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Massimo Bergamini Anna Trifone Graziella Barozzi

Bergamini Trifone Barozzi


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DI IBILE

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ES

Massimo Bergamini Anna Trifone Graziella Barozzi


Manuale blu di matematica
Manuale blu
Modulo O+Q

A che cosa serve la matematica? Il presente volume del Manuale blu di matematica si apre
di matematica
con un’intervista su questo tema.
Robert Ghattas mostra la matematica na-
scosta nel quotidiano, come la struttura di
frattale annidata in un cavolfiore.

La matematica non è solo calcolo: allena a ragionare ed è un linguaggio per descrivere


e comprendere la realtà. Il Manuale blu di matematica mette in luce questi diversi aspetti:
● Presenta la matematica con spiegazioni rigorose e alla portata degli studenti.
Gli esercizi sono di vario tipo e introdotti dagli esercizi guida. Al termine di più paragrafi,
gli esercizi vari aiutano lo studente a sviluppare autonomia di ragionamento.
In ogni unità, fin dal terzo anno, Verso l’esame di stato propone quesiti e problemi
per preparare lo studente alla prova scritta. In quinta, Verso l’università presenta
3

Manuale blu di matematica


esercizi tratti dai compiti di esame di matematica assegnati nelle facoltà scientifiche.
● Accompagna il percorso didattico con numerosi spunti interdisciplinari: interviste Modulo O Goniometria
a esponenti del mondo scientifico, schede di matematica e cultura, esercizi in lingua inglese.
3 Modulo Q Trigonometria

Zanichelli

Bergamini, Trifone, Barozzi


MANUALE BLU DI MATEMATICA
Confezione indivisibile
Mod. S+L + Mod. O +Q + Mod. 

Zanichelli

OQ OQ+ +
ciascuno dotato di indicazioni di ingresso (prerequisiti e obiettivi) 20122 Milano
e di uscita (prove di verifica finalizzate alla certificazione e-mail segreteria@aidro.org e sito web www.aidro.org
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dell’opera), tradizionalmente riservate all’insegnante, sono esistenti nelle biblioteche di tali opere è consentita, oltre il limite del 15%,

U
D IBILE

A VVOL
S
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non essendo © 2005 Zanichelli editore S.p.A., Bolognarare[7735]

FL EN
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41 dell’8 con il 2009,
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organizzato in modo da configurare moduli didattici autonomi, delle Opere dell’ingegno (AIDRO)
– Revisioni
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ciascuno dotato di indicazioni di ingresso (prerequisiti e obiettivi) Marzia Rivi, Ambra Tinti, Francesco Benvenuti (Laboratorio di
20122 Milano
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consultabile Chiara
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del 15%, Ilaria Pellati
dell’opera), le tradizionalmente
pagine di questo libro. riservate all’insegnante, sono non(Suoni
essendoeconcorrenziale
moti armonici) all’opera. Non possono considerarsi rare le opere di cui esiste,
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Stefania edizione,
Varanole opere presenti in cataloghi di altri editori
un più corretto
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e la lettura mediante del libro.
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NeiStesura
contratti didegli
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è esclusa, Graziella Barozzi,
per biblioteche, istitutiAnna Mariamusei
di istruzione, Bartolucci,
ed archivi, la facoltà
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di cui Bignardi,
all’art. 71 - ter legge Paolo Maurizio Dieghi, Ilaria Fragni, Lorenzo Ghezzi,
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www.zanichelli.it/diversamenteabili Chiara
Maggiori Lucchi, sul
informazioni Chiara
nostroLugli, Armando Magnavacca, Luisa Morini,
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Monica Prandini, Antonio Rotteglia, Alessandro Zagnoli, Alessandro Zago
– Risoluzione degli esercizi: Anna Maria Bartolucci, Francesco Benvenuti,
Suggerimenti e segnalazione degli errori Realizzazione
Andrea Betti,editoriale:
Angela Capucci, Elisa Capucci, Daniela Cipolloni,
Realizzare un libro è un’operazione complessa, che richiede numerosi – Ileana Civili, Antonella
Coordinamento redazionale Conte,del Sandra Fermani,
progetto: Marinella Ilaria Fragni,
Lombardi
controlli: sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono – Daniela
Redazione: Giorgi, Erika
Giulia LaffiGiorgi, Roberto Giovagnoli, Fabrizio Longhi,
tra essi. – Chiara
Segreteria Lucchi, Armando Deborah
di redazione: Magnavacca, Ciro Marziliano,
Lorenzini, Giuseppe Metere,
Rossella Frezzato

L’esperienza
Nellasuggerisce
un libro di
privo
parte di che è praticamente
esercizi,
di errori.scrivendo
Saremo quindi
la spunta impossibile
segnalapubblicare
grati ai lettori
la possibilità
chelibro.
vorranno
– Arsen
Progetto Palestini,
grafico:Monica Prandini, Francesca Anna Riccio, Marzia Rivi,
Editta Gelsomini
risolverli direttamente nel – Riccardo
Impaginazione: Salotti,Chia
Nadia Lab, Scappini,
BolognaAmbra Tinti
segnalarceli. – Stesura
Intervistae arevisione degli esercizi
cura di Giulia Laffi in lingua inglese: Andrea Betti
Per segnalazioni o suggerimenti relativi a questo libro scrivere – Revisione
Ricerca iconografica: Giulia LaffiSynge
linguistica: Alexander
al seguente indirizzo indicando il nome e il luogo della scuola: – Rilettura dei testi: Erika
Disegni: Graffito, Cusano Milanino Giorgi, Chiara Lucchi, Marzia Rivi, Ambra Tinti
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Copertina:
– Revisioni dei testi: Luisa Morini (Numeri complessi), Monica Prandini,
sito web: www.zanichelli.it
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Marzia Rivi, Ambra Roberto
Tinti,Marchetti
Francesco Benvenuti (Laboratorio di
File per diversamente abili – Immagine
matematica), di copertina: Arata Isozaki,
Angela Capucci TeamdiDisney
(Laboratorio Building,
matematica),
Zanichelli L’editore metteopera
editore S.p.A. a disposizione
con sistemadegli studenti non vedenti
qualità Orlando (1990).
Elisa Capucci Fotografia: di
(Laboratorio Umberto Tasca
matematica)
certificatoipovedenti,
CertiCarGrafdisabili
n. 477 motori o con disturbi specifici – Immagini
Stesura dipresenti
schede:nel Sommario:
Chiara ManziniP.(Astri,
Simons, 1989;
seni, Marctangenti),
coseni, Chagall,
di apprendimento i file
secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 pdf in cui sono memorizzate Suonatore
Elisa Menozzi di violino, 1912-1913.
(Pi greco, Negativi,Amsterdam,
immaginari,Stedelijj Museum.
complessi), SIAE.
Ilaria Pellati
le pagine di questo libro. (pag. II). Teodolite
(Suoni e moti armonici)di Ertel, Germania, XIX secolo. Napoli, Museo degli
Il formato Litoincisa
Fotocomposizione: del file permette l’ingrandimento
Paganelli, Bologna dei caratteri strumenti storici dell’Osservatorio
– Revisione di schede: Stefania Varano Astronomico di Capodimonte (pag. III)
del testo e la lettura mediante software screen reader. – Stesura degli esercizi: Graziella Barozzi, Anna Maria Bartolucci,
Le informazioni su come ottenere i file sono sul sito Prima edizione:
Cristina febbraio
Bignardi, Paolo2005
Maurizio Dieghi, Ilaria Fragni, Lorenzo Ghezzi,
www.zanichelli.it/diversamenteabili Chiara Lucchi, Chiara Lugli, Armando Magnavacca, Luisa Morini,
Monica Prandini, Antonio Rotteglia, Alessandro Zagnoli, Alessandro Zago
– Risoluzione degli esercizi: Anna Maria Bartolucci, Francesco Benvenuti,
Suggerimenti e segnalazione degli errori Andrea Betti, Angela Capucci, Elisa Capucci, Daniela Cipolloni,
Realizzare un libro è un’operazione complessa, che richiede numerosi Ileana Civili, Antonella Conte, Sandra Fermani, Ilaria Fragni,
controlli: sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono Daniela Giorgi, Erika Giorgi, Roberto Giovagnoli, Fabrizio Longhi,
tra essi. Chiara Lucchi, Armando Magnavacca, Ciro Marziliano, Giuseppe Metere,
L’esperienza suggerisce che è praticamente impossibile pubblicare Arsen Palestini, Monica Prandini, Francesca Anna Riccio, Marzia Rivi,
un libro privo di errori. Saremo quindi grati ai lettori che vorranno Riccardo Salotti, Nadia Scappini, Ambra Tinti
segnalarceli. – Stesura e revisione degli esercizi in lingua inglese: Andrea Betti
Per segnalazioni o suggerimenti relativi a questo libro scrivere – Revisione linguistica: Alexander Synge
al seguente indirizzo indicando il nome e il luogo della scuola: – Rilettura dei testi: Erika Giorgi, Chiara Lucchi, Marzia Rivi, Ambra Tinti
Zanichelli editore S.p.A.
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e-mail: lineauno@zanichelli.it Copertina:
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– Realizzazione: Roberto Marchetti
– Immagine di copertina: Arata Isozaki, Team Disney Building,
Zanichelli editore S.p.A. opera con sistema qualità Orlando (1990). Fotografia: Umberto Tasca
certificato CertiCarGraf n. 477 – Immagini presenti nel Sommario: P. Simons, 1989; Marc Chagall,
secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 Suonatore di violino, 1912-1913. Amsterdam, Stedelijj Museum. SIAE.
(pag. II). Teodolite di Ertel, Germania, XIX secolo. Napoli, Museo degli
Fotocomposizione: Litoincisa Paganelli, Bologna strumenti storici dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (pag. III)

