Sei sulla pagina 1di 7

CAPITOLO 1

L’economia è lo studio della scelta in condizioni di scarsità.

Tutti ci troviamo ad affrontare il problema della scarsità, vogliamo qualcosa che non abbiamo ma vorremmo avere, sentiamo che il
nostro tenore di vita è soggetto a dei limiti.

Analizziamo meglio il concetto di scelta e quello di scarsità, partendo dal secondo. Tutti affrontiamo il problema della scarsità, ci
piacerebbe avere immediatamente una moltitudine di cose e ci sembrerà inizialmente di avere scarsità d’ogni sorta, ma
successivamente capiremo che la nostra capacità limitata di soddisfare questi desideri si basa su altre due limitazioni: la scarsità di
tempo e la scarsità della capacità di spesa. Data una maggiore quantità di entrambi, ciascuno di noi potrebbe avere una maggiore
quantità di beni e servizi che desidera.

Scarsità: situazione in cui la quantità disponibile di una cosa è insufficiente a soddisfare il desiderio che si prova per essa.

La scarsità della capacità di spesa: avere desiderio di un reddito più alto, maggior ricchezza per poter comprare maggiori quantità
di ciò che si desidera.

La scarsità di tempo: la maggior parte delle attività che ci procurano più piacere richiedono sia tempo che denaro, ad esempio
andare al cinema o una vacanza.

COSI’ COME ABBIAMO UNA CAPACITA’ DI SPESA LIMITATA, ABBIAMO ANCHE UN NUMERO LIMITATO DI ORA AL GIORNO PER
SODDISFARE I NOSTRI DESIDERI.

A causa della scarsità di tempo e di capacità di spesa, ognuno di noi è costretto a fare delle scelte. Dobbiamo distribuire il nostro
tempo limitato fra diverse attività e dobbiamo ripartire la nostra capacità di spesa limitata fra diversi beni e servizi. Ogni volta che
scegliamo di comprare o di fare qualcosa, stiamo anche scegliendo di non comprare o di non fare qualcos’altro. Gli economisti
studiano le scelte che compiamo in quanto individui e anche le conseguenze di tali scelte, inoltre studiano anche gli effetti più sottili
e indiretti che le scelte dei singoli individui hanno sulla nostra società. (1 Ad esempio negli ultimi anni tra i consumatori è cresciuto il
bisogno di una maggior attenzione per la salute e quindi un crescente favore per i cibi biologici, questo cambiamento a sua volta ha
portato a rilevanti conseguenze per il settore agro alimentare e per la distribuzione al dettaglio, sono nate nuove imprese e vecchie
imprese hanno dovuto adattarsi al cambiamento.) (2 Ad esempio pensando a temi rilevanti del dibattito contemporaneo, nei
prossimi decenni avremo una popolazione con un buon livello di istruzione e cultura? La risposta a questa domanda dipende in gran
parte dalle singole decisioni di milioni di individui. Richiedono quindi la conoscenza del modo in cui le persone operano delle scelte
in condizioni di scarsità.

Parliamo della scarsità da un altro punto di vista, non più quello del singolo individuo, ma quello della società. I molteplici obiettivi
della nostra società sono buone scuole, strade sicure etc. perché non riusciamo a realizzarli tutti? A causa della scarsità, in termini
di scarsità di risorse, ossia di ciò che utilizziamo per produrre beni e servizi che ci aiutano a conseguire i nostri scopi.

Gli economisti classificano le risorse in 4 categorie: Il lavoro, il capitale, la terra e la capacità imprenditoriale. Analizziamole.

1 IL LAVORO: IL TEMPO IMPIEGATO NELLA PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI;

2 IL CAPITALE: GLI STRUMENTI (INSIEME DEI BENI) DUREVOLI UTILIZZATI PER PRODURRE BENI E SERVIZI.

Perché durevoli? I beni che si esauriscono rapidamente durante il processo di produzione non sono generalmente considerati
capitale, (es farina che panettiere usa per impastare il pane), il capitale dovrebbe durare almeno un anno. Esistono due tipologie di
capitale: il capitale fisico e il capitale umano.

