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ESPERIENZE FUORI DAL CORPO

di Charles T. Tart

CHARLES T. TART è professore di psicologia al-


l'Università di California, a Davis. Membro della
Società Americana per l'Ipnosi Clinica e della
Società per l'Ipnosi Clinica e Sperimentale, è
autore di oltre 60 articoli e libri sull'ESP; uno
dei principali studiosi dei viaggi fuori del corpo,
che battezzò OOBE.

INTRODUZIONE E STORIA

Nel 1963 la seguente esperienza fu riportata da L. Landau


nel «Journal of the Society for Psychical Research»:
Conoscevo mia moglie, Eileen, da un certo numero di anni prima
che ci sposassimo, ed ella era solita parlarmi delle sue esperienze
fuori dal corpo. Erano del tipo usuale, ed in alcuni casi fui in grado
di verificare che qualcosa di paranormale si era effettivamente pro-
dotto. Per esempio, un pomeriggio andò a letto, dicendo di voler
vedere il nostro amico, che era in vacanza a Cornwall, e quello che
stava facendo. Quando si svegliò, potè darmi una descrizione accu-
rata di una pianta che il mio amico stava fotografando, i dettagli
dell'ambiente e di una persona che era con lui. Tutto questo fu
confermato in seguito e, cosa più interessante, il nostro amico aveva
avuto l'impressione che una figura evanescente fosse passata in quel
momento vicino a lui.

Agli inizi del settembre 1955, non stavo molto bene. Il me-
dico non era riuscito a stabilire cosa avessi. Eileen, che allora
viveva con la madre nel Kent, passò numerose notti nella mia
stanza, occupando la camera da letto opposta alla mia, sull'an-
golo sudoccidentale della casa. Una mattina mi disse che durante
la notte era venuta nella mia camera (senza il corpo fisico!)
per controllarmi il polso e la respirazione. Le chiesi di farlo di
nuovo la notte seguente, questa volta cercando di portare con
sé qualche oggetto: le diedi il mio diario, del peso di 38 grammi.

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Quella n o t t e lasciammo le porle della due stanze aperte,
poiché non mi aspettavo che un oggetto fisico potesse attra-
versare il legno. Prima di addormentarmi, mi ordinai di sve-
gliarmi se qualcosa di insolito fosse accaduto nella stanza.
Mi svegliai rapidamente: era l'alba, e c'era appena la luce
sufficiente per leggere. Al punto « A » (cfr. figura 1) stava la
figura di Eileen, rivolta a nord est, e guardante direttamente la
finestra. Indossava una camicia da notte, la sua faccia era estre-
mamente pallida, quasi bianca. Si muoveva lentamente verso la
porta, ma era pressoché immobile: non stava camminando.
Quando, procedendo al livello di circa 6 cm. al secondo, rag-
giunse la posizione « C », scesi dal letto e la seguii. Potei vedere
allora chiaramente la figura in movimento, che era alquanto

Fìg. 1
Prospetto dell'appartamento dei Landau
Window: finestra; Landing: pianerottolo; 1 ft - cm 30,48

opaca e sembrava una persona viva tranne per il pallore spettrale


del volto, e contemporaneamente la testa di Eileen, addormentata
nel suo letto, le coperte che si sollevavano ritmicamente secondo
il suo respiro. Seguii la figura, che continuava ad indietreggiare,
con lo sguardo fisso in avanti come se non mi vedesse. Man-
tenni le distanze, ed infine mi fermai sulla porta della sua
stanza, quando la figura, ora nel punto « D », svanì rapidamente.
Non ci fu alcun effetto visibile su Eileen, che non si mosse ed il
cui ritmo respiratorio rimase inalterato.

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I

Ritornai tranquillamente nella mia stanza, ed al punto « E »


trovai sul pavimento un cagnolino di gomma, che apparteneva
ad Eileen, e l'ultima volta che l'avevo visto stava su una men-
sola nel punto « F » . Il cane pesava gr. 107,5.
Al mattino, dopo la colazione, chiesi ad Eileen del diario.
Disse di essere dapprima andata alla scrivania (punto « G »)
dove si trovava, e di non essere riuscita a raccoglierlo. Pensò
allora che sarebbe stato più facile portare qualcosa che le appar-
teneva, e decise per il cagnolino di gomma, che portò nella mia
stanza. Peccato che mi sia svegliato con trenta secondi di ritardo.
La signora Landau aggiunge queste note al racconto del
marito:
Ricordo di essermi alzata dal letto (ma non so esattamente come),
di essere andata alla scrivania ed aver preso il diario. Da bambina
mi è stato insegnato di non toccare per nessun motivo le lettere od i
diari altrui, così probabilmente per questo motivo non sono riuscita
a toccarlo. Invece, ho preso il mio cagnolino e ricordo di averlo por-
tato nell'altra stanza; non ricordo di aver camminato. Non ho tro-
vato il cane pesante, o difficile da tenere. Non ricordo cosa poi ne
ho fatto. Ricordo di aver visto Lucian addormentato respirare nor-
malmente. Mi sentivo molto stanca e desideravo tornare a letto. In
quel momento mi sentivo perfettamente cosciente, e vedevo chiara-
mente ciò che mi circondava, che mi appariva perfettamente normale.
Non ricordo di essere tornata nella mia stanza e di essere rientrata
nel letto.

Cosa farebbe di questo racconto una « persona intelligente »,


che ha fede nella visione scientifica della scienza contemporanea?
Secondo la visione « scientifica » del mondo e della natura umana,
questi fatti non possono essere presi in considerazione. La co-
scienza, come tutti « sappiamo », è un sottoprodotto dell'atti-
vità fisica del cervello e del sistema nervoso e non può esistere
indipendentemente dal cervello e dal sistema nervoso, od in ogni
modo esternamente ad essi. Così la coscienza della signora Lan-
dau non può aver lasciato il suo corpo per andare in un'altra
stanza. È semplicemente assurdo pensare che una tale coscienza
disincarnata possa essere percepita visivamente da terze persone,
e l'idea che una coscienza disincarnata possa muovere un oggetto
materiale attraverso lo spazio non viene neppure presa in consi-
derazione. Gli oggetti non si muovono se non come reazione ad
una forza fisica conosciuta, e le « anime disincarnate », oltre a

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non esistere, certamente non esercitano alcuna forza fisica cono-
sciuta.
Così, cosa dobbiamo fare di questo caso? Considerarlo il
racconto di un'esperienza psicotica, anche se lo scrittore sembra
sano ed equilibrato? Un grosso fraintendimento di fatti spiega-
bili dalle comuni leggi fisiche, come il sonnambulismo od alluci-
nazioni? Un inganno deliberato?
Analizziamo il caso di Geddes, precedente a quello di Landau:
Sabato 9 novembre, pochi minuti dopo mezzanotte, cominciai a
sentirmi male, e verso le due soffrivo di una gastroenterite acuta, che
mi faceva vomitare ed avere attacchi di dissenteria fino alle 8 circa...
Alle dieci si erano prodotti tutti i sintomi di avvelenamento acuto:
intenso dolore gastrointestinale, diarrea; il polso e la respirazione
divennero impossibili da contare. Cercai di chiamare qualcuno, ma
mi accorsi di non riuscirci, e così rinunciai al tentativo. Mi resi conto
di essere molto malato e ripassai mentalmente la mia situazione eco-
nomica. Non persi mai coscienza, ma mi resi conto che la « mia»
coscienza si stava separando da un'altra coscienza che era anche
parte di me. Per comodità di esposizione possiamo chiamarle co-
scienze A e B; in quel che segue, l'ego si riconobbe nella coscien-
. za A. Riconobbi la coscienza B come appartenente al corpo fisico, e
come le mie condizioni fisiche peggiorarono mi resi conto che la
coscienza B appartenente al corpo stava dando segni di dissociazione
- cioè, di essere costituita dalle « coscienze » della testa, del cuore,
dei visceri... Queste componenti divennero più individuali e la co-
scienza B iniziò a disgregarsi, mentre la coscienza A, che ero io,
sembrava ormai distaccata dal corpo, che potevo vedere. Gradual-
mente compresi che potevo vedere non solo il mio corpo ed il letto
in cui si trovava, ma ogni cosa nell'intera casa e nel giardino, e com-
presi che non stavo vedendo solo « oggetti » a casa, ma a Londra
ed in Scozia: ovunque rivolgessi la mia attenzione, mi sembrava...
La spiegazione che ne ricavai, da quale fonte non lo so, ma che chia-
mavo mio « mentore », era che ero libero in una dimensione tem-
porale dello spazio, laddove « adesso » era in qualche modo equi-
valente a « qui » nell'ordinario spazio tridimensionale.