Prima edizione: febbraio 2005


Massimo Bergamini Anna Trifone Graziella Barozzi

3 Manuale blu
di matematica
Modulo O Goniometria
Modulo Q Trigonometria

Zanichelli
SOMMARIO

A CHE COSA SERVE LA MATEMATICA?


Matematica e insalate V

MODULO O GONIOMETRIA
TEORIA ESERCIZI
Unità 1
LE FUNZIONI GONIOMETRICHE
1 La misura degli angoli 2O 39O
2 Le funzioni seno e coseno 9O 44O
3 La funzione tangente 14O 48O
4 Le funzioni secante e cosecante 18O 53O
5 La funzione cotangente 21O 54O
Le onde si studiano con 6 Le funzioni goniometriche di angoli particolari 23O 58O
funzioni sinusoidali. 7 Le funzioni goniometriche inverse 26O 60O
8 I grafici delle funzioni goniometriche
e le trasformazioni geometriche 29O 65O
Laboratorio di matematica
Le funzioni goniometriche con Excel 33O

Test di fine unità 75O


Verso l’Esame di stato 76O

Unità 2
LE FORMULE GONIOMETRICHE
1 Gli angoli associati 80O 104O
2 Le formule di addizione e sottrazione 82O 117O
3 Le formule di duplicazione 87O 123O
4 Le formule di bisezione 89O 128O
5 Le formule parametriche 91O 131O
L’interferenza di onde 6 Le formule di prostaferesi e di Werner 92O 132O
sonore si studia con le 7 Il periodo delle funzioni goniometriche 94O 140O
formule di prostaferesi. Laboratorio di matematica
 Suoni e moti armonici,
pag. 154 O.
Gli archi associati con Derive 96O

Test di fine unità 141O


Verso l’Esame di stato 143O

3, 1415926535897932
384626433832795028 PROVE DI USCITA DAL MODULO
841971693993751058
209749445923078164 Test di fine modulo 147O
062862089986280348 Verso l’Esame di stato 148O
253421170679821480 Test your skills 151O
865132823066470938 Esplorazione. L’inafferrabile pi greco 152O
44609550582231725...
Esplorazione. Suoni e moti armonici 154O
Le infinite cifre di .
 L’inafferrabile pi greco,
pag. 152 O.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi II


MANUALE BLU DI MATEMATICA © Zanichelli 2010
Confezione 3, Mod. O+Q - ISBN 978.88.08.15417.0
SOMMARIO

TRIGONOMETRIA MODULO Q
TEORIA ESERCIZI
Unità 1
LE EQUAZIONI E LE DISEQUAZIONI
GONIOMETRICHE
1 Le equazioni goniometriche elementari 2Q 30Q
2 Le equazioni lineari in seno e coseno 9Q 45Q
3 Le equazioni omogenee
di secondo grado in seno e coseno 12Q 48Q
4 I sistemi di equazioni goniometriche 15Q 60Q Trigonometria e astrono-
5 Le disequazioni goniometriche 16Q 63Q mia hanno una lunga
6 La discussione di un’equazione storia in comune.
 Astri, seni, coseni e tangenti,
goniometrica parametrica 20Q 82Q
pag. 244 Q.
Laboratorio di matematica
Le equazioni goniometriche con Derive 24Q
Test di fine unità 85Q
Verso l’Esame di stato 87Q

Unità 2
LA TRIGONOMETRIA
1 I triangoli rettangoli 92Q 114Q
2 Applicazione dei teoremi sui triangoli rettangoli 96Q 122Q
3 I triangoli qualunque 98Q 124Q
4 Le applicazione della trigonometria 103Q 144Q
Laboratorio di matematica
La trigonometria con Derive 107Q Teodolite di Ertel, Germa-
nia, XIX secolo.
Test di fine unità 152Q  Esempio, pag. 106 Q.
Verso l’Esame di stato 154Q

Unità 3
NUMERI COMPLESSI, VETTORI
COORDINATE POLARI
1 I numeri complessi 159Q 200Q
2 Il calcolo con i numeri immaginari 165Q 202Q
3 Il calcolo con i numeri complessi 167Q 204Q
4 I vettori 170Q 209Q La geometria frattale,
nata dai numeri complessi,
5 Le coordinate polari 172Q 210Q
descrive nuvole, coste
6 Le coordinate polari e le equazioni delle curve 175Q 211Q e montagne.
7 I vettori e i numeri complessi 180Q 214Q  Negativi, immaginari, com-
8 Le operazioni fra numeri complessi plessi, pag. 246 Q.

in forma trigonometrica 182Q 216Q


9 Le radici n-esime dell’unità 186Q 224Q
10 Le radici n-esime di un numero complesso 189Q 226Q
11 La forma esponenziale di un numero complesso 191Q 231Q
Laboratorio di matematica
I numeri complessi con Excel 193Q
Test di fine unità 234Q
Verso l’Esame di stato 236Q

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi III


MANUALE BLU DI MATEMATICA © Zanichelli 2010
Confezione 3, Mod. O+Q - ISBN 978.88.08.15417.0
SOMMARIO

TEORIA ESERCIZI
PROVE DI USCITA DAL MODULO

Test di fine unità 239Q


Verso l’Esame di stato 240Q
Test your skills 243Q
Esplorazione. Astri, seni, coseni e tangenti 244Q
Esplorazione. Negativi, immaginari, complessi 246Q
La distanza Terra-Luna
si determina con la trigo-
nometria.
 Esercizio guida, pag. 144 Q.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi IV


MANUALE BLU DI MATEMATICA © Zanichelli 2010
Confezione 3, Mod. O+Q - ISBN 978.88.08.15417.0
A che cosa serve la matematica?

Matematica e insalate

Dopo aver studiato per quattro parecchi con la tecnica dell'auto-


anni matematica ed averne referenza, cioè quel micro-para-
esplorato i campi più diversi, co- dosso che si ha quando certe af-
me mai ha deciso di scrivere una fermazioni parlano di se stesse.
tesi che parlasse anche di lettera- Per esempio la frase “L'ultima pa-
tura? rola di questa frase è ciarlatano” è
Ero affascinato dagli scritti di Jor- sempre vera, qualsiasi parola si
ge Luis Borges (figura 1) e dai pa- metta al posto di “ciarlatano”. La Robert Ghattas, giovane scrit-
ralleli che potevo intravedere tra strada per arrivare all'infinito è tore italo-canadese, è laureato
le sue opere e le scoperte di mate- spianata: “Io sono l'autore della in matematica e si è specializza-
matica che si stavano facendo ne- frase: “Io sono l'autore della frase: to in museologia al Master in
gli anni in cui scriveva. Comunicazione Scientifica della
“Io sono l'autore della frase…”…”
Sissa (Scuola Internazionale
e così via! L'autoreferenza diventa
Superiore di Studi Avanzati) di
Cioè? una strada privilegiata per i para-
Trieste. Da sempre interessato
Alcuni concetti sembrano essere dossi e per l’infinito. Bene, sia i all’aspetto didattico e ludico-ri-
fondamentali sia per la narrativa matematici sia Borges la utilizza- creativo della matematica, ha
di Borges sia per i matematici suoi rono per entrambi gli scopi. recentemente pubblicato il libro
contemporanei. Si stavano stu- Insalate di matematica: un testo
diando le strane proprietà degli Ma se le piaceva la letteratura in cui propone algebra, geome-
insiemi con infiniti elementi, e perché ha scelto di iscriversi a tria e logica in una versione
l'infinito si stava rivelando più af- Matematica? divertente e alla portata di tutti.
fascinante che pauroso o miste- Le assicuro che se avessi studiato Lavora come animatore al Mu-
rioso. Anche Borges parla spesso lettere la domanda sarebbe stata seo del Balì di Saltara, vicino a
di infinito. In particolare ne crea “Ma se le piaceva la matematica Urbino, un Science Centre il cui
perché ha scelto di iscriversi a Let- motto è “vietato non toccare!”
tere?”. Comunque credo ancora di e dove presenta una scienza
aver fatto la scelta giusta. Finito il da sentire, ascoltare, annusare,
liceo ero affascinato dalla mate- guardare… e tutta da scoprire
matica, e dopo anni lo sono anco- in prima persona.
ra, credo sia un buon segno!

