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Via Roma, 44

Bevilacqua (VR) - ITALIA

ESEMPI DI PROGETTAZIONE IMPIANTISTICA

ESEMPIO DI PROGETTAZIONE E3

IMPIANTO A VENTILCONVETTORI ED ARIA PRIMARIA


INDICE GENERALE

1. Generalità pag. 4
2. Analisi dell’utenza ai fini delle scelte impiantistiche pag. 5
3. Parametri di progetto pag. 6
4. Calcolo dei carichi termici estivi ed invernali: analisi dei risultati pag. 9
5. Scelta della tipologia di impianto pag. 10
6. Individuazione dei trattamenti termofisici pag. 13
7. Selezione dei terminali d’impianto pag. 19
8. Sistema di distribuzione, ripresa ed espulsione dell’aria –
dimensionamento dei canali pag. 27
9. Selezione del condizionatore centrale pag. 35
10. Dimensionamento delle reti idriche di alimentazione del circuito
ventilconvettori, radiatori, batterie pag. 44
11. Dimensionamento centrale termica e frigorifera pag. 52
12. Sistema di regolazione dell’impianto pag. 60

Allegato 1 : Trasmittanze delle strutture pag. 63


Allegato 2 : Tabulati di calcolo
tabulato 1 : Calcolo dei carichi invernali dell'edificio pag. 68
tabulato 2 : Calcoli dei carichi estivi dell'edificio pag. 74

Indice delle tavole grafiche

Tavola T0 : schema funzionale generale


Tavola T1 : rete canalizzazioni e tubazioni piano interrato
Tavola T2 : rete tubazioni piano terra
Tavola T3 : rete tubazioni piano primo
Tavola T4 : rete canalizzazioni piano terra
Tavola T5 : rete canalizzazioni piano primo

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Indice delle tabelle

Tabella 1 : portate di aria esterne (UNI10339) pag. 7


Tabella 2 : ricambi d'aria in m3/h per persona pag. 7
Tabella 3 : fattore di by-pass (BF) pag. 13
Tabella 4 : potenza frigorifera e termica richiesta ai ventilconvettori pag. 20
Tabella 5 : livelli di rumorosità accettabili in ambiente pag. 22
Tabella 6 : prestazioni dei ventilconvettori (funzionamento estivo) pag. 24
Tabella 7 : dimensionamento dei ventilconvettori pag. 26
Tabella 8 : caratteristiche delle bocchette di immissione aria pag. 28
Tabella 9 : perdite di carico nei canali di mandata pag. 34
Tabella 10 : portata aria dei condizionatori serie NCT pag. 35
Tabella 11 : caratteristiche delle batterie di scambio termico pag. 36
Tabella 12 : prestazioni di ventilatori pag. 39
Tabella 13 : caratteristiche dei componenti del condizionatore pag. 40
Tabella 14 : dimensionamento di un circuito idrico dei ventilconvettori pag. 51
Tabella 15 : selezione gruppo frigorifero pag. 56
Tabella 16 : coefficiente (E) di espansione dell'acqua pag. 58

Indice delle figure

Figura 1 : diagramma delle temperature dei fluidi dell'impianto pag. 11


Figura 2 : trasformazioni estive sul diagramma psicrometrico pag. 14
Figura 3 : trasformazioni invernali sul diagramma psicrometrico pag. 15
Figura 4 : diagramma dimensionamento canali circolari pag. 30
Figura 5 : conversioni di canali circolari in rettangolari equivalenti pag. 31
Figura 6 : coefficiente di perdita di carico concentrata nei canali pag. 32
Figura 7 : dimensioni del condizionatore pag. 43
Figura 8 : diagramma perdite carico tubazioni pag. 46
Figura 9 : coefficiente di perdita di carico concentrata pag. 47
Figura 10 : coefficiente di perdita di carico concentrata pag. 48
Figura 11 : resistenza al passaggio dei fluidi pag. 49
Figura 12 : circuiti a iniezione pag. 50
Figura 13 : schema di regolazione condizionatore centrale pag. 62

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1 GENERALITÀ

L'evoluzione della richiesta dell'utenza verso tipologie di impianto di climatizzazione che


garantiscano condizioni microclimatiche di benessere soddisfacenti, ha comportato,
particolarmente in edifici multipiano con elevato affollamento o comunque soggetti a presenza
continua di persone, la necessità di garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi altrimenti non
conseguibili con tipologie di impianto più semplici quali quella a soli ventilconvettori.

Si tratta in particolare di assicurare, le seguenti esigenze:

- il rinnovo dell'aria negli ambienti senza necessità di aperture periodiche delle finestre,
particolarmente fastidiose nella stagione invernale;

- il controllo della purezza dell'aria immessa, tramite adeguata filtrazione dell'aria esterna,
aspetto particolarmente importante nelle aree urbane a causa dell'inquinamento atmosferico
presente;

- la pressurizzazione dell'edificio per ridurre l'infiltrazione di aria esterna non trattata.

D'altra parte si é continuato ad utilizzare, come terminale d'ambiente il ventilconvettore in rela-


zione alle ampie possibilità di regolazione della temperatura ambiente che questo apparecchio
consente, nonché alle caratteristiche di contenimento degli spazi tecnici occupati e di facilità di
trasporto a distanza dei fluidi termovettori rispetto ad altre tipologie impiantistiche (impianti a
tutta aria).

Si é così assistito ad un notevole sviluppo delle applicazioni di impianti integrati a


ventilconvettori con aria primaria; dove i due componenti non operano l'uno indipendente
dall'altro, ma interagiscono, tramite opportune regolazioni, in modo da conseguire un controllo
contemporaneo e continuo dei parametri rilevanti ai fini del benessere ambientale (temperatura,
umidità relativa, velocità e purezza dell'aria, rumorosità).

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2 ANALISI DELL'EDIFICIO AI FINI DELLE SCELTE IMPIANTISTICHE

La scelta della soluzione impiantistica da proporre per garantire il raggiungimento di condizioni


termico igrometriche di benessere all'interno di un edificio, si basa sull'analisi preliminare di una
serie di caratteristiche dell'edificio; le principali sono:

- localizzazione (latitudine, altitudine s.l.m.)


- orientamento, forma, altezza e vicinanza ad altri edifici
- destinazione/i d'uso

L'edificio nel quale é previsto di realizzare l'impianto é situato in pianura in una località a 45
gradi di latitudine nord ed e caratterizzato da una forma ad L con il braccio verticale orientato a
Nord.
La costruzione si sviluppa su due piani fuori terra destinati ad uffici ed un piano seminterrato
destinato ad autorimessa e locali tecnici.

L'involucro edilizio é realizzato con struttura portante a pilastri e travi in calcestruzzo con pareti
di tamponamento in muratura, tramezzature in laterizio e copertura piana.

I serramenti sono di tipo metallico con vetro-camera.

Il dettaglio delle caratteristiche termofisiche delle principali strutture edilizie impiegate per la
realizzazione dell'edificio é riportato nell'allegato 1; i valori di trasmittanza unitaria ivi risultanti
sono stati utilizzati nelle successive elaborazioni.

La suddivisione dei locali ai vari piani e la relativa numerazione identificativa é riportata nelle
tavole grafiche allegate.

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3 PARAMETRI DI PROGETTO

Condizioni termico igrometriche esterne

Vengono assunte a base di calcolo le condizioni tipiche di Padova (in particolare riferite al mese
di Luglio per la situazione estiva) e cioè:

Estate: t = 32 °C u.r. = 50%


Inverno: t = -5 °C u.r. = 90%
Escursione termica giornaliera 11 °C.

Condizioni termico igrometriche interne

Le condizioni termico igrometriche da utilizzare come dati di progetto vanno fissate tenendo pre-
senti tutta una serie di fattori che determinano, secondo quanto indicato dalle ricerche di Fanger
la sensazione di benessere ambientale, quali il tipo di attività svolta mediamente nell'edificio
(attività sedentaria d'ufficio), la temperatura media radiante (tmr) delle superfici che racchiudono
i vari ambienti (nel caso in esame stante la tipologia delle murature e la non eccessiva quantità di
superficie vetrata si può ritenere che la temperatura media radiante sia molto prossima alla tem-
peratura ambiente), il tipo vestiario degli occupanti e la velocità dell'aria negli ambienti.

Nella situazione estiva, si ritiene pertanto accettabile mantenere una temperatura interna di 26 °C
con una umidità relativa variabile dal 40% al 60%, considerando che le persone abbiano vestiti
leggeri (0,5 Clo) e la velocità dell'aria non superi i 0,15 m/s.

Nella situazione invernale, in presenza di persone con un vestiario più pesante (1,2 Clo) la tem-
peratura interna dovrebbe essere di circa 21 °C. Dato però che a termini di legge é imposto il
valore di 20 °C, non é possibile superare questo limite e pertanto si é costretti consigliare, even-
tualmente un adeguamento del vestiario (1,5 Clo).

Presenza di persone

Nei singoli locali é prevista la presenza di persone in proporzione a circa 1 persona ogni 8 m²
salvo specifiche esigenze per i locali di riunione.

Ai fini delle considerazioni che si andranno ad effettuare di seguito e tenendo conto di quanto
espresso riguardo al rinnovo dell'aria, si ricorda che una persona che svolga attività sedentaria
produce, nelle condizioni termico-igrometriche estive previste circa 65 Watt di calore sensibile e
70 Watt di calore latente.
Nella stagione invernale il carico latente prodotto da ciascuna persona é di circa 45 W, mentre
quello sensibile è di 90 W. Il calore sensibile non è comunque considerato ai fini del calcolo.

Tassi di ricambio e di infiltrazione dell'aria

Il ricambio dell'aria nei locali adibiti ad ufficio o assimilabili, sarà garantito dall'impianto di aria
primaria.

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La quantità di aria di rinnovo immessa nei singoli locali può essere valutata in relazione al nume-
ro di persone presenti nei singoli ambienti e/o al loro volume e destinazione.
Un supporto normativo specifico é dato dalla norma UNI 10339 da cui è tratta la tabella 1.

Tabella 1 - Portate di aria esterna


Volumetria disponibile Caso A Caso B
V/n Gs Gs
(m3/persona) (m3/h persona) (m3/h persona)
< 15 25 50
15 – 45 30 - V/3n 2(30 - V/3n)
> 45 15 30

V = volume lordo del(i) locale(i) (m3);


n = numero di persone presenti;
Gs = portata volumica specifica di aria esterna.

I valori riportati nella colonna "Caso A" si applicano ai locali nei quali é vietato fumare.
I valori riportati nella colonna "Caso B" si applicano ai locali nei quali é consentito fumare e ai
locali nei quali vengono svolte attività sportive o assimilabili.
Per i locali in cui è consentito fumare, necessita fare riferimento alla legge 16/01/2003 n° 3
art. 51 (G.U. 20/01/2003) e successiva modifica nella legge n° 306 del 31/10/2003 e al
D.P.C.M. 23/12/2003.

Valori tipici di tassi di ricambio dell'aria derivati dalla pratica progettuale corrente sono raccolti
nella tabella 2.

Tabella 2 - Ricambi d'aria in m3/h per persona (o Volumi ambiente/h)


Descrizione dei locali valore ottimale valore minimo
(m3/h) (m3/h)
Appartamenti 35 17
Stanze da bagno 2 Vol/h 1 Vol/h
Cucine e gabinetti 3-5 Vol/h 1 Vol/h
Banche 18 12
Istituti di bellezza 17 13
Laboratori 34 25
Magazzini deposito 13 8
Farmacia 20 15
Magazzini di vendita dettaglio 17 13
Negozio da barbiere 25 20
Ospedali – sale operatorie 100% aria est.
Ospedali - stanze degenze 50 40
Ospedali - infermerie per contagiosi 60 -
Ospedali - infermerie per partorienti 65 -
Ospedali – corsie 34 17
Ristoranti - caffè 30 20
Ristoranti - sale da pranzo 30 20
Sale da cocktail 68 42
Sale da riunione 60 30
Stanze d'albergo 40 30
Teatri 30 20
Uffici generali 25 15
Uffici privati 30 20
Stabilimenti e bagni idroterapici 2 vol/h 2 vol/h

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Si fa osservare che l'adozione di una portata di rinnovo pari a 25 m3/h per persona, in locali di
altezza consueta (2,8 m) adibiti ad uffici e caratterizzati da indici di affollamento medio corri-
spondenti a 8 m² per persona, equivale ad un ricambio di 1,1 Vol/h. Con una tale portata, per
controbilanciare i carichi sensibili e latenti generati dal singolo occupante, é necessario che que-
sta aria sia immessa in ambiente con un differenziale di temperatura di circa 8 °C e con un dif-
ferenziale di umidità specifica pari a circa 3,3 gr/kg a.s.

Nei locali in cui é previsto esclusivamente il riscaldamento invernale ed in quelli in cui non
viene immessa direttamente aria primaria, é stata considerata una infiltrazione naturale di aria
dall'esterno pari a 0,5 Vol/h.

Carichi di illuminazione e per apparati elettrici

Per l'illuminazione degli uffici e la dotazione di apparecchiature elettriche é stato ipotizzato un


carico elettrico medio distribuito di 15 W/m2; per corridoi ed atri tale carico é ridotto a 8 W/m2.
Nei locali con presenza specifica di carichi elettrici é stata considerata la potenza dissipata dalle
apparecchiature effettivamente installate.

Schermi alla radiazione solare

Per tutte le superfici vetrate é prevista la presenza di schermi interni (veneziane o tende) di
colore chiaro, in grado di garantire un coefficiente di ombreggiamento (shading factor) pari a
0,54.

Livello di rumorosità

All'interno degli ambienti considerati il livello di pressione sonora valutato con filtro in banda A
(Lp(A)) non dovrà superare il valore di 38-43 dB(A), in relazione al tipo di ufficio.

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4 CALCOLO DEI CARICHI TERMICI ESTIVI ED INVERNALI :
ANALISI DEI RISULTATI

Carichi termici estivi

Il calcolo dei carichi termici estivi (locale per locale e massimo contemporaneo dell'intero
edificio) é stato effettuato mediante il programma MASTER di AERMEC basato sull'impiego
delle differenze di temperatura equivalenti e dei fattori di accumulo dei carichi radiativi dovuti
all'irraggiamento solare e all'illuminazione.
I risultati riepilogativi dei calcoli sono raccolti nei tabulato 2 dell'allegato 2. (pag. 74)

Analizzando questi risultati, congiuntamente alla pianta dell'edificio é possibile evidenziare come i
locali sui lati ovest ed est dell'ala nord abbiano il massimo carico termico estivo rispettivamente
alle ore 17 e alle ore 9.

Per l'ala est dell'edificio invece i carichi massimi si verificano rispettivamente alle ore 15 per il
lato nord e alle ore 14 per il lato sud.

Come rilevabile dal tabulato 2 dell'allegato 2, nel suo complesso l'edificio ha il carico frigorifero
massimo contemporaneo per dispersioni sensibili pari a 47613 W, che si verifica alle ore 16; alla
medesima ora il carico latente risulta di 10052 Watt.

La variabilità del carico é essenzialmente legata al modificarsi nell'arco della giornata del contri-
buto della radiazione solare incidente sulle diverse pareti ed al progressivo cambiamento della
temperatura esterna.

L'effetto dei carichi dovuti alle persone ed alle dispersioni elettriche é invece considerato costante
nell'arco della giornata.

Il funzionamento dell'impianto é stato ipotizzato per 12 ore al giorno.

Carichi termici invernali

Il calcolo dei carichi termici invernali é stato effettuato mediante il programma MASTER di
AERMEC basato sulla norma UNI 7357/74 per il calcolo delle dispersioni termiche con le verifi-
che previste dalla legge 10/91 (vedi legge 373/76 e successivi decreti di attuazione) per quanto
riguarda i coefficienti volumici di dispersione dei singoli locali e dell'intero edificio.

I risultati riepilogativi dei calcoli sono raccolti nel tabulato n. 1 dell'allegato 2. (pag. 68)

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5 SCELTA DELLA TIPOLOGIA DI IMPIANTO

Alla luce dei risultati dei calcoli si è tenuto conto:

- della particolare conformazione dell'edificio caratterizzato da diverse esposizioni;

- della non elevata quantità di superfici vetrate per cui non vengono a determinarsi, nelle varie
stagioni, situazioni critiche nei riguardi delle dispersioni di calore o delle rientrate per
irraggiamento solare;

- che non sono disponibili nell'edificio spazi tecnici e passaggi sufficienti per la realizzazione di
un impianto a tutta aria;

- che la gran parte dell'edificio é adibita ad uffici individuali o collettivi;

si indirizza perciò la scelta impiantistica verso un impianto a ventilconvettori a due tubi con aria
primaria e inversione stagionale del ciclo di funzionamento.

L'impianto di aria primaria svolge le funzioni di ricambio dell'aria negli ambienti, di filtrazione
dell'aria esterna, di pressurizzazione dell'edificio e di controllo dell'umidità relativa media interna.

Questo controllo é effettuato indirettamente, immettendo in ambiente aria con contenuto di


umidità specifica inferiore, rispetto a quello dell'ambiente, di una quantità proporzionale ai carichi
latenti interni generati.

Naturalmente sarà compito dell'impianto di aria primaria, e specificamente del condizionatore


centrale effettuare sull'aria esterna i trattamenti opportuni affinché ciò si possa verificare.

Il controllo della temperatura interna nei singoli ambienti é demandato all'impianto a


ventilconvettori anche se vi può essere una notevole interazione fra i due impianti in dipendenza
della temperatura di immissione dell'aria primaria in ambiente nelle varie stagioni.

A questo proposito si riporta in figura 1 il diagramma teorico delle temperature dell'acqua inviata
ai ventilconvettori e dell'aria primaria al variare della temperatura esterna.
Il concetto espresso da questo schema é quello di avere disponibili due fluidi antagonisti, in grado
di poter raffreddare o riscaldare gli ambienti a seconda delle necessità.

Nel ciclo invernale i ventilconvettori sono alimentati con acqua calda e dovranno essere in grado
di far fronte, nei singoli locali, al carico di dispersione verso l'esterno maggiorato del carico di
raffreddamento dovuto all'immissione di aria esterna in condizioni di temperatura inferiore a
quella interna di progetto.

Locali con carichi interni generati particolarmente rilevanti o caratterizzati da notevole


irraggiamento solare, potranno usufruire, a ventilconvettore disattivato dalla termoregolazione
ambiente, del potere raffreddante dell'aria primaria.

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Fig. 1

Nel ciclo medio stagionale la temperatura dell'acqua di alimentazione dei ventilconvettori viene
abbassata ad un valore di 13 °C; nelle condizioni di progetto normalmente previste, lo scambio di
calore fra batteria del terminale ed aria ambiente avviene in forma esclusivamente sensibile, senza
operare la deumidificazione, che rimane compito dell'aria primaria.
Quest'ultima viene inviata in ambiente, possibilmente post-riscaldata, fino a temperatura ambiente.

In effetti, anche se teoricamente possibili, situazioni di necessità di riscaldamento dei locali nelle
medie stagioni sono piuttosto inconsuete, specialmente se si tiene conto della presenza di carichi
interni dovuti alle persone ed alla presenza di apparecchiature elettriche che dissipano calore in
ambiente.

Fenomeni transitori caratterizzati da brusche diminuzioni di temperatura esterna, possono trovare


una compensazione nell'inerzia termica dell'edificio sempre che questo non sia una costruzione
estremamente leggera e disperdente (caso questo che contrasterebbe con le vigenti normative sul
contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento degli edifici).

Privilegiando il risparmio energetico piuttosto che il conseguimento di rigorose condizioni termico


igrometriche interne (specialmente nei riguardi dell'umidità relativa) si può addirittura pensare a
rinunciare al post-riscaldamento medio stagionale dell'aria primaria prevedendo solo una
compensazione della temperatura di mandata dell'aria in funzione della temperatura esterna.

Tanto più che nei periodi medio stagionali che vanno da metà aprile alla fine di maggio e da Set-
tembre a metà ottobre la temperatura interna può essere fatta variare fra i 20 °C e i 26 °C senza
alcun pregiudizio per le condizioni di benessere ambientale ed a maggior ragione si possono
accettare fluttuazioni dal 40% al 60% nel valore dell'umidità relativa. Conserva invece notevole
importanza l'assicurare il ricambio e la purezza dell'aria immessa all'interno dell'edificio.

Nel ciclo estivo sia l'aria primaria che l'acqua di alimentazione della batteria dei ventilconvettori
sono caratterizzate da potere raffreddante e contribuiscono, assieme, a fare fronte al carico frigori-
fero dell'ambiente.

