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Età Ellenistica

Alessandro Magno si spinge a conquistare fino all’Oceano indiano, come conseguenze vi


sono: una frattura irreversibile nel campo politico e nell’indipendenza delle città stato.
Il periodo dell’ellenismo va dalla morte di Alessandro (30 a.C) alla conquista romana
dell’Egitto.
Il potere si trasferisce nelle mani delle corti delle grandi monarchie e le città possono
esprimersi solo nell’ambito dell’amministrazione municipale.
Si creano 3 grandi regni: Macedonia (comprende tutta la Grecia), Egitto, Siria -> questi
regni vengono governati da sovrani assoluti, il cittadino quindi non ha più potere
decisionale, quindi il regno si basa SOLO sull’obbedienza del suddito e quindi nell’ambito
della politica non vi è più la libera DISCUSSIONE che era la base delle precedenti filosofie.
Tutto questo causò il disinteresse del “suddito” alla vita collettiva al centro dell’attenzione
c’è la vita INDIVIDUALE-> problemi dell’esistenza, morte, dolore, felicità … saranno i temi
che affronteranno i filosofi ellenistici.
Questo radicale mutamento influenzerà anche la cultura producendo nuovi generi
letterari e artistici: nasce la RITRATTISTICA dove vi è un interesse psicologico, Scultura
comincia ad interessarsi ai temi della vita quotidiana, in ambito artistico vi è il fenomeno
dell’ECLETTISMO.
Questo mutamento, che verrà chiamato dai romani CONTAMINATIO, è visibile
soprattutto nell’architettura caratterizzata dalla sovrapposizione degli ordini dorico ionico
e corinzio, oltre a questo c’è la nascita della FILOLOGIA scienza che affronta in modo
critico i testi letterari che in questo periodo saranno per lo più componimenti brevi.
Tutte le filosofie ellenistiche hanno in comune due punti:
- Idea che la filosofia serva per affrontare problemi dell’esistenza individuale
- Obiettivo finale della ricerca: IMPERTURBABILITA’ (privazione di ogni turbamento)
Ci sono diversi modi per raggiungerla: per via SCETTICA cioè riconoscimento
dell’impossibilità di qualsivoglia etica sistematica e la proposta della sospensione del
giudizio. La scuola epicurea e stoica elaborano una teoria dogmatica dell’etica
avvalendosi dell’apporto della logica e della scienza.
- Un punto in comune è-> critica della società (accusata di sviare l’individuo dai
valori naturali)
- Divergono sul principio su cui fondare l’imperturbabilità: gli epicurei pongono in
primo piano la ricerca del PIACERE mentre gli stoici quella del DOVERE
- Punti di coincidenza: anche il piacere degli epicurei deve essere basato da un
calcolo razionale e le passioni vanno estirpate dall’animo umano come gli stoici
- Punto di contrapposizione: atteggiamento nei confronti della società -> sfuggire
secondo epicurei, da migliorare secondo gli stoici.

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Filosofia nelle scuole
La pratica filosofica -> intesa come insegnamento, i libri diventano strumento
fondamentale della diffusione del sapere
Nuova istituzione: la SCUOLA -> luogo dove ci si reca per ricevere dottrine già
PRESTABILITE -> viene meno il dialogo collettivo
Queste nuove istituzioni si trasformarono in -> circoli chiusi ed elitari
- Discussione scarsa
- Contatti scarsi con le scuole avversarie
Questa tendenza di ritenere gli insegnamenti INDISCUTIBILI porta al DOGMATISMO ->
atteggiamento tipico di chi rifiuta di mettere in discussione le proprie idee ritenendole non
opinabili.
Sistema del sapere-> 1) logica, che comprende la gnoseologia, 2) fisica che include
metafisica e la teologia, 3) etica in cui è compresa la politica.
Rapporti gerarchici all’interno della scuola-> CAPOSCUOLA -> fornisce insegnamento
categorico, figura molto importante. Importanza data anche dal rapporto fra discepolo e
GURU cioè maestro-> solo però gli studenti più avanzati possono incontrare il maestro e
rivolgere le domande.
Il suo prestigio è funzionale al PROSELITISMO -> metodi propagandistici che servono per
pubblicizzare la scuola.
-> ad esempio nella scuola di Epicuro questo porta a una vera e propria divinizzazione del
caposcuola.
Oltre alla creazione di queste nuove istituzioni prendono posto anche dei MOVIMENTI
FILOSOFICI: scetticismo e cinismo-> si rifanno all’umanesimo e alla maieutica socratica -> e
rimangono volutamente NON ORGANIZZATI, con atteggiamenti RADICALI E
CONTESTATORI anti eruditi e anticulturali.
Comune a TUTTE le scuole ellenistiche è la FOCALIZZAZIONE su problemi di ordine etico
affrontati dal punto di vista del SOGGETTO INDIVIDUALE -> la filosofia non ha più il
compito di insegnare la teoria ma solo l’ambito pratico-> arte di vivere, condizioni di
praticabilità di un'esistenza giusta e felice.
LA filosofia tende a fondersi con la psicologia-> scopo di questa filosofia è curare i MALI
DELL’ANIMA -> la filosofia come terapia esistenziale.
Il paragone con la medicina si ha anche per quanto riguarda il rapporto tra caposcuola e
allievo-> medico e paziente
Bisogna dire anche che TUTTI GLI INDIVIDUI possono ACCEDERE ai benefici di questa
FILOSOFIA COMPASSIONEVOLE, anche per quanto riguarda il tema della schiavitù_> vi è
l’idea che la comunità umana NON possa essere DELIMITATA da nessuna frontiera di
qualsiasi tipo: linguistico, culturale o religioso-> infatti per Epicuro gli schiavi possono
entrare nelle scuole, per gli stoici la schiavitù è solo quella dell’ignoranza.

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LO STOICISMO
ZENONE DI CIZIO-> nasce nel 336/335 a.C. nell’isola di Cipro. Nel 312 giunge ad Atene forse
a ausa di un naufragio.
- Ad Atene frequenta le lezioni dell’accademico Polemone, del megarico Diodoro
Crono e del cinico Cratete di Tebe ->di cui diventa per qualche tempo seguace.
- Nel 300 inizia a tenere le proprie lezioni nella STOA’ POIKìLE
- Rimane come guida della scuola fino al 262 a C anno in cui volontariamente muore
- Per quanto riguarda le opere conosciamo circa 20 titoli: La repubblica, I segni, Il
discorso, Il mondo, La natura, La vita secondo natura, Le passioni, Il dovere->
nessuno di questi testi è stato conservato infatti conosciamo Zenone solo grazie a
delle testimonianze.
CLEANTE-> nasce ad Asso nel 304 a.C., arrivato ad Atene ascolta le lezioni di Zenone, e
alla morte di questo, gli succede alla guida della scuola.
- Dopo 30 anni di insegnamento, come Zenone, si lascia morire.
- Scrive circa 50 testi: conosciamo l’Inno a Zeus-> nel quale Cleante identifica in Zeus il
simbolo della mente divina che regge l’universo
- Muore nel 230/229 a.C.
CRISIPPO-> Nasce nel 281/277 a Soli, dopo essere stato scolare nell’accademia di Arcesilao
decide di aderire allo stoicismo e per 30 diventa discepolo di Cleante alla Stoa poikile
- Nel 232 assume la guida della scuola fino alla sua morte nel 208/204.
- Autore molto prolifico: scrisse ben 700 opere
- Rielabora il pensiero di Zenone-> per questo viene identificato come il secondo
fondatore della STOA’
Il termine STOICISMO infatti deriva dal greco STOA’ POIKILE -> che significa PORTICO
DIPINTO-> il luogo dove Zenone inia a tenere le sue prime lezioni.
Questo pensiero filosofico attraversò 3 periodi
1. STOICISMO ANTICO-> (3-2 secolo) caratterizzato dalle figure di Zenone, Cleante,
Crisippo
2. STOICISMO MEDIO-> (2-1 secolo) caratterizzato dall’unione con altre dottrine
secondo approccio eclettico, sincretistico
3. STOICISMO TARDO->o “romano” (1-3 secolo) con protagonisti: Seneca, Epitteto,
Marco Aurelio
Ci sono due motivi per cui si studierà lo stoicismo senza separare le dottrine
1) carenza di documenti
2) la filosofia stoica essendo caratterizzata dalla sistematicità e coerenza interna fa sì che
gli apporti personali siano marginali-> sistematicità dovuta a una conseguenza
dell’esistenza di un principio razionale imminente e operante a tutti i livelli

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Il logos->identificato con la DIVINITA’. Solo un giusto pensiero (logica) permette di capire la
natura delle cose(fisica) e solo l’assieme di queste scienze permette di sottomettere il
comportamento della ragione(etica)

La logica
Un giusto pensiero si determina in un giusto linguaggio.
Secondo lo Stoicismo non esiste alcun rapporto diretto fra parole e cose-> idea molto facile
da provare, basta pensare che un nome di una cosa ad esempio “cavallo” per uno
straniero non ha alcun significato e la stessa cosa “horse” per chi non conosce l’inglese. Da
sole quindi le parole non hanno il potere di indicare alcunché, per usarle bisogna possedere
il SIGNIFICATO ossia ciò che rimane IMMUTATO in ogni traduzione.
Come funziona il LINGUAGGIO:
1. La COSA SIGNIFICATA: è il referente reale, ossia l’oggetto
2. Il SIGNIFICANTE: è il nome, il suono delle parole, la pura associazione di
determinate vocali e consonanti che formano una parola.
3. Il SIGNIFICATO: è il concetto della cosa, l’idea, il contenuto razionale che rende
possibile la comunicazione fra lingue diverse.
I primi due sono SEMPRE REALI-> le cose sono costituite da materia e le parole da suoni. Il
SIGNIFICATO invece non ha niente di corporeo.
-> la scoperta degli stoici è che BASTANO SIGNIFICANTE e SIGNIFICATO a determinare un
segno linguistico-> La relazione con le cose è possibile ma NON necessaria.
Infatti dal punto di vista linguistico e grammaticale non è affatto necessario che vi sia una
relazione fra linguaggio e mondo-> Come ha detto il semiologo contemporaneo Umberto
Eco: la lingua è un ottimo strumento per mentire.
Questa innovazione degli stoici porta a le seguenti conseguenze:
- Permette di distinguere grammatica e logica->
GRAMMATICA: studia le regole attraverso cui le parole possono essere connesse tra loro.
Anche se è una scienza, le regole grammaticali non hanno in sé UN Perché RAZIONALE.
LA LOGICA: studia il significato complessivo, che rimane IMMUTATO in tutte le lingue, ed è
questo significato che ha a che fare con la razionalità.
Come la logica ARISTOTELICA anche quella STOICA parte da premesse per arrivare a
conclusioni e considera validi i ragionamenti coerenti, dove le conclusioni derivano
necessariamente dalle premesse, indipendentemente dalla verità di fatto.
La differenza da ARISTOTELE è che lui usava come premessa un concetto di genere,
servendosi poi del sillogismo, gli Stoici d’altra parte assumono come premesse
PROPOSIZIONI IPOTETICHE che derivano poi CONCLUSIONI IPOTETICAMENTE VERE O
FALSE-> gli stoici evidenziano l’importanza dei CONNETTIVI PROPOSIZIONALI (se, allora,
e, o etc.…)
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Quindi la macchina logica aristotelica->era ontologicamente impegnata verso la realtà, la,
la macchina logica stoica permette di analizzare proposizioni che hanno con la realtà un
rapporto ipotetico o nullo
- Il sillogismo aristotelico viene utilizzato come strumento di verifica
- La logica proposizionale e inferenziale è uno strumento produttivo-> perché indaga
la POSSIBILE verità di eventi non EMPIRICAMENTE osservabili.
Il RAGIONAMENTO IPOTETICO si sviluppa in 3 tappe:
1) la PREMESSA MAGGIORE-> ipotesi espressa dal “se....allora...”
2) la PREMESSA MINORE-> constatazione di fatto, che afferma o nega una delle due
proposizioni semplici contenute nella premessa maggiore, espressa dal “quindi…”
3) la CONCLUSIONE-> inferenza espressa dal “quindi...”

