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Cap V IL GOVERNO
Nella Costituzione solo 5 articoli (dal 92 al 96) sono dedicati alle fonti di disciplina
del Governo.
Perciò, la ricostruzione dei poteri, dell’organizzazione e del funzionamento del
Governo richiede anche lo studio della prassi delle consuetudini costituzionali
formatesi nel tempo e delle leggi e norme che si sono succedute.
Art 95 c.3→ Costituenti attribuirono alla legge di determinare l’ordinamento della
Presidenza del Consiglio e individuare il numero e l’organizzazione dei Ministeri.
Solo a distanza di 40 anni dell’entrata in vigore della Costituzione, il legislatore ha seguito
le indicazioni sopra indicate. → L.400/1988
Successivamente ci furono ulteriori modifiche → D.lgs 303/1999
Invece in Assemblea costituente, la discussione si incentrò sulla modalità di nomina
del Presidente del Consiglio.
Il Governo è l’organo costituzionale che determina l’indirizzo politico del Paese
e ha la titolarità di diverse funzioni amministrative.
Alla determinazione dell’indirizzo politico contribuisce il Parlamento che
determina la formazione e le sorti del Governo attraverso gli istituti fiduciari.
Inoltre il Governo è dotati di poteri normativi, ovvero adottare decreti legge,
legislativi e regolamenti.
La disciplina costituzionale e la prassi:
Art 92 c.2→ Il PDR nomina il PDC dei ministri e,su proposta di questo, i ministri.
Il PDR esercita il potere di nomina del Governo a seguito delle elezioni per la
formazione delle nuove Camere che si svolgono al termine di ogni legislatura.
Può accadere che il PDR sia chiamato a formare un nuovo Governo anche durante il
corso della legislatura. Ciò si verifica quando il Governo in carica presenta le proprie
dimissioni e si è in presenza di crisi di Governo.
Si articola in 6 fasi:
1.Consultazioni
Procedimento: Il PDR prima di 2.Mandato esplorativo
provvedere alla nomina del PDC deve → Pre-incarico ; Flessibilità
compiere delle attività non disciplinate del procedimento
dalla Costituzione ma che trovano 3.Incarico
fondamento nella consuetudine → Accettazione con
costituzionale. riserva 4.La nomina dei
ministri 5.Il giuramento
6. La fiducia iniziale

a) Consultazioni: Il PDR svolge le consultazioni durante le quali incontra i


Presidenti dei gruppi parlamentari, i Presidenti delle due Camere, e gli ex PDR e
ogni personalità ritenga utile interpellare. (es: segretari, presidenti dei partiti
presenti, gli ex PDC, rappresentanti dei sindacati).
La scelta in merito alle persone da consultare è in discrezione del PDR. Qualora
la situazione sia incerta, egli può svolgere più cicli di consultazioni.
Esito: Grazie al quale disporrà il quadro della situazione politica e comprenderà
se è possibile individuare un soggetto capace di formare un Governo in grado di
ottenere il sostegno di una maggioranza parlamentare.

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b) Mandato esplorativo: Qualora le consultazioni non abbiano consentito al PDR


di individuare tale soggetto, può fare ricorso a uno strumento che gli permetta
di approfondire ulteriormente lo stato dei fatti.
E’ un passaggio eventuale e non necessario. Il Capo dello Stato affida un mandato
esplorativo ad una personalità super partes (Presidente Camera o del Senato).
Colui che riceve il mandato ha il compito di vagliare in profondità la situazione
politica per verificare attraverso ulteriori colloqui con i principali esponenti
politici in Parlamento, l’esistenza di un soggetto in grado di formare un Governo
che possa ottenere la maggioranza. Generalmente il mandato, il PDR, non lo
affida a colui che pensa di affidare l’incarico. In alcune circostanze, il compito
che affida è specificatamente di individuare una maggioranza particolare o il
consenso su un limitato programma di Governo. (es. 2018 Mattarella affidò 2 mandati
esplorativi, a Casellati e a Fico, entrambi con esiti negativi).

Pre-incarico: In alternativa al mandato, il PDR può attribuire un pre-incarico già


a colui al quale ipotizza di conferire l’incarico di formare il Governo. Il
preincaricato dovrà comprendere se è in grado di costituire una maggioranza che
possa sostenere il Governo. La scelta tra mandato e pre-incarico è a discrezione
del PDR e determinata dalla situazione politica del momento.
(es.2008 a seguito della crisi Governo Prodi, il P. Napolitano attribuì al Presidente Marini il
compito di verificare le possibilità di consenso su una riforma della legge elettorale e di sostegno
a un Governo funzionale all’approvazione di tale riforma e all’assunzione delle decisioni più
urgenti).

La flessibilità del procedimento: Se al termine di questa fase non sarà stato


possibile individuare nessun soggetto da incaricare, il PDR dovrà sciogliere le
Camere. Flessibilità→ Quando la situazione è incerta il PDR può decidere di
provare più strade e concedere molto tempo alle forze politiche per determinare
la nomina del Governo. (es. Gli 89 giorni occorsi dal giorno delle elezioni per la formazione
del Governo Conte, sono una dimostrazione della flessibilità. All’inizio delle elezioni, Mattarella
ha svolto 2 cicli di consultazioni tra le forze politiche che non hanno portato risultati.In seguito
ha
affidato 2 mandati esplorativi con esito negativo. Il Capo dello Stato ha nuovamente svolto cicli di
consultazione e qualche giorno dopo, ulteriori solo con 2 forze politiche che hanno trovato
l’accordo sull’incaricato.)

c) L’incarico: Quando dalle consultazioni, dal mandato o dal pre-incarico emerge


l’indicazione di un soggetto che possa essere in grado di sostenere un Governo e
che abbia la fiducia del Parlamento, il PDR procede a conferire a tale soggetto
l’incarico vero e proprio della formazione del Governo. E’ necessaria la certezza.
In passato ci sono stati casi di attribuzioni di Governi anche a personalità che non
erano certe di ottenere la fiducia, o casi di astensione. (es.Governo Andreotti nel
1976 , cd. governo della non sfiducia o delle astensioni, in cui la fiducia venne ottenuta solo
grazie al fatto che al momento del voto, gli esponenti del Partito Comunista Italiano si astennero
e furono sufficienti i voti della Democrazia Cristiana per raggiungere la maggioranza relativa
prevista dall’ART 94)

L’accettazione con riserva: A seguito del conferimento dell’incarico, che a


partire dal 1958 viene assegnato solo oralmente (negli anni precedenti veniva
attribuito mediante decreto), l’incaricato accetta generalmente con riserva.
Riserva: E’ sciolta positivamente quando l’incaricato riesce ad aggregare
consenso attorno ad un programma e una lista dei ministri da proporre al PDR,
con l’aspettativa di ricevere la fiducia del Parlamento. Quando ciò non accade,
gli incaricati scioglieranno negativamente la riserva. (es.Rinunce all’incarico Moro nel
1960 e nel 79 con Andreotti e La Malfa)

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d) La nomina dei ministri: Quando l’incaricato scioglie positivamente la


riserva, il PDR può procedere a nominare con decreto il PDC e i ministri da
questo proposti(art.92c.2)
Legge 400/1988: Il decreto di nomina del PDC dei ministri è da lui controfirmato,
insieme ai decreti di accettazione delle dimissioni del precedente Governo.
In merito alle modalità di formazione della lista dei ministri, la Costituzione si
limita ad affermare che la proposta dei singoli ministri spetta al PDC. La scelta
delle singole personalità può essere condizionata e vincolata dalla volontà dei
partiti. (es. Nel 94 il Pres Scalfaro si oppose alla proposta di nominare Ministro della Giustizia
Previti, in quanto era avvocato del PDC incaricato, Berlusconi. Nel 2014 Napolitano pose invece il
veto alla nomina di Ministro di giustizia del magistrato Gratteri, prospettata dal PDC Renzi
incaricato→ In questi due casi con collaborazione rinunciarono alla nomina proposta. Invece, nel
2018 Mattarella pose il veto a Conte rispetto alla nomina di Ministro dell’economia Savona,
ritenuto inadatto in ragioni critiche rispetto all’adesione dell’Italia all’euro. Secondo Mattarella
tali posizioni avrebbero messo in pericolo la stabilità dei mercati finanziari e i risparmi dei
cittadini. Il veto opposto del PDR aveva portato all’incaricato (anche se riteneva il nominato
essenziale per economia) a rinunciare all’incarico. Dopo qualche giorno tornarono sui propri passi
e nominarono un nuovo ministro per economia, così si formò il Governo Conte.

Ruolo PDR(rispetto alla scelta dei ministri): la dottrina si divide in due parti:
1. Parte degli studiosi afferma che pur potendo in via eccezionale porre il
veto alla nomina dei ministri per ragioni inerenti alla persona proposta,
non possa porre veti su ministri sulla base di valutazioni legate
all’indirizzo politico. Quindi il Capo dello Stato non può essere
considerato responsabile della composizione della compagine ministeriale.
2. Secondo altre tesi, il PDR sarebbe responsabile insieme all’incaricato,
della scelta e nomina dei Ministri. Di conseguenza egli potrebbe opporsi
alle proposte provenienti dal PDC incaricato anche per ragioni collegato
alla possibile lesione di interessi costituzionali.

e) Il giuramento: Art 93→ Il Presidente del Consiglio e i ministri, prima di


assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente
della Repubblica.
Con il giuramento, la fase di formazione del Governo può ritenersi conclusa.
Il Governo che non ha ancora ricevuto la fiducia dal Parlamento, per ragioni di
correttezza istituzionali nei confronti delle Camere→ avrà poteri limitati
all’attività di ordinaria amministrazione rinunciando a iniziative di rilievo
politico.

f)La fiducia iniziale: Art 94c.3→ Entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo
si presenta alle Camere per ottenere la fiducia. La mozione di fiducia viene
votata separatamente da ciascuna delle due Camere a seguito del discorso
programmatico che il Presidente del Consiglio svolge alla Camera e al Senato.
(Si sono verificati in passato 5 casi di Governi che non hanno ottenuto la fiducia iniziale dal
Parlamento. Anche all’inizio della legislatura del 2018 si è prospettata la possibilità di avere in
carica un Governo senza la fiducia iniziale, all’esito di 80 giorni di crisi, il PDR aveva incaricato il
Prof Cottarelli di formare un Governo che certamente non avrebbe avuto la fiducia del
Parlamento, al solo scopo di condurre il Paese alle urne. Solo l’accordo raggiunto in extremis tra
le forze politiche di maggioranza determinava la rinuncia dell’incaricato destinato a governare
senza fiducia e alla formazione poi del Governo Conte.

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IL RUOLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Elasticità del procedimento di formazione del Governo
Il ruolo assunto dal PDR nell’individuazione e nella nomina del PDC e dei ministri,
nonché la durata del procedimento, possono variare a seconda dello scenario politico
del momento.
L’assenza di indicazione precise nelle norme dedicate al Governo è ritenuta indicativa
nella volontà dei costituenti di rendere flessibile questa fase.
Il sistema elettorale, l’esito delle elezioni e il modo di esercitare la funzione
presidenziale sono elementi che influenzano il procedimento di formazione del Governo.
Il Capo dello Stato si è trovato spesso a utilizzare poteri molto penetranti nella
formazione.

I Governi del presidente


Si caratterizzano per il ruolo ricoperto dal PDR nella scelta del PDC e nella fase di
formazione, la cui esistenza rimane condizionata dalla fiducia del Parlamento. In
passato specialmente ci sono stati incarichi conferiti al PDR per porre condizioni
all’incaricato quanto alla maggioranza che avrebbe dovuto sostenere o obiettivi da
perseguire.

➔ Formazione dei governi nel contesto proporzionale (1948-1992)


Nel vigore del sistema elettorale proporzionale che ha seguito il nostro ordinamento
fino agli inizi degli anni 90 e in un contesto di multipartitismo estremo che non
consentiva mai al partito di maggioranza relativa di ottenere voti sufficienti per formare
una maggioranza parlamentare→ per questo motivo era spesso necessario svolgere
lunghe trattative tra partiti al fine di individuare un’alleanza in grado di formare un
governo di coalizione. In queste situazioni di incertezza il ruolo del PDR di
intermediazione è risultato decisivo quando i partiti dimostravano difficoltà nel
raggiungimento di un accordo
Es: 1953, il presidente Einaudi, dopo la nomina del Gverno De
Gasperi che non ottenne la fiducia iniziale, decise di incaricare
la formazione dell’esecutivo l’on. Pella senza neppure
La scelta di conferire procedere alle consultazioni.
l’incarico ad una Nel 1979, all’esito di due rinunce da parte dei presidenti
personalità anziché a incaricati, il pres Pertini convocava contemporaneamente
un’altra poteva risultare Andreotti, La Malfa e Saragat (incarico a 3). Al primo attribuiva
l’incarico di PDC ai secondi di vicepresidenti. La morte dell’on.
risolutiva al fine di riuscire
La Malfa e la rinuncia del sen. Saragat facevano venire meno
a formare il Governo. l’idea iniziale di Pertini. La soluzione non si sbloccò, e il
Governo Andreotti, che aveva pure giurato, non ottenne la
fiducia iniziale e ebbe solo il compito di gestire la fase
elettorale.

➔ La formazione dei governi nel contesto maggioritario(1994-2008)


Dal 1994 al 2008(dalla XII alla XVI legislatura) le elezioni si sono svolte sulla base di leggi
elettorali di stampo maggioritario e i principali partiti politici si sono aggregati in due
coalizioni→ una di centro-destra, una di centro-sinistra, indicando preventivamente ai
cittadini sia le alleanze elettorali, sia colui che avrebbero proposto come PDC. Questo
ha facilitato all’inizio della legislatura, il compito del PDR, le cui consultazioni in questi
casi hanno avuto significato più formale che sostanziale. Il suo ruolo è tornato ad essere
centrale quando le coalizioni si disgregarono e determinarono la crisi dei governi
iniziali, si verificò in tutte e 5 le legislature.

➔ La formazione dei governi nella XVII e XVIII legislatura


Quanto accaduto a seguito delle ultime due elezioni (2013 e 2018) conferma il ruolo
decisivo del PDR nella fase di formazione dei governi. Nel 2013 comparve un terzo
soggetto(m5Stelle)...pag 265.
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COMPOSIZIONE E FUNZIONI DEL GOVERNO


Organi necessari e non necessari:
Art. 92→ Il Governo della Repubblica è composto del PDC e
dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

In realtà quelli elencati dalla norma, sono solo gli organi necessari del Governo.
La legge n.400/1988 consente la nomina di altri soggetti (es: sottosegretari,
viceministri, vicepresidenti del consiglio) quali componenti dell’esecutivo.

Il Governo è un organo complesso, caratterizzato dalla presenza di una pluralità di


organi al suo interno, e ineguale poiché gli organi che lo compongono sono differenziati
da struttura, funzioni e relazioni ai loro rapporti.

Gli organi necessari sono:


1) Il Presidente del Consiglio dei Ministri : Organo individuale chiamato a presiedere
il Governo.

2) I singoli ministri (con portafoglio): Organo individuale, ciascuno posto al vertice


dei singoli monasteri o dicasteri, secondo la
terminologia dell’art 95, cioè di uno specifico
settore. (es. salute, difesa,istruzione)

3) Consiglio dei ministri: Organo collegiale nel quale siedono il Presidente


del Consiglio e i singoli ministri.

Gli organi non necessari sono stati introdotti prima per via di prassi, successivamente
la legge400/1988 ne ha dettato una disciplina unitaria. Tali organi possono essere
previsti da singoli Governi (nel loro potere di auto organizzazione) per rendere più
funzionale l’attività di Governo; spesso la scelta di istituirli è volta a regolare gli
equilibri politici delle coalizioni governative.
La legge ha fissato il numero massimo dei componenti del Governo in 65, compresi
organi non necessari; quest’ultimi non possono sostituirsi nell’esercizio delle
competenze attribuite agli organi necessari.

Gli organi non necessari sono:

1) Vicepresidente del Consiglio: In caso di assenza o impedimento temporaneo del


PDC, ha funzioni suppletive di quest’ultimo. Spesso viene nominato in governi di
coalizione al fine di garantire una certa visibilità anche ad un partito diverso
rispetto a quello che esprime il Presidente. L’art.8 l.400/1988: Prevede la
possibilità di nominare più vicepresidenti, la proposta spetta al PDC, la delibera è
del Consiglio dei ministri. Qualora un vicepresidente non venga nominato, la
funzione
spetta al ministro più anziano.

2) Ministri senza portafoglio: Sono ministri senza un ministero assegnato, ma


Es. Ministro degli affari responsabili di un dipartimento della Presidenza del
regionali o ministro per i C. o incaricati di svolgere funzioni delegate dal PDC.
rapporti con il Essi siedono a pari titolo in Consiglio dei ministri come
Parlamento. i ministri con portafoglio. Secondo l’art.9 l.400/1988
la nomina spetta al PDR su proposta del CDM.

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3) Sottosegretari di Stato: Nominati per coadiuvare il singolo ministro, ma non


Art.10 L400/1988:
I partecipano alle riunioni del CDM. Esercitano i compiti
sottosegretari sono nominati conferiti tramite delega. Inoltre possono intervenire, alle
con decreto PDR su sedute delle Camere e delle Commissioni parlamentari,
proposta PDC, di al fine di sostenere la discussione in conformità alle
concerto con il ministro direttive dei ministri e rispondere a interrogazioni e
che il
sottosegretario è chiamato a interpellanze.
coadiuvare, sentito il CDM. Nell’individuazione della persona da adibire al ruolo, è
decisivo il parere del ministro con cui il sottosegretario
andrà a collaborare.

4) Viceministri: Art.10 c.3 L.400/1988→ Sono sottosegretari cui vengono conferite


deleghe relative all’intera area di competenza di una o più strutture
dipartimentali di più direzioni generali. Possono partecipare al CDM
se invitati dal PDC ma senza diritto di voto . Essi non possono
essere più di 10 all’interno del ministero.

5) I Commissari straordinari di Governo: Art. 11(..)→ Sono nominati qualora si


renda necessario realizzare specifici obiettivi o nel caso si presentino esigenze di
coordinamento tra amministrazioni statali. Si tratta di incarichi temporanei: lo stesso
decreto di nomina deve indicarne la durata.

6) Il Consiglio di Gabinetto: Può coadiuvare il PDC nell’esercizio delle sue


competenze costituzionali. Art 7(..)→ Prevede la composizione ovvero dai soli
ministri designati dal PDC.