Di questo fatto si deve opportunamente tenere conto nella selezione dei ventilconvettori.
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Si osservi inoltre come l'aria primaria viene immessa costantemente a temperature inferiori a
quelle dell'ambiente e questo fatto comporta la necessità, da parte del progettista, di una attenta
valutazione del posizionamento e del tipo di dispositivo di immissione da adottare, al fine di
evitare reclami da parte degli utenti causati da fastidiose correnti d'aria.

Nei vari locali saranno installati terminali ventilconvettori del tipo verticale a pavimento
alimentati con un impianto a due tubi e con regolazione di temperatura effettuata tramite
termostato ambiente agente sul ventilatore del ventilconvettore e commutazione estiva/invernale.

Nei servizi igienici saranno invece installati radiatori per funzionamento in solo riscaldamento,
dotati di valvola termostatica di regolazione.

Tra le funzioni affidate all'aria primaria, come già anticipato, vi é anche quella di assicurare un
certo livello di pressurizzazione degli ambienti per evitare (o ridurre) così le infiltrazioni di aria
esterna non trattata.

Normalmente si utilizza l'aria ripresa dai locali permanentemente occupati per garantire anche la
ventilazione di corridoi e servizi (in particolare se questi ultimi sono ciechi).

Considerando che una parte della portata d'aria immessa, corrispondente a circa 0,5 Vol/h
dell'intero edificio, venga utilizzata per la pressurizzazione, la rimanente sarà aspirata attraverso i
gruppi dei servizi che, nel caso in esame, sono posti ai lati del vano scala centrale di ciascun
piano.

La ripresa dell'aria dei singoli ambienti avverrà facendo fluire per depressione l'aria verso i
corridoi centrali e verso i servizi tramite griglie di transito applicate sulle porte o più
semplicemente sollevando le medesime rispetto al pavimento. Nell'uno come nell'altro caso si
consiglia di verificare che la velocità dell'aria in corrispondenza al transito non superi il valore di
1,0 m/s, riferita alla sezione netta di passaggio.

La portata di aria estratta dai servizi verrà espulsa all'esterno mediante due ventilatori del tipo per
installazione diretta su canale (uno per ciascuna colonna di servizi), aventi funzionamento
indipendente da quello della centrale di trattamento dell'aria primaria, in modo da assicurare
sempre la ventilazione di questi locali.

La rimanente parte di aria verrà aspirata tramite apposite griglie installate nei corridoi e ad una
rete di canalizzazioni facente capo a due ventilatori del tipo a torrino, installati in copertura ed
adeguatamente afonizzati.

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6 INDIVIDUAZIONE DEI TRATTAMENTI TERMOFISICI DELL'ARIA
PRIMARIA

Si tratta ora di individuare i trattamenti che l'aria esterna dovrà subire per poter essere inviata in
ambiente alle condizioni previste e individuate dal diagramma di figura 2.

Funzionamento estivo

Nel funzionamento estivo, in corrispondenza alle condizioni di progetto, si prevede di inviare in


ambiente aria primaria alla temperatura di 20 °C, con un contenuto di umidità specifica che
assicuri il bilanciamento dei carichi latenti generati e coincidenti, in questo caso, con quelli dovuti
alla presenza di persone.

Per ottenere questo risultato é necessario disporre di uno scambiatore del tipo a batteria alettata, in
grado di raffreddare e deumidificare l'aria esterna.

A questo proposito é opportuno richiamare i concetti di "fattore di by-pass" e di "temperatura


media superficiale" di una batteria.

Il fattore di by-pass é definito come rapporto fra la massa di aria che attraversa la batteria senza
subire alcuna trasformazione e la massa totale di aria transitata e dipende dalle caratteristiche
costruttive della batteria (quali il numero di ranghi, il diametro e la disposizione dei tubi, il passo e
la forma delle alette) e dalla velocità di attraversamento della batteria da parte dell'aria.

Superfici molto estese e velocità di attraversamento molto basse consentono un intimo contatto
dell'aria con la batteria e quindi maggiori probabilità che si possa ottenere aria uscente a
condizioni corrispondenti a quelle medie della superficie della batteria.

A titolo orientativo valga la tabella 3 qui di seguito riportata, valida per batterie con geometria
sfalsata (quinconce) 60 x 30 mm, con tubazione da 5/8" di diametro e passo delle alette 2,5 mm.

Tabella 3 - Fattore di by-pass (BF)

Velocità aria frontale m/s Numero di ranghi


4 6 8
2,0 0,23 0,09 0,04
2,5 0,27 0,12 0,06
3,0 0,31 0,15 0,09

La temperatura media superficiale di una batteria dipende essenzialmente dalle condizioni di


ingresso e uscita del fluido termovettore e dell'aria, oltre che dalle caratteristiche costruttive della
batteria stessa.

Tale temperatura si individua sul diagramma psicrometrico all'intersezione della curva di


saturazione con una qualsiasi retta passante per il punto di ingresso dell'aria nella batteria ed
avente inclinazione variabile a seconda del tipo di trattamento effettuato sull'aria.

13
Fig. 2

14
Fig. 3

15
Detta inclinazione cresce man mano che si passa da trattamenti di solo raffreddamento sensibile,
caratterizzati da modeste differenze entalpiche fra le condizioni di ingresso e uscita dell'aria dalla
batteria, a trattamenti che comportano notevole deumidificazione, caratterizzati da rilevanti
differenze entalpiche.

Viene formulato qui di seguito un criterio di massima per valutare la fattibilità di determinati
trattamenti, (in particolare quelli di raffreddamento e deumidificazione), in relazione alla
temperatura dell'acqua refrigerata disponibile oppure per determinare quest'ultimo parametro in
funzione delle condizioni che si vogliono ottenere in uscita dalla batteria:

- per trattamenti con deumidificazione molto ridotta o nulla e pertanto con salti entalpici ridotti,
(tipici dei trattamenti a tutto ricircolo di aria ambiente), la temperatura media della batteria di
scambio sarà intermedia fra quelle di ingresso e uscita dell'acqua refrigerata;

- per trattamenti con deumidificazioni non molto elevate caratterizzati da salti entalpici medi
(tipici dei trattamenti con percentuali di aria esterna inferiori al 30%) la temperatura media
della batteria di scambio sarà di 0,5 ÷ 1,5 °C inferiore a quella della temperatura di uscita
dell'acqua refrigerata;

- per trattamenti con elevata deumidificazione, caratterizzati da salti entalpici rilevanti (tipici dei
trattamento con elevato tasso di aria esterna) la temperatura media della batteria di scambio
sarà di 0,5 ÷ 1,5 °C superiore alla temperatura di uscita dell'acqua refrigerata.

Il caso in esame si identifica proprio con quest'ultima situazione.

Noto il calore latente da asportare (10052 Watt), si deve fissare un valore di umidità specifica
dell'aria immessa in ambiente che sia ottenibile con il fluido refrigerante disponibile e nelle
condizioni operative della batteria di raffreddamento e deumidificazione.

Facendo riferimento al diagramma psicrometrico di figura 2, fissate quindi in 7 °C e 11 °C le


temperature di entrata ed uscita dell'acqua dalla batteria ed in 12 °C la temperatura media
superficiale della stessa (punto R) e in 0,06 il valore del fattore di by-pass (corrispondente ad una
batteria a 8 ranghi operante con una velocità di attraversamento di 2,5 m/s), risulta che la
temperatura di uscita dell'aria dalla batteria sarà di circa 13 °C, cui corrisponde un contenuto di
umidità di 9,2 gr/kg a.s. e un contenuto entalpico di 8,4 kcal/kg a.s..

Noto il valore dell'umidità specifica del punto (A) ambiente (26 °C con 55% U.R.), che
corrisponde a 11,7 gr/kg a.s., si determina immediatamente la portata di aria necessaria in
funzione del differenziale di umidità specifica disponibile di 2,5 gr/kg a.s.:

Waria = (10052 x 0,86)/[0,595 x 1,2 x 2,5] = 4843 m3/h

In termini di ricambio aria complessivo tale portata d'aria, arrotondata a 4850 m3/h, corrisponde a
circa 1,34 Vol/h mentre in termini di ricambio per persona, equivale a circa 35 m3/h per persona,
superiore al valore minimo richiesto dalla normativa di 25 m3/h per persona.

Noto il valore dell'entalpia corrispondente all'aria esterna nelle condizioni di progetto (E) si può
calcolare inoltre la potenza frigorifera (Pf) massima necessaria in base alla relazione:

Pf = Waria x 1,2 x (he - hu) = 4850 x 1,2 x (16,9 - 8,4)/0,86 = 57523 Watt

16
Fissato in 4 °C il salto termico dell'acqua refrigerata nella batteria, consegue una portata d'acqua
necessaria di 12367 l/h (3,43 l/s).

Avendo stabilito in 20 °C la temperatura di minima di immissione dell'aria primaria (punto I), si


può agevolmente calcolare la potenza termica necessaria per il post-riscaldamento.

Risulta così:

Q (post-riscaldamento estivo) = 4850 x 0,35 x (20 - 13) = 11882 Watt

Ai fini del calcolo di questa potenza non si é tenuto conto del contributo fornito dal calore
generato dal motore elettrico del ventilatore della centrale di trattamento dell'aria.

Funzionamento invernale

Anche in questa situazione l'aria esterna oltre che a provvedere al ricambio, ha il compito di
equilibrare il contenuto igrometrico dell'ambiente controbilanciando gli apporti di calore latente
dovuto agli occupanti.

Dato però che nelle condizioni di progetto il contenuto di umidità specifica dell'aria esterna é di
molto inferiore a quello previsto in ambiente, sarà necessario comunque umidificare l'aria.

A tal fine il sistema maggiormente utilizzato nelle applicazioni civili é quello dell'umidificazione
per saturazione. Questo processo é assimilabile ad una trasformazione termodinamica di tipo
adiabatico e comporta il raffreddamento sensibile dell'aria per compensare il calore latente di
vaporizzazione dell'acqua assorbita dall'aria.

Il sistema di umidificazione é caratterizzato inoltre da una ben precisa efficienza, definita come il
rapporto fra l'incremento di umidità specifica effettivamente ottenuta e quello massimo teorico
corrispondente a portare l'aria in condizioni di saturazione (sul diagramma psicrometrico tale ef-
ficienza può essere definita dal rapporto dei seguenti DC/DS di figura 3).

La temperatura di uscita dell'aria da un sistema di saturazione adiabatico é quindi determinata dal


valore della temperatura di ingresso e dall'efficienza del sistema di umidificazione.

Quando, come nel caso in esame, si prevede già la presenza di una batteria di post-riscaldamento
per il funzionamento estivo, si utilizza la medesima batteria posta a valle del sistema di
umidificazione per effettuare anche il post-riscaldamento invernale dell'aria, al fine di immetterla
in ambiente in condizioni tali da non dare luogo a fastidi agli occupanti a causa della temperatura
eccessivamente bassa.
Si fissa in 16 °C la temperatura di immissione dell'aria in ambiente.

Nel caso in esame viene impiegato un sistema di umidificazione del tipo con superficie evaporante
alveolare irrorata, caratterizzato da un efficienza del 60% e alimentazione di acqua mediante
ricircolo con pompa e reintegro da acquedotto.

17
Note le condizioni di ingresso dell'aria esterna invernale (E) e dell'ambiente (A), si fissa il valore
dell'umidità specifica dell'aria in uscita dall'umidificatore in base al differenziale di umidità
specifica richiesta per bilanciare il carico latente generato dalla presenza delle persone che, in
inverno, é stato calcolato in 6031 Watt e in base alla portata d'aria prevista di 4850 m3/h comporta
un differenziale di 1,75 gr/kg a.s..

Stabilita l'efficienza del sistema di umidificazione, si può individuare dal diagramma


psicrometrico la temperatura di uscita dell'aria dalla batteria di preriscaldamento, che é pari a 20,7
°C (punto D di figura 3).

La potenza termica della batteria sarà perciò:

P (pre-riscaldamento) = 4850 x 0,35 x (20,7 + 5) = 43626 Watt

Fissata la temperatura dell'acqua entrante in batteria in 75 °C, la portata di acqua calda necessaria
per il preriscaldamento si calcola considerando il salto termico nella batteria, che normalmente é
di 15 °C (ma può variare da 10 °C a 20 °C in relazione a esigenze specifiche).

Nel caso in esame risulta così:

W (pre-riscaldamento) = (43626 x 0,86) / (75 - 60) = 2501 l/h (0,69 l/s)

Si può così individuare sul diagramma psicrometrico il punto “C” di uscita dell'aria dal sistema di
umidificazione, pari a 14 °C e calcolare la potenza per il post-riscaldamento dell'aria fino al valore
di 16 °C, previsto per l'immissione in ambiente (punto I) :

P (post-riscaldamento invernale) = 4850 x 0,35 x (16 – 14) = 3395 Watt

La portata d'acqua necessaria per la batteria di post-riscaldamento invernale é pertanto pari a:

W (post-riscaldamento invernale) = (3395 x 0,86) / (75 - 60) = 195 l/h (0,054 l/s)

mentre per la situazione estiva si devono prevedere:

W (post-riscaldamento estivo) (11882 x 0,86) / (75 - 60) = 681 l/h (0,19 l/s)

Risulta pertanto confermato essere più vincolante, ai fini del dimensionamento della batteria di
post-riscaldamento, il caso estivo.

18
7 SELEZIONE DEI TERMINALI DI IMPIANTO

Per la selezione dei modelli di ventilconvettori da prevedere vanno tenute in considerazione


esigenze ed aspetti a volte tra loro contrastanti e che comunque hanno sempre ripercussioni sul
risultato tecnico ed economico dell'impianto; i più importanti parametri di scelta del
ventilconvettore sono:

a) - la potenzialità resa alle condizioni di progetto;


b) - la temperatura dell'acqua di alimentazione;
c) - la portata d'acqua di alimentazione;
d) - la velocità di funzionamento del ventilatore;
e) - la rumorosità;
f) - le modalità di installazione.

Tutti questi parametri sono fra loro più o meno strettamente collegati; analizziamoli uno ad uno.

a) - Potenzialità

Come già accennato, ai ventilconvettori di un impianto con aria primaria viene assegnato
essenzialmente il compito di controbilanciare i carichi sensibili dispersi nell'ambiente o in esso
generati.

Nel selezionare i vari modelli si deve tenere in considerazione che l'aria primaria é immessa in
condizioni di temperatura diverse da quelle ambientali e anch'essa può apportare o sottrarre carico
sensibile all'ambiente.
Pertanto, una volta individuato il carico termico sensibile di ogni ambiente, si procede ad
identificare la quota di esso da attribuire ai ventilconvettori.

Definita con "ta" la temperatura ambiente, "Wa" la portata di aria primaria immessa in ambiente,
"tai" e "tae" le temperature di immissione dell'aria primaria nel ciclo invernale nel ciclo estivo,
"Qd" e "Qs" i valori massimi del carico per dispersione invernale e del carico sensibile estivo, è
possibile determinare i valori minimi di potenzialità termica invernale "Q'i" ed estiva "Q'e" dei
ventilconvettori in base alle relazioni:

Q'i = Qd + Wa x 0,35 x (ta - tai)

Q'e = Qs - Wa x 0,35 x (ta - tae)

La tabella 4 riassume i risultati di queste elaborazioni applicate al caso in esame. I valori di


potenzialità così individuati vanno considerati come minimi; infatti se da un lato si possono
considerare di norma sufficientemente cautelativi dal punto di vista della probabilità del verificarsi
delle situazioni di carico termico di progetto, é opportuno comunque mantenere un certo margine
di sicurezza, normalmente pari a al 15%, per tenere nel dovuto conto condizioni più gravose di
quelle di progetto e la perdita di efficienza che il ventilconvettore subisce nel tempo a causa
principalmente dello sporcamento della batteria di scambio termico e delle pale del ventilatore.

19
Tabella 4 - Potenza frigorifera e termica richiesta ai ventilconvettori.
Lo- Portata Pot. frigorif. App. frigorif. Pot. frigorifera Potenza Apporto Potenza
ca- aria sensibile Aria primaria sensibile termica frigorifero termica
le primaria locale (estate) ventilconvettori locale aria primaria ventilconvettori
(inverno)
N° m3/h W W W W W W
1 500 3320 1050 2270 4494 700 5194
2 70 1418 147 1271 721 98 819
3 110 2256 231 2025 704 154 858
4 0 2360 0 2360 1486 0 1486
5 560 2047 1176 871 4646 784 5430
6 0 0 0 0 217 0 169
7 0 0 0 0 221 0 135
8 0 0 0 0 52 0 135
9 0 0 0 0 52 0 32
10 0 1252 0 1252 1242 0 1242
11 280 2799 588 2211 1737 392 2129
12 0 1252 0 1252 1242 0 1242
13 0 0 0 0 434 0 300
14 0 0 0 0 39 0 24
15 0 0 0 0 39 0 24
16 0 0 0 0 39 0 24
17 160 1993 336 1657 1572 154 1726
18 70 1247 147 1100 862 154 1016
19 100 1700 210 1490 1905 154 2059
20 0 647 0 647 430 0 430
21 0 579 0 579 570 0 570
22 70 1914 147 1767 1614 98 1712
23 0 0 0 0 145 0 89
24 0 0 0 0 219 0 165
25 110 1094 231 863 869 154 1023
26 180 2034 378 1656 1364 252 1616
27 180 1270 378 892 1306 252 1558
28 180 1318 378 940 1621 252 1873
29 430 2705 903 1802 2706 602 3294
30 0 176 0 176 359 0 263
31 0 2312 0 2312 1206 0 1206
32 430 1809 903 906 3956 602 4544
33 0 0 0 0 181 0 137
34 0 0 0 0 304 0 226
35 0 0 0 0 72 0 53
36 0 0 0 0 72 0 53
37 0 864 0 864 944 0 944
38 280 2788 588 2200 1229 392 1621
39 280 1195 588 607 944 392 1336
40 0 901 0 901 943 0 943
41 0 0 0 0 348 0 226
42 0 0 0 0 54 0 40
43 0 0 0 0 54 0 40
44 0 0 0 0 54 0 40
45 430 3823 903 2920 3892 602 4480
46 0 1220 0 1220 1232 0 1232
47 140 1336 294 1042 1693 196 1889
48 70 986 147 839 559 98 657
49 220 2299 462 1837 2131 308 2439
50 0 176 0 176 263 0 263
20
b) - Temperatura del fluido termovettore

Naturalmente sia nel funzionamento estivo che in quello invernale si dovranno identificare le
rispettive condizioni del fluido termovettore che alimenta il ventilconvettore.
La temperatura di ingresso del fluido, é uno dei fattori determinanti per poter definire la potenza
termica scambiata dal ventilconvettore.

Dall'analisi delle tabelle di selezione si può in sintesi rilevare quanto segue:

- un aumento della temperatura dell'acqua refrigerata riduce sia la potenza sensibile che quella
latente scambiata dal ventilconvettore nel funzionamento estivo; in particolare, quando la
temperatura di alimentazione dell'acqua, é tale che la temperatura media superficiale della
batteria di scambio eguaglia o supera quella di rugiada dell'aria entrante, si annulla
completamente la potenza scambiata sotto forma latente e non si verifica alcun fenomeno di
deumidificazione.
(Questa prerogativa viene sfruttata negli impianti con aria primaria per limitare al solo calore
sensibile lo scambio di calore del ventilconvettore con l'ambiente);

- un aumento della temperatura dell'acqua calda incrementa la potenzialità termica resa dal
ventilconvettore nel funzionamento invernale; oltre certi valori (indicativamente di 60-65 °C)
vengono tuttavia a determinarsi alcuni fenomeni negativi, quali la tostatura del pulviscolo
dell'aria, la tendenza alla stratificazione dell'aria calda, l'umidità eccessivamente bassa dell'aria
uscente dal ventilconvettore, la tendenza alla pendolazione della temperatura in ambiente, che
sconsigliano il funzionamento in tali condizioni.

c) - Portata di acqua di alimentazione

Questo parametro determina, a parità di temperatura del fluido entrante, la temperatura media
della batteria e quindi incrementi della portata sono sempre favorevoli all'aumento della potenza
resa, fatti salvi i limiti di perdita di carico della batteria.

É evidente infatti che l'incremento di portata ha una ripercussione immediata sul dimensionamento
della rete delle tubazioni e su quello delle pompe di circolazione dell'impianto ed in definitiva sul
costo finale dello stesso.

