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LEOPARDI

impedita da uno ostacolo ed una teoria del suono,


IL PENSIERO secondo la quale un suono che si allontana poco alla
La sua analisi “filosofica” ha inizio da un motivo volta desta più piacere di uno vicino e ben definito.
pessimistico: l’INFELICITA’ DELL’UOMO. In Altro tassello importante è anche la memoria della
linea con la concezione settecentesca e sensista della fanciullezza, il ricordo che perde di definizione
realtà, l’uomo fa coincidere la felicità con il piacere, quanto più passa il tempo. Tutto ciò è alla base del
sensibile e materiale, ma dato che egli desidera il BELLO POETICO che si fonda sulla teoria del
piacere infinito, per estensione e per durata, sarà <<vago e indefinito>> e che deve appropriarsi di
eternamente infelice e insoddisfatto ma in senso parole (lontano, antico, notte, notturno, oscurità
puramente materiale, come specifica lo stesso profondo...) che permettano di descrivere la realtà,
autore. In questa prima fase però si considera la rimanendo, appunto, indefinite.
natura come una MADRE BENIGNA che mette a Tale poesia è propria degli antichi che erano dotati
disposizione dell’uomo infelice l’immaginazione e di immaginazione e la cui poesia è definita come
le illusioni; infatti gli uomini dell’antichità, molto poesia di immaginazione, diversa da quella dei
più vicini alla natura, erano felici ed erano più forti moderni che è una poesia sentimentale, consapevole
fisicamente ed anche in grado di compiere azioni del “vero” e dell’infelicità.
eroiche e magnanime. Il progresso ha allontanato
l’uomo da quella condizione di felicità e lo ha reso IL CONTESTO CULTURALE
cosciente dell’arido vero (SCHOPENHAUER). La Sappiamo che la sua cultura è di tipo classicistico,
colpa di questa infelicità va attribuita all’uomo non a caso Calvino lo cita proprio come esempio per
stesso in quanto egli ha deciso autonomamente di sostenere la sua tesi nel saggio “Perchè leggere i
allontanarsi dalla condizione primordiale di classici”. La sua biblioteca contiene tutta la
ignoranza. Da qui genera una forma di letteratura italiana e francese al completo ad
PESSIMISMO STORICO, dovuta anche alle esclusione delle novità editoriali, conservate solo al
condizioni dell’epoca: infatti l’Italia, dopo la margine per conforto alla sorella Paolina. Calvino
Restaurazione, era decaduta dalla grandezza del specifica che anche le curiosità scientifiche
passato e si era rifugiata nell’inerzia e nel tedio. Ciò venivano appagate dall’autore per mezzo di classici.
causa in Leopardi anche un atteggiamento titanico. Nonostante ciò però Leopardi non si può
In una fase intermedia, l’autore oppone la natura considerare un CLASSICISTA in quanto critica il
benigna al fato maligno in una concezione classicismo per le sue regole rigide nella poesia che,
dualistica. Ben presto però tale pensiero cade in crisi invece, per lui è espressione di spontaneità, ma
e tutte le caratteristiche del fato saranno attribuite anche per il continuo ricorso alla mitologia.
alla natura, ritenuta perciò MALIGNA. Leopardi Egli non può neanche essere considerato un
arriva ad una concezione da finalistica a ROMANTICO in quanto critica la letteratura
meccanicistica e materialistica, in cui l’infelicità, romantica che tende ad una letteratura oggettiva,
dovuta non più ad assenza del piacere ma a mali fondata sul vero e animata da intenti civili, morali e
esterni, appartiene alla natura e l’uomo ne è vittima pedagogici. Possiamo affermare che Leopardi
nella sua innocenza. Approda così in un ripropone i classici come modelli ma con uno
PESSIMISMO COSMICO, non completamente spirito romantico. Non a caso il poeta preferisce la
separato da quello storico, in quanto afferma che forma lirica, chiamando anche la sua opera più
l’infelicità è propria anche degli antichi anche se in importante Canti, come espressione immediata
modo più tenue. È un dato eterno e immutabile di dell’io, della soggettività e dei sentimenti, ma in essi
natura davanti a cui l’unica possibilità è la richiama il titanismo, la tensione verso l’infinito, il
contemplazione della verità. Ne scaturisce un conflitto illusione-realtà, tipici tratti del
atteggiamento contemplativo, ironico, distaccato Romanticismo.
e rassegnato. Il suo eroe non è più l’uomo antico
ma il saggio stoico che conserva sempre un velo di L’INTELLETTUALE
titanismo.
Egli è un intellettuale isolato e sradicato, detto
IL VAGO E INDEFINITO DISORGANICO in quanto non va a sostenere un
È questo che permette all’uomo di immaginare e contesto politico con la sua cultura, al contrario di
quindi di trovare un appagamento alla sua voglia di LUCANO che, nel primo periodo di attività,
infinito. Si viene a costruire una teoria della appoggia la politica di Nerone, dedicando a lui la
visione, per cui è piacevole tutto ciò di cui la vista è sua prima opera.
Con ciò però non bisogna pensare che Leopardi non semplice. Egli stesso li definisce come espressione
sia coinvolto nella dimensione civile (si estrania di “sentimenti, affezioni , avventure storiche del suo
dalla società solo nel periodo di composizione delle animo”, in cui rappresenta momenti essenziali della
Operette). Anzi, nella Ginestra definisce la funzione sua vita interiore.
dell’intellettuale come quella di combattere i falsi Deriva dal greco eidyllion che significa
