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Marco Bramanti

Esercitazioni di
Analisi Matematica 1

w
lmmuginedicopertinu
paginedclquadcmo d icscn:izidiAnalisidimiopadre.
ma1rieolaalPoli1ecnicodiMilanond 1943

ISB N 978.S8-7488-444·5

Primuedi:imie:L uglio2011

Partn!i
Rcdu;iOlre: Gabriella Gatti, Giancada Panipli, C•rloua Lcn1.i
Stumpil e Lvmfe=ioire: L.E.G .O. sp;i • Siabilinicnrn di Lavis CTNJ Ai miei studenti

..

-Erbe,n.2,20121Miln>,T-a•02-80.tMll!,e-....:-..c'ticl.•

40131 Bologna·ViaU.Tcrracini30·Tcl.051-63.40.113· Fax05l-63.4l.l36


Prefazione
Questo testo raccoglie esercizi adaui a corsi di Analisi Matematica I per la
laurea in Ingegneria o affini. Si tratta perlopiù di esercizi che ho utilizzato
per i temi d'esame di questi corsi negli ultimi dieci anni al Politecnico di
Milano.L'imposlaZioneseguitaèquelladellibroditesto:
Bra maoti-Pag11 ni-Salsa: Anali! i Ma tem a ti ca I. b nic hell i, 2008, nel
seguito indicato con (B PSJ].
Gli esercizi sono raggruppati per argomenti, secondo capitoli che
seguono la stessa scansione del libro di testo; ogni capitolo è suddiviso in
paragrafi (numerati) e sezioni (contrassegnate da lettere). Le soluzioni degli
esercizi sono riportate alla fine di ciascun paragrafo.
Degli esercizi contrassegnati con * è fornito lo svolgimento completo;
di tutti gli altri sono fomite le soluzioni, in modo che lo studente possa
sempre controllare la correttezza del proprio operato.
Rispetto al mio precedente di calcolo infinitesimale e algebra
lineare", questo testo si differenzia, oltre che per il maggior numero di
esercizi, per il taglio, che vuole essere simile a quello di un percorso di
esen:itazioni in aula. Ogni argomento imponante è introdotto con un gruppo
di esempi svolti denagliatamente e commentati con osservazioni didattiche,
che pre<:edono gli esercizi proposti. A volte queste pani introduttive
assumono l'aspetto di vere e proprie (brevi) lezioni su un argomento, come
nel caso dci richiami sull'uso dei simboli di "asintotico" e "o piccolo",
argomenti che per loro natura si prestano ad essere sviluppati nelle
esercitazioni.
Tutto ciò dovrebbe servire di guida e orientwnento per lo smdcnte, in
panicolare per chi, e sono sempre tanti, non ha seguito le lezioni e le
esercitazioni, o non le ha seguite studiando costantemente, e si trova cosi ad
affrontare la preparazione dell'esame un po' da autodidatta. Certamente lo
studio del libro di testo dev'essere il punto di panenza della preparazione
dell'esame, anche della prova scrilla. Perciò in questo eserciziario si
presuppone che, nel momento in cui lo studente affronta un certo capitolo,
abbia già studiato il capitolo corrispondente sul libro di testo, compresi gli
esempi s\·olti, ed abbia giA provato a svolgere almeno pane degli esercizi li
riportati. Il percorso di esercitazioni qui presentato dovrebbe essere un utile
supporto e consolidamento per chi ha seguito ne il corso e aiutare tutti gli
altri a recuperare ciò che si sono persi non frequentando atti Vàmenti:.

.
lii

Chi utilizzerà questo libro a fondo, troverà che alcuni esercizi sono
piunosto simili tra loro; ritengo che questo non sia un difetto in un percorso
Sommario
di esercitazioni, in quanto a tutti noi una certa dose di ripetizione è
necessaria in fase di apprendimento. D'altro canto rifare esa11amente lo Tu1di au1ova lutazione suip re requisiti
stes.so esercizio serve poco in matematica, perché inevitabilmente !a pe ril corsodi Ana lis lMatl.'matical .........................................
memoria del procedime nto e del risultato "spegne" in noi il ragionamento:
Allri eun:izi s uiprerequisiti.. ..
dunquetaplcco/al"Oriazionehaunsuovaloredidattico.
Soluzionideltest e degliesercizisuipn:requisiti....
Un'ultima osservazione riguarda i grafici di funzione inseriti in questo
testo. ll lettorenoteràche, quantoall'aspctlo,sonodiduetipidiversi. Alcuni Ca p.l.lnumeri.... . ....................... 7
(riconoscibili per il tratto più sottile) sono stati prodolli con un software I.! Argomcnti introduuivi ..... ......... .................... ............................... ?
matematico e rappresentano il grafico in scala, "esatto" (nei limiti I. I.A. Insiemi e logica................................................................ ?
dell'approssimazione che il software consente); altri sono stati tracciati "a l. l.B. Sommatorie e coefficienti binomiali.... ... g
mano libera" (sia pure con l'au.silio di un programma di grafica). Questi J. l.C. Numeri reali, ordinamento, estremo superiore ........................ IO
ultimi, di proposito, non sono affatto in scala, per mostrare meglio le Soluzioni § !. 1... . ........ ..... .................... 13
caratteristiche importanti del grafico (punti di flesso , angolosi, a tangente 1.2. Numeri complessi .................................................................... ...... JS
1.2.A. Concetti di base: formaal gcbricaetrigonomctrica,
verticale, ecc.), che talvolta un grafico esatto rende praticamente invisibili, a
operazioni sui numeri complessi ................. ....................... IS
motivo della diversa scala s u cui questi fenomeni si presentano: è questo 1.2.B. Equazioni nel campo complesso. . . ............ 22
grafico amano libcraenoninscalaquellochespesso risu!tapiùutile in uno Soluzioni § l.2 ....................................................................................... 33
studiodifunzione.
Ringrazio colleghi e studenti che con i loro commenti sulle precedenti Ca p.2.Fun zìonidi un ava riabilerfale ............................................................. 41:1
edizioni mi hanno aiutato a migliorare il materiale confluito in questo testo. 2.1 . Graficidellefunzionielementari ........................................................... 49
Sono sempre graditi commenti o segnalazioni di errori, all'indirizzo: Soluzioni § 2.l ................... .......................................................... ....... Sl
2.2. Funzionicompostecproprietàelement11ridellefunzioni .......... ........ 56
marco.bramanti@polimi.it Solul.ioni § 2.2 .. ........ ................................................................. 66
2.3. Operazionisuigraficidifunzioni.. .................. ........................... 71
Soluzioni § 2.J . .................... ......................... ......................... 77
Segnaloinfinecheallapaginaweb:
Cap. J. Lin1lti tconlin ui tà ................................................................................ 101
hUp://www l .mate.no!imi.itJ- bramantiltes1jlesçrcjtazioni.htm 3. l. Concetti di base sui limiti di successioni.... .. 101
J. l.A. Proprietà de lle successioni .... .............................................. 101
è disponibile ulteriore materiale riguardante questo libro e, se questa J. l .B. Calcolo dei limi1 i conte<:nichedi base ............................. 104
iniziativa si ri vele rà utile, la pagina nel tempo potrà essere aggiornata e Soluzioni §3. 1... ............................................................................ 110
incrementata. 3.2. Conccnidibasesulimitidifunzioni,asintoti, continuità .................. 116
3.2.A. Limitidifunzioni elemem.ari ... .................. ................ 117
3.2. B. Definizioneditimite.... . .... 117
M. B.
3.2.C. Limiti elementari di funzioni composte.
Nonesistenzadcll imi!e .... ... 119
M ilano, giugno 2011 Soluzioni § J.2 ... ............................. 124
···················· e
3.l Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli ........... 128 5.1.C. Esercizisulleserieatenninipositiviodiscgnovariabile . .. 417
3.3.A. Richiamisulrutilizzodelsimbolodiasintotico.... .... . ..... 128 5.1.D. Eser<:izisullesericchcurilii:zanoilcalcolodiffcrenziale .... .420
3.3.B. Richiamisullageratthiadegliinfiniti.. .. ............................ 14 1 Soluzioni§5.l.... . .. 423
3.3.C. Calcolo di limiti mediante limiti notevoli e stime asinlotiche.144 S.2. SeriediTaylor ed esponenzialecomplesso... ...441
Soluzioni§3.3.. . ..... .......... 157 Soluzioni§5.2.... .. ....... ..443
3.4. Applicazioniaglistudidifunzione...... ................................................. 169
3.4.A. Graficiqualitativielemcnrari................................................... 169 Cap.6.Calcoloin rcgnlle per funzionidiunaurla bile .................................445
3.4.B. Srime asintoticheegraficilocali.... 172 6.1 . Cakolodiinrcgrali indcfinitiedcfinirL ............................................ 445
3.4.C. S!udioall'infiniloericercadegli asintotiobliqui ...... ....... ... 181 6. l.A. Integrali immediati.... .. .. 446
3.4.D. Studi di funzi011emedian!e limitiestimeasintotiche ...... .. 184 6. l.B. Integrazione di funzioni raziona li .......................................... 449
Soluzioni § 3.4 ........................................................................ ............ l91 6.1.C. lnregrazioneperparti..... .. . ........ 455
6.1.0. lntegnuione di funzion i trigonometriche .................... 460
Ca p.4.Calcolodifferenz.ia lcper fonzi oni diunavariabil e ........................... 219 6.1.E Integrazione di funzion i irrazionali ....................................... 465
4.l. Calcolo delle derivate. .................................... ................. .. .. ........ 219 6.1.F Simmctric c valori assolutinelcalcolodiintegralidefiniti... 471
4.1.A. Algcbraddledcrivatc ........................................... . ........ 219 6.1.G. Eserc izidi ricpilogo..... . ...473
4.1.B. Renaiangenreelinearizzazionc ...................................... 222 SQluzioni §6. l. . ............................................................................... 478
4.1 .C. Oerivaradellafunzioneinversa ........................................... 223 6.2. lntegraligeneralizzati.... .. ......................................... 506
Soluiioni §4.! ......... ........................................................................ 228 Soluzioni§6.2.... .. ........................................... . 512
4.2. Studiodeipuntid inonderivabili1à.... .. ...... 238 6.3. Funzioniinregrnli.. .......... .................. ............................................. 516
Soluzioni §4.2 ........................ ................................... ..................... 243 6.3.A. lnsieme didefinizionedìunafunzioneintcgrnle ............... ... 516
4.3. Studiodclgraficodiunafunzione ....................................................... 250 6.3.B. Rcgolaritàdiunafunzioneintegrale ................................ 519
Soluzioni § 4.3.... .. ..................................... 270 6.3.C. Graficodcllafunzioneintegrnledcdottodalgrafico
4,4 TC()ff"ma di De L'Hospi tal e fonn ula di Taylor ................... ............... 328 dellafunzioneinregranda ................................................... 520
4.4.A. Il Teorema di De L'Hospitat.... ........... 328 6.3.0 . Comportamento all'infinito di una fwuione integrale.
4.4.B. Richiamisulsimbolodi"opiccolo" .. ............. ..................... 336 Studiodifunzioneintcgrale... ............................................524
4.4.C. Scrin um di sviluppi di Taylor-Maclaurin immediati ........... 342 Soluzioni§6.3 ................................. ............................................... 528
4.4.0. Calcolo di limiti e parti principali mediante
sviluppidiMaclaurineapplicaz.ioni ......... . ...... ........... ... 346 lndicazionibibliogra lie he dlbase ............................................ 541
4.4. E. Calcolo di limi1iu1ilizzandoilcalco!odiffercnziale ............. 357
4.4. F Sviluppodif..lacLaurindiunafunzionecomposla .... ........ 366
Soluzioni § 4.4.... .. ....... 372
4.5. Applicazioni al calcolo numerico appro5simato: metodo di Newton
eformuladìTaylorconrcsto sccondoLagrange ................................ 399
4.5.A. RichiamisulmetododiNcwton ............................................ 399
4.5.B. Calcoli numerici approssimati mediante la fonnu la di Taylor403
Soluzioni§4.5......................................................................... 40S
Test di A utovalutazione sui prerequisiti
per il Corso di Analisi Matematica 1
Questo test è costitui10 da eserc izi relativ i ad alcuni argomenti studiati a scuola.
Allostudentech.eincontrassedifficoltAnellosvolgimemodeglicserciziproposti si
consiglia caldamente di approfondire gl i argomenti su qualche tesio rivolto alla
matematica di base (si veda la Bibliografia di base riponara in fondo al te s10) e
svolgere ulteriori esercizi, in modo da affrontare il corsomu11itodegli strumenti
adeguati. Cercare di svolgere autonomamente iuni gli esercizi proposti, in
quest'ordine, nei tempi suggerili. Al renn ine del test, confrontare attentamente i
propririsultaticonlesoluziooiproposte. Nonsouovalutareeven tualidiscrepanze,
anchepiccolc,tralapropriasoluzioneequcllafomita.

Completare le segumti ide11tità o calcolare le e.spressio11i indicate senz11 us11re la


c(l/colarrice (max. /Ominu1iin/11110):
I. .iH•=

2. log(.ib)=

J.

4. sin(o +/J) =

7. loS2 16 - 31/lot>3 = (ilrisultatoèunnumerointero)


Risolven le segue mi equazi011i e (m<u. J minuli /'11na):
8. lx- l i .:f2

9. 2:i:1 + x - S=0
Prerequisiti per Analisi 1 Prerequisiti per Analisi 1

Riwlven le seg11enli diseq11azivni:


10. 29. lcosxl <
25. 2 ,<!2.
Il. j:z: + l l+ 2 :$ f2x- l i 30. 2z>-:1r;:: 3.

12. 31•-L < 26. l:i: 2 - ti> 2:i: +2.

IJ . ./:i:2 -3% +2 ?: 2:z: 27. lsin:i:I?: 32. l :i:+ I < 2


x-2 -
14. 2' +2'+3::: 16
28. 2tz + 2' -3>0.

15. to&:i:i: + 3 ::: 2


Per ciascuna delle affermazio11i segwmti, stabilire se è reroo falsa:

16. 2sin 2:z: +sin:i: ?: 0 34.* La disequazione tz :S: 2èequivalentea :i: :S: 2(2-x).
35.* Ladisequazionelog2(3:z:+l) $ lècquivalentea3:z: + l :S: 2
Tracciare il grafico delle seg11entifunzio11i elementari (max.15 mirmti ù1 tut10)
36.* Ladìsequazione !:i:-2l+:z:2 ?:0èsempreverificata.
17.y ::: :i: 3
37.* La disequazione ..;;=I :S: 2 è equivalen1ea (z - 1)2 :S: 4.
21. f/"'COS:Z:
18.y :::fi
38.* Ladisequazionez(:z:-2):S: lècquivalentea:i: :S: lo:i: - 2 :S: I
22. !I "' lx+ l i- i
19. y:::l/:z:
39.* LadisequazioM: l:z- l l:S: 2èequivalentea - 2:S::z: - 1 :S: 2.
23. y:::2-·
40.* Ladisequazione ';i :S:0 hapersoluzioni0<:z::S:2.
Altri esercizi sui prerequisiti
41.*
24.Ricavareyinfunzionedi:z:

10112(_!'._)
1 - 211
:::3%+1.

Calcolarequindiy(O)ey(- 1).(Semplificareleespressioniottenule).
Prerequisiti perAnalisi 1
21. Y = PrerequisitiperAnalisi 1

del test e de g li e serclZI


.. sui prerequisiti

:fV...... "+·>"l>+;-1
Soluzioni
I . a• . a•

2. loga+ logb

3. lzl Il. %S-);x;?:4

" · sino-cmP+cos.>sinP

•. !
:;

. .., ..,

. ' 2 •

14. z= IO&J l/ ( • Zlo!,2!)


?J. 11 • 2- z ..o
6.
15. :r=Z; x • -j;
'· 2 16. 2klr :S:z:S:ll"+ Zh·

i,..+ zn ::; z ::; k eZ

17. 11=x3 ' ...,_"" '

f
11(z)=iffi;;V{0)•);11H J=!

. ..
' l :S: z:S: 2
z< - l,z>3
' '

. i+ h :S: z sf ... +kir, k eZ.

19.11 "' ! /% ' '°· ,. ,,,,, -;/


f+ h<z<j1r+k1r.

M
'
JI. x;?; J.

.
'
.
.,
.. , 1 1.1 2
-5:S:z< 2
PrerequisitiperAnalisi1

34. falso:simoltiplicaper(Z -:z:) ,chenontscmpreposi!ivo

3S. falso: laprim1dtiscquazionehastnso soloperJ:z: + I >0. ilchenon t veroper


laS«ondadiscqUllZione Cap. 1. I numeri
36. vero:sommadiduequanti!llciasclllla

37. l,lascconda V:z:.


1.1. Argomenti introduttivi
Riferimento:libroditesto [BPSl ], cap.1 , §1-§S.
J8. falso:occorreponan:tuno1 t• membroerilolverecorrettarMnte ladisequaziOIJe
lnquestoprimoparngrafo.unpo'diversodal restodellibro,sonorae<:oltibrevi
di 2" grado.
escr<:iziriguardanti variargomentiimroduttivi: llnguaggio logicoeinsiemi, usod i
J9. vero:scguedalladefinizione dimoduLo sommatorie e coefficienti binomiali. proprielà dell'insieme dei numeri reali.
disuguaglianze. ccc. Si sonolineano in partico lare alcuni aspetti di linguaggio, la
40. vern:si •twlìail""!lllodclqooL.iemecon!aregoladci..,11Di,ric11rdandoinohn:che eomprensione delledefinizionieeerti aspetti che in panehannoachefareancora
ildenomin•1orenonpOOan111.1llarsi. eoni prerequisiti. Lo studente che trovasse difficoltà su questi escrcizi t invitato a
eonsult.are la Bibliografia di base riportata in fondo al testo. Qui non si t voluto
4 1. falso: t equivaknlc. invece, a (:i: - I) S 8, come si vede elevaodo a l cubo ambo i dare molto spazio a questa parte, per non toglierne: agli argoment i che hanno
membri maggior peso nella prova scritta dell'esame di Analisi Matematica l.

1.1.A. Insiemi e logica

Esercizi
Direse sono>·ere ojalse le seguemire/azioniinsiemi.ttiche.

I.I. (2} ç {l ,2, 3}


1.2. {2} E {l,2, 3}
(2) E {{l} , (2) ,(3})
{2} ç {{l} , {l,2},{l, 2,3}}
I.5. 1e z
1.6. - 3e N
A ç 8 =1> A n B = A
1.8. A ç 8 =1> A U B = A
1.9. A C 8 =1> A ç B
I.IO. "ti insieme A, A ç A )( A
I.li. V insiemeA,0 ç A
1.12. A ç A U B (V coppiadì insiemi A,B )
1.1 3 A ç A n B ('/ coppia di insiemi A, B )

Siconsiderilaproposizione: "Per ognicoppiadiinteripoo;i1iviesiste


almenouninteropositivochedivideentrambi".
Cap.1. lnumeri Cap.1. Par.1.1.Argomenti introduttivi

A!Tennan:chcqucstaproposirionctfals.aequivaleadaffennan:che·
I!) Perognicoppiadiinteripositivinonesistealcunintcropositivochedivida
entrambi.
Pcr ognicoppiadiinteripositiviesisle uninleropositi voched ividesolo
uno dei due.
K:) Esisteunacoppiadiinteripositivipcrcuiesisteun intero positivo che non 1.1 8.
dividel'unoo nondividel'altro.
una coppia di interi positivi per cui esiste un intero positivo che
dividcunodeiducrnanon l'altro.
1.1 9
1. 15.* Siconsideri laproposizione
p:
Diciascunadelleseguenti,sidicaseèveraofalsa
a. Sedisegno untriango lorettangoloscegl iendoacasolalun ghezzadei 1.20.
cateti, e constato che questo triangolo ha la proprietà di Annibale, posso
concluderechepèvcra.
b. Se riesco a disegnare un triangolo che non ha la proprie1A di Annibale,
possoconcluderechc lapèfalsa.
GH,:,J
c. SeriescoadisegnareuntriangolochchataproprietàdiAnnibalcmanonè
rettangolo,possoconctuderechelapèfalsa. n!=n(n - 1)!
d. Se riesco a disegnare un triangolo rettangolo che non ha la proprietà di
Annibale, e un altro triangolo rettangolo che ha la proprietà di Annibale, posso 1.23.
concluderechelapqualchcvoltaèveraequakhevoltaèfalsa.
e. Seriescoadiscgnarcuntriangolorcttangolochcnonha!aproprietàdi
Annibllle, e un altro triangolo rettangolo elle ha la proprietà di Annibale, posso 1.24. (';)
concl udercche lap èfalsa.
f Alledomandcpreceden1inonèpossibilerisponderesenonsisacosasia la
proprietà di Annibale. 1.25. (;) - "
1.1.B. Sommatorie e coefficienti binomfafi 1.26. Calcolare (senza calcolatrice, nel modo più semplice possib ile) i
seguenti coefficienti binomiali:

Esercizi
Per ciasc1111a del/e segue11ri uguaglianw, si dica se è vera o falsa. Nelle pro.uime
formule. gli indici 11 , k, j, ecc. indicona sempre numeri imeri.

1.16. si si:riva soloi l tenninecontenente .,/(senzasi:riverc lo sviluppo intero).


10 Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.1. Afgomentiintroduttivi

1.1.C. Numeri reali, ordinamento, estremo superiore d. 'Vx,yERsiha lz - yl.$ lx l - IYI


'rlz, y E R siha l:i: -yl :$;lxi+ IYI

Esercfzl t .32. Esprimere coi simboli di intervallo [a,b), (a,b), ei:C., ed


eventualmemc quello di unione di intervalli (ad es. (1.1,b)U(c,d))gli insiemi cos ì
1.28. Sia E ç R., E non vuoto. Di ciascuna delle seguen ti affermazioni, si defITTili:
dicase è veraofalsa.S irichiededirisponden:aciascunadomandasenza leggere a. {:i:ER :z?: 3}
Jedomandesuccessive. lnohre,sesi risponde che l'alTennazioneèfalsa,sichiede b. {:i:ER: 2 <x :5'11"}
diesibireuncontresempio,ciol:unesempioehemostralafnls itàdell'affermazione
c. {:i:ER : z < - 2o:r ?: 2}
(ad esempio: "Il numero 2n è un eontrescmpio all'affermazione, falsa, "Tutti i
d. {:i:ER : l:i:I :s; 3}
numeriprimisonodi spari").
e. {:i:ER :0 :5z:5loz> 2}
Se E ammeue massimo, allora ammeue anche estremo superiore.
Se E è superiorme nte limitato, allora ammette massimo.
l.JJ. ( Inverso del precedente) Tradun-e in opportune disequazion i
Se M"" max E, allora M = supE . l'appartenenza.a i seguenti ins iemi:
Se E ammette estremo superiore, a llora ammene anche massimo.
I.I [- 2, 2]
Se E è superionnente limitato, allora ammeue estremo superiore .
b. ( l,2]U(3, +oo)
=
f SeesisiesupE A,allOfll 'VE > 03.x E E: A -E< x < A. c. {-oo,OJU{I,2)
g. Se M am mette estremo superiore, allora ammette anche estremo infcr iOR. d. (-oo,- l )U( l ,+oo)
h. Se M non ammette mass imo, allora M è infinito.
Se M = supE ed esiste max E, allora M = ma11 E.
Dettrmin1.1re (le esislOJ•o) il massimo, il m/,,imo, l'estremQ s uperiore e l'estremo
SeesistesupE- A,allora 'Vc >O 3:i: E E: A- t <;i: SA.
inferiore dei segue mi sottoinsiemi di R:

1.29. Per ciascuna delle seguenti espress ioni , si dica per quali aER è ben
definita: {z ER :z = 2 +s in ;i-:n= l,2 ,3, · · }·

a3f 2; a2f3; a - 2/3; 1.1113; (-2)"; as; a- 2; tog a; log.3


1 1.35. { zeR : x=(- l t eos;;:n = l , 2,3, ··} ·
1.JO. SianoE,F ç R, e supponiamo
'VzE E3yEF:x S y. 1.36. (0, 2) n{ t ,3)

Allora si può dedurre che (per ciascuna si dica se è vera o falsa)


u. 'rlxEE'rlyE F ,zS y 1.37. { z :x= :n-0, 1, 2, .. }
b. supESsup F
c. 3yeF:'VzeE,:z:.$y
d. supE S infF 1.38. {:i::z z=2.,- 2_"' :m • 0, 1,2, .. }

1.Jl . SJabi lirescciascunadellesegucntiproposizionièveraofalsa:


1.39. · ·}
'Vz,y E JR si ha l:i:+ YI =lxi+ IY I
b 'v'x,yER siha l:i: · yl =l:i:l-1111
c. 'Vz,yER si ha l:i: +yi Sl:i:l+IYI
12 Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.1. Argomenti introcMtivi

Soluzioni§ 1.1.
1.40. .. } I. I .
J.2 Falso{ilprimolnsiemeèlfrC/"4oln.nonapparlicne ailoecondoiMieme)
Vero (il 2° insieme ha per dementi insiemi, tra cui il 1° insieme)
Falso{il 1° insiemcnon ècon1tnulone12°, macasomaiècontenutoinalcuni
insicmicheap,,,,,-ungonoal2")
1.41 . Sia ·· } 1.5. Vero
l. 6. Falso
Perciascunadclleseguc nli,di reseèvcraofalsa: 1.7. Vero
a. maxA "' I b. minA O = 1.8.
U. Vero
A è limitato superiormente d. A è li mitalo inferionnente
I.IO
e. A t un imern llo limitato f un insieme finito
I.l i .
g. At unins iemeHmt1.a10 h. A CQ
1.12.
I. Il.
1.14. e
1.1 5
"'
pcrognilriangolo
b. Falso: non basta che un rriallgolo qualsiafi non abbia I.a proprietà di Annibale,

c.
d

ei.scrc vcrainqualchecasoefalsainqualchecaso).
e. Vtr0. lneffcnipcrroncludcrcchelapèfa!sa èsufficientcl.a prim11de lleduecosc:

f Falso. Corru: !i è visto, rispondere alle domaocle pce<:cdcnli ha a che fare solo con
gli aspenisin1anicidel!ap,noncon ilsuo 1ignifica10.

1.16. Vero
1.17. Falso
1. 18
t. 19 Vero
l.20 Falso

1.22. Vero
1.23. Falso
1.24. Falso
1.25. Vero
1.26. (a)2l, (b) IO; (c)IO; {d)-4.950
1.27. -40% 711"
t1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.28 1.2. Numeri complessi


Vero; b. Falso, contnsempio:E:(O, l); c. Vero;
Falso.contrc5Clllpio: E - (O,l); '· Vero; Riferimento: libroditcsto [BPS l ), cap. l, §8.

E .. {1,2}. A - 2, f15sa1o c - I non esiste z E E tale eh.e 2 - < z < 2


Falso,coo tresmlpio: E :(-oo,O); h. Vero; /. Vero 1.2.A. Concetti di base: forma algebrica e trigonometrica,
Vero(si focciaallenzione al " S operazioni sul numeri complessi

1.29.
a. ?: O; Esempi svolti
(l)":'v'oER; (- 2t:oEQ;o :';! conn1pari oppuremen dispari; EM'mpio I.I. Scri vere in fonna alge brica (z "' a. + ili. a,b E R) i seguent i numeri
complessi:
0 -i: ., ;AO; log.3:<>>0, 0 .r 1 4
(a) (b) (1 +;2i) ; (d)
1.3-0. o. Falso; b. Vero; c. falso; d
l.31. o. Falso; b. Vero; Vero; d Falso;
l.32. (a) Svo lgiamo primail prodottoanumeratore(prodononotevole)
o. 13, +oo)
b. (2, 1r] (1 + 2i)( l - 2i) = (1-(2i)
2
) "'.!...±...!
c. {-oo, - 2)Ul2, + oo) 3 -i 3-i 3 -i"
d [ -3,3]
e. (O, l]U(2, +oo) Or.i per togliere i numeri immag inari a denominatore moltiplichi amo e di vidiamo
lafrazioneperil coniugato de l denominatore, usa ndo l'iden tità
I a -ib o - ib
-2 s,.s 2 a + W = (o +ib)(o - ib) = o2 + b2
b. I <"'S 2 o ,. > 3
c. ,.::;0 01 <%<2 e otteniamo
d :r < - 1 o :.i: > I , che si può anche esprimere cosi: l"'I >I
l.34. mu: • 2H in l;m in = non n iste;sup - 2+sinl;inf • 2. = = =
1.JS. mu • nonesiste; min • nonesiste;sup = l; inf =- -I
1.36. sup • 2, inf m l,non n istono max. c min chcè ilnumero dipartenzascrillo in fonna algcbrìca .
1.37. inf = min = l ,sup • I; max • non esiste.
l.J8. inf • min = 0, lup = +oo, non esiste max (b) Con lo s tesso rnccodo dell 'cs. (a) rendiam o reale il denom inatore
inf • min = - t; max =sup =O
inf z -1.s.up = l,!IQnesistonomin., max.
o. falso; b. Vero; c. Vero; d Vero;
,/3i- 2 (!3• - 2)(2 - !3•) (!3• - 2)(2 - !3•) -
t. Falso; t f also; g. Vero; h. Vero. -:;;;+, (./3• +2)(2- !3•) 4+ 3 -
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

oraeseguiamoa numeratoreilprodonodi numericomplessi

dacuiriconosciamochep= J2: d = i·
(e ) Per eseguire lapotenza ( l + 2i )• conviene elevare al quadrato, riscrivere lnaltemativasipuòragionarecosl:si vedesubi1ocheHpunto l + inelpiano
in formaalgebrica,edelevareancoraalquadrato,cosl· complesso sia sulla retta y = x, inoltl't' è nel primo quadrante, quindi l'argomento è

{I + 2it = {( I + 2i ) r
2 2
= [1- 4 +4i] =
(b) - S è un numero reale negativo: il suo argomento è iJ • 11', mentre il
= (-3 +4i)2 = 9 - 16 - 24i = - 7 - 24i. modulo è il suo valore asso Iulo: p = S.
4
Questo me1odo è preferibile rispeno allo sviluppo di (I + 2i) con la form ula del
binomio di Ne"1on che, oltre a richiedere il calcolo dei coefficienti binomiali, (')
portaacalcolarelepotenzcsuccessive dii,con ... probabilierroridisegno.Quindi
dacuiriconosc iamochep = 2;1' = 111'
(l +/i )4 = :=

(d)
ricordandochc 1 =-i
=-2•1+ 7i. Osserviamo che p = ./5
ma l'argomento non è un angolo noteYO/e. Possiamo
(d ) Sviluppiamo il quadralo a denomina1ore e poi moltiplichiamo e dividiamo indicarlo usando una funzione trigonometrica inversa. La più comoda è
peril coniugatodeldenomina1ore: arcctangente,i n quanto
(2+3ì) 2 + 3i (2 + 3i)(8 + 6i) 16 - 18 +i(24 + 12)
se{}= arg(a + ib), allora taniJ =
(3 - if=9 - I - 6i "'(8- 6i)(8 + 6i)= 64 + 36 -
Per decidere se t'J=arttan ! oppure occorre ragionare sul
quadrante in cui si trova a + ib, ricordando che l'arcotangente assume valori in
(- j ,j),cioènel 1°e4°quadrante.Quindi.poichè (2 - i) stanel 4° quadrante,
EMmpio 1.2. Determinare modulo e argomento dei seguenti numeri complessi·

(a) l + i; (b) -S; (e) - v'3 + i; (d) 2 - i; (e) - ./2 - v'Ji

(a) Eseguiamo il raccoglimento

Si vede che p = .,/5, mentre anche in questo caso l'argomento non è un angolo

permetlereincvidenzailmodulocriconoscerocosenoesenodc!l'argomento:
nOlcvole. Poichl! tam1 - jt e il numero è nel 3° quadrante (perché
18 Cap.1 . lnumeri C;;ip. 1. Par.1.2. Numeri complessi

n,bsonoenlrambinegativi)si ha:
(c) Perw = -8èp = 8,,, = 11",edessendon = 6siha
1' = arcunfl + ir.
zt = t8(cos(11"+6'lb) +isin(,..+6'lk11")) perk =O, 1, ... ,5
Esempio 1.3. Calcolare le seguenti radici n-esime nel campo complesso e
riscriverle in forma algebrica·
= Vz(cos(i + +isin( i + perk = 0,1, ... ,5.
(•) ef:; (b) 1/2'/J- 2i (e) .,r-8.
Trauandosidiangolinorevoli,èpossibilescrivcrepiùesplicitamcntc:
(a) La fomiula che fornisce le radici n-esime del numero
w=- p(cos,, + isin,,)è

z- p ''"(oos ('+"•)
- . - .. ('+'"))
+ 1sm -.- perk =0,1,2, ... ,n-l.

Occorre quindi preliminarmente calcolare mod ulo e argomento del radicando.


=
Perw -ièp 1,1' = =T
quindi,essendon 3,si ha =
E.se mpio l.4. Sia z=l+i. Calcolare modulo e argomento di z e di zlO_
z=<J ( ("' +'") ("' +'"))
cos +isin - ' --
3
perk=0,1, 2 Esprimere gli argomenti mediante angoli compresi tra O e
fonnaalgcbricaz 10 .
'lir.
Infine, scrivere in

che si semplifica a
Calcoliamo anzituno lzl = J2; argz = !·
Per calcolare modulo e argomento di z 10 non occorre calcolare
z=cos (i +T)+isin(i+T) perk=0,1,2 algebricamente la poten:ta (I + i) 10 . Basta ricordare che, per il teorema di De
Moivre,
cquindid:i,piùespliciramen!c

arg(z 10 ) = 10 · = = 2ir + =

Si osservi come abbiamo ridotto l'argomcn10 di z 10 (cioè all'intervallo [0,2ir),


sonraendo2ir(più ingcncrale,puòesserenecessariosonrarreun multiplodi 21t).
sihap=4,iJ= -j, quindiessendon =3, lc3radicisonodateda: Una voha calcolato modulo e argomento di z 10 , è facile sc riverlo in fomia

'"(cos (-18+3 . . . (-18+


'") +1s111 3
. ,k=0,1,2
algebrica:
(l +i) 10 =32i.

(che non scriviamo in forma pili semplice perché gli angoli coinvolti non sono
notevol i). t1vaW

.
20 Cap. 1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 21

Esercizi Esercizi wui sulla/orma algebrica e trigonometrica dei numeri complessi


Scri•'t're informa algebrica (z = a+ ib, a,b E R) i seguenti numeri comple:ui·
1.55. Calcolare lm:e lzl, do11e zt lasoluzionedell'equazione:
(3+2i){2-3i) 2fZ=3+5i
1.42.
1.56. CalcolareRezelzl,dovczèlasoluzionedell'equazione

(2 +3i)1 (3+2i)z=2 + ./3i.


Calcolare le seguemi rodici n-esime 11el campa comp/eila, dopa aver delta quame
1.44. (l+i,)3 sono.e riscrfrer/eilljor1110algebrica:

(2-3i)(4 + 2i)
l.45.
1.58.
De1erminare modulo e argomemo dei seguemi 11umeri complessi:
Calcofan le segue mi rodici n-esime nel campo complesso, dopo m·er de110 quante
2 -2i
SOllQ, e riscrirn.rfe informa trigorwme1rica o esponenziale:

1.47. -2-2./31 J.59.

1.48. -3i
1.60.
1.49. -3./3-3i 1.6 1. Determinare modulo e argomento dei numeri comp lessi
De1ermillare modulo e argomemo dei seguenli 11wm>ri compiesti (questi esempi
riclriedrmo l'uso dellefimzi011i trigo11ometriche in•'t'rse): '= 1/-vJ+i.
-l+i
1.50. 2+3i
1.62.* 0el<'nninare /111/1: le solw:ioni d.:lla segu.:nte equa:tione nel campo
-1+3i complesso,escri11crle infom1aa lgebrica:

-2-Ji

l.5J. l -3i

l.54. -/2+;
22 Cap.1 . lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.2.8 . Equazioni nel campo complesso applicabile teoricamente a tulle le equazioni in C . Ma questo non è un buon
motivo per usare sempre questo metodo. La risolu?ione di un sistema,
generalmenrenon /ineare, didueequaiion i indueincognite,puòessere laboriosa.
Es empi svolti E'beneusarequestometodosoloquandononce n't unopiùsemplice, il che va
stabilito osseTWJndo la struttura dell'equaiione, come illustreremo nei prossimi
Esempio 1.5. Determinare tutte le so luzioni della seguente equazione nel campo
esempi.
complesso, e sc ri ver le in fonnaalgebrica:

Esempl o l.6. De1em1inaretuue lesoluzionidellaseguenleequazionenclcampo


Nell'equazione l'incognita complessa z compare in :2 e Z. Ciò significa che complesso,escriverleinfonnaalgebrica:
questa non è wi'equa:ione algebrica (cioè il 1° membro non è un polinomio in z ,
come sarebbe se al posto di Z ci fosse ,c)_ Jn panicolare, non possiamo applicare la 3z +i./3 =z.
.+5
fonnularisolutivade lleequazionidisecondogrado.ln vece,è natural eporre
z = z + iy (con:z:, yE R) . L'equazione diviene: Imponiamo aru:ituuo: 7'-5. Si osserva che l'equazione si può riscrivere
comeequ.uionealgebricadi sccondogradn,conipassaggi:
2i(z 2 - 7? + 2i:z:y) +3(z - iy ) + si = O
3z+ iJ3 ,,.: 2 + 5:
e separando pane reale e parte immaginaria si ott iene il sistema di due equazioni in
due incognite reali:
z 2 + 2z- iv'3=0. (•)
-4:z:y +Jz: O
{ 2(z2-y2)- 3y + 5 = 0 Oraèlecitoapplicarelafommlarisolutivadelleequazionidisccondogrado:

Se:z:=O, - 2y2- Jy + 5 = 0
(Scriviamo solo il segno + davanti alla radice perché il simbolo di radice
complessa indica già i duenumcri).Anenzionc pcròalfanoc hc qucsrascrinura
non fornisce ancora le soluzioni scrine in forma algebrica (come richiede il resto):
eoue niamole soluzionieomplesse: tneccssariocakolareleradiciquadratc.Poiché i!radicando l+i,/3hamodulo2
eargomento Tr/3, si ha:

Sey = e quindi
Anenzione a non cadere nell'errore di ricavare z come .;=T37T6. oncnendo
va lorii mmaginari di :z:!Questononhasensopcrché:i:ev50noincognitcrea/i.
Lesolu zionicomplessescrine in formaalgcbrica(comcrichiedc il testo) sono
quindisolo z1 e Z2 scrittesopra.
Osservazione 1.J. Quand o la form a algebrica? Il metodo di risoluzione di Si che anche è r"eces_sario se vogliai:no che le
un'equazione nel campo complesso !itparando pane reale e pane immaginaria è so luzioni dell'equazione siano senne m forma Ì't lgcbrica. ln line,
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 25

osserviamo che entrambe le soluzionitrovatesonoacceuabiliperché divcrscda


-5, condizioneimpostaall'inizio. !I= - 2 = 0,z = -4,y = 6, z = - 4 + 6i

Osservazione 1.2. E' istrunivo, a titolo di confronto, provare a risolvere lnconclusionc,lesoluzioni sonodue:
l'equuionc (•)col metodo di separazione di parte rea le e immaginaria. Ponendo z1=l+ì;%1=-4+6i.
z =x+iy,sionienc
Esen1pio l .8. Risolvere la seguente equazione nel campo complesso, scrivendo
(x +iy)1 +2(z+ iy)- i./3= O iune le soluzioni (in fontla algebrica o trigooomctrica) e dicendo espliciiamcnte
quante sono:

chedàilsisiema (i+i) 3 =i.


Osservandol'equazione,sicapiscechcconvieneragionareinducpassi:prima
E'evidentccheilmetodonontaffattovantaggiosoinqucstocaso.Moltomeglio poniamo w = i+ i, così che l'equazione assume la forma mo ho sem plice
osservarcchc (•)t un'equazionedi2°grado capplicarc lafont1ularisolu1iva.
Come notavamo nell'Osservazione l.I , affrontare un'equazione nel campo w 3 =i.
complesso separando pane reale e immaginaria è una cosa da fare come ultima Ri sohal'equazione inw,saràfacilericavarc z.Calcoliamoquindi le radici cubic he
riSOf'Sa,se nonc'è unastradapiùsemplìce. dii:

Ese mpio 1.7. Risolvere la seguente equazione nel campo complesso scrivendo
tu1telcsoluzioniinformaalgebricaotrigonomctrica
Rc: ((l + i)z) · lm(( 2 - Ji)i) + i(lm z + Rel - 2) =O. (dove col simbolo {.. }abbiamo indicatol'insiemedelleJradìcicubichc).
Poichénell'equazionecompaionogliopcratoripartcrcale,pancimmaginariae Oraricaviamolcpoi z:
coniugato, separorc pnrte reale e immaginaria in questo caso t una stroda
obbligata. Ponendo z=:r:+iysiha:
Re (( l + i)(::i: + iy)) · lm{(2- 3i)(:r: - iy)) + i(v+ :r: - 2) =O

(::i: -y)(-J::i: - 2y)+ i(11+z - 2) =0

Lesoluzioni sono3:
11+:r: -2 =0

Zt = 2i;tz = =
(z-y)(3::i:+ 2y) =O,,;.. y =:r:o11 =
Esempio 1.9. Detcnninare tu ne le soluzioni dell'equazione ne l campo complesso:
11=z,,;.o 2:r:-2 •0,::i:= l,y = l ,z = I +i; ll = -4l.
Cap.1.lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri comp'essi

Nell'equazione compaiooo z1 e ! . Quindi non è un'equazione algebrica. Osstrvazio ne I J. Q uand o usa re la forma trigcmom etrka? Il metodo di
Potremmo separare pane reale e parte immaginaria. In questo caso però la strunura risoluzione di un'equazione ne l campo complesso scrivendo l'i ncognita in forma
del l'equazione suggerisce un altro procedimento. scriviamo, in forma trigonometriea è uti le quando è possibile riscrivere l'equazione in modo che a
trigonometrica, ciascuno dei due membri compaia z o !, o una potenza d i z o !, eventualmente
molriplieo1a per (ma non sommata a) una costante. In questi casi infani è facil e
z =p{cosO+ isinO ),
esprimere in funzione di p e 1' il modu lo e l'argomcn10 di ciascuno dci due
ricordando come si eseguono, in forma trigonometrica, i prodotti, le potenze membri.
(formule di De Moivre) e l'operazione di coniugato, avremo
Osff rnzio ne 1.4. Form a 1rigonometrica e form a tt pone n:r.la le. La forma
2
:: • p 2(cos21'+isin26) t J/Xmen::iole dei numeri complessi è equivalente alla forma trigonometrica, ma di
scrittura pili compatta. In questo capitolo abbiamo deciso di oon usarla, perchè
Z = p(cos(--0) + isin(-1')); - 4Z = 4p(cos(ir - fi) + isin(ir - fi)) so litamentenonvienepresentataall'iniziodelcorso, mapìùavanti.Selo studente
conoscegià lafom1aesponenziale. comunque,è invitatoausarequestaanzkhé la
(abbiamo usato il fanoche - 4hamodulo 4 eargomento ll'). L'equazione diventa forma trigonometrica. Ad esempio, l'impostazione di questo esercizio usando la
quindi fomm esponenziale dei numeri complessi diventa:
p1 (cos21' + isin21')"' 4p(eos(lf - 1') + isìn(11 - "l) :: = pe;' : :2 "' p 2e,;'; Z = pe- •'; - 4 =
che si può vedere come idcnti1à tra il numero complesso di modulo p7- e argomento
21' e il numero complesso di modulo 4p e argomemo (,,.. - O). Ques10 è possibile e quin di
solo se
dacui,cornesopra, p2 =4p e 21' =11 -"+ 2kll'.
r1"= 4p
{ W = ir -1'+ 21.T. La forma esponenziale aiu ta a ricordare le formule di De Moivre, eseguendo
correttamen!e prodottiepotenze.
Si tratta ora di risolvere il sistema di d1.1 e equazioni ne lle due incognite p,"
ricordando che, per il loro significato, p 1lev'eJsere 1111 numero reale non e Esempio I.IO. Detenninare tutte le soluzioni dcl l'equazione nel campo complesso:
<J un angolo, quindi. ad esempio. è sujficien1e coruiderore valori 1' e [O, 2ir ). 3
8z = ilzl Z.
Risolvendo il sistema (notiamo che in queslocll.'iO le due equazioni sono tn!I
loro indipendenti) troviamo Come nell'esempio precedente, lastrunuradell'cquazionc suggerisccdiusare
la forma trigonometrica dei numeri complessi. Ponendo
p = 0, p=4 ;1'= ,,.+32k1r
z= p(cos"+ isinO)
chedàiseguentipuntinelp ianocomplesso: e ricordando che i ha modulo I e argomento ll'/ 2, lzl 3 ha modulo p3 e argomento
O, Zha modulo pe argomento - il, per le formule di De Moivre si ha:
( (•+3'")
z= O; z=4 cos - - . ("•'"
+ ism -
3 ))
- , k =0, 1, 2

e quindi

z1 =O;Z2 = 2 + 2./3i;z3 - - 4; : 4 = 2 - 2./3i. 8p= p4


da cui { "= -1'+ 2k
1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

p = O:i =8, quindi p = 2, [$e mpio 1.1 2. Risolvere la seguente equazione nel campo comp lesso, scrivendo
tutte le soluzioni (in fonna algebrica o trigonometrica) e dicendo esplicitamente
{J= quante sono:
z 4 + 4iz 2 +5= 0.
quindi: z1 = 0; Z1= ./2 + iJ2; z3= -./2 - ./2i. E' un'equazion<: algebrica di 4° grado in z, quindi per il teorema fondamentale
Esempio I.li . Ri solvere la seguente equazione nel campo comp lesso, e scrivere in dell'algebraavràscnz'al!ro4soluzioni, computatecon!ado'"utamoltepli cit.à.
Si tratta di un'equazione biq11adra1ica, ossia un'equazione di 2° grado
fo1111aalgebrica1uuelesoluzioni.
nell'incognitaz 2. Pcrciòsiproccdeinduetempi:primasiricava z 2 applicandola

(;z:1J• -1 formula risolutiva delle equazioni di 2° grado; po i di ciascuna soluzione trovata si


prendonole2radici quadrate.

Lastrutturadell'equazione suggeriscedispezzarei l procedirncntoinduepassi:


prima poniamo w = C"t e risolviamo l'equazione w4 = l , che dà le 4 radici
z 2 = -2i+ H =- 2i ± 3i =

quarte dell'unità: Ora estraiamoleradiciquadratediciascunodciduevalori trovatiperz 2:


W1 = l ; tt>:i=- 1; 1"3 - i; W4 =-i.
Ora riso lviamo rispetto a z l'equazione - w per ciascuno dei 4 valor i di w
trovati.Otteniamo

perj = l , 2,3, 4.
Lesoluzionisonoqueste4
Sos1itucndo successivamente i4 valori di w; ed eseguendo il calcolo algebrico
otten iamo:
Esercizi
Zl De1erminare tulle le soluzioni delle seguenti equa;:ioni nel campo complesso,
.scrfrendo in forma algebrica o trigonometrica le soluzioni e indicando11e il

•+ 3
z1 + 2%- 2 =0
Z-4 =0.
2z+ 4i = Z( I +(Rcz)2 - lmz)
Sinotiche iltes1orichiedevadiscril'ere le so/u::ioniin/ormaa/gebricapercui,ad
esempio, fermarsi alla scrittura z3 "' *1 se nza arrivare a is = -j - non
sarebbe stato sufficiente.
Cap.1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2.Numericomplessi ,,

z2 +2iz-J3i=0 1.82. lz•)+ 1- n2 =0

1.83. z4 +2iz 2 +3=0

:6 +2z 3 - 3 =0 1.84.* i:=3J:l 2Z

1.85.* : 2 +2( V5+2i)z+ I +3.fii =O

3z+2i+3= 2i+IO ,_, J.86. lzlz 2 =-2%

z2 +2iz- J -4i=0 1.87. z"=(Z/

:1:1= 2% 1.88.•

8(:+ I)''+ l +i./3 = O


1.89.• 5iz 2 +6(1+i)z+ 2 =0
(:- 1)6 =64
J.90.• z2 + 2(i - 2)z+3+5i::O
J2z 4 -(l+i)Z=0
1.91.* (' ; } · = -i-/3+ •( /3-1)
Jzl(3lzl- 2) -:3 "' 0

(.'+3/7)(•' - 3/7) = I
1.92.* =0

l.9J. 2iz 2 +8(1 +i)z +7 - 0

1.9.i. z2 +:(-l+i)-i=O

.'+ 4= (• -/3)' 1.95.• :


6
+z3(J - 2i)-(l +i) =0

(•-•/3)' +8-i8Vl • 1.96 .• 2


O : +4iZ+5=0

1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 33

Soluzioni § 1.2.
1.98. z1 +i./3z + 6=0
-J]-fi
J+iz+i= -n
-5+12i
(z- 1)3 = -8i

1.101. (3-2i)i= 5i

2
z +2(1-i)z+ 2./3 =0

1.103. f +Z•J(z+i) p - 3;1' • t1'


1.104. = - 2i
p=6;1' • l:lf

1.1 05. i(z+ i) 3 = I


p=JiO;""'"- arctanJ
1. 106.

1.1 07. (.: 2 + i){z 1 -i) +./ii -O p = JiO; argz = -arctan:l

1.108. 7
z +i= I
p = J3; argz = tr -

1.109.* {2+l)z3•5-Si

Ru = h(6+2J3); lzl = JK.


Le n>dicisonoinnumero5,esonodateda:

leradidsonoinnumcro6. esonodateda:
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.59. Leradicisonoinnumero5, e sooodateda


Se z- 1, allora -.,J + l • O, quindi 11 = ::l:l .
: = .fi(cos( i + T) + T)).k= 0, 1, 2, 3,4. Se 11 • o, 11lora zl + 2:i: - 2 .. Cl, quiDdi :r: - -1 ± ./i
Le radici sono innumcro4, tsono dateda Le solllZioniquindisono:

z "' 12(cos(i +T) T)).k=Cl,1, 2, 3. : 1 = 1 + i; •i - 1 - i ; :3 • - l + ./3; z.=- l - ./3.


Pon iamo z • z +i11 con "',J1ER
Modulo: p"' "V; = + 1r,k • O, 1, 2.
2:i:+ 2iy + 4i = {z - iy)(l + z' -11)
}'- {2- i) .Q±iL _ 20- 5i
-(l+ i) (5- 3i)-8+2i- 64 + 4 - 34 ' equivalentt 1l sistem.a:

La prima equazione dà z=O oppure:É"-11= I.


Per z=Cl laoccondaequazionedi
3z +1 + 2i =l:l'+n.
111 - 311 - 4 -l,11= 4
Ponendo: z z+i11con z,11eR siha: e quindi si trovano le soluzioni : 1 = - i ;:: = 4i. Per :i:2 - Il= ! la seconda equazione dà
3(:i:+ iv) + I + 21 = ,,: + .,( + J (z- •11) 211 + 4 •
equivalente1l si5lema
chc,anc:OO!l pcr z' - 11 - l . di r ..
e quindi siritrovala soluzione : 1 = -i. lndefinitiva,lesoluzionisono·
•1 =-i; •:=4i.

elesolurionisono 1.66.

: =i+ ../- ! + l -9i = i+3.;:i


1.64. Non per la presenza dì i. Ponendo : • z+iv con
:i:,11eR siha Ora calcoliamo nel cam po complnso·
:i:2-.,J+2iz,+ 2(:i:- iy)-2 - o

Quindi:

'llVdl/ll
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.67. Lc:wluziooisono2(cquazioncalgcbrica di2°grado)csonodatcda: 1.70. Cen:hiarnosolu.tioninellafonna.: = x+i11 .

. .. -i± J- s +Jii. .,2+.;+] +2(:r+i11) 2 =0

Calcoliamo a parie le radici complesse J-1 + Jii. Sew • -1 + ,/31, (r'+.;+2(0: 2 -Y.)+1) +4i:ry .. o

liul • 2,argw=

11= ± I; 11 =0=-3i'+ I • O,mai


Perciò le :wluzioni sono:wloo: =O e 11 • ±!,ossia:• .. ± i.

Quindi (3:+ 2i +3)(1-z) =2i +IO

E'un"cquazionebiquadralica (v.Esempiol.12) -3z 2 + :(3- 2i - 3) + ('.li+3) = 'li+ IO

.:'= = 3z2+2iz+ 7 • 0

E'un'equazionealgebricadisecondo &J"ldo:

= J- -;f/- = co5e; +k11") +k11") = + 4;) Ora calcoliamo nel campo complesso:
-i+2./i.

quindile4 :wluzionisono:
Ji -±7[.
1.69. IA:w luzionisonoinnumero 6(cquu.ione algebricadi6° grado).Osse1"viamo
cheponendo t • z3 1'equazionesiristrivecoimcquazionedi 2°gradoint:
t 2 + 2t -3 • 0
l.7J. Cerchiamo:wtuzioni nella fonna z = p(cos" +isin").
chedàt = 1,t • - 3,ossia.:3 =I, .:3--3. Quindi risolviamo estraendo le radici:
p1(cost1 + is in1') = 2p(cos(-'1) + isin(-1'))

Tn: w luzionisonodateda V'J,esono: I,


treso!uzionisonodateda?'-3,esono: - .fi;
z=0,'1,-'1 (3:w luzi w
38 Cap. 1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 39

z+I "' ?z (cos {i +ki ) + isin{i +ki )),perk =0,1 , 2,3. perk • O,J , 2, 3,4.

zu • • z "' O; z • cos({o + T) + isin(il + T) perk .., 0, 1,2,3,4


lz]{3lzl- 2}= z'
Ponmdo z .. p{cos{j + isin1') si ha:
p{ 3p - 2 ) • 1 (cos(31')+ isin(3")).

z- i- ?'64; z • l + 2 ·V'I
Se p .. Osihalasoluzione .:o • O;
altrimcntisisemplificaperpcsiha:

V'I = w• •cosUf) perk .. o,1,2,3, 4,r.. 3p - 2 = p1(cos(30) + isin(31'))


Ombisognadistinguereduecasi.
Esplicitamcme, leradidsestedilsono
Se 3p - 2 <: O, cioè p <: 2/ 3, allora il primo membro t un nWllero di modulo 3p - 2 e
l l +,i./3 - l +i ./3 argomento O, perciò risolvo il sistema:
W(I • ; W1 "" - - ; W, = - ,- ;

"'3=-1; ..,, .. - 1-/,/3; 111$ =

equiridi
p= l ;p = 2 acccnabilientrambiperché <: 2/ 3
e le soluzioni dell'cquaziooc di pancnzas.ooo z•= l + 2w• perk • O,l , 2,3, 4,5 , ossia, { 1' = 2k f perk - 0, 1, 2
esplicit3111cnte:

:<o • 3;z 1 • 2 + i J3;z, = i,/i;z, • - ! ; .,. = -i,/i;z0 = 2- ;./i che<ti lcsolw:ioni: z 1 • l ; z, = + -

= 2;zs = - l + ./li;zt • - 1- ,fi;


Se invece 3p - 2 < O, p < 2/3, allora il primo membro t 1,111 numero di modulo
Posto z = p{cos" + isin{I), =cosi+ isi ha· 2 - 3pC&r);OOM:n10 11, perciò risolvo il sistema:

4
p (cos(41') + is in(41')) = p(cos{-{J + + isin(-{j+ i )) . .
e quindi
t1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

= 4;argw=
l "=i+2kf ciobt=f;" • ";"•}'lf
chedàlesolurioni:

"7 • (-3+ v'iT) +i(-3+ v'iT)v'i;z, • ( 3- 2 ./17);


- (-3+ Jii) +;(3- Jii)/i
.i:
6 -63• L; •= .:.164= 2·\fl. •3 • -fl+•-72; ·· -fl-i7z .

•- ;J3 =
+isin U'lf),

l
zo • 2; z1• I+ ,/3i;Z2 =-I+ ,/3;; '(!+\;
, i 3 'lf ,.. 11 ,.. _1+.11'!;
%3 • -2;'"4 =-l-./3i;•3 • l-./if.
.,-;--;r,=<O>(-+
v-2+·2 6
•-)+;••(-+>-)-
2 6 2
'r. '
Sia w = risolviamo ui' = -8; !-4;

l
v'3+•(1+/3)
• - i,/3+2J-!+;ii . -1+ 2.fi;
, , -v'3+(/3-•);
I
'o/,!' ='-,/3;
:=2w+ 1. = 2+ '3·
w-1
!
-=7i/
"''
V"'

1.80. Postoz=ptJ1,si ha·

•' • -2-2i./3sw

t1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri e.amplessi 43

-JHJH
= {Jl+<(-Jl-•)
z =0; z =±(Js +its) (3soluzion i).
z= •
E<juazione atgcbricadisecondogrado

z = -( 15 + 2i) + - J(l+i)±2(1+i)
=
=--"-
1.90. E<juilZionealgebricadisecondogrado:
= -(.ro+")+M - -(.ro +") +iiv..
• = (2- i)+ J(2- i) 2 - (3+[li) = 2- i+ Mi= 2- i +3.;:i

cqujndilesoluzionidell'equazione.sono·

' - 2-;±3(-' +•) = { ( 3-1') +•(},- •)


Le soluzioni sono in nwncro4 e sono·
- 72 (2+},)+•(-1;- t)
z=O; •= {J. +a::{j.;z=-v'2;.: - fl.-i::{J.. ,• = •= •o 2-•J [(-•-!')+•(I'-•)]=
Lesoluzionisonoinnumcro5esono:

= 4(-2 + 2J3;) =

Oraz = y.'W; poicht lwl =16eargw = j11,


(•+ l + i)(z+i-1}+{3i + l ) • O
•= 2(ços{i +.ti ) +isin(i +.ti)) pecrk • O, 1,2, 3.
(• + i)2 -1 +;i,+ l =o
Esplicitammte,
.:1 +2iz-1+ 3i • O
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.9?. Sia z: :r + iv conz,vER. Allol"ll

(:r+ i11)1 +i(:i:-iv)+i • O;


li- li • Ji, arg{i -1) • •=
r 1
- il + 2i:ry+ ò:r +v+ i• O;
.. + 1 = 0
11
0
Dalla seconda, :r .. Oo v • -J. Se :i: • O, dalla prima si ha

v'"-v-i=O; v = 1±2,/Z·

Le soll.lZioni sono i sei nwnCTÌ •l (A: "' O, I, 2,3, 4,5) scrini sopra

(:r + i11)1 + 4i(r- iv) + 5"' O


eintuttoSQR04.

Lesoluzionisonoinnumero2esono: 2:ry+ 4:r =O


I i 7 7
•=-2+ 2; · - - 2+2i :i:(v+ 2)= 0 =- :r =O oppure r'"'- 2;

Se :r=O, - t/'+ 411 + s ,.o dà: v=- l ;v=5;


•i = l, • i =-i
Sey =-2,r2- 4 -8+ 5 a 0 dà: z =± ../7
Quindilesoluzionisooo4, ecioè·
,r ..
• i • -i; . ,:5i; !3= ../7 -2;; :. =- ../7 - 2;.
Le soluzfoni sono innumero3e!.Ono

fil "' 1, argi =i perciò .fi =c<»(i + + isin(i

per .1: = 0, 1, 2.
Cap.1 . I numeri Cap.1. Par. 1.2. Numeri complessi

5 I.
% " -3-3•· cos(f211) =

Siaw • -8i. lwl "" 8;argw =

per.I: = I ,H'i'l ....('i'll -v'i-• '" (•-v'iJ-•;


=
Le soluzioni sono due :

per.1: =2: 2H !i"l •"•(!i'))= v'i-i;,. (• •v'il-· Lesoluziooisonotre:

=i • O;
IO 15
=- -13-13'
,. =O;zt = cosG +.1:j) +isin(i +ri)
•=-l+i+,/-2;-2,/i
perk =-O, l,2,3,4,5,e intuttosono 7.

Sia w • -U- 2../3; lwl • 4;argw • 1.101. Lesolui.i(lllisono4


z= k=0,1,2,3.
l"-+·(ii•)+"•(ii·)) 1.108. Le.sotuzionisono7intuUo
, __, +'*2(=(ii·) +io•(ii·)) = .1:=0,1,. ,6.
1.109. LesoluzionisonoJ:
f = 5(1-i)(2- i ) = l -Ji.
\ -1-2coJ([p)+i(l-2sin(fi-11)) 2+i 5
N.U. Usando le formule di bisezione, si po$$OOO caloolm: (Mn cn richiesto) i valori
espliciti:

perk=O,l,2
Cap. 2. Funzioni di una variabile
Riferlmento:l ibrodi testo! BPSl ],cap.2.

2.1 . Grafici delle funzioni elementari


I prossi mi esercizi mettono alla prova la conoscenza dei grafici dellefan!ioni
ele111€ntari (po tenze a esponente intero, ral:ionale o irrazionale, esponenziali e
logaritmi di base qualsiasi. funzioni trigonometriche elemen1.ari e loro inverse,
funzioni iperboliche e loro innrse) che lo stude nte deve semplicemente aver
studiatoeconoscere(v. [BPSI ), eap.2, §3). Per questo motivo non si presentano
esempi svolti.