Il narratore poi racconta che le sue esperienze successive pos-


sono venir descritte solo metaforicamente, perché per quanto gli
sembrasse di avere una visione binoculare, « apprezzò » piuttosto
che « vedere » le cose. Cominciò a riconoscere le persone che
conosceva, e che sembravano caratterizzate da una condensazione
colorata che li circondava. Continua poi:
Quando cominciai ad abituarmi, vidi mia figlia entrare nella mia
stanza da letto; compresi che era in preda ad un terribile shock, e
la vidi precipitarsi al telefono. Vidi il mio medico lasciare i suoi

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pazienti ee precipitarsi a casa mia, e lo udii dire, o lo sentii pensare:
«E' quasi andato ». Lo sentii chiaramente parlarmi sul letto, ma non
ero in contatto con il mio corpo e non potei rispondergli. Ad un
certo punto prese una siringa e mi iniettò rapidamente in corpo
qualcosa che successivamente scoprii essere canfora. Quando il
cuore iniziò a battere con più forza, fui richiamato indietro, e ne
fui terribilmente scocciato, perché mi interessava e cominciavo lenta-
mente a capire dove ero e ciò che stavo « vedendo ». Tornai nel
corpo molto arrabbiato e quando fui «dentro», tutta la chiarezza
di visione di tutto e tutti scomparve, e mi rimase solo un barlume
di coscienza, soffusa di dolore.

Il caso non sconvolge molto le nostre credenze scientifiche;


almeno, non furono mossi oggetti fisici. Possiamo considerarlo
Un interessante esempio della disintegrazione della mente quando
le l'unzioni vitali iniziano il cammino verso la morte, ma le per-
cezioni apparentemente veridiche degli eventi a distanza deve
essere stata illusoria, siccome per essa non esiste alcuna spiega-
zione fisica.
Questa esperienza di coscienza esistente al di fuori del corpo
o, più precisamente, temporaneamente funzionante a distanza dal
corpo fisico, è chiamata « esperienza fuori dal corpo » (OOBE).
Termini più vecchi sono « proiezione astrale » e « chiaroveg-
genza viaggiante ». Prove dell'OOBE si possono trovare fin nella
storia più remota e gli OOBE sono fenomeni umani universali,
nel senso che sono presenti in ogni periodo storico e cultura,
anche se solo una piccola percentuale di persone li ha sperimen-
tati. Per quanto ogni singolo caso, come quelli suriportati, può
essere rifiutato da chi non voglia prendere l'OOBE seriamente,
l'universalità culturale e temporale dell'OOBE richiede una mag-
giore attenzione.
Gli effetti su una persona che ha un'OOBE sono enormi. In
quasi tutti i casi, la sua reazione è ali'incirca: « Non " credo "
più alla sopravvivenza dopo la morte, " so" che la mia coscienza
supererà la morte perché ho " sperimentato " la mia coscienza
al di fuori del corpo fisico ». La convinzione raggiunta dagli
sperimentatori dell'OOBE che sopravvivranno alla morte porta
al concetto di anima, concetto centrale nella maggior parte delle
religioni.
Le nozioni delle scienze fisiche attuali definiscono tali espe-
rienze insignificanti e per nulla indicative dell'esistenza di un

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qualsivoglia tipo di anima. La visione del mondo fisico non è
soddisfacente né dal punto di vista psicologico né da quello scien-
tifico. Porta ad una sola conclusione: la morte è la fine di tutti
noi.

LETTERATURA SULL'OOBE

Studi parapsicologici: archivio


Ci sono tre grandi fonti di informazione sulPOOBE. La prima,
che ora prenderemo in considerazione, è l'analisi dei rapporti di
individui che hanno avuto tali esperienze. Il secondo tipo, che
vedremo poi, è la letteratura scritta da individui che sentono di
aver avuto ripetutamente tale esperienza e sanno insegnare ad
altri come ripeterla. La terza e più recente fonte di informa-
zioni sono gli studi di laboratorio che si stanno ora conducendo
sull'OOBE.
Numerose ottime raccolte di casi di OOBE esistono oggi.
Quasi tutte le esperienze riportate in queste raccolte sono espe-
rienze uniche ed irripetibili per l'individuo coinvolto. Esso solita-
mente non ha idea di come si produce il fenomeno e può venir
ripetuto, in quanto si produce « casualmente ». Analizzando un
gran numero di queste esperienze, però, si possono distinguere
alcuni fattori generali dell'OOBE che ci dicono qualcosa sulla
loro natura.
Le circostanze che precedono un OOBE sono svariate, e non
sappiamo fino a che punto possono essere importanti. Un fattore
molto frequente è la malattia grave, spesso il « punto di morte ».
Talvolta I ' O O B E è p r e c e d u t o da uno stress emotivo. Ma in un
gran numero di casi, non abbiamo semplicemente idea del perché
un OOBE sia accaduto ad una persona in un determinato mo-
mento. In un piccolo numero di casi il soggetto ha deliberata-
mente usato le tecniche imparate dalla lettura spiritualista od
occulta.
Spesso uno dei primi fattori dell'OOBE è il fatto che il sog-
getto si rende conto di fluttuare verso il soffitto; un apparente
superamento della gravità è una caratteristica costante del-
l'OOBE. Egli può trovarsi o meno nella sua camera da letto, o
dovunque si trovi il corpo fisico, e guardarlo dall'esterno. Una

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reazione tipica è vedere il corpo come familiare ma privo di vita-
lità, come morto. Riconoscerlo come il proprio corpo produce
uno shock emozionale notevole.
Ci si dice spesso di star sognando od avendo esperienze
« anormali » durante un OOBE, ma dopo un esame introspettivo
si scopre di essere perfettamente coscienti, in possesso di tutte
le facoltà mentali. Così, si può dire che ciò che sta accadendo è
del tutto impossibile in base a quanto si sa della natura del
mondo, ma « sta accadendo ». Ci si può pensare, anche critica-
mente. Questo stato di coscienza apparentemente normale du-
rante l'OOBE lo rende interessante soggetto di studio come stato
di coscienza: la coscienza di per sé non sembra alterata, ma il
rapporto tra coscienza e corpo fisico viene bruscamente alterato.
La maggior parte di persone che vive un OOBE scoprono di
avere un secondo corpo, non fisico. Questo è usualmente una
replica esatta del corpo fisico e si veste nel modo usuale. Il pro-
blema della provenienza degli abiti è molto interessante e verrà
affrontato in seguito.
Una persona che ha un'OOBE penserà subito di vedere una
persona amata che si trova ad una certa distanza, semplicemente
desiderandolo. Può allora provare una sensazione di volo o di
transizione, ma spesso si ritrova istantaneamente nel luogo vo-
luto. Le barriere materiali non sembrano costituire ostacolo. È
un'esperienza frequente per chi ha un'OOBE decidere di recarsi
nella stanza accanto e dirigersi verso la porta per girare la ma-
niglia, per poi scoprire che il braccio passa attraverso la porta
stessa e che tutto il suo corpo può fare lo stesso.
Talvolta si incontrano quelle che sembrano essere altre entità
mentre si è fuori dal corpo, ed esse sono riconoscibili come per-
sone viventi od entità considerate spiriti od altri esseri imma-
teriali. È abbastanza rara un'interazione biunivoca con persone
all'interno del corpo fisico. Colui che ha un OOBE usualmente
sente di non essere percepito in alcun modo, e di non potersi
assolutamente manifestare.
L'OOBE tipico è di breve durata, dura da mezzo minuto a
mezz'ora. Normalmente OOBE più lunghi sono estremamente
rari.
Un fattore abbastanza comune è la presenza di una specie di
« corda » che collega un corpo fisico all'altro. Molti autori di oc-
. uhi:.ino hanno ipotizzato che questa corda, costituisca un legame

