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Diritto Islamico

L’inizio dell’era islamica è all’incirca nel 632 d.C., quando Maometto e i suoi fedeli compiono l’Egira,
abbandonano la Mecca a seguito dei contrasti con gli “infedeli” della propria terra. Alla morte di questi
vennero nominati i Quattro Califfi, i cosiddetti “ortodossi”, provvedendo così alla diffusione della dottrina
islamica in maniera capillare sui territori.

Il diritto islamico si diffonde così negli stessi paesi a maggioranza araba, suddividendosi in diverse sette
religiose, più o meno conformi ai dettami coranici, e in maniera differente tra paese e paese nell’Asia
Minore. I principali sono l’Arabia Saudita, l’Egitto, l’Algeria, ecc..

LE FONTI

Precetti religiosi (SHARI’A)

BADAT I 5 pilastri :

1. Professione della fede islamica


2. Adorazione quotidiana
3. Imposta coranica
4. Digiuno del ramadan
5. Pellegrinaggio una volta nella vita alla Mecca
L’ISLAMISMO E’ LA RELIGIONE DELLA LEGGE, LE RIVELAZIONI DI DIO SONO LE NORME DA SEGUIRE

Le radici dell’diritto sono: il Corano, la Sunna, l’Igma e le Qiyas.

Il Corano: diviso in 114 capitoli, detti “sura”, è un testo giuridico piuttosto scarso, poco ampio e concentrato
sui rapporti interpersonali (diritto di famiglia). Sono molte le norme contradditorie che si scontrano tra loro
e solo il 3% dei versetti contiene realmente precetti giuridici.

La Sunna: è una sorta di “biografia” su Maometto e dei suoi seguaci, un codice di comportamento, una
storia dei suoi comportamenti che sono stati così raccolti e scritti come buon esempio da seguire in
particolar modo per gli imam. E’ una raccolta di 6 hadith (=racconti) e sono 870/915 i precetti trasmessi.

L’Igma: è un accordo tra i fedeli, dei rappresentanti dello studio del loro diritto; è una sorta di
“giurisprudenza” redatto dagli storici del diritto islamico dove possono essere trovate le risposte mancanti
nei due precedenti testi legislativi.

Il Qiyas: è la fonte più controversa. Indica la possibilità di creare una regola giuridica attraverso il ricorso al
procedimento analogico. I Conservatori islamici erano apertamente contro questo strumento che potrebbe
sconvolgere i cardini della tradizione. (vedi nota)
Il qiyas è nel diritto musulmano (fiqh) il ragionamento deduttivo che il giureconsulto musulmano (faqīh) è
chiamato a esercitare qualora il disposto sciaraitico non fornisca una risposta chiara a un determinato
dilemma giurisprudenziale e in caso su di esso non sia intervenuto, per risolvere la questione, neppure il
"consenso dei dotti" (ijmā‘).

L'istituto è dunque praticamente identico al concetto romanistico dell'analogia iuris e trova estesa


applicazione in tre scuole giuridiche musulmane sunnite su quattro, essendo esso ufficialmente rifiutato
dal Hanbalismo, particolarmente critico in astratto sull'intervento personale (ray' ) del giureconsulto.

Fonte: Wikipedia Italia

L’influenza occidentale è stata principalmente di tipo francese, in conseguenza all’espansione coloniale del
paese d’oltralpe. La maggiore influenza fu sui contratti, sul diritto commerciale e costituzionale dal
momento che nei paese a maggioranza islamica mancano questi elaborati giuridici nei testi religiosi.

Il diritto di famiglia è oggetto nel corano di una disciplina abbastanza esauriente. Tuttavia: molto spesso
presenta norme vaghe e sono assenti formulazioni tecniche. È ben distinta la separazione dei beni, cioè
ogni coniuge hai beni di sua proprietà.

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