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PROVA DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE 2

COMPETENZE ATTIVATE
• Leggere e interpretare un testo
• Riflettere e argomentare, individuando collegamenti e relazioni tra concetti filosofici

Verso la teoria della reminiscenza e dell’immortalità dell’anima


Nel dialogo intitolato Menone, da cui è tratto il brano seguente, Platone anticipa alcune delle
dottrine filosofiche che esporrà compiutamente nei grandi dialoghi della maturità.

MENONE Ma in quale modo, Socrate, andrai cercando quello che assolutamente ignori? E quale
delle cose che ignori farai oggetto di ricerca? E se per un caso l’imbrocchi, come farai ad accorgerti
che è proprio quella che cercavi, se non la conoscevi?
SOCRATE Capisco quel che vuoi dire, Menone! Vedi un po’ che bell’argomento eristico proponi!
L’argomento secondo cui non è possibile all’uomo cercare né quello che sa né quello che non sa:
quel che sa perché conoscendolo non ha bisogno di cercarlo; quel che non sa perché neppure sa
cosa cerca.
MENONE E non ti sembra, Socrate, che sia questo un ragionamento assai ben condotto?
SOCRATE A me no!
MENONE Dimmi perché!
SOCRATE Certo! Perché ho sentito dire da uomini e donne assai addottrinati nelle cose divine...
MENONE Cosa dicevano?
SOCRATE Cose vere, mi sembra, e belle.
MENONE Quali? E chi sono coloro che le dissero?
SOCRATE Sacerdoti e sacerdotesse, quelli a cui stava a cuore saper rendere ragione del proprio
ministero. E quelle stesse cose dice anche Pindaro e molti altri poeti, i poeti divini. E questo dicono
– ma vedi se ti sembra che dicano il vero –; dicono, dunque, che l’anima umana è immortale, e che
ora essa ha un suo compimento – il che si dice morire –, ora rinasce, ma che mai essa va distrutta;
ecco perché, dicono, bisogna trascorrere la vita il più santamente possibile […].
L’anima, dunque, poiché immortale e più volte rinata, avendo veduto il mondo di qua e quello
dell’Ade, in una parola tutte quante le cose, non c’è nulla che non abbia appreso. Non v’è, dunque,
da stupirsi se può fare riemergere alla mente ciò che prima conosceva […]. Poiché, d’altra parte, la
natura tutta è imparentata con sé stessa e l’anima ha tutto appreso, nulla impedisce che l’anima,
ricordando (ricordo che gli uomini chiamano apprendimento) una sola cosa, trovi da sé tutte le altre,
quando uno sia coraggioso e infaticabile nella ricerca. Sì, cercare ed apprendere sono, nel loro
complesso, reminiscenza [anamnesi]! […]
MENONE Sì, Socrate, ma in che senso dici che noi apprendiamo e che quello che denominiamo
apprendere è reminiscenza? Puoi insegnarmi che sia davvero così?
SOCRATE L’ho detto, Menone, poco fa che sei capace di tutto! Certo, mi chiedi ora s’io ti possa
insegnare, proprio a me che sostengo non esistere insegnamento, ma reminiscenza, per vedermi
cadere subito in contraddizione con me stesso.
MENONE No, per Zeus, Socrate, non avevo affatto questa intenzione, ma l’ho fatto per abitudine.
E allora, se puoi, comunque sia, dimostrami che davvero è così, dimostramelo!
SOCRATE Non è certo facile, ma, per amor tuo, ugualmente mi c’impegno. Chiama uno di questi
molti servi del tuo séguito, quello che vuoi, sì che proprio in lui possa darti la dimostrazione che
desideri.
MENONE Benissimo.
(Platone, Menone, 80d-82b, trad. it. di F. Adorno,
in Opere complete, Laterza, Roma-Bari 1971)
Comprensione e analisi

1. Per Socrate il ragionamento di Menone:


a è sterile
b giunge per vie traverse alla conclusione giusta
c è corretto
d è sbagliato nei suoi presupposti
punti 0,5

2. Quale delle seguenti affermazioni non è una tesi di Socrate sull’anima?


a l’anima è immortale
b l’anima rinasce più volte
c l’anima tutto ha appreso
d l’anima nasce una volta sola e vive per sempre
punti 0,5

