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CAPITOLO II: SCRITTURA ANTICO E NUOVO TESTAMENTO

1. GENESI 1, 26-28: IMMAGINE DI DIO

[26] E Dio disse: “Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e dominino sui
pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i
rettili che strisciano sulla terra”. 
[27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; 
maschio e femmina li creò.
[28] Dio li benedisse e disse loro: 
“Siate fecondi e moltiplicatevi, 
riempite la terra; 
soggiogatela e dominate 
sui pesci del mare 
e sugli uccelli del cielo 
e su ogni essere vivente, 
che striscia sulla terra”. 
[29] Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni
albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 
[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano
sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. 
[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto
giorno. 

1.1 Dignità dell’essere umano

Sal 100,5; 106,1; 136,3; 1 Cr 16,34.

1.2 “Facciamo”

1) Plurale di maestà o deliberativo?


2) Dio parla con angeli o con una corta celeste?
Gn 3,22; 11,7; Sal 82,1; 89,6-8; 1 R 22,19-20
3) Trinità?
4) Enzo Bianchi: dialogo con l’uomo?

1.3 Immagine e somiglianza

Immagine (sèlèm).

“Chi sparge il sangue dell'uomo


dall'uomo il suo sangue sarà sparso,
perché ad immagine di Dio
Egli ha fatto l'uomo” (Gn 9,6)

Somiglianza (demut).

Domanda: che cosa è immagine di Dio nell’uomo?


2

1) Intelligenza, volontà, anima.


Si 17
“Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura” (Sa 2,23).
2) Dominio sulla terra.
Si 17, 2.4.
3) Fecondità, creatività.
“Adamo aveva centotrenta anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e
lo chiamò Set” (Gn 5,3).
4) Relazione.
“Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li
benedisse e li chiamò uomini quando furono creati” (Gn 5,2).
Gerhard von Rad: “La fede in Jahvé non ha mai visto Dio come antropomorfo; anzi, ha visto
l’uomo come teomorfo”.

1.4 Il dominio

“Dominare (radah)”.
“Sottomettere (kabash)”.
1) Potere senza violenza.
Is 11,6-8
2) Potere in relazione e collaborazione: “dominino” al plurale
3) Letture “interiore”:
Paul Beauchamp: diventare “pastore della propria animalità”.

1.5 Lo Shabbat (Gn 2,1-4a)

[1] Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 
[2] Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo
giorno da ogni suo lavoro. 
[3] Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro
che egli creando aveva fatto.
[4a] Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. 

1) Il riposo fa parte dell’immagine di Dio.


P. Beauchamp: “Dio mette fine alla propria potenza”.
2) Entrare nel tempo di Dio.
“Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma
il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né
tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero
che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e
quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di
sabato e lo ha dichiarato sacro” (Es 20,8-11).
“Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo…” (Eb 4,11; cfr. 1-11).
3

2. GN 2,7: POLVERE E SOFFIO – COLTIVARE SECONDO LA LEGGE

7] allora il Signore Dio plasmò l'uomo (ha’adam) con polvere (‘aphar) del suolo
(ha’adamah) e soffiò nelle sue narici un alito di vita (nishmat hayyim) e l'umano (ha’adam)
divenne un essere vivente.
[8] Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva
plasmato. 
[9] Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da
mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e
del male.
[10] Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro
corsi. vv. 11-14: i quattro fiumi: Pison – Ghicon – Tigri - Eufràte
[15] Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo
custodisse. 
[16] Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del
giardino, 
[17] ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando
tu ne mangiassi, certamente moriresti”. 

2.1 Il posto centrale dell’essere umano

2.2 L’essere umano è polvere e soffio

Terra/polvere (ha’adam).
1) Una creatura come le altre.
2) Polvere-ceneri-morte.
“polvere sei e alla polvere ritornerai” (Gn 3,19).
3) Plasmato.
L’uomo è “l’unica creatura che Dio ha voluto per sé stesso” (GS 24).

