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J. S. BACH: Fuga a 4 voci in Mib maggiore BWV 876


(n. 7, Das wohltemperierte Klavier, Vol. II)

 LA FUGA
Nella seconda metà del Seicento e nella prima metà del Settecento la fuga diventò la
composizione contrappuntistica per tastiera per eccellenza, e in ambiente tedesco
raggiunse i vertici più alti con Buxtehude, Pachelbel, Händel, e soprattutto con Johann
Sebastian Bach. In questo periodo infatti gli autori tedeschi sfruttarono al massimo la
tonalità e le nuove risorse da essa offerte, creando fughe dotate di un'espressività
senza pari. La fuga vive la sua epoca d'oro in particolare con l'opera di Bach. Oltre a
numerosissime fughe per organo, spesso accompagnate da una toccata, scrisse in
particolare Il clavicembalo ben temperato (Das Wohltemperierte Klavier), contenente
48 fughe, (divise in due volumi, con 24 preludi e 24 fughe, ciascuno per ogni tonalità
della scala cromatica) che oltre a essere un'opera di importanza capitale per lo
sviluppo e l'affermazione della tonalità, è anche un'opera didattica e di grandissimo
valore artistico. Inoltre scrisse L'arte della fuga (Die Kunst der Fuge), contenente
quattordici fughe tra le più complesse che siano mai state composte, l'Offerta
Musicale (Das musikalische Opfer), contenente fughe a tre e a sei voci (che Bach
denominò però ricercari), e numerose altre fughe e fughette per vari strumenti (anche
tre fughe per violino, inserite nelle celebri Sonate per violino solo).
Scolasticamente la fuga si svolge in tre momenti distinti: l’ESPOSIZIONE, i
DIVERTIMENTI e gli STRETTI.
Gli elementi tematici sono proposti nella prima parte della fuga, che è detta
ESPOSIZIONE. Essi sono: il soggetto, la risposta, il controsoggetto, la coda e le parti
libere. Il soggetto è il tema principale di una fuga, che viene chiamato “risposta”
quando è trasportato al tono della dominante. La risposta può essere “reale” (quando
mantiene inalterati gli stessi intervalli in rapporto al soggetto) oppure “tonale”
(qualora presenti una o più mutazioni intervallari rispetto al soggetto).
Il controsoggetto, invece, è un elemento tematico di natura indipendente rispetto al
soggetto, che fa da controcanto ad esso, essendo scritto in “contrappunto doppio” (è
concepito, infatti, in modo da essere collocato indifferentemente al di sopra o al di
sotto del soggetto/risposta).
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Le parti “libere”, infine, sono organismi di complemento contrappuntistico, che vanno


ad integrare il soggetto e controsoggetto.
In una esposizione le voci entrano l’una dopo l’altra, presentando gli elementi
tematici come nello schema seguente:

Schema di esempio per una possibile esposizione a quattro voci

Fase 1 Fase 2 Fase 3 Fase 4

Soprano (S) Soggetto Controsoggetto Parte libera Parte libera

Contralto (A) - Risposta Controsoggetto Parte libera

Tenore (T) - - Soggetto Controsoggetto

Basso (B) - - - Risposta

Nella sezione centrale compaiono i DIVERTIMENTI, ovvero frammenti del soggetto o


controsoggetto che, attraverso degli schemi in progressione, hanno il compito di
condurre alle tonalità vicine del tono principale (solitamente: tono relativo e tono
della sottodominante).
Nella sezione ultima, gli STRETTI, le entrate del Soggetto e della Risposta diventano
sempre più serrate e ravvicinate, spesso con un gioco a canone su un pedale di tonica.

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Il clavicembalo ben temperato (titolo originale in tedesco: Das wohltemperierte


Clavier, oder Praeludia, und Fugen durch alle Tone und Semitonia...), è una raccolta,
divisa in due libri, di preludi e fughe per strumento a tastiera (senza distinzione tra
clavicembalo, clavicordo e organo da camera), in tutte le 12 tonalità, nei modi
maggiore e minore, composta da Johann Sebastian Bach. Bach compose la raccolta
"per utilità ed uso della gioventù musicale avida di apprendere, ed anche per
passatempo di coloro, che in questo studio siano già provetti". Sebbene esistano molti
altri strumenti dotati di tastiera, Il clavicembalo ben temperato viene eseguito di
norma al clavicembalo o al pianoforte. Il primo libro è stato scritto nel 1722, durante
la permanenza di Bach a Köthen; il secondo libro seguì, ventidue anni dopo, mentre
si trovava a Lipsia, nel 1744. Entrambi sono ampiamente circolati sotto forma di
manoscritti e le edizioni stampate non apparvero fino al 1801.
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Analisi della Fuga a 4 voci in Mib maggiore BWV 876


