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René Descartes (Decart - Cartesio)

Nasce in Francia nel 1596 e muore a Stoccolma nel 1650. Studia in collegio dai gesuiti grammatica, retorica e
filosofia (1605-1613). Successivamente lascia la Francia per raggiungere l'armata di Nassau in Olanda.
Soggiornerà brevemente in Danimarca e Francoforte. Nel 1622 torna in Francia per questioni burocratiche
legate al suo patrimonio. Soggiornerà 2/3 anni in Italia (1623/1625). Nel 1627 torna a Parigi e a casa del
nunzio apostolico Guidi di Bagno espone alcuni temi della sua filosofia, che sarà apprezzata dai presenti e lo
inviteranno a svilupparla. Si stabilisce in Olanda 1629/1649 dove aspetterà la redazione delle sue opere
maggior Nel 1630 lavora all'opera “Mondo” incompiuta, nel 1637 escono “discorso sul metodo” e “i saggi”.
Quattro anni dopo esce “meditationes de prima philosophia”. Pubblicherà altre opere tra il 1644 e il 1649.
La regina di Svezia lo convoca nel 1649 e Decart morirà nel 1650 a Stoccolma.

Nell'opera “regole “(1627/28) ci sono temi che ripresi nel “discorso sul metodo”. Le regole sono 5: 1.
Evidenza → ogni scienza è conoscenza certa, quindi evidente 2. Intuito → evidenza in atto, gli elementi
appaiono nella mente chiari, senza dubbi 3. Deduzione → movimento continuo del pensiero che intuisce
con evidenza le cos 4. Enumerazione ordinata La somma di queste regole costituisce il metodo. Nelle regole
ci sono elementi centrali per la metafisica cartesiana → nature semplici (elementi fondamentali del
conoscere, semplici perché colti con un solo atto intuitivo). Tra le nature semplici e le relazioni interne c'è il
cogito (con l'animo tutti possono intuir che se penso, esisto), rapporto tra Dio e cogito (io sono, quindi Dio
esiste), distinzione res cogitans (sostanza pensante) e res extensa (sostanza estesa).

Nel 1630 nuova dottrina → le verità eterne, come le verità matematiche, sono stabilite da Dio. Le verità
eterne sono generate da Dio e in noi sono innate perché sono state impresse nelle nostre menti da Dio.

Fisica trattata nei testi → “Mondo” (critica la dottrina scolastica → abbandona la fisica della scuola, la nuova
fisica deve trovare il suo fondamento su nozioni chiare/evidenti). Decart immagina una materia creata da
Dio senza nessuna delle qualità della fisica scolastica ma basata sulla pura estensione. Il movimento della
materia estesa è regolato dalla legge di inerzia e applicandolo si può identificare lo stato di quiete e di
movimento → anche il movimento è uno stato e non una qualità. In base a questi principi sviluppa l'ipotesi
della creazione di un mondo uguale al nostro senza l'azione di Dio → possibile attraverso il movimento, degli
elementi aria, acqua e fuoco (materia + movimento).

“Uomo” → si fonda sui principi della fisica meccanicistica, attraversi i quali Decart spiega cosa “uomo -
macchina”. Il corpo è una macchina, composta da tubi (nervi). Al centro del cervello c'è la ghiandola pineale,
che riceve dai sensi esterni gli stimoli degli oggetti, imprimendo al suo interno le forme degli oggetti stessi.
Dalla ghiandola attraverso altri tubi escono gli spiriti che producono il movimento dei muscoli, moti
meccanici non volontari. L'anima razionale aggiunge alla macchina corporea il pensier e la ghiandola indica il
punto di contatto tra res cogitans e res extensa.

Nel definire il vero metodo, Decart, si libera di tutte le conoscenze acquisite. Riassume il metodo in quattro
precetti fondamentali: – evidenza, considera solo gli elementi su cui non si può dubitare – analisi, dividere
un problema in più parti – sintesi, ordinare i pensieri partire dai più semplici e arrivare a quelli più compless
– enumerazione, enumerare tutto.

Nel definire il metodo Decart propone come unico paradigma possibile il metodo mate superando la
divisione scolastica tra matematiche pure (aritmetica, geometria) e mate applicate (astronomia, musica)
riportandole alla loro radice comune chiamata da Deca “matematica universale”. Elimina anche la
distinzione tra aritmetica e geometria e nelle espressioni sostituisce i numeri con a, b, c (grandezze note) e
z, x, y (grandezze ignot
Le regole della morale provvisoria sono regole per lo sviluppo di un comportamento pratico morale e sono
tre: – obbedire alle leggi e costumi del paese, della religione... di appartenenza – essere risoluti nelle proprie
azioni – essere pronti a cambiare opinione più tosto che le regole del mondo.

DUBBIO è un elemento cardine del pensiero di Decart → dubita di tutto quello che apparentemente non è
fondato. Utilizza la prima regola del metodo, l'evidenza, per rigettare come assolutamente falso tutto quello
su cui si può avere il minimo dubbio. La prima forma del dubbio è relativa all'esistenza del mondo esterno
→ i sensi mi ingannano, il sonno attenta alla certezza della veglia e potrebbe esserci un genio mailgno (ente
superiore all'uomo) che mi inganna sempre ma grazie al dubbio l'uomo si libera dall'adesione ad un
errore/inganno → con il dubbio si sospende il giudizio e dubitando di una cosa non la si accetta per vera.
(Dio ingannatore no perchè Dio non può aver creato l'uomo tale da sbagliare sempre → Dio fonte di verità).