7) I comitati interministeriali: Organi collegiali in cui si riuniscono solo i ministri


dotati di competenze trasversali sulla materia oggetto del comitato stesso.
Hanno natura permanente, sono istituiti con legge che ne stabilisce composizione
e competenze e deliberano su oggetti determinati dalla stessa legge..
Tra i più noti: CIPE(comitato inter. Programmaz. Economica→ L.48/1967) CISR (per
la sicurezza della Repubblica→ L.124/2007, ma già esistente con altra denominazione
ex lege 901/1977) CICR (credito e risparmio d.lgs 385/1993).

8) Comitati dei ministri: Istituiti dal PDC al fine di esaminare in via preliminare
questioni di comune competenza, di esprimere parere su direttive dell’attività del
Governo su problemi di rilevante importanza da sottoporre al CDM. A differenza
dei comitati interministeriali, quelli di ministri non adottano atti di rilevanza
esterna.

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LE COMPETENZE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E DEI
MINISTRI ALLA LUCE DELL’ART.95 E DELLA LEGGE 400/1988.

L’assenza di indicazioni univoche nel testo della Costituzione


Per individuare le competenze degli organi necessari e i loro rapporti, il dettato della
Costituzione non è soddisfacente. Infatti, sul punto essa contiene indicazioni non
univoche che hanno dato origine a interpretazioni diverse. L’Assemblea costituente non
riuscì a trovare una soluzione condivisa e quindi le norme su ciò, presenta ambiguità.
Nella scelta dei contribuenti è presente il timore alla luce dell’esperienza fascista di
attribuire eccessivi poteri al PDC.
Art 95 comma 1= Il PDC dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile.
Mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando
l’attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del CDM e
individualmente degli atti dei loro dicasteri.

In Costituzione non viene detto nulla Quindi: Il potere di direzione della


rispetto i poteri del CDM e quelli dei politica generale che l’art 95 attribuisce
ministri. E’ possibile quindi desumere al PDC è diverso dal potere di decidere
dall’art 95 che se il PDC ha il compito sul merito delle scelte politiche che
di dirigere la politica generale del riguardano tutto il Governo. Questo
Governo, il CDM è l’organo deputato a compito è dunque da attribuire al CDM
definirne i contenuti. nella sua collegialità.

L’indeterminatezza delle formule utilizzate dall’Assemblea ha sempre provocato molte discussioni sui
poteri e rapporti tra i 3 organi necessari del Governo.
Con la L.400/1988: Il legislatore è intervenuto a chiarire il disposto costituzionale: confermato il
potere di decisione collegiale del CDM, sono stati individuati alcuni strumenti in grado di garantire un
più efficace potere di coordinamento e di direzione al PDC.

Funzioni del Consiglio dei ministri→ Indicate dall’art 2 (…)


1. Determinare la politica generale del Governo.
2. Ai fini della politica generale, deve determinare l’indirizzo generale
dell’azione amministrativa.
3. Deliberare su ogni questione relativa all’indirizzo politico fissato dal rapporto
fiduciario con le Camere e evitare eventuali conflitti che sorgano tra ministri.
4. Parola definitiva su tutti i disegni di legge e su tutti gli atti normativi, (decreti legge,
decreti legislativi, regolamenti.) sugli atti che lo Stato può esser chiamato a compiere
nei confronti delle Regioni e delle autonomie locali, (es: inadempienza degli enti
regionali...per lo scioglimento dei Consigli regionali) sulle linee di indirizzo di tema
politica internazionale e comunitaria e sugli atti concernenti i rapporti tra lo Stato e le
confessioni religiose.
Funzioni del Presidente del Consiglio→ Indicate dall’art. 5 c.2(..)
L’articolo traduce i concetti di direzione della politica generale e di mantenimento
dell’unità di indirizzo politico e amministrativo, di cui l’art 95 conferendo al
Presidente il compito di :

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1. Indirizzare ai ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle


deliberazioni del CDM, ovvero quelle connesse alla propria responsabilità di direzione
della politica generale del Governo.
2. Coordinare e promuovere l’attività dei ministri in ordine agli atti che riguardano la
politica generale del Governo.
3. Sospendere se necessario l’adozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine
a questioni politiche e amministrative, sottoponendoli al CDM nella riunione successiva.
4. Concordare con i ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che intendano rendere
ogni qualvolta, eccedendo le responsabilità ministeriale, possano impegnare la
politica generale del Governo.
5. Adottare le direttive per assicurare l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza
degli uffici pubblici e promuovere le verifiche necessarie. In casi particolari può
richiedere al ministro competente relazioni e verifiche amministr.
6. Promuovere l’azione dei ministri per assicurare che le aziende e enti pubblici svolgano la
loro attività secondo gli obiettivi imposti dalla legge che ne definiscono l’autonomia e
che siano coerenti con gli indirizzi politici del Governo.
7. Esercitare le attribuzioni conferitegli dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di
segreto di Stato.
8. Disporre se necessario con decreto, l’istituzione di Comitati di ministri particolari
9. Disporre se necessario la costituzione di gruppi di studio/lavoro per assicurare
la presenza di tutte le competenze interessate e di esperti anche non della P.A.
10. Art 2 c.2(..) Restando la competenza a deliberare del CDM, è il PDC il titolare
dell’iniziativa relativa all’apposizione della questione di fiducia delle Camere.
E spetta al PDC il compito di convocare il Consiglio e stabilire l’ordine del
giorno.

Funzioni dei singoli ministri


La Costituzione si limita a stabilire la responsabilità collegiale per gli atti approvati in
Consiglio, e quella individuale per gli atti che provengono dal ministero di cui sono posti al
vertice. Essi svolgono quindi un duplice ruolo :
1. Contribuiscono alla determinazione dell’indirizzo politico in virtù della loro
partecipazione ai lavori e alle deliberazioni del CDM.
2. Sono posti a capo dei singoli ministeri, che costituiscono il vertice delle
amministrazioni centrali dello Stato.

Art 95 c.3→ Attribuisce alla fonte legislativa il compito di individuare il numero, le


attribuzioni e l’organizzazione dei singoli ministeri. Attualmente sono 13(L.244/2007)

I RAPPORTI TRA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRI


L’indeterminatezza delle norme relative al Governo comportano discussioni in relazione
alle competenze degli organi, ma anche rispetto ai rapporti tra PDC e ministri.
Il PDC come primus inter partes
Questa prima tesi riconosce nel PDC la centralità delle attribuzioni del CDM, ma non
la supremazia nei confronti dei ministri, ma un limitarsi a svolgere ruolo di
coordinatore. Dal punto di vista costituzionale, tale prospettiva trova fondamento in 3
ragioni:
1. Nell’assenza, in capo al PDC, del potere di revocare ministri. L’impossibilità di
sostituire personalità che assumano posizioni che non coincidono con quella del PDC →
segnala l’assenza di supremazia rispetto ai ministri.
2. L’attribuzione collegiale del potere di determinare la politica del Governo smentirebbe
la natura verticistica dei rapporti anche alla luce dell’Art 92 secondo cui il PDC e i
ministri costituiscono insieme il CDM.
3. Tale tesi avvalorerebbe nell’Art 95 che afferma la responsabilità collegiale dei
singoli ministri per gli atti approvati dal CDM.
Questi 3 elementi testimoniano che la funzione di
indirizzo politico è esercitata dall’organo collegiale,
mentre NESSUNA posizione viene riconosciuta al PRIMO TRA PARI
Presidente che dunque dovrebbe esser considerato
alla stregua di un mero “PRIMUS INTER PARTES”
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PDC e ministri nel contesto proporzionale (1948-1993 )


In età repubblicana fino all’avvento del sistema maggioritario nel 1994, il ruolo di guida del
PDC(che era raro coincidesse con quello dei segretari) è stato spesso ridimensionato dl peso dei
ministri. Quindi l’esperienza dell’esecutivo italiana, è caratterizzata dal forte ruolo dei
ministri (che ogni singolo poteva esercitare).
GOVERNO DEI FEUDI: Dove i feudi erano i ministeri, in cui né PDC né CDM erano in grado di
assumere poteri decisivi. I ministri rappresentavano e facevano valere le posizioni delle coalizini
dei partiti che sostenevano il Governo→ Dissidi tra PDC e ministri.
Soluzione: Intervento con la L.400/1988: al fine di attribuire maggiori strumenti di direzione l
PDC con rispetto al principio di collegialità dell’art 92 e confermato da L.400.

PDC in posizione di preminenza rispetto ai ministri


Secondo questa tesi, la Costituzione riconoscerebbe al PDC una posizione di preminenza
(superiorità indiscussa) rispetto ai ministri. I sostenitori di ciò, richiamano il testo dell’art 95 che
differenzia le due posizioni, attribuendo al PDC il compito di dirigere la politica generale del
Governo→ quale ha la necessità di stabilità e di continuità di indirizzo. Ciò testimonierebbe la
centralità del PDC in quanto abbia il potere di individuare e proporre i nomi dei singoli ministri.
N.B. Le dimissioni del PDC determinano la conseguenza della crisi di governo, esse possono porre
fine alla vita dell’intero esecutivo.

PDC e ministri nel cotesto bipolare (1994- 2013)


I PDC che si sono susseguiti in quegli anni sono stati i leader del partito con maggior consenso.
1994 in poi le campagne erano caratterizzate dall’inserimento dei nomi dei candidati per carica
di PDC nella scheda, in virtù del consenso popolare, si ritenne che PDC avesse il potere di
influenzare le decisioni del CDM e ministri.
D.L303/1999: Ha attribuito maggior poteri al PDC. Un ulteriore elemento fu il ruolo che il PDC
ha assunto nell’UE→Art.15 Trat.Lisbona→ Afferma che PDC fa parte del Consiglio europeo, e
che è l’organo preposto a dare all’UE gli impulsi necessari al suo sviluppo. Questo
determinerebbe un rilievo ormai indiscutibile differenziandosi dai singoli ministri
PDC e ministri nella XVII e XVIII legislatura
Entrambe le tesi presentano profili condivisibili e aspetti criticabili. Ma la Costituzione non
prende posizione in modo chiaro → Prassi, consuetudini, interpretazione.
Gli accadimenti recenti testimoniano come la flessibilità delle regole attribuisca una peso
decisivo (nei rapporti tra PDC e ministri) al concreto atteggiarsi delle condizioni politiche del
momento. All’esito delle elezioni 2013 con la mancanza di un vincitore, nessuna delle coalizioni
era stata in grado di sostenere e formare un governo.
1) Gli episodi successivi della XVII leg. Es Renzi: Dotato di un consenso elevato riuscì a
influenzare la politica e a indurre anche le dimissioni ai ministri.
2) All’inizio della XVIII leg. Le modalità con cui i leader di >anza hanno proceduto a individuare
il PDC Conte, pare consentissero un’interpretazione riduttiva die poteri e del ruolo del PDC.

Importanza del concreto atteggiarsi delle condizioni politiche


Alla luce di quanto definito nella L.400/1988, d.lgs 300 e 303/1999 il rapporto tra PDC e
ministri deve essere letto, in mancanza di chiari riferimenti costituzionali, in base alla concreta
situazione politica esistente. Infatti dipende dagli equilibri interni alla coalizione di Governo e
dalla specifica personalità e autorevolezza del PDC e dei ministri. I poteri presidenziali di
direzione politica, di coordinamento e promozione dell’attività ministeriale devono essere
bilanciati con la considerazione dei ministri che per il ruolo forte che hanno, consente loro di
rispondere alle direttive del partito a cui appartengono più che al PDC. Art.8 L.124/2015 Delega
il Governo a adottare uno o più decreti lgs volti a modificare la L.400/1988 Obiettivo=
Disciplinare competenze dei ministri da parte del PDC→ Al momento non è succeduto alcun D.lg
quindi la situazione rimane quella descritta in precedenza.

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LA RESPONSABILITA’ POLITICA E GIURIDICA DEL GOVERNO


Il rapporto Governo-Parlamento= Mozione di fiducia e questione di fiducia
Art.94 Cost: Prevede che il Governo per Il permenere della fiducia tra P e G può
entrare nella pienezza delle sue essere oggetto di verifica anche nel corso
funzioni, debba ottenere la fiducia della legislatura. L’istituto trva fondamento
entro 10 gg dal giuramento da parte di nella prassi. Con la richiesta della fiducia, il
entrambe le Camere. Approvando la G chiede al P di approvare un atto che lo
Mozione di fiducia, le Camere esprimono stesso Esecutivo ritiene fondamentale e
la consonanza rispetto all’indirizzo indispensabile per proseguire il suo
politico che il Governo di propone di mandato, ponendo il P di fronte a
svolgere. La fiducia è l’elemento che un’alternativa. Qualora la fiducia non
qualifica la nostra forma di Governo venisse approvata, tale voto avrà come
come parlamentare, se venisse meno la conseguenza le dimissioni del Governo
fiducia da parte di una sola Camera, stesso. Grazie alla questione di fiducia il G
Governo deve rassegnare le dimissioni. è in grado di mettere alle strette la propria
L’articolo illustra le modalità con cui la maggioranza. La questione può essere posta
mozione iniziale deve essere su qualsiasi deliberazione delle Camere, ad
votata→Appello nominale e dev’essere eccezione delle delibere che attengono al
motivata. funzionamento interno delle Camere(es.
Prassi: Governo si presenta prima in una Sanzioni disciplinari, verifica elezioni). Si
poi nell’altra ed espone il suo vota per appello nominale, i regolamenti
programma di parlamentari prevedono che il voto
governo(dichiaraz.programmate). favorevole alla fiducia impedisca il voto su
L’appello nominale consente di proposte alternative a quelle presentate in
garantire il più alto grado di G.
trasparenza.
La mozione di sfiducia nei confronti del Governo e nei confronti del ministro
Art. 94 c.5 disciplina anche modalità con cui il Parlamento può porre fine al mandato del
Governo in corso. Secondo la norma: La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno 1/10
dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di 3 gg della sua
presentazione. Art.94 c.2 La mozione deve essere motivata e per appello nominale.
Obiettivi:
1. La Costituzione richiede che vi sia il consenso di un numero minimo e non irrisorio di
parlamentari per poter richiedere il voto su una mozione di sfiducia. Numero
minimo previsto è di 1/10 di senatori o deputati.
2. Termine: 3 gg che deve decorrere dal momento della presentazione al voto della sfiducia
è necessario per una opportuna meditazione e per evitare gli assalti alla diligenza. Infatti
le Camere si riuniscono e possono legittimamente decidere con la maggioranza + 1 dei
componenti, e approvare la mozione con i voti di metà+1 dei presenti. Il preavviso di 3 gg
è per consentire ai parlamentari di essere a conoscenza della mozione in modo di esser
presenti in aula.
3. La mozione deve essere motivata e votata con appello nominale affinché vi sia chiara
assunzione di responsabilità politica rispetto alle ragioni della decisione che ogni
parlamentare prenderà.
La mozione di sfiducia individuale
Pur non prevista dalla Costituzione è ammissibile anche la sfiducia nei confronti di un singolo
ministro. Applicata in via di prassi, dal 1986 disciplinata da un regolamento parlamentare,
l’ammissibilità di tale strumento è stata affermata dalla Corte Cost. Nella sentenza n.7/1996→
Valorizzò le norme(art 89 e 95) che attribuiscono una responsabilità politica che deriva
dall’esercizio dei poteri individuali dei singoli ministri per gli atti dei loro dicasteri,
evidenziando come la possibilità di sfiduciare il singolo ministro sia una diretta conseguenza
della sua responsabilità individuale. Cit Corte: La conseguenza deve ritenersi come una
valutazione non
necessariamente rivolta al Governo nella sua collegialità bensì suscettibile di essere indirizzata
anche al singolo ministro.

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LE CRISI DI GOVERNO
Ad ogni dimissione del Governo, spontaneamente o costretto dal P, si apre la crisi di G.
Nella prassi distinguiamo crisi parlamentari e extraparlamentari.
Crisi parlamentari: Sono determinate dall’approvazione di una mozione di sfiducia di una delle
due Camere o dal voto contrario sulla questione si fiducia posta dal Governo. In questi casi il
Governo è giuridicamente obbligato a presentare le dimissioni al PDR.
(es. Solo 2 casi: Governo Prodi 1998 entrambi i casi)
Crisi extraparlamentari: Sono determinate dalle dimissioni spontanee del PDC dei ministri
indipendentemente dall’approvazione di una mozione di sfiducia o dal diniego della fiducia.
Motivi: Impedimento fisico, venir meno sostegno politico di una delle forze di maggioranza, una
sconfitta elettorale intermedia, ragioni personali. Nella prassi, le dimissioni sono state per lo
più determinate per il venir meno della maggioranza parlamentare che aveva sostenuto fino a
quel momento il Governo.

Il cambio di Governo alla scadenza della legislatura: Casi in cui la fine del rapporto fiduciario
tra G e P è determinato dalla scadenza della legislatura e dallo scioglimento delle Camere. Nel
momento in cui le nuove Camere si riuniscono per la prima volta, il PDC del Governo formatosi
durante la precedente legislatura ha l’obbligo di rassegnare le dimissioni e consentire così la
formazione di un nuovo Esecutivo.

La risoluzione delle crisi di governo


Una crisi di governo nel corso di una legislatura richiedere l’intervento del PDR.
Il PDR può risolvere in 2 modi:
1. Se le condizioni politiche lo consentono, il PDR nominerà un nuovo PDC e potrà
così formarsi un nuovo Governo.
2. Se le forze politiche presenti in Parlamento non sono in grado di esprimere una
maggioranza tale da formare un nuovo Governo,PDR→ sciogliere anticipatamente le
Camere(nel rispetto della procedura art 88) indicendo nuove elezioni. Questa è una
scelta che i PDR prendono solo dopo aver riscontrato l’assoluta impossibilità di
crearsi, una maggioranza. Lo scioglimento è l’extrema ratio da utilizzare per
consentire all’ordinamento di far terminare una situazione politica e istituzionale.