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vitale tra i due corpi, e se vengono separati si ha la morte. La
« corda d'argento » della Bibbia (Eccles. 12:6) può essere un rife-
rimento a questo fenomeno, sebbene gli studiosi della Bibbia
generalmente credono si riferisca alla spina dorsale umana.
In quasi tutti i casi di OOBE, il soggetto è assolutamente
convinto di vivere un'esperienza « reale », non certo un sogno
od un'allucinazione: « sa » di essere stato molto lontano e di aver
visto cosa accadeva. Da un punto di vista parapsicologico più
critico, in molti casi non possiamo pronunciarci. O la persona non
riconosce il luogo dove è andata, nel qual caso non abbiamo modo
di verificare l'eventuale fenomeno ESP, o già conosceva il luogo
e non aggiunge dettagli che già non conoscesse « normalmente ».
Cionondimeno, in alcuni casi OOBE, le descrizioni di posti lon-
tani sono accurate e dettagliate e devono essere attribuite a
qualche fonte di conoscenza extrasensoriale.
Il caso Landau è abbastanza atipico. Nelle esperienze usuali,
le persone non possono toccare la materia, non importa quanto
si impegnino, e non vengono percepite come apparizioni.
Se la collezione storica fosse la sola nostra fonte di informa-
zioni sull'OOBE, ci sorgerebbero numerose riserve sui nostri dati.
Per esempio, quasi tutti sono casi che hanno ricevuto in un modo
o nell'altro un contributo volontario: non sappiamo quanto sia
tipica una persona che informa volontariamente sull'OOBE, nei
confronti di tutti quelli che ne hanno avuto esperienza. Inoltre,
molti dei casi sono abbastanza vecchi quando vengono riportati
e/o non esistono note scritte dell'epoca, così non sappiamo quante
aggiunte, omissioni e distorsioni possa aver provocato la me-
moria. E c'è sempre la possibilità di frode più o meno cosciente;
la persona può riportare non solo l'esperienza OOBE ma la sua
interpretazione dei fatti.
Cionondimeno, l'analisi dei casi è stata utile per sottolineare
i fattori generali dell'OOBE e continuerà ad essere utile in
futuro. La mia collezione personale, per esempio, conta ora alcune
centinaia di casi, ed ho in programma di analizzare tali esperienze
dal punto di vista delle caratteristiche psicologiche individuali
per vedere come influiscano sull'esperienza.
Fino a questi ultimi anni la raccolta di casi storici è stata
l'unica letteratura scientifica sull'OOBE.

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I,A LETTERATURA OCCULTA

La letteratura occulta o metafisica differisce da quella scien-


tifica in quanto le dichiarazioni sulFOOBE si basano sull'autorità
dell'autore e non su osservazioni, sperimentazioni ed analisi ripe-
tine da altri scienziati. La maggior parte dei parapsicologi consi-
dera questa letteratura con notevoli dubbi, trovandola una fonte
futile di idee e ipotesi ma vedendola come piena di distorsioni e
delusioni di particolari autori, esposte come verità assolute.
Per semplicità, possiamo dividere la letteratura occulta in due
grandi categorie. La prima è: « Ho un segreto che non sei abba-
stanza evoluto per comprendere, ma te Io dirò allegoricamente ».
Abbiamo qui autori che dichiarano di avere OOBE a volontà e
compiono ogni tipo di fatti miracolosi in esse, ma si rifiutano di
(piegare pienamente come fanno, e non si offrono di dimostrare
la loro capacità ad osservatori. Talvolta lasciano intendere che
se vi lasciate indottrinare a sufficienza nella loro fede, vi diranno
di più. Ci può essere molta verità in ciò che alcuni di questi
autori dicono, ma siccome un requisito della ricerca scientifica
è che non esistono segreti e tutte le informazioni devono essere
comunicate liberamente ed accuratamente, gli scienziati non pos-
sono fare molto con questo tipo di letteratura.
La seconda grande categoria di letteratura occulta sulFOOBE
consiste in scritti di persone che sembrano abbastanza sane e
sensibili e fanno il loro meglio per comunicare le loro esperienze
e conclusioni agli altri. Il tenore generale dei loro scritti è:
« Guardate, io so che è un'esperienza fantastica, e probabilmente
penserete che sono pazzo per scriverlo, e non posso biasimarvi.
Ma io penso che sia vero, e credo di sapere che potete imparare
a farlo se realmente vi impegnate. Se funziona per voi, potete
credermi; altrimenti avete tutti i diritti di considerarmi pazzo ».
Queste persone, oltre a sembrare sane nella loro esposizione,
vogliono dividere le loro nozioni perché altri possano fruirne.
Il lettore che apprezzi un'esposizione chiara di come appaia que-
sto fenomeno a chi ne ha avuto molte esperienze legga gli scritti
di autori come Oliver Fox, Sylvan Muldoon e Robert Monroe.
Sebbene tutti e tre diano tecniche dettagliate per l'OOBE,
non sappiamo se agiscano generalmente con altre persone. Le
tecniche richiedono impegno e pratica prolungata, così poche
persone vi si impegnano seriamente.

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STUDI IN LABORATORIO

Miss Z.
Nel 1965, incontrai una giovane donna, di cui conserverò
l'anonimo chiamandola Miss Z. Aveva avuto frequenti OOBE
fin da quando era bambina ed era in grado di ricordarli. Queste
esperienze Consistevano quasi sempre nello svegliarsi per qualche
secondo nel corso della notte e sentire che stava fluttuando vicino
al soffitto della stanza. Se abbassava lo sguardo vedeva il suo
corpo disteso nel letto. Siccome questa era per lei un'esperienza
comune fin dall'infanzia, e le accadeva diverse volte alla setti-
mana, era convinta che accadesse a tutti. Siccome non era una
cosa particolarmente interessante, non ne aveva mai parlato a
nessuno da bambina. Quando andò alle scuole superiori, com-
prese che non accadeva a tutti, e che doveva stare attenta a non
parlarne a tutti per non essere considerata pazza.
La cosa le capitava ancora di tanto in tanto quando la incon-
trai, così le chiesi se fosse « solo » un'interessante esperienza
psicologica o se fosse èli natura extrasensoriale (cioè se accadeva
veramente). Non si era mai posta questa particolare domanda.
Le suggerii di scrivere i numeri da 1 a 10 su 10 striscie di carta
e metterle in una scatola di cartone. Dopo essere andata a letto,
avrebbe dovuto rimescolare le striscie e prenderne una a caso,
mettendola sul suo comodino in modo da non poter vedere il
numero dal letto, ma che fosse stato chiaramente visibile dal
soffitto. Se quella notte le fosse capitata la sua esperienza, avrebbe
dovuto ricordare il numero e controllare poi la mattina seguente.
Quando la vidi alcune settimane dopo, disse che aveva ten-
tato l'esperimento per diverse notti riuscendo ogni volta. Così
valeva la pena di studiare le sue esperienze parapsicologiche, per
quanto nessun parapsicologo avrebbe accettato un esperimento in
cui il soggetto riporta i suoi dati come prove dell'ESP.
Nei mesi seguenti feci dormire Miss Z in un laboratorio psi-
cofisiologico per alcune notti. Mi interessava scoprire cosa acca-
deva nel suo cervello e nel suo corpo durante l'esperienza, ed al
tempo stesso verificarne la natura parapsicologica. Ogni notte
Miss Z dormiva in un letto comodo e soffice. Al suo cranio ven-
nero collegati sottili elettrodi per registrare le onde cerebrali, i
movimenti oculari, la pressione sanguigna e la resistenza elettrica
dell'epidermide. Le ultime due misurazioni mi avrebbero detto

