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Elena Fontanelli 3C tur.

DISOBBEDIENZA CIVILE

Nel mondo ci sono molti Stati, ognuno ha la propria tipologia di governo e leggi
diverse. Molte sono le leggi e possono risultare giuste o ingiuste. Ovviamente la
definizione è soggettiva infatti, alcune persone possono trovare giuste quelle leggi
che altre persone, al contrario, ritengono sbagliate. Le leggi ingiuste sono quelle che
contrastano la coscienza di un uomo, che vanno contro i suoi valori e le sue idee su
ciò che è giusto e viceversa. Nonostante questo l’uomo è tenuto a rispettare la
legge, altrimenti andrebbe incontro a delle sanzioni. Per non essere sanzionato deve
quindi rispettare anche le leggi che vanno contro i suoi valori. Per questo motivo il
cittadino a volte può anche sentirsi un suddito, ossia costretto a rispettare una regola
che non condivide.

La libertà, un diritto di tutti


Nel 1948 sono stati scritti i diritti fondamentali dell’uomo. Il principale è la libertà, non
così scontata in tutti i Paesi. La libertà equivale ad avere dei diritti, non riguarda il
“fare quello che vogliamo” poiché dobbiamo agire rispettando le regole e gli altri.
Essere libero vuol dire poter scegliere i propri principi, la propria religione, i propri
pensieri. Infatti tutti hanno diritto alla libertà di vivere senza essere discriminati
nonostante abbia idee che non vengono condivise da tutti. Siamo tutti diversi e la
diversità non deve impedire a qualcuno di vivere liberamente. La libertà permette di
avere il diritto di parola e di esprimere la propria opinione, quindi ognuno può
esprimere anche il proprio dissenso per qualcosa. Per esempio, per delle leggi
ingiuste.

Leggi ingiuste
Infatti non è detto che tutto ciò che è legge sia giusto. Lo abbiamo visto nel corso
della storia, come le leggi razziali. Delle leggi che non davano libertà a tutti e
ripudiavano coloro che erano definiti “diversi”, gli Ebrei. Gli Ebrei durante il regime
fascista furono espulsi dalle scuole e dalla società civile, furono trasferiti nei campi di
concentramento e costretti a lavorare, furono privati di tutte le libertà dell’uomo
senza alcuna colpa, semplicemente perché erano visti diversi. Per quanto ingiuste,
tutti dovevano rispettare e accettare queste leggi, altrimenti sarebbero stati definiti
traditori. Non esistevano le libertà di cui parliamo oggi: le persone erano diventate
dei sudditi, che non potevano avere una propria opinione se non quella imposta dalla
legge. Ancora oggi negli Stati totalitari si ritrovano leggi ingiuste, che non sono state
votate da tutti. Per esempio la pena di morte che priva della libertà di vivere.

Far prevalere la coscienza


Le ingiustizie portano alla disobbedienza civile, ossia rispettare la nostra coscienza
ed agire di conseguenza. Henry David Thoreau parla proprio di questo argomento.
Si augura che gli uomini coltivino il rispetto di ciò che è giusto prima di rispettare
leggi. Prima di essere sudditi dobbiamo seguire i nostri valori ed essere uomini. Nel
corso della storia troviamo varie persone che sono diventate simboli di
disobbedienza civile. Uno di questi è Nelson Mandela che ha combattuto per la
giustizia e la libertà delle persone di colore che nel suo Paese erano sottomesse e
discriminate dai bianchi. Il presidente ha scelto di non rispettare la legge ma di far
valere la propria opinione, prendendosi tutte le conseguenze che comportava.

Conclusione
La disobbedienza civile, infatti, quando è stata fatta per delle cause valide, si è
rivelata migliore delle leggi. Penso che sia impossibile conciliare il rispetto delle leggi
e il rispetto della giustizia. La giustizia è qualcosa di soggettivo proprio perché siamo
diversi e coltiviamo idee diverse. Le leggi, prima di essere rispettate dai cittadini,
devono rispettare la dignità di quest’ultimi.

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