LE RESPONSABILITA’ DEL PDC E MINISTRI


1) DI TIPO POLITICO
Art 95: PDC è responsabile della 2) DI TIPO GIURIDICO 3) PENALE per gli atti commessi
politica generale del G, mentre i Art 28: “I funzionari e i nell’esercizio delle funzioni
ministri hanno una duplice dipendenti dello Stato e degli Art 96: “PDC e ministri, sono sottoposti
responsabilità: una collegiale per gli enti pubblici sono per reati commessi nell’es delle loro
atti adottati dai CSM, una direttamente responsabili, funzioni, alla giurisdizione rdinaria,
individuale per gli atti dei loro secondo le leggi penali, civili e previa autorizzazione del Senato o della
dicasteri. amministrative, degli atti Camera dep.”→ Quindi, per reati
Art 89: Afferma la responsabilità dei compiuti in violazione di commessi dal PDC e ministri, la
ministri, in relazione agli atti del diritti” competenza a giudicare era attribuita alla
PDR di cui i ministri sono Corte Cost. Che poteva intervenire solo se
proponenti. In virtù di queste norme Quindi, nell’ipotesi in cui il il Parlamento in seduta comune avesse
il G è tenuto a render conto e PDC o un ministro dovesse posto in stato d’accusa il Governo.
rispondere delle proprie azioni arrecare dann in modo Testo citato fu oggetto di revisione
davanti al P, che con la mozione di ingiusto a un qualsiasi altro costituzionale introdotta con la L.1/1989
sfiducia potrebbe sanzionare soggetto, egli sarà chiamato a → La riforma attribuì alla giurisdizione
l’esecutivo in modo definitivo. risponderne in sede civile dei giudici ordinari i reati commessi da
come qualsiasi altro. ministri e PDC. (Biennio Lockeed 77-79)

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IL PROCEDIMENTO
1. Secondo quanto previsto dalla legge, qualora si abbia notizia di reati ministeriali, una
speciale collegio giudiziario( il Tribunale dei Ministri) composto da 3 magistrati estratti a
sorte presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per
territorio, ha il compito di svolgere le indagini preliminari e laddove rilevi la necessità
di andare avanti con il processo, deve trasmettere notizia al Procuratore della
Repubblica.
2. Il Procuratore della Repubblica dovrà investire ella questione la Camera di
appartenenza, o il Senato se il ministro non è anche un membro del Parlamento. Se la
Camera non si oppone, il processo continuerà regolarmente, nel caso
contrario, il processo terminerà con l’archiviazione per mancanza di procedibilità.

Art 9 c.3(L.1/1989)→ Prevede che vi può essere il diniego di autorizzazione solo nei casi in cui
l’Assemblea, a maggioranza assoluta con valutazione insindacabile, reputi che l’indagato abbia
agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o per il
perseguimento di un preminente interesse pubblico. La formula della legge non consente di
individuare le ragioni che portano alle Camere di negare l’autorizzazione, la discrezionalità
concessa è ampia nel decidere quali atti possano costituire la “tutela...”, La Corte Cost. Ha
riconosciuto che la possibilità delle Camere di inibire(vietare) la funzione giurisdizionale sia una
forma di immunità. La Corte ha poi precisato che in presenza di reati comuni commessi da
Presidente e ministri, il Parlamento non ha diritto di essere info del procedimento penale in
corso.
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
I ministri come vertici delle amministrazioni centrali dello Stato
I ministri quali vertici dei ministeri. I ministri con portafoglio, oltre a concorrere alla
determinazione dell’indirizzo politico nel CSM, sono posti al vertice dei ministeri, inoltre (come
afferma l’art.95) i ministri sono responsabili individualmente degli atti che gli stessi dicasteri
pongono in essere.
Dunque→ Duplicità di funzioni: Da una parte(quali membri del Governo) i ministri hanno ruolo
di direzione politica, dall’altra(in qualità di organi apicali dei ministeri) sono responsabili
dell’attuazione dell’indirizzo politico espresso da G e P.

Questa duplicità di funzioni Gli articoli 97 e 98 sono dedicati


consente di mantenere alla specificazione dei compiti
coerenza tra l’indirizzo dei ministri nello svolgere
politico e l’attività quest’ultima funzione di
amministrativa. mantenere coerenza.
Mentre il legislatore
Definizione di Pubblica Amministrazione individua quali siano gli
Si intende ogni articolazione dello Stato, in senso complessivo obiettivi che lo Stato
dunque comprendente anche le articolazioni regionali e intende
territoriali, deputata a provvedere alla concreta realizzazione perseguire(int.pubblici), la
degli interessi pubblici determinati dalle leggi, mediante concreta attività di tali
l’adozione di concreti provvedimenti autoritativi (es. Permesso obiettivi spetta agli
di costruire, concessione bene demaniale) apparati e agli uffici
pubblici che costituiscono
Le funzioni dei ministeri la P.A.
I ministeri sono intesi come insieme di: mezzi, uomini e uffici. Si tratta di strutture organizzative
dell’amministrazione centrale dello Stato.
Compito? Svolgere tutte le funzioni amministrative che spettano allo Stato e che non siano
assegnate ad altri enti pubblici (es. agenzie e autorità indipendenti). Per individuare le
specifiche attribuzioni consultare→ D.lgs 300/1999.
[Es:Ministero degli Interni spettano tutte le funzioni e compiti devoluti allo Stato in materia di regolare
costituzione e funzionamento degli organi degli enti locali, di tutela dell’ordine e sicurezza pubblica,
difesa civile, protezione civile, prevenzione incendi, tutela diritti civili, cittadinanza,immigrazione.]

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I principi costituzionali sulla Pubblica Amministrazione


L’art 97 richiede che l’organizzazione e le attività di tutti gli uffici della pubblica
amministrazione siano regolate dalla legge in modo tale da assicurarne l’imparzialità e il
buon andamento.
IMPARZIALITA’ BUON ANDAMENTO
Costituisce la più significativa espressione della Richiede che la P.A. agisca al fine di
differenza che deve sussistere tra l’attività conseguire sempre gli obiettivi posti
politica del Governo(che per sua natura è di secondo i criteri di efficienza,
parte) e l’attività amministrativa che invece, economicità ed efficacia. Quindi,
presuppone che applicando il principio di l’attività amministrativa deve essere in
eguaglianza, venga garantito pari trattamento grado di raggiungere gli obiettivi
a tutti i soggetti che vengono a contatto con la perseguiti con strumenti adeguati allo
P.A. Ogni decisione amministrativa deve scopo, senza sprechi e con il minimo
trovare fondamento nella legge(p.legalità). dispendio di mezzi e risorse.
✔ Il legame tra buon andamento e imparzialità si riconosce nell’agire della P.A.
improntato al rispetto di tali principi. Ogni provvedimento deve essere adottato sulla base della
più ampia partecipazione degli interessati, deve essere il frutto di valutazioni complete e il più
possibile approfondite, non deve travalicare i limiti dettati dalla legge. → Art.98= Gli
impiegati della P.A., lungi dall’essere condizionati da interessi personali o di parte, devono
essere al servizio esclusivo della Nazione.

Selezione e assunzione degli impiegati pubblici


Il nesso tra i due principi valgono anche per le modalità di assunzione del personale.
Art.97 c.3→ Prescrive che per essere impiegati in una P.A., bisogna vincere un concorso
pubblico. Questo evita che si verifichino assunzioni di favore e garantisce l’accesso di persone
qualificate. Va letta in base a questo principio, la regola in base alla quale un pubblico
impiegato che assuma la carica di parlamentare potrà ottenere avanzamenti di carriera SOLO
SE determinati da scatti di anzianità..Scopo? Evitare che il solo esercizio del mandato
parlamentare possa consentire di ottenere promozioni e altri vantaggi nell’ambito del pubblico
impiego.
Art.98 → Per evitare commistioni tra politica e settori della P.A. (polizia, magistratura, militari)
l’articolo consente alla legge di limitare il diritto di iscrizione ai partiti politici per il rischio di
influenza dell’operato.
Spoil System = Meccanismo in base al quale, con mutamento dei governi o degli organi di
indirizzo politico, i dirigenti pubblici che svolgono funzioni amministrative attuative degli
ind.politici, vengono automaticamente revocati e sostituiti per cause estranee alle vicende del
rapporto d’ufficio indipendentemente dai risultati conseguiti.
Secondo la Corte cost.→ Ciò è legittimo SOLO con riferimento agli addetti agli uffici di diretta
collaborazione con l’organo di governo e figure apicali.
Incompatibile? Con l’art. 97, la decadenza automatica degli altri dirigenti.

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LE AUTORITA’INDIPENDENTI
Cosa sono?Scopo?
Per delimitare la possibile incidenza della politica su particolari settori P.A., a partire dagli anni
‘90 sono stati istituiti organi caratterizzati da un profilo di indipendenza dal potere esecutivo.
Essi presentano peculiarità rispetto al modo di concepire il ruolo della P.A.→ Sono le Autotità
Amministrative Indipendenti.

Alcuni di questi enti sono Es: Il mercato e la concorrenza (Autorità garante della
dotati di ampi poteri di concorrenza e del mercato- AGCM), Telecomunicazioni (Autorità
regolazione, vigilanza e per le garanzie nelle comunicazioni-AGCOM), Il settore
controllo in ambiti assicurativo (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni-IVASS), Il
estremamente rilevanti settore bancario e finanziario (Commissione nazionale per le
della vita economica: società e la borsa-CONSOB→ La cui istituzione risale già alla legge
216/1974).

Altri di questi enti, Es: Il diritto alla riservatezza (Garante per la protezione dei dati
invece, sono preposti alla personali), Il diritto di sciopero (Commissione di garanzia sullo
tutela di specifici diritti, sciopero nei servizi pubblici essenziali), Il diritto a trattamenti
libertà o interessi di umani per le persone detenute (Garante nazionale dei diritti delle
natura costituzionale: persone detenute private della libertà personale), Prevenzione
della corruzione (Autorità nazionale anticorruzione-ANAC )

Questioni problematiche
Le funzioni di tali autorità pongono alcune questioni problematiche, Infatti esse , a differenza di
tutte le altre amministrazioni pubbliche, godono di un particolare regime di autonomia rispetto
all’esecutivo e agli altri poteri dello Stato.

Perciò, alcune delle autorità indipendenti si trovano poste nella condizione di svolgere il ruolo
di regolatori dei diversi settori cui la loro attività è preordinata:in tale veste, dotate di poteri
ampi di normazione e sanzionatori.
What’s the problem?
Il problema, è che l’esercizio di questi poteri normativi rischia di mettere in discussione il
principio di legalità. Ogni attività pubblica che incida sui diritti delle persone(dunque con riserva
di legge) dovrebbe trovare fondamento nella legge. Per questo motivo è stata elaborata
un’accezione del principio di legalità ritagliato per le autorità indipendenti. Le autorità,
esercitano legittimamente i propri poteri normativi SE e in quanto sia garantito un “principio di
legalità procedimentale”→ da intendersi nel senso del necessario rafforzamento delle “forme di
partecipazione” al procedimento di formazione dell’atto normativo dei soggetti
interessati. ???
• Se ciò può ridurre il problema segnalato, resta il fatto che si consente in questo modo ad
un’autorità priva di legittimazione democratica di regolare,settori delicati che
comportano anche la limitazione di libertà dei cittadini. E questi ultimi conservano la
possibilità di ricorrere di fronte al giudice amministrativo qualora ritengano che
l’autorità abbia violato i loro diritti e interessi.

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CAP VI
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il mandato presidenziale → Art 87 c.1= Il PDR è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità della
nazione. Altri articoli dedicati sono l’83, 91 (Titolo II). La figura presidenziale è anche delineata
dagli articoli: 59,62,73,74,92,93,104,126,135.
Il rilievo della prassi: Trattandosi di un organo monocratico, il rilievo di ogni prassi è
caratterizzato dallo stile che ogni PDR ha avuto nel corso del mandato.
Elenco PDR succeduti nella nostra storia repubblicana:
1946-1948: Enrico De Nicola (Capo provvisorio dello Stato)
1948-1955: Luigi Einaudi Dai lavori dell’Assemblea in poi… Si è discusso rispetto al
1955-1962: Giovanni Gronchi ruolo che il PDR(in qualità di garante della Cost. E di
1962-1964: Antonio Segni rappresentante dell’unità nazionale) avrebbe dovuto
1964-1971: Giuseppe Saragat rivestire nel nostro ordinamento.
1971-1978: Giovanni Leone Voci ipotizzavano il riconoscimento meramente
notarile. L’interpretazione sistematica hanno
1978-1985: Sandro Pertini
dimostrato l’inadeguatezza di quest’ipotesi, tutti i
1985-1992: Francesco Cossiga PDR sono stati al centro della scena politica e
1992-1999: Oscar Luigi Scalfaro istituzionale italiana→ avendo come obiettivi:
1999-2006: Carlo Azeglio garantire l’armonico funzionamento dei poteri
Ciampi 2006-2013: Giorgio politici e di garanzia, Consentire di indirizzare gli
Napolitano impulsi ai titolari degli organi che devono assumere
2013-2015: Giorgio Napolitano decisioni di merito senza mai sostituirsi ad essi...
(2^mandato) 2015-in carica: Sergio
Mattarella

→ Il PDR è stato collocato dalla Costituzione al di fuori dei tradizionali poteri dello Stato e al di
sopra di tutte le parti politiche. Nei periodi più difficili in cui i partiti si dimostrano incapaci, il
PDR si pone al centro nella ricerca e nell’individuazione di soluzioni in grado di sbloccare fasi di
stallo e di risolvere le situazioni più critiche. Anche in situazioni meno complicate gli è attribuita
la veste di garante della Costituzione, capace di elevare questioni di sospette incostituzionalità
poste in essere da altri attori.
Rappresentante dell’unità nazionale: Il concetto di unità nazionale deve essere identificato
con quello di unità costituzionale→ sul presupposto che, i valori comuni della nazione siano
quelli contenuti nella Costituzione. Quindi, il PDR non assumendo posizioni di parte,
garantisce che il disegno complessivo dalla nostra Costituzione NON subisca fratture o
disgregazioni→ Dunque, il PDR ha il compito di farsi garante dei principi costituzionali che
rappresentano nella loro unitarietà, il collante della Nazione.

IL COLLEGIO ELETTORALE E LE MODALITA’ DI ELEZIONE


Non viene eletto direttamente dal corpo elettorale, ma da un collegio elettorale.
Art 85 c.2→ Le operazioni per l’elezione del PDR devono iniziare 30gg prima della scadenza del
mandato presidenziale in corso. Entro questo termine il Presidente della Camera dei deputati
deve convocare in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali. Se le Camere sono
sciolte, o manca meno di 3 mesi alla loro cassazione, l’elezione ha luogo entro 15gg dalla
riunione delle Camere nuove. I poteri del Presidente in carica sono prorogati.
Obiettivo: Evitare che Camere al termine del loro mandato eleggano il Presidente, affidando la
scelta del nuovo Presidente al Parlamento neoeletto, ritenendo più opportuno attribuire la
scelta a un organo che per la sua recente formazione, si ritiene con una maggior
legittimazione.

Il PDR non viene eletto direttamente dal popolo, ma da un collegio formato dai
parlamentari e dai rappresentati delle Regioni. Questa modalità di elezione è coerente
con la nostra forma di Governo: Poiché un Presidente eletto dal popolo dovrebbe poter
intervenire nella determinazione dell’indirizzo politico, e non è compatibile con la
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forma di Governo parlamentare italiana, in cui l’indirizzo politico viene determinato


esclusivamente da Parlamento e Governo.

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Collegio elettorale speciale


Art 83: Disciplina le modalità di elezione del PDR→ La scelta spetta a un collegio
elettorale speciale, formato da:
1. Parlamento in seduta comune
2. 3 delegati di ciascuna Regione (eletti dai rispettivi Consigli regionali, con eccezione
della Val d’Aosta che ha 1 delegato.
Art 83 c.2: Specifica che i Consigli regionali nella scelta dei delegati, devono assicurare la
rappresentanza delle minoranze che siedono nell’organo elettivo delle Regioni. Sono i singoli
Statuti a prevedere le modalità di elezione dei delegati.
Il numero dei membri del Parlamento La Costituzione richiede un quorum Nella storia Repubblicana,
in seduta comune è 945 e quello dei elevato per la necessità di una sono stati solo 2 i PDR
delegati regionali 58. Quest’ultimi convergenza polica sulla figura del PDR, eletti al 1^scrutinio, sono
rappresentano meno del 6% del totale essendo organo chiamato a esercitare Cossiga e Ciampi.
degli elettori presidenziale. La loro importanti funzioni di garanzia. I sistemi
presenza, nell’elezione, assume una maggioritari possono rendere agevole il -G.Leone: 23 votazioni
funzione simbolica dalla quale emerge raggiungimento della maggioranza -G.Saragat :21votazioni
comunque il ruolo di rappresentante assoluta per eleggere il Presidente al -Scalfaro, Pertini:16 votaz
dell’unità nazionale che l’art 87 3^scrutinio. Quanto la situazione è -S.Mattarella: 4 votazioni
attribuisce al PDR. frammentata, i quorum richiesti
Art 83: Dispone che l’elezione del PDR implicano un accordo tra le forze Il maggior consenso:
ha luogo per scrutinio segreto a politiche presenti e garantiscono al PDR -Pertini: 82%
maggioranza di 2/3 dell’assemblea. Dopo una maggioranza più ampia di quella che Il minor consenso
il 3^ scrutinio è sufficiente la sostiene il Governo. -Leone: 51%
maggioranza assoluta.
LA SEGRETEZZA DEL VOTO
Art 87 c.3→ Prevede che l’elezione avvenga a scrutini segreto e non consente che vi siano
candidature ufficiali a ruolo di PDR---→ Questi 2 fattori assicurano maggior libertà all’elettore e
garantiscono al PDR l’indipendenza nei confronti dei partiti.
Questi elementi rendono l’elezione PDR,un momento delicato e dall’esito imprevedibile.
I franchi tiratori? Parlamentari che grazie alla segretezza del voto, non seguono le indicazioni
dei loro gruppi parlamentari di appartenenza.
Così, si manifesta il dissenso rispetto alla scelta della personalità da eleggere. Inoltre, il franco
tiratore esprime contrarietà in ordine alla linea politica del gruppo intende
evidenziale(ovviamente insieme a parlamentari con cui concorda l’atto) quanto possa essere
significativo il peso della propria corrente politica in virtù delle decisioni.
L’elezione del PDR rappresenta uno dei momenti in cui le forze politiche evidenziano la loro
scarsa omogeneità interna. [Es: 2013: Elezione di Prodi, che in base dei numeri riferibili ne
annunciavano l’appoggio,venne clamorosamente affossata da 101 franchi tiratori.]
I requisiti di : ELEGGIBILITA’, DURATA DEL MANDATO , RIELEGGIBILITA’
1) Eleggibilità: Art. 84c.1→ Può essere eletto PDR ogni cittadino che abbia compiuto 50
anni d’età e goda dei diritti civili e politici.*Possesso cittadinanza italiana *Età minima 50
anni
*Godimento dir.Civili e politiciNon è necessario essere un parlamentare, anche se nella storia
italiana in due occasioni è stata eletta una personalità che non svolgeva un incarico P:
Ciampi(Ministro del Tesoro e del Bilancio) e Mattarella (Giudice costituzionale).
2) Durata del mandato: Art 85c.1→ Stabilisce che l’incarico presidenziale (incompatibile con
qualsiasi altra carica, Art 84c.2) è di 7 ANNI. La durata ha l’obiettivo di garantire
l’indipendenza del PDR dalle Camere che lo hanno eletto. Infatti, la durata dell’incarico risulta
più lunga di 5 anni di durata della legislatura→ Un tempo così lungo garantisce la continuità
doverosa dell’esercizio delle funzioni presidenziali.
Rielezione: Si è discusso molto sulla possibilità di rielezione del PDR. Pur nell’assenza di un divieto, non
sono mancate tesi di incompatibilità con la forma di governo parlamentare Italiana in quanto sia una carica
che dura già molti anni e che una rielezione eccederebbe sul ruolo di garanzia che in teoria richiede il
cambio ogni settennato. Si hanno avuto anche tesi contrarie, sul fatto di non precludere tale eventualità,
poiché una rielezione sta nella possibilità di confermare nel ruolo chi avesse eseguito in modo apprezzabile
le sue funzioni. 2013, con la rielezione di Napolitano, si è risolta la questione nel senso di legittimità della
rielezione. PAG299
/ 300→ eccezionalità.