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qualcosa sull'attività del suo sistema nervoso autonomo, mentre
le prime due mi avrebbero indicato le sue condizioni cerebrali,
in particolare se era sveglia o se dormiva, se sognava o meno.
Sopra di lei c'era una finestra d'osservazione, attraverso la quale
potevo osservarla agevolmente. La figura 2 mostra un diagramma
della disposizione del laboratorio.

Fig. 2
Ceiling: soffitto; clock: orologio; shelf: scaffale; target number lying fiat
on shelf: numero prescelto posato orizzontalmente sullo scaffale; door:
porta; observation wìndow: finestra d'osservazione; electric box: scatola
elettrica; bed: letto.

Quando Miss Z fu a letto, mi ritirai nella stanza accanto e,


usando una serie di numeri casuali, ne scrissi uno di cinque cifre
su un foglio di carta. Lo posi quindi sullo scaffale indicato dalla
figura 2, circa 2 metri sopra il pavimento ed al di sopra della
testa di Miss Z. Il numero era chiaramente visibile ad ogni osser-
vatore vicino al soffitto ma invisibile a chiunque fosse nel letto o
camminasse nella stanza. Miss Z non poteva scendere dal letto
senza interrompere l'operazione di registrazione delle onde cere-
brali, così non poteva vedere il numero con mezzi ordinari.
Accanto al numero fu posto un orologio cosicché potesse tentare
di notare l'ora in cui aveva un'OOBE e vedere il numero.
Molte cose interessanti furono notate sull'OOBE di Miss Z,

333
Fig. 3

Analisi EEG di Miss Z


Awake - relaxed: onde di veglia; stage 1 dreaming: 1" fase, sogno; stage
2 sleep: 2° fase, sonno; alphoid patern: modulo alfa.

334
I t m

c sono state dettagliatamente riportate altrove. Parleremo qui


solo delle più notevoli.
Ebbe numerose OOBE nel corso della quarta notte; dopo cia-
scuna, si risvegliava nel giro di un paio di minuti e ce la descri-
veva. In tutte tranne una non sentì di essere volata con il suo
secondo corpo in una posizione da cui potesse osservare il nu-
mero, così non tentò di indovinare quale fosse.
In varie occasioni in cui descrisse un'OOBE nel corso delle
quattro notti, apparve un solo modulo fisiologico. La figura 3
mostra un diagramma delle sue onde cerebrali normali, una regi-
strazione di quelle del sonno, ed il modulo, che ho chiamato
modulo alfa, collegato con le sue OOBE. I moduli erano chiara-
mente distinti in vari modi. Primo, le sue onde ordinarie di veglia
erano abbastanza normali e mostravano onde alfa ben formate
ad una frequenza di circa 10 cicli al secondo. Alcuni REM (mo-
vimenti oculari rapidi), prodotti sotto le palpebre in concomi-
tanza con il pensiero, compaiono in questa registrazione. Il mo-
dulo della fase 1 del sonno è abbastanza distinto. Esso si ricol-
lega ai sogni ordinari. Le onde cerebrali sono abbastanza diverse,
il REM corrisponde alla produzione di immagini oniriche. Il
modulo alfa, d'altra parte, mostra onde alfa che sono circa 1,5
cicli al secondo più lente del normale e generalmente ad un vol-
taggio inferiore. Non c'è REM collegato con questo modulo. Il
significato del modulo alfa non è chiaro, non comparendo nelle
persone normali, ma sembra associato con la maggior parte delle
OOBE di Miss Z. Dico « la maggior parte » perché in alcuni casi
la registrazione fu tecnicamente insoddisfacente e fu impossibile
stabilire se ci fosse o meno un modulo alfa.
Sebbene l'OOBE sia stata associata con le esperienze che
precedono la morte e la letteratura occulta dichiari che le fun-
zioni corporee devono abbassarsi ad un livello analogo alla morte
perché si verifichi l'OOBE, nel caso di Miss Z le misurazioni
cerebrali e fisiologiche negano questa teoria. Il suo livello car-
diaco era perfettamente normale - tra 70 ed 80 battiti al mi-
nuto - e la sua resistenza epidermica non mostrava nulla di
diverso da quanto ci si sarebbe aspettato nel sonno. Durante
l'OOBE il suo corpo non era assolutamente in condizioni simili
alla morte.
L'ultima notte che potei lavorare con lei nel laboratorio, riuscì
a giungere con il secondo corpo in una posizione da cui poteva

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vedere il numero che riportò esattamente: 25132. Siccome le
probabili là ili indovinare correttamente un numero di 5 cifre sono
1 su 100.000, questo è indubbiamente un risultato significativo.
I ricercatori psichici hanno imparato ad essere sensibili alle
possibilità di frode da parte dei soggetti degli esperimenti. Non
penso che Miss Z abbia potuto ingannarmi in qualche modo, seb-
bene bisogna sottolineare che la possibilità di un'elaborata frode
da parte sua non sia completamente da escludere. È possibile che
abbia elaborato uno specchio telescopico nascondendolo nel pi-
giama, e che l'abbia usato per vedere il numero in un momento in
cui pensava che non stessi guardandola attraverso la finestrella.
Penso che sia estremamente improbabile, ma la possibilità deve
essere citata. Mentre questi risultati possono essere interpretati
come prove dell'OOBE in condizioni di laboratorio, preferisco
vederli come dimostrazioni della possibilità di studiare l'OOBE
in condizioni di laboratorio, in grado di fornirci indizi sulle tra-
sformazioni fisiche durante un'OOBE.
Perché ci interessano le trasformazioni fisiche? A parte l'amor
di conoscenza, è possibile che se mutazioni fisiologiche nette ac-
compagnano l'OOBE possiamo imparare a produrle con altri
mezzi, come droghe, generando così una condizione fisiologica
più favorevole all'OOBE, anche se la produzione di una condi-
zione fisiologica di per sé può non essere sufficiente a produrre
l'OOBE. Così, la comprensione dei metodi per controllare la
fisiologia associata all'OOBE potrebbe darci un mezzo per pro-
durla invece di dover aspettare che si produca o sperare che un
soggetto fortunato abbia una tecnica che possa usare per ripro-
durla a volontà.

Robert Monroe
Robert Monroe è un uomo d'affari di successo, americano, sul-
la cinquantina che ha recentemente descritto le sue centinaia di
OOBE in un libro intitolato « I miei viaggi fuori dal corpo »
(Ed. MEB). Lo incontrai per la prima volta nel 1965, poco dopo
aver terminato di studiare Miss Z, e rimasi impressionato dalla
sua intelligenza, sincerità, e dai suoi sforzi di riportare accurata-
mente e cercare di comprendere le sue esperienze. Un mio rap-
porto completo sui miei esperimenti con lui è stato pubblicato
altrove.

