolato in via provvisoria dal richiedente, salvo successivo
conguaglio o riduzione sulla base delle determinazioni del comune.
Alla SCIA va allegata una relazione firmata dal progettista dell’opera, che
evidenzi:
a)  la conformità delle opere agli strumenti urbanistici e ai regolamenti
edilizi vigenti e l’assenza di contrasto con quelli adottati;
b)  il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie;
c)  nel caso di interventi riguardanti edifici soggetti alla disciplina degli
insediamenti storici o del patrimonio edilizio tradizionale montano,
lo stato esistente e l’eventuale presenza di elementi decorativi, quali
affreschi, portali e contorni dei fori in genere in pietra, collegamenti
verticali e parapetti particolari e altri elementi decorativi significativi,

28 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 2.  Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA, art. 22)

mediante la presentazione di idonea documentazione fotografica, con


l’indicazione degli interventi previsti per la tutela e la valorizzazione di
questi elementi.
La SCIA perde efficacia decorsi cinque anni dalla data di presentazione. Il ter-
mine è prorogabile su richiesta, da presentare prima della scadenza, solo per
fatti sopravvenuti e di carattere straordinario, tali da ritardare l’esecuzione
dei lavori.
A seguito della presentazione della SCIA, l’interessato comunica al comune
la data di ultimazione dei lavori. Alla comunicazione è allegato un certificato
finale sulla regolare esecuzione, redatto da un tecnico abilitato, che attesta
la conformità delle opere al progetto presentato e l’avvenuta modifica ca-
tastale.
Il comune accerta l’esistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti nel ter-
mine di trenta giorni dal ricevimento della segnalazione; nel caso di accer-
tata carenza vieta di iniziare o di proseguire i lavori e ordina la rimessa in
pristino, salvo che l’interessato provveda a conformare alla normativa vigen-
te l’attività e i suoi effetti, se ciò è possibile, entro un termine non inferiore
a trenta giorni, fissato dal comune. A tal fine il comune può individuare le
opere e le modalità esecutive necessarie per conformare gli interventi alle
norme urbanistiche, ordinando la loro esecuzione nel termine stabilito.
Se ne ricorrono i presupposti, il comune provvede anche alla comunicazione
prevista in materia di responsabilità del progettista. Decorso il termine per
l’adozione dei provvedimenti, è fatto salvo il potere del comune di assumere
provvedimenti di autotutela, solo in presenza del pericolo di un danno per il
patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza
pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossi-
bilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attivi-
tà dei privati alla normativa vigente.

© Wolters Kluwer Italia 29


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3. Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)


I seguenti interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio
sono subordinati a permesso di costruire (art. 10):
a) nuova costruzione;
b) ristrutturazione urbanistica;
c) ristrutturazione edilizia che comporti:
• un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente,
• modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti,
• mutamenti della destinazione d’uso degli immobili nelle zone che
rivestono carattere storico, artistico e di particolare pregio ambien-
tale,
• modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli.
Le regioni stabiliscono con legge quali mutamenti, connessi o non connessi a
trasformazioni fisiche, dell’uso di immobili o di loro parti, sono subordinati a
permesso di costruire o a segnalazione certificata di inizio attività. Le regioni
possono altresì individuare con legge ulteriori interventi che, in relazione
all’incidenza sul territorio e sul carico urbanistico, sono sottoposti al preven-
tivo rilascio del permesso di costruire.

3.1 Caratteristiche (art. 11)


Il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi ab-
bia titolo per richiederlo; è trasferibile, insieme all’immobile, ai successori o
aventi causa. Esso non incide sulla titolarità della proprietà o di altri diritti
reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio. È irrevocabile,
oneroso e non comporta limitazione dei diritti dei terzi.

30 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.2 Presupposti e competenze per il rilascio (artt. 12-13)


Il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle previsioni degli stru-
menti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edili-
zia vigente; è comunque subordinato:
• all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o
• alla previsione da parte del comune dell’attuazione delle stesse nel
successivo triennio, o
• all’impegno degli interessati di procedere all’attuazione delle medesi-
me, contemporaneamente alla realizzazione dell’intervento oggetto
del permesso.
In caso di contrasto dell’intervento oggetto della domanda di permesso di
costruire con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, è sospesa ogni
determinazione in ordine alla domanda:
• fino a tre anni dalla data di adozione dello strumento urbanistico, o
• fino a cinque anni nell’ipotesi in cui lo strumento urbanistico sia stato
sottoposto all’amministrazione competente all’approvazione entro un
anno dalla conclusione della fase di pubblicazione.
Il permesso di costruire è rilasciato dal dirigente o responsabile dello sportel-
lo unico nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e degli strumenti urbanistici.
L’esercizio dei poteri sostitutivi, per il caso di mancato rilascio del permesso
di costruire entro i termini stabiliti, è disciplinato dalle regioni.

3.3 Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici (art. 14)


Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rila-
sciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico,
previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle
disposizioni in materia di beni culturali e ambientali e delle altre normative
di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.

© Wolters Kluwer Italia 31


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.3.1 Interventi di ristrutturazione edilizia,


attuati anche in aree industriali dismesse
È ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle desti-
nazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta
l’interesse pubblico, a condizione che il mutamento di destinazione d’uso
non comporti un aumento della superficie coperta prima dell’intervento di
ristrutturazione, fermo restando, nel caso di insediamenti commerciali, il cri-
terio europeo di libera concorrenza. Dell’avvio del procedimento viene data
comunicazione agli interessati.

3.3.2 Contenuti della deroga


La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può ri-
guardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra
i fabbricati stabiliti dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, nonché,
nei casi di interventi di ristrutturazione edilizia, le destinazioni d’uso, fermo
restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni sui limiti di densità edilizia,
altezza degli edifici e distanza tra i fabbricati.

3.4 Efficacia temporale e decadenza (art. 15)


Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei
lavori:
• l’inizio dei lavori deve avvenire entro un anno dal rilascio del titolo;
• l’opera deve essere completata entro tre anni dall’inizio dei lavori.
Decorsi tali termini, il permesso decade di diritto per la parte non eseguita,
tranne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga.
La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato, per:
• fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso,
• in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue parti-
colari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecu-
tive emerse successivamente all’inizio dei lavori,
• quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in
più esercizi finanziari,

32 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

• qualora i lavori non possano essere iniziati o conclusi per iniziative


dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infonda-
te.
La realizzazione della parte dell’intervento non ultimata nel termine stabilito
è subordinata al rilascio di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire,
salvo che le stesse non rientrino tra quelle realizzabili mediante denuncia di
inizio attività. Se necessario, si procede al ricalcolo del contributo di costru-
zione.
Il permesso decade con l’entrata in vigore di contrastanti previsioni urbani-
stiche, salvo che i lavori siano già iniziati e vengano completati entro il termi-
ne di tre anni dalla data di inizio.

3.5 Contributo per il rilascio (art. 16)


Il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un con-
tributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al
costo di costruzione.
La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione è corrisposta al
comune all’atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell’inte-
ressato, può essere rateizzata.
A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il titolare del permesso può
obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, con le mo-
dalità e le garanzie stabilite dal comune, con conseguente acquisizione delle
opere realizzate al patrimonio indisponibile del comune.
Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque de-
nominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urba-
nistico generale, l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria,
di importo inferiore alla soglia di 5.225.000 euro, funzionali all’intervento di
trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso
di costruire e non rientra nel campo di applicazione del codice degli appalti
pubblici.
La quota di contributo relativa al costo di costruzione, determinata all’atto
del rilascio, è corrisposta in corso d’opera, con le modalità e le garanzie sta-
bilite dal comune, non oltre sessanta giorni dalla ultimazione della costru-
zione.

© Wolters Kluwer Italia 33


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.5.1 Oneri di urbanizzazione primaria


Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi ai seguenti interventi: stra-
de residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di
distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di
verde attrezzato.
Tra gli interventi di urbanizzazione primaria rientrano i cavedi multiservizi e i
cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree indivi-
duate dai comuni sulla base dei criteri definiti dalle regioni.

3.5.2 Oneri di urbanizzazione secondaria


Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono relativi ai seguenti interventi:
asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo nonché strutture e complessi
per l’istruzione superiore all’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni co-
munali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi
di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie. Nelle attrezza-
ture sanitarie sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati
allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali,
pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate.
Nel caso di interventi su edifici esistenti, il costo di costruzione è determi-
nato in relazione al costo degli interventi stessi, così come individuati dal
comune in base ai progetti presentati per ottenere il permesso di costruire.
Per incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, i comuni hanno
comunque la facoltà di deliberare che i costi di costruzione relativi agli in-
terventi di ristrutturazione edilizia siano inferiori ai valori determinati per le
nuove costruzioni.

3.5.3 Riduzione o esonero dal contributo di costruzione (art. 17)


Nei casi di edilizia abitativa convenzionata, relativa anche ad edifici esistenti,
il contributo afferente al permesso di costruire è ridotto alla sola quota degli
oneri di urbanizzazione qualora il titolare del permesso si impegni, a mezzo
di una convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni di
locazione determinati ai sensi della convenzione-tipo.
Il contributo per la realizzazione della prima abitazione è pari a quanto sta-

34 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

bilito per la corrispondente edilizia residenziale pubblica, purché sussistano


i requisiti indicati dalla normativa di settore.
Il contributo di costruzione non è dovuto:
a) per gli interventi da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le resi-
denze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell’im-
prenditore agricolo a titolo principale;
b) per gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento, in misura non
superiore al 20%, di edifici unifamiliari;
c) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse ge-
nerale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per
le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di
strumenti urbanistici;
d) per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedi-
menti emanati a seguito di pubbliche calamità;
e) per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle
fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso
razionale dell’energia, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela
dell’assetto idrogeologico, artistico-storica e ambientale.
Per gli interventi da realizzarsi su immobili di proprietà dello Stato, nonché
per gli interventi di manutenzione straordinaria, qualora comportanti au-
mento del carico urbanistico, il contributo di costruzione è commisurato alla
incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purché ne derivi un aumento
della superficie calpestabile.
Al fine di agevolare gli interventi di densificazione edilizia, per la ristruttura-
zione, il recupero e il riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, il
contributo di costruzione è ridotto in misura non inferiore al venti per cento
rispetto a quello previsto per le nuove costruzioni nei casi non interessati da
varianti urbanistiche, deroghe o cambi di destinazione d’uso comportanti
maggior valore rispetto alla destinazione originaria. I comuni definiscono,
entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, i cri-
teri e le modalità applicative per l’applicazione della relativa riduzione.

© Wolters Kluwer Italia 35


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.5.4 Convenzione-tipo (art. 18)


Per il rilascio del permesso di costruire relativo agli interventi di edilizia abi-
tativa convenzionata, la regione approva una convenzione-tipo, con la quale
sono stabiliti i criteri nonché i parametri, definiti con meccanismi tabellari
per classi di comuni, ai quali debbono uniformarsi le convenzioni comunali
nonché gli atti di obbligo in ordine essenzialmente a:
a) l’indicazione delle caratteristiche tipologiche e costruttive degli alloggi;
b) la determinazione dei prezzi di cessione degli alloggi, sulla base del
costo delle aree, così come definito dal c. successivo, della costruzione
e delle opere di urbanizzazione, nonché delle spese generali, compre-
se quelle per la progettazione e degli oneri di preammortamento e di
finanziamento;
c) la determinazione dei canoni di locazione in percentuale del valore de-
sunto dai prezzi fissati per la cessione degli alloggi;
d) la durata di validità della convenzione non superiore a trenta e non
inferiore a venti anni.

3.6 Procedimento per il rilascio (art. 20)


3.6.1 Domanda
La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta da uno dei
soggetti legittimati, va presentata allo sportello unico corredata da un’atte-
stazione concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali
richiesti, e quando ne ricorrano i presupposti, dagli altri documenti previsti.
La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato
che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati
ed adottati, ai regolamenti edilizi vigenti, e alle altre normative di settore
aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare alle nor-
me antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nel caso in cui
la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnico-di-
screzionali, alle norme relative all’efficienza energetica.
Lo sportello unico comunica entro dieci giorni al richiedente il nominativo
del responsabile del procedimento. L’esame delle domande si svolge secon-
do l’ordine cronologico di presentazione.

36 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.6.2 Proposta di provvedimento


Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del
procedimento cura l’istruttoria, acquisisce, avvalendosi dello sportello uni-
co, i prescritti pareri e gli atti di assenso eventualmente necessari e, valutata
la conformità del progetto alla normativa vigente, formula una proposta di
provvedimento, corredata da una dettagliata relazione, con la qualificazione
tecnico-giuridica dell’intervento richiesto.
Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del
permesso di costruire sia necessario apportare modifiche di modesta entità
rispetto al progetto originario, può, nello stesso termine di sessanta giorni,
richiedere tali modifiche, illustrandone le ragioni. L’interessato si pronuncia
sulla richiesta di modifica entro il termine fissato e, in caso di adesione, è te-
nuto ad integrare la documentazione nei successivi quindici giorni. La richie-
sta sospende, fino al relativo esito, il decorso del termine di sessanta giorni.
Il termine di sessanta giorni può essere interrotto una sola volta dal respon-
sabile del procedimento, entro trenta giorni dalla presentazione della do-
manda, esclusivamente per la motivata richiesta di documenti che integrino
o completino la documentazione presentata e che non siano già nella dispo-
nibilità dell’amministrazione o che questa non possa acquisire autonoma-
mente. In tal caso, il termine ricomincia a decorrere dalla data di ricezione
della documentazione integrativa.

3.6.3 Conferenza di servizi


Se entro il termine di sessanta giorni non sono intervenute le intese, i con-
certi, i nulla osta o gli assensi, comunque denominati, delle altre ammini-
strazioni pubbliche, o è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni
interpellate, qualora tale dissenso non risulti fondato sull’assoluta incompa-
tibilità dell’intervento, il responsabile dello sportello unico indice la confe-
renza di servizi.
Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire
alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si
tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozio-
ne della determinazione motivata di conclusione del procedimento.
Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a notificare all’inte-

© Wolters Kluwer Italia 37


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

ressato, è adottato dal dirigente o dal responsabile dell’ufficio, entro il ter-


mine di trenta giorni dalla proposta. Qualora sia indetta la conferenza di ser-
vizi, la determinazione motivata di conclusione del procedimento, assunta
nei termini previsti dalla legge, è, ad ogni effetto, titolo per la realizzazione
dell’intervento.
Il termine è fissato in quaranta giorni con la medesima decorrenza qualora
il dirigente o il responsabile del procedimento abbia comunicato all’istante i
motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Dell’avvenuto rilascio del
permesso di costruire è data notizia al pubblico mediante affissione all’al-
bo pretorio. Gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartel-
lo esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento
edilizio.
I termini di sessanta giorni sono raddoppiati nei soli casi di progetti parti-
colarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del
procedimento.

3.6.4 Silenzio-assenso
Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclu-
sivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto moti-
vato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il
silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli relativi all’assetto
idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le
seguenti disposizioni:
Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto a vincoli di assetto
idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, il termine di trenta giorni
decorre dal rilascio del relativo atto di assenso, il procedimento è concluso
con l’adozione di un provvedimento espresso.
In caso di diniego dell’atto di assenso, eventualmente acquisito in conferen-
za di servizi, decorso il termine per l’adozione del provvedimento finale, la
domanda di rilascio del permesso di costruire si intende respinta. Il respon-
sabile del procedimento trasmette al richiedente il provvedimento di dinie-
go dell’atto di assenso entro cinque giorni dalla data in cui è acquisito agli
atti, con l’indicazione del termine e l’autorità cui è possibile ricorrere.
Per gli immobili sottoposti a vincolo paesaggistico, decorsi inutilmente ses-

38 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

santa giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che
questi abbia reso il prescritto parere, l’amministrazione competente provve-
de comunque sulla domanda di autorizzazione.
Il termine per il rilascio del permesso di costruire per gli interventi subor-
dinati a denuncia di inizio attività, è di settantacinque giorni dalla data di
presentazione della domanda.

