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TELESIO

Bernardino Telesio nacque a Cosenza nel 1509 e la sua opera più famosa è: “ la natura secondo i propri
principi”. Telesio considera la natura come un mondo a sé, che si regge su principi propri e può essere
spiegato solo in base a questi principi, escludendo ogni forza metafisica.
Vuole riconoscere la natura nella sua oggettività e la considera perfettamente autonoma. L’uomo, per
conoscere la natura, non deve fare che affidarsi ai sensi che gliela rivelano, in quanto l’uomo è esso
stesso natura.
Queste affermazioni di Telesio hanno grande importanza per lo sviluppo ulteriore dell’indagine
naturalistica. L’oggettività e l’autonomia della natura saranno il fondamento delle ricerche scientifiche
di Leonardo, Galilei, Copernico e Keplero.
Telesio ritiene che la natura debba essere spiegata mediante le due forze principali  che agiscono in essa:
 il caldo, ha sede nel sole e dilata le cose e le rende leggere;
 il freddo, ha sede nella terra e condensa le cose e le rende più pesanti.
Lui capisce che l’interazione tra queste due forze genera la vita o conduce alla morte. Queste due forze,
però, hanno bisogno della materia sulla quale agire, ovvero la massa, che è il terzo elemento legato alle
leggi della natura. È inerte.
Abbiamo detto che l’essere umano può entrare in contatto con la natura attraverso la sensibilità.
Secondo Telesio essa non si trova nei soggetti percipienti (es. noi esseri umani), ma nel caldo e nel
freddo; quindi i nostri organi di senso non sono dotati di sensibilità, ma sono solo delle aperture
attraverso le quali quindi le azioni delle cose esterne, mosse dal caldo e dal freddo, giungono a noi.
Telesio capisce che a questa sua osservazione manca qualcosa, in quanto la sua osservazione/la sua
fisica si mantiene sul piano qualitativo . Ovviamente a lui mancano tutte quelle scoperte della fisica
moderna, però comprende che un’analisi quantitativa sarebbe necessaria per determinare la quantità
esatta di calore che produce i singoli effetti naturali.
Telesio contesta la visione di Aristotele, in particolare la visione di Dio aristotelica . Secondo quest’ultima
Dio era il primo motore immobile, ciò che muoveva il mondo e quindi tutte le sue trasformazioni senza
però muoversi (era causa finale ovvero era il mondo che si muoveva ad immagine e somiglianza di Dio);
secondo Telesio, invece, Dio non è qualcosa di esterno al mondo che sta fermo, attraendo verso di sé
tutto, Dio si trova all’interno della natura stessa e infatti è il principio della conservazione di tutti gli
esseri, colui che è il garante dell’ordine e dell’autonomia della natura.
Come già abbiamo detto, l’uomo grazie ai sensi riesce ad entrare in contatto con la natura, ma i sensi da
soli non bastano, è qui che entra in gioco l’intelligenza. L’unione tra sensibilità + intelligenza fa si che
l’uomo possa conoscere le leggi della natura e governarla.
Telesio ci parla in qualche modo anche di morale (ciò che spinge l’uomo ad agire in vista di una virtù in
particolare) affermando che essa si trova nell’equilibro tra il dolore e il piacere. Dolore perché è tutto
ciò che porta verso la distruzione della natura e dell’uomo, mentre il piacere perché è tutto ciò che
porta alla conservazione della natura (grazie ad esso noi riusciamo ad auto-conservarci).
Tutta la vita dell’uomo, allora, dipende/è strettamente legata alla natura tranne per un aspetto: la vita
religiosa. Essa infatti non dipende dalla natura in quanto è aspirazione a un bene che non è conosciuto
dai sensi.

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