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GLI IMPEDIMENTI E LA CESSAZIONE DELL’INCARICO


Art.86c.1→ Le funzioni del PDR, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal
Presidente del Senato.
La norma quindi attribuisce al Presidente del Senato il compito di supplenza delle funzioni del PDR
in tutte le circostanze in cui questi sia impossibilitato a svolgere le funzioni cui è preposto. Le
cause impeditive
1. Temporanee: Impedimenti temporanei sono considerati un viaggio all’estero, una grave
situazione di malattia, la sospensione della carica in ragione di una pronuncia della
Corte cost. nell’ambito del processo per alto tradimento e attentato alla Costituzione.
2. Permanenti: Impedimenti permanenti sono le dimissioni, la morte, una situazione di
malattia irreversibile, la destituzione dalla carica per la perdita della cittadinanza o
dei diritti civili e politici.
La supplenza
Il supplente dovrebbe limitare la sua attività all’ordinaria amministrazione. Nella realtà è difficile
limitare l’ambito d’intervento soprattutto in casi di impedimenti prolungati. Il sistema potrebbe
richiedere adozione di atti eccezionali (es. Rinvio di una legge, nomina nuovo governo). L’unico
atto precluso al supplente è quello dello scioglimento anticipato delle Camere, in relazione al
quale dovrebbe applicarsi in via di analogia quanto previsto dall’art 88c.2→ PDR non può
sciogliere le Camere nell’ultimo semestre del suo mandato.

Impedimento permanente
Art.86c.2→ In caso di impedimento permanente o morte o dimissioni del PDR, il Presidente della
Camera dep. Indice la elezione del nuovo PDR entro 15gg, salvo il maggior termine previsto se le
Camere sono sciolte manca meno di 3 mesi alla cessaz.
Per determinare se l’impedimento abbia natura permanente, la disciplina cost. Si rivela
oscura:Non c’è certezza sulle condizioni né stabilito i sogg. Chiamati a accertarlo.
Art 59c.1→ Terminato l’incarico presidenziale, si assume di diritto la carica di senatore a vita.
Gli ex PDR sono tra i soggetti ascoltati dai PDR nel momento in cui si svolgono le
consultazioni propedeutiche alla formazione del nuovo Governo.

GLI ATTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Gli atti e le funzioni del PDR: Premessa
Art 87→ Elenca il numero di atti di competenza del PDR.

Si fa riferimento al potere o all’organo dello Stato a cui


Possibile classificare spettano le varie funzioni. In questo caso, occorre verificare
le funzioni pres. Secondo se l’atto presidenziale sia riconducibile ad una delle
2 prospettive funzioni del Governo, del Parlamento, della Magistratura,
Corte cost, o autonomie regionali.
Qui si ragiona in:
a) Atti presidenziali in Si classificano i vari atti in ragione della paternità
senso stretto. sostanziale dell’atto. In questo caso, la classificazione ha
b) Atti formalmente come presupposto la circostanza che non tutti gli atti del
presidenziali e PDR sono decisi nella sostanza del Pres. stesso.
sostanzialmente
complessi.
c) Atti formalmente
presidenziali e sostanzialmente
governativi.

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GLI ATTI PRESIDENZIALI RICONDUCIBILI AL POTERE LEGISLATIVO


✗ L’indizione delle elezioni delle nuove Camere e la fissazione della loro
prima riunione→ art 87c.3.
Sono atti strettamente conseguenti allo scioglimento delle Camere, che consentono il
rinnovo del Parlamento. Art 61→ Limita la discrezionalità del PDR che è tenuto a indire
le elezioni entro 70gg dallo scioglimento delle precedenti Camere e a fissare la riunione
delle nuove entro 20gg successivi alle elezioni.
Ciò si spiega in quanto il PDR è l’organo deputato ad assicurare l’ordinato
funzionamento e la continuità di tutti i poteri dello Stato.
✗ La convocazione straordinaria delle Camere→ Art 62c.2.
Potere mai utilizzato in epoca repubblicana. Il PDR potrebbe fare ricorso nel caso in cui i
Presidenti di Camera e Senato non convocassero le Camere e ne bloccassero così la
possibilità di agire regolarmente, impedendo l’esercizio delle funzioni ad esse attribuite.
E’ un’attribuzione in grado di garantire in casi di crisi eccezionali, lo svolgimento
dell’attività parlamentare.
✗ L’invio di messaggi alle Camere→ Art 87c.2.
I messaggi liberi inviati dal PDR alle Camere possono riguardare qualsiasi materia in
merito alle quali il PDR ritenga opportuno sensibilizzare il Parlamento.Si tratta di un
potere non troppo utilizzato perché nella prassi, il Parlamento non si è mai mostrato così
attento ai messaggi presidenziali. Il PDR per far conoscere le sue opinioni, può
esternare liberamente le sue convinzioni.
✗ L’autorizzazione dei disegni di legge di iniziativa governativa→ Art 87c.4.
Funzione collegata al rapporto PDR/Esecutivo. Sorge il dubbio sulla possibilità per il PDR
di rifiutare l’autorizzazione alla presentazione di tali disegni di legge. La risposta deve
esser negativa perché potrebbe ledere l’autonomia del P. in quanto titolare della
potestà legislativa.
✗ La promulgazione delle leggi→ Art 87c.5./ Art 73.
Atto attraverso il quale di perfeziona il procedimento di approvazione della legge. Con
essa, il PDR accetta volontà delle Camere verificando la corrispondenza dei testi
pervenutigli, e ordina la pubblicazione della legge sulla G.U.
✗ Il rinvio della legge→Art 74(La prassi segnala che il Presidenti interpretano la
funzione dell’articolo, come attributiva di Poteri informali, volti ad evitare di attivare
il meccanismo di rinvio)
Il PDR, prima di promulgare la legge, può con un messaggio motivato alle Camere
chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa
deve essere promulgata. Il rinvio delle leggi è uno dei poteri che mette in luce la
funzione presidenziale di controllo e di garanzia della Costituzione.
Si tratta di un potere da un punto di vista simbolico→ dove il PDR assume la
responsabilità di porre un veto (seppure anche sospensivo) a una decisione del
Parlamento, in ragione della presenza, nella legge approvata dalle Camere, di gravi
profili di illegittimità costituzionali.
I messaggi che accompagnano il rinvio sono definiti a “contenuto vincolato”, infatti nel
messaggio devono essere contenute le ragioni. Il potere legislativo spetta alle Camere,
esse potranno riapprovare la legge nel testo originario senza tener conto→vietato 2°
rinvio. Promulgazioni motivate=Pur in presenza di una legge che presenta profili di
criticità, il PDR procede a promulgare emettendo un comunicato nel quale spiega le
ragioni della promulgazione, fornendo suggerimenti per eventuali futuri interventi
correttivi.
Moral suasion=Il PDR, durante procedimento leg., può esercitare una funzione di
convincimento nei confronti del Parlamento attraverso messaggi, interventi, esternazioni,
volti a suggerire correzioni del testo in opera per prevenire uso eccessivo di rinvio→ in
quanto lo preferiscono per casi eccezionali.
✗ Emanazione dei decreti aventi forza di legge e dei regolamenti→ Art 87c.5
Il PDR ha il compito di provvedere anche ad emanare gli atti aventi forza di legge
adottati dal Governo, nonché i regolamenti governativi. Si ritiene che il PDR
(analogamente per la promulgazione) possa rifiutarsi di procedere all’emanazione solo
di quegli atti che violino in modo evidente la Costituzione. Anche in tale potere, vale il
ricorso ad attività di moral suasion nei confronti del Governo.

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✗ Indizione del referendum popolare nei casi previsti dalla Cost→ Art 87c.6
Il PDR ha il potere di convocare i cittadini al voto sul referendum abrogativo di cui: Art
75 referendum costituzionale, Art 138 consultivo, Art 132c.1 Per il procedimento
di fusione di Regioni esistenti o di creazione di nuove.
✗ Nomina di 5 senatori a vita→ Art 59c.2
Che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico,
artistico e letterario. DUBBIO: se ogni PDR abbia titolo per nominare 5 senatori a vita
come sostenuto da Cossiga e Pertini, o se il totale dei senatori non possa in ogni caso
superare il numero 5 come sostenuto dagli altri PDR. Quest’ultima tesi, accoglie il fine di
evitare il rischio che la percentuale dei senatori a vita sia alta rispetto ai senatori
elettivi.
✗ Lo scioglimento delle Camere→ Art 88
La norma prevede che prima di procedere, il Presidente deve consultare i Presidenti
delle Camere, che esprimeranno un parere obbligatorio ma non vincolante. E’ un atto
che il PDR deve adottare al termine fisiologico dei 5 anni di durata della legislatura→
atto dovuto.
Scioglimento anticipato= Incide sull’esistenza del Parlamento, è il caso in cui il
Presidente debba ricorrere allo scioglimento quando il termine naturale della leg. Non sia
ancora giunto. La scelta è legata all’impossibilità incontrovertibile per le forze politiche
presenti in Parlamento di formare una maggioranza in grado di garantire la fiducia ad un
Governo. O viene adottato quando esso rappresenta l’unica possibilità per consentire
all’ordinamento di riprendere a funzionare.
Vedi pag 309/310→ Tesi sullo scioglimento anticipato.

GLI ATTI PRESIDENZIALI RICONDUCIBILI AL POTERE ESECUTIVO


✗ La nomina del PDC dei ministri e dei ministri→Art 92c.2
✗ L’emanazione dei decreti aventi forza di legge e regolamenti→ Art 87c.5
Tale competenza è collegata anche al potere esecutivo in ragione del soggetto
competente all’adozione di tali norme.
✗ La nomina, nei casi indicati dalla legge, dei funzionari dello Stato→Art 87c.7
La legge 13/1991 precisa che i funzionari la cui nomina spetta al PDR siano quelli di grado
più elevato. Tra questi i sottosegretari di stato, commissari straordinari del governo, il
Presidente di CNEL, il governatore della Banca d’Italia, alti ufficiali delle Forze Armate.
Ma l’individuazione dei soggetti da nominare e la proposta sono di competenza del
Governo.
✗ L’accreditamento e il ricevimento dei rappresentanti diplomatici→Art 87c.8
Potere che il diritto internazionale attribuisce ai PDR ed è espressione del “potere
estero” del PDR che rappresenta a livello internazionale il nostro Paese. Attraverso
questi poteri, il PDR attribuisce la qualità di diplomatici agli agenti italiani e riconosce e
accetta come tali i diplomatici stranieri.
✗ La ratifica dei trattati internazionali, previa (quando occorre) autorizzazione
delle Camere→Art 87c.9
La norma attribuisce al PDR il potere di accreditare i diplomatici gli conferisce anche il
compito di provvedere a ratificare i trattati internazionali. Anche questa funzione
attribuisce un potere estero del Capo dello Stato, chiamato a effettuare le formalità
successive alla stipulazione dei trattati conclusi dall’Italia e che determinano per il
nostro Paese l’obbligo di rispettarne i contenuti.
✗ Il comando delle Forze Armate→ Art 87c.9
Ruolo simbolico e onorifico, dal quale non è possibile desumerne un rapporto gerarchico,
ma in casi eccezionali il PDR può impartire ordine alle truppe militari.
✗ Presiede il Consiglio supremo di difesa→Art 87c.9
E’ un organismo con funzioni consultive sui temi della difesa e della sicurezza nazionale.
E’ composto da: PDC dei ministri, da alcuni ministri (esteri, difesa, interno, economia,
attività produttive) e dal Capo di Stato maggiore della difesa. Il PDR= Presidente del
Consiglio supremo di difesa è considerato da taluni meramente simbolico, da altri con
funzioni sostanziali, lettura→ che pone dubbi sul suo ruolo esercitato dal governo
nell’ambito del Consiglio.
✗ Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere→Art 87c.9

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Funzione connessa al potere estero e alla figura del PDR da rappresentante della
nazione. A connessione con l’atto parlamentare, che costituisce presupposto necessario
per la dichiarazione presidenziale, lascia intendere che il PDR non possa esimersi
dall’effettuare tale dichiarazione una volta che sulla questione abbiano preso posizione
le Camere. Art 11→ L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei
popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
✗ Conferisce le onorificenze della Repubblica→Art 87c.12
Procedura per attribuire le decorazioni al valore a coloro che si sono distinti per
particolari meriti o capacità personali è contenuta in numerose norme. Sono 27 le
onorificenze che il Quirinale può attribuire, tra esse, per il loro rilievo, possono essere
ad esempio ricordate quelle di Cavaliere di Gran Croce e Cavaliere del Lavoro.

GLI ATTI PRESIDENZIALI RICONDUCIBILI AL POTERE GIUDIZIARIO


1) La presidenza del Consiglio Supremo della Magistratura →Art 87c.10/Art 104c.2
L’Art 104 ribadisce che il PDR presiede il CSM→ di cui ne è membro di diritto.
Il compito di presiedere il CSM non è un compito simbolico, come si dice che nella
prassi il PDR è sempre sostituito dal Vice. Infatti, la Corte Cost. Ha rilevato
(sent.1/2013) che il PDR può essere chiamato ad assumere iniziative volte a
garantire le condizioni esterne per un indipendente esercizio nella funzione
giurisdizionale. Dunque, oltre ad essere informato sulle tematiche affrontate al
CSM, può intervenire e esercitare poteri d’impulso, di supervisione e di rinvio→
esempio: se rilevi irregolarità formali nelle procedure.
2) La concessione della grazia e la commutazione delle pene→Art 87c.11
A differenza dell’amnistia e indulto che hanno portata generale e possono essere
concesse esclusivamente dal Parlamento attraverso l’adozione di una legge
approvata con la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti, il PDR ha la
facoltà di esercitare poteri di clemenza su singole persone.
Grazia=Si estingue totalmente o parzialmente la pena che è stata inflitta al
condannato a seguito della sentenza definitiva.
Commutazione=La pena irrogata si trasforma in una pena diversa.
“Sentenza n.200/2006”
Sul tema della grazia, la Corte cost, esprime che l’esercizio del potere di grazia
risponde a finalità umanitarie, da apprezzare in rapporto a una serie di
circostanze, inerenti alla persona del condannato idonee a giustificare l’adozione
di un atto di clemenza individuale. Dunque, la grazia è un mezzo che può
contribuire a garantire quel senso di umanità che l’art 27c.3 richiede al sistema
penale. Poichè il potere di grazia costituisce una deroga del principio di legalità
e la Corte ha ritenuto che il suo impiego debba essere contenuto entro ambiti
circoscritto destinati a valorizzare eccezionali esigenze di natura umanitaria
evitando così che essa possa essere considerata una violazione del principio di
eguaglianza consacrato dall’art 3.
→ La ricostruzione teorica della Corte non è compatibile con l’applicazione
concreta che del potere di grazia ne hanno fatto i PDR.
[Es: In alcuni casi l’atto di clemenza ha tenuto conto
anche di valutazioni più generali di carattere politico.
Aprile 2013, Napolitano, concesse la grazia a un Il ricorso al potere di grazia e notevolmente
militare condannato per aver concorso al sequestro diminuito. Secondo i dati pubblicati sul sito
di un Imama nel 2003. Egli giustificò la grazia web del Quirinale sui provvedimenti di
evidenziando come l’esercizio del potere di clemenza:
clemenza ha così ovviato a una situazione di - Pertini→oltre 6000
evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni - Cossiga→poco meno di 1400
bilaterali con un Paese amico con il quale - Scalfaro→ 339
intercorrono rapporti di alleanza in funzione di - Ciampi→ 144
comuni obiettivi in promozione della democrazia e - Napolitano → 23
di tutela della sicurezza.→ si evince che le ragioni - Mattarella→ per ora 5( con 850 richieste)
umanitarie non ebbero rilievo ma solo la politica]
LE ALTRE FUNZIONI PRESIDENZIALI

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1) La nomina di 5 giudici costituzionali → Art 135c.1


Il PDR ha il compito di nominare 1/3 dei membri che compongono la Corte
Costituzionale. Nella scelta dei giudici di sua competenza, il PDR dovrebbe bilanciare
le scelte del Parlamento e delle supreme magistrature rispetto all’eventuale assenza,
nel collegio, di giudici dotati di una determinata cultura politica o di giudici
competenti in alcune materie particolari.
2) Lo scioglimento dei Consigli regionali e la rimozione dei Presidenti delle
Giunte regionali→ Art126c.1
Questi poteri, possono essere esercitati qualora questi organi, commettano atti
contrari alla Costituzione o gravi violazioni della legge. L’art 126 prevede anche che
tali atti possano essere adottati per ragioni di sicurezza nazionale.
Procedimento: (disciplinato dal d.lgs 149/2011) La proposta proviene dal Governo, il
provvedimento presidenziale è adottato dopo l’emanazione di un parere da parte
della commissione parlamentare bicamerale per le questioni regionali. Si tratta
dunque di un potere di controllo statale su organi regionali. Mai esercitato.
3)Potere di esternazione libero
Non è codificato nella Costituzione, ma alla luce dell’art 21 non è possibile mettere
in discussione. Sin dalla presidenza Einaudi e più frequente con Pertini e Napolitano,
i PDR hanno fatto sentire la propria voce all’interno del dibattito politico con
interviste, libri, che oggi grazie al web sono più accessibili. Con ciò il PDR può
raggiungere i cittadini e autorevolmente influenzare l’opinione pubblica.
Però… continue prese di posizione dei PDR rischiano di sottoporre i Capi alle critiche
degli attori politici e dell’opinione pubblica che non condividono i loro pensieri,
rischia di mettere in qualche modo in discussione la funzione di rappresentante
dell’unità nazionale→ Art 87c.1

LA CONTROFIRMA E LE RESPONSABILITA’ DEL PDR


La classificazione degli atti presidenziali in base al soggetto che ne decide il
contenuto
Art 89→ Prevede che nessun atto del PDR è valido se non è controfirmato dai ministri
proponenti, che ne assumono la responsabilità. Quindi la disposizione implica il
coinvolgimento nella predisposizione e adozione degli atti presidenziali, di un altro
soggetto. Occorre classificare gli atti presidenziali in base al soggetto (PDR o Ministro
controfirmante) cui deve attribuirsi la titolarità sostanziale dell’atto.
[In questa classifica, gli atti descritti precedentemente possono rientrare in una di queste
categorie.]
a) Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali (atti pres. In senso stretto)
Sono atti la cui iniziativa è imputabile solo al PDR perché è proprio lui che decide se
adottare l’atto e stabilirne i contenuti. E sono:
-La convocazione straordinaria delle Camere; La nomina di 5 senatori a vita; La
promulgazione e il rinvio al Parlamento della legge ; l’invio di messaggi alle Camere ;
La concessione di grazia ; La nomina di 5 giudici costituzionali.
b)Atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi. Il PDR non ha
potere decisorio con riferimento al loro contenuto, pur assumendo la forma di atti
presidenziali, le determinazioni sui contenuti sono imputabili al Governo. Il PDR
ha potere di svolgere controlli rispetto alla conformità e può rifiutarsi di
procedere all’adozione dell’atto illegittimo. E sono:
-Emanazione di d.l, d.lgs e regolamenti; Autorizzazione alla presentazione di d.d.l.
e di iniziativa governativa alle Camere; La nomina di alti funzionari di Stato ;
L’accreditamento dei rappresentanti diplomatici ; Ratifica dei trattati internazionali
; Conferimento delle onorificenze ; Atti assunti delle FFAA .

