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Introduzione alla termodinamica [1]

• Scienze termiche e applicazioni (Cap. 1.1 Çengel)


• Definizione di energia (Cap. 1.2 – 1.3 Çengel)
DISPENSA • Le grandezze fisiche e le unità di misura (Cap. 1.4 Çengel)
• Sistemi termodinamici (Cap. 2.1 Çengel)
FISICA TECNICA E IMPIANTI
• Proprietà dei sistemi (Cap. 2.2 – 2.3 Çengel)
PROF. PAOLA CAPUTO • Stato di equilibrio (Cap. 2.4 Çengel)
• Trasformazioni termodinamiche (Cap. 2.5 Çengel)
• Principio zero della termodinamica (Cap. 2.6 Çengel)
• Scale termometriche (Cap. 2.6.1 – 2.6.2 Çengel)
• La pressione (Cap. 2.7 – 2.8 Çengel)
• Le forme di energia (Cap.1.2 ed 1.4.1 - Cap. 3.1 – 3.2 – 3.3 – 3.4
– 3.5 Çengel)
• Primo principio della termodinamica (Cap. 3.6 – 3.7 Çengel)
1 3

Termodinamica e trasmissione del calore


Scienze fisiche che studiano
l energia e la trasmissione, il
trasporto e la conversione
dell’energia.
INTRODUZIONE ALLA La termodinamica è la scienza
TERMODINAMICA [1] dell’energia, la scienza che studia le
trasformazioni di calore in energia
meccanica e viceversa, da uno stato
di equilibrio ad un altro.
La trasmissione del calore è la
scienza che studia la potenza che si
impiega nella trasformazione da
calore ad energia meccanica. Studia
le quantità di energia termica che si
trasmettono nell’unità di tempo
(fenomeno di non equilibrio).
2 4
Cos’è l’energia? Grandezze fisiche e unità di misura
L’energia è la capacità di
compiere un lavoro, è la
capacità di produrre
cambiamenti.
Vi sono diverse forme di
energia:
•meccanica (cinetica e
potenziale);
•termica;
•chimica;
•elettromagnetica; Spostare un masso, scaldare
l’acqua, digerire il cibo …
•nucleare.
5 7

Grandezze fisiche e unità di misura Grandezze fisiche fondamentali Grandezze fisiche derivate
Categorie di grandezze tra loro confrontabili Grandezza Unità di misura Grandezza Unità di misura
lunghezza metro [m] volume m3
Es. Categoria: lunghezza, altezza, distanza, diametro ecc.
massa kilogrammo [kg] velocità m s−1
(grandezze della stessa specie, omogenee) tempo secondo [s] accelerazione m s−2
temperatura kelvin [K] densità kg m−3
Unità di misura: grandezza di una specie presa come
corrente elettrica ampere [A] forza Newton = m kg s−2
riferimento.
intensità luminosa candela [cd] energia Joule = m2 kg s−2
Ogni altra grandezza della specie può essere espressa in quantità di materia mole [mol] potenza Watt = J/s = m2 kg s−3

riferimento a questa unità, moltiplicandola per un
numero (valore numerico della grandezza) blocco in platino-iridio che
definisce il kilogrammo

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Multipli e sottomultipli delle unità di misura SI Sistema termodinamico
Fattore Nome Simbolo • Sistema aperto (o volume di controllo): il suo contorno
1012 = 1.000.000.000.000 tera T permette passaggio di materia e di energia
109= 1.000.000.000 giga G
106= 1.000.000 mega M
• Sistema chiuso (o massa di controllo): il suo contorno
103 = 1.000 kilo k
non permette passaggio di materia ma permette passaggio di
energia sotto forma di lavoro o calore
102 = 100 hecto h
101 = 10 deca da • Sistema isolato: il suo contorno non permette passaggio di
1 base - materia né di energia
10-1= 0,1 deci d
10-2= 0,01 centi c
10-3= 0,001 milli m
10-6= 0,000001 micro µ

10-9= 0,000000001 nano n


10-12= 0,000000000001 pico p

9 11

Sistema termodinamico Sistemi e volumi di controllo


Sistema termodinamico:
quantità di materia o
regione di spazio che si
considera
Ambiente: massa o regione
al di fuori del sistema
Contorno del sistema:
superficie reale o
immaginaria che separa il
sistema dall’ambiente
(spessore nullo)

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Proprietà di un sistema termodinamico Lo stato di un sistema
• Proprietà intensive: non dipendono dalla dimensione Lo stato di un sistema è “la condizione” in cui il sistema
del sistema stesso si trova.
– temperatura T Lo stato di un sistema è descritto dalle sue proprietà; per
– pressione p determinarlo risulta dunque importante specificare le sue
proprietà.
– densità r
• Proprietà estensive: dipendono
Postulato di stato: lo stato di un sistema semplice comprimibile è
dalle dimensioni del sistema completamente determinato da due proprietà intensive indipendenti.
– massa m
– volume V Le proprietà sono indipendenti se al variare di una di esse
– energia E l’altra non cambia.

13 15

Proprietà specifiche Lo stato di equilibrio


Le proprietà riferite all’unità di massa si definiscono
proprietà specifiche.
Un sistema è in stato di
equilibrio quando non è
Densità: massa riferita al volume unitario soggetto ad alcun
r = m/V (kg/m3) cambiamento (tutte le
La densità è generalmente direttamente proporzionale alla pressione e proprietà possono essere
inversamente proporzionale alla temperatura. Nel nostro ambito per liquidi e
solidi, praticamente incomprimibili, viene considerata costante. misurate o calcolate e sono
costanti in ciascun punto
del sistema)
Volume specifico: volume riferito alla massa unitaria
v = V/m = 1/ r (m3/kg)

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Lo stato di equilibrio Le trasformazioni termodinamiche
Un sistema è in equilibrio termodinamico se sono Trasformazione quasi-statica
(ideale): in ogni istante il sistema
soddisfatte tutte le condizioni di equilibrio termico, rimane infinitesimamente vicino al
meccanico, di fase e chimico (la termodinamica tratta precedente stato di equilibrio
dei sistemi in stato di equilibrio)
La trasformazione è lenta al punto di
non generare variazioni delle proprietà
di parti del sistema più veloci di altri
Un sistema è in equilibrio termico se la temperatura è
la stessa in ogni punto del sistema

(idem per gli altri)

17 19

Le trasformazioni termodinamiche Le trasformazioni termodinamiche


Trasformazione: ogni Alcune trasformazioni particolari:
cambiamento che un • Isobara: durante la trasformazione la pressione è costante
sistema subisce passando • Isoterma: durante la trasformazione la temperatura rimane
costante
da uno stato di equilibrio ad • Isocora: durante la trasformazione il volume specifico
un altro rimane costante
• Adiabatica: avviene senza scambio di calore con l’esterno
Linea della
trasformazione: serie di
stati attraverso cui il sistema A PA =
passa durante una PB A B

Pressione
A
trasformazione B
B
volume
VA VB
VA = VB
18 20
Principio zero della termodinamica Scale termometriche
Principio zero: due corpi, ciascuno in equilibrio termico con un terzo,
sono in equilibrio termico fra loro. Le scale Celsius e Kelvin hanno intervalli di ampiezza
Si chiama «zero» perché, benché sia stato formulato dopo il primo uguale: entrambi vengono usati per definire il valore della
principio della termodinamica, ne è concettualmente alla base. temperatura mentre i gradienti termici sono espressi
solitamente in Kelvin. Le scale Fahrenheit e Rankine
hanno intervalli di ampiezza differente rispetto a C e K.

5
TKelvin = 273,15 + tC = × TR
9
Questa proprietà venne sottolineata fin dal 1871 da James C. Maxwell. Fu TRankine = 459,67 + t F = 1,8 × TK
tuttavia Ralph H. Fowler, nel 1931, a porla alla base della termodinamica,
5
e a darle quindi il nome di Principio zero della termodinamica. tCelsius = × (t F - 32 ) = TK - 273,15
Se il terzo corpo è un termometro, si evince che: due corpi, anche 9
non in contatto tra loro, sono in equilibrio termico se hanno la
stessa temperatura (letta sul termometro).
t Fahrenheit = 1,8 × tC + 32 = TR - 459,67
21 23

Scale termometriche Scale termometriche


Esistono diverse scale termometriche che usano come In sintesi:
riferimento diversi stati di equilibrio. Quella del SI è la La scala Celsius, molto usata comunemente, è
scala Kelvin [K]. semplicemente spostata di 273,15 gradi rispetto alla
C K F R
Kelvin.
vapore 100 C 373,15 K 212 F 671,67 R

Se si calcola la differenza in Kelvin e Celsius il risultato è


uguale.
ghiaccio 0 C 273,15 K 32 F 491,67 R TKelvin = 273,15 + tC

zero assoluto -273,15 C 0K -459,67 F 0 R

DT(K) = DT (°C)

22 24
La pressione Come si misura l’energia
Pressione: forza esercitata in L’unità di misura dell’energia è il Joule, dal nome del fisico
direzione normale da un James P. Joule che l’ha introdotta.
fluido (gas o liquido) su una
superficie di area unitaria. Il lavoro è una forma di energia (meccanica), data dal
prodotto fra forza e spostamento, pertanto:
Per i solidi è più corretto
parlare di Tensione
Lavoro = F × S Þ [ J ] = [ N ] × [m] = [m 2 ] × [kg] × [s -2 ]
Nel SI 1 N/m2 = 1 Pa
Storicamente il calore era misurato in calorie, ossia la
Altre unità: quantità di energia necessaria ad innalzare la temperatura
•1 bar = 105 Pa di 1 g di acqua distillata di 1 C (da 14.5 C a 15.5
•1 atm = 101325 Pa = 1.01325 bar C).
•1 kgf/cm2 = 9.807x104 N/m2 = 1 cal = 4,186 J
9.807x104 Pa= 0.9807 bar = 0.9679 atm

25 27

I principali strumenti di misura della pressione Le forme di energia


• Manometro di Bourdon (o tubo di Bourdon) L’energia di un sistema può rivelarsi sotto diverse forme:
termica, cinetica, potenziale, elettrica, magnetica, chimica e
• Trasduttori di pressione nucleare
• Trasduttori piezoelettrici L’energia totale di un sistema è la somma di tutte queste
• … componenti.
•Forme microscopiche di energia: legate all’attività
molecolare interna al sistema, indipendentemente
Per approfondimenti si rimanda al libro “Fisica Tecnica ambientale” – dall’ambiente esterno
Cengel – Capitolo 2.8.3 (pag. 37-42)
– Energia interna U (kJ)
•Forme macroscopiche di energia: possedute dal
sistema in relazione all’ambiente esterno (movimento e
influenza di gravità, magnetismo, elettricità, tensione superficiale)
– Energia cinetica Ec = ½ m w2 (kJ)
– Energia potenziale Ep = mgz (kJ)
26 28
Le forme di energia Trasferimento di energia: calore
Sotto forma di calore Q,
Più nel dettaglio: l’energia può attraversare il
contorno di un sistema chiuso
–Energia interna = somma delle forme microscopiche di se vi è una differenza di
energia (U) temperatura.
–Energia cinetica = energia posseduta da un sistema per
effetto del suo moto ( Ecin=mv2/2 kJ)
Una volta trasmesso, il calore Q
–Energia potenziale = energia posseduta da un sistema per viene a far parte dell’energia
effetto della sua quota in un campo gravitazionale (Epot termica contenuta dal sistema
=mgz kJ) ricevente (energia interna U).
Energia totale = U+Ecin+Epot

29 31

Trasferimento di energia Trasferimento di energia: calore


L’energia può attraversare il contorno di un sistema
chiuso sotto forma di calore e lavoro. •Conduzione – trasferimento di energia delle particelle più
energetiche di una sostanza alle particelle adiacenti meno
energetiche.
•Convezione – trasferimento di energia tra una superficie
solida e un fluido adiacente in moto.
•Irraggiamento – trasferimento di energia dovuto
all’emissione di onde elettromagnetiche.

30 32
Trasferimento di energia: lavoro Trasferimento di energia: calore e lavoro
Convenzione dei segni
+ il calore dall’ambiente ad
un sistema
+ il lavoro compiuto da un
Sotto forma di lavoro L: + sistema sull’ambiente
l’energia che transita è
-
associata all’effetto
combinato di una forza e di - il calore da un sistema
-
uno spostamento. all’ambiente
+
- il lavoro dall’ambiente su
un sistema

33 35

Trasferimento di energia: lavoro Primo principio della termodinamica


Calore e lavoro sono funzioni di L’energia di un sistema
linea (dipendono dal percorso
seguito)
termodinamico non si crea né
si distrugge, ma si trasforma,
Il lavoro totale è ottenuto passando da una forma a
seguendo la linea di un'altra.
trasformazione e
sommando le quantità
principio di
infinitesime di lavoro
scambiate lungo la conservazione dell’energia
trasformazione.

34 36
Energia di un sistema e bilancio energetico Variazione di energia interna
Energia totale di un sistema In un sistema chiuso stazionario la variazione di energia
interna di un sistema termodinamico è uguale alla
DE = DU + DEcinetica + DE potenziale
somma (algebrica) del calore e del lavoro entranti nel
dove: sistema:
ΔU = m (u2-u1) Q - L = DU usare sempre la
convenzione dei segni!
ΔEc = ½ m (w22 – w21) Per un sistema non stazionario:
ΔEp = mg (z1 – z2)
Q - L = DE
dove
Energia totale di un sistema
riferita all’unità di massa: DE = DU + DEcinetica + DE potenziale
e= E/m (kJ/kg)
37 39

Energia di un sistema e bilancio energetico

La variazione netta dell’energia totale di un sistema durante una


INTRODUZIONE ALLA
trasformazione è uguale alla differenza tra l’energia totale
entrante nel sistema e l’energia totale uscente dal sistema durante TERMODINAMICA [2]
la trasformazione.