E una volta finita l’Università co- Matematica con le mani


me ha pensato di continuare la
sua formazione? Che cosa fa, quindi?
Confesso che ero un po’ stanco di Lavoro al Museo del Balì, uno
studiare solo matematica, così science centre a Saltara (PU), do-
che, finiti gli studi, ho scelto di ve sono responsabile di tutto
non rimanere nell'ambiente uni- quello che ha a che fare con la
versitario. Da Bologna sono quin- matematica: laboratori didattici
di approdato a Trieste, dove ho con le scuole, formazione per gli
Maria Mulas, Miraggi

studiato altri due anni per un Ma- insegnanti, divulgazione per il


ster in Comunicazione della pubblico. I musei sono un bel
Scienza. Credo che parlare di ma- contesto dove divertirsi imparan-
tematica con un pubblico etero- do e imparare divertendosi. È una
 Figura 1. Jorge Luis Borges geneo sia più vicino alle mie ca- bella soddisfazione vedere bam-
(1899-1986), scrittore argentino, pacità e ai miei desideri che non bini sorpresi da un pezzettino
è considerato uno dei più geniali rimanere nella cerchia degli acca- di matematica e pochi istanti do-
autori del secolo scorso. Per saper- demici. Così oggi faccio matema- po accorgersi della medesima
ne di più puoi leggere le raccolte
di racconti «Aleph» e «Finzioni». tica più con musei, libri, riviste espressione sul volto di una si-
che con lezioni e convegni. gnora di novant’anni.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi


MANUALE BLU DI MATEMATICA © Zanichelli 2010
V
Confezione 3, Mod. O+Q - ISBN 978.88.08.15417.0
3 8 9
2 4 10 numeri è il risultato della loro divi-
sione, questo concetto è stretta-
1 mente legato al rapporto ciclistico.
Il sistema a ingranaggi (figura 3)
serve infatti a modificare il nume-
ro di giri che la ruota posteriore
5 7
compie ad ogni pedalata, questo
numero è esattamente il rapporto
aritmetico fra il numero di denti
6 dell’ingranaggio anteriore e il nu-
mero di denti dell’ingranaggio po-
steriore. Se il rapporto vale 2, vuol
dire che ad ogni pedalata si fanno
9 x 7 = 63 due giri di ruota, se invece è 1/2,
significa che per far compiere un
giro alla ruota occorrono due giri
di pedale. Se contiamo i denti de-
 Figura 2. La moltiplicazione del numero 9 con le mani.
gli ingranaggi del cambio di una
Proviamo a calcolare 9 7. Numeriamo le dita da 1 a 10 e abbassiamo
il settimo dito: avremo da una parte 6 dita (le decine del risultato) bici, scopriamo che il rapporto
e dall’altra 3 (le unità). Allora il prodotto è 63. più duro vale 48/14 (circa 3,4 gi-
ri), e lo impostiamo scegliendo il
maggiore degli ingranaggi ante-
Ci spieghi meglio in che cosa con- Matematica e cavolfiori riori e il minore di quelli posterio-
siste il suo lavoro al museo. ri; il più agile, invece, vale 28/33
Il Museo del Balì è completamente E ha abbandonato la letteratura? (circa 0,8 giri), e lo impostiamo
interattivo; questo significa che ci Non solo non l’ho abbandonata, collegando il minore degli ante-
sono postazioni in cui il visitatore ma ho anche avuto il coraggio e riori al maggiore dei posteriori.
può vedere – e soprattutto toccare! l’ardire di diventare io stesso scrit- La matematica è anche dietro la
– fenomeni scientifici. Se qualcosa tore. Nell’estate 2004 è uscito In- scelta del percorso più furbo:
non gli è chiaro o la curiosità lo salate di matematica che porta il quando si esce per andare in edi-
spinge a nuove domande, può sem- mio nome come autore. cola, in biblioteca, dal salumiere e
pre rivolgersi ad una figura di riferi- L’idea era quella di raccogliere in ferramenta, non sempre è facile
mento, chiamata pilot. Un buon pi- in un libro leggero leggero alcune capire qual è il percorso più breve
lot deve quindi coniugare bene curiosità di matematica che erano da fare. E più è grande il numero
competenze tecniche, fantasia e ca- riuscite a stupirmi. Alla fine dei posti da cui si deve passare,
pacità comunicati- scrivere per me è più è difficile scegliere il percorso
ve, in modo da es-
sere il lubrificante
tra la postazione in-
“Tutto il libro parla
di cose legate alla vita
quotidiana: alla cucina,
ai viaggi, al corpo
stato solo condivi-
dere delle cose
belle, o divertenti,
migliore, perché le combinazioni
possibili sono tantissime. Il calco-
lo combinatorio ci insegna che se
terattiva e l’utente. che avevo avuto
Quando poi a
umano, agli animali…
visitare il museo è una classe, le op-
portunità di sbizzarrirsi aumentano,

modo di scoprire
nel tempo. Solo che la “matemati-
ca delle insalate” non è quella dei
 Figura 3. Il rapporto ciclistico
è un rapporto numerico:
perché oltre alla visita c’è la possibi- quaderni e delle lavagne. Tutto il
lità di organizzare veri e propri la- libro parla di cose legate alla vita numero giri di ruota
 .
boratori didattici, in cui si possa vi- quotidiana: alla cucina, ai viaggi, numero pedalate
vere in pieno lo spirito del labora- al corpo umano, agli ani-
torio: mente e mani in sinergia. mali, e così via.

Vuole farci qualche esempio? Dunque la matematica è


Ogni tanto al museo c’è “Diamo i sempre lì, in agguato,
numeri”: un momento in cui orga- dietro l’angolo?
nizzo qualcosa di stravagante e di- Proprio così! Pensiamo
vertente legato alla matematica. L’ul- per esempio al cambio
tima volta ho invitato i presenti a fare della bicicletta: in mate-
le operazioni con le mani (figura 2). matica il rapporto fra due

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VI
Confezione 3, Mod. O+Q - ISBN 978.88.08.15417.0
A che cosa serve la matematica?

