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LEZIONE 4 (12-02)

HUANG TINGJIAN 1045-1105

Appartiene a una scuola, infatti in questo periodo le scuole si moltiplicano. Si affianca molto a Ouyang Xiu e
si avviccina alla prosa classica. Offre diverse indicazioni su come scrivere: espressione yisuweiya e
yiguweixin, juzhongyouyan ogni verso/frase deve avere il suo occhio, una parola che lo renda vivo e
attraente. Rendere ciò che è popolare spontaneo, che non sia per forza alto e farlo diventare elegante
(yisuweiya). Fare dell’antico qualcosa di nuovo (yiguweixin).

POESIA BUDDHISTA

Dall’epoca Tant fino ad oggi si è diffusa questa poesia legata alla spiritualità. Il processo meditativo viene
adoperato come metafora del processo di fruizione della poesia. È necessario uno svuotamento della
mente, una concentrazione per produrre poesia, quindi riflette la produzione dell’ascesi. La poesia può
comportare effetti simili a quelli delle meditazioni, quindi ci si può elevare attraverso la fruizione di poesia,
sia che si tratti dell’autore, sia del lettore. Questa poesia tende ad annullare la conoscenza, creando lo Stato
di distacco e distanza ripetto alle cose e le cose che ci circondano. Jiuseng shi è la poesia dei nove monaci
buddhisti e prosegue una linea che tocca Wang Anshi, Ouyang, Huang Tingjian e Su Shi. Le cose sono in
perenne movimento, infatti se ci si attacca a qualcosa poi si sta male perchè le cose cambiano. Su Shi esalta
il legame tra poesia e Buddhismo. Poesia e calligrafia sono una cosa sola e la calligrafia richiama l’ascesi
(dispensa). In questi anni l’illuminazione divina viene sinonimo dello stato ispirato del poeta e molta
terminologia buddhista della meditazione e illuminazione penetra nella poesia. L’ispirazione poetica è
descritta nei termini della meditazione dei Chan.

文人画
Sono delle figure di poeta, calligrafo e pittore. Questo genere di produzione artistica esiste con l’epoca
Tang, ma si sviluppa con i Song. Queste tre arti devono creare nel pittore e nel fruitore una risonanza,
perchè bisogna sentire che la mia natura umana sia un tutt’uno con tutto ciò che mi circonda... io sono
quell’acqua, quelle piante, questa trasformazione. La pittura rappresenta paesaggi in perenne
trasformazione e movimento. L’artista e il fruitore contemplano la natura, e la natur rappresentata nei
rotoli è una natura già ben percepita. L’unico antidoto al tempo che fugge è l’accettazione di questo
fuggere, si può solo accettare. Le forme esterne a me non sono altro che me stesso perchè anche io faccio
parte di questo tutto. Bisogna ritracciare lo yin e lo yang in questi paesaggi e anche il soffio primordiale
(yuanqi), che non è altro che vuoto di sostanza. La poesia deve suggerire alytro, il distacco, la giusta
percezione del proprio ruolo nella società. Su Shi è uno dei più grandi letterati e dice che chiunque valuti la
pittura per la sua verosimiglianza o corrispondenza alla realtà, comprende le cose come un bambino.
Questo vuol dire che è una visione ingenua perchè rappresenta di per se la realtà. L’artista più capace è
quello che rappresenta il più possibile la realtà che noi vediamo (Rinascimento in Europa). Su Shi dice che
se valutassimo i quadri per la verosimiglianza non vedremmo nulla di più se non la banale rappresentazione
plastica del reale. Queste pitture hanno la presenza delle montagne e dell’acqua (shanshui montagna e
acqua= paesaggio, yin acqua e yang montagna). Abbiamo quasi sempre la nebbia, ovvero l’ombra, lo yin.
L’ombra ci dà la possibilità di vedere il movimento e la mancanza di percezione in maniera perfetta, perchè
non ci fa vedere bene il paesaggio. Abbiamo spesso la rappresentazione di uomini, i cieli non sono dipinti
con colori vivaci perchè non c’è la necessità, qui la pittura suggerisce ciò che rappresenta. Il rotolo di Ma
Yuan presenta un orrizzonte dell’acqua, un lato della riva del fiume, una pianta, siamo in inverno o fine
autunno, c’è un uccello che vola (uccelli=libertà rispetto al LI=leggi), c’è un letterato e lo capiamo dalla
tunica e lui guarda verso l’acqua e l’uccello, la montagna è sfumata e sembra svanisca a causa della nebbia.
Poi c’è un omino che è un servitore del letterato e viene rappresentato piccolo perchè è meno importante.
L’albero è nodoso come i funzionari, sembra forte e avere due zampe come fosse una cicala pronta a
saltare. È presente spesso il bamboo nelle rappresentazioni, perchè sono metafora e emblema della
capacità di resistenza agli eventi dei nostri funzionari stessi. L’utiizzo metaforica della natura per
rappresentare la loro vita è molto presente. La rappresentazione della natura è luogo di elevazione mistica
e spirituale, ma è anche la metafora della condizione umana. L’uomo è parte della natura perchè non vi
sono differenza tra uomo e natura, una vive nell’altra e viceversa.

