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# ARNOLD

SCHOENBERG
QUARTETTO N. 4 – OP 37 – PRIMO MOVIMENTO

OSSERVAZIONI ANALITICHE

La serie
Note RE DO# LA SIb FA MIb MI DO LAb SOL FA# SI

Numeri 2 1 9 10 5 3 4 0 8 7 6 11
(0 fisso)
Numeri 0 11 7 8 3 1 2 10 6 5 4 9
(0 mobile)

La matrice
A – matrice realizzata con le note, indice di trasposizione basato sullo zero mobile (0=re)

1
Inversion of the Original row
= Retrograde of the Original row
= Retrograde of the Inverted row
Given that there are 12 transpositions of all of these forms, there are 48 ser

ms in total. A “12 by 12 matrix” displays all these 48 forms at once.
B – matrice realizzata con i numeri, 0 fisso (0=do)

ote that the
subscript number indicates the pitch class that the Original (Prime) o

verted form start on, but the Retrograde and Retrograde Inversion forms end on.
The easiest way to build such a matrix is to start with the Original row and

ite in left-to-right in the top row. It doesn’t matter if it starts on 0, but you can

nspose it if you prefer. Then write the I row starting on the same pitch class. Thi
done by starting on the same pitch class from the top left corner and inverting al

e intervals as you write down the left most column. (Remember, inversion means
posite polarity
of interval). Now you have the starting pitch, reading left to right,
e remaining 11 forms of the Original row. Just transpose the Original row to each

these starting
pitches.
To test
your working, use the online matrix calculator linked from my web si

Discovering
the Prime Form series in a composition is an important analysis
sk, and can often be achieved by looking at the initial themes of the piece or
ovement. Converting this into the 12 tone matrix often assists further analysis
cause it gives the variants to such a theme that are contained in the music.
2

C – matrice realizzata con i numeri, 0 mobile (0=re)

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Il quartetto condivide con la musica tonale aspetti e modi della scrittura, in quanto
cambiamenti a livello di texture (cambi di registro, di livelli di attività, …) supportano
generalmente l’articolazione formale.

Progetto formale del primo movimento: forma-sonata
ESPOSIZIONE, bb. 1-94
Primo gruppo tematico, da b. 1
Secondo gruppo tematico, da b. 66
SVILUPPO, bb. 95-164
RIPRESA, bb. 165-238
Primo gruppo tematico, da b. 165
Secondo gruppo tematico , da b. 188
CODA, bb. 239-284

Tema principale, bb. 1-16 (‘piccola forma ternaria’)
A = bb. 1-6 (melodia al Violino I, enunciazione lineare di P-0)
B = bb. 7-9 (melodia al Violino II, enunciazione lineare di I-5)
A’= bb. 10-16 (melodia al Violino I, enunciazione lineare di R-0; P-O alle bb. 15-16 ‘unifica’
l’ensemble in 3 accordi, sottolineando la fine della sezione).
Le sezioni A e A’ sono simili sul piano ritmico e della scrittura. La sezione B presenta una
propria caratterizzazione (con enfasi su un differente gruppo di altezze: I-5) anche a livello di
scrittura ed impiego degli aggregati.
-come supportano ritmo, profilo melodico e registro questo effetto ternario?

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Aspetti della tecnica seriale matura di Schoenberg1

Di norma, si considera ‘prime form’ l’intero primo complesso delle forme della serie, vale a
dire P-0, R-0, I-0 e RI-0 [con 0 mobile].

Combinabilità esacordale per inversione e trasposizione
Si ha quando uno dei due esacordi disgiunti che costituiscono la serie può essere associato
con l’esacordo corrispondente di una o più inversioni trasposte di quella forma del set.

P-0 op. 37:
RE DO# LA SIb FA MIb / MI DO LAb SOL FA# SI
La forma del set relazionata per inversione e trasposizione i cui esacordi non hanno altezze
che si intersecano con quelle di P-0 è I-5:
SOL LAb DO SI MI FA# / FA LA DO# RE MIb SIb.
In questo modo ogni abbinamento del primi esacordi di P-0 e I-5, e corrispondentemente dei
secondi esacordi delle stesse forme della serie, presenta le 12 classi di altezze.