In senso opposto invece diminuzioni della portata d'acqua possono essere vantaggiose ai fini della
riduzione dei costi di impianto fin tanto che non comportino diminuzioni tali di resa da portare alla
scelta di modelli di ventilconvettori di taglia superiore. Ovviamente queste situazioni vanno
valutate caso per caso.

d) - Velocità di funzionamento del ventilatore

Questo parametro ha una influenza apprezzabile sull'entità della potenza termica resa e, nel
funzionamento in fase di raffreddamento, anche sulla ripartizione fra le componenti sensibile e
latente della potenza scambiata.
Nel passaggio dalla velocità massima alla minima la resa termica si riduce indicativamente del
35%.

21
Molto rilevante é l'influenza di questo parametro sulla rumorosità di funzionamento del
ventilconvettore, con variazioni del livello di potenza sonora emessa, nel passaggio dalla minima
alla massima velocità, di 12 - 17 db(A) a seconda dei modelli.

e) - Rumorosità

Il livello di rumorosità del ventilconvettore deve essere compatibile con la destinazione d'uso
dell'ambiente in cui esso va installato; si devono pertanto tenere presenti le indicazioni riportate in
tabella 5 avendo cura di selezionare la velocità di rotazione nominale del ventilconvettore in
funzione del risultato da ottenere, determinando così la portata d'aria dell'apparecchio e di
conseguenza anche la sua resa. In molti casi il fattore determinante di scelta diviene proprio la
rumorosità e da essa derivano di conseguenza tutte le successive scelte (si pensi ad esempio al
dimensionamento di ventilconvettori per camere di albergo di lusso).

Tabella 5 - Livelli di rumorosità ambientale accettabili per differenti ambienti

DESTINAZIONE DEL LOCALE LIVELLI ACCETTABILI DI RUMORE


RC-N NC NR dB(A)
Studi radiofonici, televisivi e di registrazione 20 25
Sale da concerto; teatri d'opera 20 - 25 25 - 30
Cinematografi; sale per conferenze 25 - 30 30 - 35
Residenze: camere da letto 25 - 30 30 - 35
Soggiorni 30 - 35 35 - 40
Uffici: ad occupazione singola 25 - 35 30 - 40
a pianta aperta 35 - 40 40 - 45
Aule scolastiche 25 - 35 30 - 40
Biblioteche (sale di lettura) 30 - 35 35 - 40
Ospedali: camere di degenza 25 - 30 30 - 35
laboratori 30 - 35 35 - 40
Centri meccanografici 40 - 45 45 - 50
Piscine; palestre 35 - 45 40 - 50
Grandi magazzini 35 - 45 40 - 50

f) - Modalità di installazione dei ventilconvettori

Le diverse modalità di installazione dei ventilconvettori possono avere influenza sulle prestazioni
finali dell'impianto oltre che sulla scelta di altri componenti, quali ad esempio quelli relativi al tipo
di regolazione.

Il ventilconvettore può infatti essere installato verticalmente a parete (in vista o mascherato, in
versione da incasso), oppure orizzontalmente a soffitto (in vista o in versione da incasso).

Con la prima modalità di installazione possono essere utilizzate indifferentemente, sia regolazioni
di tipo termostatico ad azione ON/OFF (termostato agente sull'attacco e stacco del ventilatore), sia
regolazioni con valvola servocomandata, ad azione ON/OFF o modulante, agente sulla portata di
acqua entrante nella batteria del ventilconvettore.

22
Unica avvertenza é, nel caso di regolazione ON/OFF, di utilizzare sensori di temperatura posti in
ambiente e non sonde installate in aspirazione al ventilconvettore al di sotto della batteria in modo
che evitare che, a ventilatore fermo, l'aria a contatto della batteria attraversata dall'acqua
refrigerata "cada" sopra il sensore impedendo la ripartenza del ventilconvettori.

La seconda modalità di installazione é tipica di edifici ristrutturati, con zone centrali utilizzate per
l'installazione in controsoffitto dei nuovi impianti e quindi con mandata e ripresa dell'aria
effettuate a soffitto; in questo caso é comunque preferibile adottare la regolazione con valvola,
ON/OFF o modulante, che assicura costantemente il flusso d'aria in ambiente, particolarmente
importante nel funzionamento invernale per evitare fenomeni di stratificazione. In ogni caso é
sempre consigliabile installare il sensore di temperatura in ambiente a quota di circa 1,4 m dal
pavimento.

Passando ora alla selezione dei singoli ventilconvettori, si farà riferimento alla documentazione
tecnica degli apparecchi AERMEC serie FCX, disponibile anche su supporto magnetico, grazie
alla quale é possibile individuare esattamente le rese dei vari modelli nelle varie possibili
condizioni di funzionamento.

La procedura di selezione dei singoli modelli destinati ai vari ambienti non segue quasi mai un
andamento univoco ma procede con successivi aggiustamenti e talvolta modifiche delle ipotesi, in
modo tale da conseguire la congruenza del risultato rispetto alle esigenze, mantenendo tuttavia
uniformità di condizioni di alimentazione per i singoli ventilconvettori.

In corrispondenza alle condizioni interne di riferimento, che sono fissate in una temperatura a
bulbo secco di 26 °C con una umidità relativa del 55%, con una temperatura a bulbo umido di 19,6
°C ed una temperatura di rugiada di 16,2 °C é sufficiente alimentare il circuito ventilconvettori per
ottenere uno scambio di calore praticamente solo sensibile.

In ogni caso dovrà comunque essere predisposta una rete di scarico della condensa per fare fronte
a situazioni, quali quelle di messa a regime dei locali o di momentaneo aumento dei carichi latenti
interni, che potrebbero comunque determinare la formazione di condensa sulla batteria del
ventilconvettore.

Viene poi fissato il funzionamento dei ventilconvettori normalmente alla velocità media o minima,
condizioni queste mediamente accettabili per quanto concerne i limiti imposti dalla rumorosità
degli apparecchi e salvo verifica da effettuare caso per caso.

Il dimensionamento alla media velocità é consigliabile inoltre in quanto, in situazioni di carico


interno o esterno maggiore di quello di progetto, consente di avere a disposizione localmente una
riserva di potenza frigorifera o termica, che può essere utile anche in fase di messa a regime della
temperatura del locale.

L'ultimo parametro che rimane da fissare per procedere alla selezione del modello di
ventilconvettore da installare é la portata di acqua di alimentazione.

Partendo dall'assunto che detta portata deve risultare la minore possibile compatibilmente con la
potenza richiesta, un criterio di dimensionamento può essere quello di fissare portate tali da dare
luogo ad un salto termico massimo fisso ed uguale per tutti i ventilconvettori, ove il termine fisso
si intende riferito al funzionamento estivo a carico massimo.

23
Questa soluzione determina una diversificazione notevole delle portate di acqua da prevedere per i
singoli mobiletti e quindi la necessità di effettuare, per ciascun locale una selezione differenziata
per ciascuna diversa potenzialità richiesta.

Dal punto di vista dell'impegno progettuale questa strada anche se formalmente corretta,
raramente viene applicata; si preferisce per quanto possibile, fissare in partenza le portate di acqua
per i singoli modelli di ventilconvettori, verificando poi le rese fornite ed intervenendo
eventualmente ad aumentare la portata d'acqua in quelle situazioni in cui un tale incremento
consente ad esempio di raggiungere la potenza richiesta senza necessità di selezionare un modello
di ventilconvettori di taglia superiore.

La portata d'acqua che possiamo definire di primo tentativo, può essere fissata in modo tale da
dare luogo ad un salto termico dell'acqua, nelle condizioni di progetto, pari a circa 5-6 °C: questo
valore corrisponde a quello normalmente adottato nella prassi progettuale di questo tipo di
impianto.

Operando con questo criterio si può innanzi tutto stabilire, per ciascun modello di
ventilconvettore, la resa "nominale nelle condizioni di progetto" da confrontare con quella
richiesta. A titolo esemplificativo si riporta la tabella 6 valida per il funzionamento estivo.

Tabella 6 - Prestazioni dei ventilconvettori (funzionamento estivo)

Modello Portata aria Pot. frigorif. Portata ∆p


sensibile acqua batteria
m3/h Watt (l/h) kPa
FCX 17 160 452 150 2,17
FCX 22 220 687 250 5,78
FCX 32 350 931 300 8,66
FCX 42 460 1294 400 6,73
FCX 50 600 1702 450 7,18
FCX 62 720 2245 600 3,30
FCX 82 930 2478 600 3,10

Condizioni di riferimento:

Temperatura aria a bulbo secco : 26,0 °C


Temperatura aria a bulbo umido : 19,6 °C
Temperatura ingresso acqua : 13,0 °C
Velocità di funzionamento : media

É possibile, a questo punto identificare con esattezza il modello ed il numero di terminali da


installare in ciascun locale dell'edificio per fare fronte ai carichi estivi.

Nella quasi totalità degli impianti di questo tipo per ovvie considerazioni di semplificazione e di
costo si impiegano le medesime pompe di circolazione sia per il funzionamento estivo che per
quello invernale e, trascurando l'incremento di portata dovuto alla minore densità e quindi alla
minore perdita di carico del circuito idraulico funzionante con acqua calda, si può considerare che
nelle due situazioni, estiva ed invernale, nella rete dei ventilconvettori sostanzialmente circoli la
stessa portata di acqua.

24
Per poter stabilire quale debba essere la temperatura invernale dell'acqua di alimentazione del
circuito ventilconvettori é necessario individuare, per ciascuna delle scelte di abbinamento
modello ventilconvettore/portata acqua già effettuate, quale deve essere la temperatura minima
dell'acqua che garantisce una potenza termica almeno pari a quella richiesta nel locale in cui
l'apparecchio é installato.

Fra tutti i valori di temperatura risultanti si sceglierà ovviamente quello massimo, lasciando alla
regolazione termostatica il compito di modulare nel tempo, con l'attacco e stacco del ventilatore, la
potenza erogata in ambiente.

Risulta così che la temperatura minima necessaria é di 39 °C, come risulta dalla tabella 7 che
sintetizza i dati di partenza ed i risultati delle selezioni effettuate.

25
Tabella 7 - Riepilogo dei risultati del dimensionamento dei ventilconvettori
Lo- Terminale Pot. frigorif. Pot. frigorif. Portata Potenza Potenza Temperatura
cale sensib. richiesta sensibile resa acqua termica richiesta termica resa acqua calda
N° N° x Mod. W W l/h W W °C
1 6 x FCX21 2270 3918 6 x 200 5194 7464 37
2 1 x FCX41 1271 1252 1 x 350 819 2921 < 35
3 1 x FCX80 2025 2376 1 x 500 858 5560 < 35
4 1 x FCX80 2360 2376 1 x 500 1486 5560 < 35
5 5 x FCX21 871 3435 5 x 250 5430 6650 38
6 (#) - - - 217 (#) -
7 (#) - - - 221 (#) -
8 (#) - - - 52 (#) -
9 (#) - - - 52 (#) -
10 1 x FCX41 1252 1252 1 x 350 1242 2921 < 35
11 2 x FCX41 2211 2504 1 x 350 2129 5842 < 35
12 1 x FCX41 1252 1252 1 x 350 1242 2921 < 35
13 (#) - - - 434 (#) -
14 (#) - - - 39 (#) -
15 (#) - - - 39 (#) -
16 (#) - - - 39 (#) -
17 2 x FCX31 1657 1786 2 x 250 1726 3780 < 35
18 1 x FCX41 1100 1108 1 x 250 1016 2714 < 35
19 2 x FCX31 1490 1672 2 x 200 2059 3656 < 35
20 1 x FCX21 647 653 1 x 200 430 1244 < 35
21 1 x FCX21 579 653 1 x 200 570 1244 < 35
22 2 x FCX31 1767 1786 2 x 250 1712 3780 < 35
23 (#) - - - 145 (#) -
24 (#) - - - 219 (#) -
25 1 x FCX31 863 893 1 x 250 1023 1890 < 35
26 2 x FCX31 1656 1786 2 x 250 1616 2780 < 35
27 1 x FCX31 892 893 1 x 250 1558 1890 < 35
28 2 x FCX21 940 1306 2 x 200 1873 2488 38
29 3 x FCX21 1802 2679 3 x 250 3308 3990 39
30 @ 176 - 359 - -
31 1 x FCX80 2312 2478 1 x 600 1206 5766 < 35
32 5 x FCX21 906 3265 5 x 200 4558 6220 38
33 (#) - - - 181 (#) -
34 (#) - - - 304 (#) -
35 (#) - - - 72 (#) -
36 (#) - - - 72 (#) -
37 1x FCX31 864 893 1 x 250 944 1890 < 35
38 1x FCX60 2200 2157 1 x 650 1621 4345 < 35
39 1x FCX31 607 893 1 x 250 1336 1890 36
40 1x FCX31 901 893 1 x 250 943 1890 < 35
41 (#) - - - 348 (#) -
42 (#) - - - 54 (#) -
43 (#) - - - 54 (#) -
44 (#) - - - 54 (#) -
45 5 x FCX21 2920 3265 5 x 200 4494 6220 < 38
46 1 x FCX41 1220 1191 1 x 300 1232 2874 < 35
47 2 x FCX21 1042 1306 2 x 200 1889 2448 < 35
48 1 x FCX31 839 836 1 x 250 657 1828 < 35
49 3 x FCX21 1837 2061 3 x 250 2439 3990 < 35
50 1 x FCX21 176 653 1 x 200 263 1244 < 35
(*) valore minimo necessario; (#) solo riscaldamento con radiatori; @ solo predisposizione.

26
8 SISTEMA DI DISTRIBUZIONE, RIPRESA ED ESPULSIONE DELL'ARIA
PRIMARIA - DIMENSIONAMENTO DELLA RETE DI CANALIZZAZIONI

Tutti i trattamenti dell'aria precedentemente definiti verranno effettuati all'interno di una


apparecchiatura, la centrale di trattamento aria, da localizzare in uno specifico vano tecnico la cui
posizione, all'interno dell'edificio, deve essere per quanto possibile oggetto di una attenta
valutazione preliminare.

Da essa infatti dipende la definizione di molti aspetti tecnici dell'impianto, che a loro volta hanno
riflessi tutt'altro che trascurabili sui costi di installazione e di gestione dell'impianto stesso.

La scelta più ovvia, e cioè quella che minimizza i percorsi delle canalizzazioni, va ad esempio
verificata rispetto i problemi di rumorosità degli impianti e dell'eventuale costo della
insonorizzazione delle apparecchiature.

L'aria primaria trattata centralmente deve essere immessa in ambiente in condizioni di temperatura
differenti rispetto all'aria presente nel locale (normalmente più fredda sia in estate che in inverno)
e con velocità tale da assicurare la distribuzione in tutte le zone dell'ambiente.

Il sistema di distribuzione dell'aria é destinato a garantire l'immissione della portata d'aria prevista
con una velocità adeguata e una direzione del flusso d'aria tale da ottenere una efficace
miscelazione dell'aria immessa con l'aria ambiente, senza correnti e in maniera da conseguire la
maggior uniformità di temperatura nelle zone occupate.

La differenza di temperatura tra i vari punti di uno stesso ambiente non dovrebbe mai essere
superiore a 1,5 °C mentre la differenza di temperatura tra vari ambienti condizionati dovrebbe
essere inferiore a 2,5 °C.

La velocità dell'aria ideale per il benessere delle persone negli ambienti condizionati é compresa
tra 0,1 e 0,3 m/s (0,3 m/s é la velocità dell'aria che può sollevare un foglio di carta leggera posato
su una scrivania).

Una serie di esperienze condotte in merito ha poi rilevato che una variazione della velocità
dell'aria di 0,07 m/s produce sulla sensazione di benessere lo stesso effetto di una variazione di 0,5
°C di temperatura.

La sensazione di benessere é influenzata anche dalla direzione del flusso d'aria, infatti é
confermato che un flusso d'aria diretto verso il viso é ben tollerato, se non gradito; i flussi d'aria
diretti verso i lati della testa e verso la nuca sono considerati molto fastidiosi; un flusso d'aria
moderatamente discendente risulta più tollerabile di un flusso moderatamente ascendente.

Queste considerazioni di ordine qualitativo vanno tenute presenti nel momento in cui si passa alla
selezione dei singoli dispositivi di distribuzione dell'aria.

A tal fine si ricordano alcuni concetti specificamente legati a quest'ultimo aspetto e cioè:

- il lancio o gittata: cioè la distanza radiale tra il diffusore e la zona, in ambiente, in cui la
velocità del getto raggiunge un determinato valore (normalmente pari a 0,25 m/s); il lancio é
direttamente proporzionale alla velocità di uscita dell'aria dal dispositivo;

27
- il coefficiente di induzione: un getto d'aria immesso con una certa velocità in ambiente
determina il trascinamento in moto nella stessa direzione degli strati di aria, inizialmente
ferma, che circondano il getto stesso. Il rapporto fra la portata totale di aria messa in
movimento grazie a questo effetto e la quantità di aria uscente dal dispositivo di immissione é
detto "coefficiente di induzione". Esso é essenzialmente funzione del valore assoluto della
velocità e dipende anche dalla forma dell'organo di immissione.
Elevato rapporto di induzione è sinonimo di rapida miscelazione dell'aria immessa con quella
ambiente e quindi di differenziali di temperatura contenuti in prossimità delle zone occupate
dalle persone e comporta peraltro, normalmente, un lancio più ridotto;

- la caduta del getto: é definita come la distanza, in senso ortogonale a quello del lancio che il
getto d'aria percorre tra il punto di uscita dal dispositivo e la fine del lancio. La caduta é una
funzione quadratica inversa della velocità e dipende anche dalla differenza di temperatura fra il
getto e l'aria circostante.

Passando ad affrontare il caso in esame si può notare come la distribuzione degli uffici sui due lati
di un corridoio centrale favorisca l'installazione delle condotte di mandata ai vari piani nel
controsoffitto del corridoio, con immissione dell'aria mediante bocchette installate a parete.

Per la loro scelta va considerata la distanza fra la parete del corridoio e la parete esterna, (sulla
quale é normalmente installato il ventilconvettore), selezionando il lancio in modo tale che esso
copra una distanza compresa fra il 50 ed il 75% di quella che separa le apposte pareti.

La caduta del lancio in locali con altezza di circa 3 m, é opportuno che non superi 1 m; con una
velocità dell'aria, alla fine del lancio di circa 0,15 m/s. Le bocchette vanno installate
preferibilmente in modo da sfruttare l'"effetto soffitto" che tende a mantenere il getto d'aria
aderente alla superficie sovrastante.

É opportuno poi che il dispositivo di immissione sia in grado di operare una buona miscelazione
(induzione) dell'aria immessa con quella dell'ambiente.

Nel caso in esame, si seleziona una bocchetta del tipo a doppio ordine di alette caratterizzata dalle
prestazioni indicate in tabella 8.

Tabella 8 - Caratteristiche delle bocchette di immissione aria


Portata aria Lancio Velocità Coefficiente Perdita di Rumorosità
terminale di induzione carico
m3/h m m/s Pa dB(A)
fino a 50-80 3,5 0,12 4,0 8 25
fino a 100 4,5 0,12 5,5 14 29
fino a 140 5,5 0,12 4,5 15 33

Dimensionamento delle canalizzazioni

Per il dimensionamento delle canalizzazioni di distribuzione, ripresa ed espulsione dell'aria


possono essere adottati diversi metodi, quali quello a perdita di carico unitaria costante, quello
della riduzione di velocità o quello a recupero di pressione statica.

28
I primi due, che risultano in sostanza concettualmente equivalenti, sono comunemente i più
utilizzati, per le loro relativa semplicità, in impianti a bassa velocità e/o pressione, mentre il terzo
trova maggiore applicazione negli impianti ad alta velocità e/o pressione.

La diversificazione tra impianti ad alta e quelli a media e bassa velocità é stabilita indicativamente
dal limite dei 10 m/s mentre gli impianti ad alta pressione sono quelli che prevedono in partenza ai
canali pressione statiche superiori di 1000 Pa.

L'esempio di cui si tratta si riferisce ad un impianto a media/bassa velocità e pressione; si


adotterà, quindi per il suo dimensionamento, il metodo a perdita di carico unitaria costante.

Per fare ciò é necessario innanzitutto definire la struttura topologica della rete di canalizzazioni
che, partendo dalla presa di aria esterna, arriva al condizionatore centrale e dal condizionatore
centrale fino al dispositivo di immissione più distante. Il ventilatore della centrale di trattamento
deve sopperire alle perdite di carico di tutta la rete.