vogliamo passare per 10 punti, i record! Ma sarebbe bello conti-


modi diversi per raggiungerli tutti nuare a scoprire microscopici ca-
uno dopo l’altro sono ben volfiorini all’infinito! Questa è
10!  10  9  8  7  6  5  4  3  2  1 l’idea di frattale: un oggetto che
(ovvero 3.628.800). Questo pro- somiglia ad una sua stessa parte.
blema è talmente difficile che an- Il cavolfiore è fatto esattamente
cora i matematici non hanno tro- come un frattale!
vato un modo unico per risolverlo;
ogni volta bisogna fare dei tentati- Aperitivo matematico
vi e delle misure e accontentarsi di
una soluzione che non è la miglio- Sentirla parlare fa
re, ma che è accettabile. davvero pensare che
la matematica sia di-
E dove si nasconde ancora la ma- vertente. Ha mai orga-
tematica?  Figura 5. nizzato un evento per
Per esempio nella forma di una Il cavolfiore nasconde comunicarlo?
foca, di una lepre della California la struttura di un frattale. Mi è capitato di dover
(figura 4), di un cubetto di ghiac- organizzare un intrattenimento
cio e di una caramella! Stiamo hanno per aumentare la loro su- matematico per festeggiare l’anni-
parlando di un problema di mas- perficie corporea. versario del museo scientifico di
simo e minimo di superficie a pa- Si pensi anche ai cubetti di Trieste; era l’ora dell’aperitivo e
rità di volume. ghiaccio: la velocità di raffredda- ho pensato di partire da lì. All’ini-
La foca, per proteggersi dal mento di una bevanda dipende zio il mio pubblico era costituito
freddo, ha una forma tale da la- dalla superficie del cubetto a con- prevalentemente da bambini e ge-
sciare meno superficie possibile a tatto col liquido, è quindi un’idea nitori, poi però, dato che lì vicino
contatto con l’esterno e la Natura, furba che ne esistano alcuni scavati c’era un workshop di fisici teorici,
dotandola di una forma quasi sfe- al centro, perché questa forma fa sì sono arrivati anche tutti questi ri-
rica, ha sicuramente chiesto aiuto che sia molto grande la superficie a cercatori. È stata una grossa sfida
alla matematica. La lepre della Ca- contatto con la bibita. Un discorso riuscire a parlare a vari livelli ed
lifornia, invece, ha il problema del tutto analogo vale per l’inten- incuriosire bimbi e fisici insieme!
contrario: deve avere a contatto sità del sapore di una caramella, Con le olive e gli stuzzicadenti
con l’aria più superficie possibile questo infatti è direttamente pro- ho costruito solidi e verificato la
per disperdere una grande quan- porzionale non tanto al volume, formula di Eulero (numero facce
tità di calore per irraggiamento; ma alla superficie che viene a con- + numero vertici = numero di spi-
per questo ha le orecchie molto tatto con le nostre papille gustative. goli + 2); i vertici erano le olive,
grandi. Questo è il motivo per cui i Ricordate le caramelle col buco?
 Figura 6. La Natura sceglie i nu-
cani, quando hanno caldo, tirano Un’ altra cosa divertente è la
meri di Fibonacci nella disposizio-
fuori la lingua: è il solo modo che matematica che si nasconde in un ne delle scaglie dell’ananas.
cavolfiore: se lo guardia-
mo bene possiamo osser-
vare che ogni infiorescen-
za è fatta come un cavol-
fiore di cui ogni infiore-
scenza è fatta come un ca-
volfiore di cui… (figura 5)
Io sono riuscito a se-
zionarlo fino ad arrivare
all’ottavo livello: prendo
il cavolfiore e ne stacco
un rametto, un cavolfiori-
no, a questo stacco un ra-
metto, un cavolfiorino, e
 Figura 4. La lepre della California vive
così via. Le cose iniziano
negli ambienti desertici di molti distretti
degli Stati Uniti, ha padiglioni auricolari
a complicarsi al settimo li-
molto grandi e ben vascolarizzati. vello, raggiungere l’otta-
vo è stato veramente un

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VII
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A che cosa serve la matematica?

 Figura 7. Robert Ghattas, durante un la-


boratorio didattico al Museo, cerca i nu-
meri di Fibonacci nella frutta.
All’interno di una mela scopre una stella
a 5 punte!
La successione di Fibonacci consiste in
una sequenza di numeri nella quale
ognuno di essi è la somma dei due prece-
denti:
0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89...

gli spigoli erano gli stuzzicadenti, matica e spero di riuscire ad espri- A che cosa serve? A rendere la vita
le facce si potevano immaginare, mere il mio entusiasmo incuriosen- migliore!
o fare con le sottilette! do chi mi ascolta e incoraggiandolo La matematica, a millenni di di-
Inclinando un bicchiere conico a non arenarsi alle prime difficoltà. stanza dalla sua nascita, è ancora
pieno di aperitivo mostravo para- Credo sia molto importante infatti florida, mentre l’alchimia non è
bole (pensate alle sezioni coni- trasmettere passione ed entusia- sopravvissuta.
che!), con un bicchiere cilindrico smo; io non amavo Bach, durante Ci sono cose che vanno e vengo-
pieno di succo di frutta in- no, la matematica no, la poe-
vece ottenevo ellissi...
Osservando la distribu-
zione delle scaglie dell’ana-
nas in due serie di spirali

…si campa anche senza sapere che
cos’è un logaritmo, senza sapere suonare
uno strumento musicale, senza conoscere
il nome del vento che ti soffia in faccia
sia no. E a che serve la poesia?
A me la matematica serve per
lavorare e per divertirmi. Do-
vesse smettere di divertirmi e
(figura 6), una in senso ora- o del fiore che regali a qualcuno. di darmi il pane, per me di-
rio e l'altra in senso antiora- Ma di sicuro ci si perde qualcosa. venterebbe davvero inutile.
rio, osservavo che erano 8 in
un senso e 13 nell’altro. E questo
non è un caso: 8 e 13 sono due
gli anni dell’università ho abitato
con un amico che invece lo adora-
” E a chi a sentir parlare di mate-
matica storce ancora il naso, che
numeri successivi nella sequenza va, si svegliava al mattino e si met- cosa dice?
di Fibonacci. teva al piano così ho imparato a co- Che si campa anche senza sapere
E così un aperitivo si è trasfor- gliere la bellezza di quella musica. che cos’è un logaritmo, senza saper
mato in una serie di curiosità ma- Credo che con la matematica deb- suonare uno strumento musicale,
tematiche. ba accadere lo stesso, c’è bisogno senza conoscere il nome del vento
di essere presi per mano e di trova- che ti soffia in faccia o del fiore che
A che cosa serve la matematica? re stimoli che incoraggino a sco- regali a qualcuno. Ma di sicuro ci si
Io affronto la matematica con lo prirne la bellezza. perde qualcosa.
stesso spirito con cui leggo un bel
romanzo, col desiderio di assapo-
rare una cosa che mette insieme la PER SAPERNE DI PIÙ
realtà e il genio umano che inter- Nel suo libro, R.Ghattas propone sette buffet me-
preta la realtà. E questa non è solo taforici che solleticano l’appetito di curiosità e che
la matematica, questa è anche la si possono assaggiare senza un ordine preciso. Tut-
poesia, la tassonomia nella biolo- to ha a che fare con la matematica! E questa scien-
gia, la geografia, la chimica. C’è za, tutt’altro che noiosa e incomprensibile, riesce a
una realtà e c’è l’uomo che ragiona divertire e affascinare…
sulla realtà e cerca di farsela pro-
pria, di dare i nomi alle cose, di ca- Visita la sezione Scienza & gita nel sito
pire come riconoscerle. Tutto quel- http://ulisse.sissa.it/OrganizationSearch.jsp
lo che combina realtà e uomo è per scoprire quanti e quali sono i musei scientifici presenti nelle varie regioni
meraviglioso, io ho scelto la mate- italiane.
E non dimenticare di dare un’occhiata ahttp://www.museodelbali.org

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VIII
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Massimo Bergamini Anna Trifone Graziella Barozzi

Moduli blu di

O Matematica Goniometria

OBIETTIVI

CONOSCENZE COMPETENZE

• La misura degli angoli in radianti • Semplificare espressioni contenenti funzioni


• Le funzioni seno, coseno, tangente, secante, goniometriche
cosecante, cotangente • Verificare identità goniometriche
• Le funzioni goniometriche inverse
• Le formule di addizione, sottrazione, duplicazio-
ne, bisezione e prostaferesi
• Le formule parametriche

SOMMARIO

TEORIA ESERCIZI TEORIA ESERCIZI

Unità 1 Unità 2
LE FUNZIONI LE FORMULE
GONIOMETRICHE GONIOMETRICHE
1 La misura degli angoli 2O 39O 1 Gli angoli associati 80O 104O
2 Le funzioni seno e coseno 9O 44O 2 Le formule di addizione
3 La funzione tangente 14O 48O e sottrazione 82O 117O
4 Le funzioni secante e cosecante 18O 53O 3 Le formule di duplicazione 87O 123O
5 La funzione cotangente 21O 54O 4 Le formule di bisezione 89O 128O
6 Le funzioni goniometriche 5 Le formule parametriche 91O 131O
di angoli particolari 23O 58O 6 Le formule di prostaferesi
7 Le funzioni goniometriche inverse 26O 60O e di Werner 92O 132O
8 I grafici delle funzioni 7 Il periodo delle funzioni
goniometriche e le trasformazioni goniometriche 94O 140O
geometriche 29O 65O Laboratorio di matematica
Laboratorio di matematica Gli archi associati con Derive 96O
Le funzioni goniometriche Test di fine unità 141O
con Excel 33O Verso l’Esame di stato 143O
Test di fine unità 75O
Verso l’Esame di stato 76O
PROVE DI USCITA
DAL MODULO

Test di fine modulo 147O


Verso l’Esame di stato 148O
Test your skills 151O
Esplorazione. Pi greco 152O
Esplorazione. Suoni e moti armonici 154O

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TEORIA

1
LE FUNZIONI
GONIOMETRICHE

1 LA MISURA DEGLI ANGOLI


■ GLI ANGOLI E LA LORO AMPIEZZA

■ Trigonometria deriva La trigonometria ha lo scopo di studiare i procedimenti di calcolo che


dal greco: trigonos che si- permettono di determinare, con l’approssimazione che si vuole, la misura
gnifica triangolo e metron degli elementi di un triangolo (lati e angoli), noti alcuni di essi.
ossia misura.
Trova applicazione, in particolare, in astronomia, meccanica, navigazione
aerea e marittima, topografia.
■ La topografia studia la Lo studio della trigonometria è preceduto da quello della goniometria, os-
rappresentazione in scala sia di quella parte della matematica che si occupa della misura degli angoli
dei terreni. e delle relative funzioni.
Richiamiamo la definizione di angolo.