Esercizi
Tracciare (senza calcoli!) il grafico qualitatiw delle seguemifim;;ioni eleme,,1ari.
Indicare chiarameme pu/Jli a tangente verticale o ari::omole, p1m/1"
angolosi. el'emuali Min101i, e riportare sugli 11.ui il l'alare numerico di eventuali

.•.
puminolel'Olide/grojico·

2.1.

2.J.
..,.
Ch•
2.11 .

2.12
cotgz

,!!•

2.13.

Il)'
2.5. .!/'
2.6. ,-. •'"
2. 16. Sh•
2.7. z - 1/l
2.17. 3'
2.8.
2.18 . l•I
2.9.
2.19. z - 1/ 2
2.JO. loglxl
Cap. 2. Funzionldiunavariabile Cap. 2. Par. 2.1. Graficidellefunzionielementari

2.20. Soluzioni§ 2. 1.

2.2 1. log,:z:

:z;2/ 5

e-lzl

2.24. :z;,, .

2.25. Th:z:;

2.26. :z;- 2/3

manu: (manti ssa)

,.,.
2.28. [•[ (parte intera)

·• ' ' ' 2


2.30. SettCh:z:

2.JI. elzl

2.Jl. :z;1/3

.. ·• ' '
LL . ;t
52 Cap. 2. FunziOnidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.1. GraficideOefunzionielementari 53

. X
'·'· ·-'" , 2.•..
,

-<I -2 2 4

" . l.17. 3• l. 18. lzl

I' 2.1 9 . .,-•l i 2.20. arccou

.. . -l -(1 .5 0.5 l

t1vaW ws
54 Cap.2. Funzioni di una variab ile Cap.2. Par.2.1. Graficidellefunzionielemefltari 55

LLlL
±.
... .., . .
Nota: i !ra1tivmicalinonfannopanedelgratiçodcllafunzione.

Nota:itrattivmicaliDOnfannopancdclgraficodcllafunzionc.
56 Cap.2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par.2.2. Funzionieomposteeproprietàelementaridellefunzioni 57

2.2. Funzioni composte In definitiva,


e proprietà elementari delle funzioni (3, 4)U(4,+oo).
I prossimi ese mpi ed esercizi riguardano anzituno i concetti di insieme di (e) L'argomento del logaritmo dev'essere positivo, quindi :t: >O. L'argomento
defini:io11e di una funzione, ,fumi0t1e s inmwtrico (pari o dispar1), periodico, dellatangemedev'essere #-br/2, qu indi
nwnotona, irwenibile. A partire dalle proprietà delle funzioni elementari e dalle
definizionidi questiconceni(funzionc pari odispari, ecc.) sichiede dirisponderc
a certe domande ragionando sulla com posizione (o sulla somma o il prodotto) di
funzioni. L'operazione logica fondamentale di composizione di funzioni è
costantemente sullo sfondo di questi esempi. Gli esercizi in cui si chiede di z #-e*-f'l per ke Z.
scrivereesplicitamen1e fojunzio11einversadi una funzioncassegnata(dicui si sa In definitiva·
già che è invert ibile!) si cu llucanu .sul piauu<.lcipren:quìsitidi 111a1emo1ico
e/eme111are, inquanto rich iedoriodirisolvercequazionidivario tipo. :t:>Oe:t:#-e*-fl perk eZ.
(d) L'argomen1odella1angcntcdev'essere ,,. krr / 2, quindi
Esempi svolti
Esempio 2. 1. Insie me di dd ini:tione. Detenninarc l'insieme di defin izione delle :t:#-
seguenti funzioni (oss ia it più ampiosonoinsieme di R su cui la ben
L'argomento dellogaritmo dev'essere pos itivo, qu indi
defiaita):
!lUl:r >0
(a) (b) (e ) tan(logx); (d) log{t1mz).
krr<:i:<i+ k1r perk eZ.
(a) La funzione log1t è defini1a per t >O, qu indi lo82(3 + :r) è definito per
3+:r>O, cioè::r >-3. L'ultimacondizioneinglobagiàquella :r# ki equindidàl'insiemecereato.
La funzione efi, è sempre definita, quindi anche .y;+"2 sempre definita, Siconfrontinogliescmpi(c)e(d): il diversoordineincuisooocomposte tra
tuttavia è a denominatore, quindi non deve annullarsi. Imponiamo quind i toro lefunzionilog eianportaaduerunzionicon insiemidi definizionedivers i.
rz:t"2 "' O, :r ,,. -2. In defi11i1iva l'insieme di defiaizione
Enmp io 2.2. Funzioni pari o dbpari. Dire se le seguenti funzion i soao pari,
(-3, -2) u (-2, +oo). dispari,o nessunadelle duecose:
(b)llndicandodellaradicequadratodev'esserc ;:>:O, quindi

(a) l:x1; (b) xtan 3x; (e) :t: +2:r2;

2";:>:8;x;:>: lo828= 3. (d ) r r : (e) sin(.rl); (f) 3.r,


L'argomento del logaritmo dev'essere positivo; poiché lx - 4!,

:x
(a ) Perappl icaroladefinizio nedifunzionepariodispari, calco liamo
sempre ;:>:O,è sufficiente c hicderechc sia
lx-41,,.0,:t: ,,. 4. / (-:t:) = i + = - I 1 = - / (:t:),
Cap. 2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni composte e proprietà elementari delle funzioni 59

quindi f è dispari. Oppure, più il numeratore è dispari; il


denominatore è pari; i/ quo:ieme (o prodo110} di u11ajunzio11e diJpari e u1w pari è
dispari (ngofa dei Jegni}, quindi la funzione è dispari.
se / (z) ha periodoT, allora / (wx) ha periodo E•
(b) Ragionandocomesopra, comesivede dalleuguaglianze:
/ (-z) = (-z)[lan(-z)] 3 = -zl-tanz]3 = -z. (-tan3 x) = ztan 3 z = / (z),

perciò / è pari. Oppure, più schematicamente: taro: è dispari, una sua potenza a
esponente dispari è di spari, quindi tan3 x è di spari; la funzione z è dispari, il (b) Poichésin 2zè1r-periodica,lostessovaleperlacomposta r?-'•.
prodottodiduefunzionidisparièpari(regoladeisegni),quindi/èpari (e) Poiché sin4z ha periodo 2f -5cos6;r ha periodo 3f: = i•
la funzione
(e) /(-z)=-x+2z 2
,
sin4x - 5cos6x ha per periodo il minimo comun multiplo (rea le) e i• che è
ir.lna hreparole:irèilminimonumerorealepositivoper cuisiha:
che non è né / (::) né - / (x), quindi f non è né pari né dispari. Più
schemalicamente: la somma di una fu11:io11e pari e una diJpari i11 generale 11011 t "=n2 = m3
néparìnédi.Jpari.
per opportuni interi positivi n, m (in quesco caso. n = 2, m = 3).
(d) /( -x) = r !- 2
)'"" = / (z), (d ) Poiché sin2x ha periodo 3f = 1' e cos?Tx ha periodo -2; = 2, la funzione
quindi/èpari.Schematicamente:Lafunzione x 2 (equindi-xl )èpari;anchese sin(2x) · cos(7rz) dovrebbe a"ere per periodo il minimo comun multiplo (reale) tra
1f e 2, che però 11on esiste, in quanto lf é irrazionale. Dunque la funzione non t
g(t)=2* non è né pari né dispari , poiché la composizione di una funzione
qualsiasiconunafunzioncparièpari,/ è pari. periodica.

(e) /(- z) = sin [(-z) 3j = sin(-x 3 ) = -sin(z 3 ) = - / (x), Ese mpio 2.4. Mo notonia di una fun ziune. Dire se la seguente funzione è
monotona in tuno il suo insieme di definizione (specificando se cres.cente o
quindi /èdispari.Schematicamente:r3èdispari,sintèdispari,lacomposizione decrescente)oppureno
didue funziontdisparièdispari.

(/) f (-x) = .]{-'">' - rr


che non è né / (x) né -/{x). quindi / non è né pari né di spari. Più
schematicamente: r3 è dispari ma g(t) = 3' non è né pari né dispari; la composta
(d) 1:r; (e) (f)
diunafunzionené parinédispariconunadispariingcnera!e11011ènépariné Si noti come la risposta alla domanda viene data in ciasc un esempio senza
dispari. disegnare alcun grafico o "studiare" la funzione sistematicamente, ma
semplicemente ragionando sulla somma e composizione di funzioni mon()(one, e
Esempio 2.J. Period icità di una fu nzione. Dire se la seguente funzione è sulladefinizione difunzioncmonotona.
periodica o no, e incasoaffermativoqualè il periodo: (a) Lcfunzioni3z er3sonociascunacrescentcin R, quindi toèanchelaloro
(a ) cos3:i:; (i.I) e""'i; (e) sin4x - 5cos6:t; {d) sin(2x ) . cos(irz) somma, g(x)=3x+x3. Anche La funzione / (t )==2' è crescente in R, per
composizionedifunzionierescentilafunzione2:i.+.. ècresccnte.in tunoR
(a) PoiclH!cos:tè211'·periodica, cos3x è periodica di Ingenerale, L'ultimopassaggiosibasasullasegucn1eosservazio11Cgencrale:
perogni w>O. se/egsonocrescenti,anche/ogloè.
Cap. 2. Funzioni diuna'o'ariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni comp»te e pl'Oprieta elementari delle funzioni

Infatti: (a ) Pooiamo
"'' < z:1 g(:z:1) < g(:z:1) / (g{:z:.J) < / (g(:z:,)).
(h) La funzione / (:z:) = I + b è çrescente in R, la funzione g{t) • log1n t è
dc<:resicmte nel suo dominio di definizione t > O, per composizione la fum:ione
g(/(:a:))• logm( l +b) è nel suo dominio di defin izione,
e risolviamo l'equ.nione rispetto ad :a:; per questo ricaviamo prima /i \'edendo
requazione come eqllllione di primo gn.do in ,/i:
:i:> -1/4.
L'ul1irno passaggio si bua sulla seguente osservazione generale: (2-Ji)r-3+ 2 ,/%
segècn:scente e /de<:n:scente, allora/ o gèdeçrescente .
fi(2+r)=2r-3
Infatt i;

Lastessaconcl usione naturalmenteva lesegèdecresi:entec/cresccn te


(e) g(:z: ) • l + decrescente in R, /( t ) = arç1ant è cresi:entc, per Ora per ricavare z dobbiamo elevare ambo i membri al quadrato, il che però .!i
eom pos it ionef(g(:z:))
=
(d) La funiione I + x3 è crescente in R, la funzione / (t) l/t è decresce nte
le<: ito solo se il secondo membro è ?: O. Imponendo la cond izione 1fi!
?: O,
Il < - 20112:; 3/2siricava
per t > O e per t < O (separatamente), ma no11 è decre&cemt globtJ/meme In
(-oo, O)U(O,+oo) (si pensi al suo grafico: ad esem pio, - I < I e
/ (- 1)< /(l)l. PoicM l +:r'>O per :z>-1. ne segue che l /( 1 +r) è
dc<:rc$Cc nte per z > - 1 e per z < - 1 separatamente, ma non è de<:rcsi:ente in
tutto il suo insieme di definizione, che è (-co, - 1) U (- 1, +oo). cheèlaf\lnzioneinversa,definitain
(e) La funriooc g{z)"" I +zl è crescente per z;:: Oc dccTCS«11!e per :i: :SO,
(-oo,-2)U[3/ 2,+oo).
ed è sempre pc»ili va. La funzione / (t) = l / t è decrescente per t > O. Ne segue
che 1/(1 + z1 ) è decrescente per z ;;::: O e crescente per z :s; O. (Si confron1i con (h) /è definita per z # I ed è positiva.Scriviamo:
rcscmpioprect'dmte).
{/) La funlione g(z ) • I funzione
g(t) • l / t è decrescente per t >O, quindi la composta g( / (z )) - 1/( 1 + r) è
decttset"ntesutut10 R. (Sicon fronti conidueesen:Wprccedcn1i). e ri90lviamo rispetto ad z, cakolandoanritutto

Esempio 2 ..5. Fu 11rlone Scrivere esplici1amcn1e la funzione in versa della logr -


seguentefunzione, precisando ildomin iodcllafunzioneinversa:
e poi riso lvendo rtquazione di primo grado in x:

(a) (b) z• loSJI + I


lob - I
dcfinitaper 11> o,,;.e.
62 Cap.2. Funzionidi unavariabjle Cap. 2. Pa r. 2.2. FunziOni composte e proprietà elementari del le funziofli

Esercizi 2.54. xSltx


Oettrminare l'insieme di defini:ione delle seguenti funzioni:
2.53. r!i1 2.55. xCltx
2.JJ .• 2.3 7. log(logx) Dire se la segue/I/e fan::i011e è periodico o no. e in C<JSO affermativo qunl i il

e:t:i 2.J8. ...., pericdo:

2.56. sin2x 2.6J. sin(3x1 )


2.J5.• fW!; 2.J9.
2.57. 2.64. ,;.(?'")
cosf
2.36.• arcsin( ftli) 2.40. sin(l+tanf}

.-
2.58. sin6x+2cos4x 2.65. cos{t)
Fun::ioni pari e dispari
2.59. sìn3x+2cos2x
2.41* Si completinoleseguentitabelle,relative allasomma, ilprodonoola
composizionedifunzionipariodispari. lnognicasellasc rivere"pari", "dispari"o 2.60. ,;.(o') 2.67. cos J+ 2sinJ
"né pari né dispari":
2.61. 2si n3x 2.68. tan2x
.1/paril/disparil /pari /dispari
2.62 .
. gd1span . . .
Monotonladellefan1ioni

2.69.* Si completino le seguen ti 1abellc, relative alla somma o la


composizione di funzioni monotone. Per se mpl ic ità suppon iamo clte le funzioni
siano delini1es utunoR. lnognicasellascrivere "c rescente","decresccnte"onon
scrivere nu llase nonsipuògarant ire ingenera lem! l'unané!'ahracosa:
Dire u la seguemefan::i011e i pari, dispari o nessuno delle due
I +g / cresc. / decres.
gcresc. gcrcsc.
2.42. xs inx 2.47, sin(x 2 )

2.4J. 2.48. Dire se lo seguet1te funzione è mono1ona in 1u110 il suo insieme di defini:ione
(specificandosecresce/l/eodecrescen/e}oppurt /IO:
2.44. :r+sinx 2.49. 2.72. log(l+.:z:l)
2.70.
2.50. ,.. 2.73. e<'
2.71. log(l +2-')

'"' sin( e'")


Cap. 2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni composte e proprieta ereme11tari delle funzioni

2.75.* sin( r.f;: ) Funzioni trigo110111e1ricl1t inverse. Scrfrue esplicitamenre il valore esalto (no11
quel/o approssimato 011e1wto co11 W1t1 calcolatrice!) delle seguet1fi espre.ssi011i.
Din Je la ugmmttfunzione è inl"erlibi/e sul Juo dominio. opp11re "o opportunameme u mplifica10 (osJia unzo /'imervemo di fun::ioni
1rigonometriche) :
2.76. sin:i: 2.79. :i: 2
2.99. cos(arcsin!)
2.77. 2.80. r
2.100. sin (arcoos(- i))
2.78 . ..fi 2.81.
2.101. 1an(arcsin!)
Scriven esplicitame,,1e la fimzione invers a .r • g(y ) della Jegueme funzione, e
tan(arcoosl)

2.82.* e'#+e"- 6

2.83.* arctan(l + log.r)


2.91. . Fun:ioni iperboliche im·erse. Scrivere esplit:itame111e il mlore esa110 di:

2.103. SettShJi
2.92. *1
2.84.• f-;J 2. 104. SettCh./5
2.93. log(l +xl)
2.85 .• log(2-.;i:)- log{x+ l) 2.105. SettCh3

2.86.* 3(arcsin:i: ) 111 +5 2. 106. SettSh2


2.95.
2.87. 2. 107. Sh(SettCh2)
2.96. logl.r- 3
2.88. log( l+2z) Ch(SettSh3)
2.97. e2z+ 2e"- 3
2.89.
2.98. 2arctan( Lfl )
2.90.
66 Cap. 2. Funzioni diunavariabi!e Cap.2. Par. 2.3.0perazionisuigraficidifunziOni

Soluzioni§ 2.2. chcdà x:S:O, compatibi leton z< t. lndcfinitiva


lJJ. Argomento del klgaritmo positi vo: x:SO o :.-;:: 2.

2 +:.- >0
•- 3
(O, l )U(l, 3)
:r> 3o :.-< - 2,

(-oo,- 2)U(3,+o:>).
x:/;1r+ 2klr, conk EL
:.-;.±L
d<:frnil3. Imponiamo la CODdizione di d<:nomirla1ore non nullo:

Fi;::o
Numeratore 2:0 per -Jl:Si::S J3;
denominatore > Oper :.-> I ;
ti'azionc 2:0 per

:.-:S-J3 o! <x:S ,f:i,

?Al . ..,; 2. 57.


pt'.riodic.a, :ir
pniodica, 4"
2.4J. dispari 2.58. pniodica,:ir
(-oo,- ./l) U(I,,f:i].
2.4.J. dispari l.59. periodica, 211
2.J6. Dobbiamoimporre le condi2ioni ?AS. non simmetrka l.60. oonixriodio;a
2.46. ,,.,; 2.61. pniodica.j1r
:s i. 2.47.
2.48.
pori
pori
2.62. pniodic.a, 2:ir
2.63. nonixriodka
Sc z>! dobbiamorisolvt'n' 2.4'.I. oonsimmeirica l.64. nonèperiodica
2.SO. oonsimmeuica 2.65. pniodica,61r
! - 2z:Si:+ I :S2z- I 2.51. pori l.66. pniodicadiperiodo 2ir
l.51. pori l.67. pe-riodica,di periodoJ2ir
?.S3. dispari 2.68. pniodio;a,diperiodc> J.
!
che dà :.-;:: 2,rompatibi le con :.- >
Se :.-< dobbiamo risolvere l .55. ""
dispari

1 - 2:.-2::.-+ 1 2:2:.--l

3z:SO c x:S 2
Cap.2.Funzioni dì unaval'iabile Cap. 2 Par.2.3. 0perazionisulgrafk:ldi funzioni

2.70. no L"insiemc didcfinizioncnondipendcsolodal!acoodizionediesistenu ditany.machl fatto


2.7 1. crescente chenclLtfunzionedipartenzaè11 = arc1an (. .. }.eLtfunzionearctanhaimmagine (-j , j ) .
2.72.
2.73. si.crescente
Je' - l
2.74. &riviamo
2.75.
cresccntcsu1uuo R. tnoltrc'ff;;auumc:valorinell'inlcrv11llo(O,!),sucuilafunzionesint eric•viamoanti1uuo e' risolvendolacomeequazionediprimogrado
è c!l'scentc. pm:iò la funziooe composla 11t tutto R.
2.76. no
3+,
2.77. sl
2.78. si OraperricavarezpaMiamo allo&aritmo,
2.79. no
2.80. sl
2.81. sl
e:i.+e"- 6 = 11 impooendolecondizioni di positività dell'argomento dcl logaritmo, 11< -3,y:> -I. che
daMo l'insieme di definizione dell"inversa.
e"+e'-{ 6+11) • 0
11= lot(2-z)- 1og(z+ I)
Siriconoscechequesta tun"equ;u:ionedi2° gradonell'incognita t?, chept:nantopuòesseu
calcolata: ha senso per - 1 < z < 2. Sono queste wndizioni possiamo riscriverla nella fonna

)l = logG :7)

Prima di ricavare z passando 11 logaritmo in base e, imponiamo la cond izione


c quindiricavareprima

e poi, risolve ndo l'equazioMdi l " gradoin z.

1 z= definitaperogniy ER.
g(11) - 1og(- + F)per 11>-6

3
11"'3{aminz)ll +5
2.83. Ponendo
ellf)plicandolafunzioneiangenteadamboimembri ricaviamo
1 + 1op: ... tany

logz= UUl11-I
che,souolecondizioni -j $ (,Y) 1 $ J puòessen:riso!tacome
Onlricaviamo z pass.andoaltespontnzialc

zue-- 1 per yE {-i·i)


Cap. 2.Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.3. 0pera:ionisuigraflcidifunzioni

2.3. Operazioni sui grafici di funzioni


lnquestiesercizisichiededitracciareilgraficoqualitativodiccrtefunzioni
composte, deducendo il grafico da quello di una funzione elementan: nota,
esc/usivamemeattra\'l'T'SOSUccessiveapplicazionidelleoperazioni sui grafic i che
sisonostudiate nellatwria,ossia
da/ (x) af (:r + a ) traslazionelungol'asse:r
da/ (x) af(:r)+ a traslazionelungol'assey
per 11> -3. da/ (x) af(a:r) dilatazionelungol'assex
da/ (:.:) aaf{x) dilatazionelungol'assey
:i: = (31.i>n u -1. da / (x) af (- x) rinessionerispcttoall'assey
!k>g(y - l ),
:i: • pery .;,ir+ 2J.-ir. da / (x) a - / {:r) rinessionerispenoall'assex
pery > I daf (x) af (l xl) applicazionedelmoduloalla x
f ,/2 daf (%) al/ (:r)) applkazionedelmoduloalla/(x)
• • log(f;,\). (Le ultime due trasformazioni oon si lasciano descrivere in modo semplice
per < V< 2 ìv'è come le precedenti).
Qucstotipodiesercizioèinleressanteeutilepcrduemoiivi:

*'
2.101. I. Mostra come con pochissime conoscenze e l'applicazione di strumenti
•=(':fl)' elementarisipossagiàcostruireilgraficodinumerosefunzioni.
pery < f. 2,,r, 2. Allena a saper "smontare" una funzione composta, analiuandola in
tenn inid i operazion i elementari. Qucstaèun'au itudinelogicac he risultautile sia
.. 1... (: -1) 2. IOJ log(./3+ 2) nell 'applicare vari risultati teorici che riguardano le funzioni composte, sia per
per O<v< I. sv ilupp11rel'abilitàdiscrinumdialgoritmi
1og(fi+2)
Esempi svolti
log(3+ 2/2} Esempiol.6.Tracciarcilgraficoqualitati\'odellaseguentefunzione:
"'" ' '
:i: • ifli1, V11ER. ''•(> +vs)
Pr<X:ediamocoiscguentipassi
:i:=ev»i', VveR v"i
,/i(i.
Cap.2.Funzionidi unavarlabile Cap_2 _Par. 2.3.0perazi0nisuigraficidilunzionl

2.7. Tracciare il grafico quali tat ivo della segue nte funzione:
/ (r )= 12c-isl _ 11

I. y = e-s. E' una funzione elementare (vedendola come (I/et , funzione


esponenzia le di base < I), dal grafico noto:

/(r) al gra fico di / (lrl) . Si ott iene il f

A
pcrr <O e con quclloonenu!o riflettendo ri spctlo all'asse Y 11 grafico 1 per
% > 0:

.
-2 •1 1 I

I / (z ) al grafico di 2/(r ). Si ottiene con una di lataxione


all'as;y. lnpratica, ilpuntodiintcrsezionecont'asseyinqucstocasopassa a
Cap. 2. Funzioni di una variabile Cap. 2.Par. 2.3.0perazionisuigraficidi funzioni

4. y = 2e- 1>"1 - t 2. y=é•l. Dal graficodif(x) algraficod i / (lxl):


Oalgraficodi/(z) algraficodi/(z)-1.
Traslazione lungol'assey, verso il basso. li punto di intersezione con l'assey
torna ad avere quota l, e si è creato un as intotoorizzootale y =
- 1:

Finqui,cipuò sembrarediaver fattodcipassiragionevoli ,ed inelfcttinonc'è


5. y = l2e-1%1 _ ti niente di Jbagliato. Ma ora siamo in un vicolo cieco. Da qui, con quale operazione
Dal grafico di / (x) al grafico di l/(:z:)I : il grafico pre<:edente si trasfonna cosi (lraquellisopraspecifica1i!)possiamoouenere11= e-l%l?Noncon il passaggio da
(v. anchees. preceden1e)· / (x) a / (-x). che non penerebbe al cuna variazione: e-1-"1 = e-1>1 . da
fare: abbiamo preso una strada inconc ludente; dobbiamo ripartire da capo e
smon tarelanostrafun zionecon ipassicheabbiamodescrittonell'esemp io.

Esercizi
Tracdare il grafico della seguente funzione, a panire dai grafici noti delle funzioni
elementari, applicando esc lusivamente successive operazioni sul grafico

"di passaggio" uti li zzati per costruire il grafico della funzione, mettendo ben in
evidenza il grafico di / (x). Segrnm:s ugli assiascissaoordin atadi quakhc punto
OsRrvazione 2.5. Ordin e di a pplicario ne delle operazio ni s ui gra fi ci. Si noti nOlodetla funzione (ad esempiodiintersezionecongli assi, dimax Jmin, ecc.).
l'importanza dell'ordine in cui abbiamo scomposto la funzione. Ad esempio,
su pponiamo che di fronte 111J'esempio pm:edente, 2. 109. e-1>"1 2. 115•• sinx + Jlcosx

2.110. 2.11 6. llog(l+x)I


sipensidipartirecon iseguentipassi
2. 111 . yJ;+t l +lsin(2x)I
I. y=e' .E'unafunzioneelementare, dalgraficonoio:
su [0,2ir]
2.112 .• -.11=% 2.118. 3cos2x
2. ll J . 2sin t su j0, 2ir]

2. 114•• 3cos(2x + i) 2. 11 9.
Cap. 2. Cap. 2.Par.2.3.0perazionisuigralicidifunzioni

2.120. Soluzioni§ 2.3.


2. IJ9. 2(1 -.-.-1>+31 )

2.121.* log(l + lrl) - 1


2.140. (l:r)- 2) )/3
2.122. l2e"- l i
2.141.* 2arctan(l -:i:)-i
2. 123 .• 2.-.- l•+ll '·'
2. 142.

2. 10 . log(S-lx- 11)
2. 125 .• 1 _ m1-- 11 2.144. 1.-.1:1"- lj _ 21

2.126. llog(l:rl- 4)1 arc1an (l -l:rl)


2.127 .•
2. 146. [loglx +Ill

2.128. ltx- l)V'- 11 2.147. larctan lxl-i l


35
2.129. /2arctanx -JI 2.148. (l - x) ' - 1

2.IJO. 2.149. i - 2e-IH21


tan 1i!

2.IJI. 1Jos{3 -:r)I 2.150. l<:r+ 1)2/l_ ti


2.IJ2. l +(x+2)2/l 2.1 51. log (4 -l:rl)
1
2.IJJ. )r:a--11
2.152. l""(l - •)I
N.B. Es.sc11dolafunzione
i+arccos( l -x)
periodica,èsufficiente tracciareil
graficosuunsoloperiodo.
2.135•• 2 -lx +ll 113
2.153. 12.-.- l:l"l _ 11
2.136. log2- log(2-:i:)
2.154. j(arttanx J-il-
2.IJ7. f- artsin lxl
2.155. l -e- 1>+11
2.IJS. 12 + 1og!(4 -x)I·
78 Cap. 2. Funzioni di una variabile Cap.2.Par. 2.3.0perazionisuigraflcidi funzioni 79

2. m .3cos(2x +!) 2. y=m(x+!)

.L L
.
l Dal grafico di /(z) al grafico

m7k
li= cos.i:
L Funzioneelemen1are11 • /i: 2. Il "' y'l+; di/(z +i):n-asluionelwigora.ue z,
Oalgraficodi/(:.)algrafk<>di/(:s:+I):
traslazi<>nevcrw sinistn.:

1.• '·'
1.2' 1.2'

..,. ._.,.
... O.>

L Zl';fl")t .
0.2' .. ,.

U 1 1-• I M ) ·! .... U 1 L.• I


3. J1 .. tos(2z+!)

Dalgraficodi/(z) algrnfico di/(-z): riflessionerispettoall'asse11:

::L
Sì osservi l"ordinedeipassaggi, inpar1icolareabbiamoprimatrasla1oepoiriflesso.
vw
4. 11=3cos(2x+i).
Cap. 2.Funzionidiunavariabile Cap.2. Par.2.3.0perazi0nisui graficidi lunziof'1i

2. ll 5. siru-+./3cou 2.m. 11og(J +:rJI

\j
Quc1('Ul(ima forma t più adatla ptrcostruime il grafico a mano.

_L
_, . ' '

I Questo spiegato in generale in (BPSl j, cap. 2, §3.4


Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap.2.Par.2.3. 0perazionisuigraficidiluru:ioni 83

2. 11= log(l+x)

(
l. 11 - log(l +lxi)

'
"
'
2. 121. lo&(l+ l:zl)- 1
-2 _, l 2

4. v = log(l+lzl)-1
84 Cap. 2. Funzionidiuna va riabile Cap. 2. Par.2.3.0perazionisuigraficidlfunzioni 85

2122. Ile - li ::i; 4. 11=2e-l>+LI


Dalgraficodi/(:s.) algraficodi2/ (:s.):dilarazioncsulr;Q$Cy.

s2t_ -"'9[2)

2. 11=e-l•I 2. 12s. 1-mi- 11

3. 11 =cls+LI
Dalgraticodi/(:s.) algraficodi/(:s.+lt traslazionevtr$0Sinis1r1:

-3 -2 -1 I
Cap.2.Fulllionidiuna variabile Cap.2. Par. 2.3. 0perazionlsuigraficidifulllioni 87

2. w=Ullsl 2.1 26. llog(lz l -4)1

-2 -1 l 2

l. v=rn l>-11
Dal grafico di / (oi:) al gnoficodi / {oi: - 1): 1rasluione versodcstni

-l l 2 3

4 v - - m!<-11
Dal grafico di / (:r) al grafico di - /{:r): rispcno alriwe :r:

s. 11=-mi.-11
Dalgraficodi /(z)algraftcodi l +/(:r):rnslazionesull'assc11, verso l'alto:

-1 1 2 3
88 Cap. 2. Fulllionidi un a variabile Cap. 2. Par. 2.3. 0perazioni sui grafici di lunz.Oni

3 11= 1o8"'(2- :i:) 2. 129. j2arctan:r- jl

_,

11+
4. 11 • 21og,,., (2-:i:)
Dal gnofico di / (:i:) algrafico di 2/(x): dilatazionelungol'asse 11: l. BO. tan/f

. il)

\J I
-
A

' .
·; u
Nota: x= J asintoiovenic:ale.

t1vaW
Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap. 2 Par. 2.3. 0perazionisuigraficidifunzioni 91

2. IJS. 2 -lz+ i l113

... -J -2 -1 1 2

2. v •lzl 11i

"'L'"''"'"'l·l·'"''"''lll·ll'
.
-
'
-1 -I I 2
j+ arccos(i-z)
l. F'iz +l l1/J
"'l'"''""ll•)•l..

..
-J -2 -I I

t1vaW
92 Cap.2. Funzionldl unavariabile Cap. 2. Par.2.3. 0perazionisuigraficidi funzìoni 93

4. J1 =-l:i:+ l!1/I

A
Dalgrafico di/ (:i:)algrnficodi - / (:i:): rif\essionerispe11o t ll'aue:i::

'

.
s. w= 2 -1:i:+ 11113

2. IJ6. log2-1og(2-:i:)

'./ )
_,
Cap. 2. Funzionldi unavaliabile Cap. 2. Par. 2.3. 0perazionisuigraflcidlfunzionl

1. r • an:tan(J-z)

'

'
.
' 4. 11•2arctan( l -z)
2. 141. 2-nan(I - :.:) - f O.l pf1eodi/(z)ala;nficodi'J/(z): dil!UZione lungol'as.se 11·

2. 11 • art1M(l +z)

Wn
Cap. 2. Funzioni di una variab ile Cap. 2.Par. 2.3.0perazionisuigraficidifunzioni

S 11 = 2arctao{l -z)-

2. 145. arctan(l -lzl)


>'

'
'
'
-I -2 -I l 2

t1vaW
Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap.2. Par. 2.3. 0perazionisuigraficidifunzionl 99

2. 147. larctanlxl-il

t1vaW
100 Cap.2. Funzioni di una variabile

Cap. 3. Limiti e continuità


Gli esercizi sul calcolo dei limiti sono anicolati, in questo eser<:iziario,
coerentemente all'impostazione del libro di testo [BPSl ]. Perciò anzitutto (§3.l)
affronteremo i /imi/i di sr/Ccl!ssioni, limitandoci ai risultati fondamental i su l

_JfilL_
calcolo dci limiti (in panicolare, utilizzeremo la "gerarchia degli infiniti" e il
simboloasintolico, la definizione del numero e, manoni limiti notevoli dedotti
dalla definizione dcl numero e rH! quelli legali alle funzioni trigonomet riche).
Qui ndi (§3.2) illustreremo i conce11i di base riguardami 1imi1i di funzioni, asintoti,
continu ità di una funzione in un punto. Successivamente(§3.3) utilizzeremo i

'51;
limi1ino1evoli e le stimeasinlotiche perilcalcolodei limiti, sia di funzioni che di
s1.1CCess ioni. ll§J.3contieneancheunadiscussionedeuagliatadell'utilizzodel
simbolodiasinto1ico(per lefunzioni),chepuòessereu1ileanchepercomprendere
ruti li12.0chenevienefatto(pcrl esuccessioni )giànel §3.l, perciòquestiparagrafi
sono in qualche modo interdipendenti. Nel §3.4 mostreremo come il calcolo de i
limìtie lestimeasintotichesia pplicanoatlostudiodelgraficodiunafunzione.
I limiti per il calcolo dei quali occorrono anche gli strumenti del calcolo
differenziale (teorema di Dc L'Hospital e formule di Taylor-Mac Laurin) saranno
affrontatinelprossi mocap.4.

3.1 . Concetti di base sui limiti di successioni


Riferìmenlo:librodites10 1BPSl ],cap.3,§I .

3.1.A. Proprietà deffe successioni

_J[_L
Esempi svolti
Ettn1pioJ. l. Qucs1oprimoesempiononrichiedelanozionedi limile.Siconsidcri

-· . ...
la successione

a,.= n+ I
1,2,3, ..

Rispondere alle domande:

(a.} è limitata superiormente O vero 0 falso


lncasoaffermativo,sup(a.} = .
(a,,} ammette massimo o ::'.:\

.
102 Cap. 3. Limitiecootinuilil Par.3.1 Concellidibasesuilimitidisuccessioni

lncasoafTcrmativo,mall{a.} =- .. irregolare. Quanto alla tena domanda, poiché e- 1/• - i e i! segno di sinn non è
{a.} è limitata inferionnente O vero O falso definitivamente costante, a,. non è definitivamente positiva. LI: risposte sono
lncasoafTcnnativo, inf{a.} = .. pertanto le seguenti:
{a.} ammette minimo O vero O falso
lncasoaffcnnativo,mi n{a.} = .. {an}èlimitata superionnen1e @ vero Q falso
{an}èlimitatainfericMlncn!e @ vero O falso
Laprescnzadclscgnoaltemato (- l t suggeriscediragionaresull'andamento {a. } è defi nitivamente positiva O vero[Zlfalso
dellasucccssionedistinguendocosas.uccedepernpariendispari {a.}nonsiannullamai [Zl vero Q falso
Se n pari, ci.= log(l del logaritmo è {a0 )halimite(finitooinfinito) O vcro [Zl falso

Esercizi
ehevariain (!,2 J; illogaritmovariaquindiin[log!,tog2),elog2èilsup,manon
ilmu,diquestivalori. J. I. Si consideri la successione
Senèdispari,a. = log{l - ;;!J) = Jog(;;tr),cheè negativoealcresceredi a,, =ensinn,pern = 1,2,3, . .
nèinferiromenei llimi tato.
La successione, nel suo complesso, è quindi superiormente ma non Rispondere alle domande:
inferiormente limitata, non ammette mass imo (pur a1·endo sup finito) né minimo {a. }èlimitatasuperionnente Q vero Q falso
è inferionnenteillimitata).U: rispostesono {a.}è limitatainferionnente O vcro Q falso
c. {a.}è definitivamentepositiva Qvero Qfalso
{a,.}è limitatasuperionncnte @ vero Q falso sup{an} = log2 d. {a,.} non sian nullamai Q vero Qfalso
{a.} ammette massimo O vero lX) falso e. {a,.} halim i1e(finitooinfinito) Q vero Q falso
{a. }èlimitatainferionnente O vero [Zl falso
{a.} ammette minimo Q verolX)falso J .2. Si consideri la successione
n (-1)"
Esempio J.2.Siconsiderila successione a.= ; + i' pern = 1, 2,3, ..
a,, =e- •l•sinn, pern= 1,2,3, .. Rispondere alle domande:
Rispondere alle domande:
{a,,}è limìtatasuperionnente D "ro Q falso a. {a. } è limitata superionnente O vero O falso
{a,,}è limitatainferionnente O vero Q falso JncasoafTcnnati vo,sup{a,.) = ..
{a,.} è definitivamente positiva O vero O falso b. {a,.} ammette massimo O vero O falso
{a.} nonsiannullamai O vero O falso lncasoafTermativo, max{a 0 }= ..
{a.} halimite (finitooinfinito) O •·ero Q falso {a.} è limitata inferiormente O vero O falso
lncasoafTennativo, inf{a,,}= ..
La successione è il prodottodellasuccessione e- 11", li mitata,semprediversa J. {a. } ammette minimo O vero O falso
daiero, convergenteal,edellasuceessione sinn,limilatamairregolare,mainulla lncasoaffennativo,min{a,.} e ..
(ricordarecltc inquestoesercizionparte da I e,perrirrai:iona!itàdì lf, l'angolon

..
non è mai multiplo intero di lf). li prodotto sarà quindi Jimit.nto, ma i nullo,
104 Cap. 3. Limitieeontinurta Par. 3.1 Concettidi basesuilimitidisuccessioni 105

3. 1.B. Calcolo dei limiti con tecn iche di base Esem pio J.4.Calcolarcisegucntilimiti,seesistono.

(a ) • (h)
Esempi svolti
Esem pioJ.J.Calcolareil limitedelleseguente successioni,seesiste. (a} Denominatore: ricordiamo che n 11" __, I. Questo segue, scrivendo

(a) (b) dalla gerarchia degli infiniti, in base acuì il limite cercato è
Svolgeremo questi primi esempi se nza usare il simbolo di "asintotico", ptr ugualeallimite
maggiore gradualità. Naturalmente usarlo semplificherebbe le cose.
(a ) Numeratore:

21/•_, J; n2 ->+oo; r" ..... Q aneoraperlagerarchiadegliinfiniti(ilconfrontotra3•e n!sipuòelfettuarceol


quindi laparteprincipaleèn 2 . criterioddrapporto).
Denominatore: nèun infinitodiordinesuperiorerispetto alofn(gerarchia (b). Notiamo che le successioni sinn, sin(n 2 ) sono i=golari ma limitate. Si
degliinfiniti), quindièlaparteprincipale. può scrivcrc lamaggiorazione
Raccogliendo a numenitore e denominatore le pani principali abbiamo:
nsinn +sin (n 2 )1 < ..!:±....!_
l 112+1 -n1+1'
eil 2" membrotendeazero,comesi\·ederaccogliendolepartiprincipali:

dove ciascuna parentesi tonda tende a I, quindi poiché n -> +oo, anche
a" ..... +oo.
(h) Numeratore:sommadiinfinitiditipodiverso, perlagerarçhiadegliinfiniti Diconsegucnza,pcril cri1eriodelconfronto. illimiteccrcatoézero.
1apaneprincipalcè3".
Denominatore: somma di infiniti di tipo di\"crso, per la gerarch ia degli i11fini1i Ese mpio.3.S. Caleolarci scgucntilimlti,sccsistono
laparteprincipaleè ? =4".
Raccogliendolcpaniprincipalisiha·
l· J .. l•l .. (::·,),

..
a,,= 4"(1 +!!?t!!+it ) = . ( ' ) "(!+ ... )

dO\"C le quantità . .. tendono a O. Di consegucnu, poiché


4
(?)"--o, anche
(a ) Osserviamo che la base tende al , come si vede raccogliendo le
partiprincipali(ugualian 2)anumcratoreedcnominatore. L'esponente2ntendea
+oo. quindiabbiamounafonnadlindetenninai:ionedeltipo [l""). chcciricordail
a...... o. limitenotevolechedcfiniscc ilnumcro e.
106 Cap. 3. Limitiecontinuita

Ricordiamo che Esercizi


Colcofure, .re e.ri.Jte, il limite delle .reguemi succe.r.rio11i, giu.rtificwuio i passaggi
svolti:

e, piùingenerale,se onè unaq ualsi as i successionelenden1e a± oo, z-n+ 3n3


JJ.
+2 -

r erricondurcia questa serittura,facc iamoqueslipassaggi: J .4.

J.5. Jim n 1 + log'n


•-+oo nlogn+l

.
J.7. nm (--"--)'"
n+ I
a,, = n17_n: l ---oo;

r oiché [(I + tf"J --e eb., __, - 2,con<:ludiamoche


J.8. l m (• +2)"'
•-+oo n + I

n1 + n + I · J .9. lim
.. -+oo ( 'r
l +-
n
(b) Sia a,.= Tranandosi di una successione a termini positivi il cui
termioo generale è il rappono di successioni più semplici di tipo esponenziale e J.IO.
fattoriale, e naturale applica'"" il çriterio del rapporto. Calcoliamo quindi:
a,.+L 3" n(n + I)!
a:-= (n + l)(n + 2)! · ----y;=r- = J. 11.* .. n :
12"
311 3n 3
8 +2n - n•/3
,. (n+ l )( n + 2) - n2(J n(l +? +:i) --o, J.12 .•
+ 3n -
quind i pcri lçriteriodelrap ponoa,.-- o.
òW
108 Cap.3. Limiti econtinuità Par. 3.1 Coocettidibasesuilimitidisuccessionl 109

J.13.* .!."l:.,•{Fn'+3-n) 3.30.* .J!'!!o(::-:)! J.32.*


-..--
(2n)!

J. 14.*
r
•...!%o
n2+Jog(Sn3j+(logn) 2
2(logn)3 + nlogn J.31.*
•-+oon"
J.33.*
...!!'!!.:.

..!'!!.:.3•n!
..
8+2n.2 -
J. 15.*
+ 3n?

J. 16.* R+l - "v;;;-+i)


. n2 + 3"+2- •
J. 17.*
• + (1ogn)3

J .18.* ,..!!'!!.,

J. 19.* Jim
•-+oo n-1
(•+2)'"
-

3.20. hm (-"-) _,,


•-+oo n+4
3.25.
•-+oo n+3(r
lirn _.!!........

3.26. r (2• +')" 3.40.*

J.22. J.27.* . !!'!!.,

3.23. lim (•'- 2)"


•-+oo n2+4
J.28.*
..
.!!'!!.,(n+l)!

J .24. 3.29.* •
't1vaW
110 Cap. 3.Umitiecontinuità Par. 3.1 Conceltidibases1.1i lìmitidis1.1ccessioni 111

Soluzioni §3.1.
a. Falso: b. Falso; c. Falso; d. Vuo: e. Falso
n1 + log(::ml)+(Jogn),
2(1ogn) +nlogn

a. Vero,SUjl{a. } • I; b. Falso; Vtro,in f{ an} "' O;


- - - ' ' - - ..... ..... +oo
nlogn logn ·

8+2n 2 -n4/3 2n 1 2
n-If.I +3 111- 11 5/.1 ..... 3,-;J = J:·
a. ..... $ ..... +oo

= ( v;;;+i - ,v;;;+]) (P+l +ov;;;-+i)


(Jn7+1 + nv9+J)

[Hr']"'
n+log(n1)-2" - 2"
1
n sin:2 :st(n 2
) i) ·$inn+
{logn)+n' -7---oo
- 0

quind ipcrilt«lfCmadelconfronto il sccondoaddcndodella success ionetende azero.


,,
nr+J" _, I
sinn non ha limite. Perciò la successione non ha limite.
112 Cap. 3.Limiijecontinuita Par. 3.1 Concettidibasesui WmitidisllCCessioni 11 3

S1udiamob,.oolcri1criodclrapporto.

&.,. (n+2)! 2" n+2 '


pt'll'iòl>. -O perilcriteriodelrapporto,e!asuc:cessionedi partenza tcndcaOper il
0. - (1+ -e;b,.: ·211 :.,r:l -6, critcrioddoonfron1oasin1otko.
Si noci come questo procedimeno poni a espressioni piil "pulite" di quelle che si
oocrrehberoapplicandoilcriteriodelrapp<:>nodirettamentcallasucces.sionedipartenza.
pt'll'ÌÒ lasuccenioneo:;.

J. 20. e•. Applichiamoileriteriodelrappor10·

Quindia.-o.

Applichian>Qileritericldelrapp<:>no:

.. - ; < l ,quindia,,-oO.

Applichiamoilcriterio del rlpp<:>rto:


a.... (2n+2)! 4" (2,.+2)(211 +!)

quindi a. - +oo.
Appl ichiamoi lcritcriodelrappono·
Applichiamoi lcritcriodclrappono:
"•+l (n+l)3·2"+l n!
..3·2""" = __,i< I,
- (n!lY. .. !, pen:iòa.-0.
quindia.-0.

3.34. Successione positiva, la studiamo mediante stime asintOliche.


Applichiamoilcriteriodelrappono·
O.+i (n+l)"+L (n+i)!
log(n +2") • log[2•(1 nlog2+ 1og(l +
G. "' (n + 2)! · ---;;- "" (perd>O!Hlog2- +oo mentrelog(l +
n" I I
1
)" - (1+ __,e> I, perciò a.__, +oo. (n+ 1)01 = (•+!) (i+n)-e.i

Succe»iooep<:>sitiva,
114 Cap. 3. lim ìtiecontinu it:I Pa r. 3.1 Concetti di base sui limìti disuccessionl 115

3.35.

Poichtl'argornen1o<k! logaritmo1ende1 l,
log(sin;)- -oopen: htsin; -o•.

b,.-n (3 +s inn) •' n-,•'"+>


(- ---> ) -
-Sn
Pen:iòa. - -oo, per ilteoremasu ll'ari11netizzaziooeparzia le di oo.

Successionc aterm inipositivi,applichiamo il cri!eriodel rappono.

= n(3+s inn) ( -•"' -""") - - vn


e (3+ sinn}'.'>-2yn
e a..+ 1 2H1(n + I)! n• 2(n + l)n"
-;,;-- (n+ 1r " "N-(n+ 1r .. 1 ""

(pen: M 3 + sinn <!: 2). Per il teorema del confronto e del confronto asintotico, b0 --. - oo,
pen:iòa,.-.O
• 2·(n : I )" • (!:!) -.;< I
Poicht {n + logn ).., n ...., +oo e (2n + l).., 2n-. + oo,
Quindi,perilcritcriodelrapporto,a,, -0
n 1 !1og(n+
logn)!log(2n + l) n 11ognlog(2n}
{2n+3) 21ogln "" 4nllogln •

_ log(2n) _ log2+lQ&rl 1ogn l

Du11queil limi!eccrça1ot!.
Qu indi

pcr la gerarçhiadegliinfinìti,inquanto (3/ e)> J.

3.3?.

epcrilcriteriodel confronto,a,.-. O.
Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.2Concettidibasesuifimitidifunzioni, asintoti,conlinuit.a

3.2. Concetti di base su limiti di funzioni, 3.55. J.64.


asintoti , continuità
3.56. 3.65. limtan:i:
Riferimento: librodiiesto [BPSlj,cap.J,§2,§J.J
Questo paragrafo riguarda: le varie definizioni di limite di funzione (finito,
infinito,alfinito, all' infini to,pere.:cessoeper difeno, destro,s inistro); ilmodoi n
cui si dimostra la non esistenza di un limi1e; tadefiniiione di asintotoverti<:aleo
3.57. J.66. -··
orizzontale (gliasintoti ob liquisarannotrattatinel §J.4) 3.58.
Sì uti liu.ano iteoremifondamentalisu i limi1i,manonsiutilizzanoancoranéi J.67.
limit i notevoli né lcstimeasintotiche(argomentia cui èded k atoil§J .3).
J.59. J.68.
3.2.A. Limiti di funzioni elementari
J.60. J.69.
Questi primi esercizi rich iedono se mplicemente la conoscenza dei limiti delle
funzioni elementari alla frontiera del loro insi eme di definizione, ossia,
sostanzialmente, la conoscenza dei grafici deltefunzionie lementari edelle varie J.61. J.70.
definizioni di limite. Pertanto non si presentano esempi svo lti. Nel rispondere, dove (x] = parteinteradix
immaginare o tracciare il grafico qualitativo della funzione, e rinettere su lla J.62.
definizionedilimite co involta J.71.
J.63. dove mant (x) = mami$Sll dix
Esercizi
Scrfrere if \'O/ON! ,/e/ seguente limi/e, se eJ'isle, oppure dire che llQlf esisle. Se tale
Umile indica la presenza di w1 asintoto verricale o orizzonto/e, specificarlo. 3.2.B. Definizioni di limite
J.43. J .49. lpross imi eserciziriguardanolevariedefin izionidili mitedatemed iante•t:eS•e
laverificaditalidefinizioniincasi concreti.
J.44 .
Esempi svolti
J.45. Ese m11ioJ.6.Dareladefini zionede l seguentelimite·

.
3.46. ..i:d'i')' J ..52.
Ladefiniiione è laseguente
J.47. J.53. "IK > 0 36> Otale cheVxE R,O <x+ I / (x) > K.

J.48. J.54.

'91.J. t1 vaW ws
ZJn
118 Cap.3. Limitieeontinuità Par. 3.2Coricettidibasesuilimitidifunzioni,asintoti,continuita

Etempi o l .7.Dimostrareinbaseatladefinizioneche
J.7J.

= +oo
J.74.
ossia che:
VK > 036 > O talecheVrE R,O <;i: - I < 6 =;- /(:i: )> K.
Ciò che dobbiamo fare è trovare effettivamente 6 in fu nzione di K . Fissiamo
dunqueK>O.echiediamociquandorisulta 3.76. Err.f(r) = +oo
2 +r > K. Dim05trare in bme alla definizioni di limite le seguenti uffern111zio11i (come
•-I
nell'esempioJ. 1):
Risolvcndoladisequazioneperr> I si ha·
2 +:i:> K (r- l) 3.77•• =3

:i:(K-1)<2+K
ilche,su pponendocomeè le<: itoK > l (ci interessa il caso in cui Kègrande,
vistoche/(r)--+oo)dà
2+K 3 3.79.•
r<"f<"=l"''+K=l. z-02r+ I

PerogniK> lscegliamodunque
3.2.C. Limiti elementari di funzioni composte.
Non esistenza del Jlmite
Co/colare i Jeguenti limiti, 5e e5/5tono. giustificando il pmcedimemo seguito.
Ripercorrendoaritrosoledisuguaglianze,ved iamoche
Se il limite non esiste. dimostrarlo utili::zando le tecniche illustrate nei
pro.uimi esempi. Se il limite è raggiunto per eccesso o per di/elfo, specificare
O<r-1 < l K, questu informazione. Se il limite indica la presenza di un asintoto o
orfr:omale.specificor/Q.
quindi la definizione di limiteèsoddisfatta.Sepoi K:s; I, qualunque scel ta di
r> l(equindiqualunque 6)vabcne,ad es.fJ= I.
Esempi svolti
Esercizi E.le mpio J.8.

lime 1fz;(c) !ime11z'; (d) lim Jog( 2z+l)


Scrivere la defin i:: ione (mediante e, li, K .. .) dei seguenti limili:
(•) lim
l.72. ..-o %....() z-+oo r+3

...
120 Cap. 3. Limitiecontinuita Par. 3.2Concettidibasesuilimitidifunzioni, asintoti,continuità

(a) Per :i: - ±oo si ha ..... o± e quindi (per il limite della funzione composta Eumpi oJ.9.
e la continui tà della ..... J. Pili precisamente, tenendo
conio della monotonia della furu:ione esponenzia le si può dire che = 1± (a) (b) (d)
(perché per t ..... o± e e' - 1±). I..a reua !/ "" l è as intoto orizwntale per
±oo. lrioltre l'in formazione che / (:1:) _, l °' per :1: _, ±oo ci pennette di
:1: .....
(a) Per ;i; ..... ±oo, si n;i; e cos:i: non hanrio limite, ma si mantengono limitati, perc iò

(I+ie')_
coriosceredachcparteilgraficodellafunzionc siavvicinaalt'asintoto.La
siluazioneèdescriuadalgrafico:
3:1: + si nx .. 3::r:(l +ti' ) =
2:i: - cos:i: 2 2

Not iamo che, a causa dell e osci llazioni delle funzioni tri gonometriche, la funzione
non tende a3/ 2r>éperecces.sonéper di feuo. ll graficodcllafunzione inre rseca

2 2

(b) -±oo, quindi che porta a

el /z_, { ;+oo
e quindi
rispettivamente. Poiché i due lim iti sono diversi e il rcsroc hiedevadicalco!are il
limiteper ::r:--O(e non separaramcnteilimitiper :i:-O"), laconclus ioneècheil che hnl cinfinitesoluzioni :1:=arc1an(-l)+k1r. llgrafico infanihail seguente
limite non esiJ1e. Possiamo comunque di re che :i: =O è asi ntoto ' 'ertica le per aspetto (lo tracciamo per /:i:I > 3 per evidenziare il solo componamento in un
:i:-o+ intomodiinfinito)
(c) ..... +oo, quindi e1/r - +ooe:i:=Oèasi ntoto verticale.
(d) Per :i:-+oo,


2::31 - 2

(come si vede raccogl iendo a numeratore e denominatore le parti principali 2:i:,:i:,


'
rispenivamente), quindi (per lacontinuità dellafunzionee lementarelogl),

los(2: : ' ) ..... log2.


3
-
.
(b) ln questocasorantoil numcratorequanto il denoininatorc oscillanosenza
v = log2èasi n101ooriz.zon1ale per;i; --+oo.
ammencre Jimire. ti limi1e non esisrc. Per mostrarlo rigorosamente, applichiamo la
122 Cap. 3.Limiti econtinuitè Par. 3.2Concettidlbasesuilimitidifunzionl,aslntoti,contlnuita 123

dtfini1iorte successiona/e di limitel, esibendo due diverse successioni tcndcmi a Esercizi


+oo, lungo le quali la fun:i:ionetendila !imiti diversi (elostessooccorrefareper
-oo).Adesempioper J.80. J .88.*

a.= i +2n7'; = 2n7' J.89.

abbiamo· /(a.)= :::J =


J.90.

J.9 1. lim l cos l


/ (b,.) = 3 + 2sin(2mr) = 3 +O = 3.
J.83. ."!:'. (;/;'.';i) z-±oo z r

2-cos(2nw) 2 -1 '
J.8-4.* ;'..'"?.e-*1
J .9J.
Analogamente si mostra che non considerando le successioni J.85.* z'.!.r r. log(logx)

c.. =i - 2mr; d..= - 2nr. J.94. lim eu..z


z-f'
chetendonoa -oo.
(e) Per :i: ..... ±oo, si n:i: no11 ammene limite ma si mantiene limitata, mentre J.87.
! .....
o,quindi possiamoscrivere

1;sin:i:I ... o
eapplicandoilteoremadelconfronioconcluderecheil limìtecer\:aloèO.Si noti
chenonsi puòdireche il limite sia O+ oo- perché!afun:i:ionepresentainfinile
oscilla:i:ioni di segno. La retla v = O è asintoto ori1.zontale per :i: ..... ±oo, e anche
inqucs1ocasoilgraficodellafunzioneloa11raversainfinì1e vol!e.
(d) Per :i: ..... o± si ha ! ..... ±oo, quindi (limite della funzione composta)
arctan!-->±!-

IY.tcsto (BPSl J, cap.3,par.2,0efinizioneJ.8.


124 Cap.3.UmlliecootinuiUI Par. 3.2Concettidibasesuilimllidilunzioni,asintoti,continuita 125

Soluzioni§ 3.2.
:r= J tasintorovenìçalc
:r .. ot ..in!otovenicalc
a:=Otasin11.>1ovenicak:per:r ..... o•
±i; ' =±f asintotiorizz.pcrz ....,±oo (rispcnivam.)

o+; y = Otasintotoorizzontalcpcrx-+oo
3.69. ± !; '"" ±! asimOliorizz.per:i: -±o::i(rispettivam .)
+oo; :r:Otasintorovenicalc

0;11 (rispenivammte)
l;/K > 036 :l;/:r€R,O < l:rl < 6=> /(z) < -K
:r • Ota.1intoroverticalcper:r-o•
\;/e >03K >0:1;/:r€R,:r < -K=>O :S /{':r)-3<t

l;/K >0511 >0:1;/z eR,:r > H => /(:r) < -K

l;/c >03l >0:1;/ze R,0< /:r- li <6'=> l/ (:r)- 21 <t


l;/K > 036 >0:\i':r e R,0< :r-1<6=> /{z) > K

±oo; z=OtasintOlovenicalc \i't > 03K >0:\i':rE R,z > K""' <e.

,. ... ota.1in101ovenicak: per x-o+

o•; y=Ota.1in1omorizzontalcperx _, -oo

vcrifocata se

E' sufficiente allora 11«gliere K • 5 + J{- percM la definiziooc di limite sia sod•fafatta.

o+; y •O tas inlotooriv:ontalcper x-+oo


126 Cap. 3. Limitieeontinuità Pa r. 3.2Conceltidi basesuilimitidifunzioni, iilsintoti, continuità

J.78. J.8J. Too; :i:::OasintOlovcnicale

'tlK >036>0 : \fzER,O<l:r- 11<6-Q R >K Pa :r-. 1±siha:r2 - i -o±, -*'-'Foo, e

Consideriamo la disequazione· R> K.


Per l:r - I l< tè :i:>} e quindi 2:r >I. Quindi Per :i: - l*siha loai-- O\ ptn:iòlog(lop)- -oo.
h I :r= !asin1oiovcn icalc.

lllimitenonesiste.Adescmpio,per
a,,=e--: b,,:el-"'"
sihaa,,,h.-.O"", / (a,,)=O perogni n; / {b.)= lptro&Jlin
Quindi pur di scoglien: 6 $ -JR e 6 $ t 1a dcfuiizionc soddisfana,
O*: 11 =O è asintoto oriuontale ptr :r - ±oo
J.79.
3.88. ll tìmitenonesiste.Ad escmpio,ptr
<-K. 1
b,,=f+ 2nn
Consid<:riamo la - K. Per (:rl <i è :r> -te 2x+ I > t. Quindi,
sc:eglicndo lzl <6$ f c quir>diinparticolareloglxl<O,si ha sihache a.,11,.--oO+,e

< 2logl:rl < - K purcM loal:rl < lz l < e-Kn.


/(a.) ""O per ogni n, mentre/(h,.) .., j + 2nn _, +oo.

-
Il limite non esiste i limiti deSU"O e sinistro wno diversi tra loro:
Quindi è sufficiente scegliere 6 $ te 6 $ e- Kn

3.80. +oo:O*,rispettivameme::r=Oasin1otovenic.ptr z:--.o+

Per :r-o si h.a quindi .- 11"'"-o* (pen:ht


. '
•'-O* pert --oo) O*; 11=0asint01oorinon11 leper :r-+±oo
J.82. Scriviamo +oo: o•, rispettivamente; :r =O asintoto venie. per :r ..... o+.
2:r +3 I 2:r+3
7=1 = ;:-i . -;+j· I; Jl=<lasintotoorizwntaleptr :r-±oo

Oraper:r - I si mentreper:r-. J*siha:r-1-. 0*e ;;!-r-±oo,quindi o+;+oo. rispettivamente; :r=iuin!Olovenic.per :r-J- .

