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PROTEO BERGAMO

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BERGAMO

Covid-19 e salute:
nuove sfide per il Servizio Sanitario Nazionale

Accreditamento ECM FAD 337781 per tutte le professioni


(dal 16 novembre 2021 al 31 gennaio 2022)

www.proteoformazione2.it/moodle

Responsabile scientifico dott. Claudio Maria Maffei

L00
Presentazione del corso: guida alla lettura dei materiali
Di Claudio Maria Maffei (Responsabile scientifico del corso)
PRESENTAZIONE DEL CORSO

Guida alla lettura dei materiali

Premessa

Il materiale proposto ai partecipanti al Corso ha l’obiettivo di metterli in condizione di parte-


cipare in modo consapevole al dibattito dentro e fuori la sanità sui processi e sui cambiamenti che
la pandemia di COVID-19 ha innescato. Il materiale è organizzato in tre parti, di cui ora diamo una
brevissima descrizione.
La prima dedicata all’impatto della pandemia, agli strumenti e alle strategie di contrasto e al-
la descrizione del cosiddetto Long-Covid, una condizione clinica caratterizzata dal mancato ritorno
da parte del paziente affetto da COVID-19 allo stato di salute precedente l’infezione acuta.
La seconda parte è dedicata ai risvolti etici, filosofici, sociali e politici delle politiche vaccinali
e del Green Pass. Ovviamente il principale compito degli operatori sanitari è quello di aderire alle
indicazioni operative degli organismi di sanità pubblica centrali e regionali, ma la loro partecipa-
zione ai processi di informazione e comunicazione ai cittadini e ai colleghi è altrettanto importan-
te.
La terza parte è dedicata a quello che sta cambiando nella organizzazione del Servizio Sanita-
rio Nazionale e nei Servizi Sanitari Regionali a seguito della pandemia. La pandemia ha fatto ripen-
sare sia la sanità territoriale che quella ospedaliera e ha creato una occasione importante di rifi-
nanziamento sia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che con l’aumento del fondo
sanitario di parte corrente dei prossimi anni. La sanità del futuro dovrà non solo essere “di più”,
ma anche sostanzialmente diversa. Questa evoluzione ha bisogno di operatori consapevoli e quin-
di informati, preparati e “favorevoli”.

I materiali della prima parte


Sull’impatto della pandemia viene innanzitutto proposto un Rapporto dell’Istituto Superiore
di Sanità del marzo 2021 nelle parti che affrontano i temi dell’impatto della crisi COVID-19 sulle
condizioni economiche e lavorative, sulla rinuncia alle cure nella popolazione anziana, sullo stato
emotivo della popolazione e sugli stili di vita nella popolazione adulta e anziana.
Segue un recente intervento del 25 ottobre 2021 su Quotidiano Sanità di Giorgio Banchieri,
Segretario Nazionale Asiquas (Associazione italiana per la qualità della assistenza sanitaria e socia-
le) che lega l’impatto della pandemia alle strategie da adottare in futuro per un uso razionale delle
risorse che stanno per essere messe a disposizione. Questo è quello che scrive all’inizio del suo in-
tervento “La contiguità/promiscuità fra ambiente animale e umano, tra megalopoli e periferie in-
finite con condizioni sanitarie e di igiene pubblica insostenibili hanno creato e creano le condizioni
di una “tempesta perfetta” che ci coinvolge e travolge. L’epidemia nell’attuale contesto di globa-
lizzazione è diventata in due mesi una pandemia globale e subito dopo “sindemia” impattando su
economia, società, comunità. Tutto cambierà e nulla sarà come prima …”
La pandemia COVID-19 ha ancora una volta confermato in termini di disuguaglianze di salute
come non siamo tutti uguali. È questo l’oggetto della successiva riflessione di Clare Bambra che
analizza come recenti evidenze suggeriscano come la malattia COVID-19 non venga vissuta in mo-

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do equo, ma determini tassi più elevati di infezione e mortalità tra le comunità più svantaggiate e
come, quindi, non sia una malattia neutra.
Sulle terapie e sui vaccini viene poi proposto un aggiornamento recente di Susan Levenstein,
una dottoressa newyorkese che, dal 1980, lavora a Roma e che dal 2017 tiene un blog (Stethoscope
On Rome ) dal marzo 2020 dedicato interamente a COVID-19.
Sempre sui vaccini da Amnesty International riprendiamo un intervento su come paesi ricchi
e Big Pharma abbiano consegnato appena 1 dose su 7 di quelle promesse ai paesi in via di svilup-
po.
Seguono due materiali sulla gestione del cosiddetto Long-Covid o long term COVID prodotti
rispettivamente dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione GIMBE.