DEFINIZIONE

■ Un angolo si dice con- Angolo


vesso quando non con- Un angolo è la parte di piano indivi-
tiene il prolungamento angolo concavo
duata da due semirette a e b che
dei suoi lati, concavo
quando lo contiene. In hanno origine comune V.
genere, quando si parla b
^
dell’angolo aV b, senza al-
V angolo
tra indicazione, ci si riferisce convesso
all’angolo convesso.
a

angolo giro

V
angolo nullo

angolo piatto
Il punto V si chiama vertice dell’angolo e le semirette a e b si chiamano lati.
Quando i lati di un angolo sono coincidenti, l’angolo è nullo se è formato
dalla sola semiretta dei lati, è giro se è formato da tutti i punti del piano.
V
Se i lati di un angolo sono uno il prolungamento dell’altro, l’angolo è piatto.
Se due rette incontrandosi formano quattro angoli congruenti, ognuno degli
angolo retto angoli è un angolo retto.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi O 2


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UNITÀ
1. LA MISURA DEGLI ANGOLI 1
MODULO
Due angoli congruenti hanno la stessa ampiezza, che si può misurare ri-
spetto a una unità di misura assegnata. O
È usuale indicare con le lettere greche minuscole , , … sia gli angoli sia
la misura della loro ampiezza.
Le unità di misura più usate sono:
• il grado sessagesimale;
• il radiante.

■ LA MISURA IN GRADI

Nel sistema sessagesimale, l’unità di misura degli angoli è il grado sessage-


simale, definito come la 360 a parte dell’angolo giro.
Il grado sessagesimale viene indicato con un piccolo cerchio in alto a destra
della misura:
1
1°   dell’angolo giro.
360
Nel sistema sessagesimale, il grado viene suddiviso a sua volta in 60 primi,
che vengono indicati con un apice (′):
1°  60′.
Ogni primo viene suddiviso a sua volta in 60 secondi, indicati con due apici (″ ): ■ Un angolo di 32 gradi,
1′  60″. 10 primi e 47 secondi vie-
ne scritto così:
Queste suddivisioni in 60 parti danno il nome al sistema di misura. 32° 10′ 47″.
Osservazione. Se si suddivide l’angolo retto in cento parti, si ottiene il si-
stema centesimale, detto anche sistema degli ingegneri, perché viene uti-
lizzato da questi in topografia. L’unità di misura di questo sistema è dunque
il grado centesimale, definito come la centesima parte dell’angolo retto.

 PERCHÉ LA SUDDIVISIONE IN 360 PARTI?


Pare che la suddivisione del cerchio in degli angoli in gradi e comunque ■ La scelta di dividere in
360 parti risalga ai Babilonesi (II seco - solo nel II secolo d.C. Tolomeo d’Ales - 60 parti può essere giusti-
lo a.C.), i quali contavano il ciclo delle sandria ne fece un uso regolare, in-
ficata dal fatto che il nu-
stagioni, ossia l’anno solare, in 360 troducendo i sottomultipli del grado
mero 60 ha molti divisori:
giorni. «partes minutae primae» e «partes
Nel secolo precedente non c’era an - minutae secundae», che noi oggi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 12, 15,
cora un uso sistematico della misura chiamiamo «primi» e «secondi». 20, 30, 60.

Il sistema di misura degli angoli con gradi, primi e secondi è il più antico,
ma presenta il problema di non utilizzare un sistema decimale e di avere
quindi procedimenti di calcolo complicati.

Anche soltanto il calcolo della somma delle misure di due angoli non è im-
ESEMPIO

mediato. Per ottenere:


30° 20′ 54″  2° 45′ 24″
dobbiamo prima sommare i secondi:
54″  24″  78″,

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi 3 O


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UNITÀ
1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

trasformare il risultato in primi e secondi:


78″  1′ 18″,
sommare i primi:
20′  45′  1′  66′,
trasformare il risultato in gradi e primi:
66′  1° 6′,
sommare i gradi:
30°  2°  1°  33°
e ottenere così il risultato finale:
■ Le calcolatrici scientifi- 33° 6′ 18″.
che usano anche il siste-
ma sessadecimale di cui
vedremo esempi negli ■ LA MISURA IN RADIANTI
esercizi.
Per semplificare i calcoli si usa il sistema che ha per unità di misura il ra-
diante.
Per definirla, consideriamo due circonferenze di raggi r e r ′ e i due archi l e
l ′ sottesi da angoli della stessa ampiezza  sulle due circonferenze (figura 1).

 Figura 1. In due cir-


conferenze con raggi di-
versi, gli archi sottesi da
angoli della stessa ampiez-
za sono proporzionali ai
r r'
raggi.
α  α '
O O'

Dalla proporzionalità fra archi e angoli al centro si ricava:


l  °  2r  360° e l ′  °  2r ′  360°
° °
l   r e l ′   r ′
180° 180°
da cui, dividendo membro a membro, si ottiene:
ll′rr′
ovvero:
l l′
lrl′r′ →   
r r′
l
cioè gli archi sono proporzionali ai rispettivi raggi e il rapporto  non varia
r
al variare della circonferenza, ma dipende solo dall’angolo al centro .
Se ogni volta che si misura un arco l si usa come unità di misura il raggio
della circonferenza cui appartiene, si ottiene un numero che non dipende
dalla circonferenza considerata, ma solo dall’angolo  che sottende l’arco.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi O 4


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UNITÀ
1. LA MISURA DEGLI ANGOLI 1
MODULO
l
Il rapporto  viene quindi assunto come misura, in radianti, dell’angolo :
r O
l
   ,
r
ossia, come definizione di radiante si può dare la seguente.

DEFINIZIONE

Radiante
Data una circonferenza, si chiama
radiante la misura dell’angolo al
centro che sottende un arco di lun-
ghezza uguale al raggio.
r

r
1 radiante

L’unità di misura viene indicata con 1 rad, ma di solito se si esprime un an-


golo in radianti si è soliti trascurare l’indicazione dell’unità di misura.
2r
Poiché sottende l’intera circonferenza, l’angolo giro misura   2.
r
L’angolo piatto, che corrisponde a metà circonferenza, misura , l’angolo

retto misura , ecc.
2
l
Osservazione 1. Dalla relazione   , ricaviamo che, se  è misurato in
r
radianti, la lunghezza di un arco è:
l  r.
Osservazione 2. Esprimiamo anche l’area di un settore circolare.
Dalla proporzione: settore
circolare
α
Asettore  Acerchio    2 r 
ricaviamo:

Asettore   Acerchio
2
ed essendo Acerchio  r 2, otteniamo:
 1
Asettore   r 2   r 2
2 2
l
o, tenendo conto che    :
r
1 l 2 1
Asettore   r   lr.
2 r 2

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UNITÀ
1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

■ DAI GRADI AI RADIANTI E VICEVERSA

Date le misure di un angolo  in gradi sessagesimali e in radianti, vale la


proporzione:

°  rad  360°  2,

da cui ricaviamo le due formule che convertono la misura di un angolo da


radianti a gradi e viceversa:

180°
■ In particolare 1 radian- °   rad 
te corrisponde a circa 57°. 
Infatti:

180° 180°  rad  °  .
1    57°. 180°
 3,1415…

y 1 radiante
 Figura 2.


π
180
57°…
O x

GRADI RADIANTI


180
π

2
ESEMPIO

1. A quanti gradi corrisponde un angolo di   radianti?


3
Applichiamo la prima formula:

2 180° 2 60°

3

°       180°  120°.
/3

1

2. A quanti radianti corrisponde un angolo di 60°?


Applichiamo la seconda formula:

1  
 rad  60°    .
180°3 3

Riportiamo in una tabella le misure in radianti e in gradi di alcuni angoli.

MISURE DEGLI ANGOLI


gradi 0° 30° 45° 60° 90° 120° 135° 150° 180°
    2 3 5
radianti 0           
6 4 3 2 3 4 6

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi O 6


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UNITÀ
1. LA MISURA DEGLI ANGOLI 1
MODULO
■ GLI ANGOLI ORIENTATI

La definizione di angolo che abbiamo dato non è adatta per descrivere tutte
O
le situazioni. Per esempio, nell’avvitare o svitare una vite si descrive un an-
golo che può essere maggiore di un angolo giro.
È più utile quindi collegare il concetto di angolo a quello di rotazione cioè
al movimento che porta uno dei lati dell’angolo a sovrapporsi all’altro.