- “affermando si afferma “e “negando si nega” portano ad una conclusione coerente.


-Le altre due forme non portano ad una conclusione logicamente sostenibile.

Gli stoici mostravano interesse per i ragionamenti indecidibili, le argomentazioni paradossi


come ad esempio, quello di Epimenide, il cretese che affermava che tutti i cretesi sono
bugiardi: se diceva la verità affermava anche il suo contrario, essendo cretese, se mentiva
invece confermava la verità che tutti i cretesi sono bugiardi. Altri paradossi riguardano la
difficile applicazione della nozione di quantità: esempio togliere un capello a un uomo non
lo rende calvo e neppure ripetendo l’operazione un’altra volta, allora quando si potrà
stabilire il momento in cui dichiarare l’uomo calvo?

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La gnoseologia: teoria della conoscenza
Inferenza ipotetica scopre le implicazioni necessariamente DEDUCIBILI da un’IPOTESI->
che questa sia vera o falsa NON ha alcuna importanza, MA ne ha quando si passa dal
campo logico a quello scientifico. Per verificare se un’ipotesi sia vera o falsa, serve una
TEORIA DELLA CONOSCENZA.
Diciamo abitualmente di comprendere /afferrare le idee che ci vengono proposte-
>l’inventore di tali espressioni pare sia proprio Zenone: utilizzando una “metafora della
mano”
1) Mano destra con dita aperte: Rappresentazione->impressioni fisiche, registrate dagli
organi di senso
2) contraendo un poco le dita: Assenso -> atto mentale che accetta le impressioni,
trasformandole in una immagine mentale.
3) pugno: Comprensione -> attività intellettuale che categorizza un oggetto e quindi lo
comprende nel suo significato.
4) mano sinistra afferra il pugno: Scienza->possesso di un sapere saldo e argomentato.

Come per Epicuro e anche per gli stoici->Fondamento di ogni attività intellettiva sono le
SENSAZIONI, ossia gli STIMOLI provenienti dall’ambiente, che producono IMPRESSIONI
sugli organi di senso.
Comune alle due scuole è anche l’idea che a questo livello di conoscenza sensoriale non si
possa sbagliare-> la RETINA sul fondo dell’occhio non può formare immagini sbagliate (qui
si fermano le cose comuni delle 2 scuole)
Per gli stoici le RAPPRESENTAZIONI CONCETTUALI che la mente forma dalle impressioni
NON sono necessariamente VERE, come invece sostiene Epicuro.
-> l’atto dell’Assenso-> libero giudizio della MENTE che avvalora la rappresentazione stessa
o la smentisce.
Solo dopo aver passato l’atto dell’assenso una Rappresentazione-> può essere detta
CATALETTICA ed essere assunta come VALIDA.

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L’atto dell’Assenso costituisce il PUNTO crociale della gnoseologia-> si decide il valore e il
significato di ciò che è stato registrato dalle sensazioni. Questo momento cruciale, gli stoici
consigliano di attenersi solo alle IMPRESSIONI EVIDENTI, non contradditorie, percepite in
uno stato di CONOSCENZA AFFIDABILE (cioè non ubriachi o malati), il problema sta nella
facoltà di acconsentire o meno alle sensazioni rimane una Funzione Delicata. -> criteri né
troppo bassi né troppo alti.

La fisica: organicismo e panteismo


Per gli stoici il MONDO è un SISTEMA TOTALMENTE RAZIONALE.
Ogni cosa che esiste e il cosmo hanno una ragione per essere come sono-> esprimono una
necessità e sono INTRISI di LOGOS-> nel linguaggio stoico: logos, ragione, dio, spirito,
pneuma, vita, natura sono tutti Sinonimi.
Il logos è identificato con il PNEUMA COSMICO ->vento caldo e spirituale, universalmente
diffuso e con cui l divinità dà vita al cosmo e singolarmente a ogni essere che lo abita:
vivificandolo, ordinandolo, e dirigendolo.

MATERIALISMO
Il pneuma, è una sostanza corporea -> le cose apparentemente immateriali, sono in realtà
CORPO.
Lo stoicismo infatti professa un RIGIDO MATERIALISMO -> corporea è la materia come
corporea è il pneuma-> anche l’anima umana ha una natura materiale, dimostrazione è il
fatto che Può UNIRSI al corpo alla nascita, e SEPARARSI quando si muore.
Le sostanze naturali sono 4: acqua, aria, terra, fuoco-> ognuna di queste è un aggregato di
particolari forme atomiche: cubi, sfere, piramidi.
Il pneuma è una 5 ESSENZA -> materia molto sottile->formata da piramidi acutissime e
per questo capaci di penetrare o attraversare ogni altro corpo.

PANTEISMO
La divinizzazione del pneuma implica delle conseguenze->prima fra tutte IL PANTEISMO
cioè la coincidenza di divinità e natura. Il pneuma divino -> è la natura della natura->
legge che opera su ogni cosa facendo sì che ogni cosa sia quello che è.
E il panteismo diventa giustificazione del POLITEISMO considerando gli dei della tradizione
personificazioni mitiche di quella forza razionale che è presente in ogni cosa.

ANIMISMO
Nella concezione stoica ogni cosa possiede un’anima perché partecipa al pneuma-> tutti gli
oggetti possiedono un’anima NON solo quelli viventi MA anche quelli solamente
ESISTENTI, quindi anche la materia nelle forme più semplici partecipa all’ANIMA
PNEUMATICA; ad esempio anche i sassi che pur non si muovono quando vengono colpiti,
avendo l’anima, hanno una forza che si oppone alla rottura.

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ORGANICISMO COSMICO
Anche i corpi celesti sono esseri viventi, in quanto partecipano al PNEUMA UNIVERSALE ,
anche la Terra, Luna e pianeti sono esseri viventi.ono esseri viventi; identificano il nostro
pianeta come un Sistema integrato di fenomeni, in cui ogni parte è IN RELAZIONE con
tutto il resto-> come un ORGANISMO BIOLOGICO. Approccio che oggi giorno chiameremo
ECOLOGICO.
La Terra e tutti gli latri pianeti quindi vengono visti come un qualcosa di VIVO ; la terra è
come un Grande Animale, sulla cui pelle si muovono gli uomini.
I fiumi-> sistema nervoso
Le foreste-> i peli
La lava-> sangue che erompe dalle ferite-> dei vulcani
E lo stesso approccio anche con l’intero cosmo.
Questo VITALISMO ORGANICISTICO ha come conseguenza l’idea di CICLICITA’ DEL
TEMPO e quindi di un RIPETERSI DELLA STORIA del mondo-> dato che la Terra e il cosmo
sono animali conosceranno anche la morte-> tutto ciò che vive poi perisce
Quindi anche il cosmo vive una vita fatta di stagioni -> ciclicamente nasce, si sviluppa,
decade, muore.
Ogni fine di un ciclo avvenne attraverso il fuoco, in una CONFLAGAZIONE UNIVERSALE
che si verifica ogni 36000 anni circa, ne consegue una REINTEGRAZIONE che dà origine ad
un nuovo ciclo-> gli stoici chiamano questo ristabilimento-> APOCATASTASI O
PALINGENESI.
L’universo va in fiamme nei periodi fatali e quindi si inizia una nuova costituzione-> tutto
termina con un FUOCO PRIMORDIALE.-> che come un seme ha in sè tutte le ragioni e
tutte le cause degli esseri che furono, che sono e che saranno.
Sotto l’influsso del pneuma che lo anima, ogni essere si sviluppa secondo un piano
prefissato, come un seme che dà origine ad una pianta.
Concetto delle-> CAUSE SEMINALI o RAGIONI -> indicano gli elementi di razionalità
immanente che ne determinano l’evoluzione. Dunque ogni momento è SEMPRE
PREDETERMINATO -> effetto di specifiche cause che l’hanno prodotto.
Quindi in conclusione nel FUOCO PRIMORDIALE sono già presenti tutte le cause che
durante la crescita del mondo produrranno ogni forma di divenire.
Ogni evento anche se è il più insignificante è necessario e predeterminato. Dato che ogni
cosa è dominata dalla razionalità vi è la creazione dell’ETERNO RITORNO -> dato che gli
stessi procedimenti devono produrre gli stessi risultati, tutto rinasce ESATTAMENETE come
nel ciclo precedente o seguente. Nell'apocatastasi, al rinnovarsi Del Grande Anno del
mondo, tutto si ripeterà nei minimi particolari: es. Ci sarà un nuovo Socrate esattamente
uguale, che morirà con la cicuta.

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Al contrario degli epicurei gli stoici non credono all’esistenza della Casualità, perché tutti i
fenomeni sono collegati fra loro dalla legge della causa-effetto.
Quindi nulla accade accidentalmente, chiamiamo quindi Fortuito o casuale ciò di cui
IGNORIAMO la causa, ma l’ignoranza non implica il fatto che la causa non esista.
Con questo gli stoici danno origine alla nozione di FATO -> ogni avvenimento è già inscritto
e determinato, ogni uomo ha quindi un destino, non alterabile -> è saggio quindi
professare il FATALISMO, quindi concedendo il proprio assenso al corso degli eventi.
Un corollario di queste argomentazioni è l’ammissione della possibilità di conoscere il
proprio futuro. -> se una persona conoscesse le cause seminali agenti nel presente potrebbe
riuscire a prevedere i risultati-> gli stoici ammettono allora la MANTICA -< arte della
predizione divinatoria del futuro, come scienza possibile.
Ma solo un uomo ENORMEMENTE SAGGIO potrebbe divinare il futuro.
La libertà umana diviene solo come un’adesione spontanea al piano già prefissato, oltre
ad essere limitata non è neppure universale, perché solo il saggio ha la capacità di non
opporsi al proprio destino.
Gli stoici dato questo tentano di conciliare la razionalità universale l’autonomia dell’uomo-
> Crisippo distingue fra cause perfette di carattere necessitante (anno di nascita, luogo) e
cause concomitanti o prossime la cui attivazione rimane discrezionale.

L’ETICA: RAGIONE E FELICITA’