Il capitale fisico: LA PARTE DELLO STOCK DI CAPITALE CHE CONSISTE DI BENI MATERIALI, COME I MACCHINARI, LE ATTREZZATURE E
GLI IMPIANTI.

è costituito da beni come macchinari, impianti, edifici, utensili... si tratta di beni fisici durevoli utilizzati per produrre altri beni.

Il capitale umano: LE ABILITA’ E LE QUALIFICHE TECNICHE DELLA FORZA LAVORO.

è costituito dalle abilità e conoscenze possedute dai lavoratori. Anche il capitale umano soddisfa la definizione di capitale in quanto
viene prodotto tramite istruzione e l’addestramento, ci aiuta a produrre altri beni e dura diversi anni, generalmente per tutta la vita
lavorativa dell’individuo.

Lo stock di capitale: IL VALORE COMPLESSIVO DEL CAPITALE DI UNA NAZIONE CHE E’ PRODUTTIVAMENTE UTILE IN UN PRECISO
MOMENTO. E’ la quantità complessiva di capitale a disposizione di una nazione in qualsiasi momento; esso consta di tutto il
capitale fisico e umano realizzato precedentemente che risulta ancora utile in termini produttivi.

3 LA TERRA: LO SPAZIO FISICO IN CUI HA LUOGO LA PRODUZIONE, ASSIEME ALLE RISORSE NATURALI CHE NE DERIVANO.
4 CAPACITA’ IMPRENDITORIALE: è LA CAPACITA’ E DISPONIBILITA’ DI UN INDIVIDUO DI COMBINARE LE ALTRE RISORSE IN UN
IMPRESA PRODUTTIVA. È LA CAPACITA’ E DISPONIBILITA’ A UNIRE LE ALTRE RISORSE (LAVORO, CAPITALE, RISORSE NATURALI) IN
UN IMPRESA PRODUTTIVA. Esistono due tipologie di imprenditore: l’innovatore che partorisce un’idea geniale per un'altra impresa
o qualcuno che è disposto ad assumersi un rischio, risk taker, fornendo i propri fondi o il proprio tempo per un progetto dai
guadagni incerti. (esempio università statale, ruolo imprenditoriale innovatore pubblica amministrazione e i risk taker i
contribuenti)

In conclusione, in un sistema economico, qualsiasi cosa prodotta, che sia bene o servizio, deriva in ultima analisi, da una
combinazione di queste risorse.

LE RISORSE DI CUI LA NOSTRA SOCIETA’ DISPONE (TERRA, LAVORO ETC) SONO INSUFFICIENTI A PRODURRE TUTTI I BENI E SERVIZI
CHE POTREMMO DESIDERARE, PERCIO’ LA SOCIETA’ E’ SOGGETTA A SCARSITA’ DI RISORSE.

Considerando questo dato di fatto possiamo meglio comprendere le scelte che una società deve compiere. Esempio vogliamo una
popolazione con un livello d’istruzione migliore? Per raggiungere questo obiettivo saranno necessarie una quantità maggiore di
lavoro, di terra, di capitale. Queste risorse, però, potrebbero essere utilizzate per produrre altri beni che riteniamo desiderabili,
come ad esempio abitazioni, ospedali… di conseguenza ogni società deve allocare le sue risorse scarse, scegliendo quali dei molti
desideri realizzare e quali no. Molti dibattiti dei nostri giorni sono centrati sui diversi modi in cui le risorse possono essere allocate.

Le famiglie hanno redditi limitati per soddisfare la loro spesa fra beni e servizi, le imprese cercano di realizzare profitti ma devono
pagare le loro risorse, devono scegliere oculatamente cosa, quanto e come produrre. Le amministrazioni pubbliche centrali e locali
devono lavorare con budget limitati per cui devono scegliere quali scopi perseguire. Gli economisti studiano queste decisioni, per
spiegare come funzionano i nostri sistemi economici, prevedere il futuro della nostra economia e suggerire come migliorarlo.

RISORSE/INPUT

INPUT è QUALSIASI COSA UTILIZZATA PER PRODURRE UN BENE O UN SERVIZIO, COMPRESE ANCHE LE RISORSE.