Alito (nishmat)
1) Soffio di vita.
2) Corpo vivificato.
3) L’alito serve per parlare e rispondere.

2.3 Coltivare, curare, obbedire

Coltivare (‘avad)
1) Lavorare e servire
2) Onorare-rendere culto

Curare, custodire (shamar)


1) La terra ha bisogno dell’uomo.
2) Cura reciproca fra l’uomo e il giardino.
3) Importanza del lavoro

Come capire il passaggio dal maschile al femminile?


“Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché la coltivasse e la
custodisse”.
4

Dt 5,12: osservare = custodire (shamar) lo Shabbat.

2.4 La prima legge

Importanza qui della parola di comandamento:.


1) Libertà e responsabilità.
2) La legge introduce alla relazione.
La legge impone un limite.
3) Obbedienza.

Lettura per lo studio (Gn 1-2)

L. F. LADARIA, Antropologia teologica, pp. 146-149


---, Introduzione all’antropologia teologica, pp. 53- 84.

A. WÉNIN, Da Adamo ad Abramo o l’errare dell’uomo. Lettura antropologica della Genesi,


I: Gen 1,1-12,4, EDB, Bologna 2008, pp. 13-50.
(or. francese)

J. L. RUIZ DE LA PEÑA, Immagine di Dio. Antropologia teologica fondamentale, Borla, Roma


1992, pp. 27-47.
(or. spagnolo)
3. LA RELAZIONE UOMO-DONNA COME INTRODUZIONE AD OGNI RELAZIONE

[18] Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli
sia simile”. 
[19] Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del
cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo
avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 
[20] Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie
selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 
[21] Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse
una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 
[22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse
all'uomo. 
[23] Allora l'uomo (ha’adam) disse: 
“Questa volta essa 
è carne dalla mia carne 
e osso dalle mie ossa. 
Essa sarà chiamata donna (ishsha) perché dall'uomo (ish) è stata tolta essa”. 
[24] Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due
saranno una sola carne. 
[25] Ora tutti e due erano nudi, l'uomo (ha’adam) e sua moglie, ma non ne provavano
vergogna. 

3.1 Lettura del testo

1) L’iniziativa è totalmente di Dio.

2) I termini.
- aiuto (ezer)
- simile (nagad)

3) Il sonno dell’uomo.
- K. Barth: la donna è il sogno dell’uomo
- il sonno come luogo di rivelazione
- il sonno come non-conoscenza

4) La donna tratta dal lato dell’uomo


- la ferita e l’incompletezza
- Dio “costruisce” la donna

5) La gioia dell’uomo. Davanti a e tramite l’altro l’uomo accede a se stesso perché accede alla
parola e alla differenza sessuata.
C. Westermann: “Con la creazione della donna si dà termine alla creazione dell’uomo”.

Domanda: ha’adam è l’uomo-maschio?


3.2 Interpretazioni teologiche: il senso della differenza e della relazione uomo-donna

Gaston Fessard sj (1897-1978) - Karl Barth (1886-1968) - Hans Urs von Balthasar (1905-
1978). Sergio Bulgakov (1871-1944) – Paolo Evdokimov (1901-1970) - Alexander
Schmemman (1921-1983)

1) La differenza uomo-donna è la differenza fondamentale o “strutturale”.

“Fino all’ultima cellula il corpo maschile è maschile e il corpo femminile femminile, ed


analogicamente l’intera esperienza ed autocoscienza empirica. E questo all’interno di una
natura umana identica in entrambi, la quale però in nessun punto emerge neutrale, al di là
delle differenze dei sessi, come in un luogo di possibile comprensione. Qui non c’è nessun
universale ante rem.” (H. U. von Balthasar, Teo-drammatica, II, 345)

2) Il mistero dell’altro.

3) La differenza e la relazione uomo-donna come fondamento di ogni rapporto all’altro.

