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Collezionar.

minchiate
Origini e datazione del gioco
dei Germini o Minchiate fiorentine
G I O R D A N O BERTI

Q
uello conosciuto co-
me Germini, o Min-
chiate fiorentine, è
dei giochi più affa-
uno
scinanti che siano mai stati
ideati. Le sue origini risalgono
all'età rinascimentale ed è
stato a lungo praticato nell'a-
rea geografica compresa fra
l'Emilia e il Lazio, alla corte di
Parigi, in qualche circolo vien-
nese e, con qualche variante,
in Liguria e in Sicilia. Poi, sul
finire dell'Ottocento, le Min-
chiate sono finite nel "riposti-
glio dei giochi vecchi", sop-
piantate da altri giochi rispon-
denti alle mode dell'epoca.
Negli ultimi anni l'interesse
nei confronti di queste carte si
è risvegliato, grazie ad impor-
tanti mostre e alla ristampa di
alcuni di mazzi. È così comin-
ciata la ricerca dei "pezzi origi- 21 Trionfi dei tarocchi (la fra quelli permessi compare ché le opinioni si scontrano e
nali" da parte dei collezionisti Papessa è stata eliminata), i anche il giuocho delle minchia- si confrontano con i più anti-
e degli studiosi che allo stesso Germini comprendono 12 te. Pare che in una lettera del chi frammenti di mazzi giunti
tempo hanno approfondito le segni zodiacali, 4 elementi, 3 1466 indirizzata a Lorenzo il sino ai nostri giorni. E preci-
indagini storiche. virtù teologali e la Prudenza, Magnifico dal poeta fiorenti- samente:
che completa la serie delle no Luigi Pulci si accennasse 1) i Fogli Rosenwald (fine sec.
UN MAZZO INCONSUETO virtù cardinali. alle Minchiate giocate a Fi- XV); tre fogli intonsi conser-
Le Minchiate fiorentine sono Si ignora il momento e il luo- renze, ma perso il manoscritto vati presso la National Gallery
una variante del gioco dei go esatto in cui venne prodot- originale non è possibile la of Art di Washington.
Trionfi, i tarocchi tradizionali. to il primo mazzo di carte con verifica di... esattezza della ci- 2) i Germini di Leinfelden
Il mazzo è composto da 97 tali caratteristiche. Si sa che in tazione. Il gioco delle Min- (metà sec. XVII); un foglio
carte: 56 a semi italiani (Cop- una "provvisione" del Comu- chiate, dunque, sarebbe stato conservato allo Spielkarten
pe, Denari, Spade, Bastoni) e ne di Firenze del 1477, insie- praticato già nel Quattro- Museum di Leinfelden (che
41 Trionfi, distinti con nume- me con il giuocho de triomphj cento, ma non tutti i pareri possiede anche la copia di
ri romani. In sostanza, oltre a ed altri passatempi popolari, degli storici concordano, poi- uno dei tre Fogli Rosenwald).
Carte da gioco

3) i Germini di Ronciglione chiare" -comune tra i giocato- Nel corso del XVI secolo le nella pagina precedente,
(fine sec. X V I ) ; due fogli, ri bolognesi di tarocchi- ven- M i n c h i a t e vengono spesso da sinistra:
oggi in possesso di collezioni- ga usato dal giocatore "di ma- chiamate Germini; i due no- La Luna
sti privati ma in origine con- no" per chiedere al suo com- mi compaiono come sinoni- dalle Minchiate mitologiche
tenuti in un volume dell'Ar- pagno di giocare il trionfo mi nel dizionario italiano/in- di François de Poilly,
chivio Notarile di Ronciglio- più alto, e di restituire un glese di John Florio, A World Parigi, ca. 1730
ne, presso Viterbo. trionfo se fa la presa. o/Wordes (Londra, 1598) così (Parigi: Bibliothèque Nationale)
Secondo Giuliana Algeri, i In sintesi, le Minchiate fio- i due termini sono utilizzati
Fogli Rosenwald sarebbero rentine sarebbero state inven- indifferentemente ne Le Carte Bacco
una rara sopravvivenza dei tate a Firenze agli inizi del parlanti (Venezia, 1543), una dalle Minchiate mitologiche
tarocchi popolari ferraresi Cinquecento sulla base dei satira del "diabolico" Pietro di François de Poilly,
mentre, secondo M i c h a e l Tarocchi bolognesi; ma il Aretino (1492-1556). Secon- Parigi, ca. 1730
Dummett, alcuni elementi condizionale è d'obbligo. do alcuni storici, Germini è (Parigi: Bibliothèque Nationale)