Eentrante – Euscente =ΔEsistema

38 40
Introduzione alla termodinamica [2] Sostanze pure, fasi e trasformazioni
• Sostanze pure, fasi delle sostanze e trasformazioni (Cap. 4.1 – 4.2 Fase liquida
– 4.3 Cengel) Le distanze intermolecolari non sono molto
• Equazione di stato dei gas perfetti (Cap. 4.4 Cengel) diverse da quelle nella fase solida, ma le
molecole non sono più in posizioni fisse tra
• Trasformazioni termodinamiche (Cap. 5.1 – 5.2 Cengel) loro. I gruppi di molecole si muovono l’uno
• Calore specifico ed entalpia (Cap. 5.3 – 5.4 – 5.5 Cengel) rispetto all’altro, ma all’interno di ciascun
• Secondo principio della termodinamica (Cap. 7.1 – 7.2 – 7.3 gruppo le molecole mantengono la posizione
Cengel) iniziale ordinata costante.
• Rendimenti di conversione dell’energia (Cap. 3.7 – 7.4 Cengel)
Fase aeriforme
• Reversibilità/Irreversibilità (Cap. 7.5 Cengel)
Le molecole sono molto lontane le une dalle
• Ciclo di Carnot (Cap. 7.6 – 7.7 – 7.8 – 7.9 Cengel) altre e non hanno alcuna struttura ordinata. Si
• Macchine termodinamiche (Cap. 7.10 Cengel) muovono casualmente scontrandosi l’una
• Entropia (Cap. 8 Cengel) contro l’altra e contro le pareti dove sono
contenute.

41 43

Sostanze pure, fasi e trasformazioni Sostanze pure, fasi e trasformazioni


Sostanza pura = sostanza la cui composizione chimica è costante
in tutta la massa presa in considerazione Definizioni principali
• Temperatura di saturazione – temperatura alla quale una
Fase solida sostanza pura, tenuta fissa la pressione, inizia ad evaporare
Le molecole di un solido sono intrecciate in un • Pressione di saturazione – pressione alla quale una sostanza pura,
reticolo tridimensionale che si ripete in tutto il tenuta fissa la temperatura, inizia ad evaporare
corpo. Le molecole in un solido non si • Calore latente – quantità di energia assorbita o liberata durante
muovono l’una verso l’altra, ma vibrano su loro una trasformazione con cambiamento di fase (calore latente di
stesse. A temperature sufficientemente alte la fusione o calore latente di vaporizzazione)
velocità di vibrazione può raggiungere valori
tali da vincere le forze di attrazione
Approfondimenti con Cap. 4.3 del libro “Fisica Tecnica
intermolecolari e separare tra loro i gruppi di
molecole à processo di fusione Ambientale” – Cengel (pag. 87 – 93)

42 44
Equazioni di stato Equazione di stato dei gas perfetti
• Sistema TDN sostanza
pura pV = nRT
• Equazioni che legano
proprietà TDN intensive: costante universale dei gas
eq. di stato R = 8,31447 J
K × mol
• Gas e vapore (gas se
T>T critica)
pV = N × k b × T
costante di Boltzmann,
R
kb = = 1,38 ×10 - 23 J
NA K

45 47

L’equazione di stato dei gas perfetti Equazione dei gas perfetti


Boyle dimostra che in un gas L’equazione di stato dei gas perfetti permette di correlare
abbastanza diluito, ad una
temperatura, pressione e volume.
p ×V = cost temperatura fissata, pressione
e volume sono inversamente ì mRsT M ® massa molare
proporzionali
ïp = n ® numero di moli
Gay-Lussac scopre che, a
ï V
V (T ) = V0 (1 + × t )a pressione costante, le
ï mRsT
p ® pressione

a = 1 / 273,15
variazioni di volume sono
proporzionali alle variazioni pV = mRsT íV = V ® volume
T ® temperatura
V0 ® volume a temperatura 0 °C di temperatura ï p Rs ® costante specifica del gas
V (T ) ® volume alla data temperatura °C Avogrado scopre che il ï T = pV
prodotto pV è proporzionale
-1 ï mRs
N A = 6,022 ×10 mol 23 ad un numero di molecole
del gas, chiamato il numero
î kJ
R Rs ,aria = 0,287
N = n× N A
di Avogadro Rs = m = nM V = m×v kg × K
M
46 48
Trasformazione isobara Trasformazione isoterma
Lavoro di variazione di volume a pressione costante = isobara Compressione di un gas perfetto a T costante = isoterma

DU = 0 Þ Q = L
L = P × DV Þ DU = Q - L = Q - P × DV
Isoterme = linee iperboliche

49 51

Trasformazione isocora Trasformazione politropica


Lavoro di variazione di volume a volume costante = isocora Trasformazione durante la quale la pressione e il volume sono
correlati dalla relazione pVn=C dove n e C sono costanti.
L=P⋅ΔV⇒ΔU=Q−L=Q−P⋅0⇒ΔU=Q p=CV-n

Approfondimenti con Cap. 5.1.1 del libro “Fisica Tecnica


Ambientale” – Cengel (pag. 105 - 107)

50 52
Calore specifico Calore specifico
Masse uguali di sostanze diverse, assorbendo o cedendo la Si definisce calore specifico l’energia richiesta per
stessa quantità di calore, variano la loro temperatura in innalzare di un grado (°C o K) la temperatura di una
maniera diversa massa unitaria di una sostanza.

Q = cs × m × Dt Tale energia dipende da come


il processo viene eseguito.
Ad es:
Il calore specifico è una proprietà del materiale. • calore specifico a volume
L’acqua ha un calore specifico pari a 4186 J/kgK. costante;
• calore specifico a pressione
costante.
H = U + p*V; h = H/m

53 55

Calore specifico Entalpia


ESEMPIO L’entalpia è una funzione di
Considero 2 l di acqua alla temperatura di 20°C contenuta in un recipiente in cui
è immerso un riscaldatore elettrico di 1000W. Calcolare il tempo necessario
stato di un sistema ed H = U + pV
affinché l’acqua inizi a bollire. esprime la quantità di
QUANTITA’ DI CALORE RICHIESTO: energia che esso può H = m×h
scambiare con l'ambiente.
Considerando che: 1000W=1000J/s Dove :
+ U → energia interna
! = 2 $% & 4186
$%,
& 100 − 20 [,] = 669760 [+] L’entalpia è una grandezza
p → pressione
estensiva che dipende dallo
V → volume
669760 [+] stato del sistema.
τ= = 669.8 4 h → entalpia specifica
+
1000 [ ]
4
Approfondire con Cap. 5.4 e 5.5 del libro “Fisica Tecnica
Ambientale” - Cengel

54 56
Secondo principio della termodinamica Concetti di base
Il lavoro può essere trasformato integralmente in calore
In natura le trasformazioni ma per convertire calore in lavoro necessitiamo dei
di energia avvengono in un motori termici, macchine funzionanti secondo un ciclo
verso (dalla sorgente a ed in grado di ricevere calore da una sorgente ad alta
temperatura maggiore verso temperatura, convertirne parte in lavoro e cederne il resto
il pozzo a temperatura ad un pozzo a bassa temperatura.
inferiore) e spesso in
maniera irreversibile. Il rendimento (o efficienza) di una trasformazione definisce
Spontaneamente l’energia si il rapporto fra:
degrada in forme meno utili
per compiere lavoro. η= (Risultato utile)/(Spesa) = Energia ottenuta/Energia fornita

57 59

Ricapitolando Secondo principio della termodinamica


Primo principio: l’energia è una grandezza che si conserva. Enunciato di Kelvin-Plank:
Non si crea e non si distrugge. Per qualsiasi apparecchiatura che operi secondo un ciclo è
Secondo principio: le trasformazioni di energia avvengono impossibile ricevere calore da una sola sorgente e produrre una
in un verso predeterminato. Spontaneamente l’energia quantità di lavoro utile.
si degrada in forme meno utili nel compiere lavoro.
In altre parole una macchina termica deve scambiare
Una trasformazione può avvenire soltanto se soddisfa calore sia con una sorgente che con un pozzo, o meglio
contemporaneamente primo e secondo principio della non può solo ricevere calore ma deve anche cederne.
termodinamica. Ne deriva che nessun motore termico può avere un
rendimento del 100%.

58 60
Rendimenti di conversione Rendimento di combustione
Ogni sistema ha un suo rendimento che misura L’efficienza di un apparecchio a combustione è data dal
l’efficienza del sistema. È una quantità adimensionale rendimento di combustione:
perché è dato dal rapporto di due grandezze omogenee. Q quantità di calore liberata
hcombustione = =
PC × m potere calorifico × massa
risultato desiderato
Rendimento [%] = La maggior parte dei combustibili contiene idrogeno, che
spesa richiesta
si trasforma in acqua durante la combustione.
Tipo Rendimento PCI = Pot. Cal. Inferiore ð l’acqua esce sotto forma di
a gas, tradizionale 55%
ma la fonte di
vapore
a gas, ad alto rendimento 90%
elettrico, tradizionale 90%
energia è diversa! PCS = Pot. Cal. Superiore ð l’acqua è completamente
elettrico, ad alto rendimento 94% condensata: estrazione di calore latente

rendimenti tipici di scaldacqua N.B.: le caldaie a condensazione dichiarate con η>100% fanno riferimento al PCI

61 63

Rendimento di combustione Rendimento globale


Quando si brucia un In un sistema di riscaldamento ambiente non vi è solo la
combustibile ci si basa sul combustione, ma altre componenti. Si calcola quindi il
potere calorifico (PC): rendimento globale annuale o stagionale come prodotto
quantità di calore che si libera dei rendimenti dei diversi sottosistemi.
quando una quantità unitaria
di combustibile a temperatura h globale = h generazione ×h distribuzione ×hemissione ×h regolazion e
ambiente viene bruciata
completamente e i prodotti della
combustione vengono raffreddati
a temperatura ambiente.
dal legno alla cenere

62 64
Macchina termica Macchina frigorifera

Sorgente calda Tc Una macchina termica Pozzo caldo Tc Una macchina frigorifera
riceve calore da una estrae calore dalla sorgente
Qentrante sorgente, lo trasforma in Quscente fredda, utilizzando del
parte in lavoro e cede lavoro e scaricando il calore
calore a un pozzo freddo. nel pozzo caldo.

MT Luscente MF Lentrante
L’efficienza di una
Il rendimento termico è macchina frigorifera
Quscente Qentrante
L
ht = Qe
Tf Qe Tf eF =
Pozzo freddo Sorgente fredda L
65 67

Secondo principio della termodinamica Equivalenza dei due enunciati


macchina termica anti Kelvin-Plank
Enunciato di Clausius: Supponiamo che esista un
È impossibile realizzare una macchina con funzionamento ciclico Sorgente calda Tc
MT che trasformi
il cui unico effetto sia il trasferimento di una quantità di calore da integralmente il calore in
un corpo a bassa temperatura ad un altro a temperatura più alta. Q lavoro.
Q2 = Q1 + Q
Il lavoro L può essere
L utilizzato da una MF che
Spontaneamente, in natura, il calore va da un corpo più
MT MF trasferirebbe del calore Q1
caldo ad un corpo più freddo. Per invertire il ciclo serve
una macchina frigorifera, quindi l’utilizzo di lavoro senza altri effetti.
esterno. Q1
Questa macchina viola
l’enunciato di Clausius.
Pozzo freddo Tf

66 68
Equivalenza dei due enunciati Cicli termodinamici
macchina frigorifera anti Clausius
Supponiamo che esista un Le macchine termiche lavorano secondo cicli termodinamici.
MF che trasferisca il calore Sorgente calda Tc Per studiarli vengono assunte delle semplificazioni:
senza altro effetto. • gli attriti sono trascurati
Possiamo usare il calore Q Q Q2 = Q • tutte le trasformazioni di espansione e compressione sono
per produrre il lavoro L. considerate quasi-statiche e internamente reversibili
L = Q - Q1 • le tubazioni di collegamento sono considerate isolate
Questo calore sarebbe
prodotto e scaricato solo MF MT termicamente
nel pozzo freddo, in
contraddizione con Un sistema termodinamico può massimizzare il lavoro netto e
Q Q1 il rendimento utilizzando le trasformazioni reversibili.
l’enunciato di Kelvin-Plank.
Carnot ha ideato un ciclo reversibile per un motore ideale che
Pozzo freddo Tf utilizza un gas perfetto.

69 71

Reversibilità ed Irreversibilità Ciclo di Carnot


Trasformazione reversibile: trasformazione che può essere
percorsa in senso inverso senza che se ne trovi traccia
nell’ambiente circostante.
Trasformazione irreversibile: trasformazione che non può
essere percorsa in senso inverso spontaneamente.

Le irreversibilità sono:
- Attrito
- Espansione libera
- Miscelazione
- Scambio termico attraverso una differenza finita di L’entropia è il grado di disordine di un sistema, in natura l’entropia
temperatura aumenta sempre: si passa da uno stato ordinato a uno meno ordinato.
- … ISOENTROPICO = stesso grado di entropia
70 72
Ciclo di Carnot Rendimento di Carnot
Il rendimento di Carnot è il più alto rendimento di un
motore termico che usi i due serbatoi di calore alle
temperature Tc e Tf
Tf
ht = 1 -
Tc
Maggiore la differenza di temperatura tra i due serbatoi
maggiore il rendimento.
Una macchina reale sono irreversibili e hanno un
rendimento termico minore di quello di Carnot.

