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Neale Donald Walsch

CONVERSAZIONI
CON DIO
LIBRO QUARTO

Il risveglio della specie


A coloro che si rendono conto
che né la loro vita né il loro mondo
sono meravigliosi come dovrebbero essere,
ma sanno che possono diventarlo
e scelgono di renderli tali.
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Nota dell’autore

Mi rendo conto che nel più recente libro della serie Conver-
sazioni con Dio, scritto diversi anni fa, dichiarai che si trattava
dell’ultimo dialogo di questo tipo pubblicato e diffuso da me.
Ma la vita è un mosaico in continua evoluzione e visto che tutti
noi siamo Uno con Dio, abbiamo la capacità di creare quello
che i cineasti chiamerebbero un “finale alternativo” a qualsiasi
storia. Apparentemente è quello che è accaduto in questo caso.
Sembra che a livello Superconscio (ossia a quel livello in cui
agiscono tutte le anime) sia stata presa una nuova decisione.
Avrei potuto mantenere privato quest’ultimo dialogo, ma
ogni cellula del mio corpo gridava: “Non ti azzardare!”. Avevo
fatto una promessa a Dio: continuare a diffondere importanti
informazioni, capaci di cambiare in positivo le esperienze quo-
tidiane di milioni di persone. La diffusione pubblica della mia
più recente conversazione con Lui – trascritta parola per parola
– mi permetteva di tenere fede a quella promessa.
Anche se le principali religioni del mondo parlano di rivela-
zioni fatte da Dio agli esseri umani e avvenute nel corso di tutta
la storia, qualcuno potrebbe dubitare che un evento di tale portata
fosse accaduto proprio a un essere imperfetto come me. Sincera-
mente lo capirei. Ma ho sempre detto che non sono io al singolare
a parlare con Dio, ma tutti noi al plurale a parlare con Lui. È solo
che gran parte delle persone chiama questo dialogo in altri modi.

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Ognuno ha la capacità di accedere alla Sorgente della sag-


gezza suprema posta nel profondo del suo sé: è il mezzo con cui
Dio opera dentro e attraverso noi. Nel dialogo, il Divino spiega
questo fenomeno così: “Parlo con tutti, sempre. La domanda
non è ‘Con chi parlo?’. La domanda è ‘Chi ascolta?’.”
Perciò ti invito a mettere da parte qualsiasi forma di scetti-
cismo verso la fonte delle informazioni qui contenute e a consi-
derare se esse possano avere un valore per la tua vita individua-
le e, più ampiamente, per la tua comprensione della Vita stessa.
Questo testo contiene molte informazioni sulla vita e la
morte e sulla dimensione intermedia. Probabilmente racchiude
più dati metafisici di quanti ti sia mai capitato di leggere in un
unico testo. A un certo punto del dialogo che seguirà forse di-
rai: “Speculazione o no, tutto ciò è decisamente affascinante.”
Per poi chiederti giustamente: “Ma a che serve saperlo? Come
può riguardare e migliorare la mia esistenza, per non parlare
della vita di tutti noi qui sulla Terra?”.
Come vedrai, ho fatto domande su domande nel tentativo
di rendere questo dialogo comprensibile e pertinente. So solo
che oggi, con tutto quello che succede nel mondo, la gente ha
un disperato bisogno di messaggi di speranza, fede, guarigione
e cambiamento. Ritengo che quest’ultima conversazione con
Dio offra proprio questo: ecco perché ho deciso di condividerla
e renderla pubblica. Lo scambio qui riportato contiene alcu-
ne dure valutazioni sulla situazione attuale, che non vogliono
essere giudizi ma lampi per illuminare ciò che adesso siamo
invitati a vedere e ciò che abbiamo il potere di fare.
So che sembra banale, ma un Domani Migliore per noi
come individui e per la nostra civiltà è possibile, anzi: molto,
molto possibile se lo sceglieremo. Come chiarisce questo dia-
logo, basterà prendere un’Unica Decisione. Spero che quanto
segue ti aiuti a compiere questa scelta.

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Introduzione

Il 2 agosto 2016 mi destai da un sonno profondo. Fu


“quell’impulso” a svegliarmi. Non lo sentivo da quasi dieci
anni, ma lo conoscevo bene.
Non avevo idea di che ora fosse. Pensai: “Se fossero le 4:23,
mi servirebbe forse un segno più chiaro di questo?”.
Guardai la sveglia sul mio comodino.
Le 4:13.
Certo, così avevo il tempo di prepararmi per il mio “appun-
tamento” delle 4:23.
Il mio primo dialogo con Dio iniziò proprio alle 4:23 del
mattino. E per settimane, tutti i giorni fra le 4:15 e le 4:30,
venivo svegliato da un profondo impulso interiore: riprendere
quel dialogo.
Questa situazione si protrasse per mesi (e successivamente
per anni). Mi domandai se quell’orario specifico avesse un si-
gnificato, ma poi non sentii più il bisogno di chiarirlo.
Quando le prime conversazioni con Dio, scarabocchiate su
blocchi di carta gialla, diventarono un libro pubblicato (nel dia-
logo mi era stato detto che sarebbe avvenuto, quindi per scom-
messa le inviai a una casa editrice), pensai che forse era successo
qualcosa di importante. E quando il libro fu acquistato da più
di un milione di persone e tradotto in trentasette lingue, fui
scioccato che quella premonizione fosse diventata realtà.

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Poi cominciarono ad arrivare gli inviti a parlare al di fuori


degli USA e dovetti procurarmi il mio certificato di nascita per
richiedere un passaporto. Non riuscendo a trovarlo fra i miei
effetti personali, mi rivolsi alle autorità competenti del luogo
in cui ero nato chiedendo d’inviarmi a pagamento una copia
ufficiale del documento.
Il giorno in cui aprii la busta e lessi il certificato rimasi sba-
lordito:
ORA DI NASCITA: 4:23
Naturalmente.
Il fatto che la mia esperienza di connessione con il Divino
iniziasse sempre più o meno all’ora in cui venni al mondo mi
sembrò significativo. Come minimo non potevo ignorare que-
sta perfetta coincidenza.
Nel corso degli anni, da allora, se mi svegliavo improvvisa-
mente fra le 4:15 e le 4:30 del mattino, cominciavo a fissare il
soffitto e sentivo una certa energia scorrermi attraverso il cor-
po, sapevo cosa stava succedendo. Mi alzavo immediatamente,
correvo al portatile e mi mettevo a disposizione di qualsiasi
cosa volesse raggiungermi.
Lo stesso accadde il 2 agosto 2016. Sollevai le coperte, mi
alzai dal letto e mi misi al computer. C’era un unico problema:
non pensavo che l’avrei fatto di nuovo.
Lasciami spiegare.
Tutti noi abbiamo di continuo quelle che chiamo “conver-
sazioni con Dio”. Ciò mi è stato spiegato all’inizio degli oltre
tremila dialoghi con il Divino. Quindi la mia esperienza non
era unica o inconsueta, forse solo un po’ insolita. Il fatto che
avessi trascritto questi colloqui intimi e poi li avessi inviati a
una casa editrice che addirittura li pubblicò e li distribuì nelle
librerie rende la vicenda piuttosto particolare.
Col tempo ho capito e sperimentato che tutti abbiamo co-
stantemente un profondo legame personale con il Divino e che

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possiamo stabilire una vera comunicazione con Lui per chie-


dere consigli, aiuto, intuizioni, assistenza e qualsiasi cosa desi-
deriamo. In effetti era proprio questo lo scopo del libro. Era stato
divulgato per permettere ad altre persone in tutto il mondo di
aprirsi a quest’esperienza, per invitarle a instaurare un rapporto
nuovo e più personale con Dio.
Ma è tutt’altra cosa sapere di dover intrattenere questo ge-
nere di dialogo, avvertire che “è arrivato il momento” di avere
una simile interazione in virtù di una sensazione interiore pro-
fonda e traboccante che non può essere ignorata. Vivo tutto ciò
come qualcosa di travolgente e non provavo questa sensazione da
quasi dieci anni, perciò mi ero persuaso che il nostro preceden-
te scambio era stato l’ultimo.
Oh, sapevo che avrei scritto ancora. Lo farò per sempre: un
articolo per “l’Huffington Post”, un blog per “CWG Connect”,
un post su Facebook, una risposta a una domanda su “Ask Ne-
ale”, persino un libro che esplori la profondità dei messaggi che
ho ricevuto.
Ma un’altra conversazione cartacea con Dio? Un altro dialo-
go a tu per tu con la Divinità? Pensavo che quei giorni fossero
finiti. Credevo che il processo si fosse concluso.
Mi sbagliavo.

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Pensavo che non sarebbe più accaduto. Credevo che questo


processo si fosse concluso.

Devi darti ancora da fare, mio caro. C’è un altro invito che
ti aspetta.

Ne ho già accettati due: cambiare l’opinione che il mondo


ha di Dio e restituire le persone a se stesse. Pensavo che aves-
simo finito.

Lo so, ma non era ancora arrivato il momento per il terzo.

Adesso è arrivato?

Adesso sì.

Va bene, qual è il terzo? E sarà l’ultimo invito?

Sì, sarà l’ultimo. E tra l’altro questi inviti non sono solo per
te. Sono per tutti, anche se non tutti li accetteranno.
Quelli che li accetteranno, si autoidentificheranno.

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Per quanto riguarda i primi due inviti, mi ero già reso conto
che i messaggi non fossero solo per me.

Quindi adesso arriva il terzo e ultimo invito: è Il Momento


Perfetto per Progredire sul tuo Pianeta.

La notizia è elettrizzante, soprattutto perché ho la sensa-


zione che stia succedendo l’esatto contrario: sembra che la no-
stra civiltà stia regredendo, che stiamo diventando meno civili,
meno tolleranti, meno capaci di controllare le nostre debolezze
(per non parlare della rabbia) e di far emergere i lati migliori
della nostra natura.

Sono contento che te ne rendi conto, che lo percepisci, per-


ché se presti attenzione a quello che succede a te e intorno
a te – e fai quello che sei intimamente guidato a compiere
al riguardo – non c’è niente di cui preoccuparsi.

Be’, mi sembra che la situazione sia grave, ma non so se


questo è solo un mio giudizio e non riesco a essere obiettivo.
Penso che sul Pianeta stiano accadendo tante cose che non do-
vrebbero succedere.

Non è questione di cosa “dovrebbe” o “non dovrebbe” ac-


cadere. Si tratta di quello che sta succedendo – sia nella
tua esperienza individuale e altamente personale sia nell’e-
sperienza della collettività chiamata umanità – e di come
puoi modificare radicalmente quelle che secondo te sono
le parti peggiori.
È Il Momento Perfetto per cominciare a compiere quei
cambiamenti, perché ciò che accade adesso a livello am-
bientale, politico, economico, sociale e spirituale, ti fornisce

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segnali evidenti e inequivocabili, indiscutibili e lampanti su


come riuscirci.
Ecco perché è il momento del Terzo Invito.

Va bene, sono pronto. Siamo tutti pronti. Qual è? Qual è lo


scopo del terzo invito?

Il risveglio della specie.

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Be’, forse è troppo ambizioso.

Può qualcosa essere troppo ambizioso per Dio?

Intendevo per me.

Anch’io.

Capisco cosa vuoi dire.

Davvero? O hai dimenticato Chi Sei...?

No. Be’, sì... nel senso che non agisco in quella maniera. In-
tendo dire che intellettualmente capisco che Dio risiede in me,
che sono un’Individuazione della Divinità, ma in pratica non
vivo questa dimensione.

Potresti provarci.

È più facile dirlo che farlo.

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Fino a quando continuerai a pensarla così, questa sarà la


tua verità. Ma non puoi risvegliare la specie finché non ri-
sveglierai te stesso.

Lo so, lo so... Mi sto impegnando al massimo.

Puoi impegnarti di più. Questo è Il Momento Perfetto per


Progredire.

Continui a ripeterlo.

Ti impegnerai di più, allora? Vi impegnerete tutti?

Non posso parlare per gli altri, ma io ci sto. Dimmi come


posso risvegliarmi più velocemente. Non c’è persona sulla Ter-
ra che non lo voglia sapere.

Il sistema migliore per risvegliarsi il più velocemente possi-


bile è causare un rapido risveglio in un’altra persona.

Ma come posso “causare” il risveglio di un altro se io non mi


sono risvegliato?

Questo è interessante. Si tratta di una cosiddetta Dicotomia


Divina: due verità apparentemente contraddittorie esisto-
no simultaneamente.
La realtà è che tu sei risvegliato, solo che non sai di esserlo.
Perciò in un certo senso non lo sei.
Non sei risvegliato al fatto che sei risvegliato, quindi ti sem-
bra di non essere risvegliato.

Ti puoi spiegare meglio? Mi sembrava che stessimo girando


a vuoto senza arrivare al punto.

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Ti è mai capitato di sentire un suono nel cuore della notte e


di pensare che facesse parte di un sogno, per poi scoprire
che invece eri sveglio?

Certo, è capitato a tutti.

Appunto.

Okay, allora diciamo che mi sono risvegliato ma che anco-


ra non lo so. Che cosa potrebbe farmi rendere conto di essere
sveglio?

Ti sei mai svegliato di soprassalto a causa di un incubo?

Sì, certo. Anche questo è capitato a tutti.

Immagina allora di esserti svegliato adesso spaventato dalle


condizioni in cui versa il Pianeta, alcune delle quali sono un
vero incubo.
L’hai detto tu che hai l’impressione che l’umanità stia re-
gredendo.

A volte ho l’impressione di regredire anche nella mia vita,


non solo a livello globale.

È un’osservazione molto positiva. Ti fa comprendere che


questo non è un brutto sogno, ma una realtà che decidi di
non scegliere più.
Ogni giorno diventi sempre più consapevole di quello che
accade intorno a te e ciò ti aiuta a ricordare Chi Sei e a mo-
tivarti per agire di conseguenza.
Basta questo per far sì che tutti voi che sentite di esservi
risvegliati mettiate fine a ogni situazione da incubo. Dovete

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semplicemente risvegliarvi al fatto che siete già risvegliati


e che potete fare qualcosa per quello che succede intorno
a voi.

Non so se me la sento di provare a salvare il mondo.

Non si tratta di salvare il mondo, ma di progredire lungo il


tuo personale cammino spirituale. Può diventare il periodo
più eccitante e coinvolgente della tua vita.
E il mondo potrebbe davvero cambiare, essere “salvato”
dalla tua decisione di agire in base a Chi Sei Veramente, an-
che se non sarà questo il punto.
Il punto e lo scopo di ogni singolo cambiamento in come
percepisci e ti muovi attraverso il mondo è la tua evoluzio-
ne personale.
Se desideri dimostrare Chi Sei Veramente, un mezzo per
farlo è contribuire a porre fine alla sofferenza altrui, gua-
rire il Pianeta e influenzare positivamente il futuro delle
persone che ami. Allora non ti sentirai appesantito da un
“compito troppo gravoso”, ma sarai felicemente entusiasta
dell’opportunità che la Vita ti offre in questo Momento Per-
fetto per Progredire.
Come parte del tuo processo evolutivo personale, il Terzo
Invito consiste nel risvegliare al fatto che lo siano già nu-
merosi esponenti della tua specie, per poi ispirarli ad agi-
re di conseguenza. Devi essere un modello e mostrare un
comportamento risvegliato a quelli tra loro che sono anco-
ra addormentati, questo perché ti viene richiesto dalla tua
evoluzione personale.

Grazie. Ho capito. Ma c’è una domanda che mi assilla: se


tante persone sono già risvegliate, perché non agiscono di con-
seguenza? Vuoi dire che nessuna di loro – nemmeno una – sa

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di essere risvegliata? Pensano ancora tutte di “sognare” quello


che a volte sembra un incubo chiamato “notiziario del giorno”
qui sulla Terra?

No. Molte sanno che quanto sta succedendo è reale, sono


consapevoli di chi sono e di come potrebbero risvegliare il
resto della specie.

Va bene, allora la mia domanda resta aperta: se così tan-


ti esseri umani sanno di essere risvegliati, perché il mondo è
ridotto in questo stato? Io ne sono un esempio perfetto. Tutti
i giorni faccio, dico o penso cose che non c’entrano nulla con
il comportamento di una persona “risvegliata”. Se so di essere
risvegliato, come tu sostieni, allora perché mi comporto così?

Perché essere risvegliato e sapere quello che sai... e inte-


grare pienamente tutto quello che sai nella tua vita... sono
due cose diverse.
A volte, soprattutto quando sei molto giovane o agisci da
immaturo, ti sembra più allettante fingere di non sapere
quello che sai, oppure ignorare il fatto di saperlo.
A volte semplicemente te ne dimentichi.
Tuo padre ti ha mai detto: “Perché fai una cosa del genere
se sai che è sbagliata?”.

Certo, me l’avrà ripetuto un centinaio di volte.

Allora con questa sono centouno. Ascolta, la vostra è una


specie molto giovane. Siete come dei bambini. Siete i lat-
tanti dell’universo. Andate in giro a fare cose che sapete
essere sbagliate perché lì per lì sembrano più divertenti.
Oppure vi dimenticate di ciò che vi è stato detto.

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Questa è la storia collettiva della specie umana sulla Terra,


e avete lasciato che diventasse anche la vostra esperienza
di individui, pur sapendo che è sbagliata.
Non solo osservate comportamenti non salutari negli altri:
li adottate anche voi.
Ora però è arrivato il momento che mettiate da parte que-
sti atteggiamenti infantili.

Lo so.

Lo so che lo sai. È proprio quello che sto dicendo.


Anche coloro che prima non sapevano adesso sanno, com-
presi i membri più immaturi della vostra specie emergente.
Sta diventando troppo plateale fingere di non vederlo, non
capirlo o non saperlo.
Eppure ancora non agite come se ne foste consapevoli. Non
state integrando la vostra conoscenza. Ossia, sapete ma non
agite come se sapeste di sapere. Siete consci di Chi Siete e
di Cosa È Vero, ma il vostro comportamento non riflette tale
conoscenza. Continuate ad agire come sonnambuli.
Ma se non volete sbattere contro un muro o cadere in un
precipizio, fareste bene a rendervi conto di essere già risve-
gliati, che non state sognando una delle situazioni da incu-
bo sulla Terra. E che non state “inventando” o immaginan-
do che proprio oggi è Il Momento Perfetto per Progredire
nella vostra evoluzione.

Ho capito! Continui a dirlo e finalmente l’ho capito. Ho


afferrato il concetto. E scommetto che anche chi sta leggendo
adesso capisce. È una buona notizia per tutti.

Sì. Mi sto volutamente esprimendo in maniera enfatica. Mi


sto ripetendo di proposito.

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Questo dialogo che ti sei sentito chiamato a instaurare ha lo


scopo di ripetere cose che ti ho detto in altre conversazioni.
Ha lo scopo di fartele riascoltare, così che adesso tu le com-
prenda tutte. Ha lo scopo di mettere insieme i pezzi mentre
progredisci verso la Piena Integrazione, per poi sentirti libe-
ro di accettare Il Terzo Invito.
Sentiti libero di risvegliare la tua specie, perché questo è
davvero Il Momento Perfetto per Progredire.

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Perché t’importa così tanto? Pensavo che Dio non prendesse


posizione sulle questioni temporali.
Intendi dire che hai una preferenza, che sei profondamente
preoccupato per come va la mia esistenza e per tutto ciò che
riguarda la vita sulla Terra? E se sei davvero il Dio di que-
sto universo e hai una preferenza, perché non riesci a ottenere
quello che vuoi?
Spero che siano domande lecite, perché alcune persone si
sentiranno confuse.

Ogni domanda è lecita. La tua opportunità (e l’opportuni-


tà di tutti coloro che considerano l’aiutare gli altri nel loro
cammino evolutivo come parte del proprio percorso) è di
fare quello che puoi per risvegliare la tua specie, innanzi-
tutto attraverso il tuo comportamento. Perché è quello che
fai, quello che sei nel mondo, a scuotere le persone sve-
gliandole, a farle trasalire in maniera che vedano quali sono
le loro possibilità.
Meno importante, ma comunque rilevante, è ciò che dici
agli altri; avere il coraggio di condividere parole, pensieri
e idee non sempre popolari potrebbe servire ad aprire la
strada verso una maggiore chiarezza per molte persone.

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Per rispondere alla domanda specifica: io non “voglio” che


risvegli la tua specie più di quanto io “voglia” qualsiasi altra
cosa. Spero che ti sia chiaro: Dio non “vuole” niente. Tutto
ciò che Dio vuole, Dio lo può avere.
Eppure Dio ha dei desideri. È il desiderio di Dio ad alimen-
tare il motore della creazione. È il Desiderio divino a dare
impulso all’universo.

Va bene, allora useremo la parola “desiderare”. Se Dio “desi-


dera” che l’umanità si risvegli – e presumo al fine di preservare
e migliorare il suo modo di vivere – ci sono dubbi sul fatto che
ciò avverrà?

Dio non desidera che si verifichi un esito particolare, ma


che gli esseri senzienti nell’universo abbiano il potere di
creare ciò che vogliono.
Se tutti gli esseri senzienti non avessero altra scelta che at-
tenersi esattamente agli ordini di Dio, vivreste in un univer-
so popolato da macchine, automi, robot, androidi.
Questa eventualità vanificherebbe lo scopo per cui Dio ha
creato esseri senzienti, che consiste nel consentire a Dio di
percepire Se Stesso per ciò che è: Il Creatore Libero della
Propria Esperienza.
È fondamentale capire che Dio è sia Il Creatore che Il Crea-
to. Non esiste separazione fra i due.

Ne sono consapevole. So bene che non esiste niente che non


sia Dio.

È proprio così.
Quindi Dio vive l’atto della “creazione” non chiedendo a tut-
to Se Stesso di attenersi agli ordini, ma facendo l’esatto con-

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trario: permettendo e consentendo a tutte le Sue creature


di creare qualunque cosa desiderino.
Così facendo, le Parti di Dio dimostrano la caratteristica
fondamentale del Tutto: la libertà.
La libertà assoluta di creare come solo un Puro Creatore
potrebbe, senza limitazioni o restrizioni di sorta.
Questo è il potere conferito a tutti gli esseri senzienti. È il
potere concesso agli umani.
Adesso capisci? Il mio desiderio non è che tutta l’umanità
sia pienamente risvegliata. Il mio desiderio è che tu sia sem-
pre in condizione di avere e creare, esprimere e vivere qua-
lunque cosa desideri. Se questo significa essere risvegliato,
splendido. Se significa non essere risvegliato, bene. Non ho
preferenze al riguardo, tranne che tu realizzi la tua persona-
le preferenza.

Allora perché sei tu a fare il Terzo Invito? Qui non siamo


noi a venire da te, ma tu che vieni da noi.

Ma siete voi a venire da me: tutti voi mi avete chiesto aiuto.


Ogni pensiero, parola e preghiera mi dice che volete che la
vostra vita cambi, che la vita sulla Terra sia diversa.
Immagini che io non senta tutto questo?
È chiaro che l’unico modo in cui la vostra vita e quella del-
la vostra specie possa cambiare in meglio è risvegliandovi.
Quindi all’ordine del giorno c’è il risveglio.
Ma è il vostro ordine del giorno, la vostra preghiera, è quel-
lo che voi volete. Il mio ruolo consiste nel mettervi in condi-
zione di creare ciò che desiderate.
Questo è il motivo del mio Terzo Invito.

Scusa, ma ho ancora la sensazione che se è un “invito”, sei


tu a rivolgerti a noi.

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Tornerò sulla tua obiezione. Ma prima rispondi alle mie do-


mande, altrimenti chi sta seguendo questa conversazione
potrebbe chiedersi: “Perché tutto questo è importante per
te? Perché stai investendo così tanto tempo su ‘chi ha chie-
sto a chi’?”.

Perché se in tutto questo fossi tu che ti rivolgi a noi, ad


alcuni potrebbe sembrare un comando, non un’opportunità;
come un ordine, non un invito. Lo so che tu non dai “ordini”
né “comandamenti”, ma ad alcuni questo tuo invito potrebbe
ricordare uno di quei film sui gangster, in cui don Corleone
dice: “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.”
Non che voglia paragonarti a un gangster, ma... voglio dire...
chi dice di no a Dio?

Tante persone, a dire il vero.

Va bene, non te l’avrei dovuto chiedere... Ma la vera doman-


da è un’altra: “È un ordine di Dio? Stiamo ricevendo un co-
mando?”.

No. Come hai sottolineato, io non “comando” niente e nes-


suno. Non ne ho alcun bisogno.
Mettiamola in questa maniera: se un amico o una persona
cara bussa alla tua porta, sei andato tu da loro o sono ve-
nuti loro da te?

Sono venuti loro da me, ovviamente.

E se apri la porta e li inviti a entrare, il tuo invito è un coman-


do o un’amorevole reazione al loro bussare alla tua porta?

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Ottimo. Bella analogia. Quindi stai dicendo che abbiamo


bussato alla tua porta.

Mio caro, praticamente la state buttando giù. Tu e metà


della razza umana.
Non la senti l’invocazione più forte della tua specie?
“Aiutateci! Per favore, qualcuno ci aiuti a cambiare.”

Sì, la sento. Sale anche dal profondo del mio cuore.

Ecco il motivo del Terzo Invito.

Ci sono comunque quelli che diranno: “Qui sei tu Dio, non


noi. Invece di invitare noi umani a risvegliare la specie, perché
non lo fai tu?”.

E tu continua a ripetere: “La funzione di Dio consiste nel


mettervi in condizione di essere voi a far succedere quello
che volete che succeda, non di farlo accadere per voi.”
Il mio ruolo consiste nel darvi la libertà e gli strumenti per
creare la vostra realtà, plasmare il vostro futuro, generare
il vostro risultato.
Il punto è mantenere voi nel ruolo di Creatori.
Non ho mai voluto che voi umani foste i semplici operai di
una catena di montaggio, intenti a mettere insieme quello
che io ho progettato. Fin dall’inizio la mia intenzione era
di posizionare voi al tavolo da disegno, per farvi creare il
vostro progetto.

Allora alla catena di montaggio ci saresti tu, che metti in-


sieme quello che noi abbiamo progettato!

Adesso tocca a me dire: “Bella analogia.”

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La catena di montaggio è lo strumento attraverso il quale


il progettista trasforma le idee in realtà. Ma in questo caso
ci sono dei vincoli: per esempio, non assemblo le parti che
hanno lo scopo di far saltare in aria l’intera fabbrica.
È solo una metafora, ovviamente.

Perciò possiamo porre fine al nostro modo di vivere qui sul-


la Terra...

…se è questo che volete...

...ma non possiamo “smontare” la “catena di montaggio”.


Possiamo influenzare la nostra realtà locale, ma non la Realtà
Ultima.

Giusto. Hai capito. Hai afferrato il concetto.

Quindi, continuando a usare la tua metafora, c’inviti a non


dare fuoco al nostro tavolo da disegno.

Esatto. E a notare che attualmente alcuni di voi – una picco-


la percentuale, ma sufficiente perché rappresenti un peri-
colo per voi stessi – si stanno comportando come bambini
che giocano con i fiammiferi.

Oh, oh!

Sì. Ma ecco perché questo è Il Momento Perfetto per Pro-


gredire.

Perché cominciamo a sentirci sui carboni ardenti?

Bella metafora.

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Allora, per continuare sulla stessa linea: sì, vi sentite sui car-
boni ardenti e potete ancora riuscire a togliere quei fiam-
miferi dalle loro mani.

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Lo so che, a giudicare dalle nostre azioni, potrebbe non


sembrare così, ma gli esseri umani vogliono davvero soprav-
vivere. Per questo chiediamo aiuto. Gran parte di noi sostiene
che quello di “sopravvivenza” sia l’istinto primario.

In realtà la sopravvivenza non è il vostro istinto primario. Se


così fosse, la sopravvivenza della vostra specie non sarebbe
messa in discussione. Sarebbe garantita.

Lo so.

L’istinto primario dell’umanità è l’espressione della Vera


Identità di ogni essere, cioè la Divinità.
In termini umani ciò si traduce in Amore Puro che non co-
nosce condizioni e si esprime a tutti i costi.
Questo è l’impulso fondamentale; ecco perché gli esseri
umani, se sentono piangere un bambino, corrono dentro
un edificio in fiamme invece che allontanarsene.
Al massimo livello, nell’istante in cui bisogna prendere la
decisione più urgente, gran parte delle persone non sta lì a
soppesare le probabilità di sopravvivenza se sente piangere
un bambino. Agiscono in base alla loro Vera Natura.

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In momenti come questi è chiaro che non potrete mai ces-


sare di esistere. Il vostro spirito, ossia l’essenza di Chi Siete,
vivrà per sempre e ne siete consapevoli a livello profondo.
Perciò la sopravvivenza cessa di essere un problema. La
questione non è se vivrete, ma come vivrete, che si tratti di
altri vent’anni o venti minuti.
È vero che potreste provare il forte desiderio di continua-
re a vivere nella vostra attuale forma fisica per più di venti
minuti, ma il vostro istinto primario di esprimere la Divinità
diventando la personificazione dell’amore incondizionato
vince e prevale su questo desiderio.
Purtroppo, non tutti gli esponenti della vostra specie di-
spongono di questo livello di chiarezza nei momenti ordina-
ri della vita. In realtà, il numero di quelli che lo possiedono
è molto basso.
È facile perdersi nel labirinto dell’esistenza. Solo negli istan-
ti più critici, alla “resa dei conti”, in gran parte dei casi gli
umani agiscono come se fossero “fuori di testa”, perché lo
sono letteralmente, nel senso che stanno seguendo l’impul-
so dell’anima.

Se gli umani seguissero di continuo l’impulso dell’anima,


creerebbero istantaneamente il Cielo in Terra. Per farlo baste-
rebbe considerare ogni minuto di ogni giorno come un “mo-
mento dell’edificio in fiamme”, un istante in cui accedere facil-
mente ai “migliori angeli” della nostra natura.

È quello che faranno tutti coloro che hanno scelto di contri-


buire al risveglio della specie: seguiranno in ogni momento
l’impulso della loro anima e incoraggeranno gli altri a fare
lo stesso, anche soltanto dando l’esempio.
Ma ricordate che la vostra è una specie molto giovane e
tanti di voi non capiscono perché si trovano sulla Terra, né
colgono le implicazioni della vostra Vita Eterna con Dio.

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Gli umani che concepiscono un tipo di vita eterna, la inten-


dono come una forma di ricompensa o punizione perpetua,
immaginando un Regno di Dio basato sulla meritocrazia.
Per questo hanno creato un mondo fatto di ricompense
e punizioni, che riflette nella realtà fisica una concezione
completamente errata della Realtà Ultima.

Sì, sì, lo so. Abbiamo già parlato di queste concezioni sba-


gliate in altre occasioni.

Adesso torniamo alla questione sollevata prima, cioè che


gran parte di voi desidera che la specie continui a esistere
nella forma fisica attuale.
Volete che i vostri figli e i figli dei vostri figli abbiano le stes-
se vostre opportunità di godere di questo magnifico Pia-
neta, di questo ambiente speciale e bellissimo e di questa
particolare espressione della vita.
Eppure è ironico: dite di volere che la vostra specie continui
a esistere, migliorando il proprio stile di vita, ma molti di voi
fanno cose che rendono la cosa molto improbabile.

Non di proposito.

No, non di proposito, ma è questo il punto: molti di voi di-


cono una cosa e ne fanno un’altra.
È la questione più importante che la razza umana deve af-
frontare, se vuole davvero approfittare del Momento Per-
fetto per Progredire che può consentirle di continuare a esi-
stere in una meravigliosa e piacevole versione della fisicità.

Infatti proprio adesso stiamo chiedendo un po’ d’aiuto, per-


ché per molti membri della nostra specie la “versione della fisi-
cità” non risulta essere così meravigliosa e piacevole.

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29

Gran parte dei sistemi che abbiamo messo in atto per creare
una vita migliore su questo Pianeta non hanno portato i risul-
tati sperati.
Per esempio, i nostri apparati politici hanno suscitato caos e
disaccordo costante; i nostri sistemi economici hanno causato
povertà crescente ed enormi disuguaglianze; i nostri organismi
assistenziali non stanno facendo abbastanza per eliminare le
differenze nell’accesso alle medicine e ai servizi sanitari mo-
derni; i nostri sistemi sociali generano sempre più discordia e
disparità, per non parlare delle frequenti ingiustizie.
Infine, l’aspetto più triste è che in troppi modi e in troppi
luoghi i nostri apparati spirituali hanno generato aspra arro-
ganza, scioccante intolleranza, rabbia diffusa, odio profondo e
violenza auto-legittimata.

Capisci cosa intendo quando dico che sei già risvegliato?


Osservi le cose con chiarezza. Naturalmente ci sono ecce-
zioni, ma l’accuratezza della tua valutazione complessiva è
evidente.

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Però non voglio sottolineare solo “quello che non va”. Voglio
parlare anche di come può essere facile per noi cambiare le cose
con un semplice salto in avanti della nostra coscienza collettiva.

Sarà facile, sorprendentemente facile.


Però non potete “cambiare le cose” se non sapete che cosa
volete cambiare. In questo senso qualche discussione su
quello che non va può essere molto utile e permette all’u-
manità di capire quali miglioramenti desidera apportare.
Questo vale soprattutto per le persone che hanno la men-
talità delle tre scimmie sagge – “non vedo il male, non sen-
to il male, non parlo del male” – e che normalmente non si
soffermano su queste cose.

Sì, ma posso immaginare gli apologisti che si schiereranno


per dire: “Aspetta un minuto! Abbiamo fatto progressi enor-
mi!”. Sosterranno che dobbiamo considerare quanto è progre-
dita l’umanità e spiegheranno minuziosamente perché le cose
non vanno più così male come un tempo.

E tu come intendi replicare?

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Gli risponderò: “Sì, ma è tutto qui? È la cosa più importante


che possiamo dire a proposito della nostra esperienza globa-
le? ‘Le cose non vanno più così male come un tempo!’. Non
dovremmo almeno poter affermare che finalmente la nostra
specie è civilizzata?”.
Poi li inviterei a fare da giudici e sottoporrei alla loro atten-
zione cose che molti non sanno, alle quali non pensano o non
vogliono pensare.

Per esempio?

Il fatto che in questo momento, nel XXI secolo, un miliardo


e mezzo di persone non ha l’elettricità; oppure che un numero
più alto non ha accesso all’acqua potabile; o che un numero più
alto ancora non ha servizi igienici.
Alcune di queste condizioni possono sembrare semplici
scomodità, ma hanno implicazioni enormi. Ogni giorno su
questo Pianeta moltissimi bambini muoiono per problemi di
salute come la malaria, la diarrea e la polmonite, che possono
essere prevenuti.
E poi c’è una questione che potremmo risolvere pratica-
mente dalla sera alla mattina, se davvero volessimo: ogni ora
su questo Pianeta migliaia di bambini muoiono di fame.
Nel frattempo, ottantacinque delle persone più ricche del
mondo dispongono di un patrimonio superiore a quello di tre
miliardi e mezzo di abitanti messi insieme, cioè della metà del-
la popolazione globale.
Molti sostengono che non c’è niente di male in tutto ciò e
che quest’ultima statistica non ha niente a che vedere con le
precedenti.
Perciò chiederò a questi apologisti: “Che ne pensate? Siamo
davvero una specie civilizzata?”.

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E cosa pensi che ti risponderanno?

Be’, ho già avuto questa discussione e molti si mettono sul-


la difensiva, soprattutto se fanno parte della minoranza della
popolazione mondiale che possiede o controlla la maggioranza
della ricchezza e delle risorse.
Dicono che chi “ha” fa del suo meglio per dare di più a chi
“non ha”. E molti di loro, se non la maggioranza, ci hanno
provato. Il problema non sono gli individui, ma le istituzioni
della società, il modo in cui è fatto il “sistema”, le strutture e gli
apparati economici.

La vostra è una specie giovane, che sta ancora cercando la


sua strada.

Il risultato è che molti definiscono la nostra specie “civi-


lizzata” nonostante ancora costruisca e minacci di usare armi
di distruzione di massa invece di trovare punti d’incontro. E
continuo a chiedermi: questo vuol dire essere civilizzati?
Molti definiscono la nostra specie “civilizzata” nonostante
continui a uccidere esseri umani che hanno ucciso altri esseri
umani per insegnargli che uccidere è sbagliato, senza accorger-
si della contraddizione. E continuo a chiedermi: ha senso?
Molti definiscono la nostra specie “civilizzata” nonostante
ancora ritenga che un Dio amorevole non voglia vedere sposate
due persone che si amano ma sono dello stesso sesso o di razza,
religione, tribù o culture diverse. E continuo a chiedermi: è
questa la nostra concezione dell’amore?
Molti definiscono la nostra specie “civilizzata” nonostante
ancora uccida brutalmente e si cibi di altre creature viventi,
sostenendo che tali creature non sono abbastanza autocoscienti
da provare “sofferenza” per la maniera in cui vengono allevate e
macellate. Oppure che non importa se effettivamente soffrono,

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perché noi umani le dominiamo e ne facciamo ciò che ci pare,


come e quando vogliamo. E continuo a chiedermi: è così che
definiamo “umana” la specie umana?
Molti definiscono la nostra specie “civilizzata” nonostante
ancora fumi e ingerisca sostanze notoriamente cancerogene re-
cando un danno anche agli altri. E che ancora abusi di alcol e
droghe affermando che queste sostanze possono essere gestite
anche se ciò non è affatto vero, perché sappiamo bene che alte-
rano la personalità fino alle radici del nostro essere. E continuo
a chiedermi: è questa la misura della nostra intelligenza?

Queste condizioni così tanto visibili e drammaticamente ov-


vie rendono il periodo che state vivendo Il Momento Per-
fetto per Progredire.
Cinquant’anni fa, persino vent’anni fa, prima della vasta
diffusione di internet e l’esplosiva espansione globale dei
social media, queste condizioni venivano notate da molte
meno persone.

Capisco cosa intendi dire: è il “momento giusto” perché l’u-


manità sia davvero in grado di fare qualcosa al riguardo, dato
che adesso tutti possono sapere, tutti – non solo qualche per-
sona qua e là in organizzazioni di attivisti, istituzioni accade-
miche o uffici governativi – possono essere consapevoli di quali
sono i problemi e quanto sono diffusi.
Riesci a immaginare migliaia di persone che non hanno ac-
cesso all’acqua potabile nel primo quarto del XXI secolo, in un
Pianeta i cui abitanti si considerano evoluti?

Perciò ti rendi conto che non puoi risolvere problemi che


non conosci. Invece conoscerli e parlarne sempre più spes-
so è positivo: crea il clima perfetto e le condizioni giuste

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perché i problemi possano essere finalmente affrontati in


modo da trovare le soluzioni.

Esatto! O per dirla in altre parole, la necessità aguzza l’in-


gegno.
Ho l’enorme speranza che l’avventura umana diventerà una
delle espressioni di vita più riuscite e gioiose del cosmo. Mi
è chiaro che basterà prendere un’Unica Decisione per creare
questa realtà.

E qual è quest’Unica Decisione?

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Credo che possiamo cambiare l’esperienza globale della no-


stra intera specie prendendo la decisione di esplorare con mente
aperta, onestamente e senza restrizioni la realtà di Chi Siamo
Realmente, per poi accettarla a cuore aperto, gioiosamente e
senza riserve.

Ottima sintesi.
E questa sarà una decisione di grande impatto per quanto
riguarda il vostro processo evolutivo individuale.
Ricorda che non stiamo parlando solo di cambiare le condi-
zioni del mondo, ma la vita personale e l’esperienza quoti-
diana di ognuno. In effetti, come abbiamo notato prima, è
qui che tutto ha inizio, è qui che tutto comincia.
Il Terzo Invito riguarda l’andamento della vita individuale, le
sensazioni che si provano e come si presenta la sua prossi-
ma manifestazione.
Puoi essere un Sé trasformato se accetti l’invito a risveglia-
re la specie, perché è proprio come ho detto all’inizio: il si-
stema più veloce di risvegliare il Sé è risvegliare un altro.
Quando cominci a concentrarti su questo, ti rendi conto
che sei già risvegliato ed è questa consapevolezza a fare la
differenza.

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Cambierà il tuo modo di pensare, parlare, agire e come sce-


gli di essere in ogni momento e situazione.
A sua volta, questo condizionerà ciò che viene attratto nella
tua vita e la maniera in cui percepisci qualsiasi cosa ti arrivi.

Adesso la questione è se l’umanità prenderà quell’Unica


Decisione. Ma credo che sia possibile. Non è un sogno irrag-
giungibile, completamente al di fuori della nostra portata e
fuori discussione.

Assolutamente no. Comunque sollecita un meraviglioso


salto della coscienza individuale e di gruppo, un’espansione
quantica della prospettiva e della percezione dell’umanità,
un aumento di consapevolezza rilevante e gioioso.

Vorrei soprattutto sottolineare che ciò è possibile, altrimenti


non diresti che questo è Il Momento Perfetto per Progredire.

Non solo è possibile, ma sta accadendo adesso. Se ora questo


salto di coscienza non fosse evidente e in corso, non avresti
questa conversazione e nessuno la starebbe leggendo.
Il prossimo passo consiste nel risveglio di un numero sem-
pre maggiore di esseri umani.