3.7 Sanzioni
Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o
attestazioni o asseverazioni nella domanda per il rilascio del permesso di
costruire, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei pre-
supposti di cui al medesimo c. è punito con la reclusione da uno a tre anni.
In tali casi, il responsabile del procedimento informa il competente ordine
professionale per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari.

3.8 Normative regionali


3.8.1 Emilia Romagna
Interventi soggetti a permesso di costruire (art. 17 L.R. n. 15/2013)
1. Sono subordinati a permesso di costruire:
a) gli interventi di nuova costruzione con esclusione di quelli soggetti a
SCIA disciplinati da precise disposizioni sui contenuti planovolumetrici,
formali, tipologici e costruttivi;
b) gli interventi di ripristino tipologico;
c) gli interventi di ristrutturazione urbanistica.

Procedimento per il rilascio del permesso di costruire


(art. 18, L.R. n. 15/2013)
La domanda per il rilascio del permesso, sottoscritta dal proprietario o da chi
ne abbia titolo, è presentata allo Sportello unico nell’osservanza dell’atto di
coordinamento tecnico, corredata dalla documentazione essenziale:
1) gli elaborati progettuali previsti per l’intervento che si intende realizzare;

© Wolters Kluwer Italia 39


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

2) la dichiarazione con cui il progettista abilitato assevera analiticamente


che l’intervento da realizzare:
a) è compreso nelle tipologie di intervento ammesse,
b) è conforme alla disciplina dell’attività edilizia e alla valutazione pre-
ventiva, se acquisita;
3) elenco della documentazione progettuale che il richiedente si riserva
di presentare prima dell’inizio lavori o alla fine dei lavori, in attuazione
dell’atto di coordinamento tecnico.
L’incompletezza della documentazione essenziale determina l’improcedibi-
lità della domanda, che viene comunicata all’interessato entro dieci giorni
lavorativi dalla presentazione della domanda stessa.
Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del
procedimento cura l’istruttoria, acquisendo i prescritti pareri dagli uffici co-
munali e richiedendo alle amministrazioni interessate il rilascio delle auto-
rizzazioni e degli altri atti di assenso, comunque denominati, necessari al
rilascio del provvedimento. Acquisiti tali atti, formula una proposta di prov-
vedimento, corredata da una relazione.
Qualora il responsabile del procedimento, nello stesso termine di sessanta
giorni, ritenga di dover chiedere chiarimenti ovvero accerti la necessità di
modeste modifiche per l’adeguamento del progetto alla disciplina vigente,
può convocare l’interessato per concordare, in un apposito verbale, i tempi
e le modalità di modifica del progetto. Il termine di sessanta giorni resta so-
speso fino alla presentazione della documentazione concordata.
Se entro sessanta giorni non sono intervenute le autorizzazioni e gli altri atti
di assenso, comunque denominati, delle altre amministrazioni pubbliche o
è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, qualo-
ra tale dissenso non risulti fondato su un motivo assolutamente preclusivo
dell’intervento, il responsabile dello Sportello unico indice la conferenza di
servizi.
Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire
alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si
tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozio-
ne della determinazione motivata di conclusione del procedimento.
La determinazione motivata di conclusione del procedimento è, ad ogni ef-

40 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

fetto, titolo per la realizzazione dell’intervento.


Fuori dai casi di convocazione della conferenza di servizi, il provvedimento
finale, che lo Sportello unico provvede a notificare all’interessato, è adottato
dal dirigente o dal responsabile dell’ufficio, entro il termine di quindici giorni
dalla proposta.
Tale termine è fissato in trenta giorni con la medesima decorrenza qualora
il dirigente o il responsabile del procedimento abbia comunicato all’istante i
motivi che ostano all’accoglimento della domanda.
Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico
mediante affissione all’albo pretorio. Gli estremi del permesso di costruire
sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere.

Caratteristiche ed efficacia del permesso di costruire


(art. 19, L.R. n. 15/2013)
Il permesso di costruire:
1) è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richie-
derlo,
2) indica i termini di inizio e di ultimazione dei lavori: il termine per l’inizio
dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo;
quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata,
non può superare i tre anni dalla data di rilascio.
Il termine di inizio e quello di ultimazione dei lavori
possono essere prorogati, anteriormente alla scaden-
za, con comunicazione motivata da parte dell’interes-
sato. Alla comunicazione è allegata la dichiarazione del
progettista abilitato con cui assevera che a decorrere
dalla data di inizio lavori non sono entrate in vigore
contrastanti previsioni urbanistiche. Decorsi tali termi-
ni il permesso decade di diritto per la parte non ese-
guita. La data di effettivo inizio dei lavori deve essere
comunicata allo Sportello unico, con l’indicazione del
direttore dei lavori e dell’impresa cui si intendono affi-
dare i lavori.

© Wolters Kluwer Italia 41


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

La realizzazione della parte dell’intervento non ulti-


mata nel termine stabilito è subordinata a nuovo titolo
abilitativo per le opere ancora da eseguire ed all’even-
tuale aggiornamento del contributo di costruzione per
le parti non ancora eseguite.
3) è irrevocabile e decade con l’entrata in vigore di contrastanti previsioni
urbanistiche, salvo che i lavori siano già iniziati e vengano completati
entro il termine stabilito nel permesso stesso ovvero entro il periodo di
proroga anteriormente concesso.

Permesso di costruire in deroga (art. 20, L.R. n. 15/2013)


Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici è rilasciato esclu-
sivamente per interventi di riqualificazione urbana e di qualificazione di edi-
fici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del Con-
siglio comunale.
La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie, di accessibilità e di
sicurezza e dei limiti inderogabili stabiliti dalle disposizioni statali e regionali,
può riguardare esclusivamente le destinazioni d’uso ammissibili, la densità
edilizia, l’altezza e la distanza tra i fabbricati e dai confini, stabilite dagli stru-
menti di pianificazione urbanistica.

3.8.2 Lombardia
Trasformazioni soggette a permesso di costruire
(art. 33, L.R. n. 12/2005)
Tutti gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono
subordinati a permesso di costruire, fatto salvo quanto disposto dall’articolo
6 del D.P.R. n. 380/2001 sulle attività libere.
Per le opere pubbliche dei comuni, la deliberazione di approvazione del pro-
getto, assistita dalla relativa validazione, ha i medesimi effetti del permesso
di costruire.
Gli interventi edilizi finalizzati alla realizzazione o all’ampliamento di sale gio-

42 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

chi, sale scommesse e sale bingo sono subordinati a permesso di costruire.


Ai fini del rilascio del permesso di costruire, il comune provvede alla verifica
del limite della distanza da luoghi sensibili previsto dalle norme per la pre-
venzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico.

Interventi su beni paesaggistici (art. 34)


L’autorizzazione paesaggistica, se di competenza di ente diverso dal comu-
ne, deve essere allegata alla richiesta di permesso di costruire.

Caratteristiche del permesso di costruire (art. 35)


Il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi ab-
bia titolo per richiederlo.
Il permesso di costruire è trasferibile, insieme all’immobile o al titolo legitti-
mante, ai successori o aventi causa. Esso non incide sulla titolarità della pro-
prietà o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo
rilascio. È irrevocabile ed è oneroso secondo quanto previsto al capo quarto
del presente titolo.
Il rilascio del permesso di costruire non comporta limitazione dei diritti dei
terzi.
La data di inizio e ultimazione dei lavori è immediatamente dichiarata al co-
mune, secondo le modalità indicate nel regolamento edilizio.

A seguito dell’ultimazione dei lavori, il titolare del permesso di costruire è


tenuto a presentare allo sportello unico per l’edilizia, contestualmente alla
richiesta di accatastamento dell’edificio, gli elaborati di aggiornamento del
data base topografico e di certificazione energetica in forma digitale.

Presupposti per il rilascio del permesso di costruire (art. 36)


Il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle previsioni degli stru-
menti di pianificazione, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanisti-
co-edilizia vigenti.

© Wolters Kluwer Italia 43


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Il permesso di costruire è comunque subordinato alla esistenza delle opere


di urbanizzazione primaria o alla previsione, da parte del comune, dell’attua-
zione delle stesse nel successivo triennio, ovvero all’impegno degli interes-
sati di procedere all’attuazione delle medesime contemporaneamente alla
realizzazione dell’intervento oggetto del permesso.
Nel periodo intercorrente tra l’adozione e la definitiva approvazione degli
strumenti di pianificazione comunale, a richiesta del dirigente del compe-
tente ufficio comunale, ovvero, laddove costituito, dello sportello unico per
l’edilizia, il dirigente della competente struttura regionale, con provvedi-
mento motivato da notificare all’interessato, può ordinare la sospensione
di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio che siano
tali da compromettere o rendere più onerosa l’attuazione dei predetti stru-
menti.

Competenza al rilascio del permesso di costruire (art. 37)


Il permesso di costruire è rilasciato dal dirigente o dal responsabile del com-
petente ufficio comunale ovvero, laddove costituito, dallo sportello unico
per l’edilizia nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e degli strumenti di pia-
nificazione vigenti ed adottati.

Procedimento per il rilascio del permesso di costruire (art. 38)


La domanda per il rilascio del permesso di costruire, sottoscritta dal pro-
prietario dell’immobile o da chi abbia titolo per richiederlo, è presentata
allo sportello unico corredata da un’attestazione concernente il titolo di le-
gittimazione, dagli elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio e,
quando ne ricorrano i presupposti, dagli altri documenti previsti.
La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato
che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati
ed adottati, ai regolamenti edilizi vigenti e alle altre normative di settore
aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, alle nor-
me antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nel caso in cui
la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnico-di-
screzionali, alle norme relative all’efficienza energetica.

44 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Lo sportello unico comunica entro dieci giorni al richiedente il nominativo


del responsabile del procedimento. L’esame delle domande si svolge secon-
do l’ordine cronologico di presentazione.
Entro quarantacinque giorni dalla presentazione della domanda, il respon-
sabile del procedimento cura l’istruttoria, acquisisce avvalendosi dello spor-
tello unico i prescritti pareri e gli atti di assenso eventualmente necessari,
sempre che gli stessi non siano già stati allegati alla domanda dal richiedente
e, valutata la conformità del progetto alla normativa vigente, formula una
proposta di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione, con la
qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento richiesto.
Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del
permesso di costruire sia necessario apportare modifiche di modesta entità
rispetto al progetto originario, può, nello stesso termine, richiedere tali mo-
difiche, illustrandone le ragioni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di
modifica entro il termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare
la documentazione nei successivi quindici giorni. La richiesta di cui al presen-
te c. sospende, fino al relativo esito, il decorso del termine.
Il termine può essere interrotto una sola volta dal responsabile del procedi-
mento, entro quindici giorni dalla presentazione della domanda, esclusiva-
mente per la motivata richiesta di documenti che integrino o completino la
documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità dell’am-
ministrazione. Il termine ricomincia a decorrere, per intero, dalla data di ri-
cezione della documentazione integrativa.
Nell’ipotesi in cui, ai fini della realizzazione dell’intervento, sia necessario
acquisire atti di assenso, comunque denominati, di altre amministrazioni, il
competente ufficio comunale o lo sportello unico per l’edilizia, convoca una
conferenza di servizi.
Il provvedimento finale è adottato dal dirigente o dal responsabile del com-
petente ufficio comunale, ovvero, laddove costituito, dello sportello unico
per l’edilizia, entro quindici giorni dalla proposta ovvero dall’esito della con-
ferenza dei servizi. Dell’avvenuta emanazione del permesso di costruire è
dato immediato avviso agli interessati, nonché notizia al pubblico mediante
affissione all’albo pretorio.
L’ammontare degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria dovuti è
determinato con riferimento alla data di presentazione della richiesta del

© Wolters Kluwer Italia 45


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

permesso di costruire, purché completa della documentazione prevista. Nel


caso di piani attuativi o di atti di programmazione negoziata con valenza
territoriale, l’ammontare degli oneri è determinato al momento della loro
approvazione, a condizione che la richiesta del permesso di costruire, ovve-
ro la denuncia di inizio attività siano presentate entro e non oltre trentasei
mesi dalla data dell’approvazione medesima. Fatta salva la facoltà di rateiz-
zazione, la corresponsione al comune della quota di contributo relativa agli
oneri di urbanizzazione, se dovuti, deve essere fatta all’atto del rilascio del
permesso di costruire, ovvero allo scadere del termine.
I termini sono raddoppiati per i comuni con più di centomila abitanti, non-
ché, per i comuni fino a centomila abitanti, in relazione ai progetti parti-
colarmente complessi, definiti tali secondo motivata determinazione del
responsabile del procedimento, da assumersi entro quindici giorni dalla pre-
sentazione della domanda.
Il procedimento si applica anche al rilascio del permesso di costruire in de-
roga agli strumenti di pianificazione, a seguito dell’approvazione della deli-
berazione consiliare.
Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusi-
vo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato
diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silen-
zio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici
o culturali.
Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad un vincolo la
cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione co-
munale, il rilascio del relativo atto di assenso deve avvenire entro i termini
previsti. Ove tale atto non sia favorevole, decorso il termine per l’adozione
del provvedimento conclusivo, sulla domanda di permesso di costruire si in-
tende formato il silenzio-rifiuto.
Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad un vincolo la
cui tutela non compete all’amministrazione comunale, ove il parere favo-
revole del soggetto preposto alla tutela non sia prodotto dall’interessato, il
competente ufficio comunale acquisisce il relativo assenso nell’ambito della
conferenza di servizi. Il termine decorre dall’esito della conferenza. In caso
di esito non favorevole, decorso il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il
silenzio-rifiuto.

46 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Intervento sostitutivo (art. 39)


Il potere d’intervento sostitutivo è esercitato dalla Regione, ovvero dalle
province a far tempo dall’efficacia del rispettivo Ptcp.
L’interessato, verificata l’inerzia comunale, può, con atto notificato o tra-
smesso in plico raccomandato con avviso di ricevimento, intimare al comune
di provvedere nel termine di quindici giorni dal ricevimento della richiesta.

Permesso di costruire in deroga (art. 40)


Il permesso di costruire in deroga agli strumenti di pianificazione è rilascia-
to esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico,
previa deliberazione del Consiglio comunale e senza necessità di preventivo
nulla-osta regionale.
La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può
riguardare esclusivamente i limiti di densità, di altezza e di distanza tra i fab-
bricati stabiliti dagli strumenti urbanistici di pianificazione comunale, le mo-
dalità di intervento, nonché la destinazione d’uso.

La deroga può essere assentita ai fini dell’abbattimento delle barriere ar-


chitettoniche e localizzative, nei casi ed entro i limiti indicati dall’articolo 19
della legge regionale n. 6 del 20 febbraio 1989.