73 75

Ciclo di Carnot Ciclo diretto: motore termico


VB
A ð B Espansione isoterma LAB = nRTc ln Sorgente calda Tc Scopo del motore termico è
VA produrre lavoro, usando un
ciclo diretto.
B ð C Espansione adiabatica LBC = -nCV (T f - Tc ) Qentrante Rendimento termico
Lu Qe - Qu Q
C ð D Compressione isoterma ht = = = 1- u
Qe Qe Qe
VD MT Luscente
LCD = nRT f ln se ideale
VC
D ð A Compressione adiabatica Quscente Qu Tf
h MT ,ideale = 1 - = 1-
LDA = -nCV (Tc - T f ) Qe Tc
Pozzo freddo Tf

74 76
Ciclo diretto: impianto di cogenerazione Ciclo inverso: pompa di calore
Tc Un impianto di cogenerazione è Tc La pompa di calore è una
Sorgente calda Pozzo caldo
una macchina termica che macchina frigorifera, ma l’utile
utilizza anche parte del calore prodotto è il calore ceduto
Qentrante uscente per scaldare gli Quscente all’ambiente.
ambienti. L’efficienza di una macchina
L + Qu frigorifera è il coefficiente di
hCHP = = prestazione
CHP Luscente Qe PdC Lentrante
Qu Qu
Q - (Qs + Qu ) + Qu COPPdC = =
Qutile = e = L Qu - Qe
Qe Qentrante
Qscaricato Qu Tc
Q - Qs Q COPPdC ,ideale = =
Tf = e = 1- s Tf Qu - Qe Tc - T f
Pozzo freddo Qe Qe Sorgente fredda
77 79

Ciclo inverso: macchina frigorifera Entropia

Pozzo caldo Tc Per trasferire sottrarre calore la • L’entropia è indice del grado di disordine di un sistema;
macchina frigorifera segue un
• In natura l’entropia aumenta sempre (si passa da uno
ciclo inverso (contrario a quanto
Quscente accade in natura). stato ordinato a uno meno ordinato).

Qe Qe
e MF = = Esempio della miscelazione di 2 gas:

MF Lentrante L Qu - Qe

Qentrante Qe Tf
e MF ,ideale = = A livello microscopico, l’entropia di un sistema aumenta con la causalità
Qu - Qe Tc - T f della posizione delle molecole. Pertanto, l’entropia di una sostanza allo
Tf stato solido, le cui molecole sono compatte nel reticolo cristallino, è
Sorgente fredda minore rispetto a quella di una allo stato gassoso.

78 80
L’entropia nella vita quotidiana Entropia
L’entropia per i processi reversibili è stata introdotta da
Clausius come:
dQ é kJ ù
dS =
T êë K úû

Durante una trasformazione isoterma internamente


reversibile si riduce a:
Q
DS =
T0

81 83

Entropia Entropia
Bilancio di entropia:
Durante una trasformazione reale, la quantità di energia
DS sistema = S entrante - Suscente + S generata
rimane costante per il 1° principio della termodinamica
ma diminuisce la sua qualità per il 2°.
Variazione di entropia di un sistema:
Il calore è una forma disorganizzata dell’energia e DS sistema = S finale - Siniziale
siccome transita da un corpo più caldo ad uno più
freddo, si può concludere che le trasformazioni Entropia scambiata per trasmissione del calore:
avvengono nel verso di un aumento dell’entropia del
Q
sistema. S cal = (T = costante)
T

82 84
Trasmissione del calore e architettura

TRASMISSIONE DEL CALORE [1] La trasmissione del calore è


lo studio base per
progettare edifici
energeticamente efficienti e
confortevoli.

85 87

Trasmissione del calore [1] Concetti dalla termodinamica


• Trasmissione del calore – conduzione, convezione e • Il calore Q (come del resto il lavoro) non è una proprietà
del sistema, ma una forma di energia in transito. Si può
irraggiamento (Cap. 1.3 - 10 Cengel) quindi dire che un sistema possiede energia, ma si deve dire
• Conduzione che un sistema scambia energia sotto forma di calore con
un altro sistema.
– Postulato di Fourier (Cap. 10.2 Cengel) • Si può quantificare la quantità di calore scambiata.
– Equazione generale della conduzione (Cap. 10.2 Cengel) • Il passaggio di calore da un sistema ad un altro può avvenire
se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
– Conducibilità termica (Cap. 10.2.1 – 10.2.2 Cengel)
– I due sistemi si devono trovare a temperature diverse
– Conduzione nella fisica dell’edificio (Cap.11 Cengel) – Non devono essere separati da una parete adiabatica
– Conduzione nelle pareti (Cap. 11 Cengel) • Per il primo principio deve esserci un bilancio energetico
nullo.
• Per il secondo principio il calore si propaga da un corpo ad
alta temperatura ad un corpo a bassa temperatura.

86 88
Trasmissione del calore Potenza termica

Il sistema A ed il sistema B Quando si conosce la potenza scambiata Q , la quantità


T1 T2 rimarranno alla stessa temperatura totale di calore scambiato Q durante un intervallo di
100°C 50°C QAB= 0. Il sistema A è isolato tempo Dt si può determinare con la relazione:
A B t
termicamente dal sistema B.
Q = ò Q! dt
Parete e contorno adiabatici 0

Anche in questo caso QAB= 0. I Nel caso particolare in cui Q è costante:


T1 T2
sistemi, pur non essendo
100°C 100°C

Q = Q! × Dt
A B termicamente isolati, si trovano
alla stessa temperatura (equilibrio
termico).
Parete diatermica La potenza si misura in [W]=[J/s]
89 91

Trasmissione del calore Flusso termico

In questo caso QAB > 0.


Q Si definisce flusso termico la potenza riferita ad una
T1 T2
100°C 50°C
Se non interverranno altri fattori, superficie di area unitaria. Il flusso termico medio su
A B dopo un certo periodo di tempo, una superficie si esprime:
T1=T2, dopo di che QAB= 0.

é W ù Q!
Parete diatermica

Lo scambio di energia si interrompe quando i due corpi q! ê 2 ú =


hanno raggiunto la stessa temperatura. ëm û A
La termodinamica studia le quantità di energia •
Q = 24W = cos t.
scambiate. Q=24 W

La trasmissione del calore studia la rapidità con cui Q 24W W
q! = = =4 2
l’energia viene scambiata. A 6m 2
m
A=6m2
90 92
Le modalità di trasmissione del calore Postulato di Fourier
La relazione fondamentale per il calcolo della potenza
termica in caso di conduzione pura, fu proposta da
Fourier nel 1822.
¶T
conduzione Q! cond = -l × A
trasferimento di energia tramite ¶x
contatto di molecole
Q! cond ® quantità di calore che fluisce nella direzione x nell’ unità di tempo [W]
convezione l ® conducibilità termica del materiale [W/mK]
trasferimento di energia tramite A ® area della superficie normale a x attraverso la quale fluisce calore
fluido in movimento ¶T
® gradiente di temperatura nella direzione x
¶x
Queste modalità di
irraggiamento
trasmissione del calore Il segno - tiene conto del fatto che il flusso di calore va nel
possono essere anche trasferimento di energia tramite
simultanee onde elettromagnetiche senso in cui dT/dx diminuisce.
93 95

Conduzione termica Equazione generale della conduzione


La conduzione termica avviene quando una sostanza dotata di Si applica il Primo Principio
maggiore energia viene in contatto con una sostanza con
minore energia. in forma di potenza
Questa modalità avviene: ¶U
• nei solidi å Q! = ¶t
• nei liquidi
• nei gas ad un solido di lati dx, dy e
Nei liquidi e nei gas le molecole più calde si agitano dz ; conducibilità λx, λy e λz;
maggiormente e collidono casualmente con le molecole più e generatore di potenza
in quiete, cedendo parte dell’energia. termica Q! i
Nei solidi con struttura reticolare la trasmissione termica
dipende dalle vibrazioni degli atomi costituenti il reticolo.
Nei materiali conduttori, invece, la trasmissione termica ¶U
dipende dal movimento degli elettroni liberi. Q! x + Q! y + Q! z + Q! i = Q! x + dx + Q! y + dy + Q! z + dz +
¶t
94 96
Equazione generale della conduzione Equazione generale della conduzione
Applicando l’equazione di Fourier alle tre potenze (qui esplicitato in x): Si ottiene infine l’equazione generale della conduzione:

¶T ¶T ¶ æ ¶T ö ¶ æ ¶T ö ¶ æ ¶T ö ¶T
Q! cond = -l × A Q! x = -lx × dy × dz × ç lx ÷ + çç l y ÷÷ + ç lz ÷ + q!i = r × c ×
¶x ¶x ¶x è ¶x ø ¶y è ¶y ø ¶z è ¶z ø ¶t
Se la conducibilità termica è costante nelle tre direzioni:
La potenza uscente lungo un asse sarà: La differenza delle potenze termiche lungo un
¶Q!
asse sarà:
¶ æ ¶T ö ¶ 2T ¶ 2T ¶ 2T q!i r × c ¶T
Q! x + dx = Q! dx + dx Q! x + dx - Q! dx = ç lx ÷dx × dy × dz + + + = ×
¶x ¶x è ¶x ø ¶x 2 ¶y 2 ¶z 2 l l ¶t T ® temperatura [K]
t ® tempo [s]
Esprimibile come l ® conducibilità termica [W/mK]
La variazione di energia interna nel tempo: La potenza generata internamente: 1 ¶T q!i r ® densità [kg/m 3 ]
ÑT+ = ×
2
c ® calore specifico [kJ/(kg K)]
¶U ¶T Q! i = q!i × dx × dy × dz l a ¶t
= r × c × dx × dy × dz × l q!i ® potenza termico volumico [W/m 3 ]

¶t ¶t a= Ñ 2 ® operatore di Laplace
r ×c a ® diffusività termica [m 2 /s]
97 99

Equazione generale della conduzione Semplificazioni


Se si considera il corpo infinito in due dimensioni il flusso termico
può essere considerato monodimensionale e ortogonale alla parete.
SIMOBOLOGIA L’equazione generale della conduzione si riduce quindi a:
¶ 2T q!i 1 ¶T
T → temperatura [K] + = ×
¶x 2 l a ¶t
t → tempo [s] Se inoltre si esclude la generazione interna di calore:
λ → conducibilità termica [W/mK] ¶ 2T 1 ¶T
= ×
ρ → densità [kg/m 3 ] ¶x 2 a ¶t
c → calore specifico [kJ/(kg K)]
Se il flusso è stazionario, allora
¶T d 2T
=0 =0
¶t dx 2
98 100
Conducibilità termica o conduttività Diffusività termica
Conduttività termica o conducibilità = potenza termica che si trasmette attraverso uno
spessore unitario del materiale per unità di superficie e per differenza di temperatura E’ definita come il rapporto fra la conducibilità termica di un
unitaria. l cristalli
materiale ed il prodotto della sua densità per il calore specifico
Conducibilità termica [W/mK] non met. pertanto può essere vista come il rapporto fra il calore trasmesso
a temperatura 1000 intrappolano
metalli per conduzione rispetto al calore accumulato per unità di
puri
ambiente aria al loro leghe volume.
interno metall. Diamante
100 solidi Argento
Quarzo
non met. Lega di Ferro
alluminio δ= λ / ρc
10 liquidi
Ossidi
roccia
1 isolanti cibo ρc = capacità termica di un materiale = capacità di accumulo
Acqua
gas fibre oli
gomma termico di un materiale
legno
0,1 aria schiume

0,01
101 103

Conducibilità termica materiali edili Conduzione nella fisica dell’edificio


Materiale ρ (kg/m3) λ(W/mK) Nello studio degli edifici ci interessa lo scambio
La conducibilità termica
aria in quiete 1,3 0,026 varia con la temperatura. conduttivo delle pareti.
calcestruzzo 2.200 1,48 Per le applicazioni in
malta di gesso 900 0,41
edilizia si considera Assumiamo:
costante
mattoni forati 1.000 0,36 • geometria rettangolare ed omogenea
mattoni pieni 1.800 0,72 • flusso monodimensionale ortogonale alla parete
abete 450 0,12
• generazione interna nulla
polistirene espanso 20 0,044
acciaio 7.800 52 dE parete
pannelli di fibre di legno 900 0,16 Q! = Q! entrante - Q! uscente =
dt
piastrelle 2.300 1,0 fonte: UNI 10351/94
“Materiali da costruzione. • regime stazionario
vetro in lastre 2.500 1,0
Q! = costante
Conduttività termica e
pannelli di fibre di vetro 20 0,043 permeabilità al vapore.”