Per quanto riguarda l’etica, gli stoici mettono come fondamento l’osservazione che tutti gli
esseri tendono a realizzare pienamente se stessi e raggiungono questo obiettivo ponendosi
in sintonia con l’ordine divino e perfetto che regola natura/universo.
Animale->istinto
Uomo-> segue la ragione
Nell’uomo il logos è sia una tendenza alla conservazione e alla sopravvivenza, sia come
razionalità cosciente e consapevole
Il bene morale->la virtù, esalta il logos, la nostra intima natura
Male morale-> il vizio, danneggia il logos
Dall’esercizio dell’etica, ossia dall’uso pratico della ragione-> deriva la felicità
|_ considerata un bene prezioso, concordando con Epicuro
|_ a differenza di Epicuro, invece, non credono che la felicità possa essere perseguita e posta
come un obbiettivo dell’esistenza.
|_ affermano che Felicità e Piacere sono una CONSEGUENZA di un’azione virtuosa.
Quindi l’unica vera felicità deriva dalla soddisfazione, pace interiore, che nasce dal
compimento del proprio DOVERE->dopo aver posto il comportamento sotto la guida della
ragione, logos.
Invito degli stoici è-> vivere secondo natura! -> ossia secondo la ragione.
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Gli stoici fanno questo “invito” perché sono consapevoli del fatto che gli uomini non
seguono la ragione o la seguono in parte.
Gli individui si comportano come autolesionisti: inseguendo obbiettivi irraggiungibili,
desiderando ciò che non potranno mai avere, lasciandosi dominare dalle passioni.
La ragione è che in moltissimi adulti la razionalità è malata perché corrotta dal vivere
nella società, che inserisce nelle loro menti false opinioni, suggerisce falsi valori e offre
esempi spacciandoli come atti di santità o eroismo.
La terapia stoica ha come scopo->recupero della natura originaria dell’uomo.
Questa constatazione avvicina il mondo stoico a quello cinico, ricordiamo che Zenone fu
discepolo di Cratete, un cinico.
La differenza tra le due scuole è l’appello cinico alla rinuncia della scienza, della cultura, e
dell’impegno.
Come Epicuro, gli stoici, invitano a prendere come esempio il comportamento dei bambini.
Essi infatti pensano che fino ai 14 anni, fino all’età della ragione, il bambino sia più simile
all’animale. Solo poi con la maturità si diventa capaci di un autogoverno razionale della
propria persona, consapevoli soggetti etici.
Ogni età ha la sua RATIO e la determinazione di ciò che si addice alla propria natura
cambia in ogni fase della vita.
Il modello dei bambini fa capire che vi è un innato orientamento verso il bene-
>ragionevolezza di base
Secondi gli stoici un uomo adulto e sano di mente, estraneo alla vita sociale e politica, non
darebbe importanza a valori come ricchezza o potere.
La razionalità, che nel bambino si esprime con l’auto conservazione, diventa nell’adulto
comprensione, dell’ordine che regge il mondo, coscienza del proprio dovere.
Doverosi sono atti come: rispondono all’ordine razionale dell’esistenza, che esprimono
comando della coscienza, ossia della voce della ragione, che parla all’interno dell’anima.
Sono contrari al dovere: gli atti che la ragione giudica negativi
Indifferenti: Quelli che la ragione né vieta, né consiglia: come sollevare una penna.
VIVERE SECONDO RAGIONE-> vivere ESCLUSIVAMENTE secondo ragione.
Significa che emozioni e passioni DEVONO essere estirpate dall’animo, o tenute sotto
controllo, proprio per questo gli stoici descrivono il loro insegnamento come una
CHIRURGIA SPIRITUALE.
Quindi tutte le passioni devono essere sradicate dall’animo umano->APATIA.
Tutte le passioni-> vizi dell’anima, e devono essere allontanate.
|_ Apatia o ATARASSIA -> eliminazione di ogni forma di TURBAMENTO EMOTIVO, lo
stoico affronta la vita lasciandosi GUIDARE dalla RAGIONE\LOGOS.

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Un uomo stoico svolge una vita normale e virtuosa ma rimane sempre impassibile dentro
di sé, distaccato dalla propria condizione (ad esempio di marito, padre etc.)
Nulla quindi può scalfire la sua intima pace, se anche nella sua vita ci fosse un minimo
cambiamento tanto nel bene che nel male, rimarrebbe comunque indifferente.
La felicità è l’assenza di ogni passione, la capacità di rimanere INALTERABILE.
-> IMPERTURBABILITA’: ad esempio Zenone, dopo aver scoperto che il figlio era morto ha
commentato con grande freddezza dicendo “Sapevo di averlo generato mortale”.
La cultura moderna -> ha sviluppato una teoria sula questione della NATURA DELLE
EMOZIONI, per noi le emozioni provengano dal lato animale della personalità, esse sono
intese come REAZIONI CORPOREE, INNATE, indifferenti all’apprendimento, impulsi ciechi-
> in grado di trascinare l’individuo contro i suoi ragionamenti, le sue convinzioni, e persino
la sua intelligenza.
La filosofia stoica, epicurea o comunque tutta la mentalità ellenistica, ipotizzano una
natura COGNITIVA delle emozioni, sottolineando la stretta dipendenza da credenze e
convinzioni.
Dietro ad ogni passione vi sono sempre delle CONVINZIONI che la determinano.
Per gli stoici non esiste la parte irrazionale dell’anima che genera le passioni.
Le passioni quindi sono generate dal CATTIVO USO della ragione stessa.
Ad esempio l’IRA: emozione distruttiva, capace d travolgere la razionalità e di produrre
modifiche anche fisiche come ad esempio: aumento battito cardiaco.
Ma si fonda su una serie di giudizi: Ira scoppia quando il soggetto è convinto che abbia
subito un torto da qualcuno, che si tratti di qualcosa di importante, che ci sia stata una
deliberata volontà di offendere, e che sia necessaria una qualche ritorsione.
Se uno di questi giudizi viene a mancare o cessa, cessa o cambia anche l’emozione stessa.
Tutte le emozioni si determinano SOLO in rapporto a ciò che il soggetto razionalmente
pensa sia utile o nocivo, importante o secondario. Sono questi i GIUDIZI DI RAGIONE a
determinare le convinzioni su ciò che vale la pena emozionarsi.
Su questo si basa l’idea stoica sulla possibilità stoica di modificare il comportamento
umano, controllandone l’emotività.
-> Si sottopone a REVISIONE CRITICA il proprio sistema di valori: e le emozioni
cambieranno in base a questo.
|_ la possibilità di AUTOCONTROLLO sulle passioni è ribadita dagli stoici con -> la
DOTTRINA DELL’ASSENSO.
L'Assenso risulta determinante nella sfera emotiva, ogni passione infatti NECESSITA di un
atto di libera decisione del soggetto.
Senza assenso non ci sarebbe più libertà.
|_ ciò che non ha relazione con la ragione è estraneo all’ambito morale, e tutto ciò che è
relativo al corpo viene considerato con indifferenza.

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Si considerano positive: salute, bellezza, ricchezza, longevità etc...
Negative: morte, dolore, bruttezza
Il saggio è indifferente a tutte queste cose, si ricordi che dovendo scegliere tra essere ricco o
povero, lo stoico sceglierebbe la ricchezza, ma non si impegnerà a diventare ricco.
Esiste un CIRCOLO POSITIVO per cui compiere azioni motivate del senso del dovere
fortifica la disposizione dell’individuo ad agire in questo modo.
Con il tempo queste abitudini, diventano VIRTU’
Poiché la filosofia stoica è basata sulla ragione, aspira ad essere una SCIENZA ed essendo
tale non ci può essere qualcosa che sia quasi vero-> non esistono infatti comportamenti
“quasi” virtuosi o viziosi.
Questo codice etico, diventa una vera e propria scelta di vita.
La facoltà dell’assenso si esercita in 2 modi: come accettazione della necessità
provvidenziale o come rifiuto di ogni situazione in cui l’autodeterminazione razionale
diventa impossibile.
Il valore dell’autodeterminazione va considerato superiore a quello della vita stessa e ciò
rende DOVEROSO il SUICIDIO quando nessun’altra soluzione è possibile.
C’è l’impossibilità di autodeterminazione in casi come: schiavitù e disfacimento fisico o
mentale.

IMPEGNO POLITICO
Per Epicuro il cattivo influsso della società può essere combattuto solo con la fuga della
società stessa, gli stoici d’altra parte non perdono mai di vista l’orizzonte necessariamente
sociale in cui può attuarsi la salvezza dell’individuo.
|_ è necessario l’IMPEGNO nel miglioramento della società. L’uomo non è affatto per
vivere nascosto come diceva Epicuro, ma al contrario l’uomo è un animale socievole e per
questo realizza sé stesso solo nell’ambito di una comunità.
Il saggio stoico quindi oltre ad essere un buon marito e padre si impegna anche nel
miglioramento della comunità, come CITTADINO DEL MONDO.
Ovviamente sempre senza perdere la sua imperturbabilità.
-> Con gli stoici si afferma l’ideale COSMOPOLITICO
-> il LOGOS, non ha sedi privilegiate, in alcun popolo; è uguale per tutti -> diventiamo tutti
cittadini del mondo senza nessuna differenza.
|_ gli stoici affermano che non ci può essere un popolo o individui schiavi per natura-> esiste
una FONDAMENTALE UGUAGLIANZA far gli uomini e tutti possono ambire alla virtù e
alla felicità.
Questa idea porta quindi a pensare che si parli di riunire gli uomini sotto un unico stato, e
quindi sotto un’unica legge comune.

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Agli stoici vi è anche il merito di aver elaborato per la 1 volta l’idea di DIRITTI NATURALI,
in cui i princìpi sono eterni, universali, inappellabili, perché conformi alla razionalità e alla
giustizia.

IL GIARDINO DI EPICURO
Epicuro nato a Samo nel 341 a.C., frequenta le lezioni dell’atomista Nausifane , si reca ad
Atene dove rimane fino al 322. Torna in Asia Minore, prima a Colofone poi a Mitilene e
Lampsaco. Poi si decise di trasferirsi definitivamente ad Atene nel 306 a.C.
|_ dove fonda una propria scuola
|_ muore nel 270
|_ scrisse 300 opere, ma di esse sono rimaste solo 2 raccolte di MASSIME CAPITALI, e 3
LETTERE: a Erodoto, sulla fisica, a Pitocle, sui fenomeni celesti, e a Meneceo, sull’etica.
|_ la filosofia epicurea distingue 3 ambiti del sapere: logica, fisica, l’etica.
Come punto di partenza vi è la logica, perché ha come compito di individuare i CANONI -
> i criteri con cui si può distinguere la verità dall’errore.

La canonica: logica e teoria della conoscenza


Canonica-> Epicuro indica, con questo termine la LOGICA e la TEORIA DELLA
CONOSCENZA-> che hanno il compito di chiarire il canone (KANON, cioè regola) -> ossia i
criteri che devono guidare il pensiero e l’azione.
Fondamentale come criterio è-> l’EVIDENZA cioè che non è necessario provarla, è qualcosa
cui bisogna arrendersi
|_ alcuni stati mentali godono di questa proprietà, e quindi il loro contenuto è preso come
vero
|_ altri invece ne sono sprovvisti e devono essere considerati con diffidenza.
Epicuro individua queste 3 cose che superano la prova dell’evidenza:
1) le sensazioni
2) le anticipazioni
3) gli stati mentali del piacere e del dolore
Epicuro dice che NESSUNA sensazione può mai fallire, perché è intrinseca a ogni sensazione
quell’evidenza immediata che è il criterio di verità
Percepire-> registrare gli stimoli provenienti dall’ambiente
Tutti i processi percettivi sono pensati da Epicuro sul modello del BLOCCO DI CERA su cui il
sigillo imprime una forza determinata, oppure della sabbia su cui si stampa l’orma del
piede.
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Epicuro afferma che se anche una sola volta nella vita una sensazione dovesse essere
sbagliata, non ci sarebbe più la possibilità di credere in alcunché.
Le sensazioni simili-> lasciano un’impronta stabile-> una rappresentazione sintetica delle
cose .
Queste rappresentazioni mentali, che si hanno dopo una certa esperienza, Epicuro le
chiama -> ANTICIPAZIONI o PROLESSI, perché anticipano il contenuto delle esperienze
Queste anticipazioni ci permettono di pensare le cose anche quando non le sperimentiamo.
|_ le anticipazioni NON sono innate e NON esprimono alcuna essenza.
Sono solo complessi di segni e simboli e rappresentazioni mentali non ben definibili, capaci
di richiamare alla mente insiemi di sensazioni simili, archiviate nella memoria.
|_ le anticipazioni NON possono mai essere false.
Ragionare-> connettere numerosi concetti, o anticipazioni, in catene complesse.
Certi ragionamenti che appaiono dotati di evidenza in realtà si parla di evidenza NON
immediata, non empirica, e quindi non affidabile.
|_ qui nasce la possibilità dell’errore-> perché l’opinione può sbagliare
|_ es se i termini “gatto “e “stivali” suscitano anticipazioni vere ed evidenti NON significa
che la loro CONNESSIONE abbia la stessa veridicità.
La gnoseologia epicurea dice che attenendosi alle cose, alle esperienze vissute, non si può
sbagliare.

