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Corso di Elaborazione digitale del suono

Laboratorio di Audio

15_Dispensa
 Timbro uguale spettro armonico
Apri n°4, fino ad ora si è usato il grafico tempo / ampiezza, con il tempo è sull’asse delle x e l’ampiezza
sull’asse delle y. Un altro modo di rappresentare un’onda sonora è il grafico frequenza / ampiezza, con la
frequenza sull’asse x e l’ampiezza sull’asse y.
Il grafico nel dominio della frequenza è detta Sonogramma (sonogram) o Spettrogramma (spectogram), o
Spettro Armonico; ed è in relazione con il timbro di un suono. Il sonogramma può essere:
- a 2 dimensioni (2D) frequenza e ampiezza, e mostra il suono n° 4 come una barra (ma non con WaveLab):

- a 3 dimensioni (3D): freq. (asse x), amp. (asse y) e tempo (asse z):
1.Seleziona n°4, poi Amalysis / 3D Frequency analysis e hai sullo schermo un muro verde:

2. Richiama Analysis /3D Frequency analysis options, poni Style / Background a White e Perspective / Point
of view in posizione 15 minuti con un click nei rotondi, fai click su Redraw, chiudi la finestra Frequency
Analysis e avrai la figura seguente (ho evidenziato gli assi):

Oltre allo spettrogramma 3D detto “a cascata”, c’è anche lo spettrogramma “piatto”, cioè un incrocio tra il
grafico 2D e 3D, perché ha solo due assi, tempo (asse orizzontale) e frequenza (asse verticale), ma c’è
anche l’ampiezza, indicata con tonalità di gridio o colori.
Quindi anziché avere barre verticali come nel grafico a cascata hai delle strisce orizzontali, con il colore può
cambiare nel tempo:
Lo spettrogramma piatto si usa nel processing di restauro audio, ed è visibile con WaveLab 6.
La figura seguente riassume i modi per rappresentare un’onda sonora con il n°4:
1. Grafico tempo / ampiezza, rappresenta l’inviluppo di ampiezza del suono o visione “macroscopica” a
basso ingrandimento.
2. Grafico tempo /ampiezza, rappresenta la forma d’onda del suono o visione “microscopica”, ad alto
ingrandimento.
3. Grafico frequenza / ampiezza o spettro armonico bidimensionale, rappresenta le singole componenti del
suono.
4. Grafico frequenza / ampiezza / tempo, o spettro armonico tridimensionale, a cascata.
5. Grafico frequenza (asse y) / ampiezza (colore) / tempo (asse x) in versione spettrogramma piatto.

Ogni grafico offre informazioni differenti e da un’altra prospettiva, quindi nell’analisi di un suono è bene
esaminarli e confrontarli tra loro.

 I picchi aumentano
Apri (062-CORNI FRANCESI LA3 PP.wav) e osserva l’inviluppo di ampiezza.

La nota è un La3 di 440 Hz, il suo spettro armonico è diverso.


Se lo spettro armonico di n° 4 e n° 62 fosse uguale, avrebbero lo stesso timbro, ma quello in 3D del n°62 ha
tre picchi:
Con il suono della tromba n° 23 in 3D ne vedi di più. Ma cosa sono?
La Frequency Analysis fa vedere meglio i particolari dello spettro armonico 3D da più angolazioni.
Se usi n° 62 esplora le varie etichette alla voce Analysis / 3D Frequency analysis options, in particolare:
- Background: colori di sfondo, effetto puramente cromatico.
- Point of view: angoli di prospettiva, per girare intorno ai picchi.
- Amplitude Scale: scala dall’ampiezza; la scala logaritmica “esagera” l’ampiezza dei picchi.
- Preset: impostazione predefinita; qui ogni preset seleziona un diverso intervallo di banda.

Scegli sempre un intervallo di banda appropriato all’es da analizzare: su un’onda di 440 Hz il preset Bass,
80 Hz - 160 Hz, ti mostrerebbe il grafico a colori del deserto del Sahara.
Il preset Audible esamina l’intera banda audio; per il n° 62 va bene il preset Hight-mid, 320 Hz - 2.5 kHz, che
distanziando tra loro i picchi della seguente fig, permette di distinguerli meglio.

La stessa operazione sul n° 23 della tromba ne evidenzierà sei:

Quando hai scelto le tue impostazioni, chiudi la finestra Frequency analysis con un click su Ok.
Se abbassi un tasto La3 del pianoforte o che suoni una nota su uno strumento musicale, questi emetteranno
molte onde sinusoidali, di cui una principale e altre secondarie ma frequenza superiore alla principale.
Con l’orecchio non le puoi percepire singolarmente, tranne in alcuni casi particolari, eppure ci sono:
Si è detto che un’onda sonora è prodotta da un corpo elastico messo in oscillazione, cioè un copro elastico
può oscillare/vibrare simultaneamente in molti modi diversi: può oscillare tutto intero, cioè in tutta la sua
lunghezza, in una metà sola, in un terzo, in un ventesimo, in un centesimo, in quattro quinti, ecc.