Si procede quindi attribuendo ai vari rami di canalizzazione la portata d'aria di competenza in base
alla distribuzione dei dispositivi terminali di diffusione dell'aria, procedendo sempre a ritroso
verso il ventilatore del condizionatore centrale.

I singoli tratti di canalizzazione caratterizzati da portata d'aria costante vengono dimensionati


utilizzando un apposito diagramma (figura 4), valido per canali di sezione circolare; é poi
possibile ricondurre il canale di sezione circolare ad una sezione rettangolare, equivalente ai fini
della perdita di carico, tramite un apposita tabella (figura 5).

La perdita di carico che l'aria subisce nell'attraversamento delle canalizzazioni é da attribuire a due
componenti e precisamente a:

- resistenze distribuite (∆pd) rappresentate dal prodotto della perdita di carico specifica (per
metro di lunghezza) per la lunghezza reale dei singoli tratti a portata costante;

- resistenze concentrate (∆pc) dovute alla presenza, nei tratti di canalizzazioni, di curve,
cambiamenti di sezione, derivazioni e confluenze di vario genere, organi di taratura, dispositivi
di mandata e/o ripresa dell'aria, nonché ogni altro componente impiantistico inserito sul flusso
dell'aria (batterie di scambio termico, filtri, ecc).

Queste perdite sono proporzionali alla componente dinamica del moto dell'aria secondo la
relazione:

∆pc = χ x C x ( v2/2g ) dove:

χ = peso specifico dell'aria


C = coefficiente di perdita
v = velocità dell'aria
g = accelerazione di gravità.

Il coefficiente C é fornito da appositi diagrammi e tabelle del tipo di quelle riportate nella figura 6.

29
Figura 4

30
Figura 5

31
Figura 6

32
Altre volte, in alternativa al coefficiente di perdita C di un pezzo speciale, viene utilizzato il
parametro "lunghezza equivalente" (Le), definito come quella lunghezza virtuale che
determinerebbe in un condotto rettilineo a sezione costante attraversato dall'aria con una velocità
fissata, la stessa perdita di carico prodotta dal componente specifico.

É sempre possibile passare dall'una all'altra formulazione della perdita di carico concentrata
mediante la relazione:

Le x ∆pd = χ x C x ( v2/2g )

Dopo avere effettuato il dimensionamento di ciascun tronco di canalizzazione si può calcolare la


perdita di carico dell'intero sistema di distribuzione sommando le perdite relative al percorso più
favorito.

Si identificano così anche le differenze di pressione, crescenti man mano che ci si avvicina al
ventilatore, con i circuiti meno sfavoriti. Per equilibrare le varie diramazioni della rete di canali,
queste differenze possono essere compensate in diversi modi e precisamente:

- dissipando l'eccesso di pressione in uno specifico organo di taratura (serranda o setto forato);

- aumentando la perdita di carico distribuita nel condotto derivato, il che comporta in pratica il
suo ridimensionamento.

A livello progettuale il bilanciamento di una rete di canalizzazioni é un processo piuttosto


impegnativo ma assolutamente necessario per assicurare la voluta distribuzione dell'aria.

L'affidare la taratura alle sole serrande normalmente a corredo dei dispositivi finali di
distribuzione dell'aria in ambiente, può essere accettabile solo se le differenze di pressione
disponibili fra i dispositivi più favoriti ed quelli meno favoriti é dell'ordine di 20 ÷ 30 Pa.

Diversamente, per valori maggiori di differenza di perdita, lo strozzamento delle serrande


determinerà senz'altro un aumento della rumorosità del dispositivo finale.

La tabella 9 esemplifica la metodologia di dimensionamento riferita al percorso valutato come


più sfavorito, (alimentazione del locale n. 22 al piano terra), con identificazione dei singoli tronchi
(riportata anche sulle tavole grafiche) per il calcolo della pressione statica necessaria a valle del
ventilatore di mandata della centrale di trattamento dell'aria primaria.

Con analoghe considerazioni si procede anche per la valutazione della prevalenza del/i
ventilatore/i di estrazione/espulsione dell'aria; nel caso in esame sono stati adottati per lo scopo
due ventilatori centrifughi a torrino, appositamente silenziati, ciascuno dei quali a servizio di uno
dei due bracci dell'edificio.
Questi due ventilatori (TE1 e TE2) funzioneranno contemporaneamente alla centrale di
trattamento dell'aria primaria.
Per l'estrazione dell'aria dei blocchi servizi verranno invece adottati dei ventilatori indipendenti, a
funzionamento continuo, in modo da garantire la ventilazione permanente di questi locali.

33
Tabella 9 Perdite di carico nei canali di mandata

Tratto Portata ∆p/m Vel. ∅ eq. Dimens. L ∆pd C ∆pc ∆p tot.


n° m3/h Pa/m m/s m cm m Pa - Pa Pa
1* 4860 0,59 5,6 0,57 70 x 40 3 1,77 2,3 44,15 45,92
2* 4860 0,59 5,6 0,57 100 x 30 2 1,18 3,8 73,58 74,76
3* 2420 0,64 4,8 0,43 85 x 20 7 4,16 0,7 9,81 13,97
4* 2280 0,59 4,5 0,43 85 x 20 1,5 0,88 - - 0,88
5* 2000 0,59 4,4 0,40 75 x 20 1,5 0,88 0,25 2,94 3,82
6* 1860 0,59 4,2 0,40 75 x 20 5,5 3,25 0,5 5,39 8,64
7* 1010 0,59 3,3 0,32 45 x 20 10,5 6,19 3,6 37,28 43,47
8* 750 0,59 3,2 0,27 35 x 20 1,5 0,88 0,5 3,14 4,02
9* 550 0,59 3,1 0,25 25 x 20 4,5 2,66 0,6 3,53 6,19
10 * 350 0,59 2,75 0,215 25 x 15 3,5 2,06 0,6 2,75 4,81
11 * 170 0,59 2,3 0,165 15 x 15 2,0 1,18 0,6 1,96 3,14
12 70 0,35 1,6 0,125 - 1,5 0,52 11,8 18,5 19,02
13* 100 0,30 1,7 0,150 - 1,0 0,30 11,8 20,90 21,20
14 110 0,38 1,8 0,15 - 1,0 0,38 11,8 23,40 23,78
15 70 0,35 1,6 0,125 - 1,0 0,35 11,8 18,50 18,85
16 120 0,40 1,9 0,15 - 1,5 0,60 11,8 26,10 26,70
17 80 0,45 1,8 0,125 - 1,5 0,67 11,8 23,40 24,07
18 120 0,40 1,9 0,15 - 1,5 0,60 11,8 26,10 26,70
19 80 0,45 1,8 0,125 - 1,5 0,67 11,8 23,40 24,07
20 260 0,59 2,5 0,195 20 x 15 1,0 0,59 0,9 3,45 4,05
21 140 0,59 2,2 0,15 15 x 15 2,5 1,48 0,4 1,18 2,66
22 140 0,39 2,1 0,155 - 2,0 0,78 11,4 30,80 31,58
23 120 0,39 2,1 0,15 - 1,5 0,59 11,8 31,90 32,49

* tratti del circuito più sfavorito (∆p totale = 231 Pa)

Indice dei simboli:


∆p/m : perdita di carico specifica;
∅ eq. : diametro equivalente del canale;
Dim. : dimensioni canale rettangolare;
∆pd : perdita di carico distribuita;
C : coefficiente di perdita concentrata;
∆pc : perdita di carico concentrata;
∆p tot. : perdita di carico totale;

34
9 SELEZIONE DEL CONDIZIONATORE CENTRALE DI TRATTAMENTO
DELL'ARIA PRIMARIA

Nel condizionatore centrale vengono effettuati i trattamenti termofisici dell'aria necessari per
immettere in ambiente aria alle condizioni previste dai diagrammi di figure 2 e 3; ad esso inoltre é
demandato il compito di effettuare la filtrazione dell'aria e di fornirle, tramite il ventilatore,
l'energia per percorrere la rete di canalizzazioni.
Si tratta di una apparecchiatura modulare costituita da più sezioni componibili, in relazione alle
specifiche esigenze, alla successione ed al tipo di trattamento da effettuare nonché allo spazio
disponibile.

Sono previste normalmente le seguenti sezioni:


- sezione di presa aria esterna;
- sezione di miscela;
- sezione di miscela-ricircolo-espulsione;
- sezioni di filtrazione dell'aria specifiche per i vari filtri impiegati;
- sezioni di contenimento delle batterie di scambio termico;
- sezioni di umidificazione di vario tipo;
- sezione con plenum multizone o doppio condotto;
- sezione di contenimento del gruppo motore-ventilatore.

Risultano disponibili, per specifiche applicazioni, anche sezioni di contenimento di recuperatori di


calore (statici o rotativi).
Anche se sulla carta un tale tipo di apparecchiatura é realizzabile esattamente su misura della
singola esigenza, evidenti motivi di standardizzazione produttiva, determinano la disponibilità di
un numero di grandezze ben definito e caratteristico di ciascun costruttore.

Facendo riferimento alla produzione AERMEC serie CAD, si riportano nella tabella 10 le portate
d'aria nominali dei vari modelli di condizionatore centrale al variare della velocità frontale
dell'aria nell'attraversamento delle batterie di scambio termico.

Tabella 10- Portata aria dei condizionatori NCT (m3/h)

Veloc. Modello NCT


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
2,5 m/s 1134 1814 2505 3132 3823 4514 5089 6230 7336 9477 10722 13851 17496 21319
3,0 m/s 1361 2177 3006 3758 4588 5417 6107 7455 8803 11372 12866 16621 20995 25583
3,5 m/s 1588 2540 3508 4384 5352 6320 7125 8698 10270 13268 15010 19391 24495 29847

Veloc. Modello NCT


15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
2,5 m/s 25761 0772 31739 43187 49235 55283 61330 67379 73427 79475
3,0 m/s 30913 36927 44566 51824 59081 66339 73597 80854 88112 95369
3,5 m/s 36065 43081 41994 60461 68928 77396 85863 91329 102797 111264

Per la selezione della centrale per l’esempio in esame si è utilizzato il programma di selezione
AerNCT di Aermec, i cui risultati sono rilevabili dalla tabella 13 (pag. 40), da cui si ricava che per
la portata di aria primaria prevista di é adatto il modello NCT7 con velocità di attraversamento di
2,38 m/s.

35
L'adozione di velocità frontale dell'aria sulle batterie superiori a 3 m/s é da prevedersi solo per
trattamenti di raffreddamento esclusivamente sensibile e per il riscaldamento; nel caso di
raffreddamento con deumidificazione le velocità consigliate vanno dai 2,3 m/s ai 2,7 m/s, sia per
favorire la deumidificazione che per evitare fenomeni di trascinamento di gocce a valle della
batteria.

Per il dimensionamento delle batterie di scambio termico, una volta note le potenzialità termiche
richieste e le condizioni operative (vedi paragrafo precedente) si tratta in sostanza di individuarne
il numero di ranghi, le perdite di carico dal lato del fluido termovettore, il contenuto di acqua e la
perdita di carico lato aria.

A tal fine si utilizza il programma di selezione per NCT di Aermec S.p.A.


La tabella 11 riassume i risultati della selezione.

Tabella 11 - Caratteristiche delle batterie di scambio termico

Preriscaldamento Raffreddamento Post-riscaldamento


Potenza richiesta kW 43,6 57,5 11,9
Potenza resa kW 59,2 59.1 22,6
Numero di ranghi 2 8 1
Passo alette mm 2,5 2,5 2,5
Perdita di carico lato acqua kPa 8 12 2
Perdita di carico lato aria Pa 38 187 23
Contenuto d'acqua l 4,4 17,5 1,8

Una particolare attenzione é necessario porre nella scelta dei filtri da installare all'interno del
condizionatore centrale.

Senza entrare nel dettaglio degli aspetti teorici della filtrazione dell'aria, si ritiene utile ricordare
quali sono i più comuni tipi di filtri utilizzati nel settore della climatizzazione ambientale ed il
campo di applicazione in relazione alla loro efficienza.

Quest'ultima grandezza si definisce come il complemento dall'unità del rapporto fra la quantità di
impurità che riesce ad attraversare il filtro e la quantità totale di impurità presente nel flusso d'aria.

Questo parametro non é però da solo sufficiente a identificare la qualità della filtrazione in quanto
si deve definire anche la dimensione delle particelle trattenute dal filtro.

Esistono pertanto diversi metodi di misura e valutazione delle caratteristiche di un mezzo filtrante.
I più conosciuti sono:

1) metodi ponderali o gravimetrici: adottano per le prove una polvere sintetica di composizione
appropriata e si basano sul confronto fra i pesi di polvere trattenuta e totale.

Si applicano ai filtri di media efficienza per particelle di granulometria 1 micron.


Si ricordano fra questi metodi l'AFI gravimetrico, il metodo ASHRAE 52-76, il metodo
EUROVENT 4/5;

2) metodi opacimetrici: adottano per la prova direttamente polvere atmosferica e si basano sul
rilievo dell'opacità creata su due mezzi filtranti campione posti a monte e a valle del filtro in
prova e attraversati dalla stessa quantità di aria. Il metodo si applica a polveri di dimensioni da
0,5 fino a 1 micron e si adotta per la valutazione di filtri ad elevata efficienza.

36
Si ricordano fra questi metodi ancora l'ASHRAE 52-76 e il metodo EUROVENT 4/5;

3) metodi alla fiamma di sodio e al D.O.P.: si tratta di metodi di misura fotometrici che
impiegano come agente "inquinante" un aerosol di particelle aventi dimensione ben definita
(circa 0,3 micron). Vengono adottati per la valutazione di filtri ad elevatissima efficienza.

Si ricorda, fra questi metodi, quello EUROVENT 4/4.

I più comuni filtri adottati nel capo della climatizzazione ambientale sono:

- filtri metallici: caratterizzati da una efficienza ponderale variabile dal 60% all'80% (EU1/EU3
secondo EUROVENT 4/5);

- filtri sintetici acrilici: caratterizzati da una efficienza ponderale dall'85% al 95% (EU3/EU5
secondo EUROVENT 4/5). Sono disponibili sia in celle che in rulli;

- filtri in fibra di vetro: caratterizzati da un efficienza opacimetrica (colorimetrica) dal 40% al


95% (EU5/EU9 secondo EUROVENT 4/5). Sono disponibili nelle versioni a tasche, a tasche
rigide e pieghettati;

- filtri semiassoluti e assoluti: caratterizzati da efficienza di tipo fotometrico variabile dal 95% al
99,999% (EU10/EU14 secondo EUROVENT 4/4).

Nel caso in esame si adotterà un doppio sistema di filtrazione costituito da un banco di filtri
acrilici con funzione di prefiltrazione e protezione del successivo banco di filtrazione del tipo a
tasche rigide.
L'ultima caratteristica del condizionatore centrale da definire é quella riguardante i ventilatori di
mandata e di ripresa/espulsione, per la cui selezione é necessario conoscere la prevalenza statica
utile necessaria all'impianto, data dalla somma della prevalenza statica richiesta per le
canalizzazioni (che é stata precedentemente quantificata) e da quella richiesta per
l'attraversamento dei vari componenti del condizionatore centrale.
Questo secondo termine viene a sua volta quantificato come somma delle perdite di carico dei
singoli componenti che nel caso in esame sommano a 494 Pa:

- perdita di carico distribuita per attraversamento : 16 Pa


- perdita di carico nella serranda : 11 Pa
- perdita di carico prefiltri (F5) : 36 Pa
- perdita di carico filtri a tasche (FT) : 142 Pa
- perdita di carico batteria raffreddamento (8R) : 187 Pa
- perdita di carico batteria di preriscaldamento (2R) : 38 Pa
- perdita di carico batteria di post-riscaldamento (1R) : 23 Pa
- perdita di carico sezione umidificazione : 25 Pa
- perdita di carico separatore di gocce : 32 Pa
_______
Perdita di carico totale nel condizionatore 520 Pa

A carico del ventilatore di mandata si deve pertanto considerare una prevalenza statica comples-
siva di 777 Pa, (dei quali 520 Pa dovuti alla perdite interne al condizionatore, 26 Pa di pressione
dinamica e 231 Pa utili per le canalizzazioni).

37
É opportuno evidenziare che, nella definizione della perdita di carico dei filtri collocati all'interno
del condizionatore centrale, é buona norma tenere conto almeno di un grado di intasamento medio
degli stessi; ciò al fine di evitare, da un lato un dimensionamento antieconomico del gruppo
motoventilante, e dall'altro il pericolo di una drastica riduzione della portata trattata all'aumentare
dell'intasamento dei filtri.

Si può passare ora alla scelta del ventilatore e del relativo gruppo motore-trasmissione. I
diagrammi di selezione dei ventilatori riportano normalmente in ordinata la pressione totale e che
perciò si dovrà sommare ai valori di pressione statica precedentemente calcolati il valore di
pressione dinamica riportato, in corrispondenza alla ascissa della portata d'aria, sul diagramma di
funzionamento del ventilatore.

In realtà una parte di questa pressione dinamica può essere riconvertita in pressione statica
(tramite un adeguato raccordo tra la bocca del ventilatore ed il canale di mandata dell'aria); questa
opportunità viene sfruttata valutando, caso per caso, la quantità di pressione statica ottenibile, e
riducendo di altrettanto quella utile per le canalizzazioni, in modo da individuare più
correttamente il punto di funzionamento del ventilatore. Nel caso in esame, per semplificazione,
non si è tenuto conto di questo possibile recupero.

I ventilatori normalmente impiegati nei condizionatori centrali sono del tipo centrifugo; in
applicazioni specifiche, in particolare nel settore industriale e comunque per situazioni che
prevedono portate d'aria molto elevate, si impiegano anche ventilatori di tipo assiale.

Motivi di contenimento delle dimensioni in altezza delle sezioni ventilanti indirizzano la scelta
della tipologia dei ventilatori centrifughi verso quelli a doppia aspirazione; fra questi una ulteriore
differenziazione va fatta fra ventilatori dotati di pale rivolte in avanti oppure di ventilatori con pale
rivolte all'indietro..

Il tipo a pale in avanti é adatto al funzionamento con portate fino a 90000 m3/h e pressioni
massime dell'ordine di 800 ÷ 1000 Pa; in queste condizioni il rendimento di questi ventilatori si
colloca, come valori massimi, attorno al 70%.

I ventilatori a pale rovesce trovano la loro migliore utilizzazione in campi di pressione di


funzionamento superiori ai 1000 Pa, fino ai 3000 ÷ 4000 Pa, e possono garantire rendimenti
dell'ordine dell'80 ÷ 85% a seconda che si adottino pale rovesce piane oppure a profilo alare;
sono caratterizzati da un regime di rotazione più elevato rispetto ai ventilatori a pale avanti, il che
comporta necessità di trasmissioni maggiormente dimensionate.

Per entrambi i tipi di ventilatore é comunque importante verificare che il punto di funzionamento
sia il più prossimo possibile a quello di massimo rendimento e collocato in un tratto di curva
caratteristica avente andamento discendente, al fine di ottenere un comportamento stabile del
ventilatore.
Facendo riferimento ai ventilatori disponibili per il condizionatore AERMEC mod. NCT 7, si può
verificare che, nelle condizioni di funzionamento previste per la rete dei canali di mandata, il
punto operativo determina, per i due tipi di ventilatore considerati, i parametri operativi riportati
nella tabella 12:

38
Tabella 12 - Prestazioni di ventilatori

Portata 4850 m3/h Pale avanti Pale rovesce


Pressione statica 754 Pa
Numero di giri (g/1') 1214 2045
Rendimento (%) 55 79,5
Potenza sonora dB(A) 84.6 80.8
Potenza assorbita (kW) 1,92 1,37

La scelta ricade su un ventilatore a pale avanti.

Una volta noti tutti i componenti della centrale trattamento aria é poi immediata l'individuazione
delle dimensioni di ingombro dell'apparecchiatura.