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Come si accennava a proposito del potere di esternazione libero e in relazione alla moral suasion
presidenziale di cui si è ragionato nell’ambito dell’esame dell’art.74 , in alcuni casi , le prese di
posizione del PDR nell’ambito del dibattito pubblico possono rendere più complesse le cose. [Es:
Napolitano, quando venne approvato il d.l 207/2012 che interveniva sulla sospensione dell’attività
dell’aziena Ilva di Taranto a causa dell’inquinamento ambientale. Naplitano, prima dell’emanazione del
d.l, incontrò il PDC Monti per discuterne, poi venne predisposta dal Governo la prima versione del d.l.
Quando esso venne emanato dal PDR esso presentava cambiamenti rispetto alla prima bozza.
Cambiamenti ascritti ad alcuni suggerimenti dal Quirinale. Giorni dpo il PDR pubblicò sul web del
Quirinale un comunicato rispondendo a una mail di una cittadina. Napolitano si assunse la paternità del
d.l in questione presentando in modo positivo i contenuti.]
c) Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente complessi.
Contenuto sostanziale di questi atti nasce dall’incontro delle volontà del Governo e del PDR.
Atto riconducibile a questa categoria è : la nomina del PDC , che non può avvenire senza che il
PDC stesso non sia consenziente.
d) Atti dovuti
Atti in merito ai quali non è riscontrabile alcuna discrezionalità né rispetto all’adozione,
contenuti: E’ la Costituzione a imporne l’esecuzione. Sono:
- La promulgazione in caso di riapprovazione della legge ai sensi dell’art 74c.2 , Lo
scioglimento delle Camere al termine dei 5 anni della legislatura ; L’indizione delle elezioni
delle nuove Camere ai sensi dell’art 61
e) Atti di incerta classificazione
La riconducibilità degli atti del PDR alle categorie non è sempre pacifica. In alcuni casi essa è
molto incerta ed è oggetto di dibattito. Per esempio:
-Scioglimento anticipato: in merito a questo provvedimento, la dottrina oscilla tra coloro che
lo ritengono un potere ascrivibile alla sola volontà del PDR, e chi ritiene indispensabile una
condivisione della decisione con il Governo che non può essere estromesso dall’attività di
verifica di quelle condizioni che provocano l’interruzione della legislatura.
-Nomina dei ministri: Può presentare dubbi in merito alle obiezioni che il PDR può muovere alle
proposte di colui che ha incaricato di formare il Governo.
-Scioglimento Consigli regionali (ex art. 126): Dubbi analoghi. Neppure la Corte Cost. Ha
posto la parola definitiva rispetto alla riconducibilità di tale potere agli atti complessi o agli
atti sostanzialmente governativi.
- Atti assunti dal PDR come Presidente di organi collegiali (CSM e Consigli supremo di Difesa).
Sfuggono alla classificazione, dovendosi inquadrare come atti la cui paternità non è né del
PDR né del Governo, ma al collegio cui il Presidente ne è parte.
LA CONTROFIRMA MINISTERIALE
Art. 89: Sancisce che nessun atto del PDR è valido se non è controfirmato dai ministri
proponenti, che ne assumono la responsabilità. Glli atti hanno valore legislativo e gli altri
indicati dalla legge sono controfirmati anche dal PDC dei ministri.
Requisito di validità
La norma indica che gli atti presidenziali non possono mai essere adottati se non vi è il controllo
da parte dell’esecutivo. Ai fini della validità serve la controfirma di un componente del
Governo. Elemento la cui assenza, ne determina l’invalidità.
I ministri proponenti: Lascia affermare che non tutti gli atti sono decisi dal PDR. Ciò ha
conseguenze: La controfirma rende irresponsabile il PDR. Questo lo conferma l’Art 90c.1: Il PDR
non è responsabile degli atti compiuti dell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto
tradimento o attentato alla Costituzione. La sottrazione di responsabilità del PDR ne comporta
l’assunzione in capo al ministro controfirmante.
Origini dell’istituto
La storia
Nell’Inghilterra del basso medioevo, durante la monarchia assoluta, la figura del sovrano era
considerata, per la sua origine sacra e divina, immune da errori e inviolabile.
The king can do no wrong. E la responsabilità venva attribuita a uno dei ministri del Re che
firmava l’atto→ The King cannot act alone.
Nell’evoluzione della storia la posizione del ministro si è trasformata: non più ombra del Re, ma
soggetto che effettua proposte vincolanti al PDR, a nome di un Governo che non è più
emanazione del Re ma del Parlamento. Si trova conferma anche negli Art. 89 e 90.

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Il valore della controfirma


La Corte cost.(sent.200/2006) legata alla necessità di chiarire se l’atto di concessione della
grazia fosse espressione di un potere sostanzialmente presidenziale o complesso, Ha chiarito che
la controfirma non ha sempre lo stesso valore e svolge invece funzioni diverse a seconda del tipo
di atto di cui la controfirma rappresenta il requisito di validità
La controfirma riveste carattere sostanziale ed è rappresentativa della scelta e della
conseguente responsabilità dell’esecutivo→ “Quando l’atto sottoposto alla firma del PDR sia di
tipo governativo e dunque espressione della potestà che sono proprie dell’esecutivo”.
Viceversa, la controfirma ministeriale ha valore soltanto formale e di conseguenza ha la
funzione di rendere valido l’atto, → “Quando l’atto sia espressione di poteri propri del PDR.”In
questo caso, la controfirma si limita ad attestare la legittimità formale e la provenienza
presidenziale dell’atto. Non essendoci un ministro proponente, il ministro che controfirma è
quello competente. Per gli atti complessi invece, la controfirma ministeriale si ritiene che
abbia funzione di attestare che l’atto è frutto di incontro delle volontà dei due organi.
Controfirma apposta dal PDC.

Gli atti esenti da controfirma


Non tutti gli atti richiedono la controfirma. Ne sono esenti: Le dimissioni, gli atti compiuti dal
Presidente in qualità di componente di organi collegiali (Consigli supremo di difesa e CSM),
fatta eccezione per gli atti del CSM che attengono allo status giuridico dei magistrati, i
messaggi orali , nonché i regolamenti presidenziali relativi che attengono esclusivamente
all’organizzazione della Presidenza della Repubblica.

LA RESPONSABILITA’ DEL PRESIDENTE DALLA REPUBBLICA


L’Art 4 dello Statuto Albertino affermava che “la persona del Re è sacra e inviolabile”. La
disciplina costituzionale è finalizzata a consentire al PDR di svolgere le sue funzioni in
autonomia e con la più ampia libertà.
[ESAMINIAMO LE UNICHE SITUAZIONI CHE NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI, POTREBBERO
DETERMINARE LA RESPONSABILITA’ GIURIDICA, ALL’ESITO DI UNA PROCEDUTA PROCESSUALE.]

Alto tradimento o attentato alla Costituzione


Art.90 c.1: Evoca l’alto tradimento o attentato alla Costituzione, quali tassative cause di
responsabilità per il PDR. Pur nell’incertezza della genericità di tali formule, si ritiene che tali
situazioni si verifichino qualora il Pres. Ponga in essere comportamenti diretti a sovvertire le
istituzioni costituzionali o a violare la Costituzione con l’obiettivo di mettere a repentaglio la
Costituzione. [Es: spionaggio politico e militare]
Il giudizio d’accusa: il PDR può esser sottoposto a giudizio che consta in 2 fasi 1)
Fase politica: La messa in stato d’accusa da parte del Parlamento in seduta comune con
voto a maggioranza assoluta (Art 90 c.2). Deliberazione del P. è preceduta da un’istruttoria
svolta da un comitato costituito dai membri delle Giunte per le immunità del Senato e Camera.
Comitato può disporre intercettazioni telefoniche, perquisizioni personali, e domiciliari e anche
misure cautelari di natura limitativa della libertà personale. Al termine dell’indagine istruttoria,
il Comitato può archiviare il caso se ritiene infondata l’accusa, o dichiarare la propria
incompetenza qualora il reato oggetto dell’indagine non rientri nel novero di quelli previsti
dall’articolo. Oppure può presentare una relazione sulla messa in stato d’accusa contenente le
conclusioni cui è giunto il Comitato, favorevoli o contrarie. In quest’ultimo caso, il Parlamento
in seduta comune procede alla votazione: la messa in stato d’accusa deve essere approvata a
maggioranza assoluta dei propri componenti.
b) Fase giurisdizionale: Svolta dinanzi Corte Cost.: Solo se il Parlamento ha approvato la
messa in stato d’accusa.

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I reati commessi al di fuori dell’esercizio delle funzioni


Il PDR è assoggettato alla medesima responsabilità penale che grava su tutti i cittadini, come
chiarì la Corte Cost. nella stessa decisione affermò anche che non è ammissibile l’utilizzazione
di strumenti invasivi di ricerca della prova, quali le intercettazioni telefoniche. Tali strumenti
coinvolgerebbero, in modo inevitabile e distinto, non solo le conversazioni private del PDR, ma
tutte le comunicazioni, comprese quelle necessarie per lo svolgimento delle sue funzioni. In tali
frangenti la ricerca della prova riguardo a eventuali reati extrafunzionali deve avvenire con
messi diversi (documenti, testimonianze…) da non arrecare una lesione alla sfera di
comunicazione protetta dal Presidente.
CAP VII
LA MAGISTRATURA
IL POTERE GIURISDIZIONALE-La giurisdizione e i suoi corollari
Art.101: La giustizia è amministrata da soggetti, i magistrati, che il c.2 della disposizione, che
apre il Titolo IV della Parte 2 , contiene due previsioni che vanno lette in connessione tra loro.
1. Come le altre funzioni, anche quella giurisdizionale è strumentale a soddisfare i bisogni
della collettività. Tra magistrati e popolo non vi è un rapporto di rappresentanza come
lo è il Parlamento. L’articolo lo esclude. Il magistrato è indirettamente subordinato alla
volontà popolare per come sostanziata dalle leggi del Parlamento.
2. La Costituzione, lasciandosi alle spalle Il regime previgente, fondato sulla dipendenza
dei magistrati dal potere esecutivo, ha fatto della Magistratura un ordine protetto da
possibili ingerenze esterne, in conformità al principio della separazione dei poteri.
La funzione giurisdizionale
Ai soggetti spetta “ius dicere” (pronunciare diritto) in relazione ai casi della vita. La funzione è:
L’attività di applicazione delle astratte norme giuridiche alle fattispecie concrete che
vengano ad esistenza. Le fattispecie, prendono la forma di controversie tra due o più soggetti,
esse vengono definite da una pronuncia, necessariamente motivata. Questa decisione ha la
capacità di imporsi tra le parti e di diventare, a seguito del suo cosiddetto passaggio in
giudicato, definitiva e dunque incontrovertibile.
I magistrati
La funzione giurisdizionale è tale solo se, essa viene esercitata da organi (i magistrati), che
devono essere indipendenti e imparziali. → Art.101 c.2: li dichiara soggetti a
Indipendenza e imparzialità null’altro che alla legge, amministrano la
Si tratta di principi da cui , in definitiva, ciascun giustizia svincolati da qualsiasi fonte di
individuo trae importanti garanzie. Se questi principi condizionamento, che non sia il solo
non fossero rispettati, la proclamazione della Cost. Del diritto da applicare
diritto di difesa, finirebbe per essere svuotata nel suo → Art.111c.2: li dichiara imparziali,
significato sostanziale. Il diritto di difesa, nel senso perché l’ordinamento deve garantirne la
richiamato di diritto a un giudice, è effettivo dalla posizione “super partes” ovvero
circostanza che a rispondere alla domanda di giustizia indifferente rispetto agli interessi in
della persone sia un giudice indipendente e imparziale, discussione nel processo e al suo esito.
quindi un giudice non soggetto ad influenze di altri
soggetti e poteri, soprattutto politico, o interessi
personali.
Corollari della giurisdizione a tutela del diritto di difesa
Riserva contenuta nell’Art. 25: E’una garanzia per gli individui che il giudizio nel quale siano
coinvolti sia assegnato a un Giudice naturale e precostituito dalla legge. La legge ha il compito
di demandare al legislatore il compito di definire astrattamente ( a priori), i criteri generali in
base ai quali le controversie dovranno esser affidate a quale ufficio giudiz. Per evitare che il
giudice sia abbinato alla specifica controversia con provvedimento successivo all’insorgere di
essa. Provocherebbe che il giustificato sospetto che la scelta sia dettata dalla volontà di
orientare l’esito del contenzioso.Si tratta di una tutela che costituisce la pre-condizione della
stessa imparzialità del giudice..Art.111→ Giusto processo: Art. pretende che la legge si assicuri
in ogni fase del processo e nella formazione delle prove, il contraddittorio tra le parti in
condizione di parità. Inoltre, al fine di evitare che a prescindere dell’esito del giudizio, le
lungaggini (ritardi) processuali possano finire di per se stesse per compromettere aspettative di

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tutela delle parti, si è posto in capo al leg. l’obbligo di adottare strumenti per garantire una
ragionevole durata.
L’ATTIVITA’ INTERPRETATIVA DI GIUDICI
L’attività interpretativa nella complessità degli ordinamenti giuridici
Nell’ideologia scaturita dai moti rivoluzionari francesi, dai giudici non ci si sarebbe dovuti
attendere altro che una meccanica trasposizione in sede giudiziaria delle regole prodotte in
Parlamento. Parliamo di un’epoca, dello Stato di diritto, in cui l’ordinamento si componeva di
poche e chiare leggi. Evoluzione fu nella funzione giurisdizionale che non può concretizzarsi in
operazioni meccaniche, che il giudice non sia un calcolatore, ma un soggetto al quale si chiede
di trarre soluzione di casi concreti (anche questi necessitanti di interpretazione) da
enunciati normativi, e quindi da formule linguistiche quasi mai univoche nel loro significato.
Gli ordinamenti non sono strutture semplici, ma sistemi intricati e stratificati di precetti
normativi, frutto della decisione assunta da una pluralità di organi abilitati alla produzione di
diritto, nazionali (autonomia territoriali) e sovranazionali (UE). Il giudice, nella fase
d’interpretazione, svolge un ruolo rilevante, dovendo stabilire quale sia il significato da
assegnare alla disposizione.

L’impatto della Costituzione sull’attività interpretativa


L’entrata in vigore della Costituzione, che segna un limite alla discrezionalità del leg., ha
condizionato il modo di decidere dei giudici. I nuovi principi, come quello di eguaglianza, dignità
umana, sono caratterizzati da un’indiscutibile elasticità e sono entrati a fare parte del materiale
giuridico che i magistrati si trovano ad interpretare e talvolta ad applicare direttamente.
Dunque, nell’attività volta a dedurre dal testo costituzionale i suoi significati, accanto al ruolo
decisivo della Corte Cost., un contributo importante l’hanno dato anche i giudici.
Vincoli all’attività interpretativa
L’attività interpretativa non è libera. Nel nostro sistema il giudice si muove nell’interpretazione
guidato da criteri che l’ordinamento individua, e soprattutto essendo soggetto alla legge(art
101c.2), egli incontra nel testo della Cost. Un limite. Se il giudice oltrepassa tale limite, non
siamo in presenza di attività giurisdizionale che secondo il principio della separazione dei poteri,
spetta in esclusiva alla Magistratura, ma di attività creativa che invece compete solo agli organi
di rappresentanza politica. I giudici negli ultimi anni si sono fatti promotori di
sperimentazioni interpretative audaci per le gravi difficoltà che incontrano le istituzioni
politiche nel dare risposte efficaci alle istanze di tutela dei diritti. La Magistratura si trova più
spesso chiamata a compensare le carenze della politica e a svolgere un ruolo di supplenza.
GIURISDIZIONE ORDINARIA E GIURISDIZIONI SPECIALI
Magistrati ordinari
Art.102c.1: Nel nostro sistema la funzione giurisdizionale è assegnata ai Il regio decreto (RD) è un
magistrati ordinari, coloro che trovano la loro disciplina istitutiva e la loro atto normativo avente forza
regolamentazione nelle norme di legge sull’ordinamento di legge nell’ordinamento
giudiziario(r.d.n.12/1941) e che hanno come organo referente del loro giuridico italiano,
status il Consiglio superiore della Magistratura. Prima dell’entrata in vigore attualmente in vigore, ma
della Cost. Infatti i giudici speciali, competenti a pronunciarsi in materie non più emanabile. Era
sottratte alla cognizione di quelli ordinari, avevano espanso la loro adottato dal Consiglio dei
giurisdizione e operato in assenza del requisito dell’indipendenza. ministri e promulgato dal
re durante il Regno d’Italia.
Magistratura A cui appartengono i giudici.
giudicante→
La Magistratura opera in 2 vesti:
Magistratura requirente→ A cui appartengono i
pubblici
ministeri
I giudici: Sono incaricati di definire il processo in posizione di imparzialità e terzietà
emettendo un provvedimento decisorio.
Giudici civili→ Chiamati a dirimere controversie tra privati.
Essi operano nel ruolo
di: Giudici penali→ Chiamati a verificare la sussistenza di
Responsabilità legate alla violazione di norme
che lo Stato pone a presidio di importanti beni
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giuridici

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I gradi di giudizio:
E’ previsto un sistema di impugnazioni delle sentenze, che offre una possibilità di rimedio agli
eventuali fisiologici errori della Magistratura.
Primo grado: Magistrati addetti al giudice di pace, al Tribunale ordinario, al Tribunale per i
minorenni.
Secondo grado: Magistrati addetti alla Corte d’appello.
Ultimo grado: Organo di ultima istanza è la Corte di cassazione.
Le decisioni del giudice di pace possono essere impugnate dinanzi al Tribunale.

