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DOMENICA, 4 APRILE 2021 CHIESA 25

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia
Dal Vangelo
secondo Giovanni mentre erano chiuse le porte del luogo dove si mano nel suo fianco, io non credo».
II Domenica di Pasqua trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa
(o della Divina Misericordia) - 11 aprile
Letture: Atti degli Apostoli 4,32-35; Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù,
Salmo 117; 1Giovanni 5,1-6; Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a
Giovanni 20,19-31
i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e
disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel
LA PAROLA mandato me, anche io mando voi». Detto questo, mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».
DI DIO soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».
marina.lomunno@vocetempo.it
A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai
perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno
saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli,
chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne fece molti altri segni che non sono stati scritti in
Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo questo libro. Ma questi sono stati scritti perché
visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e

arteinchiesa nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Nuovo Messale
«L’ora della gloria»: Ogni domenica incontro il Risorto
il Triduo pasquale Prosegue la pubblicazione dei commenti alla della Pasqua e riceviamo dal Come in principio Dio aveva
Parola di Dio a cura dei docenti dell'Uni- Risorto, presente nei gesti sa- soffiato sulla sua creatura di
Papa Giovanni Paolo II, nella lettera versità Pontificia Salesiana, Facoltà di Teo- cramentali, gli stessi doni che polvere per farne un uomo
agli artisti inviata il 4 aprile 1999, nel logia, Sezione di Torino - Istituto Internazio- ha dispensato ai discepoli nel vivente, così il soffio del
giorno della Pasqua, ricorda lo spirito nale don Bosco (via Caboto 27 - Crocetta). Cenacolo. Figlio Risorto – lo Spirito
del Concilio Vaticano II che ha get- Ringraziamo don Cristian Besso, autore Fissiamo ora lo sguardo sul immortale – viene a dare
tato le basi di un rinnovato rapporto delle omelie che ci hanno accompagnati Vivente. Tutto in questa pa- inizio alla nuova creazione.
fra la Chiesa, la cultura e il mondo alla Pasqua di Resurrezione, che passa il gina ha origine da Lui. Egli La Pace pasquale che ogni
dell’arte, nel segno dell’apertura e del testimone al confratello don Andrea Bozzolo «viene» liberamente, senza domenica torna a fluire
dialogo. Giovanni Paolo II sottoli- (nella foto). essere evocato, e sorprende nella Chiesa dal Corpo del
nea inoltre che l’arte è il linguaggio con la sua venuta i discepoli Signore è pienezza di vita,
dell’uomo, che la Chiesa ha bisogno chiusi nella paura; si mani- vittoria sul peccato e nuovo
dell’arte (così come l’arte ha bisogno festa come Colui che sta «in inizio per il mondo.
della Chiesa) e che contribuisce a mezzo» ai suoi, come centro In questa luce di misericordia
«risvegliare» la fede. Nella domenica in albis la li- della comunità; mostra nel pasquale, guardiamo anche
E proprio il linguaggio dell’uomo turgia ci fa leggere un brano suo corpo glorioso i segni all’esperienza di Tommaso.