Capisco la ragione di questo Terzo Invito, adesso l’ho capita


perfettamente, e lo stesso vale per tutti coloro che ci stanno
seguendo. Sospetto che tanti si candideranno per accelerare la
propria evoluzione personale offrendo umilmente le loro ener-
gie per risvegliare la specie in qualsiasi modo possibile, per
quanto piccolo, lavorando sul proprio risveglio.

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E per aiutare tutti voi a farlo, siete invitati a rivolgervi agli


Aspetti Più Elevati dell’Unica Realtà di cui siete parte inte-
grante.

Aspetta un attimo: stavo capendo perfettamente tutto quel-


lo che dicevi, ma adesso non ti seguo più.

Venite incoraggiati a notare che non siete soli nell’affronta-


re le sfide che incombono sulla vostra specie.

Sì, lo so che quasi tutti gli abitanti della Terra sono pre-
occupati per il futuro e cercano di fare qualcosa per creare un
domani migliore, ognuno come può.
La difficoltà qui è che ci abbiamo provato in tutti i modi,
ma non abbiamo ancora trovato una risposta. Come ho già det-
to, non solo non riusciamo a escogitare un sistema per andare
d’accordo, non riusciamo neanche a smettere di ucciderci l’un
l’altro.

Allora forse è ora di chiedere aiuto a coloro che quel siste-


ma lo hanno trovato.

Come ho appena detto, praticamente tutti sulla Terra ci


hanno provato e finora hanno fallito.

Rivolgetevi a chi non è sulla Terra.

Prego...?

Forse è il momento di chiedere aiuto a coloro che non si


trovano sulla Terra, che sanno tutto della vita sulla Terra,
ma non sono abitanti della Terra.

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Calma. Che tipo di porta hai appena aperto?

Una porta che è sempre stata aperta, solo che non l’avete
ancora oltrepassata.

Stiamo parlando di esseri provenienti dallo spazio?

Credi che esistano?

Be’, sì. Anche tu me lo avevi detto. Ne abbiamo parlato a


lungo in una precedente conversazione.

E che cosa dissi in quell’occasione?

Dicesti che nell’universo ci sono tante civiltà avanzate: non


decine, non centinaia, ma migliaia. Hai parlato diffusamente
degli “Esseri Altamente Evoluti” – così li hai chiamati -, per i
quali abbiamo creato l’acronimo “EAE”. E hai descritto gran
parte dei fondamenti della vita nelle società altamente evolute.

Ricordati di quanto hai affermato adesso, perché avrà un


ruolo in quello che diremo più avanti in questo dialogo.

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Va bene, me lo ricorderò. Ora volevo sottolineare che niente


di quanto hai condiviso con me in precedenza riguardo a civiltà
avanzate che si trovano altrove mi sembrava impossibile, niente
appariva inverosimile. Dopotutto ci troviamo in un universo
enorme. A sembrare inverosimile è l’idea che siamo gli unici
esseri senzienti ad abitarlo. Le possibilità che questo sia vero
devono essere una su un centilione.

In realtà non esiste alcuna possibilità. Ovviamente ci sono


altri esseri senzienti nell’universo, ce ne sono ovunque.

E questi esseri sono disposti ad aiutarci… è questo che stai


dicendo?

Sto dicendo che non avete bisogno di pensare di essere da


soli nell’accettare l’invito a risvegliare la vostra specie.

Be’, non lo pensiamo. Hai detto anche tu che siamo venuti


da te. Abbiamo bussato alla tua porta, ci siamo rivolti a Dio:
non dovrebbe bastare? Ci rivolgiamo a Dio e tu ci dici di rivol-
gerci ad altre forme di vita nell’universo?

La Divinità assume molte forme. La vostra sembianza è solo


una di esse. Perciò, se volete sentire l’aiuto di Dio, guardate
voi stessi e la vostra saggezza suprema, ma poi non esitate
a considerare anche tutte le Manifestazioni della Divinità
disponibili per assistervi.
Non ignorate o sottovalutate coloro che poterebbero apri-
re la porta quando bussate.

Ti stai riferendo davvero a esseri che si trovano al di fuori


di questo Pianeta?

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Sì.

Sono sicuro che molti umani potrebbero pensare che l’aiuto


arriverà dal cielo, ma non da altre forme di vita!

Sarebbe poco lungimirante ignorare o negare questa pos-


sibilità.

Allora fammi capire, perché non voglio che ci sia confu-


sione: stai dicendo che altre forme di vita nell’universo stanno
scegliendo di aiutarci?

Sì, alcune forme di vita, ma non tutte. Non tutte sono be-
nevole.

Be’, questo è un po’ preoccupante.

Perché? Nemmeno gli umani sono tutti buoni. Tanti di voi


non aiutano nemmeno se stessi. E vi fate oggettivamente
male l’un l’altro.

È vero, ma siamo una specie giovane e abbiamo convenuto


che a volte gli umani si comportano come bambini. Hai detto
che ci sono altre specie di esseri senzienti dell’universo molto
più progredite di noi.

Ciò non significa che sarebbero tutte disposte ad aiutarvi.


Alcune sono violente.

Forme di vita progredite provenienti da altre parti dell’uni-


verso sono violente?

Alcune sì.

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Se sono così “progredite”, come possono essere violente?

C’è una differenza fra essere altamente progrediti e alta-


mente evoluti.
Se persone di 2.000 anni fa potessero viaggiare nel tempo
e apparire sul vostro Pianeta adesso, pensi che definirebbe-
ro gli attuali abitanti della Terra “progrediti”?

Immagino che lo farebbero, sì.

Ma gli attuali abitanti della Terra non sono violenti?

Sì. Purtroppo sì, lo siamo.

Quindi il progresso tecnologico non comporta necessaria-


mente un’evoluzione a livello di morale, etica, consapevo-
lezza o spiritualità. Giusto?

Hai reso l’idea.

Allora evitate di presumere che tutte le altre forme di vita


dell’universo abbiano scelto di aiutarvi nel vostro tentativo
di risvegliare l’umanità. Civiltà progredite non equivalgono
automaticamente a civiltà altamente evolute.

Saremmo comunque capaci di capire la differenza? Se è per


questo, siamo in grado di sapere che ci sono Esseri Altamente
Evoluti che scelgono di aiutarci? Stai dicendo che è così, ma
è possibile per noi sulla Terra integrare questa informazione
nella nostra esperienza senza andare fuori di testa?
E ancora più importante, come ci stanno aiutando questi
Esseri Altamente Evoluti? Girandoci intorno – letteralmente
o metaforicamente – e tenendoci d’occhio per evitare che ci

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facciamo troppo male? Venendoci effettivamente a trovare e


lavorando con noi in modo fisico qui sulla Terra? Impiantando
idee nella nostra testa da lontano?

Bene, continua: queste non sono domande irrilevanti.

E le risposte?

La risposta a tutte queste domande è “sì”.

Ehm... va bene. Ho bisogno di spiegazioni. Puoi approfon-


dire questo argomento?

Dovremo prendere le domande una alla volta.

Come preferisci.

Sentendo la vibrazione che emanano, percepirai la differen-


za fra altre forme di vita che possono o non possono essere
d’aiuto.

Wow, che risposta “New Age”! Scusami, mi dispiace... ma


già sento milioni di persone che diranno: “Che sdolcinata ri-
sposta New Age. Senti le vibrazioni, amico.”

Ti è mai capitato di entrare in una stanza, un bar o un risto-


rante e decidere in pochi secondi che non volevi essere lì,
per cui ti sei voltato e sei uscito?
Hai mai messo una camicia o una maglietta per andare da
qualche parte, per poi togliertela immediatamente sapen-
do che non era quella giusta?
Dopo aver incontrato una persona, hai mai avuto la consa-
pevolezza interiore che fosse meglio starle alla larga? O, al
contrario, hai mai provato un “amore a prima vista”?

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Certo. La maggior parte di noi ha avuto almeno una di que-


ste esperienze.

E hai pensato che fossero delle “sdolcinate esperienze New


Age” o che facessero soltanto parte della vita?

Grazie, ho capito. Perciò, se percepiamo le vibrazioni di ri-


storanti, magliette e persone, possiamo sentirle anche quando
riguardano altre forme di vita. Questo ci consente di distin-
guere quelle benevole e pronte ad aiutarci da quelle che non lo
sono.

Sì.
Se presti attenzione alle tue sensazioni, riuscirai a cogliere
la logica che vi sta dietro. Chi non usa i potenti sensi di cui
sono dotati tutti gli esseri umani – quello che potremmo
chiamare buon senso – rischia di confondersi e, mosso dal-
la frustrazione, potrebbe considerare ciò che sta vivendo
come qualcosa di “illogico”.

È un gioco di parole molto arguto, ma...

Non era un “gioco” di parole, era un’accurata scelta di pa-


role per trasmettere un messaggio importante: all’umanità
potrebbe non convenire respingere su due piedi quello che
diciamo qui.

Va bene. Ma come facciamo anche solo a sapere che esisto-


no tali Esseri Altamente Evoluti che ci possono aiutare?

Non ti preoccupare, lo saprete. Non riuscirete a ignorarlo.


Potreste chiamare il fenomeno in maniera diversa, ma non
potrà sfuggirvi.

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Ma se lo chiamiamo in un modo diverso, non sapremo


che cos’è.

Non è necessario sapere che cosa sia una cosa per trarne
giovamento.

Abbiamo già ricevuto questo tipo di aiuto? Hai detto che


“non potrà sfuggirci”, usando il futuro: stiamo appena comin-
ciando a ricevere questo aiuto?

Adesso ne state diventando più consapevoli.

Ma c’è sempre stato?

Sì, da quello che gli umani definiscono “tantissimo tempo”.

Allora quanto è stato utile, se ci ha portato a questo?

In realtà la tua specie è arrivata esattamente a questo con


perfetto tempismo.
Siete giunti a questo Momento della Scelta e avete ottenu-
to la capacità di vederlo per quello che è molto velocemen-
te, in termini cosmici. In effetti le condizioni e le circostanze
che rinnegate sono ideali, nel senso che adesso sono suffi-
cientemente allarmanti da rendere le vostre opzioni future
inequivocabilmente chiare.
Gli Esseri Altamente Evoluti hanno lavorato in maniera mol-
to veloce ed efficiente, in base al “tempo” scandito dall’o-
rologio dell’universo.

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Bene, tutto questo sta diventando mooooolto interessante e


devo dire che “capisco” benissimo che gli Esseri Altamente
Evoluti potrebbero tenerci d’occhio. Ci sono stati abbastanza
avvistamenti di UFO negli ultimi anni da...

In questi ultimi anni? Vuoi dire in questi ultimi secoli!

Va bene, in questi ultimi secoli... da rendere incontrovertibi-


le il fatto che siamo osservati. Ma aiutati? Salvati dal farci male
da soli? Come può avvenire? Impiantando idee nella nostra te-
sta da lontano? Okay, forse riesco persino ad accettare questo, a
considerarla una possibilità, ma che vengano addirittura a farci
visita...?
Stiamo entrando in un territorio abbastanza estremo.

A proposito di giochi di parole...

Anche nel mio caso non era intenzionale, ma devo dire che
non avrei mai pensato che la mia conversazione con Dio mi
avrebbe portato fin qui, non avrei mai creduto di arrivare a
questo.

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Ricordi quando hai detto che abbiamo passato buona parte


di una precedente conversazione a parlare di Esseri Alta-
mente Evoluti?

Sì, ma non del fatto che hanno scelto di aiutarci.

No, ma sicuramente del fatto che esistono.

Esistenza ipotetica e assistenza qui e ora – incluso il farci


visita – sono due cose diverse, due cose sensibilmente diverse.

D’accordo. Accogliere questa possibilità fa parte del Terzo


Invito.

Pensavo che l’invito avesse lo scopo di risvegliare la specie,


non di conoscerne una nuova. Stai dicendo che per risvegliare
la specie devo accettare che altre forme di vita...
Immagino che gran parte delle persone non li chiamereb-
bero EAE, come abbiamo definito noi gli Esseri Altamente
Evoluti, ma semplicemente extraterrestri...
Stai dicendo che devo accettare il fatto che gli extraterre-
stri...

Continuiamo a chiamarli Esseri Altamente Evoluti, o EAE


per abbreviare.

...che una specie risvegliata sta scegliendo di aiutarci e viene


a trovarci?

Non devi accettare niente. Puoi portare avanti la missione


di risvegliare la tua specie senza adottare la convinzione che
ne esista un’altra, tanto meno l’idea che Esseri Altamente
Evoluti scelgano di aiutare gli abitanti della Terra.

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Ma hai appena detto che “accogliere questa possibilità fa


parte del Terzo Invito”.

Fa parte dell’invito, ma non è qualcosa di obbligatorio per


accettare l’invito.

Puoi sbrogliare questa matassa?

Torniamo all’analogia della porta d’ingresso.


Se tu bussi alla mia porta, io la apro e t’invito a entrare di-
cendo: “Che tempestività! Ho appena preparato gli antipa-
sti” non significa che puoi accettare l’invito solo se consumi
le specialità sul vassoio.

Ho capito. Posso venire alla festa senza dover “ingoiare”


cose che potrebbero non essere di mio gusto.

Esatto.

Posso accettare l’invito di aiutare a risvegliare la specie sen-


za dover credere che altre specie abbiano scelto di aiutarci e di
venire a farci visita.

Sì. Una decisione non dipende dall’altra.

Meno male. Così mi sembra di avere un po’ più di libertà.

La libertà è qualcosa che avrai sempre: è una promessa, un


impegno che mi assumo per l’eternità.

Lo so e ti ringrazio. Lo hai detto tante volte e lo sto accet-


tando come il più grande dono che ci fai.

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Allora adesso diciamo che sono perlomeno disposto a va-


gliare queste idee che hai inserito nella nostra conversazione.
Le considero una possibilità, o meglio: sono disposto a esplo-
rarle come una possibilità. Quello che voglio capire è come pos-
so contribuire a risvegliare la nostra specie e che aspetto avreb-
be un’umanità risvegliata, come creerebbe e sperimenterebbe
la vita.

L’ho descritto in maniera dettagliata – molto dettagliata – in


quello che hai chiamato il Libro 3 della tua conversazione
con me.

Lo hai fatto, e vorrei tanto rileggerlo: ho già dimenticato


gran parte di quello che hai detto. È incredibile come dimen-
tichiamo cose che sarebbe molto utile ricordare.

Sì, indubbiamente ciò fa parte dell’esperienza umana. Ma


ripetere può essere d’aiuto. Perciò adesso riassumeremo
alcuni concetti che avevo già espresso e ripeteremo i punti
salienti di diverse nostre conversazioni passate.

Per me va bene: sicuramente il ripasso mi farà bene. Ma


adesso non posso ignorare l’elefante che si trova nella stan-
za. Non posso fare finta di non aver sentito quello che hai
appena detto.
Non ti sei limitato ad affermare che nell’universo esistono
Esseri Altamente Evoluti, ma hai aggiunto che stanno sce-
gliendo di offrirci direttamente aiuto e che stanno persino ve-
nendo a trovarci.
Come ho osservato sopra, queste sono due informazioni
estremamente diverse.

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Possiamo esplorarle entrambe. La seconda esplorazione si


rivelerà utile per la prima. Sarebbe bene che approfondissi
le tante sfaccettature della vita in questo momento mera-
viglioso dell’evoluzione della specie, senza dar niente per
scontato né sorvolare su alcun aspetto.
Mantieni sempre la mente aperta: in tutte le cose, mantieni
sempre la mente aperta. Tutto è possibile, specie riguardo a
ciò che non conosci. Non daresti per scontato che qualcosa
di cui non sai niente è impossibile, vero?

Molti esseri umani riescono a farlo per gran parte del tempo.

Ma tu e altri come te siete diversi, avete mantenuto la men-


te aperta.
Adesso sei seduto qui, impegnato in quella che gli altri –
molti altri – definirebbero una cosa impossibile, un’illusio-
ne, persino una blasfemia.
Stai avendo una conversazione con Dio e non stai pensando
niente a questo riguardo.

Perché dovrei? Sei stato tu a dirmi in conversazioni passate


– mi riferisco ai nostri scambi precedenti – che dovevo almeno
considerare la possibilità che ci sia qualcosa che non capisco ap-
pieno riguardo alla Vita e a Dio, la cui comprensione avrebbe
cambiato tutto. Perciò ho applicato questo principio alla mia
esperienza.
Adesso sono sicuro che tutti noi siamo perfettamente capaci
di accedere alla sorgente della saggezza suprema insita in noi –
che io chiamo Dio – nel momento del bisogno o del desiderio.
Lo facciamo da anni, da quando siamo nati. Tutti hanno
conversazioni con Dio continuamente. È solo che molti non lo
sanno, oppure le chiamano in un altro modo. Questa almeno è
la mia interpretazione, osservazione ed esperienza.

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Quindi puoi accettare che Dio comunichi con te, ma non


sei sicuro che gli Esseri Altamente Evoluti possano aiutarti?

Bravo. Ottima considerazione. Suppongo che la seconda


idea sembri un po’ più fantascientifica della prima, quindi si
presta meno a essere accettata facilmente e senza esitazione.
Persino le religioni organizzate parlano di “rivelazioni” – mo-
menti di fulgida chiarezza, intuizioni presumibilmente pro-
venienti da Dio – ma dai pulpiti non sento parlare molto di
Esseri Altamente Evoluti che si offrono di guidarci.
Perciò è un’idea sorprendente, che non è facile accogliere
senza la minima esitazione.

Eppure troverai anche questo nella trascrizione della nostra


precedente conversazione.

Davvero? Ho dimenticato tutto.

In quell’occasione dissi: “Quando tutti nella vostra specie


saranno condotti alla maestria e la raggiungeranno, allora
essa nel suo insieme (perché la vostra specie è un insie-
me) si muoverà agevolmente attraverso il tempo e lo spazio
(avrete padroneggiato le leggi della fisica così come le avete
concepite) e cercherete di assistere coloro che appartengo-
no ad altre specie e altre civiltà a raggiungere a loro volta
la maestria.”
E tu replicasti: “Come quelle altre specie e civiltà stanno
facendo adesso con noi?”.
Al che io risposi: “Esattamente. Proprio così.”
Quindi non dovresti essere sorpreso se questo argomento
affiora nel nostro dialogo attuale.

Sai, effettivamente avevo dimenticato che lo avevi detto.

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Negli anni i messaggi che ti ho inviato sono stati coerenti.


Quello che non è stato coerente è il tuo ricordo di essi.

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Sarò il primo ad ammettere che ricordare tutto quello che


so e tutti i messaggi che ho ricevuto da tutte le meravigliose
fonti di saggezza della mia vita non è stato il mio forte, né
la mia facoltà più sviluppata. Mi succede quello che ripeteva
spesso mio padre: “Così vecchio così presto, così intelligente
così tardi.”
Detto ciò, voglio offrire tutta l’energia possibile allo sfor-
zo globale di risvegliare la nostra specie. Perciò sono felice di
essere stato incoraggiato a intraprendere questa nuova conver-
sazione.
E sai una cosa? Mi piace pensare che nella mia vita ho già
contribuito allo sforzo globale. Molti si sono risvegliati anche
grazie alla maniera che ho d’interagire con gli altri. Per questo
forse non devo accettare il Terzo Invito. Forse l’ho già accolto
tanto tempo fa.

Sì, molti di voi hanno fatto alcune cose tipiche di chi ha ri-
cevuto l’invito, lo ha accettato e ha agito di conseguenza,
ma una buona parte di voi non si è comportata così inten-
zionalmente.
Siete stati tutti mossi da gentilezza e generosità, ma non
con un’intenzione specifica. E l’intenzione è tutto: dà l’im-
pronta energetica agli eventi che seguiranno.

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Puoi prendere l’automobile, metterti in strada e compor-


tarti da bravo conducente, ma se non hai deciso dove vuoi
andare, non arriverai da nessuna parte.

Sì mi è capitato.

Ma adesso, se dici che da questo giorno in poi la tua inten-


zione in tutto ciò che penserai, dirai e farai sarà quella di
risvegliare la tua specie – come parte di un’espressione di
te stesso che ti farà progredire nel tuo viaggio evolutivo –
allora vedrai risultati di un livello superiore.
Questo è il senso del Terzo Invito, che è rivolto a tutti, non
solo a te. La conversazione che stiamo avendo è per tutti
coloro a cui “capita” di leggerla: sai chi sei, visto che sei qui.
Il risveglio degli altri non avverrà per caso o come un ri-
sultato positivo ma non perseguito specificamente, bensì
come effetto desiderato dell’evoluzione personale di tutti
coloro che si candidano ad accettare l’invito qui offerto.
Parte di questo percorso consiste nel lasciare che la vostra
crescita personale – e le vostre lotte per perseguirla – sia
resa pubblica per fare da modello.

Questa è grossa. È una cosa enorme anche solo da contem-


plare.

Eppure, se dentro di voi accettate di farlo, l’impatto evolu-


tivo del vostro viaggio quotidiano e delle vostre scelte del
momento si espanderebbe da Piccolo Te a Grande Te, da Te
Locale a Te Universale, da Te Singolare a Te Collettivo.
Se riuscite a far sì che il vostro processo evolutivo perso-
nale sia osservato dagli altri, esso diventerà uno strumento
per accelerare il processo evolutivo di tutta l’umanità.
E che Momento Perfetto per Progredire è questo!

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Ma come potrebbe qualcuno anche solo provare a farlo sen-


za cadere nella tentazione di nutrire manie di grandezza? Non
vorrei cominciare a illudermi di essere la speranza della nostra
specie. E non vorrei nemmeno indurre qualcun altro a pensare
la stessa cosa. Non correrei il rischio di pormi in uno stato
mentale artificialmente elevato, in cui potrei essere definito
“maniaco” o persino “squilibrato”, convinto che mi sia stata af-
fidata una missione e che sono uno di quelli che la porteranno
a termine?

Cerchiamo di essere chiari: non è questione di andare in


giro dichiarando di essere un modello di perfezione e l’e-
sempio dell’eccellenza evolutiva. Si tratta invece di dichia-
rare le tue scelte personali e di presentarti al mondo in
maniera autentica mentre ti dai da fare e progredisci sul
cammino del tuo completo risveglio.
Se davvero, sinceramente e umilmente, noti che il tuo pro-
cesso interiore personale non è focalizzato sugli altri e sulla
“salvezza del mondo”, ma è rivolto all’evoluzione individua-
le e condividi serenamente tutto questo con chi ti chiede
del tuo comportamento (perché gli altri lo noteranno), non
vivrai la situazione che hai descritto.
E se davvero, sinceramente e umilmente, accetti quelle che
hai chiamato le tue “cosiddette” imperfezioni (per me sei
perfetto, ma parleremo di questo più avanti), consideran-
doti e dichiarando di essere una persona la cui evoluzione
è “in corso” e nemmeno lontanamente completa, anche in
questo caso eviterai la situazione che hai descritto.
Se ti è chiaro che lo scopo della tua decisione di accettare
l’invito ad aiutare a risvegliare la tua specie non consiste nel
fare di te un leader, ma nel condividere con umiltà che sei
tu a essere stato guidato – da una profonda guida interio-
re – a constatare che esiste un’altra maniera di esprimere

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la propria umanità, più benefica per te e per gli altri, non


cederai mai all’autoesaltazione.

Be’, sicuramente sono abbastanza imperfetto da non ri-


schiare d’immaginare che potrei essere un “leader” spirituale.
Chi mi conosce lo confermerà.

Se questo ti è chiaro, non hai niente di cui preoccuparti.

D’altra parte, quello che non voglio fare e non voglio che
altri facciano è cominciare a sentirci così inadeguati, imperfetti
e “involuti”, da non considerarci degni di provare a risvegliarci,
tanto meno in grado di accettare di essere già risvegliati e di
contribuire a risvegliare gli altri.

Se ti concedi di considerare quelle che chiami imperfezioni


come parte della tua complessiva perfezione – e a valutare
allo stesso modo le “imperfezioni” altrui – crei un meravi-
glioso equilibrio, utile a te e a tutti coloro con cui entri in
contatto.
Quell’equilibrio permetterà agli esseri umani di accettare il
Terzo Invito ad amarsi così come sono, anche mentre umil-
mente e sinceramente cercano di crescere ed evolvere ogni
giorno. Così facendo, darai anche agli altri il permesso di
fare lo stesso.
Sei un essere meraviglioso, che cresce e si evolve. Come ho
detto tante volte: se vedessi te stesso con gli occhi di Dio,
sorrideresti molto.

Mi sento così confortato ogni volta che te lo sento dire!


Grazie di averlo ripetuto di nuovo.

Prego.

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Adesso vorrei davvero esaminare da vicino cosa significa


vivere come una specie risvegliata e come gli umani possano
creare e percepire una nuova vita sulla Terra.
Voglio tornare a quello che hai detto in conversazioni pre-
cedenti su come vivono gli esseri progrediti provenienti dallo
spazio.

Sarò ben felice di farlo, ma prima devi capire che non sto
parlando di esseri provenienti “dallo spazio”, come li hai de-
finiti tu.

Che vuol dire “come li hai definiti tu”? Lo spazio è lo spazio.


È la parte del cosmo che esiste oltre questo Pianeta. È il resto
dell’universo. Io lo definisco così. Tu come lo definisci?

A questo riguardo citerò il vostro maestro metafisico, Wil-


liam Shakespeare: “Ci sono più cose in cielo e in terra, Ora-
zio, di quante siano vagheggiate nella tua filosofia.”

Che vuol dire?

Vuol dire che ci sono più cose in quello che chiamate “spa-
zio” di quante siano contemplate dalla vostra cosmologia.
Quando parlate di “esseri provenienti dallo spazio”, vi rife-
rite a quella parte dell’universo della quale siete consape-
voli. Ma l’universo è molto più vasto e interdimensionale di
quanto pensiate.
Entità provenienti dalla realtà limitata di Tutto Ciò Che Esi-
ste, che voi chiamate “spazio”, si stanno attualmente ma-
nifestando sotto forma di entità fisiche, proprio come voi.
E al pari degli umani, non tutti gli “esseri provenienti dallo
spazio” sono pacifici, come ho già spiegato. Alcuni lo sono,
altri no.

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Ma anche quelli che sono pacifici a volte si comportano


in maniera violenta, proprio come capita agli umani che si
considerano pacifici.

Per usare un eufemismo: molti umani uccidono altri umani.

Esatto. Perciò, quando parlo di esseri che stanno sceglien-


do di aiutarvi, mi riferisco a entità che non provengono dal
regno celestiale in cui gli esseri percepiscono se stessi in
forma unicamente o prevalentemente fisica.

Hai tutta la mia attenzione.

Mi sto riferendo a forme di vita che esistono in un’Altra Di-


mensione.

Una dimensione in cui le entità non sono fisiche?

Una dimensione in cui non hanno bisogno di esserlo. Una


dimensione in cui possono esserlo, se lo desiderano, se
scelgono di “assumere” quella che chiamate forma fisica,
ma dove farlo non è obbligatorio per avere l’esperienza a
cui sono destinate tutte le cose create.

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Tutto ciò mi intriga, ma in realtà vorrei fare quel ripasso su


come potrebbe essere un’umanità risvegliata, anche se continu-
iamo a sfociare in questi altri argomenti...

Fidati, perché prima è utile esplorare proprio questi altri ar-


gomenti: ti aiuteranno a capire “da dove vengono” gli Esseri
Altamente Evoluti dell’universo, i quali continuano a creare
un’esperienza che la tua specie sulla Terra potrebbe sce-
gliere di esplorare più approfonditamente e forse persino
emulare.

Be’, quello che dici colloca questa digressione in un contesto


diverso. Va bene, mi pare giusto. Allora ti chiedo: se le enti-
tà alle quali ti riferisci non hanno bisogno di un corpo fisico,
perché dovrebbero averlo? Dio solo sa – scusa l’espressione, ma
Dio solo sa – che io non lo vorrei mai, se non fossi costretto ad
averlo.

Invece lo vorresti e ce l’hai.


Pensi di essere stato costretto ad assumere una forma fisi-
ca? Ti assicuro che hai un corpo perché hai scelto di averlo.
Questa informazione da sola può cambiare completamente
il tuo modo di essere.

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Perché mai dovrei scegliere questo? Se potessi liberarmi di


tutte le esperienze spiacevoli di essere in un corpo... perché mai
sceglierei di non farlo?

Sceglieresti di non farlo, se ciò fosse funzionale al tuo scopo


e se sapessi che potresti essere libero da esperienze spiace-
voli pur essendo in un corpo.

Potrei?

Sì, e ti apparirà chiaro man mano che andiamo avanti in


questa conversazione. Per ora, sii consapevole che si tratta
di qualcosa che non sai – che non ricordi – ed è per questo
che non riesci a immaginare di scegliere di essere in un cor-
po pur non essendo costretto a farlo.
E non “sei costretto a farlo”. Scegli la fisicità solo se è fun-
zionale al tuo scopo. E in questo momento è così, altrimenti
non saresti qui. È qualcosa che ogni Essere Altamente Evo-
luto sa e tu no.
Il problema è che non sai qual è il tuo scopo (gran parte
degli esseri umani non lo ricorda), quindi ti sembra di essere
in un corpo fisico contro la tua volontà.
Questo condiziona la tua intera esperienza umana. Non
solo credi di essere nel tuo corpo contro la tua volontà, ma
pensi che le cose che osservi e affronti mentre sei nel tuo
corpo avvengono contro la tua volontà. Ciò ha ripercussioni
enormi su come tratti te stesso e influenzi gli altri.
Aiutare gli esseri umani a cambiare la maniera d’interagire
con se stessi e con gli altri – quindi cambiare il futuro della
vita sulla Terra – è il motivo per cui tutti voi avete ricevuto
il Terzo Invito.
Quando avrai risvegliato te stesso, finalmente saprai qual è
il tuo scopo, il motivo per cui sei vivo e qual è il fine di tutto

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ciò che è vita. Allora potrai decidere di esprimere e vivere


tutto ciò. E questo aiuterà e incoraggerà coloro che ti cir-
condano a lavorare su di sé allo stesso modo.
Se tu non fossi in grado di capire tutto questo, non avrem-
mo questa conversazione e chi la sta seguendo non la leg-
gerebbe.

Come hai già detto prima.

Come ho già detto prima.


Coloro che si sono impegnati a risvegliarsi pienamente e ad
aiutare i loro compagni di viaggio sul Pianeta a fare lo stes-
so si sono già identificati.
Sanno – come tu sai e hai detto – che in realtà all’umani-
tà basta prendere un’Unica Decisione per cambiare per
sempre in meglio il proprio futuro, attraverso il processo
evolutivo e il salto di livello di ogni persona che accetta e
dimostra Chi È Veramente.

Ed è questo che fanno adesso gli Esseri Altamente Evoluti?


Assumono una forma fisica esprimendo e vivendo Chi Sono
Veramente per aiutarci a risvegliarci? È questo che devo capire?

Sì. È proprio questo il motivo per cui tali esseri scegliereb-


bero di assumere una forma fisica.
Una differenza fra la loro specie e la tua è che loro possono
andare avanti e indietro a piacimento dallo stato fisico a
quello metafisico, mentre molti di voi pensano che sia un
evento indipendente dalla volontà individuale.
Ecco perché ti ho permesso di approfondire l’argomento.
Divenire coscienti che il passaggio dallo stato fisico a quello
metafisico avviene volontariamente è fondamentale per la
vostra trasformazione personale.

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Questo passaggio lo chiamate “morte” e siete convinti che


sia la cosa peggiore che possa succedervi, invece è solo una
tappa del costante processo evolutivo.

È come se avessimo paura del processo attraverso il quale


continuiamo a evolverci. Temiamo profondamente la disincar-
nazione – quella che chiamiamo “morte” – e cerchiamo di evi-
tarla a tutti i costi.

Letteralmente, a tutti i costi – compreso l’abbandono della


coscienza, di ciò che “sapete essere così” e della vostra con-
sapevolezza interiore più profonda.
Non vi accorgete di essere già svegli, abbandonate il vostro
Sé per “salvare” voi stessi.
Questo è il paradosso insito nel comportamento di ogni
specie senziente molto giovane: il paradosso supremo
dell’esperienza umana.
Eppure adesso state cominciando a capire, a risvegliarvi, e
siete pronti ad accettare l’invito a risvegliare gli altri. Ma
non potete farlo se non sapete in cosa consiste il risveglio.
Ecco lo scopo di questa digressione: informarvi che vi state
risvegliando alla consapevolezza che siete volontariamente
nel vostro corpo attuale, non per percepirlo come tormen-
to e tribolazione, qualcosa da cui non vedete l’ora di scap-
pare, ma come mezzo per sperimentare e dimostrare ciò
che solo la vita fisica sulla Terra può offrirvi.

Lascia che ti spieghi perché tutta quest’esperienza spesso


appare come un tormento e una tribolazione.
Se ho ben capito, questi EAE di cui parli passano istanta-
neamente dallo stato fisico a quello metafisico. S’incarnano e
disincarnano in un attimo, quando e come vogliono. Sembra
invece che noi umani dobbiamo trascorrere un periodo nello

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stato fisico – che per alcuni può essere molto breve, forse solo
un attimo, mentre per altri si tratta di molti anni – ma deve
comunque passare del tempo.
Inoltre, ogni volta che gli umani tornano dalla dimensione
metafisica a quella fisica, devono “ricominciare a vivere”: ci in-
carniamo in neonati costretti a reimparare come si fa a vivere
in un corpo.
Non ti sento dire che gli Esseri Altamente Evoluti prove-
nienti da un’Altra Dimensione devono fare lo stesso. Hai detto
che possono passare spontaneamente da una forma di espres-
sione a un’altra, da quella “non fisica” a quella “fisica” come es-
seri pienamente evoluti e non come esseri all’inizio di un ciclo
vitale fisico.
Ho capito bene? Se sì, sarebbe indubbiamente un vantaggio
enorme. Noi siamo molto svantaggiati nel dover “ricomincia-
re” ogni volta che vogliamo “fisicalizzarci” e dobbiamo affron-
tare tutte le difficoltà e superare tutte le sfide di anni di vita
quotidiana.

Veramente non siete affatto svantaggiati: fate esattamente


quello che volete.
Dovete capire che ci s’incarna per motivi diversi rispetto
agli EAE. Il vostro scopo è vivere l’esperienza di crescere
passando dallo stato embrionale alla vecchiaia, attraversan-
do l’infanzia, la fanciullezza, l’adolescenza e l’età adulta. E
volete farlo più di una volta.
Siete tornati nel Reame Fisico più e più volte per accoglie-
re la pienezza di questa esperienza, per cercare di capirne
tutti gli aspetti, approfonditamente e completamente, per
creare e percepire chi siete da ogni punto di vista, attraver-
so ogni lente, in ogni circostanza e situazione.
Durante questo processo di autocreazione, nelle vostre
vite avete sperimentato tutti i ruoli: la vittima e il carnefice,

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il forte e il debole, l’oppresso e l’oppressore, il cosiddetto


“giusto” e il cosiddetto “sbagliato”, il cosiddetto “buono” e
il cosiddetto “cattivo”.

Pensavo che non esistesse la distinzione fra “giusto” e “sba-


gliato”. Credevo che agli occhi di Dio nessuno di noi fosse
“buono” o “cattivo”.

Il tuo pensiero è corretto. Sono etichette che voi avete af-


fibbiato a certi comportamenti e non Dio, il quale vi ama,
vi adora e vi accoglie attraverso tutti i processi in cui vi tra-
sformate, crescete e vi realizzate.
Auspico che siate voi a decidere chi scegliete di essere e
come desiderate vivere tale esperienza. In questa maniera
saprete Chi Siete Veramente non perché vi è stato detto,
indicato o ordinato, ma perché avete creato il vostro Sé
specifico avendo considerato tutte le opzioni, vagliato tutte
le scelte e goduto di ogni possibilità.
Adesso avete conosciuto il potere e la gloria di essere divini
attraverso la libertà e la volontà di essere divini.
Questa è Divinità espressa, non semplicemente conferita.
Questa è Divinità vissuta e questo è stato il mio scopo nel
creare la vita stessa.
Ed è così che di essa voi siete stati il qui e il lì, il su e il giù, la
sinistra e la destra, il piccolo e il grande, il veloce e il lento,
il superficiale e il profondo, la luce e l’oscurità, il giovane e
il vecchio.
State usando la fisicità per conoscere e sperimentare tutto
questo – ogni espressione concepibile – creando un Campo
Contestuale in cui potete scegliere chi e come desiderate
essere.
Questo Campo Contestuale è il più grande dono della vo-
stra vita in questa dimensione, perché in assenza di Ciò Che
Non Siete, ciò che Siete non è.

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Ossia non è sperimentabile.


In assenza dell’oscurità, la luce non c’è; in assenza del gran-
de, il piccolo non c’è; in assenza della velocità, la lentezza
non c’è; e in assenza di ciò che hai chiamato “cattivo”, ciò
che hai chiamato “buono” è assente.
Perciò, non giudicare e non condannare, ma sii una luce
nell’oscurità, così che tu possa annunciare e dichiarare,
esprimere e adempiere, sapere e sperimentare Chi Sei Ve-
ramente. Grazie al potere del tuo esempio anche tutti gli al-
tri tuoi simili con cui entrerai in contatto sapranno chi sono
veramente.
Non è quello che hanno fatto tutti i maestri?

Mi hai già detto queste parole tante volte. Eppure, secondo


me, adesso hanno ancora più senso, suonano ancora più vere.
Ma perché questo non dovrebbe valere anche per gli Esseri
Altamente Evoluti?

Come ho appena spiegato, gli EAE non s’incarnano per


questo motivo. Hanno già sperimentato la fisicità appieno
e completato quest’esperienza. Quindi non “ricominciano
daccapo” in ogni incarnazione, a meno che non ritengano
di doverlo fare in una particolare fisicizzazione.

Che significa?

Se un Essere Altamente Evoluto assume una forma fisica


in questa dimensione è perché quell’EAE desidera ricreare
e rivivere qualcosa che non può essere creato o rivissuto
nello stato metafisico. A questo scopo, raramente è neces-
sario “ricominciare tutto daccapo” da uno stato d’incarna-
zione iniziale.

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Se un Essere Altamente Evoluto assume forma fisica non


nella sua dimensione, è perché quell’EAE desidera offrire
assistenza agli esseri senzienti del Reame Fisico nel com-
prendere, esprimere e sperimentare pienamente se stessi
per chi sono veramente. Gli EAE potrebbero quindi sceglie-
re di “ricominciare daccapo” fisicizzandosi in un ciclo vitale.

Ma perché gli EAE dovrebbero scegliere di offrire assisten-


za a esseri senzienti di una dimensione diversa dalla loro?

Per poter continuare a esprimere, onorare, conoscere e


sperimentare chi sono veramente, al livello successivo… e
al successivo ancora e così via. Gli EAE stanno scegliendo
di sperimentarsi ed esprimersi non come I Cercatori, ma
come La Risposta.
Tutto l’universo, il cosmo intero in ognuna delle sue dimen-
sioni, è pieno di esseri senzienti, ciascuno pervaso dello
stesso identico desiderio, quello di esprimere e sperimen-
tare la propria Vera Natura e Vera Identità.
Ciò richiede un processo che consiste innanzitutto nell’at-
traversare e conoscere ogni aspetto della vita fisica, poi
nell’attraversare e conoscere ogni aspetto della vita metafi-
sica, quindi nell’integrare entrambe.
Ed ecco il grande segreto che gli Esseri Altamente Evoluti
stanno cercando di condividere: la piena integrazione può
avvenire in qualsiasi momento. Il processo può essere ab-
breviato. Una civiltà intera può cominciare a vivere come
una specie risvegliata in qualsiasi momento lo desideri.

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Bene! È il momento di scoprire come farlo!


Ti sono grato perché nella mia mente c’è maggiore chia-
rezza su come tutto questo possa essere accaduto. Adesso sono
pronto ad andare avanti.
Se siamo invitati a risvegliare la specie, desidero sapere ri-
spetto a che cosa: qual è il Modo di Essere al quale potremmo
invitare tutti a risvegliarsi?
Si tratta di accogliere e adottare i principi e le pratiche, le
concezioni e i comportamenti di una civiltà completamente
diversa che vive in un’altra dimensione? Non è possibile ot-
tenere una vita migliore come individui e un domani miglio-
re come collettività globale avvalendoci dei valori più elevati
dell’umanità?

Certo che è possibile. Ma potrebbe essere utile e benefico


pensare in termini di energie diverse, non di civiltà diverse.
Tutta la faccenda di cosa rende la vita meravigliosa, gioiosa e
magistrale non è questione di “usanze locali”, ma di una leg-
ge universale che riguarda l’energia fondamentale della vita.
Nel cosmo esiste solo un’energia o essenza, ed è quella che
voi in termini umani avete chiamato Amore.
Le idee che gli Esseri Altamente Evoluti hanno cercato di
proporre all’umanità sono semplici pensieri su come vivere

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e amare nella maniera più adatta alla vostra specie. Pensieri


che offrono a ogni individuo la possibilità di avanzare più
velocemente nell’evoluzione personale.
Gli EAE non sostengono che il loro stile di vita sia “giusto”
per gli umani, ma offrono l’opportunità di deciderlo auto-
nomamente. Questo è il loro modo di aiutarvi, anche men-
tre siete impegnati ad aiutare gli altri a risvegliarsi.
Perciò potrebbe essere utile dare un’occhiata a queste
idee, per vedere se e dove sono in contrasto con i com-
portamenti umani e decidere se scegliere di sperimentare
nuove modalità di essere umani.