La rotazione è univoca solo quando ne viene specificato il verso, orario o


antiorario.

 Figura 3. La semiretta OA genera


^
l’angolo AO B ruotando intorno al verti-
ce O in senso antiorario, fino a sovrap-
porsi alla semiretta OB.

B
α

O
A

Consideriamo la semiretta OA che ruota in senso antiorario intorno al verti-


^
ce O, fino a sovrapporsi alla semiretta OB, generando l’angolo   AOB. La
semiretta OA si chiama lato origine dell’angolo , la semiretta OB si chia-
ma lato termine.

DEFINIZIONE

Angolo orientato
Un angolo si dice orientato quando
è stato scelto uno dei due lati come
lato origine e un senso di rotazione.
Un angolo orientato si dice positivo angolo
positivo
quando è descritto mediante una ro- α
tazione in senso antiorario; si dice O
negativo quando la rotazione è in β A lato origine
senso orario. angolo
negativo

Un angolo orientato può anche essere maggiore di un angolo giro.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi 7 O


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UNITÀ
1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

■ 750 360 1. Poiché 750°  30°  2 360°, l’angolo di 750° si ottiene con la rotazione

ESEMPIO
30 2 della semiretta OA di due giri completi e di 30°.
 Figura 4. L’angolo di 750° si ottiene
con una rotazione di OA di 30° e 2 an-
goli giro.
30° + 2 • 360°
B

O A

La forma sintetica
È possibile scrivere in forma sintetica un qualunque angolo , minore di un
angolo giro e tutti gli infiniti angoli orientati che da  differiscono di un
multiplo dell’angolo giro nel seguente modo:
■ In seguito, se non dare- in gradi:   k360°, con k  Z; in radianti:   2k , con k  Z.
mo altre indicazioni, sarà Quando k  0, otteniamo l’angolo .
sempre vero che k  Z.
Inoltre, per brevità, utiliz-

ESEMPIO

zeremo il termine angolo


anche per indicare un an- La scrittura   2k indica gli angoli:
4
golo maggiore di un an-
golo giro.    
 ,  2,  4,  6…
4 4 4 4

■ LA CIRCONFERENZA GONIOMETRICA

Nel piano cartesiano, per circonferenza goniometrica intendiamo la cir-


conferenza di centro l’origine O degli assi e raggio di lunghezza 1, ossia la
circonferenza di equazione x 2  y 2  1.

 Figura 5. La circonferenza gonio-


y
metrica.

B
α E (1; 0)
O x

Il punto E(1; 0) si dice origine degli archi.


Utilizzando la circonferenza goniometrica si possono rappresentare gli an-
goli orientati, prendendo come lato origine l’asse x. In questo modo a ogni
angolo corrisponde un punto B intersezione fra la circonferenza e il lato
termine.

M. Bergamini, A. Trifone, G. Barozzi O 8


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UNITÀ
2. LE FUNZIONI SENO E COSENO 1
MODULO

 5  O
ESEMPIO

Rappresentiamo gli angoli 1   , 2   , 3  .


6 4 3
Essi individuano sulla circonferenza i punti B 1, B 2 e B3 della figura 6.  Figura 6.

y y y

B1
π
α1=–
6
O E x O E x O E x
5
α2=–π
4 α3= – π

B2 3
B3
a b c

Osservazione. Poiché il raggio della circonferenza è 1, se l’angolo è misu-


 è uguale alla misura dell’angolo
rato in radianti, la lunghezza dell’arco EB
^
EOB.

2 LE FUNZIONI SENO E COSENO


Introduciamo alcune funzioni goniometriche che alla misura dell’ampiez-
za di ogni angolo associano un numero reale.

DEFINIZIONE
Seno e coseno
Consideriamo la circonferenza gonio-
y
metrica e un angolo orientato  e sia
B il punto della circonferenza asso-
ciato ad . yB B ■ Seno deriva dal latino
Definiamo coseno e seno dell’angolo sinus che significa inse-
, e indichiamo con cos  e sen , le α natura, golfo.
Nel linguaggio scientifico
funzioni che ad  associano rispetti- O xB E x
internazionale il seno di 
vamente il valore dell’ascissa e del- r=1 si indica anche con sin .
l’ordinata del punto B:
cos   xB cos α = xB
B(cos ; sen ). sen α = yB
sen   yB

Seno e coseno di un angolo  sono funzioni che hanno come campo di


esistenza R, perché per ogni valore di   R esiste uno e un solo punto
sulla circonferenza.

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UNITÀ
1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

Osservazione. Consideriamo una circonferenza di raggio qualsiasi r ′  1.

 Figura 7. Consideriamo la circonfe-


y renza goniometrica e una circonferen-
za ′ di raggio r ′  1 e il punto B′ cor-
B' rispondente su ′ all’angolo .
r'
B
1
α
O A A' x

'

Prendiamo, per semplicità, un angolo appartenente al primo quadrante.


Dette (x ′; y ′) le coordinate di B′, dalla similitudine dei triangoli OBA e
OB′A′ deduciamo:
■ sen  e cos  sono nu-
x′ A
O ′ A
O
meri puri, perché rapporti       cos ,
di grandezze omogenee, r′ O′
B B
O
quindi non hanno alcuna
unità di misura. y′ ′A
B ′ A
B
      sen .
r′ B
O ′ B
O 
I due rapporti non dipendono dalla particolare circonferenza considerata,
ma esclusivamente dall’angolo .
Consideriamo ora un triangolo rettangolo OAB. Possiamo pensare all’ipote-
nusa OB come al raggio di una circonferenza di centro O, quindi il seno di
 è uguale al rapporto fra il cateto opposto all’angolo  e l’ipotenusa, il co-
seno è uguale al rapporto fra il cateto adiacente ad  e l’ipotenusa.

cateto opposto cateto adiacente


sen α = ——————— cos α = ————————
ipotenusa B ipotenusa B

ipotenusa cateto ipotenusa


opposto

α α
a O A b O cateto adiacente A
 Figura 8.

■ LE VARIAZIONI DELLE FUNZIONI SENO E COSENO

Supponiamo che un punto B percorra l’intera circonferenza goniometrica, a


partire da E, in verso antiorario.
^
Se   EOB, come variano sen  e cos  al variare della posizione di B ? Ba-
sta osservare che cosa succede all’ascissa di B (ossia il coseno) e alla sua
ordinata (ossia il seno).

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UNITÀ
2. LE FUNZIONI SENO E COSENO 1
MODULO

y y y y
O
F (+; +) (–; +)
B yB
yB B α α
α α xB xB
O xB E x G xB O E x O E x O E x
B yB yB
B
(–; –) H (+; –)
a. Finché B percorre il primo b. Quando B percorre la c. Se B si trova nel terzo d. Quando B percorre
quarto di circonferenza, la circonferenza nel secondo quadrante, la sua ordinata l’ultimo quarto di
sua ascissa xB e la sua quadrante, la sua ordinata e la sua ascissa sono circonferenza, la sua
ordinata yB sono positive. è ancora positiva, mentre negative. Man mano B ordinata è ancora negativa,
Man mano B si avvicina al l’ascissa diventa negativa. si avvicina ad H, l’ascissa mentre l’ascissa è positiva.
punto F, l’ascissa diminuisce Quando B si avvicina a G, aumenta e l’ordinata Avvicinandosi a E, sia
e l’ordinata aumenta. sia l’ascissa sia l’ordinata diminuisce. l’ascissa sia l’ordinata di B
In F, xF = 0, yF = 1. diminuiscono. In G, xG=–1, yG=0. In H, xH = 0, yH = –1. aumentano. In E, xE = 1, yE =0.

 Figura 9.

Qualunque sia la posizione di B sulla circonferenza, la sua ordinata e la sua


ascissa assumono sempre valori compresi fra 1 e 1, quindi:
1  sen   1 e 1  cos   1.
Il codominio delle funzioni seno e coseno è quindi [ 1; 1].
Osserviamo che, poiché cos   cos( ) (figura 10a) allora il coseno è una
funzione pari, mentre, essendo sen( )  sen  (figura 10b), il seno è
una funzione dispari.

