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Fukushima, scuole radioattive.

Il Giappone
alza la dose “sicura” per i bambini
3 mag 11 alle 07:34 da maria

Anche i giapponesi nel loro piccolo si incazzano. Fukushima


scompiglia lo stereotipo che li descrive come il popolo più
disciplinato del mondo: e del resto, qualsiasi genitore del mondo
diventerebbe una belva se il Governo trattasse suo figlio come i
bambini di Fukushima.

La notizia è questa. Visto che anche le scuole sono radioattive, il


Giappone ha alzato i limiti di radioattività considerato “sicuri” per i
bambini della prefettura di Fukushima, portandoli da 1 millisiviert a
20 millisiviert all’anno: il medesimo limite previsto in Germania per
coloro che lavorano negli impianti nucleari.

I genitori protestano vivacemente. Hanno consegnato alle autorità una borsa piena di terra
radioattiva proveniente da un parco giochi insieme a un contatore Geiger ticchettante.

Non è la prima volta che il Giappone fronteggia la catastrofe di Fukushima ammorbidendo i


limiti di sicurezza.

La dose massima di radiazioni ammissibile in caso di emergenza per i lavoratori delle centrali
nucleari è stata aumentata subito dopo il disastro a 250 millisiviert all’anno. Prima erano 100
millisiviert. Almeno in un caso anche quella soglia è stata superata.

I subcontractors, lavoratori che prestano la loro opera alla centrale nucleare per conto di ditte
subappaltatrici, rifiutano comunque di superare la soglia di 100 millisiviert. E anche questa è
una svolta nella crisi.

Per domare il mostro imbizzarrito ci vuole manodopera. Come il Giappone possa cavarsela in
mancanza di samurai disposti a immolarsi sull’altare della salvezza altrui, è ancora tutto da
stabilire.

Ma la svolta, soprattutto, è la protesta dei genitori. Si stima che il 75% delle scuole della
prefettura di Fukushima abbia un livello di radioattività tale da superare la soglia di 1 millisiviert
all’anno, la dose finora considerata sicura per la generalità della popolazione civile.

Così, per non chiudere le scuole, la soglia tollerabile per i bambini è stata innalzata d’ufficio a
20 millisiviert.

Gli esperti discutono se il nuovo limite rappresenti o meno un rischio per la salute: soprattutto
alla luce del fatto che si tratta di bambini, e non di adulti.

È una questione di statistica: secondo alcuni studiosi, a una dose del genere nei bambini è
collegata una possibilità su 200 di ammalarsi di cancro, mentre per gli adulti la possibilità è una
su 500.

Però cosa fareste se il Governo distribuisse a 200 bambini, fra cui vostro figlio, un biglietto di una
lotteria in cui si vince un cancro?
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Sul Guardian i genitori di Fukushima protestano per l’innalzamento dei limiti di radioattività cui
possono essere esposti i bambini

Su Japan Times i lavoratori della centrale nucleare di Fukushima e l’esposizione alle radiazioni