102 104
Regime stazionario e distribuzione temperatura Conduzione attraverso parete piana monostrato
La potenza che si propaga per conduzione stazionaria
attraverso un solido di spessore costante dipende:
Si porta istantaneamente la T0 T1
faccia destra di una lastra s • dalle caratteristiche del materiale
ad una temperatura T1>T0 • dalla geometria
Durante il transitorio T è • dalla differenza di temperatura
T1 T1
funzione, oltre che della T0 T0
ΔT
coordinata s anche del 0 s 0 s Q! cond = −λ ⋅ A T1
tempo t. Δx Flusso di calore
Nella condizione a regime
l’andamento del profilo T1 [W ] = $%W &[m 2 ][K ]$ 1 &
% m'
delle temperature è lineare.
T0 m ⋅ K' T2

0 s
per lo spessore della parete
Dx Û s spesso al posto di ∆x si usa s
105 107

Conduzione attraverso parete piana monostrato Conducibilità termica


Per una parete omogenea T l Q
Calcolare la quantità di calore disperso, durante una
notte di 10 ore, attraverso il tetto di un edificio (6x8
monostrato si impostano T1
Q! cond m2) costituito da uno strato piano di 25 cm in
due valori di temperatura calcestruzzo e avente conducibilità pari a 0.8 W/mK.
Si assumono come costanti nel corso della notte, le
per le due facce T2 seguenti temperature superficiali: 15°C all’interno e
4°C all’esterno.
T (0) = T1 T (s) = T2 X
s
¶T
ESEMPIO: Q! = -l × A ×
Si ottiene un andamento Applicando la legge di A: 6x8 m ¶x
lineare della temperatura: Fourier T1: 15 °C
Q! = -0.8
W
× 48m 2 ×
(4 - 15)K = 1689.6W = 1.69kW
T2: 4°C
t: 10 h mK 0.25m
T1 - T2 T -T l: 0,8 W/mK
T ( x) = T1 - ×x Q! cond = -l × A 1 2 S: 0,25 m
s s Q = Q! × Dt = 1.69kW ×10h = 16.9kWh

106 108
Conducibilità termica Parete monostrato – il concetto di resistenza termica

λ Ipotizziamo di sostituire lo strato di calcestruzzo con T l s


un altro materiale. Adesso la potenza trasmessa è pari Rcond = R resistenza termica dello strato
a 1267W. Mantenendo le stesse condizioni T1 l
dell’esercizio precedente (dimensioni del tetto=6x8 m;
l 1
spessore=25 cm; temperature superficiali: 15°C
T2
Q! cond = - A × DT = - A × DT
all’interno e 4°C all’esterno), ricavare la conducibilità s R
del materiale di copertura:

s X
ESEMPIO:
¶T s 0,5 m m2 K
A: 6x8 m Q! = -l × A × R= = = 0,5
¶x ESEMPIO: l 1W W
T1: 15 °C
A: 20 m2 m×K
T2: 4°C -Q ! 1267W W
l= = = 0.6 T1: 20 °C 1 W
t: 10 h
¶T (15 - 4)K mK T2: 0°C Q! = - × 20 m 2 × (0 - 20) K = 800 W
0,5 m × K
2
S: 0,25 m A× 48m 2 ×
Q: 1267 W ¶x 0.25m l: 1W/mK
S: 0,5 m Q! 800 W W
q!C = = 2
= 40 2
A 20 m m
109 111

Conducibilità termica Parete multistrato – la rete di resistenze termiche


n
T l1 l2 sn s1 s2 sn
Rcond = å = + +!+
T1 T1 0 ln l1 l2 ln
Tx æT -T ö
T( x ) = T1 - ç 1 2 × x ÷ T3
è s ø Q! cond = -1 / R[ A × DT ]
T2 T2
æ 20°C - 10°C ö
T( 0.06 m ) = 20°C - ç × 0.06m ÷ = 15°C
è 0.12m ø s1 s2 X
x ESEMPIO: s1 s2 0,4 m 0,1 m m2 K
s A: 20 m2 R= + = + = 2,9
l1 l2 1W 0,04 W W
ESEMPIO: T1: 20 °C m×K m×K
T1: 20 °C T2: 0°C
1 W
T2: 10°C l1: 1W/mK Q! = - × 20 m 2 × (0 - 20) K = 138 W
2,9 m × K
2
s: 0.12 m S1: 0,4 m
x: 0.06m l2: 0,04W/mK
Q! 138 W W a parità di spessore il
l: 0.36 W/mK S2: 0,1 m q!C = = 2
= 6,9 2 flusso termico è minore
A 20 m m
110 112
Conduzione – riassumendo Trasmissione del calore [2]
• Due solidi a contatto
scambiano calore per • La convezione (Cap. 10.3 Cengel)
conduzione. • La convezione naturale (Cap. 13 Cengel)
DT
• Con un profilo stazionario Q! cond = -l × A • La convezione forzata (Cap. 12 Cengel)
delle temperature e una Dx • L’irraggiamento (Cap. 10.4 Cengel)
parete monodimensionale • La radiazione termica (Cap. 14.2 Cengel)
si può usare la formula di
Fourier. • Il corpo nero e Stefan-Boltzman (Cap. 14.3 Cengel)
• La conducibilità varia a • Le proprietà radiative (Cap. 14.4 Cengel)
seconda del materiale • I fattori di vista (Cap. 14.5 Cengel)
• Per ottenere la resistenza • Approfondimento: l’effetto serra e la serra solare (Cap. 14.4.4 Cengel)
termica di più strati n
sn s1 s2 sn • Radiazione solare
bisogna effettuare una Rcond = å = + +!+ • Irraggiamento in edilizia
sommatoria. 0 ln l1 l2 ln
113 115

Convezione
Il meccanismo di convezione del calore avviene quando
un fluido in movimento lambisce un solido. Vi è un
effetto combinato di conduzione e trasporto di massa.
TRASMISSIONE DEL CALORE [2] • Convezione naturale – quando il movimento del fluido
è causato da forze ascensionali indotte da differenze di
densità legate alle variazioni di temperatura nel fluido
(temperatura maggiore = meno denso)
• Convezione forzata – quando il fluido è forzato a
scorrere su una superficie da dispositivi esterni come
ventilatori, pompe, vento… ð le proprietà del fluido
possono essere considerate costanti

114 116
Convezione naturale Coefficiente convettivo
Il coefficiente h dipende:
• dalle caratteristiche del fluido: densità (r), viscosità (µ), calore
specifico a pressione costante (cp), conduttività (l)
• dalle condizioni di moto del fluido: velocità (v)
• dalla geometria del solido: es. diametro equivalente (D)

hconv = f (v, µ , l , D, r , c p )
Un uovo sodo caldo in Per determinare h si procede con una un’analisi dimensionale e poi
un ambiente freddo
cede calore e si
si ottengono sperimentalmente i valori necessari.
raffredda, così come Si ipotizza:
una bibita fredda in un
ambiente caldo assorbe hconv = A × v a × µ b × lc × D d × r m × c np
calore e si scalda.
A ð costante

117 119

Legge di Newton Coefficiente convettivo

La trasmissione termica per convezione viene espressa con la Tipici valori del coefficiente
legge di Newton: convettivo [W/m2°C]
Q! conv = h × A × (Ts - T f )
Dove:
h = coefficiente di scambio termico convettivo [W/m2 K]
A = area della superficie di scambio termico [m²]
Ts = temperatura della superficie [K]
Tf = temperatura del fluido [K]

118 120
Coefficiente convettivo convezione naturale Coefficiente convettivo convezione forzata
Applicando l’analisi dimensionale alla convezione naturale Si applica un’analisi
dimensionale
si ottiene
Nu = f (Gr, Pr)
Dove
Nu = adimensionale del coefficiente di convezione.
Gr è il numero di Grashof DT ® differenza di temperatura [K]
Pr è il numero di Prandtl L ® dimensione caratteristica [m]
ìMassa M : 1= b+c+ m a=m
b ® coefficiente di dilatazioneà termica [K -1 ]
g × b × DT × L3 ïLunghezza L : 0 = a - b + c + d - 3m + 2n b = n-m
Gr =
1
b = per i gas ideali ï
2 T í c = 1- n
v ïTempo t : - 3 = a - b - 3c - 2n
Nu = C × (Gr × Pr)m = C × Ra m Ra ® numero di Rayleigh ïîTemperatura Q : - 1 = -c - n d = m -1
121 123

Per ricavare i valori di C e m si usano tabelle ricavate


Convezione forzata Coefficiente convettivo convezione forzata

hconv = A × v m × µ n - m × l1- n × D m -1 × r m × c np =
m n
æ r × v × D ö æ cp × µ ö l
= A × çç ÷÷ × çç ÷÷ ×
è µ ø è l ø D

Si può esprimere anche come:

m n
hconv D æ r ×v× D ö æ cp × µ ö
= A × çç ÷÷ çç ÷÷
l è µ ø è l ø

122 124
Coefficiente convettivo convezione forzata Coefficiente convettivo aria
m n
hconv D æ r ×v× D ö æ cp × µ ö Se il fluido è l’aria si possono usare le equazioni semplificate
= A × çç ÷÷ çç ÷÷
l è µ ø è l ø
Numero di Nusselt (Nu): si può ottenere dividendo il flusso di
calore per convezione (hDT) per il flusso di calore per conduzione
(l/D * DT) e confronto i due sistemi di trasporto del calore.
Numero di Reynolds (Re): indica se il moto è in regime laminare o
turbolento.
Numero di Prandtl (Pr): si ottiene dividendo µ/r per l/rCp, ossia il
coefficiente di diffusione della quantità di moto per il coefficiente di
diffusione del calore; esso confronta le due diffusività molecolari.

Nu = A × Re m × Pr n
125 127

Coefficiente convettivo convezione forzata Moto convettivo su parete


Dopo aver ricavato il
Nu = A × Re m × Pr n coefficiente di scambio
termico convettivo h, è
Per ricavare i valori di possibile applicare la legge
A, m e n si usano
tabelle ricavate di Newton:
sperimentalmente.

Q! conv = h × A × (Ts - T f )

Per i fluidi usati comunemente (aria, acqua) si fornisce


direttamente il valore di hconv, in funzione delle variabili ts tf
indipendenti (come la velocità).
126 128
Trasmissione di calore per irraggiamento Irraggiamento
La trasmissione di calore per
irraggiamento è dovuta
Il visibile fa parte della banda
all’emissione di onde della radiazione termica,
elettromagnetiche di tutti i quindi è possibile vedere
corpi a causa della loro corpi caldi.
temperatura.
• non richiede la presenza di
un mezzo interposto
(quindi avviene anche nel
vuoto)
• avviene alla velocità della
luce Tutti i corpi a temperatura
il Sole trasferisce
energia alla Terra per • non subisce attenuazioni superiore allo zero termico
irraggiamento nel vuoto emettono radiazione termica
129 131

Radiazione termica Definizione corpo nero


Lo spettro elettromagnetico Si definisce un corpo ideale, detto corpo nero, che serve
comprende i raggi gamma, i Approfondimenti al come riferimento per il confronto delle proprietà radiative
raggi X, l’ultravioletta, cap. 14.2 di “Fisica
l’infrarosso, la radiazione tecnica Ambientale” -
dei corpi reali.
termica. Le microonde e le Cengel Un corpo nero è un perfetto emettitore e
onde radio. assorbitore di radiazione perché emette la
massima radiazione per ogni temperatura e
lunghezza d’onda e assorbe tutta la
La radiazione termica è la radiazione incidente indipendentemente da
parte della spettro
direzione e lunghezza d’onda.
elettromagnetico che va da
circa 0,1 a 100 µm. La
radiazione termica include Poiché il corpo nero emette energia radiante
quindi l’intera radiazione uniformemente in tutte le direzioni è un perfetto emettitore
visibile ed infrarossa (IR) e
parte della radiazione diffuso, dove diffuso significa “indipendente dalla
ultravioletta (UV) direzione”
130 132
Corpo nero Potere emissivo monocromatico
Si può pensare al corpo Potere emissivo monocromatico:
nero come una cavità la potenza radiante emessa dal corpo nero alla temperatura assoluta T per
con una piccola apertura. unità di area superficiale e per unità di lunghezza d’onda all’interno della
La radiazione entrante lunghezza d’onda l.
viene interamente Può essere calcolato con la relazione nota come legge della
assorbita, rimbalzando distribuzione di Planck
più volte sulla parete C1 éW ù
interna senza uscire. Enl = æ C2 ö êë m2 × µmúû
ç lT ÷ -1
La radiazione emessa esce l5 × e è ø

dall’apertura con dove:


T = temperatura assoluta della superficie
distribuzione λ= lunghezza d’onda della radizione emessa
perfettamente diffusa e C1 = 3, 742 ×108 #$W ⋅ µ m 4 m 2 %&
uniforme. C2 = 1, 439 ×10 4 [µ m ⋅ K ]

133 135

Legge di Stefan-Boltzmann Potere emissivo monocromatico


Per l’irraggiamento Stefan scoprì sperimentalmente e Boltzmann Ad ogni temperatura esiste
verificò teoricamente la validità di: un picco che si sposta
verso lunghezze d’onda
Q! corpo nero = s × A × T 4 maggiori.
W
Costante di Stefan-Boltzmann: s = 5,67 ´10 -8 Legge dello spostamento di
m ×K4
2

Wien
Questa legge è valida per una superficie ideale chiamata corpo nero.
Per gli oggetti reali (corpi grigi) bisogna tenere conto dell’emissività (lT ) max = 2897,8 µm × K
e, che varia da 0 a 1:

Q! corpo grigio = e × s × A × T 4

134 136
Potere emissivo monocromatico Emissività
Ad ogni temperatura esiste un picco che si sposta verso lunghezze Si definisce emissività di una superficie il rapporto tra la radiazione
d’onda maggiori: legge dello spostamento di Wien emessa da una superficie reale e la radiazione del corpo nero alla
stessa temperatura.
e corpo nero = 1 0 < e corpo reale < 1
(lT ) max = 2897,8 µm × K
L’emissività di una superficie reale varia con la temperatura della
superficie, la lunghezza d’onda e la direzione della radiazione
emessa. Nella pratica si usano proprietà radiative medie, dette
proprietà emisferiche.
L’emissività emisferica totale o spettrale (tutte le direzioni e tutte le
lunghezze d’onda) è data da:
El (T )
el =
Enero,l (T )
137 139

Potere emissivo integrale Corpo nero, grigio e reale


L’integrale del potere emissivo monocromatico di un
corpo nero sull’intero spettro di lunghezze d’onda
fornisce il potere emissivo integrale o totale
¥
En = ò Enl (l , T )dl = s × T 4
0

