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Non si può non ri-cominciare, ogni volta,

DIZIONARIO BIBLICO Nell’ampio e affollato panorama degli studi

LETTERATURA ITALIANA
da Dante, sotto il cui segno si è sempre collocata che intrecciano Bibbia e letteratura italiana

DIZIONARIO BIBLICO
la produzione letteraria in lingua volgare. mancava un’opera in grado di offrire un quadro
Ciò significa riconoscere che la letteratura
italiana vanta nel proprio genoma
una condizione peculiare: quella di un laico
DELLA sistematico e il più possibile completo
del legame che le opere e gli autori della nostra
tradizione letteraria hanno intrattenuto
credente autore di un’opera che si propone
esplicitamente come una scrittura sacra,
come una seconda Bibbia; e gli autori
LETTERATURA ITALIANA con la sacra Scrittura.
Il Dizionario biblico della letteratura italiana
ha coinvolto con tale intento circa 150 studiosi,
della nostra letteratura si sono costantemente di grande prestigio e di molte Università,
richiamati alla Commedia. che hanno realizzato 270 voci, alcune delle quali

DELLA
La letteratura ottocentesca, soprattutto si configurano come lemmi collettivi.
risorgimentale, predilige l’Antico Testamento, L’opera spazia dalle origini della produzione
o quella che si potrebbe chiamare una letteraria in volgare fino al Novecento,
“religione del Padre”; nel Novecento, con un’incursione nel terzo millennio.
e non a caso con particolare insistenza Oltre all’indubbio valore scientifico,
dopo il Concilio Vaticano II, punto di riferimento il Dizionario biblico della letteratura italiana
diventano i Vangeli, con il predominio costituisce un viaggio nelle pieghe più e meno
della figura del Figlio. remote della nostra storia letteraria, nella quale
Il Dizionario permette di registrare DIRETTO DA le parole della Bibbia rappresentano spesso
un considerevole incremento di conoscenze un riferimento essenziale.
in ordine alla persistenza della Bibbia
nella modernità letteraria. Non solo e non tanto
Marco Ballarini
in autori le cui vicende biografiche
e la cui produzione artistica testimoniano
di una fede; ma, con maggiore significatività,
in scrittori “laici”, in cui il riferimento biblico RESPONSABILI SCIENTIFICI E CURATORI
non segnala la pacifica adesione ai contenuti
della Parola depositata nel libro, ma certo Pierantonio Frare, Giuseppe Frasso, Giuseppe Langella
suggerisce che secondo questi autori
la secolarizzazione è ben lontana dal fornire
una risposta soddisfacente alla ricerca di senso.

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DIZIONARIO BIBLICO
DELLA

DELLA LETTERATURA ITALIANA


LETTERATURA ITALIANA

DIZIONARIO BIBLICO
DIRETTO DA

Marco Ballarini
ARCADIA

cui capo la colomba, che caccia i falconi, mentari, in M. MANCINI (a cura di), Filo-
poggia una corona (XVIII 214-244). Rinve- logia e interpretazione: studi di letteratura
niamo gli stessi santi anche su due dei tre italiana in onore di Mario Scotti, Bulzoni,
stendardi portati davanti a Cola di Rienzo Roma 2006, pp. 69-79; FORMENTIN VITTORIO,
il giorno della sua acclamazione in Campi- Approssimazioni al testo e alla lingua della
doglio: san Paolo con i simboli della giusti- «Cronica» d’Anonimo romano, in G. INGLESE -
zia, spada e corona, e san Pietro con quel- V. FORMENTIN - N. SCAFFAI (a cura di), Legge-
li della concordia e della pace, le chiavi re gli apparati: testi e testimoni dei classici
(XVIII 328-332). Persino quando decide di italiani, Unicopli, Milano 2012, pp. 27-71.
abbandonare Roma, Cola mantiene la sua
modalità comunicativa: in un altro dipin- GIORGIA APRILE
to, questa volta a Santa Maria Maddalena,
sono raffigurati un angelo armato, la croce
e una citazione indiretta da Sal 90[91],13 Arbasino Alberto, V. NEOAVANGUARDIA.
(XXVII 7-13).