LA FISICA: ripresa dell’Atomismo


L’epicureismo dà minore importanza al pensiero scientifico
|_ scopo della fisica-> è fornire le basi scientifiche per la liberazione da ogni forma di paura
|_ serve a combattere le credenze immotivate e ogni forma di superstizione irrazionale.
Come Democrito, Epicuro afferma che esiste un limite alla divisibilità dei corpi-> l’ATOMO
-> non scomponibili, invisibili, infiniti e diversi fra loro per forma e grandezza
Si aggregano, generando corpi, e si separano determinando la dissoluzione.
-> sono quindi perennemente in moto e per rendere vero ciò bisogna anche ammettere
l’esistenza del VUOTO. Gli atomi si aggregano in tutti i modi possibili, da ciò allora
deduciamo che il nostro mondo non sia l’unico esistente.
Nello spazio infinito esistono infiniti mondi .
La materia non si forma dal nulla, e qui di il cosmo non è stato creato ma esiste da sempre.
Epicuro esclude ogni forma di Finalismo.
Gli atomi non si muovono per alcun fine, vantaggio di questa idea è un profondo
materialismo-> tutto ciò che esiste è composto da atomi e quindi ha natura materiale:
compresi dei e anima.
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Epicuro afferma l’esistenza dell’anima ma nega la sua spiritualità-> anche l’anima è un
mero composto da atomi, atomi particolari molto sottili e caldi-> la loro proprietà è la
RICETTIVITA’ -> capacità di lasciarsi impressionare dagli altri atomi che li colpiscono.
Come “parte sottile del corpo” l’anima -> muore con esso e quindi ne consegue nessuna
credenza dell’aldilà.
Epicuro esclude la possibilità del determinismo cioè l’idea che tutti i fenomeni naturali siano
collegati fra loro perché a suo parere questo induce a pensare che il futuro sia una
conseguenza del passato e quindi prevedibile.
Per negare il determinismo-> introduce alcune “varianti “alla dottrina di Democrito.
Epicuro contrariamente a Democrito afferma che gli atomi hanno un peso e quindi si deve
pensare che il loro movimento sia un moto di CADUTA LIBERA nel vuoto.
Accade però che tale moto venga perturbato da una DEVIAZIONE CASUALE e
IMPREVEDIBILE-> CLINAMEN-> questa dottrina non è ampiamente spiegata ma è
presentata da Lucrezio nel DE RERUM NATURA.
Ad Epicuro interessa affermare l’esistenza del caso , di un elemento di imponderabilità->
perché senza le occasionali deviazioni la vita non sarebbe diventata possibile.
Ne consegue che il futuro è prevedibile SOLO IN PARTE.
Necessità e fato NON sono tiranni implacabili, e le vite geli uomini non sono già inscritte in
alcun destino.
In contrasto con gli stoici, Epicuro nega ‘esistenza di un piano divino, lo dimostra la
presenza del male nel mondo
La fisica epicurea si completa-> con la TEORIA DEGLI EFFLUVI
|_ Spiega la percezione visiva sul mondo dell’odorato-> quando si avverte un profumo è
perché gli atomi che formano la parte sensibile delle narici sono stati impressionati da altri
atomi provenienti dall’esterno
|_ Analogamente anche quando si vede un oggetto, gli atomi sensibili dell’occhio vengono
impressionati da atomi provenienti dall’oggetto stesso.
Quindi da ogni corpo si staccano questi “effluvi”, frammenti invisibili; che si diffondono nello
spazio conservando la forma originaria-> EIDOLA.
La percezione visiva è quindi una funzione del tutto passiva, l’occhio si limita a registrare la
presenza o assenza dei corpi.

L’ETICA: una visione edonistica


Epicuro afferma che il piacere è il FINE di una vita felice, il BENE PRIMO che muove ogni
cosa.
La possibilità di ricavare un piacere è la base sulla quale giudichiamo ogni evento.
|_ ci sono due corollari impliciti in questa affermazione->

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1) per quanto riguarda piacere\ dolore, non sono possibili errori di valutazione -> perché
sono verità immediate e superano la prova dell’evidenza ( non esiste il falso dolore)
2) quando segue il proprio istinto o la propria natura, ogni individuo cerca di diminuire il
dolore e massimizzare il piacere.
Epicuro sottolinea la connessione fra la ricettività sensoriale e ogni tipo di piacere.
Piacere però è una parola equivoca-> perché sembra che la filosofia epicurea vuole dire di
perseguire il piacere, ma così dicendo si cadrebbe in un’etica EDONISTICA, molto lontana
dall’etica epicurea.
L'animale come modello-> Epicuro ammira gli animali perché sono ESENTI dalle ossessioni
che impediscono all’uomo di essere felice; non conoscono l’autocompatimento, servilismo,
smania del possesso, vivono senza il timore degli dei e della morte.
|_ gli animali realizzano per VIA ISTINTIVA ciò che l’uomo può raggiungere solo a seguito
di un lavoro su sé stesso.
Il bambino come modello-> Anche il bambino rappresenta un modello di esistenza
naturale, perché non corrotto dalla società.
|_ dimostra che per natura e senza alcun insegnamento l’essere vivente fugge il dolore e
cerca il piacere
|_ anche l’uomo adulto farebbe così se non fisse dominato da false credenze indotte dalla
società.
L’etica epicurea ha come scopo il RIPRISTINARE le sane tendenze istintive e le inclinazioni
naturali.
In generale quando si pensa al piacere e felicità ci vengono in mente dei ricordi, delle
esperienze che ci hanno piacevolmente sorpresi-> a questo proposito vengono definite
TRAVOLGENTI-> le emozioni private in questi momenti particolari.
Per Epicuro tali attimi di gioia non possono essere lo scopo della vita-> perché per loro
natura le grandi emozioni durano poco, e ben presto la ROUTINE riprende il sopravvento.
Quindi il problema della felicità deve essere analizzato con il Criterio della Stabilità-> il
piacere da ricercare non deve essere quello CINEMATICO (in movimento) ma quello
CATASTEMATICO.
Il PIACERE STABILE-> condizione di serenità, equilibrio e armonia -> assenza di sofferenza
APONIA, assenza di turbamenti ATARASSIA, assenza di desideri inutili.
Le passioni sono pericolose: l’amore è qualcosa di positivo ma ve sempre controllato
mediante l’uso della ragione.
La condizione necessaria per raggiungere l’ATARASSIA è l’annullamento dei 4 turbamenti
fondamentali:
1) timore degli dei
2) paura della morte
3) ansia di raggiungere la felicità

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4) paura del dolore fisico
Con questi “veleni” la filosofia deve agire come un “farmaco” -> gli epicurei la chiamano
"quadrifarmaco” cioè medicina composta da 4 ricette.
Per quanto riguarda gli Dei Epicuro non nega la loro esistenza ma l’assenza di questi nelle
vicende umane.
Per quanto riguarda la morte invece Epicuro dice che non bisogna averne paura perché
quando ci siamo noi ella non c’è, e quando non ci siamo più essa arriva. Quindi non è
un’esperienza possibile.
Il discorso del dolore è più difficile, innanzitutto ci sono 2 tipi di dolore: quello fisico, che ha
durata breve, e quello cronico, che è mite, Epicuro non nega l’esistenza del dolore fisico,
dato che ha dovuto sopportare diverse malattie ma sprona a viverlo con serenità e col
sorriso, come ha fatto lui-> Epicureismo non è solo una scuola filosofica ma anche una setta
e quindi fondata sull’esempio del maestro.
DESIDERI-> ci sono 3 tipi di desideri:
1) naturali e necessari-> nutrirsi, coprirsi
2) desideri non naturali e non necessari-> , da respingere sempre perché causano
turbamento, bellezza del corpo, ricchezza e potere
3) naturali ma non necessari-> vestirsi bene e mangiare bene
Epicuro propone un metodo matematico per arrivare al piacere-> si impone un calcolo tra
la desiderabilità di un piacere e i sacrifici necessari per ottenerlo.
Ad esempio: a volte è meglio rinunciare ad un piacere minore per poi avere uno maggiore,
o al contrario, accettare un sacrificio foriero di maggiore piacere nel futuro.
|_ il CALCOLO ha come fine l’esercizio della PRUDENZA, che Epicuro considera il massimo
bene.
Epicuro condanna la partecipazione alla vita politica, quindi l’Amicizia rappresenta l’unico
possibile legame sociale.
|_ Epicuro consiglia ai suoi seguaci di rompere legami con la famiglia e società per vivere
nel GIARDINO, una comunità, in cui domina la figura del Maestro, la vita nel Giardino non
stimola discussioni o altro, cerca invece di realizzare la possibilità di una vita serena,
imparando a memoria le parole del maestro, o ricorrendo ai suoi privati consigli.

LO SCETTICISMO
Pirrone nasce nel 365 a.C. A elide. Secondo la tradizione accompagna Alessandro Magno
nella spedizione in Oriente, dove ha l'occasione di conoscere i sapienti indiani (maestri
yoga) che i greci chiamano gimnosofisti-> ossia coloro che raggiungono La Sapienza
tramite il corpo. Pirrone è propenso al relativismo. Tornato a Elide continua a insegnare
fino alla sua morte nel 275 e 270 a.C. A parte un poema in onore di Alessandro egli non
scrive nulla, sappiamo di lui grazie al suo discepolo Timone di Fliunte.
Pirrone si pone a capo di un movimento filosofico, i discepoli sono legati a lui non da vincoli
ma dall'ammirazione per il suo stile di vita.
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Lo scettico non si differenzia dagli altri uomini e infatti vive senza problemi in mezzo a loro.
Anche lo scetticismo pone al centro della riflessione le questioni dell'esistenza e della felicità,
allo scopo di assicurare all'anima quella stessa imperturbabilità che tutti i filosofi ellenistici
cercano.
->Sesto empirico riassume la ricetta scettica con una massima all'apparenza
contraddittoria; né per seguire né evitare alcunché. La ragione è che ogni felicità-> deriva
da qualche turbamento e ne consegue che tutti gli sconvolgimenti provengono dal fatto di
perseguire o evitare intensamente qualcosa.
E si concordano sul fatto che alcuni valori quelli falsi ed effimeri come: il denaro, il successo
e la salute sono da evitare ma per le altre dottrine lo si può fare solo sostituendo tali valori
sbagliati con altri giusti.
-> Secondo gli scettici ciò si deve evitare tutti i valori vanno posti sullo stesso piano e tutti
ugualmente negati non vi è differenza alcuna, perché sono tutti derivanti dal desiderio. La
soluzione infatti non è desiderare le cose giuste ma non desiderare più nulla.
A Sesto empirico-> si deve un'analisi critica di tutte le forme di conoscenza.
La deduzione-> si risolve sempre in un circolo vizioso; persino il piacere di causa effetto si
dimostra fragile.
Gli scettici si occupano anche delle sensazioni negando che si possano raggiungere i criteri
definitivi di validazione e quindi della preoccupazione di cosa sia giusto e cosa sia
sbagliato.
Essi considerano l'impossibilità di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Pensano sia
sufficiente osservare le inconcludenze di tutte le filosofie.
Dato che ci sono tante verità nelle diverse dottrine non possono esistere molteplici verità e
quindi non esiste alcuna. Gli scettici non mettono in discussione tutto ciò che esiste ma
negano che su di essi si possano costruire teorie.
Quindi il filosofo deve smettere di giudicare e sospende che ogni opinione, l’EPOCHE’ e
radicare la difficile virtù della AFASIA, ossia del silenzio.
Il saggio scettico organizza la propria esistenza sui binari dell'equilibrio della saggezza
pratica. Gli scettici sottolineano come EPOCHE’ e AFASIA siano argomenti purgativi,
capace cioè di distruggere sé stessi assieme al male che intendono curare.
ad allenare la mente all'arte della sospensione di ogni giudizio servono i TROPI, una serie di
argomentazioni contro l'idea di verità.
Il primo TROPO ->considera le nostre rappresentazioni sensibili in confronto con quelle di
altri animali. Le sensazioni non offrono affatto evidenze incontestabili perché dipendono
dalla struttura degli organi di senso che sono variabili a seconda della specie.
Il filosofo scettico quindi vivrà una vita senza valori, senza porsi alcun obiettivo o ideale,
senza credere in nulla e senza sperare o temere e in nulla. Lo scettico professerà di essere
senza inclinazioni senza opinioni, e se verrà costretto a prendere una decisione qualsiasi,
professerà il conservatorismo. Fidandosi sempre della tradizione delle consuetudini e delle
leggi positive. Si abituerà a pensare che ogni cosa è in un certo modo ma potrebbe anche
essere in un altro e quindi ciò che bisogna fare è lasciarsi vivere.
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Lo scetticismo è stato influente sulla cultura greca e romana per due motivi
|_ 1) dà voce nel modo più coerente e radicale al senso di crisi tipica nei tempi
|_ 2) lo stesso Pirrone dimostra che è comunque possibile vivere una vita dignitosa anche in
queste condizioni di estrema crisi-> ed è un messaggio rassicurante