RISORSA: è UN INPUT PARTICOLARE CHE RIENTRA IN UNA DI QUESTE CATEGORIE: LAVORO, TERRA, CAPITALE E CAPACITA’
IMPRENDITORIALE. SONO LA FONTE ULTIMA DI TUTTO CIO’ CHE VIENE PRODOTTO. È PER QUESTO MOTIVO CHE LA CAPACITA’ DI
UNA NAZIONE DI PRODURRE BENI E SERVIZI E’ LIMITATA DALLE QUANTITA’ DEI QUATTRO TIPI DI RISORSE A SUA DISPOSIZIONE.

MICROECONOMIA/MACROECONOMIA

Dipende dal livello di dettaglio che si vuole raggiungere.

La microeconomia è lo studio del comportamento delle singole famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche, delle loro scelte e
della loro interazione in mercati particolari. Quindi si occupa del comportamento dei singoli soggetti sulla scena economica:
famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche, considera le scelte compiute da questi soggetti e il modo in cui essi interagiscono fra
loro quando si incontrano per scambiare beni e servizi specifici. Esempio cosa succederà al costo dei biglietti del cinema nei
prossimi cinque anni? Questioni di questo tipo sono di ordine microeconomico perché analizzano singole parti dell’economia
piuttosto che il suo complesso.

La microeconomia è lo studio del sistema economico nel suo complesso. Da’ una visione d’insieme del sistema economico. Invece
di occuparsi ad esempio della produzione di carote o computer, non fa distinzione fra i diversi beni e servizi e guarda alla
produzione totale dell’economia. Invece di trattare l’occupazione dei laureati in economia o degli operai, considera l’occupazione
totale nell’economia. Quindi’ mostra un quadro d’insieme trascurando i dettagli.

ECONOMIA POSITIVA/ECONOMIA NORMATIVA

La distinzione dipende dallo scopo dell’analisi dei problemi.

L’economia positiva si occupa di come funziona l’economia. Affinché un’affermazione venga classificata come positiva, non è
necessario che sia precisa né che sia sensata, a prescindere dalla sua veridicità, è considerata positiva un’affermazione se è
concernente il funzionamento di un sistema economico e la sua precisione può essere verificata attraverso l’analisi dei dati empirici
e solo di quelli.

L’economia normativa si occupa di ciò che dovrebbe essere. La si utilizza per esprimere giudizi sull’economia, identificarne i
problemi e indicarne le soluzioni. Non si limita ai soli dati, essa va oltre, per affermare come questi dati dovrebbero essere utilizzati
e per questo motivo dipende dai giudizi di valore che si formulano.
Cos’è un modello? È una rappresentazione astratta della realtà. IL LIVELLO DI DETTAGLIO CHE UN ECONOMISTA RAGGIUNGERA’ IN
UN DETERMINATO MODELLO DIPENDE DALL’OBIETTIVO CHE PERSEGUE.

Ogni modello parte da ipotesi sul modo in cui i soggetti economici agiscono. Ci sono due tipi di ipotesi: semplificatrici e critiche.

Ipotesi semplificatrice è un modo per rendere un modello ancora più semplice senza influire sulle sue conclusioni fondamentali.

Ipotesi critica influisce in modo significativo sulle conclusioni di un modello. Studiando il comportamento delle imprese, il nostro
modello supporrà che esse cerchino di ottenere il più alto profitto possibile per il loro proprietario. Mettendo in evidenza tale
affermazione iniziale, si capisce subito come nel modello si giunga a determinate conclusioni.

Il sistema economico è complesso. Gli economisti procedono alla comprensione del sistema economico in due fasi. Dividono gli
agenti economici in quattro ampi gruppi: famiglie, imprese, organismi governativi e il resto del mondo. Nei modelli microeconomici,
l’attenzione è focalizzata sulle singole famiglie etc e sul modo in cui interagiscono fra loro. Nei modelli macroeconomici, questi
agenti economici vengono raggruppati in settori, es il settore delle famiglie, e si studia come i vari settori interagiscono fra loro. La
fase successiva nel processo di comprensione consiste nel formulare due ipotesi critiche riguardo gli agenti economici. Si tratta di
ipotesi con una validità così universale nei modelli economici che possono essere considerate a buon diritto fondamentali per il
pensiero economico.

