Sei sulla pagina 1di 9

Quando alleni i calci piazzati e quanto tempo dedichi a

queste situazioni?

William Mozzanti
Rimanendo nella categoria giovanissimi (nazionali), in genere optavamo per
organizzare le palle inattive l’ultimo allenamento della settimana, ovvero il venerdì
pomeriggio.
Venivano inserite nell’ultima parte della seduta e dedicavamo ad esse non più di 15-
20 min. Talvolta vedevamo solo la disposizione nelle situazioni contro, mentre la
seduta successiva lavoravamo su quelle a favore. Non tutte le settimane
l’organizzazione delle palle inattive veniva inserita nel programma di allenamento.

Antonio Tramontano
Durante la settimana ho più momenti nei quali mi dedico ai calci piazzati, mediamente
il tempo utilizzato è di 15-20 minuti. Credo che per riuscire a preparare al meglio le
situazioni di palla inattiva, sia a favore che contro, si debba partire da un attenta
video analisi degli avversari che metta in risalto i loro punti di forza i loro punti deboli.
Il primo giorno della settimana che dedico alle situazioni di palla inattiva a favore è il
giovedì.
Generalmente, parto da una spiegazione del posizionamento dei calciatori e dei
movimenti da effettuare, si prova e si riprova le situazioni fino a quando non vengono
assimilati i movimenti, successivamente poco alla volta vengono aggiunti degli
avversari. Il venerdì ci si dedica alle situazione di palla inattiva a sfavore, basando
l’allenamento, sui video mostrati alla squadra nei quali si evidenziano i comportamenti
dei futuri avversari nelle situazioni di palla inattiva, cercando di dare dei principi sul
come comportarsi in queste situazioni.
Anche il sabato, giorno di rifinitura, dedico sempre 15/20 minuti alle situazioni di palla
inattiva. Generalmente si provano soprattutto calci d’angolo a favore o contro o
punizioni laterali, sempre nelle due situazioni di gioco.

Marco Montresor
Le palle inattive le preparo nel ultima seduta settimanale quella del Venerdì, dove
dedico circa 25-30 minuti. Di solito utilizzo tutta la rosa, partendo dalle situazioni più
semplici e arrivando, una volta assimilati i movimenti, a quelle più complesse dove
utilizzo i difensori, inizialmente passivi e poi attivi.

Alessio Tubicini
Generalmente le alleniamo in due sedute il giovedì ed il venerdì, più precisamente il
giovedì facciamo le palle inattive a sfavore, ripassiamo eventuali problematiche
riscontrate e poi le sviluppiamo in forma attiva durante la partitella a tutto campo
dove la partenza avviene sempre da situazione di palla ferma, corner, punizione
laterale da destra o sinistra o da punizione indiretta centrale.
Al contrario, il venerdì facciamo le palle inattive a favore sviluppate in due fasi, una
prima fase in forma analitica, subito dopo il riscaldamento ed una seconda parte nella
partitella dove la partenza avviene sempre da situazione di palla inattiva (da corner o
punizione laterale) con avversari attivi disposti come l’avversario che andremo ad
incontrare la domenica.
Da un punto di vista numerico, quante soluzioni ritieni
proficuo allenare?

William Mozzanti
Erano previste un paio soluzioni per le situazioni di palla inattiva a favore (corner,
punizioni laterali da destra e sinistra).

Antonio Tramontano
Non credo ci sia un numero esatto. Credo si debba partire da 2/3 soluzioni e solo
quando in gara l’allenatore si accorge che quelle già provate più volte sono state ben
assimilate si può cercare di aggiungerne altre.

Marco Montresor
Personalmente alleno le palle inattive in entrambe le fasi di possesso e non possesso.
Per quanto riguarda le palle inattive a sfavore mi concentro maggiormente sulla linea
difensiva in particolare sui movimenti ed i sincronismi che devono attuare per
annullare le giocate avversarie viste in precedenza tramite video analisi. Per quanto
riguarda gli schemi su palle inattive a favore parto generalmente da uno sviluppo su
calcio d’inizio, passo poi a strutturare degli sviluppi su rimessa laterale, calci d’angolo
e punizioni, tutte le soluzioni vengono sviluppate sia da destra che da sinistra.

Alessio Tubicini
Noi generalmente analizziamo la disposizione il posizionamento su palla inattiva dell’
avversario che andiamo ad incontrare la domenica. A seconda della loro disposizione a
zona, uomo o mista, sviluppiamo due o tre soluzioni andando a lavorare sulle loro
problematiche/difficoltà riscontrate.
In definitiva posso affermare che non abbiamo delle soluzioni standard per tutte le
gare, ma cerchiamo di diversificarle in base alla compagine che andremo ad affrontare
la domenica.

E’ chiaro che a parità di materiale umano a disposizione è l’elemento


strategico (lo schema) a fare la differenza.

All’opposto, tra due squadre livellate per schemi ed organizzazione è il


materiale umano a fare la differenza.

