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L'origine del SON, viene dal Changüí.

Il Changüí ha uno strumento, che è la "marimbula" che può avere


lamelle sonore in legno o in metallo e ha sempre esercitato la funzione del contrabbasso, in realtà è uno
strumento canonico. Parecchi strumenti che noi utilizziamo sono stati creati dall'immaginazione, sono stati
creati da un'esigenza e il fatto di essere di un'etnia che viene dal continente Africano, fa in modo che in giro
per il mondo ci siano le stesse matrici che derivano dall'Africa e quindi a Cuba poi è stato creato questo
strumento che si chiama MARIMBULA che è un po’ più definito di quello in legno. Il discorso del Cajon è
proprio enorme perché è la percussione per eccellenza alla portata di tutti e spesso noi musicisti quando
condividiamo la tavola viene spontaneo cercare in un tavolo qualsiasi tipo di sonorità a proposito sempre
nel diciannovesimo secolo il primo prototipo di tamburo Batà era un cajon, il cajon di papa silvestre che era
un cassone gigante, dove chiaramente questi schiavi avendo una mentalità fresca perché comunque le
deportazioni dell'etnia Yoruba quelle consistenti avvengono a metà del diciannovesimo secolo e nella
seconda metà del diciannovesimo secolo tutto questo già veniva concretizzato per cui nella memoria di
questi schiavi che poi gradualmente diventano ex schiavi chiaramente loro non potendo avere attrezzi o
possibilità di costruirsi gli strumenti per motivi anche proprio pratici il primo strumento che è stato evinto è
proprio il Cajon cioè nel senso non il cajon flamenco tutto carino e definito, ma una cassa enorme sulla
quale tre persone sedute su tre casse di diverse dimensioni, Fernando Ortiz un grande etnomusicologo e
etnografo (l'Avana, 16 luglio 1881 - l'Avana, 10 aprile 1969), ha proprio definito nella storia del batà
Afrocubano il batà di papa silvestre ovviamente le foto non c'erano, ma è stato raffigurato e c'è un uomo
seduto su una cassa grande che suona un cajon. Il batà che come sappiamo è uno strumento bi-
membranofono ed ha un sonetto consacrato alla "regla de Aña" che è la pulsazione cosmica che fa parte
della cosmogonia Yoruba assieme alla regola di Ifa', alla regola de Ocha e alla regola di Aña, sono stati fatti
dei prototipi moderni e fa in modo che a differenza del batà tradizionale canonico, può essere suonato da
tutti perché è Abericulà cioè non consacrato. Provenienti dalla Nigeria, da una cultura molto antica
matriarcale che pare fosse nata in Egitto cinquemila anni fa per poi diffondersi nell'Africa subsariana e in
seguito con la tratta degli schiavi arrivare fino a Cuba dove poi si sviluppa e nasce la Santeria, sono tamburi
liturgici collegati al culto degli orischa divinità della natura dove ognuna potrebbe essere rappresentata con
una forza della natura per cui l'uomo deve essere in armonia con queste forze e renderle omaggio tramite il
suono del tamburo batà. I tamburi consacrati hanno dentro un fondamento "Aña" e il tambolero che suona
i tamburi batà consacrati deve avere le mai consacrate ad Aña attraverso una cerimonia

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