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Donatello

Vasari presenta Donatello raccontando la storia, totalmente inventata, di due


famosi crocifissi, uno scolpito da Brunelleschi e uno da Donatello. Vasari dice che,
quando Donatello realizzò questo crocifisso, chiese a Brunelleschi di osservarlo.
Quest’ultimo lo derise, perché secondo lui non aveva scolpito un crocifisso, ma un
contadino. Perciò Brunelleschi ne scolpì un altro, in cui le forme erano totalmente
diverse, ma lo scolpì segretamente. Quando un giorno si incontrarono per portare la
spesa in casa, Brunelleschi lo portò dinanzi al suo crocifisso e Donatello rimase a
bocca aperta, lasciando cadere i sacchetti a terra, dicendo che era vero che lui
sapesse solo scolpire contadini, e Brunelleschi crocifissi.
Per quanto riguarda la vita di Donatello, nacque a Firenze nel 1386 e tra il
1401 e il 1407 diventa allievo di Ghiberti. Divenne amico di Brunelleschi, con
cui andò a Roma. L’attività di Donatello si concentrò principalmente a Firenze,
dove ad esempio si dedicò alla scultura delle cinque statue del campanile
di Giotto e tre statue per la chiesa di Orsanmichele. Ebbe modo di
esprimersi anche a Siena e a Pisa. A Siena realizzò il battistero. Morì le 1446 a
Firenze. Donatello, che visse per circa sessant’anni, sperimentò tutte le tecniche
che si erano fino ad allora diffusi.

LE STATUE DI ORSANMICHELE: SAN GIORGIO


Possiamo notare come le sculture di Donatello siano assolutamente uniche
attraverso le statue che lui scolpì per la chiesa di Orsanmichele.
Ad esempio analizzando una di queste, la statua di San Giorgio, questa fu
commissionata a Donatello nel 1417 dalle Arti dei Corazzai e Spadai. La statua
ha una postura eretta ed è solida. Infatti San Giorgio appare sicuro di se,
mentre regge uno scudo a forma di rombo. Il volto appare sereno, ma a
differenza delle statue precedenti, il volto di questi appare con le sopracciglia
contratte e la fronte aggrottata. Inoltre nella base su cui la statua è poggiata,
Donatello rappresenta la scena di San Giorgio e la principessa. Nella scena San
Giorgio sta uccidendo un drago, che è simbolo allegorico del peccato. A
destra è raffigurata la principessa, che rappresenta la chiesa, e che sta
osservando il combattimento. Questa scena è meglio rappresentata grazie alla
tecnica del chiaroscuro.

IL DISEGNO
Inoltre Donatello operò anche per quanto riguarda il disegno. Ad esempio, nel
frammento con la Strage degli Innocenti, Donatello rappresenta un gruppo di
donne, due delle quali proteggono i loro bambini dal carnefice che sta
scagliando un pugnale verso il gruppo raffigurato. Inizialmente il disegno fu
fatto a punta Metallica, e poi fu ripassato a penna.

BATTISTERO DEL DUOMO DI SIENA


All’interno, il battistero di Siena è stato affrescato da un pittore locale,
detto il Vecchietta. Anche degli scultori senesi avevano scolpito all’interno del
battistero, in particolare la vasca battesimale. Questa è esagonale, in stile
classico, con rilievi in bronzo che rappresentavano le vicende della vita di San
Giovanni Battista. Di questi pannelli di bronzo, solo due sono stati affidati ad
artisti fiorentini. Uno fu affidato a Ghiberti, l’altro a Donatello.
IL RILIEVO DEL BANCHETTO DI ERODE
La storia del rilievo racconta che Erode si era sposato con la moglie del
fratello. Allora Giovanni Battista, scatenò una vera e propria campagna
nei confronti di Erode, perché lo riteneva un traditore. La donna si chiamava
Erodiade e aveva una figlia, Salomè, che era bravissima nella danza. Una sera
Erode invita a tavola molti commensali, e chiede a Salomè di ballare, che
però si rifiuta. Allora le promette qualsiasi cosa avesse voluto. A quel punto
Salomè accettò e, istigata dalla madre, chiede la testa di Giovanni Battista.
Quindi a Giovanni Battista viene tagliata la testa e viene portata a tavola su
un piatto.
La scena è divisa in due parti. A destra c’è la figura di Salomè, e la sua
rappresentazione è ispirata alla fonte classica. A sinistra c’è invece Erode,
inorridito dinnanzi alla testa del Battista. Alcune figure sembrano quasi
fuoriuscire dal rilievo, infatti il rilievo è il cosiddetto “schiacciato
Donatelliano”, cioè è molto tridimensionale. Inoltre, la testa di Giovanni
Battista compare due volte, sia sulla scena a sinistra portata da un servo, che in
alto, portata da un’ancella. Quindi è come se ci fosse una sequenza operativa
(la testa passa dall’ancella al servo, che la porta in tavola). Un altro elemento
notevole è che nella muratura sembrano esserci degli elementi che
escono, che danno ulteriore tridimensionalità. Infine abbiamo anche delle
vere e proprie linee di fuga, che ci fanno capire che il rilievo è realizzato in
prospettiva geometrica.

