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Analisi Matematica I e Geometria  Ing.

Gestionale, 2 settembre 2020


Prima parte
(Per ogni quesito, l'unica risposta corretta è quella in blu.)

1. Di quanto segue, cosa NON è utile per la dimostrazione del criterio di convergenza assoluta per
le serie?
(a) La condizione necessaria alla convergenza.
(b) Il criterio del confronto.
(c) Il fatto che |an | = a+
n + an .

(d) Le proprietà della serie somma.


2. Per x → +∞ sia f (x) ∼ g(x) , cosa se ne può dedurre?
(a) [f (x)]2 ∼ [g(x)]2 .
(b) 2 − f (x) ∼ 2 − g(x) .
(c) [f (x)]x ∼ [g(x)]x .
(d) Nessuna delle altre aermazioni.
3. Lo sviluppo di MacLaurin del terzo ordine di una funzione f : R → R è f (x) = 1−x2 +x3 +o(x3 ) .
Qual è l'equazione della retta tangente al graco di f nel punto di ascissa 0 ?
(a) y = 1.
(b) y = 1 − x2 .
(c) y = 1 − x e y = 1 + x.
(d) Non abbiamo sucienti informazioni per rispondere.
4. Lo sviluppo di MacLaurin del terzo ordine di una funzione f : R → R è f (x) = 1−x2 +x3 +o(x3 ) .
Quanto vale f 000 (0) ?
(a) 6.
(b) 1.
(c) 0.
(d) Non abbiamo sucienti informazioni per rispondere.
se 0 ≤ x < 1
(
1
5. Si consideri la funzione f (x) = .
3 se 1 ≤ x ≤ 2
Cosa possiamo aermare a proposito della media integrale di f sull'intervallo [0, 2] ?
(a) La media integrale è 2 .
(b) La media integrale è 1 .
(c) La funzione non ha media integrale perché f non è continua.
(d) Esiste c ∈ [0, 2] tale che la media integrale sia f (c) .
6. Si consideri f (x) = |x − 1| − 2 . Sull'intervallo [0, 4] la funzione f non verica le ipotesi di uno
dei seguenti teoremi. Quale?
(a) Teorema di Lagrange.
(b) Teorema degli zeri.
(c) Teorema dei valori intermedi.
(d) Teorema di Weierstrass.
2i
7. Qual è la forma algebrica del numero complesso z = ?
1−i
(a) z = −1 + i .
(b) z = 2i + 2 .
(c) z = 2i − 2 .
(d) z = 1+i.
2i
8. Qual è la forma trigonometrica del numero complesso z = ?
1−i

 
3 3
(a) z = 2 cos π + i sin π .
4 4
√  π π
(b) z = 2 2 cos + i sin .
4 4 


3 3
(c) z = 2 2 cos π + i sin π .
4 4
√  π π
(d) z = 2 cos + i sin .
4 4
9. Sia f una funzione continua sull'intervallo chiuso e limitato [a, b] . Quanto vale l'area A della
regione di piano compresa tra il graco di f , l'asse delle x e le rette x = a e x = b ?
Z b
(a) A = |f (x)| dx .
a
b
Z
(b) A = f (x) dx .

a
Z b
(c) A = f (x) dx .
Za
(d) A = f (x) dx .
Z x
1
10. Il dominio della funzione integrale F (x) = dt è:
−1 t2
(a) (−∞, 0) .
(b) [−1, 0) .
(c) R − {0} .
(d) (0, +∞) .
Seconda parte  Tema A
1. [punti 8] Si studi, nel modo più completo possibile, la funzione reale di variabile reale denita
da f (x) = x2 (2 ln x − 1) .

Il dominio naturale della funzione è D = (0, +∞) e risulta f ∈ C ∞ (D) .


Non essendo il dominio simmetrico rispetto all'origine, la funzione non può essere pari né dispari.
√ √ √
La funzione f ha un unico zero in x = e , f è negativa su (0, e) e positiva su ( e, +∞) .
Risulta lim+ f (x) = 0 ; infatti, posto t = 1/x e ricordando la gerarchia degli inniti, abbiamo
x→0
 
2 1 1 −2 ln t − 1
lim x (2 ln x − 1) = lim 2 2 ln − 1 = lim = 0.
x→0 + t→+∞ t t t→+∞ t2

La funzione f è quindi prolungabile per continuità nell'origine, ponendo f (0) = 0 .


Risulta lim f (x) = +∞ , senza alcuna forma di indecisione. Dunque la funzione f non
x→+∞
f (x)
ammette asintoti orizzontali o verticali e, osservato che lim = +∞ , possiamo aermare
x→+∞ x
che f non ha asintoti obliqui.
La funzione è derivabile su tutto il suo dominio per regole di derivazione (anzi f ∈ C ∞ (D) , come
già detto); la derivata è
2
f 0 (x) = 2x(2 ln x − 1) + x2 · = 4x ln x.
x
Poiché f 0 (x) < 0 per 0 < x < 1 , f 0 (1) = 0 e f 0 (x) > 0 per x > 1 , segue che f è decrescente su
(0, 1] , mentre è crescente su [1, +∞) ; il punto stazionario x = 1 è dunque un punto di minimo,
che risulta assoluto. Si nota inoltre che lim+ f 0 (x) = 0− , per cui la funzione prolungata per
x→0
continuità è derivabile (da destra) nell'origine con derivata nulla (quindi con tangente orizzontale).
La derivata seconda è  
00 1
f (x) = 4 ln x + x · = 4 (ln x + 1) .
x
Poiché f 00 (x) < 0 per 0 < x < 1/e , f 00 (1/e) = 0 e f 00 (x) > 0 per x > 1/e , segue che f
è concava (ovvero presenta la concavità verso il basso) su (0, 1/e) , mentre è convessa (ovvero
presenta la concavità verso l'alto) su (1/e, +∞) ; il punto x = 1/e è dunque un punto di esso
ascendente.

