Sei sulla pagina 1di 3

IL BUIO OLTRE LA SIEPE- MINNEAPOLIS

Spesso i temi più importanti e delicati hanno bisogno di essere raccontati in modo semplice,
spontaneo e quasi naturale ma non per questo meno forte.
Un tema importante è il razzismo, di cui Harper Lee ci parla nel libro “il buio oltre la siepe”.
Questo romanzo è un grande manifesto che porta avanti un messaggio di tolleranza e
“rottura” di stereotipi.
Perché in qualche modo rompe e rovescia tutte le convenzioni, un semplice esempio è la
stessa protagonista, Scout, che rifiuta di rispettare qualsiasi inquadramento di genere e
costruisce la sua identità in base a ciò che lei stessa sceglie.
Il romanzo è ambientato in Alabama, nel sud degli Stati Uniti qualche anno dopo la Grande
Depressione,“il buio oltre la siepe” è un inno all’infanzia e alla adolescenza.

Jem, Scout e Dill, i protagonisti del romanzo, sono personaggi positivi: la loro mente infatti
non è annebbiata dai pregiudizi che conducono al razzismo.

I tre ragazzi sono in grado di porsi semplici domande ma rivelatrici e soprattutto di


considerare un uomo per quello che è, al di là e del colore della pelle o dalla razza, buona
parte del merito è anche del padre, Atticus.

Un personaggio che desta scalpore nella storia è la sorella di Atticus, la “zia Alexandra” che
non considera Calpurnia, la governante afroamericana, una buona figura materna per Jem e
Scout; disapprova il carattere da maschio di Scout e la incoraggia a comportarsi in modo più
femminile.
La zia Alexandra nel romanzo mostra talvolta atteggiamenti razzisti che esprime tramite frasi
forti che destano scalpore nelle menti dei giovani ragazzi, «Nessuno a Maycomb va più a
trovare un negro dopo quello che ci hanno fatto. Oltre a essere degli incapaci, adesso certe
volte ti guardano prima con aperta insolenza, e quanto a fidarsi di loro, be’, è finita… Noi
siamo stati buoni con loro, da che mondo è mondo li abbiamo tirati fuori dal carcere e salvati
dai debiti, gli abbiamo trovato lavoro quando non c’era lavoro, li abbiamo incoraggiati a
migliorarsi e si sono anche un po’ civilizzati, ma mia cara…»

L’esordio del libro è l’accusa contro Tom Robinson, giovane uomo di colore, che viene
accusato di violenza nei confronti di una ragazza bianca, tra il sostegno di pochi e la
disapprovazione della gente del paese, Atticus prende le difese del signor Robinson,
dimostrando che Tom non soltanto è innocente del reato di cui è accusato, ma che è un uomo
buono. È un afroamericano, che è stato capace di empatia verso una ragazza bianca.
Nel romanzo il concetto di “pregiudizio” è narrato in forma più ampia possibile, facendo
riferimento, non solo a quello che nasce e si alimenta dal colore della pelle, ma anche al
pregiudizio verso chi viene considerato “strano” e “diverso”, infatti gli stessi giovani
protagonisti in un primo momento temeranno il vicino Boo Radley.
Boo e Tom Robinson, nonostante il fatto che hanno un diverso colore della pelle, sono
entrambe vittime di una società meschina che non accetta il “diverso”.
Entrambi sono psicologicamente e fisicamente fragili e malati.

Questo libro è ambientato in un’America in cui la segregazione era ancora molto forte,
radicata, a quei tempi essere nero significava essere diverso nel modo peggiore, cioè
“criminale” e “pericoloso”
Gli anni Sessanta rappresentano infatti un’importante pagina di storia per la lotta dei neri
d’America e per la loro emancipazione.
Finita la guerra la segregazione razziale era un grave problema negli Stati Uniti, infatti c’era
una netta separazione tra bianchi e neri.
Il fatto che questo libro, dopo tanti anni, sia ancora letto da migliaia di persone fa riflettere,
il buio oltre la siepe è una forte voce contro le discriminazioni, che ancora adesso colpiscono
molti uomini di colore.
Durante gli anni vi furono vari episodi che hanno segnato fortemente le coscienze e cambiato
in modo radicale il mondo a cui siamo abituati, dal rifiuto di Rosa Parks di cedere il posto su
un autobus ad un bianco e il suo successivo arresto, al linciaggio di Emmett Till che morì,
massacrato da un gruppo di uomini bianchi per un fischio di apprezzamento ad una donna
bianca.
Vi furono quindi una lunga serie di casi che portarono ad atti di protesta, e manifestazioni
contro la discriminazione per il colore della pelle.
Attualmente a Minneapolis, in questi giorni vi sono molti delitti in atto, come in molte altre
città degli Stati Uniti, da dove arrivano notizie di centri commerciali devastati, un
commissariato e centinaia di auto date alle fiamme...
un episodio spiacevole e raccapricciante che ha colpito migliaia di persone è stata la crudele
morte di un afroamericano, che reso inerme dalle manette e dalla faccia schiacciata
sull’asfalto, venne filmato sotto gli occhi di testimoni di fronte ai quali la violenza di un
poliziotto assassino, che sembrava essersi messa in posa con sguardo di sfida verso gli
spettatori.
Il poliziotto con un ginocchio piantato sul collo gli toglieva
il respiro, si chiamava George Floyd e il suo disperato “i can’t breath” ora risuona per
protesta in tutto il mondo.

“E’ un delitto sparare a un usignolo, gli usignoli non fanno male a nessuno e creano una
musica meravigliosa”.
questa è una frase che Atticus Finch rivolge ai suoi bambini e da cui nasce il titolo originale
del romanzo, “To kill a mockingbird”.
Oggi George Floyd potrebbe essere interpretato come oggi Tom, afroamericano del romanzo
che viene accusato ingiustamente di violenza.

Il razzismo Si manifesta con la paura e il disprezzo per quelle persone che sono fisicamente,
culturalmente e talvolta religiosamente diverse da noi.

Le idee razziste nascono in quelle persone che per si credono superiori ad altre etnie di
persone.
Questo sentimento nasce dalla paura nei confronti di chi è diverso da noi.
Di certo un bambino non nasce razzista, e quindi dipende dalla famiglia, dall’educazione,
infatti nel romanzo “il buio oltre la siepe” il padre Atticus si impegna ad educare i figli ai
principi della tolleranza.

Il vero e pericoloso buio oltre la siepe quindi è quello dell’ignoranza, del pregiudizio e
dell’odio, quello creato dagli altri abitanti della cittadina, quello che si traduce in una rigida
segregazione razziale.

Il “buio” del titolo, rappresenta l’ignoto e la paura che questo genera. La “siepe” invece è lo
spazio in cui siamo al sicuro, delimitato e chiuso, in cui troviamo modo di esprimerci.
Oltre la siepe c’è l’altro, il diverso..