词 CI: POEMA CANTATO (genere di poesia creato per essere cantato)

Lo CI viene dalla poesia cantata dei nomadi (mongoli) che passavano attraverso i quartieri di prostituzioni e
che erano cantati dalle cortigiane, che erano spesso straniere. Nelle case di piacere le cortigiane cantavano
eman mano queste arie cantate che venivano dai ritmi stranieri, vennero tradotte in cinese. Queste arie in
forma prosodica seguivano la metrica degli stranieri e la adattavano alla lingua cinese. CIPAI erano
chiamate queste arie cinesi, hanno versi di lunghezza variabile (non tipico della poesia cinese). Bisogna
riempire tianci con le parole cinesi. Nasce come poema cantato d’amore sensuale e allusivo, quindi una
tematica leggera. Non ricopre i ruoli e le funzioni tematiche dello SHI, ma gradualmente dalla fine
dell’epoca Tang si trattarono anche temi più forti, come le stagioni, viaggi, feste ecc. Shizhuang Cimei Quxie
“lo Shi è per ciò che è solenne ed elevato, lo Ci è per la bellezza femminile, il Qu è per la melodia”. Il
massimo poeta di Ci è Li Yu, lui fu rinchiuso nel suo stesso palazzo ed era un militare (ma anche
l’imperatore) che pensò troppo alla poesia e poco allo Stato.

SULL’ARIA YU MEIREN (LA BELLA YU)

Fiori di primavera, lune d’autunno quando finirete,

chissà quanti sono i ricordi del passato.

La notte scorsa nella mia piccola stanza è penetrato di nuovo il vento dell’est (si riferisce al fatto che è
rinchiuso nel suo palazzo)

Non oso voltarmi dietro (per guardare) sotto la luce della luna.

Le balaustre intagliate e i gradini intarsiati di giada dovrebbero ancora esserci, (il fuori del suo stato srà
rimasto uguale)

ma è soltanto il color vermiglio ad essere cambiato. (cambia il colore e cambia la dinastia, ma le donne
portavano il berletto che erano le ghensce, ovvero i cerchi rossi sulle guance... sono soltanto le guance delle
dame ad esser cambiate, non c’è più la corte dell mie concubine qui)

chiedimi quanto dolore io abbia, (Jun=sovrano=se stesso)

proprio come l’acqua di un fiume in primavera che scorre verso est. (l’acqua di un fiume in primavera è in
piena che scorre verso est=rovesciare l’attuale imperatore che lo aveva sostituito, suggerisce il tentativo di
truppe di resistenza per sconfiggere il nuovo imperatore, infatti Li Yu fu poi condannato a morte).