 Figura 10.

y y

sen α
α α
O –α x O –α x
sen (–α)

cos α = cos (–α) sen (–α) = –sen α


a b

■ I GRAFICI DELLE FUNZIONI y  sen x, y  cos x

Possiamo costruire il grafico della funzione y  sen x in [0; 2] riportando ■ Studiando il grafico
sull’asse x i valori degli angoli e, in corrispondenza, sull’asse y le ordinate della funzione nel riferi-
dei punti che stanno sulla circonferenza goniometrica (figura 11a nella pa- mento cartesiano Oxy, in-
gina seguente). dichiamo l’angolo con x.
Analogamente, per ottenere il grafico della funzione coseno, riportiamo sul-
le ordinate di un piano cartesiano le ascisse dei punti della circonferenza
goniometrica in corrispondenza degli angoli (figura 11b).

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1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

y
y = sen x
π


— 2
3π 3 1

4


6 3π

π 0 2 2π
O π —
π —
π π 2π π x
— — — 3π
— 5π

6 4 3 2 3 4 6

–1


2
a. Grafico di y = sen x in [0; 2π].
y
y = cos x
π 2π 11π
——
π —
— 6 6 7π 1
4 —
4
π
— 5π
3 —
3 7π

— 3π
— 5π
— — 5π
— 4π

3 4 6 π 6 4 3
π 3 π O π —
π —
π π 3π x

2 —
2 — — — 5π
— 7π 11π 2π
— ——
6 4 3 2 2 3 4 6

–1
π

b. Grafico di y = cos x in [0; 2π]. Per ottenere sull’asse y del grafico le ascisse dei punti della circonferenza
π
goniometrica, la ruotiamo di – in senso antiorario.
2

 Figura 11. Grafici del- ■ IL PERIODO DELLE FUNZIONI SENO E COSENO


le funzioni seno e coseno.
Sull’asse x rappresentia- Dopo aver percorso un giro completo, il punto B può ripetere lo stesso
mo i valori degli angoli, movimento quante volte si vuole.
sull’asse y quelli delle due
funzioni. Le funzioni sen  e cos  assumono di nuovo gli stessi valori ottenuti al
“primo giro”, ossia:
y sen   sen (  2)  sen (  2 2)  …
B cos   cos (  2)  cos (  2 2)  …
α E Le funzioni seno e coseno sono quindi periodiche di periodo 2. Possiamo
x
O +α
2π+ scrivere, in modo sintetico:
sen (  2k)  sen ,
cos (  2k)  cos , con k  Z.

■ In generale, una fun- ■ LA SINUSOIDE E LA COSINUSOIDE


zione y  f (x) è detta pe-
riodica di periodo p (con
p  0) se per ogni x e per Il grafico completo della funzione seno si chiama sinusoide (figura 12a),
qualsiasi numero k intero quello della funzione coseno cosinusoide (figura 12b).
si ha f (x)  f (x  kp).

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2. LE FUNZIONI SENO E COSENO 1
MODULO

y
y = sen x
O
1

–3π –2π –π O π 2π 3π 4π x

–1
periodo 2π
a. Grafico di y = sen x.

y
y = cos x
1

–3π –2π –π O π 2π 3π 4π x

–1
periodo 2π
b. Grafico di y = cos x.

I grafici delle due funzioni sono so-  Figura 12. Grafici


y
vrapponibili con una traslazione di vet- completi di y  sen x e
y = sen x
y  cos x. Le funzioni
tore parallelo all’asse x e di modulo sono periodiche di perio-
 π
 . O π
– x do 2, quindi i grafici si
2 2 ottengono ripetendo ogni
y = cos x 2 i grafici dell’intervallo
[0; 2].
 Figura 13.

■ LA PRIMA RELAZIONE FONDAMENTALE

Poiché B (cos ; sen ) appartiene alla circonferenza goniometrica le sue


coordinate soddisfano l’equazione x 2  y 2  1:

cos2  sen2  1

prima relazione fondamentale della goniometria.


 Figura 14.
cos2  sen2  1. La relazione espri-
y
me il teorema di Pitagora applicato al
B
triangolo rettangolo OAB.

1 senα

α
O cosα A x

Da questa relazione è possibile ricavare sen  conoscendo cos  e vicever-


sa. Infatti, se è noto cos , si ha sen   1o
c
s2.
 Viceversa, se si co-
nosce sen , cos   1en s.
2


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1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

3 LA FUNZIONE TANGENTE
■ LA TANGENTE DI UN ANGOLO
DEFINIZIONE

Tangente di un angolo
y
Consideriamo un angolo orientato 
B
e chiamiamo B l’intersezione fra il
lato termine e la circonferenza go-
yB
niometrica di centro O. Definiamo
tangente di  la funzione che ad  α
associa il rapporto, quando esiste, O xB A x
fra l’ordinata e l’ascissa dal punto B:
yB
tg    . yB
xB tg α = —–
x B

■ Nel linguaggio scientifi- Indichiamo con tg  la tangente dell’angolo .


co internazionale la tan- Consideriamo ancora la circonferenza goniometrica, un suo punto B(xB ; yB),
gente di  si indica con ^
la sua proiezione A sull’asse x e l’angolo orientato AO B  .
tan .
B
A 
Anche in questo caso si può dimostrare che il rapporto , e di conse-
yB A
O 
guenza , non varia se cambiamo il raggio della circonferenza.
xB
DIMOSTRAZIONE

 Figura 15. Disegniamo y


Il prolungamento del raggio OB in-
una seconda circonferen- terseca la seconda circonferenza nel
za con lo stesso centro O B'
punto B ′, la cui proiezione sull’asse B
e raggio diverso. Conside-
riamo, per semplicità, un x è il punto A′. I triangoli OAB e
angolo del primo qua- OA′B′ sono simili, quindi vale la se- α
O A A' x
drante. guente proporzione:
■ La tangente di un ango- B
A
OA A ′B
 ′  
OA′,
lo non esiste quando il ossia:
punto B si trova sull’asse
y, ossia quando l’angolo è B
A  ′
A B ′

    tg .
3
uguale a  o a   o a A
O  A
O ′
2 2
tutti gli angoli derivanti Pertanto il rapporto considerato non dipende dalla particolare circonferenza
da questi per multipli in- scelta, bensì solo dall’angolo.
teri dell’angolo giro.
tg  esiste solo quando Osserviamo che tale rapporto non esiste quando x B  0, ossia quando:
 
    2k      k. cateto opposto
2 2 tg α = ————————
3 cateto adiacente
     2k .
2 Nel triangolo rettangolo OAB pos- B
Queste scritture si riassu-
siamo pensare l’ipotenusa OB come
mono con: cateto
 raggio di una circonferenza di centro opposto
    k . O. Pertanto la tangente di  è uguale
2 α
al rapporto fra il cateto opposto al- O cateto adiacente A
 Figura 16. l’angolo  e il cateto adiacente.

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3. LA FUNZIONE TANGENTE 1
MODULO
■ UN ALTRO MODO DI DEFINIRE LA TANGENTE ■ Tangente deriva dal la-
Consideriamo la circonferenza goniometrica e la retta tangente a essa nel tino tangere che significa O
toccare.
punto E, origine degli archi. Il prolungamento del lato termine OB interseca
la retta tangente nel punto T (figura a lato).
La tangente dell’angolo  può anche essere definita come il valore dell’ordi- y
nata del punto T, ossia:
T
yT B tg α
tg   y T . α
O E x
Dimostriamo che le due definizioni date sono equivalenti.

DIMOSTRAZIONE

Consideriamo i due triangoli rettangoli OAB e OET. Essi sono simili quindi:
y T
E
T  
BA OE 
OA → yT  yB  1  xB B

da cui
O A E x
yB 1 yB
y T   , ossia y T   .
xB xB
Pertanto:
yB
tg     y T .
xB

■ LE VARIAZIONI DELLA FUNZIONE TANGENTE


Studiamo come varia y T al variare dell’angolo , legato alla posizione del
 Figura 17.
punto B sulla circonferenza.

y y y y
+ +
F B
B T α T α
α
α G O E x O Ex
O E x O E x
B B
T H T
– –
a. Finché B percorre il primo b. Quando B percorre la c. Se B si trova nel terzo d. Quando B percorre
quarto di circonferenza, circonferenza nel secondo quadrante, l’ordinata di T l’ultimo quarto di
l’ordinata di T è positiva e quadrante, l’ordinata T è è di nuovo positiva e va circonferenza, l’ordinata
aumenta man mano B si negativa, e aumenta fino a aumentando fino a quando di T ritorna negativa e
avvicina al punto F. Quando quando B ≡ G, in cui yT = 0. B ≡ H e T non esiste più. aumenta fino allo 0.
B ≡ F, la tangente non esiste. La tangente di 3π— non esiste.
2

Osservazione. A differenza delle funzioni seno e coseno, la funzione tan-


tgα
gente può assumere qualunque valore reale. Il suo codominio è quindi R, α
 O x
mentre il suo campo di esistenza è:     k. –α
2 tg (–α)
Essendo tg( )  tg  (figura a lato) la tangente è una funzione dispari.

tg (–α) = –tgα

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1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

■ IL GRAFICO DELLA FUNZIONE y  tg x

Tracciamo il grafico della funzione y  tg x nell’intervallo [0; ] riportando


sull’asse x i valori degli angoli e sull’asse y le ordinate dei punti corrispon-
denti sulla retta tangente.

