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ILLUMINISMO

Con la morte di Luigi XIV si approda nel ‘700.

Questo secolo viene denominato come il secolo dell’illuminismo, un movimento culturale che nasce
dalle parole “luce” / “lume”, con lo scopo di esaltare la ragione. Nasce in Inghilterra, nella cultura
liberale di Locke, e poi si estende in Francia, dove la presenza di un’importantissima coscienza
borghese, genera un intenso dibattito culturale, gestito poi dal partito dei filosof, ovvero filosofi.
Si diffuse successivamente in tutta Europa, assumendo delle peculiarità per ogni nazione.

Il filosofo tedesco Immanuel Kant si chiesa quale fosse la definizione di illuminismo; lo definisce
come l’uscita dell’uomo dal proprio stato di minorità, imputabile a sé stesso, non determinata
dall’assenza di intelligenza, ma di coraggio.
L’illuminismo determina la nascita dell’autonomia critica dell’uomo, che gli permette di staccarsi
dal passato e dalla tradizione.

Il motto di questa corrente recita: “Abbi il coraggio di servirti criticamente della tua propria
ragione”.
La ragione deve essere utilizzata in maniera critica ed autonoma; ciò portò immediatamente ad una
profonda laicizzazione della cultura.
I filosofi illuministi cercarono di contrapporsi alla tradizione, alla religione positiva e al peso della
chiesa, in nome id una religione considerata come naturale.
Gli illuministi avevano fede nell’esistenza di un dio, intenso come identità superiore, capace di
costruire il mondo ed essere principio di esso. Viene eliminata la possibilità di un dio
provvidenziale che interviene nella realtà e nell’esistenza umana.

L’illuminismo si contrappone alla tradizione e diventa manifestazione di impegno politico e sociale.


Il vero filosofo non è colui che sta chiuso nell’accademia, studiando in modo isolato, ma è colui il
quale mette a disposizione della comunità la propria sapienza per ottenere un miglioramento delle
condizioni di vita della popolazione.
Le idee illuministe propongono l’abbattimento dei privilegi e l’avanzamento sociale.

Nella concezione illuminista l’uomo viene visto come essenzialmente buono, poiché dotato di
ragione; il male deriva da una disorganizzazione sociale.

La divulgazione del sapere viene concepita come necessaria per l’abbattimento dell’ignoranza. A tal
proposito nasce l’”Enciclopedia delle scienze e delle arti”, all’interno della quale, in 27 volumi,
viene raccolto lo scibile umano dal punto di vista degli illuministi.
La Chiesa aggiunse l’opera all’indice dei libri proibiti, poiché all’interno si ritrovarono idee
contrarie al monopolio della Chiesa dal punto di vista sociale e culturale.

L’illuminismo nel proprio programma, non si rivolgeva a tutto il popolo, bensì ai borghesi.
L’intento illuminista era riformistico, non rivoluzionario; veniva proposto il cambiamento della
società, senza incidere sul sistema.

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