da sinistra:
Leocentauro di Denari
dalle Minchiate "Etruria ",
Firenze, inizi sec. XIX

Il Carro dalle Minchiate


neoclassiche

nelle pagine seguenti:


Minchiate istoriche
"A.M.R."
Firenze, 1725
(Parigi: Bibliothèque Nationale)

simbolici e iconografici, ma NE1 LE OPERE LETTERARIE probabilmente una defor- della Città di Fiorenza, l'u-
soprattutto l'ordine delle carte, Il più antico riferimento cin- m a z i o n e di Gemini, ossia nico esempio conosciuto di
evidenziano la comunanza quecentesco al gioco delle Gemelli, la carta più alta nel- Minchiate appropriate con
delle Minchiate con la tradi- Minchiate è contenuto nel la sequenza dei segni zodia- cui l'autore utilizzò -secon-
zione bolognese, a cui si sareb- Capitolo del Gioco della Pri- cali. do u n ' u s a n z a l a r g a m e n t e
bero ispirati i fabbricanti fio- miera (Roma, 1 5 2 6 ) , una C ' è pure chi a m m e t t e un diffusa con i tarocchi- i tri-
rentini. Non si può negare la scanzonata parodia letteraria, gioco di parole realizzato per onfi numerati per "cantare
connotazione indecorosa delle composta dal poeta fiorentino assonanza con il latino ger- le doti" di famose prostitute
Minchiate: l'etimologia riman- Francesco Berni (ca. 1497- mino: i trionfi aggiunti sareb- f i o r e n t i n e . Di G e r m i n i e
da al membro virile, volgar- 1535) per esaltare il gioco bero "germogliati" sul mazzo Minchiate parlano numerosi
mente "minchia", da cui deriva della primiera, un antenato preesistente. poeti e letterati dei secoli
un'infinità di sostantivi, agget- del poker, e per denigrare, al- E ancora: nel 1553 fu stam- XVI e XVIII. Un parziale
tivi e verbi comunemente usati lo stesso tempo, tutti gli altri pato a Firenze un anonimo elenco è stato stilato da S.
nel Rinascimento e si annota giochi, compresi Tarocchi e poemetto in rima: / Germi- Battaglia nel Grande Dizio-
ancora come il termine "smin- Minchiate. ni, sopra quaranta meretrici nario della Lingua Italiana.
STORIA FISCALE
Per la datazione dei mazzi di
Minchiate non ci si può basa-
re unicamente sulle figure,
poiché, data l'abitudine degli
stampatori di tramandare di
generazione in generazione le
matrici xilografiche, oppure
di cederle ad altri che, spesso,
non si curavano neppure di
modificare il retro della carta,
l'epoca e il luogo di stampa di
un mazzo sono sempre im-
precisi. Ma conoscendo le
leggi fiscali e basandosi sui
bolli che v e n i v a n o posti
o b b l i g a t o r i a m e n t e su u n a
carta prestabilita il mazzo si
precisa puntualmente, salvo
che, come talvolta poteva
avvenire, il fabbricante non
avesse deciso di... "evadere il
fisco".
La storia fiscale delle carte
toscane comincia il 3 dicem-
bre 1619 quando l'ammini- decretò una tassa sulla fabbri- sione presentava: il bollo Nessun documento dell'ulti-
strazione medicea -al pari cazione e la vendita delle carte fiscale del G r a n d u c a t o di mo q u a r t o del Settecento
degli altri stati italiani coevi- da gioco, imponendo l'appo- Toscana con la data di emis- prova l'esistenza di una legi-
sizione di un sione e il nome del concessio- slazione specifica relativa alla
bollo stampato nario della privativa, e il dise- produzione di carte a semi
su una precisa gno del bollo del concessiona- i t a l i a n i , di M i n c h i a t e e di
carta del maz- rio, con la specificazione della Tarocchi. E' possibile quindi
zo. L'esazione carta dei diversi tipi di mazzo che per un certo periodo sia
sistematica delle -che doveva poi essere firmata restato in vigore lo stesso
tasse sulle carte dallo stesso- sulla quale il bollo.
cominciò solo bollo doveva essere posto. Dal II Granducato di Toscana,
intorno al 1636, 1 6 3 6 in poi si conoscono retto dal 1790 da Ferdinando
affidando a un quasi tutti i concessionari III di Lorena ( 1 7 6 9 - 1 8 2 4 )
della privativa, con i loro venne trasformato nel 1801,
"accessori". A partire dal 1 da Napoleone Bonaparte, nel
g e n n a i o 1 7 8 1 , sotto i l Regno d'Etruria e affidato a
Granduca "illuminato" Pietro Ludovico I di Borbone-Par-
Leopoldo di Lorena, il siste- ma (1773-1803). Senza dub-
ma della privativa fu abolito e bio la nuova amministrazione
l'amministrazione granducale realizzò un nuovo bollo fisca-
assunse il controllo diretto le, ma è noto solo quello in-
della raccolta delle tasse. Il trodotto il 24 maggio 1806
nuovo bollo fiscale consisteva che consisteva in un ottagono
nel monogramma A.G. (cioè irregolare con al centro uno
Amministrazione Granduca- scudo incoronato partito in
le) contornato dalla scritta due campi: a sinistra tre gigli
BOLLO DELLE CARTE DI borbonici, a destra le sei palle
TOSCANA. m e d i c e e ; all'esterno dello
1631-1636 ? Borghigiani ?
1636-1640 Fortuna Lorenzo Neri 2 di Bastoni
1641-1645 Nave Jacopo di Cosimo Pavonazzi XXVI Scorpione
e Francesco di Piero Borghigiani
1645-1649 ? Michele Landi e (?) Calici ?
1649-1654 ? Vandi, Borghigiani e Luti ?
1654-1656 Atlante Santi di Alessandro Molinelli (in subappalto ?
a Giambattista da Trapani per Livorno)