39
Tabella 13 Caratteristiche dei componenti del condizionatore
Data: 14/09/2004
Cliente: Lucio
Progetto: Aria primaria uffici
Riferimento: Aermec E.3
NCT-7 Portata aria = 4850 m3/h

Centrale di Trattamento Aria serie NCT costruita con telaio portante,a ns. esclusivo disegno, in estruso di
lega di alluminio (UNI 6060),angolari costruiti in nylon caricato con fibra di vetro, e pannelli di
tamponamento fissati senza viti ma con eclusivi profili fermapannello.
Le portine apribili su cerniere sono dotate di maniglie autoserranti e di elementi di tenuta incassati
lungo tutto il perimetro. Il basamento dell'unità in robusto profilato di acciaio zincato conferisce la
necessaria rigidità all'intera struttura.
Allestimento : AAP
Superficie esterna : peraluman protetto spessore 0.8 mm
Superficie interna : peraluman spessore 0.8 mm
Spessore pannelli : 50 mm (poliuretano iniettato 40 kg/m3)

SE1F SERRANDA FRONTALE A TUTTA SEZIONE posizionata all'esterno del tipo ad alette contrapposte a
profilo alare completa di perno sporgente e motorizzabile.
Dimensioni serranda : (mm) 930x930
_
E1F SERRANDA FRONTALE A TUTTA SEZIONE posizionata all'esterno del tipo ad alette contrapposte a
profilo alare completa di perno sporgente e motorizzabile.
Dimensioni serranda : (mm) 930x930

SV2SP SEZIONE DISTANZIATRICE CON PORTA DI ISPEZIONE l=640 mm

FPTR27 PREFILTRI PIANI in fibre di poliestere apprettate con resine sintetiche


CLASSE G3 EFF. 80 %
Numero e dimensioni delle celle : 1x490x592+2x287x592
Superficie frontale (m2) 0.63
FILTRI A TASCHE RIGIDE con celle in fibra di vetro submicronica montate su appositi controtelai
dotati di guarnizione di tenuta e fissaggio a molla.
Celle estraibili da apposita portina.
CLASSE F7 EFF. 85 %
Numero e dimensioni delle celle : 1x490x592+2x287x592
Superficie frontale (m2) 0.63

BC2.2 BATTERIA DI RISCALDAMENTO Costruita in tubi di rame ed alette di alluminio a pacco, con
geometria P60/30 e passo alette 2.5 mm. Il robusto telaio in lamiera di acciaio zincata ne consente
l'estraibilità su guide.
Dimensioni della batteria (mm) 780x725 - Numero di ranghi 2
Potenza Termica (kW) 59.20

BF8.2S BATTERIA DI RAFFREDDAMENTO Costruita in tubi di rame ed alette di alluminio a pacco, con
geometria P60/30 e passo alette 2.5 mm. Il robusto telaio in lamiera di acciaio zincata ne consente
l'estraibilità su guide.
Dimensioni della batteria (mm) 780x725 - Numero di ranghi 8
Potenza Termica (kW) 59.09

UCP100 UMIDIFICAZIONE CON POMPA DI RICIRCOLO sp. 100 mm efficienza circa 80% del tipo a pacco
irrorato composto da una vaschetta in lega di alluminio forellata posta superiormente ad un pacco di carta
impregnata di resine fenoliche.
La vasca di raccolta dell'acqua in lega di alluminio è del tipo a drenaggio continuo in una piccola vasca
costruita in materiale plastico e dotata di filtro, dispositivo di reintegro automatico a galleggiante, sistema
per il BLED-OFF regolabile e raccorderie di troppo pieno e scarico.

GZ SEPARATORE DI GOCCE a due facce e quattro pieghe a lamelle verticali


costruite in acciaio zincato.
40
Cliente: Lucio
Progetto: Aria primaria uffici
Riferimento: Aermec E.3
NCT-7 Portata aria = 4850 m3/h

BC1.2 BATTERIA DI RISCALDAMENTO Costruita in tubi di rame ed alette di alluminio a pacco, con
geometria P60/30 e passo alette 2.5 mm. Il robusto telaio in lamiera di acciaio zincata ne consente
l'estraibilità su guide.
Dimensioni della batteria (mm) 780x725 - Numero di ranghi 1
Potenza Termica (kW) 22.56

V3MH2 VENTILATORE CENTRIFUGO A DOPPIA ASPIRAZIONE, costruito in lamiera di acciaio zincata e


rinforzata con telaio portante, girante calettata su albero di acciaio e supportata da cuscinetti a sfere
autoallineanti stagni lubrificati a vita. Il basamento del gruppo motore ventilatore è montato su supporti
antivibranti ed il motore è dotato di slitte tendicinghie di facile accessibilità.
La trasmissione è di tipo a diametro variabile.
AV3MH2 ventilatore mod. ADN 355R
M403,00 motore elettrico 4 poli da kW 3
Trasmissione con cinghie trapezoidali.

LO24 OBLO’ E PUNTO LUCE su sezione filtri, umidificazione e ventilante.

INVT4 Inverter per il comando del ventilatore.

41
42
Fig. 7

43
10 DIMENSIONAMENTO DELLE RETI IDRICHE DI ALIMENTAZIONE DEI
CIRCUITI VENTILCONVETTORI, RADIATORI, CENTRALI DI TRATTAMENTO
ARIA

Si passa ora al dimensionamento delle reti idriche di alimentazione dei circuiti dei radiatori e dei
ventilconvettori al fine di determinare le caratteristiche delle rispettive pompe di circolazione.

Il criterio di dimensionamento adottato é quello che si basa sull'assegnazione, per i vari tronchi di
rete attraversati da determinate portate di acqua, di diametri della tubazione tali da determinare,
per quanto possibile, perdite di carico costanti per unità di lunghezza.

A tal fine si utilizzano diagrammi del tipo riportato nella figura 17 dai quali é possibile ricavare il
diametro della tubazione e la velocità dell'acqua, una volta fissata la portata in circolazione e la
perdita di carico specifica.

Circa quest'ultimo parametro la pratica progettuale e il confronto fra i costi di realizzazione delle
reti e costi energetici di pompaggio, ha portato a individuare valori ottimali nel campo compreso
fra i 200 ed i 300 Pa per metro.

Il progetto della rete idrica inizia con la stesura del tracciato necessario per raggiungere tutti i
terminali, e già in questa fase é opportuno, per quanto possibile, cercare di equilibrare i vari tratti
di circuito anche, a volte, a costo di un maggior onere in termini di quantità di tubazione da
installare, ricorrendo a soluzioni quali quelle del ritorno inverso o cercando di portare il punto di
suddivisione dei vari circuiti il più possibile vicino al baricentro dei carichi.

Il bilanciamento definitivo dell'impianto atto a garantire a ciascun terminale la portata d'acqua


prevista, verrà effettuato agendo manualmente sugli organi di taratura (valvole a piattello o a
doppio regolaggio e/o detentori) installati su ciascun elemento finale (radiatore, ventilconvettore o
batteria).

Individuato il percorso delle tubazioni, si riparte a ritroso verso la relativa pompa di circolazione,
assegnando ai tratti finali le portate d'acqua precedentemente individuate (vedi capitolo 7) e
cumulando via via le portate d'acqua risultanti dalla confluenza dei vari rami di circuito fino a
individuare la portata totale di ciascun circuito.

Per ogni tratto necessita quindi definire:


- portata d'acqua;
- diametro;
- perdita di carico per metro;
- velocità;
- lunghezza;
- numero e tipo di perdite di carico concentrate, presenti nelle tubazioni, quali curve, bruschi
allargamenti o restringimenti, diramazioni o confluenze di flusso;
- numero e tipo di perdite di carico dovuto a organi singolari, quali valvole di intercettazione o
regolazione, accessori di impianto, batterie di scambio termico.

Le perdite di carico in un circuito idraulico sono date dalla somma di due fattori: le perdite di
carico distribuite e quelle concentrate.

44
Questi due fattori sono a loro volta proporzionali rispettivamente alla lunghezza reale del circuito
(L) ed alla perdita di carico specifica (∆p/m) secondo la relazione: L x ∆p/m ed alla componente
cinetica definita dalla relazione:

Z x v2/2g

dove: Z = coefficiente di perdita di carico concentrata


v = velocità del fluido
g = accelerazione di gravità (9,81 m/s2)

É anche possibile valutare la perdita di carico di un circuito in termini di sole perdite distribuite
introducendo il concetto di lunghezza equivalente (Le), cioè quella lunghezza virtuale di tubazione
rettilinea, di pari diametro, che darebbe luogo alla medesima perdita di carico prodotta localmente
da un accessorio della rete attraversato dalla portata d'acqua prevista.

In letteratura esistono tabelle e diagrammi (figure 9, 10 e 11) che consentono di conoscere i


coefficienti di perdita (Z) o la lunghezza equivalente (Le) risultando sempre possibile passare
dall'una all'altra grandezza tramite la relazione:

(∆p/m) x Le = Z x (v2/2g)

Applicando i concetti e la metodologia sopra descritti si ricava, per i singoli rami di ogni circuito,
il valore della perdita di carico; sommando le perdite di carico dei vari rami che compongono i
circuiti di alimentazione dei vari elementi terminali, si individua la perdita di carico totale di
ciascun circuito inteso come l'insieme di tratti di tubazione che, partendo dalle rispettive pompe di
circolazione e tornando alla centrale, raggiungono le singole utenze.

Fra tutti i rami di uno stesso circuito, quello più sfavorito determina la prevalenza della pompa di
circolazione, mentre le singole differenze fra la perdita di carico del ramo più sfavorito e quella
degli altri rami determina la perdita aggiuntiva di bilanciamento che deve essere imposta ai circuiti
più favoriti, per essere certi che il regime di portata d'acqua nell'impianto considerato sia quello
previsto.

La tabella 14 seguente, esemplifica questi concetti e si riferisce al dimensionamento di un ramo


dell'impianto (quello relativo al circuito ventilconvettori del piano terra dell'ala Est dell'edificio.

In conclusione il circuito ventilconvettori, é caratterizzato da una portata complessiva di 15200 l/h


e perdita di 53kPa.

Per quanto riguarda il circuito radiatori risulta invece una portata d'acqua di 475 l/h con una
perdita di 37 kPa.

45
Figura 8

46
Figura 9

47
Figura 10
.

48
Figura 11

49
Figura 12 Circuiti ad iniezione

50
Tabella 14 - Circuito ventilconvettori piano terra - lato est
Tronco Diametro Portata Velocità ∆p/m ∆p Bilanciamento
n° ∅ l/h m/s kPa/m kPa kPa
1 MV1 49/54 4500 0,67 0,12 0,74 -
2 MV1 49/54 4500 0,67 0,12 0,73 -
4 A+B 39/44 3300 0,76 0,20 0,96 -
17 A+B 39/44 3300 0,76 0,20 0,96
18 C 1" 1200 0,55 0,17 1,60 -
25 C 1" 1200 0,55 0,17 1,37 -
19 C 3/4 350 0,25 0,06 5,77 6,33
20 C 3/4 350 0,25 0,06 0,86 -
21 C 1" 850 0,39 0,17 1,32 -
24 C 1" 850 0,39 0,09 1,54 -
24 C 1" 850 0,39 0,09 1,54 -
64 C 3/4" 350 0,25 0,06 5,51 4,01
65 C 3/4" 350 0,25 0,06 0,60 -
22 C 3/4 500 0,36 0,11 2,13 6,74
23 C 3/4 500 0,36 0,11 1,24 -
5 A 1" 1250 0,57 0,19 0,78 -
16 A 1" 1250 0,57 0,19 0,30 -
62 A 1/2" 250 0,32 0,13 2,99 8,97
63 A 1/2" 250 0,32 0,13 0,98 -
6 A 1" 1000 0,46 0,12 0,42 -
15 A 1" 1000 0,46 0,12 0,42 -
60 A 1/2" 250 0,32 0,13 2,99 8,13
61 A 1/2" 250 0,32 0,13 0,98 -
7 A 1" 750 0,5 0,08 0,26 -
14 A 1" 750 0,35 0,08 0,26 -
58 A 1/2" 250 0,32 0,13 2,99 7,62
59 A 1/2" 250 0,32 0,13 0,98 -
8 A 3/4" 500 0,37 0,11 0,45 -
13 A 3/4" 500 0,37 0,11 0,38 -
56 A 1/2" 250 0,32 0,13 2,99 6,78
57 A 1/2" 250 0,32 0,13 0,98 -
9 A 1/2" 250 0,33 0,14 0,62 -
12 A 1/2" 250 0,33 0,14 0,62 -
10 A 1/2" 250 0,32 0,13 3,14 5,11
11 A 1/2" 250 0,32 0,13 1,25 -
26 B 1"1/4 2050 0,54 0,12 1,92 -
67 B 1"1/4 2050 0,54 0,12 1,80 -
40 B1 3/4" 350 0,25 0,06 4,68 4,78
41 B1 3/4" 350 0,25 0,06 0,84 -
27 B2 33/38 1700 0,56 0,14 0,23 -
66 B2 33/38 1700 0,56 0,14 0,54 -
42 B2 3/4" 200 0,26 0,09 1,36 7,54
43 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,65 -
28 B2 33/38 1500 0,49 0,12 0,50 -
39 B2 33/38 1500 0,49 0,12 0,51 -
44 B2 1/2" 200 0,26 0,09 1,65 6,23
45 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,65 -
29 B2 1" 1300 0,59 0,20 0,67 -
38 B2 1" 1300 0,59 0,20 0,84 -
46 B2 1/2" 200 0,26 0,09 1,65 4,73
47 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,65 -
30 B2 1" 1100 0,50 0,14 0.49 -
37 B2 1" 1100 0,50 0,14 0,62 -
48 B2 1/2" 200 0,26 0,09 1,65 3,62
49 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,65 -
31 B2 1" 900 0,41 0,10 0.23 -
36 B2 1" 900 0,41 0,10 0,1 -
50 B2 1/2" 200 0,26 0,09 1,79 2,71
51 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,78 -
32 B2 3/4" 700 0,50 0,20 0,75 -
35 B2 3/4" 700 0,50 0,20 0,58 -
52 B2 1/2" 200 0,26 0,09 1,93 1,14
53 B2 1/2" 200 0,26 0,09 0,88 -
33 B2 3/4" 500 0,36 0,11 2,42 0,00
34 B2 3/4" 500 0,36 0,11 1,53 -

51
11 DIMENSIONAMENTO DELLA CENTRALE TERMICA E FRIGORIFERA

Centrale termica

Lo schema di centrale termica proposto prevede l'installazione di una caldaia collegata, mediante
un circuito primario dotato di propria pompa di circolazione (P6), ad un collettore di distribuzione
a cui saranno allacciati i circuiti radiatori e ventilconvettori con collegamento idraulico del tipo a
iniezione ed il circuito di alimentazione delle batterie di riscaldamento e post-riscaldamento delle
centrali di trattamento aria con alimentazione diretta.

In pratica la pompa primaria (P6) provvederà alla circolazione in caldaia ed all'alimentazione delle
portate di acqua calda necessarie a garantire, nelle condizioni di progetto, che l'alimentazione del
circuito radiatori avvenga alla temperatura di 75 °C e quella del circuito ventilconvettori avvenga
alla temperatura, cautelativamente aumentata dai 39 °C minimi richiesti a 40 °C e in condizione di
massima apertura delle rispettive valvole di regolazione.

La potenza termica invernale (Pv) richiesta dal circuito ventilconvettori risulta, in questo caso,
dalla somma dei due termini e cioè la potenza dispersa dalla parte di edificio servita da questo
impianto (calcolata in 50083 Watt) e la potenza per il riscaldamento dell'aria primaria della
temperatura di immissione (16 °C) a quella ambiente (20 °C); ciò determina pertanto il seguente
risultato:

Pv = 50083 + 0,35 x 4850 x (20 - 16) = 56873 W

il salto termico massimo (∆tv) in condizioni di progetto risulta pertanto di:

∆tv = (56873 x 0,86) / 15200 = 3,22 °C (ritorno impianto a 36,78 °C)

La potenza termica Ptr richiesta dal circuito radiatori risulta:

Ptr = 2596 W

il salto termico (∆tr) in condizioni di progetto risulta di:

∆tr = (2596 x 0,86) / 475 = 4,7 °C (ritorno impianto a 70,3 °C).

Avendo a disposizione acqua prodotta in caldaia a 75 °C, ciò significa che é necessario prevedere
l'iniezione dal circuito primario delle seguenti quantità di acqua calda:

circuito ventilconvettori:

[(56873 x 0,86) / (75 - 36,78)] = 1279 l/h

circuito radiatori (*):

[(2596 x 0,86)/(75 - 70,3)] = 475 l/h

Nota : poiché la temperatura di alimentazione del circuito secondario é pari a quella del primario
la portata di iniezione coincide con quella in circolazione nel secondario.

52
La schematizzazione del funzionamento del circuito di iniezione nelle varie situazioni di carico é
illustrato nella figura 12.
La potenza massima contemporanea richiesta dal circuito delle batterie di preriscaldamento e/o
post-riscaldamento delle centrali di trattamento dell'aria (CTA1) a servizio della sala riunioni
(vedi esempio impiantistico n. 2) e dell'aria primaria per gli uffici (CTA2), risulta pari a:

- batteria di preriscaldamento CTA1 : 41002 Watt


- batteria di post-riscaldamento invernale CTA1 : 68958 Watt
- batteria di preriscaldamento CTA2 : 43626 Watt
- batteria di post-riscaldamento invernale CTA2 : 3395 Watt
___________
Totale 156981 Watt

La potenza termica complessiva per il funzionamento dell'impianto risulta pertanto :

P termica totale = (56873 + 2596 + 156981) = 216450 Watt

Ne consegue la necessità di installare un generatore di calore avente una potenza resa congruente
con quella richiesta e comunque non superiore alla potenza massima ammessa dalla normativa. Si
prevede pertanto un generatore da 220 kW.

La portata d'acqua del circuito batterie delle centrali di trattamento dell'aria, dimensionate per un
salto termico sull'acqua di 15 °C risulta di:

W = (156910 x 0,86) / 15 = 9000 l/h (2,5 l/s)

Lo schema idraulico proposto prevede l'installazione di una pompa (P5) a specifico servizio del
circuito delle batterie calde della centrale.

La temperatura di ritorno generale dell'acqua dell'impianto risulta essere, nelle condizioni di


massimo assorbimento contemporaneo di calore da parte delle utenze, pertanto di:

[(9000x60)+(1278x36,78)+(475x70,3)]/(9000+1278+475) = 58,69 °C

Il salto termico complessivo caldaia é pertanto di 16,31°C; un tale valore appare elevato potendo
dare luogo a tensione nella caldaia e a scarsa uniformità di raffreddamento della stessa.

É infatti consigliabile fare funzionare i generatori di calore con salti termici compresi fra 10 °C e
15 °C.

Stabilendo pari a 15 °C questo valore, risulta necessario avere a disposizione 12304 l/h di acqua
nel circuito primario di caldaia.

La differenza di portata rispetto ai 10753 l/h necessari ai circuiti di utenza e cioè 1551 l/h saranno
by-passati fra collettore di mandata e collettore di ritorno attraverso un apposito ramo, dotato di
valvola di taratura ed avente una perdita di carico pari a quella delle valvole di iniezione nei cir-
cuiti di utenza.

53
Per il dimensionamento della pompa calda (P6) si dovranno considerare le seguenti componenti
del circuito idraulico:

- m 20 di tubazioni di diametro ∅ = 64/70 mm;


- n. 1 valvola di non ritorno;
- n. 8 curve a 90 gradi;
- n. 7 valvole a sfera ∅ = 2"1/2;
- n. 1 separatore d'aria ∅ = 2"1/2 (∆p = 0.5 kPa);
- n. 1 tronchetto misuratore di portata DN 65 (∆p = 4,5 kPa);
- n. 2 giunti elastici;
- n. 2 imbocchi in collettori;
- n. 2 sbocchi dal collettore;
- n. 1 valvola di iniezione a 3 vie ∅ = DN15 (∆p = 15 kPa);
- perdita di carico in caldaia (∆p = 1,0 kPa).

Utilizzando le tabelle con i coefficienti di perdita (Z) e individuate su cataloghi dei costruttori le
perdite di carico di componenti specifici, quali le valvole di regolazione e la caldaia, si individua
la prevalenza necessaria per la pompa di circolazione (P6) (33 kPa).

Dal punto di vista del circuito idraulico é opportuno fare notare che la prevalenza della pompa
(P5) di circolazione delle batterie calde, dovrà tenere conto, in detrazione, della prevalenza creata
sul collettore di mandata della pompa primaria (P6), necessaria al funzionamento delle due valvole
di iniezione (V1) e (V2); se quest'ultime poi non avessero perdite di carico uguali si dovrebbe
inserire sul circuito di minore perdita una valvola di bilanciamento.