ARCADIA (1690). Benché l’Accademia


EDIZIONI dell’A. esista tuttora, la presente voce pren-
ANONIMO ROMANO, Cronica, a cura di G. derà in esame il fenomeno dalla sua fonda-
PORTA, Adelphi, Milano 1979 (da cui si zione sino al primo Ottocento, cioè gli anni
cita); IDEM, Cronica: vita di Cola di Rienzo, a in cui l’importanza dell’Accademia e delle
cura di E. MAZZALI, BUR, Milano 1991. sue colonie era rilevante nel quadro della
cultura non solo italiana; anni in cui la
STUDI produzione poetica era quantitativamen-
BILLANOVICH GIUSEPPE, Come nacque un te e qualitativamente di un qualche rilie-
capolavoro: la «Cronica» del non più Anoni- vo. Già a partire dalla metà del XVIII seco-
mo Romano. Il vescovo Ildebrandino Conti, lo l’Accademia, che si era segnalata per la
Francesco Petrarca e Bartolomeo di Iacovo da sua capacità di radicarsi capillarmente su
Valmontone, «Atti dell’Accademia Nazio- tutto il territorio con le sue colonie, vede
nale dei Lincei. Classe di scienze mora- ridimensionata la propria influenza cultu-
li, storiche e filologiche. Rendiconti», VI, rale; la sola sede di Roma mantiene inalte-
1995, pp. 195-211; DELLE DONNE ROBERTO, rato il prestigio di cui aveva goduto l’isti-
Storiografia ed «esperienza storica» nel medio- tuzione, tanto che si parla – per la secon-
evo: l’Anonimo romano, «Storica», VI, 1996, da metà del secolo – di A. romana. Come
pp. 97-117; SEIBT GUSTAV, Anonimo romano: limite estremo della trattazione si è scelto
scrivere la storia alle soglie del rinascimen- il 1824, anno in cui si chiude il custodia-
to, Viella, Roma 2000 (ed. italiana a cura to di Luigi Godard; di lì a poco, nel 1828,
di R. DELLE DONNE di Anonimo romano: moriranno >Monti e >Pindemonte, forse
Geschichtsschreibung in Rom an der Schwel- gli ultimi poeti arcadi a poter vantare un
le zur Renaissance, Klett-Cotta, Stuttgart prestigio e una fama non solo nazionale;
1992); FELICI LUCIO, L’Anonimo romano e le >Foscolo, >Manzoni e >Leopardi, infat-
cronache medievali. Considerazioni supple- ti, apparterranno a quella generazione di

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ARCADIA

poeti per cui l’A. rappresenterà una isti- cui tentava di conciliare Pindaro e Omero
tuzione ormai priva di attrattiva culturale. con i profeti, «esaltato dalla lettura della
Per meglio capire, poi, la presenza di temi Bibbia» (ACQUARO GRAZIOSI 1991: 46). Il
biblici e il moltiplicarsi, almeno in certi secondo ha come protagonista >Alfieri,
periodi, di rime sacre in A., è necessario ascritto all’Accademia il 2 aprile 1793 col
richiamare sin da subito alcuni dati storici nome pastorale di Filaerio Eratrostico, il
relativi alla sua fondazione. quale scelse di leggere in tale occasione il
La prima adunanza dell’Accademia si Saul, tragedia d’argomento chiaramente
tiene il 5 ottobre 1690, sotto il pontificato scritturale.
di Alessandro VIII, nel giardino dei frati Sin dalla sua nascita, sotto il custo-
minori di San Pietro in Montorio, al Giani- diato di Giovanni Mario Crescimbe-
colo. In detta occasione viene nominato ni (1690-1728, in A. Alfesibeo Cario),
un pastore massimo, carica ad honorem, l’A. pubblica, con periodicità irregola-
che non implica una partecipazione atti- re, raccolte di rime e di prose, in volga-
va alla vita accademica, e che è destinata re e in latino; accanto alle molte raccolte
ad essere conferita al pontefice in carica; la poetiche in cui singoli autori si fregiano
defunta Cristina di Svezia riceve invece il del titolo di pastori arcadi, queste sillo-
titolo di basilissa, in quanto ideale fonda- gi possono essere viste come documen-
trice dell’A.; come protettore viene scel- to ufficiale dell’attività dell’Accademia.
to il bambin Gesù. Come facile intuire, si Si tratta in tutto di quattordici volumi
rileva uno stretto legame tra gli ambien- di rime: i primi nove stampati per le
ti arcadici e quelli papalini; e la situazio- cure dello stesso Crescimbeni; i tomi X,
ne non risulta di molto dissimile nemme- XI e XII pubblicati durante il custodia-
no nelle colonie. Un esempio su tutti, to di Giuseppe Morei (1743-1766, Mireo
Brescia: la locale colonia Cenomane viene Rofeatico); gli ultimi due volumi volu-
fondata, nel 1716, dal vescovo Gianfranco ti e curati dal custode Gioacchino Pizzi
Barbarigo, che presiede per altro tutte le (1772-1790, Nivildo Amarinzio). Meno
adunanze; dopo la fondazione dell’Acca- numerosi i volumi delle prose: i primi
demia Ecclesiastica, sempre ad opera del tre editi sotto l’egida di Crescimbeni;
Barbarigo, l’A. bresciana inizia a perdere il quarto e ultimo, invece, negli anni di
di importanza e sarà relegata ai margini Morei. Del costume arcadico di verseg-
della vita culturale cittadina con l’arrivo giare anche in latino danno conto i tre
del nuovo vescovo, Angelo Maria Queri- volumi di Arcadum Carmina (il primo
ni, fondatore a sua volta della vivace Acca- durante il custodiato di Crescimbeni, gli
demia degli Industriosi. altri in quello di Morei). Per compren-
Si potrebbero poi ricordare due episo- dere le tematiche principali trattate in
di che pure sottolineano il legame tra i A., e quindi isolare quelle più stretta-
poeti accolti in A. e le tematiche bibliche; mente legate a temi biblici, conviene in
il primo riguarda Monti, il quale duran- primo luogo prendere in esame i volu-
te un’adunanza generale al Bosco Parra- mi delle Poesie e delle Prose degli Arcadi.
sio (19 agosto 1781) recitò gli endecasilla- Queste ultime contengono dissertazioni
bi celebrativi de La bellezza dell’universo, in che presentano gli argomenti più svaria-