Sono d’accordo e so che ci saranno dei contrasti. Allora


dimmi qual è la differenza più grande. Insomma, arriviamo
dritti al punto.

La differenza più vistosa e significativa è che gli Esseri Alta-


mente Evoluti sono completamente, assolutamente e inte-
ramente privi di qualsiasi forma di violenza.
Non ricorrono alla violenza fisica, non mostrano violenza
verbale, non covano nemmeno momentaneamente pen-
sieri violenti.
Non mascherano la violenza chiamandola “autodifesa”, “in-
trattenimento” o “sport”.
Semplicemente non giustificano e non legittimano il fatto
d’infliggere dolore fisico o emozionale – nemmeno il mini-
mo disagio – a qualsiasi altra entità.

Esiste una formula grazie alla quale hanno raggiunto questo


risultato? Che cosa sanno che noi non sappiamo che consente
loro di essere così?

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Ogni forma di violenza è sparita dalla loro cultura perché


tutta la rabbia è scomparsa dalla loro realtà.

E questo perché...?

Perché vivono nella consapevolezza che non hanno niente


da perdere nell’essere buoni, gentili, affettuosi, comprensi-
vi, altruisti, generosi, tolleranti e nell’amare incondizionata-
mente in ogni istante di ogni circostanza o situazione.
Sanno che non possono perdere la vita per nessun moti-
vo e in nessuna maniera, né possono perdere nient’altro di
prezioso, perché per loro l’esistenza ha un valore inestima-
bile e la considerano un’opportunità per accedere all’unica
esperienza che desiderano.

Che sarebbe?

L’esperienza della loro Divinità.

Quindi questi esseri non possono essere uccisi? Nemmeno


da una circostanza esterna che non ha niente a che fare con la
violenza reciproca? Come un buco nero (tanto per dire qualco-
sa) che inghiotte la sede della loro civiltà?

Non esiste circostanza esterna nell’universo fisico che pos-


sa indurli a equiparare il cambiamento della loro forma ma-
nifestata con la perdita della loro vita o la fine della loro
esistenza.

Perciò il passaggio dalla fisicità alla non-fisicità per loro non


rappresenta la fine di niente.

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Esattamente. Sanno che esisteranno sempre e non cesse-


ranno mai di essere, indipendentemente da quello che suc-
cede alle loro forme manifestate fisicamente.
Questo include un “buco nero” che inghiotta qualsiasi pia-
neta sul quale potrebbero essersi incarnati.

Se non hai mai paura di perdere la vita, non hai motivo di


diventare violento. Che succede quando perdi qualcosa o non
riesci a ottenere ciò che desideri?

I maestri del vostro Pianeta hanno già detto che il bisogno


di soddisfare i desideri causa dispiaceri. E ogni forma di vio-
lenza nasce dalla sofferenza. Eliminate la sofferenza e la vio-
lenza sparirà, si volatilizzerà, si dissolverà, svanirà.

Se sei pienamente risvegliato e quindi sei un Essere Alta-


mente Evoluto, sei immune da qualsiasi desiderio?

Sei immune dallo stordimento dei desideri e dalla rovina


di essere governato da essi. Se sai che la tua vita non finirà
mai, sei anche consapevole di avere a disposizione l’eter-
nità per creare qualsiasi cosa desideri sperimentare, o per
ricreare qualcosa che hai già avuto e che vuoi rivivere.
C’è un modo di dire nel cosmo: “La Vita Eterna porta la
Pace Eterna.”
D’altro canto, se immagini di avere un tempo limitato in cui
sperimentare quello che desideri, rinuncerai alla pace per
acquisirlo o per trattenerlo se e quando lo ottieni.

In poche parole, questa è la storia dell’umanità. Quindi un


EAE di un’Altra Dimensione percepisce la vita come una re-
altà eterna.

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È una realtà eterna. La vita è un’esperienza eterna per tutti


gli esseri senzienti, ma pochi di coloro che si considerano
e si esprimono principalmente come un corpo fisico spe-
rimentano la loro eternità come una realtà tangibile. Per
loro l’unica realtà tangibile è la fisicità e immaginano che
quando quella fase si conclude, la loro esistenza abbia fine.
Al massimo, considerano la vita eterna un concetto, una te-
oria, una dottrina o un credo: qualcosa che “potrebbe esse-
re”, ma di cui non sono certi.
Siccome le entità pienamente risvegliate di cui ho parlato
esistono in un’Altra Dimensione, sono sicure che la vita è
eterna.

Certo, perché per loro è facile! La sperimentano e non si li-


mitano a pensare, a pregare o a sperare nella vita eterna. E la
conoscono da... be’, da sempre.

Anche voi. La differenza è che loro lo sanno e voi no. Loro


se lo ricordano.

Noi possiamo ricordarlo? Come possiamo ricordarlo tutti?

Cosa pensi che stai facendo qui?

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La nonviolenza rappresenta un contrasto stridente fra gli


Esseri Altamente Evoluti e gli umani. Mi rendo conto che il
loro essere consapevoli che la vita è un’esperienza eterna può
indubbiamente creare un contesto in cui la violenza è conside-
rata superflua. Ma non potrebbe esserci un sistema più “prati-
co” di ridurre o addirittura eliminare la violenza dall’esperien-
za umana?
Per millenni abbiamo cercato di convincere gli esponenti
della nostra specie che la vita è eterna, ma il fatto che molti ab-
biano accettato quest’idea non sembra aver ridotto la violenza
in maniera significativa.

Esiste un criterio pratico per eliminare la violenza: basta al-


lontanarsi dall’attuale profonda sensazione di Separazione.

Ah, sì. Questa volta ho capito al volo, senza l’aiuto di Esseri


Altamente Evoluti provenienti da un altro regno. Basta solo
che mi guardi intorno.
Osservo che attualmente gran parte delle persone che cre-
dono in Dio – e si tratta della stragrande maggioranza degli
abitanti del Pianeta – ancora coltivano una Teologia della Se-
parazione. La loro concezione di Dio è che gli umani sono
“qui” e Dio “lassù”.

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Non sarebbe così grave se la cosa iniziasse e finisse lì, ma il


problema è che una Teologia della Separazione crea una Co-
smologia della Separazione, cioè un modo di considerare la
Vita secondo cui tutto è separato dal resto.
Questo non sarebbe così grave se fosse solo un punto di vi-
sta, ma il problema è che una Cosmologia della Separazione
crea una Psicologia della Separazione, cioè un punto di vista
psicologico secondo cui io sono “qui” e tutti gli altri sono “là”.
Anche con questo potremmo convivere, se la cosa finisse
qui, ma il problema è che una Psicologia della Separazione crea
una Sociologia della Separazione, cioè una maniera di socia-
lizzare che incoraggia tutti i componenti della società umana
ad agire come entità separate al servizio dei propri interessi
separati.
Adesso siamo entrati in un territorio davvero pericoloso,
perché la Sociologia della Separazione crea inevitabilmente la
Patologia della Separazione: comportamenti patologici autodi-
struttivi individuali e collettivi che generano sofferenza, con-
flitti, violenza e morte per mano nostra, come è avvenuto su
questo Pianeta nel corso dell’intera storia umana.
Secondo me potremo guarire da questa patologia solo quan-
do la nostra Teologia della Separazione sarà sostituita da una
Teologia dell’Uno, in grado di riconoscere che siamo stati dif-
ferenziati da Dio ma non separati da Lui. Come le dita della
mano sono differenziate ma non separate l’una dall’altra, bensì
collegate grazie alla mano e attraverso la mano a tutto il corpo,
così noi siamo diversi ma uniti attraverso il corpo di Dio di cui
siamo parte.

Ti sei espresso perfettamente e hai condiviso il tuo pensie-


ro con grande chiarezza.

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Be’, naturalmente tutta questa chiarezza viene da te. E


adesso siamo incoraggiati ancora una volta – come è accaduto
in ognuna delle altre conversazioni – a capire che tutta la Vita
è Una Cosa Sola.

Sì. Questo è quanto gli Esseri Altamente Evoluti dell’Altra


Dimensione non solo comprendono, ma sperimentano.
Loro sanno che la vita è eterna e che nell’universo non esi-
ste separazione: di niente da niente. Questa consapevolez-
za è un pilastro del loro sistema di vita, la base della loro
civiltà.

Allora questo sarà il primo passo che faremo quando diven-


teremo una specie risvegliata. E dopo tutti questi anni – questi
millenni – passati sul Pianeta, non abbiamo ancora compiuto
questo primo passo.

È il passo più importante da fare proprio adesso. Non vi


scoraggiate per ciò che non avete ancora realizzato, ma in-
coraggiatevi ad agire.

Spero tanto che ci riusciremo, perché mi rendo conto che


accogliere quest’idea come realtà funzionale sarebbe l’inizio
della fine della situazione attuale sul Pianeta. Rappresentereb-
be l’avvio di una nuova creazione, di un domani nuovo. Diven-
terebbe la Nuova Storia Culturale dell’Umanità.
Voglio correre fuori e dire a tutti: “L’unità non è una carat-
teristica della vita. La vita è una caratteristica dell’unità.”

Sarebbe un messaggio molto potente da condividere. Ed è


formulato in modo incisivo.

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Sì. È quello che non abbiamo capito della nostra esistenza


sulla Terra e comprenderlo cambierebbe tutto.
La vita è l’espressione stessa dell’unità. Dio è l’espressione
della Vita Stessa. Dio e la Vita sono una cosa sola. Noi siamo
parte della Vita. Non siamo al di fuori di essa e non potremmo
esserne estromessi. Perciò siamo parte di Dio. È un circolo che
non può essere interrotto.

La tua concezione di tutto ciò è identica a quella degli Esseri


Altamente Evoluti. E non sei il solo sulla Terra ad avere le
idee chiare al riguardo.
Adesso basterà che tutti coloro che condividono questa
chiarezza si autoidentifichino, per poi impegnarsi a parteci-
pare all’impresa globale di risvegliare la specie.

Ma senza farlo in maniera talmente grandiosa da vanificare


lo scopo, perché nessuno li ascolterebbe.

È un bene che continui a ritornare su questo. Effettivamen-


te vanifichereste i vostri sforzi se vi metteste sul piedistallo
di “Quelli Che Sanno” e decideste che avete il compito di
dire agli altri ciò che ignorano.
La vostra missione consiste nel rivelare agli altri quello che
già conoscono, ma che potrebbero non sapere di sapere.
Si tratta di una condivisione gentile, di un risveglio dolce,
non di una scossa violenta che farebbe venire a chiunque la
voglia di tornare a dormire.

Va bene, mi rendo conto che questo singolo cambiamento


è un’altra maniera di definire quell’Unica Decisione di cui ho
parlato prima. Potrebbe diffondere velocemente un nuovo stile
di vita sulla Terra. La cosa mi entusiasma e anche le possibilità
che ne derivano.

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Ma sto cercando ancora d’immaginare più di uno o due


modi in cui la nostra esperienza quotidiana cambierebbe nella
pratica, se vivessimo come questi Esseri Altamente Evoluti ci
stanno incoraggiando a fare.

Te li posso elencare.

Ti prego di farlo.

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13

Forse dovresti memorizzarli, o almeno trascriverli in un po-


sto in cui li vedrai spesso.

1. Una specie risvegliata vede l’Unità di Tutta la Vita e vive


in essa. Gli umani non risvegliati spesso negano o igno-
rano questa visione.

2. Una specie risvegliata dice la verità, sempre. Gli umani


non risvegliati troppo spesso mentono, a se stessi e agli
altri.

3. Una specie risvegliata dice una cosa e mantiene la paro-


la data. Gli umani non risvegliati spesso dicono una cosa
e ne fanno un’altra.

4. Una specie risvegliata, avendo visto e compreso come


vanno le cose, fa sempre quello che funziona. Gli umani
non risvegliati spesso fanno il contrario.

5. Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà un


principio correlato ai concetti che gli umani chiamano
“giustizia” e “punizione”.

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6. Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà un


principio correlato al concetto che gli umani chiamano
“insufficienza”.

7. Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà un


principio correlato al concetto che gli umani chiamano
“proprietà”.

8. Una specie risvegliata condivide sempre tutto con tutti.


Gli umani non risvegliati spesso non lo fanno e condivi-
dono con gli altri solo in determinate circostanze.

9. Una specie risvegliata crea un equilibrio fra tecnologia e


cosmologia, fra macchine e natura. Gli umani non risve-
gliati spesso non lo fanno.

10. Una specie risvegliata non sopprimerebbe mai, per nes-


sun motivo, l’espressione fisica attuale di un altro es-
sere senziente, a meno che non sia stato direttamente
quell’essere a chiederlo. Gli umani non risvegliati spesso
uccidono i propri simili senza che essi lo abbiano chiesto.

11. Una specie risvegliata non farebbe mai niente che pos-
sa potenzialmente danneggiare o mettere in pericolo
l’ambiente che sostiene i membri della specie mentre
sono nel corpo fisico. Gli umani non risvegliati spesso lo
fanno.

12. Una specie risvegliata non avvelena mai se stessa. Gli


umani non risvegliati spesso lo fanno.

13. Una specie risvegliata non compete mai. Gli umani non
risvegliati spesso sono in competizione gli uni con gli altri.

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14. Una specie risvegliata sa di non aver bisogno di niente.


Gli umani non risvegliati spesso creano esperienze ba-
sate sul bisogno.

15. Una specie risvegliata sperimenta ed esprime amore in-


condizionato per tutti. Gli umani non risvegliati spesso
non riescono a immaginare nemmeno una divinità che
lo faccia, figuriamoci se lo fanno loro.

16. Una specie risvegliata gestisce il potere della metafisi-


ca. Gli umani non risvegliati molto spesso lo ignorano
ampiamente.

Naturalmente esistono altre differenze, ma queste sono al-


cune delle caratteristiche principali di una specie risvegliata
e le maggiori differenze fra una tale specie e l’umanità nel
suo attuale stato non risvegliato.

Accidenti, una parte di me sente che questa lista è un atto


d’accusa verso la nostra specie, verso tutto il nostro modo di
vivere.

Significherebbe mettere “sotto accusa” un bambino di tre


anni dicendo che non capisce le cose che capiscono gli
adulti?
Siate felici di sapere quello che sapete! Siate felici di vedere
chiaramente la differenza fra i vostri comportamenti e altri
comportamenti che potreste considerare più benefici.
Celebrate la crescita di questa consapevolezza, così come
celebrate i primi passi di ogni bambino.

Grazie di avermelo ricordato. Continui a dirmelo: siamo


davvero una specie molto giovane. Forse dovremmo spiegare

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questo punto in termini concreti, così che possa diventare reale


nella mente delle persone.
A tanti piace pensare che gli umani siano altamente evoluti,
mentre in realtà l’umanità ha raggiunto appena l’infanzia su
questo Pianeta. Nel loro libro New World New Mind [Mondo
nuovo, mente nuova], Robert Ornstein e Paul Ehrlich hanno
posto tutto questo in prospettiva in un paragrafo sorprendente:
“Supponiamo di tracciare la storia della Terra sul calendario
di un solo anno, in cui la mezzanotte del 1° gennaio rappre-
senta l’origine della Terra e la mezzanotte del 31 dicembre il
presente. In questa maniera, ogni giorno dell’anno corrispon-
derebbe a dodici milioni di anni di storia del nostro Pianeta. In
base a questa scala, la prima forma di vita, un semplice batte-
rio, farebbe la sua comparsa in un giorno di febbraio. Forme di
vita più complesse si manifesterebbero invece molto più tardi: i
primi pesci apparirebbero intorno al 20 novembre. I dinosauri
arriverebbero intorno al 10 dicembre e scomparirebbero il gior-
no di Natale. Il primo dei nostri antenati riconoscibile come
umano non si presenterebbe fino al pomeriggio del 31 dicembre.
L’homo sapiens – la nostra specie – spunterebbe intorno alle
23:45... e tutto ciò che è avvenuto nella storia documentata ac-
cadrebbe nell’ultimo minuto dell’anno.”

Questo mette le cose magnificamente in prospettiva. E crea


un contesto in cui si può comprendere perché nelle società
umane gran parte delle persone nega molte delle cose che
vede. Nega persino i propri sentimenti e, in ultima analisi,
la propria verità.

Ma, come ho già detto prima, l’aver ricordato più volte in


questa sede che siamo una specie nelle prime fasi del suo svi-
luppo mi dà grande speranza. Prevedo che ci attendano giorni
meravigliosi – sia per noi individualmente che per l’umanità a

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livello collettivo – mentre maturiamo e sviluppiamo il nostro


potenziale.

Questa è la grande opportunità che vi aspetta. È appena


oltre l’orizzonte.

Sì, questo è il Momento Perfetto per Progredire! Mi do-


mando però, anche se conosco già la risposta a questa doman-
da, se dobbiamo aspettare che l’intera razza umana o la mag-
gioranza di essa si risvegli prima che chiunque di noi possa
vivere da Essere Altamente Evoluto. Perché potrebbe essere
un’attesa lunga, molto lunga.

Hai ragione, conosci già la risposta. Non solo non siete co-
stretti ad aspettare, ma non ci aspetta da voi che lo facciate.
Attualmente la storia sta a guardare chi sulla Terra sceglie-
rà di candidarsi per esemplificare questi comportamenti e,
con le parole e le azioni, si unirà in un movimento globale
per risvegliare la propria specie.
Chi sulla Terra celebrerà pienamente la propria Vera Natura
e chi co-creerà gioiosamente i giorni meravigliosi che vi at-
tendono quando lo farete?

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14

Mi hai convinto. Ora mi rendo conto che queste informa-


zioni sugli Esseri Altamente Evoluti possono rivelarsi utili e
aiutarci a risvegliare noi stessi – o, come dici tu, a permettere a
noi stessi di sapere che siamo già risvegliati – e possono contri-
buire a risvegliare la specie.
Adesso sento che vorrei uscire e condividere tante di queste
nozioni che, come hai sottolineato, non sono “ultraterrene”: si
tratta semplicemente di idee autorevoli su come è giusto amare.
Prima però voglio esercitarmi a viverle; quindi le condividerò
con gli altri.
Intanto mi piacerebbe molto se prima tu approfondissi bre-
vemente alcuni dei punti di quella lista, così posso sapere come
tutto ciò potrebbe “apparire” in termini reali mentre cerco di
viverlo e condividerlo nella vita vera.

Sarò lieto di farlo. Cominciamo dall’inizio della lista.

Punto 1: Una specie risvegliata vede l’Unità di Tutta la Vita


e vive in essa. Gli umani non risvegliati spesso negano o
ignorano questa visione.
Gli Esseri Altamente Evoluti non mettono mai in dubbio che
tutte le cose sono Una Cosa; sanno per esperienza che c’è
solo Una Cosa e che tutto ne fa parte.

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Esistendo in un’Altra Dimensione, gli EAE riescono a osser-


vare questo dato visivamente, non solo concettualmente.
Sono capaci di visualizzare la struttura submolecolare di
tutte le cose.
Osservano che c’è solo un’Energia o Sorgente nell’univer-
so e che questa Sorgente o Energia mescola gli elementi
fondanti di cui si compone, aggiungendone alcuni e sottra-
endone altri, per poi cambiare la frequenza vibrazionale di
questi elementi variamente combinati per generare espres-
sioni differenti dell’Essenza Essenziale.

Ho chiamato queste espressioni differenti Singolarizzazioni


della Singolarità.

Che è un ottimo nome, perché sono esattamente questo.


Tutte le cose che esistono sono generate da questa alchi-
mia, che dà origine alla “ricetta” della zuppa universale.
Gli elementi sono attratti l’uno all’altro dalla scelta consa-
pevole di ciascuno di essi, in quanto subiscono l’impatto
dell’energia congiunta dell’Essenza Essenziale, che com-
prende quella che chiameremo la vostra anima.

Aspetta un minuto: stai dicendo che la “coscienza” esiste a


livello elementale???

Certo. Quello che chiami livello elementale è la coscienza, si


tratta di Coscienza in Azione.
Ogni cellula del tuo corpo agisce con intelligenza. Non puoi
nemmeno tagliarti il mignolo senza creare un assalto cel-
lulare nel punto della lesione per riparare il danno. Pensi
che le cellule del tuo corpo non sappiano quello che fanno
e perché?

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E ti dico che ogni elemento dell’universo è pervaso da que-


sta intelligenza fondante.

Oh mio Dio!

Precisamente.

Possono parlare fra loro? Va bene, “parlare” è una parola


strana da usare in questo contesto. Quello che voglio chiedere
è: le cellule del corpo possono comunicare elemento per ele-
mento, ossia cellula per cellula?

Certo che possono. Cosa pensi che sia il “pensiero”?

I “pensieri” sono cellule che comunicano fra loro?

Esattamente. Sai come funzionano le cellule cerebrali?

Sì, ma quando parli del cervello, ti riferisci a neuroni, pep-


tidi, somi, dendriti e tutte quelle cose lì. Le cellule del corpo
non sono come quelle del cervello.

No? Chi te l’ha detto?


Ripeto: ogni grammo di vita è pervaso d’intelligenza fon-
dante, quindi anche ogni cellula, ogni particella, ogni ele-
mento submolecolare dell’universo.

Allora dev’esserci un sistema per dire alle cellule del mio


corpo di fare quello che desidero, come per esempio: “Guari-
scimi da questa malattia.”

Hai ragione se con ciò intendi dire che l’energia dei pensieri
influenza le cellule del corpo.

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Ricordo di aver sentito parlare di Émile Coué, psicologo e


farmacista francese, che all’inizio del Novecento propose un
tipo di psicoterapia basata sull’autosuggestione ottimistica e
consapevole. In un esperimento invitò persone malate a ripete-
re almeno venti volte al giorno – soprattutto la mattina e la sera
– un semplice mantra: “Tutti i giorni continuo a migliorare da
tutti i punti di vista.”

Che risultati ottenne?

Una percentuale notevole dei suoi pazienti migliorò!

Naturalmente.

Cielo! Allora è possibile fare in modo che la maggioranza


delle cellule del corpo scelga la stessa cosa per gran parte del
tempo?

Ah! Questa è la stessa domanda che vi state ponendo tutti


sul Pianeta.

Giusto! È esattamente la stessa domanda.

La risposta è che è possibile attraverso l’allineamento.


La scelta di un’azione congiunta all’unisono e in armonia gli
uni con gli altri è compiuta da elementi della vita quando
c’è allineamento sullo scopo, nell’ambito o nell’area in cui
quegli elementi esistono.
Le cellule del corpo agiscono all’unisono e in armonia se c’è
allineamento con l’anima sulla direzione che la vita pren-
de in ogni momento, a livello cellulare, in base allo scopo
dell’anima in quel femtosecondo.

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Va bene, questo l’ho dovuto cercare: un “femtosecondo” è


un biliardesimo o un milionesimo di miliardesimo di secondo.

Esatto. E la tua anima è la Sorgente dell’Energia dell’Essen-


za Essenziale che risiede in te.

L’anima è “Dio in noi”.

Lo è davvero. Non solo nei pensieri, non solo nelle parole,


ma nei fatti. L’anima è l’espressione, adesso individualizzata,
dell’“essere” che è Dio. È Dio manifestato.

Nel nostro caso sulla Terra, l’anima è Dio umanizzato e un


essere umano è un’anima divinizzata!

Esatto! Precisamente! Assolutamente! Decisamente! Chia-


ramente!
Lo hai detto in maniera perfetta.

Wow, ci stiamo addentrando nella metafisica molto più di


quanto pensassi, ma devo chiedertelo: stai dicendo che ogni
particella submolecolare di ogni espressione di vita dell’univer-
so deve essere convinta a fare una certa cosa perché poi la faccia?
Vuoi dire che la più minuscola particella d’energia ha la con-
sapevolezza di prendere decisioni valutando le opzioni derivanti
da alternative possibili?
Amico, questo è troppo. Lasciamo stare il resto delle perso-
ne sul Pianeta, ma come faccio a convincere anche solo tutte le
parti di me a fare la stessa cosa!?

Questo è il dilemma, vero?


È il più grande dilemma di tutti i tempi.
Ma in realtà è molto più facile di quanto immagini.

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Il signor Coué dice che in realtà è facile come penso io!

E questo è il più grande segreto della vita. Quando lo capi-


sci, arrivi alla maestria.

Va bene, allora dimmi come opera, metafisicamente. Ho


sentito parlare mille volte del potere dei pensieri, ma come agi-
sce, cosa lo fa funzionare dal punto di vista metafisico?

Mi hai già detto – e lo so anche io – che hai una mente


insaziabile, ma vuoi davvero approfondire l’alchimia dell’u-
niverso?

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15

In realtà non avevo pianificato questa conversazione; noto


solo che sta prendendo una certa direzione. Non voglio riman-
dare troppo a lungo il resto dell’approfondimento della lista
che ci hai fornito, ma questo punto è troppo affascinante. Pos-
siamo parlarne brevemente?

Va bene. Naturalmente l’argomento da solo potrebbe ri-


empire un libro intero, ma ecco l’ABC della Metafisica: Un
breve corso sulla Realtà Ultima.
Come abbiamo già osservato in questa conversazione, tutti
gli elementi della vita sono pervasi da quella che chiamere-
ste “intelligenza” o Consapevolezza della Propria Funzione
Inerente.
Questa Consapevolezza riempie ogni elemento fino alla
massima capacità: ossia, ogni elemento è pervaso d’Intel-
ligenza Divina totalmente, completamente, fino all’orlo. In
realtà, non sarebbe sbagliato dire che l’elemento stesso è
questa intelligenza, sotto forma di particelle.

Quindi ogni elemento della vita, fino alla più minuscola


particella submolecolare, è una parte della Mente di Dio.

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Con il tuo senso della poesia, è così che lo spiegheresti... e


non ho motivo di contraddirti.
Dunque gli Elementi dell’Essenza Essenziale sono attratti gli
uni agli altri da un aspetto o caratteristica che voi, in termini
umani, chiamereste “funzione comune”.
Cioè tutti cercano di fare la stessa cosa. Sono tutti attivi in
moto perpetuo e vibrano continuamente, ma non senza
uno scopo.
Il loro scopo è semplicemente quello di ESSERE. Si rendono
conto che la vita è movimento. Se il movimento dovesse
cessare, quella che voi chiamate vita non esisterebbe.

Vita = Movimento = Vita.

Sì.
Non conta ciò che ogni elemento vuole essere. L’elemento
individuale non ha una preferenza al riguardo: vuole soltan-
to “essere”.
Poi, quello che si chiama “allineamento” – e la conseguente
azione congiunta o unificata cui ti riferisci – è creato dall’in-
fluenza vibrazionale di qualsiasi energia più grande di un
elemento individuale.
Funziona così in tutta la natura. Più grande è l’energia, più
“attrazione” esercita su ogni elemento minore che si trova
nella sua Area d’Impatto. Perciò ogni elemento all’interno
di qualsiasi Area d’Impatto si allineerà con l’energia maggio-
re di cui subisce l’attrazione.

Nessuno me l’aveva mai esposto in questi termini. Perché


tutto ciò non può essere spiegato in maniera altrettanto sem-
plice ai bambini?

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Si può fare. E nelle civiltà degli Esseri Altamente Evoluti ciò


avviene. Questa consapevolezza è condivisa con tutte le
entità emergenti, ognuna delle quali apprende l’Unità della
Vita e il Cerchio della Vita.
Perciò, se voi in quanto esseri creativi volete che tutti gli
elementi della vita, fino alla particella più minuscola, si
muovano in una direzione particolare, dovete creare alline-
amento usando la potenza dell’energia combinata focaliz-
zata in maniera specifica.
E il pensiero è quella potenza.

Allora cosa crea la focalizzazione? Come possiamo far sì


che l’energia – cioè il pensiero – sia focalizzata in un modo par-
ticolare?

Con il desiderio.
Il desiderio esiste nell’anima, è l’anima definita in una paro-
la. L’anima è l’espressione locale del desiderio di Dio, che è
quello di sperimentare Se Stesso.
Il desiderio crea l’intenzione. L’intenzione crea il pensiero. Il
pensiero crea l’azione. L’azione crea il risultato.
Ma non tutto il pensiero è creato dall’intenzione che nasce
dal desiderio dell’anima. In un certo senso, anche il pen-
siero può avere una “mente propria”. Vale a dire, l’impulso
energetico che produce un pensiero può nascere dai desi-
deri del corpo.
Ciò genera un diverso tipo di azione, che può portare a un
risultato totalmente diverso da quello che l’anima aveva in
mente. L’anima aveva inculcato nella tua mente il risultato
da lei desiderato, ma per un momento il corpo ti ha fatto
uscire dalla mente.
Questo succede quando pensi di essere un corpo, invece di
sapere che sei un’anima.

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Gran parte di noi si limita a sperare di avere un’anima, op-


pure crede di avere un’anima senza esserne sicura. Ma siamo
sicuri di avere un corpo, perciò è in questi termini che gran
parte di noi pensa a se stessa.

Ancora una volta stai facendo una sintesi bellissima: è il giu-


sto metodo di comporre il puzzle.
Dunque, ogni elemento dell’Essenza Essenziale – dall’anima
individuale a ogni unità energetica individuale nel corpo (e
nell’universo) – è permeato di Desiderio, che è una partico-
lare forma o espressione di energia direttamente propor-
zionale alle sue dimensioni.
Gli elementi più piccoli hanno Desideri più piccoli. Gli ele-
menti più grandi, creati da elementi più piccoli che conver-
gono per attrazione fondendosi, hanno Desideri più grandi.
La quantità di Desiderio che esiste in qualsiasi elemento
della vita è direttamente proporzionale alle sue dimensioni.
Puoi considerare il Desiderio la candela di accensione del
motore della Vita.

Quindi, se ciò che chiamiamo “Dio” è tutto ciò che è, signi-


fica che il Desiderio di Dio è il più grande che esista.

Giusto. Di nuovo molto arguto. E il Desiderio di Dio è che


ogni essere senziente – cioè ogni elemento della vita ab-
bastanza grande, sofisticato o complesso da riflettere au-
toconsapevolezza – abbia la capacità di creare la propria
realtà, usando il Libero Arbitrio e la Scelta Consapevole.
Questo è un sistema alchemico per dire che gli Elementi
Fondanti della Vita – le minuscole particelle dell’Essenza
Essenziale – non hanno preferenze riguardo a come si alli-
neano le combinazioni di elementi.

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L’anima, che è un insieme di tali particelle, ha un’intenzione.


L’anima è la presenza locale dell’Intenzione Divina, che con-
siste nell’esprimere la Divinità in ogni momento così come
la definisce ogni essere senziente.
Questo essere ha la libertà di creare qualunque cosa scelga,
il che rappresenta la dimostrazione più grandiosa dell’Es-
senza Divina. Detto in altre parole: tutti disponete di Libero
Arbitrio.
Noterai che fin dalla prima conversazione ho continuato a
dirti che Dio non ha preferenze riguardo al modo in cui vivi.
Il mio unico Desiderio è che la tua personale preferenza
possa realizzarsi.
Perciò quello che trasformate da pura energia a materia
solida dipende da voi, individualmente e collettivamente.
Nel fare questa scelta, potete ascoltare il corpo, la mente
o l’anima.

Ed ecco completato l’ABC della Metafisica: Un breve corso


sulla Realtà Ultima.

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Caspita, tutto questo ha tantissime implicazioni e ne potrei


parlare con te all’infinito, ma voglio esaminare qualche altro
punto di quella lista, per capire meglio le implicazioni del ri-
sveglio dal nostro lungo sonno...

…e dalla vostra più recente esperienza di essere svegli sen-


za saperlo o senza agire di conseguenza.

Giusto, per poi sperare umilmente di risvegliare gli altri.


Passiamo al punto 2, va bene?

Sì. Il punto 2 dice: Una specie risvegliata dice la verità, sem-


pre. Gli umani non risvegliati troppo spesso mentono a se
stessi e agli altri.
Per esempio, avresti difficoltà a convincere un Essere Alta-
mente Evoluto che il flusso continuo di suoni e immagini cui
sottoponete i vostri figli fin dalla più tenera età non condi-
zioni le loro idee sulla vita e non abbia niente a che fare con
il criterio con cui la vostra prossima generazione creerà la
propria esperienza quotidiana.
Del resto non riuscite ad ammettere che l’aumento della
violenza nella vostra società dipende, almeno in parte, dal
continuo bombardamento di tali immagini, perché se lo fa-

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ceste, dovreste intervenire al riguardo. E siccome pensate


che non potete farci niente, preferite ignorarlo.

Sì, abbiamo parlato diverse volte di programmi televisivi,


film, videogiochi, siti internet e persino giocattoli per bambini
che mostrano atti di violenza e addirittura incoraggiano i no-
stri figli ad adottarli come forme di “gioco”.

Eppure pensate di essere – o, peggio ancora, vi concedete


di essere – impotenti rispetto a tutto questo.

Alcuni di noi fanno la stessa cosa con il tabacco, mangiando


costantemente cibi malsani, non facendo esercizio fisico o so-
stenendo valori sociali che creano conflitti costanti nella nostra
esperienza umana.

Questo modo di guardare in faccia i comportamenti auto-


distruttivi senza intervenire è tipico di esseri senzienti che
non si prendono abbastanza cura di se stessi o che non si
capiscono abbastanza da agire per porre fine al male che
s’infliggono.

Un comportamento simile te lo potresti aspettare da un


bambino di quattro anni e non dai suoi genitori quarantenni.
Quindi dobbiamo crescere almeno un po’ e vedere la verità, per
poi diffonderla.

Sì, sarebbe un buon inizio.

E gli Esseri Altamente Evoluti non si nascondono mai la


verità: la vedono e la dicono sempre.

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Sì, data la sua unità d’intenti, una specie risvegliata è inca-


pace di mentire. I suoi membri hanno imparato che ingan-
nare se stessi e gli altri è totalmente improduttivo e che
invece di avvicinarli, li allontana dai loro desideri e intenti
congiunti.
A un Essere Altamente Evoluto sarebbe praticamente im-
possibile dire una bugia, perché la sua vibrazione individua-
le risulterebbe talmente alterata da rendere evidente che
quanto l’entità sta comunicando non è allineato con ciò che
sa e comprende.

Come quando noi – o comunque alcuni di noi – arrossiamo


mentre diciamo una bugia.

Sì, in maniera molto simile, solo a livello più alto. L’entità


sussulterebbe e vibrerebbe a una velocità talmente discor-
dante, che si scrollerebbe letteralmente di dosso la verità.
Quindi non avrebbe senso provare a mentire.
Nota che quando gli umani hanno desideri e intenzioni con-
divise, non mentono gli uni agli altri. Mentire annuncia che
vuoi qualcosa di diverso dalla persona a cui ti stai rivolgen-
do. Questo potrebbe sembrarti ovvio, ma non è altrettanto
ovvio come eliminare il fenomeno.
La fine dell’inganno arriverà con la fine della separazione.
Dal momento in cui la vostra civiltà deciderà che siete una
cosa sola in una molteplicità di forme e che quindi che ave-
te un unico desiderio, allora ci sarà un’unica intenzione.

E quel desiderio sarà…?

Raggiungere in ogni momento la compiutezza nell’espres-


sione di ciò che ogni entità vivente desidera.

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Che sarebbe?

Come ho già detto, sperimentare se stessa come l’unica


cosa che è davvero: Divinità. Oppure, per usare una parola
che conoscete bene, l’energia che chiamate “Amore”.
L’unità dell’universo è l’espressione di Dio dell’Amore Divi-
no per tutta la vita in ogni sua forma.

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17

Mi piacerebbe molto sentire il tuo commento sul punto 3.

Punto 3: Una specie risvegliata dice una cosa e mantiene


la parola data. Gli umani non risvegliati spesso dicono una
cosa e ne fanno un’altra.
Inoltre, gli esseri umani non dicono sempre quello che
pensano. Per gli Esseri Altamente Evoluti non comunicare
il proprio pensiero – che comunque è qualcosa di diverso
dal mentire spudoratamente – sarebbe un comportamento
sterile.
A che serve avere un pensiero se non viene espresso? E per
gli Esseri Altamente Evoluti anche non fare quello che dico-
no a se stessi o agli altri sarebbe considerato infruttuoso.

E se dovessi avere un pensiero sgradevole?

Perché dovresti avere un pensiero sgradevole? Interrompi-


lo. A volte certi pensieri attraversano la mente, ma invece
di trattenerli, possiamo lasciarli andare.

E se non ci riuscissi?

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Come, prego? Pensi di non poter scegliere che cosa trattene-


re? Per forza la vostra specie è in un mare di guai!

Sì, lo so. E ho cambiato molto il mio modo di pensare. Co-


munque, non tutti i pensieri che mi passano per la testa sono
degni di essere condivisi con altre persone.

Allora condividi solo quelli che reputi validi.


A proposito, lo sai che ogni pensiero su cui ti soffermi diven-
ta una preghiera?

Tanto per farci stare tranquilli...

A dirla tutta, per gli Esseri Altamente Evoluti questo non è


un problema: se formulano un pensiero che non desidera-
no manifestare, lo cambiano immediatamente.
Se hanno una qualche fugace idea negativa, non ci pensano
due volte.
Hanno allenato la loro mente a non soffermarsi mai per più
di un nanosecondo su un pensiero se non vogliono che inizi
a materializzarsi nella loro realtà. Non lo trattengono. Lo
lasciano andare immediatamente e passano a un pensiero
nuovo e più positivo.
Sarebbe un Movimento del Pensiero Nuovo e potreste
unirvi in gruppi che scelgono di adottare questa pratica.

Sì, me lo hai già detto in passato.

E senza dubbio lo farò ancora, se sarà utile in quel momento.


Perciò, se un pensiero passeggero è tutt’altro che positivo,
continua a far circolare pensieri nuovi nella tua mente. Poi,
quando hai un pensiero positivo, allora sì, condividilo con
chiunque possa essere coinvolto o interessato.

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Per quanto riguarda dire una cosa e agire di conseguenza,


fai sempre in modo di mantenere la parola data. E se ritieni
che non vorrai o potrai fare quello che adesso stai pensan-
do di dire... non lo dire.
Ma se hai detto in buona fede che avresti fatto una certa
cosa, ma poi ti rendi conto che non puoi perché è soprag-
giunto un imprevisto, allora vai da tutti coloro ai quali lo
avevi detto e chiarisci la situazione. Di’ loro la verità. Spiega
con umiltà e gentilezza perché non potrai fare quello che
avevi promesso.
Di’ a tutti la verità su tutto. È così che vivono gli Esseri Alta-
mente Evoluti.

Noto che questi primi punti sono collegati a qualche livello.


Per esempio, il numero 4 è collegato ai primi tre.

Sì. Il punto 4 dice: Una specie risvegliata, avendo visto e


compreso come vanno le cose, fa sempre quello che fun-
ziona. Gli umani non risvegliati spesso fanno il contrario.

Ricorda molto i punti 1, 2 e 3, ma da un’altra ottica. Puoi


farmi qualche esempio di come il punto 4 si ripercuote sulla
vita quotidiana sulla Terra, così posso capire meglio l’impatto
che ha su di noi?

Certo. Considerato che i primi punti sono collegati, hai già


preso nota di alcuni di questi elementi, ma cerchiamo di
riassumerli.
Se il vostro obiettivo è vivere in pace, gioia e amore, la vio-
lenza non funziona: è già stato dimostrato.
Se il vostro obiettivo è vivere in salute ed essere longevi,
consumare tutti i giorni carne morta, fumare continuamen-
te note sostanze cancerogene e bere regolarmente litri di

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liquidi come l’alcol, che logorano i nervi e friggono il cervel-


lo, non funziona: è già stato dimostrato.
Se il vostro obiettivo è allevare figli liberi da violenza e rab-
bia, metterli di fronte a vivide rappresentazioni di violenza
e rabbia negli anni in cui sono più impressionabili non fun-
ziona: è già stato dimostrato.
Se il vostro obiettivo è prendervi cura della Terra e gestire
saggiamente le sue risorse, agire come se tali risorse fosse-
ro illimitate non funziona: è già stato dimostrato.
Se il vostro obiettivo è scoprire e coltivare una relazione
con una Divinità amorevole, in modo che la religione pos-
sa fare una differenza nelle vicende umane, immaginare un
Dio tracotante, che punisce e infligge castighi terribili non
funziona: è già stato dimostrato.
Hai bisogno di altri esempi?

No, il quadro mi è chiaro.


Mi piace come questi punti sono collegati: un aspetto con-
duce naturalmente a un altro. Sarebbe molto più facile per gli
umani smettere di dire una cosa e farne un’altra se risolvessero
almeno questi primi aspetti: la tendenza a vedere ogni cosa
separata; la tendenza a ignorare ciò che è; infine la tendenza a
non dire la verità.
Così smetterebbero di fare quello che abbiamo descritto nel
punto 3, cioè dire una cosa e farne un’altra, per poi mettere
in pratica “quello che funziona”, avendo visto e detto tutta la
verità su “ciò che è”.

Ben detto e riassunto. Stai collegando tutti i punti.