miti del progressismo e diffondere il “vero” in “quadretto” e sono componimenti ambientati in
modo da indurre gli uomini ad unirsi e combattere un mondo pastorale idealizzato anche se in un
insieme. Inoltre, questa sua posizione fortemente primo momento TEOCRITO utilizza questo nome
individuale e sempre contro corrente, gli permette semplicemente per indicare la brevità dei versi.
di aggredire criticamente le ideologie e i miti a lui Dato che la sua poesia era caratterizzata dalla
contemporanei. natura serena, la tradizione associa questo termine
La Ginestra risulta essere una grande testimonianza alla poesia pastorale.
oltre che sull’impegno civile di Leopardi anche sul Tale visione è anche diversa dall’attuale, diffusa
suo progressismo, ben diverso da quello cui nel Settecento, in cui si rappresenta la quotidianità
facciamo riferimento oggi. In questa teoria si di personaggio di mediocre condizione
incontra come limite l’INTELLETTUALISMO, caratterizzata da tranquillità.
richiamato dall’Illuminismo, in cui si propongono
dei concetti puramente teorici che non tengono Il più importante è l’INFINITO la cui natura sembra
conto della realtà in cui dovrebbero essere attuati e richiamare l’idillio classico, ma in realtà essa è olo
da qui deriva anche una forma di UTOPISMO uno spunto per riflettere sul potere
basato sulla solidarietà fraterna degli uomini ma in dell’immaginazione.
cui si va a tenere conto delle diverse condizioni Dopo un periodo di pausa per comporre le Operette
sociali ed economiche che non possono essere morali, nel 1828 inizia a comporre i GRANDI
“saltate” (come dice LEIBNIZ: “natura non facit IDILLI che riprenderanno i temi dei precedenti ma
saltus”). in una chiave diversa, sicuramente influenzata
dall’indagine filosofica, più consapevole del
dolore, del vuoto dell’esistenza e della morte ma
I CANTI testimonianza che anche la ragione può essere
È l’opera poetica più importante di Leopardi, in cui strumento per la poesia. Essi sono caratterizzati
sono raggruppatiti componimenti di vario genere, dall’equilibrio tra il CARO IMMAGINAR e il VERO ed
alcuni rientranti nella tradizione come le dieci è proprio questo che fa scomparire gli slanci titanici
canzoni, le due elegie, l’epistola in versi e altri a favore di una contemplazione ferma e di un lucido
invece che risultano essere un’esasperazione della dominio razionale della verità dolorosa. Cambia
sua lirica soggettiva, composti dopo il 1828. anche il linguaggio, molto più misurato, e la
CANZONI hanno un impianto tipicamente metrica che abbandona l’endecasillabo a favore di
classicistico tratto dalla lirica duecentesca e da una strofa di endecasillabi e settenari liberamente
quella di Dante. Le prime cinque affrontano una alternati, caraterizzando la cosiddetta CANZONE
tematica civile in cui Leopardi risulta animato dal LIBERA LEOPARDIANA.
primordiale pessimismo storico e in cui polemizza CICLO DI ASPASIA nasce dalla delusione subita
contro l’età del presente quando l’Italia è in una dall’amore nei confronti di Fanny, ben diverso
“nebbia di tedio”. La canzone che racchiude tutti i dall’amore adolescenziale chiuso
temi del periodo è AD ANGELO MAI, ben diversa nell’immaginazione. In questo periodo risulta essere
dalle successive in cui il pessimismo storico arriva più pronto e combattivo nel diffondere le proprie
ad incolpare gli dei e il fato come forze compiaciute idee. Il ciclo consta di cinque componimenti e lo si
che perseguitano l’uomo, avvicinandosi ad una può leggere in una chiave antiidillica: sono
forma di pessimismo cosmico, non ancora rivolto scomparsi il “vago e indefinito” e il ricordo
esclusivamente alla natura. In esse non si parla in giovanile; a favore di una poesia nuda, severa,
prima persona ma si lascia parlare il singolo eroe priva di immagini sensibili, fatta di solo pensiero.
che si ribella alla forza negatrice della sua libertà, Anche il linguaggio cambia diventando aspro e
suicidandosi (titanismo eroico). In quelle della antimusicale con una sintassi complessa e spezzata.
seconda fase invece presenta un rimpianto dei tempi GINESTRA dove si ripropone la polemica
passati, in cui gli uomini erano molto più felici. antiottimistica e antireligiosa, ma non si nega la
IDILLI in cui le tematiche diventano più intime e possibilità di un progresso civile e possiamo dire
soggettive e il linguaggio più colloquiale e che costruirlo è il suo obiettivo.
LE OPERETTE MORALI
Sono prose di argomento filosofico, in cui Leopardi
appare essere un DOSSOGRAFO e si propone un
fine pratico: smuovere la sua patria e il suo secolo,
ecco perché l’intento divulgativo dell’opera,
facilmente intuibile dall’aggettivo morali il quale è
accompagnato dal termine operette, che indica il
taglio breve di questi trattati ma anche l’uso del tono
più lieve che fa leva sul comico e sull’ironia, ma
che non fa perdere all’opera la serietà.
È un genere già affrontato all’epoca da Luciano che
lo stesso Leopardi dichiara essere sua fonte nello
Zibaldone.
Molte delle operette sono dei dialoghi, i cui
interlocutori sono personaggi mitici o favolosi,
storici o esseri bizzarri e fantastici. Riprende i temi
del pessimismo ma non traspare mai cupezza, grazie
al distacco che ottiene con l’ironia .

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