-oo; :r •

:r=lasintotovcnicalc
128 Cap.3. Limibecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limib mediante stime asinto!iche e limiti noteV-Oli 129

3.3. Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche Questo è il motivo per cui è com:tto esprimersi dicendo semplicemente che
"duefunzioni S011oasi ntot ichetraloro"(pcrz - :i:o),ert00soloche"laprimaè
e limiti notevoli
asintoticaa llascconda".
In questo paragrafo esaminiamo il calcolo dei limiti (di funzioni o di successioni) • Proprietà transitiva. Se per z - :i:o /i {z )"""" h (:i:) e h (z)"' '3(z ) allora
facendouso, oltrechedelleteenichedibase,deiseguentistrumenti: anchefi (z ),..., '3(:i:).
• stimeasintOl:iche; Ques10 significa che sì può procedere con catene di relazioni a5intoticlu:
• li miti notevoli (trigonometrici, dedotti dalla definizione di e, o dati dal (spcssoaltemuedarelazionidiuguaglianza),pcrconcludereallafineche l'ultimo
confrontodiinfìnitiditìpo diverso-logaritmi,potenzc,esponenziali-). tenninedellacatenaèasintoticoal primo.
Si tratta di teçniehe potenti che, combinando oppon umunente un piccolo • Funzione as/n/olica a una COJ/(lfl/e. Per x--. zo, / (x) ..... e (numero reale
numero di strumenti, ci mettono in grado di calcolare limiti in una grande varielà. di»er.wda;;ero) se e solo se / (z ),..., c.
disituuion i.2 Anehese, comesempre, l'afTrontodegliesercizisibasasullostudio Spes.sol'ultimo1ermine di unacatenadistimeasintotiche è unacostante: in tal
della teoria, p<;:rcui si rimanda al libro di testo [BPSI ], cap. ), §J.J, ).4, la cui caso, coincide col limite.
conoscenza viene qui presupposta, in questo caso, data la panicolalll delicatezza • Uso di asintoticoconprodolli e quozienti. Se per z ..... xo fi (z )..., h (z ) e
dell'argomento, si è ritenuto opponuno presemalll un vero e proprio percorso 91 (z ) ...,9"1(z) alloraanche
graduale e dettagliato, aggiungendo agli esempi S\'Olti anche alcuni richiami,
fi (z )g1(:r)"' h(x)gz (z );
osscrvazioniesegnalazion i deipiùcomunierroriefraintendimenti

3.3.A. Richiami sull'utilizzo del simbolo di asintotico


Date due fun:i:ioni / 1, f2, definite almeno in un intorno di zo E R ', diciamo che
li(x) -h(x) per x- :ro
("/i (z ) asi ntoticaaf2 (z) per :z; .....
per ogniuponcntereale a percuiquantoscritto hasenso(pcrcertiaoceor!llche
lefunzionisianononnega1ive).
lim fi (x ) = I ll simbolodiasint01:ico sicomportainmodo nat uralequindirispcttoaprodo11i.
_. ... h (x) qU()!itmi t d ele1•a11ie11to a poltn;a. Non ci si deve lasciar prendere la mano
pensando che si compon i ahreuanto naturalmente con altre operazioni (come la
Ne l casozo = +oo, per"intornodi :i:o" si intende un intervallo del tipo (K ,+oo) sommaol'esponenziale):comesivedrà, non è così
Analogamente per - oo. Le proprietà elememarl della re/a::ione di 05/ntotico che Puntuali:ueremo ne! seguito poche altre proprietà del simbolo di asintotico, e
utiliv.iamo nel calcolodei limiti sono le seguenti· invitiamo fin d'ora lo studente a nan eseguire pa.uaggì chi: coinl'Olgono il simbolo
• Uguale limite. Se fi (z),..., h (z ) per x....., xo allora le due funzioni hanno di asintotico ma non seg11ono da nu :runa proprietà dimrutroto.
lostessolimite(finitooinfi nito)per :i:-o :ro,oppureentrambenonhannoltmite
Questoèil motivopereui è 11tile saperecheduefunzionisonoasin1otiche. l/imitinotero/istudiati(quellidedottidallimitenotevoledisin:r/z per:r-o
• Proprietà riflt$Si•·a. Se per x ..... Xo ft (x),..., h (x), allora anche equellidedottidalladefinizione del numeroe)sipossonoriform ulareinterminidi
h {z ) "'/1 (z). stime asintotiche·

l Come an1icipa10 all'inizio del capitolo, il quadro di strumenti presentati in questo


panign.fosarà uherionnente allargato nel prossimo capitolo, esaminandogli strumenti di
caloolo dei limiti che fanno uso del calcolo differenziale (1eorema di De L'Hospital e
formulediTaylor-MacLaurin).
130 Cap.3. Limitiecontinuita Par. 3.3 Calcolo Oei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

- 1 ,....,z; a' - 1-.:rloga; log{l+.:r)- z ; log.(l +;i:) "' .... 7 .. ; . . . ±00 per;i:_,0,.,.

dunque il limi!e è ±oo, rispettivamente. Abbiamo utiliv.ato la stima asimot ica


(l + - I"' a.:r (con a € R costante non nulla).
sin;i:"'.:r per;i:->O(limite notevole) e il fa!tocheper z_,O cosx - 1, pen:: iò
lnohre,ilteorernadel lim itedellafunzionecompostapermenediapplicarele cos.:r"' l. Si osservi que$IO modo standard di sjrullart in u1m $lima asi11101ica il
fat1Qcheunodel/a11ori1endeaunacasran1enonnulfo
prttedenti stime in una forma più nessibile, sostituendo alla varìablile x una
ualsiasi funzioneinfinitesima.Adesemnio. (e) Per .:r ...... ±(Xl è quindi possiamo applicare la stima asintotica
Box(J.11)
=
sine) "' (applichiamo la stima nel box (3.11), con E(.:r) 2/.:r per .:r __, ±oo).
Se t(.:r) -.. O per :i; ..... .:ro E IR', e inol tre la funzione E( z) è definitivamente Jnoltre,cos( ?}-o l , pen::iò
diversadazeroper z-ozo,a llora

per z ...., zo sine(z) "'t(z ). 11<lzl - I "' t(.:r), log (l + t(;i:)) "' c(;i;)
ecoslviaperglialtrilimiti notevoli. cillimitecen::atoè2.
Osse rvazione 3.1. Precisare fl punto .:r0 . Nell'affermare una relazione asintotica
è fondamentale, naturalmente, pr11cisore a quale punto :i-0 tende fa variabile ;i:. Ad
esempio:
Asintotico in prodotti e quozienti
sin;i:,..,zper.:r->O vero;
Esempio IO. Calcolare i seguenti limiti utilizzando, se è utile, il simbolo di
asintotico. sin.:r-.:rperz ..... +oo falso;

{) r xsin(2.:r) (b) r si11;i:cos..:r () r . (') (')


a c cos; sin;"' i- per x __, ±oo vero;
(a) Numenitore e denominatore sono funzioni continue che valgono O per
x =O; penante il quozienle dei limiti dà 0/0,/ormD di indeterminazione. In altre
sin;"' ;perz-oOfalso.
parole it teorema sul limite del quoiienttl non dice nulla in queSlo caso. Occorre
un'analisipiùapprofondita, checonsentadiconfrontareco11111 tendonoazero
numeratore e denominRtore. Per le proprietà sopra ricordate, possiamo scr ivere. Osurvaiione 3.l . Non usare "uintoti co" come " ugua le" . Il si mbolo di
per.:r -oO, "asintotico" condivide qualche proprietà col simbolo "uguale" (simmetria,
transi1ivi1.l), ma non si può usare come un uguale. Ad esempio , per .:r - O, le
relazioni

e concludere che il limiteeercatoè2/ 9


(b) Come ndl'esempio precedente. si ha una fonna di indeterminazione O/O, e
occorre uno studio asintotico. nonsonoequivalentiallerclazioni

ez,.., 1 +.:r; cos.:i:,..,l -1.:r 2


w
132 Cap.3.Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

(che formalmen te si o«cngOllOdalle precedenti 1ra1111ndo la relazione as intoti ca Dimostrazionc delleaffennazionipretedentL


come se fosse un'equazione). Larctazione e",..,,J+z,percscmpio, nonè falsa, (a): è un limite notevole ormai familiare.
ma èinganncvolc,perché in rea h/ocontienesolol'informazione e• __,I perx ->O, (b):sin:i:+2-2, pereiòsin:i: +2-2.
quindi è pi li povera di informazion i rispcuo a e'- t-z. (Per capire queste
affermazion i basta applicare la defini:ione di asintOlico). Infatti, notiamo che per (e)
z->O, èanche
per:i: __, oo, perché (1 + - S,) __, I perz __, ±oo.
ma da questo mm poniamo dedurre (d) (zxs + 2.t" 2- z) = - z( l - 2x - 2x 2)"' -z
ez- J ,.,.z2 (falso!!!). per z-O,perchè(l-21"-2:.e1)__, J,perz -0.
In si ntesi: 11on i leci10 por lare u1111 quomità da w1a porle o/l'altro llel segno di "' 5.x'
combiandolo di segno, come si farebbe con 11n'uguogUa11:0. Come vedremo (e) (5x'+2'"+31og4z ) ,.. iz ( ,.,.z<
ancora.q uesto fatto è legatoalproblcmadcll'uso del sim bolo di asintotico nelle
per 2->oo, perché per z-o+oo (gerarchia degl i
infiniti).
Stime asintotiche e parte principale di una somma. Osservazionc 3.J.Parteprindpa le diun polinomi o.ldueescmpiprei:edcnti(c)
Parte principale di polinomi , logaritmi o esponenziali e (d) hanno un significato genera le, in quanto illuslrall(l il metodo co n cui s i
detcnnina tapartcprinc ipal cd iun polinornio,per :i:-->Ooperz-< ±oo. ln (c)si
La parre pri11Cipofe di una per :i:__, :i:0 è, in parole povere, la più determin a la parte principale di un infini10; in (d) la parte principale di un
semp lice funzione asintotica a / (:i:), per x __, :i:o.3 Moslriamo con esem pi come si injìnilesilflO: inentrambiicasilaparte principale è quclla"piùgrande", marncntrc
utili zza il simbolo di as intoti co per mettere in evidenza /o parie pri11cipale tli u11a per :i: _. ±oo è "più grande" la potenza di esponente moggiore, per :i: __, O è "pili
somma di più 1ermini. Si noti come generalmente la parte principale di una somma grande" la pote nza di espone,,/e minore. Tutto ciò non vale solo per polinomi
di termini è data da un so lo termine (che eventualmente è i/ prodo110, ma non la (sonune di po1enze intere), ma anche per somme di potenze a esponenti reali
somma, di più espreS!iioni). qualunque, come si vedrà in esempi successivi. Jn modo analogo, la somma di
infinitìd itipodiverso,comein (e),èasintoticaalterm inecheèinfinitodiordine
E.$(, mpioJ.11.Laparteprincipaledi ... per :i:-> .. superiore.
(a) s in:i: o
(b) s in:i:+2 o 2
... per x-> .. è ...
±oo
(e)
(d)
(e)
(2r' +2x2-z)
(2r'+2x 2 -:i:) o '"' (b)
o• 2.fi

(e)
(d) o•
lQuesta noo èovviamenteuna definitione verae propria, inquamo non è possibile Questi esempi hanno a che fare con situazioni in cui vogliamo calcolare la
precis;irc rigorosamente cosa sign ifichi elle una piit umplice di un'altB, e
tantomeno cop significhi "la più semplice possibile"; tuttavia, con wi po' dì buon parte principale di una somma di infinitesimi o infiniti in cui non c'è un singolo
addendoche"pesapi ùdegli altri"(comeaccadeneicasi (1:), (d),(e) dell'esempio
134 Cap.3. Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo del limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

precedente),macisonopiùaddendidiugualpeso(cioè infi nitesimioinfinitidello


stessoordine),checoncorronoa formare la parte principale.
(a) Poiché per z __,o+ si ha z + x 2 "' z, e quind i ,/X. ci
econcludettche
Se raccogliamo dalla somma la parte princi pale di ciaseooo, otleniamo

.fi + v';-+;2 ... IX( 2/X


Esempio J.13. Lapar1eprincipaledi ... pcr z - ... è...
(a) log2(:r+ 3) +oo 1081z
(b) (zs+2x1 )Jog,(z+3) +oo :r3tog,z
,._,5z (•)

perehé(2+3fl+D-s per x-+oo. 10111 (.:1 + 3) = los2( x(I +; )) =- log2 z + log,( I+ ; ) "' log2x
(c)Per z __, -oosi ../%2 = -:r, perciò raccogliamo per z __, +oo, perché log2x - +oo mentre 1081(1 + 3/x) ...... O.
Nell'ul1imo passaggio abbiamo usato un fatto generale: se f ..... ±oo e g è limitata,
'""-x
/+g-/;perconvincersene,bastaraccog!iere/:

perché(2 - 3fl+D- - 1perx-+oo. /+g =/·(1+7)-1 perché (1+7)-1. (I)


(d) Questo esempio sembra simile ad (a), ma se procediamo come sopra,
sc rivendo Osstrvazio ne 3.4. Parte pri ncipale di un logaritm o. L'esempio (a) ha un
significato più generate, in quanto mostro. come determinare la parte principale di
un logaritmo quando il suo argomento tende a o+o +oo. Sia / (z),...., g(x) per
X _, xo, e supponiamo che g(x) tenda a o+oppure a +oo, per x _, xo. (Quindi
log,,g(z), con o > I, tende, rispenivamente, a -oo o +oo). Allora possiamo
possiamo concludere che /X(l - ,.,Q! (Si ricordi che la relazione scrivere
/ (x),..,Oè privadisenso,poichésignificherebbe.l!P-1).
Questo è un caso in cui i due addendi non solosonoinlìnitesimi dello stesso Jog, / (z) = log,,(g(z) · = "' log,,g(z)
ordine, ma hanno parti principali opposte. E' il fenomeno della ca11ce/lazirme delle
pcrtiprincipa/iinunascmma.Quandociòaccadeingenera lenon èsufficienteun
passaggio puramente algebrico per determinare la pane principale, ma occorre
sfruttare qualche limite notevole. In questo caso si trana d i sfrunare la stima

(::Jt:!) =-1+71 r
asintotica 4
(1-"1+Z) - pcro.-o.
'Per laverità,quu w stimaasintotica,chesegue daunlimiteno1evoledcdouo dalla
dcflnizionedi e, sipuòstabilireancllepcrviapuramentealgcbrica.conipass;iggi; masolitamente1nquest1casioonci sonoscorcialoiealg he.
136 Cap.3. LimitiecontinuM Par. 3.3 Calcolo dei limiti stime asinto!M;he e limiti notevoli 137

perché

_,O, in quanto Wi . . . I, mentre log.g(:i:) _. :i=oo, (con le tecnic he illustrate in precedenza), ovvero abbiamo detem1inato stime
asintotiche dei singol i /attori; laconcl11sionesegueperchél'asintoticosiconserva
perg (x) tendente a Qi" oppurea +oo,rispett ivamente. Si puòquindicoricludere per prodotti.
(}!j.., rvuiune 3 .5. Prutluttu tli infiniti tli li pu di n•no. A questo punto ci si può
'"' st l'argomemo del fogari1mo è un i1ifini10 o un infinitesimo (positivo!), la paru chiedere se nel l'esempio (b) la funzione r 1087X sia effettivamente la più semplice
principale del logarirmo è il logori/mo dello parre principale. funzione asintotica a quella di parteriza. Ad esempio, poiché sappiamo clic per
x--. +oo l'infi n ito r'è diordinesuperiorerispe1toalo87 x,
rer completare il quadro, ricordiamo come si detennina invKe la pane
possiarnodirechex 3loS:i:l: "":i:'?
principale del logaritmo quando t'argomento tende a l , e quindi il logaritmo è
infinitesimo.Abbiamovis1ochese t(x) --O per x-- x 0 ,a!lora Larispostaènegaliva,comesivedesubi1oapplicandoladefinizionediasintotico:
log( l +t(;r)),..,t(x) per x_, :to.
per :i: __, +oo, "" log:i:i: ...... +oo
Ponendo j (x)"" I + t(;r) otteniamo che: se / (:e) -- J per x ...... ;r0 , allora
mentre, per va lere larelai.iO!l<' asintotica, il quoziente dovrebbe tendere al. Si
log(/ (x)),.., frt) - I per X-+ Xo.
rifletta sulcorifronto:
Ad esempio,
pcr :i:--1, logx ...... (x- 1).
perx -> +oo, x 3 · I08l:t"'x 3 èfalso.
Nel prossimo box si ntetiv:iamo i J modi tipici in cui si effettua la stima
asintot ica di un lo aritmo:
Queste relazioni non sono poi così slralle, e sono facili da ricordare. se si
Box(J .111) riflette sulla seguente ana logia elememare: in uncak:olo numerico approssimato,
Sepeu -- xo J(x)-g(:i: )e / (;r)-> o+ oppure/(x)-- +oo, allora seinteridiamoil sirnbolo come"circau ualea".
log(f(x))- log(g(x)) pcr ::i:-.xo; è vero che J. 000,000 + IO-:::< 1.000.000
sc/(x)--1 ,allora
ma è falso che !.000.000 J,000, 000.
tog(/ (x ))- / (:t)- 1 pcr x-xo.

Proseguiamo con la d1scuss1one degh esempi. Esempi o J. 14. La pane principale di ... per x __, ... è.,.
(b) Perx -- +oo, e>'+-z/z +oo c'+z
Infatti,

Abbiamousa1olestime
perché elfz-o.
Si noti che l'espressione trovata non può enere ulteriormente semplificata. In
altre parole,
138 Cap. 3. Limitiecontinuita P11r. 3.3 C11lcolo dei limiti mediante stime asintotiche e notevoli

Esercizi sull'utilizzo del simbolo di asintotico


an<:hesex 2 +x"' :r2, daquesloll(lllsegue é'H ...,er.
Per ogni affermaiione /alfa. dire se i l'era o falsa:
lnfani ? =e- +oo.
perx -0 e - J ,...,sinx
Os.st rvatione J.6. Pa r te princi pale di etponeniiali. L'esempio pre<:edente
mostra il componamento diverso di esponeniiali e logaritmi quanto alla l.97. per:r- +ov Shx....,x
de1erm inaiione della parte principale. Di versamente da quanto accade per il
logaritmo quando il suo argomento tende a +oo (s i veda l'Osservaiione 3.4), lo J .98. per z-.+oo Shz - e
parie f)Tin c:ipale di un esponen1iale non è l'esponenziale della parie principale.
Cen:hiam odi eapiremeglioilperché,chiedendoci: per z-.o+ z 2 1og:z ....,z2
sotto che ipotesi si può affermare che 1
J. 100. per z__,Q+ x2 + 1ogz ..._, :r2
Scriviamo:
J.101. peT:r -+oo x2 + 1ogx -x"
= ef\r)-l( r ) _, I / (z)- g(:r) ..... O.
3.102. per z-o
Chiediamoci ora: sollo quali ipotesi è vero che se / (x),..., g(x) allora
f(z )- g(z)- 0? J .I OJ. per z-0 l - cosz ...,z 2

/ (:r) - g(x) = g{:r) · -=-1 " " O se g(z) è limitala. J.104. per :r--> +oo log(l+z)- :r

- o J. 105. pcrx -+oo :r2e-..e


(poichè f -9, J/g - 1 -- 0; allora se g è limitata, il prodono tende a zero).
J.106. per:r - o z 2 +2z- 2z
Dunq ue: se f "' g e inoltre g è limilo/(l (e quindi anche f lo è), allora f - g - O;
in generale però I"' g-:/; I - g --+ O: in particolare: se f "' g e g è limitata, allora
ef(z)...,e-f(z). J. 107. per :r-+oo z1 + e

J.108. perx-0 lop: -:r


Abbiamo illustrato le principali tecniche e avvenenze da tener presenti
nell'utilizzo delle stime as intotiche per la dete1111i nazionedi pani principali e il J. 109. per:r -+ov Jog(l +x),..., Jogz
calcolo dei Jimi1i. I prossimi esercizi, che sono ancora in un certo senso di
preparazione, vogliono mettere alla prova la comprensione di queste idee. J. 11 0. per :r-+oo sin! - !
Successiv111nentepresenteremoiveriepropriesercizidicalcolodei limiti, a loro
vo lta pre<:edutidaesempi svo hi J.11 1. perx- +oo log{2z + z 3) "' 31ogz

J. 112. perz-o ,;•'(»)-»


J. IJ J. perz-0
,w
140 Cap. 3. Limitie continuità Pa r. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti noteV<lli

J.114. per x - -oo log(2 + r 1 ),,.,2loglxl 3.3. B. Richiami sulla gerarchia degli infiniti

J.115. per x-o Chr- 1 "' lx 2 Cominciamo co l ricordare il seguente risul tato di confronto tra infiniti di tipo
diverso,c he abbiamo giàutitizzatovarievolte,anc hecon lesuceessioni:
J.116. per r-+oo sin;i:"'x Proposizione 3. 1. Genrchilll degli infiniti pe r x _, oo. Consideriamo. per
:z: ..... +oo, /e $eguenli Ire f amiglie di f um:loni:
J.11 7. perx-0 x2e>,....r2
(log.:z:)" (a> l, a> O); :z:6 (fJ >O); bz (b > l}.
J. 118. perr-.o+ log(J:i; ) ...., lop:
(Si o.uen·i che rend0110 rulle a +=J. Allora fa prima è •o piccolo• della seconda,
cheasua volra è "o picco/o"della terza.
J.11 9. per :z:-+oo x2+e'"'e'
Espl icitamente,questosignilica che:
J.120. Se per :z: _, xo f(x ) - +=e g(:z:),..., / (:z:), allora
pc r :z:-+zo logg(:z:)- log/(x). =O; =O
J.121. Se per x __, Xo f(x) __, +oo e g(:z:),..., /(:z:), allora
per ogni a > 1, o > O, (3 > O, b > 1. Una dimostrazione di questa proposizione
per :i:->xo ef(z),.,,e/(zJ. med ian te il Teorema di De L'Hospital è ri portata sul libro di testo IBPSl], cap.4,
§4.4.Mostriamo l'utilizzo tipi co dei confrontiprccedenti ncl calcolo di limiti più
J.122. Se per x- xo f (x)-O e _q(x),...,f(x), allora com plessi
per :i:-:i:o E$e mpioJ.15. Calcolare i seguentilimiti:

Dare una stima a!lillfotica della segwnte famione, mediante una jun:i011e piU (a) + :i:2); (b) I_
semplice (del tipocz:". o c(x - x o)" peropport1mi c,a E RJ
(a) Per x __, +oo si ha log( l + x 2 )..., log(x1) = 21og:i:, che è un infi nito di
J.12J. per x-0 e2r'- 1,._., ord ine inferiore rispettoaZ', quindi:

J .124. per :i: -o+oo W+;-x- .. Num. = ZZ + log(l + :z: 2)..., ZZ.
Perc iò

/ (x)"'
,.
3z" _, +oo
J.126. per :i:-o+
ancora per lagerarchia degliinli niti.
J. 127. per :i:-+oo .. Per x--oo, inveceè2% ->0 e

J.128. per.i-+oo ..

.
142 Cap.3. Limltiecontinuita Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintoliehe e limiti notevoli

Dimou n1.1.ione . Proviamo entrambi gli asserti con la tecnica di cambiamento d i


perc iò / (x: )- 2logjx:j _ _ variabi le nel limite, riconducendoci alla Proposii:ione precedente(confrontoper
0

per lagerarchìadegliinfi niti. '" x - + oo). Per il primo limite, supponiamo a- > O, altrimenti il limite è banale.

(b) Per x _,. + oo, x: log( l + x:1)"' x:log (x ') = 2x: logx, che è un infinito di
ordine inferiore rispetto a 3% 21ogx, quindi

Num. "' 3x' logz ponendo x:z: l / t


A denom inatore, x: 42- :r ..... O, perciò
per il confron10 tra logaritmi e potenze all'infinito (Proposizione 3.1). Per il
secondo limite, supponiamo ora fJ > O, altrimenti il lim ite è banale.
11- 1/ ,,0
quindi / (x: )- = 3,

cheèillimitccercato ponendo :r- 1/t

La Proposiziooe precedente mostra come confrontare logaritmi, potenze cd


esponenzialia +oo. Cisipuòchiederescvalganorisulta tianaloghinell'origine.La
domanda va però formu lata Ìn modo più preciso, in quanto, pe r X --> Q+, ponendot""' Y

logx -->-oo; 7' -0 {/J:>O); bz-1. per ilconfromotrapotenzc c esponenzialiall'ìnfinito(Proposizione).l). Jnfine, il


limite :rfllJL/,,o è il limite del reciproco rispetto al precedente, quindi dà +oo.
Pertanto, il quoziente tra due di queste tre funzioni oon dà fom1e d i
indeterminazione (il confronto è banale). Sono però forme di indeterminazione
intercssantiqucllc contcnutenellaprossima· Latccnica d icambiamentodivariabileinsiemeadopportunipassaggialgebrici
p11òanc heservireperconfron1aretraloroinfinitiditipodiversorispenoagli
ProposWo ne J.2. Grn rc hia deg li infiniti per z ..... o+. Vulgo1w i segueiilì infiniti "sta ndard" da ti da logaritmi, po1enz.e cd esponenziali. Si considerino i
!imì1i; prossimi esempi ·

::. r"l logx:/" = O EsemploJ. 16.Calcolare i seguentilimiti:

per og11i /3 > O. a E R (si 0$Servi che il limite dQ utwforma di inde1erminazio11e


(a)
[O· oo] sea >O: pera :S: Onon c 'è nessunaformadiilldeterminaziont};
(a)Ponendot - logxsiha:
b-;"° :: O; x:Pbl/,,O =o +oo
lirn Jog' (logx) =lim log1t =O
per og11i b > l , et > O,fJ E R (:si osservi che i limiti dmmo form e di z-+c:<> 2logx 1-+oo 2!
i11determina.iont !O/O], [O · oo]. r-ispellivumenle. se fJ > O, men/re se fJ :S: O non
c'è nessuna/orma di illde1erminazio11e)
peril confrontotra logaritmiepotenze(Proposizione3.I ).
144 Cap. 3. Par. 3.3 Calcokl dei limiti mediante asintotiche e limiti notevoli

1
(b) sin(2x + i}sin1(3x) ... -== "7;9:i: == _ g
(cos(2x)- l )cos(3x) -H2:i:)1 . 1 -2x1 2J2
D'altro canto per la Proposizione 3.1 è
equestoèil limitecercato.
xlOS:i:z: -:z;2 _, -oo, quindi
EH mpio J . 18. Limiti notevoli. i seguemi limiti:

(a) lim
z-+oc
x2log[,,.( 2 '", )];
1- z
(b) lim
z-+oc :.- + 2
3.3.C. Calcolo di limiti mediante limiti notevoli
e stime asintotiche

(a) Poiché
Esempi svolti
Ese mpio J.1 1. Limiti notevoli. Calcolare i seguenti limiti·
( ''") . ('+")
1="%2
-- o,sihacos _, I.

Possiamoquindiusarelasti maasin1oticadel logaritmoquandoilsuoargomento


tende a l (v.box(3 .lll)),eabbiamo
(a) Sl imiamo questi fattori mediante le stime asintotiche dedotte dai limiti
notevo li:

(cos(fi} - 1) ... Sh (2:z: ),.., 2:z:. sfnmando ora la stima asi ntoiica del coseno quando il suo argomento è
infinitesimo

Stim iamo inoltre (j;- x) - j;


- ·'. 2 l - :t1
_!,
2
•. :i;2
_1_ _ _ !2·
(parte principa le della somma di infinitesim i di ordine diverso). Infine, poiché
Ch (3:z:) _, I , è sempl icementeCh(3z) ... I. Quindi:
Il lim ite è- !
/ (:z: ) ... :z;l/3 = -1; Si presti attenzione a!l'ON/i11e in cui abbiamo eseguito le due st ime, sul
logaritmo e sul coseno: nell'anati:aareuna funzionecomposla, part iamo dalla più
es1emo(inquestocasoil logaritmo).

(b) Not iamo che per :z; ..... +oo, { ..... J, me ntre 3:z:1 _, I, quindi
(b) I due fauori s in (2x +i) e cos(3z ) tendono a una costante non nulla,
perciò si stimano semplicemente con il loro limite. Per gli altri due fattori sin 2(3x) abbiamo una forma di indetenninaiione (100 ], che ci ricorda il limite che definisce
e (cos (2:z; ) - l ) usiamo le stime dedone da i lim iti notevoli e abbiamo: il numero e. Dovremo ricondun::i ai limiti notevol i legati ad e.
Cominciarnoariscri•·erelafunzioncnellafonnaseguente
146 Cap. 3. Limiliecontlnuit<'l Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limlti notevoli

alla funzione ( l+:r)°. La - teffettivamenre un info1itesimo


per z ..... + oo, mentre non avremmo potuto applicare la stima diretumente alla
differenza ,Ysx3 + 5x - I - 2x. Concludiamo·
Quesu è una procedura standard: una funzione de l tipo / (z)1bl, in cui ciot la
variabi le si presenta sia alla base che all'esponen1e, può essere meglio analizzata
riscrivendola
pertantoillimiteccrcatoè-fi.

09servaziooe 3.7. Si confroni i il procedimento segui to nell"esempio (b) per


perchéaquestomodolavariabilecomparesoloall'esponente. calcolare
Stimiamo ora la funzione
lim (xs+ 2x + l ) "
r-.-. x3+2
con il procedimento seguito nel §3. 1 pcr caleolareanaloghi limilidisuccessioni,
Poiché rargomento de l logaritmo tende a I, il logaritmo tende a zero, quindi ora la come sarebbe ad esempio
fonna di indeterminazione (per h(z)) t del tipo [oo. O]. Usiamo la si ima asintotica
+ 2n + I) •·'
dellogaritmo quandoilsuoargomen101endeal: !im
("' nl+
h (z ),._, :Jxl (x3+2z + l _
x3+ 2
l) x3+2
.. -tto

Nel §J.1 ci rico nducevamo al teorema


2

Perciò
cheè illirnite«-rcato.
il che portava a riscrivere la successione nella forma
(ç) Per x ..... +oo, ..... O, perciò

ni + 2
• 11 3 + 2

pcrpo1er appl icare ilprocedimeritovisto.Orachecoriosciamolestimeas in10tiche


del logaritmo, abbiamo a disposizione un procedimento meno tortuoso. Lo
studente èinvi1aioa rifarequalcunodegliesercizisuilimitidisuccessioni(§J.I)
che sfruttano la definizione di e, utilizzando ora il procedimento illustrato
ncll'esemp io(b).
}· - j.
Sinotiilraccoglimen1ode llaparteprincipa!e2x,cioè&i: 3 sonoradice,che t:stato
nn:cssarioperpoter appllcarelastima asintoticadedouada l limite notevo!elegato
148 Cap. 3. Llmitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

Esempio J. 19. Limiti di successioni. Calcolare i seguenti limiti: Esercizi

(a) + (2n + sinn )cos;; (b) 3.129.

(a) Consideriamo
lim e:1z+ 2r

a,,= sin (n 2 ) +
3.13 1.
Per il primo addendo, maggiori amo il mod ulo

3.132.

qui ndiperil teoremadelconfronto,


3.IJJ. -z''')
sin(;) · sin (n
2
) ..... o
Per il secondo addendo. poiché _, le (2n + sinn)- 2n (somma di una l.134.
_...,.,(>+')'
lim :i:+ 3
successione chetendca +ooc unalimitata),

(2n + sinn)cos!;- ..... (2n + sinn ) "' 2n _, +oo.


[ (1 +")"']
lim : i : -
1+ 2:i:
Perciò a,, --..+oo
3.136.
(teorema s u "aritmet izzario nc pan:iale di infinito"): la successione è divergente.

(b)Sia aR = n (s .mn) (. ')


sm;;
3.137.

nsin ; ..... n .;; = l l.138.

mentre si nnè irregolare. Pertiò aft .... sinn è irregolare.


l.139.

1vaW

.
1li0 Cap. 3.Umitiecontinuna Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

J .140. J.152.• hm. ( --


r-±oo
:i:'+3% ) 2z
%1 + I

J. 141.* . sin 3 (:i:2)


J.153.*

JCOsi"-1
J. 142.*
J.154 .• 2
lim [!(sin! ) (sin:i:) ]
z-o :i: :i:
J.1 4J. ("+2r
%.!!ii:., :i:l +3:i: J.155.*

. (1-oo•vf:i+;,o,
J .144.* J.156.* l)
:i:3 tan2z

l. 145•• .
:s-bo
(•'+>+!)
, --
lim l:i:l l o g -
:i:+ 2 J.157.*
log2:i:-3logi:
log(l +:i:)+ (1 + 21ogz)2

J.146.
J .1 58.• ('+")"
1 + 2:i:

J.147.* hm. (•'-"f


z-± oo
- -
:i:l+ I J. 159.*

J.148. J. 160.• hm [+oC,)i•l=i']


z-± "° X

J. 149.*
J. 161.*

J.150.*

J .151••
2z + %2)
J. 162.
__ ,
J.163.
t1vaW

..
152 Cap.3.limitiecootinuit;!i Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e 153

J.177.*
z-+o<>
e +·')
limxlog - - ,
2x+z

J.178. l)z
J.17?. Jim:i:lo(•'+Jx+
g - , -- l)
z-+<>o +2 z

J.180.

J. 168.
1
- :-3I; {idem)
J. 181.
z--t<» sm(l /z)
3.16?.

J.182.
3.170.

3.1 71. J.183 .•

3.171.

J.184 .• r (2:i:2+:i:+ 1ylr


l' log(logz) + (logz) 1n
3.1 73 .•
+ :i:(logz) 111 •
J. 185.• li.m (;i:2+3:i:+
--- l)h+l
:i: -2:i:+4
2
r (log;i:)z
3.174. *

J.186 .• Jim [1og(r'r+:i:+


z-+o<>
-2>+4l)] ("'+'""')
2z+5
3.175.•

J .187.•
3.176. •
vòW
Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei Hmiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli 155

J.188.* J.199.* (V'n•+Jn'-n+l-n)


..
213
log1::i:)( V'x2 +5::i: - I- x ) ( n'+ log'n )
J.200.• lim
,, _ _, n. \jn2 + log2 n · login

lim " '- -J,+


- 2-·
- )'
J.190 ••
z-+oo (-
lop: + 2x2 + 4x J.20 1.* ../n2+nlog!n - n) · lo;n

·-- J.202.*
--
3
lim n (sinn) -sin1 ( .!.)
n

J.203 .• ,. _lim
_, ( nsin.!.tos.!.
n n + arctann)

113
J.204.* ,.,!!'!,[(n3 +5 n-1) - nJ 1og(2+e")

J.205.•

J.19!!.*
J.206.• lim (::i:+ 2lop:)log ( 23---;i
r'+4 )
- ::i:+

J. 196•• V'r> + 16il - 2 - ::i:)· (x+ logx)


J.207 .• +

J.197. * J.208.•

J.198 ••
·"{+.:){•'''-i•' - J.i} J.209.*

J.210.•
w
156 Cap. 3. Limitieoontinuittl Par. 3.3 Caloolo dei Nmiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

J.211.* Soluzioni§ 3.3.

J.97. falso 3%1/J


J.98.
J.99. falso -'l:rf/J
J.212.* J. 100.
J. 101.
J.102.
J. t OJ. falso +oo,O, rispenivarntnte,

J.213••
. ''•'(1+v:i.') J.IOS..
falso
falso
±oo;-oo.

3. 106. !;O
J. 107.
J. 108. fal so
J.2 1<1.* 1·
i..!%, oos( i)sin (!)
J. 109.
3.110.
"""'·'
J.11 1.
vero J. IJJ. o
J.215.* 3. 113. falso
J. 114.
3.11 5..
3. 11 6. falso
3.117.
3.11 8. 'l log3
J. 11 9.
3.120.
3.121 . falso
3. 122. 3. 138.
,,. 3. 139.

(:r- 1)

J. 141. Il fanon: sinlop- non ammette limiic ma t limitato in vala«: assol uio.
MO$tri.lmothe il prodouodeg!ialtridue fauori icnde•zero, da cuiseguiràthe il limite
terca1oturo,per il 1eorcma delcon1Tonto. lnfani:

't1vaW
158 Cap. 3. Limitiecontinufta Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

3.142. N(l{iamc> dte per poter applicare I.a stima as intotica su (i-cos:i:) alla
funzione .,l«iii-lènecessarioilpassa&&ioalgchrico:

157112:-I

3
,,;,><(";!;;') - >. /{«}-2x(";1: 1" -1) ;)-2z·; =6
1 1 1 1
f%llog(" ,.;:; )- lxl[" ,.;:; - 1] Perciò

Perciòpcr ilcriteriodel coofromo cilcriteriodelconfronto asin!Olico,illimiteè O


i'-2%
7+1 --> l,pm:iò

-1) = 1)-. .. -6
Pcn:iòillimitcccrta!o èc-1 .

log1:i- 3log:i Lo&;1 x I


log(l+z)+(I + 2logz)l - .flog1.: - 4·
160 Cap. Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevol i 161

quindialog(logx).Ptn:Ki

/(z)-. -.o

conlh>nto di infiniti, e il limite t uro

'2z 2z
.. .ìtii
'2z
.. !2 .___!__
1 + '2z
.... !
2· Per confrontare i due infiniti risçriviamoli enlnlllbi usando l'identità:
Pen:iòi!limitet ,fi.

(lo&zr= e........ ; z'<'P=et•i'

Ora poidii\ xloglop 2 z. e z > (!oaz) 2 (dow / > g significa "/ t infinito di on:line
superiorerispeuoag"),amaggiorrt1gionet zloglop>( logz}1,quindi
e(1opJ'>e•loP>P e illimi1ecerc.atoé O
pen:iòil limitetzno(JXri!criteriodelconfrontoedel w nfrornoasintOlico)
Poicht lff:- 3,
J. 161.

.. .,t11 . .!..2..= _!__,0.


yi-t-;; 3 z2 3:r:2/J

- 2; - '2; 0
Pn- z-o+,e-• - l,zlog:r -O pt"rc iò C'+zlog.r-. I e
-! J. 168. 3;0;-t-oo

J .164. ±oo J. 16?. o e-•+zlogz


-::,ell• __, +oo

pen:!lt:
+oo;o+, '2;+00
JXrla germ:hiadegliinfini1i.

J. 171. Poic11t( t16 ) - 1,

J. 17J. E'un.afonnadi indelenninazione [oo/oof.


=- '2.
Numeratore -(logz)1f.I
J. 178. e 2.
perchéponendo loiµ =tsi1Lalogt + l 111 - t 1fi(&e<an:hiadegliinfiniti)

Dc:nomin.aton : 31og{logz)+z(logz)111 _ :;,(IO&z)'/1

1maggiorragione.JXrché z(logz)1f.lt in fini1odiordinesuperiorerispeno 1(logz) 111 e

.
162 Cap. 3. Limitieconlinuftà Par. 3.3 Calcolo dlii limiti mediante stime asintotiche e notevoli

dwique il -i·
J. 183. Diamo SI ime asintOliche degli infuiite5imi I e dc1>G1Dinatore

3:
- 1) "' ,,2
1
-;

/ (:r) .. 3,,(2"';,,; :; l -1) .. 3i: C:1-+34) . . . J. 189.

Dunquc il limitecercatoè: e•/1.


{..yi+ log1z) ( ,Yz1 + sz- 1-:c2i3) .. ,y;:( I -:r111) •

J. 185. "' Jl"'I = •r; ..,;11 z zl') -.z.-·-=-


(FS
' l +---- 1' z' '. 3 3

• e....

=z( ..

J. 186. Q.lindi / (z)_.e-111.

..
164 Cap. 3. Umrtieconlinuitll Par. J_J Calcolo dei mediante asintotiche e notevoli 165

/(z)-z( !6xS- 2-z) =

quindiperi!teorcmadelconfron!o,
'Y + loglzl+e 11" -1o&lzl
{perch<!loglz l -+<x>;2•-o;e11•-1);

/{z),.. - 2zlog/zl-++<x>.
Si presti anenz.ionc al piSSaggio ..(;i= -z, perclM! z - -oo in particolare la 5u«:n:iior>e è convergente.
/(z) =e(ulop-J.1ot(:?.::').e"l•l.

quindi

/(z) -1]- - 7

't1vaW
166 Cap. 3. Par. 3.3 Calcolo limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

Quindi / {r)- ·z • e il
perciò
- L,
pHlageran::hiadegliintiniti.
1°'(2_z;::r)-
(J1 +'""" -1) --'"--- (""') -'"-. ---'---+oo
n !of'n 2n loi:"n - 21ogn ·
(z+ 21oç)-:z:

quindi

(l + é'l1)
eperilcrit«iodelconfromo,0 0 -0.

h(z)-; ·Sin(h)- = 3,

quindi

3.204.

quindi ell(6 l-e2.

... 5 eillimite«'f(:atot5/ 3

••(•' + ')- ''•(•') . "·


z+5z2 5z2 5z
quindi
168 Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzi0ne

3.4. Applicazioni agli studi di funzione


Vedremo ora !'applicazione de l calcolo dei limiti e delle stime asin1otiche allo
2
{log(:r2 + 3:i: - 1) - 21og:i:} = !og("' +:;- 1
) "'' +
1
- I= st udio del grafico di una funzione. Cominceremo con alcu ni esempi 1110110 semplici
che illustrano l'idea di base.Po i passeremoacsempipiil claborati,primafissando
l'anenzione su unaspcnopervolca(cioèlostudiodclgraficodiunafunzione
nell'intornodiunpuntoprefissato,oppurelostudiodelgraficodiunafunzione
all'infinico), infinecsegucndodeglis1udidi funzioncincuis iarrivaadeterminare
complessivamente il grafico qualitativo della funzione. Il termine "quali1.a1ivo" in
questo contesto significa che non otteniamo certe infonnazion i quan1i101/ve (come
ascissa e ordinata de i punti di massimo, minimo, flesso) per le qua li tipicamente si
utilizza il calcolo differenziale. Gli studi di funzione che util izzano il calcolo
differenzialcsivcdranno nelprossimocapì1olo.

3.4.A. Grafici qualitativi elementari

Esempi svolti
Num. = ?'r+ 20:+ 4-z= Trocciare rapidamente il wafico qt10li1a1ivo delle seguenti semplici Jun::io11i.
ragionando sulla composizione di.funzioni e/ememori, sulle operazilml coi wafici
("as /azioni, ecc.) ed eventualmente euguemlo con/ronfi, si/me usin1a1iche, e
colcolmlt/o qualche limi/e. Disegnare con precisione ewnluuli punii m1golwi,
prmli o tangente orizwmale o •·erticale. asintoti. e segnare sugli assi il •·a/ore
numerico dei punii noteWJ/i che si riesco110 a de1erminare.
quindi

Po!l<'ndo -j; =t $iha· Esempio J.20. (a) /(z)=z e" ;

(a) Definita sututto R.


+ Pcr:r; -o+oo,/(%) --+oo concrescitasopralineare;
per:r; -o -oo, / (:r;) ..... o- .
lJ primo limite t uguak a -oo degli infiniti). Poicht il se.:ondoè una quan1ità / (:r;)
:SO, illimi1ecomplc$Sivoè -oo. / (O)=O soloperz = O,epcr:r;--oOè/(:r;) ....,z.
Quest'ultimo ragionamento permette di non il se.:ondo limile, che è meno
imnmliatode!primo; inrealtà sipOO dirnosuareche

ilcheratfonalaconclusioneprecedente.
170 Cap. 3.limitieconlinuitll Par. 3.4Applicazioniaglisludidifunzlone

Grafico locale: Grafico qualitativo:

In particolare, ossciviamo chef deve avere (almeno) un punto di minimo in un


certo:to<O. (b) Definita per x >O, il comportamento in simile a quello della funzione
(b) Simile alla funzione pm;edente per quanro riguarda il comportamento pre<:edente.
all'infinito e il segno. Perz - +oo, f(x) ..... +ooç00c rescitasottolincare
f(x ) ;::-.Oper:i: ;:::o. Grafico qualitativo:
/{O) =Osoloper x = O,e per x ..... Oè/(:t) fi.
Grafico locale:

A differenza della funzione (a), ha sicuramente un cambio di concavità.

Esem plo J.22. (a) / (:1:)"' xsin;i:; (b) /(;i: )=

(a) Definita in tutto R, si mmetrica pari. La funzione ha infinite osc il!u ioni
(come la funzione sinx), non pe riodiche, ma dal prodotto con ;i::

Notiamo il punto di flesso a 1angente verticale in ;i: = O (che discende dalla


stimaasintoticain O,perconfrontocolgraficodi .yi).

-ffi-
·-·:-· ····
EsenipioJ.2 1. (a) / (:t)=:i:log:i:; (b) f {;i:)- ,/i" logx.

(a)De finitaper ;i:>O.


Per x--o+, J (;i:) .... o- . _.,
lnoltre,poichélJ;l ..... -oo, deduciamocheilgraficoarrivainOcontangente
verticale.
Per:i: ...... +oo, / (;i:) - +ooconcrescitasopraHneare.
172 Cap. 3. Limitjecontinulté Par. 3.4Applicazioniagli stl.ldidifunzi0ne

Notiamo che la funzione si annulla negli stessi punti in cui si annulla sinx, jle1so a 1ange111e 1·erticale. di diJcominuità Il JO/to. di di1contim1i1à eliminabile.
ciotk11,nonhalin1iteall'infinito,eper:c--O,/(z ),....,z2. asin10101'trticale •.. ).

(b) De finita per :e 'f' O, simmetrica p.arì. Esempi svolti


Per:c--0, / (:e) ->O(discontinuitàeliminabilc).
Pcr :c __. ±oo, / (:e)__. I (asi ntotoorinontalc) EH mp io J.23.
Al finito./ ha infini te oscillazioni vicinoal l'origine. lnp.artieolare, / (:e) •O
(·V'=i- 1)'
Per comprendere meglio il comport.emento vicino a O si può osservare che / (x) = log(l + x) · lop- :to= 1
l/ (:c)j :5 lzl. il che mostra che it grafico è compreso tra quello delle due rette ±:c.
Grafico: .y;=J" _, O,

Inoltre,
log(l +:e)· loy:"" log2 · logx "' log2 · (:e - I);
perciò

Esercizi Perciòin :c= J lafunzionehaunpuntodiflessoata ngentevertica!e(ascendente):

Si chiede di srudiore /e funzioni uguellli come 11egfi esempi JWJ/li.

J.216. •'<' J.220. :c 2log:t

J.217 . J.221. e-"sìn:c

J.218. ... J.222. log( I +l:i:I)


Eu mpio J.24.
J.219. J .223.
zo'"'O
3.4.B. Stime asintotiche e grafici locali
Dare Wlll stima asintotica della fim:io11e /(:i: ) per :e __, :i: 0• e 1racciare. di
c011segue11za, il grafico q1mli1a1ivo di / {x) i11 un intorno di :t s :ro. Classificare
questo punto (cioè dire se si 1ra11a ad es. di 1111 p rm/o di cuspide, angoloso. di
17.4 Cap. 3. Llmitiecoritinuità Par.3.4Applicazioniaglistudidifunzione 175

(ricordando che arctanl -- ±1f/ 2 per x - ±oo). Perciò x"' O è un punto Esempi oJ.26.
angoloso, incui lafunzioneha.dades1raesinistra,1angentidipendenza ±f :
/ (x)= l:'o= O

Perx -+ O,

+
quindi x=O èunpun!odiflessoatangenteorizzontale,discendeote.

Si noti che, con lasolas1irnaasintotic.a, non è possibile essere più precisi nello

(ad es .. la concavità)

Esempio).25.

f (x)""

Per x --0,
W mpioJ.27.

perdòx ; Qèunpontoangoloso: xo = I

Perx-1,
I l(x - I )(:i; + I )I

Vale la stessa osservazione fana alla fine delresercizio precedente. Si noti il (x - 1) 1/S - 2(z - 1)2/S per z - l -
diverso modo in cui nei due esempi la stima mostra l'esistenza di un punto
angoloso. In quest'esempio, atrorigine del punto angoloso c'è la presenza di un
valore assoluto nella funziOl\e; nell'esempiopre«dente il punto angoloso nasceva
dalprodottodiunafunzionechetendeazerolineannenteconun'altraehetcndea
duelimitidiversidadestraedasinistra.
176 Cap.3.limitiecontjnuilà Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzione

quind ix= I è unpuntod i flessoatangcnteverticale,ascendente. 1


3.231.* / (:t:) = (logx) Xo = l

y--,-,
(;i:l + %- 2) :y;:=j

3.232.* / (:t:) = cos(u)· logx Xo =


.,,;,[•(z- t)j l

(eVi - 1)1cos(u )
3.233.* / (x) = cos(.yi) -1 Zo=O

Esercizi
3.234.* f (x ) = - cou) :ro=O
Dare ima stima asimotica della funzione /(:i:) per z _, :ro e tracciare, di
smTz· tana:
cotiSeguenza, il grafico q1.aUtativo di / (-.i) ;,,"" intort1a di %= x 0. Classificare
questo pu111a. come nei precedenti esempi svolti.
3.235.* Xo= I
3.224.* Xo = I

2
f (x) = - l)sin (x +2:i:11')
l.236.* :i:o=O
3.225.* / (:t:) = li xo =O arctan(Jz)

J.226.* Xo=O 3.237.* / (x) = log(l + + 3:i:) :ro =0

J.238.*
3.227 .• / (:t:) = -.i o= I
f (x )= sin(x - xo=O

J.228. * / (z) = siru: · .y;=I :i:o=O


log{ t +.y;)

J.2 29. * /{z) = .;/log{l + 2z: :i:l)


log(;i; + 2)5mx
;i;o =O
zo=O

J.2JO.* /(z) = log(2;i;l- 1)


Xo = I

"'\. t1vaW
178 Cap.3. Umitiecontinurtà Par.3.4Applicazioniagli5100idi funzione

...
3.241.* / (x) = 'e2-e :ro= 1 (scri vere una funzione del tipo cx"). Di conseguenza, x = O per/ è:
O angoloso O di cuspide
O diflessoaumgenteverticale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotoverticalc O didiscontinuitàasalto
3.242.* :ro = I
3.249. ..
(scrivereunafunzionedeltipocx").Diconseguenza,r=Oper /è
/ (z) = log(l O angoloso O dicuspide
3.243.* O dillessoatangenteverticale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotovenicalc O didiscontinuitàasalto
3.244.Perz ....... .. ..
(scrivere un'espressione dcl tipo c(z - I )" ). Di conseguenza x • l per/ è· (scrivereunafunzionede!!ipocx").
O angoloso O di cuspide Diconsegucnza,x=O per /è:
O dillessoatangenteverticate O dillessoa1ang.orizzontale O angoloso O d!cuspide
O diasintotovenica le O didiscontinuità1salto O dillessoatangentevcrticale O dillessoaumgenteorizzontale
O diasintocoverticale O didiscontinuitàasalto
3.245.Per :e - 0,/(:r) • èasin1ocicaa: ..
(scrivcreun'espressionedeltipo cz" ). Diconseguenza,:r zz Oper/è:
3.25 1. Per x _, 0,/(r) = è asintotica a:.
O ango loso O dicuspide {scrivereunafunzione deltipocz").
O dillessoatangentevertìcale O dillessoatang.oriz:zootalc Di coosegueru:a, r•O per /è
O diasin!otoverticale O didiscon1inuitàasalto O angoloso O dicuspide
O dillessoatangentevenicale O dillessoaiangcntcorizzontaJe
..
O diasintotoverticale O didiscontinuitàasal to

(scrivereun'esprcssionedeltipoc:r"). Diconseguenza,x = O per /è:


J..252. ...
O angoloso O dicuspide
O di !lesso a umgente verticale O di minimo (scri vereunafunziooodeltipocz").
O diasintotovenieale O didiscontinui1àa salto Dioonseguenza, x=O per /è:
O angoloso O dicuspide
.. O dilles.soatangentevertitale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotovertic1le O didiscontìnul!àasallo
{scrivere un'espressionedeltipo cx"). Oieonseguenza, r"' O per /è:
Dlconseguen1..a,z=O per / è un punto·
3.253.
O angoloso O di cuspide
O di llessoatangenteveriicale O dillessoatang.oriz:zootale (scrivereunafunziooodcltipocx" ).
O di asintoto vcrticale O didisoontinuità a salto Diconseguenza.z = Oper /è·
O ango loso O dk'uspide
180 Cap.3. limitìecontinuita Par. 3.4Applicazioniaglislvdidifunzione 181

O diflessoatangentevcnicale O diflessoatangenteorizzontale O diflessoatang.venicaleascendente O di flcs.soatang.orizzonta!e


O diasintoto\'erticale O didiscontinuitàa$11lto ascendente
O diflessoatang.verticaledtsccndente O diflcs.soatang.orizzonta!e
l.254. Per x ..... O, / (x )"' è asintotica a:.. discendente
O diasintotovcrticale O didiscontinuitàasalto
Di conseguenza, x = O per/ è:
Oangoloso O di cuspide 3.4.C. Studio all'infinito e ricerca degli asintoti obi/qui
Odi flessoatangenteverticalc O diflessoatangentcorizzontalc
Ricordiamodie una retta y = mx + q (m FO, q E R) si diceasin101oob/iquoper
O di asintotovcnicalc O didi scontinuit.i asalto
/,pcrz-- +oo (oa -oo),se
l. 255. Perz - O, / (x ) = è asintotica a: .. J!%.,[f (;r) - (nu: + q)J = o
(scrivcreunafunzionedel1ipo cx" ).
Oiconseguenza,z =O per /è: ossiaseladistanutra laretta eilgraficodella funzione tendeazeroall'infinito.
O angoloso O dicuspide Unasintotooòliq uoesiliteseesolo se sonosodd isfane led11c co11dizioni:
O di flessoatangentevenicale O diflessoa langcnteorizzonta le / (z )- mz per z-+oo
O di asintotoverticalc O didiscorui nuità a satto
pcrqualchem ;/:O, edesiste finito
=
3.256. Per x - O,f(x ) z•"!,Ji;.J( è asi ntotica a: ...
(scrivcreunafunzionedeltipo cz" ).
Diconsegucnza,z= Oper / è· cheintalcasocoincidcconilnumeroq.Sottolineiamo,tnparticolare, chelaprima
O angoloso O dicuspide condizionedasolanonimplica l'esistcnzadell'asintotoobliquo,cumemostreranno
O diflessoatangenteverticale O diflessoa1angente orizzoniale gli esempi.
O diasin totoverticale O didiscontinull/la$lll!O
Esempi svolti
l.257. Per x ..... O.f(x) = hsimoticu:..
Esempio 3.28. Dare una stima asintotica di / (x ) per x .... + oo; stabilire quind i
(scrivere unafunzionedel 1ipocz" ) se /possicdcunasintotooòliquo, in caso affermativo determinandolo.
Di conseguenza, z= Oper /è:
O angoloso O dicuspide
O diflesso atang.vert. ascendenle Q diflessoatarig.orin.ascendente
O diflessoatang.vcrt. discendente O di flesso a tang. orizzonta le
Stimiamo: / (z),..., z0pcr z-+oo.
discendente
O diasintotO\"ertic,ale O didiscontinuitàasalto Quindi la funzione tende a + oo, con crescila /ineon . Cen:hiamo l'eventuale
asintoto ob liquo:
l. 258. Per z._ 0, / (:i:)
tipo cz a ): ..
Diconseguenza, z =O per /è:
as intotica a (scrivere una funiione del
f (z )-z 0 =x0(ee-1r-1- 1) - D =

O angoloso O dicuspide

.
182 Cap. 3. Llmitiecontinuita Par. 3.41\pplica.zioniag!istudidifunzione 183

fi {:r;) ..... J:i:·sin; ,...,ll;.; •3;h(:t) --+ l; quindi:

Pereiòes isteasi n101oobliquodiequaiione /{:z)-h"--+4

e lafu nzioneammeneasin101oobliquo
11=3:z+4
Esempio 3.29. Dare una stima asintotica di / (:z) per :r: __, + oo; stabil ire quindi
se f poss iedeunas inlolo o bliquo, incasoaffermativodelerminandolo.
Esercizi
Sudiare il comportamento dello funzione ol/'infi1Jito (oppure solo o +oo o -oo, se
non hasemo cafcofan uno dei limiti), Jlllbilendo in particofore se la funzione ha
Per:r:--+ +oo, / {:r:)-2:r:->+oo, conerescitalineare.Caleoliamo:
cnscito lineort. sopralineare. Jot1olineon. Stabilire q11indi se la fimzi011e
ommelle asintoti obliqui. de1erminando/i in caso ojfermativo.

3.259.

Ora:
l
C(J$ 7x_, J; 3.260.
3.269.•
' ''•("im')
3.270.•
3.261.

2<(00•-:\--
qx 1) -2•· (-!. --'-) 2 :r;2/3 3.262. v9+3x
3.271.* ,.(':Ir.c:)

J.272.* V'I6x 4 +3r'+l


quindi il limite considerato va le -oo, e la funzione non ammette asintoto obl iquo . 3.263. log(eh+ 1 +x)

3.273 .•
Esempio J .JO. Dare una sti ma asintotica di /(:r:) per :r: __, + oo; stabi li re quindi
se J poss iede un asintoto obliquo, in caso affennaiìvo deierminandolo.
3.264.• ''''•(""'*")
3.265. 2z>+;:r+l 3.274 .• el/(r+l)(3:r:+ l )
/ (:r:) = e""'; (3:i: + cos; )
3.266 J.275.• .Y8x3+3%2+1

/ {x)"" 3%(crescita lineare)


3.267 .• :r:eos-j; 3.276.•

3.268 .• (:r:+2)1og(* ' )

t1vaW
184 Cap. 3. Umitiecontinuitil Par.3.4ApplicaZioniaglistlidid ifunzione 185

Calcolare i limiti indicati pt!r le seguenti funzioni e ili base a questi e a


considerazio11ieleme111ari, 1racciare/fgrajicode/fejum:i011i
,.
Perz__,1 , / (z) --+
{o++oo (contangen1eori110ntale)
z =1 asintotovertica!c,dasinistra
Per z ..... + oo, / (z ),.., (log.:i: )1f 3 -. +oo con CTCscita 50ltolincare (senza
asintoto obliquo).
/ (z ) ;?: Ointuttol'insiemedidcfinizione,/(x ) a= Operz= l;
per z -. I, / (z )"' t.(z - t}2' 3;z = I punto di cuspide e di minimo relativo

u
(e assoluto).
Grafico qualitativo:

J.281. / (z ) a

J.282. / (z) = zelfz; la funzione haasinloti obliqui?

J.28J. / (z ) = la funzione ha asintoti


obliqu i?

3.4.D. Studi di funzione mediante limiti e stime asintotiche EKmpioJJ2.


TrQCCiare rapidamente il grafico quafitatillo della segueme fimziane. in base alfa
conoscenza delle proprielà delle fiuizioni e/emenwri ed 111ilizzando
opportunmne,,te limiti e s1ime asimotiche. Jn panico/are, è richiesta la stima
asi11101/ca 11ei pumi ;,, cui/ si annoi/a e alla_fromlero dell'Insieme di definizione. Definitaper :i: # O, :i: 7'2
Evide,,ziare nel grafico evetJtuali pu1Jli "O/eWJ/i (o /a11gtnle ori;:zonlale o
verticale, angolosl.diaslnroro.ecc.), el'andamentoall'infi11i10. Perz -- O* ,/(:i:) ..... - !id-.
z= Oasintotovcrticaledatlasinistra.
Esempi svolti Per :i: ...., 2±, / (z ) "' _.. ±oo. z = 2 asintoto venicale.
E.se mpio J.J I. Perz - ± oo, / (z )--+ I. Il= 1 asintoto orizzontale.
/ (- l )z O.Grafieoqualitativo:

Definitaperz >0, :i: # !


Per z - o+ , / (z ) "' e(logz)213 ..... +oo; z = Oas intoto verticale.
186 Cap.3. Llmiti econtinuiUi Par. 3.4Applicazioniaglistvdi di funzione

EsemploJ.33.

/ (z )=xlo g -
3-< l" 'I EsempioJ.34.
Definitaper x'l'-2,x'l'3
Perz __, -2,/(z)"' - +oo;z = - 2asiruotovenicale.
+oo; x=3asintotovenicale.
Pcr :i:--+±oo, Definitaper:i: - l.
Per x ..... - I , / (x)"' (1 - e- •/4) y/2(:i: + 1) 112 pun10 a tangente ven icale
/l•l- •("'
x-3 -1) x- 3
Per x ..... +oo, J (x),.., (e•/ 2 - 1),r/G ...... +oo con crescita sonolineare (in
particolare, senza as intoto ob liquo)
11 = .5 asintoto oriuonlale per x --..... ±oo. / (x)= Oper z=O,:i:zz I.
/ (x)=O per :i:=Oeper Per :i: --> O,/(x) - -arçtanx"' - :r;
Per :i: -- 1, / (z) .... (e•/ 4 - 1)./2· (:i: - 1) 1/a, perçiòz = - 1 p11n1o di nesso
= I, cioèz + 2 s ±(3- x) atangente ven ica!e,ascendente
Grafico quali tativo:
cioèper z,,.! .Graficoqualitativo

t1vaW
188 Cap. 3. Limitiecontinuita Par. J_4Applicazlonlaglistudidifunzione

Ossen·azione J.8. Sti ma asi ntotica 111l' inlini10 e verso della concavità. Negli
esempi precedenti, quando la stima asintotica all'infinito denotava una crescita
sopralinean: o !iOttolineare. abbiamo interpretato graficamente informazione
come un'indicuione del verso della CQncavità all'infinito. Per esempio, nell'ultimo
csempio vistosiaveva/ (x ) -+oo CQncrescitasonolinean:. c abbiamotracciato
il grafico di una funzione concava verso il basso all'infinito. L'idea genera le é che
·:1 /
se,perx - ±oo,é
/ (x)-+oo concrescitasopraliriearc,ciaspettiamo/coneavavcrso l'al to;
10 20 30 40

/ (x)-+oo con crescitasottolintan:, ciaspettiamo/CQncavaversoilbasso; Notiamo come, "visto da lon tano", il grafico di / assomigli al grafico di x1 e
tutt3via/n.onabbia, neppureper lxl abbastanzagrande,lestesseproprietàdi
viceversa ,sepe r x --.±oo, è
CQncavi tàedimonoloniadi .i1 .
/ (x) ..... -oo concft'SCitasopralineare, ci aspettiamo/corl(:avaversoilbasso;
L'esemp io precedente insegna che dalla slima asintotica all'infinilo. a rigor.,,
nan prusiamo dedurre j/ segno dello. c011C(n'ÌfÙ di uno.funziaM. Questa può essere
/ (x)- - oo concrescita sottol ineare, ciaspeniamo/concava vcrso l'alto.
studiatai nmodorigorosout ilizzandoladerivataseconda,romesi vedrànelcap.4 .
Perché abbiamo se rino "ci aspetliamo"? L'afTermazione é rigorosa o no? Per Tuttaviasipuò dimostrareche:
rispondere,siconsideriilprossimocsempio.
Se per .i_. +oo (o -oo) j (.i) J asimatica ad una fan::irm e conc(n:a l'erso
Ese mpioJ.JS. /'o.I/O (il />asso, rispe11ivammte), e /afi111::ione f (.i) per x ab/>as1a11:0 grarnie non
cambia il segno della co11cm'ità. allora per .i abbasU111::a grmulef t CQ/ICU\'ll verso
/ (.i)= x 2 + .isin (:z2 ) . /'alio (ilbasso. rispef/Ì>'omel//e) .