Centrale frigorifera

Per quanto riguarda questa centrale, la potenzialità frigorifera massima contemporanea


dell'edificio risulta dalla somma dei seguenti contributi considerati contemporanei alle ore 16:

a) carico frigorifero sensibile calcolato, pari a 47613 W, ridotto del valore corrispondente al
carico frigorifero apportato in ambiente dall'aria primaria entrante a 20 °C, e cioè di:

4850 x 0,35 x (26 - 20) = 10185 Watt

risulta pertanto un carico netto di : 37428 W


b) carico frigorifero per l'aria primaria: 57523 W
c) carico frigorifero per la centrale della sala riunioni: 131350 W
________
Totale 226301 W

Anche i livelli di temperatura di utilizzo dell'acqua refrigerata da parte delle utenze non sono tutti
eguali; infatti il circuito di cui al termine a) opera con acqua a 13 °C e salto termico di 2,1 °C
(ritorno a 15,1 °C), risultante dal rapporto fra la potenza massima contemporanea richiesta e la
portata d'acqua prevista di 15200 l/h (la schematizzazione del funzionamento di questo circuito é
riportato in figura 12).

Il circuito di cui al termine b) opera con acqua a temperatura di 7 °C e salto termico di 4 °C, con
una portata d'acqua di 12367 l/h.

54
Il circuito di cui al punto c) opera con acqua a temperatura 7 °C e salto termico di 5 °C, con una
portata d'acqua di 22592 l/h.
La portata di acqua fredda a 7 °C da iniettare nel circuito ventilconvettori si calcola con la rela-
zione:
(37428 x 0,86) / (15,1 - 7) = 3974 l/h

Nel circuito primario circolerà perciò una portata d'acqua di:

22592 + 12367 + 3974 = 38933 l/h (10,81 l/s).

e la temperatura di ritorno al gruppo frigorifero sarà di 12 °C come si può verificare dalla media
ponderata dei vari ritorni.

La scelta del gruppo refrigeratore d'acqua va pertanto effettuata sulla base di questi valori tenendo
presenti comunque anche le seguenti considerazioni:

- la potenza calcolata considera la contemporaneità dei carichi massimi elettrici di illuminazione


e dovuti alle persone, caso questo che raramente avviene; a rigore si potrebbe pertanto ridurre
la potenza in base a cui selezionare il gruppo refrigeratore;

- in antitesi al punto precedente va invece considerata la necessità di disporre di una riserva di


potenza per fare fronte a situazioni particolari di carico esterno o di affollamento;

- nel caso di selezione di gruppi frigoriferi a più circuiti indipendenti si privilegia a volte il fatto
di poter avere a disposizione, in caso di manutenzione o di avaria di un circuito frigorifero del
gruppo, una potenza frigorifera per fare fronte, almeno parzialmente, alle esigenze.

Ovviamente la scelta definitiva va operata dal progettista in accordo con il committente, una volta
valutati costi e benefici dalle varie soluzioni.

Nel caso in esame, ritenendo non molto probabile il verificarsi del massimo affollamento nella
sala riunioni nel periodo pomeridiano estivo si privilegia il risparmio nel costo di realizzazione
dell'impianto selezionando un gruppo frigorifero tipo AERMEC mod. RV0901L, in grado di
erogare una potenza di 217,3 kW, molto vicina al valore richiesto di 225 kW.

Analizzando i dati di funzionamento di questo gruppo (tav. 15) si rileva che, nelle condizioni di
progetto, alimentato da una portata di acqua di 38933 l/h (10,81 l/s) esso da luogo ad una perdita
di carico all'evaporatore di circa 44,98 kPa.

Si deve poi tenere in considerazione la perdita di carico del circuito idrico che collega la centrale
frigorifera con la copertura dell'edificio, ove é installato il gruppo; detta perdita ammonta a circa
25 kPa dovuti a:

- m 40 di tubazioni di diametro ∅ = 107/114 mm;


- n. 14 curve a 90 gradi;
- n. 2 TEE di imbocco e sbocco;
- n. 2 giunti antivibranti DN 100;
- n. 1 filtro a Y avente diametro DN 100;
- n. 1 valvola di ritegno a disco di diametro DN 100;
- n. 4 valvole a saracinesca di diametro DN 100.

55
Tabella 15

DATI TECNICI

Modello: RV0901L

Tipo di refrigerante R407C


Compressore monovite
Numero compressori n° 1
Numero circuiti n° 1
Gradini di parzializzazione n° 3
Tipo di evaporatore piastre
Numero scambiatori n° 1
Attacchi idraulici ingresso pollici 2
Attacchi idraulici uscita pollici 2
Contenuto acqua evaporatore l 10,5
Portata aria totale m3/s 22,7778
Pressione sonora in campo libero a 10 metri di distanza dB(A) 62,5
frontale con fattore di direzianalità 2
Potenza sonora dB(A) 90,5
Corrente massima A 159
Corrente di spunto A 260
Dimensioni Altezza mm 2310
Larghezza mm 2200
Profondità mm 3250
Peso kg 1970
Tensione di alimentazione: 400V/3+N/50Hz

Raffreddamento
Potenzialità frogorifera resa W 217104
Potenza elettrica assorbita totale W 75132
Temperatura aria esterna b.s. °C 32,00
Temperatura acqua in ingresso °C 11,79
Salto termico acqua °C 4,79
Temperatura acqua uscita °C 7,00
Portata acqua l/s 10.81
Perdite di carico scambiatore kPa 44,98

La totale perdita del circuito risulta perciò di 70 kPa, cui deve aggiungersi la prevalenza necessaria
per il funzionamento del circuito di iniezione, che dipende dalla scelta della valvola a tre vie di
iniezione. Selezionando questo componente con una perdita di carico di circa 10 kPa in
corrispondenza della portata massima iniettata di 3974 l/h si può fissare in 68 kPa la prevalenza
della pompa primaria (P1).

Il circuito idraulico di centrale sarà poi completato dalla pompa (P2) di alimentazione delle
batterie di raffreddamento e deumidificazione delle centrali di trattamento dell'aria e dalla pompa
(P3) di alimentazione del circuito dei ventilconvettori.

La pompa (P2) avrà una prevalenza pari a quella corrispondente alle perdite di carico del circuito
batterie fredde (87 kPa) diminuita della pressione disponibile sul collettore di mandata (10 kPa),
necessaria per il funzionamento della valvola di iniezione.

La pompa (P3) avrà una prevalenza pari a quella corrispondente alle perdite di carico del circuito
generale dei ventilconvettori a valle della valvola di iniezione e fino al terminale più
sfavorito (62 kPa).

56
In tutti quei casi nei quali, per ragioni di carattere normativo o di gestione degli impianti, non vi é
la possibilità di fare funzionare la centrale termica nei periodi medio stagionali ed estivo, la
produzione di acqua calda per l'alimentazione delle batterie di post-riscaldamento può essere
effettuata utilizzando il calore disponibile al condensatore del gruppo frigorifero.

Fra le varie possibilità di utilizzo dell'energia presente nel gas frigorifero uscente dal
compressore ed inviato al condensatore, si segnalano:

- l'utilizzo del solo calore sensibile del gas compresso, che subisce un raffreddamento da circa
100 ÷ 120 °C fino alla temperatura corrispondente alla saturazione, in un apposito scambiatore
detto desurriscaldatore; la quantità di calore massima ottenibile da questo sistema é pari a circa
il 18 ÷ 22% del totale calore disponibile al condensatore e la temperatura dell'acqua prodotta é
normalmente dell'ordine di 50 °C;

- l'utilizzo parziale o totale del calore di condensazione mediante veri e propri condensatori di
recupero affiancati a quelli principali del gruppo frigorifero; in questo caso é però opportuno
mantenere più bassa possibile la temperatura dell'acqua calda prodotta (40÷45 °C) onde evitare
di penalizzare eccessivamente la resa del gruppo refrigeratore d'acqua costringendolo ad
operare con pressioni di condensazione più elevate di quelle a cui opererebbe normalmente.

La scelta fra queste due opzioni dipende innanzitutto dalla entità del carico di post-riscaldamento
richiesto .
Se il calore corrispondente al desurriscaldamento é sufficiente, la prima opzione é senza dubbio
preferibile, sia in termini di costo dello scambiatore supplementare che di costo generale di
impianto.

Infatti l'impiego del calore di recupero dal condensatore (o dal desurriscaldatore) del gruppo
frigorifero comporta la realizzazione di una rete indipendente di tubazioni, con relativa/e pompa/e
di circolazione e accessori, per il collegamento delle batterie di post-riscaldamento con il gruppo
refrigeratore d'acqua.

L'utilizzo nelle batterie di post-riscaldamento di acqua calda a temperature inferiori a quelle


usuali (75 °C) comporta inoltre la necessità di un loro ridimensionamento, in termini di numero di
ranghi e di portata, dato che i salti termici impiegati nei circuiti di recupero del calore (5 ÷ 6 °C)
sono di solito nettamente inferiori a quelli adottati (15 °C) nei circuiti operanti con acqua di
caldaia.

Naturalmente i gruppi frigoriferi previsti per questo tipo di funzionamento dovranno essere
corredati di tutta una serie di organi di controllo della temperature e delle pressioni di
funzionamento, atti a garantire la sicurezza della macchina ed il suo corretto funzionamento come
refrigeratore d'acqua.

Vasi di espansione chiusi

Per la definizione completa dei componenti della centrale termica e frigorifera é necessario
dimensionare ora i vasi di espansione chiusi e la valvola di sicurezza.

É innanzi tutto necessario definire:

57
a) contenuti d'acqua delle varie parti costituenti l'impianto, sia per quanto attiene al
funzionamento invernale che estivo. Risultano pertanto i seguenti contenuti:

1) rete radiatori : 60 l
2) rete ventilconvettori : 790 l
3) circuito primario caldo in centrale : 320 l
4) radiatori : 25 l
5) ventilconvettori : 55 l
6) circuito batterie calde CTA : 254 l
7) circuito batterie fredde CTA : 928 l
8) caldaia : 250 l
9) circuito primario refrigeratore d'acqua : 420 l
10) evaporatore del refrigeratore d'acqua : 61 l.

La somma dei termini 1-2-3-4-5-6-8 fornisce il contenuto invernale d'acqua dell'impianto


Ci = 1754 litri.

La somma dei termini 2-5-7-9-10 fornisce il contenuto estivo d'acqua dell'impianto


Ce = 2254 litri.

b) La pressione iniziale assoluta dell'impianto, data dall'altezza idrostatica dello stesso in


corrispondenza al punto di installazione del vaso di espansione, maggiorato di almeno 0,3 ÷
0,5 bar per sicurezza.

Nel caso in esame, l'altezza idrostatica dell'impianto é, nel caso invernale di 7,0 m
(ventilconvettori del piano primo installati a quota +5,00 e vaso di espansione in centrale termica a
quota -2,00) mentre nel caso estivo é di 10 m (gruppo frigorifero in copertura a quota +8,00 e vaso
di espansione in centrale a quota -2,00).
Risulta così che la pressione iniziale da considerare nel caso invernale é di 2 bar e nel caso estivo é
di 2,3 bar.

c) Si definisce la pressione finale assoluta (Pf) dell'impianto, coincidente con quella cui é tarata
la valvola di sicurezza, dipendente dalla pressione massima di funzionamento dei terminali o
della caldaia oltre che della pressione idrostatica; di solito questo valore é mantenuto nei limiti
di 4-5 bar assoluti (si fissa P = 4,5 bar).

d) Si definisce il coefficiente (E) di espansione dell'acqua nel campo delle temperature di


funzionamento; a tale fine si può fare riferimento alla tabella 16.

Tabella 16 - Coefficiente (E) di espansione dell'acqua

Temperatura massima dell'acqua (°C)

°C 20 30 40 50 60 70 80 90
E 0,001 0,005 0,009 0,013 0,018 0,023 0,029 0,035

Per il caso in esame si possono adottare i valori:


per il funzionamento invernale E = 0,035
per il funzionamento estivo E = 0,005.

58
Si calcola la capacità (V) dei vasi di espansione chiusi secondo la formula:

V = (C x E)/(1 - Pi/Pf) risulta pertanto:

Vi = (1754 x 0,035)/(1 - 2,0/4,5) = 110 l

Ve = (2254 x 0,005)/(1 - 2,3/4,5) = 23 l

La capacità dei vasi di espansione effettivamente installati dovrà eguagliare quella calcolata con
una tolleranza del +/- 10%.

Il calcolo del contenuto d'acqua del circuito estivo consente inoltre di valutare la necessità o meno
di prevedere l'installazione di un serbatoio di accumulo, avente lo scopo di ridurre il numero di
accensioni e spegnimenti del refrigeratore, assicurando così una temperatura dell'acqua di
alimentazione all'impianto più costante e salvaguardando i compressori da un eccessivo numero di
partenze orarie. Per evitare questo inconveniente, i costruttori di gruppi refrigeratori d'acqua
equipaggiano le macchine con temporizzatori di avviamento che impediscono partenze ravvicinate
con frequenze superiori a 6 minuti.
Questo tempo é sufficiente per consentire l'equilibratura delle pressioni all'interno del circuito
frigorifero, evitando così stress al motore elettrico del compressore, ma potrebbe essere troppo
lungo per le utenze che, in situazione di carico vedrebbero aumentare la temperatura di mandata
dell'acqua refrigerata.

L'accumulo ha perciò anche una funzione di smorzamento di questo effetto, a vantaggio del
mantenimento delle regolari condizioni di funzionamento dell'intero impianto; di ciò si deve
tenere conto particolarmente nei casi in cui risulta molto ridotta l'estensione dei circuiti idraulici,
come tipicamente avviene per quelli che alimentano solo condizionatori centrali.

Uno dei criteri di verifica della adeguata capacità dell'impianto é quello che fissa un minimo di 20
litri (ottimale 25) di acqua per ogni kW di potenza frigorifera disponibile al gradino più basso di
parzializzazione del refrigeratore d'acqua.

Nel caso in esame il refrigeratore d'acqua é dotato di un compressore di tipo monovite, con di serie
tre gradini di parzializzazione (40 – 71 – 100) rispettivamente con potenze di 88 – 154 – 217 kW;
il contenuto di acqua minimo richiesto per l'impianto é dunque di 1760 litri a fronte di un valore
calcolato di 2254 litri e non si rende perciò necessaria l'installazione di serbatoi di accumulo.

Valvola di sicurezza

Per la scelta della valvola di sicurezza é necessario ricorrere ai cataloghi di costruttori per
selezionare un modello di diametro tale da scaricare, alla pressione relativa di intervento prevista
di 3,5 bar, almeno la potenza termica prodotta in caldaia e cioè 220 kW.

Nel caso in esame si prevede l'installazione di una valvola di diametro nominale 1/2".

59
12 SISTEMA DI REGOLAZIONE DELL'IMPIANTO

I sistemi di regolazione dovranno essere in grado di mantenere i parametri di funzionamento degli


impianti nel campo di variazione delle tolleranze previste, al variare delle condizioni di carico
termico e frigorifero.

Alcuni di questi sistemi di regolazione sono già installati a bordo di apparecchiature come il
generatore di calore ed il gruppo frigorifero per il controllo della temperatura dei fluidi primari
termovettori.

La regolazione della temperatura ambiente come già detto sarà effettuata mediante termostato
agente sull'attacco e stacco del ventilatore dei ventilconvettori.

Nei locali dotati di radiatori la temperatura invernale sarà controllata dalle valvole termostatiche
installate su ciascun corpo scaldante.

La regolazione invernale della temperatura di mandata dell'acqua calda ai ventilconvettori sarà


effettuata mediante la valvola a tre vie V2 comandata, tramite il regolatore elettronico RET2 ad
azione proporzionale, su comando della sonda di temperatura T2 e dotato di compensazione in
funzione della temperatura esterna.

Quest'ultima prerogativa si rende necessaria per evitare che si possa avere surriscaldamento dei
locali a causa dell'effetto convettivo creato dal passaggio di acqua calda nella batteria anche a
ventilatore fermo.
Questo effetto risulta particolarmente sensibile nelle mezze stagioni quando il carico termico in
ambiente si riduce notevolmente.

É perciò opportuno, in questa situazione diminuire proporzionalmente anche la temperatura di


mandata dell'acqua ai ventilconvettori con una apposita compensazione, ad esempio la seguente:

T esterna -5 °C 15 °C
T di mandata 40 °C 30 °C

Per evitare agli utenti sensazioni di freddo specialmente nelle fasi di avviamento dell'impianto é
buona norma prevedere sulla tubazione generale di alimentazione dell'acqua ai ventilconvettori
una sonda di limite di minima temperatura, che inibisce il funzionamento dei terminali al di sotto
del valore impostato (normalmente 25°C); tale sonda andrà disattivata nel funzionamento estivo.

La regolazione estiva della temperatura di mandata dell'acqua temperata fredda ai ventilconvettori


sarà effettuata mediante la valvola a tre vie V1 comandata, tramite il regolatore elettronico RET1
ad acqua proporzionale, a punto fisso, con valore di taratura di 13 °C misurata dalla sonda di
temperatura T1.

Analogamente, si prevede la regolazione a punto fisso con compensazione in funzione della


temperatura esterna per l'acqua del circuito radiatori, mediante l'impiego della sonda T3 ad
immersione del regolatore elettronico RET3 e della valvola V3; in questo caso i valori di
compensazione potranno essere i seguenti:

T esterna -5 °C 15 °C
T di mandata 75 °C 30 °C

60
Lo schema di regolazione della centrale di trattamento dell'aria primaria é illustrato nella figura 13
che ipotizza l'impiego di regolazione di tipo elettrico o elettronico.

Funzionamento invernale

Il condizionatore centrale opera con l'intera portata di aria esterna previa serranda di presa tramite
il servocomando (S1), in base ad un programma a tempo.

La temperatura dell'aria a valle del dispositivo umidificatore é controllata dalla sonda di


temperatura T1 che, per mezzo del regolatore (RE1) agisce sulla valvola (V1) di alimentazione
della batteria di preriscaldamento.

La temperatura dell'aria in mandata é controllata dalla sonda (T2) posta sulla canalizzazione di
mandata dell'aria ed agente, tramite il regolatore (RE3) sulla valvola (V4) della batteria di
postriscaldamento;

Il termostato antigelo protegge le batterie dal pericolo di gelo intercettando l'alimentazione


elettrica al servocomando (S1) (dotato di ritorno a molla in posizione di chiusura) al ventilatore di
mandata (VM) ed al torrino di estrazione (TE).
L'umidità relativa é controllata dalla sonda (U1) installato su uno dei condotti di espulsione
dell'aria a monte del torrino di estrazione (TE), agente, tramite il regolatore (RE2) ad azione on-
off sulla pompa del dispositivo di umidificazione.

Punti di taratura invernali

T1 T2 U1 TA ∆P
14 °C 15,7 °C 46%55% - 200 Pa

Funzionamento estivo

Il condizionatore centrale opera con l'intera portata di aria esterna, previa apertura della serranda
di presa tramite il servocomando (S1), in base ad un programma a tempo.

La temperatura di mandata é controllata dalla sonda (T2) ed agente, tramite il regolatore (RE3),
sulla valvola (V4) di regolazione della batteria di post- riscaldamento.

La temperatura di saturazione é controllata dalla sonda (T1) agente, mediante il regolare (RE2)
sulla valvola di regolazione (V2) della batteria di raffreddamento e deumidificazione.

L'umidità relativa é controllata dalla sonda (U1) posta sulla canalizzazione di espulsione dell'aria
ed agente, tramite il regolatore (RE2), sulla valvola di regolazione (V2) della batteria di
raffreddamento e deumidificazione.