3.8.3 Toscana
Tipologia degli atti (artt. 133-134 L.R. n. 65/2014)
Sono soggette a permesso di costruire, rilasciato tramite sportello unico, le
trasformazioni urbanistiche ed edilizie che incidono sulle risorse essenziali
del territorio:
a) gli interventi di nuova edificazione, e cioè la realizzazione di nuovi ma-
nufatti edilizi fuori terra o interrati, anche ad uso pertinenziale privato,
che comportino la trasformazione in via permanente di suolo inedifi-
cato, diversi da quelli sottoposti alla disciplina dell’attività libera e della
SCIA;

© Wolters Kluwer Italia 47


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

b) l’installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qual-


siasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che sia-
no utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e
simili, che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente tempo-
ranee, e salvo che siano installati, all’interno di strutture ricettive all’a-
perto per la sosta ed il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate
sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, ed in
conformità alle normative regionali di settore;
b-bis) installazione dei manufatti per l’attività agricola amatoriale e per il ri-
covero di animali domestici;
c) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria da
parte di soggetti diversi dal comune;
d) la realizzazione d’infrastrutture e d’impianti, anche per pubblici servizi,
che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e) la realizzazione di depositi di merci o di materiali e la realizzazione
d’impianti per attività produttive all’aperto, che comporti l’esecuzione
di lavori a cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedi-
ficato;
f) la realizzazione degli interventi di ristrutturazione urbanistica, cioè
quelli rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con al-
tro diverso, mediante un insieme sistematico d’interventi edilizi, anche
con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stra-
dale;
g) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti realizzate mediante am-
pliamento volumetrico all’esterno della sagoma esistente;
h) gli interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva consistenti in:
1) interventi di demolizione con fedele ricostruzione di edifici esisten-
ti, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stes-
si materiali o con materiali analoghi prescritti dagli strumenti comu-
nali di pianificazione urbanistica oppure dal regolamento edilizio,
nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro planivo-
lumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per
l’adeguamento alla normativa antisismica;

48 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

2) interventi di demolizione e contestuale ricostruzione, comunque


configurata, di edifici esistenti, purché non comportanti incremento
di volume, calcolato nel rispetto degli strumenti comunali di pianifi-
cazione urbanistica e del regolamento edilizio, fatte salve esclusiva-
mente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa
antisismica;
3) interventi di demolizione e ricostruzione eseguiti su immobili sotto-
posti ai vincoli di cui al Codice, nel rispetto della sagoma dell’edificio
preesistente;
4) ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accer-
tamento della originaria consistenza e configurazione, attraverso
interventi di ricostruzione non comportanti modifiche della sagoma
originaria;
i) il ripristino di edifici, o parti di essi, crollati o demoliti, previo accerta-
mento della originaria consistenza e configurazione, attraverso inter-
venti di ricostruzione comportanti modifiche della sagoma originaria,
laddove si tratti di immobili sottoposti ai vincoli di tutela culturale e
paesaggistica;
l) gli interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e rico-
struzione di edifici esistenti, eseguiti con contestuale incremento di
volume, calcolato nel rispetto e nei limiti di quanto espressamente
previsto dagli strumenti comunali di pianificazione urbanistica e dal re-
golamento edilizio, anche con diversa sagoma, articolazione, colloca-
zione o destinazione d’uso, a condizione che non si determini modifi-
cazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non
si rendano necessari interventi se non di adeguamento delle opere di
urbanizzazione.
Se riguardanti immobili sottoposti ai vincoli, gli in-
terventi di demolizione e ricostruzione comportanti
modifiche alla sagoma preesistente, costituiscono in-
terventi di sostituzione edilizia ancorché eseguiti senza
contestuale incremento di volume.
m) le piscine nonché gli impianti sportivi, ancorché ad uso pertinenziale
privato, incidenti sulle risorse essenziali del territorio.

© Wolters Kluwer Italia 49


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante


SCIA gli interventi, non ricadenti all’interno delle zone omogenee “A”, di:
• addizioni volumetriche agli edifici esistenti realizzate mediante am-
pliamento volumetrico all’esterno della sagoma esistente,
• ristrutturazione edilizia ricostruttiva.
Per le opere pubbliche dei comuni, l’atto comunale, con il quale il progetto
esecutivo è approvato o l’opera autorizzata ha i medesimi effetti del per-
messo di costruire. In sede di approvazione del progetto si dà atto della sua
conformità alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie, dell’acquisizione dei ne-
cessari pareri e nulla osta o atti di assenso comunque denominati ai sensi
della legislazione vigente, della conformità alle norme di sicurezza, sanitarie,
ambientali e paesaggistiche.
Sono soggette a permesso di costruire le varianti in corso d’opera diverse da
quelle per cui è richiesta la SCIA e da quelle che non comportano sospensio-
ne dei lavori.
Il permesso di costruire è:
• rilasciato in conformità alle previsioni degli strumenti di pianificazio-
ne urbanistica comunali, del regolamento edilizio e della normativa di
settore avente incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia;
• subordinato alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o
alla previsione da parte del comune della realizzazione delle stesse
nel successivo triennio, oppure all’impegno dei privati di procedere
all’esecuzione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni
oggetto del permesso;
• subordinato alla verifica della legittimità dello stato di fatto dell’im-
mobile oggetto dell’intervento.

Termini
Nel permesso di costruire sono indicati i termini d’inizio e d’ultimazione dei
lavori.
Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dalla
data di rilascio del permesso e può essere prorogato, con provvedimento
motivato, solo per fatti estranei alla volontà del titolare che siano intervenu-
ti a ritardare l’inizio dei lavori.

50 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

II termine di ultimazione entro il quale l’opera deve essere completata, non


può essere superiore a tre anni dall’inizio dei lavori. Decorso tale termine,
il permesso decade per la parte non eseguita, salvo che, anteriormente alla
sua scadenza, sia richiesta una proroga. La proroga può essere accordata
con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del titolare
che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione.
La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei
lavori è comunque accordata qualora i lavori non pos-
sano essere iniziati o conclusi per cause di forza mag-
giore non imputabili alla volontà dell’interessato. Un
periodo più lungo per l’ultimazione dei lavori può es-
sere concesso esclusivamente in considerazione della
mole dell’opera da realizzare o delle sue particolari
caratteristiche tecnico-costruttive o di difficoltà tecni-
co-esecutive emerse successivamente all’inizio dei la-
vori, oppure quando si tratti di opere pubbliche il cui
finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.
Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il titolare del per-
messo di costruire deve dotarsi di un nuovo titolo abilitativo concernente la
parte non ultimata.
L’entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche comporta la decadenza
dei permessi di costruire in contrasto con le previsioni stesse, salvo che i re-
lativi lavori siano stati iniziati e siano completati entro il termine di tre anni
dalla data di ricevimento della comunicazione d’inizio lavori da parte dello
sportello unico.
Il permesso di costruire è trasferibile ai successori o aventi causa. Esso è
irrevocabile, fatti salvi i casi di decadenza ai sensi della presente legge e l’ap-
plicazione delle sanzioni previste.

Procedimento per il rilascio del permesso di costruire


(art. 142, L.R. n. 65/2014)
La domanda di permesso di costruire è presentata allo sportello unico dal
proprietario o da chi ne abbia titolo ed è corredata dagli elaborati proget-
tuali richiesti.

© Wolters Kluwer Italia 51


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato


che assevera la conformità del progetto agli strumenti della pianificazione
urbanistica comunali approvati ed adottati, al regolamento edilizio e alle al-
tre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia
e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igieni-
co-sanitarie, alle norme relative all’efficienza energetica.
Entro dieci giorni dalla presentazione della domanda di permesso di costru-
ire è comunicato al richiedente o ad un suo delegato il nominativo del re-
sponsabile del procedimento.
L’esame delle domande si svolge secondo l’ordine cronologico di presenta-
zione, fatte salve quelle relative alle varianti in corso d’opera che comporta-
no la sospensione dei relativi lavori e quelle relative alle opere di pubblico
interesse indicate dal regolamento edilizio.
Nel caso in cui il responsabile del procedimento ritenga che l’asseverazione
del progettista abilitato, non corrisponda al vero in ordine alla sussistenza dei
requisiti e dei presupposti di conformità ivi specificati, ne dà notizia all’auto-
rità giudiziaria ed informa, altresì, il competente ordine professionale.
I termini possono essere interrotti una sola volta dal responsabile del pro-
cedimento entro trenta giorni dalla presentazione della domanda esclusiva-
mente per la motivata richiesta di documenti che integrino o completino la
documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità dell’am-
ministrazione o che questa non possa acquisire autonomamente. In tal caso,
il termine inizia nuovamente a decorrere dalla data di ricezione della docu-
mentazione integrativa.
Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del
permesso di costruire sia necessario apportare modifiche rispetto al proget-
to originario, può, nello stesso termine, richiedere tali modifiche, illustran-
done le ragioni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifiche entro
il termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare la documenta-
zione nei successivi trenta giorni. La richiesta di cui al presente c. sospende,
fino al relativo esito, il decorso del termine.
Nel caso in cui all’istanza di permesso di costruire siano stati allegati tutti
i pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati, necessari per
l’esecuzione dei lavori, entro i sessanta giorni successivi alla presentazione
della domanda o della documentazione integrativa di cui al c. 6, il respon-

52 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

sabile del procedimento cura l’istruttoria, acquisisce tutti i necessari pareri


di competenza comunale, redige una relazione contenente la qualificazione
tecnico-giuridica dell’intervento richiesto, accompagnata dalla propria valu-
tazione di conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie
e alle norme di riferimento vigenti, e di conseguenza formula una motivata
proposta all’autorità preposta all’emanazione del provvedimento conclusivo.
Qualora nel termine previsto, non siano rilasciati i prescritti pareri di com-
petenza comunale, il responsabile del procedimento è tenuto comunque a
formulare la proposta.
Nel caso in cui all’istanza di permesso di costruire non siano stati allegati tut-
ti gli atti di assenso comunque denominati di altre amministrazioni, neces-
sari per l’esecuzione dei lavori, il responsabile del procedimento acquisisce
gli atti di assenso medesimi entro sessanta giorni dalla presentazione della
istanza. Se entro detto termine non sono intervenuti tali atti di assenso, op-
pure è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, qua-
lora tale dissenso non risulti fondato sull’assoluta incompatibilità dell’inter-
vento, il responsabile del procedimento può indire una conferenza di servizi.
Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire
alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si
tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozio-
ne della determinazione motivata di conclusione del procedimento.
Il provvedimento finale, da comunicare all’interessato, è adottato dallo
sportello unico entro trenta giorni dalla proposta o dal ricevimento degli
atti di assenso o dall’esito della conferenza dei servizi. Qualora sia indetta la
conferenza di servizi, la determinazione motivata di conclusione del procedi-
mento è, ad ogni effetto, titolo per la realizzazione dell’intervento.
Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico
mediante pubblicazione sull’albo pretorio. Il termine di cui al primo perio-
do del presente c. è fissato in quaranta giorni con la medesima decorrenza
qualora lo sportello unico abbia comunicato all’istante i motivi che ostano
all’accoglimento della domanda. Gli estremi del permesso di costruire sono
indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite
dal regolamento edilizio.
I termini sono raddoppiati per i progetti particolarmente complessi secondo
la motivata risoluzione del responsabile del procedimento da comunicarsi
immediatamente all’interessato.

© Wolters Kluwer Italia 53


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusi-


vo, ove il comune non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di
permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso.
Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto a vincoli ambien-
tali, paesaggistici o culturali, il termine decorre dal rilascio del relativo atto
di assenso, il procedimento è concluso con l’adozione di un provvedimento
espresso. In caso di diniego dell’atto di assenso, eventualmente acquisito in
conferenza di servizi, decorso il termine per l’adozione del provvedimento
finale, la domanda di rilascio del permesso di costruire si intende respinta. Il
responsabile del procedimento trasmette al richiedente il provvedimento di
diniego dell’atto di assenso entro cinque giorni dalla data in cui è acquisito
agli atti.

3.8.4 Valle d’Aosta


Permesso di costruire (art. 60, L.R. n. 11/1998)
Il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi ab-
bia titolo per richiederlo.
Il permesso di costruire è trasferibile, mediante voltura, insieme all’immobi-
le, ai successori e agli aventi causa che abbiano il necessario titolo sul bene
oggetto del permesso stesso.
Il rilascio del permesso di costruire non comporta limitazioni dei diritti dei
terzi.
Il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle previsioni dei Prg, dei
regolamenti edilizi e della normativa urbanistico-edilizia vigente.
Il permesso di costruire deve stabilire i termini di inizio e di ultimazione dei
lavori. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore a due anni
per i lavori pubblici e assimilati e ad un anno in ogni altro caso. Il termine
per l’ultimazione delle strutture portanti verticali e orizzontali dell’edificio,
ivi comprese quelle attinenti alla copertura, non può essere superiore a tre
anni.
L’intervento deve essere concluso nei termini seguenti, articolati in relazio-
ne all’altitudine:
a) fino a 500 metri di quota: mesi quarantotto;

54 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

b) da 501 a 1.000 metri: mesi cinquantuno;


c) da 1.001 a 1.500 metri: mesi cinquantaquattro;
d) sopra i 1.500 metri: mesi sessanta.
Decorsi i termini, il permesso di costruire decade di diritto per la parte non
eseguita, salvo che, anteriormente alla scadenza, sia richiesta una proroga.
La proroga può essere accordata con provvedimento motivato per una sola
volta e per un periodo non superiore a ventiquattro mesi, per cause indi-
pendenti dalla volontà del titolare del permesso di costruire che abbiano
ritardato i lavori in corso di esecuzione.
Qualora i lavori non siano ultimati nei termini stabiliti, il titolare del permes-
so di costruire deve richiedere un nuovo permesso per la parte di intervento
non ultimata, salvo che gli interventi necessari non rientrino tra quelli che
possono essere realizzati mediante SCIA edilizia.
In caso di rilascio di un nuovo permesso di costruire, si procede altresì al
ricalcolo del contributo di costruzione relativamente alla parte ancora da
realizzare.
Ogni permesso di costruire deve enunciare espressamente la destinazione o
le destinazioni d’uso in atto e in progetto nell’immobile oggetto del permes-
so medesimo.
Ove del caso, per l’incidenza che l’intervento ha sulla situazione infrastrut-
turale, sull’ambiente circostante, sulla necessità di coordinare azioni pubbli-
che e private o per altre oggettive ragioni, il Comune può, con adeguata mo-
tivazione, subordinare il rilascio del permesso di costruire alla stipulazione
di una convenzione o alla formazione di un atto unilaterale d’obbligo, con i
quali il titolare del permesso assume specifici obblighi riguardanti modalità
e tempi di realizzazione, requisiti dell’opera, attuazione di opere o di inter-
venti integrativi o altri aspetti di interesse pubblico.

Procedimento per il rilascio del permesso di costruire


(art. 60-bis, L.R. n. 11/1998)
Nel caso in cui il permesso di costruire sia richiesto nell’ambito dei procedi-
menti relativi alle imprese, la domanda per il rilascio del permesso è presen-
tata allo sportello unico competente per il territorio in cui si svolge l’attività
o è situato l’impianto produttivo.

© Wolters Kluwer Italia 55


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Al di fuori dei suddetti casi, la domanda per il rilascio del permesso di co-
struire è presentata all’ufficio competente del Comune in cui l’intervento
deve essere realizzato, di seguito denominato ufficio competente, correda-
ta di un’attestazione concernente il titolo di legittimazione e degli elabora-
ti progettuali richiesti dal regolamento edilizio nonché della valutazione di
impatto ambientale e dell’autorizzazione paesaggistica e archeologica, ove
previste.
La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato
che attesti la conformità del progetto ai Prg, ai regolamenti edilizi vigenti e
alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività
edilizia e, in particolare, alle norme di sicurezza, antincendio, relative all’ef-
ficienza energetica e igienico-sanitarie, qualora la verifica in ordine a tale
conformità non comporti valutazioni tecnico-discrezionali.
Entro venti giorni dalla presentazione della domanda, l’ufficio competente
comunica all’interessato il nominativo del responsabile del procedimento il
quale provvede, entro il medesimo termine, alla richiesta di autorizzazioni,
nulla osta, pareri o altri atti di assenso comunque denominati alle ammi-
nistrazioni competenti, nel caso in cui non siano già allegati alla domanda
stessa.
Con la predetta comunicazione il responsabile del procedimento segnala
inoltre i termini previsti dalle normative di settore per il rilascio dei medesi-
mi atti di assenso. L’esame delle domande si svolge secondo l’ordine crono-
logico di presentazione.
Il termine può essere interrotto per una sola volta dal responsabile del pro-
cedimento esclusivamente per richiedere documenti che integrino o com-
pletino la documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità
dell’amministrazione o che questa non possa acquisire autonomamente.
Qualora gli atti integrativi richiesti non pervengano nel termine di trenta
giorni successivi alla richiesta, il procedimento è concluso e il permesso si
intende negato.
Al fine dell’acquisizione degli atti di assenso, la conferenza di servizi è sem-
pre indetta nel caso in cui i procedimenti necessari per acquisire i predetti
atti di assenso abbiano una durata superiore a novanta giorni ovvero nei casi
previsti dalle normative di settore.
Gli atti di assenso sono rilasciati dalle amministrazioni competenti entro i

56 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

termini previsti dalle normative di settore. Entro quindici giorni dall’acquisi-


zione degli atti di assenso o dalla scadenza dei termini previsti dalle norma-
tive di settore per il rilascio dei medesimi, il responsabile del procedimen-
to trasmette alla commissione edilizia, ove costituita, l’esito dell’istruttoria
condotta.
La commissione si pronuncia entro quindici giorni dalla ricezione degli atti.
Entro i successivi quindici giorni, il responsabile del procedimento adotta il
provvedimento conclusivo. Nel caso in cui la commissione edilizia non sia co-
stituita, il responsabile del procedimento, entro quindici giorni dall’acquisi-
zione degli atti di assenso o dalla scadenza dei termini previsti dalle normati-
ve di settore per il rilascio dei medesimi, adotta il provvedimento conclusivo.
Il termine di quindici giorni per adottare il provvedimento conclusivo è au-
mentato di dieci giorni qualora il responsabile del procedimento abbia co-
municato all’istante i motivi che ostano all’accoglimento della domanda.
Il responsabile del procedimento comunica all’interessato il provvedimento
conclusivo entro dieci giorni dalla sua adozione.
Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico
mediante affissione all’albo pretorio. Gli estremi del permesso di costruire
sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità sta-
bilite dal regolamento edilizio.
Decorsi inutilmente i termini per l’adozione del provvedimento conclusivo,
sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso.