Poich4! la furudone sin è limitata, l:i:s in (:i: 2}15 l:i:I = o(:i: 2) per .i _, ±oo, pcreiò L'util ità della proprietà precedente sta nel fatto che, nei casi concreti,
/ (x) "'x 1 • Da questo segue che / (x ) ----. +oo per x-. ±oo, e che f non ha osservando la/ormoan(l/iticadella funzione spessopossiamoeseludereeheessa
asintoto obliquo. Tuttavia la eoncavità di/ (eosl eome il suo crescere e abbia infiniti cambi di roneavitll all'infinit<Y. In tal easo una stima asintotica
decrescere) non sono, neppure per J.i l abbastanzagraride,gli stessi di .i 2. Infatti il mediarne una funzione sopralineare o sottolineare penneue efTenivamente di
graficodi/é: dedurre ilsegnodellaeoncavitàall'infinito. Negli stu<:li di funrione fatti senza far
uso della derivata seconda utiliD:Cn:mo sistematicamente questo criterio,
implicitamente.
Ad esempio se / (.i )"' x 2 per .i ..... +oo, certamente / (.i) non ha asintoti
obliquienonèconcal'averso.i/bassoin un imomodi+oo: puòdarsiche sia
eoncava\·crso l'a lto,oppurechcabbia concavi1 àoscillante.Sepossiamoescl udere
che abbia infi nite osci llazioni di concavità, allora concludiamo che è concava
versol'altoper .i-+oo.

Si osservi ilgrafico<:lellastessa funzionesuun1sealamaggion:(ossia •visto più


da lontano"):
190 Cap.3.Limitiecontinuità Par. 3.4Applicaiionlagli5tudidi tunziol'le 191

Esercizi Soluzioni § 3.4.


J.284 .• J .216. :>?e•

J.285.•

J .286••

J.287.* (:i:2 -x)logx

J.289 ••

J .290.• xl log(:i:+ 1)1

J .291 .•

J.292 .•

J .293 .•
""'
J .294 .• e- .;. [log(2+.:i:W' 3 .

J.296 .• .:i:log'l1-r1.
J .297 . •
..
......
3.298 .•

J .299••
(·-"''- ')I·"'- 'I·
J .JOO. * - :i:an:tan;,..

.
'l
192 Cap.3.Um!ti e cootinuM Par. J.4 Applica.z ioniaglistlldidi funzione

I
+
-·· ·-··17
3224 Per :i:-o l, eZ< Jog:i: _ (:i:- 1) =(:i:- l )J/I

fo(:oquahtanvo

J.lnz.tog(t+l•D ' '


.;/i logl:i:+ l I •

. e•- 1 "' .
' J.225. e•- I enicvcrcicalein :i:=O:

.
.
_,
'
194 Cap.3. Limitiecontinuità Par. J.4 ApplieaVOniaglistudldifunzione 195

I - .. .;k
Ptn:iò "' un disconiinuità a lzl. ;- ...., ::l: l per z...., Oi pen:iò z=O twiasintotovenicalc,con/ (z ) __, +oo pcr z-O.

3.230. Jog(2z'- 1)...., 2z 2 - 2 _ 2(z-l)(z+I)


. (z- 1)1/3 - 4(z-1 )1/I

quind1 z= l t pun1odicW1pide(ediminimon:la1ivo)

..
3.227.

Pcn:iò x=Ot unpuntodidi$Con1irmìtiasalto. "'{ /


l • •

3.23 1.

x• (log:.:}', ,. (loiµ)' (z- 1 ' 2


(x- i)(z+ 2} :Y:r- l ...., l (z- l : L+j- 3(z -1} fl

J.228. -z x '"' l di discontinuità t limÌnllbile, di cuspide, di minimo


.. -r11 ..... o
(di discontinuità tlimirulbilc)di cuspide ri volta veno rallo (punto

'·'
,,
•. , l ... '
196 Cap.3. limitiecontinu ité

J.2J2. Per ;r --. 1, / (z)- • ·(:r-1)),1' e"'-e _e($1 - 1),... e(z'- 1)"'
' Og.1: (:r- i)t/J
perciòi n :i: = J lafunzionehaunpUJ1todi cW1pidc(riYolloYersol'alto)·
•e(%- l }(:r+ I},.. 2e(:r- 1) = 2e(:1<- l}2/•
(:1<- l )IJ' (:1<- 1) 1/J

· .v
Quindi% = ltunpunto dicU5pide,discendente.

"{ /
_J_Y_
4 ' ' '

2
(e1'-1)sin 2(.,+2.,11'),.., 2.,{.,+2z11') ,...
-i(ViJ arttan{3:i:) 3:r
Quindi il punto :r =O t di d iscon1inuilll eliminabile, di c115pide, di minimo relati vo.
Grafico locale:

Grafico locale·

-Go• ..... u ...

. • cos(3%)-l
log(l+:t)·tan(2zl/J+3"'} %·(2z:l/J+Jz)
198 Cap. 3. LimitieconUnuità Par.3.4Applieazi0niaglistudidifunzione 199

Quindi XQ = Otpuntodifles
J.240.
z:O puntodicuspide. "'

<OS(lfz)- l; 3.241. (
;./'e--e
log(l +12z+
+ 6z5z2 ) - l +2z+5 2 _ 1 = _
:--:'2(z- l) ll

fl / (z )- - 7:* · l · ( - 47:) "" 4,,f/l :r : Jpuntodiflesso• -y;


I essoatangenteorizrontale,ascendeme·

/ (7:) ,., e(7i ;pi#.. . _I

"' "" lasintmovenicale (z - l)l/l

/ (z) -2.fi·z 2

z"" O pwito di flesso a tangente = ì;;g2 . efi

t1vaW
200 Cap. 3. Llmitiecontinuita Par. 3.4Applicazioniaglistudidi !unzione

J .260. f (:i:)- :i:per:i:- ±oo; nonesistei.sintotoobliquo.

f{:i:)-e:i:per :i:-±00;11=e.1'-e as.obLper.1' .... ±oo


:i:=O pun1odifleswatangentewnicale.
l.262. f(.r)-1.1'1 per .1'-o::l:ix>; asintoti obliqui: /l • .1'+1 per .1'_, +ix>;
11 • -:i:-l per:i: --!X)

J.26J. /(.1') .... 2.1' per .r .... +<X> (non è definita in un intomo di -oo): 11= 2.:i: +I as
obl.per .1' .... +ix>.

.1'ei':r - ::te1 _. +oo


2(.r - 1)2/J; pun1ocuspidc con crescita lineare; per vedere se obliquo calcoliamo:

.r- 11 3;asintOlovcnicale .."'- ..')


(><"'- ..') =><'(·*'-'-•)-

-:r11'; puntodicuspide -... -2]=><'(.-;',) --'•'·


-frf3: puntodiflessoala7Jgen teorizzontale Pm:iòfhaasintotoobliquo:

J;i: 113: puntodiflessoatangcmeven icale

-;r"/1; puniodifleMOaUmgenteorizmntale
/(.1')..,2.1'; J!'.:1
00
{/(.r) - 2.r]=oo

Perciònonc'èasintotoobliquo.
2.r213;puntodicuspide
C'èasintolOob!iquo: 1f=2.1' -l.

21%; puntodilleMOatangentevcnicale '


:zcos7z'"":i:.
:i:'l3sgn(.r); puntodifle1S01tangenteorizzontale

"'IJ/H; punto diflessoatangentevenicale

·)-·(-l( +.)')
:.r 1/J; puntodiflessoatangentevenicaleascend.

-tr1J; pumodiflcsso1tang.orizz.discend.
= -j
/ (.r)-.r per.r .... ±oo; lf • Z+ I asinwtoobliquopcr .1'_, ±oo
202 Cap. J. Limiti e continuità Par. 3.4Applicazioniag!istudidifunzlone 203

PcrciOc'èasimoroobliquo

/ (x) - xlog2 - +oo lineanmnte

/(x)-;rlog2 = xlog (.,: ) ,) • q1 (x)+'1'J(X).


1
-D"'
-l;fh(x) --o21og2;

quindi/{z)-xlog2 - 21og2 - 1, e
v= xlog2 + 21og2 - 1 èasin!Oloobliquo. La funzione ammette asintOlo obliquo, di

11 =

con crnc:ita lineMe. Vediamo se esiste asintoto obliquo:


1 con crescita line,.n;. Per stabilin; se asintoio obliqll() cakoliamo·
/(:i:)- :i:log2 • x[1og(2":::7 )-1og2] •

- l) =x ( 2:,-; 2) - / (x)- 2x = V'I6x4+3:r3+ I - 2x=

quindi 11=xlog2 +jèasin101oobliquoper x - ±oo.


f( x) - u - +oo lineanncnte;

/ (:i:)- xc • :i:e ( c'f- 1 - 1) +c'f • q1 (:i: ) + 'h(x); {f.,+ d;. ) __,O,

q1(x)-xe ( x; l - 1) =-e; 'h(:i:)-e,/(:i:)-:ce - 2e,


Pm:iO la funzione aramene asintoto obliqoo, di e<Juazionc·
y : :i:c+2e èasincotoobliquo.

- 2:i:logf> -+oo
concre.scita lineare. asin!Oloobliqooca!coliamo
coo cn;scita linean;, quindi può essen:i asintoto
204 Cap. 3. Limitieconlinuità Pa r. 3.4Applicai:ioniaglistudiditunzior\e 205

quindinonesisteasintQ!Qobliquo.

Penantola funUonehaasintOIQQbliquo y= 2z log5+ f .

/ (z)-h;

(e1f<H 1l - J)3z - ,.! 1


· 3z -9; e11(>+L ) - \;

/ (z)- 3z - 10
elafunzionehauinto1oobliquo
y =h +IO.

'·+
"'· ' ' ',
/ (z}-2z;

/ (z)- 2z=2z (ef 1 + ]_ +..!..


8% 8r1
-1) ,..2z· !3 · (2-Sz + .8r1. !. . ) ,
.

':;iL
'
elafunziooehauintotoobliquo

concrescitalinearc, possibileasin\QlQobliquo.
206 Cap. 3. limitiecontiriuitll Par. 3.4App licazioniaglistudidifunzione

lim /(x)='foo
J.282. ,.!zr,.,f(:1:)=±oo

Lat\Jnzionehaasintotiobliqui? Sl,v=o:+l ,pcro:- ±oo.

3.281. = {-oo
1 lim/(x)=±oo
-o>
/

T
lim / (o:)=±oo
J.lSJ. ·1

3284 2.Perx-2±,/(:1:)-±oo:x • "2asintotoveniC11le

-""'
_()efinitapcr x# { o+ esc itasopralineare.
208 Cap.3. l imitieconijnuittl Par.3.4ApplicaZiolliaglistudidifunziooe 209

J.185. Defmitaperogni zeR


Perz -o::l:oo, / {z)-z2e•_, {;.oo concrt"scitasopralineart"
·l =
...
.....'
..
3.217. Definiiaper z>O.
2 4 ' 8

Per .,__, o+, / (:r) ... -zlogz - o• ron tangente verticale (perd1t\
Per :r .... +oo, / (z)- z21og:r - +oo con aesc:iiasopralinea.n:.
10

l1;J __, +oc).

· U__
v•Oasintotoorizzontaleperz - -oc. /(z) • Operz • O, l.
/(z)=O pero: =O,z=- 1 Per ., .... 1,/(:r) .. z(z-l}logz ... (z-!)7. pen:iò z=l a umgente
Perz - O,/(z)- z(rt"tiatangmie:v • z), orizzontale(diminimo).Oraficoqua!itativo:
per z - -1,/(z) • z(r+ l)e• - -!(o:+ I). (Retta tangente: V = \ ))
Di conseguenza /(z) deve avert" un punto di minimo nell'intervallo (- 1, 0) e un punto
di musimo nelrinmvallo (-oo, - ! ). Grafico qualitativo:
.•
...
•..
0. 5 I 1. 5 2 2.5 l

Definitaper :t>O,z# I.

Definita per z>O; per z_,o+, j (z) ... Per z-1±,J(zJ ...
vcnicale Per z...,-too, j (z) ...
Grafico qualitativo·
f(I) - o; per z-. l,j(r)- (o:- 1)2;z = l punto a tangenteorizzontale,diminimo.
Grafico qualitativo·
210 Cap.3. Limiti econtinuità Par. 3.4Applicazi0niaglistudidlfunzione 211

J.290. Definitapcr z> -1.


Perz-{- l )+,/(z)--oo
z • - lll5in1ocovcnicaledaU1dcstra.
Per :i: - +oo, / {z) zlog:i: --. +oo con crescita sopralineare.
/ (z)•O per z • O;

J
perz -O,/(z),..z·lzl, pen:iò z=O pwuodiflcssoatangcnteorizzon1ale.
Grafico

J.289.
poMnd<:I / (O) =O. La funzione
2 2
Sfrunan<k>il fanoclw: (sin!) $ I e (sin!) ha anche·
l/(z)I $:i: 2 (sig.nificaiivovlcinoalrorigine);l/ (z) I :S l(sign ifkaTivoper z grande).
Per z - ±oo, /{z)- z 3 · .. 1;11 • I asintoeoorizzontale.
/ (z) 2: OVz; /(:i:)= O per:i: • f;,k E Z. Grafico qualitativo:

Definita perz #-3. Pcr z- 'fOO

.. :i: =- 3asintotove-rticalc
Per z - +oo, / {:i:) -
Per z- - oo, / (z)-
7-
-!
+oo "'"crescita sopra!innn
_,o+
11 • 0ll5in101oorizzon1aleperz --oo
/(O) • O: per:i: -0, / (z}-,, =:i:. Orafico·

Vicino all'origine:
·l.S -1 -0. 5 0.5 I 1.5

=1L V
J.192. Dt:finitapt"r :i:>O,:i:# l
Per :i: - o+, / {:i:) - - -oo: :i: = O asintoto venicale.
Per :i: • l pun!o di discon!inui!à
eliminabile, defmendo / (I) .. O, f risu l!ll continua, e in•.\: si annulla

..
212 Cap.3. Limitiecontinuità Par. 3.4 Applicazioni agli studi di funzione 213

Per :i: - +oo, / (:i:)"'


Grafico:
=- +ooconcrescitasopralinme(senza ilSÌn!OIOobliquo). J.294. Dcfinitaper;i: :/:0,:i:> -2.
Per :i:- -z+,/(:i:)- .,.:ii· (iot;(2+ o:}]'fi - -oo. o:= -2 asimotovenicalc
PO" z ..... +oo, / (z)- .,-! · lle>g:r:l m...., +oo con crncita SO!tolineare (in panicolare,
Knza .. in1<>10001iquo).
Per :i: ..... O"', /(z) - e,.; · [log2]1fi...., {
:i: "" punto a tangente C>rizzontale da destra (annullamento cspomiu.ia lc).
asin!Oloverticaledasinistra.
/ (z)"'O perz =- 1. Pa- z - - l,/ (o:)-e!·(z+ i) 1/i, perciOz =- l puiitodi
neuoatangcntevenicalc,asccndente
Grafico qual itativo:

J.293. Convicnerucrivere/nc!lafonna:

/(o:)defin itaperz Y,. -Z;z#--1;


per., ..... -oo;/(z)-o+ (con velocità csponau;iale, quindi c;on
tangcntee>rizzontale); z=-2 puniodid iscontinuitàelimin.abi le ,
+oo; /(z)-o +ooz ,. -lasintotovenica lc

Per z-o±oo,

quindi
J.295. Dcfinitaperz >- 1,:z:.,_O.
11 = .,- 1 .. intoto ori:r;:oornalc per :i: ..... ±oo. Gra fico qual!tat!vo: Per :i:-0- 1+,

Quindi :i: - - I t punto di discominuità eliminabile. Inoltre / (:i:) annulla più


rapidamcniedi (o:+ l ), quindihatangcn!ce>rizzantale.
Pcr :i:-oO\
/ (:i:)-z logl:i:l-Ol".
Quindi x m O è punto di discontinui!! diminabile. Inoltre / (:i:) si annulla più
lcntamcntc di ;i:, quindihatangcntevenicale:puntodiflcno 1tangcntevenicalc.
214 Cap.3. Limitiecontinuita Par. 3.4Applica.iioniaglistudidi funzi0ne

/(l) =O. Per x- 1,

Grafico qualitativo:
che si annulla Hncarmmte (il grafico anraversa r&SK z: con tangente obliqua, senza
particolariU.).
Perz:...., +oo,
/ (z) - z2 - +oo

J.297. Dcfinitapcrz -:/; l


/(0) • 0.
Perz - 1"',

J.196.
/(O) - O.Prrz-0,
r • ltasintotovenicalcdadestra,puntodiarns10,atangenteorizzontale,dasinistra.
Pcrz - +oo,
Quindix = Otpuntodi ncs.soaiangtnteorizzoruale, diso;erniente /(z) ... eiz _, +oo
Per z-> l,
concrescitasopralincare(inparticolaresenz.aasintotiobliqui)
/{r)-1or11-z 2l--oo Perz --oo,
Quind i z: = I t asintoto venicale (per simmetria, /(z) ..... +oo per z ..... - l, e z = -1
tasintotoverticale).
11 = 0as intotoorizzontale(perz _, -oo)
Perr --o +oo,
Per z-0,

/ (z)-;
(Persimmenia, / (r)...., -oopcrz...., -oo, sopralincannente). siannullaconrtttatangenteobliqua.
/(z) = O per ll-z21 = l,:r1- i • ::1:1,z =O,r = ::l: v'2. Inoltre in quc:sli punti, il

flessoatangenteorizzontale. Jnfatt kper z-,/2,

.
216 Cap. 3. Limitieoontinuita Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzione

Gl'llficoqu.a lirarivo· Gl'llfico qu.alìtativo

J.299. Defi nirainruno R .Siannulla in :r • O.


Pcr :r-+oo, / (:r)- ..... -oo,concrcscitasopralinran:
J.298. Definiraper :r;l--0. Per :r ..... -oo, / (:r)- - l .11= -I asinrotoorizzonta!cper :r-o -oo
Per :r-oO,
Per :r-0, / (:r)- -V'liT· l\lil,. -:r!'3 ; :r=O punto di cuspide rivolto verso
l'alto.
Gl'llficoqualirarivo
Quindi :r t un punto di dìsçontinurili eliminabile, di cuspide verso ralto.
Pcr :r-+oo,

quindi y=O tuintocoorizzonta!e.


Per :r-ol,

Pcr J: - -oo,

-:r•!S_, _(X)

concn:scita sopralincare(inparticolan:,senza asintotiobliqui).


J.JOO.
Per :r-0\

:r'an:ran; ... ±xlj; - 'fxj,


218 Cap. 3. Limitiecontinuita

Per z...., +oo, Cap. 4. Calcolo differenziale


:r'arctan;-z2 ; per funzioni di una variabile
quindi/ (:r:J-zl - +oo concrcscitasopralinearc
/(1) = 0.
SimIM!riuando per z <: O, tracciamo il &J'llfiCo qualitativo: 4.1. Calcolo delle derivate

4.1.A. Algebra delle derivate


Riferimento: libro ditesto! BPS! J,cap.4,§2,§3
Questi primi esercizi riguardano la semplice conosr:enlJI de lle derivate delle
funzioni eleme ntari e dell e regole di calcolo delle derivate, pertanto rion si
presentano esempi svolti

Esercizi
Per ogni affermmionefa110, dire se è vero o/a/sa:

4.J. (con/=s in:i:

4.J. {cos3x )' = 3cos2x

4.4, (x log:i:)' = log:i: + I

(Chx)'"' Shx

4.6. (logfzl)'o

4.8.

4,9,

4,10.
\ t1vaW

.
220 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldi unavariablle Par. 4.1.Caloolodellederivate

4.46.

*'
4.11. (sin2:i:)' = 2cos2x 4.JI.
4.47.• log(f'H)
4.12. (xr)'=r(x+l) ei.z(acosb:i:+csin(b:i:))

4.13. 4.48.

4.14. (log3z)' = ! 4.49.

(:?"')'=2"'·2x· log2 4.50.


4.35.
4.16. 4.36. (•;= ) - 4.51. zarctan!.

4. 17. 4.37. eL/lop 4.52. si n(2z)·cos{3z).


W'= 1ogz

4.18. (arctan2:i:)'= r:;h 4.38. um(2:i:+l ) log(=)

4.54. zcos(s in3z)


4.19.

4.20. (:i: Jog2x)'= log2:z:+21og:i:


4.40. Th( l + Ioga:) 4.55. Jz+,jl+3.fi
2(>2 + 1)/(• - 1)
(Th:z:)' = i - Th2:i: 4.56. zlo8 2(z2 +3z+ l )
4.22. (loglsinzl)' = ; .jarctan(l + :i:2)
x2log(cos.z)
4.2J. {v'h+l)' = 2(2z + 1)2/S
4.58. 3è/
4.44.
4.24. 4.59. log(2"+r•)

Calcolare la derimta delle seguenti fan=io11i di z. ed eseguire le st111pf!fìcazio11i 4.60.


immediaie. Ogni evenluale le1teradiversa da :i: m considerata come una cos1an1e.

4.H. z 5- Jogx+sinz 4.28.

4.26. -]y- +:i:2/5 -! 4.29. '4':ttl


:i: 2togx 4.JO.
t1vaW
222 Cap. 4.Calcolodffferenzialeperltmziool diunavariabile Par. 4.1. Caleolodellederivate

4.1.B. Retta tangente e linearizzazione Esercizi


Scrivere l'equazione della rei/a wngente al grafico d i 11 = / (z) in x o
Esempi svolti
4.6 1. / (z ) =sin2z; zo= i·

;:s:
E.le mpio 4.l .Scriverel'equazionedellarettala11gentcalgrnficodellafu nrione
4.62. / (:i:)-e-""'; zo= I.
J1 = nel punlOX<J = lt.

4.63. / (z) = log(l + x 1 ); xo - I


Calcoliamo: / (rr)= 4.64. /(z ) = arcta11z; zo = I.

4.65. / (z) = 2'; zo = lo&23.

4.66. / (:i:)= e" ; zo - ./2.


Quindi larena tangente ha equazione:
4.67. / (z ) = log(sinz); xo =
JI =
4.68. / (z) = ta11(z 1
); zo = ,/?'.
Esc mpio4.2. Linearizzare,perz->O,lafun:z:ione:
4.69. / (z) • arctan(z1); zo = 2.

linearizzare. per x _, zo. lafam:ione:


Ricordiamo che "linearizzare" una funzione nell'intorno di un punto zo
assegria10 sigriifiea scriverne l'approssimazione mediante una funzione lineare, 4.70.* / (:i:)= cos(trcosz); zo =
cioè
f (x) = / (zo) + /' (zo)(:i: - zo) + o(x - zo) per x _, zo. 4.7 1.* / (:i:)= arcs in(2:i:) + j; zo • !
Nelnostrocasozo = Oesiha 4.72.* / (z ) = 3arctan(2z) + !; zo = l
4.73.* / (x) = arctan( J + logz); zo = l
2y4+3x 4 <l

4.1.C. Derivata della funzione inversa


/ (:.:) = 2 + + o(x ). Esem pio 4.3. Sìa
/ (z ) = z log2x.
a.Calcolare /' (z) e dedurre che nell'intervallo (l ,+oo) la funzione f è
monotona e qui nd i invertibile. (Non si chiede di ere la
Cap.4. Ca!colodifferenzialeperfunzionidiunavarlabile Par. 4.1. Caleolodellederivate

b. Detta g la funzione inversa di/ nell'interva llo ikno, calcolare Jf(4e 2). inven ibilein (0,2);dettaglasuafunzioncinversa,calcolarc
/' (z:)= log2x + 2log.z • log:e(logx+2 ). g'(log2 ).

Per ;i: > 1, è log:i: >0 e quindi f' (x) > 0, pereiò f è streuarnente crescente e 4.78.* Siconsiderilafunzione:
dunqueinvenibile.
Notiamo che l'equazione y = xlog2z non è risol ubi le rispetto a x con /(1 )-e- 71 (t2 +3t + 4) ,
procedimenti algebrici; questo è il motivo pet" cui l'eserc izio non richiede di invenibile;deuag lasuafunzioneinversa,calcolare
scrivere l'inversa; invece,èiltooremasulladerivatadellafunzione inversaclieci
permetteràdicalcolareif(4e2) senzabisognodiconoscereginognipunto.

b. / (e2 ) = 4e2, dunqueg(4e 2 )=e2 ,e


4.79.* Sia / (x) = xlog(log.z).
g'(4 e2 ) = = = ij. a. Calcolare /' (x) e dedurre che nell'intervallo (e, +oo) la funzione / è
monoconaequindiinven ibile
b. Detta g 11 funzione in versa di f nell'intorno di cui sopra, calro lare
Esercizi Jf (e 2log2).
4.74.* Sia/(z:)= e" 0 + 1.
a. Calcolare f'(x) e dedurre che nell'intervallo x > la funzione/ è
4.80.* Sia
monotona e qui ndi invenibile. (Non si chiede di scrivere la funzione inversa).
b. Detta g la funzione inversa di/ nell'intervallo di cui sopra, calcolare
a. Calcolare /' (x) e dedurre che nell'intervallo (O,fl ta funzione f è
g(<')
strettamentemonotonaequindiinvertibile.
/J. Oena g la funziooe inversa di / nel l' imomo di cui sopra, calcolare
Sia/(x) = z:e-r.
a. Calcolare /' (z:) e dedurre che in un opportuno intorno di x= I la •(;);)
funzione/èmonotooaequindi invenibile. (Non si chiede di sc rivere la funzione
inversa). 4.81.* Sia
b. Denaglafunzioneinversadi/nell'intomodicuisopra,calcolareif(! ).
a. Calcolare / '(:z) e dedurre che in un intomo di x =
I la funzione / è
4.76.* Sia / (:z) = :z21ogx. monotona e qui ndi invertibile.
u. Dtlcolare /' (:z) e dedurre che in un opportuno intorno di z: = e la b. Oenaglafunzioneinversadi/nell'intomodicuisopra,calcolareif(e 2).
funziooe /è monotona e quindi ilwenibìle.
/J. Detta g la funzione di f nell'intorno dì cui sopra, eako lareif (e 2). 4.82.• Sia

4.77.* Siconsiderì lafunzione

lx+'I
a. Calcolare / '(x) e ded urre che nell'intervallo (0,+oo) la funzione/ è
/ (x)= log _x , monotonaequindiinvcrtibile.
2
Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldiunavariabile Par. 4.1. Calcolodellederivate

b. Deua g la funzione inversa di f nell'intorno di cui sopra, calcolare


4.89.* Sia
•(;l:)
a. Provarec he/èinvenibi lepcr:z:

a. Calcolare f'(:z:) e dedurre che nell'intervallo (e,+oo) la funzione f è Esercizi su li11earizzazi0t•t, deri1·ata della fan: ione il'IWrsa.
monoronaequindiinvertibile
com•essi1àper1a11genti
b. Dettag lafunzioneinversad i /
4.90.*
4.84.• Sia / (:z:)ceh(3+5:i:). a. Linearizzare,per:z:-0,tafunzione:
a. Calcolare /'(:z:) e dedurre che in un intorno di O la funzione f è monotona /(:z:) = arctan(2:z: + I).
equ indii nvertibile.
b. Denaglafunzìonci nversadi/nell'intornodicui sopra,calcolare!/ (3). b.Calcolando /"(O), stabilire se in un intorno di :z:=O il grafico di f sta
sopraosottolarettay=a+bxcalcolataalpuntoa.

4.8!1.* Sia / (:z:) =:z:( log:z:+2). 4.91.*


a. Calcolarc/'(:z:) ededurreche inun intorno di l lafunzione/èrnonotona Linearizzare,pert -0, lafunzione:
equi ndiinvertibile.
b. Oeuaglafunzioneinversadi/nell' intomodicui sopra,calcolare!/(2)
b. Calcolando f" (O), stabilire se in un in torno di t =O il grafico di f sta
50pra osonolaretta11 =a+ btcalcolataalpuntoa
4.86•• Sia f(z) =e""lh) +cos(5:i:)
a.Provare che/ èinverlibileinun intomod i :i:=O. 4.92.*
/l.Detta g lafunzio!Klinversadi/suquestointervallo,calcolare!/(2). a. Linearizzare.per :z:-o+, 1afunzione:
/ (:z:) - + 2x)+é.
4.87.* Sia / (:z:) = logz (I + Jz) + e- 1z b Per :z:e [O,!] la funzione/è inverti bile. Dettag la sua funzio ne inversa,
a. Provareche/è invertibileinun intomodi:z: =O. calcola re!/(l).
b. Dettag la funzionei nvcrsadi/ suquestointervallo,calcolarefi( l ).
4.9J.*
a. Linearizzare,per :z:-o+, lafu nzione:
4.88.• Sia /(z) = 2z + log(log:i:).
/ (:z:) = e-2zcosj;.
a. Oetenninare l'insieme di definizione di f e provare che / è invenibile in
lutlol'insiemedidelì nizione. (Ossia: scrivere / (:z:} nella fonna a+ bz +o(z) per z __.O).
b. Perz e [O, l ] la funzione/ è invertibile. Dettagla sua funzione inversa,
caloolarefi ( i ).
228 Cap.4. Calcolodifferenziale perfunzionidiunavariabile Par.4.1 . Calcolodellederivate 229

Soluzioni§ 4.1.
4.1 . falw
(arctaru:)l
4.2. 4.14.
4.3. falSQ 4.15.
4.4. 4.16. falw
4.S. 4.1 7.
4.6.
4.7.
falSQ 4.1 8.
4.1 9. (sin2")"""' ( -sin,..log(sin:z:) + e:::)
4.8. vero 4.20.
4.9. falso 4.2 1.
4.10. falso 4.22.
4.11. rn.
4.1 2.

2.:log:i: +x

log2. 2.:(2"- 1)- (2"2 + I )


(2"- 1}

- log2 .2('è/) i).


(2cos2z -3tos 2:i-sin:z:)sinzwsz (sin2;r:+çosJ2"+1)(oos22"-sin22")
sìn2uos2z
I 12r1

·"'· (,....:',;,)
(2"-2)
230 Cap. 4. Calcolo differenzJale perfunzionl di una variabile Par. 4 .1. Calcolodellederivate

Riscriviamolafunziooenellaforma

/(x } • • log(x2 + 1) - log(2z +3);


12-3cou +8s in:i:
3suu + 2 4cosz - l (3siru: + 2)(4cou i )"
quindi calcoliamo /'(r.) = ) ; 1 - •
11 •1+f- %
4.62. IJ •

:i2-b- I 'Il• (31og2)(:i- - lo&l3) + 3 • (3log2)x+3( l - log3)


(l +,.l)(z- 2)1og2
'Il= 2./2el(:i- ./2) + el = 2/2el"' _ :Jel
arctan.!.- ---=---
z l + :i-t

2cos(2.i)cos(3x}- 3sin(2x)$in(.b:}
11=4Jfz-1f+ l
-cou: -oou+ 2sin:i: - l
2-sin;o t + cou (2 smz)(l+ros"') IJ •

cos{sin3x)-3nin(sin3i:)cos.b:
uo.

r,,, - l'GJ -..... GJ··m -


"*(x' + 3z + !)+( xl
232 Cap. 4. Calcoio differellliale per funzioni di una variabile Par. 4.1. Calcoiodelle derivate

4.75

/'(z) .. e- z'(l - 2J:2); /' (i) =-;< O;

/'(z) - J1 -2 (23')2; = -Ji .. 7;; poicht J' è continua, per il te.nma di permanenza del segno sali /'(z) <O in IUtto un
intorno di i: '"' I; in tale intorno f è
b. PoicM/(I) •
decreS«nte e quindi invert ibile.

g'G) - thl=-e.
i(D = (3arctani)+ i - i .. + i= .. , J'(:r; ) • 2>=1og>:+:< • :<(2l<>it:-i 1);/'(e) - 3e >O,
poiclM!f'ècootinua,perilteoremadipennancnzadelKgnointunounimomodi z :e
/'(z) ... I> PoicM/(e)•e2,

/ (J) ,,, an:tanl .. i; /'(:t) • (z+3):z-2);

per
/'(:i:)= -;;
poicM si parla dell'intervallo (0,2), il so lo valore è 1/ 3:
Dunque:
/ (l/3)= 1og2,g(log2) = 1/3;
/ (z) = i l )+o(z- l)perz __, I

g'( log2) = 9/to ·


/'(z) • ez' 0 H(2x +i) > Oper z > f'(t) = - e- :11(21 2 + 4t +!i);
quindi
b. PoicM/(i)=è, g(e3 )= 1,quindi

= =

'llVdl/ll
234 Cap. 4. Calcolodifferenzialepe r funzionidiunavariabile Par, 4 .1. Calcolodellederivate

/'(:i:) =log(Logz) + =log(logz) +


Pcr z > c, lop > 1, log(logz) :>0,c log(log:z)+
Quindiin(e, />. Notiamochc/ (2)=-j;, pcrciò g{-}.) • 2e

( 2) " fljj'J.I
' ' " !:/!_
/{e2) =e2log2; g(e21og2) =c';
,. 7o J .

/'(z) - I >O per :i: >e.

Quindi in (e, +oo) J è strettamente crcscen1e, e quindi invcnibilc.


Per :i E {O,f), quirKlicos( jcos:z) >O.
Pcn:iò f' (z) < O per ogni :i:E {O,i). Quindi in questo intc,....allo la funzione f è
b. NO!iamochc /(e2) - • e2, e
strtttamentedecrcsccntcequìndiinvcrtibile.
= • 4.

• { t+2br ( !+ 41;
2cos:i: =- o5.siasecos:r "' l+ 4k
Quindi in (-U, +oo) J è strenamcme cn:scente e quindi invertibile.
f.
°'"""'/(l} • ;J; .• (;J;): j .<
(o,i) ,signifiea z "'
/(0)=3;g(3) :::0; g'(3) · ,; ) =
1 0
IT
•('7' ) =___!.__ =
/'(! )
I .. I
-!·4·;J;
.,_ -tVz
;;i;·
a. >O .

f' (z)"" logz+3 >0 perz >e-J


Quindi in +oo) f è smnamcmc cn:Kente e quindi invenibile.

/(1) : 2;g(2) - 1; g'( 2) = rhl - 5·


epoicht/'ècontinua,perilteon:rnadipconancnzadclsegnosarà]' (z)>O(e quindi/
l!rettamentc en:Kente) in un in!omo di z • 1. Pcrdb in un intorno di :i:= I la f è J'(z) = e"9<t.l2cos(2:i:) - /'{O)= 2 >O
invertibile.
b. /(l )=e 2, dunqueg(e2)= !,e Poicht j'tcontinua,pcriltcoremadipermanenu.del scgno,intunounimornodi z=Ot
/'(z)>O,quindilafuru:ione èstreuamentecreseen1e,epcn:iòinvenibi!c,intale intomo
g'(ei),,/'; l )= b·
236 Cap.4. Calcolodifferenzlaleperfunzionidiunavariabile Par. 4.1. Calcolodellederivate 237

/ (O)= 2;g(2) =O; g'(2) • Ro, =

pcn:iò /sta SOito la rettll JI "' in un intorno di :z; =O.

Perii teorema di pcnnanenu del regno,/' (:i) llaugnocoscante in un intorno di :z;>oO,


quindilafunzionet$tn:ttamenternonotona,epcn: iòinvtttibile, intalcintomo.

1roJ=1 ;g(1)=0; 1t1i-ROJ -P ·


4.88. a./ t definita per :r >O e log:z; >O, quindi per :z; > l. In (l ,+oo) /è la
$00llTladi due funiioni Stremunente crcscenti, quindi è stn:namente Cn.:5eente.quindi t
invtttibile..
In alternativa, • i pOO provare che / è globalmente invertibile calcolando
\ (t+ 2}• (1+ 2) ' 16ye '
/'(:i)=2+ intorno dell'origine il grafico di/ stasof/o la re11a J1 "' 7, + q;
eossuvando chepcr z> Jèremprepo:sitiva,quindi/ èstn:«arne ncemonotona
b. /(e) .., 2e, qulndi g(2ej .. e. f'(e) • 2 + ! ,quindi
/(O}= l;f(z) =e- •(- log(I + 2.i)+
1
: .l) +e•; /' (O) • 3;
2

/(z) • 1+3.i+o(z)
b. Poiché/(0) • 1,l(l) = r!oJ · I·

/ (0) - 1;/'(2:) =e- 1• ( -2cosfi-zj;,inf i) ; f(O) =

lbbiamocalcolatononhasignificatopcr "'=O '


b

/J. / {O) .. l,g'(J) . 7'!oi .

;/'(O)= I ;
238 Cap.4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par.4.2. Studiodeipuntidinonderivabilitil

4.2. Stud io dei punti di non derivabilità (dove presenta


vale
Riferimento: librodìtcsto [BPSl ], cap.4,§2.4.
Delle .seguenti fim=ioni si chiede di: determinare l'insieme di definizione;
determinare l'insieme in cui è derivabile; colcal(lrf: la derivata, QVe esiste;
studiare gfi eve11111a/i pumi di nQn derfrabilità (dire. cie>è. se si tratta di punti
formula t util e (5empre e solo quando l'argomento del modulo non si
angolosi, di cuspide. di flesso a tangente verticale, di di.Jcaminuità.. .).
annulla) anche in combinazione col teorema di derivazione delle funzioni
composte, per cui:
Esempi s volti
E.!:e mpio4.4. '1;1/(.x)I = /' (z) ·sgn(/(.x)).

Ciò significa che se/tderivabile,anche l/ (.x)J sarà derivabile, almeno11Ci punti


in cui / (.x) "# O; nei pumi in cui / (z) = O ci aspettiamo dei punti angolosi di
l/ (.x)I (che talvolta potrebbero però non esserci, come mostreranno i prossimi
La funzion e/ è definita per .x > O. Calcoliamo· esempi). Ad esempio
,
f (z) = •g,(loµ ) I
3.xloglf3z + .x+
( ( '))
log :t+ 2 = '1;llogxl = sgn(log.z) =.;. sgn{r - I), per ogni x #; l,x >O

Questa funzione ha effettivamente un punto angoloso in z = I, come si vede


sgn(x- 1) 1 ( ') calcolando
= 3zlog2/ 3 x + x +l sgn z-2 '

definitaper z# l ,.x# spiegazione dettagliata di questi passaggi si trova


;.1f. '1;1losxl - ;.rr•.; ·sgn(x - I)= ± 1.
nell'Osservazione che segue quest'esempio). Siricordinoanchelesegucnti identità elementari·
Possiarnoorastudiare ip unti z= l ,:i:= !·
Pcr:i: - 12 ,

sgn(z - _. mentre ..... chesonoutiliadesempioincalcolicorneilseguente

perciòf'(r)-±oocz-= lèpuntodicuspide. J;(zlzlJ - I· /rl + z · sgn(z) =lxi+ lxi"" 2'zl, per ogni .x #O.
2
Per z - i ,
lnfine,inquestocontestoconvienericordarelafonnulo

quindiz = i è punto ango loso. chcdiscendcdallepreccdcntiosservuioniinbasealteoremadidcrivuionedel!a


Osstn ·az.io nc 4. 1. De rinla di U Q va lo re auolulo e punii angolosi. Prendiamo funzione composta:
spunto da quest'esempio per puntualizzare alcunifanieheriguardanolade rivata
della funzione valore asso luto. Come noto, /(.x) =I.xl non è derivabile in :i:= O
240 Cap.4.Calcolodifferen.zialeperlun.ziooidlunavariabile Par. 4.2. Studiodeipuntidinonderivabilita

Ci aspettiamo un punto di cuspide in x = l, perla presenz.adella funzione


(x- 1)2'3 ,eunpuntodiflcssoa tangenteverticale in .x=O,perlapresenu della
funzioneefi.
Dallapn:ceden te se guc anche
+ 1)(:i - l )1/3+
3(:r- l )

Si osserva ehe in x ""' O in effetti/ è derivabile, con derivata nulla {l'effetto della
{dove/èuna funzionederivabile e di versadazero),form ula chcvienespesso ...
funzione efi è siato "neutralizzato" dalla presenu del fattore :r); dunque / è
diment icataafavore divariamifantasiosema sbagliate.
deri vabile "lx # I, ex = I è pu nto di cuspide, come si vede calcolando
Esemplo4.S. }.!,r;'J'(z) = ::l:oo.

Esercizi
Definitaperx >FO.Funzionepari.
Per z _, O, / (:r) - quindi/ è prolungabile con continuità in .x = O.
4.94.* / (.x) = l(:i: 2 - 3z + 2)(2'" - 4)1
Inol tre, z4'3toglz l è derivabile in z= O, con derivata nulla, in quanto
4 3
z 1 1ogl:rl=o{:r) per :r-<O.
log(:i' + n :<!:: Oper a:'+!:<!:: l , z 2 :<!:: f, quindiz :<!:: t. z :S: 4.95.* / (:i:) = aresin(2 -:r)
I punti x =±! (in cui si annulla l'argomento del modulo) sono probabili punti
angolosi.Calcoliamo· 4.96.• / (.x) = los l: : ; /
/'(:r)- { + z l/3 + perz > !,z <
- f .xi/l loglzl + zl/3 - < .x < ! 4.97.* / (z ) = l1og(2.x2 - J:i: + 1) 1
Notiamo ehe /' (O)= O, come si vede calcolando tale valore come
4.98.•
(Ri troviamocosi un fanogiàstabili topera ltravia).

4.99.*
tHD= {
Qu indi x = ! è punto angoloso; per si mmetria (/ è pari) anche x = - e
punto angoloso.
4.100.* /(•) l""- 1 1

Estmpio4.6.
4.101.* / (.x) = (z2 + 2z -
•+ 2
3r's
/èdefinitaeçontinua in tu110 R, ccenamente derivabilepcrz F O,x F l. 4.102.* 1vaW
242 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzioni diunavariabile Par. 4.2. Studiodeipunti di nonderivabilitil 243

4.103.* f (:r. ) = (eVi _ ,r +(2-1) 12 - 11


Soluzioni§ 4.2.

:
/ (x)èdefinilain!UltoR. Studiarw.k>ilmodulo sivedeche:

4.104.* / (:.:) = {

4.105.* / (:r.) = arcsi nl:r.+ 11

4.106.*

4.107.* / (:r.) =(:r. - 2) 213 1Jog(log:i:)I pcrciò/ non èderivabilein :z • l.puntoanguluso.


(No1areche in :z = 2,anc hesel'Mgomen,odelrnodu losi annul!a,/ri'IUhaderivabile;
il motivo è che in :z = 2 l'Mgo•ncnlo del modulo ha wigentc orizzontale).
4.108.*
Definita per-I :S 2 -:.::S l , l :Sz:S 3.
4.109.* / (2)-l:r.- 2IV'tog(:r.- 1) 1
/'(:r.)""-J1- ( 2 -:z)2
4.110.* /!og(:r.+l ))· ellos>"I
f è derivabile per - 1 < 2 - % < I , I < :z < 3; i punti .,• !,.,"' 3, sono punii di arTCSIO
pcr/,a1angen!eve11icale, comesivedccalcolando
4.111.* / (:r.) = llo&:r.1· - 1)(2 - 2)
= -oo "'.!lTJ'(:z).

4. 112.* 4. 96. Deftniuipcr :.:# -2,x# -3.

4.llJ.* f (:r.) = :r.arcsin:r.


f(:z) = (logJ:z + 21- lo&l:z+31)' = ,.! ,.!
2
-
3
7i"+? definita in lu!to l'iru;icme di definizione di/. :z • -2,.., • -3 sono pumi di discominuità
... r
4.114 .• f(:r. ) = 4.97. Definitapcr :z< !,:.:> I.
l ) <! Opcr2z 2 -3z+ I <! I , :z(2z - 3) <! O, z :SO,:z <!

4.llS•• / (x) = :r. :r.) /'(:i:)=


pcr0 < :z < 1 ,l <:i:<j

Nell'insieme di definizione di /,f'(:z) non èdeflnitain :.:= 0,:z.,,f, chesonopuntì


angolosi.

W'.J t1vaW ws
ZJn
244 Cap. 4. Calcoloditterenzia!eperfunzionidiunavariabile Par.4.2. Studiodelpuntidinooderivabilità 245

4.98. Delinitain1u110R;derivabilepersin2:i#O,ciot2J:#b, quìndi:i -/oki. /è derivabile per :i F -2,:i F l,z F -3. :i • -2 punto di z= l,z = -3
punti di cuspide

f' def111ita e conlinua in tutto R, e cenameme derivabile per z # O,z # l

lnognicasoipuntiz=kjsonodiflessoatangentevenicale. SiO:!SerVllchein z .. J ineffetti/èderivabile, conderivatanulla;dunque/ èderivabile

4.99. Dcf111iuipcr-l S .y;+l S


4. 103. La funzione è definita in tutto R. Ci aspdtiamo problem i di derivabilità in
Dall'Q$5Crvazionedì/(z)ciaspcniarno:u11puntodiflcsso1ta11gentevenicaledovesi
annulla Il radicando, ciot in z m- l, e punti di amsto a tangente venicale dove z =O (per la radice cubica), z = I (pH il modulo). Calcoliamo2·
rargommto di arcsinè punti ;r; .. O,z = -2. Calcoliamo: 2
/'(;r;)= lz 'l/i(eVi - 1)etli+2!z - li

/'(z) • I !aderiv1taesisteevaleO
Invece non esiste /'{O). Per z .....
/è derivabile, nel suo insieme di definizione, pcrz # -2,z 1" -1,z '#O
z= - I punto di flesso I tangente verticale, = +oo. -±oo
z=- 2c z=-O puntiatangentevcnicale,pcn:IM!
quindiz = lèpuntodicuspide.
= +oo •
La funzione è definita in tut10 R. Ci aspcniamo punti di flesso a tangente
4.1 00. Definita per z ;l- -2. Oìsctt1iamo il modulo per çalcolare /'e ind ividuare &]i vcnic:ale io z - O,z - lpcrlapresenadelle nsdiçiç1,1biçhe.

3;1i) +
evcntua!ipuntiangolosi.

2:;J- I 1,z < -2.


Calcoliamo: /' (z) =eVi (1+ !) 213 =

pcr z:>l,z<-2
f'(z) • pcr-2 <z< I
In z"' 1 la funzione derivabile, e questo di fltsSO 1 tangente venia.le ,
comesivedecalco!ando
/nonèderivabilein
z= -2(puntodidiscon1inuità);
1:=
"Vz '!-1, lnparticolare.in z=O, lafunzionerisultaderivabile (cootr<>la
U Ol. Definita per z '!- -2. Ci aspeniamo punti di ç11$pide dove si annulla il previsiooeiniziale),infani

/ '(z) = .
lsi vcdal'Osservazione4.1 tWz -'ir
246 Cap. 4.Ca lcolodiffe renzia leperfunzionidiunavariabile P81. 4.2. Studio dei puntidinonderivabilita

{Il fanore :i: elle moltiplica ev>' e si annulla in :i = Oba "migliorato" il componamcnto della
funzione in questo punto). per:. __. 2\ /'(z) - ±oo
Definita per-I :S l>::+ l l:S l,ciot lz + l l:S l,ciot - 2 :Sz:S0.
perciòinz • 21afunzioncnonèderivabileehawipWllodicuspide.

/'(z)• /1- (l>:: + l )2·sgn{z+l) •

perciòinz •e !afunzionenonèderivabileehaunpuntoangoloso.
lnvece/èdcrivabilepcr %> l,:i- # 2,:i-#c.
·sgn(z+ I).

f è derivabile, nel suo definizione, pcr:i- # - 2,% # -1,z #O.


LI f è definita in runo R. Calcoliamo:
:i- =- lpuntoangoloso:
l; / .'.. (-1) "' - I /'(z)"' + 1)2/l'

z a -2ez •O punti • tangcntevenicale definitapcr z# l ,z.,,J-0

4.106. La funzione è definita per >::#0, ma esisu: :O, dunque z • O è 1


Po:rz -. 0 , -
punto di discontinuità eliminabile. Mi aspetto prob lemi di derivabilità in z:O,zo=±l.
Calcoliamo

Sivedeche lafunzionenonèderivabilein :z=O,z • ±I . e:z •O èunpuntoangoloso


Per :z-o,
Po:r z-.11, /'{z) - -o+oo,
quindi :z ,. Oè puntodiflessoatangentevenicale,asccndente.
perciò z:lè pun1odiflcssoatangmtevenicale,uccndeme
Per :z- 11 , f (:z) - --. ±oo l..afomioneèderiv•bileperog.ni z.,,J-0, l

quindi :z = l è punto di cuspide. Per simmccria (la fun:zìonc è dispari) anche :i- '"' - I è 4.1 09. /èdefinitaper:i- > I.
punto di cuspide.
/' (z) "' sgn(z - 2)\l'log(z - I}+ J(:i- _ l )) 2f3
Ll funzioneèdefinitaper:z > I.Calcoliamo
pcr z1' 2. Pcrz - 2,
/'(:z) "' J(:z )ui llog{lo&z)I + sgn(log{ log.i:)) =
2 sgn (:i: -2)\{ toa;(z- l )-.O

per :z:>e
3(z- - -
"' perl <:i-< 2,2 <z<e
Perciòes i$teanchc/'(0)= 0,e/èderivabileint
248 Cap.4.Calcolodiffereniialeperh.llllklnidiunavariabile Par. 4.2. StudiO dei di non derivabilità 249

Snidiamo ora i punii :r; = 1,x = 3. Per :r;...., 1.1.,


4. 110. /tdcfini1aper:t" >O.

/'(:i;}=:':-; perx 'fl


perciò x c ltunpumodioondcrivabilità,diciupidr.
Pcrx-1 "', Pcr :i:-31 ,

/'(z)-

quindiz - 1 tunpwiloangoloso;/èderivabileperogni z>O,x'f I


perciò :t"=3t unpuniodinonderivabilità,ango/wo.
Ul l . /èdefinitaperz >O. L1funzionetcertameo1edcrivabilcperz of l ,z#- 2
Calcoliamo: Lafun7Joneèdcfinitaper :t"€!- l , l ]

/' (z) = ;sgn (logx)· V'(z - i)(z -2) +l logzl· 3{z- :111 /'(%}"'
21
dcfioìtaperx #± l
Per ,.._, ±1"°,/'(z)-. ±oo, perciò i punii z= ± I, di oon derivabili!!, ilOnO pw1ti
per,.. > l, z'f2.

S1udiarnaoraipur>1i;_ ,. l,z• 2. U l 4. Lafunzioncèdcfinilapcrz >- 1.


Perz-1 , log(l +z) >O per z > O,sgn(log(l + z)} • sgn(z),e

;sgn(lop-)-V'(z - /'(s) -

defmitaperz #O
llogr/· - i1:1:-1 11µ _,o, Pcr s - O'*, f (z)- ± I, perciò il pumo z =O, di oon derivabilità, è angoloso.

4.11 5. Lafunzionetddinitaper z>O


Perz - 2, Poicho! logs >O pcrz >- l,sgn (Jos;i:) • sgn(z-1),c

f (z)"' ;sgn(z- + r!;),

pm:iòz = un punto di ll(ln derivabilità, dcfinitaperz -f< l

U1 2. /è definita per z >0. La per:i: -f< l,z # 3.


Calço!iamo:

l Jx.:,.logz

.
250 Cap, 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidi unavariabile Par.4.3.Studiodelgraficodiunafuru:ione

4.3. Studio del grafico di una funzione


Perx_.1%, / (x) 1)4 = 2(xe_ I) ..... ±oo,
Riferimemo: libroditesto [BPSl }, cap.4,§6.
In questo paragrafo affrontiamo lo studio e la determinazione del grafico di pen:iò x"' lèasintotoverticale.
unofonzioneuti linando, oltre agli strumenti visti neicapi1oli 2 e3,anche quelli
delcalcolodifferenziale(derivataprima e, quandoè utile,derivataseconda) 9e- 3
Perx--+ _3±, / (z)....- 2(x +3) -±oo,
Nonvorremmoehe lo studcnteapplieasseunoschemarigidodi lavoro: in uno
studiodifunzioneci sonopoc hecosechevannofauesempre-oquasi-(insiemedi
definizione e limiti alla frontiera del l' insieme di definizione; eventuali as intoti; pen:iòx= -3è asintotovenicale.
calcolo e studio del segno della derivata prima ·se possibile-, per determinare i Perx ..... ±oo,
punti di massimoeminimo,ilcrescereedcerescere);ediverseahreehepossono
essere utili in ceni casi (stime asintotiche in punti panicolari, o all'infinito:
/ (x)"' ;e•--+ (concrescitasopra lin.,senzaasintotoobliquo)
osservazione di eventuali simmetrie o periodicità; calcolo della derivata seconda,
se ha una forma abbastanza semplice da saperne studiare il segno, ecc.). Ciò che
suggeriscecosaèutilefaredivohainvoltaèinanzitunol'o.ssen.·a:io11edel/a
11=0asintotoorizzontaleperx -+ -oo.
Sinoticomelo studioasintotieoall'infinitoci abbiapennesso:
forma esplicita della fo11:zione da studi are, come illustreremo con gli esempi; in l)di esc ludere lapresenzadiun1sinto1oobliquoperx -++oo(non ostanteil
secondo luogo, i risultat i cltemanoa manosi ottcngononellostudiosuggeriscono limi teinfin ito),acausa della crescitasopralineare.Ques1opermetteritral'altrodi
qualiaspettivannoapprofonditi,oqualialcomrarioèsuperlluoapprofondire. deciderelaconcavitàdellafunzionea+oosenzabisognodicalcolareladcrivat.11
Spesso una medesima infonnazione(ad esempio, !a presenza di un punto di seconda;
flesso) viene ottenuta indipendentementeperviediverse(ad esempio, auniverso 2)disaperecheperx--+ - oo ilgraficosiavvicinaall'asintotodaso110
una stima asimotica e u11clie attraverso lo studio delle derivate); quando ciò
accade, queste informazioni, che dal pu nto di vist.11 sirenamente logico sono
Osserviamoche/(x)=O i·
Le informazioni raccolte fin qui ci consentono di tracciare un primo grafico
ridondanti, costituiscono delle fonne preziose di co111rallo incrociato su lla parziale:
correttezza dei risultati ottenuti. Occorre essere attenti a cogli ere ogni eve ntuale
incoerenzacheemergedaquesticontrolli incrociati,comesegnodcllapresenzadi

V
qualchecrrott, chevaccrcatoecorreuo.

Esempi svolti
Ese mpio4.7.Studiare laseguentefunzione,etracciameilgrafioo

5x - 3 )
/ (x)=e' ( xZ+ 'J.x - 3 '

Riscriviamo/con1e

f (:i:) =e
dacuivediamocheèdefinitaper x# 1,-3
Cosa ci aspettiamo. Dovremo anzituuo studiare i limiti della funzione in <juesti
duepunti(incu ici aspeniamoas intoti venicali) c all'infinito. 't1vaW
252 Cap. 4.Calcolo differenziale perftJnzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiuna ftJnzione 253

Ci aspeniamo quindi un punto di minimo nell'intervallo (1,+oo); notiamo che disequuionealge brica digra.doa llo,chenonsapremmo ri so lvere: dunquc èinutile
nell'interva llo (- 3, I) potrebbero esserci un punto di minimo e uno di massimo, imbartarsi nel calcolo). D'altro canto le informazioni in nostro possesso
oppure lafun:tioneesseresempredecrescente. consentono già di tracciare un grafico abbastanza preciso anche con riferimento
Ca lcoliamo pertiò la derivata prima: alla concavità. Noiiamo che la funzione deve avere un punto di fll'SSO
nell'intervallo (- 3,1).
,,_, ( S.-3 ) ' )
( ;1:2+2:1:-3+ x2 +2x-3 =

:i:2 +2x-3 (x2+ 2x - 3)2

= e% ( (5:i: - 3)(x 2 + 2:i: - 3) +5:i:2 + IOz - 15 - (JOx2 +4x -6) )


(:i:2+2x - 3) 2

2 2
c(5r3+7x - 2lx + 9+5x2 + 10x-15-10x -4x+6 ) -
(x2+ 2x -3)2

% x(Sx2 + 2x - 15)
=e. (x2 + 2:i: -3/ · OsMrvazio ne 4.2. Diseg nare il gn fi co d t lla fun1.ione un po'a. lla •·olta..Sinot i
l'i mponanu di costrui re il grafico de lla funzione un po' alla vo lta, mano a mano
Si noti che è ne<:essario portare il calcolo della derivata prima (un po' laborioso ma
che si raccolgono le in fonnazioni(eve ntualmente rifacendolo se a un certo punto
algebricamente elemen tare) fino a questa forma finale, ridotw a denomina/ore
tisiaccorgec he ilgraficoveroèdiversodacomesipensava),percapirechecosa
comune, .semplificala e fa11ori::;a1a, se vog liamo es.sere in grado di studiare il
ci pos$iamo aspettare dal seguito de llo studio, quali aspen i approfondire,
segno delladerivataprima(cheèilmOlivopercuil'abbiamocalcolala!).
per accorgers i immediatamente di eventuali incoerenze,epeTcvìtaredi fare studi
f' (x)?: O se x(5x2 + 2.x- 15) ?: O ossia se inuti li. In questi primi esempi svo lti ripon cremo sempre un provvisorio",
costruito in base alle prime informazioni racco lte, per mostrare come que sto possa
orien tare lostudiosll(:cessivoequindiperi nscgnarea llostudentc unrnetodod i
lavoro. Nelle soluzioni e negli svo lgimenti degli esercizi assegnati riporteremo
inveccsoloilgrnficofinale,peresigenzedibrevità.L-Ostudcnteperòè invitatoa
Quindi: procederescmpreinqucstomodo.
=
:;r;: - 1.9) punto di minimo relativo;
x =O punto di massimo re lativo; / (O)= I. Ese mpio 4.8. Studi are la scguentefunzione,etracciamc il grafico:
:;r;: = Ui4 ) punto di minimo relativo. / (x) =:i:1/' (x2 + 2:i:-3/I'
La fonna analitica della derivata prima sconsiglia di calcolare la derivata
se<:onda. (Se lo facess imo, la disequazione f" (x)?: O porterebbe a studiare una w
254 Cap. 4. Calcoklditterenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunzione

/è definita in tutto R. Riscriviamola ne ll a fonna : Calcoliamo:

/(z ) =z 1'3(z- t )2fl(z+ 3}2/l.


/'(z) = Jzl2fl (x2 +2x -3)2/l +zl /J . =
Cosa ci aspe/limno. Dovremo stud iilfe / an:i;itutto all' infinito. Ci aspe11iamo
pniunpuntodiflesS(la tangentevertiça le in :t:=O, perla presenudizl/ 3 , edue
punti di cuspide in z = I, z = -3, per la presenza dell'esponente 2/3. Dovremo (z2+ 2.i--3)+ 2:t:(2z+ 2) 5:t: 2 +6l: - 3
quindi studiare (con stime asintotiche e/o derivata prima) i 3 punti 3z2/l(zl + 2x _ J)l/J Jx2/3 (z2 + 2%- 3 )1/3 "
z=O,z= l,z =-3
/'èdefinitapcr .i-#0,1,-3. Per studiareilsegnodi/'osserviamoche:
Per z __, ±oo,/(z),...,.i-513 --. ±oo con crescita S(lpta lineare (in particolare,
senzaasincotoobliquo) 5x 2 +6x-3 2:: O perz 2:: - 3 + J2.i;z :S - 3 -
6 5
./24;
/(z)= O inz =O,.:z= 1,x= - 3.
113
looltre: (x 2 + 2x - 3) 2:: Opcrz 2:: l , z $ - 3.
per :i;---.0, / {z) ... .y9zll3 ,.:z= O punto di flesso a tangente verticale Quindi/'(z) 2::0 per
(ascendente);
perz- 1, /(z ),..., efi6(.:z -I) 213 , .:z = l punto di cusp ide,(rivoltoversoil
basso);
z< - 3-3-J24°
; --
-3+J2.i
$ x $ --(ma.:z#O);x> l.
5 5
per .:z _, -3, / (z) ,..., -.;t.iS(z + 3)2' 3 , x "' - 3 punlo di cuspide, (rivolto Perciò
verso l'alto)
Le in formazioni raccolte fin qui ci co11sen tono di tracciare un primo grafico
parziale: z = -J - 5 J24" punto di minimo relativo;

J24 punto di massimo relativo.