(n. 7, Das wohltemperierte Klavier, Vol. II)

La fuga si serve di un soggetto cantabile, che s’imprime facilmente nella memoria


ed è perciò riconoscibile nel suo sviluppo anche al non specialista:

E’ stato osservato che il principale limite di questo soggetto risiede nell’uso quasi
eccessivo delle progressioni con figurazioni ritmiche stereotipo:

A) ESPOSIZIONE: La fuga è a 4 voci (SATB), in stile vocale, con il soggetto enunciato


inizialmente dal basso. La seconda entrata (risposta, b. 7) è affidata al Tenore:
come si può notare, la risposta, trasponendo sul tono della dominante,
introduce una mutazione dell’intervallo iniziale del soggetto (il salto di quinta
giusta Mib – Sib nella risposta diviene, invertito, una quarta giusta: Sib – Mib).
Pertanto la risposta (e conseguentemente l’intera fuga) si dice “TONALE”:
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La terza entrata (soggetto, b. 14) è del contralto:


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ed infine il soprano (b. 21) chiude con la risposta:

Lo schema di entrate risulta pertanto il seguente: B - T - C - S, seguendo un principio


basato sulla alternanza di una voce grave con una acuta (e viceversa).

Il Controsoggetto compare, quale necessario elemento di contrapposizione melodica


al soggetto (e relativa risposta), da batt. 9 del basso. Esso presenta una differente
struttura melodica, in contrasto al soggetto. La scrittura in “contrappunto doppio”
consente al controsoggetto di potersi collocare, indifferentemente, al di sopra o al di
sotto del soggetto (e risposta), secondo un criterio di “rovesciabilità” e senza che ciò
provochi incongruenze o errori di sintassi armonica.
L’esposizione termina allorché il soggetto (risposta) con relativo controsoggetto è
circolato attraverso le quattro voci. Si noti, inoltre, come le cosiddette “parti libere”
(ovvero parti melodiche svincolate da una rigorosità tematica) spesso ripresentino
piccoli frammenti di Sogg. o C.S., contribuendo a mantenere ancor più organicamente
il senso di derivazione di tutti gli elementi da un nucleo iniziale. (es. i frammenti di
Sog. o C.S. utilizzati nelle batt. 15, 16 e segg.)
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B) DIVERTIMENTI E STRETTI
Nell’impianto di fuga “scolastica” alla Esposizione segue la parte centrale, organizzata
in episodi detti “divertimenti”, la cui funzione è quella di condurre, modulando, a toni
vicini a quello iniziale, dove saranno presentati nuovamente il soggetto e relativo
controsoggetto. Solitamente le aree tonali prescelte sono quelle del tono relativo
(maggiore o minore) e della sottodominante (IV grado). Dopo almeno due o tre
divertimenti troviamo, invece, gli “stretti”.
In questa fuga, come in molte altre del “Clavicembalo ben temperato” Bach non segue
direttamente il modello della fuga “scolastica”, preferendo inglobare una serie di
episodi di divertimento agli stretti, con entrate ravvicinate e sempre più serrate di
Soggetto e Risposta.
Specificamente:
- all’esposizione fa seguito un solo divertimento (svolgimento), nel quale
entrano dapprima tenore e basso (batt. 30 -31), dando origine ad uno stretto,
organizzato su entrate ravvicinate della risposta e del soggetto:
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- Lo stesso procedimento viene ripetuto, di lì a poco, tra contralto e soprano


(secondo stretto, batt. 37 - 38), nel registro più acuto, con piccoli frammenti
tematici del soggetto che fanno da contrappunto al tema:

- Un episodio di raccordo, divertimento (batt. 44), organizzato su un frammento


del soggetto, tocca progressivamente una serie di aree tonali vicine al tono
d’impianto: do minore (tono relativo, soffermandosi sulla dominante di batt.
46); fa minore (idem, batt. 48); sib maggiore (idem, batt. 50), fino a raggiungere
l’area della sottodominante in Lab maggiore. Qui il tema viene enunciato per
per intero (batt. 53 - 58).
- un terzo stretto (risp. / sogg.), fra basso e soprano, fa seguito a batt. 59, fino
alla chiusa cadenzale finale.

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