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VERIFICA FILOSOFIA

CLASSE 5 SEZ. B

13 APRILE 2021

Spiega perché secondo Feurbach la religione ha un’origine pratica.

la critica maggiore di Feuerbach è rivolta nei confronti della religione e la troviamo “nell’essenza del
cristianesimo”, il suo capolavoro. ogni religione, ogni idea di Dio, non è altro che una proiezione fantastica,
illusoria, mitica delle qualità umane. l’uomo prende le sue qualità e le proietta in modo fantastico
all’ennesima potenza, rendendole perfette. se diamo un’occhiata agli attributi di Dio, notiamo che è grande,
amore, sommo, buono, onnisciente; secondo Feuerbach sono, in realtà, qualità umane: l’uomo, nella sua
limitatezza, si è inventato un essere, altro da sè, in cui proiettare le sue qualità alla massima potenza e
adorarle. Dio è amore, sommo amore, perché l’uomo stesso ama ma non ama tutto, è impossibile, non ne è
capace, ce l’ha spiegato Campanella: la limitatezza dell’essere e del non essere, l’uomo ama e
contemporaneamente odia. a Dio, invece, piace tutto. ce l’ha detto Kierkegaard: Dio è onnisciente, conosce
tutto, perché l’uomo stesso conosce, ma non può conoscere tutto. è un po’ quello che diceva Lock: noi non
possiamo immaginare nemmeno un profumo che non abbiamo mai sentito: tutto ciò che noi pensiamo e
crediamo essere straordinario, in realtà ha una base pratica. come può venire l’idea di eterno se non l’ho
mai sperimentato? lo diceva anche Cartesio; in realtà l’uomo fa esperienza dell’eternità, ma come uomo,
non come singolo uomo, ma come umanità. in noi c’è una disparità tra volere e potere. l’uomo coglie
questa divergenza tra il suo desiderio (lo dice anche Shopenahuer) e la possibilità di realizzare ciò che
vuole.

Per Feuerbach “la nuova filosofia è una filosofia dei sensi”. Confronta questa affermazione con la
concezione materialistica di Marx.

Feuerbach auspica la nascita di una nuova filosofia, che deve inaugurare un atteggiamento nuovo nei
confronti della vita (stiamo parlando della filosofia dell’avvenire). all’inizio dell’ultima parte della sua
riflessione abbiamo il cosiddetto umanesimo. nell'umanesimo l’uomo è al centro di tutto. è l’uomo che
deve essere concepito sotto un punto di vista naturalistico perché è l’uomo concretamente ciò che fa: fa
parte della natura, fa parte della terra, fa parte del mondo e dev’essere capito, dev’essere amato per
questa sua naturalità. a me fa venire i brividi quando si parla di natura e si inizia a parlare della Bibbia, del
libro sacro. basta guardarci intorno, ciò che esiste è natura. nulla esiste nel mondo che non sia natura.
l’amore è il sentimento più bello per Feuerbach perché caratterizza l’uomo: ma invece di rivolgere nei
confronti di qualcosa che non esiste, lo rivolgiamo a qualcuno di esistente. è più facile. l’amore guarisce.
l’uomo ha bisogno di amare e di essere amato. è consolatorio Dio, ma è una fantasia: l’uomo è ciò che
mangia. in questo c’è un’attenzione sociologica oltre che etica dell’uomo. si rivolge in un certo senso agli
stati, alla politica: l’uomo deve nutrirsi bene, è un bene primario. se l’uomo soffre perché economicamente
penalizzato, non può nemmeno fare sistemi filosofici. se vogliamo che l’uomo pensi, faccia filosofia,
diamogli le possibilità materiali di poter vivere in maniera decorosa: non sta dicendo che l’uomo è una
bestia: vuol dire che bisogna dare priorità alla condizione psico-fisica dell’uomo:l’uomo ha dei bisogni che
vanno rispettati (anche la sessualità).

marx presenta una concezione materialistica della storia e afferma che la storia si sviluppa in un processo
dialettico. gli elementi sono la struttura e la sovrastruttura. la struttura rappresenta il fondamento della
storia su cui poggia la sovrastruttura. la struttura comporta la parte materiale, concreta, lavorativa,
economica. la sovrastruttura le idee, la filosofia, arte, cultura. è impensabile per marx pensare di spiegare
una società partendo dalla cultura visto che alle fondamenta di queste vi è l’economia. ogni cultura ha una
propria economia: avviene questo perché ancora una volta l’uomo non elabora i sistemi culturali e poi
lavori, ma vive per soddisfare i propri bisogni. di conseguenza appare come unn processo dialettico basato
sul bisogno e sul soddisfacimento di questo. sulla base di questo l’uomo sviluppa la società, la cultura.