PRIMA IPOTESI FONDAMENTALE: riguarda cosa i singoli agenti economici cercano di realizzare. OGNI ATTORE ECONOMICO CERCA
DI OTTENERE IL MASSIMO DA OGNI SITUAZIONE. Ottenere il massimo da una situazione significa MASSIMIZZARE qualcosa. Il
qualcosa può variare.

SECONDA IPOTESI FONDAMENTALE: OGNI AGENTE ECONOMICO E’ SOGGETTO A DELLE LIMITAZIONI. (es famiglia vincolo del
reddito)

LE DUE IPOTESI, INSIEME, CONTRIBUISCONO A DEFINIRE L’APPROCCIO CHE ASSUMONO GLI ECONOMISTI PER RISPONDERE ALLE
DOMANDE SULLA REALTA’ CHE CI CIRCONDA, IL PRIMO PRINCIPIO FONDAMENTALE.

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA: sono dei concetti che vengono continuamente utilizzati nell’analisi dei problemi
economici; essi costituiscono le fondamenta su cui si poggia la teoria economica.

Ne studieremo otto.

PRIMO PRINCIPIO FONDAMENTALE: LA MASSIMIZZAZIONE SOGGETTA A VINCOLI.

L’APPROCCIO ECONOMICO PER LA COMPRENSIONE DI UN PROBLEMA CONSISTE NELL’IDENTIFICARE GLI AGENTI ECONOMICI E
DETERMINARE POI CHE COSA ESSI MASSIMIZZINO E A QUALI VINCOLI SIANO SOGGETTI.

SECONDO PRINCIPIO FONDAMENTALE: IL COSTO OPPORTUNITA’.

TUTTE LE DECISIONI ECONOMICHE PRESE, DAGLI INDIVIDUI O DALLA SOCIETA’ NEL SUO COMPLESSO, HANNO UN COSTO. LA
CORRETTA MISURA DEL COSTO DI UNA SCELTA E’ IL SUO COSTO OPPORTUNITA’, CIOE’ CIO’ A CUI SI RINUNCIA QUANDO SI OPERA
TALE SCELTA.

TERZO PRINCIPIO FONDAMENTALE: LA SPECIALIZZAZIONE E LO SCAMBIO.

LA SPECIALIZZAZIONE E LO SCAMBIO CI CONSENTONO DI OTTENERE UNA PRODUZIONE MAGGIORE E UN TENORE DI VITA PIU’
ELEVATO DI QUANTO NON SIA ALTRIMENTI POSSIBILE. DI CONSEGUENZA, TUTTI I SISTEMI ECONOMICI PRESENTANO UN ALTO
LIVELLO DI SPECIALIZZAZIONE E DI SCAMBIO.

QUARTO PRINCIPIO FONDAMENTALE: I MERCATI E L’EQUILIBRIO.

PER COMPRENDERE IL FUNZIONAMENTO DELL’ECONOMIA, GLI ECONOMISTI SUDDIVIDONO IL MONDO IN SINGOLI MERCATI E
ANALIZZANO POI L’EQUILIBRIO IN CIASCUNO DI ESSI.

QUINTO PRINCIPIO FONDAMENTALE: I TRADE OFF IN POLITICA ECONOMICA.

LA POLITICA ECONOMICA è LIMITATA DALLE REAZIONI DEGLI AGENTI ECONOMICI PRIVATI; DI CONSEGUENZA I RESPONSABILI
DELLA POLITICA ECONOMICA SI TROVANO DI FRONTE A DEI TRADE OFF: PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO OCCORRE SPESSO
SACRIFICARNE ALTRI.

SESTO PRINCIPIO FONDAMENTALE: DECISIONI AL MARGINE.


PER CAPIRE E PREVEDERE IL COMPORTAMENTO DEI SINGOLI AGENTI ECONOMICI, FOCALIZZIAMO L’ATTENZIONE SUGLI EFFETTI
AGGIUNTIVI O MARGINALI DELLE LORO AZIONI.