“La relazione uomo-donna è il caso paradigmatico per il perenne carattere comunitario
dell’uomo.” (H. U. von Balthasar, Teo-drammatica, II, 344)

- Fondamento della relazione all’altro.

- Fondamento (esistenziale e non ontologico) della relazione a Dio.

4) Che cosa significa essere maschio/femmina?


K. Barth: la rivelazione non dà nessuna caratteristica.
K. Kilby: bisogna essere “essenzialisti apofatici”.

- La mascolinità e la femminilità si scoprono e si consolidano con il tempo (realtà


escatologica?).
Simone de Beauvoir: “Non si nasce donna, lo si diviene.” (Le deuxième sexe, II, p. 13 1949)

- Si diventa maschio e femmina solo l’uno in rapporto all’altro.

- La mascolinità e la femminilità devono essere ripristinate (A. Schmemann, Per la vita del
mondo, Il mondo come sacramento, p.105).

- Diventiamo uomo e donna quando trascendiamo i limiti del solamente “maschile” e


“femminile” (A. Schmemann, p. 109).

Lettura per lo studio (uomo-donna)

A. WÉNIN, Da Adamo ad Abramo o l’errare dell’uomo. Lettura antropologica della Genesi,


I: Gen 1,1-12,4, EDB, Bologna 2008, pp. 50-62. (or. francese)

J. L. RUIZ DE LA PEÑA, Immagine di Dio. Antropologia teologica fondamentale, Borla, Roma


1992, pp. 27-47. (or. spagnolo)
Lettura per approfondire (uomo-donna)

Hans Urs von Balthasar, Teodrammatica, II, Le persone del dramma: l’uomo in Dio, Milano
1978, p. 344-360.
---, Teodrammatica III, Le persone del dramma: l’uomo in Cristo, Milano 1983, 263-272.
(or. tedesco - trad. inglese, francese, spagnola)

Alexander Schmemann, Per la vita del mondo, Il mondo come sacramento, Roma 2012, pp.
104-121.
(or. inglese – trad. francese)
4. PAOLO EREDE DELLA TERMINOLOGIA BIBLICA

“Il concetto paolino dell’uomo – salvo particolari sfumature – è fondamentalmente quello


dell’Antico Testamento”. (C. Spicq)

4.1 Corporeità (basar, sarx, sôma)

1) basar/sarx = carne.

Gn 43,30 - Ct 5,4 - Pr 23,16 - Sal 145,15


kol basar - Gn 2,25: “una sola carne”.
“Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene,
ma non la capacità di attuarlo” (Rm 7,18).
“Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri
della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi” (Ef 2,3).
“Anche se viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne” (2 Co 10,3).

2) Sôma = carne.

“Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?” (Rm 7,25).


“I vostri corpi sono membra di Cristo” .. Il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo” (1 Co
6,15.19).
“L’uomo non ha un sôma, ma è sôma.” (R. Bultmann)
“Voi siete corpo di Cristo e sue membra” (1 Co 12,27); cfr. Ef 1,18 – e 1 Co 10,16-17
(eucaristia) .
Fil 4,1-20: glorificare D con il corpo.
1 Co 15.

4.2 Anima e vita (nefesh, psychè, leb, kardia, nous)

1) nefesh/ psychè = anima.

Nm 11,6 - Is 55,2.
“Chi vorrà salvare la propria psychè, la perderà; ma chi perderà la psychè per me e per il
vangelo, la salverà” (Mc 8,35; Mt 16,25)
1 Co 15: psichico  pneumatico.
2 Co 5,1-5 - Fil 1, 21-24 - “Le anime dei giusti sono nella mano di Dio” (Sap 3,1; cfr. 2,22;
4,14).

2) leb/ kardia = cuore.

“Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre” (Ga 4,6).
“Se crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Rm 10, 9)
“La dove è il tuo tesoro, la è il tuo cuore” (Mt 6,21).