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ARCADIA

ti, anche se prevalgono i temi mitologi- Altri esempi consimili si riscontrano nei
ci e pastorali; pur in presenza di tema- testi dedicati a festività religiose, come
tiche classiche, però, si assiste talvolta a l’orazione Sulla Passione del Redentore di
una sorta di addomesticamento, se così Pietro Odescalchi (Mirtillo Linceo; non
si può dire, di tali temi alla religione segnalato in GIORGETTI VICHI 1977), reci-
cattolica, con più o meno evidenti richia- tata il Venerdì santo del 1820 (manca la
mi biblici. Così avviene, per esempio, data di stampa, che con ogni probabilità
nell’Orazione di Crescimbeni in lode del è successiva all’aprile 1821, dal momen-
cardinale Carlo Tommaso Maillard di to che la dedica al cardinale Giulio Maria
Tournon (Prose, I 21-45), dove Clemen- della Somaglia è datata 7 aprile 1821,
te XI viene designato quale «Divino cioè il giovedì della settimana di Pasqua
Pastor» che regge un altrettanto divino dell’anno successivo). Dopo aver ripercor-
ovile, cioè la Chiesa; l’immagine, biblica- so i momenti cruciali degli ultimi giorni di
mente più volte attestata, di Dio raffigu- vita di Cristo, sovrapponendo il dettato dei
rato quale Pastore del popolo dei fede- singoli Vangeli, Odescalchi paragona i fatti
li (il papa, in quanto suo rappresentan- narrati a quelli cantati nei poemi epici, in
te in terra, ne assume la caratteristica) si primis l’Iliade e l’Eneide, nei quali non ritro-
sovrappone qui con la finzione arcadica va scene che possano suscitare il medesi-
e il mondo pastorale a cui essa allude. mo páthos di quella evangelica in cui si
Le prose di carattere speculativo riguar- rievoca l’incontro tra Maria e Gesù che sale
dano talvolta argomenti inerenti alla verso il Gòlgota. L’invito finale, rivolto ai
religione, e per questo spesso in esse si colleghi arcadi, è quello di ripercorrere le
riscontrano rinvii all’auctoritas biblica, orme di Vida, >Sannazaro, >Tasso, Klop-
accanto naturalmente a fonti patristiche stock, componendo versi sulla Passione
e, nel caso di vertenze relative all’arte, di Cristo. L’orazione di Odescalchi bene
a testi fondamentali come il trattato del sottolinea come il testo biblico rappresen-
cardinal Paleocapa. Di tale tenore sono ti per i pastori-poeti anche un repertorio
le prose di Astaco Elicio (Ulisse Giusep- letterario; sono per altro numerosi gli acca-
pe Gozzadini), L’instituto degli studj della demici che accostano la Bibbia ad Omero
Pittura, della Scultura, e dell’Architettura e Virgilio come fonte del poetabile. Del
[…] (I 46-64); di Licone Trachio (Lodo- medesimo tenore è la dissertazione Intorno
vico Sergardi), La tutela delle Arti libera- all’origine delle favole, in cui il custode gene-
li esser degna, e propria del Sommo Ponte- rale Morei sostiene che esista una forte
fice (I 126-134). Uranio Tegeo (Vincenzo correlazione tra la sacra Scrittura e le favo-
Leonio) immagina adunanze serali tra le dei gentili, riportando numerosi esempi
gli accademici, durante le quali si trat- di «patentissimi furti», cioè di storie bibli-
tano argomenti vari, come ad esempio che che sarebbero state riprese e rielabora-
Perché il nascimento di Cristo Signor nostro te da scrittori pagani. Le favole vengono
si manifestasse prima d’ogni altro a’ pasto- distinte in «del tutto finte», in «intieramen-
ri (I 363-383); pur nella finzione lettera- te tratte dalle Divine Scritture» e «miste»,
ria, è significativo riscontrare interessi proprio in base al grado di dipendenza dal
connessi a tematiche bibliche. testo sacro (MOREI 1752: 178-189).