Da questa condizione di dubbio si ricava una certezza assoluta e indubitabile: l'uomo è continuamente
ingannato, tutto è un inganno ma se io vengo ingannato vul dire che esisto e se penso dei pensieri, io esisto
→ ego cogito, ergo sum. Questa tra tutte le conoscenze è la più certa, si basa sul ragionamento. Dopo aver
messo in dubbio ogni cosa Decart attraverso il ocgito afferma l'esistenza dell'io.

L'analisi del cogito porta a stabilire che chi dubita esiste mentre permane il dubbio sull'esistenza del mondo
esterno. Il pensiero è un attributo che mi appartiene necessariamente → penso e quindi sono una cosa che
pensa. Possiamo non sapere nulla di noi stessi ma sappiamo necessariamente di essere una sostanza come
soggetto del pensiero. Res cogitans è l'io, mente, anima → il soggetto di tutti i pensieri fatti di coscienza.
Criterio di verità si basa sul fatto che → io penso, dunque sono, perchè vedo che per pensare bisogna
essere; quindi, le cose che percepisco chiaramente sono tutte vere.

Per Decart il contenuto di un'idea, la realtà dell'oggetto rappresentato nell'idea, ha origine da una causa →
analizza le idee che trova nel cogito → 2 categorie di idee: – idee factitiae → idee formate da noi stessi
(fatte e inventate da noi) – idee adventitiae → non offrono garanzie, fanno dubitare sul mondo esterno
perchè forse sono illusioni del genio maligno. Non tutte le idee si ridotte a questa distinzione → idea di Dio
(eterno, immutabile, onnipotente) non può essere prodotta dall'uomo perchè per dubita, è finito e il finito
non può causare l'infinito → idea INFINITO è innata e generata da DIO che l'ha messa dentro me (Dio →
infinito). Dio come causa dell'idea di DIO che è in me. Principio di casualità per dimostrare esistenza Dio →
posso esistere io che ho l'idea di Dio se Dio non esistesse? Ma se io fossi la causa di me stesso mi sarei
creato perfetto come Dio così da essere Dio però io non solo sono ingrado di conservare il mio essere
nell'esistenza. Creazione e conservazione dell'essere comportano l'esistenza di una causa esterna all'io che
mi ha creato e che mi conserva ogni giorno → questa causa non è nell'ordine naturale ma deve essere una
sostanza che pensa e che possiede tutte le perfezioni che trovo nell'idea di Dio. La causa che possiede tutte
le perfezioni è Dio → non dipende da altro perchè è per sé il principio dell'essere. Dio come causa
dell'esistenza dell'io che ha in sé l'idea di Dio.

Obiezioni legate a fondamento della certezza, prima sembra essere il cogito e poi Dio. Decart prima
riafferma il valore primario del cogito e della regola dell'evidenza che ne deriva affermando che il cogito è
indipendente dalla veridicità di Dio, così come la regola dell'evidenza è vera prima della dimostrazione
dell'esistenza di Dio. Meafisicamente evidenza del cogito non basta per fondare scienza oggettivamente
valid perchè “regola evidenza” è valida per verità percepite immediatamente e attualmente, ma nella
scienza non tutte verità sono attualmente percepite perchè un'idea che perce ora con evidenza succede a
un'altra idea che ho percepito prima ma che ora non c'è pi Necessario ricorso a Dio che garantisce la
permanenza della verità che l'uomo concepi con evidenza → cogito garantisce scienza sogg. valida, Dio
ganatisce scienza ogg.
Idee di oggetti presenti dentro me come elementi chiari sono grandezza e movimento (elementi
geometrici), mentre le qualità oggetti (colore) sono idee confuse. Con il criterio di evidenza si può
afferemare che il pensiero è distinto dall'estensione quindi l'esistenza di una sostanza pensante (certa per il
cogito) è distinta da sostanza estesa (incerta → idee degli oggetti possono avere una causa diversa da ogg
stessi). Quindi tutto quello che possono conoscere è oggetto della geometria.

Res extensa → sostanza estesa che si contrappone alla res cogitans come ciò che è esteso all'infinito e
divisibile (corpo) a ciò che è innesto e indivisibile (spirito). Sono due sostanze distinte tra loro ed emerge la
immaterialità e spiritualità dell'anima. Dualismo tra due res → Decart deve spiegare il rapporto tra due res e
uomo, che si presenta come l'unione di anima e corpo. Per Decart il corpo è una macchina dove non si
hanno sensazioni ma solo reazioni e azioni → com'è possibile che il motore meccanico della res extensa
produca una modificazione nella res cogitans (passione). Decart parla di spiriti (particelle sottili materia) che
attraverso la ghiandola pineale fanno sentire all'anima i moti corporali stimolando sensazioni che solo anima
ha e attraverso ghiandola l'anima mette in movimento gli spiriti che generano moti del corpo Tema opera
“Le passioni dell'anima” → pass. intese come percezioni, emozioni di anima

Probelma dell'errore → errore è nel giudizio, nell'affermare-negare qualcosa di un'altra. Giudizio


caratterizzato da facoltà di conoscere e scegliere, nasce da intelletto (concepi le idee - limitato) e volontà
(illimitata e perfetta) → si sbaglia quando il mio giudizio non contiene la volontà nei limiti dell'intelletto.
Quindi per non sbagliare la volontà deve sempre restare nei limiti della conoscenza chiara e distinta – no
Dio causa di errore ma il cattivo uso della facoltà umane che Dio ci ha dato.