J
.:z = -J +
5
lnohre.:z = -3puntodimassimore!ativo(incui/oonèderivabi le),
ez::: I puntodiminimorelmivo(incui/no n èderivabile).
/ Ricordiamo anche çhe x = O un punto di flesS(I a ta11gente verticale,
asccndente (/nonèderivabile inz=O).

i cambi di concavil/o possiamo dire che, pniehé la funz ione a ll' infin ito ha crescita
sopral ineare, deve avere due nessi a tangente obliqua, in un pun1oz 1 < -3e un

/
Ci aspeuìamo (almeno) un punto di minimo nell'intervallo {-3, O) e un pun to
di massimo in (O, I). Inoltre, i punt i :t: =O, I, - 3saranno punti di non deriva bilità.
256 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3.Studio delgralicodiunafunzione 257

puntox, > I.Grafico:


'" •-(- /2f,.- (/2f.•-Hl'..tl>)--oo.
z- -./2,:z - ./i,z - -1 asintoti vert icali
Per z ..... - oo, / (:z:)"' log( - .:i:3) = J logl:zl -- +oo, con crescita souotin earc,
quindi senzaas iniotoobliquo.
Le informazioni ra«:olte fi n qui ci consentono di tracciare un primo grafico
parziale:

_,/I'-..

Esempio4.9. Studiarel a scgucntefunzione,ctracciarne ilgrafico:


f (x ) = log[(2 -x1)(1 +:z:J] .
Lafu nzione/èdefinitaper
ì( '

(2-z 2)(i+z)>0, Cl (almeno) un punto di massimo ne ll 'intervallo (-1, J2). Per


calcolaref'è p1ù comodopartireda ll'es prcssione(•);siha:
ossiu < - ./2;-l < x < ./2.
Noiiamoc he non èlccitoriscriverla(usando leproprictàdeilogaritm i) comc
/'(:z:) =- 2 + I = ;?: O per
/ (z) = log(2 - x2) + log( l + x)
in quanto questa seconda scrittura ha senso so lo se ciascuno dei fattori
(2 -:z; 2),{ l + :z;) è pos it ivo, mentre la funzione di partenza è de finita ogni volta
che il prod(l{todci due fattori è positivo (il cheaccadcanchesesonoentram bi
negativi).
E' lecito invece riscrivere
ilche, 1enendoconto detl'insieme didefinizionedi/, significa:
/(:z;) = logl2 - z 2 1 + logl i + xl, (')

ricordandoperOchedevonovalerefec011dizioni z < - ,/2; - J < z <,/i /' (z);?: Operx < -../2
Co5aciaspeuiamo: asi ntot i venicali nei J punti in cui si annulla l'argomento ez = di massimo relativo
del logaritmo. Dovremo anche studiare f a -oo, non a +oo perché la funzione è
definitasoloper :z; < .,/2.
258 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldlunavariabile Par. 4.3. Studiodelgrafieodiunafunzione

La funzione taglia l'asse delle :r; in tre p11nti: una volta nell'intervallo .... ±oo.x = I asintoto verticale.
( -oo, - ./2) (perché / è stn:llamente detrescente in questo intervallo e va da
+oo a -oo)eduevo he in (-1, ./2) perchc / (O)= log2 > Omcntreagliestrcmi '"±
X__.
/( ) <' {+oo concrescitasopralineare(senzaas.obliquo)
OO, X "' __, Q+ y =: Oasintotooriziontaleper:z _. -00.
/ (.)--oo.
Per x-. -1, / (x)"' -;in(x+ 1) 113: :r; = - I punto di flesso a 1angcnte
La derivata prima 6 abbastanza semplice da suggerire il calcolo di/". \"erticale,discendente.
Procediamocosl: Le infom1azioni raccolte fi n qui ci consentono di tracciare un primo grafico
parziale·
/"( >-(----"'-- _I_)' -

\ /
:r; - 2-z2+J+z (2 -:r;2)2 (l+x )2 ·

Non conv iene svil uppare i calcoli, ma semplicemente notare che l'espressione
scritta è oomma di due quantità negalive per ogni z, perciò /" (r) <O sempre, e la
fan:io11eè.sempreconca..-aver.soilba.s.so.Grafico:
\_J

Ci aspcuiamo almeno un punto di massimo nell'intervallo (-oo,- 1) e un


punto di minimo nell'intervallo {1,+oo). Calcoliamo ora:

Esempio 4. IO.Stud iare laseguentefunzione, etracciameilgrafico

/ (r ) = ez ,r;+J
V%=!.
Definitaperr# 1./(-1) =O.
Cosa ci a.spelliamo: un asintoto venicale dove si annulla il denominatore, e un
punto di flesso a lllngente venicale dove si annulla il numcn.torc ootlo radice
913
= ez ( S(.i- + l )(z - 1) - 2(;z - " <' ( S(z + i )(.x - 1) - 2) "
a
quinta. l)Q\·remo quindi studiare i due punti :E= ± 1, oltre che compo11amen10 S(:r; + t}4' 5(:i: -1) 2 !i(x + 1)"5(z -
all'infinito.
260 Cap. 4. CalcolodifferenzialeperfunzionidìunavariabHe Par. 4.3. Studiodelgraficodiunatunzione 261

Definitaintutto R.
Cosa ci aspeuiamo: la presenza del modu lo suggerisce l'esistenza di punti
angolosi dove si annulla l'argomento del modu lo, = O,z = I. Oltre a questi
punti,donemostudiareilcomportamentoall'infi nito
definita per :i:# ± 1. Anche qui, si noti che è necessario procedere attraverso i J+oo concn:scitasopralinean:
calooli algebrici un po' laboriosi fino ad arrivare a questa forma ridona a fanor Per z ..... ±oo, / (:i: I -e 22:i: 2 _, lo+
comune, semplificala e fattoriwita, se vogliamo che il calcolo della derivata prima
y=O asin toto orizzontale per :i:__, -oo, non c'è asintoto obliquo per
siautileallostudiodelgraficodi/.
:i:-t +oo. ln vistadel calcolo di/',è uriledi sc utere ilmodulo, risc rivendo

J' (z)2:0 per / (:i:)= Jeb(:i:2 -:i:- 2) = eb(:i:+ l )(:i: -2) perz :S O,z 2: I
1 eb(-:i:2+z- 2) per O:Sz:Sl
/ (:i:)= Oper z = -1,z = 2. lnollre, / (:i:) 2: Opu :i: :S -1 ,z 2: 2.
:i: = yfi5 punto d1...
mm1mo rei.; Le infonnazioni raccolte fo1 qui ci co11scntono di tracciare un primo grafico
parziale·

punto dimassimon:I.

L'espressionedi/'sconsigliadicalcolan: r. Larunzionedeveaven:unpunto
di flesso in (-oo, - lfi5J e uno in (- !, 1), oltre che il flesso a tangente verticale
in :i:= - I.Grafico:

/
Ci aspettiamo almeno un punto di massimo nell'intervallo (-oo,- 1) e un
punto di minimo nell'intervallo (- 1, 2), oltre a punti angolosi in :i:= O,:i: = I.
Possiamo ora calcolare f' utilizundo le due diverse espressioni di/:
2
/'{:i:)= { eb(2:i: -5) perz<O,z> I
eb(-2.z-2 -3) per O<z< l
Si noti che abbiamo escluso esplicitamente, nell'espressione di/', i punti
:i:= 0,:i: = 1, dove ci aspettiamo che f non sia derivabile. Per verificarlo,
Esem pio4. l l . Studian:laseguentefunzione, etracciameilgrafko calcoliamo:
/ {:i:) =eix(lx2-:i:l- 2)
2'2 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunatunzione 2'3

Esercizi
-3 ' { -"'
{ -S li,( 1).., -5e2 Studi di fu 11tlont guidati, u 11w derivata seconda. !ti questi primi eserci:i è
indicata nel testo imo traccia precisa dei punti richiesi i. ri(;}1ies10 il calcolo
qu indi x=O,z= I sono punti dinonderivabilitli,angolosi. delloderimtasecondo
Per O< z < I, /' (z) <O semJ>"', f decrescente.
Per z < O,x > l , /'(:i: ) Oper2x 2 - 5?: O,x -{i, x?: [i. 4. 11 6.* Sia
:r = -/f punto di massimo re lativo; x = punto di minimo re lat ivo
o. Determinare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima
Cakoliamoora
asin totica all'in finito, comportamento all'infinito di/ (cioè dire se ha asintoto
2
/" (:i:)= { e:i.(4z +4z- l0) perz <O,z> l orizzontalc,obliquo,crescita soprao souolineare ... ),evenutaliasintoti.
e2z(-4x 2 -,lz - 6) perO < x < l b. Fare stima asi11tot ica di f nei punii in cui questo è suggerito dalla
forma della funzione.
Per O< x < l,/"(z) <O sempre, f concava verw il basso. c. Calcolare f' (x ). (Scrivere l'espressione trovata per f' e semplificarla in
Perz <O oz > ! , /"(:.: );?: O per modo da saperne studiare il segno). Detenninare i pun ti di massimo e minimo
relativodi/.
2z 2 + 2z - 5?: O,z - J- ./il ,z?: -l + ./il. d. Comp letare brevemente lo studio di f (se occorrono a ltre infonmu:ioni) e
2 2 tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintot i, punti a tangente
verticale, ecc.).
Grafico(nonin scala): 5+x2f3
4.11 7.* Sia / (:i:)= 2 +z 1/3"
a. Determinare insieme di defin izione d i / , limi1i alla frontiera, stima
asintO{ica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
orinontali:,obliquo,crescitasopraosottolineare ... ),evenutaliasintoti.
b. Ca lcolare /' (x ), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e
minimo relativo di/.
c. Determinore eventuali punti in cui f è continua ma non derivab ile,
precisandoche tipodìpuntoè(angoloso,dic usp ide,ecc.).
d Completare brevemente lo studio di / (se occorrono altre infom1azioni) e
tracciarne il grafico(evide nziandotuni gli eventuali asin tot i, punti a tangente
vertica le.i l versodellaconcavità,ecc.)

4.11 8.* Sia

u. Determ inare insieme di defin izione di f, limiti alla frontiera, sti ma


as intotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
oriu.ontale,obliquo,cresci tasopraosonolineare ...).evenutali asintoti
264 Cap.4. Cslcolodffferenzisleperlunziooldiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunalunzione

b Calcolare f' (r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e b. Calcolare f' (r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e
minimo relativo di/. minimo relativo di/
c. Detenninare eventuali punti in cui f è cootinua ma non derivabile, c. Detenninarc la pendenza della retta tangente in eventuali punii di arresto.
precisandochetipodipuntoè{angoloso,dicusp ide,ecc.). d. Completare brevemente lo studio di f (se occorrono altre informazioni) e
d. Completare brevemente lo studio di f (st occorrono altre informazioni) e tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
tracciarne il grafico (evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente venicale, ilversodella toncavità,ect.).
venicale,ilversodellaconcavità,ecc.)
4.122.* Siconsiderilafunzione
4.119.* Si considerilafunzionc

f(x) = a Detenninare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima


asintotica all'i nfinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asin toto
a Detenninalll il pe riodo di f e restringerne lo studio ad un intervallo di orinontale,obliquo,crescitasopraosottolineare ... ).evenutaliasintoti.
periodicitAsimmetricorispettoall'origine.lnquestointervallo: b. Calcolare / '(r), studiarne il segno, detenninare i punti di massimo e
b. Determinare insieme di definizione di/, limiti alla frootiern, evenuta!i minimorelatimdi/estudiarelanaturadituttii punti stazionari.
asimoti. c. Detenninarelapendenzadellarettatangenteineventualipuntidiarres10.
c. Calcolare f'(r), studiarne il segno, dctenninarc i punii di massimo e d. Comple!aftl brevemente lo studio di f (se occorrono altre informazioni) e
minimo relativo di /. tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
d. Completare brevemente lo studio di f (se 0tcorrono allre informazioni) e verticale,ilversodellaconcavità,ecc.).
tracciarneilgraficonell'intervallodiperiodicitàconsidcrato{evidenziandotunigli
evcntualiasintoti,puntìatangenteverticale,ilversodellnconcavità,ecc.) 4. 123.* Sia
•-3
4.120.* Sia = r(2Jogr - los3r)
a. Determinare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima
a. Determinare insieme di definizione di f, stima asintotica e limiti alla asintotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
frontiera, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto orizzontale, orizzontale,obliquo, treseitasopraosonolincare... ),evenutaliasintoti.
obliquo, crescitasopraosottolineare... ),evenutaliasintoti. b. Calcolare f' (r), studiarne il segno, detcnn inare i punii di massimo e
b. Calcolare f'(r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e minimo relativo di/.
minimo relativo di/. c. Completare b!llvemcnte lo studio di f (se 0tcorrono altre informazioni) e
c. Determina!lllapendeniadcllareuatangenteineventualìpuntidiarTCsto. tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli e"entuali asintoti, punti a tangente
d. Completare brevemente lo s1udio di f (se occorrono altre informazioni) e verticale,il\·ersodellaconcavità,ecc.).
tracciarne il grafico (evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
vcrticale,ilversodellaconcavità,ecc.)

4.121 . * Siconsideri lafunzione

a. Detenninarc insieme di definizione di /, !imiti alla fronciera, stima


asintotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
orinonta!e,obliquo,crescita sopraosottolineare ... ).evenutaliasinto1i.
266 Cap. 4.Calcolodifferenzialeperfunzionidillna variabile Par. 4.3. Studiodelgraficodi llnafllnzione

Studi di fun:ione auidati, con dtrfrata su on da. In questi eserci:i è indicata nel d. Calcolare f"{x), stlldiame il segno, determinare i punti di flesso di/.
testo 11na /roccia precisa del p1mt/ richiesti. E' richiesto anche lo studio della e. Completare brevemente lo smdi o di / (se occorrono ahrc informazioni) e
derivala seconda. tracciarne il grafico(ev idenzia ndo tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
verticale, il versode lla concavità,ecc.).
•l.124.* Sia / (x)=
Studi di funzion e senw derivata seconda. Nel prossimi esercizi si chiede di
a. Determinare in sieme di definiziooe di f, limiti a lla frontiera, stima studian la fu11zio11e e tracciame il grafico. Non è forni/a una traccia su come
as intotica all'infinito, comportamento all'infinito di/ (cioè dire se ha as intoto procedere (si cerchi d i seguire il metodo illustrato negli esempi svolti e negli
orizzontalc,obliquo, cresc itasopra osonolinearc... ),evenutali asintoti. esercizi precedenti). l'unico ù1dicazio11e è che tlQn è richi esto lo studio della
b. Calcolare /'(%), studiarne il segno, determinan: i punti di mass imo e derimta seconda: lo stlldeme è invi1aro a dedurre in a/1ro modo le informazioni s u
minimo relativo di /. CO'IC(lllitàejlessi.
c. Determinarela pendenzadella tettatangcnteineventualipuntidi arresto.
d Ca lco lare f" (x), studiarne il segno, de1enninan: i punti di nesso di/
4.12 7.
4.1 37.* V"- •
--;+2
e. Ccmp!etare bn:vemente lo studio di / (se occo rrono altn: informationi) e
tracciameilgrafico (ev idenzia ndo tuttiglieventu.ali asintoti , puntiatangente
vert icale, il versode!lacone1vitli,ec<:.) 4.128. ·'(=-.±..!)
z- 1 4.138.* e-Im i

4.12!1.* Sia /(%)=- ' -- Jog(-l +cosx


l +oos:e
'-) - 4.139.*
1
a. Detenninan: i! periodo di / e restringerne lo studio ad un interva llo di
4.140.* 1og [(z -(%-
ll(z-2) ]
3)
periodicità simmetrico rispetto all'origi ne. lnquestointervallo:
b. Detem1inan: insieme di definizione di / , limit i alla frontiera, eve nutali 4.130.
asintot i 4. 141.* e-%(jx 2 - 3l+2:i:)
c. Calcolare /'(%), studiarne il segno, determinare i punti di mass imo e 4.IJI .
x3 + I
minimon: lativodi /. z+2
d. Ca lco[an: /"(%),studiarne il segno, detennin are i punti di nesso di / . si=+cosx
e. Ccmpleta n: brevemente lo studio di / (se occorrono altn: in formazioni) e
uacciame il grafico (ev idenziando tutti g li eventuali as intot i, punti a tangente
4.132. e•(%+2)
4. 142.*
•+-
\"ertic.ale, ilversodella concavità,n:c.). 4.133. e"(% 2 + 2:i:-3) 4.143.* e!(%+3)

4.126.* Sia

a. Stabilire l'insieme di definizione di /; ca lco lare i lim iti alla frontiera


4. 134.* .-'f!J z- 1
4. 144.*
'"''"(:;;)
dell'insieme di defin izione; determinare tutti gli eventual i asintot i e i pumi di
discontinuità
eih
4.IJ!'i.* 4. 145.*
b. Ca lcolan: / '(%), stud iarne il segno, determinare i punti di massimo e
;:-i
minimo n: lativo di/
c. Detenninare la pendenza limite della retta tangente nei punti di 4. 136.* >!fi: 4.146.*
discontinllità. :i:2- J
Z68 Cap. 4.Ca lcolod ifferenzialeperlunziOnidiunavariabile Par. 4.3.StlldiodelgraficodiunafunziOne

Funzioni diptndlnli da un parametro

4. 172.• Si considerilafunzione

Studi difunt)one eon derivata s«onda. Nei prossimi eserc:izi si ehiede di s1udiare dove A > Oèu n paramctro fissato.
fa/unzione e tracciarne il grajiro. Non è fornita una /roccia su come pNXt dere. Si a. Determinare, se esistono, mass imo e minimo assoluto di f (t) pcrt ;:: O.
imende che è richiesto wrche lo studio tiella derivata sttondu. b. LineariZ7JU'ef(t) pert -- o.
c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
4.151.* 4.161.* (3x + 2)e 11" . qualitativopert ;:: O.

4.152.* lx 2 + :,x- 3j 4.162.* :r. 1 - 3x + 2 + log:z:. 4.173.* Siconsiderilafunzione


l + t"
f ( t)- ( l+t)"
4.163.* :r.+ 2arctan; + :ir.
dovcp > lèunparamctrofis.salo.
a. Determinare, se esistono, massimo e minimo assoluto di f (t) per t ;:: O.
4.164.• :r. 2 rz+!. b. Linearizzare/(t ) pert ..... o.
4. IS4.* log(I + x 1 ) + arctan; c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
qualitativopert ;:: O

4. 155.* (x+ I)le"- 11 4. 174.* Siconsideri lafunzione

4.1 67.* xe-lr - 11 dove A > Oèunparametrofissato


a. CeTCare (eventuali) massimi e minimi di / (t) per t ;:: O.
4•157 ·* b. Studiare il componamento de lla funzione per per t ..... +co.
smx+ cosx c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
qualitativopert>O.
2
4.158.* x - 8x+ 4toglx -!I
4. 175.• Siconsidcrilafunzione

/ (t) =
4.111.• 1:.:3- :n,+ :r.I
4.160.* xe l/(I- 1) dovea > Oèunparametrofissa10.
a. Calcolare in dipendenza da a i limili alla frontiera de ll'insieme di
definizione.
b. Studiare, in dipendeniada a, il crescere e decrescere
c. Tracciareungraficoq ualitativodellafu n
270 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunzione 271

Soluzioni§ 4.3. (Per studiare il segno del numeratore si pone l ==-z, 1 e si studia il segno di
13

t 1 + 4t -5).
4,116. /' (:i:);:>: Oper -z, :S - 12<:> , :i:;?: l; :i: = - 125 puntodi max. rel.; :r: = I punto di min . rel.
<1. Definitaper :t.f - 1. Per :i: _. - 1'*, /(:i:) - ,h _. :l:oo. c.
:t=- lasin\QIOverlicale.
Per :r: _. :l:oo, / (:i:) - - :l:oo con cresc ila $0tlolineare (in panicolare, senza
llllinlotoobliquo).
percib/h1 unpuntodi lies$0atangcnteve'rtk:ale, disccndente.
b. / (0)=0, per z-0 quindi "' "' Ot pumodi nesso alllngmtc
d Grafi<;o(nonin S<:all):
verticate, discmdmte.

/' (:r:) .. ;?: o


per :i: ;:>: -4 +312,x :S - 4 - 312. Quindi :
puntodimax. rel. ::i: • - 4 -312
puntodimin.rel.::t,,,-4 + 3,/2
d. Grafioo :

4.118. / {xl • r:.'fV;+f .


<1. Definitaper x;" j. Per z--o j"

quilldi z = asintoto Vttticale. Pt-r z...., :l:oo, / (cz:) - - efi ..... 'f<Xl con crescita
<1. Definitaper.:i: ;"-8 sonolinean:.(lnpar1icolare,senzaasintotoobliquo).

perciò x= /'(.:i:)=
Per z - ±oo, / {z)- ±oo, con crescita sottolineare. (In par!kolare, senza
asintoto obliquo). /'(cz:);:>:O per O<cz:< j,j <:r:< I.
cz: • lpunto di max.rel. ;cz: ,,. O puntodimin.rel.
c. f derivabile inz • ±oo, quindi cz: .. un punto di cllSpide,

d. Grafico:
272 Cap. 4. Calrolodifferenzialeperfuru:ionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodetgralicodiunafunzione 273

4.11 9. U20. J (z) - z(21ogx - loglz}


<t Jnsicmedidefinizione di/:z>O.
a. / è :rr-pcriodica (peTCht 1ia cos1z che taru: sono StudiilmOla 11=iò
in [- f, i] . Nemntnvallo considcnuo: Per z _,Q+ ,
b. /è definita in (- f, il· Osserviamo che/ pari

.. -oo; l.1'J(z) =-oc; z : ±i uin101i verticali Per z -+oo, /(z)--.dog'.i:-0-00


conm:sc i11sopralineare, inpankolarcscnzauin1otoobliquo.
J'(z): 2 + 21og:r;-31og1z- log'z =
per.
.. (1- log:r;J( loa 2z + 41op + 2) ;:>:o JIC'r:

O< z < e-1-Ji; e-HJi < :r; <c.


z= punti di max. rd. ;z .. O punlodimin. {Per studiare il segnc del secondo fattore si pone l:log:i: e si siud ia il SC&OO di
d. Grafico t 2 + 4t +2).
puntidima;.:.rel.:z • c- 2-Ji,:r; .. c
punti di min . rel. ::r: • c-».fi cw anche z =O, se prolunghiamo / con cont inuità
ponrndo J (O) a O)
c. Per z - o+ , f(z) - - log1z ...., +oo, quindi in :r; - O il grafico arriva con
1angen1e venieale
Cap. 4. Calcoloditterenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiode l gralicodiunalunzione

d. Grafico:

V
4.1 2 1.
a
/(%):z2c' f(.. -l)
lnsiemedide linizionedi/:z f'. I.
a.
/(%) • z'cl/(.>-u
lnsiemedidefuiizioncdi/:zf<. :1::1 .J'wizionedispari,pt"rciòlastudiam<Jpt"r
"' 2: O e poi simmdrizziamo.
Pcrz - l'° , /(z)- cl/(.>-l)__, { ;..oo(asimomvertie11lc)
/(z)- cl/(.>- l) __. {;+oo(asin1otoverticale)
Per z....,+oo,/(z)-..r_,+oo o;on crescita sopralineau: (quindi sem.a ll.'lintoto
Gbliquo)
f'e.rz __, ±oo, /(z),... ,.z __. +ooconm:scita'°1J1'3lin. (quindi se11Z11asinto!o obliquo).
/'(%) - (3%' - Sz 2 + 3) 2: o
pc-r:
(limitandoci1% 2:0)per

V--;t--<z <v; '6._y----;-----,- O< r;;:fi


-"' -< V---t-· "' -> V---t-·
Nota: per studiau: il segno di si pone l:z" e si srudia il segno di Nota: pc-r Sludiare il segno di {3z' - 8z 2 + 3) si pone I e si studia il segno di
(21 2 -71+,.!L_ 3t2 -8t+3.
Conclusiooi(ancheperz <O)
• - .f?l.;• -,fili
e

c; Pcr,. ..... •• ,fili;• e -.f?J. """"dO moo " '


1angen1eof"iz:ror11ale.
d. Grafico:

'
Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunziol"lll

d. Simmctriuando dispari otteniamo il grafico:

V - ,- --,-

4.1 23.

..
4. 124. -
a. /èdc finitaper :r#3. a. /èdcfinilaper:e >O,z+. L

Po:r :e-.3". /(z) .., :e - -.:1:00,


3
quindi'l' = 3asinlotoverticale.Po:r<l!--..:!:oo, Quindi '= 1 asinlOlo orizzontale pc1 :r .... +oo.
:e=Opwi1o diarres10.
/(z).. , e--:. -{ senza asintoto obliquo)
z • las in101overticalt".

/'(z) • 2::0 per

:e=ti:{Ii- puntodi min . rcl.


O<:e< I ; :e2:;e .
.:. On.fico: punti di min. rd.:z • e;"'= O (sedefmiamo / (O) • !,prolungando/ per cont inuità)
.:. Per z-o+,/'(:e),...*--.+oo, qulDdiilgntficoarrivain:i- • Ocontangen!c

2::0 per.

e.:!.:f'.ii :Sz:Se='i'6i (r'l-.:1:1).

PuntidiOesso:z=e.:.Lffii.
278 Cap. 4.Calcolodiffereniialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgrafirodiuna funzione 279

e. Grafico:
{2cos1::i: + oou - I}
- ( l +cou)
SC()ITTponendo 'U1 +1-] =(t+ l }(2l -1)

per:

(nell"intervallo f0,11)).:i:=g puntodiflesw


e. Grafico:

a. Ul6. /(:z:) .. arc1an(i:;1)+i


b. ln [-11,,..J,/t dcfinitaper :r # :k, quindi in( -.-,ir). a. /tdefinitaper z#O.
Llfunzioneèsimmetrkapari,possostudiar!asoloin [O,,..)e poisimmetrizzare.
Per :r .... -+oo.
:r • ir asintotovenicalc.
:r • Opunrodidiscontinuilàasa lto.
f(:r) =--(:=) per:

= J as intoto orizzontale per :t .... ±oo.
(nelrintervallo [O,:rr)). /'{z) = - 2zl S 0Kmpre.
.t=O puntodimax.rel. ; 1
z di min. rel. La/nonèderivabilein:i:=O.doveèdiscontinu.:r..
{coslz(l + oou)+sin1z(cou: -1)) Noncisono puntidimax. ()min.rel.
{l+cosz)• c. Pcr z-0"', f (.r}-- 1.
questaèlapendenz.olimitcdcllarettatangentedadcstraeda sinistrainz •O.
Par. • .3. S!udiodelgraficodiur.alunzione 281

r(:r) ..

--,---
1-/i(i

4. 128.
O.Hnitapor :t;. l. Ptt :r - l*,/(:r)- - ±oo. 11. .. l 11imo<o vtnk1lo.
p., ,.-±.,.,,

/ ") • ("'''"')·-·
O.fmitainto11<>R. Per :r-±oc,
f(:rl···H
z - ./jpun«>diminimo;z .. -,/3 puniodill'lal4lrno:/( - l) •O.
:r •I Plm"" di ne.so 1 vtnicole.

..

/'(:t) •

pun1<> di minirn<>; :r • llfi!. punlO di llW$/mo: :r • ± ! punii di llesso 1


'""iftllCV<nk1le.
282 Cap.<l.Calcolodiffe1enzialel)el"funzioni
----=-'dlun1vari8bile

f'(z)•3(.r+z+()J/
z'+lz-ì(z+I)"'
3

Al
z -.o lpun1<>d1rrurnmo
:t • - 3 punrod1...--
P..-. 4.l.Studiodelgr.tlicodiun;afUnzione

4. lll./(z) • e"(z +2) hapmii di O...Oinz ., - 3±/i.


Dtfinìt.lptt"&"i :r. Pet s-±<>o,

/(z)- ze·- { t"' . . -.-.

rczJ • e"(z+ 4);


... .. - 4puntodill<sso.

• .13-'.
lnsitmodidefmW.....: :r ,i 1
.. inlOtQverticale.

J'er z_,±oo,/(r)-•-· - { 0: 00
1 • 0asintoloorinon .. leper z- +oo; perz --<><> / (z) hacrncìt.lsoprallne.,.
(inparti<oiare.llOl>ha ..


4.1 .IJ. / (z) • ,..(z'+2z- 3)
Dtfini.. porop.iz. hr .. -±oa,

/(z)-z e'- {t'


1
... -<».

/ (z ),?;O perz :!i -l.z,?;1.

f(z) • e'(r'Hs- l);


.. ...-- (3(z+ 11w )·
f(:r)tdefmitoperz,i±l,c,iha:
ha punti di minimo e massimo in z .. -2±J5, rispeni"3111<1'1t<.
r<zJ - <'(:r1 +b+3); f(z n;O porl -lz' <?: o.--J;szs-J;

Ne><guo<lll:
" "' -7,t puntodirninimor<Wivo;:r • ?;t puntodimusimo r<la!ivo.
286 Par. 4.3. S1udiodelgr11k:o di....-.afunzione 287

Studiamo :r - -1 (p.mio di """ <lerivabìlitt). /(- I )-o; per z--1,


/(z)--•i/lfi,perci6/bounllnso•!mitt11tvcnicale

11C!l"intm7lllo (--j;.7,)cunoin(-oo,-l);ptr:o-:l:oof°""""va 'mol'al10

lnJinncdidtfmizione: zf-.-j
hrz -(-1)* .

W !.
LRJierntdid<fmizìone:zf-.-3. hrz -:l:oo, f,
Per :o--3,/(z)-+oo;:r • -3lJinl.,.O•erlic&le.
Per :r- :l:oo, / (z)- - +oo, ton o.-itii - olintare (in pat1icclare,""" ho r - Ouin1<>1oorizwrital<pcr r--oo.
'"'"°
lJinlOli obliqui od t <OnCOva bossoolrinfmilo).
Per z-+oo / (z) hacmcilasupetlineart.inpanicolatellOflhouiPooooobl;quo.

/'(z) '" ) : 2 - ih '"'2.t\:.++!X"(:


3
'"' ( :
fM -•*t' •

:?;O pcr2z'+2z-3:?;0,
f(z) 20 pcr - J -,/Ìis;.,<-3;z:?;-3+./il
:z•-3±./i'ipwtti dinùnimor<latiw>
J(-3+./i'i)<0-,/(-3-./ìi)>O.daoui $idoduoecl>O/hadutintcrxzioni
l..afuuioMf<krivabil<in11tt1iipun1iincuifd<f01ita;t.....,..p»itiva,epcr
oonl'asu z pcr z>-J; ditkni, pcrz >-3,
:r - (-tr la>de a =orontan&encoori,,.,..1a1e.
•O pcr ... + 2 "' :r+3: .r-z- J •O; z• t±./6.
O.ll<informarioni<hellbbiarr>o./-••-&1-nounpun«>diflessoin
288 P..-. 4.3. Studiodel graficodiooatuntione

J
("'T".-1) /nonèdtrivabil<in 1t: • O. Perz -O. f(1t:J-s;\ii-+oo, quindi/haun flnoo1
ian,tn!tvtniult in z •O.

_) o'
-,
l'erz - (-2)*, /(zJ-::!fr! -:i=oo.z - -2-.inl<llO veni<alt
Pe. z - ±oo, / (z)- -.o•.r•Oosin1a1o orizzomoltporz -±oo.
/ (l) •O. • .IJ.9. / (z) • o-1:!11. IROi<rnedidtfin iziono:z.;.-2.

F(%) • cz+j.(!::ir -
-2, lffil- -too . .,-1:!!1-o•. -2 un
pcrcil>z - è puato di disoontinui!.à

perciò r•! è osinlOIO oriuonla lt por

porz .;.0,-2

/'{z) 2; 0per3:rt' 2; 2z-2.Coofionlopfl00:


deft11illporz .;.- 1,z .;.-2.
Pn-1f --2.f{z)-O("""fron!O<filnf111iltJimi).per<iGne!purt10didis.«<1tiouià
olinlinabilelll'unDonc tnivatonlancaittorizzontalt.
l'er" -.(- IJ*,/'("J-1·( - scn(z+l))-L-'fl.
Pn-till z • - l è lDlpunto.....-,<onpendrnzl<ltlltt<ft<UrJ&mlidadestrae
sinisln.upolerisptttinmtn1t o-l,l
I'(z) >O pcr -sgn(ffi) >O. <iotper ffi<O.ciotper -2<z< - 1.
290 Gap. • . Celcolo d iffe<enzialepe<funlionldill!lllvariabile Par. •.3.Sludiodelgreficodiunafllnzlooe

Grafi<oq.aUwivo (noninonlo)·

Sivedo<he:r • -2tpuntodiminim<>;z • -ltpuntodirnanirno.

4.1J9.
Dtfuùlaperzi' - 1 hrr- 1• operz -2-, /(")- -oo;per"- 3',/(z)- +oo
z • l,:r • 2." • 3uif'l<Jtivenic>JL
: : ;: : : : hr :z - +oo, /(z)- k>p- +oo""" an<it&sonolincare (.. n,,.isinlotoobliqoo).
f(z) • {los\z -ll+los!Z-21-loalz- 31)' •
z • -luiototovenicaledaoini>tia.1"'"101iange1>100<1.z:lonl>Je<ll'3Hlra(lo

hr :z - :i:o>,/(z) - cz2 - +ooCOll <R$Cit& topnlinc.,.


/(z) • O in z • O. pct :r-0/{z)-z'/o', quindi z • O t punto o ta.'i•nte
oriu:ontale.dimiroimorelali...,
. (z-2)(z-3)+(:r-l)(z-3)-(:ir-l)(z-l) •
(:.-l)(z -2)(z- 3)

d<finit&perz#-1 pct

f(z) Op•n(z'Hz+ 1) 2'. 0


z'-Gz+72'.0,.,:5 J -J2;z2'.3+,/i.
-2-,/3::;.i::;-2+./i;z2'.0 z•
.. " "'- 2-Jlpun1i di mil>imo ... lali'"'; z • -2+,/Spwiw di mwimo t(3-./i) - k>i(3-2v'2)<0
z•3+./i puntodiminimorclati...,;
!(l+./i) - ios(3+2v'i) >0
Graf1«1{""" ir11cal1)
Cap.4 . Calcolodilrerenzieleperfunzionidiuna..n.blle P;i.r. 4.3. Stlldioclelg'l!licodiuna fu r\Zione

l<10ltr<:p<u <-.f3.,, >,/3,f("):<!:O per -.ft :S: ,,S.ft.oaioper


-.fiSz< -./3; ./3<z :S: ,ft; qu"'di
" "' .. . v'i(z- 2,ft)
:r a. rnoss;""'"loiivo;/{ .ft) .. . -v'i(2+2,ft).
Per - ./3 < Jt <

o...r.co"""lòutivo (-. imon.la):

Si......mid••/- aw..unpw><odiHe.oin ,..>3 ... ,/2


.a.1'1. /(r) ••-'(\.,> - .Jl+h).
[)efinitainwnoli:.P<f Jt-:ioo,

/ (z) • Operz • - l.Jl • -1


.. -jltri<>dica,loswdiarnoiilto, 2•)
[)efmilaper- cj.-l,ti<Xz l" •·
Per Jt- - , . ; - -oo. z .. ,. .,;.,la!Overticll•.

f{ Jt) • .. 17/:;,:7.
f(z):<!:O ptr! + cou :<!:liru.
Qu"'di z • ./itM<:lloo pun1odiminimor<lalivo;
m• /(./3) • 2/ie-.ti
t.(--fi\ - ((a4./3)•.ti >o
2•,r, >0
P•. 4.3.S!Udòodelgraficodiunalunzione

1
z- - -./13punio dimossimo nl. ,>: ..
2

'"
'
'·'
" 3,. "
"! 2


l +cou ?: sinr pcr O:S:<S
:<•f Pllf'!Odinwsimor< la!i.-o. /( f ) • l .
Lofun:cionepo<r<bbcl\Of\ • •.,.ak...,ness<>.Gnof.:o:

/dovc•....-.Ut1pun1<>difltsaoinz 1E(i:fM,o)
-U.U. /(z)• on:tan('ifl)
lnsìemodidofinilionr:z#'--J
Ptt z-{-3)*, (*f)-f.:J- :l:c:o,/(z)- :!:I·
>: - -lpun1<> didl-in<lido 11aho.
Ptt z-:i:o>, (*1)-s- :i:oo,/(z)-:i: J
r • ± f .,inc0<iori=>n1-ali,risp<11i,..,,,.....pcrz -:1:0<>-
/(z) •O porz •:l: / i

..
A.14J.
Dcfmitapcrz -/-0. l'crz ->i)' .
z2+6z+2
/ (zJ- { t'° «•n1af18.oriu(inf.,itairnodi.roincoup. riop.az). .. (z+J)'+(z'l-2)1
Perz -:i:o>,/(z ) -z-:l:aoconcmcitalin.tart;inoltr</ (z)-z-4pen;i6
defuoi11por z1'o- l(intui/ tdi>co1uinua.quindi -okrivabilt).
11• z + 4fasinlolooblòq!IOptT z-:l:c:o
f{z)?: Optn·'+h+2 ?:O,z ?:-H ../i,z :S-3 - .fi
z•-3+ .fipun1odiminimor<l•iw;
Cap.4.Calcoloditf...-endaiepe<funzioroi dl11"8variabile P•. 4.3. S!lldiodel gt91icodlunaf\Jr.zione 297

I..ofunzionodtvo ov.,.. 1lrnmod...flossi,W10in :i1 < -3 < ...,in-3<:i,< - I


z • -3- ./7puneodimusimortlaci..,. Qn.r...,(,.,., insu lo)
.. lt<><00lo ste1Aptfldenza
(nq;ati..,.)dadco1n1osinislnl.
lnba<e •qu<s1i olemrnli,/<l<vo•vcre pun1i din0Hoin:<1 E(-oo,-3-./7),

"' ./7), z,E (-s+ ./7.+<><>).

U16.
laJim><d;<1<f111iziono:z #.:l:I.
+<>"J

J• l ..inCO<ooriu.cnlaleporz-±oo.

/(z)- tn.ieme di dtflnin-: z # ±1. f(z) ..


P<r:i - f,- ±<><>; z • l ..inlOIO...mc.i..

z• -L .. miooo v..-. icaledadeslnl.puntodian-..IOdalin.iwa.


Per:i - ±<>c>,/(z)- r • O..int<>t<>ori-'<porz- ±<><>.
I
o,-J $ z$ - l,z 2I;
nz> ... ih (-tuo\.-o-n) - z'+ 6z + I -3+2Ji

" (z+ 1; 1 %- l)l(-(:i- l)-(z+ l)') • •. z$ -s-2y'i; -3$z< - l; - 3 + 2 /i:>z< \.


z • -3-2/i pdtllodimas.simortlativ<>;
- 1: - l<z "S O Z • -3pun10 dimìnimo .. laciYO;
ll • - 3puntodiminimorolaliY0;11 • 0 puntodimossi1110rtl&1iYO. Z • - 3 + 2/il"'"t<>dimtnimortllliYO
lafunrioned<'voa,..,.olme110d .. tldsi,pnz < -3-2/i e
291 Cap.•.C81cok> diflerenwieperful\Ziot'OdÌUllll Y•rillbile Par. • .3. StudiodelgriifK;.Q di unafunziQne

por - 3-2./2 <" < - 3


Gnif>i:o(noriinJUl1): f(.,) 2:0 porz 2:-
9
\,/m. -9 -/iOO Sz<O

z - - 9 + @,,,0.68 puniodimin.,.,reblivo;
3

9
z -. - - .jiji"' -l.9 punto di minimo rolalivo.
8
ID<>ilr<.z ..

oblìqu.a,ntemialrÌllOcrVlllo [-4,1 ).Grof1«>'


... _,.;; ..... _,

4.147. /M " rl'"fzl+ 3z - 4J'''


/è<loftni<linlUDlllt
Per z-%00,/(.r)-z"'I'- +oo<Od <rncita M>prllinoare (Ìll l*\Ì«>i-, omza
minl<>l<>ob!jquo).

perciò:/siOMUlloin1 .. o," " 1,z .. -4.JDOln:


por"-O,/(z)--,;fi r1/•, z - Op.in<0dicuspK1o(rivollo.-l'al10);
.... : . :-l./(z)-..fi{z-1) "'. z - 1 pom>o din..... a 11n3<1>1e Yft"!icalt,
1
per z-o -4,/(z)--..i80{z+4J"'. z ,. -4 punto di fltuo1._,.1e venicolt,
discendttne.
l puneiz • 0,1,-• .......,_pw11;dinondoriQbilid. Pcr z ....,±oo,

f(.,) • +i'/'. - f (z)- u' - { 0+_""

2(z'+lz-4)+z(2r+3) u'+9z-8
.. 3zl/l;(z' + lz - •l"' - lzl/l;(z' + lz - 4)1J··
fèilefinioa per z >(<.0, 1,-(.
301

(P-farcunoM!.ldi<>•irl&otiocodripun!i:t - O,:t '" IO;inqunt<>nempio.

Lafwuion•/Uori..abiltp<n1'0,11.1'3.Abl>iamopi discusso la"""" diq"'°"!iJUl!i.


P<t 11.1'0,11.1' 3,fibaf(r]2:0 .. f(:t) - - + -
z(:r'-'.ù-2)2:0
dcfu:ilapcr.q1 0,z1'LO.
,..,.,, _O' ,/'/z)- · - ± o c , quindi z - Ot punoodiç\IS{li<l<dùcenden1e.

I - 13 t p.in10 di minim<> rtlaliYo;" • l + 13 t punto di ntinimo rtlOliv«


:t • Otpumo di....,.ùnortlali..,,Gnif1c:o· f(11.) 2:0 ptt0 <:.: 5'.8
quirdi z - 8 pw>todimanimorol.,ivo.
Gnf-

:."°(IO- .:)"' 4.150. /(:t) • '1i •-r• I•


Dcfinitainiono ll
Pcr :t-±«>,/(z)--z -'f<» <on<«><italioe.. <. .. into10orizzonl•I•.
Cm:o.-onll.lalta.in!O!Oobliquo: l'u .:- O. /(.:)-?/i, quindi I ha.., O.- • talli""'"
vmi<ole in .: • O(ori..,

{(>)+<••[('';·)"' +<) -
puniodi"""dcri...t>ilili).cakoliamo

/'(z) ••-r•t•(

·-·[HJ""- ·]--· lH) -· - • ; !'(-6:r'+5:t+l).


dcfonit>ptt z1'0.
302 Cap. 4. cak:olodiffererlZiale perfUrlzionidi una variabile

l'<T z-O,J'(z)-dris-+oo. quindi z • O p<m!o di f1euo•lanpil< VftlÌ<&le


< - J " lr0""10)

Si1nrnnri>:zando dispari hlloil pro«>:

/(z) - >'(losJzl)"'·
O.f1<1ita per ,.pO-,funzion< dispari. lauudilmoperz,.O o poisa...-ì>.ziomo
l'ef l< > O, / (:r) • s (loc:t)"'·
l'crz-o+,J(,.)-o-.z•Ot.., puntodi di$...,.,W,ui.-oliminabllt:prolungtiiomo

/{z) .. _
/ {z) ., O pe r ç - 1; per z-l./(:r)-(z-1)>1•. pm:ib Z • ] punto di flesso&
tar\i<RIC "ft"I ÌCale,-ond<:nlC. lnsi• modidof111izione: z,io
l'o< ,.-+oo,/(z)- +oo<"" cn:sciCa....,...iiD<- . / (z)2:0Vr ,,i,.O, / (z) •O per z • l,x - -3(p.obob; lipunti onplo$i).
Per :r- 0,/(z)- - +oo.:r•O&Jintolo>'tni<:alt.
f(l< )• (iop)"'+ - Per "-±oo. / (" )-Lr • l•inlolo 0<inontale.

/(z) e dtrinbile pcr z,,i,.O,l


l'<T lf-O,f(z)--oo(ritrovlanl<Jil flesso • lan&on1<verticlle, dÒKaldtll1<):

f(>')2:0 P<T 51op+32:0,:r2:e->ll f(z) • ) •111((:r- i )(z+3)) •

z • e-lfl puntodimU.irno rol>tiV<>.


304 Cilp. • . calcolodrtter.nzialeper fu nti:>nidiunavaR;ibillt Par. • .3. Studiod&lgraficodiunlll\Jnzione

/ (z ) .-t<lcfinbilepcr z ., O(dovenontd<f.,ita)c....-:r ,. - 3,z• I .


• .. ,H
/ (z);> Opttz > l.
Pet z-O", /(z)-o-, pm:iò z • Ot11npun10didiKonlinu iU.oliminallile,poniamo
minimof<lali•o
/ (O)- O. Poi<M inaltro llf • - o-, J ...,;,.. nelrori,m.. con taftgftlte ori=>ntol<.
P<>i<M la f11nziollo t dispari. z •O t"" punlo di n..,.a lafl&m'• OfÙ2<111Wo. dixenden«.

z • -3pun!Oor\iOIMoconpondcnudadestrzesinistra ±:. 1nparti<oW., z•- lt


pun10di111inimof<loti"1> Per :r -+oo, / (z)- +oo, ..., cttS<ita soaolin<...., (• MfWI "'intOlo
Sn <-3,z> l. J'(:r)2:0 por 0<z$ 3,cio.!pc.-l <z$ 3
S. - l <:r< l,f(z)2:0 porz <0,z2: 3,<io.!ptt - J < z <O
Quindi:
/ (z ) eme< por - 3 < z< O e l <z$ 3. z • 3 t punto di ..,..;mo f<lativo.
/ (3) • iduepumidiminimof<lo1i>'O) Per quindi z • O t un punto 1 i.ongai1e oriuonlale

/"(z ) • (;. - l)(z + J)) • {


f(z)2:0 perlov - 3 2:0, z 2:è.
S. z<-3," ;> l./"(z)2:0 pcrz 2:f. , ........... :r 2:.i',:r ... .i' pun1<1diminimo ..1a1;w.P. . .a1wia.. r conv;m.
S. - 3 <z< l./"(z )2:0 perz Sl.cio.!por - 3 < z < 1 riscriVttOf-
tangml<!obliqua. Gn.fico: perciò:

4 - 3iop 2:0 pc< z'fe' ;Jo/z;>O per z> l


qua.li

/te<>nc.an>'ttWl'altopttl <zS<'. z • <'tpunlOditlcsso


Sirnrnetriaandodisparilafunriollt li ln»'1 <l>o·
z • - l"'intolovenicale; z • - ..

..
J08 cap. '4. Calcolodifterenv.Jeperlunzionl diuna vÀbile Par. • .3. Studiodelgraflcodiuna funzione 307

1+,/5
-,---
-,
4.1 55. /(:r:) • (:ir+llle'-1). lruiftno didofmil.ion<:R.

l'er:ir -O,/(:r:)-lzl. quindi:ir • Opun!Oqoloso(cdiminimoroWi..o).


...,.,.,_ +co, / (:o:)-:ire"- +co con<rr«Ì!ISUl-'<'!irnn:(tcM1ain!ocoobliqoo)
Pu:ir - - co,/(:rJ-:r--coc:oo <m<ital.....,(pouibllemintolOobliquo)
Pu z - O*,/(:ir) - '*'I· un p..rtodidil«<nÌJ><lilj ..alt<>. l'er z--co,
Pu z-±oo,/(:ir)-k>s(z') - Zlosl:irl - +oe>.
<on <rn<it1J011oli,...are(<quindi>C11zam intotoobliquo). J{:ir) - :r: •(:ir +l)(L -e')-:ir • l-e'-u"-l

f(:ir) .. ,;"z' f (z) •l<' - !J +(:ir+L}e'>&:n(e'-1) ..


J dtri....,il< per :ir• O (pm;ht 1utt..ia, nim • -l. Lo

f(:r:)2:0per'ù- I 2;0,:r:5
J'(z) 2: l 2: O,

2+z2:•- semprevmo
(! ' "'°""'"" > < l).Quindiper z o-O /txmproon:><C010.
<r..,.,n1mper:r • OJ f(z) 2:0 per•'( 2+:r)-L :50.2+z:5•-··
Unsempliocc:oofi'onto!V"fl«I

"""
Cap. • . Cak:olodill"&renliale pe<!Unzionidlunevarillbile Par. •.3 del grafico di una funzione

4.156. / (:r)•z(r-l)'P.o.rmi1& inio.tt1<>Jl

/(:r) • %(:r-1)Lfl(:r+ 1J'' '

per.

momac1><q ....11otonoperz:S "·""'"E (-1,0).


S<z <: O, /r:<o>ccperz :S<>, r • oepun10diinassimorolal;ro

/"(r) " {

Quindi z • O,z • ±}.pun1idino....a1ang<nteobliqua


S<z>O,r{z)>Osemptt;sc:r<O,/"(:r);?Operz:S-3.
J t c011Ca,.._ ,....., r • llQ per r :S-3. ::r>O.z • -3 ò punio di lltuo • IUl&<'f!'<
obliqua. lnf111<,i-siamo.,......_<heilgrafl<(ldi/tag1iar ..intotoper
lc"-ll(z+l)•:r+l,

z • -lo ic•- 1J- I; c"-l•±l; z • log2


ciotncid,..pomiz•-1,z • log:l.Graftco;

..].
ln q.intinl.,.,.,.Uo,td<finitaper.

•iru: fl.-cou.ciotz fl.. .. ...

Per :r-(! ..
P•. 4.3. Studio<:lelg111fic;odiunalunzione

lnoi<medidtfmizicM;r,il.
.. ..,;,.,.,.;vmn1; />erz -1, /(z)--oo. z • l11Sin1.,.ovmical<
/ (z) .. o per J:kosz-JW: "' o....... • ../i,z - J,z - 1•· Petz -±oo,/(z)-z2- +00 «111.crndtaoopralin.-(oenuasiolotoobliquo)-
/ (OJ .. /(l•) • v'J. f{•) - 2.<-8+ 1)+2
f(z) •

• -(,f:!j)j<Operopi zin<W/tdtfiniu

..,t ..J.(l•,2"'·

- (:i:': j)t\<OU - oin.1:)

- l) 2;0 ptt z2; l +v'i; c !; 1-"2.

z - 1*./2 pwi1i difless<>11ar,11.,,toobliquo.


z• • ...

,. \
.. 1w
1-./i
312 Studio delgralicodi"""lunrione

4.15'. / (z)•c-•l:r(:r+l) I. o.rinn. in""'° a. / (z) - o in :r•O. z• - 1 :r • Lasintoiovcrticalepor z-1•

Per z-O, / (:rl-lzl. :r • Opwrtoonlolosoopun&o dimini'1>o,..lali"' Cm:hiamotvml\Uoli nir:lotiobliq1<i"


Prr :r- - l./{:r)- e-'lz+ l i. Quindi z pwi10 llr'ljlDloto • pun1o di minimo
"'IMivt>. Per :r-±oo,

Quir.<1 ir - :r+ 1t .. in<0<0obl iq1K1por z-±oo.

por:r2llf!,:r::;!:f'l.q..,ir.<1i
• ±1; z :r a. - I Jl<llllO"'l oiwo
:r • l?fi pun1odiminirno,..l01i"'; :ra!:{i puntodi massimo rola!i..,.
(Rìrroviamo infonnazio<ii P,OCl<l'IOle ,...l<Pimo n inlOtid>ei
Ptr z:>O,z<-l./'(z)2;0 ptt 0<z:S !!fJ; r<..i - .....
Por -I <z<OJ'(:r)2;0 por -I <:r.S i:f!;
...... irno ... ... ;

••lflo-•)(_<.. I )+ •
:r - 3 pwitodiflaso1 1a1>,.me ollliqloL .. 1) +(z+ 1)(%- lJ) • 2;0 por :r 2
:r•1/S puotodifle'"°t tang..,.«:obliqm.

4. 160.
314 Cap. 4.Calcolodiffe<enzialepe<funzionidluna 'ta!illbile Par.•.3.Studiodelgralic:o diun•!Un:done

4. 16 1. 4.lU . /(a-) • z'-3.z+ 2+ 1op.


O.finilaperz >O.
Per z-0',f(zJ-logz--oo: z • OoUntoloffl"!ialo.
z • Ouinlcooffl"lkakperz -O• . Perz -:ioo,f(z)-lz-:iooron cra<ilo
lino...,.CorthiMnoovmtualiuinlOliobliqui • inlotoobliq ...J.
/(")-3z • lz{•'''-l)+"le'''; f(z) • 2z-l+ :i .. u-;c+ l .. (z - 20

2•'' '-2;3.z{•'' ' - l) - 3z ·i • 3, quindi/(z)-3z....,5


O<zsi;z2 1.
z - lpWltodiminimor<l01ivo;z • i punt0diJRa>Jimon:i.tivo

pmoiò/{j)>Oe llfunriono:lu.\111-,...,Codi;nt..,...._coor.... ., in""punlo

r(z) - •'''(-.;,. lz'-rlz- 2 + (ll:z-3Jz'-2;.(3z'-3.z-2)) -


/tc<>11<a•• veno r1l10per z2-j; ci'llU11punlod.i"'"°in " " i>••1aitg..,,.
• •'''((-3.z'+lz+,+(lz'+tz}) • 2 Oper z
obhqua,di«><llki<lll•anc<>latc/'{i,) • 2./i-3,Graf\oo:

Llllimziaoot""""avaversoranoperz >O •p<!"-2/7 <"< 0

.
't:?/i"
-4. 16.J.
hrz -0*,/(z)- g • ;?:O

per z;?:0,<f:5-f/7. Quindi


Pnz -:t:oo,/(z)- z -±00...,., cracitalinc.,. z •O pu<llOdimininlot<laliw; z- -1 puntodimas.inlorelotivo.
l(z)-z - Zon;caa:+"-"•V "' " +" .. inwtoobliq'"'

f{z) • l +d;r ( -M • ;?:O prr z;?: l; z:S-1. r<"i "' .... -

<f • lpun1odiminimorela1lvo;
• Z · 3(7z'+IOz+ 3) -(7z' +6r) • .1 4.t2+2'1<f+9.
2
Nontdcrivallilein z • O(pm:bedisc<>ruinua). 9(z +lJ" '
P<rz -O*,f'(z )--l.quindillfunzionoorriV1nclpunCodidio<Gnlinuitloconloo
Jlossapmk...,. 1imi1e.da...,,... •da•ini11r1.

(z +LJ"';?:Opcrz;?:-l ,dunquc
1..atun>io<ite«>ne1V1vcnohltopcr z>O;,_hl pumidillcsso(io z * Ole dcriY11c
primacX<onda....., .. istono).GrU••'<>:
rCz) ;?:O per :5 r < -l;r ;?: -u:43,fi'
cdin .,.....i inl<rY111lillfunzion<troncaV1•......,l'alto.

Z • - lp11110dlAes.,,.wi1cntcven>;alc,

/{z)-.i'.y;+ì. Iiuicmtdidtfmiziont:R.

/ (z)"'O pc<z • O,z•- !


quindi Z * -1 di llcsso • ....,...lC V<rtiaile,

hr r-. 0,/(z)-:i'. quindi z •O h111"""*'di mininoo rtlarivo.


318 Cap.4.Calc:olodiffefenzialeperlunzionidiuna.varilbile P.... 4.3. Studiodelgrricodiuna.lunzione

4.165. /(z)•z'(2-:r)"' .huitmodidoftniriont:it. • .166. /(:1<) • •-.. (z' +!:r).D<fll>Ìllintuno it.S-·- - di>pori.
Pu z - ±oo,/(z)- z''"'..., +oocoo aacita topralinoaro. /(z) •ze-.. {z'+!J
/(z) •O p<rz •O,:r- 2 P<r z- ±oo,/(z)-•-"z'-o• ., . O"'"""""'oriamtale.
D .. n
-a
Pu z-0,/(:r)-:z>Pz'.quilldir "' OhnpunlOdi minimorrlalivo f(z) • . -" ( -z..(r+ +:iz'+ (-2z' + per

rczi • 2'(2-z>"'- 3r2 -


per 0:5;z:5;3/2;:1<>2. Quirldi :
z'si. rs[f
:1< •0, ,, • 2 punlidiminirno rrl01ivo: ,, .. 3/2 pun<odirnoss;morrlativo.
z• efl puntodi111AUirnortlalivo: z • -J! purltodiminirnorrlu ivo.
r(:1<) • - r<zJ ··-" (-iz(-2z' + i)- v)-:u-"{u'-h'- 3).

zs-R

s - O.z • ±.Jii11pun1idiflcsJo(1tangm1Cobliqi,ia). Grafot0:

_\jL ..-
U-3.,/i
-
'.j - .. -
320 cap. 4. Calcolodiflerenziale pertullZior!OdiUl'illlllÒllbile Par.•.3.Studiodelgraflc:odi unatunziooe

U 67. /(z) - H-1<'-•1. o.finitaill tuno R U (;.11. /(z) • ... («'-lz+ ll) .0.ftnitailllUllOR
Pa- z-±<x>,/(;r;)-D".,•Ouin<o<ooriu.onlll< l'trz -:t.oo, / (z)-c'"z'- { ;"° ..,.cm<itlsopnilinear<
Jr • lpml:W>Hepuooo...,...,....
, .. ouin1010oriz<onlllcpors--<>0, nonc'ò "'into<oobliquopor .: -+oo.

/ (;r;)• { ;;.-:: ::!: :: : :

rc1•1 --2,rcn - 4. / {s j .. opors -.. !!f'.!


quiDdi eff«tinmMte " • I e..,
F'er:z>l,F(z) <:O ..
punto""'°'°""·• puneodi max. ,.,1

s = -1/,;/lò puruodiminimo; "a\

P..-z>- l,J'{r)?;Oper:z?;4/3;p<u <:- l,f(r) ?:O per0j11ir.


Cakolian»ora :: : : " '" -lpurUo di mas..irn<>nlati,,.,;
" '" jpumodiminimorc locivo.
dtfinilaperz i' !.
P..- z> 1,r(z)?:O .. ,.?:
P..-z <: l,r{s)?:O .. z?:-(i
efj. :::;=:
:S " <: J,r?: (i.
r .. ±(i..,..,pumidi fltuQatangen«ntiliq""Q.afico:
322 Cap. • . C.icolodille<enrialllpertunziooldiunav1rill tMle

4.169. /(z) '"'e ... l•' - rl t .170. /(z) • •"'{h' - 1). Dtf1ni<a su tuttoR,
DtfmilasulUllOR.Ponn•ll•P<'l" lf'..,z',z•"E(-1,0). Pcr z-±oc,
-+QQ
f(z)-lf'•':sz>-{;'

flz) ..
z • otun pvnl<>lftl<>looo.diminimousohno. Pttz ,,_ o/tdtrivabil<,c
/'(z) • .,.•'(3z2+6.z-1)2:0por

f(z]2:0 por,. <z.:SO;z2:2


r(:z),,,.,,..,(3.T' +6.i:-1 + b+6) • , .. '(:Jz'+ 2: Optt
z • Opuntodimaic.,..L;z • 2,z•opu<1tidimin.r<L
/(O) • l;/(2) •1-4<!"1.
z :s; -6-3V2J;z?:: -6+3/ii.

/"(z) ?::O perz < a;2-J2 .:S z .:S 2+ J2.

/(z)•lr- lz'+zl

/M • Opcrz • O,:i: ..

Pttz -otc<,, f (z)-lr'l-+<»<Oft crescÌllsopnolinc""'.


Cap. •.Cak:oloditrerenzialepertullZionldiooavariabie Par. • . 3.

Pcrr -+oo, /(1) -•· "-o•., . ouno.ooriz:wn<oleperz- +oo.


f(.,) - 1in(..-' -:W+ .. ). (3%'-6%+ l) .
r111 - >.'c"-o'.·"" .. >.'•-"'(•" -4J (!:o pe.
. J :u•-6z + I per r?:!tf1,o:Sr:Stf'i
l • f log4porntodifl<sso..
\ -:W+ G> - 1 per., :s:o,!:fi:s: ., :s:!tf1
f(•) • O l'tf" '"' puniidim... imQrel•ti•o

rcz)• ""(r'- h'+z)(6z-6)•0p<r., . I.

4.17J, /(I) • f,$

f(l)2;0pn f"'"" 1 2: 1.1 2: 1


(p<rcho!p-1>0).Qulnclip • \puntodi minimorelativo./ (l) • J • .J.
/(O) • l;perr -+oo f (r)- 1. Porci&
o '°-"'' l•O pu11todimassimorelalivo(ea»<>luto) perl .2:0.,_irn.odi/:I;

--.--
1-.,li

/(l)•(o"- 1}e·""
1 minimodi/ :.J,
b. /(O) • L: /'{O)•-y,/(1) • 1-,,C+o(l) peot _, 0.
Leinfonnuloni'°""Jii$Uffitin>tip..-..,gnif1<oqualiwivo:

.P =
/ (t) - ··"-··'-":

.-":s: 2.1 s Xio,z

/(O) • OllllllDDOrellllivo (e woholo.ptrcbi!/2:0)


b.
Par. • .l . Studior:lelgraficodiUNIYnzione

4.17... /(1) - >.'1•''"


/'(l)=>.'•''"(1-1-rlo) · >.'t'' "' (1 - 2:0
.. è'(Z.. - 2o)+c-"(-<1+<1)+{2o1 -i+2'i'- Ll _ 2(2".1 -1)
per 12:1· Pm:iO 1 .. f punto di llli.nimo relaliw;i • asool.,.o. per 12:0. Minimo:
J(i) a >.o (o'+ae-rf
P<r l-0',/(1)-+oo; P<rtiO /'{I) ha "v<><<>!omtt< al variare di/:,. :Z.:.1 -l >0. /'(l)>Opero&>i I;,.
perl -+oo,/{1)->.'1 - +oo. 'l<l'- l <0. /'(1)<0 per opiit;,..2o. 2 -i • O,f'(t) • O.N•"i""(cssmdo<1 >0);
,.a>-},.Jf........-«a<ml<inR:,.<1<-},./fwettamcntod«reOC<tltein
A P<r1 -+oo,/(1)->.'1-+<io;
R;(inmlr.lmbilcasl /flirnita<oma_,haMmu.n<!min.);
/(1) ->.'1 "' >.'t(o'I" - 1)- >. 21· - >. ,.o • -},,ff._..f(l) • ./2.
Sil"'bin.c:<iar<W1snf><:0qw.lilalivo: "">-},=
1•>.'1+>. .. irrtoloobliquoperl-+ +<io.