AGOSTINO
CONTESTO STORICO-CULTURALE
L'editto di Milano proclamato da Costantino mise fine alle persecuzioni contro i cristiani
-> ci fu finalmente la libertà di culto.
L'imperatore Teodosio dichiara il cristianesimo religione di Stato e inizia la persecuzione
delle eresie.
Ambrogio padre della chiesa e consigliere spirituale di Agostino: teorizza la separazione del
potere religioso da quello politico e la supremazia della chiesa in campo spirituale.
-> Lutero e Calvino denunceranno la frattura tra la chiesa dei primi secoli e la tradizione
successiva.
|_ Cambia l'assetto istituzionale della chiesa diventando un'organizzazione di massa.
Le conseguenze furono : reti e liturgie vengono definitivamente formalizzate e si
affermano nuove forme di religiosità.
->Si assiste all'esplodere e di dispute dottrinali di tendenze eretiche: l'adesione cristianesimo
di nuovi ceti sociali.
Il confronto più aperto e serrato con l'eredità della cultura pagana.
Grazie alla conquista della condizione giuridica di legalità determinò-> la fine della iniziale
fase catacombale e permise la nascita di una prima arte cristiana ufficiale.
|_L'arte cristiana dà importanza più che alla rappresentazione in sé dà significato ai simboli
e quindi ai significati. Il campo artistico in cui l'editto di Costantino ha avuto più rilievo fu
l'architettura.
I cristiani-> che prima si riunivano nelle catacombe ora possono edificare le proprie chiese le
prime basiliche cristiane hanno una struttura di basiliche romane e a differenza sta nelle
porte d'ingresso che prima erano due adesso è soltanto una sola posta sul lato opposto dell
altare per far sì che ci sia un percorso verso Dio.
->le altre chiese successivamente furono commissionate dal Papa.
Roma diventa sede apostolica e il papato inizia ad avere è sempre più maggior
importanza politica. La crisi che scuote la chiesa deriva dal processo di crescita della
cristianità perché arriva a formulare la propria identità istituzionale la definitiva ortodossia
dottrinaria; protagonista di questo mutamento fu Agostino.
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La riflessione di Agostino prende via da una critica allo scetticismo. Conquistata
l'autocoscienza e quindi la certezza dell'anima-> si sviluppa la gnoseologia agostiniana
fondata sulla nozione di illuminazione.
Agostino individua nell'anima idee e regole di verità che non derivano dall'esperienza.
|_ Le idee sono un dono gratuito di Dio.
Fra le idee Agostino si concentra sul tempo, di cui scope la natura psicologica e legame con
la memoria. Esamina il problema della creazione connesso al tempo. E si concentra anche
sulla dimensione della volontà dividendola in due parti: la buona volontà e la cattiva
volontà con la quale gli uomini perseguitano il male e quindi originano il peccato.
->La questione del male è centrale anche nella lotta contro le eresie e quindi Agostino
precisa le condizioni che rendono possibile la salvezza sia dell'anima individuale sia
dell'umanità nel complesso.

UNA VITA ESEMPLARE


Agostino nasce nel 354 d.C a Tagaste, Patrizio, suo padre fu un piccolo proprietario terriero
di religione pagana, che si converte successivamente, al cristianesimo-> solo in punto di
morte
La madre, Monica, di religione cristiana, è molto presente nella vita del figlio, infatti gli
rimane accanto anche nel periodo di traviamento giovanile.
Dopo gli studi elementari, affronta gli studi universitari a Madaura.
Legge i grandi poeti latini: (Varrone, Cicerone, Apuleio) preferisce il latino anziché il greco.
Lasciata Madaura, torna a Tagaste-> dove trascorre un anno nell’ozio.
A Cartagine: Agostino frequenta gli studi superiori.
|_ Del periodo dell’adolescenza Agostino la descrive come “anni inquieti”, in cui anche
frequenta cattive compagnie che produrranno effetti disastrosi: ad esempio per essere
uguale ai suoi amici ammetteva colpe che neanche aveva commesso, per paura di non
essere accettato.
Nelle Confessioni Monica lo ammonisce per evitare che lui seduca una donna sposata
inducendola all’adulterio.
Dopo Agostino si lega ad una donna da cui ebbe un figlio di nome: Adeodato.
Molto importante!! Fu la lettura dell’Ortensio, un dialogo di Cicerone che determinò il suo
primo risveglio alla vita intellettuale e la scoperta della filosofia. Cicerone infatti NON
suggerisce alcuna dottrina, ma incita ad amare, cercare, a raggiungere....
Nei suo vagabondaggi legge pr la prima volta la Bibbia.
A 19 anni aderisce al Manicheismo, un movimento spirituale che concepiva il mondo come
un campo di battaglia tra il bene e il male.

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Nelle Confessioni Agostino spiega questa sua scelta: ammirava l’appello manicheo a
cercare di comprendere tutto senza farsi condizionare dalle autorità e la soluzione dle
problema del male.
Lo attraggono anche il rigore morale della vita dei manichei e la facilità con cui si
proclamano vincitori contro gli inesperti cristiani.
Lo affascinano anche come i manichei affrontano le difficoltà interpretative delle Scritture.
Quando finalmente arriva Fausto a Roma, Agostino pensa di poter chiedere a lui la
risposta ai suoi dubbi, ma ne rimane deluso-> per questa sua delusione si orienta verso lo
SCETTICISMO.
Per un anno a Tagaste fu un insegnante di grammatica e retorica , successivamente
diventa professore a Cartagine , nove anni dopo si trasferisce a Roma-> dove le sue
aspettative erano alte ma anche se gli studenti erano più tranquilli, avevano l’abitudine di
non pagare l’onorario ai professori.
Decide di partecipare ad un concorso pubblico per la cattedra municipale di retorica a
Milano, presso la corte imperiale.
|_ vince la prova e parte per Milano.
Dove vi sono migliori condizioni economiche che gli permettono di farsi raggiungere da suo
figlio, Adeodato e dalla donna che ama, poi successivamente arriva anche la madre,
Monica.
|_ Sempre a Milano Agostino inizia ad ascoltare le prediche del vescovo Ambrogio, attratto
dalla capacità di questo come oratore.
|_ sarà la lettura delle opere di un filosofo pagano Plotino a risolvere le sue interperie con il
cristianesimo
|_ Nelle Confessioni, ammette che è in questo periodo che finalmente capisce il significato
profondo della parola “spirito”.
L’Apologetica, era l’espressione di un bisogno di difesa contro le persecuzioni, i problemi che
vi erano tra i padri apologisti verranno poi risolti spiegando che l’edificazione di
un’originaria filosofia cristiana, non bastava un uomo di grande erudizione, era necessario
un uomo dotato di umanità.
La conversione di Agostino.
Il momento decisivo è il celebre episodio dell’orto: Agostino sente una voce che lo invita a
leggere, apre a caso il Nuovo Testamento e legge una frase. In quel momento dice sì alla
fede e la sua vita cambia.
|_ A questo punto Agostino si considera cristiano. Agostino accetta che la madre di suo
figlio sia rimandata in Tunisia, ed di iniziare le pratiche per un regolare matrimonio con
una ragazza del luogo.
Decide poi di dedicare la sua intera vita al cristianesimo.

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Nel 387 riceve il battesimo da Ambrogio, fa voto di castità e inizia la vita da scrittore: LA
vita beate, L’immortalità dell’anima, Soliloqui, costumi della chiesa cattolica e dei
manichei.
Il figlio Adeodato muore a soli 17 anni, Agostino gli dedica il libro “il maestro”
sull’illuminazione interiore.
Dopo decide di tornare in Africa, durante il viaggio muore la madre Monica. Decide di
trasferirsi a Tagaste, vende quel poco che ha e distribuisce il ricavato ai poveri.
Nel 391 a Ippona riceve l’ordinazione sacerdotale, fonda l’ordine religioso che porta il suo
nome, eletto vescovo nel 396, dedica i suoi anni di vita restanti a attività di predicazione e
lotta contro le eresie.
Nel 410 i Visigoti di Alarico entrano a Roma e la saccheggiano, oltre al trambusto creato
dai visigoti, si misero in gioco anche i cristiani che non volevano sottomettersi
all’Imperatore. Agostino prende posizione iniziando la stesura della sua opera più lunga e
complessa: LA città di Dio.
Tra i profughi sbarcati in Africa, vi è il monaco britannico Pelagio. Agostino ha quasi 70
anni, e scrive LA NATURA E LA GRAZIA: La grazia e il libero arbitrio, sul male e la volontà.
Nel 429 i vandali di Genserico varcano lo stretto di Gibilterra, e in breve tempo
distruggono le chiese africane, al 3 mese d’assedio Agostino si ammala e nel 430 muore.

DALL’ANIMA A DIO
Agostino, come già detto, si misura con lo scetticismo e nella sua 1 opera “la controversia
accademica” scrive le sue argomentazioni contro questa filosofia.
Le argomentazioni sono 3:
1) Lo scettico non può negare il fondamento di alcune verità, come ad esempio i rapporti
matematici.
2) Lo scettico non può neppure negare il principio di non contraddizione( se un
affermazione è falsa allora è vera, se è vera non è falsa)
3) Lo scettico paradossalmente mostra l’esistenza della verità con il suo stesso modo di
procedere “ SE MI INGANNO, SONO” : si può dubitare di tutto, ma non si può dubitare di
stare dubitando.
Un essere dubitante deve essere anche un essere pensante. Il DUBBIO implica
un’AUTOCOSCIENZA , una mente cioè consapevole di se stessa.
|_ esiste quindi una mente capace di dubitare . Una volta ammessa la realtà dell’anima,
bisogna indagare la natura dei suoi contenuti-> le IDEE.
|_ Il fatto che l’anima riesca ad usare con successo tali nozioni dimostra l’esistenza di una
RATIO SUPERIOR -> la capacità di trascendere l’esperienza, e la presenza in essa di
procedimenti logici, princìpi e regole universali precedenti la sensazione.
|_ vale per tutte le idee in generale.

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|_ bisogna quindi ammettere che in ogni campo la mente sia illuminata da interne regole
di verità, il cui fondamento sfugge alla nostra capacità di analisi.
|_ il pensiero non è in grado di spiegare se stesso-> usa regole veritative che non ha
prodotto , di cui ignora l’orine-> Queste verità di cui è capace rimandano ad una
intelligenza che le rende disponibili all’uomo.
|_ La comprensione delle verità più profonde necessita dell’aiuto divino-> l’orine delle
interiores regulae veritatis infatti è DIO.
-> senza DIO, l’uomo non sarebbe neppure in grado di pensare.
-> non è infatti il ragionamento che fa le verità-> ma le SVELA.
|_ prima di essere scoperte, queste già esistono,e quando sono scoperte si rinnovano.
L’anima, dunque è solo un luogo di transito verso DIO.
L’illuminazione-> il processo che permette alla mente di accogliere le verità è descritto da
Agostino come un’interiore ILLUMINAZIONE DIVINA. -> Dio è tracsendente, ed è presente
nella mente di ogni uomo. È la sorgente di ogni verità, il maestro interiore che guida la
mente sulla via della verità. La quale è già in noi -> in interiore homine habitat veritas
Come Platone, Agostino considera le idee forme eterne e preesistenti alla conoscenza
umana. A differenza però la sua ILLUMINAZIONE DIVINA prende il posto della teoria
platonica della reminiscenza.
Filosofia come soliloquio
Dalla gnoseologia dell’illuminazione , deriva la pratica della filosofia come MEDITAZIONE
INTERIORE.-> un colloquio con se stessi.
Un po' come Socrate vi sono dei dialoghi-> MA questi dialoghi sono svolti allì’interno della
sua anima, fra un componente e l’altra.
Nei SOLILOQUI dialoga con la propria ragione , nel capitolo 10 delle “Confessioni” si
rivolge alla propria memoria , e altre volte alla propria volontà-> osservante e osservato
COINCIDONO.
Rapporto fra ragione e fede
Come già detto Dio ci illumina MA SOLO quando l’anima si rende disponibile.
-> SIA CON LA FEDE SIA CON LA MOBILITAZIONE DI TUTTE LE SUE Capacità ,
Razionalità COMPRESA.
|_ fra ragione e fede ci deve essere quindi COLLABORAZIONE.
-> La fede non sostituisce la ragione ma esalta le sue capacità -> Capire il significato delle
sacre SCRITTURE significa potenziare la conoscenza di se stessi, della propria anima. Capire
come Dio ha creato l’uomo aiuta a capire la sua realtà.
Dio non è solo verità ma è anche AMORE-> Dio è il fondamento della stessa capacità di
amore degli uomini.
Quando si ama, si ama sempre qualcuno e per il cristiano, questo qualcuno coincide con
Dio.
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Tutte le forme di amore sono da una parte espressione della grazia divina , dall’altre
esperienze che possono elevare l’anima verso Dio.