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ARCADIA

Per quanto concerne invece i volumi di – come in molti altri testi poetici – i riferi-
Poesie, è necessario partire da uno studio menti biblici rimandano sia alle scritture
non recente, ma ancora poco sfruttato veterotestamentarie che ai Vangeli. Il volu-
dalla critica (MATTEUCCI 2001), nel quale me, però, non è consacrato alla sola nasci-
vengono messi in rilievo – non senza ta di Cristo: vi ritroviamo un ampio reper-
qualche piccola imperfezione – i rappor- torio di temi biblici. Forse letto in chiave
ti dell’A. con i testi biblici, in particola- figurale, come farà del resto anche >Meta-
re con l’Apocalisse. La monografia, che a stasio, ogni avvenimento veterotestamen-
onor del vero si presenta come un punto tario sembra in realtà rientrare in un dise-
di partenza per ulteriori indagini, mette gno ben preciso che porta alla nascita di
bene in rilievo come i temi biblici non Cristo e alla sua Passione. Si riscontrano
manchino in nessun volume delle Rime inoltre componimenti poetici, per lo più
(non viene però preso in considerazio- sonetti, che genericamente inneggiano alla
ne il XIV, ma l’osservazione è facilmen- gloria del Signore e che attingono quin-
te estensibile anche a quello), spaziando di all’innografia cristiana. Di natura non
dalla Creazione sino al giorno del Giudi- dissimile è poi la raccolta di Rime […] in
zio. Solo a titolo esemplificativo si può onore della Gran Madre di Dio, nella quale
ricordare la parafrasi di Antonio Cera- gli accademici si riferiscono non solo al
ti (Parmenio Dirceo) del Salmo 50 (XIII dettato biblico, ma all’iconografia e all’in-
374-375). Si rileva poi un discreto interes- nografia mariana in genere.
se per la figura di Lucifero quale esem- La Bibbia non viene solo equiparata e
pio di superbia, riprendendo l’immagi- confrontata alle fonti classiche, talvol-
ne dell’angelo caduto; così Giovanni De ta anche in senso polemico, come vuole
Leva (Clario Pedotrosoniano, XI 29) e Morei, ma – con il diffondersi dell’idea di
Giacomo Diol (Cleante Corintiese, XI 34). sublime – si individuano i libri e i passi che
Si osservi, però, che la breve forma del maggiormente si adattano al nuovo stile e
sonetto, diffusissima nei volumi di Rime, che risultano essere particolarmente poeti-
non concede molto spazio alla trattazio- ci, come bene mette in rilievo Rezzonico
ne degli episodi, che divengono bozzetti della Torre (Dorillo o Dorilio Dafneio), nel
appena accennati, difficilmente raffron- Ragionamento premesso alle Opere poetiche
tabili al corrispettivo biblico. Numero- di Frugoni: «I Libri di Giobbe, e quelli di
si sono poi i testi dedicati al Giudizio Mosè, di Davide, e de’ Profeti sono pieni
universale (IV 23; XII 149; XIII 28). di questo divin foco [proprio della poesia]
Il volume che maggiormente rivela l’in- e benché spogliati nella versione del
teresse degli accademici per il testo bibli- ritmo, che, giusta il parere di dottissimi
co è quasi certamente la raccolta di Rime uomini, la cadenza ne regolava ed il canto,
[…] sulla Natività di […] Cristo, dedicata a nulladimeno le membra vi s’incontrano
papa Benedetto XIV. La prolusione inizia- della disgiunta Poesia, e dalla semplici-
le è riservata a un testo di Clemente XI tà delle parole traspare l’immagine con
(Alnano Melleo), che traslittera poetica- solenne testimonianza del sublime, che
mente la nascita di Cristo nella canzone Il in lei si chiude, e non ha d’uopo per ecci-
gran momento apparve, e ’l Ver s’adempie; qui tar maraviglia del magniloquo fraseggia-