Analizza la concezione della dinamica di Comte e confrontala con la visione rivoluzionaria di Marx.

La dinamica sociale rappresenta la relega costante del cammino dell’umanità, il progresso. la dinamica è
inevitabile perché per ogni crisi vi è una stabilizzazione di questa, e si presenta il progresso. la dinamica è
ciò che determina lo scompenso: la staticità perpetua non esiste, si configura come la morta (ad esempio la
rivoluzione russa, il fascismo ecc.). nel corso di questo processo che alterna crisi e stabilità si giunge alla
società positiva, basata sull’ordine, sul progresso dove il ceto dominante è quello degli industriali, dei
tecnici, degli scienziati. i filosofi sono un punto debole; il tutto è organizzato in maniera organica, ognuno
ha il proprio ruolo specifico da svolgere.

marx ha teorizzato la teoria della rivoluzione comunista. secondo lui è il momento di compiere una
rivoluzione comunista in grado di rinnovare dal profondo la società e l’economica. il manifesto del partito è
la chiave di volta delle rivoluzioni che poi ci saranno in Europa a partire dal 1984. innanzitutto, la rivoluzione
deve avvenire partendo dai proletari. perché il proletariato rappresenta la classe sociale più debole, fragile
economicamente, ma la più numerosa; sono in numero maggiore gli sfruttati rispetto agli sfruttatori, hanno
un numero maggiore rispetto ai capitalisti. dopo l’occupazione delle fabbriche e l’eliminazione della
proprietà privata (come abbiam visto i soviet) abbiamo la dittatura del proletariato: è una misura estrema,
ma necessaria. la differenza tra la dinamicità di Comte e la visione rivoluzionaria di Marx sta in questo: inn
Comte abbiamo una sorta di aristocrazia a governare, mentre in Marx troviamo gli operai, comunque la
società più bassa.

Perché secondo Darwin la moralità non differenzia gli uomini dalle altre specie animali?

per darwin la moralità non differenzia l’uomo dalle scimmie poiché i loro comportamenti tra i membri della
stessa specie, affermano che i possiedono una morale. Darwin aveva criticato e andò contro Lamarck che
affermava come non fossero i geni trasmessi ereditariamente ad adattarsi all’ambiente a cambiare, ma che
la stessa specie presentasse altre sottospecie viventi e non vincenti. questo è il motivo per cui l’uomo viene
descritto come appartenente ad una sottospecie dei primati.

Quali sono i meriti che Marx attribuisce alla borghesia?

la classe borghese è talmente rivoluzionaria che determina le rivoluzioni, perchè è sempre moderno,
sempre all’avanguardia, sempre tecnologicamente avanzata, è veramente la classe dell’innovazione, non
sta ferma la borghesia (in questo caso non sta parlando di capitalismo), non è una classe sociale statica. ma
per sopravvivere la borghesia deve per definizione cercare sempre cose moderne da realizzare, da
applicare, altrimenti finirebbe essa stessa. marx prevede con questo andazzo moderno della borghesia le
nuove crisi economiche, che non saranno determinati dalla scarsità di un determinato prodotto, ma
dall’abbondanza. l’eccesso di produzione dovuta ad un eccesso di investimenti, macchinari sempre più
tecnologici produrrà le crisi economiche. ed è ciò che si è verificato nel 29 in america, con il crollo della
borsa, marx lo prevede nel 1887.la borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli
strumenti di produzione, i rapporti di produzione. la borghesia è di per sé una classe sociale rivoluzionaria,
per esistere deve modificarsi sempre, si deve rinnovare, oltre ai mezzi di produzione, anche ai rapporti di
produzione, deve adattarsi continuamente.

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