La complessità dell’anima
Dall’affermazione -> che l’uomo sia un essere razionale
|_ Ne deriva il dubbio di Agostino su questo “luogo comune”
1) un motivo deriva proprio dalla gnoseologia dell’illuminazione.
|_ Agostino non nega la dimensione razionale dell’uomo ma aggiunge che la sua
razionalità non è AUTARCHICA perché non basta a se stessa. L’uomo non può capire nulla
da solo.
Per Agostino l’uomo è un essere complesso e non coerente.
Con Agostino il termine “anima” assume tutta la complessità psicologica moderna.
|_ è strutturata a immagine della Trinità: Dio ( essere) , Verbo ( intelligenza di sé) e Spirito
Santo( amore di sé) -> anche l’anima umana è trina composta da-> MEMORIA,
INTELLIGENZA E Volontà.
Ogni individuo umano è dunque una PERSONA -> essere complesso e spesso non coerente,
capace di ragionare ma anche di volere il contrario.
Agostino dà importanza anche ad un altro elemento: LA Volontà.
|_ viene paragonato ad un martello perché anche questo può essere usato in modo
proprio: per battere un chiodo, o in modo improprio: per uccidere una persona
|_ la stessa cosa anche la volontà-> Agostino scopre infatti la Contraddittorietà del VOLERE
UMANO e l’AUTONOMIA DELLA volontà rispetto alla ragione.
|_ l’analisi interiore svela l’esistenza di due tipi di volontà-> la Buona volontà e la Cattiva
volontà.
Oltre alla volontà, si interessa alla definizione di TEMPO.
|_ tempo e memoria strettamente connessi
Nelle Confessioni Agostino dice che se nessuno gli chiede la definizione di tempo allora lo sa,
al contrario, non lo sa.
Nel linguaggio quotidiano sappiamo che esistono: passato, presente e futuro.
-> ma il PASSATO è qualcosa che NON è Più
-> il FUTURO è qualcosa che NON è ANCORA
Unica realtà è il presente ma in quanto tale è un ATTIMO FUGGENTE-> è tra il NON Più e
il NON ANCORA.
Il tempo è quindi un elemento della Soggettività , un modo di essere dell’anima, nella cui
interiorità vive come MEMORIA del passato e le aspettative del futuro.
|_ il tempo è propriamente distensio animi , ossia durata e vita dell’anima.

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IL TEMPO DEL MONDO E LA CREAZIONE.
Il TEMPO è parte integrante della creazione , non può essere considerato come entità
eterna e preesistende nel mondo.
-> Dio non ha creato il mondo NEL tempo ma CON il tempo
|_ non è mai esistito un tempo all’indietro , un prima della creazione
|_ arduo comprendere quindi la nozione di tempo soprattutto perché:
1) ci sono equivoci generati dal linguaggio quotidiano, che ci impediscono di pensare il
termine PRIMA senza un’implicazione temporale
2) la tendenza a ridurre al modello umano le nozioni di cui non si può avere esperienza,
come l’eternità o l’assenza di tempo.
A questo argomento Agostino dedica gli ultimi 3 capito delle Confessioni
|_ 1) Contro Platone, Demiurgo, Agostino sostiene il principio della creazione EX NIHILO.
L’onnipotenza di Dio consiste nell’avere creato il mondo senza nessun aiuto e senza
necessità di una materia preesistente.
2) Contro Plotino, Uno, Agostino afferma il principio della libera volontà di dio nell’atto
creativo, perché non costretto da nessuna necessità.
La creazione ha orine dal potere e dall’amore di DIO , non dalla sua sostanza.
|_ ricordiamo che nella Bibbia, dio viene definito come una PERSONA-> che quindi agisce
in modo spontaneo.
Non solo come credeva Plotino Dio creò lo spirito ma creò anche la MATERIA , la quale è
BENE.
3) Contro i manichei, che credevano che c’erano due dei per giustificare il male, Agostino
dice che il mondo della luce e delle tenebre sia UNICO.
-> riaffermando l’unicità di Dio e la perfezione del creato.
Per quanto il problema della creazione-> Agostino sottolinea il ruolo del VECCHIO
TESTAMENTO .
Ricordando che Dio quando creò le cose le nominava pure, facendo sì che ogni cosa sia
quello che è.
|_ c’è quindi correlazione tra LOGOS e Dio -> che ne deriva la relazione fra la parola e la
forma delle cose.
Strettamente connesso alla creazione del mondo vi è il DIVENIRE.
|_ Il divenire del mondo costituisce una prova dell’esistenza di dio.
Ciò che è inserito in un processo di mmutamento non può essre eterno , deve avere un
inizio ed una fine.

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Per quanto riguarda il tempo: Agostino pensa che immaginare un tempo prima della
creazione porta a un assurdo logico, perché un tempo stabile non sarebbe veramente
tempo.
Bisogna distinguere 2 aspetti dell’atto creativo:
1) una creazione originaria: tempo, materia, universo, e suoi abitanti
2) la creazione delle ragioni SEMINALI , ossia le cause di ogni futura evoluzone del mondo
Sebbene queste ragioni sono determinate agli inizi del tempo e le loro conseguenze sono
visibili ora.
|_ UN EVOLUZIONE in cui emergono perfezioni
Questa creazione continua che si esplicitra nel tempo si chiama PROVVIDENZA.
-> OTTIMISMO METAFISICO
La creazione è opera di dio , non contiene quindi imperfezioni, dato che nulla di malvagio
può essere opera di dio.
|_ la natura dunque è perfetta
-> PESSIMISMO ANTROPOLOGICO
C’è una cosa che non partecipa a questa perfezione : l’uomo.
Dio l’ha creato a propria immagine ma l’uomo ha deciso di sfidare Dio con un atto di
superbia come Lucifero.
Agostino definisce l’umanità una MASSA DANNATA.

IL PROBLEMA DEL MALE


I manichei risolvevano questo problema con una POSIZIONE DUALISTICA. ->
considerando il cosmo, la natura, e l’anima umana come UN CAMPO DI BATTAGLIA su
cui vi è una disputa tra nature diverse e avverse-> il BENE e il MALE.
Qiesto pensiero offre 2 vantaggi:
1) spiega l’esistenza del male in un modo semplice
2) suggerisce una vita improntata all’eroica della perfetta santità.
Agostino dice che anche il male non è un vero essere, bensì una condizione di mancanza è
quindi non esiste.
Agostino processo un ottimismo metafisico affermando che il male non è una sostanza,
perché se lo fosse sarebbe bene.
Agostino spiega ancora una volta che è proprio il linguaggio comune che crea l’inganno.
Il verbo “essere” viene anche associato a cose che non esistono->così anche il male , chi lo
compie non aderisce dei due princìpi che sono alla base della realtà ma CEDE alla propria
condizione di creatura imperfetta.
IL PECCATO quindi nasce da una rinuncia e dalla negatività assoluta.
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->chi compie il male lo fa senza alcun motivo
Neppure il male fisico esiste: il dolore può essere 1) conseguenza del vizio, 2) una prova
sottoposta da Dio, 3) espressione di un punto di vista individuale
Ricordiamo che Agostino prova un grande pessimismo antropologico dicendo che il male
appartiene all’uomo e risiede nella voluntas. Il male è peccato -> può essere superbia,
volontà di equipararsi a Dio.

La libertà e la grazia
PELAGIO-> Nel 5 secolo è attivo a Roma e poi a Cartagine.
L’eresia di cui è a capo pone in primo luogo il problema del significato del PECCATO
ORIGINALE-> Pelagio considera un’assurdità l’ipotesi che Dio abbia condannato tutti gli
uomini per la colpa di Adamo, poi la successiva incarnazione di Cristo ha annullato questa
colpa originaria.
|_ ogni individuo nasce oggi nelle stesse condizioni in cui era Adamo prima di peccare -> sta
nell’uomo scegliere.
|_ Pelagio afferma la possibilità da parte di ogni individuo di operare una LIBERA SCELTA
tra il male e il bene->LIBERO ARBITRIO
|_ Argomentando che se così non fosse , verrebbe a mancare l’essenziale fattore morale
della Responsabilità-> ogni uomo è dunque artefice del proprio destino.
|_ Per Pelagio la GRAZIA non è un fattore essenziale per la salvezza
|_ Agostino per quanto riguarda la Responsabilità di cui parla PELAGIO è d’accordo ma
condanna l’eresia pelagiana nel Concilio di Cartagine , e la combatte con l’opera: Città di
DIO
|_ Agostino precisa la dottrina cristiana su 3 cruciali questioni teologiche: 1) il significato del
peccato originale
2) il valore della libertà umana
3) la dottrina della grazia.
|_ Contro Pelagio, Agostino enuncia la tesi dell’Attualità del peccato originale-> nonostante
la venuta di Cristo, gli effetti della colpa di Adamo sono tuttora operanti e vivono
all’interno di ogni individuo nella forma di propensione alla degenerazione.
Agostino affronta la questione della salvezza con grande umiltà
|_ nota che l’uomo è incapace di operare il bene con le sue sole forze e quindi di salvarsi.
L’uomo è infatti segnato dalla colpa originaria di Adamo, e quindi è predisposto al male.
Pertanto, volere il bene e praticarlo è condizione necessaria alla salvezza ma non
sufficiente.
-> qualsiasi altra soluzione negherebbe l’onnipotenza

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|_ Agostino identifica 3 relazioni tra l’uomo e il peccato
1) poter non peccare ( Adamo)
2) non potere non peccare( uomo dopo Adamo)
3) non poter peccare ( frutto della grazia di Dio)
Risulta evidente che:
1) si può parlare di libertà solo nella 1 e nella 3
2) solo la 3 situazione realizza appieno la dimensione della libertà
3) la vera libertà è una possibilità che può essere raggiunta solo con l’aiuto di Dio
Per quanto riguarda la GRAZIA DIVINA-> Affermare che il Paradiso è consentito a chi
compie il bene significherebbe ridurre Dio al ruolo di semplice magistrato
|_ e in questo si cela l’arroganza dell’uomo
|_ l’autentico messaggio cristiano prevede il totale abbandono dell’uomo all’iniziativa
divina
|_ l’uomo non è buono perché compie opere valide, opera perché è nato Pio in grazia di
Dio, deve ringraziare Dio per averlo PREDESTINATO alla salvezza
|_ Agostino giunge quindi al principio di PREDESTINAZIONE-> secondo cui alcuni individui
godono della grazia di Dio fin dalla nascita
Predestinati alla salvezza.