NB: A differenza di quanto compete a un giudice di 2^ grado, la Corte di cassazione non ha il


potere di rivalutare il merito dei fatti già esaminati dagli altri giudici , In quanto giudice di
legittimità, la Corte di cassaz. Può solo essere investita di questioni inerenti l’osservanza della
legge. Inoltre è la Corte di cassaz. l’autorità investita del compito di pronunciarsi sulle
questioni inerenti i confini della giurisdizione ordinaria e delle giurisdizioni speciali.

Pubblici ministeri (p.m): I p.m. non sono incaricati come i giudici nella definizione del
processo, ma vi partecipano prendendo parte al contraddittorio. La loro posizione è peculiare e
non assimilabile a quella di qualsiasi altra parte costituita in giudizio. Le parti private difendono
i propri diritti, mentre il p.m. è organo pubblico che agisce nell’esercizio di un potere e a
tutela di interessi collettivi. I p.m. dunque sono sempre presenti nel processo penale e in alcuni
casi in quello civile, laddove rilevino anche interessi generali→ es: tutela di minori. I p.m. come
i giudici sono assegnati a uffici incardinati nei 3 gradi di giudizio. Sono le Procure della
Repubblica istituite presso i Tribunali; le Procure generali istituite presso le Corti d’appello ; la
Procura generale istituita presso la Corte di cassazione.

L’unicità della carriera dei magistrati: Ad oggi, i giudici e p.m. appartengono a un ordine unico
che fa riferimento a un solo organo di garanzia (il Consiglio Superiore della Magistratura). Questa
scelta è per togliere il p.m. dalle dipendenze del Ministro di Giustizia e quindi dal potere
politico. Si discute dell’opportunità di separare la carriera dei giudici per eliminare ogni
commistione(mescolanza) tra soggetti che esercitano funzioni totalmente differenti. Per una
riforma attualmente si hanno pochi consensi, per ora si è provveduto a rendere meno agile il
passaggio di magistrato dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa.

➔ Art.102→ I Costituenti hanno voluto mettere in primo piano la centralità della


Magistratura ordinaria, affermando il divieto di istituire giudici straordinari e speciali.

Giudici straordinari: La preclusione a prevedere g.straordinari (ovvero selezionati ad hoc per


occuparti di fatti già avvenuti), si ricava a contrario da quanto dispone l’Art.25→ L’autorità
giudiziaria competente va individuata sulla base di criteri che la legge deve aver stabilito, in un
momento antecedente ai fatti.
Giudici speciali: Diversi da quelli la cui disciplina è ricavabile dalle norme sull’ordinamento
giudiziario, la norma si limita a vietarne l’istituzione ex novo. La Costituzione si avvicina al
principio di unicità della giurisdizione→ All’esito della discussione, i Costituenti ritennero di
affidare la funzione giurisdizionale in via generale alla magistratura ordinaria e (per non
rompere del tutto la tradizione passata) ammisero la sopravvivenza di alcuni giudici speciali per
le loro competenze. Ma pretendendo l’adeguamento al principio di indipendenza→ Poichè
esistono principi che attengono al concetto stesso di giurisdizione: “organi o procedimenti
disciplinati in violazione dei predetti principi non possono qualificarsi né ordinari né speciali, in
quanto ancor prima, non costituiscono organi o procedimenti giurisdizionali.”

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I GIUDICI SPECIALI AMMESSI DALLA COSTITUZIONE SONO:


1) Il Consiglio di Stato: insieme ai Tribunali amministrativi regionali (istituiti con
l.1034/1971 in ogni Regione→ Art.125) Il Consiglio di Stato si occupa,
quale organo di 2^grado, della maggior parte delle controversie tra
privati e P.A. Il diritto di difesa si esplica anche nel potere del
cittadino di reagire in sede giurisdizionale ad un atto illegittimo
dell’autorità pubblica→ Art.113.
Se ad essere leso è un diritto soggettivo del cittadino→giudice ordinario.
Se ad essere leso è un interesse legittimo che vede attenuata la posizione
del privato, ma che lo abilita a pretendere che il provvedimento
amministrativo sia adottato nel rispetto delle norme di legge→ giudice
amministrativo.
ART.103→ Oltre a distinguere diritti soggettivi e interessi legittimi, facoltizza a attribuire al giudice
amministrativo la competenza a verificare, in alcune materie, anche la lesione di diritti soggettivi
(Giurisdizione esclusiva). Rientrano nella giurisdizione dei giudici amministrativi, salvo alcune eccezione:
le controversie aventi oggetto atti e provvedimenti relativi ai rapporti di concessione di beni pubblici
(art. 133) del Codice del processo amministrativo. Questa ripartizione degli ambiti tra G.ordinario e
amministrativo ha dei limiti: L’art.103 non ha conferito al legislatore ordinario una assoluta e
incondizionata discrezionalità nell’attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua
giurisdizione esclusiva, essendo richiesto più che un generico coinvolgimento di un interesse pubblico, che
rispetto a quella materia la P.A. agisca come autorità e che si sia quindi in presenza di atti o
comportamenti connessi all’esercizio di un potere pubblico.
2) La Corte dei conti: Organo al quale la Costituzione conferisce sia funzioni consultive e di
controllo (Art.100) sia funzioni giurisdizionali (Art.103). In veste di giudice, è chiamata a
occuparsi di contabilità pubblica, ovvero delle responsabilità patrimoniali dei funzionari
pubblici che abbiano causato danno allo Stato. Ad essa è devoluta dalla legge anche la
cognizione delle controversie in materia di pensioni. I giudizi di responsabilità hanno un
carattere inquisitorio e vengono promossi dai Procuratori regionali e dal Procuratore generale
della Corte dei conti. Invece, i giudizi in materia di pensioni vengono promossi dalle parti
interessate.
Dove opera? L’organo opera in uffici dislocati a livello regionale e in una sede centrale. Contro
le sentenze emesse dalle sezioni regionali della Corte dei conti, può essere proposto ricorso alle
Sezioni centrali.
3)Tribunali militari: Possono operare in tempo di guerra e in tempo di pace. Nell’ultimo caso,
hanno una giurisdizione limitata ai reati militari commessi dagli appartenenti alle FFAA. Il
codice militare di pace(r.d.303/1941) era contrassegnato da una severità improntata ai rigori
della disciplina militare, grazie all’intervento della Corte cost.Si è ammorbidito. Per il ridotto
carico di lavoro si ragiona sulla possibilità di abolirlo.
La revisione delle giurisdizioni speciali preesistenti alla Costituzione
Oltre ai giudici speciali (Art.103) nel nostro ordinamento sono ammesse anche altre autorità
preesistenti alla Costituzione, che sono state successivamente oggetto di una revisione leg. La VI
Disposizione transitoria e finale della Cost, riferendosi a tali giurisdizioni speciali, ne aveva
importo la revisione entro 5 anni dall’entrata in vigore della Costituzione. Scaduto vanamente il
termine, con l’obiettivo di non lasciar
sguarniti all’improvviso di un’autorità giurisdizionale specializzata in
Termine perentorio obbliga
settori tecnici, si preferì garantirne la sopravvivenza attraverso una lettura
in termini assoluti il
di un vincolo previsto nella disposizione. Si scelse si ritenere il termine compimento di un’attività in
quinquennale ordinatorio e non perentorio. La Corte cost. Procedette quel determinato tempo al
quindi a decretare la cessazione dei soli giudici speciali preesistenti privi fine di fornire certezza
dei requisiti di indipendenza (es comandante di porto, consigli di all’attività. Ordinatorio, se
prefettura) e salvò quelli oggetto di adeguamento ai requisiti di alla sua inosservanza non
indipendenza prescritti dall’Art 108 (es Commissioni tributarie e Tribunali sono previste sanzioni.
delle acque pubbliche).

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Sezioni specializzate: Da non confondere con i giudici speciali e quelli revisionati.


Sono sezioni specializzate istituite presso la magistratura ordinaria e competenti ad occuparsi di
determinate materie.
Cosa sono: Organi costituiti per la maggior parte da magistrati, integrata da soggetti
esterni.Compito:Portare all’interno del collegio competenze specifiche che i membri “togati”
non saprebbero autonomamente coprire (e. sezione competenti in materia agraria, per
minorenni..).
Differenze:La Corte cost. Ha chiarito che il criterio determinante sulla base del quale
distinguere le sezioni specializzate dai giudici speciali è la riconducibilità solamente delle prime
all’ambito di competenza del Consiglio Superiore della Magistratura.
Dove operano: Vanno tenute distinte le sezioni in cui si articolano, da un punto di vista
organizzativo, gli uffici giudiziari (es. sezione lavoro, sezione famiglia, sezione fallimentare del
Tribunale).
L’AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA E IL CSM
Il Consiglio Superiore della Magistratura: Ruolo, composizione , funzioni.

Art. 104: Qualifica la Magistratura come un ordine autonomo e indipendente da ogni altro
potere dello Stato. Si è discusso molto della scelta lessicale. Più che risolversi in un rapporto di
identità, quello tra i concetti di autonomia e di indipendenza è da ricostruire come un rapporto
di strumentalità. I magistrati svolgono in modo indipendente la propria funzione, non solo
perché messi al riparo da possibili ingerenze direttamente incidenti sul processo a cui sono
incaricati, ma anche perché indipendenti da un punto di vista istituzionale, ovvero nei propri
percorsi di carriera.
L’ordine giudiziario è stato reso autonomo n virtù dell’istituzione di un organo incaricato di
assumere senza interferenze esterne, decisioni relative all’organizzazione della magistratura e
alla carriera dei magistrati. Infatti la magistratura non dipende da altro potere per tutto quanto
riguarda l’organizzazione del proprio personale.
Compito: Adottare provvedimenti incidenti sullo status di magistrato. Provvedimenti che
potrebbero condizionare i comportamenti del magistrato. La scelta del soggetto cui spetta
assumerli , può influenzare la modalità attraverso quali viene svolta nelle aule la funzione
giurisdizionale. Se tale scelta ricadesse(come prima della Cost) su un organo come il Ministro
della Giustizia, ne deriverebbe il condizionamento politico, che non sarebbe indipendente.

IL CSM: Si è preferito attribuire queste funzioni a un organo ad hoc comporto secondo criteri che
ne assicurano lo stretto legame con la Magistratura e l’estraneità agli interessi di parte
rappresentati negli organi di indirizzo politico: Il CSM.
Viene qualificato come organo di autogoverno della Magistratura. L’organo non è un soggetto
incorporato nella Magistratura e che dall’interno di essa sia chiamato a determinare le regole di
organizzazione in modo del tutto svincolato da ogni potere. Ma è: Sia la sua articolata
composizione (che include anche soggetti estranei alla giurisdizione) sia le sue modalità di
funzionamento (essendo le decisioni del CSM assunte sulla base di quanto prevede la legge)
Delineano un organo deputato, in funzione di garanzia dell’indipendenza dei magistrati, a
gestire autonomamente l’organizzazione dell’ordine giudiziario, ma non a determinare le
regole della gestione stessa.

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LA COMPOSIZIONE:
Le modalità di composizione del CSM rispondono al proposito di realizzare un equilibrio tra
plurime esigenze, che si è ritenuto di tenere assieme. Per questa ragione l’organo non si trova a
esser formato in base al criterio che parrebbe più naturale. I Costituenti hanno rigettato la
prospettiva di conferire unicamente ai magistrati il potere di decidere di magistrati, e hanno
allargato il collegio a componenti esterne alla Magistratura.
Il CSM si compone di 3 membri di diritto e di una parte elettiva mista:
MEMBRI DI DIRITTO MEMBRI ELETTIVI
PDR che presiede l’organo. 2/3: Magistrati eletti da magistrati→ Membri togati,
Il primo Presidente della Corte di cassazione secondo la legge sono 16.
Il Procuratore generale presso la Corte di cassazione 1/3: Soggetti estranei alla Magistratura eletti dal
Parlamento in seduta comune→ Membri laici, secondo la
legge sono 8.

* I 16 Membri togati sono eletti da tutti gli appartenenti all’ordine giudiziario nell’ambito di un
sistema elettorale che assegna, in 3 distinti collegi nazionali, 10 posti a magistrati che svolgono
funzione giudicante, 4 requirente, 2 funzioni di legittimità presso la Corte di cassazione e la
Procura generale presso la Corte di cassazione. Così, nel CSM si trovano rappresentate tutte le
categorie di magistrati.

* Gli 8 membri laici, devono essere professori ordinari di Università in materie giuridiche o di
avvocati che abbiano almeno 15 anni di esercizio della professione. Per l’elezione, il Parlamento
in seduta comune che delibera a scrutinio segreto a maggioranza dei 3/5 dei propri componenti
per i primi 2 scrutini, e dal 3 scrutinio, a maggioranza dei 3/5 dei votanti (Art 22) Maggioranze
ampie che vedono la necessaria partecipazione alla scelta delle minoranze politiche.
L’articolazione soddisfa diversi interessi. La prevalenza di membri togati, per caratterizzare la
composizione del CSM in ragione delle funzioni...e attraverso la previsione di consiglieri estranei
all’apparato giudiziario, di evitare di costruire un organo autoreferenziale, a rischio di essere
distaccato totalmente dagli altri poteri dello Stato. Per evitare la sottorappresentanza
femminile all’interno del CSM, nella XVII leg. Presentato in Parlamento un progetto di legge che
introduce norme volte a promuovere l’elezione di entrambi i sessi. Il CSM del 2018→ 4 donne
togate, e 23 uomini.

Il PDR quale il Presidente del CSM


La scelta di posizionare al vertice dell’organo il PDR risponde alla volontà di non sganciare del
tutto il CSM dalle altre componenti della Repubblica. In quest’ottica non è un caso che si tratta
della figura cui la Cost. Assegna il compito di rappresentare l’unità nazionale (Art 87)→
imparzialità.
Il PDR non è nella possibilità di svolgere a pieno il ruolo di Pres. Del CSM nel senso della gestione
organizzativa di tutte le sue sedute e dei suoi lavori, Quest’attività è affidata al Vice-pres.
Cariche che l’Art 104 vuole affidata a uno dei membri laici. La posizione del PDR non è solo
simbolica, la sua è una funzione di garanzia che si è rivelata importante, perché quando ce n’è
stato bisogno ha concorso a proteggere l’autonomia dell’organo da attacchi esterni, e perché ha
richiamato in occasioni il CSM a mantenersi entro i confini delle loro competenze.
DURATA: I membri CSM hanno carica 4 anni e non sono rieleggibili. Durante questo periodo (per
dedicarsi appieno alla funzione) non possono essere iscritti agli albi professionali, né far parte
del Parlamento o Consiglio regionale.
INSIDACABILITA’: Come per i parlamentari e i giudici costituzionali, anche per le opinioni
espresse dai componenti del CSM nell’esercizio della funzione è prevista questa garanzia, in
questo caso si tratta di prerogativa non esplicitamente stabilita dalla Cost. Ma introdotta in
seguito dal leg. Ordinario con una previsione che la Corte cost. Ha giudicato coerente con la
posizione costituzionale del CSM e dunque legittima.
FUNZIONI: Indicate negli articoli 105, 106 e 107.
Art 105: Competono all’organo le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i
provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Art 106: Assegna al CSM il compito di designare all’ufficio di consiglieri della Corte di cassazione
alcune categorie di soggetti non appartenenti all’ordine giudiziario.

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Art 107: Riserva in esclusiva all’organo il potere di dispensare, sospendere dal servizio o
destinare ad altre sedi o funzioni i magistrati, nel rispetto di alcune garanzie o con il loro
consenso.

Si tratta di provvedimenti che ricadono sul rapporto di lavoro del magistrato: Dal reclutamento
al progresso, dalle valutazioni disciplinari ai passaggi di funzione o trasferimenti in sede,
provvedimenti assegnati al CSM o con l’obiettivo di sottrarli alla sfera di influenza del potere
esecutivo. La Costituzione, nel conferire al CSM queste competenze, non ha inteso
riconoscergli un potere senza limiti . Per ridurre arbitrii è stabilito che l’organo esercita le sue
competenze secondo le norme dell’ordinamento giudiziario→Art 105. Norme stabilite con
legge→ Art.108.
Riserva di legge in materia di ordinamento giudiziario
In materia, insiste una riserva di legge, che viene ribadita anche in altre disposizioni
riguardanti i poteri del CSM (Art.106 e 107). Una riserva di legge alla quale la Cost. Ha affidato
una garanzia duplice:
1) Come ogni riserva di legge essa è funzionale a contenere il potere normativo del Governo
in una materia che si vuole affidare alla decisione del Parlamento. Questa esigenza tiene
contro della necessità di garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’ordine giudiziario da
possibili ingerenze dell’esecutivo.
2) Serve anche a ridurre la totale discrezionalità dell’organo deputato a garantire
quell’autonomia. Si è voluto evitare l’opposto rischio che una eccessiva libertò del CSM
nella gestione delle competenze riservategli potesse produrre derive di stampo corporativo
incontrollabili.