Momenti dell’età cartesiana 1) SVILUPPI DEL CARTESIANESIMO


La storia del cartesianesimo estremamente complessa e ricca. Proprio la molteplicità dei problemi ne hanno
reso fondamentale la presenza nella cultura del ‘600. La fisica cartesiana offriva uno schema della realtà
eliminando le forme della filosofia scolastica con il tentativo di spiegare tutti i fenomeni (anche quelli
biologici). Avvenne che la fisica meccanicistica prendesse una strada indipendente dalla metafisica con una
concezione più autonoma rispetto a dio stesso. Lo spiritualismo cartesiano assunse molta importanza tanto
da essere congiunto allo spritualismo cristiano. Pone l’accento sul cogito e sul lume della ragione per dare
uno sviluppo razionalistico.

2) L’OCCASIONALISMO
Il problema tra res cogitans e res extensa dato dal rapporto, rinvia al problema della sostanza e della
causalità. Sul piano antropologico il dualismo tra res extensa e res cogitans poneva il rapporto tra anima e
corpo, il loro problema. Per Cartesio la soluzione c’era attraverso la ghiandola pineale che avrebbe
permesso il passaggio dall’ambito degli stimoli meccanici a quello delle passioni. Essendo un pensiero e
l’altra estensione, non si comprendeva come si potesse instaurare un rapporto di reciproca casualità.

Baruch Spinoza
Nasce ad Amsterdam nel 1632 e muore all'Aia nel 1677. Studia nella scuola ebraica, in sesguito imparerà il
latino così da poter di leggere la letteratura filosofica moderna (Decart). 1656 espulso dalla comuità ebraica
e risposta compone l'Apologia perduta. Lascia Amsterdam nel 1660 per stabilirsi vicino a Leida, dove
termina Breve trattato su Dio. Nel 1663 pubblica. Cogitata metafisica e Principi della filosofia di Descartes
parte I e II più le dimostrazioni geometriche. Trasferitosi a Voorburg entra in circoli politici liberali, in
particolare i fratelli De Witt e sostiene le loro idee nel Tratatto teologico-politico pubblicato anonimo nel
1670.
Ethica → Spinoza presenta la sua filosofia basata su ordine geometrico, dando alla struttura dell'opera un
aspetto simile a quello di un trattato euclideo (dimostrazioni). Il sistema nel suo ordine geometrico
definisce: la sostanza (è ciò che è in sé e non dipende da altro perchè ha in sé principio della sua
intellegibilità) e la causa. La sostanza si presenta come una realtà oggettiva che non ha bisogno di altro per
esistere → è per sé causa di sé (causa sui) – quindi la sua essenza implica l’esistenza. In quanto causa sui la
sostanza esiste necessariamente + è unica, infinita, indivisibile: no possono esserci più sostanze perchè l'una
limiterebbe l'altra, non ci sarebbe unicità e sarebbero limitate. Non è la sostanza ad appartenere a più esseri
ma gli esseri sono nella sostanza e per la sostanza, che è unica, assoluta. Sostanza causa sui è Dio. In quanto
causa sui Dio è potenza assoluta che in uno stesso atto causa sé stesso e causa le cose per la necessità
interna della sua stessa natura. Causualità divina → immanente perchè nella produzione divina si annulla la
distinzione di causa ed effetto, Dio non produce nulla fuori di sé, ma tutto è in Dio e Dio è in cose. Dio è
causa libera perchè ciò che procede dalla natura divina segue le leggi della sua stessa natura. È la causa
principale ed universale. Idea di Dio è distante da concezione ebraica/cristiana, Dio non è una persona che
crea secondo un atto del suo intelletto e della sua volontà ma il Dio di Spinoza è potenza impersonale e
assoluta razionalità. Creare è l'atto per cui Dio fa esistere sé stesso e con sé fa esister tutte le cose (tutte le
cose sono connesse a Dio come le proprietà di una figura geometrica sono connesse a questa).

