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Università degli Studi di Napoli “Federico II”- S‌ cuola Politecnica e delle Scienze di Base

Dipartimento di Architettura - Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura


a.a.2021 - 2022 - prof. arch. Manuela Antoniciello

TEORIA E TECNICA DELLA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA 1

Faenza Chiara
N13002238
2 UNA DEFINIZIONE DI ARCHITETTURA

L’architettura assume un ruolo fondamentale nella esistenza


dell’uomo, quello di una «finalità artistica» che soddisfi le esigenza
pratiche in una forma artistica» questo è ciò che dice Bruno Taut,
il quale ritiene che l’architettura abbia una vera e propria maggior
misura della sua essenza nel momento in cui i desideri umani,
l’esigenza di una qualità di vita maggiore, vengono soddisfatti da essa.
Con ciò probabilmente vuol far intendere che non tutto ciò che viene
edificato è architettura, nel momento in cui non soddisfa i desideri
umani. L’architettura, con le sue opere, in effetti, è per l’uomo e per
la donna, e dunque ess* devono sentirsi a proprio agio all’interno di
un determinato edificio, e allo stesso tempo devono poter svolgere
quelle azioni per cui è stato creato e edificato. Nel momento in cui
l’architettura non risponde a ciò non può essere ritenuta tale. Ritiene
infatti che non sia sufficiente far corrispondere forma e contenuto
in architettura, ma che debba esserci anche un gioco di forme che
corrisponda all’allargamento degli orizzonti umani. Nel senso che
non è utile che la forma dell’architettura corrisponda e sia coerente
con il suo contenuto, o viceversa, ma che all’interno di essa vi possa
esserci un “allargamento degli orizzonti umani”, e che dunque l’uomo
e la donna possano muoversi all’interno, provare anche un certo
tipo di emozioni, sensibilità e adeguatezza. Con il suo pensiero Taut
rompe quindi con il passato che non teneva conto dei presupposti
sociali. Chi crea, edifica, rende reale il progetto architettonico, e
dunque l’architetto, non deve avere più un ruolo tradizionale ma deve
difendere in un certo senso l’armonia dell’uomo e della donna ai
quali sono destinati gli edifici. Coincide in qualche modo con il mio
pensiero di fare architettura e alla mia idea di architettura in generale,
la quale deve rispondere alle esigenze umane come primo, il resto è
secondario.
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Collage di varie architetture.


4 I LUOGHI: PALAZZO GRAVINA

Il Palazzo Gravina, sede attuale della facoltà di architettura


dell’università Federico II, venne progettato dal noto architetto
Gabriele d’Agnolo, e si trova in via Monteoliveto a Napoli. La sua
pianta si articola attraverso una ripetizione di forme quadrate/
rettangolari, al centro presenta un vuoto dove è presente il cortile,
circondato da dei porticati sormontati da delle volte a crociera. Il
lato opposto alla facciata presenta due porticati anziché uno. Le
sue forme sono una fusione di modelli rinascimentali tosco-romani.
Di rinascimentale, però, è rimasta solo la facciata caratterizzata
da bugne a cuscino e lesene composite in piperno, e cornici delle
finestre in marmo. Sopra ogni finestra è stato poi aggiunto un busto
degli orsini. Entrando poi all’interno dell’edificio si può osservare la
controfacciata, in piperno e marmo, mentre quelli laterali sono solo
un’imitazione.
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Facciata del Palazzo Gravina-Chiara Faenza


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in alto: Immagine satellitare