I materiali della seconda parte

Apre un estratto del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sugli aspetti di etica nella speri-
mentazione dei vaccini anti-COVID-19.
Seguono poi alcuni interventi di Giorgio Agamben e Massimo Cacciari su vaccinazioni e
Green Pass, nei cui confronti hanno posizioni molto critiche tanto da arrivare a parlare di “vergo-
gnosa situazione che si è venuta a creare con i decreti-legge che concernono la vaccinazione e il
greenpass”. Questi interventi trovano il contrappunto in altri interventi di Giovanni Boniolo, Mau-
rizio Ferraris e Pino Salerno. La ricchezza del dibattito è tale che non si tenta minimamente qui di
riassumerlo.
Ci preme però chiarire che non condividiamo le posizioni di quei filosofi che certamente in
modo alto si contrappongono alle misure previste dal governo quali il green pass e la vaccinazione.
L’inclusione dei loro interventi nel materiale del corso ha l’unico obiettivo di “esporre” i lettori an-
che a quelle posizioni che pur se non condivise hanno trovato spazio nei media. Siamo infatti dalla
parte di chi ha scritto (Roberto Finelli e Tania Toffanin su MicroMega online dell’11ottobre) che
“Non c’è richiamo alla collettività negli scritti di Agamben e Cacciari. Il perno delle loro invettive è
l’individuo e l’attacco all’autodeterminazione individuale. Questa pandemia sta sollevando molti
interrogativi, anche di portata radicale se la vogliamo cogliere, rispetto ai nostri stili di vita e di
consumo, al rapporto con il territorio e, ultimo ma non ultimo, al rapporto tra produzione e ripro-
duzione sociale. Le riflessioni di Agamben e Cacciari sono in questo senso del tutto superate dagli
eventi.”
Segue un altrettanto interessante intervento su Salute Internazionale di Sandro Spinsanti dal
titolo che rischia di essere fuorviante “Morire da idiota”. Spinsanti spiega invece benissimo perché
non usare quella espressione che ogni tanto si sente usare, nei confronti di no-vax e no-covid che
contraggono il virus e soccombono, da parte di coloro che invece alla vaccinazione hanno aderito.
Da ultimo in questa parte c’è un intervento di Slavoj Zizek su Internazionale in cui si invita chi
“contesta” i vaccini a discuterne quanto vuole, ma a obbedire poi alle indicazioni che chi governa si
assume la responsabilità di dare.

Materiali della terza parte

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All’inizio di questa parte si fornisce un intervento sul potenziamento dell’assistenza sanitaria
e della rete sanitaria territoriale di Domenico Mantoan e Alice Borghini di AGENAS comparso
sull’ultimo numero 45 di MONITOR (la rivista anche online dell’AGENAS) del giugno 2021. Questo
numero è interamente dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e raccoglie auto-
revoli contributi scientifici a cura di professionisti esperti di programmazione e organizzazione sa-
nitaria, innovazione tecnologica e sviluppo ambientale del Ministero della Salute, di AGENAS,
dell’Istituto Superiore di Sanità e delle aziende sanitarie.
Segue la descrizione di Luciano Fassari comparsa su Quotidiano Sanità del Documento in
bozza “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazio-
nale” elaborato da AGENAS e Ministero. Questa la sintesi del documento riportata nel titolo
dell’intervento: “Il Distretto sarà il perno ma gli studi di Mmg e pediatri non verranno abbandonati
e saranno collegati alle Case della Comunità”.
Ci sono poi altri quattro interventi comparsi nel già citato numero 45 di MONITOR. Gli inter-
venti affrontano rispettivamente: il tema “Salute, ambiente e clima: sviluppo di un modello di sani-
tà pubblica ecologica”, il ruolo della “Casa della Comunità al centro del territorio per migliorare
l’assistenza di prossimità”, la scelta del PNRR de “La casa come primo luogo di cura per il cittadino
- centrali operative territoriali e assistenza domiciliare” e infine quello relativo a “Ospedale di Co-
munità – rafforzare l’assistenza intermedia e le sue strutture”.
Seguono due interventi dal mondo della epidemiologia. Il primo dal titolo “Prevenzione e
Servizio sanitario nazionale: un’integrazione da rifondare nel prossimo decennio” è stato scritto da
Rodolfo Saracci, già Presidente della International Epidemiological Association. Il secondo è una
intervista a Marina Davoli, Direttrice del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Re-
gionale del Lazio Asl Roma 1 su “La crisi di identità dell’epidemiologia italiana. Come è potuto ac-
cadere e come recuperare il proprio ruolo per la sanità pubblica”.
Uno dei temi caldi di questa fase è il futuro della Medicina di famiglia in Italia che stato trat-
tato di recente da Gavino Maciocco su Salute Internazionale in modo molto “energico” e stimolan-
te. Tanto stimolante che compare in questa sezione del Corso.
Uno degli slogan, quasi un mantra, del PNRR è “la casa come miglior luogo di cura”. A questo
proposito viene fornito tra i materiali “Il Piano nazionale di domiciliarità integrata. La proposta del
“Patto” per la Legge di Bilancio 2022” elaborato dalle organizzazioni del “Patto per un nuovo wel-
fare sulla non autosufficienza”.
Nel PNRR oltre alla Mission 6 sulla Salute, c’è la 5 dedicata alla inclusione e coesione, che va
letta in stretta integrazione culturale e organizzativa con la 5. A questo tema è dedicato
l’intervento “Il settore sociale nel PNRR” di Franco Pesaresi comparso a luglio 2021 su Welforum.
Nel PNRR non si parla esplicitamente di reti ospedaliere. Di queste parla invece la recentis-
sima bozza di revisione del DM 70 del 2015 che le regolamenta. Di come potrebbe cambiare il de-
creto che dal 2015 regolamenta gli standard ospedalieri ha parlato di recente Claudio Maria Maffei
su Quotidiano Sanità, un intervento che pure compare come penultimo materiale di questa parte.
Tra i temi sempre caldi c’è sempre quello delle disuguaglianze che crescono, a partire da
quelle in salute, diseguaglianze che spingono a fermare il regionalismo differenziato. Di questo
hanno scritto di recente su Quotidiano Sanità Roberto Polillo e Mara Tognetti, con un intervento
che chiude i materiali del Corso.

Claudio Maria Maffei (Responsabile scientifico del corso)

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