Afferma unicità della sostanza ed elimina il dualismo cartesiano. Decart definisce la sostanza come ciò che
esiste indipendentemente dal resto e che dipende solo da sé, ma si può parlare di sostanza anche per il
pensiero e per l'estenzione → Spinoza rifuta questo perchè quello che dipende da altro (ch’è in altro) non
può essere sostanza. La sostanza è UNA → infinita, composta da molti attributi ogniuno dei quali esprime
l'essenza eterna e infinita e sono perfetti nel loro genere. Non sono assolutamente infiniti perchè perchè
ogni attributo rappresenta una specifica espressione della sostan gli attributi non derivano dalla sostanza
ma sono la sostanza → non sono un modo di percepire la sostanza sono la reale espressione (intelletto
conosce sostanza attraverso gli attributi perchè questi la costituiscono). Attibuiti infiniti ne conosciamo due
→ pensiero ed estensione → la sostanza divina si esprime in noi sottoforma di fenomeni materiali e di
fenomeni spirituali. Sostanza è composta da attributi concepiti singolarmente ma questo non vuol dire che
se percepiamo due attributi distinti essi appartengono a due sostanze differenti. Nella sostanza ogni
attributo deve essere concepito di per sé perchè rappresenta l'essere o la realtà della sostanza, che essendo
infinita deve avere infiniti attributi che rappresent la stessa sostanza unica, infinita ed eterna (no + sostanze
ma + attributi di un'unica sostanza. Pensiero ed estensione sono l'espressione di una stessa sostanza →
l’Ogni attributo si esprime nei modi (insieme cose finite e determinate). Non possono essere concepiti per
sé ma sono resi concepibili dalla sostanza, ovvero dagli attributi (estensione si concepisce in sé e per sé, il
movimento si concepisce in un'altra cosa dove il concetto implica l'estensione). I modi esistono in
corrispondenza alla sostanza. Ai modi appartiee la durata perchè la loro esistenza non è necessaria ma si
pone nel tempo, alla sostanza appartiene l'eternità perchè la sua essenza implica l'esistenza. Spinoza
distingue i modi finiti e i modi infiniti (sono sempre esistiti e procedono subito dalla natura assoluta di un
attributo di Dio – l'intelletto infinito è un modo infinito in cui rientrano tutti gli intelletti finiti – modi finiti). I
modi infiniti sono infiniti perchè derivano dagli attributi e comprendono l'infinita totalità dei modi finiti (si
articolano in tutti i particolari aspetti della realtà finita). Così Spinoza risolve anche il dualismo cartesiano tra
anima e corpo → non si può parlare di mente e corpo come di due sostanze, né si può parlare dell'azione di
una sull'altra. I modi sono indipendenti l'uno dall'altro → i modi dell'atributo pensiero hanno come causa
Dio considerato sotto l'attributo di pensiero, così per tutti i modi dell'estenzione. Essendo Dio la causa unica
di tutti i modi è garantita la perfetta corrispondenza tra ordine del pensiero e l'oridne dell'estensione. Ogni
evento nell'una e nell'altra serie dei modi è lo stesso evento visto sotto l'attributo pensiero, poi sotto
l'attributo estensione. Quindi ogni modo del pensiero e ogni modo dell'estensione (2 modi di considerare la
= sostanza) che può essere causato solo da un altro modo dello stesso attributo hanno come ultima causa
Dio.
Dalla natura di Dio procede l'essenza e l'esistenza di tutte le cose e ogni loro attività. Si definisce il rapporto
tra natura naturante (è tutto ciò che è in sé ed è concepito per sé, quindi l'insieme degli attributi che
esprimono l'infinita sostanza, Dio in quanto causa libera) e natura naturata (sono tutti i modi degli attributi
di Dio, considerati come cose che sono in Dio e che senza di lui non possono né essere, né essere concepiti).
L'insieme delle singole cose rappresenta la natura naturata ma non bisogna considerar queste cose
autonome, perchè questa concezione distrugge l'unità della natura ed è frutto dell'immaginazione
(conoscenza inadeguata). Con l'intelletto si vede come la realtà molteplice rimandi all'unica sostanza (natura
naturante) che detrmina tutto. In quanto causa sui l'unica sostanza non può essere condizionata da altro se
non da sé stessa. Quindi nella sostanza (Dio o natura) la necessità si identifica con la libertà perchè Dio
agisce come causa sui, incondizionato. Dato che Dio agisce per necessità della propria natura si esclude ogni
finalità nell'opera di Dio e quindi anche nella natura naturata → Dio non può avere fini perchè possiede
tutto – è perfetto.

L'uomo si crede libero ma è solo ignoranza perchè non conosce la causa della quale i suoi atti sono
determinati → quì distinzione tra bene e male perde di significato: tutti i giudizi sulla realtà derivano da una
visione parziale (considerazione di singole cose paragonate tra loro), mentre da punto di vista dell'assoluta
unica sostanza non possia fare paragoni con un riferimento ad altro quando non c'è altro al di fuori
dell'unica sostanza. La mente per conoscere deve lasciare la visione parziale per giungere ad una visione
intuitiva che permette dicoglie in Dio l'essenza delle cose.

Fine della mente appare come un compito speculativo-etico: conoscere è liberarsi dagli errori
dell'immaginazione e dalle passioni, per cogliere la cosa dal punto di vista dell'eternità in riferimento all'idea
di Dio senza il quale nulla si comprende.

Nell'ascesa a Dio l'uomo trova la libertà perchè solo così può conoscere la connessione del tutto e si
inserisce in questa connessione così da realizzare il proprio essere. Amor di sé che guida la mente
all'autoconservazione si trasforma in amore intellettuale di Dio e dato che si risolve nell'identificazione della
mente di Dio diventa amore di Dio. Amore intellettuale di Dio è il vertice dell'etica di Spinoza.