336
I

Robert Monroe non aveva interesse in argomenti occulti o


mistici fino all'inizio delle sue OOBE, ed esse cominciarono in
un modo che dapprima non comprese. Iniziò ad avere una serie
di strane esperienze che culminarono in una sensazione di vibra-
zioni che scuotevano il suo corpo. Esami medici non mostrarono
aIterazioni di sorta, e nonostante la paura che gli veniva dal non
sapere cosa gli stesse accadendo decise di abbandonarsi a queste
vibrazioni e vedere dove lo avrebbero condotto. Le vibrazioni lo
condussero all'OOBE, e nel corso degli anni riuscì a controllarne
in parte l'induzione. Questi metodi sono descritti nel suo libro.
Quando potemmo lavorare insieme, aveva circa un'OOBE
alla settimana, a volte volontariamente ed a volte involontaria-
mente. Nel corso di parecchi mesi, potei misurare le onde cere-
brali di Monroe ed il suo battito cardiaco, usando il Laboratorio
Elcttroencefalografico dell'Università del Centro Medico della
Virginia. Si sdraiava su una branda per alcune ore la sera, a volte
dormendo, a volte tentando coscientemente di produrre una
OOBE, mentre un tecnico registrava i risultati nella stanza ac-
canto. Un numero di 5 cifre scelto casualmente veniva posto su
uno scaffale sulla macchina di registrazione nella stanza del tec-
nico invece che nella camera di Monroe.
L'ottava notte Monroe ebbe due brevi OOBE. Una di esse
non potè essere provata come paranormale, poiché la scena de-
scritta era troppo indefinita per essere identificabile. L'altra era
una descrizione ragionevolmente corretta delle attività del tec-
nico nell'altra stanza, ma erano talmente generiche che non fu
possibile stabilire se fossero paranormali o meno. Sentiva di non
essere in una posizione tale da poter leggere il numero. Le regi-
strazioni delle onde cerebrali in quel periodo erano essenzial-
mente analoghe a quelle che si presentano nella fase 1 dell'atti-
vità onirica, sebbene non ci fossero molti REM. Il battito car-
diaco era abbastanza normale, e come nel caso di Miss Z, era
chiaro clic M o n r o e non era a d a t t o in u n o stato analogo alla m o r t e
nel corso delle OOBE.
Dopo questi studi mi trasferii nell'Università di California.
Qualche tempo dopo, quando Monroe venne a trovarmi nel-
l'estate del 1968, potè passare un breve periodo in un laboratorio
molto più attrezzato che avevo allestito; in questo periodo ebbe
due brevi OOBE. Il modulo fisiologico era analogo a quello visto
in precedenza: onde cerebrali analoghe alla fase onirica 1 con

337
.
estrema scarsità di REM. Una delle sue brevi (otto secondi)
OOBE fu accompagnata da una caduta della pressione sanguigna.
In nessun caso riportò descrizioni di ambienti lontani che ci
provassero la validità del fenomeno. Monroe sentiva di non avere
abbastanza controllo sui suoi movimenti in un ambiente non fa-
miliare per vedere il numero nascosto.
Sebbene le onde cerebrali corrispondenti alle OOBE di Mon-
roe si producano in normali condizioni oniriche, è arduo supporre
che l'ÒOBE sia solo una forma di sogno. Ricordate, primo, che
le OOBE sono definite in base alle loro caratteristiche psicolo-
giche cioè, da una persona che si sente perfettamente cosciente
e mentalmente lucida ma situata in un luogo diverso da quello
in cui sa trovarsi il corpo fisico. Secondo, col passar degli anni il
ricordo dei sogni si attutì con lo sviluppo delle OOBE in Monroe,
come se l'OOBE avesse rimpiazzato l'attività onirica, anche
quando si trova in condizioni in cui ordinariamente si producono
i sogni. Non sappiamo se ciò verrà confermato da misurazioni
più accurate.
La differenza negli aspetti fisiologici dell'OOBE in Miss Z e
Monroe ci avverte che ci siamo imbattuti in un fenomeno ben
più complesso di quel che crediamo. Possono esserci diversi tipi
di OOBE.
Vorrei illustrare un'altra esperienza con Monroe che chiarirà
alcuni dei meccanismi più complessi. Alcuni mesi dopo essere
giunto in California, decisi di effettuare un esperimento in cui
una sera mia moglie ed io ci saremmo concentrati intensamente
per circa mezz'ora per aiutare Monroe ad aver un'OOBE e
« viaggiare » a casa nostra. Se avesse descritto accuratamente
la nostra casa questa sarebbe stata un'ottima prova del fattore
parapsicologico nell'OOBE
Telefonai a Monroe e gli dissi semplicemente che volevamo
tentare di « guidarlo » attraverso il paese fino a casa nostra in
un'ora imprecisata della notte. Quella sera scelsi casualmente un
momento in cui iniziare a concentrarci, momento in cui pensavo
che Monroe sarebbe già stato addormentato. Scelsi le 11 di sera,
ora della California corrispondente alle 2 di notte della Costa
Occidentale. Alle 11 cominciai l'esercizio con mia moglie, ma
alle 11,05 suonò il telefono; non rispondemmo ma continuammo
la nostra concentrazione fino alle 11,30.

338
Il giorno dopo, telefonai a Monroe, gli dissi solo che i risul-
tati erano stati incoraggianti senza dirgli altro e chiedendogli di
scrivere dettagliatamente ciò che aveva provato. Ecco il suo
racconto:
La sera passò tranquillamente, e finalmente andai a letto intorno
all'1,40 del mattino, ancora abbastanza sveglio. Il mio gatto giaceva
nel letto con me. Dopo un lungo periodo di rilassamento, il mio
corpo fu percorso da una sensazione di calore, ma senza perdita di
lucidità da parte mia. Quasi subito sentii qualcosa (o qualcuno)
scuotere il mio corpo. Capii immediatamente che questo era colle-
gato all'esperimento di Charley, e con piena fiducia non presi le mie
solite precauzioni « contro gli estranei ». Finalmente riuscii a sepa-
rare un braccio del mio secondo corpo e lo sollevai. Dopo un mo-
mento sentii una mano afferrarmi per il gomito, prima dolcemente
poi molto fermamente, e tirarmi fuori dal fisico con facilità. Sempre
fiducioso, ed un po' emozionato, espressi la volontà di recarmi da
Charley, se era là che voleva condurmi. La risposta fu affermativa
(anche se impersonale, tipo affaristica). Avendo ancora la svia mano
che mi teneva il gomito, potei « sentire » una parte del braccio (ma-
schile). Ma non potei « vedere » a chi apparteneva il braccio, Dopo
un breve viaggio (durato circa cinque secondi), ci fermammo, e la
mano mi lasciò il gomito. C'era un silenzio ed un'oscurità assoluta.
Quindi entrai in quella che mi sembrava una stanza.

Non riporterò tutte le note di Monroe, tranne per aggiungere


che quando finì il suo breve « viaggio » e mi telefonò per lui
erano le 2,05. Il rapporto con la cencentrazione mia e di mia
moglie era ottimo; i tempi coincidevano esattamente.
D'altra parte, la parte tralasciata del suo racconto - la descri-
zione di casa mia e di ciò che io e mia moglie stavamo facendo -
era abbastanza imprecisa. Percepì troppe persone nella stanza,
percepì me e mia moglie intenti a far cose che non avevamo
fatto, e diede una descrizione abbastanza vaga dell'aspetto fisico
della stanza.
Questo è il tipo di risultati spesso deludenti che si ottiene
quando si lavora nelle zone di frontiera della ricerca psichica.
Non ci sono prove sufficienti per dichiarare che si è trattato di un
(cnomeno paranormale, ma è insoddisfacente dire che non è suc-
cesso nulla.
Questo fatto particolare, come le altre OOBE, sembra una
sintesi di genuine percezioni paranormali del mondo fisico unite
a percezioni di una dimensione extrafisica.