Sì, grazie alla chiarezza con cui sono stati esposti. Allora
non ho bisogno che il punto 4 venga spiegato ulteriormente.
Capisco che gli EAE vedono e dicono “ciò che è”, e senza na-

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scondere niente e nascondersi da niente, fanno solo quello che


favorisce il raggiungimento dei loro obiettivi unificati e identici.

Gli umani faranno la stessa cosa quando la specie sarà


pienamente risvegliata. Questo potrebbe essere anche un
trampolino di lancio per riuscirci.

Sono così contento di sentirtelo dire: mi dà speranza (sem-


pre presumendo che il risveglio ci sarà davvero).

Puoi essere fra coloro che contribuiranno alla sua realizza-


zione. Il Terzo Invito consiste in questo. E ora l’umanità ha i
mezzi con cui creare il proprio risveglio.
E la Volontà.
Adesso dispone di strumenti di comunicazione globale pra-
ticamente istantanei e una parte crescente della popolazio-
ne totale si sta autoselezionando per impegnarsi in questo
processo.
Come hai detto prima, basterà semplicemente che prendia-
te un’Unica Decisione.

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Va bene, allora passiamo ai punti 5, 6 e 7.


Sono tutti legati ad aspetti della storia culturale umana pro-
fondamente radicati ovunque nelle società terrestre.

Va bene. Ripetiamoli.
Punto 5: Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà
un principio correlato ai concetti che gli umani chiamano
“giustizia” e “punizione”.
Punto 6: Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà
un principio correlato con al concetto che gli umani chiama-
no “insufficienza”.
Punto 7: Una specie risvegliata non accoglie nella sua civiltà
un principio correlato con al concetto che gli umani chiama-
no “proprietà”.

Sono dichiarazioni altisonanti. Come fa una collettività –


anche se si tratta di un insieme o gruppo di Esseri Altamente
Evoluti – a vivere senza un qualche codice di condotta che ne
regoli il comportamento? E come fanno i membri di tale col-
lettività a vivere senza sperimentare mai una situazione in cui
qualcosa “non è abbastanza”, soprattutto se non hanno niente
che possono considerare di loro proprietà?

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Esaminiamo innanzitutto la seconda parte della domanda.


C’è sempre “abbastanza” di qualsiasi cosa che pensi ti serva
per sopravvivere, se sai che non puoi non sopravvivere.
In altre parole, quando non è questione di sopravvivenza,
l’idea di sufficienza o insufficienza cessa di avere una valen-
za significativa. La questione più importante nell’esperienza
di ognuno non è se sopravvivrà, ma come.
L’esistenza eterna garantita dipende dalla condivisione
completa e piena di tutto ciò che esiste con tutti coloro che
esistono, oltre che dalla conservazione comune di qualsiasi
oggetto o elemento, in qualsiasi ambito, situazione o cir-
costanza, di cui potrebbero non esistere scorte infinite nel
Reame Fisico.
In questa maniera l’insufficienza sarebbe sconosciuta, per-
ché si farebbe facilmente a meno di ciò che nell’ambiente
fisico scarseggia o potrebbe essere sostituito con la crea-
zione di qualcosa di altrettanto utile e benefico.

È bello che ci siano luoghi nell’universo in cui l’essenziale


non finisce mai. Qui sulla Terra però non siamo così fortunati.

Veramente lo siete. Non c’è elemento essenziale di cui ave-


te bisogno che potrebbe esaurirsi sul vostro Pianeta.

Davvero? Che ne dici di qualcosa di semplice come l’acqua?


Come ho detto prima, ancora oggi una percentuale enorme di
esseri umani non dispone di acqua potabile.

Il problema non è la mancanza d’acqua, ma di volontà. Nella


vostra specie non ci sono abbastanza persone impegnate a
rendere disponibile l’acqua a coloro che non hanno acces-
so immediato a essa. Se ci fossero, questo non sarebbe un
problema.

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103

Hai ragione, naturalmente. Secondo il sito dell’Istituto


delle Risorse Mondiali, “se disponessero delle informa-
zioni giuste, Paesi che affrontano situazioni estremamen-
te difficili potrebbero implementare strategie di gestione
e conservazione per tutelare le proprie risorse idriche”.
Purtroppo, un Paese collocato in fondo alla scala economica
potrebbe non avere quella capacità. Perciò spetterebbe alle na-
zioni più ricche del mondo agire affinché ciò avvenga.

Sì, è solo questione di una condivisione di civiltà. Ti assicuro


che non c’è alcun motivo per cui sulla Terra debbano esserci
persone che non possono avere acqua pulita e pura – e qual-
siasi altra cosa necessaria a “far funzionare la vita” – se solo
gli abitanti del Pianeta si prendessero cura gli uni degli altri.
Ma bisogna ricordare che – come hai sottolineato prima –
stiamo parlando di una specie che ogni ora lascia morire di
fame molti dei suoi bambini.

Sì, indubbiamente siamo una specie primitiva. Le nostre


azioni – o assenza di azioni – lo dimostrano.

Primitivi o no, gli abitanti della Terra non dovrebbero mori-


re per mancanza di cibo, per l’amor del cielo! Su un pianeta
in cui gli avanzi accumulati in una serata nei ristoranti di
Parigi, Los Angeles e Tokyo basterebbero a nutrire per una
settimana un piccolo villaggio in qualche area del vostro
mondo, nessun bambino dovrebbe morire di fame.

Lo so. Il ministero dell’agricoltura degli USA ha stimato


che solo negli Stati Uniti lo spreco di cibo è pari al 30 o 40 per
cento delle risorse alimentari nazionali. Secondo le statistiche
ufficiali del governo, ogni anno si sprecano milioni di tonnel-
late di cibo in negozi, ristoranti e case.

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Stiamo parlando di situazioni che nelle civiltà di Esseri Alta-


mente Evoluti non si verificherebbero mai e poi mai.
E questa è la risposta alla tua domanda su come è possibile
che agli esseri di Altre Dimensioni non succeda mai di “non
avere abbastanza”. C’è sempre “abbastanza” per una spe-
cie che condivide.
Per quanto riguarda la domanda su come gli EAE possano
convivere senza un “codice di condotta che regoli il loro
comportamento”, è chiaro che il livello in cui una specie
vive in stato risvegliato si riflette sul suo livello di autorego-
lamentazione.
Il “codice di condotta” degli Esseri Altamente Evoluti è ele-
gantemente semplice: non pensare a un’altra persona, non
parlare a un’altra persona e non fare a un’altra persona ciò
che non vorresti fosse pensato, detto o fatto a te.

Uhm... siamo alle solite: mi sembra che qualcuno sulla Ter-


ra lo abbia già detto tanto tempo fa.

A dire il vero, ogni religione del Pianeta insegna una qual-


che versione di quella che avete chiamato la Regola d’Oro.
La differenza fra le culture umane e le civiltà degli Esseri
Altamente Evoluti è che questi ultimi applicano davvero la
legge della reciprocità nelle loro vite, invece che limitarsi a
sbandierarla.

Sì, ma che succede in quelle civiltà se o quando qualcuno


fa a un suo simile qualcosa che non vorrebbe fosse fatto a se
stesso? Che succede se qualcuno commette – sono sicuro che
mi dirai che una parola del genere non esiste nella loro lingua,
ma qui la userò comunque – un “crimine”?

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Hai ragione, la cultura degli Esseri Altamente Evoluti non


prevede le nozioni di “delitto e castigo”.
Nessuno commette crimini, perché tutti capiscono che
sono tutt’Uno e che un attacco a un’altra entità sarebbe
un’offesa al Sé.
Perciò non c’è bisogno di quella che voi chiamate “giustizia”.
Il concetto di “giustizia” è sostituito da quella che definire-
ste “Giusta Azione”.

Naturalmente nella società umana la criminalità esiste e


non sempre la giustizia trionfa quando viene commesso un re-
ato. Ma la maggior parte delle persone si consola pensando che
ci sarà giustizia nell’aldilà: giudizio e castigo eterno!

Ti devi decidere: vuoi un Dio che ti ama incondizionatamen-


te o un Dio che giudica, condanna e punisce?

Lo so, lo so: è tutto molto confuso. Siamo esseri estrema-


mente... complicati. Temiamo i tuoi giudizi, ma li vogliamo;
non vogliamo le tue punizioni, eppure ci sentiamo persi senza;
e quando dici (come hai sempre fatto in tutte le nostre conver-
sazioni) “non vi punirò mai”, non ci crediamo e alcuni di noi
quasi si arrabbiano. Perché se tu non ci giudichi e non ci puni-
sci, cosa ci farà rigare dritto? E se non c’è “giustizia” in Cielo,
chi rimedierà a tutti i torti subiti sulla Terra?

Perché contate sul Cielo per sanare quelle che chiamate


“ingiustizie”? La pioggia rinfrescante e purificatrice non
cade forse dal cielo?

Sì.

E ti dico questo: la pioggia cade sia sul giusto che sull’ingiusto.

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Ma allora perché il Signore disse: “Mia sarà la vendetta”


Deuteronomio 32, 35?

Io non l’ho mai detto. Uno di voi l’ha inventato e il resto di


voi ci ha creduto.
La “giustizia” non è qualcosa che sperimenti dopo aver agi-
to in un certo modo, ma viene applicata perché agisci in un
certo modo. La giustizia è un atto, non una punizione per
un atto.
Una specie risvegliata lo capisce.

Mi rendo conto che il problema della nostra società è che


cerchiamo “giustizia” dopo un’“ingiustizia”, piuttosto che “ren-
dere giustizia” in ogni singolo caso, attraverso le scelte e le
azioni di ogni singolo essere umano.

Hai colto nel segno! La giustizia costituisce un’azione, non


una reazione.

Se tutti nella nostra società agissero secondo giustizia, come


fa ogni entità di una specie risvegliata, non avremmo più alcun
bisogno di costruire la nostra civiltà su un sistema di giudizio
e castigo.

Esatto.

Ma sarà mai possibile una cosa del genere? Ci sarà mai un


tempo in cui tutti agiranno secondo giustizia?

Ci sarà quando tutti si risveglieranno.

Si risveglieranno tutti?

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Lo state decidendo adesso.

In una delle nostre conversazioni precedenti abbiamo af-


frontato alcuni di questi argomenti con le stesse parole. Parti di
quello che è appena stato detto sono trascrizioni di un dialogo
che abbiamo già avuto. Sono contento che lo abbiamo ripetuto
qui, come il brano memorizzato di un bel dramma o di una
poesia preferita.

Ne sono contento anch’io.

Questo colloquio mi dà la possibilità di sintetizzare molto


di quello che mi hai detto in passato e di riunirlo in un tutto
coerente.

Era questa l’intenzione. Parte del Terzo Invito riguarda la


piena integrazione.

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Finora ci siamo occupati dei concetti di insufficienza, giu-


stizia e punizione citati nei punti 5 e 6. Adesso che ne dici del
punto 7... “proprietà”? Non dovremmo possedere niente?

Potete fare quello che volete, ma nelle civiltà degli Esseri


Altamente Evoluti la proprietà non esiste.

Che c’è di male nell’avere qualcosa di proprio? Caspita, è


proprio tutto sbagliato quello che facciamo su questo Pianeta?

Non si tratta di “giusto” o “sbagliato”. Si tratta di quello che


“funziona” e quello che “non funziona” in base...

Lo so, lo so: “...in base a quello che volete fare.”

Sì, continuo a ripetermi perché anche tu continui a ripeter-


ti. Torni sempre a concetti umani che non hanno significato
per una specie risvegliata, come “giusto” o “sbagliato”.

Ma cosa c’è di così “non funzionale” nell’avere qualcosa di


proprio? A molte persone sembra andare benissimo.

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Intendi dire a gran parte delle persone che possiede gran


parte delle risorse.

Anche gran parte delle persone che non possiede gran parte
delle risorse vuole possederne di più.

Certo, perché molte persone che possiedono gran parte


delle risorse le tengono quasi tutte per sé. Il sistema eco-
nomico che avete creato praticamente garantisce che ciò
avvenga. Naturalmente ci sono eccezioni, ma questa è la
regola.
Sicuramente ve ne rendete conto.
Hai detto tu stesso all’inizio di questa conversazione che
ottantacinque delle persone più ricche del mondo dispon-
gono di un patrimonio superiore a quello della metà della
popolazione dell’intero Pianeta.

Sì e naturalmente me ne rendo conto. Ma a volte in que-


sto dialogo vorrei parlare con la voce dell’“uomo comune” del
giornalista del “New Yorker” James Thurber. Gran parte delle
persone – a parte tutte queste ingiustizie – non vorrebbe ri-
nunciare all’idea di possedere qualcosa, di poter considerare
proprio un oggetto qualsiasi.
Come si comportano a questo riguardo i membri di una
specie risvegliata?

Capiscono che essendo Uno, ogni cosa appartiene a ogni


uno che esiste.

Ma come funzionerebbe in pratica? Non tutti gli abitanti


del mondo possono coltivare la terra, piantare semi, raccogliere
frutti e guadagnare il reddito di ogni fattoria del Pianeta.

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Non è possibile che chiunque entri in casa di chiunque come


se fosse la sua e si trattenga lì, prima di tutto perché non esiste
un luogo abbastanza grande, e anche se ci fosse, che ne sarebbe
della privacy? Bisogna condividere tutto, compresi i mariti, le
mogli, i figli e i possedimenti di qualsiasi tipo?
Come può funzionare un sistema simile?

Nelle civiltà delle specie avanzate l’idea del “possesso” è


sostituita da quella di “gestione”.
Le entità concordano armoniosamente chi gestisce che
cosa, chi fa coppia con chi, chi si occupa dei bambini, chi
svolgerà quali funzioni nel mondo fisico.
Nessuno interferisce nella cura di qualcun altro, previo ac-
cordo di gestione o partenariato.
Chi genera figli non pensa di “possederli”, chi ha un partner
non immagina di “possederlo”, chi accetta di gestire qual-
cos’altro di materiale – che siano terreni o qualsiasi altro
oggetto fisico – non immagina di “possederlo”.
Tutti si limitano ad amare e a prendersi cura di queste altre
entità e di questi altri oggetti.
Per esempio, nessuno immagina che gestire un particolare
appezzamento del Pianeta sul quale si sono incarnati equi-
vale a “possedere” i minerali, l’acqua e qualsiasi altra cosa
si trovi sotto quel terreno, giù fino nel nucleo.
Né qualcuno può immaginare di “possedere” l’aria o il cie-
lo sopra quel particolare appezzamento, su fino alla fine
dell’atmosfera.
Perciò non ci sono scontri su “fino a che altezza”, “fino a
che profondità” e su chi possiede i “diritti” per ciò che si
trova lassù o laggiù.
Tali discussioni apparirebbero inutili e totalmente fuori luo-
go per entità che sanno di essere Uno e che nessuna entità,

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singolarmente o in gruppo, potrà mai “possedere” un pezzo


di Pianeta – tanto meno quello che si trova sopra o sotto.

Ci sono litigi continui fra governi e individui sui “diritti”


per l’aria, l’acqua e i minerali della Terra.

Sì, è vero. Allora dove comincia e finisce la “proprietà”?

Ma se le persone non possedessero niente, come potrebbero


trarre profitto da qualcosa? E se non traessero profitti, come si
guadagnerebbero da vivere?

Gli Esseri Altamente Evoluti hanno ridefinito il concetto che


voi esprimete con il termine “profitto”. Non considerano
un’attività “redditizia” se ne traggono vantaggio a spese
di qualcun altro. Per loro non è accettabile vincere mentre
qualcun altro perde. E in particolare non considerano ono-
revole se vincendo fanno perdere qualcun altro. Nella loro
civiltà, nessuno guadagna se non guadagnano tutti.

Per gran parte degli esseri umani sarebbe molto difficile ac-
cettare un’idea del genere. Il che ci porta al punto 8 della lista.

Il punto 8 dice: Una specie risvegliata condivide sempre tut-


to con tutti. Gli umani non risvegliati spesso non lo fanno
e condividono con gli altri solo in determinate circostanze.

Per molti abitanti della Terra questo sembra impraticabile,


irrealizzabile.

Sciocchezze: lo fate continuamente. Lo sperimentate già in


misura limitata, per esempio nelle vostre famiglie.

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Se ti capitasse di camminare per strada durante un tem-


porale, non terresti mai l’ombrello solo sulla tua testa, di-
cendo al tuo partner o ai tuoi figli: “Peccato che non avete
l’ombrello anche voi, ma così è la vita.”
Non penseresti mai di mangiare tutta la torta di mele da
solo senza condividerla con la tua partner o con i tuoi figli
dicendo: “Peccato che non ce ne sia abbastanza per tutti,
ma io di sicuro me la mangerò.”
Ho fatto esempi scherzosi, ma capisci benissimo il concetto
di rifiutare di essere il solo a trarre profitto o vantaggio, se
la tua famiglia e i tuoi cari soffrono perché non condividi
con loro.
L’unica differenza fra voi e gli Esseri Altamente Evoluti è che
per gli EAE tutti sono la loro famiglia e i loro cari.
La soluzione a tanti problemi della Terra è ovvia.

Allora perché non adottiamo quella soluzione? Che cosa


impedisce alla nostra società di vederne l’“ovvietà” e di
condividere tutto con tutti?

Sulla Terra non vi comportate così perché pensate che non


ci siano abbastanza risorse per tutti, così cercate di acca-
parrarvi la vostra parte. È l’idea di scarsità a soffocare quel-
la della condivisione piena e completa.

Ma ce n’è più che abbastanza per tutti! Per quanto riguarda


il cibo, l’acqua, l’energia e quasi tutto ciò di cui abbiamo biso-
gno per vivere, abbiamo un problema di distribuzione, non di
insufficienza.

Questo in gran parte è vero. Puoi condividere liberamente


e generosamente tutti i doni, i talenti, le capacità, la co-
noscenza e l’abbondanza che la vita ti ha dato, per poi ac-

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corgerti che la vita ti restituisce tutto ciò che ti serve per


sopravvivere.
Ti sorprenderai nel comprendere – e cambierai il tuo siste-
ma di valori quando lo capirai – che in realtà hai bisogno
di molto meno di quanto pensi per restare integro in una
particolare forma corporea e di assolutamente niente per
restare in vita come anima – premesso che la vita è qual-
cosa che avrai sempre e che non potrai non avere. È solo
questione di quale forma la tua esistenza assumerà.
Naturalmente a questa domanda rispondi con ogni scelta,
decisione e azione della tua vita. “Quale forma assumerà la
mia esistenza?”
Adesso al tuo Pianeta potrebbe giovare qualche essere
umano in più disposto a dimostrare l’efficacia ed esem-
plificare una nuova umanità basata sulla fiducia nella Suf-
ficienza e nella Condivisione, per contribuire a risvegliare
la specie. Ma questi modelli dovranno candidarsi volonta-
riamente, perché nessuno li investirà di questo ruolo né li
consacrerà.
Da qui nasce il Terzo Invito.

Ma, come ho detto prima, come ci guadagneremmo da vi-


vere se tutti condividessero tutto e ogni definizione di “profit-
to” dovesse prevedere vantaggi globali?

L’esperienza di vivere non è qualcosa che bisogna “guada-


gnarsi”. La vita è un dono concesso a tutti voi, non qualcosa
di cui dovete rendervi degni ogni giorno della vostra esi-
stenza.
Qualsiasi civiltà potrebbe facilmente ideare un sistema che
consenta alla società di soddisfare i bisogni degli individui e
dei gruppi senza che i suoi componenti debbano vendere la
propria anima o rinunciare ai propri sogni per sopravvivere.

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Ho capito cosa intendi. Deve esserci un criterio per creare


un sistema sociale in cui ciascuno offre più o meno la stessa
energia e tutti ne beneficiano più o meno equamente, senza che
nessuno debba vivere un’esistenza grama o rinunciare a fare
qualcosa che ama davvero per riuscire a sopravvivere. Temo
però che fino a quando la nostra società non cambierà, non sarà
facile creare un sistema del genere.

A dire il vero, tutta la vostra società cambierà quando la


maggioranza vedrà com’è facile la vita per quelli di voi
che hanno scelto di essere i pionieri di questa mentalità.
Ho detto prima che l’obiettivo di candidarsi per aiutare a
risvegliare la specie non consiste nel diventare dei leader,
ma persone che si lasciano guidare da una profonda con-
sapevolezza interiore a mettere in pratica un altro modo di
essere umani.
Ricordate sempre che un “leader” non dice “seguitemi”, ma
“io vado per primo”.
Non potete cambiare da un giorno all’altro i meccanismi
che regolano le vostre società terrestri, ma individualmen-
te potete dimostrare ed esemplificare da subito le qualità
fondamentali di una società risvegliata, cominciando voi
per primi.

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20

Tutto questo è stato molto utile, e sai una cosa? Riguardan-


do i punti 9-16 della lista, penso di capire abbastanza bene gran
parte di quelli rimanenti.

Allora riassumiamoli brevemente:

9. Una specie risvegliata crea un equilibrio fra tecnologia e


cosmologia, fra macchine e natura. Gli umani non risve-
gliati spesso non lo fanno.

10. Una specie risvegliata non sopprimerebbe mai, per nes-


sun motivo, l’espressione fisica attuale di un altro es-
sere senziente, a meno che non sia stato direttamente
quell’essere a chiederlo. Gli umani non risvegliati spes-
so uccidono i propri simili senza che essi lo abbiano do-
mandato.

11. Una specie risvegliata non farebbe mai niente che pos-
sa potenzialmente danneggiare o mettere in pericolo
l’ambiente che sostiene i membri della specie mentre si
trovano nel corpo fisico. Gli umani non risvegliati spesso
lo fanno.

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12. Una specie risvegliata non avvelena mai se stessa. Gli


umani non risvegliati spesso lo fanno.

13. Una specie risvegliata non compete mai. Gli umani non
risvegliati spesso si mettono in competizione gli uni con
gli altri.

14. Una specie risvegliata sa di non aver bisogno di niente.


Gli umani non risvegliati spesso creano esperienze ba-
sate sul bisogno.

15. Una specie risvegliata sperimenta ed esprime amore in-


condizionato per tutti. Gli umani non risvegliati spesso
non riescono a immaginare nemmeno una divinità che
lo faccia, figuriamoci se lo fanno loro.

16. Una specie risvegliata gestisce il potere della metafisi-


ca. Gli umani non risvegliati spesso lo ignorano com-
pletamente.

Mi è chiaro che, se vogliamo adottare i comportamenti di


una specie risvegliata, dobbiamo far sì che la nostra cosmologia
(filosofie, convinzioni, interpretazioni del mondo e decisioni
su chi siamo) tenga il passo con la tecnologia (armi, piante ge-
neticamente modificate, clonazione di mammiferi [e ben pre-
sto di esseri umani], medicina che prolunga la vita). Se non lo
facciamo, siamo destinati ad affrontare dilemmi etici, morali
e spirituali che non possiamo risolvere con le nostre vecchie
credenze.
Mi è chiaro che, se fossimo risvegliati, smetteremmo di dan-
neggiare continuamente il nostro ambiente... di avvelenare noi
stessi con ciò che mangiamo, beviamo, fumiamo, respiriamo,
ci iniettiamo, ascoltiamo, guardiamo... e porremmo fine alle

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nostre infinite e spesso spietate gare per accaparrarci di tutto:


denaro, potere, fama, amore, attenzione, sesso, qualsiasi cosa.
Mi è chiaro che, quando saremo una specie risvegliata, tra-
sformeremo quelli che consideravamo bisogni in preferenze e
(finalmente) ameremo davvero tutti incondizionatamente, ac-
cogliendo e accettando un Dio che fa lo stesso con noi.

Hai capito perfettamente, quindi non c’è bisogno che io ap-


profondisca questi argomenti.

Gli ultimi due argomenti che credo di aver bisogno di ap-


profondire sono esposti nei punti 10 e 16.
Secondo il punto 10, i membri di una specie risvegliata non
sopprimerebbero mai, per nessun motivo, l’espressione fisica
attuale di un altro essere senziente, senza che l’altra persona lo
abbia richiesto. Gli umani uccidono altri umani ogni minuto
di ogni giorno in qualche zona del loro Pianeta.
Questo è un dato di fatto e non può essere negato, ma a
essere onesti, gran parte delle uccisioni sulla Terra avvengono
per autodifesa.

Qualsiasi attacco viene chiamato autodifesa nelle culture


primitive. Ma anche nelle circostanze che voi definite di “di-
fesa”, un EAE non sopprimerebbe mai l’espressione fisica di
un altro essere senziente senza che quest’ultimo lo abbia
richiesto.

Non abbiamo il diritto di difenderci? Wow. È un’aspettativa


talmente elevata, che nessuno su questo Pianeta riuscirebbe a
esserne all’altezza. Persino le religioni e leggi sostengono che
l’autodifesa può giustificare l’omicidio. Stai dicendo che non
abbiamo il diritto di proteggerci, se per farlo dobbiamo ucci-
dere qualcuno?

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“Avete il diritto” di fare quello che volete. Siete solo invitati


a ricordare che ogni azione è un atto di autodefinizione. Se
volete definirvi come una specie che uccide i propri simili
per garantire la sopravvivenza di alcuni, nessuno vi fermerà.
Ma forse arriverà il giorno in cui sceglierete di fermarvi da
soli, perché vi accorgerete che nella frenesia di proteggere
la vostra specie, l’avete quasi distrutta.

Significa che quando saremo risvegliati permetteremo a


chiunque di farci qualsiasi cosa senza difenderci?

Quando la vostra specie sarà risvegliata, non creerà situa-


zioni in cui i propri componenti dovranno difendersi gli uni
dagli altri.
Deporrete le armi – tutti insieme – e rifuggirete per sempre
dalle modalità e dagli strumenti di distruzione reciproca. Il
vostro competere per qualsiasi cosa avrà fine e troverete la
strada per condividere tutto, comprese le risorse del mon-
do e gli straordinari miracoli della scienza, della tecnologia
e della medicina che avete creato.
Per una specie risvegliata questo comportamento è il più
ovvio e il più giusto.
Non avrete motivo di difendervi perché nessuno avrà mai
più motivo di attaccarvi: fisicamente, emotivamente, finan-
ziariamente o in qualsiasi altra maniera.

E se fossimo attaccati da un individuo rinnegato non ancora


risvegliato? Sai, quell’uno su mille o su un milione che è men-
talmente instabile...

Vi limitereste ad abbandonare il vostro corpo e uscireste


in pace dal Reame Fisico, sapendo che quella “morte” non
rappresenta la fine di niente.

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Proprio come fece Obi-Wan Kenobi quando fu minacciato


faccia a faccia da Darth Vader in uno dei film della saga di
Guerre stellari.

Sì, esattamente. Più di una volta le vostre creazioni fanta-


scientifiche hanno proposto all’umanità idee meravigliosa-
mente illuminate. Naturalmente il personaggio della saga
ebbe quel comportamento perché sapeva che non sarebbe
morto, che il “cattivo” non sarebbe stato in grado di fargli
niente che potesse porre fine alla sua esistenza.

Ma se fossimo attaccati tutti contemporaneamente da enti-


tà diverse dalla nostra specie? Prima hai detto che nel Reame
Fisico ci sono esseri avanzati di altri pianeti che sono violenti.
Non dobbiamo preoccuparci che un giorno possano venire sul-
la Terra a distruggerci?

No. Agli esseri senzienti violenti di altre galassie non sarà


permesso di distruggere la vostra civiltà. Gli Esseri Alta-
mente Evoluti che esistono in un’Altra Dimensione lo im-
pedirebbero.

Perché? Perché dovrebbero intervenire in nostro aiuto?

Perché è funzionale al loro scopo esprimere e sperimenta-


re la loro Vera Identità nel fare questo. Hanno concezioni
e obiettivi diversi dagli esseri che percepiscono se stessi
come entità fisiche che vivono in una dimensione fisica.

Eppure permettono che un’intera civiltà demolisca la vita


così come l’ha conosciuta sul proprio pianeta: ce lo stanno la-
sciando fare proprio adesso.

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Questo è un atto che deriva dalla scelta consapevole di una


civiltà, dalla sua Volontà Collettiva, non è un atto che viola
la Volontà Cosciente Collettiva di un’altra civiltà su un altro
pianeta.
Anche sulla Terra fate questa distinzione. Si tratta della dif-
ferenza fra qualcuno che sceglie di porre fine alla propria
vita di sua spontanea volontà e qualcuno che sceglie di por-
re fine alla vita di qualcun altro contro la volontà dell’altro.
A livello galattico, nel primo caso gli EAE non si opporreb-
bero, nel secondo sì.

Una volta mi dicesti che nessuno muore in un momento o in


una maniera che non ha scelto.

Esatto.
L’ho detto nella nostra penultima conversazione, un po’ di
tempo fa.
Mi rendo conto che questa è una delle rivelazioni più diffici-
li e impegnative che hai ricevuto, ma la sua problematicità
non la rende meno vera.
I misteri della vita sono impossibili da risolvere entro i limiti
della mente umana e con i dati incompleti a disposizione di
una qualsiasi specie emergente.
Posso solo assicurarti che, a livello dell’anima, gli eventi ai
quali ti riferisci sono considerati in allineamento con il per-
corso spirituale dell’anima stessa.

Eppure sulla Terra le persone vengono assassinate di con-


tinuo, ossia uccise contro la loro volontà, e da quanto affermi
questo succede anche su altri pianeti in cui si trovano entità
violente.

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La Volontà Superconscia Individuale non potrà mai essere


né mai sarà violata sotto questo aspetto. Perciò, nel mo-
mento in cui scegli di fare la cosa che chiami “morire” – che
avviene a livello Superconscio (cioè a livello dell’anima), non
a livello Conscio (cioè a livello della mente) – passi volonta-
riamente dalla dimensione fisica a quella metafisica. Se non
scegli di farlo, non morirai.

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21

Penso che questo argomento meriti e richieda ulteriori spie-


gazioni e maggiore approfondimento. Ma vorrei riprenderlo
più avanti, così adesso possiamo passare all’ultimo punto, il
numero 16: credo che per noi sia molto importante esaminarlo
e ritengo che sia legato all’argomento di cui sopra. Il punto
16 dice che una specie risvegliata gestisce il potere della me-
tafisica, mentre gli umani non risvegliati spesso lo ignorano
ampiamente.
A che cosa ci stiamo riferendo?

Questo punto afferma che la portata e la vastità della sag-


gezza universale e del potere metafisico creativo sono am-
piamente inutilizzate dall’umanità.

Puoi farmi un esempio?

Sì. Poco fa hai detto tu stesso che all’inizio del Novecento


un uomo chiamato Émile Coué dimostrò l’efficacia dell’au-
tosuggestione.

Lui si ritenne soddisfatto di quanto riuscì a dimostrare.

Non credi nei suoi risultati?

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Be’, ci credo, sì. Ma non tutti sarebbero d’accordo.

Visto che tu stesso dici di credere in questo processo, la


questione qui è la seguente: lo usi? Lo hai adottato come
strumento per affrontare i tuoi disturbi fisici?

Be’, non regolarmente.


Aspetta… devo essere sincero.

Sarebbe utile.

Non l’ho mai usato. Credo che il potere energetico della


mente possa agire sull’impronta energetica delle cellule del
corpo – abbiamo parlato proprio di questa possibilità – ma no,
non ho mai usato il metodo di Coué per affrontare un mio di-
sturbo o malessere fisico.

Caso chiuso.

Suppongo che la nostra società umana non sia pronta – su


vasta scala – ad affrontare la metafisica, a gestire quella che
alcuni chiamano alchimia e ad applicare rigorosamente quello
che tanti hanno denominato il potere del pensiero positivo.
Alcune persone lo hanno fatto, qualche gruppo spirituale
relativamente piccolo rispetto alle proporzioni di tutta l’uma-
nità, ma adesso capisco che cosa vuoi dire: come civiltà, siamo
ben lontani dal gestire il potere della metafisica.

È vero, la specie umana non ci è riuscita. Ma sta diventando


sempre più consapevole di questo e – passo dopo passo – si
sta muovendo in quella direzione.

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Sì. Qualche anno fa uscirono un film e un libro intitolati


Il segreto, che parlavano del potere che ognuno di noi ha di
creare la propria realtà. Per illustrare tutto ciò, il film mostrava
un uomo che trovava nel vialetto di casa l’automobile dei suoi
sogni, una donna che improvvisamente si accorgeva di avere
al collo una collana di diamanti e persino un bambino di nove
anni contento di vedere una bicicletta nuova fiammante fuori
dalla porta.
Ma mi rendo conto che questi sono solo i nostri primi passi.
Eppure non ho potuto fare a meno di chiedermi: se il “segreto”
è così potente, perché non viene usato per creare qualcosa come
la pace nel mondo?
Nel film non si accennava nemmeno a quest’idea come
possibile applicazione, il che dice molto sull’importanza che i
membri della nostra specie attribuiscono alla pace nel mondo
rispetto a cose come le belle automobili, le collane di diamanti
o le biciclette nuove fiammanti – almeno questo è quanto han-
no pensato i produttori del film.

Naturalmente potreste creare la pace nel mondo usando la


metafisica di base.

Sì, il mio meraviglioso amico John Hagelin ha girato l’inte-


ro Pianeta sostenendo proprio questo. Rinomato fisico quanti-
stico, esperto di scienza e politiche pubbliche, docente e autore,
il dottor Hagelin ci offre queste riflessioni tratte dai suoi scritti
online:

“Gran parte delle persone non sa fino a che punto la loro


consapevolezza sia collegata con il destino collettivo del Piane-
ta, o come possa usare una potente tecnologia della consapevo-
lezza scientificamente testata per contribuire a creare – pratica-
mente da un giorno all’altro – la pace sulla Terra.

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Oltre cinquanta progetti dimostrativi e ventitré studi pub-


blicati sulle principali riviste di settore hanno dimostrato che
questo nuovo approccio alla pace nel mondo basato sulla con-
sapevolezza neutralizza le tensioni etniche, politiche e religiose
della società che danno origine a criminalità, violenza, terro-
rismo e guerra.
L’approccio è stato testato a livello locale, statale, naziona-
le e internazionale, e ha funzionato ogni volta, determinando
riduzioni molto significative di tendenze sociali negative e in-
centivando lo sviluppo delle tendenze positive.
Praticando insieme queste tecnologie di consapevolezza,
ampi gruppi di esperti nella creazione della pace entrano pro-
fondamente in se stessi al livello più fondamentale del pensiero
e della materia, che i fisici chiamano ‘campo unificato’.
La ricerca conferma che, da quel livello di vita, essi creano
un’ondata di armonia e coerenza che può cambiare in meglio la
società in maniera permanente. E questo approccio basato sulla
consapevolezza è olistico, facile da implementare, non invasivo
ed economico.”
(Vai su www.PermanentPeace.org per ulteriori informazioni
e approfondimenti.)

Perciò la questione è: cosa ci vorrebbe perché usassimo que-


sta... posso chiamarla “tecnologia spirituale”?

Tu cosa pensi?

Basterebbe un risveglio. Anche solo una consapevolezza


elementare di queste nozioni potrebbe dare avvio a un processo
su più vasta scala. Sono rimasto colpito da uno dei programmi
video che John Hagelin ha creato su questo argomento, che
finisce con questa citazione:

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“Esistono più prove che la meditazione di gruppo possa spe-


gnere la guerra come un interruttore della luce di quante ce ne
siano che l’aspirina riduca il mal di testa.”

Adesso lo sai. Dillo a tutti quelli che conosci e chiedi loro di


dirlo a tutti quelli che conoscono. La metafisica funziona. È il
perno dell’universo. E gli Esseri Altamente Evoluti lo sanno.

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22

Va bene, grazie. Ciò di cui abbiamo appena parlato com-


pleta la panoramica sulla lista, e l’ho trovato molto istruttivo.
Come ho già detto, penso che il punto 10 e alcune osservazioni
sulla morte meritino un approfondimento.

Ecco di nuovo il punto 10: Una specie risvegliata non sop-


primerebbe mai, per nessun motivo, l’espressione fisica
attuale di un altro essere senziente, a meno che non sia
stato direttamente quell’essere a chiederlo. Gli umani non
risvegliati spesso uccidono i propri simili senza che essi lo
abbiano chiesto.

Non è un argomento da affrontare con leggerezza. E adesso


capisco che riuscire a usare il potere della metafisica per affron-
tare la malattia e altri eventi potrebbe avere ripercussioni sulla
nostra morte. Ma mi stavi dicendo che se vengo assassinato
oppure ucciso in un incidente da un guidatore spericolato, mo-
rirei per scelta?
Perché un’anima dovrebbe scegliere di morire?

Le risposte sono tante quante le anime dell’universo. Ma


puoi star certo che ogni morte è funzionale allo scopo di
quell’anima in quel momento, altrimenti non avverrebbe.

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E chi resta a piangere la perdita? Ne tengono conto quelle


anime?

Certo. Tengono conto di tutto. E fanno del loro meglio per


alleviare il dolore della perdita aiutandovi a capire e perce-
pire che non sono morti, ma hanno celebrato il loro Giorno
della Continuazione.

Che intendi dire con “percepire”? Possiamo percepire che


sono ancora vive?

Molte persone sanno già quello che voglio dire, se una per-
sona vicina ha celebrato il suo Giorno della Continuazione.
Tantissime prove aneddotiche rivelano che coloro che sono
“trapassati” hanno trovato dei modi per far capire ai loro
cari che sono “ancora vivi”.

Caspita, questo dialogo sta prendendo una piega sempre più


“trascendente”.

Veramente sta diventando sempre più “immanente”. Si sta


avvicinando a quello che già sapete nel profondo, ma che
forse non siete ancora riusciti ad accettare pienamente o
apertamente, data l’attuale storia culturale della vostra
specie molto giovane.

Quindi, riassumendo, immagino che non importerebbe se


gli alieni di altri pianeti ci attaccassero: se non abbiamo scelto
di “morire”, non moriamo e non possiamo morire.

No. Creereste uno stratagemma che lo renderebbe impos-


sibile, come per esempio lo sarebbe l’intervento di qualco-
sa o qualcuno.

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Ah, capisco. Per esempio l’intervento di Esseri Altamente


Evoluti.

Per esempio. E la firma energetica di quello che l’anima sce-


glie, o di quella che chiamate Volontà Superconscia, per voi
funziona anche individualmente.
Se come individuo non hai scelto a livello Superconscio di
lasciare la tua forma fisica, non la lascerai, anche nelle si-
tuazioni più pericolose e potenzialmente mortali. Potrebbe
capitarti quello che gli altri chiamerebbero un “incidente
mancato”, una “guarigione miracolosa” o una “fuga rocam-
bolesca”, ma non morirai.
Solo la Volontà Superconscia Collettiva – cioè la volontà
manifesta di tutti – può influenzare l’incarnazione o disin-
carnazione del Collettivo, mentre solo la Volontà Supercon-
scia Individuale può influenzare l’incarnazione o disincarna-
zione degli individui. Così funziona l’energia della Vita.
Quindi è la Volontà Superconscia Collettiva manifesta a sce-
gliere che il Collettivo non sia annientato in massa o distrut-
to come civiltà.

Mi dispiace contraddirti, ma interi gruppi di persone sono


morti su questo Pianeta ed è accaduto più di una volta. Stai
dicendo che va benissimo che sia successo, perché tutti volevano
morire?

Non dico che “va benissimo che sia successo” per la moda-
lità o il momento in cui è avvenuto. La scelta di considerare
qualsiasi evento “accettabile” o “non accettabile” spetta a
ogni persona che ne è coinvolta o toccata. Non dirò mai a
nessuno che la sua scelta è “giusta” o “sbagliata”: non spet-
ta a me giudicare.

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In realtà tu non giudichi niente, vero?

No. Lo so che dal punto di vista umano potrebbero esserci


tante cose che le persone definirebbero “non accettabili”
– e chiamarle diversamente potrebbe addirittura essere
considerato malsano e crudele nel contesto del compor-
tamento umano normale e consono. È così che stabilite i
valori fondamentali della vostra civiltà, anche se non tutti
li rispettate.
Ma non faccio apprezzamenti o valutazioni del genere, al-
trimenti vi priverei della libertà di creare la vostra realtà.
Quello che voglio dire qui è che nessun essere umano può
subire quella che la vostra specie chiama “morte” in viola-
zione della Volontà Superconscia Individuale di quella per-
sona. E nessuna civiltà può subire quella che la vostra spe-
cie chiama “distruzione totale” in violazione della Volontà
Superconscia Collettiva di quella civiltà.

Lo hai affermato ripetutamente. Di nuovo, non vorrei esse-


re polemico, ma in un certo senso dire una cosa del genere non
autorizza chi è in preda a una furia omicida e vuole uccidere gli
altri – individualmente o in massa – a perseguire i suoi scopi
malefici?

No, conforta coloro che altrimenti considererebbero quel-


le persone vittime di tali situazioni. Permette a quelli che
restano di trovare la pace della consolazione, sapendo che
i loro cari stanno celebrando il Giorno della Continuazione
nella piena consapevolezza della scelta che hanno fatto e
anche con piena comprensione e indulgenza verso coloro
che hanno collaborato alla loro dipartita.
Inoltre, disporre di queste informazioni potrebbe addirittu-
ra fermare qualcuno che non prova alcun senso di colpa nel

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pianificare un massacro del genere, perché lo priverebbe


della soddisfazione di fare del male, dissolvendo gran parte
di quella che era la sua motivazione.