Teresa Teng ha portato la musica pop in Cina, prima vi erano solo canzoni legate allo Stato, patriottiche. Lei
è taiwanese ed è stata spesso osteggiata in giappone, ma negli anni 80 è comunque girata molto la sua
musica, soprattutto in cassette... lei ha portato le canzoni d’amore (come Mina in Italia). Ha fatto un disco
cinese che riprendeva canzoni antiche rivisitate in maniera pop (vedi link sulla pagina del corso). Lei cantava
sia in cinese che in giapponese ed era molto conosciuta in Asia.
SLIDE

HUANG TINGJIAN

 Famoso calligrafo e poeta, sostenitore 杜甫 (dufu), si sforzò di essere originale nel fraseggio
applicandosi però a versi esistenti, molto imitato nel XII secolo, soprattutto nella 江西教 (jiangxi
jiao) che a lui e a Chen Shidao si ispira, più che fondatori sono maestri con molti discepoli.
 Uno stile che si rifà a Ouyang Xiu per la discorsività, ma è ricco di metafore che vanno investigate e
comprese, oltre che usare spesso il verso regolato Tang. La poesia Song si caratterizza per l’aspetto
erudito, filosofico, allusioni fonetiche o lessicali, ricercatezza senza lamento.
 Offre diverse indicazioni su come scrivere:
1. 以俗为鸦 yisuweiya e yiguweixin 以古为新
2. 句中有眼 juzhongyouyan: ogni verso/frase deve avere il suo occhio, una parola che lo
renda vivo e attraente

文人画
 题画诗: tihuashi= poemi scritti nei quadri
 Il poeta generalmente non era il pittore. Come genere esiste già durante i Tang, ma la pittura
diviene arte dei letterati con i Song del Nor e poi del Sud. Narrano vicende ispirate dai quadri o le
emozioni che il quadro comporta.
 Rima/grazia musicale 韵 (yun) concetto musicale applicato a tutte le arti, l’idea che bisogni
creare arte armonica.
 感应 (ganying): la risonanza tra ciò che è prodotto dall’arte che risuoni con la vera natura
dell’uomo (性 xing) e di ciò che lo circonda. L’artista contepla la natura come la sua interioritàe
descrive quindi le forme esterne come fossero se stesso poesia, pittura di paesaggio.
 虚 (xu) vuoto originario genera il soffio primordiale 元气 (yuanqi) che si divide in 阴 yin 阳 e
yang.
 La poesia deve suggerire 暗示 anshi, grazie alla visione della natura.
 SuShi: chiunque valuti la pittura per la sua verosomiglianza ( 形似 xingsi) comprende come un
bambino. Ciò che viene dipinto prima deve essere interiorizzato e poi come un getto reso sul rotolo.

词 CI: POEMA CANTATO

 Poesia che viene dai canti dei nomadi passati ai quartieri di piacere (cantati dalle cortigiane), con
dozzine di arie con specifiche prosodie (versi, rime, musicalità...) di cui si usano i nomi (es:
bertuccioli pg.210). si chiamano 词牌 cipai, hanno versi di lunghezza variabile (diversamente
che nello Shi 诗) e il poeta fa lo 填词 tianci.
 Nasce come poeta cantato d’amore, sensuale e allussivo ma in seguito espresse: stagioni, feste,
tempo che passa, età, viaggi, oggetti tra cui fiori.
 诗庄词媚曲谐 shizhuang cimei quxie “lo Shi è per ciò che è solenne/lo Ci per la bellezza
(delle donne)/il Qu è per la melodia”.
 Massimo poeta Tang è l’ultimo imperatore Li Yu 李煜 (937-978), che lo adopera prima come
poesia di corte sensuale, ma poi per compiangere il regno perduto fino a causargli la morte
(bertuccioli pg.211-13).

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