Nelle composizioni mature questo è il solo modo in cui 2 forme del set occorrono
simultaneamente.
Questa scelta comporta profonde implicazioni sul piano armonico. Schoenberg usa questa
proprietà per determinare a livello locale la scelta della serie. Spesso, sezioni dei brani sono
caratterizzate da circoscritti gruppi di serie che corrispondono alle 4 forme che costituiscono
il complesso della combinabilità esacordale per inversione e trasposizione.

AGGREGATO: aspetto cruciale dello stile maturo.
Antecendente dell’aggregato può essere considerata la tendenza la completamento
cromatico, caratterizzante molta musica post-tonale.
Aggregato dodecafonico: in senso generale l’insieme di 12 classi di altezze, insieme ordinato o
no che sia. Quindi anche una serie dodecafonica può essere considerata un aggregato, ma non
c’è interscambiabilità dei termini. Si usa il termine SERIE per indicare una successione
ordinata di classi di altezze, successione ordinata su cui è basata o costruita un’opera. Si usa il
termine AGGREGATO per insiemi di 12 note, che possono occorrere nel corso dell’opera, la
cui successione non corrisponde a quella ordinata della serie. Per weighted aggregate si
intende un aggregato in cui l’insieme di 12 altezze non è completato prima cha almeno
un’altezza non sia stata rappresentata almeno 2 volte.
Aggregato è dunque un concetto generale: si riferisce ad ogni collezione di 12 note senza
riguardo all’ordine in cui si presentano e può assumere specifiche presentazioni.
Nel quartetto in esame l’aggregato non è ricercato solo con la proprietà della combinabilità
esacordale per inversione e trasposizione; può riguardare relazioni immediate tra ed entro i
set, ma anche estendersi al livello middleground.
-come sono realizzati gli aggregati nei seguenti gruppi di battute del Tema principale [1-
6, 6-9, 8-15, 15-16]?

Presentazione lineare della serie
Nel primo movimento la presentazione lineare della serie lineare è riservata a importanti
punti strutturali, di cui sottolinea l’articolazione:

1 Lo stile maturo di Schoenberg si ha dall’op. 32 in poi.

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-bb. 1-23: enunciazioni lineari del complesso della combinabilità esacordale per inversione e
trasposizione. Non ci sono poi altre enunciazioni lineari per le successive 40 battute.
-b. 63, in coincidenza con un drammatico cambio di texture, timbro, ritmo di superficie e
tempo, vi è la presentazione lineare di I-0 al violino I: questa azione chiude la sezione
precedente e prepara una sezione in cui un nuovo tema è accompagnato da una variazione del
tema iniziale del quartetto (a b. 66 inizia il Secondo gruppo tematico);
-bb. 69-78: ci sono enunciazioni lineari delle forme del set che completano il complesso della
combinabilità esacordale per inversione e trasposizione (I-0, R-7, RI-O), cominciato a b. 66
con P-7.
In tutto il movimento l’inizio di una nuova sezione è marcata e confermata da una chiara
presentazione lineare della serie. Ad esempio:
-b. 95: inizio delle Sviluppo
-b. 165: inizio della Ripresa

Partizione
La ripartizione polifonica della serie, data la rarità della presentazione lineare, costiruisce la
norma.
Partizione isomorfa = due o più forme della serie sono ripartite in modo identico. Proprietà
sfruttata per creare invarianti.
La partizione crea relazioni secondarie entro la serie, è quindi oggetto di grande attenzione. Si
producono esplicite relazioni tra elementi della serie non adiacenti. Nello stile maturo di
Schoenberg la partizione diventa uno strumento di precisione, dove le relazioni secondarie
del set vengono esplorate sistematicamente, con effetti profondi su molte dimensioni dell’atto
compositivo, dall’armonia locale alla progettazione formale su ampia scala.
Spesso la partizione è in segmenti uguali, un po’ in tutta la fase dodecafonica di Schoenberg.
Alle bb. 45-47:

INVARIANTI
Alcuni segmenti della serie originale mantengono il loro contenuto di altezze, seppure non
necessariamente nello stesso ordine.
La ricerca di invarianti che si preservano in contesto di operazioni applicate a un gruppo di
forme della serie è di fondamentale importanza.
Ecco qualche esempio relativo al quartetto op. 37:
1) all’inizio (bb. 1-31, primi 2 movimenti) P-0 e I-5 con i loro retrogadi sono le sole forme
usate. Quando P-0 è usata insieme a I-5, si formano 5 differenti tetracordi dove
ciascuna delle 6 differenti diadi di P-0 è contrappuntata dalle diadi nell’ordine
equivalente di I-5;
2) dalla seconda metà di b. 31all’inizio di b. 42, le forme usate sono I-10 e P-5 con i loro
retrogradi. I-5 e P-5 condividono 3 tricordi invarianti:

I-5 SOL LAb DO SI MI FA# FA LA DO# RE MIb SIb
P-5 SOL FA# RE MIb SIb LAb LA FA DO# DO SI MI

3) un’interazione delle forme della serie in rapporto di combinabilità esacordale viene
utilizzata per l’inizio della Ripresa. Quest’ultima non deve essere intesa come un
letterale ritorno dell’inizio dell’Esposizione: registro, dinamica, tempo ed altri aspetti
denotano una ‘ricomposizione’ del ritorno tematico. Le forme della serie non sono P-0
e I-5: la melodia del violino I usa P-6 (bb. 165-168), quella del violoncello (bb. 166-

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169) realizza un canone di altezze con il violino I; le voci interne usano la forma
relazionata per combinabilità esacordale I-11. Quando la combinabilità esacordale per
inversione e trasposizione del complesso P-O/I-5 è trasposta di tritono, questi
tetracordi risultano invarianti, sebbene riordinati:
inizio Esposizione:
P-0 re do# la sib fa mib mi do lab sol fa# si

I-5 sol lab do si mi fa# fa la do# re mib sib
inizio Ripresa:
P-6 lab sol mib mi si la sib fa# re do# do fa
sib do
I-11 do# re fa# fa si mib sol sol# la mi

Struttura dei sottoinsiemi (subset)
Fra i possibili sottoinsiemi di P-0, 2 tricordi rivestono particolare importanza.
Il tricordo [0,1, 5]2
La serie posta a base dell’op. 37 è costruita in modo tale da presentare 4 occorrenze al suo
interno del tricordo [0,1,5]:

RE DO# LA SIb FA MIb MI DO LAb SOL FA# SI

Ciascuno di questi tricordi può essere trasposto o invertito e presentarsi come SOL-LAb-DO in
alcune forme della serie. I-5, ad esempio, è la forma della serie in cui esso si presenta in
corrispondenza dei primi 3 suoni.

Il tricordo [0,1,2]3
Di questo set la serie presenta 2 occorrenze fra classi di altezze successive:

RE DO# LA SIb FA MIb MI DO LAb SOL FA# SI

A livello compositivo queste potenzialità possono essere valorizzate, e quindi poste in
evidenza, oppure no. La tecnica della partizione della serie può poi evidenziare questi set fra
classi di altezze non adiacenti nell’ordine seriale.
La partizione della serie adottata nelle bb. 27-28, ad esempio, evidenzia nei due esacordi di P-
0 e I-5 sia il set 3-4 [0,1,5] che il set 3-1 [0,1,2] in modo molto interessante. Nel primo
esacordo di P-0 (violini I e II, b. 27) il set 3-1 è frutto della partizione della serie, mentre il set
3-4 corrisponde a suoni nell’ordine seriale; nel secondo esacordo è il set 3-4 ad essere frutto
della partizione, mentre il set 3-1 corrisponde a suoni nell’ordine seriale. A b. 28, sempre
violini I e II, evidenziano gli stessi tipi di set con la partizione di I-5.
La partizione usata da violino II e viola alle bb. 25-26 e da viola e violoncello alle bb. 27-28
crea ancora altre situazioni.
-annotare con precisione sulla partitura la partizione descritta

2 Si tratta del set 3-4 secondo la classificazione di Forte.
3 Si tratta del set 3-1 secondo la classificazione di Forte.