Nell'Ethica passioni + libertà umana sono molto approfondite e dimostrano l'interesse di Spinoza per
problemi moral e politici. Obiettivo è descrivere le passioni senza giudizi moralisitici, ma basandosi sol sulle
leggi della natura. Principio fondamentale della sua analisi è la constatazione che ogni cosa, per quanto sta
in essa, si sofrza di preservare il suo essere → sforzo chiamto volontà quando riferito solo a mente, si
chiama appetit quando riferito a mente + corpo. Appetito è proprio dell'uomo, che persegue ciò che è utile
alla sua conservazione (quindi chiamato bene). Bene e male (modi del pensare) sono definiti in rapporto a
ciò che riteniamo esserci nocivo o utile → bene aumenta la propria possibilità di espansione, male la
ostacola. Primo bene = affermazione del proprio corpo (ciò che aumenta potenza di corpo e men è positivo,
ciò che la diminuisce è negativo). Teoria delle passioni → nocive per uomo perchè è travolto e schivizzato da
qualcosa al di fuori di lui e solo liberandosene può essere libero e può raggiungere il max bene. Dopo che la
ragione raggiunge una conoscenza chiara e distinta, scopre che la max affermazione del suo essere è nel
conoscere e non nelle passioni. Criterio per distinguere il bene dal male si stabilisce in rapporto a ciò che
favorisce/imp la conoscenza → termine ultimo a cui tende la conoscenza è Dio (uomo libero dalle passioni è
teso alla tot realizzazione di sé).

Diritto di natura identificato con ciò che la natura è: il diritto oggettivo è l'insieme delle leggi della natura
secondo le quali ogni cosa è ed agisce (potenza natura). Diritto soggettivo coincide con la potenza/forza di
ciascuno. Se l'uomo fosse sempre governato dalla ragione, il diritto si risolverebbe nella affermazione di
questa ma dato che a volte è determinato dalle passioni il diritto si risolve in quest'ultime. Uomini che
esercitano solo diritto di natura, non governati dalla ragione ma da passioni quindi vivino in uno stato di
miseria e lotta → per vivere meglio devono unirsi, unire il diritto che ognuno ha per natura su tutte le cose,
determiato non dalla forza individuale ma dal potere della volontà di tutti. Come nell'etica individuale così
nella vita politica l'ascesa dell'uomo è sempre nella liberazione dalle passioni e nel riconoscimento del
primato della ragione. Stato civile → uomini si uniscono tra loro, ma non sempre ragione domina le passioni,
per vivere in comunità gli uomini rinunciano al proprio diritto di natura cercando di non danneggiarsi tra
loro. Nasce una società che rivendica il diritto di tutti di giudicare il buono/cattivo e il bisogno di avere una
regola comune di vita → società resa forte dalle sue leggi è lo Stato (civitas) e cittadini (cives) sono i suoi
componenti. Stato naturale → no distinzione tra buono/cattivo ne c'è peccato. Questi elementi son solo di
stato civile perchè lì si stabilisce per comune consenso ciò che è ben/mal e il peccato è disobbedienza delle
leggi stato. Nello stato di natura non c'è né giusto né ingiusto → distinzioni solo di stato civile. Quindi nello
stato civile tutti devono seguire le leggi dello Stato e diritto valutare giusto/ingiusto no a singolo ma a stato.
Stato = libertà Volontà stato = volontà tutti. Ragione passaggio stato natura → stato civile. Stato come
espressione di ragione e strumento di liberazione → fine non è dominare ma di liberare l'uomo da passioni
dando a tutti possibilità affermare la propria persona come ragione.

Gottfried Wilhelm Leibniz


Nasce a Lipsia nel 1646 muore a Hannover nel 1716. Studia in Germania filosofi moderni (Decart). Viaggia
molto, Norimberga, Parigi, che lascierà per andar in Olanda dove conosce Spinoza. Tornato in Germania si
occupa di questioni religiose e politiche. Nel 1687 un lungo viaggio, dura 3 anni, Franconia, Italia, Baviera,
Austria. Fondò diverse accademie Germania e Russia. Opere: Discorso di metafisica 1686 - Nuovo sistema
della natura 1695 - Principi filosofia 1714 e Nova metodus pro maximis e minimis 1684 (opere scientifiche).

Vuole costruire nuova logica → basata sulla capacità di dare dimostrazioni, come quelle matematiche →
calcolo un modo nuovo di ragionare. Per attuare la nuova logica bisogna prima di tutto superare gli equivoci
del linguaggio ordinario sostituendo dei caratteri/simboli inequivoci che corrispondo solo ad una
definizione. Per Leibniz i caratteri sono intesi come un vero e proprio tipo di scrittura o di lingua universale
rapidamente comprensibile come il linguaggio naturale. Obiettivo → trovare un modo per superare le
controversie del linguaggio, creando una nuova comunicazio tra persone di civiltà, lingue diverse e creare
un'enciclopedia completa di tutto il sapere

Logica di Leibniz si fonda su due principi → principio di non contraddizione (identità) e principio di ragion
sufficiente (legato a differenza verità di ragione e verità di fatto). Verità di ragione sono: – necessarie e il
loro contrario è necessariamente falso – peccato è compreso nel soggetto – rette dal principio di identità –
conosciute a priori e non hanno bisogno di verifiche sperimentali. Verità di fatto sono: – il peccato
aggiunge qualcosa al soggetto che non gli appartiene – sono influenzabili dalla conoscenza induttiva a
posteriori – sono contingenti e il loro contrario non è necessariamente falso – si fondano sul principio di
ragion sufficiente. Distinzione legata a imperfezione propria della conoscenza umana – punto di vista Dio le
verità di fatto conosciute a priori come verità ragione (Dio comprende tutto a priori). Ma non si annulla la
libertà umana perchè la conoscenza a priori che Dio ha delle verit di fatto non le rende necessarie, dato che
il contrario verità di fatto è sempre possibile.