Quindi, ogni corpo elastico ha molti Modi Vibrazionali (vibrational modes), o modi naturali di vibrazione,
simultanei, e ognuno dà origine a una singola onda sinusoidale con una propria frequenza.
A seconda dei rapporti matematici esistenti tra le loro frequenze, le onde sinusoidali generate dai diversi
modi vibrazionali si chiamano Armoniche o Inarmoniche.
La colonna d’aria contenuta in un corno francese, colonna d’aria che costituisce il corpo elastico dello
strumento, si comporta come la corda elastica tesa tra due estremi:

possiede molti modi vibrazionali simultanei; e l’azione del soffio dello strumentista ne attiva tre.
Ognuno genera un’onda sinusoidale armonica, ed ecco spiegati i tre picchi della seguente fig:

Queste tre onde si formano all’interno dello strumento: ritrovandosi a sgomitare nello stesso istante e nello
stesso spazio, si scatena tra loro un finimondo di interferenze costruttive e distruttive, cioè si sommano
algebricamente, fondendosi tra loro.
Come risultato, dallo strumento esce una somma di tre onde sinusoidali armoniche, cioè ascoltiamo una sola
onda sonora con una sua frequenza, intensità, durata, fase e timbro e forma non sinusoidale.
Lo stesso vale per la tromba, dove la situazione è più complicata, perché le onde sinusoidali armoniche che
si formano nello strumento sono una ventina, e la seguente fig mostra solo le prime sei:
Nella seguente fig. i due strumenti sono uno sull’altro,e da un confronto puoi fare delle considerazioni.

Dalla loro somma viene fuori un’onda sonora, con forma e timbro diversi rispetto a un’onda sinusoidale, vedi
fig seguente: onda sinusoidale a sin, tromba a dex:

Poiché la loro somma dà origine all’onda sonora finale, le singole onde sinusoidali armoniche e inarmoniche
originate dai modi vibrazionali sono dette Parziali (partials).
Definizione alternativa di parziali: onde sinusoidali dove può essere scomposto un suono complesso.
 Suono e rumore
Suoni e rumori hanno un’origine comune, l’oscillazione di un corpo elastico e possono essere considerati un
fenomeno unico, ma in genere si parla di:

1.Suono (sound) quando la sensazione acustica percepita deriva da oscillazioni del corpo elastico, e quindi
da variazioni di pressione, ordinate, regolari.
Perché se vediamo il moto armonico semplice, la forma dell’onda risultante si presenta come un disegno che
si ripete a intervalli regolari, che si ripresenta identico dopo un certo periodo di tempo e che per questo
motivo si definisce periodico; un’onda del genere si può chiamare Onda periodica.
Il suono è spesso definito come la sensazione acustica prodotta da un’onda periodica.
L’onda sinusoidale è l’es più semplice di onda periodica; quella emessa dalla tromba ha invece un disegno
più elaborato, cosa che si riflette sulla sua fase, i cui 360° non sono individuabili con la stessa facilità:

Un’onda periodica ha una frequenza precisa e misurabile perché il numero al secondo delle ripetizioni del
disegno, sono la rappresentazione grafica del ciclo di oscillazione dell’onda; è regolare, costante (440
disegni al secondo per gli es audio di onda sinusoidale e tromba).
Poiché la frequenza di un’onda ne determina l’altezza, ecco spiegato perché i suoni hanno un’altezza
determinata.
Determinata significa definita; puoi cantarli con la voce e dire “questo suono è un La, un Sol”.
Rispetto a quanto detto, per distinguerli dai rumori, alcuni autori chiamano Strumenti sonori, o Strumenti
armonici, quelli che emettono suoni (pianoforte, chitarra,violino,ecc), cioè note musicali, di altezza definita e
a proposito del loro timbro parlano di Timbro armonico.

2.Rumore (noise) quando la sensazione acustica da noi percepita deriva da oscillazioni del corpo elastico
disordinate, irregolari; cioè si ha un rumore quando il corpo elastico genera inarmoniche.
Nell’onda risultante dalla loro somma non si può individuare un disegno che si ripeta intervalli regolari.
Un disegno irregolare è detto non periodico o aperiodico e l’onda corrispondente è detta Onda non
periodica.
Pertanto il rumore è definito come la sensazione acustica prodotta da un’onda non periodica:

Un’onda non periodica, mancando di un disegno/ciclo di oscillazione ripetitivo, non può avere una frequenza
precisa, misurabile. Per questo, i rumori hanno altezza indeterminata.
Non è possibile intonarli col canto, magari puoi dire “questo rumore è più alto / basso di quest’altro”, come
nel n°34 (oltre a spostarsi da dex a sin, i tom passano da un’intonazione più alta a una più bassa) ma non
“questo rumore è un Do, quest’altro un Sol”.
Gli strumenti che emettono rumori (quelli percussivi), si chiamano Strumenti inarmonici e di Timbro
inarmonico.
 Riassumendo
- A causa delle proprietà costruttive come forme, materiale,dimensioni, ogni strumento ha dei propri modi
vibrazionali simultanei che producono combinazioni di armoniche o inarmoniche diverse da un altro.
- Le armoniche o le inarmoniche, semplici onde sinusoidali generate dai modi vibrazionali dello strumento e
in rapporto di frequenza tra loro secondo multipli interi e non interi, interferiscono, sommandosi.
- Questa somma algebrica di onde semplici dà origine a un’onda complessa, esclusiva per ogni strumento,
dalla quale il nostro udito ricava informazioni relative all’altezza (determinata o indeterminata), all’intensità
della nota suonata (o del rumore), e al timbro individuale dello strumento che l’ha emessa.

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