Sei sulla pagina 1di 7

L’IMPERO DOPO LA MORTE DI FEDERICO II

L’ impero rimase per 23 anni senza guida fino a quando non fu eletto Rodolfo I d’Asburgo. Rodolfo non si
fece mai incoronare dal pontefice, si scontrò con il re di Boemia e ottenne l’Austria. Rafforzò così l’autorità
imperiale degli Asburgo (dinastia che dominerà fino alla fine della prima guerra mondiale).

L’ITALIA DOPO LA MORTE DI FEDERICO II


Manfredi ottenne in eredità la reggenza d’Italia e si fece incoronare re di Sicilia. Egli si alleò con i ghibellini e
sconfisse l’esercito fiorentino appoggiato da una lega guelfa nella battaglia di Montaperto. Fu
successivamente sconfitto nella battaglia di Benevento (1266). A lui successe l’ultimo erede del casato
svevo Corradino IV, che fu sconfitto nella battaglia di Tagliacozzo e successivamente decapitato a piazza
del mercato a Napoli. Questo segna la fine della dominazione sveva e l’inizio di quella angioina con Carlo e
Roberto D Angiò. Egli propose una politica molto diversa, infatti si appoggiò ai baroni(nobili) e li rafforzò
concedendo loro numerosi feudi. La capitale fu spostata da Palermo a Napoli, questo, insieme alla grande
pressione fiscale, causò il malcontento dei siciliani, che appoggiarono Pietro III d’Aragona. Tutto questo
causò una rivolta antifrancese nota come rivolta dei vespri siciliani. Gli aragonesi sbarcarono in Sicilia
dando inizio ad una guerra di circa 20 anni che si risolse con la pace di Caltabellotta che assegnò la Sicilia a
Federico d’Aragona e la parte peninsulare a Roberto d’Angiò.

DALLA CRISI DELLO STATO ALLE MONARCHIE FEUDALI


L’impero non riusciva a svolgere le 3 funzioni fondamentali dello stato: la difesa militare, l’amministrazione
della giustizia e il fiscalismo. Di conseguenza ci fu lo sviluppo delle signorie locali: i signori locali
esercitavano le funzioni fondamentali. Il potere del re era riconosciuto perché egli garantiva i loro diritti.
Nasce così la figura del re magistrato, per questo si parla di monarchie feudali. Il re poteva ricorrere alle
tasse, ma doveva ottenere il consenso, nacquero quindi delle assemblee con il nome di parlamento, che
venivano convocate solo in caso di necessità. Esistevano 3 stati: la nobiltà, il clero, e successivamente il
terzo stato, composto dai gruppi dirigenti urbani.

NAZIONALIZZAZIONE
SPAGNA
In spagna c’erano diverse etnie: gli indigeni (nativi iberici), gli ebrei, e i saraceni (arabi). I nativi iberici
volevano formare un proprio stato, e quindi di conseguenza, con il fenomeno che prende il nome di
reconquista, scacciare gli ebrei e i saraceni. Ci riuscirono grazie alla vittoria della battaglia di Las navas de
Tolosa, che portò i musulmani a stanziarsi nel regno di Granada.

INGHILTERRA
Dopo la dinastia normanna salì al potere Enrico II plantagenese, il quale dovette impegnarsi per ristabilire
l’autorità regia. Sua madre Matilde aveva sposato Goffredo d’Angiò Plantageneto, mentre lui stesso sposò
Eleonora d’Aquitania: allora Enrico II ereditò dalla madre la Normandia, dal padre l’Angiò, mentre la
moglie gli portò in dono l’Aquitania.
FRANCIA
Dopo la vittoria di Bouvines Filippo II poté affermare la sua autorità, acquisendo feudi più piccoli grazie alla
vittoria. Nell’attività del governo istituì il consiglio del re, composto da grandi vassalli; introdusse la corte
dei conti per il controllo finanziario e il parlamento a Parigi, con la funzione di corte suprema. La monarchia
mantenne questa forza anche con Luigi VIII e Luigi IX.