3. Che cosa intende Socrate con l’espressione «argomento eristico»? A quale tipo di filosofia egli si
riferisce polemicamente?
Socrate, per argomento eristico, intende un argomento che ha lo scopo di prevalere sull’altro.
Socrate fa riferimento alla filosofia sviluppatasi nel IV secolo, cioè quella degli eristi, il cui unico
obiettivo non è la ricerca della verità, ma raggiungere i propri obiettivi e vincere dibattiti, senza
verificare la veridicità di ciò che dicono e senza alcuna considerazione morale. Questa andava in
contrasto con la filosofia socratica, poiché in questo modo non si poteva raggiungere il bene
comune.
punti 0,5

4. Perché Socrate cadrebbe in contraddizione se insegnasse a Menone come si ricorda, ovvero come
si comprende?
Il pensiero socratico è fondato sulla maieutica, secondo cui il sapere è già presente nell’uomo, che
con l’aiuto del filosofo(ostetrica) deve partorirla attraverso un processo di riflessione e analisi di sé
stesso. Si tratta quindi di procedimento che cadrebbe in contraddizione con la richiesta di Menone,
poiché non consiste nell'imporre una verità all'ascoltatore, ma nel fare i modi che l’uomo
interrogando sé stesso, la partorisca da solo.
punti 0,5

5. Utilizza le espressioni e i termini elencati di seguito per completare il periodo riportato sotto.

Ade - apprendimento - cercare - conosceva - mondo di qua - reminiscenza - ricerca - riemergere

L’anima dell’uomo ha conosciuto il mondo di qua e quello dell’Ade, quindi può fare riemergere
ciò che prima conosceva. Ricordando (ricordo che gli uomini chiamano apprendimento) una sola
cosa, l’anima può trovare da sé tutte le altre, a condizione che l’uomo sia instancabile nella ricerca.
In conclusione, cercare e apprendere sono entrambi una forma di reminiscenza.
punti 4
Interpretazione e riflessione

6. Qual è il nucleo concettuale della teoria platonica della reminiscenza? Quali sono i precursori di
questa impostazione?
Per Platone conoscere è ricordare; secondo Platone l’anima è un elemento perfetto, quindi di
conseguenza vive nel mondo delle idee. A questo punto Platone si serve del mito di Er, che narra di
un soldato morto in battaglia che resuscita per raccontare al mondo dei viventi ciò che aveva visto.
La sua anima appena uscita dal corpo si era unita a molte altre; queste poi avevano l’opportunità di
scegliere il modello di vita da seguire e quindi di essere artefice del proprio destino; dopo aver
compiuto la scelta, si incamminavano fino al fiume Lete e obbligate a bere l’acqua che le indurrà
uno stato di sonnolenza e le porterà a dimenticare la loro vita precedente. Quando l’anima entra
dentro un corpo e quindi nel nostro mondo mantiene però una reminiscenza ossia un ricordo, seppur
sfocato del mondo delle idee. Nel corso della propria vita si dovranno poi dedicare a una continua
ricerca del sapere che dovrà far riaffiorare il ricordo presente in ognuno di noi e che quindi non ci
potrà mai essere insegnato da nessuno.

punti 2

7. Confronta l’impostazione data in questo brano da Platone al problema educativo con quella
propria dei sofisti.
Platone in questo brano propone un progetto educativo diverso rispetto a quello offerto dai sofisti.
Platone sottolinea semplicemente che noi non apprendiamo, ma ricordiamo attraverso l’esperienza e
come vediamo nel brano, si limita a far notare allo schiavo gli errori commessi; dunque, per Platone
educare non significa imporre dentro le menti la verità, ma piuttosto indicare all’anima la direzione
verso cui rivolgersi per arrivare, passo dopo passo a ricordare. Egli infatti non si presenta come
insegnante, ma cerca di aiutare ogni uomo a cercare dentro sé stesso e ricordare ciò che ha visto nel
mondo delle idee, sostenendo così la teoria della conoscenza come reminiscenza.
Totalmente opposta è l’impostazione proposta dai sofisti. Essi erano dei maestri itineranti che
esigevano compensi per i loro insegnamenti; miravano quindi offrire un sapere che non era frutto
della conoscenza di ogni persona, ma che era imposto meccanicamente.

punti 2

totale punti: ……… / 10

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