Sei sulla pagina 1di 1

PASCAL

Pascal viene ricordato sia in ambito filosofico sia in ambito fisico, avendo effettuato degli studio sulla
pressione. È il filosofo più legato alla filosofia moderna; infatti egli intende approcciarsi alla realtà in
maniera matematica fino ad un certo punto perché poi subentra la fede.
Studia nel monastero di Port-Royal di Parigi, sede della religione giansenista, il quale viene appreso
da Pascal. Il Giansenismo è caratterizzato da una visione antropologica rigida; infatti nel Giansenismo,
si credeva che la salvezza potesse avvenire solo attraverso la fede perché l’uomo è un peccatore, quindi
emerge una forte visione moralistica, che fa si che i principali avversari del Giansenismo siano i
Gesuiti, ritenuti da Pascal “Lassisti”.
Dopo essere entrato nel convento di Port-Royal per dedicarsi alla sua attività fisica, si legò al
Giansenismo, attuando una “Seconda conversione”, dopo il “Miracolo della spina” .
L’opera più importante di Pascal sono i “Pensieri”, la quale doveva costituire una Apologia del
cattolicesimo. Furono pubblicati postumi, ma già Pascal, durante la redazione, li mise in fila
logicamente, seguendo la “Logica di Port-Royal”; questa logica, usata da Pascal come strumento per
compiere i suoi studi scientifici, assume come elemento fondamentale la matematica, la quale è
indirizzata verso la osservazioni empiriche, infatti la matematica ha una funzione descrittiva.
L’oggetto della filosofia di Pascal è l’esistenza dell’uomo nella sua concretezza (questo approccio
concreto riprende la filosofia di S.Agostino, tanto che il fondatore del giansenismo, Aurneu scrive
Laugustinus).
La filosofia di Pascal è essensialistica perché l’uomo, nella sua quotidianità, deve attribuire un senso
a ciò che fa; per rispondere a questa domanda, l’uomo ricorre al Pensiero, il quale per Pascal è “la
grandezza e la miseria dell’uomo”. È la grandezza dell’uomo perché esprime la sua essenza e
consente di non essere un animale selvaggio; tuttavia è il suo limite perché l’uomo può conoscere
solamente le cose limitate, la Ragione non può comprendere tutto e neanche l’idea di INFINITO, la
quale è solo un’intuizione che non può essere spiegata, l’uomo non può conoscere né ciò che è
infinitamente grande né ciò che è infinitamente piccolo perché l’uomo è in mezzo, e stando in mezzo
può conoscere solo ciò che è proporzionato. Per distogliersi dalle domande sulla propria esistenza, gli
uomini ricorrono al DIVERTISSEMENT, che va inteso nel senso di distogliere l’uomo dalla ricerca
del significato dell’esistenza.
Pascal distingue poi le “Sprie de geometrie” e le “Sprie de fines”.

“Sprie de geometrie” > riguardano l’attività dell’uomo in rapporto al mondo fisico, quindi hanno peer
oggetto le verità empiriche che vengono conosciute mediante la logica Port-Royal;

“Sprie de fines” >riguardano l’esistenza dell’uomo e hanno per oggetto il comportamento dell’uomo
legato alla vita etica, morale e religiosa. Queste permettono di comprendere le “Ragioni del Cuore”, e
questo avviene quando l’uomo comprendere le proprie limitazioni.

In Pascal, la fede esclude che Dio possa essere dimostrato razionalmente perché se Dio viene
dimostrato razionalmente allora la fede non avrebbe più senso.
Pascal elabora la “scommessa”. Lui afferma come Dio non sia dimostrabile razionalmente ma l’uomo
può scegliere se scommettere su Dio o no. La probabilità che Dio esista è del 50%, come per la sua non
esistenza. L’uomo è obbligato a scegliere un’opzione o l’altra perché la non scelta è una scelta contro
Dio. Per Pascal, la scelta di Dio è una scelta di vita che l’uomo deve vivere nella fede.

Potrebbero piacerti anche