=i=
e. Glidmwnll..-a:ohi...,.Jih uff><:ìmtioincciar< ""graf"'oq.>tlitalivo:

--+.- •«t,

Il P<Ncbo!a >O,e'+u_,#OYl. po<ciòl"ùu itmodidc:fU1b:ionef R

l'a'tiòlafun>ion<h111inl01iOfÌzzQllUJip<r1 -±oo.

=L:
Cap. 4. C91cd:iditterenzialej)l!l'funzionidl unavariabile

4.4. Teorema di De L'Hospital e formula di Taylor .. -2;i: +{ fun:tioneuintoti.clo • 2J:),

edaqueSIOH()llJ)O$$Ìamocoocludcno • kunastirna u intOli<a ""lnumentonol.


4.4.A. /I Teorema di De L 'H ospi tal Applicando pcrtib il teorema di De L'llospital {lo applichiamo al limite
dell'ullirno quoUente sc:ritto. che è più sernpli« del quoziente ori&inale),
Rir..imento:libro ditttto (Bl'Sl ],cap.4,§4.4 .
ao lcotiamo:
Comemostratonellibrodi1es10,il1eorema diDeL'Hospi11l, traleaJtrecosc.
pc1'tlletledidimostrattilrisullalosulla "gcran:hiadegliinfini1i" (logari1mi,
. ( - 2% - :J+J(l+ :i: )Z/l)'
occupiamo qui degli alni utilizzi del teorema di De L'Hospital. ripicam•nle il <r>' -
calcolo di un limire non ri>l>lllbile(o111Cnofa1: ilmentesolubilc)n>t<lian1eliml1i
notevoliestime asintO!iche.open:l>écoinvolgeuna llOmrnad i infinitio
infinitesimi in cui le pani principali sicancellano,operch<! il
tcndenteaunpumoincuilefunzinniingiocononsnddi>fanouna s1ima as imotk1
fattopcr:t .. -rnJ <·>
giàl>Oll L'uhimol imitc Jipuòor.acalcolorcmodianceilimitinotevoli
Come •·Nnomo nelle sc-.ioni SUCCM!li•·e di quato para&Jll.fo, .spe$$0 un !Unire
risolubile mediante il teorema di De L'Ho1pi11J risolubile utilizzando gl i
svi luppi di Taylor. l\ilomenomo su questo facro. commentandoloec0<1frontandoi
due procedi quando avmno disc:uno anche il KCOR<lo
- l +{ l + :i:)-1/• _:.l __!
Eumplsvolti :s r 3'

Caleolan i H KWnti /imiti "'iliJ:zondo anelw,


0..L'Hospitol.
q""""° A oppo;lwio, il tronma di quindi il
In p<>Cuto calcol3"' il limite { 0
) applic .. odo ""a secO<lda
volt1iltcorcrnadiDeL11ospit1l:

ricrovandoowiamentcloilcs.sorisult.ato.
Pc-•:i: -o,
F.ttm pio U3.

Noti•mo che que.10 fon11a di - A rilolubil• "'iliz:ando


&o/1(111/0 /., sii- <Bln/Ol/clwcM discew.lonodol limiti MJlevo//_!nfani
11lfànocheilnumoratono1Cllda o ..,... t <>V>"io, mall(Wlcibtillo cakoW.Ulirni1odol
q"""°"'"- -'M<liZ.iono•""'1coderc,...ll"em>r<discri.--che
Nwneratono -0, rd14i - cM,,.,,,ha snu<>I
(si&nrnch=bl>oche "'T"- -1)
Cap.4.cak:oloditfe<e.W.ieper lunzioni cliuna varif.t>ilfl Par. 4.4. TeoremadlDllL"HospitaleformuladiTaylor 331

li limite dt una fonn1 di indctenninazjo..e [O/O]. P°"iamo una piccola


semplificaziooccon lastima asintoiica.pcrz-J.

ApplichiamoDeL'H""pi!al:
(2ninz+C<W:-11"}("h-")"" (2.uiru:+cou-•)("h -•)
cotg'.< cos z
1

(in quanto sin1z - I). Di quesc'ultimo q110>:icnce ca lcoliamo


- .!.!i;:..(-1:'.,,+i·"'D - -1 T«>ttmadi DeL'H""pilal:
oni il limi1c col

Si ooti che dopo rappliçazione del leon:ma di De L'Hospital. fomuol mente


lim (2siru: + 2.<cou - - 1r)+2(2.:uiru: += _ •) _
al>béamoanoor11unaformadiinddt-nnin1ziooc[U, c!iepcròsirisolvcf11d lmcnte •-! - 2s1nzcou
conunpassaggiopurarncntealgebrico.Sen"eSSimo1pplicatounaSC>:onda•·ol 11
O. L"flospiial ll•·mnmo complicato le.cose in•-ecc di .....,pli ficarle.
In alternativa. la fonna di inde1cnninazl<>M di questo limi1c potuto
rlc<induDiadellestimcasintotichcnOlcricordandoridentiti2
Applichi.iomo ancora it 1CO«!IJ\ll di De L'Hospi1al; scmplificudo si lrOVll

(3cou: - 4{s ill% + 2:.:cou) • • 2

Pertantoillimi1ecerc:atoVlllc2.

di De L11ospital risol•·c in muicra 11btwunn mccc;mica una forma di


• -cos;)- :rarctan; • /1(1")+ /,(z), indc1crmina.ziooc che non sarebbe b•onale tno1!are con i limiti i>Olevoli, dal
momcn•o che la •·ariabile tende a "/2 e non 11 O

dovcpcr:: -+oo (cquindi !-O).


Il T.onm11 di De f'Hospit•I: precauzioni ,,.r l'uso
Primadipaswe•glieSO'n'izi,facciamoquakheosserviuiQnesuipiilcomuninrori
'!iesipos"""°rommetttrenelrapplkareq\ICSI01eorema.
e quindi Lo somma !C'Jldc a - 1. come già ukolato, Qoxslo-oodo
ricordaretidcntilino1cvole(''); A. Uteoremasiapplicaalquoziente enon alprodottod idue funzioni
cerumcn1epiù111CCU11ica. fMmplo4.15.

Sappiomo giJo che ulc lim;ic vale O (v. cap.J, §J .l.6, Proposizioo• J.2). S..
etroncam<:111c,f;lllcolassimo:

lY.librodi 1ffio[llPSl ),cap.4,Esnr,pio4.3.


Par. 4.4. Tto<em;.i di De L'Hospital e lomUadl Taylor

; - 2. Dmominaiott - ,/i; pere i<>

trovercnunoun risuluo!ofal""- / (;e) ...


Ricord iam<)die il pro<:tdimm1oc<>1TC1toè il segu<1me: • nzinmo$i riscrivc
(perché è ilprodonodi una funzìoncinfinilesimoperunalimitata). Seprovassimo
• cal«ilm il limite col Teorema di De l'Hospi1al trovemnmo:
1
,;;;. ;;;, - 2,/i sin; --J;cos;.
sip.iòawlicarciltcon:""':
llprimo addcndo1ende 1 sroJ)C'<Chéprodottodiu111funzioneinfinitesimaperuna
limitata. il secondo addendo nou ammeue limite (r>é finito r>é infinito); perW110 il
limito dcl quozienl< delle derivate""" csiSlc. Se condudessimochc ar>ehe il limite
di pancma non .,,;,,te. affemieremmo una falsiù: abbiamo visto che il limite è
rero. Il pwr10dclica1oècho il Teorema di De mospi11.I dà nna""""i:cion•
B.ll teorema siapplicasoloa formedlindeterminazione sufftcicnte ma non necessaria pn l'esistenza del limite del qoo:zien!e di due
funzioni.
fM mplo 4.16.
D. li t!!Ofema fornisce il limlte ma non la parte principale di /{g

::.':!':.:..."7 di questo fatto e. mecclrli<:arncnte, applicassimo il 1corcma.


EHmpio4.13.Detenninarelopancprir><:ipolcdi
..
li (:i:)• ;;;;;·

Ovvilrl><'tltc,t
!im (Jog{l + z ))' • liml / {l + :i: J. 1
......, ( l + z)' •-<> ! '

C. Se illimltedi/'/g'non esiste.
n 1.1 1t11 si può sul limite di / / g. • - 22; , quindi h (z ) .-.. 2:i: falso !!

t... mplo 4.17. Eviden1emen1c la corn:lusiooc Ciò dtt è scorre-no non t 1pplicare il
di De l'Hospitol, ma voltr dedWTC da tt-'O non 50lo il limite ma anche la

C• l«Jliamoprimail limitcrongli11rumentiviJtinelcap.3
Cap.4.Calcolodiffefenzialeperful'IDoNdiunavarillb'le Par.4 .4.TeoremadiDel'Holpilale f"""""'diTaylor

Dunqucpcr ulcolarcllderivatadi sin:r:occorrec0110St:tngiàill imitcn<>1evole


(l):nonèpos$ibilequir>diusare iltcorcmadi DerHospi11dpcrdimm1mrlo.La
morale è che nell'irincraria logico che si segue in m•tematica ci 50QO certi fini
elemenllrichcvanoodiroostr:orìcoom<:todielcmentari;w qucstifani sifondano
OsRn ·azlo..., SI pouo11<> dimo1 tno.r-e i limiti <ol di lk
L'lf<>S pit• l1 Il Teorema di De tHospital è uno S\l\lmcmo po1cn1c. d>e può ir>dumo cleroentari:altrimcnri1icreanodeicirwlìviriosi ncll•logicadcldiscorso

clcmcn!Jii, i limi1i n01evoli çhe conosciamo. Ad ctempio,


Estrc/11
Cairo/- ; •<gumli /imiri andoe. q"""'1o t oppor1untJ, il '""'"''"'di

quandobmaapplicarcilTcor-cnuodiDel'Hospital:
"' Drl'Jkupila/.

Oswvandolec<><e"riticamcmc •ivcdecbc.pcrgiusri focarei pusf.ggiquiJ01>11.

1. Sapere git che 1inz.-.O per s -0 (• llrimcnli non c'è forma di


indctemlinazionc e non si può applicare il rcorcma) e che cou - I per :r. - O
(altrimcnri non si puòcor.clu<lerechcil limite cercato è I).Quindi: bisogugii
111pcrcchelefunziooi sinzccos;<JOl'IOcon1inue(almcooncll'originc).
2. Sapcrcche (sin:r. )1 •CO$:r.
RicO<diamoci °'* di con>< s i fa • dimosuattche (sin:r:)' • cou:
sin (:r.+ h)-sinz sin:r.c0$/i+cousinh-sinz
- -,- - - h

lim sin(u)(z' + :r.1 + :r. - 3)


·-· los:r.

4. 181.•

Altricscrcizi1UltcorcmadiDeL'Hospit1lsonori!'Oflatipiù.v1oti inq,..s10
paragrafo(§4.4.ll).comcc.. rcizida 1ffrontareusando il 1eorcmadiDe L'H<>1pi11I
oglisviluppidiTaylor-MacU... in
l36 Cap . ... Calcolo differenziollepo<tul'IZicridiunavariabile Par . ...... TecQmilctiOe L"Hospi.laformulildiTaylof

4.4.B. Richiami sul s imbolo di "o piccolo"


Riferimenro:librodi1eSlo (BPSl ], çap.4,§7.l · 7.4.
Vogliamo on inlrodum: de$)i sviluppi di Taylor·Mac:Laurin.

Come abbWno fano nel cap. 3 ptt i! simbolo di "uin!Olico". richiami.mo qui pcr :t- +<X>
akunlfanicl>erigwirdanoil•imbolodi "opiccolo" elcsueproprietà.1:hes.uanftCI
imponamipcri l rom:ttou1i lizzodi quesro•imbolonel calcolodeilimlrimedia111c
svil uppi diTaylor·MacLllurin(di<:ui ciocrupcrcmo subirodopo) Dimotfrui<loc. Vl"rifichiamola definiUooe{2).adesempiopcr(d):

-?-· 1 ::i:' -;-o pcr:i: - +oo

/ (:i:)• <>(g(:i)) Silascianoallcuorc81i • lrricscmpi.


{<:l>esil•gge "/ (:i:} èopi<colodi g(:i:}")se !nruirivamen1e, dire o piccolo di g significa affomarc <:he /è
"infi nitamentcpiùpiccola"dig.pcr:i:-Z(!:adn. inoobblomoducfuniioni
lim ® - o. (2) infini1csimcpcr:1 - 0(:i:ezl):1U1tavia,pcr :i:-O,:i:' èinf111itamon1cpiOpiccol1
....... g(:i:) di :i:, nelsensoche:z:' /:i-.o.
Equi•·aloo1emcmc sipuòd ircchcil•imboloo(g(:i:)) (per:i: - xo)d•notauna
qlllliu"'lutfim:ÌOnf!1aleche Osffrvuion< 4.4. Il sim bolo o( / ) lndi<a uoa olaNe di fun1foai. Gli esempi o e
e illustrano il fauocJ>., ilsimboloo(z)denotaunacloutdifwr:lonl, c non una
(3)
Gli ncmpi & e e mostrano 1nchc cl>e una si._ funzione. in que.w omo •in(r'),
ln panÌC<l lare. si notiol>e ilsim boloo(l ) (pcr:i: - :i:0)dmouunaquol...qw pl>Òt19tn "o picco lo" diquan1ilidiverse.Q.srcducosservnionlfannoc1pirc
fim:Wne.·lotundrouro(pcr:i: - :i:0 ).La(J) i ipuòriscrivettequ iVlllen1e"'°'ntc che il segno di uguale serino Mgli esempi precedcn1i va ptttocon un.a cena
Della forma
(,..ltoS<"mpioa: z') cunaclasscdi funzioni{r>Cll'csempio o:o(:r)). L.'uguaglianu

cl>e "'
parlicolannente urilc per climomve le propricti dcl simbolo di "o pi<colo",
come vedremo.
va ltna oolo da sinisrra 1 dcs1ra: "la funrione z l 0 piccolo di :i", mtnlrc "o
! i:; ;;';'i.! t:;.t:;·riamen1c uguale• :i: 2
. Alrrìmcmi da 0 e e Kguircbbc

1Mmpi4. l'.I dalla pr<>Nima:

Alloro, />1trx - x o.
pcr z - 0;
/ {z)- g{z).,. / (z ),,. g{x)+ o(g(")).

sin(,..,)•o(z ) per "-O;


Dimos1ruione. E'u,.scmp licc applicuioncdc llcdefiniti011i .
338 Cap. 4. Cak;olo dillerenlialepe<tunzionl diuna vaniibile 339

Dimo1trian10 ,.,._
I.a tesi t / (z )•g(z)+o(g( z )), ossia / (z }- g(:<)•<>(g( io)),
{/(l<) - g(z))/g(:i).-0. Ma
0$Sia lllz = :i +<>(z) .
(/(z )-g(z ))/g(z) = W,- 1 - 0
Ossen ·ario no 4.5. Confronto In l' u.o di 1•·iluppi e l'uso di ttlnlonl
asinlotkb•. Le n:l.uioni appena scri11c mettono in luce uno dei va:itagi
Dim<.>siriamo -4- . delrosprimc:n: i limiti notevoli mcdi1me "o piccolo" inva:e che median te
Poichéperipo1c1i/ (:i)• g(z) + o(g(.:c)), "ui1'101i«I": ru.so di "o piccolo" pttmcttc di scri\'C'l'e ugw.glionze, .
un'u11uq lianu è molto vuutilc di uno n:Jazione u intOliu. Ad esempio, la
g(:i)+o(p{:i)) • - I n:l&ZÌOl>e
g(z) g(:i) g(:i) '
p<"rddini.tionedi "opi<colo".Ounqlle/(z)/f{,:i ) - 1. 0YVero/(:i)"" g(:i). O

I.a proposirlon< ptteedcnt<: p<"rm<:\11: di riformulare i limiti notevoli che


conosciamomcdiant<:la nozionedi"opiccolo":

Eumpi4.10. Pcr:i -o '"


2° ordine della fw>Zionc cOl-1:). Al cormario. s i ricordi che,
(che è lo sviluppo al
siru: •.:c+o{.:c) comcgiiOSl<'rva1odiscutcndolcproprietàdel 1imbolodi asinloticol, la n:luionc

msin.i • .:c +o{:i) ,.,


WU • :i +o{z )
«>$X "" I- (7)
an:taru: =z+ o(z )
(Siinvit1 a rilcggen:onfoHervJZiaiccit111).l.aconçlusioncè·
s (1 - ws:i:J,....!r (1 -rouJ .. ! zl +o(r)
in """ n la:icne ruintOlko - 1i p"'6 1pru1an un termW diJ """' parie a/1'<1/1ro
6. (,/i+";- 1) ,....tz oss ia (v'f+#- l) •t:i+o{z ) tkl sùnbolo di "" (cambkmJolo di come si può jall lnW!« in uno
UlftermiM "o pkco/o•.
7. log(l +.:i:)"" :r. log( l + :r)• x +o(:i}
l'rima di prmt"guirc nello Jd wn«n0 di "o piccolo" • l ca lcolo
r - 1 • :i+o{z ) dci limiti. O<c<>rrc irnpntichirsi c<>n lepropr" 1àfannolicon cui t i manipola il
simboloo{·).
9 (l + z )0 - 1 ""<lZ (l+:it- 1 • <>z + o(:i)
(P"rognia ER.a,i. O) Propoti•ione 4.2. $t / , g,h u mo trcfan:ioni uno <:<»1<U1le """nullu, valgono
ltstgutntiuguaglion:e (/asciandowitoinlLJo"ptr:i -.Z4" in1unelc rd ozl""1):
Slu: • .:i: +o(z)
l v. tap. 3,§lJ.o..er.uionel.l.
''A 'AO))V

•((:i:)o + zz)r ·wn


- <.r )o+r:z+,zc +z ·son "!lu nd!Jll•!lt!JlnJ:>JSJll<>W!P

1
{(r }o+ z ) •ton
• Olll!AU! f 3 lUOpnl< "'l "O\lopwd pp :> IUIUIOf ell>p !W>.>O:I) !llp on8:K
' 0 - """<I
"'I' '( l)o • (T)o{ (J)<>+ I) >11• Oll•J I! f !• ><ro•!tllmlln •w111nu>d • !l•N
1:rt + l< :v f 01JOln3.ld$•,-b •(f'Jo - {1)0·/ • (1}o({l )<>+ 1) ·/"'
? t - (.z) o + ,:rt + (.z)o:i: +:i:
"' (J)<>· ((!}<>·/ + {) •{!)<> · ((/ }o +!) "' ((/ )<> + f 'Jo :!U IJUI
aJDIJ!ldW"S 'O ..... " J>d '<>1dw - PV "!""!::ouut>/"I ,.,..,,..ado::11n
OOJ '!Jd l1UUo{ "! 1'/0f'UiM/.J;Jf/' '!UlJ!f<udr• 11u""1i1'< "I (J)o a ((/)o + / }o

= 'ouopo.id I>!' -.wwos •ll"P •11w11 1ns ! a.IS'!Jd<h • • "'I•


:>UO!"'"'Y 1n1s1vnb run QOU>p (!)<> "'I" >1una>d '(!)o - / • (/)o ll!l">l'!J
(j}> • (>;)oz ·H)n
(f )o. (i;:)o+'T' ·ron
;).10i0,ll"" >1s1suo• ("f"'W OSS3J$ <>Il• •P!Jdo.id"' 3Unl :>.JIJIS(>W)P
!P !P O!ll:ud I! l'W J! UOU
(! )<> - ,_,, ' tOn UJ1 i:"t '11'!' flUr.d ! !IJl\I ;).llJJSOW!Q "(ll l"t•
(1)0 - ru1• ·ton
(:i:Jo .. 1 '00?.., fZ/3.l8S:J
(:i:)o - z,i01 '66 n
116rt U00 !ll•OJJUOO!S)"!SU>'S! !'lWUIU3U! 31111!!.IJS
(lf )<> •!fl-
(" )<> • ru!s
'Lti l 't ooosrod °"""'>fO.l"d a.u1• ui 3 '{li/}o od !l l"I' "I""'
t (li}o · /od!! pp !llllo ili.IO •>IJ!ull!S p • [ "!'IW:>S3 J>'I '/UO!Zun/!P/ff.YJp
·oo+ - r •Ni '/"°!ZV/" 11uJ"1/"r "I n1ofo ,.,,... oUM " "''<l tu.I '?l!IU"f/ =JIWIU! ouossod !fa . ,, vp nus11llrin ri "9"t

'%1"t
(t1 " )o=.,11 - > ' t&l"t 011.000Jd !P !f rw >l•!p:>WW! OJ01 o a.iii• J>'l
{"l<> "" ,(("l<>+ ") 'f6 \ 't ovos _ . !P wn>1• J11ni •! !P o isomo
(,:<Jo • (r}o+ (,,,}o ·u;1·r
O•(,z )o -( 1")<> '16rt "(li)o - (li)o + (/)<> D.JOl/<> (li}o• /'"' 1
(,z)o + r • ( t-"l<> + t"t + r." 'Ofi rt '(IJ)O • (/)O M >/J"IJ - /'"' 1
tr l<> + 1z •(•z)o + rr +-.r- "liirt "(V)o "'"/OJOl/" (V)o""6" (1J)o• /H V
fr Jo • (•"l<>+ .:rr +,,, w 1·t :(v )<> • {{v )o)<> ·li
C." )o w (z)o:i: 'Li l"t ((/)o + / )<> f
(.=f.)o • 1•+zi; ·911 1·t :(.J)o"'".(/)o ..,
(:i:J<> • t"t ·çsn '(li/)0 • (6)0·/
{z}o a. r +zt ·u1·,.
'(/}o - (/)oT(/ 'Jo
·o " "I H p/ o ..,,,_.. OU<n" :U!Q (/}o-
:W2 Cap. ot.Calcoloditle<entlalepei-funzionidl...iavariabile Par. • .4.Teorema<:liDeL'Holf)ii.leformula<:liTaylor 343

,, + 2z'+ o(:i:'+3r) - l:Km plo4.l l. C• lcoliamolosviluppo al4• ordinedella funùone .,li"'+Z. siha:
2"' + o(l ) =
l+Jz +o(z )+o(z') •
(z - 2z'+o(z'J>'•

4.4.C. Scrittura di sviluppi di Tay/or-M11cL11urin Immediati • 1... rn- 1;/1- 2) %"+


Riforimcnto: librodileSIO /BPSl ),cap. 4,§7 .1. 7.2. 1.3.

+ -
Sviluppi dì Macla urin di funzioni elementari

l prossimicsmciziric hiedonosomplicementelostudiodelle fonnulede1li5'iluppi


no1<volid<lleflll>ÙOllielementari.pen:iònon1iriponanoescmp i svohi.Senonsi - I+ -ijz2 I- ii:e' - iisz' + Q(z') .
ri«irdano 1 me,,_ia glisviluppi. pere50rcWolisiricavinodalladefinizìone. E'
beM ço1nunque ,,.,.,,_izzarc almeoo gli >vilul'!'i delle scguçnt i funzion i
elemcntari : Esercizi su sviluppi di MacLaurln di funzioni 11/11m11ntarl (1)
<", •inz , oou, log(l + :e ), ( I + :et, Sh:z ,Cll:e.
4.214. ScriV<:relo tvilull\)OdiMac:l...aurinal4° ordincdi e'

0...rvn.ione 4.7. S•"iluppo di uu po!nu a et ponente r<ale. Tra gli sviluppi d i Scriverelo svi luppodiMaclaurin al4• ordi,,.dilog( l + z ).
Mad.aurindelltfoozionielementari.n•erfutun'a11ef1Zionepanicolarelosviluppo
dell.lfunzìone: Scri•·ettkl sviluppodiMacLaurin al5° ordinediShz.

S<:riV<:r<losvilnppod iMacl.aurinal6°ordinedi eosz

Scri•.. relosvilu ppod iMacU..-inal 'r onlinedieosz


G) - ..<.. - ! )(<> r.. - A: + o
è ilcrwj/idtnlobi-ialt gene.-a/U:a/o. Sinotiche <> pllÒesscreunnumeronon
in1ero. mmtr< ,...,pre un intero po:si!ivo. Se k - O si P"M
"' lo sviluppodi M11<:Laurin1I s• ort1inedi (1 +z)- 1.

4.221 . Scriverelo sviluppodiMacLaurin • l 3" onlinedilul%.

Per riconlatt la ( ") si nofi che • numerato"' c'è il prodotto di A: numeri 4.222. Scri•·ere lo svi!uppodiMacJ,aurin all " ordinediarcsill.1"
($0liwncnce non inctri!) a pani"' da o e.so(uacndo I ad opt i l)llSSO. Il calcolo dci
çoe fficicntibi nomiali gencraliuacirichiedeun po'd'anenzione.porciòp«<entiamo 0.SC!"·a:zione 4.8.Svll•ppidiM•claurl n difunti<o niparlod ;,pori.Seuna
unesem piodetUigliato funzionetpari (odispan).net suo sviluppo di Mac:Laurinoompaiono S<>lole
potenze pari (rispetfr;ame•H•. dispari). Qutsto ha una conseguenza impor!antc
sul11form 1 delrescusecotldoPoanodiqL>CStefunrioni,cheesemplifichiamo,,.1
caodellefunzionitrigonometriche .
:W5

l.o 1viluppodi M""'laurin • ll 0 ordincdisiru-è: ... èilrisulca1ofiruolechedcv'essereuno


1viluppoa14°ordine.e11011necessarilJll(tltclo.<Viluppod.ocui 1ipane(inqucsto
(') caso.sviluppoa!2° ordinedic').

In realtà, iappiamo <he il Jl'imo 1ermiM dello .wiluppo çhe campano Es.rclzl su .sviluppi di MacLaurin di funzioni elementari (2)
(.llJ.

(.lH.
(")
4.225. Scrive,..,losviluppodiMaclaurinaJ6°ordincdicl;.
Anzi. questa se.conda U@l&gl ianu çon\icoe piil infonnnioni della prima. Sono
enuambe cortttte, il che può o;onfonden: le idee (come mai ci sono due mod i
di.-ertidiscri,.. ,..,;1,..,110,nonequivalcnti,cppu"'IO<IO"fl!"'mbiglu11i?).llmodo 4.216. Scrive,..,\osviluppodiMaclaurinall"ordinedic ...

('')è lo >viluppodisifU"al4' ordine: noocomparewitenninein.: 4 pcrd1.!l1


dcrivata quartadisin.:ncll"origincènulla.mailfattocheilmtos;,,o(z')cidice
appuntochcstilmodandolo1viluppo1J4°ord ine•. Sviluppi di Taylor

Neiprouimiesef"CizlsichiWed/scrfrenSt>iluppi<llfon:lrmlromposie (mo/lo VtdiamoOl"Cldtg/iuempiinc"l•l1ro11adiJCri'>"Y11!/o.-·ifopp<!dlTQ)1«.con


semplkl). SI rÌf""'la"" •olo tsempio tmlto per i111Utrun il procedimenlo
rklUt•ta. ..l#ll"(llteronnontl f ' ·'·F. ..sivee

EHmpio 4.22. Seri•""-' lo sviluppo di Mac\...aurin • I 4' ordine di e-r .

.
l• mpio 4. IJ . Scrinre t s,p/kilumen1t lo sviluppo di T1ylor al con
e'• L + t + + o(t'), restosccondoP•BllO,pttl1funzionc
.
sosiitucoidal •-z'siha: / (:z)•e-. centn.tonelpunto;ro • 5·

e-',. 1-:r'+ /(:z) •e-'.in:z:o• I.Calco liamo:

In oltre puolc, si <hif:de qui di calcolare lo svi luppo della funzio,.. composta a 1(i) -J<;
partiredallaformul1noudcllafunzioocelc111en1are(inquc•tota$0,e')enon,
invcce,c.alcolandale<lcrivatene\\'0<igincdallafl'im• 1!lloqwtna!"'Tla funzione
,. -r (si noli che il molto più vclo<;c). Infine, si noci che se si

4 Volcndc>far<1111"onaloiùnum<rica:wpponWno<bclllungho""'...uadiuno&&<110

"°"iomi•unt
,. la
dame un"appt..,..imuior.t preo;..) o.I e<n1im<ln>, dhll <ht f 3.2±0.0L .... Mcht
3441 C.p. <1. C.lcolodilferenzialeperfunzionidiunava<llbile Par. 4.<l.T..,...,,...di09 L'HolpitalelormullldiT8'jlor 3"7

Quindi,inbu.eallafonnuladiTaylor al2°ordineconrescoK'CondoPeaoo Esempi svolti


Eurnpio 4.lJ.

Esercizi su sviluppi di Taylor


Scrivere lo sv iluppo di Taylor al scoond'ordiroe. con rcsm llli111i1cd.iunaformadiindo!mninazione(O/OJnonrisolub ilcconl1 scmplkc
Poano,pa-l1fun>.ione applicazionodcili111i1ino10voli. Potremmo affrontarel'csen:izioconil 1eoremadi
lk L'Hospi!ll. ma qui ci intttessa imp.mrc una !<ll!ni<:.a divena, quella degli
/(:.-J • Tt.i nelpun!o z. - l. sviluppi
De!mniniamo la porte pri1teip11Jc dcll"infU1i1c1imo • numeratore e
/ (:.-)- log(l + :.-:) nelP\lJlto ao- 2. dcoominaiore.Osservìamoilnumerat<>tt:

/ (a)s..-' 0 uolpun!OZo - 1. n _..

/ (:.-) = an:un{a:) J1Clpun1o:ro• I L'obicttivoèsvilupparclafunzionequaniobuapcr!rovarcil primotcnnine


nonnullodcllosviluppo.ciol!lllporteprineipalc.
4.H l .* / (:1:) • log(cou), nel punlo :ro •I
sv iluw<>tilprim'ordine t ionnullli: infani
/ {:1:)•r nelpun10:1:0 • i/e. n - .. _., mentre - siiu:- - :1:.

4.4.D. Calcolo di limiti e parti principali mediante sviluppi di .. .,+o(z ), -sin:r • -o:+o(z),quindi
MacLaurln e applicazloni
Entriamooni nel vivo dcl discono sugli s.-iluppi. ln qlllWI scziooc illustn:rcmo Nurn. • :r +<>(z)- :i: + o(a) + • <>(z ),
l\nilizzo dcgli sviluppi di MaeLaurin per il calcolo dci limiti e confrontcmno
1alwl11questo procedimentoconaltripj visti. ln!U!tociòchcdimno,si tengo uguaglianzacl>tnon ha nientcdisbaglill<>maoon!ienctropPapocoinjormo:iOM
beflprcsentequantoossen'alOMllcsczioniprc«don!ir\glllrdoalleproprietàdi "o pcrperrncllen:idicalcolareillimitc.
che qui ucilizun:mo.5tni.a riconl&rle HpliciWMnte ogni volta
Data rutiliLà degli sviluppi çalcolo Jci il p<Oblema di come ordine (la dispari. quindi il suosviluppoconteml solopotcn;ecdispari).
Asuavolta.pcrleproprictàdcl t irnbolodi "opiccolo",!osviluppoalJ" ordiMdi
il m<'oo laborioso possibile, CSl<l stesso un problCITill imttcssame. .,.-.. si ouicn• molt iplicandoz per lo sviluppo al 2" ordine di .-.. , che 1 sua
Variesempieoucrvltioni$&lallnoquindidc<lica1iaq""sto volta si ou icne caloolando per I • - :1:1 lo sviluw<> al l" ordine di € . ossia:
€- 1 + 1+<>(1);

.-.... 1 - :i:' +n(:i:'):


Par. 4.4. Teorem•diOe L"Honpibllef<>ml<J ladiT..,.U

z •-" - :11:{! - z 1 + o(;r1 )) =" - r'+ o(r').


(Si°'5tt\'irusoche • bbiamof•ltodc lleproprielidi"opicoolo").SfrutW><loanche
lo sviluppoal J • onJincdisin.:o:•bbiamo
..
" " _ _,
r... mpio 4.?J.Cab:oli•mo:
,. (" - r'+o(r')) - (i: - + o(r')) + o(:z' )
Osserviamo che si canccllaooanche i tcnnini di ) • ordine. Quindi oon abbiamo
Proponiamoci di risoh·en\ la fonnadi indt1mninaziooe (O/O) util izzandogli
ancon ouenuto li pane princip1lc del nummitote. Dovrnno 1viluppark> a l
•viluppi di M*' Laur in. Pn prima C0$1 è utik esegui"' il cambio di variabile
ordine.Quu1orichiedcoidip"'ndc"'untmninesignifica1i•"Oinpiùncllosviluppo
" "" l + h.cheriporta illimite1unlimitc .. 1rorigine:
siadcll'esponenziakchedi sin:i:.cioèKrivcn:·

..
z e-" - sin.:o:+

-r(1 -,.1
On Jvi!uppiamo o:ornc funzione di h il qu<.>ziente. La oonosccnu degli sviluppi • I
+ + prim"oridncdiesl"*"nzi• leelogani unocidiccsubitochelosvilupp<>al
primo"ordine dcl nu111<"1"10tt non è iiioniftcativo (fcr>omcno della ca,,.,.,lluiofte
dellepaniprincipali);quindi.sviluppiamo a lJCC(lnJ"ordine·

= l + log(l + h)-r:'
- - ,, - - -
1 1 1 1 1
• I + (h - h /:l +o(h )) ;:. ( I+ h + h / 2 +<>(11 )) • - 11 - I.

Veniamo on • I denominatore. Qui t>On ci SOft<.> fenomeni di can.celluione della


pane princip1le. non occorre scrivere svi luppi di Mac:Laurin per o.stn ·••toac Confro nto l f11 1v ilu ppi di Ma.Lauri• e dcl
determinare la pene p<ir.cip1lc: poHiamo dau .. mp!kcmcnte una otima asintotka di l' l.lospita l. Per t'ul1imo è sta10 nccessario uno
diop1U10dei<llcfanori sviluppo al s«ond;J online del numeratore. Nel §4 .1 abbiamo risolto q uesto
csen:izio(v.Es.4.l76)medi.lntci l Tcorcma diDcfHospital.cdèstatonccC$$11rio
qiplkarloJ.,,, vtJ/lt con...cuti,c. Questo faM non è casua le: in generale.

nzlcolan il liMiU di .,,, quo:ltftttt f / g (che dli luogo ad una fonna di


indcterminuione (0/ 0] o [oo/oo) ) • viluppandofU>Ooll'orriÌIH nnUntero/Oll e
<knomin'1ton, H/UfwJe o cokol<rc i/ limite n 11()/u j/ TMn!ma di O..
l'/fo.spit..J(ovverocalcolandondcrivatedinumemoreedenominatorc).
350 Cap. 4.C8lcolodifferenzialepertunzionidiunavarilbile

Conccttu1Jmentequilldiiducsirumcnti!000equiva lcnti. A 1«ondadei <1sipuò pincipaledi


ri5\lltarepiùcomodolo5viluppo oiLT""""'°di DcrHospital.llnn1aggiodcl
pU.11,1 si haquaOOo funziooielcmcnt.ari coinvolte hanno sviluppi a noi gi! n<>li, {2 + cos3:i: - 3Ch:i:J' · log(l +z').
pcrcuiin ,,.,ahànon"calcoliamo"niente,n1asostituiamoopportuneesprnsioniad
1) r>el term ine (2+col3z - 3Chz} abbiamo Jviluppalo W9Jz al 2• ordin<". e
1ltre;il.....,,taggiodelsecondo si hain•·ecer>eiasiincuiqu akhe•vilupPO un:bbe
cwrenmntn/e arn;he 2° ordine: questo ci ha forni10 una si ima asintotica di
{2+COS:U - 3Ch:i:), equindidi (2 + cos3:i: - 3Ch%)';
b)r>el termine lot1{l+z')abbiamof1ttounastim1a..int01ka.che inq1>esto
CLJOèuno svil uppo11l 0 onlinedilog( J+ .r)(basatosullo sv iluppoall 0 ordine
l:Hmpio 4.2$. S1abilire ordine di infinitesimo e parte principale, per ::r: de lla dilog{l+I)).
funzione: Sinociilcon1r1sto
• Qumdo sv iluppiamo omo '""'""'• ogni termine v1 sv iluppato allo 110$$0
ordir>e,RV<>gliamoort-"'uno•vi luppocoettnte;

Larichiesta didcWminattlapancprincipak J igni fica : iviluppan:lafuntione gr.di a cui occorre sviluppare i di.,..,ni fattori: il crilcrio di ogni fattore
fi oo•\primotennine signif\calivo(ciot-11111\o).
semplicemente una Slima Hin!Ol iça: per arrivm:i, pero, puòdani che non blsti sviluppo.
panire da stime asinlOlichc. 111& sia necessario anche quakho: 5viluppo.
Coosideriamoilterm inc: l:Hmpi<:J4.l6.
o.Scrivereloov iluppodiMoc Laurin al J 0 ordir>ede!lafunzione:
{2+ws3z-3Clu: )
/(r.) • Sh(2:i:J- 2e'.
Perottenemcllpamprincipaleoccorn:sYil"PP"•lo • l2°ordinc:
b. ln baseaL .,,lo1vi lllf'PO<kCermin1uoalP<JntO<J{enonad 1J1ricalcoli
(2 + cos3l: - 3Chr,) • effettualisullafunzìone). din: Rlafunzìonepreseniain:i: •O unP<Jntodiminimo
"'lati•"O, dirn...,imo,,., lativo,di flesso,or>eSsUnadiques1ecose.Giusiificarela
risposti.

'1 Di•·ersamcmc<:bglitS<'mpipreccdcnti,quinonci vicncchie1todi 1viluppare


U<1afu..zlonefino al primotmnii>e:nonnullo.mafinoaduntcrmincpn:fi ssa1o( in
quesco ca..o, ill 0 ).Scriviamodunquc:

• -2 -z'+z'+<J(z')
Perta11toTordinedi 11. lapanc princ ipa.leè l296z 11 .
°"4>rvadoae 4. 1(1. Sviluppare i vari t•nnlnl In modo coon:nlc. Si faccia b. ln l>aRalloJvi luppo,r,
anenzior.c, i>e:ll'escmpio precedente. a qLICS!i fani : per dctmninare la pane
/ (:i:)- / (0)- -r.1 :SO

in un imomo di r, •O. Si ossnvi il ragionamcmo con cui staia ottmota Il


352 Cap. •.Cal<:Clloditle<eruialeperfunzionldiunavari1bile

finfomlaVonerlcnataaJpuntoa:oarcbbebaStllOUtlO JYilUJIPOal 2°ordiJIC. =I - + +f:t;+o(:<'))


EN mpio 4.l7.Sia

o.Scri >'ere losviluppodiMac:Laurindi/finoalprimolC'lminenoonullo


b. Utilirntndoq11cstori• ulta10,calcolare
/ {:z)- ;io • -zk.
Siosservicl>epcrcalcol..... illimitc 1lpun10bnon t iamoripanitidall1form1
....1i1icadc llafunrioJlC/.masoladall1•U11timaasintoticacalcolataalpuntoo

0. Oucn ·ulooe 4. 11. (C.iuc di uguaglia.w. <oa "pcnli11 di loform ..Uoae").


latyi\uppodi/conterriiolopo!m:teJ>&ri.ltcnninidiooiincttro siçlll)Ct))ano Cons ideriamola..,gll<'ntccatenadiuguqlianze;
_, ! :z - O, e cos(O),. l). quindi dobbiamo svHuware all"onlinc 2,
oppure4.oppure6 ...
li modo natu,.le di procedere è; pnware a sviluppott all'ooiine 2; M noo si
trova nntc.rmi,.., sign ificativosisYiluppoall'ordiJlC4;ecoslvia
Sviluware"!"1lt(lfdi,..,2woldire svi!uppansin:za ll'ooiincl · • l + +o(:r1) =I+

u@uaglla,.,., soooscmpl ificazian i sUC<:cssivc di ql>CSIOsYih1ppo;ode$< mpio.r>ell1


seconda si pone

e non abbiamo 1rov110 la pane principale. Sv iluppiamoalkn al 4° ordino (quindi


se immaginiamo di sapere JOla che
cou • I 4° ordine e sinz al 5° o.dine:. in modo eh• anche sviluppalo al 4°
ordine)

/ (z )• + nonc"èmododi "ricostruire" l'infomw.i°""ulteriorecl>eil 1mnir>ec>(:r') inreallà


:r y3 :I
cipo fi+ o(:r') . Questo f• t!<> è lepto altosscmuionc:, 1ill fatta. cl>e ogni
5"iluppoèun'uguag.lianu.chcn le<ta solo "da•inisuaadcst,.· .Nc l e1lcolodci
limiticap ìtasprssoçhcpcrdclermil\arelaparteprincipalediuninfinitesimo<l>e.
•d c..,mpio, è ""1llt1.I di più oddondi. occona •viluppare i s ingnli oddC'ndi ed
eseguire kdovutcsempli ficazioni finoarM ttoreinevidenia lapaneprincipo.le
dcll"i nfinitosimo. Nel far ciò. se si 1viluppa qUllcunodoiJi addendi• wi ordì""
354 Cap. 4.C*'>lodifle<erWaleperlunzionl<liur111variabilit Par. U . T90<em;idiOe ll1olpitill elormuladiTa11or 355

troppobasso.puòcapitarediperdereinform.uòonitinoaooosaperpiil Es ercizi
dctmninare la parte principale. In qucs10 caro oc:com: ritornare $Ui propri paMi
tviluppamiouhcriomltntclerunzioni 4.134.* Sia
Si çon1idcri la 1Cguonto .,..logia. Il numero e ' irruionllle. dunque è
/(z)• k>g(l+'l.t2)+4 (cosz - I ).
nlPJl"'SCnl1Uo da"" allincamenio decimale illimitato (ma""" periodico). Per
approssimare e mediante un numero razjonale, possiamo ocri"'-"" le prime cifre o.ScriverelosviluppodiMacLa..-indi/finoalprimolefminenonnullo.
decimali.ade1Cmpio b.Utilizzandoquestori5ultato,calcolare
. .. 2, 7182 ..
. .;r:;:7èii - 1
cheJignificacheeè uguale a 'l,7182 più unaqn.tntiti inferiore • 1/10.000
..- .
Sino1ir.,..logiatra Jviluppodìunaforuion< alrordineneopprossim.uionedi
4.:US. * Sia
unnurneroimi.:ionlileçonleprirnendfredccimali:
/(z) •
funtione(nonpolinomiale) .... numtTOinuionale

polinomio •pprOPimante ... numero nzionale formato a.ScriverclosviluppodiMad.aurindi/finoalprimotcnni,..ooonullo


digradon conleprirnencifredecimali b.Utilizzandoques1<>.Uulta1<>.calçohue

mmine o(.,•) .- erroreinferiorcal / 10"

Scnoncioccorrono4cifredecimali.pouim>oscrivereadesempio
. .. 2,11 8 ... a.Scri•·erelo s•·iluppodiMacLau.rin a12• on[i,..dellafuntionc:

chcsignifocacheeèugua lea'l,718piilull3quonti!i infcri<>R1l /1.000.0raè / (z)• ytr:;;-ch(./ù).


chiarochcdaqPCSt.1solainfonn.azionoononpossiamopiùric0$lr'llirechel• quana
2: ncllac.1c..-diuguagliantt b. In base al solo sviluppo determiQto al punto a (e non ad altri calcoli
e• 'l, 7182 ... • 'l.718 ...
relativo. di massimorelarivo.di nesso,ones.sunadiquesl'eeo5e.Giustìfocare la
abbiamo progressi•·ameme peno inform.uòoni. Anche qlltSlc Jot>O dunque risposu.
uguaglianuçhcva.1noleuo soloda1ini•tniadc1tra.
4.lJ7. *
a.Scriverelo tviluppodiMaoLaurinal4°onlinedellafunzi<>M:


6.lnbasc1lsolo 1vi luppodctenninaioalp11111oo(enonod ahricalcoli
rlfntuati sulla funzione). dire se la funtione presenu in z • O un punto di minimo
rt"lativo, di massimo relativo. di nCS$0, o nessu111 di ques1e <<>Se. Giustificare la
356 Par. 4.4. TeoremadlDel"Hoapitiileformuladilaytor 357

UJ8. Sia Scriw:n /tJ$>"iluppodi Mad.aurin lii 4° ordine dd/augwniofim:i<me. Quin<li. in


luuealle sole lnfermazitJniconlenutenel/osvi/uppo"Pf"'nOs<:TillO. din :nil
pwtto:z .. 0;
o. Scri>'ttelo1viluppodiMacLauri nal )• ooJjneper/. O nonlunpun1omi:ionario;
11. Utilinandoeoclu•iv11mc1Uelo1viluppotrova10 11J"""to'"dire.seilpunto O
:z; e>'C'lltualmeme un punto di massimo o di rn inimoo di nesso. Q i..,.puntosta:iooa;lo.diminimonlat;..,;

U -"·* Q
4Scrivtte lo1v iluppodiMacL&urin aJJ• on1inedellaf\IJIZione: gius1i[/COIUJQ/ori•poslodato.

/ {z ) • e•-e- " - •in:<. / (:z) • 2:<sin:r - Ch2:z


b.lnbasealtolo1viluppodelennina101lpW>too(e00111d 11l1riçalcol i
effenuatisullafunzlone),di..,1<lafunzioncpn:K11t.11in:z • O unpuntodiminimo
"'lativo, di 111U1imo..,lativo.diflcsso.onOS1unadi queste cose. Giustificare la
/(:z) • los'( l + :z-)+ 2cou

"""""
tertoo:linel
funtiooenon polinomiale ileui sviluppo di MacL&urinal ....

/ (:i:)• 2Ch:z- sin' :i:

4.4.E. Calcolo di limiti uliliuando utiliuando gli strumenti


de/calco/odifferen:t:lale
Di..,poisc:ques1afuflZionchamusimoo,.inirnoinO. NeiprouimìescmpiMcsm:izi,dìriepilogo, 1idevonocalcolare limiti che, per
quak:hemotivo,richiedono(o1Uggni1COno)l\uìlizwdeglistn1mcntidelcalcolo
ScriVf'IY lo iviluppo di MacliJurin di / (;i ) cot1 s«Otldo deff'onli"" diffe..,nU•le,oioo! il tecre1111di De L'Hospitaltloglisvi!uppidi Mac:Laurin . A
indicm(J. loro volta. la scrinura di q""ai sviluppi riehiede le varie 1ecnichc che abbiamo
illustrato in in<cdenza (od ekrn pio, le propri1:1à dcl simbolo di "o picc<.>lo")
.... - z'log(l + z ),1114" ordine
(dlilimi1ino1evolieles1ime asin1otkbe 1gli sm.mentidolcalcolodiffermzjaJe).
f (z )•:r.... - 2sin:.,al4°oo:linc scegliendo lo stnlmtn!o pii> ailano e la ocmplice non tolo in ciascun
ma addirinu"' in ciascun pa$$1ggio, f..:endo uso di osscrvaziOllC! e
/ (z )• log( l + :r•)+ 2o:ou. al4" ordine spiritocritico.piullostocl>edisd>emimeccinil:i

/ (z. )• .... -oos.r,al4°oo:line

4..245. / (z ) • l0t:( 1 + 2:r)- 2• in;i,al4• onJ ine


358 Cap. 4.Cak:okld ifterenzialepe<funzionl!Uunavariabile Par. 4.4. Tl90f9IJl8d<0e l "HOspital etormuladiTaylor

Esempi svolti
Esemplo 4.Z8.

Si1.-.11adiu1U1f()rn'll.diinde1erminnionelO/Ol. PoicM:z - I &li sviluppi di


Mac Llurin "°"sono indicati (pu • pplicarli. do,·..,mmo prima un cambio mcntreutiliz.za11doun'idcn1ità1rigono:nctricacirico<>duciamoanchcper ilseeondo
di variabile :z h e $HKliu-e il limite per i. - O). Sul numc111ton: "°" fatton:aunlimitcnotevolc:
inuoedi.ato neppure K riv= una stima q in1otica in base ai limi1i 11<>1cvoli (d i
nuovo. 1ipotrebbc:farepurdiexguireprimailcarnbiodi vari.abilc >:• l + h).E'
quindiru1wn11eapplica"'i11eomn1di DcL'Hospi1-1l.Osscf\liamochc il
denominatore h a l"qpetto un po' compl icalo, per cui prima di •pplkarc Dc perciò
L'l!(>$pital e cal<olamc 11 duivata. flfff """stima asintotica. Per
;o;- L, lo@.l-Opcrciò / (h) .... - -i·
log(I + Jog>:) 1op .... (>: - !), perciò
Clufsto 5cc<>ndu con<<:llualmcnte più elementare e portaand1• a
c1lc0Ji501nplici.maforserichicdeunpo"diinvcmiva:ilprimoproccditnt"ntoèpiù
rnccçanìw. Si noti, in cmrambi i Cl-'i, rimportania di eseguire la prima stima
1-'iluotica perS<mplificarcl'a.spe110.Xldcnominatott.

chcolcoliamooncon DcL'llospiUtl

(11.-arian:dclparamctro <>ER).
Sesvituppìamoalprim'ordinebrquu1itàtn1parcntcsi,oncniamo

AncoraDeL'Hospital s; n:z - log(I +z) • (:z +o(:z ))- (:z + o(:z)) • <>(:z),
1
-;:Jpcos(l :z) - '2 bÌ'Jl•in(;:z) -(ti- l)(i) cos0 >:) "' -i, equlndinonriuKiamoadctenninuclapartcprincipaledcllal\tnl.iooe. (Siooti
che nello sviluppo Krillo non niente di sbogliato: JC<11plicc1nenw., d sono

chcquindièillimitcccrcato
A titolo di coofronto, riS<>l,iamo lo Sl..SSO estttiiio ncgueo>do il cambio di (sin:i - log( L •
varW>ilc:i • l + h:
no Pa... 4.4. T6C:Qm8 di De l "Hospilal e !Qrmula di Taylor

(N<>1.areehe1bbiamo scrittosin:z ,. :t+o(:r1):1iricord i l"O!ser.'Uione4.lsullo


sviluWodisin:za unordinepllri). Q..indi

,... \oI sea >-2


.... ..
t C:rJ - 2 - -2
+oc ><<><-2. "m(
,_, 1in( ';')· 1an(u)
)
Esercizi
Calcolare i ugwnii 11,,,m U1ili:anda "flpat"IWMmtnu. se 0«orre. il di

e_,._'loou+!
:r• 1oa( l +ll: 1J
4.26! ••
...)..
lim (:r+ J) (•••)_ g
,1z

r r'+è( 1 -:r1)
.c:>[.,,(» - 'v"+>)['

1
lim (2sin:r +en:s(6:r)) Jim z'{e'l ... -<:Ot!-pJ
.-f .-- sinl (l /")

- ""n:z

I :r - sin ' •
Par. ,_,. Teorema dòDeL"HOSl>italeform<JlldiTaylor

-:< log(l +2.<)

1og(c0u -< )

lim ..,9"-=4
•-?'sin(:c-2)
Cap.4.C*'>loditfereniialeperfunzionldlunavariabile P•.4.4. Te<nrMdi0el"HOapila11forrnuladiTaylor

r / {z)+l-zsin2o:

/ (z)• 7
.i.:,Clu;-;(1/z).
{prol11r1gata pcr con1inuità in :e •O ponmdo/(O) .. J).
a
4.2'>5.* sviluppodiMa.::Llurindi sino:).
b. Calcolatt/' (o:) (dll lla dcllnizionedi/, nondallo sviluppo!).
4. 177. 4.178. U SO. Svolgen: di nu.ovo gli c""rcizi 4. 177, 4.178, 4.180 c.
(&SS<"gnati in pr..:edenzacomcesen:izi sul teon:rnadi De L'll0!1pi1al). utilizzandc
<>111glisviluppidiMacLlurin.Siripo11anoitcsti :

/ (z )• c"; I
(p<olungataperccntinuitàin z • Oponcndo/{O)• I).
a Scri\"crc lo sviluppo di Mac:Laurin al J" ordine per/ (5fnmando lo
sviluppodiMac:Llurindi <O").
Calcolatt /' (z ) (dalla definizione di/, nondlo llosviluppo!).
c. Stobihn: u / 1 eontinua in z • O, giustificandc i\ procedimmto ""guito.

/ ('>'}• 7
Si1f(z)unafunzionet1lcche (prolungata percoruinuitàino: • Oponendof(O) • I)
/ (o:) • 2 - z 1 + 3-..: 4 + o(o:') pcrz -o a Sl:riven: lo • viluppo di Mac:Llurin 11 4° ordine per I (sfruttando le
$Viluppo diMacLlurindiSll:o:).
Il. Cak:olarc/' (z){dalladcllnizionedi/.nondailosviluppo!).
c. S1 abilite..,ftcootinuai n :i • O, giu.iificondoilprocedimffi1oscgu;to.
4.JO l.Sia
Silo/(z) unafunzionetalt'chc
/ (z) •
/ (z)•- 1 + 2:i1 - 3:« +o(:e') pero: - 0
(prolunptapcrcontinuit.àin 1' • 0 poncndo/(O)• l).
366 Cap. 4.Calcol0dillereot:*perfunzlooid!u111 variabile 317

o. Scriv""' lo S\"iluppo di MacLlurin al 3° ordine per/ (sfnmando lo t.dando11volgere""loi ca l<olidfouivamcn!cnece"*'i:èinulilcscri•·...,


JvÌIUP!"'diMa<:l..aurindilog{l+ z))
b. C.Jco,,,re/ 1(z) (dalladelinizionodi/,nanda\losviluppo!)
c. S1abiliRse/'ècon!inuain:i: •O.giustificancloilprocNimen10segui10 ?"'- 1+ (• - +o(:i:')) +o{:i:'J)' +

4.4.F. Sviluppo di MacLaurin di una funziona cOmJX"i.


Abbiamolu<:iuocomc: ulli111Q atgon"'mo!adiscu•i<>Mdc!<:asapiiJdclicatodi +o(:i:')·
ulcolodiur>0iviluppodiM11d.aurin,chepuòin!m·enirenelcalcolodiunlimite:
qP<lklincui0<e0rresviluppm:la fun.zionecompo:stadiducfun.zioni!rueendcn1ì
ok-montasi . .,,.... "'l + + + +o(r') -
. - , logcou ,cos(e" -1), ecc.
lllustriamoilproblcnuocoiseguen!i

EHmplsvoltl Nel scc<><do passaggio non si sono sviluppati "algebricamente" il quadrato e il


cubodcllo svi!uppo ai 1in:i:. m11 1isonoscrittc,..lo lcpocenudigrado :S3.. Si
r.amJlio '4.l-l.&rivere losviluppodi Mac:Llurinal3°ordine)l01""°fumione
/(z).,.-.
sviluppo al

di •Viluppo di MacLlurin, ossi.lcaklolare le derivatewccessivc di il l+z+iz1 +o(z')


proccdimencocoocenuahnCfl1cpiO siimplkc. anche• i calcolietTettìYi possono
diventare laboriosi (la dttivau n-csima di una funzjooc compos1a può a•·cre lat!cssacosa').
un'uprc$Sionemolcocomplica11). Ricordiamolaretazionctnilcoc:frocientcdir"nello5'"i!uppodiMac:Laurin<
laderivalln...,simadcllafunzione:
Mac:Lawi n (gi•r>01i) dclled11CfunzionicltmC11LOri(inq.,.,toclS(I, t:'c siru)
Qucsm più dclka!O (meno rnca:anioo) nuo. se llS&lO 'ot modo JICçor\O,
consente di ridu""' 11 minimo i calcoli, 1 favore dcl ragionammto. Perciò Perçiòlosviluppo tro•·a1ocidi<:echclcokriv11cdiordillC ! ,2,3 di ,,.- valgono
scni1lrroil<nelodopiùis1runivo,c appli<:l>cre"'°q""sto. rispeuivalltCl!TC 1,1 ,0. Come controllo, lo stll<kn!t '-'koli dimiamentc quc51e
Cominciamoascri>-en:lo s•iluppodi c' conl=sin:i: derivate per la fwWooc e-. Si avrà MChe un confronto sulla laboriosità dci due
mc1odi
r =I +1iru:+ i sin'z+
f'roseguia111Q"" q11C$IO esempio. che ha lo KOpO di Hlus!rare il rr.dodo
(Abbiamo sfnmato il fat!o che sìnz,...z,pt11:iò <>(1in 3 z ) • o(:r')). On. gcncralewncui sidctcrmi111lo5viluppodiMac:l..aurindiu ... fuozioneCOlll\)O$U.
""'1i1uiamo 11inzil t oosviluppoalterz'ordine Se volest imocak;ol...., losvil"Pf10oJquin111onlinedcll.astessa funzione.""""°
dovremn10pro«dcre?AnziluU0 1eriviamo:
Par. 4.<4. Teo<emadiDel"HOSpitalefofmulildi Taylof 369

f.s.om pio 4. IS.


r •I +SÌl>:i: + +
- log(l+.,))lf"

+o(z') nellafonna e""'U·

Si h•cosl(1ralarciandodireu.amenteirermini diordineuoppo•lto):

- 1 + (" - ++ + +<>("·')' + PoicMl'argomcntndcllogaritmotende1l,

-log(l +::r)),.,, - log{l+")-1) :-


(')
Sitrattaondidcterminace lap.tr1eprincipaledclla funzione(infini1esima)h(::r).
PoicM

k>g(l +:r)"'" e (e--1) .... sill:I: "'"•


sivedesubirooheur>o sviluppo alprim"ordinenon tsufficicnteadctorminarcla
• I+ (:r - + +o(z')) + paneprincipolcdih (%). SfR11lando1llonilo1viluppodell1 fontione ......
oak:nlal<> ne\tt>Cmpio pm:edente. e lo sv iluppO di MacU.urin di log(J+:s).
possiamo scrivere·

Sios>eni 1Ut11tamentc ilpauaggio( •): 1ll1 fonzionesin%si tsosc irni1oil suo


sv iluppo1unordinedi,·ersoin ogn i parentesi,inmodotalcche,svilupp..,,OOlc l
po!c"nze diquestisviluppi. si 01lennseKmpreunoJViluppo 1lqu im'ordine(enon
dipiù).ltcrmini<>(::r") sonofondarneTita!ipcrteneretracciadclrordinedi
grandenadel res10.eco•1trollarequli>didi avcroonsidera101bbas1an:.aterm ini .
Adeocmpio:
Esempio4. 16. Sori•·erelosvituppodiM..:l.Mlrinalquan'ord;nedellafunzione

/ (.,)- e+"
Procediamo come nell"Esempio4.14. Qui lcoosesonopiùsemplici pcrché la
fontione più in1crna (z + .,1) gil wi polinomio. quindi coincide con il Sl>O
ordine-!).
Gap. •.CelcOlodiflerenzialeperlunzionldiurlllVeriabile Par. •A. Teorem11diO.L"Hospile!•lormuiadi Taylor 371

EserclV

cos(Sh:<)+: ?(•i=)-2

(•lnrlan:dclparametrort"alca )

4.303-* Scri•·c,...lo1viluppodiMac:l.aurinllterz."ordi'"'di

/ (z)• 1-:+z•

• I +z + + ijz1 + +o(z•) 4.llM.* Scriver<loniluppodiMacl...,urinalqiwt'ordi,..,diloa(c(IU).

4..JM.* Determi"""' la pane principale. per :i:-0. della funzione


Sh(ai=J- :i:.Calcolarepoi

-
4J06.* Calcolare
lim 2cos{e'-l)+1in(:i:'+:i:3)- 2
,.
ai rÌlrova lo scritto sopra. si "'1Ci>c in Cl.$Ì tbt>as!Ana
scmplìci il calcolo delle sviluppo di di u111 funzione composi&
4.179. S>'<:>lg<-rc noo ..mcn\C rcscrcirio 4.179 (cl>c proposto come
lhf<li"'1leladcfinizioncrioultapiunosroiaborioso.
cscrciriosultCO<cm1 diDeL"llospi1al). utilizzandooniarecnicadeglisvlluppidi
furuiooicompostc:
372 C1p. 4 . Cak;Olodjlfe<enlialepe<funzioni di una van.bile

Solu:ilon/§ 4.4.

Appli<ando il1eor<madiDeL"/toopitak a lcoliamo

Applkhi""'° DeL'li<>Se>ital
Qwstotil limitccer<alo.

