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Traccia 2

Prima di poter affrontare una questione di così grande importanza credo sia necessario
dare una definizione di libertà personale; volgarmente si potrebbe dire che la propria
libertà termina dove inizia quella altrui. Detto ciò è necessario anche analizzare cosa
rappresenta il “green pass”: oggettivamente è un escamotage politico per imporre l’obbligo
vaccinale senza farlo veramente, visto che averlo è l’unico modo per condurre una vita
vagamente “normale”. È vero che lo si può ottenere anche facendo un tampone
molecolare ogni 48h, ma di fatto questa non si può considerare una soluzione sfruttabile a
lungo termine come abbiamo visto dai recenti eventi di cronaca.

Allora sono i “no green pass” gli “oppressi”? Oppure lo sono quelle persone che per motivi
validi non si possono vaccinare e rischiano la vita ogni istante che il SARS-CoV-2 continua
a circolare in maniera incontrollata? A questo punto sorge la domanda: possiamo
anteporre la propria libertà personale a quella altrui? A ciò abbiamo già risposto: “la
propria libertà termina dove inizia quella altrui”. Da questa affermazione possiamo dedurre
che non è possibile prediligere la libertà personale di un individuo rispetto a quella altrui se
abbiamo intenzione di vivere in una società. Un esempio banale potrebbe essere che se
hai un carro armato, ad un incrocio devi dare lo stesso la precedenza ad una cinquecento
che viene da destra; non puoi passarle sopra solo perché sei più grande e grosso, poiché
andresti a violare la libertà della cinquecento oltre che il codice stradale.
Se anche si intendono i termini “oppressi” e “oppressori” in senso puramente manzoniano;
cioè ricevere o fare il male, come nel caso di don Rodrigo nei confronti di Renzo e Lucia o
gli spagnoli nei confronti del popolo lombardo. Possiamo raggiungere la stessa
conclusione: infatti, in questo caso, chi non si vaccina sta facendo, in maniera più o meno
diretta, del male fisico a chi è impossibilitato a vaccinarsi.
Occorre anche considerare che ci sono delle leggi universali che vanno al di sopra di
categorie come “oppressi” ed “oppressori”, infatti la scienza pur non essendo assoluta
permette di fare delle scelte guidate dalla razionalità.

Per concludere sostengo che gli oppressori siano i “no green pass” stessi. Credo sia
opportuno ricordare anche che lo stato ha il dovere di garantire alcuni diritti fondamentali
ed inviolabili, tra cui possiamo trovare il diritto alla vita ed alla salute, che al momento per
alcuni individui non sono garantiti. La situazione si potrebbe risolvere imponendo l’obbligo
vaccinale come si fa per alcune malattie pediatriche.

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