1656-1658 Cervo e bottiglia blu sullo sfondo ornato con Giovanni Maria di Vittorio Calvani & XXIV Libra
Pasquino di Antonio Donnini (a Firenze)
fogliame
1656-1659 Leone rampante, con una pigna e una lettera ebraica Isach di Abram Lucena (a Livorno e Pisa) XVII Prudenza

1658-1663 ? Poggi e Resmini ?


1663-1668 ? Poggi e Saccatelli ?
1668-1673 ? Antonio Rossi XXVIII Sagittario
1673-1678 Leone rampante con un giglio Cristofano Afieri XXVI Scorpione
1678-1682 Cavallo marino con Cupido sullo sfondo e Giovan Domenico Molinelli XXXII Acquario
monogramma S A .

1682-1687 Monogramma A P . Andrea Porri XXXCancer


1687-1692 idem idem idem eccetto III Papa

1692-1697 idem idem idem eccetto 0 Matto


1697-1701 Monogrammi A.P. e G.F.M. chiusi in una stella Andrea Porri & XXXI1 Acquario
Giovan Francesco di Santi Molinelli

1702-1706 idem Andrea Porri & Giovan Francesco Molinelli XXIV Bilancia
1707-1711 Monogramma G.F.M. assieme a un Leone Giovan Francesco Molinelli XXXJ Pesci
1712-1716 idem idem XXXCancer
1717-1721 idem idem idem
1722-1726 Monogramma A.G.M. tra due leoni chiusi Anton Giuseppe Molinelli XXXI1 Acquario
entro un giglio

1727-1731 idem idem idem eccetto II Imperatrice


1732-1736 idem Giovanni Francesco Gastone Molinelli e XXXII Acquario
Pietro Xaverio Molinelli

1737-1741 Monogramma G.D.M. con arabesco Giovanni Domenico Molinelli XXXI Pesci
1742-1746 idem idem idem
1747-1751 idem idem idem
1/1/1752-30/6/1752 Monogramma A D A . e scritta "Bollo delle Domenico Aldini di Carlo Antonio Sole
carte in Toscana"

30/6/1752-1762 idem idem XXI Acquario


1762-1780 idem idem XXI Acquario
duzione di carte da gioco in delle pestilenze che decimaro-
PER SAPERNE DI PIÙ Toscana sono scarse. Per tutto no la popolazione.
il Cinquecento esistono vaghi Agli inizi del Settecento la
- A. Milano, Financial legislation on Tuscan playing cards from the riferimenti ai fabbricanti, fabbricazione di Minchiate
beginning of the 17th century to the unification, in The Playing card, eccezion fatta per i più famo- riprese vigore e raggiunse il
vol. X,feb. 1982 si: Domenico Francesco da culmine nel corso dell'Otto-
- G. Algeri, Tarocchi Rosenwald, nel catalogo della mostra / Tarocchi, Padova, detto il "Padovano", e cento. A cavallo di questi due
gioco e magia alla corte degli Estensi, Bologna, Nuova Alfa, 1987 i suoi eredi. I Padovani sono secoli si concentra la maggior
nominati più volte nel libro parte dei mazzi di Minchiate
- G. Berti, Varianti regionali dei Tarocchi, nel catalogo della mostra, dell'Arte dei Medici e Speziali; ancor oggi rintracciabili sul
Bologna, 1987 l'ultimo dei Padovani, Dome- mercato antiquario; mazzi
- F. Pratesi, Tarot in Fbrence in the XVI Century: Its Diffusion from nico, risulta attivo nel 1615. che, sebbene stampati anche
Literary Sources, in The Playing Card Vol. XVI, n. 3, feb.1988 Franco Pratesi ha stilato una fuori dai confini toscani, non
lista degli stampatori di carte si differenziano se non per