SETTIMO PRINCIPIO FONDAMENTALE: I RISULTATI NEL BREVE E NEL LUNGO PERIODO.

IL COMPORTAMENTO DEI MERCATI VARIA A SECONDA CHE SI CONSIDERI UN PERIODO BREVE O UNO LUNGO: PER RISOLVERE UN
PROBLEMA DOBBIAMO SEMPRE SAPERE CHE TIPO DI PERIODO STIAMO ANALIZZANDO.

OTTAVO PRINCIPIO FONDAMENTALE: L’IMPORTANZA DEL VALORE REALE.

POICHE’ IL NOSTRO BENESSERE ECONOMICO DIPENDE, IN PARTE, DAI BENI E SERVIZI CHE POSSIAMO ACQUISTARE, E’ IMPORTANTE
CONVERTIRE IL VALORE NOMINALE (MISURATO IN EURO CORRENTI) IN VALORE REALE (MISURATO IN POTERE D’ACQUISTO).

TABELLE E GRAFICI

I GRAFICI SERVONO A FAR VEDERE IMMEDIATAMENTE, A COLPO D’OCCHIO, LE RELAZIONI ESISTENTI TRA LE DIVERSE VARIABILI.

-ESEMPIO: IMPATTO ESERCITATO DALLA PUBBLICITA’ SULLE VENDITE DELL’IMPRESA, RISULTA CHE IN PASSATO LA SPESA IN
PUBBLICITA’ È STATA PIU’ VOLTE MODIFICATA. NELLA TABELLA: SPESE MENSILI IN PUBBLICITA’-RICAVI DELLE VENDITE DI GELATO
RELATIVI ALLO STESSO MESE. I DATI SONO ORGANIZZATI IN MODO TALE CHE LA SPESA IN PUBBLICITA’ AUMENTA MAN MANO CHE
SCENDIAMO LUNGO LA COLONNA. NOTIAMO OSSERVANDO LA TABELLA CHE UNA SPESA MAGGIORE IN PUBBLICITA’ E’
CHIARAMENTE CORRELATA A UN FATTURATO MENSILE MAGGIORE. LE DUE VARIABILI (SPESA E FATTURATO), SONO LEGATE DA
UNA RELAZIONE POSITIVA O DIRETTA, L’INCREMENTO DI UNA DI ESSE CORRISPONDE A UN INCREMENTO DELL’ALTRA.

SE INVECE UNA MAGGIORE SPESA IN PUBBLICITA’ FOSSE STATA CORRELATA A UN FATTURATO INFERIORE, LA DUE VARIABILI
SAREBBERO STATE LEGATE DA UNA RELAZIONE NEGATIVA O INVERSA, PER CUI L’INCREMENTO DI UNA DI ESSE AVREBBE
CORRISPOSTO A UNA DIMINUZIONE DELL’ALTRA.

LA RELAZIONE POSITIVA CHE INTERCORRE TRA


SPESA IN PUBBLICITA’ E IL FATTURATO E’ UNA
CORRELAZIONE DI TIPO CAUSALE, POICHE’ CI
ASPETTEREMO CHE IL FATTURATO DIPENDA
DALLA SPESA IN PUBBLICITA’, DEFINIAMO IL
FATTURATO VARIABILE DIPENDENTE E LA SPESA
VARIABILE INDIPENDENTE. LE VARIAZIONI DI UNA
VARIABILE IND. PROVOCANO VARIAZIONI NELLA
VARIABILE DIP. MA NON L’INVERSO.
GRAFICAMENTE, VARIABILE INDIP SULLE X,
VARIABILE DIP SULLE Y (NON VALE SEMPRE).