LA CHIESA DOPO INNOCENZO III


Il papato di Innocenzo III rappresenta l'apice del sistema teocratico. Il nuovo papa che prese il
nome di Celestino V aveva un compito davvero oneroso, egli infatti non si sentì in grado e abdicò.
Seguì successivamente Bonifacio VIII che come Innocenzo III pensava di essere un papà
teocratico. Durante il suo pontificato si celebrò il primo Giubileo della storia. Questo
rappresentava un atto di supremazia della chiesa rispetto all'Impero poiché tutti i fedeli dovevano
recarsi attraverso un pellegrinaggio a Roma per poter ottenere l'indulgenza plenaria, e quindi
avere la remissione dei peccati.

LO SCHIAFFO DI ANAGNI
Nel 1294 esplode un conflitto tra la Francia e l’Inghilterra, entrambe, per cercare di limitare le
spese di guerra, introdussero delle tasse sul clero. Per Bonifacio VIII era una violazione dei diritti
papali, che erano ribaditi nella bolla clericis laicos, secondo cui il papa minacciava di scomunicare
tutti i laici che avessero imposto tasse agli ecclesiastici. Allora l'Inghilterra fece un passo indietro
ma la Francia guidata da Filippo IV Il bello non si sottomise e convocò l'assemblea degli Stati
Generali, l'assemblea dei rappresentanti del clero nobiltà e borghesia. Gli Stati Generali
affermarono che il potere del re deriva da Dio senza la mediazione papale, e, diedero ragione al re
Filippo. Bonifacio VIII promulgò la bolla unam sanctam che riafferma il potere teocratico del Papa.
Seguì l'opposizione francese alla bolla, con la cattura del papa nella sua residenza di Anagni grazie
alla famiglia romana dei Colonna. Il papa fu rapidamente liberato grazie ad una sollevazione dei
cittadini di Anagni e poter far ritorno a Roma. Questo evento è fondamentale siccome rappresenta
l'inferiorità del papa nei confronti dell'imperatore.

LA CATTIVITA’ AVIGNONESE
Dopo la morte di Bonifacio VIII venne eletto Clemente V. La sede papale venne trasferita da Roma
ad Avignone, in Francia, e segui un periodo dove si succedettero per 70 anni tutti i papi francesi,
periodo chiamato cattività avignonese. Questo è il punto più basso della della chiesa siccome il
papato riformò il sistema amministrativo rafforzandolo attraverso nuovo personale. Questo stato
prende il nome di curia, dove si vendevano cariche ecclesiastiche e si distribuivano indulgenze a
pagamento.

COLA DI RIENZO E LE COSTITUZIONI EGIDIANE


La città di Roma fu la prima a subire le conseguenze del trasferimento della sede papale ad
Avignone. In questo contesto maturò l'esperienza di Cola di Rienzo, un notaio che si pose alla
guida di una rivolta contro i Baroni. Cola assunse il governo della città come garante di pace e di
giustizia. Il suo programma prevedeva infatti la lotta ai potenti Baroni e la riorganizzazione delle
Milizie municipali. Il troppo potere gli fece annebbiare la testa e questo suscitò l'opposizione sia
del pontefice sia delle grandi famiglie dell'aristocrazia romana. Fu allora costretto a fuggire da
Roma dopo solo sette mesi di governo. Quando tentò di rientrare a Roma fu riconosciuto e
massacrato dalla folla.
Toccò successivamente ad Egidio di Albornoz, un cardinale spagnolo che riuscì a sedare le lotte tra
le famiglie potenti e a riorganizzare le terre pontificie. In questo contesto fu fondamentale
l'emanazione delle costituzioni egidiane che istituivano i principi fondamentali
dell'amministrazione papale sul territorio e definivano i rapporti del Papa con i poteri locali. queste
norme fondarono la struttura originaria dello Stato della Chiesa.