© Wolters Kluwer Italia 57


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

3.8.5 Provincia Autonoma di Trento


Interventi soggetti a permesso di costruire (art. 80, L.P. n. 15/2015)
Sono soggetti al rilascio del permesso di costruire i seguenti interventi:
a) gli interventi di nuova costruzione;
b) gli interventi di ristrutturazione edilizia;
c) gli interventi di riqualificazione;
d)  l’ampliamento di costruzioni esistenti che danno luogo a nuovi volumi
edilizi o a superfici utili lorde anche all’esterno della sagoma esistente,
con esclusione degli interventi soggetti a SCIA;
e)  la realizzazione di fabbricati pertinenziali che le norme di attuazione
degli strumenti di pianificazione del territorio qualificano come nuova
costruzione o che comportano la realizzazione di un volume superiore
al 20 per cento del volume principale;
f)   gli interventi di realizzazione di muri di sostegno e di contenimento di
altezza superiore a 3 metri;
g)  gli interventi di realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e
secondaria, se presentano autonomia funzionale rispetto al progetto
assentito con specifico titolo edilizio, e gli interventi di infrastruttura-
zione del territorio;
h)  la realizzazione di nuove strutture destinate ad ospitare impianti fissi
di telecomunicazione e radiodiffusione e la loro modifica quando la
stessa supera il 20 per cento delle dimensioni della struttura esistente;
i)   l’allestimento di nuove strutture ricettive all’aperto.
Il regolamento urbanistico-edilizio provinciale può precisare le tipologie di
opere e interventi che rientrano nelle categorie che richiedono il permesso
di costruire.

58 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

Soggetti legittimati e requisiti del permesso di costruire


(art. 81, L.P. n. 15/2015)
Possono chiedere il permesso di costruire i proprietari dell’immobile e i sog-
getti in possesso di un altro titolo idoneo. Il permesso di costruire costituisce
l’atto che consente la realizzazione delle opere ed è subordinato all’avvenu-
to rilascio di ogni atto di assenso, comunque denominato, e alla presenta-
zione delle certificazioni previste da altre disposizioni per la realizzazione di
opere e interventi di modificazione del territorio.
La domanda di permesso di costruire è corredata dalla documentazione tec-
nica e da ogni atto di assenso, comunque denominato, e dalle certificazioni
previste, individuati dal regolamento urbanistico-edilizio provinciale nel ri-
spetto del principio dell’acquisizione d’ufficio di dati e informazioni in pos-
sesso dell’amministrazione procedente o di altre amministrazioni. Il regola-
mento urbanistico-edilizio provinciale indica anche gli atti e le certificazioni
da acquisire nelle fasi di realizzazione successive al rilascio del permesso di
costruire.
Ogni comune assicura la pubblicità dei registri dei permessi di costruire rila-
sciati, con le modalità definite dal regolamento urbanistico-edilizio provin-
ciale.

Procedimento di rilascio del permesso di costruire


(art. 82, L.P. n. 15/2015)
Il termine del procedimento per il rilascio del permesso di costruire è di
sessanta giorni. In caso di progetti di particolare complessità e rilevanza il
comune può elevare il termine del procedimento a novanta giorni, dando-
ne comunicazione ai soggetti interessati con la comunicazione di avvio del
procedimento.
Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo,
il silenzio dell’amministrazione equivale a provvedimento di accoglimento
della domanda. Resta salvo l’esercizio dei poteri di vigilanza del comune. Se
riscontra l’assenza di una o più delle condizioni stabilite, il comune notifica
agli interessati l’ordine di non effettuare le opere.
Il silenzio assenso non si forma quando, per il rilascio del permesso di costru-

© Wolters Kluwer Italia 59


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

ire, sono necessari provvedimenti o atti di assenso, comunque denominati,


posti a tutela di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, e quando que-
sti atti non sono stati rilasciati alla data di presentazione della domanda di
permesso di costruire. In questo caso l’amministrazione deve adottare un
provvedimento espresso di diniego. Il silenzio assenso non si forma, inoltre,
in caso di permesso di costruire convenzionato.
Se il richiedente allega alla domanda di permesso di costruire una dettagliata
relazione firmata da un progettista abilitato, i termini previsti per il rilascio
del titolo edilizio sono ridotti alla metà; se il comune non rilascia il permesso
di costruire entro il termine previsto la domanda si intende accolta.
Una volta rilasciato il permesso di costruire il richiedente può dare inizio ai
lavori, a seguito di comunicazione e previa corresponsione del contributo di
costruzione.
Nel caso di silenzio assenso il contributo di costruzione è calcolato in via
provvisoria dal richiedente, salvo conguaglio sulla base delle determinazioni
del comune.

Caratteristiche e validità del permesso di costruire


(art. 83, L.P. n. 15/2015)
Il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle previsioni degli stru-
menti urbanistici, in vigore o adottati, dei regolamenti edilizi e della norma-
tiva urbanistica ed edilizia vigente.
Il rilascio del permesso di costruire è subordinato all’esistenza d’idonee ope-
re di urbanizzazione primaria o alla previsione della loro realizzazione da
parte del comune entro tre anni dalla data di rilascio del permesso di costru-
ire, o all’impegno degli interessati a realizzarle contestualmente agli inter-
venti oggetto del permesso.
I lavori oggetto del permesso sono iniziati entro due anni dal rilascio del
titolo e previa comunicazione al comune. Entro lo stesso termine il titolare
del permesso di costruire deve aver intrapreso opere tali da evidenziare l’ef-
fettiva volontà di realizzare il manufatto, quali, ad esempio, l’innalzamento
di elementi portanti, l’elevazione di muri o l’esecuzione di scavi coordinati al
getto di fondazioni del costruendo edificio. I lavori sono ultimati entro cinque

60 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 3.  Permesso di costruire (D.P.R. n. 380/2001)

anni dalla comunicazione. I lavori s’intendono ultimati quando la struttura e


le caratteristiche formali dell’opera sono individuabili in modo univoco.
Il comune può individuare un termine maggiore per la conclusione dei lavori,
su richiesta dell’interessato da presentare prima del termine finale previsto
per la conclusione, in ragione delle dimensioni dell’opera, delle sue caratte-
ristiche costruttive o delle condizioni climatiche della zona.
Il comune può prorogare il termine previsto per l’inizio o per l’ultimazione
dei lavori solo per eventi e fatti di carattere straordinario sopravvenuti.
Se i lavori non sono iniziati o ultimati entro i termini previsti, il titolare del
permesso di costruire deve chiedere un nuovo titolo edilizio.
Il permesso di costruire è trasferibile ai successori o agli aventi causa ed
è irrevocabile. La voltura del permesso di costruire dev’essere richiesta al
comune.

© Wolters Kluwer Italia 61


Capitolo 4.  Modulistica regionale

4. ModuliSTICA regionalE

4.1 Basilicata
Moduli unificati e semplificati per la presentazione dell’istanza del permesso
di costruire (PdC), della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), e del-
la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 1349 del 7 novembre 2014
D.G.R. n. 140 del 10 febbraio 2015
D.G.R. n. 1350 del 20 ottobre 2015
Link:
http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/department.jsp?de-
p=100050&area=2992547&level=0

4.2 Emilia-Romagna
Modulistica unificata obbligatoria per tutti i comuni per: CILA, SCIA, Permes-
so di Costruire, fine lavori, opere temporanee o stagionali, accatastamento
da rurale a urbano.
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 993 del 7 luglio 2014
Determina dirigenziale n. 16913 dell’11 novembre 2014
Determina dirigenziale n. 3316 del 20 marzo 2015
Determina dirigenziale n. 8822 del 14 luglio 2015
Link:
http://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/ultimi-aggior-
namenti/semplificazione-disciplina-edilizia

62 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 4.  Modulistica regionale

4.3 Lazio
Adozione della modulistica di riferimento per la presentazione dell’istanza
del permesso di costruire.
Modulo unificato e standardizzato per la presentazione della comunicazione
di inizio lavori asseverata (CILA) per gli interventi di edilizia libera.
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 502 del 22 luglio 2014
Determinazione n. G01308 del 13 febbraio 2015
Link:
CILA:
http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=modulisticaDettaglio&id=115
SCIA:
http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=modulisticaDettaglio&id=99
PdC:
http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=modulisticaDettaglio&id=100

4.4 Liguria
Modulistica unificata per la presentazione della comunicazione di inizio dei
lavori asseverata (CILA) per interventi edilizi di manutenzione straordinaria,
della SCIA e del permesso di costruire.
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 117 del 13 febbraio 2015
Link:
CILA:
http://www.regione.liguria.it/argomenti/vivere-e-lavorare-in-liguria/pia-
nificazione-e-urbanistica/urbanistica/modulo-unificato-per-la-presentazio-
ne-della-comunicazione-di-inizio-lavori-asseverata-%E2%80%93-cila.html

© Wolters Kluwer Italia 63


Capitolo 4.  Modulistica regionale

SCIA:
http://www.regione.liguria.it/component/publiccompetitions/documen-
t/4449-modulo-unificato-regionale-scia.html?view=document&id=4449:-
modulo-unificato-regionale-scia&Itemid=730
PdC:
http://www.regione.liguria.it/component/publiccompetitions/documen-
t/4450-modulo-unificato-regionale-permesso-di-costruire.html?view=do-
cument&id=4450:modulo-unificato-regionale-permesso-di-costruire&Ite-
mid=730

4.5 Lombardia
Modulistica edilizia unificata e standardizzata regionale:
Comunicazione Edilizia Libera Asseverata - CILA
Permesso di Costruire - PdC
Riferimenti normativi:
L.R. n. 12 del 2005, art. 32.4
D.G.R. n. 3543 del 2015
D.G.R. n. 5909 del 28 novembre 2016
Link:
http://www.territorio.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redaziona-
le_P&childpagename=DG_Territorio%2FDetail&cid=1213720092528&page-
name=DG_TERRWrapper

4.6 Marche
Modelli CILA Marche, SCIA, richiesta del Permesso di Costruire, a cura del
Tavolo permanente del Sistema regionale di Suap (art. 1, L.R. n. 7/2011).
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 286 del 9 marzo 2015

64 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 4.  Modulistica regionale

Link:
http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Attività-Produttive/Sportel-
li-unici-attività-produttive#Modulistica

4.7 Piemonte
Adeguamento dei modelli “MUDE Piemonte” ai moduli nazionali unificati e
semplificati per la presentazione del permesso di costruire e della segnala-
zione certificata di inizio attività (SCIA) edilizia.
Riferimenti normativi:
D.G.R. nn. 21-456 del 21 ottobre 2014
Link:
http://www.mude.piemonte.it/site/

4.8 Puglia
Schemi di modulistica di riferimento per i procedimenti relativi ai titoli abi-
litativi edilizi:
A) Domanda di permesso di costruire/Titolo unico
B) Segnalazione certificata di inizio attività
C) Comunicazione inizio lavori per edilizia libera
D) Comunicazione inizio lavori asseverata per edilizia libera
E) Comunicazione edilizia libera facoltativa
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 209 del 20 febbraio 2015
Link:
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=documenti&opz=get-
doc&id=948

© Wolters Kluwer Italia 65


Capitolo 4.  Modulistica regionale

4.9 Toscana
Modulistica per i procedimenti edilizi di Permesso di Costruire e Segnalazio-
ne Certificata Inizio Attività (SCIA). Modello semplificato CILA Toscana.
Riferimenti normativi:
L.R. n. 65 del 10 novembre 2014 Titolo VI
D.G.R. n. 36 del 19 gennaio 2015
D.G.R. n. 127 del 16 febbraio 2015
Link:
http://www.regione.toscana.it/-/modulistica-unica-regionale-per-l-attivi-
ta-edilizia

4.10 Sardegna
Due - Dichiarazione Unica per la realizzazione di un intervento edilizio.
Modello contenente la Dichiarazione Unica Edilizia attraverso la quale viene
avviato il procedimento unico presso il Sue, sia in caso di opere soggette a
permesso di costruire che di opere soggette a SCIA, Pas o comunicazione,
da utilizzare per ogni procedimento.
Link:
http://servizi.sardegnasue.it/cittadino/informazioniCittMA.htm?method=-
modulistica

4.11 Sicilia
Legge Regionale n. 16 del 10 agosto 2016 - Recepimento del TU di cui al
D.P.R. n. 380/2001
Attività edilizia libera soggetta a CILA - Allegato S2;
Attività edilizia soggetta a SCIA - Allegato S3;
Attività edilizia soggetta a Permesso di Costruire - Allegato S5a;
Attività edilizia soggetta a PdC Convenzionato - Allegato S5b (art. 20, L.R.
n. 16/2016).

66 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 4.  Modulistica regionale

Riferimenti normativi:
Deliberazione Comune di Palermo 2 settembre 2016, n. 173
Link:
http://pti.regione.sicilia.it/suapPublic/adempimenti.do?page=modulisti-
ca&idSuap=1063
http://superedi.comune.palermo.it/superedi/jsp/home.jsp?modo=tabel-
la&S=90

4.12 Valle d’Aosta


Modulistica del sistema Celva (Consorzio Enti Locali Valle d’Aosta) per SCIA e
richiesta del Permesso di Costruire
Riferimenti normativi:
L.R. n. 11 del 6 aprile 1998
Link:
http://www.celva.it/datapagee.asp?id=1&l=1

4.13 Veneto
Modelli Richiesta di Permesso di Costruire, SCIA e CILA Veneto.
Riferimenti normativi:
D.G.R. n. 234 del 3 marzo 2015
Link:
https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/modulistica-uni-
ficata

© Wolters Kluwer Italia 67


Capitolo 4.  Modulistica regionale

4.14 Provincia Autonoma di Trento


Modelli di segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA) e di domanda e co-
municazione per l’attività edilizia
Riferimenti normativi:
D.g.p. n. 987 del 24 maggio 2013
Link:
http://www.modulistica.provincia.tn.it/

68 © Wolters Kluwer Italia


Capitolo 5.  Agibilità (art. 24)

5. Agibilità (art. 24)


La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio ener-
getico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo
quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al
progetto presentato e la sua agibilità sono attestati mediante segnalazione
certificata.
Entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il
soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la
segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa,
presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificata, per i
seguenti interventi:
a) nuove costruzioni;
b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di
sicurezza, igiene ecc.
La mancata presentazione della segnalazione comporta l’applicazione della
sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464.
La segnalazione certificata può riguardare anche:
a) singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzional-
mente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere
di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano
state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché col-
laudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;
b) singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le ope-
re strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate
le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzio-
nali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.
La segnalazione certificata è corredata dalla seguente documentazione:
a) attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un

© Wolters Kluwer Italia 69


Capitolo 5.  Agibilità (art. 24)

professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di


sicurezza, igiene ecc.;
b) certificato di collaudo statico ovvero, per gli interventi di riparazione e
per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, dichiarazione di rego-
lare esecuzione resa dal direttore dei lavori;
c) dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigen-
te in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoni-
che;
d) gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
e) dichiarazione dell’impresa installatrice, che attesta la conformità degli
impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salu-
brità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero,
ove previsto, certificato di collaudo degli stessi.