in basso: Cartografia storica del duca di Noja (1870)
spazi seviti

spazi serventi

geometrie

collegamneti verticali 7

area aperta

in alto: Pianta con indicazione delle geometrie e delle sintassi compositive_ 1:1000
in basso: Pianta con indicazione degli spazi serventi e gli spazi serviti_ 1:1000
8 I LUOGHI: LA CASA DEL SALVATORE
Corte delle Statue, nasce all’indomani dell’Unità d’Italia, fu iniziato
nel 1605 e completato nel 1653 su progetto dell’architetto gesuita
Giuseppe Valeriano. Si presenta a pianta quadrata, circondato da un
porticato formato da pilastri di piperno in stile toscano, sui quali le
lesene dello stesso ordine si ripetono sulle pareti interne delle volte,
che sono a crociera. Noto anche come Chiostro del Salvatore, si
trova accanto alla chiesa del Gesù vecchio, a via Giovanni Paladino.
Nell’ordine superiore del chiostro porticato, in apposite
nicchie aperte sulla parete perimetrale dell’attuale Biblioteca
Universitaria, sono collocati 22 busti in marmo che richiamano
le statue sottostanti. Vi è poi secondo piano e infine un piano
ammezzato. La facciata, che non è perfettamente visibile dall’esterno
poiché è inserito in una strada abbastanza stretta, è caratterizzata da
un grande arco a tutto sesto sul quale è posta un incisione. Esso
ospita la Società nazionale di Scienze, Lettere e arti in Napoli, la
biblioteca universitaria di Napoli, il Dipartimento di diritto romano e
di storia della scienza romanistica nonché diverse aule dell’Università
Federico II.
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Prospetto interno del Chiostro del Salvatore-Chiara Faenza


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in alto: Immagine satellitare


in basso: Cartografia storica del duca di Noja (1870)
spazi seviti

spazi serventi

geometrie

collegamneti verticali 11

area aperta

in alto: Pianta con indicazione delle geometrie e delle sintassi compositive_ 1:1000
in basso: Pianta con indicazione degli spazi serventi e gli spazi serviti_ 1:1000
12 I LUOGHI: SAN MARCELLINO
Il complesso di San Marcellino, nato a metà Cinquecento, è ubicato
nella zona Largo S. Marcellino è fa da cornice ad uno splendido
cortile. La facciata è ti tipo rinascimentale come la chiesa che si trova
all’interno, la quale ha un pronao costituito da 4 colonne con capitelli
realizzati da Vanvitelli. Essa presenta una cupola maiolicata ornata
da motivi a rombi, giallo-neri. Il chiostro centrale del complesso, di
forma quadrata, è un piccolo giardino con una vasca barocca, frutteti,
statue e tanto verde. Esso si divide su due quote, nella prima vi sono
arcate in piperno e aperto su un lato, il secondo presenta l’oratorio
della scala santa, la cui scala è opera di Vanvitelli. Oggi esso è diventato
della facoltà di Geologia, e sede dell’istituto di Paleontologia. Nel
largo si trova anche la chiesa di S. Severino e Sossio, la cui facciata è
opera di Giovanni del Gaizo, e l’interno è caratterizzato da un’unica
navata a croce latina. Infine a testimoniare la presenza della famiglia
Medici nella città di Napoli, vi è il monumento sepolcrale che ne
simboleggia la fine della dinastia.
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Interno del chiostro di San Marcellino-ChiaraFaenza


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in alto: Immagine satellitare


in basso: Cartografia storica del duca di Noja (1870)
spazi seviti

spazi serventi

geometrie

collegamneti verticali 15

area aperta

in alto: Pianta con indicazione delle geometrie e delle sintassi compositive_ 1:1000
in basso: Pianta con indicazione degli spazi serventi e gli spazi serviti_ 1:1000
16 IL TEMA: PATIO/PADIGLIONE
Il tema in architettura rappresenta la funzione dell’edificio bensì un
esperienza che può andare fuori dall’architettura. Esso deve avere
delle basi solide, e attraverso esso il progetto non deve cadere nella
banalità. La scelta del tema in poche parole sarebbe scegliere un
riferimento, un punto solido s cui affidarsi durante la fase progettuale
dell’edificio. Il patio ed il padiglione sono due principi opposti: il
patio tende al rapporto verso l’esterno e al contrario il patio cerca un
rapporto con l’interno. Il primo è associato ad uno spazio convesso
che si apre verso il paesaggio, un tetto aperto sui lati. Il secondo è
un vuoto su cui si affacciano delle stanze, è uno spazio centrale che
crea un nucleo attorno al quale si creano gli spazi; i quali cercano un
rapporto verso l’interno.
Casa Don Juan è una casa in legno progettata dall’architetto Emilio
Lopez; prende il nome della zona in cui sorge. La casa si distingue per
la sua forma particolare: composta da due prismi che si incontrano
l’uno nell’altro, più stretti verso il centro e più larghi verso l’estremità
dell’edificio. Sembrano formare quasi un papillon. Essa è orientata
da est a ovest e si apre su entrambi i lati con delle grandi vetrate
che affacciano nella parte interiore verso l’oceano, e nella parte
posteriore verso la foresta circostante. I piani sono 2: piano terra
e primo piano estremamente semplici e che si collegano attraverso
soffitti a doppia altezza. L’intera struttura è realizzata in legno tipico
della zona Amarillo e Asta. Il tetto è costruito da un pannello piatto
in fibra cemento e le facciate sono rivestite con delle tavole di bambù
e intonacate per dare senso di calore alla casa.
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Casa Don Juan- Fotografia di: Jag Studio