LA CHIESA e la città di DIO

DONATO-> crea Chiesa autonoma e alternativa a quella ufficiale


|_ 1. I suoi seguaci appartengono: alla classe dei circellioni, braccianti poveri e nomadi->
interessati a un programma che implica la contestazione rivoluzionaria dello Stato romano
All’origine dello scisma c’è la questione dei LAPSI ( caduti) ossia di quei cristiani che hanno
abiurato per non essere torturati o uccisi.
2. Donato sostiene che i sacerdoti traditori non può esservi alcun perdono, e quindi non
possono più professare i sacramenti
Donato su queste 2 basi sviluppa la sua dottrina
1) I sacramenti non sono riti efficaci in se stessi , la loro potenza deriva dal sacerdote che li
amministra
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2) La chiesa ammette solo i fedeli , escludendo coloro che potrebbero essere di cattivo
esempio, possono partecipare quindi: martiri e eroi della fede
3) La chiesa deve assumere un atteggiamento di assoluta intransigenza nei confronti dello
Stato
Contro Donato, Agostino sostiene:
1) La necessità di una chiesa universale di massa, in cui anche i peccatori, soprattutto loro
possono trovare confronto e aiuto in vista della salvezza
2) La funzione della chiesa come mediatrice fra il singolo individuo e Dio
3) la sacralità e l’efficacia dei sacramenti indipendentemente dalla purezza dei ministri
celebranti
|_ Agostino ha occasione di riprendere il problema della Chiesa nell’opera: LA città di Dio
-> composta da 22 volumi
-> il motivo per cui l’ha scritta: è il saccheggio di Roma da parte dei Goti di Alarico nel 410
-> e anche per le controversie che vi erano tra i cristiani, che non si volevano piegare al
volere dell’imperatore
-> argomento centrale di questa opera è: il PROBLEMA DELLA STORIA
TEMPO LINEARE-> Agostino sviluppa uno dei concetti cardine dell’intera cultura
occidentale-> idea della linearità del tempo
La vicenda dell’umanità è un susseguirsi unico di eventi irrepetibili e contingenti
-> la storia ha un senso e una fine , immaginabile come una freccia
La città di DIO
Agostino differenzia 2 città: la città di Dio e la città dell’uomo
|_ din cui corrispondono 2 fondamentali passioni
-> LA CUPIDITAS-> l’amore di sé portato sino al disprezzo di Dio
-> LA CARITAS-> l’amore di Dio portato sino al disprezzo di sé
|_ male e bene si intrecciano nell storia, non c’è mai uno solo dei due-> coesistono e
interagiscono sempre nella realtà
Le due città non sono riconducibile ad alcuna instituzione, esse sono una scissione
dell’anima che impone una decisione cui ogni individuo è chiamato
La città dell’uomo-> o città terrena è la società del diavolo, in cui l’uomo si fa dominare
dalla natura, la materia , il corpo e dall’economia
Alcune sue caratteristiche sono: la violenza sistemantica, l’approvazione dei beni altrui, la
faziosità, il razzismo, l’emarginazione e l’oppressione
La cupiditas si trasforma in CUPIDIGIA DEL POTERE-> libido dominandi

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La citta di Dio-> “ la comunità dei giusti” , prefigura la dimensione eterna, sovrastorica
della città divina nei cieli , chi vive nella città di Dio pone le ragioni del suo agire in una
dimensione ultraterrena
Per lui la CARITAS si esprime come SERVITIUM , lo sforzo di essere utili agli altri e
provvedere ai loro bisogni
|_ Agostino paragona l’intera umanità a un individuo , le cui membra sono sparse su tutta
la terra
L’umanità è quindi sempre soggetta al male, non se ne potrà mai liberare del tutto.
Agostino non professa alcuna forma di ANTISTATALISMO , riconosce che la gestione delle
questioni pubbliche è spesso occasione per esercitare al massimo quel libido dominandi che
caratterizza la città terrena
|_ non è la politica che va condannata ma la sua perversione.
Nel mondo reale è la chiesa l’istituzione che rappresentano in modo meno inadeguato la
citta celeste perché la chiesa cristiana ha scelto di essere un'istituzione di massa anziché una
elite di santi.
Agostino descrive i due orientamenti di vita come una scelta che ogni individuo è
chiamato a operare: o con Dio o con il mondo.
-> Ma è una scelta che l'individuo opera nella sua interiorità.
Nessun segno esteriore contraddistingue i due tipi di uomo e non si può quindi dividere i
buoni dai cattivi . solo Dio può operare in questa scelta . il limite che separa le due città è
attraverso il cuore di ogni uomo.
Per quanto riguarda l'evoluzione della società politica Agostino dà per scontato il crollo
dell'intero mondo classico. Nega che il disastro dell'impero romano sia stata causata dalla
disgregazione interna prodotta dal cristianesimo.
Afferma invece che tutta la storia dell'impero è stata solo un singolo episodio di un
complessivo piano divino. L'unificazione territoriali linguistiche introdotta dalla pax
romana è stata lo strumento usato dalla Provvidenza per creare l'ambiente più favorevole
alla diffusione del messaggio cristiano. L'Impero si disgrega perché è venuto meno alla sua
motivazione finale, sostituita da quella della realizzazione della città di Dio alla fine dei
tempi. L'imminente società cristiana realizzerà una tappa nuova e superiore nel cammino
dell'umanità verso la salvezza.

TOMMASO D’AQUINO
VITA
Tommaso, soprannominato “ il bue muto” per la corporatura tozza e la capacità di
concentrazione .
Tommaso nasce nel 1225 a Roccasecca, presso Cassino, nell’odierna Campania.

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Dopo aver avuto un educazione da abate, prosegue gli studi a Napoli , qui entra in
contatto con l’ordine dei domenicani, attratto dall’apertura intelletuale con la quale
affrontano lo studio di Aristotele.
Questa vocazione, contraria a quella del padre, lo porta ad allontanarsi, essendo entrato
nell’ordine domenicano.
Come opere abbiamo : Questioni discusse sulla verità, Somma contro i gentili, opere più
importanti come: Somma teologica, Questioni discusse sulla potenza di Dio e l’opuscolo “il
governo dei principi”
Nel 1269 torna a Parigi, dove fervono le dispute sulle teorie averroistiche , contro le quali
compone: L’unità dell’intelletto contro gli averroisti e l’eternità del mondo.

VISIONI DEL MONDO


Nell'epoca di Tommaso vi sono due diverse visioni del mondo, il cui contrasto sembra
mettere in discussione il fondamento della cristianità.
1) Nelle università molti maestri trovano nell’aristotelismo , una base filosofica a giustificare
l’esigenza di un libero pensiero .-> nasce quindi una nuova cultura razionale e scientifica
2) Alle componenti più conservatrici della Chiesa, legate alla tradizione mistica
agostiniana, la novitas aristotelica appare come un’innovazione da rifiutarsi in toto e senza
appello.
-> Agli occhi di Tommaso ognuna di queste due posizioni ha pregi e difetti, il suo compito
sarà quello di conciliare le due parti
LE DOTTRINE DEGLI AVERROISTI-> daranno origine al pensiero scientifico, mettono in
discussione i dogmi fondamentali della fede: immortalità dell’anima, futura resurrezione
dei corpi.
La tradizione teologica fondata sull’auctoritas, viene svalutata, e si afferma che l’unica
sapienza risiede nell’esercizio della RATIO , nel libero pensiero razionale-> al vertice del
pensiero vi è la filosofia aristotelica, senza la quale non vi è sapienza.
-> Aristotele è un’auctoritas superiore alla Bibbia
Pe quanto riguarda il MOVIMENTO MISTICO si attua ad un atteggiamento di indifferenza,
se non di radicale rifiuto, verso la razionalità.
-> i mistici sostengono che l’esercizio della ragione è in se stesso pericoloso-> perché
distruttivo alla fede, e ritengono inammissibile studiare le opere di Aristotele.
CONOSCENZA-> Sulla scorta di Aristotele gli averroisti affermano che la sensazione, unita
a una corretta rielaborazione dei dati percettivi , è sufficiente a formare qualunque tipo di
sapere.
Mentre i mistici ripropongono la dottrina agostiniana , secondo i criteri con cui pensiamo il
mondo non derivano dall’esperienza sensibile ma da un’illuminazione divina .
CRITICHE DEGLI AVERROISTI-> Se si dice che le nozioni di numero o triangolo derivano da
Dio, si finisce per sottrarre all’uomo la sua componente più dignitosa, ossia la capacità di
compiere un produttivo sforzo mentale, una critica si pone anche alla teoria
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dell’illuminazione, che dice che le nozioni di numero e triangolo sono diffuse a tutti da Dio,
e quindi anche a pagani, atei ed anche gli infedeli?
SOLUZIONE CONCORDISTA-> Secondo Tommaso il pregio degli averroisti è quello di aver
reso legittimo l’uso della ragione, della filosofia e dello studio della natura.
Il difetto sta nel negare la sacralità della rivelazione. Riconosce ai mistici l’impegno nel
promuovere la necessità della fede, il limite è nel ricorso ad argomentazioni sbagliate, con
le quali si scivola nell’eccesso di considerare la ratio.
L’obiettivo di Tommaso è quello di conciliare questi 2 estremi opposti.
-> metodo detto CONCORDISMO , individuare i problemi essenziali, ispirarsi al principio del
giusto limite.

RAGIONE E FEDE
Il contrasto tra mistici e averroisti sta nell’interazione fra ragione e fede.
Tommaso affronta questo problema con questi 3 parametri:
1) Fra teologia e filosofia non vi è distinzione di ambito, entrambe hanno come oggetti
l’uomo, la natura e Dio
2) Tra fede e ragione non può esservi opposizione, entrambe possono e devono concorrere
al fine comune cioè alla salvezza dell’anima
3) Nel caso ci sia una divergenza, la ragione deve cedere il primato alla fede, dato che la
ragione è una forma di conoscenza imperfetta e limitata.
|_ per questo punto, possiamo avere diversi esempi, come la creazione, Dio in sé, -> non
spiegabili con la Ratio( perché è limitata)
4) D’altro canto la filosofia mantiene una propria autonomia-> la filosofia è un supporto e
introduzione alla fede
5) bisogna ammettere chela teologia migliora la filosofia -> una buona teologia
presuppone una corretta filosofia , ma non vi può essere alcuna filosofia fuori, contro o
senza teologia
6) L’uso della ragione si rivela comunque essenziale : 1. dimostrando i preamboli della fede
( nozioni utili della fede es. Esistenza di Dio) , 2. chiarire le verità rivelate attraverso
similitudini, 3. aiutare il cristiano nella lotta contro gli atei e gli infedeli .
|_ Secondo Tommaso le divergenze tra i due movimenti, nascono da un equivoco, ovvero
dall’aver identificato senza mezzi termini la ragione con il pensiero di Aristotele e dall’aver
assunto come veridica la traduzione delle sue opere svolta da Averroè-> ma questi, essendo
un infedele, fu un pessimo traduttore
Tommaso considera Averroè un commentatore infedele, il corruttore della verità-> a lui si
deve la falsità che aristotelismo e cristianesimo siano incompatibili, falsità che Tommaso
intende smentire nell’unico modo possibile, ossia attraverso una puntuale precisazione del
vero significato delle dottrine di Aristotele.

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|_ Per Tommaso è evidente che gli averroisti abbiano mistificato il testo aristotelico,
sostenendo la teoria della mente universale o collettiva
-> ogni singolo atto intellettivo dell’individuo null’altro sarebbe un momento di
partecipazione alla vita di un unico intelletto agente
-> si tratta di un tentativo di fondere Aristotele con Platone -> Tommaso sottolinea
l’evidente insostenibilità di questa teoria, è esperienza comune che ogni individuo possieda
un proprio intelletto.
CONTRO LA TEORIA DELL’ILLUMINAZIONE AGOSTINIANA-> la critica degli equivoci
averroistici non legittima però agli occhi di Tommaso l’opposta dottrina dell’Illuminazione-
> Rifacendosi al testo aristotelico , egli ricorda che il punto di partenza di ogni conoscenza
umana risiede nelle percezioni sensibili, che diventando patrimonio psichico del soggetto
tramite la fissazione nella memoria , rendendosi disponibili a nuove combinazioni
attraverso l’immaginazione
-> l’ASTRAZIONE , la capacità di separare in ogni oggetto alla materia dalla forma, ossia
da specifico ad universale. -> Si deve essere grati a Dio per averci fornito questa facoltà e si
dovrebbe fare tutto il possibile per sfruttarla al meglio, non negarne l’esistenza.