- A. Milano, Ronciglione: playing cards of a XVII century Italian state,
a Firenze nel sec. XVII che minimi particolari. Spesso,
in The Playing Card vol. XVII, n. 3, feb. 1989
naturalmente, non fabbrica- l'unico motivo di distinzione
- F. Pratesi, Carte da gioco a Firenze: il primo secolo (1377-1477), in vano solo Minchiate ma an- sono i marchi di fabbrica che
The Playing Card vol. XIX, n. 1, aug. 1990 che carte a semi francesi e ita- appaiono sul retro delle carte,
liani: mazzi oramai, pratica- talvolta assieme a motivi
- M. Dummett, Il Mondo e l'Angelo, Napoli, Bibliopolis, 1993
mente irreperibili, anche per- ornamentali. Fanno eccezione
- F. Pratesi, Florentine Cardmakers and Concession Holders (1477- ché secondo le stime ricavate alcune opere isolate: Min-
1751), in The Playing Cards, vol. XXI, n. 4, may 1993 dai d o c u m e n t i fiscali, nel chiate istoriche (Firenze,
corso del Seicento la produ- 1725), Minchiate mitologiche
- G. Berti, Antiche Minchiate Fiorentine, Torino, Lo Scarabeo, 1996
zione di carte da gioco subì di Francois de Poilly (Parigi,
una drastica flessione, e non ca. 1720-30), Minchiate g e o -
scudo, da sinistra a destra, la introdusse una nuova impo- solo in Toscana, forse a causa grafiche di Aniello Lamberti
scritta CARTE DI ETRURIA. sta e ripristinò il vecchio bollo della Guerra dei Trent'anni e (Firenze, 1779).
E' per ora ignoto il senso del fiscale con il monogramma
m o n o g r a m m a P.S.F. che A.G. contornato dalla scritta
IDENTITÀ DI CARTE
appariva sul Trionfo XXIIII BOLLO DELLE CARTE DI T O -
Per un'esatta identificazione dei mazzi "standard" occorre con-
(Libra). SCANA.
frontare questa lista -anche se incompleta- con le informazioni
Non si ha notizia neppure Il 20 marzo 1820 una nuova relative ai bolli fornite nella tabella:
dei bolli prodotti dal 1807 al legge manteneva intatta la tas- A.M.R. (Firenze, 1725), ORFEO (Lucca, secc. XVII-XVIII), PARA-
1814, epoca travagliata dalle sazione precedente ma stabili- GONE (Firenze, inizi sec. XVIII), ALLA COLOMBA (Firenze,
guerre n a p o l e o n i c h e e da va che il bollo fiscale per il 1760), AL CIGNO (Bologna, fine sec. XVIII), ALL'AQUILA
continui avvicendamenti mazzo delle Minchiate doves- (Bologna, sec. XVIII), ALLA TROMBETTA (Bologna, sec. XVIII),
amministrativi. Si può ipo- se essere posto sul Trionfo AL LEONE (Bologna, sec. XVIII), ALLA FAMA (Lucca, sec. XVIII),
tizzare, sulla base di alcuni XXIV (Libra); dal 1820 al AL POUERONE (Firenze, fine sec. XVIII), AL MESCHINO
d o c u m e n t i , che il timbro 1860 (data dell'annessione (Firenze?, fine sec. XVIII), ALLA SORTE (Firenze, 1790), ETRU-
rappresentasse una figura di della Toscana al Regno d'Ita- RIA (Firenze, 1801-1807), AL POVERINO (Firenze, 1806-1807),
donna su una ruota, con cor- lia) la situazione è ancora in FORTUNA (Firenze, ca. 1806), POVERINO (Firenze, ca. 1810),
nucopia in mano. E' certo via di definizione. Dopo il COLOMBA (Firenze, ca. 1850), CHIARI (Firenze, 1850), FORTUNA