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ARCADIA

mento» (REZZONICO DELLA TORRE 1779: CIII). Benedetto Vinaccesi assistiamo alla ripre-
Vi è inoltre chi, come Benedetto Menzini sa di uno tra i testi biblici che più si presta
(Euganio Libade), vorrebbe bandire le a contaminazioni con la poesia profana, il
«favole profane» dall’A., per trarre ispira- Canticum canticorum. A una prima lettura
zione poetica dalla sola Bibbia: «Prima un viene spontaneo identificare lo sposo con
sacro argomento non s’ingombri / di favo- Cristo e la sposa con la Chiesa; ma accanto
le profane; e sol s’impronte / di sacra Isto- all’idea di amor sacro si potrebbe trovar-
ria, che misterio adombri. / Questi esempi ne, anche per la caratterizzazione musi-
da te seguir si denno; / e nella sacra pagi- cale, una profana, individuando come
na gli addita / in larga copia la Prudenza, ambientazione l’A. e come tema gli amori,
e ’l Senno» (DI BIASE 1969: 43-44). tutt’altro che sacri, dei pastori. Insomma,
In merito alla prassi di coniugare sacro anche nelle cantate sacre si assiste a una
e profano, o Virgilio e Omero che dir si risemantizzazione di temi profani e a una
voglia con la Bibbia, è invece molto pole- continua osmosi tra sacro e profano.
mico >Baretti, che nella sua «Frusta lette-
raria» pubblica una Canzone de’ poeti
moderni, attribuita a un sedicente amico, EDIZIONI
il quale assicurava di aver letto «migliaia Rime degli Arcadi, voll. I-XII, A. de’ Rossi,
di sonetti arcadici e subarcadici», prima di Roma 1716-1759, voll. XIII-XIV, Paolo
averla composta; dal testo traluce il biasi- Giunchi, Roma 1780-1781; Prose degli Arca-
mo di Baretti per la commistione di sacro di, voll. I-III, A. De’ Rossi, Roma 1718,
e profano: «Oh, cantor sacro e sublime, vol. IV, Colle Ameno, all’insegna dell’I-
/ non badare a certi buoi; / ch’io rispet- ride, Bologna 1754; Arcadum Carmina, A.
to i versi tuoi / ed ammiro le tue rime; / De’ Rossi, Roma, 1721-1768, 3 voll.; Rime
perché tu senza fastidio / sai unir gennaio degli Arcadi sulla Natività di Nostro Signo-
e luglio; / e sai fare un buon miscuglio / re Gesù Cristo festa tutelare d’Arcadia, A. de’
della Bibbia con Ovidio» (15 luglio 1764, Rossi, Roma 1744; Prose di Michel Giusep-
125-131: 128). Ciò nonostante, anche nelle pe Morei custode generale d’Arcadia dette in
cantate per musica, quelle non compre- diverse Accademie, A. de’ Rossi, Roma 1752;
se nei volumi delle Poesie, si assiste a una Rime degli Arcadi in onore della Gran Madre
stretta commistione tra sacro e profa- di Dio, A. de’ Rossi, Roma 1760; REZZONICO
no, come rileva Marco Bizzarini (BIZZA- DELLA TORRE CARLO GASTONE, Ragionamento
RINI 2001: 261): «Nel mottetto “arcadico” premesso al «Supplemento alle Opere poeti-
del primo Settecento l’imagerie poetica che» del signor abate C. I. Frugoni, Stampe-
più incline a suggestioni naturalistiche e ria Reale, Parma 1779; BARETTI GIUSEPPE, La
sentimentali pare essere in primo luogo frusta letteraria, a cura di L. PICCIONI, Later-
la conseguenza di un avvicinamento e di za, Bari 1932, vol. I.
una maggiore contiguità fra la poesia per
musica profana e quella sacra, dunque STUDI
fra cantata e melodramma da un lato, CARINI ISIDORO, L’Arcadia dal 1690 al
mottetto latino dall’altro». Ad esempio, 1890. Memorie storiche. Contributo alla
nel mottetto Turtur amans del bresciano storia letteraria d’Italia del secolo XVII e