Sostanza individuale → concetto elaborato attraverso la critica del concetto cartesian di sostanza materiale
come estensione del concetto epicureo di atomo. Critiche mosse perchè → non spiega né il movimento, né
la resistenza della materia, non è un concett primitivo presuppone qualcosa che si estende nello spazio e
non è individuabile perch sempre ulteriormente divisibile. Leibniz vuole trovare dato primo → indivisibile,
compl e indistrutibile → sostanza individuale MONADE (sostanza semplice = senza parti). Partendo da idea
di monade si costituisce il nuovo sistema mondo. Monade: nata da Dio, in quanto spirituale è attività e
forza, ognuna è indipendete, il suo sviluppo/storia è lo sviluppo della sua stessa nozione, cioè la nozione che
Dio ha realizzato creandola. Rapporto tra monadi: sono tutte diverse tra loro, sono reciprocamente
indipendenti e costituiscono un universo in cui la legge della continuità richiede un ordine gerarchico in cui
ogni sostanza individuale si colloca secondo il princio della > o < perfezione. In questo universo tutto è
movimento e vita e le monadi si organizzano in nuove strutture. Problema della materia: sostanza
individuali sono punti metafisici indistruttibili quindi come spiego l'esistenza dei corpi e della materia? Più
soluzioni: 1. Corpo come aggregato di sostanze individuali che non ha una esistenza propria perchè non ha
una sua unità (riduzione corpo a fenomeno). 2. Dal corpo come aggregato si distingue un corpo organico,
che per essere tale deve avere un principio unificatore che dia al corpo (complesso di monadi) una sua unità
e continuità (vincolo sostanziale che permette passaggio da aggregato di monadi a sostanza composta,
organica). 3. Monade dominante, una monade che organizza tutte le altre, rappresentà l'unità del composto
e la sua identità. 4. Nelle monadi il corpo si costituisce da parte oscura, quella che non ha chiarezza di
percezione, p. o. è materia prima, rappresenta limite di ogni monade finita.

Problema rapporto anima/corpo → teoria dell'armonia prestabilita, esempio due orologi che si accordano
perfettamente, questo può avvenire in 3 modi: maniera dell'influenza proposta da Decart (mutua influenza
di un orologio sull'altro), fa accordar i due orologi anche se sono cattivi e hanno bisogno di un continuo
intervent da parte dell'operaio (Dio interviene continuamente per muovere l'anima insieme al movimento
del corpo e viceversa, per Leibniz miracolo continuo), via dell'accordo prestabilito (crea dal principio i due
orologi attraverso arte e giustizia così da assicurarsi il loro accordo per il futuro). Questa è dottrina
dell'armonia prestabilita → risolve problemi tra anima e corpo attraverso un artificio divino che ha creato
perfettamente queste due sostanze che si accordano tra loro come se Dio mettesse continuamente la
mano.

Ogni monade è un centro di attività che si specifica come percezione e apprensione. Percezione: livello
generale è stato transitorio che rappresenta una molteplicità sia in unità, che in sostanza semplice -
percezione → monade rappresenta l'universo. Garantisce l'unità della monade nella molteplicità dei suoi
contenuti, può avere livelli e gradi infiniti, da stadi incosciente delle piccole percezioni a piena coscienza.
Appetizione: azione del principio interno che determina il passaggio da una percezione all'altra.
Rappresenta la coscienza.

Concetto di sostanza individuale → sostanza in sé completa, monade in cui nulla entra dall'esterno. La
conoscenza è espressione di ciò che già presente nell'intelletto e non può derivare dall'esperienza sensibile,
la presenza delle idee nell'intelletto è data da influenza diretta di Dio. Polemica con Locke → Leibniz
sostiene che il conoscere l'universale non può nacere da esperienza sensibile ma si deve fondare sul lume
interno dell'intelletto, un elemento a priori che dia universalità e necessità al nostro conoscere (sensi
offrono opportunità di conoscenza ma non ne danno la prova).