Per ottimizzare l’allenamento delle situazioni di palla inattiva è dunque


fondamentale lavorare sui due elementi cardine del progetto: lo schema e,
soprattutto, il calciatore.
Privilegiare un aspetto piuttosto che un altro vorrebbe dire non riuscire a
far esprimere le potenzialità della squadra in modo compiuto.
Occorre però sempre tener presente che l’obiettivo dello schema è creare
dei problemi all’avversario per sfruttare le qualità dei propri giocatori e i
punti deboli dell'avversario.

Ma è il giocatore a fare la differenza!


Sempre!!!
Con le sue qualità tecniche-fisiche, con le sue motivazioni !!!
Un ottimo schema con giocatori medi – demotivati non sarà mai
pericoloso E difficilmente metterà in difficoltà l’avversario Senza uno
schema ma con giocatori forti-motivati sicuramente si è pericolosi e si
può fare gol !!!
Se però abbiniamo le qualità individuali (giocatori forti – motivati) ed una
efficace organizzazione (schemi efficaci) quanti gol possiamo fare?
Quanto possiamo migliorare ?

Tratto dal libro – PALLA INATTIVA un attaccante da 15 reti


Di Gianni Vio
Che tipo di esercizi usi?

William Mozzanti
FIG 1 Una situazione che agevolava il giocatore sul punto di battuta. Si cercava una
distribuzione piuttosto omogenea all’interno degli 11 mt dei 4 giocatori che partivano
dal limite dell’area, con un unico movimento esca all’altezza del primo palo.

FIG 2 Situazione di palla inattiva laterale dove si cercava di servire una sfilata di un
giocatore sul lato corto della linea difensiva avversaria.

Antonio Tramontano
Come già specificato in precedenza credo che l’allenamento delle palle inattive debba
avvenire in maniera schematica, cioè, provando e riprovando le situazioni. Sono
convinto di questo perché credo che queste necessitino di spiegazioni e accorgimenti
continui.
FIG 1 Uscita bassa su calcio di rinvio:
I due esterni di difesa salgono sulla linea dei due centrocampisti.
I due difensori centrali si allargano.
Il centrocampista centrale si abbassa per ricevere palla.

FIG 2 Calcio d’angolo a sfavore.


Marcatura a zona, con due calciatori (7-11) posizionati per il riattacco preventivo.
FIG 3 Punizione laterale a favore.
Due calciatori sulla palla, il primo che parte finta di calciare (10) e appena passa sulla
palla, i compagni posizionati sulla linea dell’area di rigore si buttano dentro.

Marco Montresor
FIG 1 Calcio d’inizio.
Già dal calcio d’inizio cerco di sorprendere la squadra avversaria.
L’attaccante appena battuto il calcio d’inizio gioca palla al centrocampista centrale, che
di prima intenzione, trasmette palla su una delle due corsie laterali.

FIG 2 Angolo da sinistra.


Un giocatore alla battuta.
Cinque giocatori ricevitori potenziali disposti in fila (due attaccano il primo palo e due
il secondo palo, un giocatore rimane fuori area per una eventuale respinta).
Quattro giocatori in copertura.
FIG 3 Angolo da destra.
Un giocatore alla battuta.
Un giocatore ricevitore per la conclusione in porta.
Un giocatore che agevola con un velo la conclusione.
Quattro giocatori pronti per una eventuale respinta corta all’interno dell’area.
Tre giocatori in copertura.

FIG 4 Punizione laterale da destra e sinistra.


Due giocatori sul punto di battuta, uno finta e si smarca per la filtrante e uno
trasmette palla.
Un giocatore ricevitore per la conclusione in porta, o filtrante.
Tre giocatori che agevolano il movimento del giocatore ricevitore con dei blocchi.
Quattro giocatori in copertura.
Alessio Tubicini
Si ipotizza di giocare con un avversario disposto con due uomini a zona (sul corto e
sul palo) e il resto marcature a uomo ed uno alto per la ripartenza.

Soluzione 1: calciare a rientrare con il n. 7 che fa da esca per far uscire l'avversario
sul palo, contemporaneamente il n.8 esegue un blocco sul corto per evitare che
stringa verso il palo dove ci verrà calciata la palla, la quale verrà aggredita dai
giocatori disposti in partenza all'altezza del 2° palo, mentre il n.5 andrà al limite su un
eventuale respinta o ripartenza avversaria.

Soluzione 2: calciare ad uscire con il n. 11 che fa da esca per far uscire l'avversario
sul palo, il n. 5 disposto in posizione tale da creare una situazione di angolo mosso
corto provocando l'avversario a portare fuori un avversario, contemporaneamente il
n.9 esegue un blocco sul corto per evitare che vada a cercare la traiettoria sul centro
area.
I giocatori 2 e 6 eseguono dei blocchi per liberare n. 7 e 8, contemporaneamente il
n.5 viene sul limite area per la respinta o ripartenza avversaria.

Potrebbero piacerti anche