Le norme sull’ordinamento giudiziario , originariamente raccolte nel R.d. 12/1941, e che la VII
Disposizione transitoria e finale della Costituzione pretendeva fossero oggetto di una rivisitazione volta
a conformarle ai nuovi precetti costituzionali, sono rimasta inalterate fino al 2005. Con la legge delega
150/2005, il P. è intervenuto con una riforma organica che ha riguardato anche le modalità di accesso
alla magistratura, le modalità di valutazione dei magistrati per la loro progressione in carriera,
l’organizzazione degli uffici del p.m., il sistema disciplinare. Questo nuovo impianto di nuove regole è
stato introdotto con una serie di d.lgs. Attuativi della delega e poi modificato con le leggi 269/2006 e
111/2007.

LE DELIBERE DEL CSM


Le sue delibere, ai sensi dell’Art 17 della l. 195/1958, Prendono la forma del decreto del PDR.
Così le decisioni del CSM assumono la natura di atti amministrativi, suscettibili quindi di un
controllo di tipo giurisdizionale. Coloro che abbiano una lesione provocata da un atto del CSM
potranno impugnarlo davanti al Tribunale amministrativo del Lazio e in 2^ grado, davanti al
Consiglio di Stato. Se si tratta di provvedimenti assunti in materia disciplinare, contro i quali è
prevista la possibilità di un ricordo alle Sezioni unite della Corte di cassazione.

• Gli ambiti di competenza del Ministro di Giustizia


In epoca pre-costituzionale assumeva decisioni capaci di incidere sulla carriera dei magistrati,
con l’entrata in vigore della Costituzione, ha subito un forte ridimensionamento, ma il suo ruolo
non è stato azzerato.
• L’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia
Art.110→ Al Ministro di Giustizia è richiesto di occuparsi dell’organizzazione e del
funzionamento sei servizi relativi alla giustizia.
Fine: Garantire che la macchina giudiziaria operi in modo efficiente, il Ministero è chiamato a
predisporre e garantire l’adeguatezza delle strutture, delle sedi, del personale amministrativo,
della strumentazione di lavoro. Pur essendogli preclusa ogni incidenza sullo status dei
magistrati, al Ministro spetta il compito di organizzare gli uffici giudiziari attraverso la
determinazione del numero di magistrati da destinare in ogni sede.
• L’esercizio dell’azione disciplinare
Al Ministro di giustizia spetta anche un potere di osservazione sull’efficienza degli uffici
giudiziari, che può essere strumentale all’attivazione del potere dell’Art. 107, ovvero di
promozione dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati con un procedimento di cui è
dominus il CSM.

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L’INDIPENDENZA E L’IMPARZIALITA’
L’indipendenza del magistrato nel suo percorso di carriera
Il CSM assicura l’autonomia della Magistratura, cui spetta adottare tutti i provvedimenti
concernenti le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri ed è strumentale per garantire
l’indipendenza del singolo magistrato. A garanzia dell’indipendenza, vediamo i passaggi cruciali
della carriera del magistrato, come l’ordinamento abbia provveduto a farne momenti assistiti
della garanzia dell’indipendenza. La previsione costituzionale attribuisce al CSM il ruolo
centrale.
Elementi strumentali all’indipendenza del magistrato:
1) L’ingresso in Magistratura tramite concorso→ Art 106.
E’ un metodo di selezione in grado di assicurare due esigenze: a) Arruolare persone dotate di una
preparazione tecnico-giuridica adeguata a intraprendere una professione complessa e delicata,
data l’incidenza della funzione giurisdizionale sui diritto dei cittadini. b)Il metodo concorsuale,
basato su criteri di valutazione obiettivi e trasparenti consente di selezionarli in base al merito→
mettendo subito in evidenza l’indipendenza. La valutazione basata unicamente sul merito,
esclude una via d’accesso alla magistratura con nomina da parte di un’altra autorità, che
impedisce che tra queste, il magistrato non instauri rapporti di dipendenza.
LA COMMISSIONE GIUDICATRICE, NOMINATA DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PREVISA DELIBERA DEL
CSM, è COMPOSTA IN MODO TALE DA ASSICURARE UN ‘ELEVATA QUALIFICAZIONE TECNICA. LA
PREPARAZIONE DEI CANDIDATI, AI QUALI è RICHIESTO IL POSSESSO DI TITOLI ULTERIORI RISPETTO ALLA
LAUREA IN GIURISPRUDENZA, LA DISCIPLINA VIGENTE PREVEDE 3 PROVE SCRITTE(DIR.CIVILE, PENALE,
AMMINISTRATIVO) E UNA PROVA ORALE SU DIVERSE ALTRE MATERIE GIURIDICHE.

Le eccezioni alla regola del concorso: Sono indicate nell’ Art 106 c 2 e 3. Si tratta di
magistrati onorari (giudice di pace, giudici onorari di Tribunale, vice procuratori onorari,che
rispondono al carico di lavoro degli uffici giudiziari.) Queste figure sono state oggetto di riforma
legislativa: D.lgs116/2017→ attuativo della legge delega 57/2016. Riforma→ Ha statuito un
riordino dei ruoli, la durata temporanea, ha ridefinito le competenze loro spettanti. Per il
reclutamento per svolgere le funzioni di magistrato onorario è a seguito di un bando pubblico e
all’esito di una valutazione. Per essere ammessi alla selezione→ Laurea in giurisprudenza,
mentre gli altri titoli di merito posseduti sono elementi utili per salire in graduatoria. L’articolo
prevede la nomina senza concorso per→ alcuni consiglieri della Corte di cassaz. Scelti per meriti
insigni dal CSM: tra prof ordinari università in materie giuridiche e avvocati con 15 anni di
esperienza e iscritti agli albi delle giurisdizioni superiori. Tra i cittadini non magistrati che
vengono ammessi a prender parte all’amministrazione vanno aggiunti coloro che entrano a
comporre le selezioni specializzate e le giurie popolari, che affiancano in materia penale e per
reati più gravi, i giudici della Corte d’assise (Art.102)

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2) L’assegnazione di sede e funzione e l’inamovibilità del magistrato → Art


104. Art.104: Attribuisce al CSM il compito di assegnare il magistrato alla sede
e funzione.
Art 107: Prescrive l’inamovibilità del magistrato. Mette il magistrato al riparo dal rischio di
trasferimenti arbitrari, dietro ai quali si può nascondere l’interessi di soggetti politici a vederlo
o non celebrare processo che si svolge in una certa sede.→ forma di garanzia che spiega
l’esigenza di preservarne la serenità nell’esercizio della funzione.
Il principio conosce delle eccezioni che sono incorniciate da regole da possibili abusi. Infatti: il
magistrato può essere destinato ad altra sede o funzione solo su decisione del CSM, in 2
ipotesi:
1) Che il magistrato acconsenta al trasferimento.
2) che, in assenza di consenso, il trasferimento sia adottato per i motivi e le garanzie
di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario.

✔ Un’ipotesi di trasferimento d’ufficio è quella del trasferimento disposto nell’ambito del


procedimento disciplinare (responsabilità disciplinare). Il trasferimento può essere
adottato sia in via cautelare→ ovvero provvisoriamente durante il procedimento (nei
casi indicati dall’art.13c.2, d.lgs 109/2006) sia all’esito del procedimento(art.13c.1).
✔ Un’altra ipotesi è prescritta dall’Art.2, R.D.lgs.511/1946
Il trasferimento ad altra ovvero il trasferimento per incompatibilità ambientale.
sede o ufficio, può MODIFICA DELLA DISPOSIZIONE: Inizialmente, il magistrato
essere disposto dal CSM poteva esser trasferito di sede o assegnato ad altra funzione
nell’infliggere una quando, per qualsiasi causa anche indipendente da sua colpa,
sanzione diversa non fosse più nella condizione di amministrare giustizia nelle
dall’ammonimento e condizioni richieste dal prestigio dell’ordine giudiziario. Tale
dalla rimozione, laddove disposizione, a causa della sua genericità e ambiguità,, si
per la condotta tenuta, a poneva in difficile rapporto con la previsione, contenuta
permanenza nella stessa dell’Art.107 di una riserva di legge assoluta, e aveva dato
sede o ufficio appare in luogo a applicazioni distorsive della sua ratio.Il CSM aveva
contrasto con il buon utilizzato molto spesso come sanzione disciplinare nei confronti
andamento
del magistrato, ma senza le garanzie del procedimento
dell’amministrazione
disciplinare. Il d.lgs 109/2006 è intervenuto sul testo della
della giustizia. Quindi, il
disposizione che ora stabilisce che il trasferimento può esser
CSM conserva un margine
d’apprezzamento nel disposto nei confronti dei magistrati quando per qualsiasi
valutare se ricorrano o causa indipendente da loro colpa non possono, nella sede
meno le esigenze di un occupata , svolgere funzioni con piena indipendenza e
trasferimento del imparzialità. Quindi il provvedimento può essere adottato solo
magistrato sanzionato in ipotesi di oggettivo e incolpevole prodursi di conflittualità
disciplinarmente all’interno di un ufficio giudiziario.

3)La distinzione solo funzionale tra magistrati e le progressioni in carriera: I magistrati sono
stati resi istituzionalmente indipendenti anche da possibili ingerenze esterne alla magistratura.
Art.107 → per questo motivo, l’articolo, statuisce che essi si distinguono fra loro soltanto per
diversità di funzioni. Questa assenza di gerarchia significa che giudici di grado superiore non
sono in condizione di vincolare giuridicamente quelli di grado inferiore. Esiste solo una
diversificazione di funzioni. Le pronunce dei magistrati di qualsiasi grado, hanno tutte la stessa
efficacia, essendo le sentenze preordinate a passare in giudicato una volta esaurita la
possibilità
di ricordo ai mezzi di impugnazione ordinaria. Perciò, quello giurisdizionale è un potere diffuso
presso ogni magistrato. → NB= CHE I RAPPORTI TRA MAGISTRATI NON SIANO IN PRESENZA DI UNA
GERARCHIA, NON SIGNIFICA CHE LA COSTITUZIONE ABBIA
VOLUTO IMPORRE LORO UNA ASSOLUTA PARIFICAZIONE. QUESTA
NOTA SERVE A CHIARIRE COME SAREBBE SBAGLIATO, POGGIANDO
SULL’ART 107C.3, RITENERE CHE I PASSAGGI DI CARRIERA
DEBBANO ESSERE AUTOMATICI E SGANCIATI DAL MERITO.

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La soggezione alla legge e l’indipendenza del magistrato nell’esercizio della funzione


Art.101c.2→ L’indipendenza del magistrato nell’esercizio della funzione giurisdizionale è
garantita in modo diretto dalla previsione in forza della quale: il giudice è soggetto soltanto
alla legge.
La duplice finalità della soggezione alla sola legge
La disposizione mira a escludere che il magistrato faccia le proprie valutazioni guidato da altri
fattori che non siano la disciplina normativa. Il “soltanto” serve a tener fuori dalle aule dei
tribunali ingerenze provenienti da soggetti esterni alla magistratura e soggetti interni che
ricoprano un incarico direttivo (nell’ufficio giudiziario in cui opera il giudice). Legge= Scudo per
il giudice.

L’indipendenza e l’imparzialità del magistrato, è una caratteristica che va salvaguardata


anche nell’apparenza. Il nostro ordinamento oltre a richiedere che il magistrato si astenga dal
porre in essere comportamenti lesivi dei canoni dell’ind e imp: non è tollerabile che ci sia il
sospetto che tali requisiti non siano rispettati. Assumendo questa prospettiva, la Corte ha
respinto questione di costituzionalità sull’Art 3c.1(d.lgs109/2006) che vieta ai magistrati di
iscriversi ai partiti politici e qualifica tale comportamento come illecito disciplinare anche se
i magistrati siano già fuori ruolo per motivi elettorali. La Corte ha sottolineato come la
Costituzione guardi con sfavore comportamenti idonei a creare tra magistrati e soggetti
politici legami, suscettibili di condizionare l’esercizio delle funzioni giudiziarie.→ che devono
godere della fiducia dei consociati. La previsione della soggezione alla legge intende
mettere il sistema al riparo dal rischio che il magistrato travalichi i confini della
giurisdizione.

Art 101→ Di fronte alla legge il giudice non può venir meno all’obbligo di rispettarla. Si
riferisce all’ipotesi che il giudice ritenga la legge che deve applicare lesiva di una norma
costituzionale:egli non avrà il potere di disapplicarla, ma dovrà sospendere il giudizio e
sollevare questione di legittimità dinanzi alla Corte cost. Se invece la legge viola una norma
dell’UE con efficacia diretta, il giudice sarà abilitato, in forza del primato riconosciuto all’UE
dalla nostra Cost. a non applicarla→ disapplicazione nel caso concreto.

INDIPENDENZA DEI GIUDICI: tutelata direttamente


dalla Costituzione
Accesso per Inamovibilità Distinzione Soggezione
concorso per funzioni solo alla legge

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Il pubblico ministero e le particolari condizioni della sua indipendenza

L’inapplicabilità dell’Art 101 ai p.m: L’articolo, ha fatto sorgere un dubbio interpretativo


concernente l’individuazione dei destinatari dell’obbligo di soggezione alla legge. Letteralmente
si riferisce ai giudici, non all’ampia categoria di magistrati, quali sono i p.m. A confermare che
anche i p.m. godono di una indipendenza funzionale è la previsione dell’Art.112→ il p.m. ha
l’obbligo di esercitare l’azione penale. Ricevuta una notitia criminis , il p.m. è tenuto a dare
l’impulso al processo penale. Diversamente, comprometterebbe il principio di uguaglianza.
Ciò significa che le garanzie poste a tutela dell’indipendenza del p.m. sono le stesse che
tutelano l’indipendenza del giudice?→ Art 108c.2= Fa riferimento esplicito all’indipendenza
del p.m. ma precisa che ad assicurarla debba essere la legge.

Si tratta di una forma attenuata di indipendenza che la Costituzione ha voluto abbassare a


livello legislativo. Secondo la Corte cost.le disposizioni di legge in questione non sono da
ritenersi illegittime se per alcune fasi del processo(in particolare delle indagini) informano
l’attività che il p.m. svolge all’interno della procura al criterio gerarchico.
Con questa interpretazione dell’ Art
108 si è consentito al legislatore ordinario di Il potere di coordinamento demandato al procuratore
temperare la regola dell’indipendenza del p.m. al capo dovrebbe attenersi esclusivamente a questa finalità.
fine di soddisfare altre esigenze, in particolare Non può trasformarsi nell’esercizio fine a se stesso di atti
quelle di imparzialità e uguaglianza, incise dal tipo di direzione gerarchica di carattere generale. In questo
di attività svolte dai magistrati requirenti, nella modo, l’elemento gerarchico finirebbe per tradire
fase delle indagini. Quindi a esser considerato l’obiettivo per il quale esso è eccezionalmente ammesso(la
indipendente è l’ufficio della procura garanzia dell’uniformità dell’azione della procura e
unitariamente considerato e non i singoli p.m. principio di eguaglianza) e produrrebbe il suo
che vi operano, i quali possono dover rispondere contrario(l’arbitrarietà del procuratore capo nella gestione
dell’attività dell’ufficio.
alle direttive imposte dal procuratore capo
perché sia garantita l’uniformità dei criteri seguiti INDIPENDENZA DEL P.M
dall’ufficio nell’esercizio della funzione.
Obbligo di Indipendenza da
esercitare l’azione assicurare per
penale legge
Ammessi limitati
poteri gerarchici del
procuratore capo
L’imparzialità del magistrato sull’attività dei
Art 111c.2→ Richiede che ogni processo di svolga di fronte sostituti procuratori
a un giudice “terzo e imparziale”
L’imparzialità va valutata in concreto, con riferimento al
processo che il giudice è chiamato a celebrare. Che deve
essere imparziale significa che non deve sussistere un suo
interesse personale all’esito della controversia, e che
egli deve decidere scevro da pregiudizi.
Imparzialità e indipendenza sono valori tutelati non solo con specifico riferimento al concreto
esercizio delle funzioni giudiziarie, ma anche come regola deontologica da osservarsi in ogni
comportamento al fine di evitare che possa dubitarsi della loro ind e imp.
Gli istituti con cui l’ordinamento garantisce l’imparzialità del giudice nel processo sono:
INCOMPATIBILITA’ ASTENSIONE RICUSAZIONE RIMESSIONE DEL PROCESSO
Ricorre quando il magistrato si Obbligatoria nei casi stabiliti Si può avere su Ha luogo su richiesta di parte
trovi in una delle condizioni dall’ Art 51 c.p.c e 36 istanza di parte nelle laddove si verifichino situazioni
previste dalla legge: Per c.p.p. Per es quando questi ipotesi in cui il tali da turbare lo svolgimento
esempio l’aver già pronunciato sia creditore o debitore di magistrato non si sia del processo, ovvero la sicurezza
sentenza in un grado di una delle parti o ne sia astenuto di sua o l’incolumità pubblica o
giudizio inferiore del parente o ci sia un rapporto iniziativa→ Art.52 determinano motivi di legittimo
procedimento→ Art.34 c.p.p di inimicizia. c.p.c e 37 c.p.p sospetto→ Art. 45 c.p.p

36
37

TERZIETA’: Nonostante l’Art 111 si riferisca solo ai giudici, si ritiene che anche i p.m. debbano
essere imparziali. Diversamente, essi non sono destinatari della previsione che vuole che i
giudici anche soggetti “terzi”. Il concetto di terzietà si deve ritenere come prerogativa del solo
giudice, dato che il p.m. partecipa al contraddittorio, sia pure in una posizione peculiare.

Le garanzie a tutela dei giudici speciali


L’indipendenza garantita dalla legge: Anche per i giudici speciali previsti dalla Costituzione
(Consiglio di Stato, Corte dei conti, Tribunali militari) vale il principio di indipendenza, sebbene
non in forma garantita come i magistrati ordinari, perché è al legislatore ordinario che è affidato
il compito di declinare concretamente il principio→ Art.108 c.2.
Il fatto che la Costituzione non si limiti ad affermare l’indipendenza dei giudici speciali ma ne
indichi le modalità attuative, lascia intendere che per esse la tutela dell’indipendenza può
trovare una disciplina differenziata e meno rigorosa.
Gli organi di auto-amministrazione delle giurisdizioni speciali: Per irrobustire le garanzie di
indipendenza dei giudici speciali, avvicinandole a quella dei giudici ordinari, il legislatore ha
deciso di dotare anche i primi di proprie autorità di organizzazione autonoma, con il compito di
svolgere per ciascuno le funzioni che il CSM svolge per la magistratura ordinaria. Per i magistrati
amministrativi,tale organo è il Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa.