Esistenza Dio dimostrata da principio di ragion sufficiente “Dio è ragione 1° delle cose”. Tutte le cose
conoscute sono contingenti (non hanno in sé causa di sé stesse) bisogna cercare la ragione dell'esistenza del
mondo in una sostanza che ha in sé la ragione propria dell'esistenza + intelligente/potente/buona = Dio. Nel
suo intelletto si fondano le essenze, gli esseri creati – no verità eterne come in Decart – essenze sono il
contenut della mente di Dio che realizza quelle che contengono il massimo di perfezione. Criterio di
massima perfezione costituisce la ragion sufficiente della scelta che Dio fa nel creare il mondo → scelta
determinata da necessità morale in quanto Dio non può non volere il miglior di mondi possibili. Tutto
realizzato secondo principio di perfezione. Ottimismo e finalismo basati sul raggiungimento della perfezion
per tutti cose/creature. MALE può essere: – Metafisico: è una limitazione delle creature, creature devono
essere limitate perché illimitato è solo Dio. Male metafisico non può essere imputato a Dio perché nozione
negativa. – Morale: frutto dell'imperfezione della creatura e della libertà umana. La sostanza razionale è
limitata quindi non può cogliere il vero e si abbandona a idee confus segue idee parziali, il peccato è
nell'errore e l'uomo sarà libero finché terrà la su volontà nell'ambito della perfetta ragione.

Nonostante la presenza del male il mondo leibniziano è il migliore dei mondi possibili.

John Locke
Nato a Bristol nel 1632 e morto a Essex nel 1704. Studia in un college di Oxford dove diventerà maestro.
Periodo storico particolare a livello politico (1649 decapitazione Carlo I e avvento del Cromwell al potere.
1660 restaurazione monarchia Stuart cade nel 1688 con instaurazione della monarchia costituzionale di
Guglielmo D'Orange 1689). Impegnato con problemi ordine religioso e politico (temi centrali sue opere).
Saggio su tolleranza 1667, Saggio su intelletto uman 1671, Saggio 1690, anonimi i Due trattatisul governo,
Pensieri su educazione 1693, La ragionevolezza del cristianesimo 1695. Viaggia molto tra Inghilterra e
Francia.

Empirismo → esperienza come principio conoscitivo del mondo e dell'uomo.

Secondo Locke esperienza empirica e conoscenza sono unite perché l'esperienza fornisce la base e
contenuti della conoscenza e del pensiero. Senza esperienza empirica mancano sia i referenti di ciò che si
trova al di fuori dell'io (mio corpo, mondo), sia il modo di percepire il mio io è legato all'esperienza.
L'esistenza è una conoscenza intuitiva e una percezione interna di cui siamo certi ma questo non vuol dire
che sappiamo cosa siamo (non conosco essenza mia sostanza). “So che esisto perché penso”, non vuol dire
sapere cosa sia la sostanza che pensa ma vuol dire che so di essere una sostanza, la cui azione primaria è
quella di pensare. Questa conoscenza, come tutte la conoscenza si fonda su esperienza. Pensare non è
sostanza del nostro io ma azione che il nostro io compie, il nostro io resta tale anche se non pensa (corpo
resta corpo sia che si muove/fermo).

Ogni volta che pensiamo siamo consapevoli di esistere (per conoscenza intuitiva) e il processo graduale
attraverso il quale il pensiero acquisisce le idee (materiali pensiero) è sempre originato dall'esperienza,
attraverso la sensazione e la riflessione.

Primo libro Saggio sull'intelletto umano → confutare tesi secondo le quali esistano idee e principi innati
(tutto è maggiore della parte). Se idee/principi logici/morali fossero innati tutti dovrebbero averli ma
esperienza mostra come i principi più evidenti non sono conosciuti da bambini/non istruiti che possiedono
una mente/io (se chiediamo ad un bambino quanto fa 3+4 sa rispondere solo dopo aver imparato a
contare). Anche il principio di identità è dato dall'esperienza e non è innato, così come idea Dio che si forma
attraverso la dimostrazione, basata su esperienza → questo non vuol dire che non esistano → popoli
scoperti nelle terre inesplorate dell'America non idea di Dio ma non vuol dire che Dio non esiste, ricavare
idea/dimostrazione esistenza dalla esperienza.

Tutta la conoscenza deriva dall'esperienza, la nostra mente priva di ogni esperienza è una tabula rasa, un
foglio bianco → conoscere deriva da esperienza, no a prescindere da esperienza (Descartes). Tutti contenuti
mentali che mente riceve e pensiero elabora sono idee generate da esperienza e su questo materiale
operano l'intelletto e la ragion Anima pensa quando i sensi le danno le idee a cui pensare.

Origine di tutte le idee è nell'esperienza → nella sensazione e nella riflessione. L'uomo inizia ad avere le idee
quando comincia ad avere qualche sensazione. Quindi prima capacità dell'intelletto umano, è il fatto che lo
spirito riceve le impressioni fatte su di lui sia dai sensi, che da oggetti esterni.
Idea sono tutti i dati della sensazione (immagini/ricordi), le nozioni (concetti astratti), tutto ciò che rende
conoscibile da intelletto la forma di oggetti sensibili e intellegibili. L'idea indica tutti i contenuti del pensiero
e anche le operazioni stesse del pensiero di cui si è consapevoli sia in quanto percezioni, sia mediante la
riflessione. Prima fonte dell'idea è la sensazione → quando i sensi entrano in contatto con gli ogg.
trasmettono allo spirito percezioni diverse (idea di giallo, duro, caldo, amaro – conosco il mondo attraverso i
5 sensi). Seconda fonte delle idee è la riflessione → perché le idee fornite dalla sensazione sono solo quelle
ottenute dallo spirito quando riflette sulle proprie operazioni (volere, conoscere, ragionare – idee prodotte
da riflessione dello spirito su sé stesso e sulle sue operazioni). Senza la riflessione l'io non ha l'idea di sé
stesso come sostanza.