-GRAFICI LINEARI: GRAFICI COSTITUITI DA LINEE RETTE, CHE HANNO UNA


PARTICOLARE PROPRIETA’, LA VELOCITA’ DI VARIAZIONE COSTANTE DI UNA
VARIABILE RISPETTA ALL’ALTRA. AD ESEMPIO, POSSIAMO NOTARE CHE
SPOSTANDOCI DAL PUNTO A AL PUNTO B, LA SPESA IN PUBBLICITA’ AUMENTA
DI 1000 MENTRE IL FATTURATO AUMENTA DI 3000, OSSERVANDO IL GRAFICO
POSSIAMO NOTARE CHE LUNGO QUESTA LINEA OGNI VOLTA CHE LA SPESA IN
PUBBLICITA’ AUMENTA DI UN UNITA’, IL FATTURATO AUMENTA DI TRE
UNITA’. QUINDI’ LA VELOCITA’ DI VARIAZIONE È DI TRE UNITA’ DI FATTURATO
PER OGNI UNITA’ DI SPESA IN PUBBLICITA’.
LA VELOCITA’ DI VARIAZIONE DELLA VARIABILE Y PER UNA
VARIAZIONE UNITARIA DELLA VARIABILE X è DEFINITA
PENDENZA DELLA LINEA. (NEL NOSTRO ESEMPIO LA PENDENZA
DELLA LINEA È 3 E RESTA TALE A PRESCINDERE
DALL’INTERVALLO SU CUI LA MISURIAMO).

SE VOLESSIMO DETERMINARE LA PENDENZA DELLA LINEA


CONFRONTANDO I PUNTI D ED E? (LA SPESA SALE DI QUATTRO
UNITA’ INVECE CHE DI UNA) DOBBIAMO CALCOLARE
L’AUMENTO DI UNA VARIABILE PER UN INCREMENTO
UNITARIO DELL’ALTRA. PER FARE CIO’ DIVIDIAMO LA
VARIAZIONE DELLA VARIABILE Y PER LA VARIAZIONE DELLA
VARIABILE X.

PENDENZA DI UNA RETTA= VARIAZIONE DELLA VARIABILE


SULL’ ASSE VERTICALE/ VARIAZIONE DELLA VARIABILE
SULL’ASSE ORIZ.

∆= VARIAZIONE DI UNA VARIABILE

PENDENZA DELLA RETTA= ∆Y/∆X

APPLICHIAMO LA FORMULA: 12/4=3, E’ LO STESSO VALORE DELLA PENDENZA TROVATA PRECEDENTEMENTE, NON CI SORPRENDE
PERCHE’ PARLIAMO DI UNA LINEA RETTA, CHE PER DEFINIZIONE MANTIENE SEMPRE LA STESSA PENDENZA A PRESCINDERE DALLA
COPPIA DI PUNTI CHE CONSIDERIAMO.

X PASSA DA 7 A 11 UNITA’, INCREMENTO 4 QUINDI’ ∆X=4; Y PASSA DA 61 A 73 UNITA’, INCREMENTO 12 QUINDI’ ∆Y=12

-GRAFICI NON LINEARI: NON PARLIAMO PIU’ DI LINEE RETTE. LA FIGURA CI MOSTRA UN'ALTRA POSSIBILE RELAZIONE CHE
POTREBBE ESSERCI TRA SPESA E FATTURATO, SE AVESSIMO DEI DATI DIVERSI RISPETTO A QUELLI VISTI PRIMA. LA LINEA RISULTA
CURVA, AUMENTANDO SPESA TALE CURVA DIVENTA SEMPRE PIU’ PIATTA. ANCHE IN QUESTO CASO PIU’ SI SPENDE IN PUBBLICITA’
PIU’ IL FATTURATO AUMENTA. MA QUI L’INCREMENTO DEL FATTURATO SEMBRA DIMINUIRE SEMPRE DI PIU’. COSA VUOL DIRE?
CHE LA PENDENZA SPESSA VARIA MENTRE CI MUOVIAMO LUNGO LA CURVA, DIVENTANDO SEMPRE MINORE.