A A'

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A A'

in alto: Pianta primo piano_ 1:100


in basso: Pianta piano terra_ 1:100
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A A'

A in alto: Prospetto _ 1:100 A'


in basso: Szione A-A _ 1:100
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Foto del plastico


21

Foto del plastico


22 IL TIPO

Il tipo in architettura descrive una struttura formale che si manifesta


in esempi diversi. Il tipo riunisce una famiglia di oggetti che
posseggono le stesse condizioni essenziali, senza però identificarsi
con nessuno. Esso è il principio ordinatore secondo i l quale una
serie di elementi acquisisce una determinata forma. Esso ovviamente
non va copiato o imitato ma serve solo come regola di modello, come
scrive Quatremère de Quincy. Dunque il tipo è uno strumento per la
conoscenza di opere ma anche per la loro produzione e progettazione.
Per quanto riguarda la casa Don Juan è un tipo di casa unifamiliare.
Al piano terreno presenta come spazi serviti il soggiorno che affaccia
sul mare, insieme ad una cucina a pianta aperta, e sull’altro fronte un
bagno con le scale che collegano il pian terreno al primo piano. In
quest’ultimo vi sono due camere da letto che affacciano sullo spazio
abitativo sottostante; e un bagno nella stessa posizione del piano
inferiore. Attraverso la pianta si possono notare le geometrie dei due
trapezi che si incontrano nel loro base più corta; inoltre essi possono
essere racchiusi all’interno di un rettangolo. La distanza tra i pilastri
si presenta sempre uguale orizzontalmente, creando un modulo “a”
che si ripete lungo tutto il lato lungo del rettangolo che racchiude
i trapezi. Per quando riguarda la distanza dei pilastri verticalmente
essi sono distanziati in modo diverso poiché seguono il complesso
perimetro dell’edificio .
spazi seviti

spazi serventi

geometrie

sintasssi compositive 23

in alto: Pianta con indicazione delle geometrie e delle sintassi compositive_ 1:100
in basso: Pianta con indicazione degli spazi serventi e gli spazi serviti_ 1:100
24 COSTRUZIONE
FONT: GARAMOND
ALTEZZA TESTO: 12 PT
COLORE TESTO: NERO
Inserire descrizione di cos’è LA COSTRUZIONE in architettura,
indicare il tipo di costruzione del riferimento e l’abaco dei materiali
presenti.
La costruzione in architettura è il proceso attraveros il quale
gli archietti dievntano piu dei tecnici. Attraverso la costruzione
architettonica il progetto diventa spazio reale attraverso le frome e
il principi.Per costruzione si potrebbe anche inteneder l’edificio che
vien fuori attraverso tale processo; dunque una costruzione potrebbe
essere un edificio o un astruttura. In particolar modo però la
costruzione è l’azione, l’atto, che viene svolto alla fine di un processo
progettuale, che rende l’idea di progetto, il progetto che inizialmete
era solo astratto, materia pura e concreta. E’ ciò che rende reale l’idea
dell’architeitta o dell’architetto.
Per la costruzione di Casa don Juan sono stati utilizzati vari tipi d
materiali in particolar modo il legno e il rivestimento in bambù per
rendere l’ambiente caldo e armonioso all’interno. La casa può essere
sintettizzata attraverso l’uso di vetro e legno. Sono stati utilizzati
pero per le pareti dei pannelli di cemento a fibra piatta che sono
visibili solo all’esterno poiche all’interno della casa come gia detto
prima sono intonacati e rivestiti di bambù. Il legno utilizzato per
la paviemtazione dei due piani è quello tipoco della zona dunque
amarillo. Questa scelta è sempre dovuta alla volontà crare nello
spazio interno una sensazione di materiali caldi. Ultimo materiale è il
vetro che è il mezzo attraverso il quale la casa riesce ad essere esposta
al sole ed immerso in un aluce naturale.
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Abaco dei materiali