moderno, contemporaneo, che del Vangelo secondo Giovan- della Passione, che ora appa- Un autore del V secolo com-
guarda all’essenzialità del simbolo, ni che presenta due appari- iono come il sigillo del suo menta in questo modo le pa-
ma anche ben radicato nella tradi- zioni del Risorto: la prima av- amore consumatosi fino alla role di Cristo all’apostolo in-
zione e negli archetipi, accompagna viene la sera stessa di Pasqua, fine. Il suo saluto, «Pace a credulo: «Metti il tuo dito nel
l’apparato grafico del nuovo Mes- la seconda otto giorni dopo. voi!», dischiude in modo sin- foro dei chiodi» (Gv 20,27),
sale: qui i segni pittorici si accostano Proponendo ogni anno que- tetico il senso del suo appari- mi hai cercato quando non
e accompagnano i diversi tempi sta pagina, la Chiesa le rico- re. La pace del Risorto è infat- c’ero, goditi ora la mia pre-
liturgici, le Messe comuni, i rituali, nosce un valore particolare. ti il definitivo compimento senza. Anche se tacevi, io sen-
quasi a voler «disegnare» il tempo Non si tratta solo di ciò che dello shalom biblico che i tivo il tuo desiderio; prima
della celebrazione. insegna, ma del fatto che essa profeti avevano preannun- che parlassi, conoscevo il tuo
Le immagini del nuovo Messale attesta l’inizio di quella cate- ciato per i tempi messianici: pensiero. Sentii le tue parole
sono state realizzate da Mimmo Pa- na d’incontri settimanali con la piena armonia dell’uomo e, anche se non mi mostravo,
ladino, uno tra i maggiori esponenti il Risorto che dalla sera di Pa- con Dio, con gli altri, con se ero vicino alla tua increduli-
della Transavanguardia italiana; squa giunge fino a noi. stesso e con il creato. Tutto tà; senza farmi vedere, davo
i suoi Apparendo ai discepoli a ciò che l’uomo aveva perso a tempo alla tua incredulità, in
tratti sono distanza di otto giorni, infat- causa del peccato, divenen- attesa del tuo desiderio» (Ba-
talvolta ti, il Signore fa del «giorno do prigioniero del proprio silio di Seleucia, Sermo in San-
stilizzati, dopo il sabato» il suo giorno. disordine interiore, viene ct. Pascha, 4). In queste parole
ma di forte Il «primo giorno della set- ora restituito a un livello im- – «davo tempo alla tua incre-
impatto timana» diviene il «giorno mensamente superiore. Nei dulità, in attesa del tuo desi-
emotivo del Signore», la dies dominica, discorsi di addio del Quarto derio» – c’è tutto il mistero
poiché festa primordiale della Chie- Vangelo, Gesù aveva pro- della misericordia divina che
l’intimo sa. Quando dunque nella Andrea messo: «Vi lascio la pace, vi accompagna la nostra vita.
riferimento liturgia proclamiamo questa del Verrocchio, do la mia pace» e ora quella Il Risorto ci viene incontro
cristologi- pagina di Giovanni, non nar- Incredulità promessa si compie con con la sua pace, ma tocca alla
co è co- riamo soltanto un evento pas- di San Tommaso un gesto di straordinaria fede lasciarsi raggiungere dal
stante. Ad sato, ma facciamo esperienza (1467) Museo efficacia. Il Risorto soffia sui dono pasquale.
esempio della sua contemporaneità. di Orsanmichele, discepoli il suo Spirito e dice don Andrea BOZZOLO sdb
«la Croce Ogni domenica siamo nell’oggi Firenze loro: «Ricevetelo in voi». docente di Teologia sistematica
gloriosa»
(nella foto)
si staglia in
apertu-
ra alla
La Liturgia
Veglia pasquale, irrompe la Luce
pagina che
introduce
il Triduo
pasquale;
il segno
minimalista è stato tracciato di un «Esulti il coro degli Angeli, della celebrazione. L’invito è mente pensare alla valorizza- tempo e la necessaria prepa-
colore che dal viola quaresimale esulti l’assemblea celeste: un quello di mantenere, con la zione della struttura salmo- razione per «provare i canti»
tende e si volge al sanguigno, inno di gloria saluti il trionfo ricorsiva «nobile semplicità» dica tra le letture, che nella virtualmente a distanza anche
tracimando così nel cuore della del Signore risorto». La litur- che contraddistingue la litur- Veglia narrano la storia della con i cori parrocchiali, sfrut-
Passione. All’estremità delle braccia gia della Veglia pasquale si gia, tutta la simbologia e la salvezza, magari immaginan- tando le piattaforme social
della croce, però, dei risvolti dorati illumina di luce ed esplode ritualità di cui si nutre la Ve- do e provando a proporre, ol- e internet che in questi mesi
preannunciano gli esiti della Pasqua. nel canto di lode per il trion- glia pasquale, cum granu salis, tre alle quattro letture obbli- sono state rese disponibili.