LE REPUBBLICHE MARINARE E L’IMPERO


VENEZIA
Sulle coste nascono le repubbliche marinare.

Politica: oligarchica (governo di pochi)

Venezia è uno stato molto ricco ed è lo snodo di tutti i prodotti orientali (sete, spezie)

Le spezie erano molto importanti perché:

● Pesano poco (trasportate in gran quantità)


● Conservano il cibo variando il sapore
● Assumeranno una funzione medica

A Venezia non ci sono conflitti tipici nei comuni.

La massima autorità è il Gran Consiglio, insieme di dogi (famiglie più importanti della città).

Dal 1297 le famiglie del Gran Consiglio resteranno le stesse (stabilizzazione politica)

Venezia affronta Genova (altra repubblica marinara, più povera)

Venezia vince e rimane indipendente fino all’1800 con Napoleone.

FIRENZE
A Firenze vi è il conflitto tra il popolo grasso e il popolo minuto.

Si creano le corporazioni, si stabilisce che non si può partecipare alla vita politica senza un’arte.

Abbiamo una divisione tra arti maggiori (lavori più importanti) e arti minori (lavori meno importanti).

Dante entrerà a far parte dei Medici e Speziali, attuali farmacisti, per prendere un ruolo importante in
politica.

Le arti minori verranno difese dal capitano del popolo.

Si creano due fazioni:

● Guelfi (filo-papale)
● Ghibellini (filo-imperiale)

I ghibellini verranno sconfitti e i guelfi si divideranno in:

● Guelfi bianchi (autonoma gestione del comune)


● Guelfi neri (gestione del comune affidata al Papa)

Bonifacio VIII chiamerà Carlo di Valois, il quale favorirà i guelfi neri, che vinceranno, e i guelfi bianchi (tra cui
Dante), saranno esiliati.

Firenze grazie alla famiglia De Medici diventerà signoria.

L’IMPERO

L’impero aveva da risolvere il problema dell'eleggibilità (periodo di anarchia)

All’inizio del 300 viene eletto Enrico VII di Lussemburgo.

Dante spera che Enrico risolva i conflitti che vi erano in Italia, ma così non sarà.

Viene poi eletto Ludovico il Bavaro, che prova a mettere ordine negli stati italiani, ma senza ottenere grandi
risultati.

Ludovico fece approvare una dichiarazione secondo cui l’imperatore non aveva bisogno dell’incoronazione.

Dopo Ludovico sale al potere Carlo di Boemia, che sarà ricordato per la pubblicazione della Bolla d’Oro, che
definiva il criterio di eleggibilità dell’imperatore.

Per votare, si riuniscono 4 principi laici e 3 vescovi, e tra questi si sceglie l’imperatore che deve dare
continuità al regno.

Da notare come si dà più potere ai laici per dimostrare che l’impero ha autorità sulla chiesa.

LA CRISI DEL TRECENTO: PESTE NERA


La peste del 1348 fu una pandemia detta peste bubbonica a causa della comparsa delle pustolette.

La peste è una malattia portata dai ratti e trasmessa all’uomo a causa delle scarse condizioni igieniche.

Fu cosi significativa che ebbe conseguenze:

-Sociali: la popolazione fu decimata

-Economiche: l’agricoltura (fu cambiato il sistema di coltivazione e fu introdotto il contratto di mezzadria).

Il proprietario terriero fa un accordo con coloro che lavorano la terra (mezzadri), il raccolto viene poi diviso
a metà e i proprietari vivono di rendita.

Il contratto di mezzadria rimarrà in Italia fino al 1250, agli ebrei erano riservati lavori impuri: gli usurai,
coloro che prestavano soldi con interessi.

