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La citazione di Antinucci sembra essere una vera e propria provocazione verso un
sistema scolastico ancora legato a una struttura tipicamente tradizionale. Una scuola
che sa di avere il compito di formare l¶individuo, di renderlo capace di acquisire
competenze specifiche per contri buire attivamente nella società; ma al mio
parere,come pure quello di Antinucci, la scuola non ha ancora capito quali siano gli
strumenti più efficaci per agevolare l¶apprendimento negli alunni. L¶istruzione
riconosce, nelle diverse teorie pedagogiche, l¶ importanza del gioco come facilitatore
dello sviluppo di abilità cognitive e sociali; nonostante ciò è legata ad una vecchia
concezione che vede il gioco solo come momento di pausa da proporre negli
intervalli o in alcuni momenti della giornata scolastica . Gli stessi insegnanti molte
volte considerano studiare e giocare due cose completamente opposte e inconciliabili ,
pensano che sia inutile servirsi di internet o dei videogiochi per facilitare i processi
di apprendimento nei ragazzi. E qui che Antinucci vuole dimostrare l¶incoerenza
della scuola che pur sapendo della potenza del gioco sullo sviluppo cognitivo del
bambino non si preoccupa affatto di sfruttare tale potenzialità. Un grande
agevolazione per la scuola potrebbe essere quello di introdurre nelle attività
didattiche anche i videogiochi. La domanda potrebbe essere: perché Antinucci parla
proprio dei videogiochi? Perché il videogioco può sviluppare capacità logiche e
strategiche, agevola le capacità mnemoniche, le capacità di reazione agli stimoli,
aumenta le capacità di coordinazione senso motorie, agevola anche una maggiore
socializzazione. Inoltre i videogiochi soddisfano le esigenze di una popolazione
giovanile definita ³nativi digitali´e g li ambienti virtuali spingono gli studenti ad
esplorare al di là dei confini del dato materiale, che consenta una natura proattiva ed
esplorativa, incoraggiandoli a divenire autodidatti, promuovendo così
l¶apprendimento autonomo. Nei videogiochi il giocatore trova la sua soddisfazione
nel raggiungimento di dete rminati obiettivi, e lo schema di gioco realizzato attraverso
livelli di complessità progressivi è fatto in modo da strutturare il processo di
apprendimento in maniera tale che non si possa avanzare senza una buona
comprensione e padronanza del livello att uale (uno dei compiti con cui gli educatori
si trovano a fare più spesso i conti). I videogiochi sono un mezzo con delle
potenzialità in ambito didattico non ancora esplorate, probabilmente sia a causa dei
forti interessi commerciali coinvolti (cosa che h a creato un appiattimento della varietà
e della qualità dell¶offerta), che a causa di una certa resistenza della classe docente,
che ha preferito soffermarsi sugli aspetti superficiali, tralasciando l¶aspetto educativo,
che esiste come in tutti i medium. Penso che dovrebbe essere uno dei compiti degli
educatori cercare di far crescere questo potenziale e usare il videogioco anche a
favore del processo di apprendimento e non più solo come puro veicolo di
intrattenimento. L¶insegnante, deve ridefinire la propria progettualità didattica,
servendosi della simulazione, e prendendo atto dell¶esistenza di luoghi dentro la
scuola che consentono un apprendimento di tipo esperienziale oltre che un
apprendimento simbolico-ricostruttivo, finora l¶unico riconosciuto come valido.