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800 Borbonico

Intanto io farei un ragionamento generale sulla posizione della città di Palermo nella rete urbana dell’isola,
allora abbiamo detto che la Sicilia era terra di città, in cui c’è stato sempre una multipolarità del potere
nell’isola ..Fino agli anni settanta del seicento non possiamo parlare di Palermo come centro del potere
nell’isola, essa agisce in certe fasi storiche in una situazione di dualismo rispetto ad altre città in una
situazione di multipolarità.. un esempio la polarità tra la Palermo araba e la Siracusa bizantina e poi una
dualità di lungo periodo che dura per gran parte del medioevo e per gran parte dell’età moderna e che è
un vero e proprio dualismo con Messina , infatti Palermo era la Città della burocrazia della macchina
statuale e del commercio internazionale del grano che veniva gestito dallo stato, quindi a Palermo opera la
macchina statale, aveva anche questa funzione. Messina a differenza di Palermo invece era la città della
seta, del grande commercio internazionale, la città Del Regno di Sicilia che aveva i contatti col resto del
mondo,dove arrivavano gli stranieri , era la città dove arrivano gli echi delle correnti filosofiche , gli echi
della Riforma protestante...L elite palermitana era un elite prevalentemente nobiliare ; l’elite messinese
invece no, perché nell’elite messinese c’è grande spazio anche per chi Nobile non è e soprattutto per i
grandi mercanti. Quindi c è questa dualità con Messina che ha anche effetti dal punto di vista giuridico,
perché fino al 1674 il Regno di Sicilia non ha una capitale, Palermo non è la capitale del Regno di
Sicilia,perché il ruolo di capitale viene conteso tra Palermo e Messina. Anzi Messina addirittura ottiene un
privilegio di cui però beneficia pochissime volte, cioè in teoria ogni anno il re e tutta la testa della macchina
statuale doveva risiedere sei mesi a Palermo e sei a Messina.

Negli anni della presenza spagnola in Sicilia (Dominazione Aragonese), quando la città di Messina si pone in
aperto conflitto contro il governo spagnolo, unendosi ai francesi, Messina fu sconfitta in seguito alla ritirata
delle truppe francesi e fu privata del privilegio.Fino alla fine del settecentoquando il pretore, Il marchese
Regalnici pensa al un estensione dell’urbanizzazione della città verso nord, Palermo è sostanzialmente
racchiusa dalle sue Mura. La Città di Palermo consiste nei quattro mandamenti: quello in cui si esercitava
l’esercizio della giustizia che si identificava col palazzo steri; Castellammare che ospitava la grande fortezza
Castellammare, che controllava la zona del Porto; Palazzo Reale che ospita il mandamento che ospitava la
funzione del potere del vicerè; Monte di pietà che è il mandamentodella cattedrale, del mercato del capo
ecc, . Quella era dunque la città di Palermo alla fine del seicento. La città nonaveva, cosa un po’ particolare,
dei nuclei staccati abbastanza vicini,se non uno ovvero Il borgo di Santa Lucia, attuale borgo vecchio che
era abitato da pescatori. Fuori le mura vi erano Le borgate, che diventano un centro economico importante
soprattutto per l’esportazione degli agrumi. A partel’esportazione degli agrumi, Palermo non
haun’agricoltura povera, perché l’agricoltura della conca d’Oro,che era ricca l’acqua non è mai povera
sicuramente ma ciò nonostantenon eraperò legata al mercato internazionale.Le borgate in genere
nascono da un nucleo generatore, che di solito ècostituito dall’abitazione di un nobile o una chiesa, cioè da
un elemento architettonico che attira persone a servizio di un determinato luogo. Nel 1779 il marchese di
Regalnici pensa alla cosiddetta addizione, cioè all'estensione della città fuori dalle mura, per cui comincia in
maniera lentissima l’espansione verso nord. La zona nord era una zona riservata alle residenze estive
dell'alta aristocrazia, la città muraria di Palermo finisce nella zona dove oggi sorge il Massimo, con
l’addizione di Regalnici comincia quindi l’estensione della città durata un secolo e mezzo, quindi molto
lentamente. I motivi per cui la città si espande in maniera così lenta è da in rintracciare nell’ incapacità
finanziaria della città di finanziare l’estensione e la crisi finanziaria dei nobili, che erano la classe
dominante. La crisi dell’aristocrazia era dovuta sia a fattori economici in senso generale, infatti gran parte
delle famiglie aristocratiche vivevano grazie alla rendita legata al commercio internazionale del grano,
quando però nella prima metà del seicento il grano, che veniva dalla penisola balcanica e quello che deriva
dal Marocco, che costavano molto meno si impongono nel mercato,ciò costituì la fine al mercato
internazionale, relegando la Sicilia ai margini del commercio internazionale.Tuttavia il motivo di crisi più
grosso era legatoall'identità stessa della nobiltà, la nobiltà Europea aveva dei valori a cui non poteva
rinunciare, delle caratteristiche a cui non poteva rinunciare, come la nobiltà di sangue, l’antichitàdel casato
e il vivere da nobili ovvero nel lusso nel More nobilium,.Anche i nobili più ricchi, si indebitano fino al collo
per non rinunciare a questo stile di vita, ciò costituì il fattore che più di altri determinò la crisi della nobiltà
siciliana. Nel 1812 viene abolita la feudalità, viene abolito il feudo su richiesta degli stessi feudatari, i quali
non riuscivano più a gestire le spese del feudo, quindi preferiscono perdere il potere e ricevere il feudo
come proprietà, infatti pur essendo titolari del feudo, gli aristocratici non erano proprietari effettivi ma
rappresentanti del re, unico veroproprietario deifeudi. Questo è un freno notevole all’espansione., in
quanto Chi poteva costruire non aveva le possibilità.

Negli anni in cui si pensa l'addizione regalmici, nasce anche l’università di Palermo, a quel tempo la città
universitariaEra Catania. La nascita dell'università a Palermo nel 1807. Palermo non è Fuori dai circuiti
culturali d'Europa assolutamente, a Palermo si discute di uno dei grandi dibattiti che interessava il mondo
degli intellettuali europei, ovvero se ritenere meglio il libero mercato o se sia meglio scoraggiare le
importazioni, per difendere i prodotti nazionali, a Palermo arriva la cultura romantica, sorgonoluoghi di
socializzazione culturale come i circoli e le accademie,in cui si incontravano gli intellettuali dell'epoca,quindi
Palermo è un luogo in cui ,sebbene l'università fosse appena nata, è una città inserita pienamente nei
percorsi e nei circuiti culturali europei.

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