COME POSSIAMO MISURARE PENDENZA DI UNA CURVA? NON POSSIAMO MISURARE LA PENDENZA DI UNA CURVA, DATO CHE LA
PENDENZA VARIA LUNGO DI ESSA MA POSSIAMO DETERMINARLA IN UN SUO PUNTO SPECIFICO. TRACCIAMO UNA LINEA RETTA
TANGENTE NEL PUNTO DATO (OSSIA UNA LINEA RETTA CHE TOCCA LA CURVA SOLAMENTE IN QUEL PUNTO E CHE HA LA STESSA
PENDENZA DELLA CURVA IN QUEL PUNTO, AD ESEMPIO NELLA FIGURA E’ STATA TRACCIATA LA RETTA TANGENTE NEL PUNTO B).
PER MISURARE LA PENDENZA DI QUESTA TANGENTE POSSIAMO CONFRONTARE DUE SUOI PUNTI QUALSIASI COME H E B E
SEGUIRE IL PROCEDIMENTO VALIDO PER QUALSIASI LINEA RETTA. DA H A B, DA 0 A 3, ∆X=3, DA 43 A 49, ∆Y=6, QUINDI’ LA
PENDENZA DELLA TANGENTE CHE E’ IDENTICA A QUELLA DELLA CURVA NEL PUNTO B E’ 6/3=2. CIO’ SIGNIFICA CHE NEL PUNTO B LA
VELOCITA’ DI VARIAZIONE E’ PARI A DUE UNITA’ DI FATTURATO PER OGNI UNITA’ DI SPESA IN PUBBLICITA’, QUESTO RAPPORTO SI
PUO’ ESPRIMERE ANCHE IN UNITA’ DI MONETA, VELOCITA’ DI VARIAZIONE E’ PARI A 2000 DI FATTURATO OGNI 1000 SPESI IN
PUBBLICITA’.

- NELLA FIGURA A2 LA CURVA E’ SEMPRE INCLINATA VERSO L’ALTO CONFOMEMENTE ALLA RELAZIONE POSITIVA TRA LE
VARIABILI, SE FOSSE INCLINATA VERSO IL BASSO PER INDICARE RELAZIONE NEGATIVA TRA LE VARIABILI, OPPURE PUO’
ESSERE INCLINATA PRIMA IN UNA DIREZIONE E POI IN UN'ALTRA.

EQUAZIONI LINEARI

RIPRENDIAMO RELAZIONE CHE LEGA PUBBLICITA’ E VENDITE. SE


CI CHIEDESSIMO AMMONTARE DEL FATTURATO CHE POSSIAMO
ASPETTARCI SPENDENDO 5000 € IN PUBBLICITA’? O 8000€? SE
LA RELAZIONE STUDIATA E’ UNA LINEA RETTA, ABBIAMO UN
EQUAZIONE LINEARE, CHE CI PERMETTE DI RISPONDERE ALLA
DOMANDA. TUTTE LE LINEE RETTE HANNO LA STESSA FORMA
GENERALE. Y INDICA VARIABILE VERTICALE E X VARIABILE
ORIZZONTALE. OGNI LINEA RETTA HA UN EQUAZIONE DELLA
FORMA

Y= a+bX ( a e b indicano dei numeri)


a è l’intercetta verticale, indica il punto in cui la retta interseca l’asse verticale (l’intercetta), il che avviene quando X assume il valore
zero. Il suo valore non ha effetti sulla pendenza ma ne determina la posizione.

b è la pendenza del grafico, indica la misura della variazione di Y ogni volta che X varia di un unità.

se b è positivo un incremento unitario di x provoca un incremento di y pari a b unità, grafico inclinato verso l’alto (retta blu grafico
a).

se b è negativo un incremento unitario di x provoca una diminuzione di y pari a b unità, grafico discendente (retta nera grafico a).

se b è pari a zero un incremento unitario di x non provoca nessuna variazione di y, grafico della retta orizzontale (retta tratteggiata
grafico a).

COME SI SPOSTANO LE CURVE

ALCUNE VARIABILI POSSONO DIPENDERE DA PIU’ DI UNA VARIABILE, QUANDO Y è INFLUENZATA DA X E DA UN'ALTRA VARIABILE,
LE VARIAZIONI DELLA TERZA VARIABILE PROVOCHERANNO UNO SPOSTAMENTO DEL GRAFICO RAPPRESENTANTE LA RELAZIONE
TRA X E Y. CIO’ E’ CAUSATO DAL FATTO CHE QUANDO TRACCIAMO IL GRAFICO DI X E Y, MANTENIAMO COSTANTE OGNI ALTRA
VARIABILE CHE POTREBBE INFLUENZARE Y. COSA ACCADE QUANDO UNA DI QUESTE VARIABILI CAMBIA?