339
Ingo Swann

Ingo Swann è un artista e scrittore sulla trentina che ha impa-


rato ad avere OOBE mantenendo uno stato di coscienza relati-
vamente normale (non entra in condizioni alterate e non ha biso-
gno di addormentarsi). Una serie iniziale di esperimenti con lui
è stata condotta dal dr. Karlis Osis e da Janet Lee Mitchell
all'ASPR a New York City.
Gli esperimenti erano analoghi a quelli eseguiti con Miss Z
e Monroe. Swann sedeva in una comoda poltrona, su di lui veni-
vano applicati gli elettrodi per misurare le onde cerebrali e ten-
tava di avere un'OOBE e di vedere qualche oggetto situato vi-
cino al soffitto. Inizialmente venne usato il solito numero di
cinque cifre; non riuscì a vederlo nel corso delle OOBE. Così
per questi esperimenti usarono una scatola aperta posta vicino al
soffitto, in cui venivano posti alcuni oggetti scelti a caso, richie-
dendo così un potere discriminatorio molto più elementare.
Swann tentò di descrivere verbalmente e disegnare gli oggetti che
vedeva. La scatola era sospesa abbastanza in alto in modo che
da nessun punto della stanza fosse possibile guardarci dentro,
mentre era facilissimo osservarla dal soffitto. Questa variante ha
alcuni vantaggi notevoli che verranno discussi più avanti.
Iniziali studi fisiologici sulle OOBE di Swann non hanno mo-
strato cambiamenti degni di nota nelle funzioni autonome (come
per Miss Z e Monroe) ma una diminuzione di ampiezza ed abbon-
danza del ritmo alfa durante l'OOBE. Questi cambiamenti delle
onde cerebrali sono analoghi da certi punti di vista a quelli rile-
vati in Miss Z ma non sono ampi o caratterizzanti come l'attività
del modulo alfa.
Per valutare la paranormalità delle descrizioni di Swann del
materiale rinchiuso nella scatola, furono usati otto diversi oggetti.
La possibilità di indovinarli esattamente è inferiore a 1 su 40.000.
Così i dubbi sulle componenti extrasensoriali di Swann sono
minimi.
La ricerca con Swann è particolarmente focalizzata sulle im-
plicazioni dcll'OOBE nella questione della sopravvivenza di qual-
che tipo di anima alla morte. Negli, studi con Miss Z, si potrebbe
accettare la paranormalità dei risultati ma obiettare che non pro-
vano l'esistenza di un'anima autonoma - solo che Miss Z ha im-
piegato una qualche forma di telepatia e chiaroveggenza per indi-

340
viduare il numero esatto e poi ha inserito questo dato nella sua
esperienza« allucinatoria » ed « irreale » su un viaggio fuori dal
corpo.
Il programma di ricerca dell'ASPR affronterà questo argo-
mento usando oggetti le cui caratteristiche variano secondo il
punto di vista da cui vengono rilevati - cioè, l'oggetto nella
scatola sospesa sarà scelto in modo da offrire un tipo di perce-
zione se osservato dal punto di vista del corpo fisico (anche se
NÌ esclude una percezione ordinaria) ma un altro tipo di perce-
zione se visualizzato da differenti luoghi di esperienza coscien-
ziale durante un'OOBE. Sistemi ottici, per esempio, verranno
posti tra il soggetto e l'oggetto posto nella stanza adiacente;
ciò distorcerebbe la percezione nei modi conosciuti ma non
avrebbe effetto se il soggetto sta realmente utilizzando qualche
forma di MSP analoga ai raggi X dal suo corpo fisico.
In un esperimento pilota con Swann, nella scatola vennero
proiettate due diapositive di un cavallo su un piccolo schermo in
modo che, viste dalla posizione esperienziale di un'OOBE, un
osservatore all'interno del corpo fisico avrebbe visto il eavallo
correre verso la sinistra, che è quanto vide Swann. Tutti i dati
iniziali degli studi con Swann sembrano confermare l'ipotesi che
ha qualcosa di analogo ad un occhio situato nel luogo dell'OOBE,
piuttosto che impiegare l'ESP dalla posizione del suo corpo fi-
sico. Questa è una delle linee di ricerca più creative della para-
psicologia moderna.
Un problema interessante sul « secondo corpo » in un'OOBE
è se esso interagisca con proprietà misurabili sul mondo fisico
conosciuto. Vi sono ottime indicazioni di questo tipo di intera-
zione nei testi più vecchi della ricerca psichica, ma siccome abbia-
mo scarse conoscenze delle condizioni di tali osservazioni, la mo-
derna parapsicologia non dà loro molto peso. Un'osservazione
iniziale dell'OOBE di Ingo Swann suggerisce ancora che ci può
essere un'interazione con il corpo fisico durante un'OOBE; forse
richiede solo una strumentazione appropriata sufficientemente
sensibile per rilevarla.
Swann visitò un laboratorio moderno di fisica dove si stava
usando un magnetometro superconduttore (cap. 22). Questo ap-
parecchio era ricoperto da due schermi di alluminio ed ottone
e da un superconduttore per difenderlo dalle interferenze di

341
campi magnetici esterni. Cosi, solo campi magnetici generati dalle
particelle nucleari avrebbero potuto influenzarlo. Al momento
dell'osservazione, nell'apparato era stato indotto un campo ma-
gnetico già da un'ora, e la sua lenta decadenza produceva un'onda
sinusoidale rilevata sul grafico di uscita. Ordinariamente questo
insieme tranquillo non avrebbe potuto modificarsi in meno di
ore ed ore.
Il fisico interessato alle OOBE di Swann gli chiese se poteva
influenzare l'uscita «concentrandosi» (il modo caratteristico di
Swann di ottenere un'OOBE) sull'interno del magnetometro.
Quando lo fece, la frequenza dell'uscita sinusoidale raddoppiò
bruscamente per un paio di cicli, un periodo di circa 30 secondi.
Un altro fisico presente esclamò immediatamente che c'era « ru-
more » nell'apparato, e sarebbe rimasto definitivamente convinto
se Swann avesse bloccato completamente l'uscita. L'uscita si in-
terruppe improvvisamente per circa 45 secondi, dopo di che
Swann disse che « l'avrebbe lasciata andare » e l'uscita ritornò
normale. Disturbi analoghi si produssero mentre Swann raccon-
tava come aveva fatto. Attente calibrazioni eseguite dopo che
Swdnrl lasciò il laboratorio non mostrarono instabilità di alcun
tipo nell'uscita sinusoidale.
I fisici presenti considerano questo fatto come un'osserva-
zione preliminare, non un esperimento, ma esso rinforza energi-
camente alcuni suggerimenti che ho avanzato alcuni anni fa per
l'uso di strumenti fisici (ed animali o persone sensitive) come
« rivelatori » dei fenomeni paranormali che si svolgono in un
dato luogo. Il programma di ricerca dell'ASPR tenterà un gran
numero di metodi strumentali per rilevare la presenza del secondo
corpo durante l'OOBE, come vuole un programma della Fonda-
zione per le Ricerche Psichiche.