1.5

0.5

0.5 1 1.5 2
−0.5

−1

2. [punti 3] Tra le funzioni la cui derivata è F (x) = √
sin x
, determinare l'unica funzione f per
2x
cui risulta lim+ f (x) = 1 .
x→0

sin x √ 1 √
Cerchiamo le primitive di F (x) osservando che F (x) = √ = 2 · √ · sin x ; quindi F
2x 2 x
è della forma √ √
F (x) = 2 · α0 (x) · sin α(x) (con α(x) = x)
e risulta essere la derivata delle funzioni
√ √
fk (x) = − 2 cos x + k , con k ∈ R.
√ √
Poiché lim fk (x) = − 2 + k , ponendo − 2 + k = 1 , troviamo che la funzione richiesta è
x→0+
√ √ √
f (x) = − 2 cos x + 1 + 2 .

3. [punti 2+2+2] Sia g la funzione reale di variabile reale denita da g(x) = sin(3x) − 3x cos x .
a) Scrivere lo sviluppo di MacLaurin di g del quinto ordine con resto secondo Peano.
g(x)
b) Al variare del parametro reale k , calcolare lim+ .
x→0 xk Z 8π
g(x)
c) Al variare del parametro reale k , studiare la convergenza dell'integrale dx .
0 xk

(a) Ricordando gli sviluppi di MacLaurin delle funzioni goniometriche, per x → 0 abbiamo
g(x) = sin(3x) − 3x cos x
   
1 3 1 5 5 1 2 1 4 4
= 3x − (3x) + (3x) + o(x ) − 3x 1 − x + x + o(x )
6 120 2 24
9 3 81 5 3 3 1 5
= 3x − x + x − 3x + x − x + o(x5 )
2 40 2 8
3 19 5 5
= −3x + x + o(x ).
10
(b) Dallo sviluppo appena calcolato otteniamo immediatamente che per x → 0 risulta
g(x) = −3x3 + o(x3 ) ∼ −3x3 , per cui

−∞ per k > 3



−3x3

g(x)
lim = lim = −3 lim x3−k = −3 per k = 3
x→0+ xk x→0+ xk x→0+
per k < 3 .

0

g(x) sin(3x) + 3x cos x


(c) Poiché la funzione integranda k = è continua sull'intervallo (0, 8π] ,
x xk
dobbiamo studiare l'integrabilità in un intorno destro di 0 . Per x → 0 risulta
sin(3x) + 3x cos x −3x3 1
k
∼ k
= −3 · k−3 ;
x x x
per confronto asintotico (la costante non nulla −3 è irrilevante per il carattere e l'integra-
1
bilità della funzione α è nota) abbiamo che l'integrale converge se e solo se k − 3 < 1 ,
x
cioè k < 4 .
4. [punti 5]
Nello spazio R3 si considerino i punti A(1,0,0), B(0,1,0), C(0,0,1).
a) Calcolare l'area del triangolo ABC.
b) Determinare l'equazione cartesiana del piano p passante per A, B e C.
c) Determinare le coordinate del punto D, simmetrico dell'origine O(0,0,0) rispetto al piano p .
d) Calcolare la distanza del punto D dal piano p .
−−→ −→ −−→
e) Calcolare il volume del parallelepipedo generato da AB, AC, AD e quello del tetraedro ABCD.


1 −−→ −→ 1 3
(a) L'area A del triangolo ABC è A = kAB ∧ ACk = k(1, 1, 1)k = .
2 2 2
−−→ −→
(b) La direzione normale al piano p è individuata dal vettore AB ∧ AC = (1, 1, 1) ; imponendo
il passaggio per A , si ottiene l'equazione p : x + y + z = 1 .

x = t

(c) Il punto D appartiene alla retta r : y=t (t ∈ R) , passante per l'origine O

z=t

e perpendicolare al piano p ; inoltre il punto medio H del segmento OD è un punto del 
t+0 t+0 t+0
piano p . Indicato D con le coordinate (t, t, t) , quelle di H saranno , , ;
2 2 2
t+0 t+0 t+0
imponendo che H appartenga al piano p si ha + + = 1 , da cui ricaviamo
2 2 2
t = 2/3 e quindi D(2/3, 2/3, 2/3) .
In alternativa, si può anche determinare subito H come intersezione della retta r col piano
p ; poi si trova D come punto simmetrico di O rispetto ad H . . .
(d) La distanza del punto D dal pianosp è
 2  2  2 √
2 1 2 1 2 1 3
dist(D, p) = dist(D, H) = − + − + − = .
3 3 3 3 3 3 3
(Ovviamente lo stesso risultato si può ottenere usando la formula per la distanza puntopiano.)
−−→ −→ −−→
(e) Il volume del parallelepipedo indicato vale |AB ∧ AC · AD| = 1 ; quello del tetraedro è un
sesto di quello del parallelepipedo, quindi vale 1/6 .

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