Punti di taratura estivi

T1 T2 U1 TA DP
13 °C 20 °C 55% - 200 Pa

61
Figura 13

62
ALLEGATO 1

TRASMITTANZA DELLE STRUTTURE

63
Sigla della struttura n° 1: STR 101
Descrizione: parete verticale esterna
Parete verticale esterna con isolamento e barriera al vapore
Giacitura: VE struttura verticale rivolta verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 INT17 Intonaco plastico 0,030 1400,00 0,260 0,302 8,667 10,077
2 MUR19 Mattoni medi (forati) 0,130 1800,00 0,420 0,488 3,231 3,757
3 ISO58 Stiferite 0,040 30,00 0,033 0,038 0,825 0,959
4 BVA9 Barriera vapore 0,002 1100,00 0,200 0,233 100,000 116,279
5 MUR19 Mattoni medi (forati) 0,130 1800,00 0,420 0,488 3,231 3,757
6 INT6 Int. Calce-sabbia (int.) 0,020 1800,00 0,600 0,698 30,000 34,884

Spessore della struttura (m) : 0.352


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 549
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 8.139
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 1.711
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 0.532

Sigla della struttura n° 2: STR 102


Descrizione: parete verticale esterna
Parete verticale esterna con isolamento e barriera al vapore
Giacitura: VE struttura verticale rivolta verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 INT17 Intonaco plastico 0,020 1400,00 0,260 0,302 13.000 15.116
2 CLS1 Calcestruzzo armato 0.300 2400.00 1.300 1.512 4.333 5.039
3 ISO58 Stiferite 0,010 30,00 0,033 0,038 3.300 3.837
4 BVA9 Barriera vapore 0,002 1100,00 0,200 0,233 100,000 116,279
5 INT6 Int. Calce-sabbia (int.) 0,020 1800,00 0,600 0,698 30,000 34,884

Spessore della struttura (m) : 0.352


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 787
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 8.139
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 0.562
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 1.373

64
Sigla della struttura n° 3: PAV 100
Descrizione: pavimento
Pavimento con flusso discendente
Giacitura: PE pavimento rivolto verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 INT6 Int. Calce-sabbia (int.) 0,020 1800,00 0,600 0,698 30,000 34,884
2 SOL3 Soletta in laterizio 0.280 1800.00 0.710 0.826 2.536 2.948
3 CLS1 Calcestruzzo armato 0.400 2400.00 1.300 1.512 32.500 37.791
4 CLS30 CLS di argilla espansa 0.100 1300.00 1.120 1.302 11.200 13.023
5 SOT1 Sottofondo sabbia-cemento 0.030 2200.00 1.200 1.395 40.000 46.512
6 PAV2 Piastrelle in cotto 0.010 1800,00 0,800 0,930 80,000 93.023

Spessore della struttura (m) : 0.48


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 850
Coefficiente di assorbimento est. : 0.7
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 16.279
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 5.813
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 0.503
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 1.357

Sigla della struttura n° 4: FIN 2


Descrizione: finestra esterna
Finestra esterna con retrocamera e telaio in legno
Giacitura: VE struttura verticale rivolta verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 VET1 Vetro monolitico 0.003 2500,00 0,800 0,930 266.660 310.070
2 INA6 Intercapedine aria V. 20mm 0.020 1.200 0.110 0.128 5.500 6.395
3 VET1 Vetro monolitico 0.003 2500.00 0.800 0.930 266.660 310.070

Spessore della struttura (m) : 0.026


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 15
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 8.139
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 0.162
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 3.042

65
Sigla della struttura n° 5 SOL 100
Descrizione: solaio interno
Solaio interno isolato con barriera al vapore
Giacitura: SI solaio rivolto verso un locale interno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 ISO58 Stiferite 0.040 30,00 0.033 0.038 0.825 0.959
2 BVA10 Barriera al vapore 0.005 1200.00 0.200 0.233 40.000 46.512
3 CLS1 Calcestruzzo armato 0.040 2400.00 1.300 1.512 32.500 37.791
4 SOL3 Soletta in laterizio 0.240 1800.00 0.710 0.826 2.958 3.440
5 INT6 Int. Calce-sabbia (int.) 0,020 1800,00 0,600 0,698 30,000 34,884

Spessore della struttura (m) : 0.345


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 571
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 9.302
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 9.302
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 1.409
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 0.615

Sigla della struttura n° 6 SOL 101


Descrizione: solaio esterno
Solaio esterno con isolatamente e con barriera al vapore
Giacitura: SE solaio rivolto verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 ISO58 Stiferite 0.040 30,00 0.033 0.038 0.825 0.959
2 SOL1 Soletta in latezio 0.160 1100.00 0.460 0.535 2.875 3.343
3 BVA9 Barriera al vapore 0.002 1100.00 0.200 0.233 100.000 116.279
4 ISO23 Polistirolo espanso 0.040 25.00 0.030 0.035 0.750 0.872

Spessore della struttura (m) : 0.242


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 180
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 9.302
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 2.496
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 0.377

66
Sigla della struttura n° 7 FIN 4
Descrizione: porta in legno
Porta esterna in legno
Giacitura: VE struttura verticale rivolta verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 LEG4 Legno di pino 0.050 545.00 0.130 0.151 2.600 3.023

Spessore della struttura (m) : 0.05


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 27
Coefficiente di assorbimento est. : 0.7
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 8.139
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 0.330
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 2.013

Sigla della struttura n° 8 FIN 10


Descrizione: finestra in vetrocemento
Finestra esterna in vetrocemento
Giacitura: VE struttura verticale rivolta verso l’esterno

Materiali Spessore Densità Conduttività Conduttività Conduttanza Conduttanza


(m) (kg/m3) (kcal/hm°C) (W/m°C) (kcal/hm2°C) (W/m2°C)
1 VET8 Vetrocemento 0.150 1000.00 0.390 0.453 2.600 3.023

Spessore della struttura (m) : 0.15


Peso per m2 della struttura (kg/m2) : 150
Coefficiente di assorbimento est. : 0.5
Coefficiente liminare esterno (W/m2°C) : 23.255
Coefficiente liminare interno (W/m2°C) : 8.139
Resistenza unitaria struttura R (m2°C/W) : 0.330
Trasmittanza totale K (W/m°C) : 2.013

67
ALLEGATO 2

TABULATI DI CALCOLO

Tabulato 1 calcolo dei carichi invernali dell'edificio

68
DATI DI PROGETTO

Dati generali

Sigla identificazione progetto : LUCIO3


Descrizione progetto : Palazzo municipale
Ubicazione progetto : Provincia di Padova
Committente : Ente comunale
Progettista edile :
Consulente termotecnico :
Impresa costruttrice :
Installatore impianti :
Data di progetto : 31/01/1992
Data ultima revisione : 30/09/2004

Classe edificio : E.2 E.4(1)


Ubicazione edificio : Ponte S. Nicolò
Altezza sul livello del mare (m) : 12
Gradi giorno (°Cgg) : 2383
Zona climatica :E

Dati geoclimatici

Località climatica di riferimento : Padova


Temperatura di progetto invernale (°C) : -5
Conduttività termica del terreno (W/m°C) : 2.90
Temperatura acqua di falda (°C) : 12
Durata periodo di riscaldamento (gg) : 180
Temperatura media del mese più freddo (°C) : 1.5
Velocità del vento (m/s) : 1.5

Situazione ambientale : edificio in piccolo agglomerato


Correzione della temperatura esterna (°C) : -1.0

Altezza s.l.m. località riferimento (m) : 12


Differenza di quota (m) :0
Correz. temperatura est. per diff. quota (°C) :0

Temperatura esterna di progetto proposta (°C) : -6.0


Temperatura esterna di progetto adottata (°C) : -5.0

69
N° progressivo locale : 001
N° locale di riferimento : 001
Descrizione del locale : Ufficio ai servizi sociali
Piano di appartenenza: T Categoria di destinazione d’uso : E..2 Zona di appartenenza : 1
Impianto di riscaldamento :1 Impianto di ventilazione meccanica :
Area della superficie (m2) : 79,055 Altezza del locale (m) : 3.4 Vol. netto locale (m3) : 268,787
Temperatura interna locale (°C) : 20
N° ricambi orari d’aria naturali (vol/h) :0 N° ricambi orari d’aria forzati (vol/h) :

Dispersioni (W) del locale ripartite per struttura disperdente

Struttura K Sup. Q trasm.


Esterno Loc. n.r. Loc. adiac. Totale
(W/m2°C) M2 W W W W

STR101 0.533 80.8 1131 0 0 1131


PAV100 1,357 79.1 0 1610 0 1610
FIN2 3.043 13.2 1004 0 0 1004

Totale 173.0 2135 1610 0 3475

Area della superficie disperdente: esterno altri locali Totale


Esterno Loc. non risc.
m2 m2 m2 m2
94.0 79.1 0.0 173.0

Potenza totale dispersa conduzione ventilazione recupero totale


W W W W
.4493.7 0.0 0.0 4493.7

Potenza totale max. disperdibile per legge (W) : 6460.346

Rapporto Area sup. int. Verso est./Vol netto del locale : 0.643
CD max ammesso dalla legge per il locale (W/m3°C) : 0.961
CD effettivi del locale (W/m3°C) : 0.668

Non è stato superato il valore max del coeff. di disp.

70
N° progressivo locale : 002
N° locale di riferimento : 002

Descrizione del locale : Copie + archivio


Piano di appartenenza: T Categoria di destinazione d’uso : E..2 Zona di appartenenza : 1
Impianto di riscaldamento :1 Impianto di ventilazione meccanica :
Area della superficie (m2) : 15.52 Altezza del locale (m) : 3.4 Vol. netto locale (m3) : 52.798
Temperatura interna locale (°C) : 20
N° ricambi orari d’aria naturali (vol/h) :0 N° ricambi orari d’aria forzati (vol/h) :

Dispersioni (W) del locale ripartite per struttura disperdente

Struttura K Sup. Q trasm.


Esterno Loc. n.r. Loc. adiac. Totale
(W/m2°C) M2 W W W W

STR101 0.533 8.2 110 0 0 110


PAV100 1,357 15.5 0 316 0 316
FIN2 3.043 2.6 201 0 0 201

Totale 26.4 311 316 0 627

Area della superficie disperdente: esterno altri locali Totale


Esterno Loc. non risc.
m2 m2 m2 m2
10.9 15.5 0.0 26.4

Potenza totale dispersa conduzione ventilazione recupero totale


W W W W
720.5 0.0 0.0 720.5

Potenza totale max. disperdibile per legge (W) : 982.32

Rapporto Area sup. int. Verso est./Vol netto del locale : 0.500
CD max ammesso dalla legge per il locale (W/m3°C) : 0.744
CD effettivi del locale (W/m3°C) : 0.546

Non è stato superato il valore max del coeff. di disp.

71
N° progressivo locale : 051
N° locale di riferimento : 051

Descrizione del locale : sala consiliare


Piano di appartenenza: T Categoria di destinazione d’uso : E.4(1) Zona di appartenenza : 3
Impianto di riscaldamento :1 Impianto di ventilazione meccanica :
Area della superficie (m2) : 289 Altezza del locale (m) : 9.9 Vol. netto locale (m3) : 2861.1

Temperatura interna locale (°C) : 20


N° ricambi orari d’aria naturali (vol/h) : 0.5 N° ricambi orari d’aria forzati (vol/h) :

Dispersioni (W) del locale ripartite per struttura disperdente

Struttura K Sup. Q trasm.


Esterno Loc. n.r. Loc. adiac. Totale
(W/m2°C) m2 W W W W

STR101 1,533 558.6 21115 0 0 21115


PAV100 1,357 100.0 0 2036 0 2036
FIN2 3.043 66.5 5365 0 0 5365
SOL101 0.378 294.0 2776 2776
Totale 1019.1 29256 2036 0 31292

Area della superficie disperdente: esterno altri locali Totale


Esterno Loc. non risc.
m2 m2 m2 m2
919.1 100 0.0 1019.1

Potenza totale dispersa conduzione ventilazione recupero totale


W W W W
.4 0.0 0.0 42244.4

Potenza totale max. disperdibile per legge (W) : 42417.46

Rapporto Area sup. int. Verso est./Vol netto del locale : 0.356
CD max ammesso dalla legge per il locale (W/m3°C) : 0.593
CD effettivi del locale (W/m3°C) : 0.590

Non è stato superato il valore max del coeff. di disp.

72
Riepilogo delle dispersioni
N° loc. Q conduz. N° ric. Q Ventilaz Q totale Superficie Vol. netto
W V/h W W m2 m3
1 4494 0 0 4494 173,0 268,8
2 721 0 0 721 26,4 52,8
3 704 0 0 704 24,5 52,1
4 1486 0 0 1486 51,8 147,1
5 4646 0 0 4646 158,8 267,1
6 169 0,5 48 217 5,0 11,1
7 135 0,5 86 221 5,8 19,7
8 32 0,5 20 52 1,4 4,6
9 32 0,5 20 52 1,4 4,6
10 1242 0 0 1242 54,3 139,5
11 1737 0 0 1737 68,1 178,5
12 1242 0 0 1242 54,3 139,5
13 300 0,5 134 434 10,7 30,7
14 24 0,5 15 39 1,0 3,5
15 24 0,5 15 39 1,0 3,5
16 24 0,5 15 39 1,0 3,5
17 1572 0 0 1572 50,8 101,2
18 862 0 0 862 28,7 59,8
19 1905 0 0 1905 52,0 71,1
20 430 0 0 430 14,7 33,7
21 570 0 0 570 24,4 83,7
22 1614 0 0 1614 44,1 59,8
23 89 0,5 56 145 3,8 12,9
24 165 0,5 54 219 8,4 12,4
25 869 0 0 869 29,8 62,6
26 1364 0 0 1364 42,9 85,7
27 1306 0 0 1306 51,1 106,3
28 1621 0 0 1621 73,5 96,3
29 2706 0 0 2706 111,3 210,5
30 263 0,5 96 359 15,8 22,0
31 1206 0 0 1206 50,8 133,3
32 3956 0 0 3956 151,7 243,6
33 137 0,5 44 181 4,8 10,1
34 226 0,5 78 304 5,8 17,9
35 53 0,5 18 72 1,4 4,2
36 53 0,5 18 72 1,4 4,2
37 944 0 0 944 48,5 127,1
38 1229 0 0 1229 35,0 108,5
39 944 0 0 944 35,9 67,0
40 943 0 0 943 48,5 127,1
41 226 0,5 122 348 10,6 28,0
42 40 0,5 14 54 1,0 3,2
43 40 0,5 14 54 1,0 3,2
44 40 0,5 14 54 1,0 3,2
45 3892 0 0 3892 151,7 243,6
46 1232 0 0 1232 50,8 133,6
47 1693 0 0 1693 73,5 96,2
48 559 0 0 559 20,7 35,0
49 2131 0 0 2131 83,1 157,1
50 262 0 0 262 15,8 22,0
51 42244 0 0 42244 1019.1 2861.1
Totale 94398 17057 111455 3001.9 6773.8

73
ALLEGATO 2

TABULATI DI CALCOLO

Tabulato 2 calcolo dei carichi estivi dell'edificio

74
DATI DI PROGETTO

Dati generali

Edificio : palazzo municipale


Ubicazione : provincia di Padova

Committente : Ente comunale


Progettista edile :
Progettista termotecnico :
Impresa costruttrice :
Installatore impianti :

Data del progetto : 31/01/1992


Data ultima revisione : 30/09/2004

Caratteristiche geografiche del luogo di edificazione

Località : Ponte San Nicolò


Altezza s.l.m. (m) : 12
Località climatica di riferimento : Padova

Dati caratteristici fisici e geoclimatici della località effettiva

Temperatura b.s. esterna (ore 15) (°C) : 34


Temperatura b.u. esterna (ore 15) (°C) : 23.7
Latitudine (°) : 45
Escursione termica giornaliera (°C) : 11
Escursione termica annua (°C) : 39
Velocità del vento (m/s) : 1.5

Temperature ed umidità esterne

Ora 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19
T °C b.s. 26.1 27.3 28.5 29.8 31.0 32.3 33.5 34.0 33.5 33.0 32.5 31.4
T °C b.u. 22.0 22.3 22.5 23.0 23.5 23.8 24.0 24.0 24.0 23.8 23.5 23.3
U.R.% 70.3 64.9 60.0 56.6 53.6 49.4 45.7 43.8 45.7 46.4 47.2 50.5

Condizioni di progetto

Ore di funzionamento dell’impianto : 12


Mese di riferimento del progetto : 7 (luglio)

75
N° progressivo locale :1

N° locale di riferimento 1
Descrizione locale : ufficio ai servizi sociali
Piano di appartenenza : terra
Zona di utilizzazione :1
Superficie in pianta del locale m2) : 79.055
Altezza del locale (m) : 3.4
Superficie disperdente totale (m2) : 93.96
Peso del pavimento (kg/(m2) : 450
Volume netto del locale m3) : 268.8

Dati termoigrometrici di progetto

Temperatura estiva interna del locale (°C) : 26


Umidità relativa interna del locale (%) : 50
N° di ricambi orari d’aria (vol/h) : 0.5

Carichi interni
N° di persone mediamente presenti :8
Grado di attività (1 – 11) :4

Carichi interni sensibili latenti


frig/h W frig/h W
Carico dovuto alle persone 440 512 480 558
Riscaldamento elettrico 0 0
Illuminazione ad incandescenza 0 0
Illuminazione a fluorescenza 860 1000
Presenza di motori elettrici 0 0
Altri carichi sensibili 0 0
Altri carichi latenti 0 0
Carichi interni totali 1300 1512 480 558

76
N° progressivo del locale: 1
Rientrate di calore alle varie ore del giorno

Ora Q trasm. Q irragg. Q infiltrazione Altri carichi Q totale Totale

Sens. Lat. Sens. Lat. Sens. Lat.


W W W W W W W W W
8 -124 784 0 0 1512 558 2172 558 2730
9 -77 1058 0 0 1512 558 2493 558 3051
10 -28 1316 0 0 1512 558 2799 558 3357
11 42 1496 0 0 1512 558 3050 558 3608
12 115 1604 0 0 1512 558 3231 558 3789
13 218 1590 0 0 1512 558 3320 558 3878
14 316 1491 0 0 1512 558 3319 558 3877
15 379 1265 0 0 1512 558 3156 558 3714
16 375 957 0 0 1512 558 2844 558 3402
17 388 585 0 0 1512 558 2484 558 3042
18 368 394 0 0 1512 558 2274 558 2832
19 299 0 0 0 1512 558 1811 558 2369

Rientrate di calore alle varie ore del giorno suddivise in calore sensibile e latente

Ora Q tot. Q tot. Q sens. Q sens. Q lat. Q lat. R=Qs/Qt


(frig/h) W (frig/h) W (frig/h) W
8 2348 2730 1868 2172 480 558 0.795
9 2624 3051 2144 2493 480 558 0.817
10 2887 3357 2407 2799 480 558 0.833
11 3103 3608 2623 3050 480 558 0.845
12 3258 3789 2778 3231 480 558 0.852
13 3335 3878 2855 3320 480 558 0.856
14 3334 3877 2854 3319 480 558 0.856
15 3194 3714 2714 3156 480 558 0.849
16 2926 3402 2446 2844 480 558 0.835
17 2617 3042 2137 2484 480 558 0.816
18 2435 2832 1955 2274 480 558 0.802
19 2037 2369 1557 1811 480 558 0.764

Riepilogo della condizioni di massimo carico


Ora di massimo carico : 13
Rientrate di calore max. per trasmissione (W) : 218
Rientrate di calore max per irraggiamento (W) : 1590
Rientrate di calore max per ventilazione (W) :
Carichi interni (W) : 2070

Rientrate di calore totali (W) : 3878

77
N° progressivo locale :2

N° locale di riferimento :2
Descrizione locale : Copie + archivio
Piano di appartenenza : terra
Zona di utilizzazione :1
Superficie in pianta del locale (m2) : 15.52
Altezza del locale (m) : 3.4
Superficie disperdente totale (m2) : 10.88
Peso del pavimento (kg/(m2) : 450
Volume netto del locale m3) : 52.768

Dati termoigrometrici di progetto

Temperatura estiva interna del locale (°C) : 26


Umidità relativa interna del locale (%) : 50
N° di ricambi orari d’aria (vol/h) : 0

Carichi interni
N° di persone mediamente presenti :1
Grado di attività (1 – 11) :6

Carichi interni sensibili latenti


frig/h W frig/h W
Carico dovuto alle persone 55 64 70 81
Riscaldamento elettrico 645 750
Illuminazione ad incandescenza 0 0
Illuminazione a fluorescenza 214 250
Presenza di motori elettrici 0 0
Altri carichi sensibili 0 0
Altri carichi latenti 0 0
Carichi interni totali 915 1064 70 81

78
N° progressivo del locale: 2
Rientrate di calore alle varie ore del giorno

Ora Q trasm. Q irragg. Q infiltrazione Altri carichi Q totale Totale

Sens. Lat. Sens. Lat. Sens. Lat.