 Figura 18.
y

T'
π

2 2 π

–π 3 π T
3 3 –
–π 4
4
5
–π
6 π

2 –π 5
–π 3 –π
6 3 4 6
π π x
O – π
– π
– π

6 4 3 2


Notiamo che man mano x si avvicina a :
2

• con valori minori di , il valore della funzione tende a diventare sem-
2
pre più grande; diremo che tende a  ;

• con valori maggiori di , il valore della funzione tende a diventare
2
sempre più grande in valore assoluto, in quanto è negativo; diremo che
tende a .

Il grafico della tangente, per valori di x che si avvicinano a , si avvicina
2

■ Asintoto deriva dal gre- sempre più alla retta di equazione x  , che viene detta asintoto verti-
co asýmptōtos, composto 2
cale del grafico.
di a («non») e dell’aggetti-
vo verbale di sympíptō
(«io coincido»). ■ IL PERIODO DELLA FUNZIONE y  tg x

La tangente è una funzione periodica di periodo , cioè qualunque sia l’an-


y
golo , è:
F
B' T tg   tg(  k ), con k  Z.
α+π
G α Questo si può vedere usando la definizione di tangente (figura a lato).
O E x
Il grafico completo della tangente si chiama tangentoide. Ha infiniti asinto-
B
H 
ti: le rette di equazioni x    k.
2

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3. LA FUNZIONE TANGENTE 1
MODULO

y
y = tg x
O

periodo

−2π −3 π −π −π O π π 3π 2π x
2 2 2 2

■ IL SIGNIFICATO GONIOMETRICO DEL COEFFICIENTE ANGOLARE  Figura 19. Rappresen-


DI UNA RETTA tazione della tangentoide.
y
Tracciamo la circonferenza goniometrica e la retta di equazione y  mx (fi-
y = mx
gura a lato), da cui:
tgα
y O α
m   . 1 x
x
In particolare, se x  1, y  tg  e
tg 
m    tg .
1
■ L’angolo fra una retta e
Il coefficiente angolare della retta è uguale alla tangente dell’angolo fra la l’asse x è l’angolo che ha
retta e l’asse x. per vertice il loro punto
Dalla geometria analitica sappiamo che due rette sono parallele quando di intersezione e come
hanno lo stesso coefficiente angolare e che esse formano angoli congruenti lati la semiretta dei punti
di ordinata positiva e la
con l’asse x.
semiretta sull’asse x di
Ciò permette di estendere il risultato ottenuto anche a rette che non passa- verso positivo.
no per l’origine (figura a lato).
y
r // r'
■ LA SECONDA RELAZIONE FONDAMENTALE r'
r
Consideriamo la circonferenza goniometrica. Per definizione: α'
α
yB O x
tg    ,
xB
yB  sen  e xB  cos .
α = α' => tg α = tg α' => m = m'

Sostituiamo sen  e cos  nell’espressione della tangente: y

sen  B
yB
tg    . 1
cos  α
O xB x
Questa è la seconda relazione fondamentale della goniometria: la tan-
gente di un angolo è data dal rapporto, quando esiste, fra il seno e il cose-
no dello stesso angolo.

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UNITÀ
1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

4 LE FUNZIONI SECANTE E COSECANTE


DEFINIZIONE

Secante e cosecante di un angolo


Dato un angolo , si chiama:
• secante di  la funzione che associa ad  il reciproco del valore di cos ,
purché cos  sia diverso da zero. Si indica con sec :
1 
sec    , con     k ;
cos  2
■ Secante e cosecante, • cosecante di  la funzione che associa ad  il reciproco del valore di
come seno e coseno, sen , purché sen  sia diverso da zero. Si indica con cosec :
sono funzioni periodiche
di periodo 2. 1
cosec    , con   0  k .
sen 

■ UN ALTRO MODO DI DEFINIRE LA SECANTE E LA COSECANTE

Consideriamo la circonferenza goniometrica, l’angolo  e la tangente in B


che intersechi gli assi x e y rispettivamente in S e S′ (figura 20).
 Figura 20.
y
S'

α
O A Sx

Essendo simili i triangoli OBA e OBS, si ha:


A
O
OB
OB
OS → cos   1  1  
OS
da cui:
1

OS    sec .
cos 
Analogamente, essendo simili i triangoli OAB e OBS′, si ha:

BA
OB
OB
OS ′, OS ′,
sen   1  1  
da cui:
1
OS ′    cosec .

sen 
La secante di  è quindi l’ascissa del punto S, intersezione della retta tangente
nel punto B, associato di  sulla circonferenza goniometrica, con l’asse x.
Analogamente la cosecante di  è l’ordinata del punto S′, intersezione della
retta tangente in B con l’asse y.

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UNITÀ
4. LE FUNZIONI SECANTE E COSECANTE 1
MODULO
■ I GRAFICI DELLA SECANTE E DELLA COSECANTE
O
 IL GRAFICO DEL RECIPROCO DI UNA FUNZIONE
Dal grafico di una funzione y  f(x) è possibile ricavare l’andamento della fun-
1
zione y  g(x)   .
f(x)
1. Se il grafico di f(x) interseca l’asse x in x0, ossia se f(x0)  0, per valori di x che
tendono a x0, il valore del reciproco è:
• positivo e con valori sempre più grandi, man mano ci si avvicina a x0, se
f(x)  0; diremo che g(x) tende a  ;
• negativo e con valori sempre più grandi in valore assoluto, se f(x)  0; dire-
mo che g(x) tende a .
Avvicinandosi al punto x0 il grafico della funzione g(x) si avvicina a quello del -
la retta x  x0, che viene detta asintoto verticale del grafico di g(x).
 Data la funzione y  x  1, f(x0)  0 se x0  1.
1
Il suo reciproco y   tende a   quando x tende a 1 e x  1, cioè x è
x1
«a destra» di 1, perché f(x) assume valori sempre più grandi. Analogamente,
il reciproco tende a  per x che tende a 1 «da sinistra». La retta x  1 è
asintoto verticale.
y y x = –1 y

1
y = ––––
y=x+1 x+1 y=x+1 y=x+1
1 1 1

–1 O x –1 O x –1 O x

1
y = ––––
x = –1 x+1

a. Grafico di y = x + 1 1
b. Tendenza a +  di y = –––––, 1
c. Tendenza a –  di y = –––––,
x+1 x+1
quando x tende a –1 da destra. quando x tende a –1 da sinistra.
2. Quando f(x) tende a   o a , il suo reciproco g(x) si avvicina sempre più
a 0, cioè g(x) tende a 0.
y y

1 1
y = –––– 1
x+1

–1 O x –1 O x
1
y = ––––
x+1

1
a. Tendenza a 0 di y = –––––, 1
b. Tendenza a 0 di y = –––––,
x+1 x+1
quando y = x + 1 tende a + . quando y = x + 1 tende a – .
1 1
3. Se f(a)  1, è vero anche che g(a)      1. a è allora ascissa di un
f(a) 1
punto di intersezione dei grafici della funzione e del suo reciproco.

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1 LE FUNZIONI GONIOMETRICHE

1 1
Analogamente, se f(b)  1, g(b)      1, cioè b è ascissa di un
f(b) 1
punto di intersezione.

y y
y=x+1 y=x+1

1 1 1 1
y = –––– y = ––––
-2 x+1 x+1
–2
–1 O x –1 O x
-1 –1

a. La funzione e il suo reciproco hanno in comune b. Le informazioni raccolte permettono di tracciare


i punti (0; 1) e (–2; –1). 1
il grafico “probabile” di y = –––––.
x+1

I grafici delle funzioni secante e cosecante sono rappresentati in figura 21.


 Figura 21. L’anda-
mento del grafico della y y = sec x
secante si può ricavare
tenendo conto che è il
reciproco del coseno.
Analogamente dal grafi-
co del seno si ricava l’an- 1 y = cos x
damento di quello della
cosecante. π O π π 3π x
––– –– ––
2 2 2
–1

a. Grafico della secante.

y y = cosec x

1 y = sen x

O
π
–– π 3π
–– 2π x
2 2
–1

b. Grafico della cosecante.

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