Questa croce nella sua essenzialità fo della Vita sulla Morte, per attingendo alle indicazioni gatorie, anche un respiro più Un ritornello ben proposto
e modernità conduce il nostro pen- la Risurrezione del Signore proposte per celebrare in si- ampio che proponga tutte ed un solista sicuro nell’ese-
siero a Cimabue e al suo imponente Gesù! Ecco l’essenziale per curezza. le sette letture. Proporre un cuzione sapranno arricchire,
Crocifisso di Santa Croce, Firenze fare festa, per essere pieni di Può essere utile qualche ac- ritornello cantato alternato decorosamente, la nostra li-
(1270 circa) e al lungo dialogo gioia, per celebrare col can- corgimento da mettere in atto al canto del salmista, oppure turgia. Tutti i canti dell’ordi-
sull’evoluzione storico-artistica del to, anche in tempo di pande- per poter curare una regia ce- un cantico corale (ad es. «Mia nario (in particolare l’inno di
crocifisso. mia. Questa è l’idea da con- lebrativa che da un lato metta forza e mio canto», n. 150 Gloria, il Santo e l’Agnello),
Il Triduo pasquale è il tempo centrale servare nella progettazione e in risalto il canto, dimensione CdP, da Esodo 15). I ritornel- così come l’Alleluia del Sal-
dell’anno liturgico, è il più alto della nella regia della celebrazio- propria della gioia che esplo- li dei salmi sono facilmente mo 117, l’Anamnesi (Mistero
cristianità e deve essere considerato ne «per eccellenza»; la Veglia de proprio nell’Exsultet, e che memorizzabili e ripetibili da della Fede) e la Dossologia
nella sua profonda complessità, che pasquale. dall’altro sia praticabile in parte dell’assemblea. Il con- («Per Cristo,… Amen!») e
nello scorrere del tempo ha subito Sebbene il tempo che stiamo questo tempo faticoso, che siglio è sempre quello di farli perché no, l’acclamazione
delle evoluzioni. Nei libri del Rito Ro- vivendo sia ancora segnato da come si sa vieta le prove del introdurre dalla melodia di all’Embolismo («Tuo è il re-
mano preconciliare si definiscono con pesanti limitazioni, le celebra- coro per ragioni di sicurez- organo, poi dal canto del so- gno») è bene che siano pro-
«Triduo sacro» gli ultimi tre giorni zioni pasquali non sono «de- za, mentre viene permesso lista, e quindi cantati da tutti. posti e scelti tra quelli più fre-
della Settimana santa (da giovedì a molite» nella loro struttura il canto corale durante le ce- Questa attenzione si mette in quentemente utilizzati dalla
sabato), mentre non appena conclu- rituale e simbolica. I quattro lebrazioni, nel rispetto delle linea con le indicazioni pro- assemblea. In questo modo è
so il Concilio Vaticano II si abbandona momenti del rito (liturgia condizioni di sicurezza. poste dalle nostre rubriche, possibile facilitare la parteci-
questa definizione per introdurre della Luce, della Parola, Bat- Ci vengono in soccorso «la in particolare quella di can- pazione di tutti i fedeli. Vivia-
quella di «triduo pasquale», che non tesimale ed Eucaristica) sono memoria’ ed i ‘canti che già tare la celebrazione, piuttosto mo con gioia e con il canto la
culmina con il Sabato santo, ma con ricchi di simboli e di parti sono stati scelti negli anni pas- che inserire soltanto dei canti consapevole partecipazione
la Domenica di Resurrezione. cantate che si possono valo- sati»: non è il momento della dentro la celebrazione! alla Veglia pasquale, nella ce-
Giannamaria VILLATA rizzare per meglio esprimere novità, piuttosto quello della Nei giorni prossimi alla Pa- lebrazione in spirito e verità!
la dimensione comunitaria continuità. Si può ragionevol- squa è possibile trovare il Leonardo VINDIMIAN

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