- legno amarillo (pavimentazione)

- rivestimento in bambù (interno delle pareti)

- vetro (vetrate ad est e ovest)

-pannelli di cemneto a fibra piatta (esterno dell’edificio)

in alto: Pianta con indicazione dello schema strutturale_ 1:100


in basso: Abaco dei materiali
26 ANALOGIA

L’analogia in architettura consiste nella relazione tra due o più elementi


di un determinato edificio che ne fa dedurre un’affinitàtrà tra di loro
L’analogia può essere utilizzata come “citazione” di altre architetture,
dunque c’è un rimando a varie opere di altre architetti. Si inseriscono
quinid elementi analoghi in modo: sintagmatico (rapporto tra
elementi che si susseguono, quindi ciò che viene realizzato rimanda
a ciò che è presente in quel luogo) oppure associativo (rapporto tra
elemneti non vicini tra di loro, e quindi che che rimanda a qualcona
che non è presente in quel luogo)
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Casa Don Juan - Palazzo Gravina


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Casa Don Juan - Casa del Salvatore


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Casa Don Juan - San Marcellino


30 BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
A. Campo Baeza, Principia Architectonica, Christian Marinotti Edizioni

A. Rossi, La città analoga: tavola, in LOTUS, n. 13, Electa, Milano 1976

A. Monestiroli, La metopa e il triglifo, Editori Laterza, Bari 2002

A. Romano Burelli, Costruzione, L. Semerani (a cura di), Dizionario


critico illustrato delle voci più utili all’architetto moderno, Faenza 1993

C. Martì Aris, Il tipo, L. Semerani (a cura di), Dizionario critico illustrato


delle voci più utili all’architetto moderno, Faenza 1993

C. Marti Aris, La centina e l’arco, Christian Marinotti Edizioni, Milano 2007

C. Martí Arís, Le variazione dell’identità. Il tipo in architettura, Città studi


Edizione, Torino 1990

É.-L. Boullée, Architettura. Saggio sull’arte, Alberto Ferlenga (a cura di),


Einaudi, Torino 2009

F. Purini, Comporre l’architettura, Editori Laterza, Bari 2000


LEZIONI
23 Definizioni di Architettura
Tema
Luogo
Tipo
Patio/Padiglione
Costruzione
Analogia

CONTRIBUTI AL CORSO
03-12-2021
Lezione “Architettura e Paesaggio”
di Michele Arnaboldi
Introduzione a cura di Manuela Antoniciello
Interventi di Renato Capozzi, Felice De Silva, Federica Visconti

10-12-2021
Lezione “Alberto Campo Baeza. Luce, Idea, Gravità, Memoria”
di Alessandro Mauro
Introduzione a cura di Manuela Antoniciello
Interventi di Renato Capozzi, Federica Visconti, Claudia Sansò

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STUDENTI PARTECIPANTI
Esposito Anna Emanuela
Faenza Chiara
Fappiano Arianna
Ferriero Claudia
Fontanella Giulia
Giordano Martina
Giugliano Lucia
Guerrasio Chiara
Ievoli Elisabetta
Impagliazzo Maria Laura
Imperatore Alessandra
Iodice Swami
La Rocca Caterina
Lamberti Lucia Rita
Landolfi Davide
Langella Rosa Alessia
Mansi Maria
Melchiade Asia
Miale Martina
Michelino Fatima
Milzi Alisia
Montanaro Andrea
Montella Sara Virginia
Morgillo Martina
Musella Marika
Nanni Federica
Napoli Francesca
Natella Vincenzo
Niglio Marta
Noto Lorenzo
Orefice Raffaela
Otranto Rita

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