ESSERE,ESSENZA,ED ESISTENZA
Tommaso tenta di conciliare aristotelismo e il cristianesimo.
->Compito difficile perché l'idea di un Dio creatore dal nulla è del tutto estraneo alla
cultura greca.
Per quanto riguarda l'essenza-> abbiamo detto che Aristotele si è posto la questione
dell'essenza delle cose-> concependo la metafisica come un'introduzione al pensiero
scientifico, si è chiesto quale sia la loro quiddità , cioè l'elemento sostanziale,.
il sistema Aristotelico non manifesta alcun interesse per la questione dell'esistenza degli
oggetti.
Dove vi è sostanza vi è anche realtà e questa è eterna, esiste da sempre e non è stata
creata da nessuno.
L’esistenza delle cose è un dato ovvio, una categoria interna o immanente a quella di
sostanza.
Dall'altra parte il pensiero cristiano sta nel fatto che il mondo e gli oggetti che lo
compongono siano stati creati da Dio per un atto di libera volontà e quindi avrebbero
potuto anche non esistere.
|_ Tommaso inizia la sua argomentazione negando che le nozioni di essenza di esistenza
possono essere trattate come sinonimi.
-> Esistono enti reali , la cui esistenza è rilevabile in natura, ma esistono anche enti logici
cui nulla di reale corrisponde nel mondo fisico , come ad esempio la cecità. L'equivoco
nasce dal duplice significato del verbo “essere” usato sia per constatare l'esistenza delle cose
sia per connettere fra loro catene di enti, ma in questo caso l'essere esprime la realtà della
connessione non la realtà oggettiva delle cose connesse .

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In conclusione come ad esempio la cecità se è vero che ogni ente ha un essenza ,non tutti
gli enti possiedono anche l'esistenza.
-> Per Tommaso il rapporto fra essenza di esistenza e come quello di Aristotele fra potenza
e atto. L'essenza è in potenza rispetto all'esistenza esprime cioè che l’ente potrebbe essere
nel caso eventuale in cui sussistesse veramente.
E come per Aristotele l'atto è entelechia così per Tommaso l'esistenza costituisce una realtà
ontologicamente superiore rispetto alla pura potenzialità dell'essenza.
La risposta quindi è che le cose raggiungono l'esistenza solo ricevendola dall'esterno, da
Dio , l’Essere che dà l’esistenza senza averla ricevuta da altro.
Ogni cosa vivente ha la vita ma non è la vita.
-> ma proprio il fatto che l'esistenza sia una giunta contingente non necessaria dimostra
l'intervento di un ente esterno e creatore appunto Dio-> può essere definito come l'unico
ente in cui essenza ed esistenza coincidono infatti nella Bibbia viene descritto come colui
che è .ù
D'altra parte ogni essere è anche unum cioè una realtà specifica distinta da tutte le altre,
verum, ossia intrinsecamente necessarie quindi almeno potenzialmente intelligibile della
mente umana e bonum ovvero corrispondente un preciso atto della volontà divina.
Vi è una spiegazione dei rapporti fa creatore e creatura in termini di partecipazione . Dio
e mondo hanno in comune molte cose: vita, essere, esistenza, verità,; mentre Dio è vita ,
essere e verità, il mondo ha tutte queste cose in modo simile o analogo all’essere di Dio .
Le creature prendono parte alla perfezione dell’essere divino” per partecipazione” .
Tra il mondo e Dio esiste un rapporto di analogia ossia di somiglianze nella diversità. La
soluzione dell' univocità postula che l'essere sia entrambi casi della stessa natura incapace
di distinguere fra creatore e creatura. All'estremo opposto si può postulare un totale
assoluta diversità fra Dio e mondo ma questo rapporto di equivocità renderebbe Dio del
tutto incommensurabile .
-> La terza soluzione, l'unica pertanto accettabile ,consiste nel pensare che fra Dio e mondo
vi sia un rapporto di proporzione analogica . ogni predicato può essere attribuito sia Dio
sia al mondo ma nel primo caso in modo semplice assoluto nel secondo in modo parziale
diviso pronto .Dio infatti è essere per definizione: eterno è necessario, l'uomo lo è solo in via
contingente per via partecipativa.

Le prove dell’esistenza di Dio


Tommaso ammette che certe caratteristiche della divinità possono essere ipotizzate per
via negativa ossia negando per Dio quelle imperfezioni che sono invece tipiche della
natura umana .
-> tuttavia la prova decisiva della sua esistenza può essere raggiunta solo a posteriori Ossia
attraverso ragionamenti che partono dalla riflessione su una qualità positiva del mondo
reale.
Tommaso elabora 5 prove basate su uno svolgimento in quattro tappe .
1) si rileva una caratteristica essenziale della realtà
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2) si argomenta che tale caratteristica non può sussistere per sé ma solo come tappa di
una catena apparentemente infinita
3) nell'assunzione che ogni serie di concatenazioni deve avere un'origine, si argomenta che
deve esistere una realtà diversa da quella esperienziale
4) si conclude sottolineano la necessaria trascendenza di questo principio . in breve la realtà
non si spiega da sola e rimanda necessariamente a Dio.
1 prova è quella cosmologica o del mutamento: nella terminologia aristotelica ciò
equivale a dire che ogni divenire è sempre un passaggio dalla potenza all'atto e questo
passaggio può avere sempre la presenza di un essere in atto.
-> Si riflette sul fatto che è impossibile che un ente muti se stesso, sia cioè al contempo
Origine e soggetto del proprio mutamento ->dunque esperienza e logica convengono
sull'idea che ogni divenire è una tappa di una sequenza potenzialmente illimitata .
ma questa catena deve avere avuto un inizio deve essere esistito un motore originario e
questo motore immobile è DIO.
2 prova è la prova causale: detta della causa efficiente, parte della constatazione che nel
mondo ogni sospetto presuppone una causa esterna che lo provochi ci deve essere quindi
una causa effetto che non può risalire all'infinito questa causa prima è Dio
3 prova è la prova della contingenza: ogni cosa contingente esiste ma potrebbe anche non
esistere, presupponendo quindi un altro ente necessario che ne crei la possibilità e si deve
ammettere quindi un ente originario necessitante ma non necessitato cioè Dio.
4 prova viene detta dei gradi di perfezione fra gli enti che compongono il mondo esistono
gradi diversi di perfezione le cose sono sempre più o meno rispetto a qualcos’altro,
bisogna mettere un vertice assoluto; questa perfezione massima insuperabile è Dio.
5 prova è dell'ordine finale: tutte le cose sembrano muoversi verso un fine come se fosse
governato da un intelligenza suprema, questa intelligenza è un essere intelligente perfetto
verso quale tutte le cose sono dirette, ordinate come fine e questa causa finale è Dio
-> Tommaso alla fine ammette l'esistenza di dogmi sui quali sono la teologia rivelata
fondata sulla fede può argomentare quali la Trinità e l'incarnazione di Cristo. Tuttavia
sono destinati a rimanere irrisolti , la ragione può anche in questo caso essere d'aiuto
dimostrandone la non impossibilità.
Anche rispetto al problema della creazione dal nulla e del tempo la ragione si dimostra
inconcludente. D'altra parte la stessa ragione suggerisce che la soluzione cristiana per cui il
mondo e il tempo sono stati creati assieme a Dio non è illogica.

ANTROPOLOGIA, etica e politica


Immortalità dell'anima->
uno dei motivi di accesa disputa con gli averroisti è la questione dell'immortalità
dell'anima individuale .

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Gli averroisti argomentano che l'anima in quanto forma del corpo non può ad esso
sopravvivere ; secondo Tommaso si tratta di un equivoco risolvibile risalendo il vero
significato della dottrina aristotelica.
Aristotele sottolineava la stretta Unione di corpo( materia) e anima (forma) vuole
dimostrare non la mortalità di quest'ultima ma la sua unicità .
Anche per la dottrina cristiana ogni anima è unica essendo creata da Dio al momento
della nascita dell'individuo.
->L'anima ha sostanza propria: l'anima non è quindi eterna perché non preesistente
all'individuo ma è immortale perché una volta generata sopravvive alla morte del corpo e
ricongiungendosi ad esso nel momento finale della resurrezione.
-> Tommaso argomenta che si deve trattare l'anima in termini di sostanza ossia di un
essere che sussiste di per sé,
indipendentemente dal fatto di essere temporaneamente unita a un corpo.
La beatitudine oltre alla felicità: il fine dell'uomo e la felicità .
Tommaso a tal proposito non lo nega.
|_ Dice che secondo cui l'agire di ogni ente deriva dalla sua natura: ogni essere vivente si
muove in vista di un fine che per l'uomo altro non può essere che la più completa
realizzazione di sé stesso.
libertà umana e predestinazione: Tommaso tenta una difficile via conciliarista: riconosce
all'uomo la capacità del libero arbitrio dall'altra parte ammette l'esistenza di una
predestinazione divina alla beatitudine .
possono essere questi due poli oppost, composti tramite una riflessione sulla nozione di
onniscienza divina.
Dio infatti conosce le cause anche delle scelte contingenti dipendenti dalle iniziative degli
individui. L'uomo è libero di scegliere ma Dio conosce già che cosa sceglierà.
La gerarchia delle abitudini: la beatitudine può essere raggiunta solo mediante l'intervento
della grazia divina che infonde nell'uomo le tre virtù teologali: fede ,speranza, carità .
In questo senso è necessario correggere Aristotele facendo della felicità l'esito di una vita
contemplativa, la credeva possibile solo per pochi eletti , secondo Tommaso si consegue
uno stato di beatitudine in relazione ai proprio i meriti sia durante la vita terrena sia dopo
la morte. Esiste infatti una gerarchia anche negli gradi di beatitudine delle anime ammesse
in paradiso, quelle che maggiormente l'hanno meritato, sono più vicine a Dio.
La grazia perfeziona la natura : dunque la beatitudine cristiane un valore superiore alla
felicità integrale ma non si oppone ad essa. Tommaso prendo le distanze dal misticismo
radicale dai suoi eccessi estetici perché ovviamente considerai l'amore per Dio contrario
all'amore di sé punto in realtà ma vedi io non implica disprezzare se stessi tutte le forme
lecite dell'amore umano punto è giusto e naturale desiderare proprio bene amare se stessi
punto in breve i valori umani non si oppongono a quelli divini ma introducono né formula
necessaria premessa.

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Legge naturale legge divina: in quanto dotato di ragione l'uomo giunge con le sue forze a
elaborare una morale naturale, la legge naturale, ci si esprime in una serie di principi etici
minimi universalmente condivisi.
Alcuni principi di morale naturale non hanno bisogno di una giustificazione razionale
,perché fondano la loro legittimità su una base ancor più solida, tant'è vero che appaiono
patrimonio anche nella vita animale. Certamente al di sopra della lex naturalis si pone una
lex divina sintetizzabile nel comandamento evangelico di amare il proprio nemico, la
quale però non nega né si oppone alla dimensione razionale , ma la supera, la completa ,
ne colma le lacune.
Politica: per quanto riguarda la legge che regola uno stato, deve esprime in termini
giuridici la lex naturalis.
Se la legge è moralmente ingiusta ribellarsi è lecito e diventa addirittura doveroso se
ingiustizia concerne un principio in qualche modo attinente la legge divina, quando ad
esempio uno Stato cercasse di imporrei l'idolatria o l'ateismo.
Le leggi positive comunque devono sempre riguardare la sfera politica ,non in
comportamenti individuali senza rilevanza sociale .
Anche in ambito politico l'esigenza di Tommaso è dividere ambiti e competenze in vista di
una superiore armonia.
Egli vede nello stato l'espressione di una necessità naturale di quella istintiva politicità
dell'uomo di cui parlavi Aristotele.
Tommaso afferma che la politica per quanto rimanga autonoma dalla religione nella
scelta dei giusti mezzi in vista del bene comune, deve comunque indirizzare le ragioni
profonde del suo agire nella prospettiva cristiana .
fra tutte le forme di governo la migliore è la monarchia in qualche modo analoga al
governo divino del mondo.

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