E’ presieduto dal PDC di Stato ed


è composto da:
1 Presidente Per i magistrati contabili l’organo deputato ad assicurarne
4 Magistrati in servizio presso il CDS l’autonomia è il Consiglio di Presidenza della Corte dei
6 Magistrati in servizio presso i TAR conti
4 Componenti laici(eletti 2 dal
Senato e 2 dai Deputati)
E’ presieduto dal Presidente
della Corte dei conti e composto
L’organo di garanzia dell’autonomia dei magistrati militari da:
è il Consiglio della Magistratura militare 1 Presidente aggiunto
1 Il Procuratore generale
4 Magistrati appartenenti alla
E’ presieduto dal Primo Presidente della
giurisdizione contabile.
Corte di cassazione composto da:
4 membri eletti dal Parlamento
1 Il Procuratore Generale militare
presso la stessa Corte
2 membri eletti dai magistrati militari La Magistratura tributaria, giurisdizione speciale
1 componente estraneo alla magistratura preesistente alla Costituzione e tutt’oggi operativa in
militare scelto d’intesa tra i Presidenti virtù di quanto disposto dalla VI Disposizione transitoria e
delle due Camere tra prof universitari e finale, è dotata di un organo di amministraz autonoma ed
avvocati con 15 anni di esercizio. è il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria.

RIASSUNTO

MAGISTRATURA CONSIGLIO SUPERIORE E’ presieduto da un Presidente scelto tra i componenti di


ORDINARIA DELLA MAGISTRATURA provenienza parlamentare.
11 Magistrati tributari eletti dai componenti delle
MAGISTRATURA CONSIGLIO DI PRESIDENZA commissioni tributarie provinciali e regionali
AMMINISTRATIV DELLA GIUSTIZIA 4 membri eletti dal Parlamento(2 dai Deputati e 2
A AMMINISTRAT. dal Senato) tra prof universitari e avvocati con 12
MAGISTRATURA CONSIGLIO DI PRESIDENZA anni di esercizio
CONTABILE DELLA CORTE DEI CONTI

MAGISTRATURA CONSIGLIO DELLA


MILITARE MAGISTRATURA
MILITARE
MAGISTRATURA CONSIGLIO DI PRESIDENZA
TRIBUTARIA DELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

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IL REGIME DI RESPONSABILITA’ DEL MAGISTRATO


La responsabilità del magistrato: premessa
Il difficile punto di equilibrio tra la responsabilità e l’indipendenza del giudice: La possibilità
che il magistrato sia chiamato a rispondere del proprio operato (di come ha esercitato la
funzione giurisdizionale nell’ambito di un processo) deve esser valutata con cautela.
Da una parte, sarebbe inaccettabile lasciare sguarniti di tutela i soggetti che abbiano subito
grave pregiudizio ingiusto a causa di un comportamento di un magistrato, dall’altra parte, il
legislatore deve prestare attenzione a non compromettere l’indipendenza, nell’approntare le
forme e modi della sua responsabilità. La consapevolezza di poter essere sottoposto a un
giudizio di responsabilità per le decisioni da assumere, potrebbe condizionare il libero
convincimento del magistrato e influenzarne le valutazioni.
Ciò premesso, nessun ostacolo si pone a che il magistrato possa essere assoggettato a
responsabilità pensale, con l’osservanza di alcune garanzie, può esser chiamato a
rispondere di responsabilità civile e disciplinare.
Art. 101 c.1→ Nessun dubbio sulla preclusione a far gravare su giudici e p.m. una responsabilità
di tipo politico, infatti i magistrati che amministrano la giustizia IN NOME DEL POPOLO, non
intrattengono con il popolo nessun rapporto di rappresentanza diretta o indiretta.
LA RESPONSABILITA’ CIVILE: I magistrati possono essere condannati a risarcire i danni prodotti
a seguito dell’adozione di un proprio provvedimento.
Art.28→ I magistrati, come gli altri funzionari e dipendenti dello Stato, rientrano nella
previsione di cui l’articolo vuole che tali soggetti devono rispondere secondo le leggi penali,
civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione dei diritti.
IL DIRITTO DEL SOGGETTO INGIUSTAMENTE
Nel loro caso, il legislatore deve DANNEGGIATO DA UN PROVVEDIMENTO GIUDIZIARIO AD
approntare la relativa disciplina OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL PREGIUDIZIO PATITO
tenendo conto della necessità
di perseguire il delicato
bilanciamento tra due interessi LA SALVAGUARDIA DELLE FUNZIONI GIUDIZIARIE DA
contrapposti POSSIBILI CONDIZIONAMENTI, A TUTELA
DELL’INDIPENDENZA E DELL’IMPARZIALITA’ DELLA
MAGISTRATURA

Il procedimento per ottenere il ristoro del danno:


Legge 18/2015→ La disciplina legislativa prevede che le domande di risarcimento non vengano
rivolte direttamente nei confronti del magistrato ritenuto responsabile del danno. Il cittadino
dovrà agire nei confronti dello Stato, il quale, se verranno riscontrate le responsabilità del
magistrato, potrà rivalersi entro certi limiti, nei confronti di quest’ultimo.

La legge 18/2015 è intervenuta a modificare il precedente regime previsto dalla l. 117/1988


che aveva dato luogo ad accertamenti di responsabilità dei magistrati in limitate ipotesi.
Nell’intendo di tutelare la serenità di giudizio del magistrato,strumentare per la sua
indipendenza, il legislatore aveva escluso una sua responsabilità in reazione all’attività
interpretativa di disposizioni normative o di valutazioni di fatti e prove(salva l’ipotesi di colpa
grave)→ che può essere determinata da grave violazione di legge per negligenza inescusabile.
Nelle sentenze della Corte di Giustizia del 12/6/2006 e 24/11/2011, è stata ritenuta
l’incompatibilità con il diritto dell’UE → l’esclusione della responsabilità civile dei magistrati nei
casi in cui il danno connesso all’esercizio delle funzioni giudiziarie fosse dovuto ad errata
interpretazione di norme di diritto UE.
Per superare certe censure, il legislatore nel 2015 ha
La nuova disciplina ha soppresso
ridefinito la nozione di colpa grave, in modo tale che ora lo
la udienza filtro= Veniva valutata
Stato deve rispondere del danno prodotto dal magistrato
anche quando (in assenza di negligenza inescusabile) sia l’ammissibilità della domanda
riscontrabile una violazione manifesta della legge e del risarcitoria esperita dal soggetto
diritto dell’UE. Fine→ Preservare l’indipendenza del che agiva per il risarcimento del
magistrato, la discplina vuole che lo Stato potrà rivalersi danno. Udienza che la Corte cost.
Non ha giudicato funzionale alla
nei confronti di quest’ultimo→ solo quando il magistrato
garanzia di indipendenza e
abbia agito con dolo o negligenza inescusabile.
imparzialità.

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LA RESPONSABILITA’ DISCIPLINARE
Definizione: Il magistrato incorre in una responsabilità disciplinare quando, mediante
comportamenti tenuti nell’esercizio della funzione (in alcuni casi anche fuori dalle aule
giudiziarie), violi uno dei doveri posti a suo carico dalla legge, e la violazione sia accertata
dall’organo di autonoma amministrazione→ che potrà irrogare sanzioni come:
✗ Ammonimento
✗ Censura
✗ Sospensione dalle funzioni
✗ Rimozione del ruolo (che comporta la cessazione del rapporto di servizio del magistrato.
D.lgs 109/2006→ Disciplina che prevede la responsabilità disciplinare fatta valere nei confronti
dei magistrati ordinari. Ma essa, può esser fatta valere sia a magistrati ordinari, sia a giudici
speciali.

La tipizzazione degli obblighi disciplinari: Gli obblighi disciplinari e le correlate sanzioni del
magistrato sono predeterminati dal legislatore. Questa è una garanzia!→ Garanzia nella
previsione di una base legale che oggi è diventata più stringente per effetto della riforma
dell’ordinamento giudiziario, con la quale si è passati a un regime di
tipizzazione(standardizzare) degli illeciti disciplinari.

Prima di questo intervento normativo, infatti, il r.d.lgs 511/1946, delineava la responsabilità del
magistrato con una formula generica. La competenza ad accertare la violazione dell’illecito
……………..appartiene al CSM.

Art 18→ assoggettava a sanzioni Questa clausole di carattere aperto,


disciplinari il magistrato che manchi lasciando al CSM spazi di discrezionalità,
ai suoi doveri, o tenga in ufficio o aveva dato luogo a incertezze applicative.
fuori una condotta tale , che lo renda Per questa ragione con la L.150/2005 e il
immeritevole della fiducia e della d.lgs 109/2006 il Parlamento ha
considerazione di cui deve godere, o predeterminato le fattispecie di illecito. Le
che comprometta il prestigio formule, in elenchi, delle condotte che
dell’ordine giudiziario, è soggetto a possono comportare sanzione, hanno
sanzioni disciplinari. ristretto margini discrezionalità del CSM.

L’esercizio dell’azione disciplinare: Il potere di azionare il procedimento disciplinare è


attribuito a soggetti diversi dal CSM:
✔ Ministro della Giustizia: Ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare→ Art.107c.2.
L’articolo, può ingenerare il dubbio che si tratti di una statuizione(introdurre ordine)
incoerente con la volontà di tenere il magistrato indenne da interferenze esterne di natura
politica sul proprio status. L’incoerenza è solo apparente, poiché il potere è solo d’impulso,
che si giustifica con la volontà di non lasciare che i magistrati operino in una condizione di
isolamento “corporativo”, considerando i loro comportamenti possono avere ricadute
sull’interno ordinamento. Inoltre, il potere di impulso , si esercita mediante la richiesta al
Procuratore generale presso lo Corte di cassazione di avviare le indagini. Il fattore che
presidia l’indipendenza del magistrato sta nel fatto che sia il CSM l’organo demandato a
gestire il procedimento disciplinare, e a valutare sulla base dell’oggettivo dato
legislativo le eventuali responsabilità del magistrato.
✔ Procuratore generale presso la Corte di cassazione: Ha l’obbligo ogni qualvolta abbia
notizia del fatto.→ Art.14 d.lgs 109/2006. Sarà anche il soggetto deputato a svolgere il ruolo di
p.m. nell’ambito del procedimento.
Procedimento
Si svolge dinanzi alla Sezione disciplinare del CSM , come previsto dall’Art 4 L.195/1958 essa è comporta da 6
membri elettivi (Vice presidente, un membro laico, e dei togati→ un magistrato di Cassazione con esercizio
effettivo della funzione di legittimità,2 magistrati con funzioni di merito, un p.m.) e 4 membri supplenti. Il
procedimento si svolge secondo regole che ricalcano un processo. L’articolo richiama in quanto compatibili, le
norme del procedimento penale sul dibattimento. L’udienza, salvo esigenze particolari, si svolge
pubblicamente. Inoltre è previsto il diritto del magistrato di difendersi o di farsi difendere da un altro
magistrato o avvocato. Il provvedimento emesso al temine del procedimento prende la forma di sentenza
ricorribile in Corte di cassazione.

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I DIRITTI NELL’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE


Il diritto di difesa e le garanzie del processo
Gli Articoli 24 e 113: Il diritto di difesa, si esplica nella possibilità di azionare i propri diritti
davanti a un giudice. L’Art 24 infatti stabilisce che tutti possono agire in giudizio per la tutela
dei propri diritti e interessi legittimi, precisando che la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e
grado del procedimento. → La garanzia dell’individuo di difendersi avverso qualsiasi atto.
Infatti, l’Art 113 chiarisce che la tutela giurisdizionale è ammessa anche contro gli atti della
P.A. e che non può essere preclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per
determinate categorie di atti. Alla luce di questa previsione costituzionale, ha
suscitato dubbi la disposizione leg. In forza della
Il diritto di difesa è un diritto inviolabile → un interesse quale: non sono impugnabili gli atti o i
superiore dell’ordinamento che non può soffrire provvedimenti emanati dal Governo
nell’esercizio del potere politico. Si tratta di
compressioni nemmeno per mano di una legge di revisione quando stabilisce l’Art 7 del Codice del processo
costituzionale o di una consuetudine internazionale.. Uno ammin. Che ha trasfuso una norma
degli ostacoli può essere costituito dai costi della tutela previgente(r.d.1054/1924). La categoria degli
giurisdizionale dei diritti. Per questa ragione, l’Art 24 c.3 atti politici costituisce una problematica deroga
si preoccupa di assicurare ai non abbienti i mezzi per agire al principio di ricorribilità di tutti gli atti della
P.A. e pur sopravvivendo nell’ordinamento, se
e difendersi davanti a ogni giurisdizione. Il leg. Ha dato ne è data per questa ragione un’interpretazione
attuazione a questa previsione con l’istituzione del restrittuva, concernente casi eccezionali.
patrocinio a spese dello Stato(L.30/1990, ora Art. 74
d.p.r
30/5/2002)→ Si tratta di previsioni volte ad attuare il diritto di difesa nella sua correlazione con
il principio solidaristico che caratterizza il nostro ordinamento.

IL GIUDICE NATURALE
Uno dei più rilevanti corollari del diritto di difesa è il diritto al giudice naturale precostituito
dalla legge, dal quale ai sensi dell’Art 25c.1 nessuno può essere distolto. Il principio del giudice
naturale intende porsi a garanzia dell’imparzialità del giudice. Esso implica che l’ufficio
giudiziario competente per materia e territorio debba essere individuato dalla legge prima
dell’insorgere della controversia in base ai criteri generali fissati in anticipo e non in vista di
determinate controversie, con riferimento a fattispecie astratte e non già a posteriori, in
relazione a una regiudicanda già insorta.( fatto oggetto del giudizio→ Es, se sono imputato per il reato di
ingiurie, la res iudicanda è l’offesa a una persona da parte mia→ Accertamento del giudizio). La legge, a certe
condizioni, può prevedere meccanismi di sostituzione del giudice individuato, senza violare
l’articolo. Purchè di tratti di interventi di carattere generale o che si rendano indispensabili al
fine di evitare gravi turbamenti della pubblica tranquillità per la sicurezza delle persone,
pacifica convivenza dei cittadini, ovvero quando siano poste in essere condotte volte a influire
sul regolare svolgimento del processo.

LE GARANZIE DEL GIUSTO PROCESSO


Garanzie individuate nell’Art 111. Con una legge cost. Del 1999 questa disposizione è stata
oggetto di modifiche. I testo vigente si apre con una riserva di legge come elemento essenziale
di garanzie delle regole del processo. La norma garantisce il diritto al contraddittorio → che
deve svolgesi in condizioni di parità tra le parti. La disposizione proclama anche il diritto ad
un giudice terzo e imparziale. L’articolo, pretende che il legislatore assicuri la ragionevole
durata del processo . L’Italia, a causa delle lungaggini che affliggono i processi, è stata molto spesso sanzionata
dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha riscontrato una violazione dell’Art.6 CEDU.
Il legislatore italiano è intervenuto al fine di prevedere una forma di ristoro (Legge Pinto→
n89/2001). Presentando ricorso al Presidente della Corte d’appello del distretto in cui ha sede
il
giudice innanzi al quale si è svolto il 1^ grado del processo, il soggetto che si ritenga leso può
ottenere il riconoscimento di un’equa riparazione del danno subito. In Italia, soltanto con la
legge 208/2015 ha assicurato rimedi preventivi colti ad abbreviare i tempi del processo.
➔ Un’altra garanzia del processo prevista dall’Art 111 riguarda la pretesa che ogni
provvedimento giurisdizionale sia motivato (c.6). Scopo: Consentire alla parte del processo di
impugnare il provvedimento che reputi ingiusto dinanzi a un organo giurisdizionale di grado
superiore. L’obbligo di motivazione è funzionale al ricordo in Cassazione per motivi di
legittimità
, sempre ammesso nei confronti delle sentenze e dei provvedimenti, denominati in materia di

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libertà personale (c.7).

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I principi del giusto processo penale: Riguardo il processo penale l’Art 111 fornisce regole più
dettagliate:
• Vige il principio del contraddittorio nella formazione della prova→ Art.11c.4,
Derogabile solo su consenso dell’imputato quando sussistano ragionevoli motivi(c.5).

Data la possibile incidenza sulla libertà personale, in materia penale solo previsti altri principi:
a) Principio di legalità
b) Il carattere personale della responsabilità penale
c) La presunzione di non colpevolezza
d) La finalità rieducativa della pena

a) Art 25 c.2→ Riguardo al principio di legalità, si richiama questo articolo, laddove si afferma
che nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del
fatto commesso. Il principio in questa disposizione, si concretizza in plurimi precetti. Esso
postula: la necessaria determinatezza della norma penale, strumentale a far sì che siano chiare
ai potenziali destinatari le condotte vietate e le sanzioni comminate(relative) e la tassatività
della norma penale che preclude l’arbitrio del giudice nell’applicazione della sanzione penale.
L’articolo introduce anche il principio di irretroattività della norma penale→ che vieta al
legislatore di punire una condotta commessa quando essa non costituiva reato.

b)Art 27 c.1→ Il principio della responsabilità penale personale si ricava da tale disposizione,
essa vieta che si possa esser chiamati a rispondere penalmente per fatto altrui, essa richiede
un nesso di colpevolezza, oggettivo e soggettivo, con il fatto commesso: non solo un rapporto
causale tra condotta e evento antigiuridico, ma un rapporto di consapevolezza tra reo e
condotta tenuta.

c) Art 27 c.2→ Afferma il principio della presunzione di non colpevolezza ai sensi del quale
l’imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva. La disposizione esprime
un senso di civiltà giuridica e detta implicitamente la regola per cui non è l’imputato che deve
provare la propria innocenza, ma l’accusa che deve provarne la colpevolezza.

d) Art.27 c.3→ Comprende il principio della finalità rieducativa della pena implica che essa
deve non solo non essere contraria al senso di umanità, ma avere come finalità primaria il
reinserimento, a fine pena, del reo nella società. La Corte cost, da questo principio ha
ricavato un ulteriore corollario, pretendendo che la pena sia proporzionata alla gravità
dell’offesa sottostante la condotta criminosa. Una pena troppo severa, potrebbe indurre il reo
a non aderire al programma rieducativo offerto dall’ordinamento. La finalità rieducativa trova
applicazione anche per i condannati all’ergastolo per reati gravi che abbiano intrapreso un
percorso di ravvedimento durante la detenzione. Anche a loro deve essere consentito il
reinserimento sociale durante la pena. (accesso al lavoro all’esterno del carcere, fruizione di
permessi)

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