DAVID
Il David di Donatello è conservato al museo del Bargello. Originariamente si
trovava nella casa dei Medici, infatti fu commissionato a Donatello da Cosimo De’
Medici tra il 1435 e il 1440. Il David è stato realizzato con una tecnica tipica
degli antichi, ovvero la tecnica a cera persa. Il David ha sicuramente
caratteristiche singolari, come i calzari e lo strano copricapo. Per questi dettagli,
alcuni pensano che la statua può essere identificata con Hermes. In questo caso
Hermes sarebbe rappresentato nell’atto di osservare la testa del gigante Argo,
da lui ucciso per volere di Zeus. David, invece, viene presentato nell’atto di
calpestare la testa di Golia, il leggendario gigante dai cento occhi che uccise per
ordine di Zeus. La postura della statua è caratterizzata dal cosiddetto
“contrapposto”, caratteristica del mondo classico. Inoltre si nota che in una
mano David tiene la spada, nell’altra un sasso. Forse perché Donatello ha
voluto evocare i due materiali che lui amava scolpire, ossia il bronzo e la
pietra. Un’alternativa potrebbe essere la forza di Milano, rappresentata dalla
spada, e la forza dell’intelligenza rappresentata dal sasso.

MONUMENTO EQUESTRE AL GATTAMELATA


Donatello si trasferì a Padova, dove stette per circa 10 anni. Donatello realizza,
davanti la Basilica di Sant’Antonio, una statua equestre. La statua rappresenta il
Gattamelata, chiamato Erasmo da Narnia ed era un condottiero che aveva
guidato delle spedizioni di Venezia. Il cavallo ha la zampa sollevata, e sotto
vi è una sfera di bronzo. La tecnica per costruire la statua è uguale a quella
utilizzata per la statua di Marco Aurelio sul Campidoglio, ovvero a cera persa.
Inoltre la statua, essendo ispirata a quella di Marco Aurelio, ne imita anche la
collocazione. Infatti la statua di Marco Aurelio era collocata inizialmente di fronte
alla Basilica di San Giovanni; e anche il Gattamelata è collocato davanti a una
basilica.

GIUDITTA E OLOFERNE
La statua rappresenta la storia che si trova nel libro di Giuditta, nell’Antico
Testamento. La storia racconta che la città di Betulia era governata dal tiranno
Oloferne, che viene ucciso da Giuditta. Giuditta era una vedova. Oloferne era
molto forte e nessuno era mai riuscito a ucciderlo. Allora quando Giuditta, che
faceva parte di una classe sociale bassa, si propose di ucciderlo, tutti la
derisero. Per ucciderlo, Giuditta sedusse il tiranno, lo fece ubriacare e
quando si appisolò durante la notte, Giuditta lo uccise. Giuditta, nella scultura, è
rappresentata fiera e orgogliosa. La statua, inoltre, è firmata.

MADDALENA PENITENTE
Questa statua è stata realizzata in legno. Si dice che Maddalena, quando si pentì
per la vita che aveva condotto, si rifugiò nel deserto e si fece crescere capelli
molto lunghi. Questi, infatti, vengono proprio scolpiti da Donatello nella statua,
anche se erroneamente sembrano essere dettagli del vestito. Inoltre, il volto di
Maddalena presenta molte rughe. Donatello, infatti, rappresenta quanto
fosse brutto il peccato da lei compiuto, rendendola brutta fisicamente e
soprattutto in volto. La scultura ci fa capire come Donatello, specialmente negli
ultimi anni della sua produzione, andava molto verso il realismo, e si
allontanava invece dal mondo classico.

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