ESEMPIO PRIMA LE VENDITE,DI GELATI, DIPENDEVANO SOLO DALLA PUBBLICITA’, SUPPONIAMO CHE ADESSO DIPENDANO ANCHE
DALLE CONDIZIONI CLIMATICHE. SUPPONIAMO CHE LA TABELLA RIPORTI I DATI DI GIUGNO, DI DIVERSI ANNI, IN TEXAS CON UNA
TEMPERATURA DI 37 GRADI, SUPPONIAMO CHE LA TEMPERATURA SALGA, COSA ACCADREBBE? RITRACCIANDO IL GRAFICO DELLA
FIGURA A1 CON IL NOME GIUGNO.

PER CAPIRE LO SPOSTAMENTO DEL GRAFICO ESEGUIAMO


UN ESPERIMENTO, PUNTIAMO LA MATITA SU UN PUNTO
QUALSIASI DI GIUGNO, DICIAMO IL PUNTO C, CI PONIAMO
LA DOMANDA, SE MANTENGO LA SPESA PER LA
PUBBLICITA’ INVARIATA A 6000, MI ASPETTO DI VENDERE
UNA QUANTITA’ MAGGIORE O MINORE DI GELATO
QUANDO LA TEMPERATURA SALIRA’?

-
SE CI ASPETTIAMO DI VENDERNE DI PIU’, IL
FATTURATO CORRISPONDENTE A 6000 DI
PUBBLICITA SI TROVERA’ SOPRA IL PUNTO C, CHE
INDICA UN FATTURATO DI 64 MILA, QUINDI NE
DEDUCIAMO CHE ALL’AUMENTARE DELLA
TEMPERATURA IL GRAFICO SI SPOSTERA’ VERSO
L’ALTO.
- SE CI ASPETTIAMO DI VENDERNE DI MENO, IL
FATTURATO CORRISPONDENTE A 6000 DI PUBBLICITA’, SARA’ INFERIORE, E SI TROVERA’ SOTTO IL PUNTO C, IL GRAFICO
SI SPOSTERA’ VERSO IL BASSO.

TUTTO CIO’ VALE SIA PER LE RETTE CHE PER LE CURVE.

FORMALIZZANDO

-GRAFICO A, INCREMENTO DI UNA TERZA VARIABILE,Z,


AUMENTA IL VALORE DI Y PER OGNI DATO VALORE DI X, IL
GRAFICO RAPPRESENTANTE LA RELAZIONE TRA X E Y, SI
SPOSTA VERSO L’ALTO AL CRESCERE DI Z.

“UN AUMENTO DI Z PROVOCA UN AUMENTO DI Y PER


QUALSIASI VALORE DI X”.

-GRAFICO B, INCREMENTO DI UNA TERZA VARIABILE,Z, RIDUCE


IL VALORE DI Y PER OGNI DATO VALORE DI X, IL GRAFICO
RAPPRESENTANTE LA RELAZIONE TRA X E Y, SI SPOSTA VERSO
IL BASSO AL CRESCERE DI Z .
SPOSTAMENTI DI UNA CURVA E I MOVIMENTI LUNGO DI ESSA

SUPPONIAMO CHE Y SIA LA VARIABILE DIPENDENTE, MISURATA SU UNO DEGLI ASSI DEL GRAFICO. SE LA VARIA LA VARIABILE
INDIPENDENTE MISURATA SULL’ALTRO ASSE, SI VERIFICA UN MOVIMENTO LUNGO LA CURVA. SE INVECE VARIA UNA QUALSIASI
ALTRA VARIABILE INDIPENDENTE, SI SPOSTA L’INTERA CURVA (TEMPERATURA NEL NOSTRO ESEMPIO).

TALE REGOLA VALE SIA PER LE RETTE CHE PER LE CURVE.

Potrebbero piacerti anche