che, dopo il 17 maggio 1814, 1860, naturalmente, fu intro- (Firenze, sec. XIX), BAZAGIGLI (Firenze, 1865), FAUSTINO SOLE-
tornò in uso la regolamenta- dotta la legislazione sabauda e sio (Genova, 1896-1930), FERDINAND PIATNIK (Vienna, ca.
zione fiscale sulle carte in i relativi bolli fiscali; i mazzi 1930-1940).
vigore nel 1781. L'unica dif- prodotti negli anni preceden- Più recentemente, alcuni mazzi di Minchiate sono stati ristam-
ferenza consisteva nel fatto ti, ancora in commercio o in pati da V1NDOBONA (Fucecchio, 1950), IL SOLLEONE (Lissone,
che la carta doveva essere di uso, non vennero eliminati 1969 e 1980), IL MENEGHELLO (Milano, 1986 e 1994), LO SCA-
RABEO (Torino, 1996).
un tipo particolare, filigrana- ma lo s t e m m a dei Lorena
Il prezzo di valutazione, considerati la data di stampa, lo stato
to, e che i mazzi dovevano dovette essere coperto.
di conservazione, la completezza dei singoli mazzi, può variare
essere sigillati con un'apposi-
da 1-2 milioni per un mazzo standard del Settecento, a 400-
ta fascetta. GLI STAMPATORI
800 mila lire per mazzi dell'Ottocento.
La legge del 25 agosto 1816 Le notizie sulla primitiva pro-

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