70 © Wolters Kluwer Italia


PARTE B
SCHEDE Attività, interventi, titoli abilitativi e
regimi amministrativi
Scheda n. 1 Attività: Ampliamento fuori sagoma
Scheda n. 2 Attività: Aree ludiche ed elementi di arredo
Scheda n. 3 Attività: Demolizione e ricostruzione
Scheda n. 4 Attività: Depositi e impianti all’aperto
Scheda n. 5 Attività: Eliminazione di barriere architettoniche leggere
Scheda n. 6 Attività: Eliminazione di barriere architettoniche pesanti
Scheda n. 7 Attività: Installazione di pompe di calore
Scheda n. 8 Attività: Interventi su immobili o aree sottoposti a vincolo
Scheda n. 9a Attività: Interventi in aree a basso rischio sismico
Scheda n. 9b Attività: Interventi in aree a medio e alto rischio sismico o sottoposti a
vincolo idrogeologico
Scheda n. 10 Attività: Interventi in aree naturali protette
Scheda n. 11 Attività: Manufatti leggeri utilizzati come abitazione o luogo di lavoro o
magazzini e depositi
Scheda n. 12 Attività: Manufatti leggeri temporanei o in strutture ricettive per turisti
Scheda n. 13 Attività: Manutenzione ordinaria
Scheda n. 14 Attività: Manutenzione straordinaria leggera
Scheda n. 15 Attività: Manutenzione straordinaria pesante
Scheda n. 16 Attività: Movimenti di terra
Scheda n. 17 Attività: Mutamenti alla destinazione d’uso rilevanti urbanisticamente
Scheda n. 18 Attività: Nuova costruzione
Scheda n. 19 Attività: Nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica in esecuzione
di strumento urbanistico attuativo
Scheda n. 20 Attività: Opere contingenti e temporanee
Scheda n. 21 Attività: Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici
Scheda n. 22 Attività: Pavimentazione di aree pertinenziali
Scheda n. 23 Attività: Realizzazione di infrastrutture e impianti
Scheda n. 24 Attività: Realizzazione di pertinenze
Scheda n. 25 Attività: Restauro e risanamento conservativo leggero
Scheda n. 26 Attività: Restauro e risanamento conservativo pesante
Scheda n. 27 Attività: Ricerca nel sottosuolo
Scheda n. 28 Attività: Ristrutturazione semplice o leggera
Scheda n. 29 Attività: Ristrutturazione pesante
Scheda n. 30 Attività: Ristrutturazione urbanistica
Scheda n. 31 Attività: Serre mobili stagionali
Scheda n. 32 Attività: Torri e tralicci per telecomunicazioni
Scheda n. 33 Attività: Urbanizzazione primaria e secondaria
Scheda n. 34 Attività: Varianti in corso d’opera
Schede

Scheda n. 1 Attività: Ampliamento fuori sagoma


Descrizione a) Ampliamento di manufatti edilizi esistenti, fuori terra o interrati,
all’esterno della sagoma esistente.
b) Interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti ur-
banistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e
paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova
costruzione, ovvero comportino la realizzazione di un volume su-
periore al 20% del volume dell’edificio principale.
Definizione SAGOMA EDILIZIA: conformazione planovolumetrica della costru-
zione e il suo perimetro considerato in senso verticale e orizzonta-
le, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi compre-
se le strutture perimetrali con gli aggetti e gli sporti.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO
Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazio-
ne concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati proget-
tuali richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progetti-
sta abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabi-
le del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta di
provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire
si intende formato il silenzio-assenso.
Casi VERANDA: la trasformazione di un balcone o di un terrazzino cir-
particolari condato da muri perimetrali in veranda, mediante chiusura a mezzo
di installazione di pannelli di vetro su intelaiatura metallica od altri
elementi costruttivi è opera soggetta permesso di costruire in quan-
to una veranda è da considerarsi, in senso tecnico-giuridico, un nuo-
vo locale autonomamente utilizzabile destinato a durare nel tempo,
ampliando così il godimento dell’immobile con aumento della volu-
metria abitativa e nuovo spazio del corpo immobiliare preesistente.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. e.1); art. 20
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 9427 del 6 febbraio 2001
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 38408 del 9 ottobre 2008
Corte Costituzionale n. 309 del 23 novembre 2011
Consiglio di Stato Sez. VI n. 1564 del 15 marzo 2013
Vedi anche 3. Demolizione e ricostruzione; 18. Nuova costruzione.
Schede

Scheda n. 2 Attività: Aree ludiche ed elementi di arredo


Descrizione Aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree
pertinenziali degli edifici.
Definizioni AREE LUDICHE SENZA FINI di LUCRO: spazi verdi provvisti di campi
sportivi e attrezzature per il gioco.

ELEMENTI di ARREDO delle AREE PERTINENZIALI degli EDIFICI: mu-


retti, panchine, gazebo, fontane.
Regime
amministrativo ATTIVITÀ LIBERA

Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-


menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi Tettoie e pensiline per il riparo o protezione anche dagli agenti at-
particolari mosferici: permesso di costruire nei casi in cui sia da escludere la
natura precaria o pertinenziale dell’intervento.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. e-quinquies)
normativi
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 19973 del 19 maggio 2008
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 10534 del 10 marzo 2009
Vedi anche 22. Pavimentazione di pertinenze; 24. Realizzazione di pertinenze.

© Wolters Kluwer Italia 73


Schede

Scheda n. 3 Attività: Demolizione e ricostruzione


Descrizione Interventi di demolizione e ricostruzione con i seguenti elementi co-
stitutivi:
a) stessa volumetria dell’edificio preesistente, salve le sole innova-
zioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;
b) stessa sagoma dell’edificio preesistente, se vincolato come bene
paesaggistico o storico-culturale;
c) senza modifica della sagoma dell’edificio preesistente negli ambiti
del centro storico individuati dal Comune.
Definizioni FEDELTÀ NELLA RICOSTRUZIONE: conservazione e riproduzione delle
caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente.
DEMOLIZIONE PARZIALE: quando continua ad esistere una parte del
manufatto, avente una propria autonomia, tale da far ritenere sussi-
stente un edificio in senso tecnico.
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
amministrativo
Procedimento Prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può ri-
chiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’intervento
edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di as-
senso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’avve-
nuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono ac-
quisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello spor-
tello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di ac-
quisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento edili-
zio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comunicazione
da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione dei mede-
simi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza di servizi.
Casi Un intervento su ruderi non è qualificabile come demolizione e rico-
particolari struzione ma costituisce sempre una nuova costruzione soggetta ai
vincoli gravanti sull’area interessata.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. d)
normativi
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 867 del 19 febbraio 2007
Consiglio di Stato n. 4842 del 17 settembre 2007
Corte di Cassazione n. 20271 del 21 maggio 2008
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 22241 del 4 giugno 2008
Consiglio Stato sez. IV n. 7310 del 5 ottobre 2010
Corte di Cassazione Sez. II n. 17043 del 20 agosto 2015
Vedi anche 29. Ristrutturazione pesante
Schede

Scheda n. 4 Attività: Depositi e impianti all’aperto


Descrizione Realizzazione di depositi di merci o di materiali e di impianti per
attività produttive all’aperto, che comportano lavori di trasforma-
zione permanente di suolo inedificato.

Definizione TRASFORMAZIONE PERMANENTE DEL SUOLO: la realizzazione di


opere che modificano la caratteristiche agronomiche del terreno,
per aumentarne la portanza e lo sgrondo delle acque (massicciate,
impermeabilizzazioni, ecc.) e non ne consentono l’uso agricolo.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attesta-


zione concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati pro-
gettuali richiesti e accompagnata da una dichiarazione del pro-
gettista abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di co-
struire si intende formato il silenzio-assenso.
Casi Una struttura costituita da pilastri e travi in legno di importan-
particolari ti dimensioni, tali da rendere la struttura solida e robusta e da
farne presumere una permanenza prolungata nel tempo, non può
essere considerata “pergolato” e quindi richiede il permesso di
costruire.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. e.7); art. 20
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 4793 del 2 ottobre 2008

Vedi anche 11. Manufatti leggeri utilizzati come abitazione o luogo di lavoro o
magazzini e depositi.

© Wolters Kluwer Italia 75


Schede

Scheda n. 5 Attività: Eliminazione di barriere architettoniche leggere


Descrizione Interventi di demolizione e ricostruzione con i seguenti elementi
Interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non
comportano la realizzazione di:
a) rampe o ascensori esterni,
b) manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.
Definizioni BARRIERE ARCHITETTONICHE:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di
chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa,
hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma perma-
nente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’o-
rientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pe-
ricolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli
ipovedenti e per i sordi.

Regime
amministrativo ATTIVITÀ LIBERA

Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-


menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi _
particolari
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. b)
normativi D.P.R. n. 503 del 24 luglio 1996
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 49 del 9 marzo 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n.16687 del 16 aprile 2014
Vedi anche 6. Eliminazione di barriere architettoniche pesanti

76 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 6 Attività: Eliminazione di barriere architettoniche pesanti


Descrizione Interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che
comportano la realizzazione di:
a) rampe o ascensori esterni,
b) manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.
Definizioni BARRIERE ARCHITETTONICHE:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di
chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa,
hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma perma-
nente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’o-
rientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pe-
ricolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli
ipovedenti e per i sordi.
Regime ATTIVITÀ LIBERA -
amministrativo COMUNICAZIONE di INIZIO LAVORI ASSEVERATA (Cila)

Procedimento L’interessato deve trasmettere all’amministrazione comunale una


comunicazione con i dati identificativi dell’impresa alla quale in-
tende affidare la realizzazione dei lavori e con l’elaborato proget-
tuale asseverato da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la
propria responsabilità, che:
• i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti,
• i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica e
con quella sul rendimento energetico nell’edilizia,
• non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.
Casi _
particolari
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6-bis
normativi D.P.R. n. 503 del 24 luglio 1996
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 49 del 9 marzo 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 16687 del 16 aprile 2014
Vedi anche 5. Eliminazione di barriere architettoniche leggere

© Wolters Kluwer Italia 77


Schede

Scheda n. 7 Attività: Installazione di pompe di calore


Descrizione Installazione di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile
nominale inferiore a 12 kW.

Definizioni POMPE DI CALORE ARIA-ARIA: impianto che estrae calore dall’aria


e lo riversa all’interno o all’esterno di un edificio, a seconda della
stagione.
Regime
amministrativo ATTIVITÀ LIBERA

Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-


menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi _
particolari

Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. a-bis)

Giurisprudenza _

Vedi anche _

78 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 8 Attività: Interventi su immobili o aree sottoposti a vincolo


Descrizione Interventi edilizi che alterano i luoghi o l’aspetto esteriore degli edi-
fici e che ricadono in zona sottoposta a tutela paesaggistica.
Interventi di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali.
Interventi su immobili in aree sottoposte a tutela.
Definizione BENI PAESAGGISTICI SOTTOPOSTI A TUTELA:
a) gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico indicati
nell’art. 136, D.Lgs. n. 42/2004;
b) le aree tutelate per legge per il loro interesse paesaggistico indi-
cate nell’art. 142, D.Lgs. n. 42/2004;
c) gli immobili e le aree comunque sottoposti a tutela dai singoli
piani paesaggistici.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE + AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA

Procedimento L’istanza di autorizzazione deve essere presentata allo sportello del


Comune, contestualmente alla domanda di rilascio del permesso
di costruire.
Il Comune convoca la Conferenza di servizi entro 5 giorni dal ricevi-
mento dell’istanza.
La domanda di autorizzazione dell’intervento deve indicare lo stato
attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico
presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e
gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.
L’amministrazione, accertata la compatibilità paesaggistica dell’in-
tervento ed acquisito il parere della apposita commissione per il
paesaggio, entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione dell’i-
stanza, trasmette la proposta di autorizzazione, corredata dal pro-
getto e dalla relativa documentazione, alla competente Soprinten-
denza.
La Soprintendenza comunica il parere entro il termine perentorio di
sessanta giorni dalla ricezione della proposta di cui sopra. Decorso
inutilmente il termine per l’acquisizione del parere, l’amministra-
zione assume comunque le determinazioni in merito alla domanda
di autorizzazione.
L’autorizzazione è rilasciata o negata dall’amministrazione compe-
tente entro il termine di venti giorni dalla ricezione del parere della
Soprintendenza e costituisce atto distinto e presupposto della con-
cessione o degli altri titoli legittimanti l’intervento edilizio. I lavori
non possono essere iniziati in difetto di essa.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 79


Schede

Procedimento L’autorizzazione paesaggistica:

a) diventa efficace dopo il decorso di venti giorni dalla sua emana-


zione;
b) è trasmessa in copia alla Soprintendenza che ha emesso il parere
nel corso del procedimento, nonché, unitamente al parere, alla
Regione ed alla Provincia e, ove esistenti, alla comunità monta-
na e all’ente parco nel cui territorio si trova l’immobile o l’area
sottoposti al vincolo;
c) non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla rea-
lizzazione, anche parziale, degli interventi.
Casi Interventi di lieve entità elencati nell’Allegato I al D.P.R.
particolari n. 139/2010.
Qualunque manufatto o volume collocato a meno di dieci metri
dagli argini dei corsi d’acqua è vietato.
Riferimenti D.Lgs. n. 42/2004, art. 21, c. 4; art. 22; art. 146
normativi D.Lgs. n. 152/2006, art. 115, c. 2

Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 25041 del 15 giugno 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 38493 del 16 settembre 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 48300 del 16 novembre 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 50331 del 28 novembre 2016
Vedi anche 11. Manufatti leggeri utilizzati come abitazione o luogo di lavoro o
magazzini e depositi.

80 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 9a Attività: Interventi in aree a basso rischio sismico


Descrizione Interventi edilizi in zone classificate come località sismiche a bassa
sismicità.
Definizioni ZONE A BASSO RISCHIO SISMICO: le zone “4” nella classificazione
sismica del territorio nazionale, con valore dell’azione sismica utile
per la progettazione, espresso in termini di accelerazione massima
su roccia, di 0.05 g.
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITÀ (SCIA) +
amministrativo AUTORIZZAZIONE
Procedimento Prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può ri-
chiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’interven-
to edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di
assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
Casi _
particolari

Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 93


normativi Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274
del 20 marzo 2003
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 42061 del 6 ottobre 2016

Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 81


Schede

Scheda n. 9b Attività: Interventi in aree a medio e alto rischio sismico o


sottoposti a vincolo idrogeologico
Descrizione Interventi edilizi in zone classificate come località sismiche ad alta e
media sismicità.
Definizione ZONE AD ALTA E MEDIA SISMICITA’: le zone “1”, “2” e “3” nella clas-
sificazione sismica del territorio nazionale, con valori dell’azione si-
smica utile per la progettazione, espresso in termini di accelerazione
massima su roccia, rispettivamente di:
zona 1: 0.35 g; zona 2: 0.25 g; zona 3: 0.15 g

Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE + AUTORIZZAZIONE

Procedimento L’istanza di autorizzazione deve essere presentata allo sportello del


Comune, contestualmente alla domanda di rilascio del permesso di
costruire.
Il Comune convoca la Conferenza di servizi entro 5 giorni dal ricevi-
mento dell’istanza.
All’istanza va allegato il progetto esecutivo riguardante le strutture, il
cui contenuto minimo è stabilito dalle singole Regioni, ma che va co-
munque redatto in conformità alle norme tecniche per le costruzioni
(D.M. 14 gennaio 2008).