Non ci avrei mai pensato.

E poi c’è un fatto: le persone che individualmente o in grup-


po ucciderebbero comunque gli altri senza crearsi proble-
mi, non cercano l’approvazione e non hanno bisogno del
permesso da parte di qualcosa o qualcuno al di fuori di loro
stessi per agire in quel modo. Giustificano le loro azioni su
una base completamente diversa da qualunque cosa è sta-
ta detta qui.

Sì, ma quello che leggono qui potrebbe aiutarle a sentirsi a


posto con se stesse.

Si sentono già a posto con se stesse, altrimenti non lo fa-


rebbero.

Sai, mi rendo conto che per molti quello che diciamo po-
trebbe risultare incomprensibile. Anzi, probabilmente non pia-
cerà alla maggioranza della gente.

Sarà così fino a che le persone percepiranno la realtà in ter-


mini di vittima e carnefice. Ma non ci sono né vittime né
carnefici nel mondo, né altrove nell’universo. Ci sono solo
esseri senzienti che si aiutano a evolvere fisicamente e me-
tafisicamente.
Come ti ho detto in passato, io vi ho inviato solo angeli.
Se ti rendessi conto di velocizzare sensibilmente il processo
evolutivo di un’intera specie – cioè di miliardi di persone

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– lasciando il tuo corpo fisico in un certo momento e attra-


verso una certa modalità, lo faresti?
Non pensare alla risposta a livello mentale; riflettici a livello
dell’anima.

A livello dell’anima, mi rendo conto che la mia esistenza


non può essere minacciata e che la mia vita non può finire e
non finirà. Perciò, cambiare la forma della mia esistenza da
quella fisica a quella metafisica, specie sapendo che posso cam-
biare di nuovo quando voglio e che grazie a questo miliardi di
persone accelererebbero il loro processo evolutivo, renderebbe
la decisione molto facile.
Lo considererei – come ho spiegato prima – un “momento
dell’edificio in fiamme”, quando corri dentro a salvare il bam-
bino e la tua sopravvivenza fisica non ti passa nemmeno per la
mente, non fa parte dell’equazione. Farei la scelta che apporta
i più grandi benefici alla maggior parte degli esseri senzienti
miei simili.

Certo che lo faresti, perché è questo che sei.


Voglio ripeterlo: siete tutti Amore.
È per questo che perdonereste la persona o il gruppo di
persone che sembrerebbero essere la causa della vostra
morte, perché vi rendereste conto che a livello cosciente
non sapevano nemmeno quello che stavano facendo.
Poi, una volta raggiunta la consapevolezza totale nel Reame
del Puro Essere (se non prima), abbandonereste qualsiasi
bisogno di perdonare, perché il perdono sarebbe sostitui-
to dalla comprensione. Capireste completamente come un
essere senziente possa o voglia fare una cosa del genere.

Mi hai detto in passato che nella mente del maestro la com-


prensione sostituisce il perdono.

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Ed è così.
Sperimentereste tutto ciò proprio perché siete fatti di
quell’energia che chiamate Amore, personificata e amplifi-
cata nelle scelte e nelle decisioni dettate dal Libero Arbitrio,
nelle concezioni che adottate e nelle espressioni del Sé che
confluiscono nella continua e simultanea creazione della
Realtà Ultima.
Non dovete aspettare di trovarvi nel Reame del Puro Es-
sere; potete accogliere questa consapevolezza in qualsiasi
momento. L’evoluzione consiste nella continua espansione
della vostra coscienza.

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23

In una nostra conversazione precedente si accennava al “Re-


ame del Puro Essere”: è a questo che ti riferisci?

Esatto.

Sì, adesso mi ricordo. Avevi detto che il Reame del Puro


Essere è uno dei tre aspetti del Regno di Dio; gli altri due era-
no il Reame Spirituale e il Reame Fisico.

Non ti ho mai raccontato che nel mio regno ci sono tante


dimore?

Lo hai spiegato molto esplicitamente. E adesso stai dicendo


che persino la Terra fa parte del Regno dei Cieli?

Non “persino” la Terra, ma tutto il Reame Fisico ne fa parte.


Come ho spiegato prima, gli Esseri Altamente Evoluti sono
capaci di passare facilmente e senza sforzo dalla dimensio-
ne corporea a quella incorporea e trascorrono del tempo
nel Reame Fisico, cioè nella vostra dimensione, se ciò è fun-
zionale al loro scopo.
Abbiamo già detto che anche voi fate lo stesso, muoven-
dovi agevolmente fra i regni. Ma quando passate un tempo

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più lungo nello stato metafisico, chiamate i vostri passaggi


alla dimensione corporea “vite”.

Possono gli umani passare allo stato metafisico mentre sono


nella vita fisica?

Potete farlo e lo fate, per esempio in alcuni tipi di quelli che


chiamate “sogni”, in quelle che definite esperienze “extra-
corporee” e in quelli che abbiamo già descritto come “in-
contri premorte”. Ci sono persone che lo fanno durante la
meditazione. E alcuni di coloro che avete definito maestri
fra di voi – sia adesso che in epoche passate – si sono incar-
nati, disincarnati e reincarnati di nuovo durante quella che
per voi è una sola vita.
Perciò, durante il particolare viaggio attraverso una “vita”
specifica potete accedere alla dimensione metafisica, ma
per voi non è un’esperienza consueta o quotidiana.

Ecco perché continui a usare quella specifica combinazione


di parole – “esseri che vivono prevalentemente nel Reame Fisi-
co” – per descrivere gli umani.

E altre entità, che hai chiamato “esseri provenienti dallo


spazio” ed esistono su altri pianeti del Reame Fisico.

Grazie. Adesso mi è chiara la tua scelta di parole. Vorrei


chiederti un’ultima cosa su questo argomento. Hai usato di-
verse volte un’altra espressione interessante in questo dialogo:
“Volontà Superconscia.” Puoi spiegarmela?

Certamente. Tutti gli esseri senzienti sperimentano quattro


livelli di coscienza: Subconscio, Conscio, Superconscio e Su-
praconscio.

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Le energie della creazione vengono emesse da ogni entità


da uno di questi quattro livelli.
Dato che la vostra è una specie molto giovane, numerosi
esseri umani agiscono senza la piena consapevolezza di
come si comportano. Producono le loro creazioni (quindi
le loro esperienze) da uno specifico livello di coscienza dal
quale vedono la vita e prendono decisioni, ma potrebbero
non farlo intenzionalmente o con la piena consapevolezza
del livello dal quale operano.

Sicuramente mi aiuterebbe se tu me lo illustrassi, perché


verso la fine mi sono perso.

Va bene, allora ecco alcuni esempi classici.


Uno che ho già proposto riguarda una persona che guari-
sce la propria ferita. Questa persona “crea” qualcosa a li-
vello del Subconscio, inviando per esempio globuli bianchi
al punto in cui c’è un piccolo taglio. Di solito agisce da quel
livello di coscienza senza nemmeno pensarci. Potrebbe non
essere pienamente consapevole di quello che fa e di come
stanno creando la guarigione.
Invece una persona che per esempio corre all’aeroporto
crea dal livello Conscio e agisce da quel livello di coscienza
perché ci sta pensando. Di solito è pienamente consapevole
di quello che fa e di come sta creando la propria realtà.
Una persona che spinge qualcuno fuori dalla traiettoria di
un autobus in arrivo, e nel farlo rischia la propria vita, agi-
sce dal livello Superconscio dopo averci pensato, ma ela-
borando i dati così velocemente da dare l’impressione di
non averci affatto riflettuto. Queste persone hanno sempre
piena consapevolezza di ciò che fanno e di come stanno
creando.

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Una persona che sceglie di risvegliare se stessa e la sua


specie diventando un modello della sua Vera Identità, crea
intenzionalmente dal livello Supraconscio, con totale con-
sapevolezza di quello che fa e di come crea.
Gli esseri senzienti dimostrano assoluta, completa e pie-
na consapevolezza di Chi Sono e di Come Funziona la Vita
quando scelgono deliberatamente in anticipo da quale par-
ticolare Stato di Coscienza esprimere e sperimentare qual-
siasi pensiero, parola o azione.
Gli esseri senzienti dimostrano un livello inferiore di con-
sapevolezza quando esprimono e sperimentano pensieri,
parole e azioni da uno Stato di Coscienza che non hanno
scelto deliberatamente e intenzionalmente.
Molti esseri senzienti vacillano fra i livelli di consapevolezza,
alterando così in maniera significativa la qualità e l’efficacia
di pensieri, parole e azioni nei vari momenti della loro vita.
I maestri sono esseri che non vacillano fra i livelli di con-
sapevolezza, ma selezionano coerentemente, deliberata-
mente e intenzionalmente lo Stato di Coscienza dal quale
desiderano che emergano i loro pensieri, parole e azioni.

Non avresti potuto spiegarlo meglio: capisco perfettamente.

Ottimo.

Quello che non capisco è come raggiungere il livello del ma-


estro, come interrompere l’incessante vacillare della mia con-
sapevolezza.

È per questo che ti sei rivolto a me.

Mi puoi mostrare come fare?

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Posso farlo e l’ho fatto per tutto il tempo: forse non sei
stato abbastanza attento. Adesso lo sei, ti stai risvegliando
al fatto che sei già risvegliato e non è poca cosa: è l’inizio
dell’inizio, per così dire.
Nei prossimi giorni, osserva come si espande la tua consa-
pevolezza mentre continui a sperimentare e ricordare que-
sto dialogo.

Adesso capisco perché gli Esseri Altamente Evoluti non


permettono che veniamo distrutti da attacchi da parte di altri
esseri del Reame Fisico. Gli EAE agiscono sempre in confor-
mità con la Volontà Superconscia Collettiva della civiltà i cui
membri percepiscono se stessi come esseri fisici.

Esatto. Adesso hai capito.

Perciò sulla Terra siamo protetti dalla violenza delle specie


interstellari.

Siete al sicuro da tutte tranne una.

Oh, Cielo… quale!?

I terrestri: non siete ancora al sicuro da voi stessi.

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24

Niente male, molto arguto.

Non volevo essere arguto, bensì accurato.

Ma la Volontà Superconscia Collettiva dell’umanità non è


di non essere distrutta?

Sì.

Allora come può l’umanità rappresentare una minaccia per


se stessa?

L’umanità non può essere e non sarà minacciata a livello di


collettività. Esisterà sempre, perché è la sua Volontà Super-
conscia Collettiva a volerlo. La questione non è se la colletti-
vità denominata “umanità” esisterà, ma come esisterà. Qua-
le sarà la qualità dell’esistenza degli esseri umani?
Lo state decidendo adesso – proprio adesso – sul vostro Pia-
neta. Molto dipenderà dal risveglio della maggioranza di voi.
Quelli di voi che si sono identificati fra coloro che hanno
accettato il Terzo Invito potranno svolgere e svolgeranno
un ruolo importante nel determinare ciò che avverrà sul
vostro Pianeta.

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Tutto quello che hai appena detto offre tanti altri spunti di
approfondimento. Adesso non so di preciso come procedere e
non vorrei andare troppo fuori tema; voglio che questo dialogo
sia pertinente.

Qualsiasi cosa tu chieda, non potrai mai “andare troppo


fuori tema” o “non essere pertinente”. Tutti gli argomenti
sono lo stesso argomento visto da angolazioni diverse.
L’argomento è…

LA VITA:
che cosa è vero al riguardo
e come puoi vivere
quella verità.

Va bene, allora vado avanti, perché questo riguarda me che


vivo da essere umano, come pure tutti noi che ci siamo ritrovati
a seguire questa conversazione e potremmo scegliere di candi-
darci per contribuire a risvegliare la specie.

Bene.

Hai spiegato come gli Esseri Altamente Evoluti passano a


piacimento dalla dimensione fisica a quella metafisica e vice-
versa; poi hai detto che noi facciamo lo stesso.

È corretto.

Be’, non sono tanti gli esseri umani che hanno questa ca-
pacità. Nasciamo quando nasciamo (o, come dici tu, ci “incar-
niamo”) e non sentiamo di avere alcun controllo su questo. E
moriamo quando moriamo: nemmeno questo possiamo con-
trollare.

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Questo è sbagliato.

Va bene, è vero che alcune persone si uccidono, quindi eser-


citano il controllo sul momento della morte, ma sicuramente
non hanno deciso quando nascere.

Finché continuerete a pensare di essere dei corpi, immagi-


nerete che tutto ciò sia vero riguardo a quelle che voi chia-
mate “vita” e “morte”.

Veramente mi hai già spiegato che non sono un corpo. Hai


detto che ho un corpo, ma che non sono un corpo.

Sono contento che te ne sei ricordato: è l’informazione più


importante che tu abbia mai ricevuto su di te e che sei chia-
mato a condividere con chiunque.
Ogni entità dell’Altra Dimensione si considera un’emana-
zione dell’Essenza Essenziale; oppure, usando la parola che
abbiamo adottato finora in questo dialogo e che probabil-
mente vi è più familiare, un’anima.
Come vedi, non sei andato così “fuori tema” nell’esplorare
questo aspetto. In effetti, si tratta di una questione centra-
le nella più ampia discussione su cosa significherebbe per
gli umani vivere seguendo l’esempio degli Esseri Altamente
Evoluti.
Quindi usa quello che stiamo dicendo adesso per amplia-
re il contesto di ciò che abbiamo già spiegato riguardo alle
possibilità per il domani dell’umanità.

Perfetto. Va bene. Vedo il nesso. Gli Esseri Altamente Evo-


luti sanno di essere “anime” e quindi sono consapevoli di po-
tersi incarnare a piacimento, di non morire mai; sanno che il
loro scopo e unico desiderio consiste nell’esprimere e vivere la

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Divinità, di non avere bisogno di niente, non possedere nien-


te, condividendo tutto ciò che gestiscono. Inoltre farebbero di
tutto per coloro che amano, ossia per tutti dato che amano
chiunque incondizionatamente. Immagino che sia questo il tuo
pensiero.

Che splendido riassunto. Hai davvero integrato tutto. Buon


per te.

E buon per tutti coloro che si candideranno per scegliere di


fare il possibile per aiutare se stessi e gli altri nel processo di
risveglio.

Sì.

Lo so che più riesco a capire di essere un’anima con un cor-


po – e non un corpo con un’anima –, più posso vivere l’esistenza
che tutti gli esseri senzienti sono invitati a vivere, conoscendo e
accogliendo la loro Vera Identità.
È molto utile creare una lista di differenze fra una specie
risvegliata che accetta pienamente la sua Vera Identità e gli
umani, ma prevedo che le persone potranno avere difficoltà
ad accogliere gli argomenti che trattiamo (il che è importante
nell’ottica di risvegliare la specie), se non offriamo altre infor-
mazioni su questi EAE (come li abbiamo chiamati), cioè chi
sono e come ci aiutano.
Hai detto che a volte assumono forma fisica al di fuori della
loro dimensione per aiutare le specie di tutto il Reame Fisico.

Esatto.

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143

Allora se e quando gli Esseri Altamente Evoluti assumono


una forma fisica in una dimensione diversa dalla loro, come
riescono a passare inosservati?

A volte vengono notati, e vogliono esserlo. Potrebbero as-


sumere una forma che è normale nella loro dimensione, ma
non nell’ambiente che visitano e perciò lasciano che gli altri
li notino. Si comportano così se vogliono far sapere a coloro
che vivono al di fuori della loro dimensione che (a) esistono,
(b) sono presenti e (c) hanno intenzioni pacifiche e sono ve-
nuti solo per aiutare.
Se un Essere Altamente Evoluto sentisse che essere visto
nella sua forma fisica scioccherebbe o sgomenterebbe gli
umani causando inutili reazioni di difesa, vanificando il mo-
tivo del suo passaggio dalla dimensione metafisica a quella
fisica (cioè quello di aiutare, non di spaventare), assumerà
le sembianze degli esseri che cerca di assistere, in manie-
ra da confondersi con quella civiltà senza rendere la sua
presenza in alcun modo deleteria, inquietante, invasiva, im-
pressionante o allarmante.

Come ci riesce?

S’incarna nella fase più precoce del ciclo vitale degli esseri
che cerca di aiutare, passando attraverso gli stessi stati di
sviluppo delle altre entità di quella specie.

Ah, capisco! Gli EAE non “appaiono” all’improvviso da


qualche parte, perché in questa maniera dovrebbero fornire
spiegazioni a ogni cittadino della civiltà locale.

Esatto. Assumendo le sembianze di un neonato del pianeta


ospitante, viene creata una storia e una documentazione

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144

completa della presenza dell’Essere Altamente Evoluto fra


la popolazione locale. Perciò non ci saranno disagi generati
dal suo arrivo in quell’ambiente.
E c’è una seconda ragione, non meno importante, per appa-
rire all’inizio del ciclo vitale di una civiltà: l’Essere Altamente
Evoluto fa esperienza di quella civiltà e standoci dentro può
comprenderne appieno la storia, le abitudini, le credenze e
i comportamenti specifici.

Perciò, per quanto riguarda gli esponenti dell’ambiente


ospitante, l’EAE è “uno dei tanti”, non “spicca” per una qual-
che differenza fisica e non “spaventa” gli abitanti del luogo.

Proprio così.

Va bene, allora ecco la Grande Domanda: stai dicendo che


un membro di questa specie risvegliata, se cerca di aiutarci, può
assumere sembianze umane?

Certamente, può: gli Esseri Altamente Evoluti hanno la ca-


pacità di farlo.

Lo hanno fatto? Dimmelo sinceramente.

Sì, in rare occasioni.

Quindi è vero che “gli alieni sono fra noi”, per usare un
modo di dire diffuso: gli alieni non sono solo nell’universo, ma
fra noi.

Non nel senso che intendi tu, no.


Non dovreste avere l’impressione che migliaia, centinaia
o anche solo decine di esseri senzienti da altre dimensioni

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145

camminino per la strada, siedano al ristorante o facciano la


fila alla cassa del supermercato. In quel senso, non ci sono
e non ci sono mai stati alieni “fra voi”.

Allora che cosa intendi?

Voglio dire che in rare occasioni nella storia dell’umanità


ci sono stati momenti in cui un Essere Altamente Evoluto
ha assunto sembianze umane per consegnare fisicamente
– e soprattutto trasmettere con l’esempio – un particolare
messaggio che avrebbe potuto perdersi nel vortice delle vi-
cende umane, se non fosse stato posto di fronte alla vostra
specie nella maniera più diretta possibile.
Nella vostra concezione del tempo, questo può accadere
una volta ogni mille anni o più; si tratta di casi rari e isolati.
Il metodo più usato per cercare di assistere la civiltà della
Terra (o di qualsiasi altro pianeta) consiste nell’inviare deli-
catamente energia di sostegno e benessere, sotto forma di
conforto, intuizioni, concetti e idee che l’umanità può pren-
dere in considerazione e adottare. Ciò avviene attraverso
un processo di quella che potreste chiamare “ispirazione”.
Nessun essere o entità entrerebbe energeticamente nella
mente di qualcuno in modo invasivo infrangendo una leg-
ge o linea guida non scritta, secondo cui nessuna entità
può violare lo spazio privato dei pensieri di qualsiasi esse-
re umano. Gli Esseri Altamente Evoluti collocano idee nel
corso della vita e queste idee entrano in risonanza con gli
esseri del Reame Fisico che proiettano un’impronta ener-
getica simile. È la risonanza energetica a portare tali idee
ai destinatari, che spesso magari dicono: “Mi è appena ‘ve-
nuta’ un’idea.” Ed è proprio così. È l’esempio perfetto per
descrivere quello che è successo.

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Quindi, se non entrano mai a livello energetico nella mente


umana, come fanno esattamente gli EAE a farci notare le loro
idee e indicazioni, per poi indurci ad ascoltarle e adottarle?

Immettendole nel flusso di quello che Carl Jung chiamava


Inconscio Collettivo. Gli esseri umani che si identificano con
quelle idee si sentono calamitati dalla corrispondenza vi-
brazionale.
Naturalmente, tutto è energia che vibra a una particolare
frequenza. Ogni essere senziente dell’universo è attratto da
chi ha una vibrazione energetica simile. È così che gli esseri
senzienti vengono ispirati.
Attualmente la maggior parte delle idee arriva agli umani
attraverso l’osservazione e la loro inventiva, quindi i concet-
ti e le intuizioni provenienti dagli EAE rappresentano solo
una piccola percentuale. Ma tali concetti e intuizioni si tro-
vano nel flusso energetico e affiorano nella consapevolezza
delle persone che provano attrazione verso di loro. Spesso
si tratta di umani che hanno scelto occupazioni orientate
verso quelle idee.
Il risultato è di vasta portata e confortante: quelle che sono
state definite idee rivoluzionarie spesso fanno la loro com-
parsa in libri, film, programmi televisivi, video, riviste, gior-
nali, social media e altri canali accessibili dalle masse.

Vedo che succede regolarmente. Non so dire quali idee ven-


gano da dove, ma sicuramente ho visto tanti film, libri, articoli
online e altri messaggi che spiegano come gli umani posso-
no interagire meglio, offrono elementi di una storia culturale
meravigliosamente alterata per la nostra specie e presentano
audaci nuovi scenari per migliorare il nostro futuro collettivo.
Adesso mi chiedo: questa esperienza che sto vivendo adesso
fa parte di quel processo? Le mie conversazioni con Dio in
realtà sono scambi con Esseri Altamente Evoluti?

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No. Questa conversazione non arriva dagli Esseri Altamente


Evoluti dei quali ho parlato, se è questo che chiedi. Fa par-
te del più ampio processo attraverso il quale la Divinità si
esprime nel cosmo.
Ogni essere senziente dell’universo ha la capacità di comu-
nicare direttamente con il Divino. Non è e non è mai stato
necessario farlo attraverso intermediari, Esseri Altamente
Evoluti o chiunque altro.
Tutti gli esseri umani conversano con me di continuo, solo
che non lo dichiarano apertamente per paura di essere ri-
dicolizzati o emarginati.
Gli Esseri Altamente Evoluti sono invece più consapevoli
della loro connessione eterna con la Sorgente Originale,
non negherebbero mai di essere sue espressioni, sentono
che sono costantemente in contatto con l’Essenza Essen-
ziale che chiamate Dio, provano gioia e gratificazione nel
trasmettere ciò che hanno compreso e assimilato grazie alla
loro eterna connessione e unità con me.

E così, occasionalmente, nel corso dei millenni, un Essere


Altamente Evoluto è venuto sulla Terra.

Sì, se farlo rappresentava il sistema migliore per consegna-


re ed esemplificare un messaggio molto benefico per il pro-
gresso della vostra specie.
Ma intendiamoci: non è obbligatorio accettare il messag-
gio. Un Essere Altamente Evoluto non esige niente e non
costringe mai nessuno a fare alcunché. In ogni caso, l’obiet-
tivo di un EAE è consegnare ed esemplificare il messaggio
in maniera tale che non possa essere ignorato.

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25

Mi piacerebbe molto capire ancora meglio tutto questo.


Forse pensi che io abbia una sete insaziabile di dettagli, ma
trovo difficile accettare quello che non riesco ad assimilare
mentalmente nel modo più completo possibile.

Non ti preoccupare. In conversazioni passate ti ho già invi-


tato a mettere da parte qualsiasi sensazione di doverti spie-
gare o scusare.

Sì, è vero, grazie.

Assicurati solo di non incentrare questo dialogo sui dettagli


tecnici riguardanti gli Esseri Altamente Evoluti solo perché
ti affascinano, perdendo di vista l’aspetto più importante
che sei stato invitato a vivere e condividere: come tutti voi
potete elevare la vostra esperienza sulla Terra a quella di
una specie risvegliata chiamata Umanità.
A questo punto sarebbe meglio se parlassimo di come po-
tete integrare idee più elevate nella vostra vita quotidiana,
cambiando il vostro comportamento nel processo.
E ancora dovremmo parlare dell’amore, l’amore vero, au-
tentico, energia fondante dell’universo, e di come potete
sperimentarlo ed esprimerlo nella sua forma più pura.

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Grazie, non perderò di vista questo obiettivo. Voglio ripor-


tare la conversazione su argomenti di enorme importanza per
la mia esperienza individuale. Ho accettato senza esitazione il
Terzo Invito proprio perché so che è di rilevanza personale: mi
rendo conto che farà bene a me più che a chiunque altro.
Ma naturalmente sono affascinato da quanto hai detto che
chi di noi sceglie di candidarsi non si deve preoccupare d’in-
traprendere la missione di risvegliare la specie da solo, perché
sarà aiutato.

È così.

E questo aiuto arriverà da Esseri Altamente Evoluti.

Sì.

Quindi non è necessario che io tenti di sapere il più pos-


sibile su questo argomento. Presumo che stiano cercando di
aiutarci condividendo alcune delle azioni, scelte e decisioni che
gli umani potrebbero intraprendere nel processo di risveglio.
Sono felice di aver passato in rassegna quella lista e di aver ap-
profondito alcune delle sue implicazioni per l’umanità.
Ma la mia mente mi sta comunicando che, prima di assor-
bire pienamente quel tipo di informazioni, deve superare un
certo scetticismo sull’eventualità che i cosiddetti Esseri Alta-
mente Evoluti possano effettivamente averci già fatto visita... e
se è vero, mi chiedo come ci sono riusciti senza scombussolare
il mondo intero.
Se capissi questo, credo che potrei mettere a tacere la mia
mente logica abbastanza a lungo da approfondire i cambiamen-
ti cui andrebbe incontro la società umana se vivessimo come
una specie risvegliata.

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Che cosa hai bisogno di sapere a proposito di questo?

Prima vorrei verificare di aver capito chiaramente quello che


ho sentito finora.

Fai tutte le domande che vuoi.

Grazie.
Hai detto che solo molto raramente gli Esseri Altamente
Evoluti si sono incarnati sulla Terra, ma quando ciò è avvenuto
non lo hanno fatto presentandosi all’improvviso come esseri
umani adulti, ma incarnandosi all’inizio del ciclo vitale uma-
no, giusto?

Sì, è così.

Perciò devo chiedere: i genitori di questo bambino ne sono


consapevoli, ho capito bene? Se si tratta davvero di un Essere
Altamente Evoluto, immagino che non s’incarnerebbe in ma-
niera intrusiva.

È corretto: ai genitori viene trasmessa in modo gentile e


amorevole la consapevolezza interiore che hanno l’oppor-
tunità di mettere al mondo un bambino con uno scopo
molto speciale; poi spetta a loro decidere se accettare op-
pure no.

Nonostante la tua spiegazione, mi sembra molto difficile


accettare l’idea di una coppia che genera un essere alieno. È
alquanto inconcepibile per me.

L’Essere Altamente Evoluto che è stato generato dagli uma-


ni non è affatto “alieno”, come non lo sarai tu quando la-

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scerai il corpo fisico attraverso il processo che chiamate


“morte”, per poi ritornare dalla dimensione metafisica per
intraprendere un’altra vita nel corpo fisico attraverso il pro-
cesso che chiamate “nascita”.
Un Essere Altamente Evoluto è un’entità pienamente risve-
gliata che si sottopone allo stesso ciclo e fa la stessa cosa,
con la differenza che egli è passato dal metafisico al fisico
interdimensionalmente. In rare occasioni, qualcuno ha as-
sunto la forma fisica detta “umana”.

Capisco.

Qualsiasi forma scegliessi di assumere nell’universo fisico,


non saresti mai considerato un “alieno”. In qualunque civil-
tà del Reame Fisico decidi di materializzarti saresti comun-
que “uno di loro”.

Come prego? Mi sono perso di nuovo.

Puoi scegliere d’incarnarti nella forma che vuoi, in qualsiasi


parte dell’universo: non lo sapevi?

No, non lo sapevo. Probabilmente mi sono imbattuto in


quest’idea da qualche parte, leggendo o in una storia che ho
sentito, ma non sapevo che fosse vera.

Lo è.

Vuoi dire che posso scegliere di reincarnarmi in un luogo


diverso dalla Terra?

Sì, puoi farlo.

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Perché dovrei volerlo?

Come tappa del viaggio della tua anima: essa ha la missio-


ne di sperimentare ogni aspetto che sa di essere potenzial-
mente.
Per la stessa identica ragione, la tua anima potrebbe aver
lasciato altre civiltà per incarnarsi sulla Terra.

Mi stai dicendo che io potrei essere un alieno qui?

No, essendo nato qui, non sei più “alieno” di un Essere Al-
tamente Evoluto che dovesse venire sulla Terra. È questo il
punto. Tu sei qui per sperimentare ogni aspetto della vita
che può offrire l’esistenza sulla Terra, mentre un Essere Al-
tamente Evoluto proveniente da un’Altra Dimensione s’in-
carnerebbe qui per assisterti.

L’ho mai fatto? Lo so che stai dicendo che un’anima può


farlo, ma la mia anima in particolare si è mai incarnata altrove
nel cosmo?

Lascia che ti faccia questa domanda: hai mai alzato gli occhi
al cielo stellato sentendo che stavi rivolgendo lo sguardo
verso casa?

A dire il vero sì. Mi hai fatto una domanda interessante e


devo ammettere che a volte ho provato nostalgia mentre la mia
attenzione veniva attratta verso un settore particolare.

Pensi che proveresti qualcosa del genere per un luogo in cui


non sei mai stato?

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Cielo! Questa conversazione mi sta portando in luoghi ina-


spettati.

Se non ami gli imprevisti, probabilmente non dovresti avere


una conversazione con Dio.

No, probabilmente no.


Perciò stai dicendo che fra una vita e l’altra le anime posso-
no scegliere dove incarnarsi.

L’intera esperienza di tutte le anime è basata sulla scelta,


sempre e per sempre: scegliere, scegliere, scegliere.
Libera scelta. La scelta di Esseri Divini, che sono Divini.

Oh mio Dio... è tutto così... incredibile è l’unica parola che


mi viene in mente. Sto lottando per non dire “impossibile da
credere”.

Perché sei così stupito? Non è stato scritto: “Voi siete dèi...”?

Sì, sì, ma chi crede in certe cose? Chi le prende alla lettera?

Che senso avrebbe il messaggio, se voi lo accantonaste?

Ho capito, ma come hai detto prima ci sono tante cose nelle


Sacre Scritture e non tutte sono vere. Siamo onesti: ci sono
state delle interpretazioni erronee, dei travisamenti delle “ri-
velazioni” originali. Quindi dobbiamo essere selettivi e non è
facile sapere a quali attenersi e credere fermamente.

Sì, ecco perché ogni tantissimo tempo un Essere Altamen-


te Evoluto s’incarna in forma umana per consegnare ed

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esemplificare le più grandi verità, aiutando la vostra specie


emergente a fare chiarezza.
Un Essere Altamente Evoluto divenuto uomo, assorbe, ac-
coglie e incarna tutti gli aspetti dell’essere umano, fino ai
più piccoli dettagli anche a livello cellulare. Quindi non è
alieno, ma interamente umano, pur con caratteristiche di
pensiero e temperamento, consapevolezza e comprensio-
ne conferitegli dalla sua conoscenza ed esperienza.

Così quest’anima potrebbe davvero essere chiamata un


umano altamente evoluto.

È proprio così. Come voi, gli EAE sono anime che manife-
stano la Divinità in forma fisica, anime che hanno scelto di
passare dalla forma metafisica a quella fisica nella vostra di-
mensione per sperimentare l’esperienza della loro Divinità
assistendo altre anime a ricordare la propria.

Questo è uno splendido chiarimento, una perfetta esegesi.

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26

Quindi, un Essere Altamente Evoluto vive gli anni della


crescita come ogni altro membro della nostra specie, poi, dive-
nuto adulto, aiuta la specie a risvegliarsi.

Qualche volta inizia anche prima.

Comincia a farlo da bambino?

Può capitare.

Come riesce a non farsi notare?

Veramente si “fa notare” quasi sempre. Potrebbe sorpren-


dere gli altri con quello che sembra sapere e con quanto
dice. Ma l’unico obiettivo dell’EAE consiste nel lasciare
informazioni che ispirino ideali più elevati da sottoporre
all’attenzione di una cultura ancora in fase di evoluzione.

Come fa un Essere Altamente Evoluto a “lasciare” queste


informazioni? Raccontami come siamo stati aiutati quando un
EAE è venuto sulla Terra.

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L’EAE ha parlato alle persone – a volte agli adulti che lo cir-


condavano, poi ai coetanei – offrendo idee che facevano
drizzare le orecchie e che sono state ricordate, in alcuni casi
per secoli.
A volte con il suo comportamento ha esemplificato come
potrebbe vivere una specie risvegliata. Questo è stato il
contributo più significativo alla cultura, lo strumento princi-
pale per consegnare i messaggi.
Alcuni Esseri Altamente Evoluti hanno lasciato scritti, intro-
ducendo idee in molte forme, dai romanzi, alla poesia e ai
drammi teatrali, nei quali hanno racchiuso enormi verità.

Sono pronto per sentire come la pensa una specie risveglia-


ta. Spero che adesso mi farai qualche esempio.

Eccone alcuni: elimina il concetto di sentirti offeso, come


pure quello di cercare vendetta; offri solo pensieri positivi a
chi ti ferisce; rinuncia a qualsiasi forma di difesa.

Be’, queste sono idee piuttosto... come dire... “progredite”.


Qualsiasi essere umano che dicesse cose del genere, sarebbe
considerato strano e non verrebbe preso sul serio.

Non esserne troppo sicuro. Idee di questo genere sono sta-


te introdotte nella vostra cultura senza essere respinte, ma
onorate.
Ecco come parlò l’uomo chiamato Budda quando disse ai
suoi monaci come comportarsi se i banditi li avessero at-
taccati e derubati per la strada: “Colui che nutrisse pensieri
di odio verso di loro non si atterrebbe ai miei insegnamenti.
Monaci, anche in una situazione del genere, dovreste eser-
citarvi a fare questo: ‘Le nostre menti resteranno impassi-
bili e non pronunceremo parole malvagie; saremo pieni di

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premura e pietà, con la mente colma d’amore, senza covare


odio.
Al contrario, vivremo inviando pensieri d’amore universale
proprio a quelle persone, facendo di loro e del mondo inte-
ro l’oggetto dei nostri pensieri amorevoli. Pensieri che sono
diventati grandi, immensi e sconfinati e continueremo a ir-
radiarli privi di ostilità e malevolenza.’ È in questa maniera,
monaci, che dovreste esercitarvi.”
E non fu un uomo chiamato Gesù a dire: “Amate i vostri ne-
mici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a chi
vi odia e pregate per quelli che vi maltrattano e vi persegui-
tano”? E non disse anche: “Se un uomo ti dà uno schiaffo
sulla guancia destra, porgigli la sinistra”?

Vuoi dire che Budda e Gesù erano Esseri Altamente Evolu-


ti provenienti da un’Altra Dimensione?

Voglio dire che queste non erano idee largamente accetta-


te e applicate nella cultura dell’umanità del tempo.

Nemmeno di quella attuale.

Nemmeno di quella attuale. Coloro che le pronunciarono


erano ispirati.

Quindi erano EAE, vero?

Non servirebbe a niente adesso identificare ogni individuo


della storia dell’umanità che abbia ricevuto ispirazione da
un’entità nata come Essere Altamente Evoluto incarnato
sul vostro Pianeta, o chi fosse tale.

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Lo chiedo perché, date le informazioni contenute in questo


dialogo, alcuni potrebbero pensare che stai suggerendo che i
grandi maestri, filosofi e messaggeri del passato – da Lao Tzu a
Socrate, da Budda a Gesù... da Ildegarda di Bingen a Giuliana
di Norwich duecento anni dopo... e altri modelli e maestri vis-
suti sia prima che dopo questi uomini e donne – fossero Esseri
Altamente Evoluti. È questo che vuoi dire?

Ti accorgi di come questa sia già diventata una distrazione


dal loro messaggio? Sembra quasi che la meraviglia e la glo-
ria del loro modello, la profondità e la saggezza della loro
testimonianza debbano essere considerate diversamente
perché ispirate da un Essere Altamente Evoluto, oppure
perché questi stessi personaggi potrebbero essere stati
EAE giunti da un’Altra Dimensione e divenuti umani per as-
sistere la specie.
Eppure, perché l’origine di qualsiasi messaggio o modello
dovrebbe essere più importante del suo contenuto?
L’intento dell’assistenza stimolante offerta dall’EAE nel vo-
stro processo evolutivo non era quello di farvi mettere in
discussione il vostro passato, ma d’ispirarvi a creare un fu-
turo glorioso.
La verità è verità, da qualunque fonte provenga.

Quindi, lasciando cadere la questione del nostro passato


remoto, permettimi di chiederti questo: attualmente ci sono
esseri del genere incarnati sul nostro Pianeta?

Anche in questo caso, seguire questa linea d’indagine non


servirebbe a niente.
Se dicessi di sì, vorresti sapere immediatamente di chi si
tratta. Se dicessi: “No, non in questa fase della vostra sto-

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ria”, mi chiederesti chi è stato il personaggio più recente del


passato.
In tutti i casi, identificare chiunque di voi – del passato o
del presente – come membro di una specie risvegliata da
un’Altra Dimensione, per certe persone potrebbe invalida-
re alcuni messaggi molto importanti che gli umani hanno
almeno in parte assimilato; oppure, al contrario, potrebbe
elevare eccessivamente ogni parola che questi esseri han-
no detto o scritto, trasformandoli nella prossima cosa in cui
sceglierete di credere, invece che in voi stessi.

Ecco, questo mi suona familiare.

Allora ho raggiunto il mio scopo. Non avrebbe senso che gli


Esseri Altamente Evoluti cercassero di aiutare l’umanità, se
così facendo la inducessero a chiedere aiuto a loro.
Lo scopo è di rendere gli esseri umani consapevoli di Chi
Sono, non di sostituire questa consapevolezza con quella di
qualcun altro.

Sì, le nostre religioni lo hanno già fatto; non abbiamo biso-


gno che il processo si ripeta.

Esatto.
L’obiettivo dell’intera missione in cui gli EAE cercano di as-
sistere l’umanità non consiste nel sostituire la sua magni-
ficenza con la loro, ma di esaltare la magnificenza dell’u-
manità con una parola o un’idea mirata qua e là, offerta
all’attenzione della vostra specie.
Perciò è stato detto (e qui ne offro una versione mitigata):
“Se incontri Budda per strada, fuggi.”

Non ho mai capito questo modo di dire.

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Se una persona somiglia a un Budda, cammina come un


Budda e agisce come un Budda, non è un Budda ma un im-
postore in cerca della tua attenzione e adulazione. Perché
un vero Budda non vorrebbe niente da te, meno che mai
che tu riconosca la sua grandezza, e desidererebbe solo la
tua autorealizzazione.

Wow, capisco. E questa è una magnifica replica al mio com-


mento di prima riguardo al fatto che io e gli eventuali candi-
dati a favorire il risveglio della specie potremmo essere tentati
a cedere a manie di grandezza.
Anche se l’ego dovesse indurre qualcuno a farlo, una con-
sapevolezza più profonda gli direbbe che ciò vanificherebbe lo
scopo dell’aver accettato il Terzo Invito.

Sì, è così. E per lo stesso motivo, identificare qualsiasi EAE


che sia stato sulla Terra in passato o nel presente vanifiche-
rebbe lo scopo di quella rara visita.

Capisco. Non insisterò oltre per ottenere questa informazio-


ne, anche se devo dire che hai suscitato la mia curiosità.

C’è qualcosa di meglio su cui puoi concentrare la tua curio-


sità, per esempio sul momento in cui l’intera popolazione
della Terra deciderà di vivere come una specie veramente
risvegliata. È di questo che gli EAE vorrebbero che foste
curiosi.

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27

È possibile per me capire in “parole povere” la metafisica di


tutto ciò che abbiamo discusso?

Sì. La questione è se hai abbastanza pazienza e interesse.


Ti può aiutare a espandere la conoscenza di te stesso, del
tuo universo multidimensionale e persino di Dio, ma per un
attimo ti potrebbe sembrare una lezione per esperti.

Vai, sono tutto orecchie.

Considera questo: la Vita è composta da molto più spazio


che materia.
(Ciò è facilmente osservabile sia con un microscopio che
con un telescopio. Non sorprende che l’universo e un gra-
nello di sabbia appaiano esattamente uguali, in base al livel-
lo d’ingrandimento della sabbia. Il macrocosmo e il micro-
cosmo sono essenzialmente identici.)
Quando l’energia pura – l’espressione primordiale della Vita
che chiameremo Essenza Essenziale – si coagula, si trasfor-
ma in ciò che in termini umani si chiamerebbe “materia”.
Dato che queste coagulazioni vibrano o fluttuano a una ve-
locità sufficiente, le particelle si muovono costantemente.
Non solo vibrano o ruotano sul posto, ma si spostano anche

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attraverso lo spazio, mosse dall’energia della loro rotazione


– un po’ come una trottola che gira sopra un tavolo mentre
ruota su se stessa.
Queste innumerevoli particelle si possono muovere così
velocemente (in termini relativi) che non sembrano essere
né qui né lì, ma ovunque allo stesso tempo, creando così
l’illusione della solidità o di ciò che definireste “fisico”.
Potete osservare le pale di un ventilatore o i raggi della ruo-
ta di una bicicletta creare esattamente questa stessa illusio-
ne di solidità.