Per conoscere la frazione di radiazione emessa in una


certa banda dello spettro si usa il fattore di radiazione fλ
l

ò E l dl
n

fl = 0
s ×T 4
138 140
Coefficiente di assorbimento Coefficienti di assorbimento, riflessione e trasmissione
Contrariamente all’emissività, il coefficiente di Quando la radiazione colpisce
assorbimento di un materiale risulta una superficie viene assorbita,
praticamente indipendente dalla temperatura
della superficie ma dipendente dalla temperatura riflessa o trasmessa.
della sorgente. Gass
α= radiazione assorbita/radiazione incidente a= , 0 £a £1
con 0 < α < 1
G
G
r = rif , 0 £ r £ 1
G
G
t = tr , 0 £ t £ 1
G
Il coefficiente di assorbimento di un tetto in a × G + r × G +t × G = G a + r +t = 1
cemento di un edificio è circa 0,6 per la radiazione
solare (5762 K) e 0,9 per radiazioni provenienti da
alberi e edifici circostanti.
Per le superfici opache t = 0 ®a + r =1
141 143

Legge di Kirchhoff Valutazione scambio tra più superfici: Fattore di vista


L'emissività monocromatica direzionale risulta uguale al La trasmissione di calore per irraggiamento tra superfici
dipende da:
coefficiente di assorbimento monocromatico
– orientazione relativa;
direzionale.
e l ,q = a l ,q – proprietà radiative;
– temperature.
Se le temperature della sorgente e della superficie sono Per tenere conto dell’orientamento si definisce un nuovo
parametro detto fattore di vista (o di forma, o di
relativamente vicine si può considerare che l’emissività configurazione o di angolo).
monocromatica sia uguale al coefficiente di Il fattore di vista tra una superficie i e una superficie j si indica
assorbimento monocromatico. Fi→j e si definisce frazione della radiazione emessa dalla superficie i
che incide direttamente sulla superficie j.
e l = al Fi→j =0 le superfici i e j non sono in vista tra loro
Fi→j =1 la superficie j circonda completamente la i, per cui
tutta la radiazione emessa da i è intercettata da j

142 144
Fattore di vista Effetto serra
Regola di reciprocità L’effetto serra si verifica a scala planetaria a causa della
I fattori di vista Fi→j e Fj → i sono uguali solo se le aree delle composizione dell’atmosfera. I “gas serra” sono opachi alla
superfici cui si riferiscono sono uguali. radiazione infrarossa ad onda lunga e quindi riflettono il calore.
se Ai = Aj Þ Fi ® j = Fj ®i
se Ai ¹ Aj Þ Fi® j ¹ Fj ®i
Regola della somma
Per il principio di conservazione dell’energia, poiché tutta la
radiazione emessa dalla superficie i di una cavità deve essere
intercettata dalle N superfici della cavità stessa, si ha che:
N

å Fi® j = 1
La somma dei fattorij =1di vista della superficie i di una cavità
verso tutte le superfici della cavità è uguale a 1

145 147

Fattore di vista Serra solare


Regola della sovrapposizione La causa di questo fenomeno può essere
ritrovata nell’andamento della curva del
Il fattore di vista tra una superficie i ed una superficie j è coefficiente di trasmissione del vetro. Esso
uguale alla somma dei fattori di vista tra la superficie i e le trasmette il 90% di radiazione nel campo
parti componenti la superficie j del visibile e risulta praticamente opaca alla
radiazione nella regione infrarossa dello
3 3
F1®( 2,3) = F1®2 + F1®3 spettro elettromagnetico (l>3 µm).
2
= +
2

1 1 1
Regola della simmetria
Due o più superfici simmetriche rispetto a una terza avranno
uguali fattori di vista verso quella superficie: se le superfici j
e k sono simmetriche rispetto alla superficie i, allora:
F1®2 = F1®3 3
La struttura vetrata di una serra serve per
. F2®1 = F3®1 2 1
intrappolare il calore.

146 148
Radiazione solare ed atmosfera Radiazione solare al suolo
Il sole è la sorgente primaria di energia. L’energia proveniente dal
sole, detta energia solare, raggiunge il suolo sotto forma di onde
elettromagnetiche, dopo aver subito molte interazioni con
l’atmosfera.
Temperatura superficie solare: 5780 K (considerando il Sole un
corpo nero)
Costante solare IS: Rappresenta la potenza solare che incide su di
una superficie normale ai raggi solari all’esterno dell’atmosfera
quando la terra è alla sua distanza media dal sole.
• Radiazione diretta: parte della radiazione solare arriva
Is=1367 W/m2 attenuata direttamente al suolo
La radiazione solare disponibile al suolo in una giornata serena si • Radiazione diffusa: parte della radiazione solare viene
riduce a meno di 1000 W/m2.
diffusa dall’atmosfera e dalle nuvole
L’energia solare che raggiunge la terra (superficie terrestre) è quasi
tutta compresa tra 0,3 e 2,5 µm. • Radiazione riflessa: la radiazione diretta può essere
riflessa da oggetti al suolo, a seconda del loro albedo
149 151

Radiazione solare ed atmosfera Radiazione solare al suolo


La radiazione solare incidente su unità di superficie orizzontale è:
Gsolare,orizzontale = Gdiretta cos q s + Gdiffusa
θ s ® angolo di incidenza tra la congiungente al sole e la normale alla superficie

150 152
Radiazione solare al suolo Temperatura fittizia Aria-Sole
La radiazione emessa dall’atmosfera dipende dalla temperatura del Per tener conto degli scambi termici conduttivi e
cielo, che viene considerato come un corpo nero: convettivi e dell’irraggiamento solare si utilizza la
Gcielo = sTcielo
4
230 K £ Tcielo £ 285 K temperatura fittizia Aria-Sole tas: temperatura fittizia
dell’aria esterna che produrrebbe, attraverso una parete in ombra
La potenza termica netta trasmessa per irraggiamento ad una , lo stesso flusso termico che si ha nelle condizioni reali, ossia sotto
superficie esposta alla radiazione solare e alla radiazione atmosferica l’azione simultanea della temperatura esterna e della radiazione
è:
Q! netta ,irr = a supGsolare + a Gcielo - E = solare.
Si può calcolare come: t = temperatura esterna (°C)
= a supGsolare + esTcielo
4
- esTsup
4
= Ia
e
I = flusso solare incidente (W/m2)
t as = te + a= coeff. di assor. della parete
= a supGsolare + es (Tcielo
4
- Tsup
4
) he he = coeff. di adduzione esterno (W/m2 °C)

E ® potenza radiante emessa dalla superficie In regime permanente: Q! = U × A × (t as - ti )


153 155

Parete opaca irraggiata


AB 1
ID A
CD = =
cosa cosa
Radiazione
diretta a B C Sull’unità di superficie della parete incide,
nell’unità di tempo, l’energia:
Radiazione D ID ID
Id = I D cos a
diffusa
CD
=
1 TRASMISSIONE DEL CALORE [3]
cos a
Considerando i coefficienti r, t, a, possiamo determinare i valori
dell’energia per unità di superficie e di tempo riflessa, trasmessa e
assorbita per la componente diretta:
rD ID cos a tD ID cos a aD ID cos a
e diffusa:
rd Id td Id ad Id
Si ottengono quindi le 3 equazioni Ir = rD ID cos a + rd Id
che definiscono la scomposizione It = tD ID cos a + td Id
di I per le 3 componenti: Ia = aD ID cos a + ad Id
154 156
Trasmissione del calore [3] Trasmissione del calore attraverso una parete

• Trasmittanza delle pareti (Cap. 10.2 Cengel) • Conduzione è resistenza conduttiva


• Scambi termici nelle pareti edilizie • Convezione è coefficiente di scambio convettivo
– Trasmittanza di una parete (Cap. 10.2 Cengel) • Irraggiamento è coefficiente di scambio radiativo
– Intercapedini d’aria
– Profilo di temperature (Cap. 11.2 – 11.3 Cengel) • Convezione + Irraggiamento è coefficiente di
– Ponti termici – cenni normativi adduzione
• Componenti edilizi
– Laterizi in commercio
– Calcestruzzo cellulare Q! = (hc + hr ) × S × (t s - t a ) = h × S × (t s - t a )
– Pareti in legno

157 159

Trasmissione del calore attraverso una parete Trasmissione del calore attraverso una parete
In una parete edilizia è Q! 1
necessario eseguire una analisi ti - t pi = ×
completa della trasmissione del S hi Q! æ 1 s 1 ö
ti - t e = /ç + + ÷
calore e quindi tenere conto
Q! s S çè hi l he ÷ø
che il calore si trasmette: t pi - t pe = ×
• per CONVEZIONE tra l’aria S l T
interna del locale e la superficie l
interna della parete Q! 1 Ti
• per CONDUZIONE t pe - te = ×
attraverso la parete costituita da S he Tpi

uno o più strati


ti - t e Q!
• per CONVEZIONE tra la Q! = ×S =
faccia esterna della parete e 1 s 1 Tpe
l’aria esterna + + Te
• per IRRAGGIAMENTO, hi l he
principalmente dovuto alla ti - t e
radiazione solare = × S = U × S × (ti - te )
R s

158 160
Strutture verticali e strutture orizzontali Trasmittanza di una parete
Per alcuni componenti edilizi non è possibile determinare la
PARETE VERTICALE: hi = 8,13 W/m2K
resistenza termica conduttiva con il semplice rapporto s/λ, ma
he = 23,26 W/m2K
bisogna calcolare la resistenza R conduttiva per ogni spessore o il
he = 2,3 + 10,5 v
suo inverso, la conduttanza C, chiamata anche conduttività
v ³ 4m termica.
s
-1
PARETE ORIZZONTALE (FLUSSO ASCENDENTE) 1 æç 1 n s j n
1 1ö
hi = 9,35 W/m2K U= = +å +å + ÷
he = 23,26 W/m2K R çè hi j =1 l j k =1 Ck he ÷ø
he = 2,3 + 10,5 v
v ³ 4m
s
PARETE ORIZZONTALE (FLUSSO DISCENDENTE) Conduttanza – o conduttività termica -
hi = 5,81 W/m2K Potenza termica che si trasmette attraverso uno spessore unitario del
he = 16,39 W/m2K materiale per unità di superficie e per differenza di temperatura unitaria.
he = 0,7 × 2,3 + 10,5 v ( )
v ³ 4m
s
161 163

Resistenza di una parete con strati omogenei Trasmittanza di una parete


Ti = Temperatura interna T La potenza termica trasmessa per conduzione
Ogni strato ha l
Tpi = Temperatura parete interna differenti attraverso un solido è direttamente
Tpe = Temperatura parete esterna
Ti proporzionale alla sua conduttività termica.
Te = Temperatura esterna
Materiale ΛW/m°C
Tpi
R parete = Rconv ,int + Rcond , strati + Rconv ,est Diamante 2300
Argento 429
Conosciamo quindi la resistenza Oro 401
della parete Alluminio 317
Tpe
Ferro 80,2
1 s s s 1 Te
R parete = + 1 + 2 +!+ n + Vetro 1,40
hi l1 l2 ln he Mattone pieno 0,72
Acqua liquida 0,608
1
Q! =
Legno quercia 0,17
× A × DT
R parete s0 s1 s2 sn Fibra di vetro 0,046
Aria gas 0,026
162 164
Intercapedini d’aria Calcolo del profilo delle temperature
Uno degli strati per cui la T l Il flusso di calore è dato da:
resistenza non è legata Ti DT1
linearmente allo spessore è Tpi F = U × (Ti - Te )
DT2 Ma anche dalle relazioni:
l’intercapedine d’aria, sia fra
Tpe
materiali opachi che fra Te DT3 F = hi × (Ti - TPi )
materiali trasparenti. l
Fra le due facce si ha sia s0 s1 X F= × (TPi - TPe )
s
scambio per convezione Eguagliando i flussi si ottiene che:
F = he × (TPe - Te )
U × (Ti - Te )
che per irraggiamento. (Ti - TPi ) =
hi
= DT 1

U × (Ti - Te )
(TPi - TPe ) = = DT 2
Q! = Q! conv + Q! rad = hc (T1 - T2 ) + hr (T1 - T2 ) = l Applicando lo stesso metodo si
s possono calcolare i profili delle
. T1 - T2 U × (Ti - Te ) temperature di pareti con più
= (hc + hr )(T1 - T2 ) = (TPe - Te ) =
he
= DT 3
strati
Rint
165 167

Intercapedini d’aria Ponti termici


Resistenza termica di intercapedini d’aria non ventilate, da norma Nella struttura reale di un edificio non tutte le pareti sono a
ISO 6946. geometria rettangolare ed omogenea ed il flusso può essere
Resistenza termica considerato monodimensionale ortogonale alla parete.
Direzione del flusso termico
[m2 K/W]
In particolare nei
Spessore [mm] Ascendente Orizzontale Discendente
nodi strutturali e
0 0.00 0.00 0.00 tecnologici si
5 0.11 0.11 0.11 presentano delle
7 0.13 0.13 0.13 difformità di
10 0.15 0.15 0.15 forma e struttura
15 0.16 0.17 0.17 che portano
25 0.16 0.18 0.19 all’aumento
50 0.16 0.18 0.21 localizzato del
100 0.16 0.18 0.22 flusso, chiamato
300 0.16 0.18 0.23
ponte termico.
166 168
Ponti termici Calcolo semplificato ponti termici
I ponti termici possono Dalle analisi numeriche sono stati
derivare da: calcolati dei coefficienti che
• disomogenità dei materiali dipendono dalle caratteristiche
che compongono la parete geometriche.
• disomogenità geometrica La norma UNI EN ISO 14683
della parete 2001 stabilisce i criteri di calcolo
approssimati per tenere conto delle
La diversa distribuzione delle dispersioni dovute ai ponti termici.
temperature dovuta ai Si utilizza la trasmittanza lineare:
ponti termici porta a:
• formazione di condensa é W ù
. Yê ú
• formazioni di fessurazioni ëm K û
• distribuzione disomogenea
del pulviscolo Q! ponte termico = å Yi × li × DT
i

169 171

Calcolo ponti termici Esempi: Laterizi


Per ottenere risultati rigorosi bisognerebbe compiere un’analisi
numerica approfondita, ora facilitata con l’uso di strumenti per il
calcolo ad elementi finiti.