Applkhiamoon<ora D<L1lQ6Pital
Applieand1><1nil leor<ftlldiDeL1lQ6Pilal,cakoliamo:

...,u.:lill limi1<cerca1ot -j

Applòcan<loonil1«nma diD<L'li0$j>ital,cakolian>o

sin(u)(T+T+z-3) sin(n)(T+z'+z-3)
Applkando """""' il1ooremadiDeL'llospital.cakoliamo:
loa'z - (z-1)1
cai«>liamoillimitcdell'uhirnoqoorieruo1<rinomedi.l ... D< L1fospital:

Quindiillimioccert.OlOt -fi
• m.
loc{1+:.:,:)-siou: _ -ml Anan<000.L1losp[IJJ.-....:
-•'lln( .. •
Applic:biamoDeL'llQ6Pitol·
Par. 4.4. TeoremadlOel"HospitalefonnuladiTllYIO< 375

La--o difT...,,.,,.difuntion,iohclmdoorll>azm>""""'•zm>.pcn:iòèvera.
_ 0-Z..2·6 +0 _ _ &.,
Tesi:<:·ci,/) -ofJl - o(c/),0t1iac/o(l) • / o( l)•c/ o( l). <ioè
.:o(l)•o( I)
theèillilni<e<ercolO. llproclouodiWlllfunzion<
Osservimno<hrillimilem1risolubilc-hrc..•trumtn1ipftl<lem<nlari.Notando<hr J. Tai:/·o(l) - of./1),dot/g·o(l) • /1·o(L),ovv».
e. o(/)" • of./").<ioè(/o{J))" • ro(l).dot{o(l \)" • o( I).
Lap<11 .....
f Git.dm.o.tn,._
(z'+.,.+;r;- 3) • {r- i)(z'+2.<+3). g. Tal; o(o{h)) ,,. o(h), oioè o(ho{l)) • ho{I), cioè ho(l )o( l )• ho(l), <iot
u... o(l)o(I) •
llprodoltodiduefunl:ioniinf.,;t<simeèinlinioesimo.perçiòèwrn.
!t. 11/ •o{f) .. 1 .. o(h)allonf • o(h)·
sin( .. (z- 1)) - sin(u-•)• - •in(.,z), lnfani: .. / ., o(f)•1 - o(h)alloni
J .. 1 .o(1) •1 - ho(I ), quindi (poi<bo! il proclouo di duo funzioni è
pcrd6 sin(u) ., -sin("("-1))--.. (.,-l)pcrz->1. mrinitcsimo)
Usandodlquestidue&niabbiamo(sftuttandolaprimastimaasin101i<a fo1 .. 11<lprimo J - ht>(l)·o(l) • 4· o( l) - o(h).
..... l
sin(u)(z'+.,.+:i:- 3) • sin(n)(r- L)(:i:'+2z+3) _ Poi<bo!/-1.siha/ • 1·..,_to<tw-l.[)unquo
{r-l) (z- 1)1 /o<.l) "' l1"'"o(l) • J·o(l)
perdo!w·of. IJ • o(l)(il prodorlodiunafunz'°""infinhesimac1JRaMlzione1mdentc•I
(r- 1) (;r-l ) ·
I. u / - o(g)ollorao(./)+o(g) • o{g), <ìot fo<.L)+JO( l ) • go(l).
Poi<bo!/ - o(g),/ • JO/l)c
/{r)- n Ìn%<0Sf" /t>(I) +IO(!) • JO(l)<>( l) + go( I) • 1!o(l)o( I) +o(t)I •IO( !)
pcn:bo!o(J)o(l)+o(l )•o(l)(i\prodoltodi dutfunzioni inflllÌl<Siint""""'"1e a una
funrioneinfinil<simlf

4.134. falso 4.19$. v..,,


4. 185. Vttu 4.199. Vero
oppli<hòamodi n"""°it1e<nmadiDtL1tOSf>ita.l: 4.186..
4. l t7.
Vttu
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Vero UOJ. Vero
Pm:i6 il li01ite <m:otonl<
4.190.
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Vttu
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4.204.
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Filio

a. Test-ci,/) • o(l).0t1ia-/o(l)•/o{l). <ioè -o( l) • cl,l).


,_
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4.206. Vorv
r+o{z1 )
S.unalinÙOll<1<nde a 1"1>.onchclasuaoppo:s.. tendtamo.P<'fC>otven.
UllS r+h'+o(:i:')
4.J"' Folw Ul)9 lz'+o(r)
b. Tai:o<.f)±t>(/) • o(/).0t1ia/o(l)±/o(l) • /t>(l),<iot 4.196. Vero
o( l)±o(l) • o( I) 4.1 10 z+'h'+o(:i:')
U 91. Folw Ul l o(. I)
378 Cap. 4. Caloolo ditrerenri<lle pe<funz;ooi diuoa ...nbile Par. 4.4. T&oremadiDeL"H()lpiWl e foonulad Tl\'IOr

l + 3z:+o(z:)

.. - l+z:+l.r'+l.r'+-l;z' +o(:t') /(z:J • j-j(z- l)'+o((z- l)')


loe(t+:ii:) • :ii:-tr+J"'-tz'+<>Cz'J

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cou • 1-j.r'+ - J$z:'+o(z')


/(:ii:) • i+(r-l)-i(z-l)'+o((z-1)1)

/(:ii:)• k>g(çou).io:<t • f.C.koliamo:


(l+zf ' • t-z+z'-Z'+:t'-z'o+o(z'J
1(1) - -..,,
tanz•:ii:+jz'+o(z')

...,.iru: • z+jr+o(x')
((;r;J ... -wu:;f'G) - -Ji;
sin(z°) • z:'-à>:'+o(z:') f"(z:) • -(1 + ian'z);r{i) - - i ;
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.t.234. / (r)•los(l+h')+4{cos.z- l)

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P<m: i6.o • Otunpun!odimwimorelativoper/.
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f(z) • • • -2+r•(-i-b) +o(z') • -2-
b. z • Opumodimusimorelo•ivo
• G-i)z•+,.(z')
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Il. /{r) • i- f+f+a(z'")
6. llpun«>z • Ot dimusimor<la!ivo.
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z -
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-(1-z'"+o(z'))- (:r- •
380 Par. 4 .4. TeoremadiDeL"HospitalefQrmuladiTaylor

/(")-
Pen:iò .. .. ot ... po;n!Qdiminimortl.alivoper/

Adescmpio./(z) - l +«>U+r'. llaunpun!odi ll'.WSitnoPOialivoiri


z • O,• qwstodiptnde solo dallo s•ilUWo /(z) • l

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-(l+2z+2z'+jr'+j%'+o(z' J) •
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/(z) • tr' + ltz'+o("'). z - O non t un punto mzionario

U-45. /(z) - -2.r2+3.r'-4z' +o(:r'). ..

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z • OtunpuntoslaZion.W.dimassimortlalivo.

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2:re .. • 2z+2r'+o(z');

/(%) • 2z +2z' +o(z')- (2z - • .!ir'+o(z')


A titolo di C<>nli'omo. risoMamo lo m..so eserci>io app1;,,...io O. l 11oopilal:
%• Otunpun10JWionario.di lleuoosc.-.

/(z) • 2 - r'+:r'+o(z").
2.-Z - ml
" "'O tunP111110sutiollario. ditl.....,dioc:ltlldeote ApplichìamoonconO., L"llaopilll(dopo••·erstmplifica10per2)
Par. • .4. TeoremadiOel'HoapimlekinnullldiTeylor

- [ij). .. l+lz+o(z):(J + z+o(z)) .. ....


Applichiafno-onoO. Lllospital:

1;,,,•--'(&z-U'J-lilu .. lim[ ·-"<6-u'l_.!_] - 1-


. .... 311,, ...... :M 36 36 '

fomD1diindttcrminarioae(l). Rilcriviam<>
ri+:SZ0-9z+5 .. :r"+;tz'-lh:+r> - :r>+3z1-lh:+5"
(z +l)1'•>)_ 9 .. . (..,)loo(.+>)_•_ •
CakolWnoi!limilo.i.ll'utii""'quozicme$Crinomedianteil1oormiadiDeL1h»Pital
.. .-1.<··..)loo(·...i--- 11-
-·-l(z+2)1<>C(z+3)-21<>&3]

+ 21oe(z +
4;- 21oa3] •

_,,.si vede llOn en - l o applicare ili Slnlmonti dol <a k:okl AppJicbiamoO.L11ospitol:
Siwebbopo1utoancheapplicar<O.L1tospitalecoko-.:

"""""'°"°"L"llospital:
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pro<cdim<nl<>cJw:a>nbb<""1>ito il rU\llt;>toctrCM00.modo piùscmplK:e.


Ci p.• · C.icoiodifflren?le\eperlunzionldiuna variabile P1r.•-4 . Tee>rema diO..L"Hospitalaro<rnul1 di Taylor

N"-". - 1+r +o(z')- ( 1 -ir+o(z')) •

-iz>+o(z')-i.<';

(3 +1i)Jos(I + li) - Jh - (3+1i)lof.(i+ A)-3A


hloc{l+h) h' .
/(.<)-1f • t, e illimil<cm:MOt9

{3+1>)'°1(1 + h)-Jh • (3+1i)(i.- +o{h')) - 3h •

Calcoliamoillimi1e<loll'uhimoqu<>rierue....moro!TtomlU>diDe L'Ho<l'itol:

Fonnadiill<kterminuiont [I J.

zcoolz-z+'lz' :r«»2z-z+'lz' coo2.z-1+ 2r


- - - ,..
- - " - ,-..- ,
onotimiarno ilnwn<mor<mediant< glisvilo;ipidi M>CLaurin·

"""2.<- l +2z1 '* (1-i(2:r)1 + f,("h)'+<>(z'J)- J + 2x1 •

,.<.. _ _
• -2.r
prn:i6 / (:rl-!;; - • q•ts10t il linlil<cna10

Cakoliamoillimittlltll\lhimafuntionoS<rittamedi._llLeOte<T10di0.L11ospital
Cap. 4. C8k:olodifferetm.!eperfuntionidlunavaritlbi!e P11< . .t.4.Teorem1diOel'Ho$pilal•lormuladih\'IDI'

Dca • (loJ(l+2z)-2z)(loa;(l+2.r)+2:r) •

U 61. Applicando&)isvituppidiM><l.a>rirldcllefurWonitltnlfntari • (-:u'+o(.r'))(4z+o{.r))--8z'.

Fonnodiind<tmninaDonc [I J. PolcMl"wpntnlodclk>pritmo1mdc•I ,
poso;...,11imano:

Don... [(.r2-3JizH)-1]' • [.r2-3Ji.rHJ' •


- [(•-Jil(·-"li)]' -1(•-Ji)(-Ji)]' - '(•-Ji)'
QuRli di parttn>ll è ll&l'&ie•

• locakx>liamoconO.L11<>lpital.

<.. • l+:r'+o(z');

/(z)• [(1- • 2'r• ..


4(.r-Ji) •
-2'r•' t. _,_f -
.r..
2 r-./i
.. poicht(z'-2)tinfinitnimopct.r-J2,
Fonnadiindctmninuione[J j.Svihippiamo11Wn<n1orcc.knom inot<IR

Num • ( u +o(z'J)- z(l + +o(.r'J) •


"'2{.r-./::i) - J2 .r - v'i

-"'0-n +o(z') -
Par. •.•. L"Holpital•lomWcli Taylo<

atl«IRO. L"lloopiuoL· - 9 + 7 + 4sin2z .. o

c'ICJs'z-e(z-1)'
pon;i<\illimi1<dipan.,.,.t..gwolo1

<booalooliamo<OllC<lftmadiDtL'H°""'itol

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c11tt illimi1odipanoma.

Appli<ltiornoDtL1toopital:

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·-·.. ' (, _!)+!]
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ll limil<dipartet1t1val•\ .

·'(·'-"'H)) -

DtL"lt""PAI:
3to Cap. 4. C.loolodifferenzialepe<ful'IZiotlidlunavariabile Par.4.4. Teo<emadiDeL"HospitalelonnuladlTl)llo<

Pertillil

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/\pplichiamo ....,,.,. De L"llospiial:


/\(z)- -r'log2--°"· o>(o) -O.

4.180. ,.

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Par. 4.4. Teorem1dlO.

C1koliamohohin>olirni1ecolT_.1n1di DcL11ospilll:
Qulildi

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-e')r" • c'(e--•- L)r" - (e--• - l)z" -
siii 22z·sin(r')-(lr)'· r' • 4x'

•k>i(t+l - •

.U'M.Fonna diindO'lermina>:ione lOfot· Perdtl"""i<larelclpaneprindpole del


-on.dobbiam•Hvil"PP"ttTh.tperJ -+oo. Scriviamo(dalladooflllizioricdillU)

. ..
Quà>di.per 1 -+<>o, (L- Thl) • ..

Abbilrnopen:;.)dtlennina!o il xiuonie.,iluppo:
(')
Pm:iò.per z-0':

Cak<lliamoillimiiedelfl>ltima...,...ssior>oconDcL"lloopiu!·

U 'N. f;.

chotillimioocen:at<>.

Thznonendiakwiauti lilll.lntllndosidi...ctian:lcl!ilnziono all'iefini/o.Coslput<.


3S.. Cap. 4.Cak:ok>di!feranDllloperfunzionidiu!lllvariabOe Par. 4.4. TeoremadlDel"Hospitalelonwtadill)'lor 3'5

..,'lippli<uion<dÌl'W1dolTe(lftmlldiD<tHOll>illlnonsan:bbe ... tt111ilt -I


(Chr (;\1tz))' _ siu + 1>,
..

espress;ooe piùcomp!i<attdiquoolladipan<nz.> /(:rJ • 7 .. :r-f +!+o<rl - 1-

4.195.. Formadiindmnninazi"""loo· CJl,.,.,..llquantir.l.n-1<.;•diff<miudi


d.,.lillWonichclm<lono &•/2 . Possiamo 1ntuppare e'I• per:r -+oo •!ÌUl!a...SOlo f(:r) • zcosz;sm:r
,.iluppo diMaol..aurindi e';ill>"'X>lomat como,.i lupparc arctmrper :r-+o<>:vitneio.
1iU10ll"ll"""toidnuir.l.lri.,...,.,,.aica.chc1bbilmOJià....,o•hrevol1e·

loblse alt..(•)Jl"MWnoquiP<li"ri'°"'"
pm:il>

-· G(-•-D•·GJ) ·-(• +i)••O- -(••D


<<1a11o•vil\wc>di/J .. 0.
quindì/'hon1in11111tlrorigin<.

4.l91>.
a. /(•J - 1 +l:ir+J.c'+t,r+<><:z>1
( b./'(:r) ..

e.
l1\ospilal)./'(O) • j(akoW>doi11imiled<lrapponoincrem<1111le inbasell lo•viluppo

/ (:ir) • J +ir'+ +o(z'J

b.
Par.4,4, T.orem•diDll l 'Hos!)ital efQrmul.,dl Ta)'lor

•oo(stu:}+ Ch(si,...)-2•
&Ji Jv;1upi>i di M0<l.alrio di SII e Ch); f (O)•O (eokobndo li l:mitc •1 npporto
incrtn>tn(oloinbio... • llu1>it•wud<1mnin.ttoal1"'nlO<>).Pm:ib / 't<OO'llinuain O.
• 1- f - +o(:r')+ l + f - z., +o(z')

/[z) • l-f+ t-f+o(:t' ).


/(rl- --T
-· - ( "-1/4 Mo<'
.. ,. . 4
-oo •«> > 4.
.,, Sfhmand<>lo1vil"Pf'O
«Hl lo J>iluppo di MatLaorin di lo&); f(0) • -1 (c.okolando il limite del ropp<>rt<>
in<mnmtaleinllaseallo 1viluppod<termi<>aloal fl""IOa). Pm:ib/' t<0111inuain O
•llta{poncndot •z-r'J:.
1vil"l'P"" lcduefunziani...._i.eoo(Stu) eCb(sin:r).Poieht I -:+.r' • I+ (z-z') +(z-z')' +(z-z')' +o(z')•
coo(Sllz)-1--ish'z--i:r'; Ch(1iru)- 1-i1m'z-ir.
• I+ :r-z'+:r' -2z'+o(:r')+z'+o(z') • I +:r-z' +o(:r').
li eapioo:e subito tbc lo 1vHupp<> al -oi.:ronlin< dcl nun>cntorc non e<>n>enl1< di
delmninwnolaparteprincip•Je. P..-"""*'<ilptimottrmi!ICsi&i>if,.•,;vone llo Jviluppo
•lnumoniond.obbian>c> Jviluppan: alloraal....,,,, al9•an<iO<'Jin• (P'>ithtilnwner><oret
l*'i,losviluppoC0111im<$Olop<11=p;irl).Quindll<riviamo:

los{l+l} • l-jt'+o(i')

Applinndok> 1viluppodi los(l+t) <onl •-j:r'+àz'+o(:r')•iho

lof;(ccs.rJ - (-i:r' + +o(ca-'))- + .Jr:r' +o(ca-' )) ' +o (z') -

• +o(z')- +o{ca-')) +o{.11:' ) • +0(.11:')

• l+Hz'-f +*'l)+t+o(z') - 1 +f-


4.5. Applicazioni al calcolo numerico approssimato:
metodo di Newton e formula di Taylor
con resto secondo Lagrange
• - +o(r 1)
4.5.A. Richiami sul metodo di Newton
Ri(crimc:n!o: librndituto (BPSl),cap.4,§7-5
RichiamillJIK> del teomna relativo al mdodo di Nc,.·ton. di cui

Twrema 4..J. Sio f : [.,, &) - R due w/1eck,iwJbile in e Jl<pp<)lliamocM:


l./ ('1)· / (6)<0;
l.f' (r J,r( z ) honnougnoros1on1e ln [",&] ;
J.f(..l·rc.. i> o

.... - .. -%:\
Allora uWe wwe un so/punto e€ (a ,&) /a/e che /(e) • Clel<>succeui<Jne
z 0 1entkt>ep"<iifc11.,. &inveudi...,JereloJWllelo
:.i.:o*'- l )+<irt(r+z')-2 •

• 2 -r-z'- +o(r'}- i+(z' +:r') +o(r'} "' - ;r• +<>(z' ) .... -..-%:\

z+log:i: • CI.
Alalesoopo
a. Si vuifichi che le ipotesi del mc:todo di Ne ..ton sono verific11c
wll'in!ervallo [;, 1J:

1uccenionc convergente 1lta soluzione del rcquazìone, p«<isal\do se !Ile

c. 1icalcolinolc:primc:i1cr1llionidelrnetodo,fincho!ilri1ultat<>sistabiti.ua
ncllcprin1e4cifredccimali .
Par. 4. 5. Applical:òoni • çak;donumerioo

Il m bilìzzato nell e prilll<' 5 çifre (ne erano ri<:hicm 4). Possiamo


a. Sia / (>< ) • ,. + lop .

1(;) - ;-1<O;/(!) • I >0;


/ (0.!>671 ) • -0.000 11 2,

f'(;r.) • >O in [;, 1]; Eserci zi

rc:1:J• <O in (;.1J. - >< • O


AU lesçopo
a. Si •·erifiçhi che le iporesi dcl metodo di Ne..ion sono veriftc.ale
sul l'intavallo ll,e);
b. si sçri•·a cspliçitamemc la fO<TI1ulo di ri<:omnu che assegna una
succes• ioocconvergcnte alla soluzione de ll'equazione, pm:ioandose tale

t;+ft-
con•·ersenza sarìl perdifeuoopcr ccccpo;
g(t )- 1 - 1/Af - 1- c. s i caloo1inokprimeiterazionidelm<10do. f111<:hé il riS1<lta1<1 si stabili""
nellc pri111<'2cifredopola virgoLa

o•

.
{
<>o •! "· Medianie un coofronio &111ftC:o d<tenninarequante 50 lution i ha c dame
una prima locali.nazione.

, b. Uiilizzandoil lll<'lododiNcwion.sçrivereespli<:itatnenteuna sucçcssione


deflnitl perri<:orreiua. cho con•·cr&-' •lla ""'"ima solu:.ione.
c. Modianic fa!goritmo prc«dc-n1e. calcolare il vakm: numerico
approssimacaal secondo decimalcdi unadellc soluzioni .

"" - g{0.53788) - .. 0.56666 ".309·* Calcolare con • P!'f'O$$Ìn1Uione l'unica solutiooc reale
deltcquaOOncr'+:i:+ l • O.Atalfl r>e
a. Mosuveclle il m<IOdodi
b. sçri•·= u plici•-nle t algoritmoitentivo;
,., • p{0.56666) • .. o.56714
c. cak:olate esplicitamente le prime iteruioo i. fi11ehé le prime due ciFn:
dKimali sistabll!nano

' Si no1icomunqueebo """c"t unre\WQne bonal< traq....ionumm> (-O.OOO Ll2) <1o


_.., ll'l <• il pun10 incui la funzione •iannullarealme•ll•
'02 Cap. 4. C*1Dlodiffe<enmlepe..funzionidiun1variabile Par. 4.5.Applcazionialcak:olonumerico

4.J JO.* Calcolare coo appros.simazion• l'unica soluzione 4.5.8 . C• lco/i numerici •pprosslmati
dclreq...wonc logz .. tal fine mediante la formula di Taylor
o. Mosm1..,cheilmc1ododiNe»too è oppli<:abilewlrinmvoll<> [l,2];
b. scrin.., e•p/ki1<,,,,en1t l'algoritmoittn1.tivo; Rifcrimcnto:librodites10 1BPS1j.cap.4.§7.4
Llformula diTaylorconrestosecondoLlgningc:puòou ereu1ilizzatapcr
c. calcola"' es.pliciwnente le prime iten.zioni. fir>ehé le prime due cif..,
decimoli s i stabilizzano.
con110llodelrerrore<:ommesso.

F.H mpio 4.31. Calcolare un appros:1ima10 di fa, con un errore inferiore a


•i==2 l / UXXl,uW1dola formul1diTaylorconretto""ooOOLlgrangc:
Llformula diTaylorçooresro""ondoLagrsngcperlafunzione/(z ) .. e' è:
cheelldeDOlrint«Vallo [f ,.-J
a. MOSlnve d>e k ipo1esi dt\ metodo di Newton sono wddiJfane in qnes10 e' = + ,,,.••
internllo..
b. O.foniro per rioorrcn"" una successione che alla soluziooe p«unccrto l e Poichéper,.ni" si • e ,perz • i si ilil:
dtcim1Ji sistabilizzano. .,,.,, e(o.D
01
chec.denell'imeniallo[O,f] . E. • 1)! < I)!"
a. Mostrare che le ipo1cJidtlme1ododiNe"1(111sonosodd isfaneinquesto
imer.·allo Anche se non eonosciamollllOOQ il valoredie 1f1 (è proprioq .. lloche stiamo
b. Definif1' per rÌCO<nonu su«tSSÌ(lnc che CO<WtfiC • Il• soluzi<>M calcolando!)pcwiamodircche t 1f1 < 2, pcrohéc < 4. Perciò

c. Ca lcolan:lc primc1rcitcrazionidcll'algoriimo. O<E. < 2" (n1.· 1)1

PO$Si&m<1scegliercquindiH=4.QueS10Jignitic1 che
4<M Cap. 4.Ca\coloditlerenzialeperlunzionidiunavWbile

So/uzion/§ 4.5.
U(l7.
... a.Sia/(z) "' •'''-z.
/(ll - •-l>0;/(•) ••' '' -•<0;

Esercizi
4.Jl3.* C.lcolan:Wlvalorcapprossirnatodie1,ç.oricrrorcinf...-ioreal/HXJ.
A tal fine: uliliuan la formula di Taylor con "'$IO sccoodo Lagranv; ..:rive.., /(L)/"(l)>O.pon:òbponiamoao • !.
e1plki1u1mml• i passaggi di magg;or.ziOflc dell"crro"' (u....., 11 dilUguaglìan,_.,
e< 3); scrive"' esp/ki1,,,.,m1e una sommatoria che as.segna il valore cercalO (non

4.J l4.• Calcola..,unvalor'llapprossimatodisin1,wnem.:ninFeriort' a l/\O


000. A ial fine: utili:in.rc la formula di Taylor cOf\ resto K<:orKlo Layange;
••p/kitummt• i pallS&ggi di maggiorazione dclrell'Or"; scri,·erc
una sommatoria che assegna il val°"' e calcolarne il

4.J \ 5. * Calcolare un valore OP!'fOSSÌmato di -j;. con un mon: inferiore I


1/1000.USIJ>dolaformuladiTaylorcon..,stosceortdoLag:nnge .

4.J l6.* Calcolare un , .. loro approssimato di .[f. con unl'ttOn' infC1'icna A> • g(l.462) • 1.462+" ;_-1.
111 462
nij+l
,. ).732.
1/1000. uW>do la fonnula di "'Ilo JeCOndo
•'''·""- l.732
.., ..
fiii+I

a., • g(l.7113) a. J.763+ e•fl.;;:-:·;


63
. 1.763.

Aq<>tS!Opwitoil 1.7&

..,.,..
fwWorrl e•,2-:r:l. '(UtSfigraflci
(Di,..,,.1rw:IDN r/gol"WQ: pokW wio
a1.,,,.,
p<r il, _ _ «g/I rn-1 ,,,,,_,
1<10nJmt:l<mt J.J/"/Jturwlfo (- 2,0j ""'lnltrse:(()M '111/'inlllT>'a/lo
fal/TaJtrttlam.,Jt•eo.te""'-
u atra11,.n1<Z).

... .. g(O.S37)• ,.0!>17;

l'a..tiornof.......,,lqui; ilvalon:dic ...


Natur111moft1<.""" 0«1Qdi......, dtl pumo pona o risultati irrtermedi di.mi. od
....

" Sia/(z) • r'+z+ L./(- 1) ., -1<0;/(0) • l >O;


/'(z) • li' + l >OVz ;r(z)• 6zS0Vz€l-1,0).
...
/J. Poichf /{-l)/"(- l)>O, dtfU1ian><>:

/(z) • •'+.>!-2 • 0
.. )
/(0) • -1 <0; /(l) ••- l >O. g(f) - 1 - -
f (z)• .. +2.<>0illll0,11;
/"(z)- .. +2>0 in l0, l). ao - -1; a 1 •g( l ) • -O.TS;
/(O)r(O)<O.pm:ill,,.finiarnoloJ11«<Uiollt: ... - g(-O.n) - -0.&86; a3 • g(-0.686)•-0.682.
Aqua10pun101tprimc4utoif,.dtcimalioonosubi!iuatc: c "'-0.68.

·-·
.. U<L
a. 5io/(z) •iop-f. / (l) • - 1 <0; / (2)•Los2-j .. (}.J9l >O.
<O in[l,2]

g(z) •z -f&i • z - •'.!:'2:2 .. .. l'<rtillilmo1ododiNcwtonèopplnllil<in ll,2].

g(1) - 1-

Quiodi {:::·.:,71(-.) eoo g(z)• ..


p<>i<hf/ (L)r(IJ>O,poniomo {:;•.:,7_1(._)
•1•,(l)•0.&36; e: •1 •r( l) • l.S; a, •g( J.S) • l.7l5;
... - l( i.7l5) • 1.Til3; a., -.. g( l.T63) - l.7113.
l'<n:ill lalOll&ZÌ<IDO<cn:at.at.... bil;,,..,.11st<oododtcimalt.L.76

.W ll .
& Sia/(z) •1inz -f;alloq:/ (f) • l -f>O; / (J<)•-J<O;
f(z) • rou - ! <O in (l,•J:r(z) • -Jiiu <O in (f, .. J.
1Aipoto1i$Dn0ooddi>f011<
I
.
"" ....
•' • +1:: • 1.389+E, cooO < !.' <0.01

c. Calcoliamo:
.,, . r( .. ) • 2.Q9.I; .., ,. g(2.w.i) • Ul3

li .. !.8!15

un
"" Sia/(z)• cou -z;ollon:/(0) • 1 > 0;/{J) • -f <O;
. , . ·('l... , IJ!t:'._""·· . I (O,i'l
'"'i • 6 {- l) i (U+ i)! + ,!E
r(z) = -•iu-l <0 Ìft {o,l);/'"{z) • -cou<Oin[O,i]· con Errore •[... !
IAÌf>«••iSODOIOddisfon•.

..
(pen:bflad<Ti ...

... ., • . g(.. «im por 2"'.,(;,,+2JI <


{

e: CakoHamo:
.., .,(f)= 0.7&>3
q11irdi>1 - 2.,..bot>o.Sihooll01"1:
11 .. t 1.m. I I I l

•" •tt + (::•;)!•', l E (0,z);

IEmnl • l(.2:•:)1•'1<{n2"::i1" <9· (:;:)r •n..


1

(l\o<he .. ...,cono>eiamoil'llortdio1.sappiamoche•'<9poteht<:<3).CalcQliamo
cap. , . Calcolodiff«enzialepe< funziool cUunavariabile

{ 2'.. - ;k. Cap. 5. Serie

5.1. Serie numeriche


. Rifcrimcmo: libro ditcsto[BPS l].cap.S.§J.

dutriguardaoo.rispcnivarncmc.seric a tnmini pos itivi csericatcrminidi segno


....

v'l+z .. (1 + As>) + .,11+";)1_.,• ca/colodiffen:n:iolc. La quarta sezioncinv..:econtic""csen:izi chcrichòedono


.,.,; hc: &li svil uppi di Mad .1uri11 per la parte principale di certi
infinites imi. oppure rusodella <krivata la moooronia di una
1pç.;cu ione.q"8ndoq UCS1otutilcpcrpotcrapplicuc ilcritcriodi t cibo i:..

5.1.A. Serle a termini positivi


Siprcsentanoqui es.mpid i5ericcbcJ'")$$00Qes.o<tcS1udiatiusandoicritcriv1 lidi

limitino1eV<1li(mas.nn faruso di sviluppidiMacLaurin)

Esempisvo(tJ

osci//a). g/ILff/fic<m<lolcfJ'O{ll'kconc/...,W..i.
Nou be"": in "'alti sappiamo che un.a socie a termin i positivi convrrge o
di•·crgt",q•indi una volllconstat.a!ocheefTcttivamente la serie da studi.are ha i
termini positivi (o definitivamente o definitivamente negativi) il 1C17.0
CUCl fÌpllÒes<:l...tcre

Quindi UcmpioS. I.

( f.(,;;;+l- ,;;;)
•> ••
(b f.( ,..... )
(•) Saic a tcnnini positivi.

..
Quir>di
""- 2..>12'1og,. <2,;i/f
'
Oni: la serie umonica general izzata E:= con n • 3/2 > I corm:rge; per il

coofronlOa.sintotico, anchclaJCriedipu1en>.aco>nl'l!rg<!.

(b) • (t:!) - ; <I,

Siprestia11enzioneaque$10 diversocomponamomo:

( '
n 1 + 2Jn +sin( l / n } ) " '
ln entrambi; =L la base (a.;1 ) -.:le a J; ,,., primo caso però responcnt<!
tenrii11< (3+timi) tosci llanle,ma cssendo - l :S:sinn :S: l,ri•ulta
2 $( 3 +1in11 )$ 4.
dareillimitert0tevole e.
pereiòpouianiom inoran:
La dicspomntc n
suggeriocediapptican: il cri lcriodellaradico:
- ( n•+ 2Jn+sin
' (l / n ) nl n

e poiché diverge. per il criterio dcl wnfrooto asin1otieo ancht

L:(.,HJ•!.i/o))n diverge. e per il criterio dcl confronto la JCrie di pactcnu perçiòlaJCriedil'l!rge.

EHm plo5.2.

(a) (b) ..

{a)Scrie a 1ennini posith·i: la pn:JCnndcl fanorialccdel!a ?otcnz.an"


suggeriscono di applicare il
414 Cmp. 5. Sen.

5.1'.I.* Utilivando la J<:ric geometrica (e oon apPlicando le formule suldiacc


a J<:uola)J<:rivcrcsottofonnadifrai:ione i .. guenlinumcridccimalipcriodici
S1obilin • e '" Hf(Wlflj ,.,,;e a palilM CM\TTg<l'W o diwrl(OTW
pncisond() il cri1erio utiliu.oto. (o) 0.4; (b)0.35; (c)0.9; (d)0.2:Th.

- ("'+•J.i)
"'" ' n + 4
5.1.B. Serle a termlnf di segno variabile
Siprc:•!!1ta•"'<1ui,,,..mpidi sui<!c1N!po......ocs..rcsi\>dia1i11$811do i critcri\"llidi
perlcscric a tcrminidi,..gno•·ariobile,opplicandoleS1ime asin1o1ichccl>t
5.11.* discendono doi limi1i notcV<lli (ma senza far uso di wumcmti di calcolo
diffi:rcnl.i1lc) .

...... ...f:(2 n +l/n+s


""'" )· Esempi s volti
i;,..mpia". Studiarclaconvergenl.llscmpli«eassolutadclla scgDC"ntcJ<:ric.
giUS1ificandolcprop<icconc:l11.1ioll i.

·-·f: ['"' +,'.'"("" ] ·


_,
t<:rmini
-· +f:["'!"1]·
·-·
pcrciòlllprimaJ<:riccon•-crgepcrilcri lericidclconfrontoasintOlic:ocilconfron10
con la serie armonica gmmili=ta di esponente o > !

s.u t, ;;r 1/ n /0.(Ricordiamocl>tcol i imboloP,,j Osiintcndochca,,con•·crgcazerocd


èmonocooa<le<:rcoccnt<:).
Quindi la .suic di partenza converge scmpliecmente. pcrché somma di due

''* t,(·*"-·) 5.. IU


serie COflVt'fgC'Jlti. Quanto 111.a convergcnu auoluta.

I . 1+ (- l)" sin ll l+ (- l )"sin l I


.... ;

.. .
• bere taz1 ni a Ana M -af _a 1 o Jle Play - Moz F1 x

•1e Cap. 5. Sane

e por confronto asi nroticoçoo l•$Cricanncnica. l.ascrie dei valoriauolutidi•erge


Quindil.a....-ieooncorwergeHsolut.mcnre

F.H mpio 5.4. Srudiare lo con•ergt"nu semplice e HWluta della scgLlt:n!e serie.
giu.cif,çaniio lepropriecondusioni.
5.1.C. Esercizi sulla serie a termini positivi o di segno variabile
Si prescnllJIOOn1esen:izìas.sortiti (scrie a rerm ini p0s iriviodi scgnovori•b ile).
dieoonfannouwdi11rumcnridicalcoloditTCRt1>.iale.

Di ciascu"" <hl/e s•giw:"'i dirr se c""vergr. diverge o wcilla.


""" i:
M<>lil'<#kJQ il _percltJ. (&la serit i: a /trmini a segno 1"1Tiahile. riclriaw /o
s1t.Jio<k//aconvergen::a anolu1a)
e ptr il crirerio del confron10 e de! confronro uinmtico, la serie di parten:r.a
converge u!Olutamcn1e. Quilldi çonverge ancl>e semplicemtflte.

Etierclzl
Siab//U. st lt st gl#!nli ••r'- o 1utr1ini di..,,.,, "'11"iobilt convergono
msoluta1nent• tlo.umplict -nlt, giustif1eandolt propriectN>C/Ufion/illbme ai
crittrisfl.Jiati.

:ç...,fo +(- lt n
5.ZJ. * ;:;- -
, ,-

5.JU
5.l"'·* r=sinn
•.,;;;r.
HO.*
5.25.*

5.27.*

.. .
I Pia M - • X

41 1 Cap

5.6J. • L... -
- 1 11+1

f:!r +"'
_'l"+ n!

5.41.*

Stabi/ir1 u /f! ugutnti semp/ke""'nlf!, ' u

,_.,_. t,,;;;,.;••,(·•D'
""·*

.. ..
• E>ercitazi ni a Ana11 M -af _a 1 ,o Jle Play - Moz Fir x

420 Gail. 5. Se<ie

5. 1.D. Es ere/zlsul/eserle cheutilizzano dtcrcscono 1ll"aumcmare di n. Ma""" appena 1i passa a


anche li calcolo differenzia/e
Riforimcnto: libroditesto (BPSl ], cap.S, §l,cap.4.§7.3.§4.2.
J Pf05Jimi csm:izi utiijzzano 111<he suumemi di calcolo differenziale: sviluppi
.. .
diMacLlurinpcrdartunastima asinwicadl:llC1minegcnen.1c1Mloscric,oppure
ccnamcntettr>dc 1 zeroperC011frontodiinflni,i.maoonèoV\'ioche sillrnonotona
l'u110 dl:lll dcrivataperpervcrificare lamo_,ia di"""5UCCC!SÌOne
dtcrescc:ru: al crescere di n. infatti. creSCQl>O sia il nurnc:r11tore che il
dl:nominaun. e; baotc<d>bo sapere che per n m:loi&ÌOl'e di un ceno "G la
Esempi svolti Jl>CCCSSiooe sill decrescente, ma anche questo non è banale: da stabilire pervia
purvn<'llte algcbrica.Seperòesisteuna funzionc/ (z ) di>'ariabilcreale.dcfinita
r..MmpinS.S.S!udiarebconrergcnz.ascmplicee..,soluradc!lafeguentcscrie
alm•noper" > Oopcr.,abbast1nzogrande, 1aleche ..,. • /{n)
/ (z ) • logz/ :r). a.Jlora lo studio dol dtcrexm: di ..._ può es.se.-.: ricondono alkl
>1wliodl:ldn:resccredi/(z ).S./ t decnsccnrc n/1MOOp<:r%"""'1s/<1NUl
gondt.

fHJ"("-")f· "(•'- •) - ;. grudc.ilche sipuòdfdurttrisolvcndoladisequazionej' (z)< Ooppuroconunn


JliMo osintl>llca di !' iwr z - + oo. come t i è fatto n.elTesempio precM<nlc. Si
perri6 la serie diwrg< iwo/wamemc (crircrio dcl confronm asimOlico, confronto no1iche. oleo<11rario,unastim1uin10tica su ..,. _conulfle didedurrela
cooscrieannooka, d i,·..-geme) monolonia di ..... Adewmpio.fe o,,,,...! qucJ10-Ùltp/kocl>e4 0 1i1una
Lascricdip.anenzoè 1 fegni1ltHni,conu•rminc:gen.eraletcndcntcazem. 5UCCHSÌOne dl:finirivammte decresct111C. 11 cak:olo diffcrtnziale quindi in enti
nlc::.Zlicar1 il cri1erio di Leibni• verifichiamo lii monol<lflia di &,, - - e!

/ (z )

Per Jtimue il 1crmin.e generale. u1iamo gli •viluppi di MacLaurin delle


per " - +oo. Quindi f' è dl:fini1ivlll,..,,le negati•·a, f è dcfiniti.,..men1c fun:cioni•inz,Sll:r
decrcsccnte,e&,,èdcfinitivamenrcdtcrescwtc. PerilcritcriodiLcibniz.lascric
dipancnzacorwcrgescmplicemcnrc Sh± ..

O...,n ·a,;., ... s.1. l'<!n: hé


U5'1 ...,ll dcrinC• iJ<r •ludia,..lamomotoniA diun •
li criterio di Leibniirichiede la verifica dello monotonia di una cena
JUCCessionc, msia il f1110 che " •+ I 5 "• pcr ogni n. In cu i mollo seonplid. I•
moootoniaètvidcntedalla formaanali1icldio,,, adesempio

' '
;·;r+I· JOg; '

jcws
• bere taz1 ni a Ana M -af _a 1 o Jle Play - Moz F1 x

422 Cap. 5. S&rie

Lastinuocidicechesitratt1diun1...rica1mnini(defini!ivsmente)ncga1ivi; Soluzion/§5. 1.

I a.-i:. .. p . pmiò la..,;. """""li""• per il crilerio dtl çonfi'onlo

Eserç/z/ s.l . ...

S1ablli"'1i/c(JTQ(/t ntklltugw111iserU · aintotico,odilc""m..io«><> cono • f < I.

l'erlo g<rwebiadqliinfmiti.
5.72.* t,( - l)"'°!'n
" · (.. -
... -;;?" ' !)!

Slwliare la stmp/ict e ossoiUla della ugwnt• strlt. girutiflC<llld<l I•


... · (i)". _,.m_ 4·(i)"
3

f:1-1r(-l- yn
dur>i;juelaS<rie""""""',perconlÌ1>Moasim01ioo"""la,..;oge<llnCU'kadi ragiont 3/4.

U. l'erlal"flr<hio<ksJiinfinili.

•. - • $

5.7. Appliobiamoil <rit<riodtlrappono:

f (- l)"1< + •inn
- n2 +1
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

Poi<W "tl/r-l, Snie1tami•ipositivi,opplicoilcri1<riodol"WOl'<>-

Serie 1 l<ttt1ioi (dof1ni 1ivamt111t) per il critc1'io <lii con fronto "'intolico. la soric
.
dW..p,peroon!n:i1uooonla ... >oOIYllOlli<1
pm:iòlasoricCOl'lve!p

S. IS.

-1)1ogn -

Snie 1 tmnini(dofinitivarnmu)positi.;;perilcrilcriodcloon1Tootc u inlotico.losoric


..
..,...n-gt,perC<JCtffonloconlaserie..,,,...ica...,....1i....,i;1 /,,. <ono >l
S/2(oonv.....,tc),laserie e<>"""r<·
5. 11 .
S.lf;. S<ri<ll<r'Tltinipositivi.,..ppli<oil•riteriodtlr>ppono;
(11!1). I,
..
pm:iòlaser>o.,.,,,..,.,., o. (2n+S)' 3'"° ·n! (2n+3)(1n+1) 4n' 4n
p•rd6peril<ritoriodolrapponol1..,n.cmvef1•-

dis""""1....,,,
peri!niteriodol «>nfromoasimotÌ<o,llaioeriodoloonfi'onto,oil<G01tn>nlooonlas.crio .-'s•-se.

•"+ N- 3+ N>

C«intludiarnocbe-,perilcri!eriodcloonf'roocoede\confi'onl<o .. inlOlico.cil«>nfi'ontotM
..guedall111«01tdaS1imo asimo<i<o.
C-1""°""'11...n.t11mnini(de finiti.....,......)noptivi;porilcriteriodel oonfi'onto

t1 vaw_ jc ws
r'' _ ZJnPf
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

421 Cap.5.Serie

5. l t. Serie•icmoinipositivi. 11PPlic h;amoil<rilorin delnippono. c..:i.......,...,,plkemotitepo< il<Tit<ric> dileibniz. lnfani ò unaxrie a sq;nl

- 2(;Ti)" '" 0-!:r- I O.


Quindi,peril<riltriodel"""""°'lasuiecon>ap.

.. •4t,h · !.ll. e!- 1


gerienl<"""L<ado1u.-o),equ iodit..-hewolLJtaln<rlt<.Siplllldirtche:laseritdi

• t, ;;k +

(b) ... .. .. L.oseri•É, ;l. . • tmninipooiti,oi,corw<rge;

1axne,!: (- l l"! .1segnioltcml, con•·OTJ•perilCJit<riodiltibaiz.


1

l ,.. ll9

<•> o.li • o.mo... .. ... ..


ocrit di•«t<. ooaia:llseri<dlparten>1d;u,pauohilam<nt•.
Sino1iilpasaggiofouopeo-otudian:ilniod••k>:

l./ii + (-lJ"nl • l(- l)"((- 1)"/ii + n) l a. H)' J.O + n


ldJ o.ilS - o.2353535... .. ii; +fo-o.asasas... -
(iwnd<>ilPfll«<limen10delpun1obJ

> J.seritannoniclc<nnaliu.lta).ir.oir>dj peril<ril<riodelconfroncola

S.l 5. l.awie<la ..

t1vaw_ jcws
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

428 Cap.5. Seria

5.29. Scrit&tenni11ip:ioi1ivi.

'" '
... -;;i - ;;·

l··HJ(·•-·J·+ 5..30. Scrit•sq:niol1tn1i.ep<»tbt

,.(..
Perilcritcriodol<0<11fontoodoloc111m...ouiillcliro.•ilcool'ror1cocool.o.icri<
5.J t. Serioatttminipositivi,opplichìamoilcri!criod<Jlanodke:
equindi"""'"lf''Utp/i<:r.•"'•

5..27. SttieoltTminidisqn.oY>riobilc;

pm:iòbstòerom·n-p

s...12.
Periltri<eriodolcoofrontoeilcrhriodtl<onfrvnto uÌOIOli<o. perCMfrornoeo<1l ostòe

5.28. Coo>v•'l!<"IU.--

15n+(-1i.::'+1o&•,.1-f. • :];, 5.JJ. c_,,,.pen:bt<011YerJ<:auoluwntn!<.Laserie <lci valori11S$OluCi, ••..


volu. <011•orgepailcriceriodol .......,. lnf.oni. .. l>. • 5, >iba

:c!:;:ffon<oMintoek<><O<I lasericdipartenuJ/Yvgc

Coowrsaui .. mplicc:
pm:h<! ..ne• 1mnini •per il crilcrio dol conm...o
..... + ...
.. 2:0,a,-t\ -i;!. .ptrtiòf,a...,....-rgc:

f 16, tunaleriea ..
pen:iòper ilcri<modiLeibnizcooYeri<.

t1vaw_ jcws
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

430 Cap. 5.Seòe Pe<. 5.1. Se<ieoomefiche •31

s.u . s...ie1t<tmmipooìtiri

.._ n• 2" (n + l) I n' •


o. -;; ...
Scrie1t<rminìpmitiri;pttilcn....lodelC<>rl6--ootoasinlo!itoodelcmtonlo:
... S""1iamo_.nihima serie eo\crit<nodelr;lpp0fl0;

!..JB.
pm:iO la serieC<>rlVffi•(eanobela ... iedipan......'l'Jindi°""'"'8<')
pttWllO la ..n.osi:illa.

,,,. '
... - -;;:a - ;;

5.4 1. Scrlt 1 1<rminipooi!iri. Appli<a il<rit<riodol ....,fiuito asin!O!i<a·


...
... ... ... t""'..n. . .. .. (pn-fr<>nlQ ..ialo<ÒCO .... .. lo<rÌ<
Pcn:iOlasorie _......,.,.

5<1ie1t<rminiposìti.;.Applkoilcriteriodelcoo&ooto ..,il!0tko;
j;1(- L)"b,hmaserie 1H&ni 1ltemi.Poicht
...

.. Jn'' ' JS pttil<rit<riodileibniz i= (-l)".. c<>rwup. Quindi bl seriedipancnzo "°""'rgc.


1

t1vaw_ jcws
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

Cap. 5.Serie

• ta(-1)" + t,n:::,..
Loprirnlseri<f a segni altunieeonvqcporilaileriodiUibnizpmht ;;i!rlO; la ptn:iòporilerikriod<l oon&onloeòeleonfiolll00finto1i<o,laseric"""·Uf"
secmdaserie-vug<pmhteon•·..,easolLll.....,,e.inquamo:
s.u Scrio

con>erpn1eptril<rileriod<l eonlimto,eilcon&oruoeonlaseric"""""Qgenenl...,,.. a, -l;n,.Jn--fn


I:l/1.-<<>n<>>l.Essendo"'"""" di du<>eriecon>O!V"1Ì.laserledipw1mmcorrv<rp.

-Oedèmonoto11ado<re$cente(!<1ocrau,eptr
i-nl$l,Jilla-hol1in(<Offl)/.S,;,,1 z l) tan.U>Q«). hr ileriteriodi Uibrr i<, I• ,.ri< «H!>'a-gt1S<lllp/ict"'<Trt.
(l""'aololnodiaMeè.,.lprimoquadnn1e.pm:ilip..-l•l:Sllafunzione1inrèmono1ona
"'*'""le). Quindi
l(•in(«•sn))" l:S(tin l )"

panenza o quindi a.- n•:2n - n,-:;,.--;;,


l

pm:iliè .... la«rie


.........,.(,.....plitemen<eoasoolu....,,.rue)
loinnl:S 1. 1illa"""bocos{sinn )?: c.osl
(l ........... Jradim1efMlprimo qoadnnte.pcn;iliptrO :S:r:S llafuruione<ou:f
... leln<he ptr
lzlS!).i\Jlonr

pcn;ili la S<rie Jiwrp por il cril<rio dool oon!i-onlo "'intolit:o e il CM!i-onto ccn la serie
smorli<adlw-rge11t<

Pm:iliporitcritcriodtl<onfro<itoedelccnfnintoQinto1ico.•ilconfnxitoeonla...-:

•·lllp/-111<

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• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

04 Cap.5Serie

pm:ill por il critetio dtl confnm«> ain1oci<:o •il conli'Oo'uo con la S<ric """°"io
ga><ralizza1A.laserie-rP"'<>)l,alrrl"'<nl;di>.-erg._
,,
.... -2;;;J'i·
[•""-c>l ' pm:iOpnilcritttiodtlconfruUollinlOliooeU&Mfi'Oliloronlaseriearmooka
,.,.....1iDa<acon" • 3/2,la ... iecon>o-g<.
pm:illP"'il<ritctio<kl«>11fi'ontoain«><icoeil«>11&ontoconlaserie""1IOflic1
......,.1izui&con<> • l f2,laserie"""""P l•inn -sm;-ian; js•in*·...,;-;,

,_
pm:i<)p<r ilcriterio<klconfromo • into1ico•il<Ol'.&omo<00loserieann<1o1i<:a.llserie
auo/"1-nl<,<qrtlndi<UJC!ocJ.-p/knte"1<.

!'<"'illperilcril<riodtlconlronlo•intoliweilcoofronlo<a1laserie...-ìca

5.'1.
Poi<:hl! j>J,ll serie..,...._ptril<l'iteriodelconfron«>a>in«>1ico,pnconfronro<a1 lo

pm:illllo<riet11etmìniDOptiviop<rconrromoainro<i<oCCDlascrit......,..;ca,dfllrp. 5.69.

MJ. Sttic 1 terminipositivi


e'l•-J l l I
.. -1-
Perconrfonto u iOIOIÌCoconlaserieonnooica, laoerie dipanenodMrg<.

S.7G.ConVOT1enzaiWOlul&

5.6-1. !)ttjea rorminipositivi. P<»cht!(S!J)- 1,

di>'ef'l...... !'<"'òbllseriedivO'p<••J<>iMllJJftt1tl<.

t1vaw_ jcws
e E ll n1:li y Mo illaf1 e x

43C Cap. 5. Serie

__
5.1 1. Saie • ...,,1 ....... - . ....
_.....,,.......d,.'1-t"---.(c.,..ooloct.c.....icomo.ildoct-pa'lo

• per z - . . . . p>dcqo,>estat ....,..,.._ Infatti. f(:r)<O per

•I'(•-,!, ..(;!;)-(>+,!,+-(;!,))) -
• 1'(-;!, ..(;!,))--;J,,
..
Scrio 1 1enninl11t11Mlvi;poril crilcrio""l"""fronto a$in1<>1ico.edil «lftl'ronlo"""ll
striellm\Orlic110nt,.1l<U111dinponcnce3/2("""'C1'8•n1t), llseriecotrWrp.
/'(z) <O ptrloa.< > S,:r>e' ... :io.08...

5.U Serilooc1111a11cmtla•""" ..""""ico

....
im!>IA<llell1m11ine.,...,.1<tndt o....-o. mononimplicola - l o d i ...
(AllcnO>M:•a.- .....
" - / (z) • Ji•in!.
cakoliamo:
............... - ......... '"""ticelCriv.....
f(z) · 7;G•;-;-;)
fC•Jdirf..uin--.....,n-.:1 ..1r-..-p••iluppidiMatl.-inidioio1..: ...... _

G•i-i-n · Hi+<>G))-ic•+..c >> --tHG) <I 1 .. :-j:-.-;?:0; .. -0.

...,... ,_16 ./i••! t dctillitMmmlc ..... il <riwriodi vcrinmi-11 _ . d i a . .


loocricOOllverp.
• •,er(itai ·i1 a na11 M a o Play M

-
.,...,illI'(z) i . . . - - . . . p ;.. pcrz -+<io,
pcr. - ........ (.. ...... dlLcitinUlaoerie
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s.n. • ....,,.111....
dtJliilllMi.V<rilkhiomolo__,il.l'mlo

/ (• )• ""(="")·
...(;si)- ;Ti- I • ;.Ti--; <o.
f<•>- *-7 (1oczl
perdb,pcrllcrileriodtl«111fr<lnto•inool;coeil «111fron<o<011lo-"'""'*'i<a.laS<tie
loJ:<· ...(lop);?: l, 0ti ...1oo1-1u1idiverac.•llS<tiedip111.....
P...-110><lianla«.,........,,.....,,p1ice1e1Mamo

l11veu,diwTp<W<ll"'""'"""pcn:bé

Vorifldll.lola-iadi ...

l< - >"- --;1-.-«aru>·-; -i·;,


1

pcn:i6111Mrit"'-P"""°""-(<rilcrio!ld«1116-..-...0...,<0llfmMoc09seri<
.--...in....-). f (• )• ;h- <O
laMritdi.........,ta..pi.....,_ltrmioormcoalc........,•Jl!l'O
......... di ... .. _.... . an: ... ....
_..,.....,.._..._ ...... •pcrile>UriodiLcitlU<llloerie

/ (•) • -a.u ·- i;

9) Arti Window
'f'P a
s.aeon,........ ouo1.... 5.2. Serie di Taylor ed esponenziale complesso
n•:I RiferimcdO: librodilfll<l [BPSl j,cap.S, f 2.
Coet1ntemmLC dcl libro 4i IC$IO. in ......... i-apfo ci
occupcrmoo 10lodcUetcriediT•ylordc llefunzionielemeniariedclkinuncdiale
alc11Sio.i di q9a1e formule al compleslO. serie

..... •._H,.

""' ""-·
Es•mplsvolti
--oo) .-.q... Il F,tH1ploS.1.C.lc:ollln'la10m,,..<klla ..
dipolelU)er>Okvole,calcolatainwipunlop.rtieolatt.
E,.. eon-ppnìlniocriodolll<011•"Pft2'lllUOluta.pm:hi!

Uriliv:ìamola...-ic diTaylor<klla fu11.,;.;-

k>t:( L+ z )• validopn )zJ < l,appli<andolaaz •

F.MmploU.Calcolan: la JOR1m1 1 dclLa .. gumte .. rie•le&mpocompleuo;


«J

So/uz/on/§5.2•

LlpanetnledellaSQmma t
.,_,.. .. ["(-T ...)"] - 1 ..

2(2-çosl )
S- 4ços! .

..
Calroluu la son1ma della •epenle se•ie ml """'"°
compluso (ricomncendd"
come seri<!dipo1en::en01erole.colcoi<iminW1,,.,,.IOp<vticol"'e). • •iscrlwufo
3 +i \3 +i)(3- i) IO

-ma<klfo serie informa<Jlgtbrico

U1ilinilrnr>l1 Rrit di Toylordel la funziont

f:l=;!L - [f:!:ìl'.]-....,,._ '·


_, n.3" """ "·

5.86.* Sia z • 2' + iu <on2' , wER. Caloolllfe lo par1ernle del numero


°""'p1c$SQ

.-
C11<olarela$0mma a dell1 ... guenteseric ...1carnpoçomplcsiSO;
quindis.:riven: a informa algebri<:a.

U1iliu.iamolateriediT1ylordell1funmn.

Slu: • &(z:"":;)!""lidaperoinLrER,applicandola u • 2:
&riwn In jontttl olgebr;,;,, il segutnle nulfli!ro comple.,o. dow z • "' + iu,
ER
5.88. e•>' eH<

5.91. ... _,.


"' Cap. 5. Serie

Cap. 6. Calcolo integrale


per funzioni di una variabile
t,( 2.. =0.8!3'13.
6.1. Calcolo di integrali definiti e indefiniti
Utiliaiomola0ttiediTaylordolla funziont
Uno premtSSo importonl<'. Il calcolo degli integrali ir>dellniti e definiti

calcolointegrale). alli>-ellomedioròchieSloin unconodit>&sc,tun in•icmedi


pnxedure PiU prcd$alt>Cnte. comc
dcscrinoinmodoabbastanzaanoli1iconel librodi1e1110.pcr""""onu""'rodi
b.-nptteistc/(.Widijw.:lonl. si laprocedun1 pcrdclerminame la
prirnitiva.Quc:s1osi1V1if1Cachelostudcnte.pos10difronle•unafunzioocdi unodi
Quilldi
cui ne calcole,,. La primi1i•·a. 11Cmplicemen1c cw•r>ando otlentameme
dello foti=itm• ùutpwuli1. r non inW« •untotiv/• sul la bue di un
insieme dirnctodistud iatiin1Stn1no.
Nel libro di tes10, la cui .scans'°'"' seguiremo anche qui. si presentano
dettagliaù>ml'nl•(••i illustninocon cscmpi svol1i)leprooedurc per calcolare La
primitiva di une clas.si di funzioni raziona li. inaziona!i. trigonometric:lle. e akullO
Quildi 1t•(•...-) .. . - · -cos(•-.siiu) altre classi di funzioni per le adatti! rintcgrazione per pMti O cl!'f\C
sostltuzionisuodard; a questiargomcnti, chchanno•chcfarccote1lcolodclle
primili•·c.siaggiungonop<>ehcos.strvazionispccifiamtnterivoltealçalcolodcgli
.. .. integnliclclini1i.rig.,.nlan1iilroolodi s im111<:1rieevaloria»olutincgliintegn.li
definiti

po:r argomento. e un buon numero di e5efCizi assoni 1i. in il


lavorodc llo.iudcntecOhSiS1eproprio11C ll'oricntmiaric:onoscereil tìpodi

d•gli eJtmpi .JW>/tl in (/utJIO u erchiurio - sos1i1uisC111 il pnlimln<in uudio


arre11tuepttnllMJ/ede/librodites10.

...; • •'<os(1 -r)+oe">ÌIO( L-r)

jcws
4"8 Cap.6.C8k:oloiniegraleper!urllionldlun1variabile Par.6.1 Cllc:olodllntegrali definitieindefinili

6.1.A. Integrali Immediati


Riforimnto:librodit•sto /BPSl ],c•p.4,par.S.I.
Qws1iprittti esttttplrk:lriN/onosoJo/os1udioàel/01obellodegliin/egroJi
ittttttftJiali e dell• regolc elettttm//Jridi i.'llegra:kmt. q11ìndinon1ipresen1ano
uetnplswlti. Caloolodegliintegralidefin itioindefiniti : precauzioniperJ'uso

Esercizi Siekoc•ooquiakuneel<:m<11tari(m11fondamentali) •11cnzionidancreealcuni


errori grossolani (mli fm:iuemi). L'elmco non è certamente es..ISlivo. ma vuole
nx.., di 51imolo ad 1ffTonta.., 1'8fiomentO<lOl1 spiritocritiw

l . ll rbul1a1o i unnun1uo o unad,,,_ dll'llnlloni ! Difronte a un siinbolo


di integrale, chiediarnoci:
l"'kfinito?
a Se è un integro/e indefinito, il risultato è una famiglio di fan: ioni, ad
""'rnpio

/ ( --'--+__2.__-
I + it '
J'j"':";. )··
(do>'tcindic1unacmtan1earbiuui1i

j rzx+ 1)'d:i: f.rro,t tipico: di-ntican/ la CWl<»ll• e (lignifica <1ffermar<1


/n1egronda"'11D10soloprlmi1i•'(l.mm1rt!n•lrainfini1el)
l<1fan:icne

b. Seinveceèunint•gnJctk/iniw.ilrisullaloè1111numero,adescmpio

j \•d:i: • i
&ron tipico: aggiuttgert! "" • +e " nt!I rU.Jtoto dell'inugrolr <kjinll<J (i
co- a/femNrrt: qw.sto integrai• vale wr nwncro qllQ/sia.Ji! o-q,,. lllf1/ i co/coll
faitisonostatiinutili!)

/ (2sinl:i:+.XOS2..-)d..- l. C•ko.. di intt&noll ddlnlti mrd;ante ..,.titw<tlon•. p.., cafwlan: un


inttgniledefinito. si •pp licai ltcor"tmofondamentoledcl c•lcok>integrale,q uindi

tal•'Oltasi • pplicail,,../Ol/o<ii•o.s1i1,,:ione.Aquestoriguudo,tcncrpresmtcche
j c1au+3cot:i:)<l'z ci5000ducdi•·ersimodicorttt!idiprocedcre·
"· Mediani<: UJIPOl'IUIUI S0$1ituiione, rrofomJon àefinilo In ""
<J11mln1•grole àefini1<J: inqun1ocao carnbi• l'inrcgninda ec""'bianoonci..glì
es1Nmidiintcgr11:imie,ade..,mpio:

jcws
b.
lllftgra:i<IM pu pani. che t wia rilcttun della fomiula di del
prodoilf).Unmon: oda.rmp;o

FALSO/!