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ARESI PAOLO

de’ principi del XVIII, Cuggiani, Roma Aresi Paolo, V. SEGNERI PAOLO E ALTRI
1891; DI BIASE CARMINE, Arcadia edifican- PREDICATORI POST-TRIDENTINI.
te. Menzini, Filicaia, Guidi, Maggi, Leme-
ne, Edizioni Scientifiche Italiane, Napo-
li 1969; A.M. GIORGETTI VICHI (a cura di), ARETINO PIETRO (Arezzo 1492 -
Gli arcadi dal 1690 al 1800. Onomasticon, Venezia 1556). Al confronto con le fonti
Arcadia Accademia letteraria italiana, bibliche e agiografiche A. è condotto
Roma 1977; SELMI ELISABETTA, Cultura e dall’istintiva propensione a misurarsi
produzione letteraria a Brescia nel Settecen- coi materiali testuali e i generi letterari
to, in I. GIANFRANCESCHI VETTORI (a cura più disparati, nella convinzione di poter
di), Brescia nel Settecento. Atti del IV Semi- dimostrare una totale padronanza stilisti-
nario sulla didattica dei beni culturali ca dei mezzi espressivi della lingua volga-
(gennaio-aprile 1981), Magalini, Rezza- re, al di là dei limiti culturali derivatigli
to 1985, pp. 123-153; ACQUARO GRAZIOSI da una formazione umanistica più che
MARIA TERESA, L’Arcadia. Trecento anni di approssimativa. Da qui l’ambizione non
storia, Palombi, Roma 1991; BELLINA ANNA banale, da parte di un laico con scomo-
LAURA - CARUSO CARLO, Oltre il barocco: la di precedenti di pasquinista e porno-
fondazione dell’Arcadia. Zeno e Metastasio: grafo, di riscrivere la storia sacra in una
la riforma del melodramma, in E. MALATO forma attualizzata al gusto e alla sensibi-
(diretta da), Storia della letteratura italiana, lità religiosa della stagione pre-conciliare,
Salerno, Roma 1998, vol. VI, pp. 239-312; facendo leva su una strategia retorica del
MATTEUCCI TIZIANA, L’apocalisse in Arca- movere che mira a drammatizzare la fonte
dia, Atheneum, Firenze 2001; BIZZARINI per guidare il lettore-fedele a una frui-
MARCO, Mottetti in Arcadia. Per uno studio zione più diretta e partecipata di vicende
dell’imagerie poetico-musicale nel reperto- cristallizzate in una tradizione liturgica
rio sacro d’inizio Settecento, in A. COLZANI secolare. Così, tra il 1534 e il 1543, il lette-
- A. LUPPI - M. PADOAN (a cura di), Baroc- rato, che non aveva esitato a sostenere la
co padano III. Atti dell’XI Convegno inter- propria maschera satirica attribuendosi
nazionale sulla musica italiana nei seco- il grado di «quinto evangelista», dà alle
li XVII-XVIII (Brescia, 16-18 luglio 2001), stampe sette prose religiose: La Passio-
AMIS, Como 2004, pp. 247-267; BARAGET- ne di Giesù; I sette salmi della penitentia di
TI STEFANIA, I poeti e l’Accademia. Le «Rime David; I tre libri della humanità di Christo
degli Arcadi» (1716-1781), LED, Milano (in seguito I quattro libri de la humanità di
2012; DOGLIO MARIA LUISA - PASTORE STOC- Christo con l’inclusione della Passione); Il
CHI MANLIO, Rime degli Arcadi I-XIV. 1716- Genesi con la visione di Noè; La vita di Maria
1781. Un repertorio, Edizioni di Storia e Vergine; La vita di Catherina vergine; La vita
Letteratura, Roma 2013; FORNER FABIO, Per di san Tomaso signor d’Aquino. Si tratta di
una bibliografia ragionata degli ultimi studi riscritture caso per caso più o meno libe-
sull’Arcadia (1991-2005), «Atti e Memorie re, realizzate a partire da ipotesi vete-
d’Arcadia», 5, 2016, pp. 359-417. ro- e neotestamentarie, o con l’innesto di
spunti apocrifi veicolati all’occorrenza da
CRISTINA CAPPELLETTI grandi collettori della tradizione devo-

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