3) nous = mente, raggione.

Carne, corpo, anima sono solo “delle condizioni dell’intero uomo” (Lubac, Balthasar).
4.3 Spirito (ruah, pneuma)

Concetto “teo-antropologico” (Wolff, Ladaria).


“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé” (Ga 5,22).
“Facoltà del divino.” (C. Spicq) Ciò che l’u. ha di grande non deriva di se stesso ma di D.
interiorità più profonda dell’u.
“Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui” (1 Co 2,11).
“Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8,16).

4.4 L’uomo “spirito, anima e corpo”: il valore di sintesi di 1 Tessalonicesi 5,23:

“Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, lo Spirito,
l’anima e il corpo si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo” ( 1
Tess 5,23).

Dualismo nella Scrittura?


“La sapienza non entra in un'anima che opera il malené abita in un corpo schiavo del peccato”
(Sap 1,4).
“Il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera” (Sap 2,3).
Sap 9,15 - Sap 2,22; 3,1; 4,14 - (Sap 8,9).
“Il suo creatore, colui che gli inspirò un'anima attiva e gli infuse uno spirito vitale” (Sap
15,11).
“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche
per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più
del vestito?” (Mt 6,25).
“Non temete coloro che uccidono il sôma ma non possono uccidere la psychè; temete
piuttosto Colui che può portare alla perdizione e la psychè e il sôma” (Mt 10,28).

Senso di 1 Tess 5,23


“Amerai il tuo D con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza” (Dt 6,5)

Distinzione carnale/psichico ( carne/psychè) e pneumatico


“Carne”: cfr. 2 Co 10,3.
“Carnale”: “L'uomo carnale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia
per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello
Spirito. L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.”
(1 Co 2,14-15)
“Secondo la carne”: “Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati alla libertà. Purché questa libertà
non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli
uni degli altri. … Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a
soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha
desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello
che vorreste.” (Ga 5,13.16-17)
“Psichico”: “Si semina un corpo psichico, risorge un corpo spirituale.” (1 Co 15,44)

4.5 Cristo (risorto), immagine di Dio, il cristiano, immagine di Cristo (risorto)

“Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.” (Rm 5,14).


“Cristo, vera immagine di D Cristo che è immagine di Dio. … E Dio che disse: Rifulga la
luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina
che rifulge sul volto di Cristo” (2 Co 4,4.6).
“Immagine del D invisibile” (Col 1,15).
“Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi
all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29).

“Veniamo trasformati in questa medesima immagine di Cristo, di gloria in gloria” (2 Co


3,18).
“Il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo
corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose” (Fil 3,20b-21).
“Rivestitevi dell’uomo nuovo, che si va rinnovando … secondo l’immagine del suo
creatore” (Col 3,10).
“E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo
celeste” (1 Co 15,49).

Lettura per lo studio (Paolo)

L. F. LADARIA, Antropologia teologica, pp. 109-124.

J. L. RUIZ DE LA PEÑA, Immagine di Dio. Antropologia teologica fondamentale, Borla, Roma


1992, pp. 13-27; 57-85.
(or. spagnolo)

Lettura per approfondire (Paolo)

R. FABRIS, Corpo, anima e Spirito nella Bibbia. Dalla creazione alla risurrezione, Cittadella
Editrice, Assisi 2014.

H. DE LUBAC, “Antropologia tripartita”, in Mistica e mistero cristiano, sezione II, La fede


cristiana, vol. 6, Milano 1979, p. 59ss.
(or. francese)

C. SPICQ, Dio e l’uomo secondo il Nuovo Testamento, ed. Paoline Roma 1969.
(or. francese, trad. spagnola)

G. H. VAN KOOTEN, Paul’s anthropology in context: the image of God, assimilation to God,
and tripartite man in ancient Judaism, ancient philosophy and early Christianity, Mohr
Siebeck, Tübingen 2008

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