Diversi tipi di idee: SEMPLICI → es. di una mela, percepisco contemporaneamente colore, forma e odore
come elementi uniti in un unico oggetto, ma di fatto sono delle idee semplici. Quando conosco un oggetto
faccio esperienza di tutte le idee singole che unite lo vanno a comporre → oggetti della sensazione non sono
un'unica idea semplice ma insieme idee. Le idee sono semplici perché si presentano al pensiero uniformi,
come chiare e distinte, e quindi il pensiero non può distinguerle in altre idee. Nell'idea complessa di mela
posso distinguere le idee semplici di giallo, forma sferica... ma non posso scomporre ancora queste idee
semplici. Lo spirito acquisce le idee attraverso la sensazione e la riflessione e immagazzinando le info le può
confrontare e unire → intelletto ha idee semplici solo con esperienza e le può combinare tra loro ma non se
le può inventare senza esperienza. Nel percepire le qualità degli oggetti conosciuti (colore/forma/odore)
bisogna distinguer ciò che in queste percezioni è esterno al soggetto (qualità primarie) da ciò che è intern al
soggetto (qualità secondarie). Qualità primarie → ciò che si conosce all'esterno della mente, come: solidità,
numero, estensione, figura, movimento e corrispondono agli aspetti oggettivi della conoscenza della realtà,
sono similitudini degli oggetti reali. Qualità appartengono a ogg. percepito. Qualità secondarie → ciò che si
conosce all'interno della mente, come: colori, gusti, suoni sono elementi legati al nostro modo di percepire
un oggetto. Qualità appartengo al soggetto che percepisce l'oggetto. COMPLESSE → originate da esperienza,
nascono dall'intelletto che elabora il material dell'esperienza combinando o separando le idee semplici che
conserva nella memoria. Es – mela è un'idea complessa perché è formata da più idee semplici. Idee
complesse sono di tre tipi: Modi: sono idee complesse, non si riferiscono a cose che esistono di per sé in
modo indipendente, ma si riferiscono a modi di essere/modificazioni di altre sostanze → es. triangolo è una
modificazione dell'idea di linea ripetuta per tre volte. Modi sono semplici (sono variazioni della stessa idea
semplice – fig. geometriche ottenute dalla linea) composti (sono combinazioni di diverse idee semplici –
bellezza è l'insieme di colore e figura che causa piacere in chi la osserva). Sostanze: rappresentano il
sostegno di quelle qualità che sono capaci di produrre idee semplici in noi. Questi sostrati delle cose
rimangono sconosciuti nella loro costituzione interna, anche se partendo da questi percepiamo le idee
semplici che riscontriamo attraverso l'esperienza.

Noi abbiamo le idee complesse di sostanze corporee o spirituali in base alle qualità che percepiamo di esse
→ idea corpo una cosa che ha estensione, figura, capacità di movimento, idea spirito una cosa che è capace
di pensare, comprendere, volere. Idea di sostanza è l'insieme delle idee semplici che compongono una
sostanza che consideriamo unite in una cosa sola → pensare, dubitare, volere li percepiamo e li
riconduciamo ad una sostanza che chiamiamo spirito. Relazione: idee di relazione sono idee che lo spirito
ottiene confrontando fra loro idee semplici o complesse (idee hanno origine quando lo spirito considera una
cosa accostandola ad un'altra). Idee che hanno una relazione tra loro padre – figlio. Intelletto nel
confrontare cose qualsiasi tra loro stabilisce un'idea chiara della relazione Idee fondamentali di relazione: –
causa/effetto (noi stabiliamo la relazione ma non conosciamo la natura della cusa) – tempo, luogo ed
estensione (includono due termini relativi, tra i quali vengono stabilite le relazioni)

Identità personale → io è conoscibile come identità personale in quanto idea di relazione e non in quanto
sostanza. Come sostanza l'io è un sostrato supposto di cui conosciamo l'attività senza sapere cosa sia. Come
identità personale l'io consiste in un insieme di relazioni che conosciamo in modo chiaro e che possiamo
determinare.

L'identità dell'uomo non è data dall'anima perché è l'unico elemento che sopravvive alla morte del corpo,
quindi, può reincarnarsi (maiale → imperatore). L'uomo è un certo corpo e un certo spirito. Bisogna
distinguere i concetti di uomo e persona che compongono l'identità: – uomo è corpo materiale vivente –
elemento materiale – persona è nell'uomo quando egli, tramite la coscienza e la memoria crede nella sua
identità, tanto da differenziarsi da tutti gli altri → memoria assicura identità perché riporta a galla tutte le
nostre esperienze passate (esperienze che hanno messo le basi per lo sviluppo dell'identità della persona).
Cartesio dubbio – certezza → cogito → se io sono un essere che pensa cosa sono? res cogitans fine prima
meditazione sospensione del giudizio, Locke identità animali, identità personale.

Contro Locke c’è Leibnitz che delinea il corpo come macchina e mette in evidenza la memoria come
sostanza individuale.

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