LE RIVOLTE DEI JACQUERIES


Si ebbero rivolte sociali a causa del grande fiscalismo imposto dal re Giovanni il Buono. I contadini colsero
l’occasione per protestare contro l’aristocrazia poiché questi chiedevano tasse ai contadini e di dover
combattere. Queste rivolte prendono il nome di Jacqueries. Questa rivolta fu sedata nel sangue con 20.000
morti.

LOTTA DEI CIOMPI


I cardatori della lana nel1378, sollevarono delle rivolte poiché volevano ottenere importanti conquiste
politiche e volevano essere rappresentati da un’arte, si coalizzarono sotto la guida di Michele di Lando.

Nel complesso il tumulto dei Ciompi fallì per la scarsa capacità organizzativa, a differenza delle rivolte
trecentesche scoppiate in Francia.

LA FORMAZIONE DELLO STATO MODERNO


Lo stato moderno si inizia a formare nel momento in cui il sovrano decide di combattere quei privilegi che,
in qualità di re magistrato avrebbe dovuto tutelare. Questa è l’epoca dell’ascesa del sovrano, dove egli
inizia ad accentrare i poteri nelle sue mani. Questo segna la nascita dello stato moderno, che ha 3
caratteristiche:

-L’accentramento del potere (che comporta anche il controllo della chiesa nazionale, sottraendo il diritto a
Roma di nominare gli ecclesiastici.

-La territorialità (sovranità del re circoscritta ad un territorio limitato)

-La concezione patrimoniale e dinastica dello stato: lo stato era concepito come un bene di proprietà del
monarca.

LA GUERRA DEI 100 ANNI


La guerra scoppia per 2 motivi:

-dinastici

-economici

MOTIVI DINASTICI
I franchi nominano come successore Filippo VI, un cugino del re che non appartiene più alla famiglia dei
capetingi ma a quella di Valois. Filippo ha in realtà un erede maschio, perché la figlia Elisabetta è andata in
sposa al re d’Inghilterra, i 2 hanno un figlio, Edoardo III (sia francese che inglese) ed egli rivendica il trono.

MOTIVI ECONOMICI
I territori della Francia nord-occidentale hanno rapporti commerciali con l’Inghilterra (produzione della
lana, avviene in Inghilterra, ma viene mandata in Francia per far sì che venga lavorata.) Il traffico è gestito
dagli inglesi, e questo non sta bene al re francese, in quanto quei territori, seppur politicamente francesi
sono più fedeli all’Inghilterra.

Edoardo III, con l’intenzione di impossessarsi del territorio delle Fiandre, sbarca in Francia nel 1337
occupando il porto di Calais, dimostrando così di essere deciso a rivendicare quelli che secondo lui erano i
suoi diritti di successione al trono francese. Le ostilità divennero definitivamente guerra nel 1346 con la
battaglia di Crecy, dove prevalsero gli inglesi, grazie alla tecnica dei long bow, che confermano la loro
supremazia militare anche nella battaglia di Poitiers

Dopo la vittoria inglese in Francia viene eletto Carlo VI cui viene dichiarata l’instabilità mentale, viene
affidato agli zii Filippo il buono e Luigi d’Angiò che si scontrarono per stabilire chi avrebbe dovuto avere la
sua tutela, quindi si manifesta il conflitto fra armagnacchi e borgognoni, che diventa una sorta di guerra
civile, che provocò una debolezza la quale comportò l’arrivo degli inglesi, che vincono e impongono che la
figlia del re dovrà sposarsi col figlio del re inglese. Carlo VII con l’aiuto di una giovane contadina viene
incoronato re dei francesi. La contadina era Giovanna d’arco, la quale affermava di essere ispirata da dio,
indossa la corazza e guida gli eserciti, viene catturata dagli inglesi che la rivendono ai francesi; questi ultimi
la accusano di stregoneria e la bruciano al rogo. I francesi ottengono una vittoria a bordeaux contro gli
inglesi e si conclude così la guerra dei 100 anni. L Inghilterra non perde Calais (traffico della lana) e i re
francesi e inglesi sono rimasti gli stessi, allora si può definire come una guerra inconsistente.