Ho capito: stai dicendo che riducendo la frequenza vibra-


zionale, o velocità, della loro Essenza Essenziale, gli EAE si
desolidificano, o “si disincarnano”.

Esatto. Hanno solo rallentato drasticamente la rotazione


delle loro particelle energetiche, dilatando così il tempo
necessario a esse per andare da un punto all’altro del loro
schema vibrazionale.
Improvvisamente si vede lo spazio fra le particelle, così
come si vedrebbe lo spazio fra i raggi della ruota della bici-
cletta se la potenza che la fa ruotare diminuisce.
(A proposito: guardando l’universo o una qualsiasi delle sue
galassie da una notevole distanza, si vedrà solo una Grande
Ruota.)
Ora, se lo spazio fra i raggi della ruota di una bicicletta do-
vesse essere sufficientemente enorme (come ti apparireb-
be se fossi piccolo come un microbo e la tua prospettiva
fosse quindi miope), l’unica cosa che vedresti per lungo
tempo – fino all’arrivo del raggio successivo della ruota –
sarebbe uno spazio vuoto. In effetti, mentre aspetti di ve-
dere il raggio successivo, la solidità sembrerà scomparsa.
Quello che non sai è che non c’era mai stata. Era solo la

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velocità con cui i raggi si muovevano davanti ai tuoi occhi a


creare l’illusione della solidità.
Quando un Essere Altamente Evoluto si defisicizza, il tempo
fra i cicli energetici dell’EAE è così lungo (in termini relati-
vi), che lo spazio fra le sue oscillazioni è enorme (sempre in
termini relativi) e ciò che un tempo appariva agli altri come
una forma fisica solida non ha più quell’aspetto. L’entità
sembra essere “scomparsa”, perché può essere vista nella
sua interezza solo se osservata a una distanza enorme (per
te inimmaginabile).
La formula è semplice:
Tempo + Spazio = Apparenza.
Se riuscissi ad allontanarti abbastanza dall’intero universo –
e dall’universo degli universi – vedresti il Corpo di Dio.

Allora quello che i fisici stanno congetturando attualmente


è vero? Esiste più di un universo?

Sì. Il cosmo è un multiverso, non un universo.

Quindi, per usare un nostro modo di dire, “non sappiamo


neanche la metà delle cose”.

Per essere più precisi – e forse coniando una frase nuova


– non sapete un centesimo delle cose. Ma gli Esseri Alta-
mente Evoluti capiscono perfettamente la metafisica dell’e-
sistenza, quindi sanno di esistere e sanno che questa loro
esistenza non termina mai, neanche a causa della frequen-
za della loro vibrazione energetica. Sembrano essere – o
non essere –“fisici”.

“Essere o non essere, questo è il dilemma.”

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Esatto.
Gli EAE sanno di esistere sempre e per sempre come indivi-
duazioni vibrazionali dell’Essenza Essenziale, che si limitano
a regolare le fluttuazioni della loro energia, modificando le
loro oscillazioni per essere visti o non visti, visibili o non vi-
sibili, “fisici” o “non fisici” a seconda delle esigenze.

Com’è semplice. In realtà gli EAE non si “incarnano” o


“disincarnano”, ma semplicemente esistono sempre, sono sempre
in entrambi gli stati. E occupano più o meno spazio – in un
certo senso espandendosi e contraendosi – solo cambiando la
velocità della loro vibrazione energetica.
E Dio è così enorme – a causa della sua vibrazione energe-
tica – che non può essere visto affatto! Questo non significa
che tu non ci sia, ma che sei così esteso, che lo spazio fra le tue
particelle energetiche ti rende invisibile.

Magnifico! Hai capito bene. Ecco una spiegazione metafisi-


ca di “Dio”.
Tu e tutto siete le particelle energetiche di Dio. E lo spazio
enorme fra le giganti particelle rotanti del cosmo si riflette
nello spazio relativamente enorme fra le particelle di cui voi
siete costituiti.
Capisci, vero, che se guardaste il vostro corpo con un’enor-
me lente d’ingrandimento, vedreste esattamente quello
che scorgete contemplando il cielo di notte? Vi accorgere-
ste che sia voi che il cosmo siete fatti per il 99 per cento di
spazio.
Pensi che questa somiglianza sia una coincidenza?
Togliendo l’aria da tutte le persone che vivono sulla Terra e
lasciando solo le loro particelle energetiche, l’intera specie
umana entrerebbe nella biglia di un bambino.

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È sbalorditivo.

E molto utile da capire.


Gran parte degli umani pensano di essere quello che vedo-
no e sperimentano quando le loro particelle energetiche si
muovono al massimo della velocità.
Credete di essere un corpo, piuttosto che un’anima che
crea un corpo attraverso una semplice manipolazione me-
tafisica.
Quando le particelle energetiche di una persona si muo-
vono al massimo della velocità, dite che quella persona è
“viva”. E quando la sua energia si muove a bassissima velo-
cità, dite che è “morta”.
Eppure la morte non esiste. Non cessate mai di essere;
cambiate soltanto forma. A dire il vero, al momento della
“morte”, diventate più espansi.

Quindi non mi “defisicizzo” mai. Sono sempre un conglo-


merato di particelle energetiche e non smetto mai di esserlo. È
questo che intendi quando dici che la morte non esiste! Il fatto
di essere “fisico” o “metafisico” dipende da quanto è espanso il
tempo che le particelle di cui sono composto impiegano per
ruotare; da quanto le mie particelle sono distanti fra loro nel
Continuum Spazio-Temporale! E questa è una funzione della
velocità alla quale ruotano e quindi si muovono l’una intorno
all’altra.

Vedi? Mi avevi chiesto se potevi capire tutto questo in “pa-


role povere”, ho risposto di sì e tu hai capito.

Ma il mio corpo continua a esistere sul piano fisico quando


l’anima lo lascia. Viene seppellito, cremato o smaltito in qual-
che maniera, ma non è che sparisce.

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No, semplicemente cessa di esistere nella sua forma fisica


attuale e alla fine si dissolve.

Ma a me sembra che sia più “integrato” con il Pianeta. Il


mio corpo “morto” a un certo punto si decompone e diventa
parte della più vasta composizione della Terra in cui è sepolto.
O, se fosse cremato, cambierebbe forma istantaneamente tra-
sformandosi nella polvere di cui sono fatti la Terra e il cosmo.
Ma non si disintegra.

È giusto. Il corpo che hai non si disintegra, si RE-integra. A


un certo punto risulta così pienamente integrato con la fisi-
cità circostante che, paradossalmente, sembra scomparire.
In realtà non sparisce affatto, ma assume un aspetto nuovo.
Adesso appare fuso e tutt’uno con la sostanza di cui è fatta
ogni cosa.

Cenere alla cenere, polvere alla polvere.

Esatto. E allora le particelle vengono raccolte dall’anima


che abitava quel corpo e riunite con la Mente e lo Spirito
per diventare, ancora una volta, il Sé tripartito. Questa è la
Risurrezione del Corpo, di cui tanto è stato scritto.

Ma non succede istantaneamente, come nel caso degli Es-


seri Altamente Evoluti. Voglio dire: questo processo richiede
tempo.

Se affronti la questione nell’ambito di questa illusione, sì. Ma


se la consideri da un altro punto di vista, quello dell’anima
quando è nella forma metafisica, tutto avviene all’istante.
Le espressioni energetiche che tu chiami corpo e mente
viaggiano con l’anima – in effetti fanno parte dell’anima –

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per l’eternità. Quello che la tua mente, nella sua limitata


comprensione, chiama corpo e mente sono solo aspetti
dell’energia dell’anima, i quali vibrano a frequenze che con-
sentono loro di essere percepiti ed espressi in modi spicca-
tamente particolari.
Tu sei un essere tripartito, fatto di corpo, mente e spirito,
e non sei mai niente di meno o di più. Passando dallo stato
fisico a quello metafisico e viceversa, disintegri e reintegri
questi aspetti di Chi Sei.
Per aiutarti a capire come ciò sia possibile, pensa a quella
che chiamate “luce bianca”. In realtà si tratta di una com-
binazione di luci dello spettro elettromagnetico dalla lun-
ghezza d’onda diversa. Inviando luce bianca attraverso un
prisma dispersivo, vedrai i colori dello spettro, che sono le
sue parti costitutive.
Adesso pensa alla fisicità come a un “prisma” della Realtà
Ultima. Quando l’anima passa attraverso il prisma della fisi-
cità, si scinde nelle sue parti costitutive: corpo, mente e spi-
rito. Quando ripassa attraverso il prisma nell’altra direzione
– o, come dicono gli umani, “trapassa” – l’anima ridiventa
un elemento unico.
Quell’elemento sei Tu.

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28

Vorrei però insistere sul fatto che il processo che mi hai ap-
pena spiegato richiede tempo e spazio per avvenire, mentre tu
continui a dire che Tempo e Spazio non esistono. Sto cercando
di conciliare queste due visioni.

Vedo che vuoi veramente approfondire la cosmologia della


vita.

Scusami. Come ho detto prima, temo di non riuscire a capi-


re – o accettare – niente di tutto questo se prima non lo capisco
e accetto in toto.

Non importa, va bene: continua a essere scettico. Stai fa-


cendo tutto questo a nome di tanti fratelli e sorelle. Si tratta
di risvegliare la specie.
Anche se ti ho già spiegato gran parte di quello che segue,
alcuni potrebbero sentirlo per la prima volta, mentre altri
come te forse l’hanno archiviato negli angoli più reconditi
della loro mente e poi dimenticato.
Perciò adesso affrontiamo brevemente l’argomento e per
maggiori dettagli puoi rileggere i nostri dialoghi precedenti.

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Va bene, perché adesso mi sembra di capire che il processo


attraverso il quale gli umani e persino gli Esseri Altamente
Evoluti si evolvono per raggiungere livelli sempre più elevati,
sembra richiedere tempo. Quindi, sì, ho bisogno di un ripasso
sull’argomento, che penso mi aiuterà nella vita quotidiana.

Ti può aiutare e ti aiuterà.

Allora stai dicendo che gli Esseri Altamente Evoluti vivono


in quella che hai descritto come l’“illusione” del tempo?

Sì, è vero. La differenza è che loro sanno che si tratta di


un’illusione e – come ho spiegato prima – si concentrano
sull’illusione a intermittenza, così possono usarla in manie-
ra mirata.

Comincio a non seguire il ragionamento, sto perdendo col-


pi. Forse tutto questo è al di sopra delle mie capacità.

Prendiamo un esempio che possa aiutarti a uscire da que-


sta impasse.
Pensa a un DVD del tuo film preferito. Tutta la storia è con-
tenuta in quel disco, giusto?

Sì.

Ma non lo guardi tutto insieme, perché il laser legge i dati


un po’ alla volta, dando l’impressione che esistano in se-
quenza, anche se sai che non è così: sono tutti lì simultane-
amente, tutto il tempo.
Se gli umani, in quanto neonati della comunità cosmica di
esseri senzienti, riescono a capire il meccanismo, cosa pen-

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si che possano fare gli Esseri Altamente Evoluti con i dati


del disco gigante chiamato universo?

Avevi già affrontato questo argomento, ma me ne ero di-


menticato. Grazie di avermelo fatto tornare in mente. Che ma-
gnifica analogia! Penso di essere uscito dall’impasse.

Bene. Allora stai cominciando a capire l’illusione. Ma gran


parte degli umani non sa che il tempo e lo spazio sono il-
lusori, così immaginano di essere asserviti a essi e di dover
obbedire alle loro “leggi”.
Lo stesso vale per qualsiasi aspetto della vita: quando cono-
sci le “regole”, puoi infrangerle, oppure usarle per produrre
l’effetto che desideri.
È questo che faccio io, ovviamente su vasta scala. E lo stes-
so fa qualsiasi essere che agisce come Dio.

Ci stai suggerendo seriamente d’ignorare le leggi del tempo


e dello spazio? Non è come incoraggiare qualcuno che, invasa-
to dal delirio d’onnipotenza, cerca di saltare da un aereo senza
paracadute perché crede di essere capace di volare?

Non vi sto consigliando d’ignorare le leggi dell’universo, ma


di usarle.

Come le dovremmo usare? E come potrebbe una persona


normale anche solo sapere che sono illusioni? Sicuramente a noi
sembrano molto reali.

E così dev’essere. È questo il loro scopo. Sono state crea-


te per produrre un Campo Contestuale nel quale possiate
esprimere e sperimentare il vostro Sé al livello più alto – e

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poi a quello ancora più alto, e a quello successivo, e così via


per tutta la vita... e tutte le vite.

Ma le mie due domande sussistono. Come usiamo queste


illusioni e, scusa, ma come facciamo anche solo a sapere che
sono illusioni? Personalmente adoro l’analogia del DVD, ma c’è
una maniera per provare tutto questo?

Il sistema migliore di usare le illusioni è capire e rendersi


conto che il tempo e lo spazio non sono quello che sembra-
no e che puoi reagire e interagire con essi in vari modi per
creare una varietà di esperienze.
Per esempio, hai mai notato che “il tempo vola quando ti
diverti”? Al contrario, ti sei mai accorto che tre settimane
possono sembrare tre mesi nell’attesa di qualcosa di spe-
ciale o importante?

Sì, e ho notato anche che niente mi rende più produttivo del


sapere di dover fare qualcosa all’“ultimo momento”.

Proprio così: in quattro ore riesci a ottenere più di quanto


normalmente faresti in due giorni, quando sono le ultime
quattro ore che hai!
Capire questo può avere ripercussioni pratiche enormi:
puoi ottenere di più nel conservare le risorse della Terra,
proteggere l’ambiente, migliorare le condizioni umane sul
Pianeta, sperimentare nei prossimi dieci giorni una trasfor-
mazione personale più efficace di quanto tu abbia riscon-
trato nei precedenti cento anni e nei prossimi dieci più che
nel secolo passato, se scegli di farlo.
Il primo passo per rendere possibile tutto questo sarebbe
accettare che il Tempo è un’illusione e non lasciarti limitare
o scoraggiare da “quanto poco tempo” ti sembra di avere a

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disposizione, o finire per diventare apatico perché pensi di


avere “tanto tempo”.
Fa’ sì che la valutazione delle tue capacità e la creazione dei
tuoi obiettivi non abbiano niente a che fare con il tempo.
Liberati da questi vincoli artificiali. Come dice il vostro vec-
chio adagio, non rimandare a “domani” quello che potresti
fare oggi.
Quanto alla prova – in termini fisici e non solo con l’analogia
del DVD – che il tempo come lo concepisci tu è un’illusione:
lo sai, vero, che se facessi un giro su un’astronave allonta-
nandoti dalla Terra a una velocità sufficiente e ti voltassi per
guardare cosa fa tuo fratello su questo Pianeta, non vedre-
sti quello che sta succedendo “adesso”, ma in passato?

Potrei vedere me stesso mentre decollo!

È corretto: se potessi allontanarti a una velocità sufficiente,


guardandoti indietro vedresti il tuo passato.

Questo significherebbe che esisterei in due luoghi contem-


poraneamente!

(Ehm... non hai mai parlato con il tuo “sé futuro”?).


Analogamente, se tu iniziassi un viaggio da una posizione
nello spazio molto remoto quando sulla Terra era una certa
“ora” e potessi scattare un’istantanea di quello che succede
sul Pianeta mentre ti avvicini, nello stesso istante in cui tuo
fratello vive il suo “adesso”, tu vedresti il suo futuro.

Questo penso di non averlo mai capito. Come posso sapere


che è vero?

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Studia il lavoro di Albert Einstein. Chiedilo a qualsiasi fisico.


Ti diranno che c’è un legame diretto fra il movimento nello
spazio e il passare del tempo.

Si tratta del cosiddetto Continuum Spazio-Temporale?

Esatto. Spazio e tempo non sono due cose diverse, ma un


elemento unificato del cosmo, due aspetti di una Singola
Realtà.
In quella Singola Realtà non esistono passato, presente e
futuro. Esiste solo il modo in cui guardi Il Tutto. C’è solo il
singolo Momento Dorato di Adesso, sperimentato da “luo-
ghi” diversi nel Continuum Spazio-Temporale.

Mi hai già detto che tutto quello che è accaduto, sta acca-
dendo e accadrà, sta succedendo adesso. Quindi era questo che
intendevi.

Certo.

La nostra esperienza del tempo è creata dalla nostra posi-


zione nello spazio, è questo che stai dicendo?

Sì.

Allora come facciamo a cambiare le cose? Se tutto è già


accaduto, non potremmo cambiare il nostro futuro nemmeno
se volessimo!

Potreste cambiare il futuro che tu e tutti coloro che vivono


adesso percepite. Non esiste un solo “futuro”, ma ogni futuro
possibile che potreste creare.

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Immagina che si tratti di una partita di scacchi contro il com-


puter. Ogni esito concepibile di ogni mossa possibile è già pre-
visto nel disco del programma. Con le tue mosse determini
l’andamento del gioco, ma domani potresti mettere lo stesso
disco nel computer, iniziare una nuova partita, fare mosse di-
verse e il programma reagirebbe in maniera totalmente diffe-
rente, creando un altro “futuro” con un esito diverso.
Nel gioco di scacchi per computer, tutti i futuri possibili esi-
stono già e tu decidi quali sperimentare in base alle mosse
che fai.

Ecco un’altra splendida analogia! Adesso persino una mente


limitata come la mia può cominciare a concepire la realtà in un
modo nuovo.

Secondo le mosse che fate, tu e coloro che vivranno dopo di


te potrete “cambiare” il futuro scegliendolo, influenzando chi
vive e vivrà con voi e dopo di voi, e così via nei secoli.
Quando ho detto che tutto ciò che è successo, che sta succe-
dendo e che succederà, sta accadendo proprio adesso, inten-
devo “tutto” nel senso più lato del termine, includendo ogni
possibilità, ogni esito e ogni futuro che potresti immaginare,
compresi scenari che ancora non puoi nemmeno concepire.

Quindi il futuro è assicurato! Sappiamo che esiste, in una


qualche forma che dipende dalle “mosse” che facciamo.

Il futuro è assicurato, ma quale “futuro” vivrete dipenderà


da voi.
Qui non parliamo di “predestinazione”. Non c’è un Futuro
Singolo nel quale è obbligatorio entrare. C’è il Futuro che
state creando e sperimentando in base alle vostre scelte e
azioni.

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Più volte hai detto che “qui c’è in ballo più di quello che
sembra” e non scherzavi, intendevi letteralmente.

Sì, è vero. E adesso la tua percezione si è affinata al punto


che puoi capire che il senso della frase era letterale.
Quindi, se ti interessa come sarà il tuo futuro sulla Terra,
comincerai a creare quel particolare “futuro” influenzando
e cambiando le condizioni “adesso”.
La vita non finirà mai, perché non ha né un “inizio” né una
“fine”, ma nel tuo attuale stato di coscienza sperimenterai
solo una vita alla volta. Quello che la tua esistenza attuale
porta a te e a tutti coloro che viaggiano con te attraverso il
Continuum Spazio-Temporale dipende da te e da loro.

Adesso che ci penso, ricordo che gran parte di questo argo-


mento l’avevamo già trattato. Sono andato a controllare i miei
appunti precedenti e ho visto che mi dicesti chiaramente: “Non
c’è niente di misterioso nell’universo se lo guardi nel modo
giusto, dal punto di vista multidimensionale. Questo per voi
non è facile, perché con il corpo siete entrati nello Spazio e nel
Tempo, quindi vedete, percepite e vi muovete nelle direzioni
limitate delle quali è capace il corpo. Eppure il vostro corpo
non è Chi Siete, ma qualcosa che avete.”

Sì, e non è solo questo che ho condiviso con voi qui e in


precedenza. Ma adesso, in questa conversazione, stai rac-
cogliendo gran parte del materiale per identificare e riener-
gizzare il nocciolo dei nostri scambi precedenti.
Tu e altri potete usare questo riassunto come un riferimen-
to, un promemoria affidabile e uno strumento potente,
utile a chiunque abbia deciso di risvegliarsi al fatto che è
già risvegliato e si sia umilmente impegnato a contribuire in
qualunque maniera possibile al risveglio degli altri.

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29

Vorrei tornare a parlare per un po’ di quelle altre entità


avanzate, ma non necessariamente evolute, che vivono su altri
pianeti del cosmo. Hai detto che alcune hanno continuato a es-
sere violente – come lo è la giovane specie che vive sulla Terra –
anche se estremamente avanzate dal punto di vista tecnologico.
Quindi devo chiedere...
Perché a tali esseri senzienti è stato consentito di raggiun-
gere un tale sviluppo della loro civiltà prima di essere aiutati?
Perché non sono stati avvicinati dagli Esseri Altamente Evoluti
quando erano giovani come i terrestri sono adesso, in maniera
che il loro comportamento immaturo e violento potesse essere
sanato o trasformato?

Lo sono stati, mio caro, lo sono stati.

E non è servito a niente? Non capisco. Se tu sei Dio e se


questi EAE – come posso chiamarli... questi emissari – sono
una delle tante forme della Divinità che esprimono e speri-
mentano Chi Sono Veramente aiutando altre forme di vita a
evolvere... com’è possibile che un tale sforzo non abbia favorito
in quelle entità un’evoluzione della coscienza tale da indurle ad
abbandonare la violenza?

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Ogni essere dell’universo – quindi ogni civiltà – ha libertà di


scelta, ricordi?
La caratteristica fondamentale di tutte le forme di vita sen-
zienti è la libertà di creare qualsiasi realtà scelgono.
Molte delle civiltà che adesso sono più vecchie, quando
erano giovani come quella terrestre, non scelsero di risve-
gliarsi alla loro Vera Identità.

Ma pensavo che Dio non potesse fallire in niente. L’idea


che il fallimento esista è una delle Dieci Illusioni degli Umani.
Come mai il tentativo degli EAE non ha ispirato gli esseri
avanzati, ma non ancora pienamente evoluti, che vivono su al-
tri pianeti del Reame Fisico a risvegliarsi alla loro Divinità per
libera scelta?

Nessuno dei loro sforzi è stato vano. Essi hanno ispirato


numerose entità individuali, ma la civiltà nel complesso ha
continuato a scegliere un altro cammino. Eppure – per ri-
spondere alla tua domanda sul “fallimento” di Dio – sappi
che tutti gli esseri senzienti dell’universo in ultima analisi
scelgono liberamente di accettare la loro Divinità.

Davvero?

Sì. La questione non è se faranno liberamente questa scel-


ta, ma se ciò avverrà prima, dopo o perché hanno arreca-
to danni tali alla loro civiltà e al pianeta sul quale hanno
prosperato, da cambiare per sempre la vita così come la
conoscevano.
Per molti versi, l’idea è proprio quella di porre fine alla “vita
così come la conoscono”, naturalmente scambiandola con
uno stile di vita diverso e più gioioso, generato da un modo
di essere rinnovato e trasformato.

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Quindi, la questione non è se gli Esseri Altamente Evoluti


risvegliano quelle altre specie fisiche, ma quando.

Sì, potresti formulare il concetto in questi termini.

Che vuoi dire?

Voglio dire che, in base alla tua attuale comprensione del


tempo, potresti spiegare il fenomeno in questa maniera.

Ah sì, ne abbiamo appena parlato: a qualche livello è già


avvenuto!

E come abbiamo spiegato, niente accade in sequenza, tutto


succede simultaneamente. La tua esperienza individuale di
questa realtà ti appare sequenziale, eppure la realtà esiste
simultaneamente nella sua totalità. Perciò potremmo dire
che la vita è “sequentanea”.

Be’, se il “futuro” è già accaduto, tu che sei Dio sai già tutto
quello che è successo. Allora adesso dicci qual è l’esito, così
possiamo smettere di preoccuparci, interrogarci, agitarci e
sforzarci...

Non lo farò.

Come mai? Perché è un grande segreto e tu non puoi vuo-


tare il sacco?

No, perché ogni esito concepibile si è già verificato, tu speri-


menterai quello che sceglierai e io non farò niente per con-
dizionarti: ti lascerò sempre libertà di scelta.

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Questa è l’autentica esperienza della Divinità. Ed è l’espe-


rienza che desidero per voi.

Va bene, lo accetto e lascio perdere. Allora per adesso pos-


siamo parlare nel contesto di una realtà sequenziale, la realtà
che sto sperimentando nella mia vita?

Sì, è quello che stiamo facendo.

Bene. In tale contesto, ho capito che gli Esseri Altamente


Evoluti hanno scelto di aiutare noi terrestri a risvegliaci rispetto
a Chi Siamo Realmente. Mi rendo anche conto che possiamo
scegliere di risvegliarci prima di danneggiare la nostra civiltà e
il nostro Pianeta al punto che “la vita così come la conosciamo”
venga smantellata e scompaia.
Presumo che, se non ci risvegliamo adesso, in questa fase
precoce del nostro sviluppo cosmico, potremmo finire per vive-
re come tante specie più vecchie del Reame Fisico, diventando
sempre più violente, pur essendo sempre più progredite.

Quelle ultime nove parole sono una descrizione di come


stanno andando le cose sul vostro Pianeta adesso.

Sì, stiamo diventando sempre più violenti, pur essendo sem-


pre più progrediti. Ed è molto triste.
Sviluppando ulteriormente le nostre tecnologie e le armi di
distruzione di massa, potremmo diventare così violenti da au-
todistruggerci completamente.

No, non completamente. La Volontà Superconscia della tua


specie non lo permetterà. Nessuna specie si autodistrugge
totalmente, interamente e completamente. Potrebbe acca-
dere che una manciata di voi dovrà trovare un sistema per

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emigrare in un altro luogo abitabile del cosmo, ma la specie


non si autodistruggerà mai totalmente.
Però, molto tempo fa, la civiltà umana ci è già andata vicino.

Stiamo parlando di Lemuria e Atlantide?

Sì.

Allora abbiamo un bel daffare. Non scompariremo com-


pletamente come specie, ma possiamo fare molti danni, se è
questo che sceglieremo.

Esatto. Attualmente non è questo che sta scegliendo gran


parte dell’umanità. Eppure molti esseri senzienti fanno cose
che non hanno niente a che fare con quello che scelgono.
Ricordi l’analogia dei bambini che giocano con i fiammiferi?

Sì.

Bambini molto piccoli che accendono i fiammiferi e appic-


cano un incendio che brucia la casa non lo fanno per scelta.
La casa incendiata è il risultato di una loro azione, ma non di
una scelta. E la casa si è ridotta in cenere perché i vigili del
fuoco non sono arrivati in tempo.
Nel caso della vostra civiltà, i vigili del fuoco sono arrivati.
È questo il senso del Terzo Invito. Voi siete i pompieri: tu e
altri come te sulla Terra che sceglieranno di impegnarsi a
favore del risveglio della specie.

Se le cose stanno così, adesso devo chiederti di rendere que-


sta conversazione un po’ più personale. Ricordi quando mi di-
cesti di non concentrarmi troppo sugli aspetti affascinanti di

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ciò che stiamo discutendo, per non perdere di vista quello che è
più importante per me, per agevolare il mio ulteriore risveglio?

Sì.

Poi hai parlato di piena integrazione, che è proprio ciò che


sento di voler discutere con te. Penso che altre persone che
hanno accettato l’invito potrebbero avere la stessa domanda o
problema, se non è irrispettoso verso di loro metterla in questi
termini.

Continua, sono a tua disposizione.

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30

Come faccio – come facciamo tutti – a integrare queste


informazioni?
Abbiamo ricevuto fantastici spunti su come gli umani po-
trebbero vivere se fossero una specie risvegliata, ma adesso la
domanda è: come applichiamo tutto questo nella vita di tutti
i giorni?
Se faccio parte dei vigili del fuoco, devo cambiare i miei
comportamenti prima di pensare di apportare qualche tipo di
cambiamento sul Pianeta. Gandhi aveva ragione: devo essere
il cambiamento che desidero vedere. Ma non sono soddisfatto
di come sono riuscito a farlo finora. Sto scoprendo che avere le
informazioni è una cosa, integrarle è un’altra.
La grande tristezza della mia vita è non essere stato capace
d’integrare pienamente tutto quello che ho scoperto e capito
grazie alle nostre conversazioni. Non sono riuscito a render-
lo parte sostanziale della mia vita – intendo le mie interazioni
quotidiane, non solo i miei pensieri.
Ed ecco quello che non voglio fare: condividere con altre
persone messaggi che non possono essere vissuti e dimostrati.
Non sono interessato a obiettivi evolutivi utopici, irrealizzabili,
impraticabili o non raggiungibili.

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Ti garantisco che questi obiettivi sono raggiungibili. Esseri


umani normalissimi hanno vissuto nei modi qui descritti.

Può darsi e sono molto felice di sentirlo, ma posso dirti che


per me è molto difficile. Per esempio, hai detto che sono Amore,
che siamo tutti Amore, che Chi Siamo è Amore. Sai, io penso di
essere una persona amorevole, voglio essere una persona amo-
revole, cerco di essere una persona amorevole, ma troppo spesso
dico, faccio o sono qualcosa che è decisamente poco amorevole.
Mi può capitare di non essere amorevole verso la Terra o me
stesso, ma la cosa più triste è quando non sono amorevole verso
qualcuno.
Voglio superare tutto ciò. Sono su questa Terra da oltre
settant’anni e voglio davvero vederla progredire. Dio, dimmi,
quanto tempo ci vorrà?

Sei molto severo con te stesso. Tanta gente che ti conosce


direbbe che sei una persona amorevole, come lo è chiun-
que si sia sentito attratto da questa conversazione o si sia
ritrovato “per caso” a seguire il nostro dialogo.
In effetti, questo è vero per tutti sulla Terra. Siete i miei me-
ravigliosi figli, crescete e integrate ogni giorno sempre più il
vostro Vero Sé Divino.
È come ti dissi nella nostra prima conversazione...
Siete bontà, misericordia, indulgenza e comprensione. Siete
pace, gioia e luce. Siete perdono, pazienza, energia e co-
raggio. Siete aiuto nel momento del bisogno e conforto nel
momento del dolore. Siete guaritori che leniscono le ferite
e insegnanti che dissipano la confusione. Siete la saggezza
più profonda e la verità suprema, la pace più grande e l’a-
more più sconfinato. Voi siete queste cose. E in alcuni mo-
menti della tua vita sai di essere stato queste cose. Adesso
scegli di esserlo sempre.

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Ci sto provando, sul serio. Tutti ci stiamo provando. Ma


non mi sembra di aver scoperto la formula. Nella vita quoti-
diana, non ho trovato la maniera di essere costantemente chi
voglio essere e chi so di essere. Mi puoi aiutare? Sento che sto
annaspando.

Potresti cominciare facendo sì che questa conversazione


porti benefici a lungo termine. Leggi spesso la trascrizione
che ne hai tratto. Presta attenzione alla lista dei sedici modi
in cui si comporta una specie risvegliata. Nel tuo caso per-
sonale, concentrati in particolare sui punti 1, 2, 3, 4, 8, 12,
14, 15 e 16.

Grazie, è proprio quello che farò. Ma c’è qualcos’altro che


mi puoi dire, altre idee che desideri condividere?

Sì. Primo: pensa che il processo dura tutta la vita, non solo
un breve periodo. Perciò non cercare d’integrare tutto ciò
che sei riuscito a capire entro un anno, un mese, una setti-
mana o un giorno. Lascia che il tuo percorso duri il tempo
necessario.

Questo non è molto esaltante e motivante per una persona


impaziente.

L’impazienza può essere deleteria se t’impedisce di ricono-


scere i traguardi raggiunti, la velocità con cui ci sei arrivato
e di lasciare che questo ispiri i tuoi domani.

In altre parole, devo essere gentile con me stesso.

In altre parole, sii gentile con te stesso. Considera com’eri


in passato, qualche anno fa e come sei adesso. Il tuo pro-

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gresso è stato esponenziale; non sei andato avanti al ritmo


di 1-2-3-4, ma di 2-4-8-16-32.
Questo vale per tutti coloro che seguono questa conversa-
zione. In realtà, è il motivo per cui lo stanno facendo: non
leggono il nostro scambio “per caso”, ma hanno cercato
quest’esperienza. Tutti voi adesso state entrando nel Mo-
mento Perfetto per Progredire.
Andando avanti, sarà più facile. La maggior parte della
montagna, la scalata più impegnativa, è alle vostre spalle.

Grazie. Grazie di avercelo detto. Ma potresti darmi qualche


strumento pratico, metodo o approccio da usare per integrare
più efficacemente tutto quello che so essere vero? Sto cercando
la congruenza. Non voglio parlare bene e razzolare male, ma
agire in base a quello che penso.

E non pensi che lo stai già facendo?

Forse qualche volta, ogni tanto, quando mi trovo in una si-


tuazione ideale. Ma voglio farlo tutti i giorni. Desidero tanto
farlo sempre.

Ma lo fai sempre, non te ne rendi conto? I tuoi sforzi sono


parte del processo, del farlo sempre. Se non agissi sempre
in base a quello che pensi, non presteresti alcuna attenzio-
ne a tutto questo.
Attualmente il mondo sta vivendo un cambiamento evoluti-
vo e tu non ne sei immune, ci sei dentro; in realtà sei fra co-
loro che lo stanno creando. Tutti voi che siete impegnati qui
adesso vi siete candidati a far parte di questa evoluzione.
Quindi sii paziente con te stesso e con il processo. State
andando tutti esattamente nella direzione desiderata e ci
state arrivando. E ognuno di voi – dolcemente e gentilmen-

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te – sta portando con sé altre persone che, notando i cam-


biamenti negli altri, sono ispirate a cambiare a loro volta.
Se vi vedessero diventare tutti insieme contemporanea-
mente Esempi Perfetti di Esseri Risvegliati, vi ammirereb-
bero, ma non immaginerebbero mai di riuscire a emularvi.
Non capisci che stai affrontando questi sforzi per loro? Ti
rendi conto che a loro serve che tu viva tutto questo?
Allora non chiedere che i tuoi sforzi abbiano fine; chiedi
che diventino ancora più evidenti, per poi essere superati
in maniera visibile ed efficace, così da risvegliare una specie
che si sta domandando se un processo simile sia possibile,
e attraverso il tuo esempio capirà che lo è.

Riesci a far sentire meglio tutti.

Se non ci riesco io, chi potrebbe?

Arguto. Riesci a essere molto arguto, sai?

Così mi è stato detto.

Ma davvero, non ci potresti dare qualche strumento, qual-


che metodo da usare per far progredire questo processo di evo-
luzione personale?

Lo sai che non esiste un “sentiero giusto” per arrivare in


cima alla montagna.

Sì, lo so. L’hai detto chiaramente tante volte, ma sicura-


mente puoi offrirci delle opzioni, degli aspetti che potremmo
considerare.

Dopo questa esortazione, eccone cinque.

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Condividi il tuo processo.


Come ho già detto prima in questa conversazione e ripetu-
to un istante fa, condividi apertamente e sinceramente con
coloro che ti circondano sia i tuoi sforzi che i tuoi progressi
lungo il sentiero verso il pieno risveglio. Scegliere di farlo
ti permetterà di sentirti più forte e libero, scatenando la
Volontà Interiore di esprimere la Divinità che ti appartiene
e sprigionando negli altri il desiderio e la capacità di fare
altrettanto.

Crea una ragione.


A volte potresti avere l’impressione che non valga la pena
affrontare le sfide del cammino che hai scelto, a meno che
tu non attribuisca a esse un significato più grande del voler-
le semplicemente superare. Allora chiediti: “Perché?”. Poi
datti una risposta.
Ti dico questo: il tuo cammino non è inutile in Cielo. Perché
ogni anima che arriva ad apprendere tramite l’esperienza
ciò che ha sempre saputo nella propria consapevolezza
non lo fa solo per se stessa, ma per la Volontà Superconscia
Collettiva, favorendo con il suo progresso individuale l’evo-
luzione di una specie, perché lascerà sulla scia del proprio
avanzamento le impronte che coloro che verranno potran-
no seguire per procedere più rapidamente.

Esprimi gratitudine.
È lo strumento più potente che potevi ricevere. La grati-
tudine può essere un’energia intenzionale e non solo una
reazione automatica. Quando qualcuno sceglie attivamente
di essere grato per tutto ciò che si presenta nella sua vita
(e intendo davvero tutto), crea un’impronta energetica che
inonda e influenza l’energia di ciò che sta avvenendo. Que-

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sto può trasformare d’incanto l’evento in questione, per


non parlare della vita intera.

Scegli un modo di essere.


Fallo in qualsiasi occasione prima di pensare, dire o agire.
Nella vita l’importante non è quello che fai, ma come sei
mentre lo fai. In questo senso è sorprendente che attraver-
so la pura intenzione, l’“essere” si trasformi da uno stato di
reazione a uno di creazione. Non è più qualcosa che deriva
da un’esperienza, ma qualcosa che aggiungi all’esperienza.
E un ultimo strumento per l’integrazione...

Segui l’anima.
Il più delle volte rispondi a quello che ti succede nella vita
– che si tratti di una malattia, una delusione, una bella sor-
presa, qualunque cosa – dal centro logico della mente. Ana-
lizzi i dati di cui la mente dispone riguardo all’esperienza in
questione e da lì nasce la tua reazione.
Puoi coltivare l’abilità di rispondere dal centro della saggez-
za nella tua anima. Qui i dati riguardanti l’esperienza con-
tingente sono vasti, illimitati e includono considerazioni e
prospettive che forse la mente non aveva nemmeno con-
templato.
L’anima è il luogo in cui tutto ciò che sai è già integrato e
aspetta solo di essere esternato ed espresso. Perciò, ogni
volta che devi affrontare quella che puoi considerare una
“buona notizia” o una “cattiva notizia”, prenditi del tempo
per svincolarti dalla mente. Poi nota come reagisci senza
pensare, lasciando che affiorino spontaneamente la saggez-
za e la consapevolezza della tua anima.

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31

Adoro tutto questo, lo adoro. Adesso sì che si ragiona! Ora


abbiamo l’equipaggiamento per finire di scalare la montagna!
È fantastico. E la sai una cosa? Ho ideato da solo una mia ver-
sione dell’ultimo strumento.

Davvero? Completamente da solo?

Be’, mi è sembrato di esserci riuscito da solo.

Sì, be’… è così che deve sembrarti.


Vai avanti.

Uhm... stai dicendo...

No, no, vai avanti. Dimmi che cos’hai ideato “da solo”.

Credo di aver capito intuitivamente che esiste un mezzo per


portare nella mia vita quotidiana l’esperienza di ciò che già
so essere vero. Perciò qualche anno fa ho inventato quella che
ho chiamato Inchiesta Magica. La uso per valutare istantanea-
mente se quello che ho appena fatto, sto facendo o sto per fare
è congruente con i miei desideri più profondi.

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Prima di sedermi a guardare un film, di affrontare una ri-


unione, di preparare un pasto, di avere una conversazione con
una persona cara o di fare qualsiasi cosa che reputo importante
nel qui-e-ora, mi chiedo: “Questo che cos’ha a che fare con lo Scopo
della mia anima?”.

È un’ottima domanda, che può ispirare a chiunque una pro-


fonda indagine interiore.

Per me la risposta è quasi sempre chiara subito, perché so


che lo scopo dell’anima consiste nell’esprimere e sperimentare
la Divinità in me e attraverso di me. Questo crea immedia-
tamente un contesto in cui poi posso creare e vivere l’evento
contingente o scegliere di eliminarlo dalle mie attività.
Ho cominciato a chiamarla Inchiesta Magica, perché riesce
magicamente a portare la mia attenzione su cosa avviene nel
momento presente come nessun altro strumento che ho speri-
mentato.

O che ti è stato dato.

O che mi è stato dato.


Va bene, questa volta lascio perdere...

Una buona idea. Ti è appena venuta un’altra buona idea.

Di nuovo la tua arguzia. Lo stai facendo di nuovo! Mi piace!


Mi piace questo aspetto di te. Allora lascia che ti chieda quale
buona idea mi può arrivare a questo proposito...
Come posso decidere in anticipo che cosa sarò prima di
pensare qualcosa? Mi riferisco al tuo quarto suggerimento,
quello di scegliere un modo di essere in anticipo, compreso
come “sarò” quando penserò qualcosa: non è chiedere troppo?

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Capisco che posso decidere cosa essere prima di dire qualcosa,


che posso decidere cosa essere prima di fare qualcosa, ma non
so cosa penserò finché non lo penserò.
Ha senso quello che ho detto?

Lo ha se ritieni che i tuoi pensieri siano quasi sempre ori-


ginali. Ma il fatto è che di solito si tratta di pensieri che hai
già avuto in passato. Questo perché gran parte degli eventi
della tua vita sono già accaduti prima, nel senso che si ripe-
tono situazioni dello stesso genere.
Spesso e volentieri, nel mezzo di un evento di un certo tipo,
pensi immediatamente quello che avevi pensato in prece-
denza in un caso analogo. Una minima parte dei tuoi pen-
sieri è originale, perché pochissime delle tue esperienze
sono originali. Per la maggior parte del tempo la tua vita è
una replica.
Sapendo che questo è vero, puoi decidere anticipatamente
quello che penserai la prossima volta che si verificherà un
evento prevedibile di un certo rilievo.
Il Maestro è colui che sceglie consapevolmente quale mo-
dalità di pensiero adottare la prossima volta che un evento
prevedibile si verificherà nella sua vita: sarà calmo, com-
prensivo, amorevole, accogliente, accomodante e pacifico?