Il progetto deve essere accompagnato da:


• adeguate planimetria, piante, prospetti e sezioni,
• una relazione tecnica,
• fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione sia
in elevazione,
• disegni dei particolari esecutivi delle strutture,
• relazione sulla fondazione con i criteri seguiti nella scelta del tipo
di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli svolti nei riguardi del
complesso terreno-opera di fondazione.
L’autorizzazione sismica (o il diniego motivato) deve essere rilasciata
entro 60 giorni.
Casi Interventi di ristrutturazione edilizia che conservano la volumetria e
particolari la sagoma degli edifici, compresi quelli consistenti nella demolizione
e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesi-
stente: SCIA + certificato di idoneità.
interventi di sopralzo dell’edificio: permesso di costruire + certificato
di agibilità.
(segue)

82 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 94


normativi D.Lgs. n. 152/2006, art. 61, c. 5
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del
20 marzo 2003
D.M. 16 gennaio 1996 Norme tecniche relative alle costruzioni in
zone sismiche
D.M. 14 settembre 2005: cap. 5.7 Particolari prescrizioni per la pro-
gettazione in presenza di azioni sismiche
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 33469 del 5 ottobre 2006
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 30224 del 21 giugno 2011
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 28560 del 26 marzo 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 50624 del 3 dicembre 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 15429 del 15 aprile 2015
Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 83


Schede

Scheda n. 10 Attività: Interventi in aree naturali protette


Descrizione Interventi edilizi in aree naturali protette.
Definizione AREE NATURALI PROTETTE: le aree iscritte nell’Elenco ufficiale delle
aree protette come:
a) parchi nazionali
b) parchi naturali regionali e interregionali
c) riserve naturali
d) zone umide di interesse internazionale
e) altre aree naturali protette
f) aree di reperimento terrestri e marine
Regime PERMESSO DI COSTRUIRE + AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA +
amministrativo NULLA OSTA DELL’ENTE GESTORE DELL’AREA NATURALE PROTETTA
Procedimento L’istanza di autorizzazione deve essere presentata allo sportello del
Comune, contestualmente alla domanda di rilascio del permesso di
costruire.
Il Comune convoca la Conferenza di servizi entro 5 giorni dal ricevi-
mento dell’istanza.
Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, im-
pianti ed opere all’interno dell’area naturale protetta è sottoposto al
preventivo nulla osta dell’Ente gestore. Il nulla osta verifica la confor-
mità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l’intervento ed
è reso entro sessanta giorni dalla richiesta.
Decorso inutilmente tale termine il nulla osta si intende rilasciato. Il
diniego, che è immediatamente impugnabile, è affisso contempora-
neamente all’albo del comune interessato e all’albo dell’Ente gestore
e l’affissione ha la durata di sette giorni.
Casi Interventi nelle zone appartenenti alla rete “Natura 2000”
particolari D.P.R. n. 357/1997, art. 5; D.P.R. n. 120/2003

Riferimenti
normativi Legge n. 394/1991, art. 13
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 7900 del 29 febbraio 2012
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 11875 del 14 marzo 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 14950 del 1° aprile 2014

Vedi anche 8. Interventi su immobili o aree sottoposti a vincolo

84 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 11 Attività: Manufatti leggeri utilizzati come abitazione o luogo di


lavoro o magazzini e depositi
Descrizione Installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture
di qualsiasi genere, quali roulottes, camper, case mobili, imbarcazio-
ni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magaz-
zini e simili,
a) non diretti a soddisfare esigenze temporanee;
b) non ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il sog-
giorno dei turisti.
Definizione PREFABBRICATI: sistemi costruttivi costituiti dal montaggio di ele-
menti costruiti in precedenza in un luogo diverso da quello in cui ver-
ranno utilizzati e composti da strutture portanti (pannelli e/o pilastri)
e da sistemi in elevazione monopiano o pluripiano; comprendono:
a) sistemi totalmente prefabbricati (calcestruzzo),
b) sistemi misti, con parti di struttura gettata in opera,
c) sistemi ibridi, con strutture realizzate in materiali differenti come
acciaio o legno.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazione


concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali
richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progettista abi-
litato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il nomi-
nativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabi-
le del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta di
provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si
intende formato il silenzio-assenso.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 85


Schede

Casi Un gazebo di modeste dimensioni rispetto alla superficie totale


particolari dell’immobile cui accede, con struttura non infissa né ancorata al
pavimento dell’area, ma solo poggiante su di esso, è aperto su tutti i
lati, in modo da non configurare nuovo volume edilizio, non richiede
titolo edilizio.
Un pergolato o berceau di natura ornamentale, realizzato in strut-
tura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente
amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per
piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e/o ombreg-
giatura di superfici di modeste dimensioni, non richiede titolo edili-
zio.
Una struttura costituita da pilastri e travi in legno di importanti di-
mensioni, tali da rendere la struttura solida e robusta e da farne
presumere una permanenza prolungata nel tempo, non può essere
ricondotta alla nozione di “pergolato”.
L’installazione e l’utilizzo di un barbecue rientrano nell’ambito di ap-
plicazione della regolamentazione locale sanitaria e non della nor-
mativa edilizia.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. e.5); art. 20
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 4793 del 2 ottobre 2008
Corte Costituzionale n. 278 del 22 luglio 2010
Consiglio di Stato Sez. VI n. 986 del 16 febbraio 2011
Consiglio di Stato Sez. IV n. 4318 del 30 luglio 2012
Corte Costituzionale n. 189 del 24 luglio 2015
Vedi anche 12. Manufatti leggeri in strutture ricettive per turisti

86 © Wolters Kluwer Italia


Scheda n. 12 Attività: Manufatti leggeri temporanei
o in strutture ricettive per turisti
Descrizione Manufatti leggeri, anche prefabbricati, e le strutture di qualsiasi
genere quali roulottes, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati
come abitazioni, ambienti di lavoro, o depositi, magazzini e simili,
diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o che siano
ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggior-
no dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico,
edilizio e, se previsto, sotto quello paesaggistico, in conformità alle
normative regionali di settore.
Definizioni MANUFATTI LEGGERI: opere contraddistinte da:
a) precarietà oggettiva dell’intervento, in base alle tipologie dei
materiali utilizzati;
b) precarietà funzionale in quanto caratterizzata dalla temporanei-
tà dello stesso.
Regime ATTIVITÀ LIBERA
amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi CASE MOBILI in campeggi e villaggi non dirette a soddisfare esigen-
particolari ze meramente temporanee (90 giorni) e allacciati alle reti di urba-
nizzazione (fognature, elettricità, gas ecc.): permesso di costruire e
autorizzazione paesaggistica.
Spazi esterni destinati alla sistemazione della clientela per i risto-
ranti o altri esercizi di somministrazione di cibo e bevande: non
necessita di rilascio di titolo abilitativo edilizio se il manufatto, in-
dipendentemente dalla sua facile rimovibilità, è destinato a realiz-
zare fini specifici e limitati nel tempo, per essere poi rimosso con
sollecitudine.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. e.5)
normativi
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 232 del 27 giugno 2008
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 22054 del 27 maggio 2009
Corte Costituzionale n. 278 del 22 luglio 2010
Corte Costituzionale n.171 del 6 luglio 2012
Vedi anche 11. Manufatti leggeri utilizzati come abitazione o luogo di lavoro o
magazzini e depositi
Schede

Scheda n. 13 Attività: Manutenzione ordinaria


Descrizione Interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnova-
mento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie
ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esi-
stenti.
Definizioni FINITURE: le parti di un elemento strutturale o tecnologico sosti-
tuibili e rinnovabili senza sostituire l’intero elemento strutturale o
tecnologico.
INTEGRAZIONE DI IMPIANTI TECNOLOGICI ESISTENTI: l’ammoder-
namento di impianti esistenti e l’aggiunta di componenti tecnolo-
giche in impianti esistenti; non è compresa la destinazione ex-novo
di vani per servizi igienici o impianti tecnologici.
Regime ATTIVITÀ LIBERA
amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi 1) Edificio vincolato: specifica autorizzazione della Soprintendenza
particolari ai beni architettonici.
2) Interventi su impianti: deposito obbligatorio della certificazione
Legge n. 10/1999 (termici) e D.M. n. 37/2008 (elettrici).
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. a); art. 6, c. 1 lett. a)
normativi
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 238 del 23 giugno 2000
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 2935 del 25 gennaio 2006
Corte di Cassazione Sez. III Civile n. 27540 del 10 dicembre 2013
Vedi anche 14. Manutenzione straordinaria leggera

88 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 14 Attività: Manutenzione straordinaria leggera


Descrizione a) Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti
non strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i
servizi igienico-sanitari e tecnologici.
b) Frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con
esecuzione di opere, anche con variazione delle superfici delle
singole unità immobiliari e del carico urbanistico, compresa l’a-
pertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne che
non riguardano le parti strutturali dell’edificio.
Definizione Elementi costitutivi:
• Nessuna alterazione della volumetria complessiva dell’edificio
• Nessun mutamento urbanisticamente rilevante della destina-
zione d’uso
• Nessuna modifica della sagoma e dei prospetti dell’edificio
• Nessun intervento su parti strutturali dell’edificio
Regime ATTIVITÀ LIBERA -
amministrativo COMUNICAZIONE di INIZIO LAVORI ASSEVERATA (Cila)
Procedimento L’interessato deve trasmettere all’amministrazione comunale una
comunicazione con i dati identificativi dell’impresa alla quale in-
tende affidare la realizzazione dei lavori e con l’elaborato proget-
tuale asseverato da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la
propria responsabilità, che:
• i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti,
• i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica e
con quella sul rendimento energetico nell’edilizia,
• non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.
Casi _
particolari
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. b); art. 6-bis
normativi
Giurisprudenza _

Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 89


Scheda n. 15 Attività: Manutenzione straordinaria pesante
Descrizione a) Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti
strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i ser-
vizi igienico-sanitari e tecnologici.
b)  Frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con
esecuzione di opere, anche con variazione delle superfici delle
singole unità immobiliari e del carico urbanistico, compresa l’a-
pertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne che
riguardano le parti strutturali dell’edificio.
Definizioni PARTI STRUTTURALI DI UN EDIFICIO: quellE che compongono ma-
terialmente la struttura stessa (anche non portante) dell’organi-
smo edilizio: es. muratura in pietrame, struttura portante in ce-
mento armato, tetto in coppi ecc.
CARICO URBANISTICO: effetto che viene prodotto dall’insediamen-
to primario, ossia dal numero degli abitanti insediati e dalle carat-
teristiche delle attività da costoro svolte, come domanda di strut-
ture ed opere collettive (uffici pubblici, parchi strade, fognature,
elettrificazione, servizio idrico, servizio di erogazione del gas ecc.)
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
amministrativo
Procedimento Prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può ri-
chiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’interven-
to edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di
assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
Casi La realizzazione di una veranda, anche mediante chiusura a mezzo
particolari di installazione di pannelli di vetro su intelaiatura metallica od altri
elementi costruttivi, non costituisce intervento di manutenzione
straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a permesso di co-
struire.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. b); art. 22, c. 1 lett. a)
normativi
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 11544 del 12 marzo 2013
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 38004 del 17 settembre 2013
Vedi anche 25. Ristrutturazione semplice o leggera
Schede

Scheda n. 16 Attività: Movimenti di terra


Descrizione Movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività
agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi
sugli impianti idraulici agrari.
Definizioni _

Regime ATTIVITÀ LIBERA


amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi Movimenti di terra non inerenti all’attività agricola: Cila.
particolari Non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica per l’esercizio dell’at-
tività agro-silvo-pastorale che:
a) non comporti alterazione permanente dello stato dei luoghi per
costruzioni edilizie od altre opere civili,
b) non alteri l’assetto idrogeologico del territorio.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1 lett. d)
normativi
Giurisprudenza _

Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 91


Schede

Scheda n. 17 Attività: Mutamenti alla destinazione d’uso rilevanti


urbanisticamente
Descrizione Ogni forma di utilizzo dell’immobile o della singola unità immobiliare
diversa da quella originaria, anche se non accompagnata dall’ese-
cuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l’assegnazione
dell’immobile o dell’unità immobiliare, ad una diversa categoria fun-
zionale tra le seguenti:
a) residenziale,
b) turistico-ricettiva,
c)  produttiva e direzionale,
d) commerciale,
e) rurale.

Definizione DESTINAZIONE D’USO: l’insieme delle modalità e delle finalità di


utilizzo di un’opera, di un manufatto, di una costruzione dell’essere
umano o di un bene naturalistico. In edilizia, la destinazione d’uso
si può riferire sia alla singola unità immobiliare che ad un comparto
urbanistico. La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immo-
biliare è quella prevalente in termini di superficie utile.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazione


concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali
richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progettista abi-
litato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il nomi-
nativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabi-
le del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta di
provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si
intende formato il silenzio-assenso.
(segue)

92 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Casi Modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei


particolari fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardi-
no le parti strutturali, ovvero le modifiche urbanisticamente rilevanti
della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa: CILA
(D.P.R. n. 380/2001: art. 6-bis; art. 22, c. 1, lett. c).
Spianamento di un terreno agricolo e riporto di sabbia e ghiaia, per
ottenerne un piazzale per deposito e smistamento di autocarri e
containers.
Recinzione d’un fondo rustico, realizzata con istallazioni permanenti,
costituisce una trasformazione permanente del territorio, a prescin-
dere dalla realizzazione di volumetrie di qualunque natura, che, in
quanto tale, contraddice ed impedisce definitivamente la vocazione
agricola impressa dallo strumento urbanistico e implica un notevole
incremento nella zona del carico urbanistico.
La predisposizione di impiantistica idrica, elettrica e di riscaldamento
nel destinato a garage destinato a ricovero dell’autovettura e non
già a uso abitativo, rappresenta già una modifica della destinazione
d’uso del vano dell’unità immobiliare.

Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 23-ter, c. 1; art. 10, c. 2.
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. V n. 6519 del 21 ottobre 2003
Consiglio di Stato Sez. V n. 7324 del 11 novembre 2004
Consiglio di Stato Sez. V n. 7343 del 22 dicembre 2005
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 3953 del 16 ottobre 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 12904 del 31 marzo 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 36099 del 1° settembre 2016
Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 93


Schede

Scheda n. 18 Attività: Nuova costruzione


Descrizione Costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati.
Interventi edilizi non riconducibili a: manutenzione ordinaria o
straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazio-
ne edilizia.
Definizione COSTRUZIONE: qualsiasi opera non completamente interrata,
avente i caratteri della solidità, stabilità ed immobilizzazione al
suolo, anche mediante appoggio o incorporazione o collegamento
fisso ad un corpo di fabbrica contestualmente realizzato o preesi-
stente, e ciò indipendentemente dal livello di posa ed elevazione
dell’opera stessa, dai caratteri del suo sviluppo volumetrico ester-
no, dall’uniformità o continuità della massa, dal materiale impie-
gato per la sua realizzazione e dalla sua funzione o destinazione.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia accompagnata da una di-


chiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità
del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di co-
struire si intende formato il silenzio-assenso.
Casi Un intervento su rudere in cui la parte dell’opera muraria ancora
particolari esistente non consenta la sicura individuazione dei connotati es-
senziali del manufatto originario e, quindi la sua fedele ricostruzio-
ne, va considerato realizzazione di una nuova costruzione, per la
quale deve essere richiesto apposito permesso di costruire.
La realizzazione di un muro di contenimento, in quanto si tratta
di un manufatto che si eleva al di sopra del suolo ed è destinato a
trasformare durevolmente l’area impegnata, è qualificabile come
intervento di nuova costruzione.
La realizzazione di strutture in muratura per autorimessa, sovra-
state da un tetto con copertura in tegole, per il suo carattere di
stabilità e permanenza costituisce una vera e propria costruzione.
(segue)
Schede

Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. e.1); art. 20
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 5375 del 15 settembre 2006
Corte di Cassazione Sez. II Civile n. 5934 del 14 marzo 2011
Corte di Cassazione Sez. II Civile n. 13389 del 17 giugno 2011
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 5624 del 14 febbraio 2012
Corte di Cassazione Sez. II Civile n. 72 del 3 gennaio 2013
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 4823 del 24 dicembre 2015
Vedi anche 18. Nuova costruzione in esecuzione di strumento urbanistico at-
tuativo

© Wolters Kluwer Italia 95


Schede

Scheda n. 19 Attività: Nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica in


esecuzione di strumento urbanistico attuativo
Descrizione Interventi disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi
compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, e
contenenti precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche,
formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente di-
chiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione
degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti.
Definizione STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI: gli “strumenti d’attuazione”
si riferiscono al Piano Regolatore Generale (Prg) e comprendono
indicativamente i piani particolareggiati (di iniziativa pubblica o
privata); di zona; di lottizzazione; per l’edilizia economica e popola-
re; delle aree da destinare agli insediamenti produttivi; di recupero
di iniziativa pubblica o privata.
L’approvazione dei Piani Urbanistici Attuativi rientra nella compe-
tenza comunale.
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
amministrativo alternativa al PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO
Procedimento Istanza 30 giorni prima dell’avvio dei lavori. Prima della presenta-
zione della segnalazione, l’interessato può richiedere allo sportello
unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso ne-
cessari per l’intervento edilizio, o presentare istanza di acquisizio-
ne dei medesimi atti di assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
Casi Se i piani attuativi risultano approvati prima dell’11 gennaio 2002
particolari (entrata in vigore della Legge n. 443/2001) il relativo atto di rico-
gnizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli inte-
ressati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il
progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazio-
ne tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi
con le caratteristiche sopra menzionate.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 23, c. 1, lett. b)
normativi
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 343 del 29 luglio 2005
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 44294 del 31 ottobre 2013
Schede

Scheda n. 20 Attività: Opere contingenti e temporanee


Descrizione Opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e tem-
poranee e destinate a essere immediatamente rimosse al cessare
della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a
novanta giorni.
Definizione OPERE TEMPORANEE: manufatti leggeri quali prefabbricati, roulot-
tes, camper, case mobili, imbarcazioni e simili.

Regime ATTIVITÀ LIBERA -


amministrativo COMUNICAZIONE di INIZIO LAVORI ASSEVERATA (Cila)
Procedimento L’interessato deve trasmettere all’amministrazione comunale una
comunicazione con i dati identificativi dell’impresa alla quale in-
tende affidare la realizzazione dei lavori e con l’elaborato proget-
tuale asseverato da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la
propria responsabilità, che:
• i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti,
• i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica e
con quella sul rendimento energetico nell’edilizia,
• non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.

Casi Realizzazione dei manufatti temporanei destinati ad essere rimossi


particolari dopo 90 giorni: Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1 lett. e-bis)

Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. V n. 3321 del 15 giugno 2000


Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 26573 del 26 giugno 2009
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 1191 del 16 gennaio 2012
Consiglio di Stato Sez. III n. 4850 del 12 settembre 2012
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 36040 del 20 settembre s2012
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 10235 del 5 marzo 2013
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 13843 del 24 marzo 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 50215 del 22 dicembre 2015
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 6125 del 15 febbraio 2016
Vedi anche 11. Manufatti leggeri temporanei o in strutture ricettive per turisti

© Wolters Kluwer Italia 97


Schede

Scheda n. 21 Attività: Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici


Descrizione Installazione di pannelli solari fotovoltaici, a servizio degli edifici,
da realizzare al di fuori delle parti del territorio interessate da ag-
glomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di par-
ticolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree
circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali ca-
ratteristiche, degli agglomerati stessi (Zona A Decreto n. 1444 del
2 aprile 1968).
Definizione PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI: impianti che convertono le radia-
zioni del sole in energia elettrica (pannelli fotovoltaici) o energia
termica per la produzione di acqua calda (pannelli termici). Tipo-
logie di impianti:
a) non integrati: impianti generalmente realizzati a terra o anche
su parti strutturali di edifici quali terrazzi, falde, pensiline e/o
elementi di arredo urbano e viario, e sono installati in maniera
non complanare alle superfici su cui sono fissati;
b) parzialmente integrati: i moduli fotovoltaici non sostituiscono i
materiali che costituiscono la superficie d’appoggio e vengono
installati su tetti piani e terrazze, in modo complanare ad esem-
pio sul manto di copertura;
c) con integrazione architettonica: i moduli e componenti speciali
sono sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire ele-
menti architettonici di edifici, in aderenza alla copertura esi-
stente e senza modifica di forma o sagoma di falda.
Regime ATTIVITÀ LIBERA - COMUNICAZIONI AL GESTORE
amministrativo (D.M. del 19 maggio 2015 Modello Unico per la realizzazione, la
connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati
sui tetti degli edifici).
Procedimento 1) Comunicazione preliminare presso il Gestore della Rete elettrica
di zona per ottenere un preventivo di connessione, contenente:
dati anagrafici e recapiti del richiedente; diritti che il richieden-
te ha sull’immobile; dati catastali dell’immobile; dati tecnici del
punto di connessione esistente (n. di Pod); dati tecnici dell’im-
pianto fotovoltaico; dati bancari del richiedente per addebito
dei costi di connessione; data di inizio lavori; schema elettrico
unifilare di impianto, firmato e timbrato da tecnico abilitato, do-
cumento di identità del richiedente in corso di validità.
2) il Gestore di Rete ha tempo 20 giorni lavorativi per prendere in
considerazione la domanda e verificarne i presupposti. Meglio
attendere il riscontro prima di iniziare i lavori.
3) Accettazione del preventivo e comunicazione di fine lavori al
Gestore di Rete.
(segue)
98 © Wolters Kluwer Italia
Schede

Casi Impianti di pannelli solari termici o fotovoltaici sui tetti di edifici


particolari situati in aree vincolate:
a) autorizzazione paesaggistica semplificata per impianti in aree
o su immobili sottoposti a vincolo dall’art. 142 o a vincolo delle
tipologie a) e d) dell’art. 136, D.Lgs. n. 42/2004;
b) autorizzazione paesaggistica ordinaria per impianti in aree o su
immobili sottoposti a vincoli ai sensi delle lettere b) e c) dell’art.
136, D.Lgs. n. 42/2004;
c) installazione libera solo nel solo in cui il posizionamento degli
impianti sul tetto o sul lastrico solare sia tale da non poter esse-
re visibile dall’esterno.
Impianti fotovoltaici condominiali: le decisioni condominiali su in-
terventi volti al contenimento del consumo energetico ed all’uti-
lizzazione delle fonti di energia rinnovabili, individuati attraverso
un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica
realizzata da un tecnico abilitato, sono valide se adottate con la
maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli
intervenuti in assemblea, previa verifica dell’eventuale violazione
del decoro architettonico dell’edificio.
Impianti fotovoltaici a servizio di un’attività soggetta ai controlli
di prevenzione degli incendi: l’installazione deve essere eseguita
in modo da evitare la propagazione di un incendio dal generatore
fotovoltaico al fabbricato nel quale è incorporato. Tale condizione
si ritiene rispettata qualora l’impianto fotovoltaico, incorporato in
un’opera di costruzione, venga installato su strutture ed elementi
di copertura e/o di facciata incombustibili (Circolare del Ministero
dell’Interno - Dipartimento VVF n. 1324/2012).
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. e-quater)
normativi Legge dell’11 dicembre 2012, n. 220 Modifica alla disciplina del
condominio negli edifici.
Giurisprudenza _

Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 99


Schede

Scheda n. 22 Attività: Pavimentazione di aree pertinenziali


Descrizione Opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per
aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità,
se stabilito dallo strumento urbanistico comunale, compresa la re-
alizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili,
vasche di raccolta delle acque, locali tombati.
Definizioni INDICE DI PERMEABILITÀ: il rapporto massimo ammissibile tra la
superficie permeabile e la superficie del lotto di riferimento. Defi-
nisce la quantità minima di superficie permeabile, ovvero la quan-
tità minima della superficie del lotto da mantenere o sistemare a
verde con esclusione di qualsiasi edificazione.
Regime ATTIVITÀ LIBERA
amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi Aree ludiche ed elementi di arredo delle area di pertinenza: attivi-
particolari tà libera.
(D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. e-quinquies)
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001: art. 6, c. 1, lett. e-ter)
normativi
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 39067 dell’8 ottobre 2009
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 19316 del 17 maggio 2011
Vedi anche 24. Realizzazione di pertinenze

100 © Wolters Kluwer Italia


Scheda n. 23 Attività: Realizzazione di infrastrutture e impianti
Descrizione Realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici
servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo
inedificato.
Definizioni TRASFORMAZIONE IN VIA PERMANENTE DEL SUOLO: opere di scavo,
sbancamenti, livellamenti finalizzati ad usi diversi da quelli agricoli,
ivi compresi quelli turistici o sportivi che alterano la morfologia del
territorio.
CONSUMO DI SUOLO: variazione da una copertura non artificiale
(suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo
consumato).
COPERTURA ARTIFICIALE DEL SUOLO: perdita totale della “risorsa
suolo tramite impermeabilizzazione o asportazione per escavazione
(comprese le attività estrattive a cielo aperto), o perdita parziale della
funzionalità della risorsa a causa di contaminazione e compattazione
dovute alla presenza di impianti industriali, infrastrutture, manufatti,
depositi permanenti di materiale o passaggio di mezzi di trasporto.
Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazione


concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali
richiesti e, quando ne ricorrano i presupposti, dagli altri documen-
ti previsti. La domanda va accompagnata da una dichiarazione del
progettista abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il nomi-
nativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione. Può
richiedere modifiche di modesta entità, illustrandone le ragioni.
L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il ter-
mine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare la docu-
mentazione nei successivi 15 giorni.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si
intende formato il silenzio-assenso.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1 lett. e.3); art. 20
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 14243 del 4 aprile 2008
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 8064 del 2 dicembre 2008
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 12998 del 27 marzo 2015
Schede

Scheda n. 24 Attività: Realizzazione di pertinenze


Descrizione Interventi pertinenziali:
a) che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla
zonizzazione ed al pregio ambientale e paesaggistico delle aree,
qualifichino come interventi di nuova costruzione o
b) che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del
volume dell’edificio principale.
Definizione PERTINENZA URBANISTICA: un’opera che ha una propria individuali-
tà fisica e una propria conformazione strutturale, preordinata a una
oggettiva esigenza dell’edificio principale, funzionalmente ed ogget-
tivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo
valore di mercato, non valutabile in termini di cubatura o dotata di
un volume minimo tale da non consentire, in relazione anche alle ca-
ratteristiche dell’edificio principale, una sua destinazione autonoma
e diversa da quella a servizio dell’immobile cui accede.
Esempi: l’autorimessa destinata al servizio di una casa d’abitazione;
un pozzo per l’irrigazione di un fondo; un cortile.
Non è configurabile una pertinenza in relazione ad un fondo agricolo
o un’area.

Regime
amministrativo PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO

Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazione


concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati progettuali
richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progettista abi-
litato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il nomi-
nativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabi-
le del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta di
provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si
intende formato il silenzio-assenso.
(segue)

102 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Casi Realizzazione di pertinenze minori che le norme tecniche de-


particolari gli strumenti urbanistici non qualificano come interventi di
nuova costruzione e che comportano la realizzazione di un vo-
lume inferiore al 20% del volume dell’edificio principale: Cila
(D.P.R. n. 380/2001, art. 6-bis, c. 1).
Una piscina realizzata in una proprietà privata a corredo esclusivo
della stessa, senza autonomia immobiliare costituisce una pertinen-
za. Una piscina interrata in cemento armato e di spogliatoio con an-
nesso muro di contenimento, non costituisce una pertinenza.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001: art. 3, c. 1, lett. e.3); art. 20
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. V n. 7822 del 1° dicembre 2003
Consiglio di Stato Sez. VI n. 551 del 10 febbraio 2006
Consiglio di Stato Sez. IV n. 4636 del 23 luglio 2009
Consiglio di Stato Sez. V n. 2159 del 7 aprile 2011
Consiglio di Stato Sez. VI n. 2781 del 11 maggio 2011
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 20544 del 19 maggio 2015
Corte di Cassazione Sez. III Penale n.48300 del 16 novembre 2016

Vedi anche 22. Pavimentazione di aree pertinenziali.

© Wolters Kluwer Italia 103


Schede

Scheda n. 25 Attività: Restauro e risanamento conservativo leggero


Descrizione Interventi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne
la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel
rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consen-
tano destinazioni d’uso con essi compatibili:
a) consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi
dell’edificio,
b) inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti
dalle esigenze dell’uso,
c) eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.
Definizioni ELEMENTI TIPOLOGICI DI UN EDIFICIO: caratteri architettonici e
funzionali che ne consentono la qualificazione in base alle tipolo-
gie edilizie (es. costruzione rurale, capannone industriale, edificio
scolastico, edificio residenziale unifamiliare o plurifamiliare, edifi-
cio residenziale signorile, civile, popolare etc.).
ELEMENTI FORMALI DI UN EDIFICIO: quelli relativi alla sagoma in
senso stretto ovvero alla volumetria rigidamente intesa, quelli che
determinano la cd. “iconicità” del manufatto intesa come quell’in-
sieme di caratteristiche - disposizione dei volumi, elementi archi-
tettonici, particolari rifiniture - che lo distinguono ed inquadrano
in modo peculiare.
Regime ATTIVITÀ LIBERA -
amministrativo COMUNICAZIONE di INIZIO LAVORI ASSEVERATA (Cila)
Procedimento L’interessato deve trasmettere all’amministrazione comunale una
comunicazione con i dati identificativi dell’impresa alla quale in-
tende affidare la realizzazione dei lavori e con l’elaborato proget-
tuale asseverato da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la
propria responsabilità, che:
• i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai
regolamenti edilizi vigenti,
• i lavori sono compatibili con la normativa in materia sismica e
con quella sul rendimento energetico nell’edilizia,
• non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001: art. 3, c. 1 lett. c); art. 6-bis

Giurisprudenza Consiglio di Stato, Sezione V n. 1326 del 17 marzo 2014


Consiglio di Stato, Sezione V n. 3796 del 17 luglio 2014
Consiglio di Stato, Sezione V n. 4253 del 5 settembre 2014

104 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 26 Attività: Restauro e risanamento conservativo pesante


Descrizione Interventi su parti strutturali, rivolti a conservare l’organismo edi-
lizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistema-
tico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e
strutturali, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili:
a) consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi
dell’edificio,
b) inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti
dalle esigenze dell’uso,
c) eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Definizione ELEMENTI STRUTTURALI DI UN EDIFICIO: quelli che compongono


materialmente la struttura stessa (anche non portante) dell’orga-
nismo edilizio: es. muratura in pietrame, struttura portante in ce-
mento armato, tetto in coppi ecc.
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
amministrativo
Procedimento Prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può ri-
chiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’interven-
to edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di
assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. c); art. 22, c. 1 lett. b)
normativi
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 35390 del 30 settembre 2010

© Wolters Kluwer Italia 105


Schede

Scheda n. 27 Attività: Ricerca nel sottosuolo


Descrizione Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo:
a) che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di
ricerca di idrocarburi,
b) eseguite in aree esterne al centro edificato.
Definizione ATTIVITÀ GEOGNOSTICHE: indagini esplorative che si svolgono sul
cantiere e che si sostanziano, in particolare, in perforazioni a rota-
zione per il carotaggio.
Regime ATTIVITÀ LIBERA
amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi Per lo svolgimento delle prove geotecniche volte a stabilire la na-
particolari tura e la caratterizzata del suolo (ad esempio, prove di compressio-
ne, di permeabilità, di flessione, di taglio, di densità del materiale
sopra indicato, ecc.), e a definire i modelli geotecnici di sottosuolo
necessari alla progettazione, è necessaria l’autorizzazione.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. c)
normativi
Giurisprudenza Consiglio di Stato n. 3283 del 1° giugno 2012

Vedi anche _

106 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 28 Attività: Ristrutturazione semplice o leggera


Descrizione a) Interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un
insieme sistematico di opere che possono portare ad un orga-
nismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali
interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni
elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e
l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.
b) Demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria preesi-
stente, fatte salve le sole innovazioni necessarie all’adeguamen-
to alla normativa antisismica.
c)  Ripristino di edifici o parti di essi eventualmente crollati o de-
moliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile ac-
certarne la preesistente consistenza.
Definizione Elementi costitutivi:
1) non prevede la completa demolizione dell’edificio preesistente,
2) non aumenta il volume complessivo,
3) non modifica la sagoma di edifici vincolati,
4) non modifica i prospetti dell’edificio,
5) non comporta mutamento d’uso urbanisticamente rilevante nel
centro storico.
Regime SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
amministrativo
Procedimento Prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può ri-
chiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’interven-
to edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di
assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 107


Schede

Casi Immobili sottoposti a vincolo: gli interventi di demolizione, rico-


particolari struzione e ripristino di edifici crollati o demoliti, costituiscono
ristrutturazione edilizia soltanto se viene rispettata la medesima
sagoma dell’edificio preesistente.
Zone A di prg ed equipollenti: i comuni individuano le aree nelle
quali escludere l’applicabilità della ristrutturazione edilizia median-
te SCIA per interventi di demolizione e ricostruzione o per varianti
a permessi di costruire, ove si preveda la modifica della sagoma.
L’inizio dell’attività non può avere luogo prima che siano decorsi
trenta giorni dalla data di presentazione della segnalazione.