FRANCIA
Dopo la morte di Carlo VII, viene eletto Luigi XI

La Francia si nazionalizza:
-Introduce funzionari

-Forma un esercito permanente: il re in caso di guerra può mettere in campo forze sempre a disposizione

-Rinforza il ruolo del Parlamento (sono molteplici):

 Gestiscono il fisco
 Giudicano la gente comune (borghesia e clero esclusi)
 Acquisiscono il diritto di rimostranza (possono cercare di aggiustare le decisioni del re)

Luigi XII, firma la Prammatica Sanzione: il clero francese è sottoposto al controllo del re

INGHILTERRA
Il figlio di Enrico V mostra segni di instabilità mentale, questo provoca lo scontro fra Lancaster e York
(guerra delle due rose), e dopo 30 anni si giunge alla pace con i Tudor, Enrico VII Tudor viene incoronato. La
famiglia Tudor darà successori per 2 secoli con l’ultima discendente Elisabetta.

Enrico VII tudor darà una svolta fondamentale, sarà un sovrano assolutista: non impone tasse e quindi non
è necessario l’intervento del parlamento. Il paese ha un decollo economico grazie alla strategia delle
recensioni (l’Inghilterra è un territorio poco coltivabile, Enrico VII alienò i campi pianeggianti ‘’open feels’’:
zone boschive dove cresceva una vegetazione spontanea, essi erano territori demaniali (appartenenti allo
stato), lui regala queste terre a chi le recinge, costui, diventerà un proprietario terriero e quindi dovrà
pagare le tasse. Enrico VIII proseguirà questa politica, anche Elisabetta la proseguirà e sarà la protagonista
della golden age. Giacomo I prosegue, ma invece di dare i territori demaniali dà quelli della corona. Questa
politica delle recinzioni sarà anche responsabile della prima rivoluzione industriale: questi campi aperti
erano coltivati dalla gente locale, quando vengono recintati non possono essere coltivati, allora le persone
filano e tessono la lana e creno un telaio meccanico di basso prezzo. Tutte le persone che lavoravano la lana
vennero raggruppate nelle stalle e quindi nacquero così le prime fabbriche.

Giacomo I introduce:

-La figura degli sceriffi (sindaci del paese, funzionari)

-Una camera stellata: tribunale che serve per giudicare l’aristocrazia

-Un consiglio della corona: un gruppo di aristocratici che lo sostiene nelle decisioni.

Le pressioni fiscali non aumentano perché i burocrati non vengono pagati in quanto rientrano nella cerchia
di conoscenze del sovrano.
PENISOLA IBERICA
Dopo la battaglia di Las navas de Tolosa, la penisola iberica è suddivisa in regni:

-Il Portogallo: si nazionalizza con la dinastia dei Braganza

-Castiglia ed Aragona: si uniscono con il matrimonio di Isabella e Ferdinando. I 2 regni sono completamente
diversi, la Castiglia affaccia sull’atlantico, c’è il sovrano che si fa aiutare dalle coortes. L Aragona affaccia sul
mediterraneo, è più agricola e propensa ai commerci, il sovrano è più autonomo. Castiglia ed Aragona
hanno un interesse comune: il forte senso religioso. Ferdinando e isabella si sposano, ma non congiungono
i regni, perché isabella non voleva perdere il suo ruolo. Il loro erede sarà re di entrambi i territori. Essi
realizzano a pieno la reconquista perché impongono il cattolicesimo, gli ebrei sono quindi costretti alla
conversione e vengono chiamati conversos. L’imposizione genererà il paradosso spagnolo: gli spagnoli sono
nobili (non lavorano) i musulmani ed ebrei sono lavoratori, commercianti, allora la spagna diventa un paese
parassitario, infatti nel 1492 conquista l’America del sud, traendo i beni da essa.

-Navarra e Granada

Potrebbero piacerti anche