Ho capito e penso che a qualche livello l’ho sempre saputo.


Forse è per questo che ho ideato uno strumento mio... Questa
è buona: sono mai effettivamente “da solo”?

No.

Be’, allora ecco un secondo strumento che è affiorato alla


mia coscienza. L’ho chiamato le Quattro Domande Fonda-
mentali della Vita:

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1. Chi sono?
2. Dove sono?
3. Perché sono dove sono?
4. Qual è il mio scopo?

Ogni volta che mi pongo queste domande, do delle risposte


nuove e mi sento quasi immediatamente... – odio usare questa
parola, perché è talmente abusata da essere diventata quasi ba-
nale, ma la userò comunque – mi sento “centrato” nel mio Sé e
meno coinvolto dai mini-drammi e micro-dilemmi della vita.

Sei “in questo mondo, ma non di questo mondo”.

Esatto.

Sono due ottimi strumenti, che possono essere di grande


aiuto per renderti conto di come usi il tuo tempo e di come
sei mentre lo usi.

E adesso ne ho anche altri di strumenti! Tutti noi sarem-


mo sulla buona strada se adottassimo anche solo una o due di
queste idee.

Sì, è vero. E naturalmente siete già sulla buona strada, ma


capisco il senso della tua frase.
Voglio ricordarti che tutti voi siete già risvegliati. Dovete
solo cominciare ad agire di conseguenza e questi strumenti
possono esservi d’aiuto.

Tutto questo dialogo può aiutarci. Le cose che ci hai ricor-


dato in questa conversazione sono immensamente utili. Può
essere fondamentale conoscere e adottare alcune delle idee che
si trovano qui, come: “Non sei il tuo corpo”, “Il tuo istinto pri-

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mario non è la sopravvivenza, ma l’espressione della divinità”,


“Vedi l’altro come te stesso”, “La vita è eterna e siccome non la
potrai mai perdere, non hai niente da perdere nell’essere com-
prensivo, affettuoso e rassicurante in ogni circostanza” eccetera
eccetera.
Suppongo... sono giunto alla conclusione che, se solo usassi
gli strumenti che mi sono stati dati in questa vita, se riuscissi ad
agire sempre più spesso come se fossi già risvegliato, mi sentirei
libero anche mentre mi trovo in questo corpo. Prima mi hai
detto che avremmo approfondito questo aspetto. Sono giunto
alla conclusione giusta?

Sì. La libertà non consiste nell’ottenere quello che vuoi, ma


nel volere quello che ottieni.

Questa l’ho già sentita.

Hai già sentito quasi tutto quello che stiamo dicendo. Per
sentirti libero e felice, dovrai solo applicare nella vita quel-
lo che già sai. E – tanto per offrirti un’altra ripetizione – il
sistema più veloce per riuscirci è aiutare qualcun altro ad
applicare tutto ciò nella sua esistenza.

Questo chiude il cerchio. Vedo l’intero processo circonfe-


renziale. E, grazie! Mi sento ascoltato e aiutato... e penso che è
proprio tutto quello che ci serve per avere voglia di continuare.
Quindi, detto questo, c’è un ultimo aspetto. Si tratta di
qualcosa che devo assolutamente chiederti, perché – scusa, ma
devo dirlo – è un argomento che mi assilla dopo gli scambi che
abbiamo avuto qui.

Di che si tratta?

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Che mi dici del paradiso? Possiamo tornare a casa da Te?


Questo dialogo sembra aver ridotto la “morte” a nient’altro
che un passaggio da uno stato dell’essere (fisico) a un altro stato
dell’essere (metafisico). Ciò da un lato può essere utile e affasci-
nante, ma dov’è finita la possibilità di tornare a casa presso Dio?

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32

Da anni desidero ardentemente essere accolto di nuovo nel


tuo cuore. Non vedo l’ora di tornare a casa, di essere con Te e
con tutti coloro che ho amato una volta che sarà sopraggiunta
quella che chiamo “morte”. Adesso però mi stai dicendo che
“morire” significa semplicemente continuare a vivere all’infi-
nito, entrando e uscendo da una forma di esistenza all’altra per
l’eternità?

Capisco che questo possa sembrare poco invitante, ma


quello che è stato detto fin qui a proposito delle entità che
s’incarnano e disincarnano non comprende il “capitolo cen-
trale” della storia.

Uhm... non pensi che dovremmo includerlo?

Sì, e non ti avrei lasciato andar via senza affrontare questo


argomento. Ma so quanto sei impaziente e visto che volevi
approfondire gli aspetti metafisici della differenza fra Esseri
Altamente Evoluti ed esseri umani, prima ci siamo soffer-
mati su questo.
Adesso che tutto ciò è stato spiegato, possiamo tornare a
quello che succede nel momento che chiamate “morte”.
Se non me l’avessi chiesto, ne avrei parlato io.

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Aspetti che faccia una domanda prima di dirmi qualcosa


che secondo te dovrei sapere? Molto interessante. E se non fa-
cessi le domande giuste?!

Be’, veramente sono io a ispirare le tue domande. L’ho fatto


fin dall’inizio. E tu ascolti attentamente le tue ispirazioni e
agisci di conseguenza. Quindi le possibilità che tu non faccia
le domande giuste sono piuttosto esigue.

Bene, sono contento che mi hai ispirato questa domanda,


perché c’è chi potrebbe chiedersi - come me poco fa – dov’è
andato a finire il nostro meraviglioso, caloroso “incontro” con
Te, la nostra esperienza di ritorno a casa.
Mi rendo conto che l’argomento è vasto e non possiamo
affrontarlo integralmente in questa sede. Perciò sto pensando
di aggiungere un’appendice alla fine di questo libro con una
serie di domande e risposte che riprendano gli argomenti fon-
damentali affrontati nella serie di Conversazioni con Dio.

È un’ottima idea. Mi chiedo come ti sia venuta...

Ho capito, ho capito! Mi rendo conto di come sta avvenen-


do questo dialogo! Quindi per favore adesso riassumi come la
nostra esperienza di essere di nuovo accanto a te si concilia con
le nuove rivelazioni che ci hai offerto.
In questa conversazione hai detto che anche gli esseri uma-
ni passano a piacimento dallo stato fisico a quello metafisico,
proprio come fanno gli Esseri Altamente Evoluti, solo che noi
li chiamiamo “nascita” e “morte”. Eppure consideriamo queste
“transizioni” come “vite” e non abbiamo l’impressione di la-
sciare la forma fisica “a piacimento”, ma riteniamo che avvenga
contro la nostra volontà.

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Lo so. Ripetendo quanto è stato detto sia in precedenza sia


in questa conversazione: nessuno muore in un momento o
in un modo che non ha scelto, visto Chi e Cosa siete.
Mi rendo conto che non è un concetto facile da accettare.

Tutte le rivelazioni contenute nelle nostre conversazioni


poggiano sull’unica premessa che siamo tutte Individuazioni
della Divinità, in altre parole, Dio manifestato negli umani.

E non solo negli “umani”, come adesso sai: tutti gli esseri
senzienti del cosmo sono manifestazioni dell’Unica Cosa
Che Esiste.

In altre parole, Dio.

In altre parole, me, sì.

E tutti gli esseri senzienti del cosmo sono dotati di Libero


Arbitrio...

Certamente. Al di là di quelle poche civiltà che scelgono di


essere e rimanere violente, la maggior parte lo usa in ma-
niera pacifica e costruttiva.
Se la tua propensione principale consiste nel creare pace,
gentilezza e amore nella tua esistenza e nel diffondere tutto
ciò nelle vite di coloro che ti circondano, questi altri esseri
senzienti entreranno in risonanza con te da lontano.

Riescono a sentire la mia energia da quella distanza?

Certo. L’energia emanata dal centro del tuo essere si pro-


paga nel cosmo fino all’infinito. Attualmente i vostri scien-
ziati stanno sviluppando strumenti che possono ricevere

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segnali interstellari dallo spazio profondo. Membri di civiltà


avanzate nella dimensione fisica sono diventati “stazioni ri-
ceventi”. E quando identificano una particolare sorgente di
quell’energia che chiamate “pace”, che entra in risonanza
con il loro modo di essere, vi mandano indietro quella stes-
sa energia amplificata per segnalarvi che non siete soli e
che siete sostenuti nella vostra esperienza.

Alcune persone a me molto vicine sono sicure che tali civiltà


esistano e le chiamano “famiglie stellari”.

È una descrizione appropriata. E membri di questa fami-


glia sono molto felici di sapere che anche Esseri Altamente
Evoluti vi stanno offrendo aiuto, spesso in maniera diretta,
andando a eliminare il divario fra il vostro Pianeta e gli altri
nel Reame Fisico, dato che gli EAE hanno superato i limiti
artificiali di tempo e spazio.
Adesso, per tornare all’argomento di cui ci stavamo occu-
pando, quando voi del Reame Fisico vi disincarnate, vi rei-
dentificate. Ti ho già detto che la morte è soltanto un pro-
cesso di reidentificazione.

In altre parole, è come se mentre viviamo sulla Terra fossi-


mo dei casi di “errata identità”.

Esatto. E dopo quella che chiamate “morte” ridiventate Chi


Siete Veramente e tornate in quella che hai definito “casa”,
riunendovi prima con tutti i vostri cari e poi con Il Tutto.
Intendo che vi riunite letteralmente, vi fondete con me e ac-
quisite l’esperienza – non solo la conoscenza o la consape-
volezza, ma l’esperienza – della nostra Singolarità e Unicità.
Ho descritto esattamente come ciò avviene in un nostro
dialogo precedente.

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Sì, e questo promemoria è molto utile.

Bene. Allora ricorderai che dopo il Momento di Unione con


me, dopo la piena esperienza del nostro essere Uno, vi “di-
sunite” da me, o emergete, se preferisci. Allora “nascete
un’altra volta” come anime individuali nel senso reale del
termine.

Perché dovrei lasciarti? Perché dovrei separarmi da questa


unione perfetta con Dio, se è ciò che ho sempre desiderato? Per
favore, spiegamelo di nuovo.

La tua anima anela all’espressione della tua Divinità. Quan-


do sarai di nuovo pienamente consapevole di questo e
avrai ri-cordato – cioè percepito ancora il tuo Sé come par-
te del Corpo di Dio – sarai sopraffatto dal naturale bisogno
di esprimerlo.
Questo è il desiderio fondamentale di Dio: evincere Me
Stesso, non solo essere consapevole di Me, ma esprimere
Me Stesso.
Lo faccio individuando Me Stesso, così da evincere ed espri-
mere ogni singola parte di me.
La parte di Me che Sei Tu avrà la possibilità di scegliere se
tornare alla vita fisica che ha appena lasciato (in quella che
definiresti una “esperienza di premorte”) o entrare nel Re-
ame Spirituale per poi ritornare nel Reame Fisico in un altro
momento.
Se lo osservi dall’illusione della sequenzialità, naturalmente
tutto questo avviene in un batter d’occhio, mentre nella Re-
altà Ultima accade simultaneamente.

E quelle altre forme di vita di cui abbiamo parlato scelgono


di andare in quell’“Altra Dimensione”?

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Sì. È il terzo reame del Regno dei Cieli: il Reame del Puro
Essere, come lo hai concettualizzato tu.

Noi umani non possiamo scegliere di esistere nel Reame del


Puro Essere quando emergiamo dall’essere Uno con te?

Sì, potete continuare la vostra Vita eterna nel Reame Spiri-


tuale, nel Reame Fisico o nel Reame del Puro Essere.

Allora perché non scelgo di esistere in quell’Altra Dimen-


sione? Per quale motivo non dovrei optare per il Reame del
Puro Essere? Dopo tutti i modi meravigliosi in cui l’hai de-
scritto, perché mai sceglierei di tornare qui?

Perché desideri sperimentare il completamento di quella


parte del Viaggio dell’Anima che può essere intrapreso solo
nella tua dimensione: il Reame Fisico.
Per questa ragione considererai un dono poter essere pro-
prio qui dove sei adesso.
E naturalmente è un dono e lo diventerà ancora di più
quando sceglierai di essere tu un dono per gli altri con la
tua presenza.
In questo prossimo periodo sulla Terra alcuni di voi si can-
dideranno per fare proprio questo, intenzionalmente. Tutto
ciò fa parte del risveglio della specie e del Terzo Invito.

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201

33

Questo tuo breve riassunto della nostra precedente e molto


dettagliata conversazione sull’esperienza dopo la morte rende
sempre più evidente che un elemento chiave e di vitale impor-
tanza nel processo del risveglio è capire che la vita non finisce...
mai, mai, mai. Se capiamo questo e lo viviamo, tutto cambia.
E anche se è stato detto più volte che la vita non finisce
mai, non sono sicuro che la reale importanza di questa affer-
mazione sia stata sottolineata a sufficienza. Non si tratta di
un qualsiasi fatto metafisico interessante, ma di un concetto
basilare e decisivo.

Sì. Tutto quello che vedi intorno a te non è solo energia che
si esprime in modi diversi. L’energia non può essere crea-
ta né distrutta. È sempre esistita, esiste adesso ed esisterà
sempre.
Quelle che chiami “vita” e “morte” sono l’Essenza Essenzia-
le che si manifesta in Te mentre cambi forma.
I mutamenti della vita – le varie attività e i progressi – sono
semplici processi di scambio energetico. La differenza fra la
dimensione in cui vivi, cioè il Reame Fisico, e l’Altra Dimen-
sione consiste nel fatto che nella tua dimensione a volte lo
scambio di energia è un processo violento, mentre nell’Al-
tra Dimensione non lo è mai. Mai.

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202

A proposito, hai parlato molto spesso di quest’“Altra Di-


mensione” e di “Esseri Altamente Evoluti” che apparentemen-
te ci stanno aiutando.

Non apparentemente, ma effettivamente.

Va bene, effettivamente. Ma come avviene tutto ciò? Sup-


ponendo che esseri del genere esistano davvero...

Non è una supposizione, ma un fatto.

Dato che questi EAE esistono, da dove vengono? Che cos’è


quest’“Altra Dimensione” di cui continui a parlare?

Esiste una comunità completamente diversa di esseri che


vivono in un modo completamente diverso in quello che
considereresti un universo completamente diverso.

Fammi capire: stai parlando di una realtà alternativa o di


quello che è stato chiamato un “universo parallelo”?

Sì, alcuni nel tuo mondo hanno usato quelle parole per de-
scriverlo.

Questo universo parallelo è un’“immagine speculare” del


nostro?

No: “parallelo” non significa “identico”, ma “affiancato”.


Quello che stai chiamando Universo Parallelo esiste accan-
to all’universo che conosci, ma non è identico e nemme-
no simile. Ecco perché qui abbiamo detto che è situato in
un’Altra Dimensione.

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203

Una dimensione metafisica.

Una dimensione in cui, come abbiamo spiegato prima, le


entità si esprimono in forma metafisica o fisica, in base...

Lo so, lo so... a ciò che è funzionale al loro scopo, che – come


hai detto prima – consiste “nell’offrire assistenza agli esseri
senzienti del Reame Fisico nel comprendere, esprimere e spe-
rimentare pienamente se stessi per chi sono veramente”.
Dimmi una cosa: perché gli EAE dovrebbero scegliere di
venire sulla Terra dove vive una specie così giovane che anche
dopo millenni sembra incapace d’imparare o riluttante ad adot-
tare la formula basilare che ci è stata offerta per creare una vita
meravigliosa?
Perché non dovrebbero decidere di andare ad aiutare un’al-
tra specie a risvegliarsi? Magari su un pianeta in cui vivono
entità molto più avanzate, sul punto di far proprie le concezioni
che consentono il pieno risveglio?

Alcuni lo fanno. Il vostro non è l’unico pianeta visitato da


Esseri Altamente Evoluti.

Bene, almeno non devono affrontare un fallimento dopo


l’altro con una delle specie più giovani del cosmo.

Per gli Esseri Altamente Evoluti il “fallimento” non esiste. Il


semplice impegno a intraprendere un progetto e le azioni
necessarie per portarlo avanti forniscono il senso di soddi-
sfazione o realizzazione che un EAE desidera.
È la migliore e più alta espressione di Sé cui aspira un essere
a quel livello di consapevolezza. Non è necessario che tale
espressione abbia un esito specifico perché l’esperienza sia
convalidata, giustificata o venga celebrata.

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Che punto di vista sano!

Non hai mai fatto niente per il semplice piacere di farlo? Ti


aspetti un risultato specifico da tutto quello che intraprendi
per sentire che per te è stato comunque “divertente”?

Naturalmente no. Ma qualcosa d’importante come aiuta-


re un’intera specie a risvegliarsi probabilmente non ricadrebbe
nella categoria di ciò che considero un passatempo semplice ma
piacevole; insomma, attribuirei una certa rilevanza al risultato.
E comunque, per me che mi trovo qui, non si tratta di una
considerazione futile. Ci hai rivolto un Terzo Invito, che io ho
accolto e accettato nella speranza che l’impresa abbia un mini-
mo di successo.

Se la consideri un’impresa orientata al risultato, rendi le


cose molto difficili per te stesso ancor prima di cominciare.
Controlleresti ogni tua mossa, soppeseresti ogni parola, ti
preoccuperesti di come diamine riuscire a sentirti come
speri, preparando nervosamente un Piano B se l’approccio
iniziale non producesse il risultato desiderato, per poi get-
tarti a capofitto nel progetto di trasformare te stesso, com-
pletamente ignaro dell’impatto metafisico di tutte queste
energie poco gioiose che hai proiettato nello spazio.

Caspita! Non avevo mai considerato questo aspetto.

Lo so. È questo il punto. Ne parlo adesso per aiutarti a cam-


biare il tuo modo di pensare.
T’invito a ridefinire quello che chiami “successo” nel rag-
giungere il pieno risveglio.

Ti ascolto, ti ascolto.

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205

Il successo nel raggiungere il pieno risveglio consiste nel


sapere che sei già risvegliato, solo che non sai o non hai
accettato di esserlo.

E così abbiamo chiuso il cerchio e siamo tornati a quello che


hai detto all’inizio di questa conversazione.

Sì, perché è uno dei messaggi più importanti con cui potevo
iniziare e concludere qualsiasi interazione illuminante con te.
Risvegliarti non significa cambiare te stesso, ma cambiare
quello che pensi di te, renderti conto – come ti ho già detto
prima – che sei già integro, completo e perfetto così come
sei adesso.
La tua trasformazione personale consiste nell’aggiungere
qualcosa, non nel sottrarre da quello che già sei.
Il successo in qualsiasi settore della vita non risiede nell’ot-
tenere quello che pensi di dover ottenere al termine del
viaggio, ma nell’amore, nella gioia, nella felicità e nella sen-
sazione di Vero Sé che sperimenti – e che gli altri sperimen-
tano nella loro vita grazie a te – durante il percorso.

Stai dicendo che l’importante è il viaggio e non la destina-


zione. È un vecchio detto: niente di nuovo.

Questo intero discorso è solo un promemoria, un Grande


Promemoria.
Tutto quello che è stato detto qui l’hai già sentito, saputo
e sperimentato. Lo scopo di tutte le nostre conversazioni
è sempre stato lo stesso: trasformarti da una persona che
non sa di sapere a una che accetta di sapere già.
Ecco perché spesso quello che hai sentito da me e che hai
letto nelle trascrizioni delle nostre conversazioni ti sembra-
va di saperlo già.

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206

Questo include le informazioni sugli Esseri Altamente Evo-


luti provenienti da un altro luogo. Fin da piccolo sapevi e
avevi capito che tali esseri sono fra voi. Niente di questo è
nuovo per te.

Hai ragione, sono completamente a mio agio. E so che que-


sti esseri non sono qui per farci del male. Se avessero voluto
danneggiarci, lo avrebbero potuto fare in mille modi nel corso
dei secoli.

Esatto.

Allora vuoi dire che non sono focalizzati sul risultato. Per
loro il “successo” non consiste nel raggiungimento di un obiet-
tivo specifico.

Non nel senso che intendi tu. Gli Esseri Altamente Evolu-
ti sono “focalizzati sull’espressione”. Cercano di esprimere
e sperimentare Chi Sono Veramente e un mezzo per farlo
consiste nell’offrire e fornire amore e sostegno, aiuto e so-
lidarietà a tutti gli esseri senzienti che vivono il processo
evolutivo.
Voi state facendo la stessa cosa sulla Terra.

Davvero?

Pensaci: sulla Terra non fate altro che aiutarvi l’un l’altro al
fine di esprimere e sperimentare ciò che siete. Vi aiutate a
risolvere problemi, a creare una vita migliore, a stare me-
glio, a sapere di più, a provare gioia, allegria e divertimen-
to… insomma, vi aiutate come potete.
Chiamate le vostre attività terrene “lavori” oppure “occu-
pazioni”, ma si tratta di aiutarvi a vicenda.

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207

Che siano attività degli EAE o degli umani, il risultato è lo


stesso: si crea uno scambio energetico, una forma di ener-
gia si trasforma in un’altra.

È su come questo avviene che dobbiamo risvegliare la nostra


specie, se vogliamo che la qualità della nostra vita migliori.

Esatto. E sul perché avviene. Quando capirete perché si ve-


rifica lo scambio di energia, scoprirete come crearlo senza
dover mai ricorrere alla violenza.
Allora la vostra società si trasformerà e comincerete a cre-
are un mondo paradisiaco.

Perché avviene? Che cosa innesca lo scambio di energia?

L’Amore. L’energia si accumula finché la sensazione che nel-


la vostra lingua chiamate “Amore” magnetizza fra loro le
particelle energetiche, provocando una commistione e uno
scambio.

Prima ho detto che all’umanità basterà prendere un’Unica


Decisione per rendere l’Avventura Umana una delle espressio-
ni di vita più riuscite e gioiose del cosmo.
Ho detto che dobbiamo decidere di esplorare con mente
aperta, onestamente e senza restrizioni – per poi accettare a
cuore aperto, con gioia e senza riserve – la realtà di Chi Siamo
Realmente.
Adesso capisco che possiamo fare i primi passi per imple-
mentare pienamente quella decisione con una semplice formu-
la: eliminate la violenza e ricordate di amare.

Sì, e la chiave di questa formula, il sistema più veloce ed ef-


ficace per farla funzionare, consiste nel liberarvi finalmente

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dalla prigione dei vostri pensieri di Separazione. Non siete


separati da niente: né gli uni dagli altri, né da altre forma di
vita, né da Dio.
Allora ecco la formula completa:
eliminate la violenza e ricordate di amare
liberandovi da tutti i pensieri di separazione.

È tutto ciò che conta.

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209

34

Il nostro tempo insieme sta volgendo al termine. Sento che


questa conversazione si sta per concludere. Ma a proposito di
Amore... prima in questo dialogo hai detto che l’Amore è ciò
che sono io e che siamo tutti. Adesso dici che ci dobbiamo “ri-
cordare di amare”. Ma se tutti gli esseri umani sono già Amore,
che cosa c’è da ricordare?

Come amare. Ricordandovi che l’Amore è la vostra Vera


Identità, ricorderete come amare.

Se l’Amore è ciò che siamo, non capisco com’è possibile che


alcuni umani agiscano in modi così odiosi. L’abbiamo accen-
nato prima, quando ho raccontato che spesso mi sento poco
amorevole e che esistono persone che fanno cose orribili ai loro
simili – cose che non potrei concepire nemmeno nei miei mo-
menti peggiori.

Nessuno fa niente che considera odioso. Tutto ciò che le


persone fanno, lo fanno perché sono amorevoli.

Come?

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Ricordati sempre di questo: ogni atto è un atto d’amore.


Questo vale per tutti, senza eccezioni.

L’assassino? Lo stupratore? Il ladro? Il fanatico religioso? Il


razzista? Il tiranno? Il truffatore? Il ciarlatano?

Adesso osserva attentamente. Risvegliarsi significa osser-


vare attentamente.
Dietro qualsiasi decisione e azione di ogni essere senziente
c’è l’amore per qualcosa.
Per capire come mai un individuo o un gruppo di persone
fa qualcosa basta chiedere: “Che cosa amano così tanto da
sentire di dover fare questo?”.
Il problema non è che la gente non ama, ma che non sa
come amare.
Questo non giustifica in assoluto certe azioni, ma le spiega.
Maturando, una specie richiama alla memoria come espri-
mere amore puro.

Cosa intendi per “puro”?

L’amore “puro” è quello che non chiede niente in cambio.


L’amore puro è un atto di altruismo, basato sulla consape-
volezza che il Sé non ha bisogno di niente per essere per-
fettamente felice.
Questo è lo Stato Naturale della Devozione e la ragione per
cui Dio non esige niente da nessuno, tanto meno un’abietta
sottomissione o un’adorazione degradante, umiliante, avvi-
lente, servile e timorosa.

Quindi sai di aver dato amore puro se non ci guadagni nien-


te, oppure quando è addirittura svantaggioso per te.

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Questo sarebbe impossibile, perché per chi ama ogni


espressione di amore puro è benefica, nel senso che gli
permette di sperimentare Chi È Veramente nel modo più
intenso e pieno possibile.
Il fine ultimo della Vita Stessa è l’esperienza massima della
Divinità Stessa, attraverso l’espressione somma dell’Amore
Stesso, che è la definizione suprema di Dio Stesso.

È bellissimo. L’hai detto meravigliosamente. Ma è possibile


per un essere umano esprimere e sperimentare tutto questo?
Credo che stiamo tornando alla mia domanda sull’integrazio-
ne. Riuscirò mai a provare davvero questo tipo d’amore?

Non solo è possibile, ma ogni essere umano lo ha provato.


Non esiste persona sul Pianeta che non lo abbia già speri-
mentato.
Forse hanno provato questo tipo d’amore tenendo in brac-
cio un bambino, oppure l’hanno sentito per un luogo o un
oggetto fisico, persino per qualcosa di apparentemente in-
significante come il proprio cuscino preferito o un animale
di peluche. Forse hanno nutrito questo sentimento per una
pianta o un albero, un’alba o il cielo stellato.
Non hai mai provato amore per il cielo stellato?

Lo definirei stupore – stupore e apprezzamento.

Che rappresentano la forma più elevata di un amore che


non vuole, non riceve e non esige niente in cambio.
Tutti hanno provato questo tipo d’amore: è l’amore che nu-
tro per voi, per ognuno di voi.
Quando ami qualcosa solo per la sua bellezza, la sua me-
raviglia, la sua gioia e per la felicità che provi sentendo

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212

quell’energia ardere dentro di te e sprigionarsi da te, stai


donando amore puro.
Se ti aspetti una ricompensa, allora non hai amato qualcosa
o qualcuno, ma hai usato quel qualcosa o qualcuno come
mezzo per ottenerla. In pratica hai amato te stesso.

E che c’è di male nell’amare se stessi? Non è pur vero che


l’amore inizia dall’amore per se stessi?

Sì, ma l’amor proprio non si riceve dall’esterno: è l’amore


che il Sé dona al Sé solo per la bellezza, la meraviglia, la
gioia che prova nell’essere chi è veramente.
Così Dio ama il Sé Divino. Così io amo Me! Ed è così che
invito tutti ad amarSi.

Vorrei riuscirci, davvero: intendo dire totalmente, comple-


tamente, sempre. Ma per me è difficile farlo con tutti i miei
difetti, le mie manie, i miei errori.

Ci risiamo. Te lo dico ancora una volta, come ho già fatto in


tante altre occasioni: sei perfetto così come sei.
Come tu non vedi altro che bellezza e perfezione in un ne-
onato di un giorno, in un bebè di una settimana, in un lat-
tante di un mese e in un bambino di un anno, così io vedo
solo perfezione in te.
E sarebbe così anche se tu avessi cent’anni... anzi, mille
anni, perché sarebbero comunque meno di un singolo bat-
tito cardiaco nella vita dell’universo.
Stai crescendo ed espandendo, allargando e completando
l’esperienza del tuo Vero Sé attraverso la tua espressione
nel Reame Fisico su questo magnifico Pianeta che avete
chiamato Terra.

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C’incontreremo ancora in Perfetta Unione quando tornerai


a Casa e – come ti ho promesso – durante tutte le tue vite
non sarai mai, nemmeno per un istante, lontano da me.
Ti amo come ti ho sempre amato, con una purezza che non
chiede, cerca ed esige niente in cambio, perché Tu e Io sia-
mo Eternamente Uniti e questo è tutto ciò che il Nostro Sé
desidera.

Sono profondamente toccato dalle tue parole. Mi sento


commosso e rinnovato. Adesso voglio solo applicare tutto que-
sto nella mia vita.

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214

35

Voglio rendere tutto questo reale e vero per me nella mia


esperienza.
Questo dialogo contiene spunti meravigliosi, mi ha fornito
validi promemoria al momento giusto e mi ha offerto strumen-
ti potenzialmente efficaci. E so che per quanto mi riguarda,
le sedici voci della lista di differenze fra gli Esseri Altamente
Evoluti provenienti da un’Altra Dimensione e gli umani rimar-
ranno dei punti di riferimento nel mio viaggio. Ma adesso ho
bisogno di sapere e sentire che quest’idea del nostro risveglio
e progresso come specie non è solo un sogno impossibile, che
sembra molto bello, ma praticamente irrealizzabile per una
persona normale.
Insomma, quando questo dialogo finirà, non voglio tornare
alla “solita vita”.
Sai, posso basarmi solo sulla mia esperienza e so che in
momenti come questo tendo a scoraggiarmi un po’. Mi sento
ispirato dalle possibilità e scoraggiato dalle probabilità. Capisci
cosa intendo?

Certo. Eppure, se puoi basarti solo sulla tua esperienza, do-


vresti sentirti decisamente incoraggiato, non scoraggiato.

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Ma io sono solo un essere umano, non un essere illuminato


come Budda, Lao Tzu o Gesù.
Lo so che in fondo, alla base, siamo tutti uguali e che sono
“fatto della stessa stoffa” di tante creature meravigliose che
hanno irradiato la nostra civiltà con la loro saggezza, ma nella
vita non dimostro qualità che lo provino.

Invece sì. Ma torneremo su questo fra un minuto. Adesso


il tuo senso di inadeguatezza è perfetto. Te ne rendi conto,
vero?

A volte ho difficoltà persino ad accettare una visione così


benevola e apparentemente accurata dal punto di vista spiri-
tuale. Anzi, penso di essere troppo indulgente con me stesso
nel ritenere che è “perfetto” essere così lento nell’agire come
se fossi risvegliato al fatto che sono risvegliato; mi sembra un
espediente per giustificare i miei fallimenti passati e perdonare
quelli futuri.

Innanzitutto non c’è niente da perdonare, così come non


penseresti di dover “perdonare” un bambino di dieci anni
che sbaglia le tabelline, o uno di quattro anni che rovescia
una bibita durante la sua festa di compleanno. Non hai bi-
sogno di “perdonare”, perché capisci perfettamente come
ciò può avvenire. La comprensione sostituisce il perdono
nella mente del maestro.

Lo so, lo so. Me l’hai ripetuto spesso e riconosco sincera-


mente la logica pura e meravigliosamente generosa di questo
ragionamento. Ma a volte quest’idea di “perfezione” rappre-
senta per me una favolosa “uscita d’emergenza”. L’idea che “va
tutto bene” mi autorizza a sentire di non aver bisogno di lavo-
rare per migliorarmi.

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Be’, naturalmente non “hai bisogno” di farlo. Il bisogno non


c’entra. Qui nessuno sta dando dei voti. Nessuno giudica o puni-
sce. Non si tratta di bisogno, ma di desiderio.

Onestamente posso dire che il desiderio c’è. Davvero vorrei


eccellere in quello che hai sempre invitato tutti noi a fare: an-
nunciare e dichiarare, esprimere e realizzare, diventare e spe-
rimentare la versione più grandiosa della visione più fulgida
mai contemplata di Chi Siamo. Immagino di non riuscire a
considerare “perfetto” l’aver impiegato oltre settant’anni anche
solo a capire perché sono qui, tanto meno a viverlo.

Prova a pensare al tuo processo in questa maniera: se tu


avessi raggiunto anni fa il livello di manifestazione di… di-
ciamo, un Lao Tzu. Pensi che ti saresti ritrovato a porre le
domande che hanno riempito tremila pagine di nove libri?

Probabilmente no.

Probabilmente no?

Sicuramente no.

E allora potresti essere uno degli intervistatori più prolifici


della tua generazione. E credi che le domande che hai po-
sto e le risposte che hai ricevuto ti siano state utili?

Sì, senza dubbio.

E sono state utili ad altri?

Forse. C’è chi dice che queste domande e risposte lo sono


state, quindi stando a queste persone, la risposta è sì. Ma non

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voglio vantarmene. Mi sento umilmente onorato di questo e


voglio continuare a sentirmi così.

Ti sentirai come vorrai rispetto a qualsiasi cosa, in base alla


tua decisione riguardo a Chi Sei, Perché Sei Qui e come vuoi
manifestare tutto ciò.
Allora, puoi scegliere di sentire che è perfetto non aver rag-
giunto il livello di manifestazione di coloro che sono stati
considerati dei maestri?

Va bene. Ma adesso voglio di più. Immagino che potresti


definirlo un aumento del desiderio: voglio sapere che effetto
farebbe a me e ad altri membri della nostra specie essere consa-
pevoli di esserci risvegliati e come ci comporteremmo se comin-
ciassimo ad agire di conseguenza.

Se scegliete di agire come persone consapevoli di essere


risvegliate, dovrete fare tutta una serie di cose.

Oltre a quelle elencate nella lista delle sedici differenze fra


noi e gli EAE?

Sì, oltre a quelle.


Innanzitutto dovete sgombrare la mente dai pensieri nega-
tivi. Se dovesse affiorarne uno, scacciatelo subito pensando
deliberatamente a qualcos’altro.
Inoltre, amatevi pienamente così come siete. Questo vi per-
metterà d’amare pienamente tutti gli altri così come sono e
anche la vita così com’è, senza sentire il bisogno di cambia-
re qualcosa, ma considerando ogni esperienza un’occasio-
ne per imparare e creare un campo contestuale che vi offra
la possibilità di dimostrare Chi Siete.

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Raggiunto questo stato, vi renderete conto di non dover più


perdonare niente e nessuno, sapendo che il perdono non è
necessario né naturale per gli umani che sono consapevoli
di essere risvegliati. Il perdono, infatti, è un’azione conse-
guente a un torto subito, ma da esseri umani risvegliati i
torti non sono concepibili nell’esperienza della Divinità, che
rappresenta Chi Siete. Perciò nell’interazione con gli altri
sostituite il perdono con la comprensione, che sfocia na-
turalmente nell’indulgenza. La comprensione permette di
avere piena consapevolezza del dolore, della rabbia o della
tristezza che le persone che vi hanno ferito devono aver
provato per abbandonare la loro vera natura e comportarsi
come hanno fatto.
Inoltre, una persona risvegliata non piange la morte di qual-
cuno. Può dolersi della perdita, ma non della morte; anzi,
celebra i momenti d’amore e gioia condivisi e il fatto che
quella persona continua a vivere nella libera e sorprenden-
te espressione del suo processo evolutivo. Analogamente,
non piange né teme la propria morte.
Infine, una persona risvegliata sa che tutto è energia in vi-
brazione. Tutto. Quindi presta molta più attenzione alla vi-
brazione di ciò che mangia, indossa, guarda, legge, ascolta
e soprattutto a ciò che pensa, dice e fa. Se ritiene che la
propria energia e l’energia vitale che crea intorno a sé non
sono in risonanza con la consapevolezza suprema di Chi È
e con la manifestazione che desidera offrire, ne regola la
vibrazione.

Mi sembra una lista impegnativa... Capisci? È in questi mo-


menti che mi sento scoraggiato. Per esperienza personale, so
che si tratta di obiettivi molto difficili da raggiungere, di com-
portamenti tipici di maestri ardui da emulare.

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A dire il vero, la tua esperienza è stata l’esatto contrario.

Io... non capisco cosa vuoi dire.

Che tutte queste esperienze le hai già vissute.


Ti è già capitato di allontanare pensieri negativi e di cambia-
re idea su qualcosa.
Ti è già capitato di amare pienamente te stesso, gli altri e la
vita, senza avere l’esigenza di ricevere qualcosa in cambio,
anche quando non tutto era di tuo gradimento.
Ti è già capitato di non aver bisogno di perdonare qualcuno
per quello che aveva fatto, avendo compreso il come e il
perché delle sue azioni, pur non condividendole né giusti-
ficandole.
Ti è già capitato di passare dal lutto alla celebrazione della
morte di qualcuno e ci sono anche stati momenti in cui non
hai temuto la tua stessa dipartita.
Infine, tante volte hai sentito la vibrazione del momento,
di qualcosa che stavi emanando, di qualcosa che venivi in-
vitato a mangiare, indossare o fare, e hai reagito a quel-
la vibrazione cambiando la frequenza della tua energia e
prendendo una decisione su quello che venivi invitato ad
accogliere o sperimentare.
Tutti avete fatto tutto questo. Perciò nessuna di queste cose
è al di sopra delle vostre capacità. Nemmeno un solo aspet-
to di quanto esposto va al di là della vostra comprensione.
Nulla di quanto è stato descritto qui supera il vostro livello
di competenza in quanto esseri senzienti.
Dovete solo decidere di essere così più spesso.

Oh Cielo! Non avrei mai immaginato che potesse essere


così semplice.

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Può essere così semplice.

Pensi che ce la posso fare? Pensi che qualcuno di noi ce la


possa fare? Lo so che continuo a fare la stessa domanda, ma...

Certo che puoi. Basta prendere atto di un comportamento


che non ti è utile e sostituirlo rispondendo agli inviti del-
la vita che scegli adesso. Non hai mai cambiato quelle che
chiamate “cattive abitudini”?

Sì, l’ho fatto. Gran parte di noi può vantare qualche succes-
so in questo campo.

Appunto. E che cosa ti ha spinto a cambiare un’abitudine?

Volevo farlo. Ho solo deciso che volevo farlo.

E cosa te l’ha fatto decidere?

Ripensandoci, immagino che sia stata questione di deside-


rio: non desideravo più mostrare o avere quel comportamento.
In ogni caso, la più grande abitudine che ho perso è il fumo.
Ho fumato per più di vent’anni e sono arrivato fino a un pac-
chetto e mezzo di sigarette al giorno. Poi a un certo punto ho
deciso di smettere, di punto in bianco: un giorno fumavo e il
giorno dopo no. È successo trent’anni fa. E non è l’unica catti-
va abitudine che ho perso.

Quindi hai dimostrato la tua capacità di cambiare improvvi-


samente un comportamento che andava avanti da decenni.

Sì.

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Allora per te passare dall’essere una persona risvegliata che


non sa di esserlo o non agisce di conseguenza, a una per-
sona consapevole di essere risvegliata che sceglie di agire
come tale, è solo questione di fare un passo, di prendere
una decisione, come hai detto all’inizio di questa conver-
sazione.
E puoi facilmente fare quel passo, quella mossa, perché –
diversamente dal perdere una cattiva abitudine – qui non si
tratta nemmeno di adottare un comportamento completa-
mente nuovo. Basta fare quello che hai già fatto nella vita e
di ripeterlo più spesso che puoi.

Sai, non ci avevo mai pensato in questi termini. Non avevo


mai considerato che ognuno di questi comportamenti consiste-
va in cose che avevo già fatto. Mi sembravano mete da raggiun-
gere, non azioni che venivo invitato a ripetere. Mi sembravano
abilità da acquisire, non atteggiamenti da riproporre.
Adesso mi rendo conto di qualcosa per la prima volta: che
posso arrivare dove voglio più facilmente di quanto pensassi,
perché ci sono già stato, conosco la strada. Lo trovo entusiasman-
te. Questo mi conforta, m’incoraggia!
Non devo reinventare me stesso, ma solo ripristinarmi, ripren-
dermi, risintonizzarmi con dei momenti della mia vita che ho
già vissuto.

Questo è un grande risveglio. Adesso sei risvegliato al fatto


che sei già risvegliato.

Non c’è molto altro da dire, vero?

No, non c’è.

Allora finisce qui?

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Finisce qui.

Grazie, Dio. Grazie, mio caro amico. Ricorderò sempre


quest’esperienza e te ne sarò grato sino alla fine dei miei giorni.

Che non arriverà mai.

Che non arriverà mai. Amen e ancora amen.

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Epilogo

Mio caro, carissimo compagno di avventura...