170 172
Esempi: Laterizi Pareti leggere legno
Valore U: 0,14 W/m2 K

173 175

Esempi: Calcestruzzo cellulare

PSICROMETRIA

Il calcestruzzo cellulare, con i suoi numerosi microalveoli


pieni d’aria distribuiti uniformemente, possiede eccellenti
caratteristiche di isolamento termico (bassa conducibilita λ,
elevata resistenza termica R). È possibile soddisfare le
prescrizioni previste dal Decreto Legislativo 192 del 2005
senza sostanze isolanti supplementari.

174 176
Psicrometria Aria come miscela di gas
L'aria secca è una miscela Composizione%aria%secca%a%
• Psicrometria – definizioni generali di gas non condensabili livello%del%suolo%
• L’aria come gas (Cap. 9.1 Cengel) che rimane pressoché argon% altri%
• Umidità – assoluta e relativa (Cap. 9.2 Cengel) costante. 0,93%% 0,03%%

• Temperature (Cap. 9.3 – 9.4 Cengel) A tale miscela si aggiunge il


Ossige
• Diagramma psicrometrico (Cap. 9.5 Cengel) vapore acqueo che varia no%
20,95%%
• Fattori di carico e retta ambiente (Cap. 9.5 – 9.6 Cengel) grandemente a seconda
• Benessere termoigrometrico e comfort termico (Cap. 9.6 Cengel) delle condizioni di
• Principali trasformazioni per il condizionamento (Cap. 9.7 Cengel) temperatura e pressione. azoto%
78,08%%
• Principali problematiche delle stratigrafie – trasmissione dell’umidità, In alcuni casi, l’aria umida
condensa superficiale, condensa interstiziale, Glaser (Cap. 9.8 Cengel) può essere considerata
una miscela di gas ideali.

177 179

Psicrometria Leggi delle miscele di gas ideali


La psicrometria si occupa delle Dalton: La pressione totale di una miscela è pari alla somma
trasformazioni delle pressioni che i singoli componenti gassosi eserciterebbero se
termodinamiche dell’aria occupassero da soli l'intero volume della miscela.
umida, cioè della miscela
pTOT = å pi
Il contributo individuale di ogni
ideale composta da aria secca
componente alla pressione totale della
e da vapore d’acqua. i miscela è detto pressione parziale
L’umidità influenza molto il Amagat - Leduc: il volume totale di una miscela ideale di gas
comfort e può causare ideali è la somma dei volumi parziali Vi che ciascun componente
problemi ai componenti occuperebbe se si trovasse da solo alla pressione totale p ed alla
edilizi. temperatura T della miscela.
VTOT = åVi
i
178 180
Proprietà aria Umidità assoluta
La pressione atmosferica normale o standard è quella Umidità assoluta: il rapporto fra la massa di vapore d’acqua,
misurata alla latitudine di 45°, al livello del mare e ad mvap, presente nella miscela e la massa di aria secca, mas:
una temperatura di 0 °C.
m vap é kg vapore d'acqua ù
x= ê ú
1 atm = 760 mm Hg = 101325 Pa = 1013,25 mbar mas ë kg aria secca û

Siccome è un gas ideale, si può esprimere come:


Il calore specifico dell’aria secca fra fra -10 °C e circa 50°C pvap × V
può essere considerato costante: m vap Rvap × T Ras pvap pvap
x= = = × = 0.622 ×
J mas pas × V Rvap pas pas
c p,as = 1005 Ras × T
kg × K

181 183

Pressione di vapore saturo Umidità relativa


La pressione esercitata dal 7 , 5×T Se si considera 1 kg d’aria secca e si continua ad
vapore in equilibrio prende il pvap = 6,11 ×10 237, 7 +T
aggiungere vapore si arriverà ad un punto in cui l’aria
nome di tensione di vapore o sarà satura e tutto il vapore in eccesso condenserà.
pressione del vapore
L'umidità relativa UR è il rapporto, tra la massa di
saturo;
vapore acqueo mvap contenuto in un certo volume V di
Quando il volume sovrastante
aria umida e la massima massa di vapore mv,sat
il liquido è saturo, esso non
contenibile nello stesso volume alla stessa temperatura
può più contenere altre
molecole in fase aeriforme; T:
Per quella particolare pvap v
mvap RvapT pvap
temperatura la pressione UR = = =
presenta il suo valore mv , sat pv , sat v pv , sat
massimo.
RvapT
182 184
Stima grafica dell’umidità relativa Temperatura di rugiada
Se l'aria si raffredda lungo la Raffreddando l'aria e
linea B-B'', la pressione di mantenendo fissa la quantità
vapore (quindi la quantità di vapore acqueo, aumenta
assoluta di vapore acqueo l'umidità relativa. Ad un certo
punto l'umidità relativa
presente) non cambia, ma raggiungerà il 100%
l'umidità relativa aumenta: alla (saturazione).
temperatura T'<T è espressa Temperatura di rugiada: la
dal rapporto B'C'/A'C', temperatura alla quale inizia la
maggiore del precedente. Alla condensazione di una massa
temperatura T'' il rapporto d’aria umida.
B''C''/A''C'' è unitario:
l'umidità relativa è del 100% e . Tr = Tsat
T'' rappresenta la temperatura
del punto di rugiada. umidità assoluta e pressione
rimangono costanti
185 187

Entalpia dell’aria umida Temperatura di saturazione adiabatica


Nell'ipotesi di miscela ideale, l'entalpia può essere espressa Consideriamo un condotto adiabatico in cui fluisce aria alla
temperatura t1.
come la somma delle entalpie dell’aria secca e del vapore
Viene spruzzata acqua che satura l’aria e abbassa la temperatura a
acqueo: causa dell’evaporazione.
H = H as + H vap = mas × has + mvap × hvap Alla fine del condotto avremmo un flusso d’aria satura al 100% e
con temperatura pari a quella dell’acqua e chiamata temperatura di
saturazione adiabatica.
Per i processi termodinamici è comodo esprimere
l’entalpia specifica, dividendo per mas:

H mvap é kJ ù
h= = has + × hvap = has + x × hvap ê ú
mas mas ë kg as û

186 188
Temperatura di saturazione adiabatica Temperatura a bulbo secco e a bulbo umido
Impostando la temperatura dell’acqua pari alla temperatura dell’aria Conoscendo le temperatura a
bulbo secco e a bulbo
in uscita il processo può essere considerato stazionario.
umido dell’ambiente è
Il valore della temperatura è univocamente determinato dallo stato possibile conoscere
Psicrometro a fionda
termodinamico iniziale dell’aria. Usato per calcolare le l’umidità relativa.
Trascurando l’entalpia dell’acqua aggiunta si può considerare: temperature a bulbo T. a bulbo secco: la
secco e a bulbo umido. temperatura rilevata da un
h1 = hs*1 comune termometro,
schermato dall’irraggiamento
Il processo di saturazione adiabatico è considerato T. a bulbo umido: la
approssimativamente isoentalpico. temperatura cui si porta una
Tsat @ Tb.u. massa d'acqua in condizioni
di equilibrio di scambio
in normali condizioni termico convettivo e di
massa con aria in moto
ambientali
fortemente turbolento.
189 191

Temperatura a bulbo secco e a bulbo umido Diagramma psicrometrico


Avvolgiamo un termometro con Nelle applicazioni
una garza imbevuta d’acqua. Misura temperatura di
bulbo umido impiantistiche, invece di
Se viene colpito da una corrente usare le formule, si
d’aria l’acqua evapora e utilizzano metodi grafici
sottrae calore al mercurio del
termometro. per ricavare le proprietà
L’indicazione del termometro di stato in maniera
sarà quindi più bassa rispetto semplice.
a quella che darebbe lo stesso • diagramma di Mollier
termometro a bulbo asciutto.
• diagramma di Carrier
Se l’aria fosse già satura
(U.R.=100%) l’acqua non
potrebbe evaporare e i due
Psicrometro a fionda
termometri segnerebbero la
stessa temperatura.

190 192
Diagramma psicrometrico Trasformazioni principali per il condizionamento

Di seguito:
• Raffreddamento con
deumidificazione
• Riscaldamento con
umidificazione ad acqua
• Riscaldamento con
umidificazione ad acqua
preriscaldata

193 195

Uso del diagramma psicrometrico Fattore di carico e retta ambiente


I carichi che agiscono su un ambiente possono essere
sensibili o latenti, il fattore di carico ci indica
sinteticamente questo rapporto:
Qsens DH sens
Fc = =
Qtot DH tot

Si usa una mascherina


presente sul diagramma per
individuare la pendenza da
utilizzare per la retta ambiente.

194 196
Fattore di carico e retta ambiente Riscaldamento con umidificazione ad acqua

Tacqua = Tb.u .

La retta ambiente è il luogo delle condizioni psicrometriche che


deve avere l’aria da immettere nel locale da climatizzare.
197 199

Raffreddamento con deumidificazione Riscaldamento con umidificazione ad acqua preriscaldata

l’inclinazione dipende dalla


temperatura dell’acqua spruzzata

Tacqua = Tb.s.
198 200
Trasmissione dell’umidità attraverso le pareti Verifica condensa interstiziale
Negli edifici il problema Oltre alla formazione delle condense superficiali,
dell’umidità va prevenuto e immediatamente osservabili internamente, occorre
risolto già in fase di verificare la formazione di condensa anche all’interno
progettazione. delle pareti che causa microfessurazioni e scrostamenti
Se la temperatura di blocchi di materiale con conseguente
dell’involucro scende al di danneggiamento grave dell’edificio.
sotto del punto di rugiada
si forma condensa.
La condensa può formarsi: Per l’analisi della formazione del vapore attraverso le
pareti si utilizza il metodo di Glaser che si basa su
• sulle superfici interne,
condensa superficiale
alcune ipotesi semplificative:
• all’interno dell’involucro, • il regime si suppone stazionario
condensa interstiziale • il modello è monodimensionale con trasporto di vapore
solo per diffusione
201 203

Verifica condensa superficiale Verifica condensa interstiziale


Bisogna verificare che la temperatura superficiale sia poco più alta La condensa interstiziale dipende dalla resistenza al passaggio del
della temperatura di rugiada. Si può considerare come vapore:
temperatura superficiale di sicurezza Tspf: g vap ® portata di vapore diffuso ékg 2 ù
g vap = P × ( pint - pest ) êë m × s úû
Tspf = Tr + 1°C -1 p ® pressione parziale del vapore [Pa ]
æ s ö
L’isolamento della parete deve essere adeguato: P @ çç å n ÷÷ P ® permeanza della parete ékg ù
êë N × s úû

Tint - Tspf parete verticale ® hint @ 8 W


m2 K
è n dn ø s ® spessore [m]
U max = × hint parete orizzontale
® hint @ 9 W
in realtà ci sono i coefficienti
liminari di diffusione, ma sono d ® permeabilità al vapore é g s × m × Pa ù
Tint - Test flusso ascendente m K 2
trascurabili
êë úû

Tint ® temperatura aria interna [°C] Bisogna verificare che in ogni strato:
17 , 269×T
Tspf ® temperatura superficiale di sicurezza [°C]
[ ] psat = 610,5 × e 237, 3×T
hint ® coefficiente liminare di scambio termico (aria interna/sup. interna) W pn < psat
m2 K

202 204
Grafico di Glaser Comfort
• Salute e benessere negli ambienti confinati
• Qualità dell’aria e ventilazione (IAQ)
- IAQ
- Sistemi di ventilazione
• Comfort termico
- Benessere termoigrometrico
- Bilancio termico corpo umano
- Variabili in gioco
- Fanger
Non si verifica la Si verifica la formazione Per tutta questa parte fare riferimento alle dispense presenti su Beep, al
formazione di condensa di condensa Capitolo 9.6.1 del libro Cengel e agli appunti presi in classe.
205 207

Salute, benessere ed edifici


Organizzazione mondiale della sanità
La salute è uno stato di benessere completo dal punto di vista fisico,
mentale e sociale, e non solamente l’assenza di uno stato di disagio o
infermità
COMFORT Si passa il 90% del tempo in spazi chiusi (casa, ufficio,
palestra, … ), che contengono inquinanti.