ALCUNE SPIEGAZIONI PROPOSTE

Molti ricercatori hanno tentato di trovare una teoria che


spieghi l'OOBE. Tale teorizzazione è ai suoi inizi, siccome abbia-
mo molto poche informazioni solide e concrete sull'argomento,
riporterò le tre teorie principali che sono state proposte finora,
ed aggiungerò la mia che completa le altre tre.

342
LA spiegazione dell'anima indipendente
La piegazione « naturale » che quasi tutti coloro che hanno
avuto OOBE sottoscrivono e che è stata formalmente proposta da
alcuni ricercatori è, in effetti, che non c'è bisogno di spiegazioni:
è proprio quello che sembra. L'uomo ha un'anima non fisica in
grado, in certe condizioni, di lasciare il corpo fisico. Quest'anima,
manifesta in quello che chiamiamo il secondo corpo, è la sede
della coscienza. Mentre è come un normale corpo fisico da certi
punti di vista, non è soggetta alla maggior parte delle leggi fisiche
dello spazio e del tempo ed è così in grado di spostarsi a volontà.
La principale obiezione che è stata sollevata a questa teoria si
basa sull'osservazione che in molti casi coloro che hanno OOBE
non si ritrovano solo un secondo corpo ma lo vedono vestito
con gli abiti familiari, come per esempio il piagama che indos-
sava a letto. Molte persone possono credere che l'uomo ha
un'anima, ma un pigiama? Ricondurre tali abiti ed altri oggetti
immateriali che talvolta accompagnano il secondo corpo ad una
anima ed ai suoi attributi rende quest'idea così diluita che in
pratica non spiega niente.
C'è un altro grande svantaggio nella spiegazione di un'anima
indipendente: «anima» non è semplicemente un termine de-
crittivo, ma ha tutta una serie di connotazioni esplicite ed im-
plicite a causa delle credenze religiose della nostra cultura. Anche
te una persona non ha avuto un'educazione religiosa formale,
un concetto emotivamente potente come anima ha forti effetti a
livello inconscio. Siccome un primo requisito della ricerca scien-
tifica è una precisa descrizione ed una chiara comunicazione, una
parola come « anima » è difficile da trattare scientificamente a
causa delle profonde reazioni nascoste che può evocare negli
uomini che si dedicano alla scienza.

La spiegazione dell'allucinazione - più - PSI


Coloro che trovano l'idea di un'anima immateriale non pro-
vata od inaccettabile spiegano l'OOBE come un'esperienza allu-
cinatoria di qualche tipo: un sogno lucido, cioè quello in cui si
è coscienti di sognare. Cioè, è lucido nel senso che nulla lascia il
corpo fisico per trasferirsi altrove. Per quei casi di OOBE in cui
si ottengono informazioni esatte su fatti distanti, si postula che
l'I'.SP, che è abbondantemente provata, agisce ad un livello in-

343
conscio, e questa informazione viene utilizzata dalla mente sub-
conscia per arrangiare la scena allucinatoria od il sogno in modo
da corrispondere alla scena reale.
Il problema di questa spiegazione è che è troppo generica.
Siccome non abbiamo la minima idea di quali siano i limiti
dell'ESP, possiamo servirci di questa interpretazione per spiegare
in questi termini qualsiasi cosa. Per esempio, può non essere
vero che in questo momento state leggendo questo libro: potete
avere un'allucinazione in uno stato alterato di coscienza che, con
l'operazione della chiaroveggenza subconscia, corrisponde esatta-
mente all'esperienza che avreste leggendo in questo momento
questo libro, cosicché non saprete mai distinguere la differenza.
Siccome conosciamo alcuni attuali limiti dell'ESP, è difficile
sapere quanto questa teoria si possa estendere. Ha il vantaggio,
però, di spiegare molto bene il pigiama del secondo corpo. È
altrettanto « reale » od « irreale » del secondo corpo stesso.

La spiegazione della condizione manipolabile mentalmente


Il problema della provenienza del pigiama porta ad un terzo
tipo di teoria, che postula che esista davvero un secondo corpo in
qualche modo reale, per quanto non fisico. Però, il regno o
spazio dell'universo in cui agisce questo secondo corpo è conce-
pito come facilmente trasformabile o manipolabile dai pensieri
consci ed inconsci e dai desideri della persona il cui secondo corpo
si trova in tale spazio. Siccome normalmente pensiamo a noi
stessi come vestiti, e questa è un'abitudine totalmente automa-
tica e profondamente radicata in noi, quando si ha un'OOBE il
tessuto (chiamato anche etere psichico) dello spazio si modifica
nel vestito che normalmente ci attribuiamo. Così, questa teoria
può spiegare abiti ed altri oggetti non fisici senza attribuirgli
anima alcuna.
Il principale problema di questa spiegazione è che abbiamo
poche prove oggettive per l'etere psichico o per qualcosa di ana-
logo, così ci ritroviamo a spiegare un fatto ignoto servendoci di
un altro altrettanto ignoto.
Notate che la spiegazione dell'anima indipendente e quella
della condizione manipolabile includono entrambe il fatto che
altri tipi di ESP, come telepatia, chiaroveggenza o precognizione,
possono anche prodursi unitamente all'OOBE.

344
I

Non possiamo decidere quale di queste teorie è giusta in ulti-


ma analisi, ma piuttosto quale teoria si applica a questo caso
particolare colare. Ho sottolineato che possiamo chiamare OOBE « clas-
siche» quelle in cui il soggetto si sente dislocato in un luogo
compiutamente lontano, mentre si sente pienamente cosciente
e totalmente distaccato dal corpo fisico. Questi sono i casi che
si lattano meglio alla teoria dell'anima indipendente. Ma ci sono
casi chiamati OOBE in cui il soggetto immagina vivamente (od
ha un'allucinazione) ciò che sente essere in un luogo lontano,
mentre conserva una certa qual coscienza del suo corpo fisico e
dell'ambiente che lo circonda. Questo si adatta meglio alla teoria
dell'allucinazione-più-PSI, Questi ultimi casi possono essere chia-
mati proiezioni mentali, per usare un vecchio termine, od OOBE
visualizzate. Le OOBE di Ingo Swann hanno alcune qualità del-
l'ultimo tipo di proiezioni mentali, mentre quelle di Miss Z e
Monroe sono OOBE classiche.
Le ricerche future dovranno iniziare a porre queste ed ana-
loghe distinzioni per perfezionare la nostra comprensione del fe-
nomeno OOBE; al momento attuale non abbiamo cognizioni
icientifiche sufficienti per fare una distinzione valida.

L'approccio agli stati alterati di coscienza


Pensando a queste spiegazioni, arriviamo al problema dal
nostro normale stato di coscienza; cioè, il nostro computer biolo-
gico, il nostro cervello o mente, è programmato con ogni tipo
di luoghi comuni che danno al problema dell'OOBE la forma

