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La pecularità della sonata a tre sta nella polarità tra il continuo e i due strumenti solisti.

Al trio si aggiungeva solitamente uno


strumento a tastiera che "realizzava" il basso continuo, ma si poteva aggiungere anche un quinto strumento (un fagotto o una tromba)
che elaborava in maniera concertante la parte del basso. Le parti, tuttavia, potevano essere raddoppiate o triplicate, quindi "Sonata a tre"
non significava eseguita da tre strumenti, ma semplicemente a tre parti.

Le sonate dell'opera 3 sono del 1689.

La forma è quella tipica della sonata da chiesa del periodo barocco: tempo lento molto espressivo - allegro fugato -
quasi sarabanda - quasi giga
Di nuovo un tempo lento, che contrariamente a quello introduttivo ha un carattere meno solenne e più "patetico".
La scrittura a note lunghe prevede l'introduzione di fioriture lasciate all'improvvisazione degli esecutori così come
si usava nella musica vocale.
Anche se non esplicitamente indicato il ritmo è quello tipico della giga, segno della "contaminazione" di stili fra sonata
da chiesa e sonata da camera (concluse spesso da una giga). La struttura formale è bipartita; il tema della prima parte
viene esposto per moto contrario nella seconda parte, come accade frequentemente nelle gighe. La tonalità passa a
quella della dominante alla fine della prima parte e poi ritorna a quella di impianto.