Riferimenti D.P.R. n. 380/2001: art. 3, c. 1, lett. d)


normativi
Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 36528 del 16 giugno 2011
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 49221 del 6 novembre 2014
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 39817 del 2 ottobre 2015
Vedi anche 29. Ristrutturazione pesante

108 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 29 Attività: Ristrutturazione pesante


Descrizione Interventi che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte
diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria
complessiva degli edifici o dei prospetti o che comportino mutamen-
ti urbanisticamente rilevanti nella destinazione d’uso degli immobili
compresi nelle zone omogenee A.
Definizione Elementi costitutivi:
1) Non prevedono la completa demolizione dell’edificio
2) Comportano aumento del volume complessivo
3) Comportano modifiche del prospetto dell’edificio
4) Comportano cambio d’uso urbanisticamente rilevante nel centro
storico
Regime PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO
amministrativo in alternativa SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
Procedimento A) Permesso di costruire
1) Domanda allo sportello unico edilizia accompagnata da una di-
chiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità del
progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il nomi-
nativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabi-
le del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta di
provvedimento.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento
conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha op-
posto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si
intende formato il silenzio-assenso.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 109


Schede

Procedimento B)  SCIA alternativa


Istanza 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Prima della presenta-
zione della Scia, l’interessato può richiedere allo sportello unico
di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari
per l’intervento edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei
medesimi atti di assenso contestualmente alla segnalazione.
Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’av-
venuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono
acquisiti entro il termine di sessanta giorni, il responsabile dello
sportello unico indice la conferenza di servizi.
 In caso di presentazione contestuale della SCIA e dell’istanza di
acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento
edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comuni-
cazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione
dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza
di servizi.
Casi Interventi per i quali sono necessari altri titoli di legittimazione (art.
particolari 19-bis, Legge n. 241/1990): istanza al Comune, che convoca la con-
ferenza di servizi.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 10, c. 1, lett. c); art. 20; art. 23 c. 1, lett. a)
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 309 del 23 novembre 2011
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 48221 del 4 dicembre 2015
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 1152 del 14 gennaio 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 44319 del 19 ottobre 2016
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 44921 del 25 ottobre 2016
Vedi anche 28. Ristrutturazione semplice o leggera

110 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 30 Attività: Ristrutturazione urbanistica


Descrizione Interventi rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico con un
altro diverso, mediante un insieme sistematico di opere, anche con
la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stra-
dale.
Definizione RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA: significativa innovazione
dell’assetto territoriale preesistente, che non riguarda immobili
singolarmente intesi, bensì complessi edilizi più vasti, nell’ottica del
perseguimento di un più armonico ed organico riassetto dell’area
interessata all’intervento.
Regime PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO
amministrativo
Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazio-
ne concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati proget-
tuali richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progetti-
sta abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costru-
ire si intende formato il silenzio-assenso.
Casi _
particolari

Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 3, c. 1, lett. f); art. 20
Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 3557 del 22 giugno 2000

Vedi anche _

© Wolters Kluwer Italia 111


Schede

Scheda n. 31 Attività: Serre mobili stagionali


Descrizione Serre mobili stagionali sprovviste di struttura in muratura, funzio-
nali allo svolgimento dell’attività agricola.

Definizione SERRE MOBILI: sistemi per la protezione delle culture, di natura


precaria e senza ancoraggio stabile al suolo.
Regime ATTIVITÀ LIBERA
amministrativo
Procedimento Verificare la conformità dell’intervento alle prescrizioni degli stru-
menti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre
normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edili-
zia e, in particolare, delle norme:
• antisismiche,
• di sicurezza,
• antincendio,
• igienico-sanitarie,
• relative all’efficienza energetica,
• a tutela dal rischio idrogeologico,
• contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio.
Casi Serre mobili stagionali funzionali allo svolgimento di attività agri-
particolari cole, con strutture in muratura:
Cila (D.P.R. n. 380/2001, art. 6-bis, c. 1).
Le serre realizzate con strutture fisse, costituenti manufatti di sup-
porto per l’attività agricolo-commerciale, rivolti a soddisfare esi-
genze non provvisorie ma destinati a fare fronte ad esigenze con-
tinuative connesse alla coltivazione, e comportanti una modifica
permanente dell’assetto del territorio, richiedono il permesso di
costruire.
Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001, art. 6, c. 1, lett. e)

Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 6968 del 16 giugno 1988
Consiglio di Stato n. 194 del 7 maggio 1993
Consiglio di Stato Sez. V n. 1299 del 13 marzo 2000
Vedi anche _

112 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 32 Attività: Torri e tralicci per telecomunicazioni


Descrizione Installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e
di ripetitori per i servizi di telecomunicazioni.

Definizione STAZIONI E SISTEMI O IMPIANTI RADIOELETTRICI: uno o più tra-


smettitori, nonché ricevitori, o un insieme di trasmettitori e ricevi-
tori, ivi comprese le apparecchiature accessorie, necessari in una
data postazione ad assicurare un servizio di radiodiffusione, radio-
comunicazione o radioastronomia.
Regime AUTORIZZAZIONE / SILENZIO-ASSENSO
amministrativo
Procedimento L’istanza deve essere conforme al modello A dell’allegato n. 13 al
D.Lgs. n. 259 del 1° agosto 2003 Codice delle comunicazioni elet-
troniche e deve essere corredata della documentazione atta a
comprovare il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di atten-
zione e degli obiettivi di qualità, relativi alle emissioni elettroma-
gnetiche, di cui alla legge n. 36 del 22 febbraio 2001 e relativi prov-
vedimenti di attuazione, attraverso l’utilizzo di modelli predittivi
conformi alle prescrizioni del Cei.
1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attesta-
zione concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati pro-
gettuali richiesti e accompagnata da una dichiarazione del pro-
gettista abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di co-
struire si intende formato il silenzio-assenso.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 113


Schede

Casi Installazione di apparati con tecnologia Umts, sue evoluzioni o al-


particolari tre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesi-
stenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive: Segnalazione
certificata di inizio attività (Scia).
Qualora l’installazione di infrastrutture di comunicazione elet-
tronica presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque,
l’effettuazione di scavi e l’occupazione di suolo pubblico, i soggetti
interessati sono tenuti a presentare apposita istanza.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001: art. 3, c.1 lett. e.4); art. 20
normativi Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 Legge quadro sulla protezione
dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
Giurisprudenza Corte Costituzionale n. 129 del 28 marzo 2006
Consiglio di Stato Sez. VI n. 7944 del 15 dicembre 2009
Consiglio di Stato Sez. VI n. 2055 del 13 aprile 2010
Consiglio di Stato Sez. VI n. 4557 del 15 luglio 2010
Consiglio di Stato Sez. VI n. 98 del 12 gennaio 2011
Consiglio di Stato Sez. III n. 119 del 15 gennaio 2014
Consiglio di Stato Sez. III n. 723 del 14 febbraio 2014
Vedi anche _

114 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 33 Attività: Urbanizzazione primaria e secondaria


Descrizione Interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da sog-
getti diversi dal Comune.
Definizione INTERVENTI di URBANIZZAZIONE PRIMARIA:
a) le strade a servizio degli insediamenti, compresi gli allacciamen-
ti;
b) gli spazi necessari per la sosta e il parcheggio degli autoveicoli;
c) i condotti idonei alla raccolta ed allo scarico delle acque luri-
de (nere) ed i relativi allacciamenti alla rete principale urbana,
compresi gli impianti di depurazione;
d) la rete idrica, costituita dalle condotte per l’erogazione dell’ac-
qua potabile e relative opere per la captazione, il sollevamento
ed accessorio;
e) la rete per l’erogazione e la distribuzione dell’energia elettrica
per usi domestici e industriali comprese le cabine secondarie;
f) la rete del gas combustibile per uso domestico ed i relativi con-
dotti d’allacciamento;
g) la rete telefonica, comprese le centraline telefoniche a servizio
degli edifici;
h) la pubblica illuminazione comprendente le reti e gli impianti per
l’illuminazione;
i) gli spazi di verde attrezzato, le aree a servizio dei singoli edifici
mantenute a verde con alberature ed eventuali attrezzature.
Alle opere d’urbanizzazione primaria sono equiparati gli impianti
cimiteriali, cioè gli ampliamenti e le costruzioni dei cimiteri, com-
presi le vie d’accesso, le zone di parcheggio, gli spazi e i viali desti-
nati al traffico interno e le costruzioni accessorie.

INTERVENTI di URBANIZZAZIONE SECONDARIA:


a) gli asili nido;
b) le scuole materne;
c) le scuole dell’obbligo;
d) i mercati di quartiere;
e) le delegazioni comunali;
f) le chiese ed altri edifici religiosi;
g) gli impianti sportivi di quartiere;
h) i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie;
i) le aree verdi di quartiere.
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 115


Schede

Regime PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO


amministrativo
Procedimento 1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attestazio-
ne concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati proget-
tuali richiesti e accompagnata da una dichiarazione del progetti-
sta abilitato che asseveri la conformità del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costru-
ire si intende formato il silenzio-assenso.
Casi _
particolari

Riferimenti
normativi D.P.R. n. 380/2001: art. 3, c. 1, lett. e.2); art. 20

Giurisprudenza Consiglio di Stato Sez. IV n. 4014 del 28 luglio 2005


Consiglio di Stato Sez. IV n. 1108 del 22 febbraio 2011

Vedi anche _

116 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Scheda n. 34 Attività: Varianti in corso d’opera


Descrizione VARIANTI MINIME:
Definizioni a) non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie,
b)  non comportano mutamenti urbanisticamente rilevanti della
destinazione d’uso,
c)  non modificano la categoria edilizia,
d) non alternano la sagoma dell’edificio, se sottoposto a vincolo,
e) non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di
costruire.
VARIANTI IN SENSO PROPRIO: modificazioni qualitative o quanti-
tative di non rilevante consistenza rispetto al progetto originario.
Gli elementi da prendere in considerazione, al fine di discriminare
un nuovo permesso di costruire dalla variante ad altro preesisten-
te, sono la superficie coperta, il perimetro, la volumetria, le distan-
ze dalle proprietà viciniori, nonché le caratteristiche funzionali e
strutturali, interne ed esterne, del fabbricato.

VARIANTI ESSENZIALI: modifiche incompatibili col disegno globale


ispiratore dell’originario progetto edificatorio, sia sotto l´aspetto
qualitativo sia sotto l´aspetto quantitativo.
Comprendono: il mutamento della destinazione d´uso implicante
alterazione degli standards, l’aumento consistente della cubatura
o della superficie di solaio, le modifiche sostanziali di parametri ur-
banistico-edilizi, il mutamento delle caratteristiche dell´intervento
edilizio assentito e la violazione delle norme vigenti in materia an-
tisismica.
Regime A) VARIANTI MINIME:
amministrativo SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA)
B) VARIANTI IN SENSO PROPRIO:
PERMESSO DI COSTRUIRE IN VARIANTE
C) VARIANTI ESSENZIALI:
NUOVO PERMESSO DI COSTRUIRE / SILENZIO-ASSENSO
(segue)

© Wolters Kluwer Italia 117


Schede

Procedimento A)
La SCIA costituisce parte integrante del processo relativo al per-
messo di costruzione dell’intervento principale e può essere pre-
sentata prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.

B)
Autorizzazione da rilasciarsi con il medesimo procedimento previ-
sto per il rilascio del permesso di costruire originario.

C)
1) Domanda allo sportello unico edilizia corredata da un’attesta-
zione concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati
progettuali richiesti e, quando ne ricorrano i presupposti, dagli
altri documenti previsti. La domanda va accompagnata da una
dichiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità
del progetto.
2) Lo sportello unico comunica entro 10 giorni al richiedente il no-
minativo del responsabile del procedimento.
3) Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsa-
bile del procedimento cura l’istruttoria e formula una proposta
di provvedimento, corredata da una dettagliata relazione. Può
richiedere modifiche di modesta entità, illustrandone le ragio-
ni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il
termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare la
documentazione nei successivi 15 giorni.
4) Il provvedimento finale, che lo sportello unico provvede a noti-
ficare all’interessato, è adottato dal dirigente o dal responsabile
dell’ufficio entro il termine di 30 giorni dalla proposta.
5) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimen-
to conclusivo, se il dirigente o il responsabile dell’ufficio non ha
opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di co-
struire si intende formato il silenzio-assenso.
Casi 1) Varianti attuate dopo l’acquisizione di eventuali atti di assenso
particolari previsti dalla normativa: Scia.
2) Varianti che non presentano i caratteri delle variazioni essenzia-
li: Scia.
3) Varianti comportanti modifica della sagoma nel centro storico:
Permesso di costruire / silenzio-assenso.
Riferimenti D.P.R. n. 380/2001, art. 20; art. 22, cc. 2, 2-bis e 7; art. 23-bis, c. 4
normativi
(segue)

118 © Wolters Kluwer Italia


Schede

Giurisprudenza Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 8303 del 9 marzo 2006
Consiglio di Stato Sez. IV n. 5760 del 2 ottobre 2006
Consiglio di Stato Sez. IV n. 1572 dell’11 aprile 2007
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 24236 del 24 marzo 2010
Corte di Cassazione Sez. III Penale n. 49290 del 25 settembre 2012
Normative Emilia-Romagna (art. 22, L.R. n. 15/2013)
regionali Le varianti al progetto previsto dal titolo abilitativo apportate in
corso d’opera sono soggette a Scia, con alcune esclusioni.

Toscana (art. 143, L.R. n. 65/2014)


Per le varianti che non comportano la sospensione dei relativi lavo-
ri sussiste esclusivamente l’obbligo del deposito dello stato finale
dell’opera come effettivamente realizzata, da effettuarsi unitamen-
te ad apposita attestazione del professionista non oltre la data del-
la comunicazione di ultimazione dei lavori.

Valle d’Aosta (art. 61-bis, L.R. n. 11/1998)


Le varianti realizzate in corso d’opera che presentino determinati
requisiti non sono soggette ad approvazione espressa ma a comu-
nicazione, da depositare presso l’ufficio competente prima dell’ul-
timazione dei lavori.

Provincia Autonoma di Trento (art. 92, L.R. n. 15/2015)


Gli interventi o le opere da realizzare mediante una variante ordi-
naria al titolo edilizio originario sono soggette al rilascio del titolo
edilizio previsto per lo specifico intervento di variazione.

© Wolters Kluwer Italia 119

Potrebbero piacerti anche