o particolare che assume. Altrove ho dichiarato che dobbiamo svi-

luppare quella che ho chiamato scienza della condizione speci-


fica; cioè, certi tipi di fenomeni che si presentano in stati alte-
rati dì coscienza dovrebbero essere studiati in quegli stati di co-
scienza, e le spiegazioni e teorie venir sviluppate in quegli stati
e verificate. Ciò implicherebbe un'insolita estensione del metodo
scientifico, ma non contrasta con i principi basilari della scienza.
Non ho sviluppalo quest'idea in ogni dettaglio in rapporto con
l'OOBE, ma la espongo qui brevemente per ricordarci i molti
preconcetti nascosti caratteristici della nostra coscienza ordinaria
e degli ostacoli che ci pongono ad ogni tentativo di spiegare
l'OOBE. Ho recentemente esaminato alcuni di questi preconcetti
altrove.
345
La spiegazione dell'interazione
Dalla mia conoscenza generale dei fenomeni parapsicologici
non ho dubbi che i fenomeni extrasensoriali fondamentali (tele-
patia, chiaroveggenza, precognizione) esistono realmente, come
anche la PK. Siccome questi fenomeni sono del tutto inspiegabili
con la nostra visione attuale dell'universo fisico, indicano che il
quadro attuale dell'universo è alquanto incompleto. L'area tra-
scurata dalla nostra visione fisica e scientifica del mondo è tutta
la zona che possiamo chiamare mente. Dalle mie conoscenze psi-
cologiche, così come da quelle parapsicologiche - e particolar-
mente la scienza della psicologia transpersonale, che tratta dei
potenziali spirituali umani - io sospetto che la mente costituisca
realmente un qualche tipo di spazio od energia esistente in modo
indipendente dalla materia fisica.
Applicando alle OOBE classiche la visione dell'uomo che ho
sviluppato risulta: un uomo è composto da due sezioni, una
fisica, biologica, ed una certa quantità di mente. Mentre ognuno
di questi due regni ha leggi e proprietà specifiche, non abbiamo
un'esperienza diretta, personale, di una delle due distaccata. Ciò
che conosciamo è la mente ed il corpo uniti in un insieme com-
pleto e legato strettamente. Questa è la nostra esperienza quo-
tidiana di noi stessi: la mente si interconnette cosi strettamente
con il corpo e viceversa che non possiamo dirli distinti. Per virtù
dell'interazione, la mente altera la natura del corpo, e viceversa.
In un'OOBE, ho ipotizzato che abbiamo una separazione
(parziale o completa) del corpo dalla mente. Così, abbiamo una
possibilità di dare uno sguardo al corpo non influenzato dalla
mente e, per esperienza personale, alla mente non influenzata
dal corpo.
Ma la mente ed il corpo sono molto dinamici, meccanismi
attivi che si autoregolano ad alto livello cioè, ognuno contiene
sistemi di stabilizzazione per mantenere il funzionamento corpo-
reo e mentale nell'ambito di certi limiti « normali ». Anche se la
mente è una parte del sistema regolatore del corpo e viceversa,
possiamo aspettarci che ogni sistema funzioni nello stesso modo
dopo la rimozione dell'altro sistema di controllo per la forza dei
condizionamenti, almeno per breve tempo.
Così nelle OOBE molto brevi, noi vediamo la coscienza fun-
zionante esattamente come quando è collegata al corpo. Arriva al

346
punto di continuare a considerare l'immagine del corpo come
reale. Così il secondo corpo si rappresenta come quello fisico.
Il corpo fisico, in base alle osservazioni effettuate nei nostri
laboratori, non mostra cambiamenti notevoli dal funzionamento
abituale. I moduli di funzionamento corporeo sono ancora alta-
mente condizionati dalla presenza mentale, e viceversa.
In OOBE prolungate, d'altra parte, in cui il controllo interat-
tivi) di un sistema sull'altro viene fortemente ridotto, ci si
aspetta che le caratteristiche della mente in sé e del corpo in sé
inizino a manifestarsi, e l'evidenza dei fatti, sia quelli riportati
che la stessa letteratura occulta, confermano questa idea. Monroe,
per esempio, scoprì che OOBE prolungate (30 minuti o più) la-
sciavano all'atto del rientro il corpo freddo e stanco, e così la
paura di serie disfunzioni l'ha indotto ad evitare OOBE prolun-
gate. È come se il corpo lasciato da solo, senza l'interazione dei
moduli mentali, non possa regolarsi completamente per mante-
nere la condizione che chiamiamo vita, e piccoli errori nel con-
trollo inizino ad accumularsi fino a raggiungere un livello peri-
coloso. Penso che OOBE molto lunghe condurrebbero a gravi
malattie od alla morte, idea che si ritrova frequentemente nella
letteratura occulta.
Guardando alle esperienze del soggetto in OOBE prolungate,
scopriamo che il funzionamento mentale può realmente variale
dalla coscienza normale in molti modi. Il secondo corpo può
cambiare in forma o funzioni da quello fisico o scomparire com-
pletamente. Si possono avere esperienze mistiche. Ripetute OOBE
in un soggetto possono avere un effetto che permette a sistemi
di funzionamento mentale diversi di emergere, ("osi, la nostra
comprensione dell'OOBE non progredisce più velocemente della
nostra comprensione degli stati alterati di coscienza.
Il secondo caso di questo capitolo, in un'OOBE causata dalla
morte imminente, illustra il tipo di trasformazioni mentali che
possono prodursi con OOBE prolungate od un corpo pieno di
disfunzioni. Se in un'OOBE la separazione tra mente e corpo
non è mai pienamente completa, allora grandi disfunzioni del
Corpo fisico dovrebbero anche alterare la coscienza se esiste un
collegamento regolare con il corpo fisico ma ora, trasmettendo
Informazioni estremamente insolite, non può trattenere il funzio-
namento cosciente nei limiti abituali.
La teoria dell'interazione è analoga a quella dell'anima indi-

347
pendente. Differisce principalmente nel tentativo di non comin-
ciare con un concetto filosofico o religioso dell'anima, con tutte le
connotazioni culturali del termine, ma di essere descrittiva dei
fenomeni OOBE classici, come li conosciamo oggi, e fornire una
base teorica che possa essere studiata scientificamente. Le clas-
siche idee esplicite a proposito dell'anima, come l'immaterialità,
l'immortalità e gli speciali rapporti con il Creatore, sono troppo
astratti per rientrare nella procedura scientifica corrente. La teo-
ria dell'esistenza della mente indipendente dal corpo si adatta
bene con i dati di cui disponiamo, ma la sua funzione principale
è spingerci a raccogliere sempre più dati, perfezionare i nostri
sistemi di ricerca sul fenomeno, e cercare di formulare ipotesi
che possano venir verificate. Questa è la funzione di ogni teoria
scientifica attiva.
La teoria dell'interazione può essere vista come un supple-
mento dell'approccio agli stati alterati di coscienza.

CONCLUSIONI

Ci sono molte cose di cui siamo sicuri rispetto all'OOBE.


Primo, esistono persone che hanno realmente l'esperienza di tro-
varsi in un luogo diverso dal corpo fisico ma non di meno sen-
tono di possedere tutte le facoltà critiche e le altre proprietà della
normale coscienza. Sono sicuri che non si traila di un sogno o eli
un'allucinazione.
Secondo, la loro percezione degli eventi da questo luogo di-
stante può non corrispondere totalmente con quanto in quel mo-
mento sta accadendo nella realtà fisica, e l'esperienza può essere
trattata come un fenomeno psicologico che non richiede alcuna
spiegazione paranormale.
Terzo, la percezione di fatti in luoghi diversi è talvolta così
accurata ed improbabile che dobbiamo concludere che nell'espe-
rienza c'è una componente paranormale, che immediatamente
rende il fenomeno molto più importante che se fosse solo psi-
cologico: richiede una spiegazione molto più sofisticata perché
viola la nostra visione del mondo fisico.
Infine, a causa dell'enorme influenza delle credenze indivi-
duali - la convinzione di sopravvivere alla morte - l'OOBE è
una delle esperienze psicologiche più importanti, per quanto si

348
t

produca raramente. Sono convinto che la maggior parte delle


nostre tradizioni religiose si basa su questo tipo di esperienza.
Non potremo comprendere il nostro retaggio religioso o la nostra
filosofia della vita finché non giungeremo ad una comprensione
adeguata dell'OOBE. L'OOBE è uno dei fenomeni più impor-
tanti ed al tempo stesso più negletti. Anche i ricercatori psichici
generalmente non gli danno importanza. Ma la sua importanza
per la comprensione dell'uomo non può neanche venir calcolata.

349

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