206 208
Malattie legate agli edifici Non solo mancanza di malattie ma benessere
Benessere
illuminotecnico -
• sick building syndrome visivo
termo
igrometrico Le condizioni ottimali
• building related illness per far svolgere i compiti
• asma e allergia visivo all’occhio, vale a
dire la visione generica, il
una progettazione rilievo dei contrasti di
• legionellosi, febbre da olfattivo
adeguata può comfort luminosità e di colore, la
condizionatore, … acustico capacità di distinguere
ridurre i rischi e IAQ
oggetti piccoli e lontani,
• intossicazioni la capacità di osservare
• sensibilità chimica oggetti in movimento e
di consentire percezioni
multipla visivo in tempi brevi.
• altre malattie (UNI 10380/A1
UNI 10840)

209 211

Non solo mancanza di malattie ma benessere Non solo mancanza di malattie ma benessere
Benessere respiratorio Benessere acustico
– olfattivo (Qualità Condizione psicofisica in
termo dell'Aria Interna) termo corrispondenza della
igrometrico Stato di soddisfazione igrometrico quale un individuo, in
degli occupanti presenza di un campo di
l’ambiente confinato nei pressione sonora
confronti dell'aria che (rumore), dichiara di
olfattivo comfort respirano, in cui non olfattivo comfort trovarsi un una
acustico sono presenti inquinanti acustico situazione di benessere,
e IAQ e IAQ
in concentrazioni tenuto conto anche della
ritenute nocive per la particolare attività che
salute dell’uomo sta svolgendo.
visivo (ASHRAE 62/1999). visivo

210 212
Non solo mancanza di malattie ma benessere Benessere indoor
Benessere termo- Rappresenta la soddisfazione dell'utente nei confronti
igrometrico
dell’ambiente indoor in cui si trova; è determinato da
termo Stato di neutralità
igrometrico termica, in cui il soggetto condizioni fisiologiche e psicologiche che sono
non sente né caldo né funzione dei valori assunti da un insieme di grandezze
freddo. fisiche (luce, temperatura, ecc.) relative all’ambiente.
Inoltre anche le
olfattivo comfort caratteristiche di umidità
§ fattori ambientali esterni (es. clima, sito);
acustico
e IAQ dell’ambiente rientrano in § fattori ambientali interni (es. materiali edificio e
parametri confortevoli. gestione);
(ANSI/ASHRAE 55
ISO 7730)
§ fattori individuali soggettivi (es. stato fisico, attività).
visivo

213 215

Non solo mancanza di malattie ma benessere Qualità dell’aria IAQ


Le condizioni di comfort Vi sono diverse misure per garantire una buona qualità
hanno effetti dell’aria interna (IAQ):
termo importanti sullo stato
igrometrico • eliminare le fonti di emissione;
psicofisico
• trattare le fonti (incapsulamento);
dell’individuo:
• separare e confinare spazialmente le fonti;
• benessere
olfattivo comfort • fornire una adeguata ventilazione.
acustico • umore
e IAQ
• malattia (e costi)
• produttività “la qualità dell’aria interna è considerata accettabile quando in essa non
sono presenti contaminanti conosciuti in concentrazioni dannose,
visivo secondo quanto stabilito dalle autorità competenti, e rispetto alla quale
una notevole quantità di persone, almeno l’80%, non esprime
insoddisfazione” Standard ASHRAE 55/2001

214 216
Principali fonti di inquinamento indoor Sistemi di ventilazione
Le fonti inquinanti sono molteplici e possono essere
originati da sorgenti differenti. Alto peso hanno anche le 1- NATURALE:
concentrazioni degli stessi, che sono altresì molto variabili • Infiltrazioni attraverso i serramenti
nel tempo.
• Apertura delle finestre
Di seguito le principali sorgenti:
• Sistemi a tiraggio naturale
- Inquinanti chimici
2- MECCANICA:
- Inquinanti fisici
• Sistemi a semplice flusso
- Contaminanti microbiologici
• Sistemi a doppio flusso con recupero di calore
In termini più generali possiamo dire che i maggiori fattori
3 – IBRIDA
di influenza sono il fumo di tabacco, i prodotti tossici,
emissioni degli strumenti di lavoro, materiali da
costruzione, malfunzionamenti impiantistici, …
217 219

Ventilazione minima secondo UNI EN 15251 Sistemi di ventilazione


Cat. Air change rate living room and exhaust air flow
bedrooms, apertura dei ventilazione VMC ibrida
outdoor air flow serramenti naturale
l/s, m2 ach l/s, pers l/s, m2 Kitchen Bathroom Toilets IAQ rinnovo rinnovo rinnovo rinnovo
l/s l/s l/s dipendente dipendente controllato e controllato e
dall’utenza dalle continuo continuo
I 0,49 0,7 10 1,4 28 20 14 condizioni
II 0,42 0,6 7 1,0 15 15 10 climatiche
III 0,35 0,5 4 0,6 10 10 7 Consumi elevati variabili ridotti ridotti e
energetici (recuperatore sfruttamento
di calore) effetti naturali
Comfort - rumori - correnti a + isolamento + isolamento
“A minimum ventilation rate between 0,05 to 1 l/s, m2 during esterni velocità non acustico acustico
unoccupied hours is recommended.” - correnti controllata + velocità + velocità
d’aria controllata controllata

218 220
Ventilazione meccanica controllata Benessere termoigrometrico e comfort ambiente
Per sommi capi consta dei seguenti elementi: Gli esseri umani vogliono vivere in un ambiente né
troppo caldo né troppo freddo, né troppo secco né
• Presa d’aria esterna (PAE) e bocca di espulsione;
troppo umido. E’ necessario quindi avere un controllo
• Condotte dell’aria (progettazione ed esecuzione); continuo di temperatura ed umidità, nell’ottica di
• Centrale di trattamento aria (UTA); raggiungere un benessere termoigrometrico completo.
• Umidificazione /deumidificazione;
Secondo lo standard ANSI/ASHRAE 55 e la ISO
• Sistemi di filtrazione dell’aria; 7730 viene definito il benessere termico come un
• Recuperatori di calore; atteggiamento mentale di soddisfazione per l’ambiente
• Attenuatori acustici; dal punto di vista termico.
Fattori che influiscono:
• Bocchette di estrazione ed immissione dell’aria • Temperatura, umidità e velocità dell’aria
Pulizia, manutenzione e gestione sono fondamentali! • Temperatura delle pareti che delimitano l’ambiente
verso l’esterno
• Abbigliamento dell’individuo
• Attività svolta

221 223

Più energia = più benessere? Comfort termico


Alla base delle condizioni di benessere termico di un individuo sta la
necessità di omeotermia dell’organismo umano, cioè la necessità di
mantenere costante la temperatura del nucleo del corpo a circa 37°C
entro il ristretto margine di mezzo grado.
Per mantenere costante la temperatura del nucleo del corpo, l’organismo è
dotato di un sistema di termoregolazione che provvede a mantenere il
valore previsto anche quando per le condizioni ambientali o per
l’attività svolta vi sia tendenza ad allontanarsene.

222 224
Meccanismi di termoregolazione Bilancio termico del corpo umano
In ambienti freddi: In ambienti caldi: Bilancio energetico
S = M – (P+E+R+C)
§ fisiologico: vasocostrizione § fisiologico: vasodilatazione Dove:
dei capillari con dei capillari con aumento • S=variazione dell’energia interna del corpo nell’unità di tempo
• M=potenza termica dovuta all’attività metabolica
diminuzione dell’afflusso dell’afflusso di sangue
• P=potenza meccanica scambiata dal corpo con l’ambiente esterno
di sangue verso la alla periferia • E=potenza termica associata alla perdita d’acqua per evaporazione del
periferia § involontario: sudorazione corpo
• R=flusso termico scambiato per irraggiamento tra corpo e ambiente
§ involontario: brivido (ghiandole sudoripare • C=flusso termico scambiato per convezione tra corpo e ambiente
(attivazione di gruppi sotto pelle)
muscolari) § comportamentale: riduzione Parametri di influenza:
• Parametro adimensionale (clo): rapporto tra resistenza termica abiti e
§ comportamentale: posizioni attività fisica resistenza termica di riferimento
corporee raccolte • Temperatura media radiante delle pareti
• Temperatura operante

225 227

Bilancio termico del corpo umano Bilancio termico del corpo umano
Più nel dettaglio troveremo:
Scambi termici per:
M= L+Qtrp+Qev+Qrpl+Qrps+Qr+Qc+Qk
• convezione M: potenza generata dall’attività metabolica
L: potenza meccanica scambiata tra corpo
• irraggiamento umano e ambiente
Qtrp: potenza termica latente scambiata per
• conduzione traspirazione (diffusione del vapore)
attraverso la pelle
• diffusione del vapore Qsdz: potenza termica latente scambiata per
evaporazione
attraverso la pelle del sudore sulla superficie della pelle
Qrpl: potenza termica latente scambiata
nella respirazione
• evaporazione sulla Qrps: potenza termica sensibile scambiata
superficie della pelle nella respirazione
Qr: potenza termica sensibile scambiata per
irraggiamento
• respirazione Qc: potenza termica sensibile scambiata per
convezione
Qk: potenza termica sensibile scambiata per
conduzione

226 228
Bilancio termico del corpo umano Temperatura media radiante
Temperatura media radiante delle pareti tmr definita come
la temperatura delle pareti di un ambiente virtuale, per il quale
tale temperatura sia uniforme ed in cui il soggetto scambierebbe
per irraggiamento la stessa quantità di flusso termico che scambia
nell’ambiente reale.

229 231

Variabili per il benessere termico Calcolo della temperatura media radiante


Dipende dalle temperature superficiali delle pareti:
• temperatura di bulbo
secco dell’aria
• temperatura media
temperatura operativa Tmr4 = 4 TP41 × FP1 + TP42 × FP 2 + ... + TPn4 × FPn
radiante
Nel caso che le differenze di temperatura tra le superfici
• umidità relativa dell’aria
risultino contenute entro i 10°C ed essendo le
• velocità media dell’aria emissività ε delle superfici prossime all’unità, si può
• attività fisica svolta approssimare a:
• resistenza termica del dipendenti dal soggetto
vestiario indossato
tmr @ t1 × FP1 + t2 × FP 2 + ... + tn × FPn

230 232
Determinazione dei fattori di vista Temperatura operativa semplificata
Nella pratica se la differenza tra temperatura media
FP1, 2,3, 4 = FP1 + FP 2 + FP 3 + FP 4 radiante e temperatura dell’aria è inferiore a 4°C, la
velocità dell’aria è inferiore a 0,2 m/s si può assumere to
FPn è il fattore di vista pari alla media aritmetica di tmr e ta:
della persona rispetto
t mr + t a
alla superficie
ennesima: tanto to =
maggiore è il fattore 2
di vista tanto
maggiore è il peso t mr ® temperatura media radiante
della temperatura
della superficie vista t a ® temperatura aria
dalla persona.

233 235

Temperatura operativa Umidità relativa


Quella temperatura uniforme dell’aria e delle pareti L’umidità relativa UR deve
dell’ambiente che provocherebbe per il soggetto lo essere compresa tra il
stesso scambio termico per convezione e radiazione che 40÷60% con tolleranza
si ha nell’ambiente reale. max. ± 10%.
hr × t mr + hc × t a
to = Per valori inferiori al 30% si
h seccano le mucose
t mr ® temperatura media radiante
mentre per valori
t a ® temperatura aria
superiori al 70%
hc ® coefficiente di scambio convettivo
l’evotraspirazione è
hr ® coefficiente di scambio radiativo limitata.
h = hc + hr ® coefficiente di adduzione termica

234 236
Velocità media dell’aria Valori metabolici
Attività W/m2 met
L’aria in movimento, pur
non riducendo la Disteso 46 0,8
temperatura Seduto rilassato 58 1,0
dell’ambiente, aumenta
Attività sedentaria (ufficio) 70 1,2
lo scambio termico per
convezione e accelera Attività leggera in piedi 93 1,6

l’evaporazione del Attività media in piedi 116 2,0


sudore. camminare a 2 km/h 110 1,9
Le velocità raccomandate
camminare a 3 km/h 140 2,4
sono di 0,10-0,15 m/s in
inverno e 0,25 m/s in camminare a 4 km/h 165 2,8

estate. camminare a 5 km/h 200 3,4

237 239

Attività fisica svolta - metabolismo La superficie del corpo umano


Il corpo umano è sede di reazioni chimiche che trasformano in La superficie del corpo umano è valutabile con la
energia le sostanze nutritive assimilate. L’energia termica relazione di DuBois:
prodotta internamente al corpo umano da tali reazioni dà
luogo al flusso metabolico, che viene espresso con un’unità
di misura apposita, il met. ADu = 0,202 × m 0, 425 × h 0, 725
Il metabolismo M esprime l’energia prodotta dall’organismo
umano nell’unità di tempo che è convertita parzialmente in
lavoro meccanico L scambiato con l’esterno e Per dei valori medi abbiamo:
principalmente in calore corporeo Q:
m = 70 kg ü
M [met ] = L + Q ý ADu = 1,80 m
2

h = 1,70 mþ
1 met = 58 W/m² metabolismo di un individuo sveglio in
condizioni di riposo
238 240
Vestiario indossato Equazione di Fanger
La resistenza termica degli
indumenti è indicata con Icl
f (M , I cl , ta , pa , va , tmr , tsk , Qev ) = 0
L’ unità di misura è il CLO
metabolismo M
1 CLO = 0,155 m²K/W
resistenza termica dell’abbigliamento Icl
temperatura dell’aria ta
L’unità corrisponde alla resistenza
termica di un abito europeo di pressione parziale del vapor d’acqua pa
mezza stagione. velocità dell’aria va
Tuttavia è difficile definire in modo
rigoroso l’abbigliamento delle temperatura media radiante tmr
persone. Per questo i valori in temperatura della pelle tsk
questione si trovano tabulati per potenza dispersa per evaporazione Qev
numerose combinazioni di vestiario
e per capi singoli.
241 243

Bilancio termico del corpo umano e comfort Equazione di Fanger


S [W] = variazione di energia interna del corpo umano
nell’unità di tempo (potenza acquistata o ceduta)
f (M , I cl , ta , pa , va , tmr , tsk , Qev ) = 0
§ quando S > 0 la temperatura del corpo tende ad temperatura della pelle tsk
aumentare
§ quando S < 0 la temperatura del corpo tende a tsk [°C ] = 35,7 - 0,028 × M
decrescere
§ quando S = 0 siamo in presenza di equilibrio termico e potenza dispersa per evaporazione Qev
quindi di potenziale benessere, condizione necessaria ma
non sufficiente a causa dei meccanismi di
autoregolazione della temperatura corporea. Qev W[ m ]= 0,42 × (M - 58,15)
2