W W W W W W W W W
8 -20 157 0 0 1064 81 1200 81 1282
9 -11 212 0 0 1064 81 1265 81 1346
10 -2 263 0 0 1064 81 1325 81 1407
11 9 299 0 0 1064 81 1372 81 1454
12 21 321 0 0 1064 81 1406 81 1487
13 36 318 0 0 1064 81 1418 81 1500
14 52 298 0 0 1064 81 1415 81 1496
15 62 253 0 0 1064 81 1379 81 1461
16 61 191 0 0 1064 81 1317 81 1398
17 62 117 0 0 1064 81 1243 81 1324
18 59 79 0 0 1064 81 1201 81 1283
19 57 0 0 0 1064 81 1111 81 1192

Rientrate di calore alle varie ore del giorno suddivise in calore sensibile e latente

Ora Q tot. Q tot. Q sens. Q sens. Q lat. Q lat. R=Qs/Qt


(frig/h) W (frig/h) W (frig/h) W
8 1102 1282 1032 1200 70 81 0.936
9 1158 1346 1088 1265 70 81 0.939
10 1210 1407 1140 135 70 81 0.942
11 1250 1454 1180 1372 70 81 0.944
12 1279 1487 1209 1406 70 81 0.945
13 1290 1500 1220 1418 70 81 0.945
14 1287 1496 1217 1415 70 81 0.945
15 1256 1461 1186 1379 70 81 0.944
16 1202 1398 1132 1317 70 81 0.941
17 1139 1324 1069 1243 70 81 0.938
18 1103 1283 1033 1201 70 81 0.936
19 1025 1193 955 1111 70 81 0.931

Riepilogo della condizioni di massimo carico


Ora di massimo carico : 13
Rientrate di calore max. per trasmissione (W) : 36
Rientrate di calore max per irraggiamento (W) : 318
Rientrate di calore max per ventilazione (W) : 0
Carichi interni (W) : 1145

Rientrate di calore totali (W) : 1500

79
N° progressivo locale : 51

N° locale di riferimento : 51
Descrizione locale : sala consiliare
Piano di appartenenza : terra
Zona di utilizzazione :2
Superficie in pianta del locale (m2) : 289
Altezza del locale (m) : 9.9
Superficie disperdente totale (m2) : 932.15
Peso del pavimento (kg/(m2) : 450
Volume netto del locale (m3) : 2861.1

Dati termoigrometrici di progetto

Temperatura estiva interna del locale (°C) : 26


Umidità relativa interna del locale (%) : 50
N° di ricambi orari d’aria (vol/h) :

Carichi interni
N° di persone mediamente presenti : 250
Grado di attività (1 – 11) :4

Carichi interni sensibili latenti


frig/h W frig/h W
Carico dovuto alle persone 13750 15988 15000 17442
Riscaldamento elettrico 0 0
Illuminazione ad incandescenza 2580 3000
Illuminazione a fluorescenza 5375 6250
Presenza di motori elettrici 0 0
Altri carichi sensibili 0 0
Altri carichi latenti 0 0
Carichi interni totali 21705 25238 15000 17442

80
N° progressivo del locale: 51
Rientrate di calore alle varie ore del giorno

Ora Q trasm. Q irragg. Q infiltrazione Altri carichi Q totale Totale


Sens. Lat. Sens. Lat. Sens. Lat.
W W W W W W W W W
8 1449 3136 0 0 25238 17442 29844 17442 47286
9 1639 3349 0 0 25238 17442 30227 17442 47668
10 1820 3558 0 0 25238 17442 30617 17442 48059
11 2081 4099 0 0 25238 17442 31418 17442 48860
12 2346 4681 0 0 25238 17442 32265 17442 49707
13 3331 5439 0 0 25238 17442 34009 17442 51451
14 4101 6274 0 0 25238 17442 35614 17442 53056
15 4960 6809 0 0 25238 17442 37008 17442 54450
16 5382 6649 0 0 25238 17442 37270 17442 54712
17 5984 5706 0 0 25238 17442 36929 17442 54371
18 6287 4613 0 0 25238 17442 36139 17442 53581
19 6582 0 0 0 25238 17442 31820 17442 49262

Rientrate di calore alle varie ore del giorno suddivise in calore sensibile e latente

Ora Q tot. Q tot. Q sens. Q sens. Q lat. Q lat. R=Qs/Qt


(frig/h) W (frig/h) W (frig/h) W
8 40666 47286 25666 29844 15000 17442 0.631
9 40995 47668 25995 30227 15000 17442 0.634
10 41330 48059 26330 30617 15000 17442 0.63
11 42020 48860 27020 31418 15000 17442 0.643
12 42748 49707 27748 32265 15000 17442 0.649
13 44248 51451 29248 34009 15000 17442 0.660
14 45628 53056 30628 35614 15000 17442 0.671
15 46827 54450 31827 37008 15000 17442 0.679
16 47052 54712 32052 37270 15000 17442 0.981
17 46759 54371 31759 36929 15000 17442 0.679
18 49079 53581 31079 36139 15000 17442 0.674
19 42365 49262 27365 31820 15000 17442 0.645

Riepilogo della condizioni di massimo carico


Ora di massimo carico : 16
Rientrate di calore max. per trasmissione (W) : 5382
Rientrate di calore max per irraggiamento (W) : 6649
Rientrate di calore max per ventilazione (W) : 0
Carichi interni (W) : 42680

Rientrate di calore totali (W) : 54712

81
Riepilogo rientrate estive
N° loc. Vol. netto Ora max. Q sens. Q lat. Q tot. R = Qs/Qt
m3 carico (W) (W) (W)
1 268,8 13 3320 558 3878 0.856
2 52,8 13 1418 81 1499 0.946
3 52,1 15 2656 407 3063 0.867
4 147,1 9 2360 326 2686 0.879
5 267,1 15 2047 349 2396 0.854
6 11,1 14 10 21 31 0.311
7 19,7 14 17 38 55 0.311
8 4,6 14 4 9 13 0.311
9 4,6 14 4 9 13 0.311
10 139,5 8 1252 407 1659 0.755
11 178,5 8 2799 244 3043 0.920
12 139,5 8 1352 407 1759 0.768
13 30,7 14 27 59 86 0.311
14 3,5 14 3 7 10 0.311
15 3,5 14 3 7 10 0.311
16 3,5 14 3 7 10 0.311
17 101,2 8 1993 326 2319 0.860
18 59,8 8 1355 326 1681 0.806
19 71,1 9 1700 279 1979 0.859
20 33,7 15 647 387 1034 0.625
21 83,7 14 579 486 1065 0.543
22 59,8 17 2014 326 2340 0.861
23 12,9 14 11 25 36 0.311
24 12,4 14 11 24 35 0.311
25 62,6 17 1094 209 1303 0.839
26 85,7 17 2034 209 2243 0.907
27 106,3 15 1270 140 1410 0.901
28 96,3 14 1318 0 1318 1.000
29 210,5 13 2705 488 3193 0.847
30 22,0 19 176 40 216 0.816
31 133,3 9 2612 576 3188 0.819
32 243,6 18 1809 558 2367 0.764
33 10,1 14 9 19 28 0.311
34 17,9 14 16 34 50 0.311
35 4,2 14 4 8 12 0.311
36 4,2 14 4 8 12 0.311
37 127,1 19 964 407 1371 0.703
38 108,5 18 2864 140 3004 0.954
39 67,0 8 1195 209 1404 0.851
40 127,1 19 1089 407 1496 0.728
41 28,0 14 24 54 78 0.311
42 3,2 14 3 6 9 0.311
43 3,2 14 3 6 9 0.311
44 3,2 14 3 6 9 0.311
45 243,6 8 3823 814 4637 0.824
46 133,6 16 1220 396 1616 0.755
47 96,2 17 1336 0 1336 1.000
48 35,0 17 1181 70 1251 0.944
49 157,1 17 2299 81 2380 0.966
50 22,0 19 176 40 216 0.816

Totale 3912,7 54816 10040 64856

82
Rientrate di calore complessive dell’edificio alle varie ore del giorno,
suddivise in calore sensibile e latente

Ora Q tot. Q tot. Q sens. Q sens. Q lat. Q lat. R=Qs/Qt


(frig/h) W (frig/h) W (frig/h) W
8 45419 52813 36768 42753 8652 10060 0.809
9 46246 53775 37625 43750 8621 10024 0.813
10 46194 53714 37596 43717 5897 9997 0.813
11 45835 53297 37190 43244 8645 10052 0.811
12 45662 53095 36967 42985 8695 10110 0.809
13 46620 54209 37947 44124 8673 10085 0.813
14 48107 55939 39463 45887 8645 10052 0.820
15 49413 57457 40815 47459 8599 9998 0.825
16 49592 57665 40947 47613 8645 10052 0.825
17 48832 56782 40226 46774 8607 10008 0.823
18 47761 55536 39194 45574 8568 9962 0.820
19 36217 42113 27631 32130 8585 9983 0.762

Dati relativi al carico massimo contemporaneo

Ora di massimo carico complessino : 16


Potenza sensibile richiesta : 47613
Potenza latente richiesta : 10052
Potenza totale richiesta : 57665
Rapporto Qs/Qt : 0.826

83
LEGENDA SIMBOLI
CARATTERISTICHE DELLE POMPE
PORTATA
(m3/h)
PREVALENZA
(kPa)
ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
VALVOLA DI REGOLAZIONE A DUE VIE TERMOMETRO A COLONNA
P1 38.93 68
VALVOLA DI REGOLAZIONE A TRE VIE P
MANOMETRO A QUADRANTE CON RICCIOLO P2 34.96 77
Esempio n. Denominazione
Edificio per uffici
VALVOLA DI TARATURA CON ATTACCHI PIEZOMETRICI
P
MANOMETRO A QUADRANTE PER MISURE DIFFERENZIALI
P3 15.2 70
Impianto a ventilconvettori con aria primaria
VALVOLA DI RITEGNO A BATTENTE 0.5 50
P4
VALVOLA DI RITEGNO A DISCO Tavola

VALVOLA DI INTERCETTAZIONE A SFERA


T

P
TERMOSTATO DI REGOLAZIONE

PRESSOSTATO
P5

P6
9

12.3
72

33 Schema funzionale generale


GIUNTO ANTIVIBRANTE
F FLUSSOSTATO
RUBINETTO A SFERA DI SCARICO CON PORTA GOMMA
REX MODULO DI REGOLAZIONE X = H : DI ENTALPIA
X = P : DI PRESSIONE
CARATTERISTICHE DELLE VALVOLE Consulenza impiantistica: Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede
VALVOLA DI INTERCETTAZIONE DEL COMBUSTIBILE X = T : DI TEMPERATURA
X SONDA Kv DN p (kPa)
X = U : DI UMIDITA'
RIDUTTORE STABILIZZATORE DI PRESSIONE V1 32 12 10

MANICOTTO ANTIVIBRANTE
T
POZZETTO PER ORGANI DI CONTROLLO

TERMOMETRO A QUADRANTE
V2 20 5.0 15
E3 T0 08/09/04
FILTRO PER GAS V3 10 1.5 15
ELETTROPOMPA A TUBAZIONE
CONTROLLO TENUTA VALVOLE

ELETTROPOMPA A BASAMENTO
VALVOLA DI SICUREZZA

P
GRUPPO DI CARICAMENTO FILTRO A Y
GF - mod. RV 0901L
VALVOLA DIFFERENZIALE DI BY-PASS P = 217,3 kW

LEGENDA TUBAZIONI DN (39503 l/h)

ACQUA CALDA PRIMARIA ACQUA CIRCUITO BATTERIE DN (39503 l/h) 107/114

ACQUA REFRIGERATA GAS METANO

ACQUA FREDDA SANITARIA LINEE E SEGNALI ELETTRICI

CIRCUITO VENTILCONVETTORI
COPERTURA DELL'EDIFICIO

BASAMENTO INERZIALE 101/108

CIRCUITO
BATTERIE
101/108
FREDDE
(34755 l/h) T2
SONDA ESTERNA

CIRCUITO
VENTILCONVETTORI 70/76
(15200 l/h)

CIRCUITO
RADIATORI 3/4"
(475 l/h)

101/108 107/114
CIRCUITO
BATTERIE RET3 RET2
54/60
CALDE
SEPARATORE D'ARIA
(8904 l/h) RET1
2"1/2

T
TRONCHETTO FLANGIATO
64/70 T3
DN65
P5
P
P
T COMMUTAZIONE STAGIONALE
DI FUNZIONAMENTO

A ESTATE : CHIUSO
3/4" INVERNO : APERTO
T

2"1/2 F P6 P4 T2
B ESTATE : APERTO
INVERNO : CHIUSO
1"1/2
F

V2 T1 V1 DISCONNETTORE IDRAULICO
P (12216 l/h)
V3 DALLA RETE 3/4"
2"1/2 ACQUEDOTTO
IC A B
3/4"

3/4" E E 3/4"
p=3.5 bar
P
E

1/2" 1¼" A
B
1¼" ALTRE UTENZE
2"1/2
2"1/2 2" 3/4"
AL CONTATORE DEL GAS
3/4"

A
1¼" T
B 1/2" AL CARICAMENTO 1/2" 3/4" 3/4" 3/4" 3/4"
IMPIANTI

INTERCETTAZIONE
T TS TL RET
GC A
1" 1/2" 1/2"

GAS FUORI PORTA FILTRO


P = 220 kWt
MICROMETRICO
P P P 1/2"
P
p = 15 kPa

VASO DI VASO DI
ESPANSIONE ESPANSIONE
2"1/2

2"1/2

C = 100 l C = 24 l DN 100 DN 100 DN 100 1/2" DOSATORE


PROPORZIONALE
DI PRODOTTO FILMANTE GA
DN

P3 P2 DN 100
P1 ANTICORROSIVO

C = 24 l
PIANO INTERRATO

RAMPA GAS A NORMA


GRUPPO ADDOLCITORE
UNI 8041-8042

LOCALE CALDAIA SOTTOCENTRALE IMPIANTI


ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
Edificio per uffici
Impianto a ventilconvettori con aria primaria

Schema funzionale generale


Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede

E3 T1 08/09/04

Schema altimetrico
circuito ventilconvettori
(fuori scala)

Montanti
alla CTA2
ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
Edificio per uffici
Impianto a ventilconvettori con aria primaria

Rete tubazioni - piano terra


Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede

1/2"
250 l/h
(250 l/h) (200 l/h)
E3 T2 08/09/04
1/2" 3/4"
(250 l/h) 200 l/h 400 l/h (200 l/h)

(200 l/h)

3/4"
600 l/h LEGENDA
(250 l/h) Rete alimentazione ventilconvetori
3/4"
500 l/h
1" a,b,...= nodi Rete alimentazione radiatori
850 l/h
, ,...= tratti Rete scarico condensa

(250 l/h)
Venrilconvettore ( identificativo del modello)
(250 l/h)
Radiatore potenza termica secondo UNI 6514/69
1"
750 l/h
950 l/h numero identificativo del locale
(200 l/h)
1"
1" 1100 l/h numero identificativo del tratto di tubazione
950 l/h 3650 l/h

1150 l/h (250 l/h) 39/34


a
2750 l/h
250 l/h
33/38 33/38
1400 l/h 1350 l/h 1"
900 l/h b
(200 l/h)

1400 l/h 1/2"


1/2"
250 l/h

1" 1200 l/h


900 l/h MR1

(250 l/h)
1/2"
200 l/h

MV1 49/54 4500 l/h


3300 l/h
3/4"
350 l/h

1/2" C
3/4" A4 A3 A2 A1
350 l/h
(350 l/h)
(250 l/h) (250 l/h) (250 l/h) (250 l/h)
(350 l/h)

1" 1" 1" 3/4"


(350 l/h)
1250 l/h 1000 l/h 750 l/h 50 l/h
A

B 1/2"
250 l/h
3/4"
350 l/h
1"
1200 l/h
(250 l/h)

C 1 1/4"
2050 l/h (500 l/h)
PARTE DI EDIFICIO
A DIVERSA DESTINAZIONE 1"
850 l/h
3/4" (200 l/h)
500 l/h
(350 l/h)
1/2"
1" (200 l/h)
B1 B2
500 l/h 3/4"
700 l/h
1/2" 33/38 1" 1" 1"
(500 l/h) 350 l/h 1500 l/h 1350 l/h 1100 l/h 900 l/h 1/2"
(200 l/h)

(350 l/h) (200 l/h) (200 l/h) (200 l/h) (200 l/h) (200 l/h)
VIII VII VI V IV III

33/38
1700 l/h
ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
Edificio per uffici
Impianto a ventilconvettori con aria primaria

montante tubazioni alla copertura


camini Rete tubazioni - piano primo
Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede

( 200 l/h) 300 l/h


Ø25 1/2"
(200 l/h)

Ø25
E3 T3 09/09/04
1/2" 200 l/h
200 l/h
Ø25 1/2"
300 l/h

(200 l/h) 3/4"


(200 l/h)
LEGENDA
500 l/h
Ø32 Rete alimentazione batterie calde
Rete alimentazione batterie fredde
a,b,...= nodi
3/4" 1" Rete alimentazione ventilconvetori
Ø32 400 l/h 700 l/h , ,...= tratti Rete alimentazione radiatori
Rete scarico condensa
( 250 l/h) (200 l/h)

Venrilconvettore ( identificativo del modello)

1" Radiatore potenza termica secondo UNI 6514/69


1" 900 l/h
650 l/h
numero identificativo del locale
(250 l/h) (200 l/h)
3800 l/h numero identificativo del tratto di tubazione
1 1/2"
3500 l/h
a
Ø32 1"
1" 1100 l/h Ø32
900 l/h 1"
33/38 1300 l/h
1150 l/h b
1/2"
(250 l/h) 33/38 ( 200 l/h) 300 l/h
1600 l/h

1/2"
3/4"
450 l/h
1/2"
( 250 l/h) 200 l/h

1/2"
250 l/h
( ) Ø32 Ø25

predisposizione attacchi ventilconvettore

( 250 l/h)

39/44
(200 l/h ) (250 l/h ) 1/2" 1" 2750 l/h
1/2" 1150 l/h MV1 1 1/2" 3900 l/h
Ø25 Ø32
1" Ø25
300 l/h
1150 l/h
( 200 l/h) (200 l/h) (200 l/h ) ( 200 l/h) (200 l/h)
(650 l/h)

33/38 1" 1" 1" 1"


3/4"
1600 l/h 1400 l/h 1200 l/h 1000 l/h 800 l/h
650 l/h
200 l/h
1" 3/4"
900 l/h 600 l/h
(250 l/h)

Ø25
1/2"
250 l/h

1" (600 l/h)


1150 l/h

TUBAZIONI
IN CONTROSOFFITTO

1"
900 l/h
3/4" 1" 3/4" 3/4" 1/2"
250 l/h 900 l/h 650 l/h 400 l/h 200 l/h

Ø32 Ø32 Ø25


(250 l/h) (250 l/h) (250 l/h) (200 l/h) (200 l/h)

predisposizione attacchi ventilconvettore


LEGENDA
Registro di taratura a farfalla o a bandiera
Serranda di taratura ad alette
ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
Diffusore a soffitto
Ugello Mod.... Edificio per uffici
Canale flessibile (coibentato solo per la mandata)
Impianto a ventilconvettori con aria primaria
Griglia di tansito Tipo a = 4 dmq di sezione netta
b = 6 dmq di sezione netta
c = 10 dmq di sezione netta
Rete canalizzazioni piano terra
Salvo diversamente indicato i canali di mandata saranno
isolati esternamente con materassino di lana di vetro dello Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede
spessore di mm 25, protetto con carta KRAFT alluminata.
Per i canali di espulsione e di ripresa non è previsto alcun
isolamento.
E3 T4 09/09/04

Particolare condotte di espulsione


Ventilatore di
estrazione da:
150 m3/h
Valvola di ventilazione Valvola di ventilazione

Particolare condotte di espulsione

Valvola di ventilazione

Valvola di ventilazione

Griglia di ripresa
Valvola di ventilazione

Pannello comando CTA 1


Griglia di ripresa

n° 2 griglie di ripresa a parete


500 * 1000 - 3200 m3/h cad.

n° 2 griglie di ripresa a parete


500 * 1000 - 3200 m3/h cad.
ESEMPI DI CALCOLO IMPIANTISTICO
Edificio per uffici
Impianto a ventilconvettori con aria primaria

Rete canalizzazioni piano primo


Servizio Tecnico Commerciale - Aermec sede

Particolare condotte di espulsione E3 T5 09/09/04

Valvola di ventilazione Valvola di ventilazione


LEGENDA
Registro di taratura a farfalla o a bandiera
Serranda di taratura ad alette
Diffusore a soffitto
Ugello Mod....
Canale flessibile (coibentato solo per la mandata)
Griglia di tansito Tipo a = 4 dmq di sezione netta
b = 6 dmq di sezione netta
c = 10 dmq di sezione netta

Salvo diversamente indicato i canali di mandata saranno


isolati esternamente con materassino di lana di vetro dello
Particolare condotte di espulsione spessore di mm 25, protetto con carta KRAFT alluminata.
Per i canali di espulsione e di ripresa non è previsto alcun
isolamento.
Valvola di ventilazione

Valvola di ventilazione

Griglia di ripresa
Griglia di ripresa
Valvola di ventilazione

Montante
di ripresa

Griglia di ripresa

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