Non è facile, vero?
Mi riferisco a questo viaggio che chiamiamo vita.
Per gran parte di noi non è facile. Prevede fin troppi mo-
menti di tristezza e dramma. Anche di felicità, sì. E momenti
di immensa gioia, certo. Ma è innegabile che i dispiaceri e il
cuore che continua a spezzarsi possono metterci alla prova. Lo
sanno persino gli ottimisti che qualche volta è più difficile al-
zarsi la mattina e che la sera può capitare di portare a letto con
sé il peso e il ricordo degli eventi.
Per cinquant’anni ho continuato a dire a me stesso: “Ci
dev’essere un motivo, uno scopo. Tutto questo deve far parte
di un processo più ampio che ci coinvolge tutti. La vita deve
essere più di una serie di eventi casuali che tutti subiamo, con
il campanello finale che suona quando meno ce lo aspettiamo.”
Le conversazioni con Dio iniziate appena superati i quaran-
tanove anni (cioè ventiquattro anni fa) mi hanno convinto che
questo è vero. E quest’ultimo dialogo – totalmente inaspettato
e ricco di sorprese – mi ha confermato tutto.
Certo, potrei anche aver frainteso, non credere che non me
ne renda conto. Ci penso sempre.
224

In molti mi hanno fatto praticamente la stessa domanda:


“hai qualche dubbio sull’esperienza che hai vissuto o sulle in-
formazioni che hai ricevuto?”.
Ho dato a tutti la stessa risposta:
“Il giorno in cui smetterò di avere dubbi sarà il giorno in cui
diventerò pericoloso, e non ho alcuna intenzione di diventarlo.”
Quindi voglio dire anche a te di dubitare, e di seguire sem-
pre uno dei consigli che Dio ha voluto condividere con me nel
corso di questi lunghi anni: “Non credete ciecamente a quello
che dico. Limitatevi a viverlo e a sperimentarlo.”
Facciamo bene a rimanere l’unica autorità per tutto ciò che
riguarda il nostro Sé e l’anima. Nessuno può dirci quello che
dev’essere vero per noi e nessuno dovrebbe provare a farlo.
Cosa fosse vero per me è diventato molto chiaro quando
lessi i consigli e i suggerimenti su come avrei potuto vivere la
mia vita contenuti nel dialogo di Conversazioni con Dio, e non
potei fare a meno di pensare: “Vorrei che qualcuno mi avesse
detto queste cose cinquant’anni fa. Non riesco a immaginare
una maniera migliore di vivere.”
Sono pienamente consapevole che non tutti saranno d’ac-
cordo. Non tutti entreranno in risonanza con quanto è scrit-
to in queste pagine. Alcuni potrebbero considerarlo bizzarro
e stravagante; altri diranno cose ben peggiori, etichettandolo
come blasfemo ed eretico. Voglio assicurarti che rispetto qual-
siasi punto di vista, purché sia sincero, onesto ed espresso senza
violenza.
Stiamo affrontando un argomento molto delicato ed è bene
procedere con cautela. Non solo si tratta del nostro rapporto
con il Divino, ma anche se esista un “Dio”. E non è poca cosa.
La nostra visione di tutto questo è significativa, perché la
maggior parte degli esseri umani prima o poi desidera arden-
temente attribuire un qualche significato alla vita. Senza quel

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significato, senza uno scopo, ben presto molti di noi si ritrova-


no ad arrancare faticosamente, provando la tristezza di cui ho
parlato prima.
Passiamo l’esistenza a cercare di trarre il meglio da qualcosa
che non riusciamo nemmeno a capire, vivendo stancamente i
nostri giorni e le nostre notti impegnati in attività sempre più
inutili, vuote e insensate, che non chiariscono niente, produco-
no poco e generano solo altre cose da fare. Nel frattempo non
sappiamo esattamente dove ci stiamo dirigendo, ma comunque
verso una fine certa che chiamiamo morte, in previsione della
quale non proviamo altro che una sensazione amplificata d’i-
nutilità.
E così continuiamo a smaniare e ricercare.
Riflettendo su tutto questo mentre scrivo, mi rendo conto
che accogliere l’ipotesi che esista un qualche tipo di Potere Su-
periore può garantire il raggiungimento di una certa chiarezza.
Dio ha detto a tutti noi: “Cerca e troverai, bussa e ti sarà
aperto.” Attraverso la nostra comunicazione con il Divino, po-
tremmo benissimo ricordare che c’è in gioco qualcosa di più
grande. Potremmo ricevere informazioni che renderebbero im-
provvisamente evidente la “vastità” di tutto ciò che esiste e av-
viene. In effetti, il libro che stai leggendo potrebbe essere parte
di questo processo che sta avvenendo proprio adesso.
Non credo che la nostra relazione con il Divino sia stata
concepita come un incontro unilaterale. Ritengo invece che sia
intesa a donare conforto, a fornire un obiettivo degno di dedi-
zione, impegno, tempo e sforzo.
Perciò t’incoraggio a intraprendere tutti i giorni una tua
conversazione personale con Dio nella forma che ritieni più
naturale e benefica per te, in base alle tue tradizioni e ai tuoi
sentimenti più intimi. Chiamala come preferisci: preghiera,
meditazione, ispirazione o altro. E se il mio dialogo con Dio

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t’ispira ad avviarne uno personale, la pubblicazione di questo


libro avrà raggiunto il suo scopo.
Se ti senti in armonia con il materiale esposto in Conver-
sazioni con Dio, troverai in questo testo tutto ciò di cui hai bi-
sogno per integrare più pienamente questi messaggi nella tua
vita. Basterà recepire e applicare i sedici punti che descrivono le
differenze fra esseri umani ed Esseri Altamente Evoluti, usare
regolarmente i sette strumenti presentati nella sezione dedicata
all’integrazione e ripetere i comportamenti quotidiani che hai
già dimostrato di padroneggiare. Poi non sorprenderti se ve-
drai cambiare la vita davanti ai tuoi occhi.
Adesso lasciami condividere con te alcune riflessioni finali,
scritte e aggiunte a questo libro diverse settimane dopo aver
ultimato il resto del testo.
Alcuni mesi fa sono stato sottoposto a un intervento a cuore
aperto: un bypass quintuplo. Avevo saputo di averne bisogno
solo pochi giorni prima, quando un angiogramma aveva con-
fermato il sospetto che al mio vecchio cuore stava succeden-
do qualcosa. Non mi sentivo bene e avevo pensato che fosse il
caso di farmi visitare. Quella decisione ha salvato la mia vita.
Ho scoperto che cinque arterie che arrivavano al cuore erano
ostruite, una al 98 per cento.
Sto condividendo queste informazioni molto personali per
un motivo, che non è quello di ottenere la tua solidarietà, ma
la tua attenzione.
Questa vita, questo viaggio che tu e io stiamo percorrendo
mano nella mano, non andrà avanti per sempre, non nella sua
forma attuale. La nostra esistenza è eterna, ma le nostre vite
non lo sono.
L’ho capito in modo forte e chiaro. Quando ti aprono il pet-
to, ti fermano il cuore, attaccano il tuo corpo a una macchina
che ti fa circolare il sangue e respirare per tre ore, poi vieni
richiuso e ricucito, il messaggio diventa chiaro: non sei il tuo

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corpo. Il corpo è qualcosa che hai, non qualcosa che sei. Quello
che sei è eterno, quello che hai non lo è.
La poetessa americana Em Claire (sono molto felice di po-
ter dire che è la mia amata moglie) ha colto perfettamente que-
sta realtà nella sua poesia Precious Occurrence [Evento prezioso]:

Sono un evento prezioso


e non mi resta molto tempo.

Noi siamo un evento prezioso.

E per quanto tempo pensiamo di avere,


non ne abbiamo molto.

Passiamo troppo tempo


a correre
da un volto all’altro
chiedendo: “Come mi chiamo?”.

Se ancora non lo sai


o l’hai dimenticato,
resta in silenzio, vai dentro di te
e rispondi.

Tu sei un Evento Prezioso.

Dicci il tuo nome.

L’esperienza dell’intervento a cuore aperto mi ha fatto ri-


flettere a lungo, dal giorno dopo l’operazione fino a questo mo-
mento in cui sto scrivendo. Che cosa voglio fare con il tempo
che resta al mio corpo attuale?

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Se è per questo, che cosa vogliamo fare tutti noi? Cioè, per-
ché siamo qui? Alla fine di questa attuale incarnazione, che
cosa conterà davvero?
Siamo su questa Terra per conquistare il ragazzo, la ragaz-
za, l’automobile, il lavoro, il coniuge, i figli, la casa, un lavoro
migliore, un’automobile migliore, una casa migliore, i nipoti,
avere il nostro nome sulla porta dell’ufficio, l’orologio d’oro
quando andiamo in pensione, la crociera, la malattia e poi to-
glierci di mezzo? È questa la formula della nostra vita?
Non possiamo fare niente di più? Abbiamo mai potuto fare
qualcosa di più?
Poi ho riflettuto sulla questione del risveglio. Esiste davvero?
Sto alimentando quest’idea per avere qualcosa da fare che sia
meno banale della semplice sopravvivenza?
Poi mi sono detto: “Aspetta un attimo, Dio ti ha appena
dato un libro. Qual è il suo messaggio più importante? Forse
dovresti cercare di capirlo.”
Così ho riletto questo libro dalla prima all’ultima pagina e
ho deciso che il messaggio più importante è questo: “Sei già
risvegliato, solo che non lo sai.”
Adesso penso che questa sia la mia opportunità, il mio mo-
mento non per cercare di risvegliarmi, ma per impegnarmi a
comportarmi in modo tale da dimostrare che lo sono già – con
ogni pensiero, parola, gesto, azione, scelta o decisione, da que-
sto momento in poi.
Mi sono candidato e desidero invitare anche te a fare lo stesso.
Questo è il momento perfetto per il nostro avanzamento,
come individui e come specie. Non dev’essere una fatica o un
fardello. Può essere una gioia. Esprimere tutti i giorni la parte
migliore di noi sarà meraviglioso. Tutto quello che dobbiamo
fare è togliere di mezzo la paura e la negatività.
Proviamoci. Solo per una settimana. No, solo per un giorno.
Stiamo attenti a quello che pensiamo e diciamo. Contiamo le

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229

volte in cui la negatività affiora nei nostri pensieri e nelle parole


che usiamo in qualsiasi circostanza. Contiamo le volte in cui
aggiungono energia positiva e vibrazioni benefiche al momento
che viviamo o se lo svuotano di significato.
Poi accettiamo l’invito della Divinità e diciamo a noi stes-
si davanti a ogni incontro, ogni interazione, ogni esperienza
condivisa: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in
abbondanza.”
Lasciamo che questo crei il contesto di tutte le nostre
espressioni intellettuali, emozionali e fisiche che ci aiutano ad
attuare i cambiamenti.
Pensi che sia possibile farlo? E credi che facendolo miglio-
reremmo il mondo?
Ah, ma questa è la vera domanda: perché dovremmo sco-
modarci? Non è un compito facile. Mettere da parte secoli – no,
millenni – di tendenze, inclinazioni, predilezioni e propensioni
umane non è qualcosa che si può fare dall’oggi al domani. Per
riuscirci, bisogna coltivare un pensiero rinnovato, concepire la
vita, il rapporto con gli altri e con il mondo in modo nuovo.
Perché fare tutto ciò? Perché non limitarsi a conquistare il
ragazzo, la ragazza, l’automobile, il lavoro, il coniuge, la casa, i
figli eccetera, in una vita che non abbia altri scopi?
Perché siamo qui per fare più di questo.
Non siamo venuti per partecipare al gioco in cui vince chi ha più
balocchi. Non siamo venuti qui per affannarci dalla nascita alla
morte sperando di cavarcela, limitando i danni e cercando di rag-
giungere il massimo livello di ciò che definiamo “ felicità” e “successo”.
Pensiamo davvero che debba essere questa la Somma Totale dell’E-
sperienza Terrena?
Ma c’è un altro motivo per scomodarci.
Il mondo che desideri lasciare ai tuoi figli e ai tuoi nipoti non può
continuare a esistere così com’è; non sarà sostenibile se “conquistare il

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ragazzo, la ragazza, l’automobile, il lavoro” saranno le uniche cose


che gli esseri umani continueranno a fare.
È tempo che la nostra specie si risvegli e progredisca, che
tutti noi diventiamo consapevoli di Chi Siamo, Perché Siamo
Qui e qual è lo Scopo di Tutta la Vita.
L’unico scopo della vita è quello di esistere?
Sicuramente no. Dev’esserci ben altro.
E c’è. Lo spiegano chiaramente nei miei libri. Io li consulto
tutti i giorni perché penso che siano la Risposta al Mistero
più Grande della Vita, e credo che possano aiutare anche te a
trovare la Tua Risposta. Potrai essere d’accordo o in disaccordo
con quanto è offerto in questi testi, ma in ogni caso ti avvicine-
rai alla tua verità più profonda.
Così potrai viverla pienamente.
E poi risveglierai la specie. Perché chi vive appieno la pro-
pria verità più intima riguardo a se stesso e allo scopo della vita
non può fare a meno di trasmetterlo agli altri restituendoli a se
stessi, svegliandoli dal torpore dell’oblio, facendo da specchio
alle loro speranze più grandi e ai loro pensieri più sublimi.
Questo è l’invito che ci viene rivolto, la nostra opportunità,
il prossimo passo nella nostra evoluzione. E progredire in que-
sto senso è lo scopo di tutta la vita, perché l’anima si esprime
attraverso l’avanzamento, l’espansione, il divenire. Eternamente,
perennemente e per sempre.
Questa è la delizia di Dio, insita in ogni cosa vivente.
T’invito a lasciare che sia anche la tua delizia.

Con tutto il mio amore,


Neale Donald Walsch

P.S. Non posso concludere questa nota finale senza espri-


mere la mia più profonda gratitudine a mia moglie Em, che è
stata il mio sostegno nei momenti di dubbio, la mia guida nei

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231

momenti di confusione e l’anima gemella che mi ha accettato


e amato incondizionatamente ogni volta che percepiva in me la
minima traccia di una momentanea tentazione d’immaginare
che fossi tutto solo in questo Viaggio.
Finalmente ho trovato la mia metà in questa vita. Sapevo
che era possibile. Ne ero sicuro. Ma sì, mi rendo conto che
è estremamente raro. La mia più grande gioia è che adesso
posso dirti con assoluta certezza che l’amore di Dio può essere
espresso dagli esseri umani qui sulla Terra. La mia adorata Em
ne è la prova vivente.
Le espressioni poetiche di Em continuano a ispirarmi e per
questo desidero concludere con un’altra sua poesia, perché sia
di conforto anche a te.
Mentre ritorno alla contemplazione di Dio, così come lo
intendo io, cui questo nuovo dialogo mi chiama, sento di voler
condividere con il mondo l’intrigante interrogativo, spiritual-
mente rilevante, al quale ci invita la poesia di Em, tratta dal
suo libro Home Remembers Me [La mia casa si ricorda di me].
Non riesco a pensare a un modo migliore di concludere
quest’ultima conversazione con Dio.

Non so se il mio Dio


è uguale al tuo Dio:

È fatto d’Amore?

Vuole per te quello che tu vuoi per te?

Ti viene incontro a braccia aperte,


senza chiedere niente, ma pronto a dare tutto?

Ti parla sommessamente di Luce


e di Quiete, ti indica uno qualsiasi

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dei sentieri per raggiungerle?

Ti ricorda la tua Visione?


Ti ricorda la tua Comprensione?
Ti ricorda l’Amante più gentile
mai sognato, mentre ti dona un conforto
che si propaga in tutto il corpo
e accarezza via la stanchezza dal cuore?

È mai in ritardo?

È mai svanito?

È fatto d’Amore?

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Appendice

UNA PANORAMICA DEL MATERIALE PRESENTA-


TO IN QUESTA SERIE DI LIBRI

Seguono 50 domande e risposte sui principali temi che i testi


delle Conversazioni con Dio hanno offerto all’attenzione dell’u-
manità. Possono essere usate come test o per lasciarsi ispirare
scoprendo la vastità e la portata degli argomenti affrontati.

Domanda #1:
Quali sono le Tre Dichiarazioni di Verità Ultima?

Risposta #1:
1. Siamo tutti uno.
2. C’è abbastanza per tutti.
3. Non c’è niente che devi fare.

Domanda #2:
Per favore, spiega il Paradigma Essere-Fare-Avere.

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Risposta #2:
Molti pensano che se FANNO questo, AVRANNO quello
e SARANNO felici. Le conversazioni con Dio ci dicono che
gran parte di noi concepisce il flusso della vita al contrario e
c’invitano innanzitutto a ESSERE; poi da quello stato d’ani-
mo scaturisce ciò che FACCIAMO e ABBIAMO, creando
un’esperienza più gioiosa.

Domanda #3:
Quali sono i Cinque Atteggiamenti della Devozione?

Risposta #3:
Dio è sempre Gioioso, Amorevole, Tollerante e Grato.

Domanda #4:
Per favore, enuncia la Legge degli Opposti e come funziona.

Risposta #4:
“In assenza di quello che non sei, quello che sei non è.” Nel
Reame Fisico (detto anche Reame Relativo) niente esiste senza
il suo opposto. Nel momento in cui dichiari di essere qualcosa,
tutto ciò che è diverso entrerà a far parte della tua esperienza.
Questo ti permette di conoscere te stesso per quello che hai
dichiarato di essere: non puoi sapere che cos’è il “caldo” fin-
ché non sperimenti il “freddo”; non puoi conoscere la “velocità”
senza aver provato la “lentezza”; non puoi dire di essere “alto”
se non esistesse niente o nessuno di “basso” a cui paragonarti
eccetera.

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Domanda #5:
Che cos’è una “Dicotomia Divina”?

Risposta #5:
Si riferisce a situazioni in cui due verità apparentemente con-
traddittorie coesistono simultaneamente nello stesso spazio.
In questi casi, invece di scegliere una verità escludendo l’altra,
si offre la possibilità di accoglierle entrambe sostituendo “o/o”
con “sia/sia”.

Domanda #6:
Che cosa sono i Dieci Impegni?

Risposta #6:
Dio si è impegnato a fornirci “segnali certi e sicuri” che siamo
sulla buona strada per interagire con Lui. Ci sono alcune cose
che farai spontaneamente e automaticamente, così saprai di essere
sul Cammino. Dio disse: “Saprai di essere sul Cammino di
Dio perché ti manderò questi segnali. Quando sei sul Cammi-
no di Dio...”:

1. Amerai Dio con tutto il tuo cuore, tutta la mente e tutta


l’anima.
2. Non userai il nome di Dio invano e non lo invocherai per
motivi futili.
3. Dedicherai un giorno a Dio per riconnetterti con il tuo Sé
Divino e non restare troppo a lungo nella tua illusione.
4. Onorerai tua madre e tuo padre.

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5. Non ucciderai volontariamente senza motivo. Questo vale


per tutte le forme di vita, non solo gli esseri umani.
6. Non profanerai la purezza dell’amore con la disonestà o
l’inganno.
7. Non ruberai, imbroglierai o tramerai a danno di qualcuno.
8. Non mentirai.
9. Non desidererai il coniuge del tuo prossimo, perché saprai
che tutti gli altri sono il tuo coniuge.
10. Non desidererai i beni del tuo prossimo, perché saprai che
tutti i beni possono essere tuoi e che tutti i tuoi beni ap-
partengono al mondo.

Domanda #7:
Che cosa sono le Verità Une e Trine?

Risposta #7:
La Verità Una e Trina è che tutta la vita è una Trinità, o una
Realtà Una e Trina, quindi ogni suo aspetto ha una qualità di
“tre in uno”.
Ecco altri ambiti in cui si manifesta questo aspetto 3-in-1: di-
ciamo che qualcosa è Fisico, Non-fisico o Metafisico; parliamo
di Sapere, Sperimentare ed Essere; di Superconscio, Conscio
e Subconscio; di Corpo, Mente e Spirito; affermiamo che il
nostro universo è fatto di Energia, Materia o Antimateria; so-
steniamo che l’attività umana si esprime con Pensieri, Parole
e Fatti; cataloghiamo il tempo in Passato, Presente e Futuro;
riferendoci a luoghi e spazi, diciamo Qui, Là o Tra.

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Domanda #8:
Indica le Tre Leggi della Realtà.

Risposta #8:
1. Il pensiero è creativo, e il pensiero collettivo crea colletti-
vamente.
2. La paura attrae energie affini, quindi attrai quello che temi.
3. L’amore è l’unica cosa che conta.

Domanda #9:
Indica le Tre Funzioni della Vita.

Risposta #9:
1. La funzione dell’anima consiste nell’indicare i suoi deside-
ri (non nell’imporli).
2. La funzione della mente è quella di scegliere fra le varie
alternative.
3. La funzione del corpo è quella di agire in base a tale scelta.

Domanda #10:
Quali sono i Sei Segni della Decisione di Vivere Consapevol-
mente?

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Risposta #10:
1. Fino a poco tempo fa volevamo solo stare qui (nel Reame
Fisico). Adesso vogliamo solo andarcene (tornare nel Re-
ame Spirituale). Pensavamo che il nostro Istinto Prima-
rio fosse la Sopravvivenza. Adesso sappiamo che il nostro
Istinto Primario è l’espressione della Divinità.
2. Fino a poco tempo fa uccidevamo le cose. Adesso non riu-
sciamo a uccidere niente senza sapere esattamente che cosa
stiamo facendo e perché.
3. Fino a poco tempo fa vivevamo come se non avessimo uno
scopo. Adesso sappiamo che la vita ha solo lo scopo che le
attribuiamo.
4. Fino a poco tempo fa pregavamo Dio di darci la verità.
Adesso diciamo a Dio la nostra verità.
5. Fino a poco tempo fa cercavamo di diventare ricchi e famo-
si. Adesso cerchiamo di essere meravigliosamente noi stessi.
6. Fino a poco tempo fa avevamo paura di Dio. Adesso amia-
mo Dio tanto da ritenerlo nostro pari.

Domanda #11:
Per favore spiega la frase: “Ciò a cui resisti, persiste.”

Risposta #11:
Quando opponi resistenza a qualcosa, le conferisci energia,
continuando così a crearla nella tua realtà. Se una cosa non
ti piace, invece di resisterle, guardala dritta negli occhi finché
non cessa di avere la sua forma illusoria; cioè, guardala finché
non diventa un libro aperto in cui vedrai la Realtà Ultima.

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Domanda #12:
Qual è lo scopo dell’anima?

Risposta #12:
Trasformare il più sublime concetto di Sé nella sua esperienza
più sublime.

Domanda #13:
Indica quali sono i due Pensieri Basilari da cui derivano tutti
gli altri Pensieri.

Risposta #13:
L’Amore e la Paura.

Domanda #14:
Spiega la differenza fra dolore e sofferenza.

Risposta #14:
Il dolore è una sensazione fisica o mentale causata da uno stimo-
lo. La sofferenza è quello che decidi di provare al riguardo: nasce
dalla decisione che qualcosa che sta succedendo non dovrebbe
accadere. La sofferenza finisce quando la persona decide con-
sapevolmente di gestire un dolore specifico in modo nuovo. Nel
caso di un dolore fisico o emozionale, la sofferenza può essere
mitigata o eliminata decidendo di amare quello che sta accaden-
do, sapendo che alla fine avrà contribuito al nostro bene superio-
re. In questa maniera eliminiamo l’atteggiamento vittimistico.

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Domanda #15:
Completa la frase seguente: Le relazioni funzionano al meglio
quando tu...

Risposta #15:
... fai la cosa migliore per te.

Domanda #16:
Completa la frase seguente: La vita procede in base...

Risposta #16:
... alle tue intenzioni. w

Domanda #17:
Completa la frase seguente: Tutti i veri vantaggi sono...

Risposta #17:
... reciproci.

Domanda #18:
Completa la frase seguente: Ogni azione è un atto di...

Risposta #18:
... autodefinizione.

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Domanda #19:
Dio dice che non puoi avere tutto ciò che vuoi. Perché?

Risposta #19:
Perché il solo fatto di volere qualcosa dice all’universo che non
ce l’hai, quindi l’universo non può che riflettere questo nella
tua realtà. Finisci per “volere ancora di più di quello che vuoi”,
perché Dio dice sempre di sì al tuo Pensiero Basilare.

Domanda #20:
Quali sono i Cinque Livelli del Dire la Verità?

Risposta #20:
1. Dire a te stesso la verità su te stesso.
2. Dire a te stesso la verità su qualcun altro.
3. Dire a qualcun altro la verità su te stesso.
4. Dire a qualcun altro la verità su di sé.
5. Dire a tutti la verità su tutto.

Domanda #21:
Quali sono i Tre Concetti Basilari della Vita Olistica?

Risposta #21:
1. Consapevolezza
2. Onestà

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3. Responsabilità

Domanda #22:
Indica i Tre Strumenti della Creazione.

Risposta #22:
1. Pensiero
2. Parola
3. Azione

Domanda #23:
Elenca i Sette Passi per fare Amicizia con Dio.

Risposta #23:
1. Conoscere Dio.
2. Fidarsi di Dio.
3. Amare Dio.
4. Accogliere Dio.
5. Usare Dio.
6. Aiutare Dio.
7. Ringraziare Dio.

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Domanda #24:
Le conversazioni con Dio dicono che ci sono Tre Principi di
Vita Fondamentali. Il primo è la Funzionalità. Indica gli altri.

Risposta #24:
2. Adattabilità
3. Sostenibilità

Domanda #25:
Qual è il Nuovo Vangelo in quindici parole?

Risposta #25:
Siamo tutti Uno. Il nostro non è un modo migliore, ma solo
uno dei modi.

Domanda #26:
Le Due Domande Magiche sono: È questo ciò che sono? E...

Risposta #26:
Che cosa farebbe adesso l’Amore?

Domanda #27:
Indica i Quattro Livelli di Coscienza.

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Risposta #27:
1. Subconscio
2. Conscio
3. Superconscio
4. Supraconscio

Domanda #28:
Esistono sei Livelli di Conoscenza. Indicane almeno tre.

Risposta #28:
1. C’è chi non sa e non sa di non sapere. Si tratta dei bambi-
ni: allevali con amore.
2. C’è chi non sa e sa di non sapere. Sono disposti a imparare:
sii il loro insegnante.
3. C’è chi non sa, ma pensa di sapere. Sono pericolosi: evitali.
4. C’è chi sa, ma non sa di sapere. Sono avvolti nel sonno:
risvegliali.
5. C’è chi sa, ma finge di non sapere. Sono attori: divertiti
con loro, ma non lasciarti coinvolgere dai drammi che in-
scenano.
6. C’è chi sa e sa di sapere. Non li seguire, perché se sanno
di sapere, non ti permetterebbero di farlo. Ma ascolta atten-
tamente quello che hanno da dire, perché potrebbero farti
tornare in mente quello che già sai. Potrebbe essere proprio
per questo che li hai richiamati a te.

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Domanda #29:
Quali sono i tre Livelli di Consapevolezza? (Indizio: il primo
è la Speranza.)

Risposta #29:
1. Speranza
2. Fede (Fiducia)
3. Conoscenza
La speranza è il primo livello di consapevolezza. È molto me-
glio dell’essere “senza speranza”, ma è un livello di consapevo-
lezza elementare, in quanto implica che l’esito positivo di una
certa situazione è una possibilità, non una garanzia. Quindi si
dice che una persona “spera”.

La fede è il secondo livello di consapevolezza. Ha più energia


della “speranza”, perché suggerisce che, anche se risvolti nega-
tivi sono possibili, in questo caso particolare un esito positivo è
assicurato. Quindi si dice che la persona “ha fede”.

La conoscenza è il livello di consapevolezza più elevato. È su-


periore alla “speranza” e alla “fede”: dichiara implicitamente
che non sono possibili risultati negativi in nessuna circostanza,
tutti i risultati sono positivi, quindi accolti e non respinti, dato
che ci fanno evolvere nel nostro cammino e ci riconducono a
Casa. Così diciamo di “sapere” che non ci può accadere niente
di “male”, mai. Naturalmente questo è vero in base a chi e a
cosa siamo.

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Domanda #30:
Elenca le Dieci Illusioni degli esseri umani.

Risposta #30:
1. Esiste il bisogno.
2. Esiste il fallimento.
3. Esiste la divisione.
4. Esiste l’insufficienza.
5. Esiste l’obbligo.
6. Esiste il giudizio.
7. Esiste la condanna.
8. Esiste il condizionamento.
9. Esiste la superiorità.
10. Esiste l’ignoranza.

Domanda #31:
Qual è la Storia Culturale che l’umanità ha creato in base a
queste illusioni? (Indizio: sono dieci punti.)

Risposta #31:
A causa delle Dieci Illusioni, siamo giunti a credere erronea-
mente che...

1. Dio ha un piano. (Esiste il bisogno.)


2. L’esito della vita è incerto. (Esiste il fallimento.)

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3. Siamo separati da Dio. (Esiste la divisione.)


4. Non c’è abbastanza. (Esiste l’insufficienza.)
5. C’è qualcosa che dobbiamo fare. (Esiste l’obbligo.)
6. Se non lo facciamo, verremo puniti. (Esiste il giudizio.)
7. Quella punizione è la dannazione eterna. (Esiste la con-
danna.)
8. Quindi l’amore è condizionato. (Esiste il condizionamen-
to.)
9. Conoscere e soddisfare le condizioni ci rende superiori.
(Esiste la superiorità.)
10. Non sappiamo che queste sono solo illusioni. (Esiste l’i-
gnoranza.)

Domanda #32:
Che cos’è il Processo della Triade?

Risposta #32:
Il Processo della Triade è un modo di usare le illusioni per
percepire noi stessi in maniera totalmente diversa. Possiamo
applicarlo a qualsiasi situazione della vita in cui ci troviamo di
fronte a un’illusione. Il Processo consiste nel...

1. Vedere l’illusione per quello che è.


2. Decidere che cosa significa.
3. Ricreare noi stessi diversamente.

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Domanda #33:
Completa la frase seguente: In assenza di quello che non sei...

Risposta #33:
... quello che sei non è.

Domanda #34:
Indica le Cinque False Credenze Riguardo a Dio e le Cinque
False Credenze Riguardo alla Vita.

Risposta #34:
Le Cinque False Credenze Riguardo a Dio:

1. Le persone credono che Dio abbia bisogno di qualcosa.


2. Le persone credono che Dio possa non ottenere ciò di cui
ha bisogno.
3. Le persone credono che Dio si sia separato da loro perché
non sono riuscite a dargli ciò di cui ha bisogno.
4. Le persone credono che Dio abbia bisogno di qualcosa al
punto da pretendere che loro glielo diano dalla loro posi-
zione separata.
5. Le persone credono che Dio le distruggerà se non gli da-
ranno ciò di cui ha bisogno.

Le Cinque False Credenze Riguardo alla Vita:

1. Le persone sono separate le une dalle altre.

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2. Non c’è abbastanza di ciò di cui le persone hanno bisogno


per essere felici.
3. Le persone pensano di dover competere per procurarsi ciò
di cui credono non ci sia abbastanza.
4. Alcune persone sono migliori di altre.
5. È accettabile che le persone si uccidano fra loro per appia-
nare le divergenze create da tutte le altre false credenze.

Domanda #35:
Indica almeno cinque delle nove Nuove Rivelazioni.

Risposta #35:
1. Dio ha sempre comunicato con gli esseri umani e lo fa
ancora oggi.
2. Ogni essere umano è speciale. In ogni momento, siamo
tutti messaggeri di vita, sulla vita.
3. Nessun sentiero che conduce a Dio è migliore di qualsiasi
altro. Non esiste “una religione vera” né un gruppo di per-
sone “elette”.
4. Dio non ha bisogno di niente e non pone condizioni a nes-
suno. Dio è pura gioia di per sé.
5. Dio non è un singolo super essere al di fuori di noi e non
ha nessuno dei “bisogni” emozionali degli umani. Dio non
può essere offeso o danneggiato in alcun modo, perciò non
ha bisogno di punire gli umani.
6. Esiste solo Una Cosa e tutte le cose fanno parte di quell’U-
nica Cosa Che È.

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7. Non esiste niente che sia Giusto o Sbagliato. Esiste solo


Ciò Che Funziona e Ciò Che Non Funziona, in base a
quello che cerchi di essere, fare o avere.
8. Non sei il tuo corpo. Il tuo corpo è qualcosa che hai, non
ciò che sei. Come Dio, tu sei senza limiti e senza fine.
9. Tu non puoi morire e non sarai mai condannato alla dan-
nazione eterna.

Domanda #36:
Elenca i Cinque Passi per la Pace.

Risposta #36:
1. Riconosci che alcune delle tue vecchie convinzioni su Dio
e la Vita sono ormai inadeguate.
2. Riconosci che potrebbe esserci qualcosa che ti sfugge a
proposito di Dio e della Vita e che capirlo cambierebbe
ogni cosa.
3. Sii disposto ad accogliere una nuova interpretazione di Dio
e della Vita e a consentirle di creare un nuovo stile di vita
sulla Terra.
4. Abbi il coraggio di vagliare ed esaminare questa nuova
interpretazione e, se si allinea con la tua verità interiore,
includila nel tuo sistema di convinzioni.
5. Vivi la tua vita dando prova delle tue convinzioni più ele-
vate, piuttosto che negandole.

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Domanda #37:
Indica almeno cinque delle nove caratteristiche del Dio di
Domani.

Risposta #37:
1. Il Dio di Domani non chiede a nessuno di credere in Dio.
2. Il Dio di Domani non ha sesso, dimensione, forma, colore
o altre caratteristiche tipiche degli esseri viventi.
3. Il Dio di Domani parla con tutti, tutto il tempo.
4. Il Dio di Domani non è separato da nulla ed è Tutto
Ovunque.
5. Il Dio di Domani non è un singolo super essere, ma il pro-
cesso straordinario della Vita.
6. Il Dio di Domani cambia continuamente.
7. Il Dio di Domani non ha bisogno di niente.
8. Il Dio di Domani non chiede di essere servito; anzi, è il
servitore di tutto ciò che è vita.
9. Il Dio di Domani è amore incondizionato.

Domanda #38:
Indica almeno dieci dei diciotto ricordi.

Risposta #38:
1. Morire è qualcosa che fai per te stesso.
2. Sei sempre la causa della tua morte, indipendentemente da
dove o come muori.

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3. Non puoi morire contro la tua volontà.


4. Nessun sentiero verso Casa è migliore di un altro.
5. La morte non è mai una tragedia; anzi, è sempre un dono.
6. Tu e Dio siete una cosa sola e fra voi non c’è separazione.
7. La morte non esiste.
8. Non puoi cambiare la Realtà Ultima, ma puoi cambiare il
tuo modo di percepirla.
9. La ragione di tutto ciò che è vita è il desiderio di Dio di
conoscere se stesso nella propria esperienza.
10. La vita è eterna.
11. I tempi e le circostanze della morte sono sempre perfetti.
12. La morte di ogni persona serve sempre allo scopo di ogni
altra che ne è consapevole. In effetti, è per questo che ne è
consapevole. Pertanto, nessuna vita o morte è vana.
13. La nascita e la morte sono la stessa cosa.
14. Crei continuamente, sia nella vita che nella morte.
15. L’evoluzione non finisce mai.
16. La morte è reversibile.
17. Al momento della morte sarai accolto da tutti i tuoi cari,
da quelli che sono morti prima di te e da quelli che mori-
ranno dopo di te.
18. La libera scelta è un atto di pura creazione, la firma di Dio,
il tuo dono, la tua gloria e il tuo potere, sempre.

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Domanda #39:
Felici più di Dio ci dice che la vita si esprime essenzialmente in
cinque modi. Quali?

Risposta #39:
1. L’Energia dell’Attrazione, che ci dà potere.
2. La Legge degli Opposti, che ci offre opportunità.
3. Il Dono della Saggezza, che ci dona discernimento.
4. La Gioia della Meraviglia, che desta e ispira la nostra im-
maginazione.
5. La Presenza dei Cicli, che ci regala l’eternità.

Domanda #40:
Quali sono le Quattro Domande Fondamentali della Vita?

Risposta #40:
1. Chi sono?
2. Dove sono?
3. Perché sono dove sono?
4. Qual è il mio scopo?

Domanda #41:
Indica almeno dieci dei Diciassette Passi per Essere Più Felici
di Dio.

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Risposta #41:
1. Poni fine alla teologia della separazione.
2. Resta connesso con Chi Sei.
3. Offri agli altri ogni esperienza di cui sei in cerca.
4. Convinciti che niente di ciò che vedi è reale.
5. Decidi che non sei la tua “storia”.
6. Abbi solo preferenze.
7. Vedi la perfezione in tutto.
8. Evita i drammi.
9. Comprendi la tristezza.
10. Smetti di litigare con la vita.
11. Abbandona ogni aspettativa.
12. Sii indulgente con te stesso.
13. Di’ la tua verità non appena la sai.
14. Osserva le energie; cogli le vibrazioni.
15. Sorridi.
16. Canta.
17. Sappi cosa fare quando le cose vanno davvero “male”.

Domanda #42:
Elenca i Nove Cambiamenti Che Possono Cambiare Tutto.

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Risposta #42:
1. Cambiare la mia decisione di “fare da solo”.
2. Cambiare le emozioni che scelgo.
3. Cambiare i pensieri che scelgo.
4. Cambiare le verità che scelgo.
5. Cambiare la mia idea di cambiamento.
6. Cambiare la mia idea del perché avviene il cambiamento.
7. Cambiare la mia idea del cambiamento futuro.
8. Cambiare la mia idea della vita.
9. Cambiare la mia identità.

Domanda #43:
Nel corso della vita possiamo sperimentare la Realtà in tre
modi diversi. Indica le Tre Realtà.

Risposta #43:
1. La Realtà Distorta
2. La Realtà Osservata
3. La Realtà Ultima

Domanda #44:
Quali sono i tre tipi di Verità che la Mente produce?

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Risposta #44:
1. La Verità Immaginata
2. La Verità Apparente
3. La Verità Effettiva

Domanda #45:
Nel Meccanismo della Mente, che cosa rappresenta la Linea
della Causalità?

Risposta #45:
Evento + Dati + Verità + Pensiero + Emozione + Esperienza =
Realtà

Domanda #46:
Quali altri quattro elementi sono aggiunti alla Linea della
Causalità nel Sistema dell’Anima?

Risposta #46:
Prospettiva + Percezione + Convinzione + Comportamento =
Esperienza

Domanda #47:
Perché nella vita avvengono i cambiamenti?

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Risposta #47:
Qualsiasi cambiamento avviene perché noi lo vogliamo in
quanto favorisce la crescita personale e l’evoluzione dell’anima.
La vita è un processo e questo processo si chiama “cambiamen-
to”. (Con il cambiamento la vita ti annuncia che ha intenzio-
ne di andare avanti. Il cambiamento è l’impulso fondamentale
della Vita Stessa.)

Domanda #48:
Completa la frase seguente: Qualsiasi cambiamento...

Risposta #48:
... è per il meglio. (Non esistono cambiamenti in peggio.)

Domanda #49:
Quali sono i Tre Reami del Regno di Dio?

Risposta #49:
1. Il Reame Spirituale (chiamato anche Reame dell’Assoluto
e Reame del Sapere)
2. Il Reame Fisico (chiamato anche Reame del Relativo e
Reame dell’Esperienza)
3. Il Reame “Spirisico” (la combinazione del Reame Spiri-
tuale e Fisico, chiamato anche Regno del Puro Essere)

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Domanda #50:
Qual è il messaggio più importante di questo libro?

Risposta #50:
Siamo tutti Uno. (Spesso mi chiedono: “Qual è il messaggio di
Dio al mondo?”. Risposta in tre parole: “Mi avete frainteso.”)

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L ’autore

NEALE DONALD WALSCH è un messaggero spi-


rituale dei tempi moderni, il cui lavoro ha toccato la vita di
milioni di persone. Ha scritto ventinove libri sulla spiritualità
contemporanea negli ultimi vent’anni, cioè da quando dichiara
di aver sperimentato la presenza del Divino. Ha iniziato scri-
vendo domande a Dio su un blocco di fogli gialli, ricevendo le
risposte in un processo che ha definito simile a un dettato. Da
quest’incontro ha avuto origine la serie di Conversazioni con
Dio, pubblicata in tutte le principali lingue del mondo.
Walsch sostiene che tutti abbiano conversazioni con Dio
continuamente e che la questione non è con chi parla Dio, ma
chi lo ascolta. La sua vita è cambiata a seguito della decisione
di ascoltare. Neale sa che ognuno di noi riceve questi messag-
gi e invita tutti ovunque a condividerli e viverli come meglio
possono, perché crede che il mondo cambierebbe da un giorno
all’altro se solo una frazione dei suoi abitanti accogliesse il mes-
saggio più importante di Dio: Mi avete frainteso.

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Copyright © 2017 by Neale Donald Walsch
Originale pubblicato in lingua inglese da Rainbow Ridge Books, LLC.
Tutti i diritti riservati.
Titolo originale: Conversations with God - book 4. Awaken the Species
Traduzione: Paola Simonetti

© 2018 My Life
I edizione: febbraio 2018
My Life srl, Coriano (RN)
Finito di stampare nel gennaio 2018 presso Lineagrafica, Città di Castello (PG)

L’autore di questo libro non dispensa consigli medici né prescrive l’uso di alcuna tecnica come
forma di trattamento per problemi fisici e medici senza il parere di un medico, direttamente o
indirettamente. L’intento dell’autore è semplicemente quello di offrire informazioni di natura
generale per aiutarvi nella vostra ricerca del benessere fisico, emotivo e spirituale. Nel caso in cui
usaste le informazioni contenute in questo libro per voi stessi, che è un vostro diritto, l’autore e
l’editore non si assumono alcuna responsabilità delle vostre azioni.

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta tramite alcun
procedimento meccanico, fotografico o elettronico, o sotto forma di registrazione fonografica; né
può essere immagazzinata in un sistema di reperimento dati, trasmessa o altrimenti essere copiata
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