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Stabilizzatori di tensione con uscita in continua

Considerato il sistema in fig. 1, in cui CO è un convertitore con uscita il continua regolabile, è possibile
ricavare facilmente l’equazione di equilibrio elettrico:

 dvc
C dt  iL  ic

 1 d 2 vc L dvc
iL    v0  vc  dt  LC 2   vc  v0 (1)
 L dt R dt
 vc
ic  R

L iL ic

Linea di alimentazione
CO vo C vc R

Fig. 1: Stabilizzatore di tensione con uscita in continua

Posto

 1
LC  LC

 L
  (2)
 R
 LC
  2

con LC frequenza angolare di risonanza del filtro LC,  costante di tempo RL,  fattore di smorzamento
RLC, è possibile riscrivere la (1) come:

1 d 2vc 2 dvc
  vc  v0 (3)
LC
2
dt 2 LC dt

v0 si può scomporre in due termini:

vo  t   Vo,d  vo  t  (4)

con Vo ,d componente continua e vo  t  componente alternativa. La soluzione alla (4) si può quindi
esprimere come somma di tre termini:

vc  t   Vo,d  vc  t   vc ,0  t  (5)
con vc  t  soluzione di regime che corrisponde a vc  t  e vc ,0  t  soluzione dell’omogenea associata.

A regime, dal momento che vc ,0  t  tende a zero, si ha ovviamente:

Vc,d  Vo,d (6)

La soluzione di regime corrispondente a vo  t  si può determinando agevolmente sviluppando in serie di


Fourier vo  t  e applicando il principio di sovrapposizione degli effetti. D’altra parte all’aumentare
dell’ordine dell’armonica generalmente decresce l’ampiezza relativa e aumenta l’azione filtrante.
Pertanto, senza perdere in generalità, il dimensionamento del filtro può essere eseguito minimizzando il
ripple della vc determinato dalla sola armonica fondamentale della vo  t  . Ovvero si pone:

vo  t   Vo,1 cos o t  o,1  (7)

Ipotizzando che:

 R
k RC  1  C 1
 0
 (8)
 L 1
 0
0 C

si ottiene:

Vo,1 cos o t  o,1 


vc  t    (9)
o2 LC

Posto:
o
k  o LC  (10)
LC

si ha:

Vo,1 cos o t  o,1 


vc  t    (11)
k2

Il ripple picco-picco  vc sul condensatore può quindi essere legato al ripple in ingresso tramite il fattore
k :

2Vo,1 2Vo,1 v
v  2
 2
 o
(12)
c
k Vc ,d k Vo,d k2

Fissati quindi l’andamento temporale di v0  t  e il ripple desiderato  vc , è possibile risalire al fattore k


necessario. Per determinare separatamente i valori ottimali di induttanza e capacità del filtro è necessario
aggiungere una condizione alla (10). Si prenda in esame il transitorio successivo al distacco a gradino
del carico. Trascurando vc  t  rispetto a Vc ,d ( k elevato), si ha:

vc  t   Vc,d  vc,0  t  (13)

vc ,0  t  si determina risolvendo l’algebrica associata alla (3):

 2  2LC   LC
2
0

da cui:

1,2  LC  LC  2  1 (14)

D’altra parte:

LC L LC 1 o 1 k
       (15)
2 2 LCR 2 RC 2 LC RoC kRC

Per un fissato valore di k (ovvero per una fissata attenuazione del ripple), il valore dello smorzamento
dipende da k RC , ovvero, a parità di capacità, dal carico. In particolare, al diminuire di R (ovvero
all’aumentare della potenza del carico), il fattore di smorzamento, come prevedibile, aumenta. D’altra
parte, per il dimensionamento del filtro si può ipotizzare  2 1 , condizione sfavorevole in quanto
corrispondente alla massima sovraelongazione. Le soluzioni dell’algebrica associata si possono quindi
approssimare come:

1,2  LC  jLC (16)

In definitiva:

vc,0  t   AeLC t cos LC t   BeLCt sin LC t  (17)

I coefficienti A e B si determinano imponendo le condizioni iniziali:

vc ,0  0   0

d Vc ,d (18)
 vc ,0  0  
 dt RC
Si ottiene:

A  0

Vc ,d  vc ,0  t   c ,d eLCt sin LC t   vc ,0,max 
V Vc ,d
 (19)
 B   RC LC RC LC RC
 LC

Il fattore di sovraelongazione ks è quindi:


vc ,0,max 1 L C Zc
ks     (20)
Vc ,d LC RC R R

ovvero è pari al rapporto tra l’impedenza caratteristica del filtro LC e la resistenza di carico R.
Si ricava quindi:

L  Cks2 R 2 (21)

Sostituendo nella (10) si ha:

k2 k
C C  (22)
ks2CR 202 ks R 0

D’altra parte R può essere espressa in funzione della potenza P:

Vc2,d Vc2,d
P R (23)
R P
Sostituendo nella (22) e rielaborando la (10), si ottiene in definitiva:

 k P
C 
 ks Vc2,d 0
 (24)
 k k s Vc2,d
 L 
 P0

Si può quindi concludere che:


 C ed L diminuiscono all’aumentare della frequenza angolare associata alla fondamentale di
oscillazione di vo  t 
 C ed L aumentano al diminuire del fattore di riduzione del ripple k
 Al diminuire del fattore di sovraelongazione k s , C aumenta e L diminuisce
 All’aumentare del valor medio di tensione Vc ,d , C diminuisce e L aumenta
 All’aumentare della potenza P, C aumenta e L diminuisce
 Il valore della capacità stabilito dalla prima delle (24) è il valore minimo che garantisce il ripple
e la sovraelongazione imposti. All’aumentare della capacità aumenta il range di valori possibili
per l’induttanza del filtro che soddisfano le condizioni imposte.
D’altra parte lo stabilizzatore di tensione costituisce usualmente il primo stadio di conversione di un
convertitore doppio stadio. In questo contesto è più corretto schematizzare il carico dello stabilizzatore
come un generatore di corrente controllato in potenza:
ic  P vc (25)

Se si assume che la tensione sul condensatore rimanga prossima al valore medio (si ipotizza quindi che
il filtro sia stato correttamente dimensionato), la (25) diviene:
ic  P Vc ,d (26)

E’ facile verificare che in questo caso l’equazione di equilibrio elettrico si ricava dalla (3) ponendo il
fattore di smorzamento nullo:

1 d 2vc
 vc  v0 (27)
LC
2
dt 2

Le relazioni (24) continuano quindi ad essere valide.

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