242 244
PMV e PPD Percentuale prevista di insoddisfatti PPD
Il Gradimento delle condizioni ambientali – scala di misura

+3 – molto caldo
+2 – caldo
+1 – leggermente caldo
0 – confortevole
-1 – leggermente freddo
-2 – freddo
-3 – molto freddo

Sulla base di questa scala P.O. Fanger ha realizzato una metodologia di


valutazione della sensazione termica PMV (Predicted Mean Vote) e una
relazione tra PMV e PPV (Predicted Percentage of Dissatisfied). Il limite di
accettabilità è compreso tra – 0,5 < PMV < 0,5
245 247

Percentuale prevista di insoddisfatti PPD Campo di validità


Viene definito convenzionalmente insoddisfatto un L’indice PMV è stato elaborato per situazioni stazionarie ed
soggetto che dia una votazione all’ambiente maggiore o ambienti termicamente moderati (quindi con valori compresi tra
uguale a +2 o minore o eguale a -2, corrispondenti –2 e + 2); può essere utilizzato anche per condizioni che
rispettivamente alle sensazioni di caldo e di freddo. comportano variazioni nel tempo dei parametri purché
abbastanza contenute e si usino valori medi; la metodologia
Il responso è di carattere statistico, per cui anche in esposta è valida nel seguente campo di valori :
condizioni di neutralità si ha mediamente una certa
– M = 0.8 - 4 met
percentuale di insoddisfatti o verso il caldo (2,5%) o
verso il freddo (2,5%). – Icl = 0.0 - 2 clo
– tbs = 10 - 30 °C
Questo significa che nelle migliori condizioni il 5% dei
soggetti risulta insoddisfatto. Questa percentuale – tmr = 10 - 40 °C
aumenta quando ci si allontani da condizioni di – vr = 0.0 - 1 m/s
neutralità. – pv = 0.0 - 2700 Pa

246 248
Ambienti termici reali Gradiente verticale di temperatura dell’aria
Gli ambienti termici reali sono generalmente non uniformi e la La grandezza che
velocità dell’aria non è mai costante del tempo. Tutto ciò provoca caratterizza l’effetto del
specifiche cause di disagio sulle quali sono state fatte apposite
indagini sperimentali.
gradiente verticale è la
differenza di temperatura
Pertanto si deve valutare la
percentuale di persone dell’aria tra le zone testa-
insoddisfatte (PD), in base agli collo e caviglie, cioè tra i
attuali dati sperimentali, per
effetto di: livelli 1.1 m e 0.1 m per la
• asimmetria radiante (fonti persona seduta.
termiche concentrate su un
punto o una superficie); Dovrebbe essere <3 °C
• gradiente verticale di
temperatura dell’aria;
• pavimenti caldi o freddi;
• non uniformità e fluttuazione
della velocità dell’aria.
249 251

Asimmetria radiante Pavimenti caldi o freddi


La temperatura del pavimento
può essere più calda o più
fredda di quella dell’aria per
effetto di scambi col terreno
oppure di appositi impianti di
riscaldamento o
raffreddamento inseriti nel
pavimento.
La presenza di ampie superfici particolarmente fredde o calde Per limitare la percentuale di
(ad es. pareti vetrate o soffitti radianti, pavimenti non isolati su
porticati) che possono causare scambi termici radiativi anomali insoddisfatti al 5% è
tra alcune parti del corpo umano e le superfici suddette. necessario che la temperatura
Δtr < 10°C per superfici vetrate del pavimento sia compresa
Δtr < 5°C per soffitti tra 19°C e 29°C.
250 252
Velocità dell’aria
Il sistema di
termoregolazione non riesce
ad adattarsi alle sollecitazioni
localizzate su una parte del
corpo umano, come le MODELLI DI COMFORT ADATTIVO
correnti d’aria, oppure ad
azioni pulsanti come la
fluttuazione di velocità
pertanto reagisce alle
condizioni medie. In tal
modo la parte interessata dal
flusso d’aria risulta male
adattata alle condizioni
ambientali e si percepisce una
sensazione di disagio.
253 255

Condizioni di comfort Comfort Adattivo


La norma UNI EN ISO 7730 raccomanda di realizzare quelle • Modello adattivo di comfort termico
condizioni ambientali che risultano soddisfacenti per il 90% degli
occupanti ovvero di conseguire una percentuale di insoddisfatti • Meccanismi di adattamento
non superiore a 10% che corrisponde ad un valore di PMV
compreso tra -0.5 e + 0.5. • Temperatura di riferimento
Riguardo il discomfort localizzato, la norma prescrive quanto • Fascia di accettabilità
segue:
• asimmetria radiante Δtr < 10°C in corrispondenza di superfici • Equazioni di valutazione
vetrate o fredda calcolata con riferimento a 60 cm di altezza dal • Applicabilità
pavimento;
• asimmetria radiante Δtr < 5°C in corrispondenza ad un soffitto • Diagramma bioclimatico di Givoni
radiante calcolata con riferimento a 60 cm di altezza dal
pavimento; • ANSI/ASHRAE Standard 55 e relativo tool di calcolo,
• velocità dell'aria < 0,15 m/s (inverno)< 0,25 m/s (estate) UNI-EN 15251, UNI-ISO 7730
• gradiente di temperatura tra 0,1 m e 1,1 m < 3°C;
Per tutta questa parte fare riferimento alle dispense presenti su Beep, al testo “Szokolay, Steven Vajk. -
• temperatura del pavimento compresa tra 19°C e 29°C (in Introduzione alla progettazione sostenibile. - Milano: Hoepli, 2006” e al testo “Szokolay, Steven Vajk. -
Inverno, attività sedentaria) Introduction to architectural science . - Oxford [etc.]: Architectural Press, 2008”
254 256
Modello adattivo di comfort termico Meccanismi di adattamento
Il fondamento del comfort adattivo è la capacità degli Comportamentale: complesso dei
esseri umani di adattarsi all’ambiente in cui si trovano, cambiamenti che una persona mette
agendo sulle variabili che li riguardano. in atto, consciamente o no, per
modificare i parametri che regolano il
bilancio termico del corpo.
• personale (ad esempio la rimozione
di un indumento)
• tecnologico (l’accensione di un
sistema di condizionamento)
• culturale (riposare durante le ore più
calde del giorno)

257 259

Aspettative termiche Meccanismi di adattamento


Variano al variare di diversi fattori: Fisiologico: complesso dei cambiamenti fisiologici del
• genere ed età metabolismo della persona sia sul breve periodo che sul
• cultura lungo periodo.
• abitudini personali • breve periodo: meccanismi di termoregolazione
• condizioni di salute • lungo periodo: acclimatazione
• possibilità di cambiare abito Questo meccanismo è maggiormente sviluppato nei
popoli che fronteggiano costantemente condizioni
• possibilità di intervenire sui sistemi di controllo climatiche estreme
• tempo di esposizione alle condizioni ambientali
(acclimatazione)
• temperatura esterna

258 260
Meccanismi di adattamento Relazione con temperatura esterna
Psicologico: la dimensione psicologica di adattamento E’ stata individuata una correlazione diretta tra la
termico si riferisce all’alterazione percettiva delle temperatura di comfort interno e la temperatura esterna.
informazioni sensoriali dovuta alle passate esperienze. [Humphreys, Nicol]
La temperatura di comfort “personale” può risultare
anche molto diversa da quella termostatica poiché
condizionata dall’assuefazione allo stimolo esterno.
Tco = a × Tout + b
Inoltre c’è una diversa aspettativa nei confronti dei diversi Dove:
ambienti e nelle diverse stagioni, ad esempio una Tco è la temperatura interna di comfort
spiaggia d’estate ha valori assolutamente fuori dal Tout è la temperatura esterna di riferimento
comfort. a è una costante che rappresenta la correlazione tra Tco e Tout
b è una costante che rappresenta la temperatura minima accettabile

261 263

Modello adattivo: principio Temperature di riferimento


Si è cercato di individuare una correlazione tra le effettive Temperatura esterna di riferimento:
sensazioni termiche e le principali grandezze climatiche, • Temperatura media mensile
in particolare negli edifici privi di impianti di • Running mean temperature
climatizzazione meccanica.
Caratteristiche: Trm = 0,8 × Trm,n -1 + 0,2 × Tdm,n -1
• METODO, le prove sono state effettuate sul campo,
Rappresenta una combinazione lineare delle
all’interno di edifici reali, in campagne di misure
internazionali di grande estensione temperature medie giornaliere dei giorni precedenti,
calcolata giornalmente.
• GRANDEZZE, le variabili di riferimento sono
climatiche e per ognuna ci sono metodi univoci e
consolidati di misura
{
Trm = (1 - a) Tdm,n-1 + a Tdm,n-1 + a 2Tdm,n-1 }
262 264
Fascia di accettabilità Equazione ACA
Il modello adattivo, generalmente, definisce [Europa, McCartney & Nicol]
temperature di comfort più flessibili rispetto al
Per Tout>10°C
modello di Fanger.
Tco = 0,302 × Tout + 19,39
• Da differenza di temperatura calcolata con PPD
Per Tout<10°C
per ΔTco=± a [°C], PPD= X%
Tco = 22,88
• Come funzione della temperatura interna di comfort Fascia di accettabilità
ΔTco= a·Tco + b dT = -0,189 × Tco + 6,35 Temperatura esterna di
riferimento: running mean
temperature

265 267

Equazione ASHRAE Equazione ATL


[Stati Uniti, DeDear & Brager] [Paesi Bassi, DeDear & Van der Linden]
Per gli edifici con ventilazione Per gli edifici con ventilazione
naturale naturale, se Tout>12°C

Se Tout>12°C Tco = 0,31 × Tout + 17,8


Per gli edifici con climatizzazione
Tco = 0,31 × Tout + 17,8 Tco = 0,11× Tout + 20,2
Fascia di accettabilità Fascia di accettabilità
per ΔTco=±2,5°C, PD=10% per ΔTco=±2,5°C, PD=10%
per ΔTco=±3,5°C, PD=20% per ΔTco=±3,5°C, PD=20% Temperatura esterna di riferimento
Temperatura esterna di
riferimento: temperatura media per ΔTco=±4,2°C, PD=35% Tout=(Tdm,n+0,8Tdm,n-1+0,4Tdm,n-
mensile 2+0,2Tdm,n-3)/2,4

266 268
Equazione CEN Applicazione: andamento annuale limiti
[Europa]
Milano Palermo
Per Tlimite superiore>10°C Pratica
corrente
Per Tlimite inferiore>15°C [20-26°C]

Tco = 0,33 × Tout + 18,8

Limite
Fascia di accettabilità adattivo [ATL]

per ΔTco=±2°C, Categoria I


per ΔTco=±3°C, Categoria II Temperatura esterna di
riferimento: running mean
per ΔTco=±4°C, Categoria III
temperature
edificio in versione base edificio con strategie di
raffrescamento passivo

269 271

Modello adattivo: questioni in sospeso Applicazione: fabbisogni correlati


• Limiti di applicabilità in base alla dotazione
Milano Palermo
impiantistica Limite statico
[PPD<10%]
– presenza un impianto di climatizzazione estivo o
invernale
– presenza un sistema di ventilazione meccanica Pratica corrente

– possibilità di apertura delle finestre da parte [20-26°C]

dell’utenza
• Variabili e limiti applicazione
Limite adattivo
– umidità relativa alta umidità riduce la fascia di [ASHRAE]

accettabilità
– velocità dell’aria per va>0,1 m/s, Tco*=Tco+7-
– radiazione solare [50/(4+10va0,5)]

270 272
Applicazione: conseguenze Prospettive: applicazioni
Il modello adattivo ha dimostrato di poter tenere in Possibili campi di applicazione dell’approccio adattivo:
maggiore considerazione: – Progettuale, come strumento d’aiuto per le scelte
– la variabilità delle condizioni climatiche del progettista
– le strategie passive di controllo ambientale – Normativa, per la determinazione di condizioni più
– la capacità dell’utenza di agire direttamente sulle restrittive all’installazione degli impianti di
variabili ambientali climatizzazione
Inoltre, ad una variazione dei fabbisogni di – Di gestione impiantistica, per la determinazione
climatizzazione corrispondono possibili risparmi: delle temperature di setpoint per il funzionamento
– di risorse degli impianti di climatizzazione
– economici
– ambientali
273 276

Confronto fra le temperature di comfort Diagramma Bioclimatico di Givoni


Il diagramma bioclimatico di Givoni è un diagramma
psicrometrico con sovrapposti dei “confini” che
individuano delle zone di comfort termico e
igrometrico, entro le quali la sensazione termica è
giudicata confortevole da oltre l’80% delle persone, in
funzione di particolari strategie progettuali.
Sovrapponendo sul diagramma bioclimatico di Givoni i
punti caratteristici di una particolare zona climatica,
derivanti dall’intersezione della temperatura dell’aria
esterna e l’umidità specifica dell’aria, si ha una visione
d’insieme delle condizioni climatiche.

275 277
Diagramma Bioclimatico di Givoni Strategie progettuali
Il diagramma serve come strumento di progetto, con il
quale è possibile avere il clima schematizzato per punti
su di un grafico e scegliere quindi tecniche e tecnologie
costruttive per l’edificio rapportato al clima nel quale
sarà collocato.

Le strategie considerate includono:


• massa termica
• raffrescamento evaporativo
• ventilazione naturale diurna e notturna
• raffrescamento e riscaldamento passivo
278 280

Diagramma Bioclimatico di Givoni a Milano

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