&ror• lipico: ntpittla.....,ltoc:- 1asc;.. twi1t1"11/ l'anori:..- diceln•-cc:elafomiuladidttivai:iorledel prodooo?)


s/luwMldilnurmzioltc:.
6. Oppure. 1i pub lalciare da pwtc mommianeamentc rintrpalc definiio do< MlfleU•re t al wiao di•• ln1rr.n1.lo dcr.•ilo. [lm.\"ndo cakolare Yll
intrpalc<,kflftilo,èbeM<hicdeni •il risulwonumericotrovatoC
Ne1r_,,,piopnadcntc.1iwmincil•colcolare almmo dal punto di visla dcl 1tpo. Ad cKmpio:

[lop• t:;dz ••ft] • ji2.t1 - 51of1:i:+c.


a Se Il fwWonc in1<panda t scmP"' positiva (ncgatìva) J<&lrìn1er>-.Jlo di
ini..pUione.ancherU11cpaledefini10.wipositivo(ncp1ivo):unris.ult1otodi-
;nc11ca chesiicommeuounerrore.
J..owt.11 impoft*"te da nssen-areèche. in quesiocuo. unavoltatrm'at.o 1• b.
..-imitiva rispeuo •Il• noow. v.. U.bile I (in questo cuo. i"/3+c). occorre awicne per<atO): la fllft>!ionc p«scnuo. integ.uionc. qualche
•mi.nate •Il• .-.labile originaria z (ifl q11eito cuo, rlc.oldafldo che I • lop). A
ouer.-arloda subitocnon farecalcotiinutili).OtiCcom-qualchettrore7
primith-atro>'•I•: (Sp<Ho, un ol'T<.>re di ,.gno che porta• cancellare termini che invece ti fOfllllllnO).
c. S. hl un sipifka10 foioo o geometrico, tolitamenlc il suo
,.llf'O si può prevnlere priona de l calcolo. (Ad c$0mpio, uno m&SN t i pullcak:olare

culroJ-la{J"imitiW1riJptttoal
z. gli tJln.,,/ l, :2 (Mll'ue.:pio) /" t*/3amidté In (Jos":z)/3. 5.1.B. Integrazione di funzioni razionai/
Rir..>imcnto:!ibmditctto!BPSl],ap.6.fS.2
J . Non din1u1i<aff le n11:01t di doriu.i!ionc. Dovendo calcolare una Hptrugru!o cllolo illldlrudmagl"*-ntr da 1tguin MIC<JJ/
primiliva. riconlani che si tU effctt....000 fopera>;ione inveno della derivata
prouir'llrHl#pirdrsrrrlzl.
inaistenti. Adacmpio:
G. J..o reaoll di inlr,,-a:;.- IO$li1idatte rilettun della retola dì
<krlra:lotN dtllr fott:iotli romptJJlt. Un orn:n '"'5'0llnn t fl'lqlllmle Esemplavoftl
EM•plo U. C•kolare rinteple def111ito:

/iai-•'z • FALSO!!

(comtaeladeri,..tadijlot'zfos:sesmoplicanentcJo&2z;CONodiecinveccll
[
LavorilmoprimasuJrintcplcindefmito. Poicheèunafun:zioonerWoo.ale"""

9)
..... Arti
'
Wmdow
Par. 6.lCak:Qlodiintegralldefinitieindelinm

ostguin: 11 di•·isionedi polinomi:


(., 2 +:i: - 2) I) crcsio(.h - 2),

:i:•+:- 2

Il polinomio {:i:- ! ) si integreràclcmenwmemc: lo fun:i:iooefUion.ole EM111piG6.l . Calcolan: tiPtegralcilldofinito:


<lenomina1oredi2" grado.Qss.erviamocheildcnomiu1orchadueradiddistinte,
ostiotifattoriuacomc
l )(:.+2).
FwWone rnionalc; il numera!Ott ha grado < dcl grado dcl denominaton:
quindioccorre applÌl:&l"Cilmefododcifraui fe mplicipcrriscri>'m. (non i i uegue la divi•ione); il dcnominaton: ha grado 2 cd è irridudbil o. LII
funzione si intcj!lll pm;iò mediante funl.ioni logaritmo• on:otangc nte, con la
procedura standard:

I coefficienti <1,6 si dctmnir>an0 on con i passaggi:

- + .
Coti la p ima fruione •i PQ1ti mcdianre il logari tmo dcl dcnomin11on::.
b)Sullaseoondafrazionc.cbehan um....,10tto:os1antoedcnomi1uuore
itriducibile,sirisçrive ildcnomi na1ore comeoomm1diquadrari ,

" .. 6 _,i· quindi


j 1 ;.,2d:i: • •rctonJ<+c;

• - :i:+ - •I + i1ot1:r+21 +•.


chcèrin1cgndcir>dcfinito.C1tcolU.moonl'intcgraledcfinito:

t1vaw_ jcws
Quindi: ......
.......
I. 1
(• +1 )1 +t "Z •

z+ 3 (• + 3)
.....!_
z+3
+ <.

/'.J!:;cz
Funzione razionale: il nummotorc ba grado < dcl grado del dmomin11ore
(llOll ti ewpc 11 di•it iolle); il Mnominatorc i.. gr.to > l. quindi va per prima

raziono.le: il h.a grado < del IJlll<lo dcl del\Oltli,..lon


(llOll t i esegue la divi•ione); il dmom iu torc h.a grado 2 N •un quadrato pc1"fet10: z' - 1• i)(z1 + 1) .. (:i:- !)(:i: + l}(:r 2 + 1).

.. +9 • (..-+3} 2 • Oncolml'IOdodelhlliKn>plicibisognariscriverc laf..

L'inlel"l le si cal<ola allon per J11Stituzione ponmdo I • a- + 3:


(z:l) + (z:I ) +
SiOSlef\·i la fonn1 dcll111<QmpositiQnc: i denominatori sono i fa uori irridu.c ihili
dcl dmomina1on: di part<:nza: nelle frazi(llli 1 _,,.,oo membro. il nume .. torc
temptt di un 1J111<1o inferiofe al denomil\lltore çorrispoo<lenle. Occom:
lz + 3 • 1;d.. • dtj
onfan:denooni...iorccomune1 r menibn>eri!Olven:illisiemadi4equazion i in
4
Un po' di ......,....none alad>rica pub risplinniare fatica: K ponilrm • - 11 e
c•O, omniamo
l +Zz' • • J '.la d
{a- - 1) - (a- + I ) +(z' +I) • (z'-1 ) + (z'+ I) •

- z2(2a+ d )+{2<1 - d}

claeillprimiliV11.;m;:11.1..
,. '
che ponaal iislcma (ri!Olobile) di due cquWoni in due inoognite
Si ONmi che l'utilità dclii SOSlirurione di
P11<. 6.1 calcolodiintegr11li definitiendefiniti

6.1.C. lntegrazlona perp• rti


Riferimen1o:librodi testo JBPSl],<:tp.6,§5.l.
llfl'l"""grofaeillllo
di cui d e 11 im•i/a,, JtUÒiorlo nm al/emioM pri""' di ajfronton I

Esempi svolti
[ !lfmplo6.5.C1koltttl'in!egnoledefini10:

Integriamo per pani. derivando LI poltnu. di " e imegnmdo la funzione


1rip>omc:1riça

Esercizi sull'integrazione di funzioni razionai/ iniegriamodi m10voperpani. <lerivandoancon lapoienzadi :i: e integrando la
Sivttlono1JnChegli&en:izldi,iepilogoMl f 6.l.G. fwu:ione1rigonom<:1r;ca

6.11.* J:,:"'3a" 6.16.• fo11= ,,.r'_ I""

, .•7.* I ,.,.(.,.++31>"% Oallaprimitivaoalcoliamoon l"integraledelinìto:

6. IJ .• I ,,2 + + 2 ""' fo'z:. 11iru:dx - /(2-:i:')«>S:i:+ 2>'sinz:.Jl ..

UH f
456 Cap. 6.CalcoloWlll!graleperfunzionidiu,..YWÌ;lbiie

L'esempioprecN<nteriontranelsegucoteinsicmcdifoozioni:

j z-J(z)dz daculrisol•·endotequazionein/,

{coo n intero positivo)dcwc


1in(or);<:<»(u); 11' :Sh (= J;Ch (or).
lntuniquesticasi,liintcgnperpaninvol1e,semP"'derh'andolapo1enzod i z
.-·
• - w (•in(2z)+ 2cos(2z ))+c

Ew mpio6.6.Calcolattrintcgn.leindefinito: L'esempiopreccdenterientranelseguenteinsiemedifu ·

1- J / (z )g(o:)do:

dm·e/(z ) c g(z)sonoduefunrionitralesegue11ti
t in (u:); ros(az);a'; Sh{az);Ch(u )

inmodochetint<:gr.uidarisul1i ilprodo11odidw,er>00ditrefun>.ioni.Quindi 1i ..,; due passaggi). erosi f"""ndo si trova un'equulone in/, che riso lta dà la
int<:graperpani.Lasceltadi/'cginque•toprimopassaggiooonèimportante; primitivacercatL
facciamocotl :
primitiva, mediante le forntule didup!icuione odi prostaFcnosi(s i vNa il§ 6.1.D
I • / •-'sinzi:oudz • a. sulrintegrazionedifunziooitrisonomwi<:he)

tffmpio 6.7. Calcolarel'iotegraleindctinito


- H -c - •sin (2z)+ 2/c-•cos('h:)dz} •
/ :i: log1zd:r
ora in1eg:riamo nuovamenTc per pa11i: l'importante è seegli= J' cg
•l.lasceltafa1ualprimo-Jliio(p<rnoi,f'ètesp011n>zialecglafun..ion. ln!cgJiamopcrpaniderival!dolafunzionclogaritmic.11:
tngODOmetric•)
j f"fzdz • -
- - fj,kpd:r ..
Abbiamoq"indi•1abili1oche:

t1vaW jcws
Cap. 6.Caio:>lointegraleperlunziQl'lidiUllllYariabiie Ptr. 6.1Calo:::cllodlr.tegr.ildefinitieindefiniti

L'e..,...pioprectden1ernn1ra nel scg ... n1ein sicmedifl

(<:<>n k imm> rel.at;vn). ln lulti qunti casi, si inu-gra por parli una voh.11 derivando
art1aru:,cques1o ricondu.cc1ll'inl<"gruioned iun•funzionc1aziooale
L'HCmpio preçtdemc rientra n<"I Hgucnte insieme di fwuioni: Come çaso ,,_.ni.:olare, na1uralmentc:, Tintcgralc

(<:<>n n intero pot i1ivo, a E R). In run; qu .. ti casi. 1i integra per pa r1 i n volle. in<uisid<riv•arctane siintcgml
scmpredcrivandolapoecn.zadi log.r
Comt caso pmtic<llan:, naturalmente, ci sono gli ;ntegmli E11ercizì 11u/f'ìntegrazlone per par1i
Si wd(JJW,_,i,., g/; Lurcki di rit pi/1J81>ntl § 6.1 .G.

incuisideriva ( k>g.:r)"csiintepal. 6.1 1.* fo' r•c- dz {.rsinzd:ll

l:S.-mplo 6.8. Cakolarerinl<"grale d<finito

lntegriamoperpani.derivando on:ianzeintegrandolapoeeouadi :r:

cakolaçcm imetodi standard


6.Jll. [ sinz<:ludr
'60 Cap. 6.Calcclontegralflpertunzionidiunavariabilll Par. 6.1 Calcolo di deillili • lndefinili

6.1.D. lnNgrazione di funzioni trigonometriche L'csempioprecedtntcrienlfaMl$C8Utntein1icincdifunzioni


Rif,,,;rncnto:libroditc:stoiBPSl j,cap.6,§5.4.
/ / (sinz)coudz; j f(cosz)sinzdz (•)
11 paragrfJfa citfJlfJ illrulro dmogliulfJIMnU la proudwu da JrgvÌIT nei C<JJ/

JWWJimiut.. che si afflOOlano ucsucndo !1 JO$tituzion< sinz = I (11<\ secondo caso. cciso= • t)
Qucsrotsolo unprimopa,.ocbc:scmpli ficalafomuidell"in!eplc 1
T"'icasipanioolariintcrcssantiche r iemrMoinquest1classc. ricordiarnogli
E:se-mplsvolt/
intc8nlli

(••)

oon "' rn interi e uno ,..,, n, m di.Jpi. JC l>ll<:Cssatio,

0sStJ'lliamoches- l'intesrnndasi Miia forma:


EHm pio 6.10. Calcolare: rin tcgra lc defm i10 :

l +sin'z l +•in•:z l+sin':i:

wumel'upetto / (sinz)·cou.
Sitr:atta di un intcgra lcdifonn1 (•• )n11coon,mcntnunbipari.chcquind i
ilchcsusgcrisciediesesu i,.., la SDS!Ìtuzione:
duplicazionepcrabbaMatcilgradodelpolinoiniotrisonometrico.Poichf

sinz • l ;1>ou:dz • dl;IE[O,l)

..
ci siamo ricondoui • lrin<eyuione di una funzione nll!i<>nalc, che. si cffC11l1a eo.i i
me!Odiwndard:
J. 1 4
sin zdz - (I - 2eos2z+cos''h :)d.<.

oni 1>011•on,·iene calcolare la primiti•·• de ll'intcgr;t.llda. ma invece"""'"'"'"' s ii

-[(i:,. - 1)dz - 12arcwi1 -1J.\- - 1.


d i integniziooc perdedum: chc l'i ntcgr;ile

<Xll<1ituWonistudiatc. S<fellnlfunnonerarioi>ll<,<i1iriccnducc olrin1cpslodi\llUO


flmtioncradonalo,maf'O'oonocapit.attanch< • ln •iluationi(ad ... , ,idlnioduna
im<anizio<>eper!W"i)

jcws
Cap. 6.CaloololntegraleperfunVonidiunavariabile Par. 6.1CalcolodiintegJ31jdefinitieindelinili 463

Si 1n111a di """ fa1tZionc razionale di cou, sinz, che non rie11 tn1 in simazioni
piiismiplidgiivistc. P<:rq...,s1c sipu.)usa..,Lasos1i1uzioncnotcvolc•

è nullo per s immetria (ponendo 7z • t si vede che è multiplo dcll'imcgrale

.
J:coud:r.-.O). mcn1re

1
cos 22zd:i=!
/.
(ìntcgralc""fi nitonQlcvolel.che......-.,n10 1pcsso).Quindi:

H'(l - 2cOJ'lz + ços22:i)d->: - D• on ri ntcgralc t riconde110 a quello di una fun1jonc nWonalc. che sf riilOl•·c con le
c questoèl'in1<:gralcccrc1to. tecniche standard

(•)

con n,m inlcri non lll'g.tlivi. entrambi pari . Si risolvono pcr • ucccssivi L"c,,.mpiopm:e<kntc rieti•r1 nclsegucntcinsicmcdifunzionj
1hl>lssamcntidi gnodo. u!iliznndo1eiden1ilillrigooomC'lriche

sin 2,i .. l-';52" ; <X>s2z= ..


J R(sinz,cou )d->: (•)

con R funzione raziooalc di due varilibi li. Mcdi1n1e la sostitu:ùont standud:


Sesit11calçol.......,unintcgraled<:fin;to.èu1ilclc:nerprtscnli&r><hele
idcntiti
l • ta+ cos:i "' : : ::; •i••:im !
1
1
12; d:u
siriconducono 1lfin1cgra!cdiwLafunUoncruioo1lcdit.

pcrognin,4-intcripositivi J><-rla,·crili, il meiodoprc;tdotntcporta f1oc:i lmentc a funzioni ,.zionalicon


pol i""'"idigndo 1l10.cquind i inPf"IÌcadifficil""'ntc1ra1tabili:vausatopcrciò
&e mpio 6.11.Cakolan: rintcgralc definito: quando noo&i >'Cdono strade pi il $om1plici, massimo la

lv. librodi1"'o[llPSJj.n.p.6.f'4.cscrnpioS.24

t1vaW jcws
464 Cap.6.C.leolo integraleperfunzionidiunavarial>Ole Pa r. 6.1Calcolodiinlegralideftnffieln<iefinffi

E:!lerr:izl su/l'integ,.z/one di funzioni trigonometriche 6.1.E. lntegn1zlone di funzioni irraz/onall


Si vdano """""gli F.un:lzldi riepilogo M/ f 6.J.G. Rifcrimmto: libroditc5to lBPS lj,cap.6.§ 5.S.
ll fX'agrafocit01oil/1mroik11ogliot<HMntc/apro«®rtJdaugrlÌnneicml
6JI.* d;r; diCMl cloccupere""', e ll invilaast111fiarloCOfla//en:ionepri,,.,,lflajfron1ure l
proaiMiUemplt</eun:lzl

Esempi:!IVO/ti
F..Hmpio6. ll.Calcol1n:l'intcgrale ddini10

6J4.• f
c3:i:UJ'd"'
6J,. Do•·cndo c.akolare t7 ifa - [;r;•2sinl;d:< • 2cosldt;I E (i,i)J
/2 ;i:,;r;""

qnaledcllescguenliopcraiioni !plÌlcon1'<nÌfnlt'I
@ lllOSIÌtlilloncsin:< • I
rm la sostituiionecos;r; • l
KJ
6.40. Do•·endocalcolare - -l l+cottlJ-

--IG• 0l- (i • li)J - -G- liJ - li-i


qnalcJcllcscguenti opnuioni!pij,coo>'eni•11le?
@ la lOSlÌluzionesinz • l
ml .. 1 ...1rin1cn·allodiintegrnione [f, f ]ècos.!?:O
llJ rusodelle f0<mule pa,.,,mctrichecou
466 Cap. 6Calcololntegraleperf\Jnzionidi.,....Yllliabile Pa r. 6.1 Calcolo di e indefiniti 4&7

funzi.onc,.zionaledi e' cbe.a w a •·oha. medi.antela sostituzione e' =u !ÌP"Ò


L'cscmpiopreccdctl1er;..nuanelsogucn1einsicmedifunrioni: .. VO<lalediu

oonRfunzioncnzlonafcdidue•·ariiobili.Mcdiantelaso1tituzionesW>datd·
"""R fonziooc .. ziooalc did,.. v1ri.lbili, si 1no111 mNianlc la sos1i!U1Jonc

siric001docono1ll'int..gralcdiUN1funziontrazion1ledioosl, •intche. asu1volta,


sitra1iacoirn«odis1udiatiMl § 6. l .D.
"""""''
t'lntcgra!cdtfinito: 0.H rvn ioonc 6.1. Funzioni iptrbnlkbo incne. Quando t i o kola l'integrale
definito diunafurWon.irrniooaleroediantcle sostituz.i001iz • oCht,z=oSht,
cntranoing.ìocoanchelejwl:W.i iprrboJid., ;.,,cr.u. Ricor<liamoche:

no::•::ion• ""' 1ipi


z • aChf{ pe.1 > O) _.. t - S..tCh{;) 1as(; + /8

Ch{SettSho ) oSh{ScnCho).
Ricordandola reluioneCh'z • I + Sh1z,si •·W..subitoche

Ch(SettSha )"" ..rc;t:;i";


Qualchcdtttagliorelativo1lcalwloappcnafanoc001lefunzioniipc<boliche
Sh(ScttCha ).,.v;;;-:-J,

L'csempiopre«demcricn1roncl seg... n1cin1icmedi funzioni: ilcl>e aiuu. a scmpli fi can:questccsprenioni.

c001Rfonzioncrazionllcdid... variab ili. Mcdiamel1 sostituzioncstandard:

siriconduconoall'integralcdiunafunzìooerationalediCht, Sht,quindi a una

t1vaw_ jcws
Par. 6.1 Calcolo di definiti e indefiniti q9

L'in!egninda è uu funiionc irrazfo<1ale del Tipo ,;z;r+T). che in ha$e Occom:rmdersi conto che .. si ccre1 diapplicareque5tasostituzionc in un
1 qWlll!O visto andl'<'bbc .,,,tta10 con la 1JOJ1i1Uziooe v2:i: .. Shl. Si può fare 1111vi<oolo cieco: provore, nell'Esempio 6. 12, 1 e:seguin: la - tituzionc
ma In qwwo caJo - .,raJa mdto più sempli«, KpUll•ta dalla presenn di ne lrEsempio6.l3 aesi:gu if1' laSOSlituzionct •
una pomw1 dispari di :i: che 1noltiplii;1 la rad ice quadrata. Esegu;omo la c'èchcnoofunziona?
$(1o$1il11.Ziooe:

,;z;.-:+:l- 1. Cakolan: rintcgnlc ir.definìto:

cheponu 2:i:'+ 1 - t ' ;4:i:d:i: • 2tdt;:r:d% ..


SitnttadiUn1funzioncrai:ionaledellepotenze 1 cspot1e111cfrazionario
e quindi

si rid1>CCl'integrakaqucllodiunaFull-l:ionc:razionalc:

[z •/ld:;t)I• •

pa...,..dalt\ltiliz:tndifunzioniipcrboli<hc

31
- Ht - i) +c• 1) ') + c.

L'C$Cmpiopm::tlkntcricntranelsegucntcinsicrncdifunrioni;

L'esempiopre<•:•.lcnterien!J'llnel ..gucntcin•icmcdifunzioni

conn intcro relat ivocRfun:tioncrazionak.!nque>tOcasosipone jn(z,:r!"l• .,z"<l-. , ...)dz


v';;± ;i. t, con n,, m; interi relativi e R fon•ione raziono.I<. In qursro cawsj ?"""
che porla a
:i:d.z • tdt; :i:""+ 1dz• (t' :i:.,' )"1dt con " .. minimo conmne multiplo dei denom;natori m 1, m1, .. , che trufonna

cquinditrasfO<m1rintegnlc inq.,.!lodiunafunzionerazion1ledil .

t1vaw_ jcws
470 Par. 6.1Cak::olodiiotegnilideflflitieindefiM 471

Esen;izl sull'integrazione di funzioni irrazionali 6.1.F. Simmetrie e valori Hsoluti nel calcolo di integrai/ definiti

11-hd:z
Si •·Wano gli E.<ercl:I di rWpilogo nel f 6./.G. Rifcrin><nm:l ibroditC$tolBPSl],<ap.6,f5.l.
f);...,n<11tHme dalle o/tu 1•:i<lni. qui - ci occ:upioma <kl/a tklle
primltìV<! di ima sprcifa:a cltme di fan:Wnl. ,,.,, di a/cime -=iotli dw
6.41.* 6.43.•
il calcolo dì inlegro/itkfmlll. •prtMntiomoQl/rowrsoutmpl.

Esempi svolti
E.m npio6.l6.CalcoLan:rin10gr11ledcfinito:

J'•- l>l (:z 7 +2:z)dz

ArlZinmo,porlineari1à,

M8.* l'.·-l<l.,>"d.,+ l',•-l>l 2zd:z.


On ouerviamo che 1>el primo integralo Il fuiuione integrand1 è pa.i. ne\ """on<ki
èdis.pari: tintervallodi intogrnioncèsimmotrico.pen:iò

j'e-1>12:rd:z - O.menlrC

rm ,, _ sint
g:) :z,,.coU 1:•-1>1:i:1 d:i: • 'l1'·- 1<1:r:1 d:r.
g
[] :r: • Chl Qssc,...iamoon.cl>enell 'ultimointograleilvaloroassolumiipuòtoglien:.pen:hé
-•r.
tintc,...allo di intcgr&tionc è°"" {O,!), e per :rE(ij, J] sì h• e- 1'1,.• • •
Q<lindil'integraledipartcnzaèu1111Jea

11!1 :i:•sinl
KI :Z•COSt
Ili :z ., Sh!
(S;l
Nc1r-.npiopreccdmcc:tii..saao1111raaogeocn1e: e.1rcizl su slmmelri• • v•/orl assoluti negli integn1/i definiti
Si Hdatfo.-hc gli Esn-ci:I di.Wpi/"IJOMI f 6.l.G.
tc/tW111funrlonedisf'ariin!-a,a].allon f.tM.U -0;

•/iunafu..U-puiinl--.aj, allon f.t(.,}4z • 'l[ /(J:°}dz .


(N...,,,llM-ntt• ....,P"" ntlripomi che/ st. - funzjon,e incepMilc).

EMmplo6.17.Calcolwermcezn,leclefini10:
6.SJ.* L"·,.llin:rfrJ...

L'intcpanda çontit-"" Lo f11nrione lcou l; il vokn auoluto rende "-'OmGdl f .1. G. Esercizi di riepilogo
rapplicaiioont lkll• 1«nica staPdanl una funziooe «>me J:COQ, Pe.
101Hc:re il valon: a$1C>llll(J, 0$$mlilmocho 11tlrintmiallo di intc:..,.uiooe (0,-J
CaJcol°"'lugwn1/i11Hgro/i,i""'1jlnllio<#jinlll
ri5Ul1.t·

l•ou:I• {«>!.'< pc:rz e[o,f] M


6.6U I ,. .
-C05Z perzE [I,,,.].

6.58. * f :.-•+;z+'lrl.z
c:o.ainc:iucunodtid11Cimc:gral i sipossono....,., 1c(•)perl0g)im:ilmodulo
(1DC1ttntlolltcpoopportunoalfin[(-granda): 6-SH
!. .Ji..!.±..!..4.,
o 2:.-2+1

conMllc«N!SbC!tinccpuiaaiperpmti j
• fzJ.inz + cos:rJ:12 - /zsinz + c:oul:12 •
Ptr. 6.1C.ioolodilntegralidefinili•inclefinitl

j .. !"'-·-· z
2z-'-:r: - l 4 6.101. J. .
f. ,/i:r:.fl+;i J:r utz.• [ 7•z
6. HU...

J'llI' "z 1.-e-•(,.1 +3.<-) ""·

l3z 1o11./idz
1

fp"" (.,y'i- 1)'r""


J.' 1og(2:i:+l) d:i:

t.,;"'l"I" 07...
j
' .
J.VJ w.=-!-1'" I - .. -o,.
'-. lii .

Wn
476 Cap. 6. Calcolo integrele perfunrionidium1 varillbile Par. 6. 1 Calclr:*I di e indefiniti 477

6.112.•
Jr:;,,"'Hd,,
f. j :i:,:;,,z+4dz

6.I J8. * [z21og.-.dz

6.146.* J

J... !::+6d"'
Par.ll.1 C*1Qlodllntegr.oli detwti•inclefinili

Soluzlonl §S. 1.

/ (r'-1)'.ir .. j(z' -h'+ l}U•


... h+2

I .... /(i -;h+;h).u-


- lo&lz+ li+•.

+•

2 r+h+3
' )·

..... ...

9) Arti Wmdow
'f'P a
Cap. 6. C•loolointegraleperfunzionidi u,.. ......,., Par. 6.1 CalcOlo dj deflnltj • lndemtti

+3 u +
Jr+: j 2: +2du %
z'(z+ l) • -;r+i"+J.
e

., /( ,_,,rh)• uz+ («+J2)

.. [·+ li · •]

- 41qt..

..
· !:i+;h: (...)

lntqnleind<finilo;

J i""- 4z -i1os1z+ 11+ T loslz+31+•


!nt<ifl'lodofinito;

t1vaw_ jcws
Par. 6.1C.icok>di.,tegralidetnilieindelirlili

i.''·-·"-1--·-·J!• !.'"'·-···· 1 ..

- -; +3{ J.'2.n- •r} • -;- +6J,'zc-•.u ..

• -; J.'•-.dx} ,. -7 •6-

/ z'Sludz • z'Clu- jhCtizth• I • •

J.'z'Sludz ,.. -2.

j z'oian°"".U • «'oin(2r)clr •
- loslzl- +«')+<

/zcoo(2z)dr) -..
• -iz•..,.(2z)+Hininl2z)- oin{'lr)dz) •

t1vaw_ jcws
B• losf2+CGUj+c.

....

...
NIZ • l ;-tiM<l.1r •.U; ! EI J,O)

• -2C<lf.Jr+ 2-tan(cou)+c.

t.'"'•tvalt m.riniw

I,::,. ,... ;l;(kisJv'i+siiul- ....113-wl)+c

J..".-oilo(hJù - J.•"::C---..z.iz ,.
(tiiu • l;COl.lrù • <lf; le(O,IJI

9) Arti Window
'f'P a
ca.i. e.Ca1r;C1Dlnteg1M perlunrionldiuoa---. Par. e.1C-.o1o diintegrfllidelinili•inlSefinjlj

-- sb- ·a.c+ +SeaSlu H-

Mli(.b)'<os(4.r)• i{Ml7z->iaz}.daa9

/ .a.(3.r)'<os(U)clz • i. . . -+c.
}, , .. -

• Scl&<:h2

.. J';zdz • -ldl;ir2 .. 3-1']


L'-hdz•

J"'T' .i..-


418 cap.e. Cak;Olo lntegrMper lurizioni di vr.a variabile Par. 6.!CalcalodiSnegrali deMili e lndl!finiti

[ ;f7;u ..
,fi .. t;.,•l';d.t - 2!dt;IEIJ,2J

•2[1'- 21 +3locl1+ 11]:- 61og3 +2-61ot2.

..
J ·-•ur .. -•-•(i+z)+c:;

-[ ].'-[ .. ·i"; ..

• 2/.' I :r'dz+O • (loc( I +z')J; .. lot2 - "- .. ...!....+__!___ ..


(:r-1)(,..+3) r - ! :r+ 3 (:r- l)(r+l)

t1vaw_ jcws
Cap. 6. Gak:ok>lntegraloperturu:ionidiunavan.blle Par. 61Galcdodiintegralidelinilieindefiniti

! r+::-3" -
..

2z ., Shl: N+! - CM;2d.t • Cllld1;1E IO, S<ttSh2!

. ..
11 l I
+I·

Jz'+;z+2dz- U + id"'"'
.. J.'lopdl • (llo&J-lJ: - 21oc2- 1

• l)+c.

!.'__,:__,,_
"'
e',.l;e'dz.,d/; I Ejl,ej

"' 11+ Il-

t1vaw_ j cws

.
-
/,,li7ft;;h -
..fi+;J. . 1;2+r - r,:i...u - 2tdt;IE !A2J -ld1

t + !/iS1o1 • I+ +li)
3z'l>+41osj.r'"-1f+c

losl<oul+.r1ar>z+c

lotl.r+ll-k>tJ.<+ll+c
rl;+llosl2+.rjH

./3-j ;l;-1
>?-+JStltSlll • l(./i+1oe;(1+v'2))
-ii[i!+S<ttSlu:+c 4-llos2+llos'2
ilosl+t,--j;

-Jj":?+"'"""'+e
-J+A
-1r+lot(z'+2.r+2)+i.n.(a"+ l)+c
Cap.6. Caleokl integralepe<lurizionid;..-.avaliabile Par. 6 _1cak::o1Q di ;nteg'111idefinili e lrldefin itl

... ..
·[+·J:·J.'.-•..... .
!.'=""'"
[cos'z - •od;+IJ

(<ou • l;- siru:dz • dl;I El l,Oi)

- f

IJoalz-

f.w.u -f +jloa(l+ r )+ c.
z - 2s1u;.;;.+"4 - v'«i'i .. 2Chl;

dz • 2Chldl;IE[S<t!Shi , Se!ISh21

t1 vaW jc ws
r'' - ZJnPf
Cap.6.CM:olo iniegraleperfunzicnldiuna•ariabile Par. 6.1Cak:olodiinlegralidelinili•lndellnili

, ;.u .. 1;coudz • dl;I E IO, L) lz2 +2z- 3l ., l(z-l)(.c+ 3)1 •

L'lz'+2z-3ldz • J.'(-z2 -2r+3).tz+ /,'(z'+2z -3}dz .,


f-j.

f. 12::itu

+! "'

· f 11-1-i\ +!"· f7'--3i(r+Df ..


..
J.'z',,fl'+;id.z •

z • Shf;d.r: • Cbld!;IE14l,S.UShl)

jcws
Par. 6. 1Cak:oiodiinh!grtllideMitieindftfiniti

Colc<>lòamoperpartilaprimit in:

/s1u - (Shl0'1)d1 .. ..

I'•' dz+ J_,!+iii


• J_,!+iii I ' '' dz • per 1immc1rio

pm:!>tin1<cr-ladisparisuinlorvallo1irnn><tri<o J;"+i - 1; %• I' - 3;dr • 2ldl;I E 11, 2)

.' ..

7. 7 .. -20- -loa•-i +
4+4 1- 2+ -lk>g.3) -

?-.flosj.

t1 vaW jc ws
r'' - ZJnPf
Par. 6.1C81cok>dilntegralldeftoiti&incl&linitj

lntqnilcindc:finilo:

1-;.,. •.,.(, -!)+< f.. •1+c

dtp'lled<fini10:

[/1•inxldz • 2{i' -4)

J.'1·;"' "')(3 +«><'.:) d,, _

• 3/.'•in'.:.t:i:+ J.'•m'xcos'zdr • A+ IJ

1-:(.:'+3.t)sinxdz •

t •(cos2;':_2;,in•.,)11z • [loc( L+•in1z)J:" a


J.-..,..,•. •

t1 vaW jc ws
r'' - ZJnPf
Par. 6.1 CalcolO di e indefinili

J ..\ edz •

• [ "i+=.°"")d:r: • 1.•/• -..il :i;(ccu)) dz; -

• I + i tlof;ll -11-lof;ll + ll)+c •

lsiru: • l;ccudz • di]

/ r..rz;:;3 dr '"
• f'-4t +81ocl2 + tl +c •

t1 vaW1 jc ws
U' : ZJnPf
5°' Cap. 6. C8k:ok>ÌnfegrH!perfunDooldiu08Variabile Par. 6.1 Calcolo di del.oili • irdefitliti

Per poni:

[ ..
.. ..

t1vaw_ jcws
50$ Cap. 6.Cab>lointegraleperlunzlonid;umivariabile P111. 6.21ntegniligenenoliuall

6.2. Integrali generalizzati


Riferimeruo:librodi1esio fllPStj.c.op.6,§8,
perc:iòfimegrale(a)coovergc.ev1lc
E:sempi :svo/ti
Esempio 6. 13- OiS<:utcrc. in/JQse olla<kfini:/OM di integrale generaliUJOIC» la
con,·ergo:nzaomenodeiwg"""tiintcgrali:

(11)· (6).Poiché

ean.che(b)oonverge.almcJesiinovalore

U.mplo6.19.Discuttre, inl>llYaicriuridiC<lff•"f!rg<'n:asHidiaù,laoonvergcn7.a

- - - -oo.

r-
perçiòfintegraie (11) di•"Orgt: . All1logameme

•Rr.i.'!.,f {d) 1o-.-.., ,; (•) L"!"..;


(11) La funzione cot;r ècootinna in [- 1, 1] trarinecbe ino: • O, nel cui intorno

eltlOhe (b) dfrerge. PoicMper;o - 0


(c}-{à).Poiché

e!nonèintcgrabi le in•niniomodiO,per ilcritcriodclconfromoasintocico

Otffn'llion• 6.2. generali>:Uto di 11 aa funLioae dispari ' " un


internlln si mm•trkn. Nel pangrafo precedente abbiamn visto che l'integrale
defini1odiunafunzione(integntbile)dis.parisu111t intern.llo 1ìmmetricoènu!!o,
per moti..-; di simmetria. La funzione dcll"eSllmpio (11) in effeni è dispari, e

jcws
508 C.p. 6. Calcolointegrallpertunzionidi11naYlriabile Par. 6.21ntegraligeneralizultj 509

l'intcr.·allo di integrazione è simmcuico; rapplicuiont dei criteri viSli. però. porta 0.11<rvarlone6.J. Ortliatdi u nullamtntodlu ... fonzio.,..d•ri.-abii..S../è
• ooncludtrechenonèintcgnibilcquindi.inpanicolare.,.,,,, t ....rocheil 100 una funziQnedcrivabilc inunintervallol ,lafonnuladiTaylorci dicechcse/•i
in!egrale At!rnziom: a l\Oll applicar.. il C>ite<io di simmetria appena
ricorda1osenzaprimaverillcareru il/<',.:adclrintcgra lc.
/ (%)- / (o ) - /'(o)("' - o )+o(%- n),
(à ) Ncll'intcrvallo (- J, l j r;ntegrtr>daèillimitlltawloper %- 0, dove si ha
se f' (o ) <f'O allon / l>I uno uro dcl primo ordine in o. Se J' (<>) • O ma, ad
1 -
lP
I
,,111 •
esempio./"(<>)f<- O,sipuòconr:ludereche/ siannull1dcl2° ordiM.•COlllVia.
lnognicoso,r>onpub.nnullarsidiunordincminotedil

Torn.ndo alnosfl'Oexmpio,poiehé
rintegralcècon •·ergcnte
/'(,,) .. J +e'"O in1U1to R.
(e) Pcr,, .... +ooè
/ t i.,.,nulladcl !" ordinoino.quindilaruazione d;i nO<Jèinregnibi lcin (- 1, 1)

(fj(..afWIZÌOne
integrabile in un intomodi +oo sec!Olose<> - ! <- I.c ioè<> < O.
(d) Lafun>ione c - .. èconrinuain !O, +oo). Poic hepcr>=ahba$tanzograndcè

. -.. :s ;..
èrontinuain ( l ,+oo) .ma >11 1nadiataall"inllnitoe inl,dovoildenominatorcsl
annulla. Per" - I ,

perilcriterioddconfron10. e- .. èimegrabilc alrinllnito.


Si<nser1ii ltiplldiaraomentousa1o:ilron1Toruocm -!t servesolo•gann1i"'
l"in1egrabilitàall"inllnito. Lafunzion< -!t non è integrabile in un intorno di O, ma cheèintegnibile;quindipcrilcri1eriodclcofron1o osint01ico,/èin1egnibilcinun
in!On'IOdiLPer% -<+oo ,
questo non l>I impo11anza in un intorno di O i. funzione .,- » è imcgrabilc
pen:htlimitata,nonprrr:IJJmi11Qlldil / >: 1.
Il denominatore è una funzione continua. bisolP'• capire se si lll'l.nulla
nel rin!eru\\o di intevazionc. Un semplice cmfron\o grafrro rnoslnl che
ehe è int•grabilc alrinllniw percM.adesempio.ri..,lta
l'cquuionc

f'=- "
hllno.11an1enteunasoluzioncnelrinterva llo (- 1,1). L"ordineroncui la funzione
•i annulla ci djr.11 l'ordine di inllnil<> della funiionc inlegnnda, e quindi la sua per>: 1bbutanza grande. O.. indi f è integrabile 1rn:he in un intorno di oo, pcittn•o
integrabiliti o meno. Ma com• pouiamo 11abilire l'ordine con cui si annulla tintegralcron•·erge.
f (,.) • ,.+e' se non conosciamo neppure in modo ...uo il punto in cui si OsHn·nlone 6.4. Con•·t rgo:r.o di un intrgnde e de1<rmlnuio .. dd t uo
annulla?larispost.apo<Uad un"OSS<'n'aZionegmcraJe· •·a1o..,. Qualldo lacOO•'<:rgenzadcll'integralcge11CTI1lizu.todiunafunzionc/vieM
5llbilita,.,<:dianteconfrontoconuna funzionogintegrabilc.ilva lorcnumer;co

1lv1lorcdell"in1egralcdìg). SicapiscebcMqucswfallopcnsandochelastima

t1vaw_ j cws
Minl<lllica"Jew"toloilcompDflamtnlO di..,,.runzionencltinloniodi1111 f"'nlO, i. I"·* Stabilittperq,..1; ... loridel..,ametrorulcposi1ivo acon>'up
.....1rcilvaloftnumcricodrltin1egrakdipendc:dalcomportamenl0drllaf.-rione
;,,NllO t iatcmillo.

Es.,-cl:tl

lt pnvlt cc-lal<Wli. .SO, filluva/t


ddipoai'1ik.
t wkol- il....,_ 'lwzndo

6. 15U u6J.• f r*-··


tilzl-··
6.169. Stabilire • I •·•riare del p&ramctro re•le '"oc il ocgu<lllC in1C1J111lt
gennaliznuocon•·crgcoppu•eno

6.151 . • 6.17t. S11bilire al ....We del parametro a. se il squente in1cgnde


""·
6.1.51. * Stabilire per q11ali •·a.lori del puainetro reale positivo a
rin1earalegencnliu.aw

r"":' ..
6.15'.* Slabili"' perq,..li ...,lori del a rintt&l"llle
F""'"!liUUO

[ l +aiiu "'"
• Ji"=':
512 Cap.6. Cak:Ololnleg,.leperl-"IDonidil.rlClva!labile

Solu:ilon/§6.2.
llo&zl:5-j;
6.149. t..afunzioneècon1....,,in(2,+<»);por11<!2èln<h<
inU11inc...,,..di !l. Ponaniorin1<gnlecon....rgo
E'pos:sibilecako!Mcil.-<leltinl<gral•.rioordand<tcll<(in1<vazjor>tporpani).
•por-&on1ooonlali.mrioo.ot /z', inlop111>ileolrinfmito,tinc•vale<onverge.
/1otzd:r - z(lop - !)+c:.
USO. IAlimrion<til!imilataporz - 2,z - 3.l'<licMÙl(njoil>'lllullo olmcno;

tinC<pOl>llaha..,infini1o•ln'imodoll"ordinoin2•3,porci6rinltSBlcdivOl'J• J.'lopdz -,'!:. lzloµ - +<(loS<- l))"" -I

6.151 . ln l- !,l]tinlclJ*l>daitcnlÌr>lllA.lvoiaz - Q,incuièillimicata.Per11 -0. 6. 155. 1Al\ln>i<:l... r+% èdofivobile,oi.,.ullainunoe..,..,1pumoo E[- l ,ll
(oi •tda r&empio6.19(e)J;poici.t I'(%)-r+l 'l<O'f'" · io ..... ...1tan1tn1edol I"
i.=- -f;. inrqraruS.va altinfmitodi ordinoL / 3.edtpenan1ointcpabile.
inltpwl>ilt,pmit>tintopalc_,,..rg<l""ltr<.OSfoOM!ldoch<finlegrw>datdilp.arle
tÌnl<rv&llotimmctrico.dod0<iamothttin1ognlct nullo.

<lolFin1•1V"kpcrmo1ivldl•immm'lllftlzaprimav.,.itlcarola«x>vatenzadoltint•grale

.. mu..i<o.quindi, l•funzioneè
6. 152. t..af\lnzionoin1<grandaèeon1inuain Jl,too). <>«OrTC"'loscudiarorordi""di in1<..,.leinunintomo di !l.Qsurviamoclleinuninlornodilllafuntionotposi1iva,•
1r1nulWnmioaJri..rBlÌIO.Per%- +o>.
"'1-Sll>dilln!i!corn,,.,.._.""\\"!nf,,.;,.,.11<ri•iarno

-:{;- - --;,,, pm:i6tinl<plrn1<1verp.


<h<èint•Vabikoll"infmioo.Peril<ril<riodol"""&.,.,roedolconfi'onlo•incocico......-
6.15J. la fllru:lo..o inl<"'"""" tcn1inua ili (Il, I]. discorninua in Q, cui mr.. ,,_;
Pertaroorinlegrai._.verp
diS<gr>oinoSl'iir>1""'°di z•O.Nonpolliamoquindi"!'l'lic:otticrilttidicon-.....
v:alidipcrfunziorjdi><a;no<0S1anto. E'fa<ilcnmaviapninlftrassc/.,,,,itv•grohl/i<à:
6.1 57. t..aflmzionettontinuaìn(O,l).Porz- o•,

/{1)--j;µ -J;
dqrabile. Quindlporilctil<riodolr.solutaint<pabilitìoilcrileriodoltonfronlO clletillimilminainc•grabile;porilaileriodol«m&on100>iruolico.quindi.1afun.-t
('l'PIÌOCll!o •\/11)\, 11ma rinlegnlo tom'Cfl"""· int<Jfabileirtunill<omodiO

6. l st.

Pe,.;loril<ri<>dolci>nfronto 0>int.,.ico.1CJ..c<lle/(%) tint•grabiloin (Q,l ).

jcws
514 Cap.6.cak:olointeg ralepet-.,nVonldl"'18Yaf'iéll);le Par.6.21ntegraligenef81tzzali 515

6. 158. l.afwu:iont /(z) • "":!"" t<Oftlirluoin(Cl, oo) epositiva. Perz -n, hr r - i-. /(zJ- -oo; /{z)- in«grabile (infinilo del po-imo otdine).

/{r)-.;. - -f,.
6. 161.
o tint<palc pmnliuato. por il ai1orio dol """'fronlO asÌlllQlico, «111\0ffi<' in un intorno di Per ;r; - + oo, j(r ) - Mli inlogr:>bile (infinitosi""' doti prioDn ordì,..). pm::iò
Oxo:t - l < l.<òot<><Z.

/(zJ- !jl.. 6.16.l. lldonomi....,...>iamulLlpttz • O,z ., L.l'err-O,/(z) - ;h • ;b.-

ofinrograle se......iiu.olo.porilcrirm..<i<lC0<1fron10asi<11o<ico."""'YUt'inunintomodi

.....
+oo ,. o > L. Ln«:111<lusiono. l < o < 2

6.1 5,, Por z - o•,/(z)-z"loJI,• imoo>Odil) 6.16"'. /conrinuain (O,+oo);porz - o +.J(z) - 0.pm::il>/tintepil<"' [O,Gj
p<r"l"'iG.
Perz -

lnfrttiporo = -l. 6.l65. In 11 • :H infini!o diordint L/ 3,inlqrabilo; inz • Olimiwa.L"inl•pl<

6.1 66. In z • O infmilodiordino !. i>=iònm inrqnbik. L'in«ii1'ledi'Vtt&L


""'""" J'C'"<> >- 1,t<ri.-mdoa • -l + Uobbiamo 6.l67.lnz • Olimitata;porz- +o<:i infoni<<>imodiordine3{2.in1opMile.l'or<:ill
t"1n1<gnile<01tverp

6.163. !n11 • f la funriooct limiui,.; in11 • ! z la funziono t inflllitldionline l.


<hcllairrttpiole1;o<t\'elJOIU< por<iòMnin1opabil<.L'inltp'alodi'Cfl•

6. 169. lnz • I infillitodiord"'°""inr<gnbilo,.o < l;pcr:r -+o<:i lafunzionot


incopilt,. 2o :> l, 'iato :> j, non 1in.-i. Pntanto rin1<p11le <alVtti<
• t< <> < l.
<> E (- 1.1).diVftFoltrimmli
6. 170.ln..,inlomodiz • Ol•IUnzionetintePile ,.o :S l;inz ., Jllfuruiooet

6..160.Per:r-o• ,
6. 171. n donominalO<e , ; annulla in un onico punto,,.; p<>icM (z + •"')' .. l
""".;....,11a ... i.in)>arlk<llatt...,./'(zo) JIC1; d11nq...,;n zo ildonominal0ttsionnulla
/ (zJ- f,. .
diYUt<

6.16 1. / (:<) • =è coarinl>o in (O, I); per


coocoarin•ili.•quindiinrognibiltin j0.1- <].
%- O', /(:<) - 0, pcrtill prolunpbil<
6.172. In %- 0,z • 2w la btzionc ho.., infmitodol t• ordine, pm::ib-. t

t1vaw_ jcws

.. .
516 Par. 6.3Fi.ntil;niintegraM 511

6.3. Funzio ni integrali l:Hmpioo6..2l.

Riferimento: libro di 1es10 (BPSlj, c•r- 6. §9.

6.3.A. Ins ieme di definizione di una funzione Integrale LII funzione intcgranda è ne ll'in corno di ! • O. in cvi è in1cgrabik. e
di I • I. in cui non è imcgnibile. Affi nché 5ia intcgnibile in tutto
l'intervallo [- 1,:z). quindi, è n««wio che t ia :z<I. Pcrcib rinsieme di
.XfiniziooediFè {-oo,l ) .
F {:z) • E/(l}dl
Earmpio 6 .B.
èllpiùgrantkinmwU/o
/ (1) risulta inttgrahilt (in H'1JO proprio o pmralimua) •ul/'inten'ollo l:zo,:zJ.
Soclo\i...,lamo.inpo11kota.... ilfa nocherinsierne di dcfinirione d i Fdev'eoW'e
rwocessar iamc:n1cuni111erwr//o,nonun intiemc:qu• l•i1si
LI fu nzione intcgninda è illim itata ncltiniomodi ! "' l , in cui è integrabile, e
neltimomo di I • O, in cui ""' ' è in1cgnbilc. Allinché t ia intcgnibite in !U!\o
Es•mpisvoltl fintcn•allo l- 1, :z], quindi. è necessario che sia z < O. Perciò t insicr.>e di
definizione di Fè (-oo, O) . Si i>OticheancheK""ltinmmo d i I La funzione è
intcwabilc. qoulO punto non pub essere raggiunlO, perché non appena la variabile
EH111 pio6.20. z panmdoda-lanivaaO,rintcgnilo d i•·crge,ononhapiùscnw.

La fWLZionc: inlegnnda è continua in R ; quindi per ogni z E R è in!cgrali ilc in F(:z) • 11r s in( .yt:i}
' d! .
[1,::i:J; quindi F (:z) è definita in 1Uttn R. (li fa tto ohe non sia
in!cgrabilcalrin fi ni!o non con!raddieequc$10 f1110-.ma impl ica 5ia LI funziOFll! intcgranda è illimiu.ia 11Cl l"in1omo di! - I, in cui è integnbì lc. Perciò
infinim). FèdefiniLlin!utto R.

u. .. pio6.2 1.

F(:z) • l sin(,1- l ) d!.

L'imcgrandaè l imitata in tun o R. con1inuauanncwipuntod idiswn1 inu i\Jo1 sa l10 I.a funzione intcgranda è illim itata nolrintomo d i I - I, in cui è non è integnibilc
inO,quindiintcgtabilc( inscnwordinario.nongcnnalizzam)in ogniin1erv1llo Poicho!zo• !. per qualsiasi :z E R Ili funzione non risulta integrabi le in [l ,:z).

solopuntoz • !,in euiF.,..lcO).

jcws

.. .
Cap. 6.C3k:ololn1egralepeffunrign;diUllllv..n.tiil9 Par. 6.3 funziooilntegrai

6.3.8. Regolarità di una funzione integrale


Ewmplo 6.26.
li grado di regolaril! derivabilil.à, ca:.) di una fu nzione i.nrcgralc
dipende dal grado di regolarrt!dclla funzione
La funzione inlt'granda è illimilata nell'intorno di t • O, in è""" è integrabile. sewndo toon:ma fondamcmalc del calcolo inteS""Jel. Vediamo ed escn:oz.i
NOlioroo chef è integrabile • -oo U (t),... - 1/t'). hn:iò /risulta inWgrabile in ..,'!ues!Oa>p<Uo.
(-oo,:i:) pun:ht•U.:i:<O, erinsiemedideliniziooe diFè {-co,O).
Ewmplo '-18.Sia

Ewmp;o 6.27.

LI funtionc intcivanda è illimitata ... 1rintomo di l • -2, in cui è noo è


.. Fècontin...,
intc1f1'bile.Noti1.moclie/nooèinwgrabilca -co U (t),... l /!).Pcn:iò/oon
derivabik. determinando; punti di disconrim1il.à e di non dcrivabi lil.à di Fe
riS<1ltaintcgrabilein(-co,:i:)ptrncssunz,erimicmedidefini1,ionediFèvl>Qlo
di<e u1cn<lonelanatura.
LI funzione inregranda /(1 ) lui un pun10 di di1con1inui1i. a salto in l •O
(inlClf1'bile) e un asintOlo in I • - I (,..I cui intorno è integrabi le).
Pen:iòFèdcflQitaintuno R
La fulll.ione F in iutto R. ed è derivabile trllloe che nei punti

F'(:i:) - i+iaman;
liaUNtdiocominuictasaho.pen:iòFhawipunto
1n&0loso; per z - - ! -", P(z) - 'FDO, quindi :i: • - 1 è punrodi cuspide rìvolta
vcnofaltoperF

Dopo ,,.,.,, dt1.,mi"'11fJ di <kfinizioot: di F, $1ahilin •t F t continua,


6.1 83 .• [ dtr/WJbi/t, u.1.,miMndo lpun1idldiu:Mti•111i1J e di non dtri>Y>blliftidl F t
discll1endone/anu1"1a.

F(:i:J·

. ..
6. 185. !. (t -:Z)'"(1-3)dl
F(z)·

ly. liobrodi1<sto[BPSl],c.p. 6. tll.Teomna6.IO.

.
Cap. ll. CelcolO i'1tegraa.perlllnzionidi...aQri;ibile Par. 6.3F\lf'IZiOnii'1tegra N 521

GraficodiF(:z):

F'(:z) • f \I I
CritcriconcuisiC1racci•1oilgrafico:
1. Poic:hCF(:z) • J;g(t)d!.F(O) • O.
2. Poiché F'(:z) • g(:z) (di.Ivo g continwi). F e cttSCnUe (decrescente)
sugliintcn-alliincui gèposi1iva(negarh-a). lnpanicolatt:
z<>-l.4p<1n1odimassimo ..,la1ivo.
z • l punloangoloso: F'(l- ) • - I: F"( l •) • l ;qulndi:z • I èanchepumo
6.3.C. Grafico della funzione Integra/e dedotto dal grafico diminimottlalivo.
della funzione lntegranda l. Poi<:héf"'(:z )• g'{:z),Fèconoanversoralto(ilbtiso)l\Cglii ntervalli
Ese mpio6.l9.Si1g{t) l•funzionc ilcuigrafico è quin1pp..,sçntato
:zaOpunto diflesso 1 1angcntcobliqua;
.>: • 2punto difluso11angcnlc:oblÌ<1u • .(llfattoche•iaF'('l) • Ononsipu6
pn:vedt..,inbucaun"an•lit ipun111\Cntcqu•lita1ivadclgraficodi/).

Oedum:dal graficodi g{l) ilgn.ficoqwiliQtivodellaforWoncintegralc:

f'(:z)- [ g(1) dl .
Cap. 6. Cek::iolo integralepe<fUntionidiunava rl8bile Par.6.3Funzioni lntegnoU 523

6.1 95.

...
...
•..
..,
-2 - I i l 4

6.198. marimMnlelafunxior>e
""Studian.som logl

f (t) - J+ji

•tracciarn• ilgr.tfic<>.

tlvò w. jcws
r'' _ ZJnPf
b. o.durre dal grafico pre«<knle (cd da ulteriori studi) il
graficodella funzioncin1cgrale:

F (z l • J.'1c1J.t1. ouia:csi.<tc1sintoeoobliquoy a mz + qperFscl'intcgnilegc"""'liuato

Giustificare le proprie conclusioni. J..- [/ {t)- m]dl

6.3.D. Comportamento I/l'infinito di un• funzione integrale. con•·crge.lnt1lcaso,ilnumeroqgcncralmentc non si sa calcolarcinmodoflSlt10


Studio di funzione integrale Nat,...lmt'ntcdiscorsion.ologhi siposonofarcpcr z ..... -oo.
Pcreffe11uareunostudiodifun:r.ioncintogralc.agli•lementiohcabbia111ogii l prouimi esempi cdc5ercizi illus1reri.nno lcvaricsitu.uionichcsi possono

componamemodiF'(:e)• ll'inf"tni1o.
Ucmpio 6.J.O. Srndi""' la seguente c 1rxd1me il grafico:
Oss •rv• >ion•6.5. Umitcall'i1finl1o diunfun•ione int<g "'lc. Sia

F (z) .. E/(l ) dt

esupponiamocl>c/ 1ia dc'finita almcnoin l:i:o,+oo). Alloraitlimite


La funzi""" F dcfini1a in tutto lt. I t corwinua in R. quindi F dc'rivabilc
concontinuitiin R.
Por :i: ..... :t:oo, F' (:i:) • / (:i:) - j, quindi F (:i:) - - ::l:oo con crescita

ugwi.glia.perdefiniziooc.l'in1cgralege"""'linato

Sequestoconverge, csismi fin i!o ,.!!'!.,F (:i:).anc:he sc ingc"""'le"""si .. pri 1.-•-"dt - • Q1 .1


dc'tenninare esm am.:ntc. Setintegrale nonconvH11e. il limite5'0rà infmito(tuo
piil conmfle) o non esisterà. Un caso particolare è quello in cui per t -+oo, (due divers i limiti fi niti per 1'--+ ±oa, q 1 < 'h). percho! l'integrate di e- t' è
nulla.lnqucsrocaso(•lrnenosc/ècootin"3pet :1: COfl\'Ctgen1e4 .Quindie1Utonoasin101iobliqui
abbastania gruidc) sani F' (z ) - m, F(z )"" """· come si dirn<>S!,.
calcolando ' '
, _ 3z +qi,11• 3"' + '1?


col teorema di Dc L'tlospi1al. Quindi F {z ) tmdc a infinito con crescita liflearc. e
po11ehM avcrcunasint01oobliqoo.L'asintotoobliqooc1i•tHi sc csistefinito ' Abbiamold.OIOiloombiodi.....nabilt:

1.- .-v-ll'd1 - f.'"'•_,.dl

jcws
5211 Cep. 6. calcok> integreleperlunzionidiunavariabile Par. 6.3Funzioniintegreli

F'(z) • i-e-!>- 21' 2:0 per (:i: -2)2 2: log3,


f'(:i:)-le'le:io-•lldi
%2: v'iOl3+ 2; :i: ::;- /i0R3 + 2.
Complctatt lo studio oklle fwizionj integni!i Mili ewrcili da 6.!86, 6. lU.
z• ./iOiJ+ 2puntodi min . n:lativo
6.!91c 1,,..,ciarnc il&""f1Qo.Siripo<Unopercomodìti. quidiseguito, itesti
Z•- v"iOiJ + 2puntodimu. n:lativo
F"'(%) • 2(z- 2)e-l ....•l' 2:0 perz 2: 2, 6.lOJ.(Es. 6.186) F(.,)• { fi,dt
quilldi z• 2punto dilles.o a tangentcobliqu.a
Grafico:
6.ZIM..(ts.6.188) F (.,J .. J,'<:,+_1{ rugll ldt
6.ZOS.(U..6. 19 1) F(z ) • fan:::(!/t)dt

Esercii/
Sludiarf! le segwnll famioni integruli e trotciame ;/ grujico.

6. 1'>9.* F (:i:J - 1• c:'; :ud1


3
528 Par. 6.3 Funzioni 529

Solu:don/§6.3. 6. 186. FdofinQ.inR. f'continuainR,dtrivabileln<UIOthe inz •O.


r(z)-+ooperz-O.z • Otpumo di flesso11a11gen1e •·t11i<•le.-tt,perF
6.1 74. xE(-1.1)
6. 17'. :rE(O,+oo) 6.1 117. Fd<f10itainR.Ft..,tU.uaiilR,dtri.,..bòleiranntchtin1 • 0.F"(z)-±l
6.175. zE(-oo,1) perz -O..: • Otpun1oan1oloooperf'
6.180. :rE{-o<>,O)
6. 176. zE(-oo,O] 6. 18'. Fd<f111itain (- 2,2).F«1111inmin(-2.2). dtrivabiletrannocheinr • O.
6. 181. zE(O,+oo) F"(z)-to0perz-O.z a Otpwttodillnlo•lal>Cftlt<vettiad<,*l<endonte, perf'.
6.177. 1E (-.. ,.-)
6. 18'. f'<l<fmi,. in (-1, 1). F..,..linuain (- l, L). <.....,..nteclerivabi.loperz -/.0.
F"(z)-O per z-0. quir>di F ederivabileanthtinz • O.

6.lll. 6. IMI. F def111ita in R. F -inua in R, per z -F-1. r(z)- ±oo per


P.. 1-1, z- ltpun1odi<11Spid<riV<>l10.01w il busoperf'.

6. 191. La Milione f t <onlinua trar>M in l • 0,1 .. -1. In 1 .. 0 ha una


oliscontinuilii • •llo(quir>di inl<Jnibile). menln in l • -l '"""ll'inliiiw in m<>do"""
intellf"bile.Pt112ntoFt<l<fi•itain (-l,+oo).
Lafunzioneinteif>le•oo:irru-in1woil....,ilW<medideftnizion<.ti<>t (-l ,+oo).
E" dtrivabile in (-1,+o<>) per" f- O. Per z - O* t F'(z)- ±f. quiodi" •O t"" punto
angoloso per F.
/tpro!unpbileton<ontinuitiin
rer1 -Ji, 6.192.
/'""1lrinf1nitoinrnodo"""inltllf"bile. Pt112ntoFhl<finitain (-L, I)
f(I)- LalilnDco>tintegn.ltt<nnti11111innmoil NOift$;<modi<l<f"'ÌZi<lllC·<ioè(- l , l ). E"
(- 1,1). In Z •O. dow: /.quindi F". ncit t derivabile. Ffl«I po$SÌ<d<

(-./i,Ji)
6.18-1. /t<l<fmitapertf-,O.l-/.•/2+h.
P<r 1- 0• J(l) -O; per 1-0- /(1)-+oo in 11\«1<> esponemiale.
intepbile.

Fflkfinitap..->:(!:O.
Qu<ll<lt il pande intorvallocootenentc zc oontenuto in [0,+o<>).

6.1 15. (-oo,3).


z•Ol'Jllll'O*"&"loso:f'(0- ) • 0, F"(O')• I:
z - lpom1<>di...,..•irno rt1Mi.....

t1vaw_ jcws
Pa<. 6.3Funz.Oc:ir;integrali 531

6..1 96. G,_fi<Qdi/(f)·

x=-lpunlQdimÌ!li<norelatil'O; inlegnibile.
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532 Cap.6. Calcolointegralllperfulllioni di u,.....,;abile

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1111\,m>;ioo>o Oint<pabile / (l)- Ocd tint°""bile;/ (l) hl'"'puntodi m1Uimoin 1tE(l.2)
GraficodiF(z) Graf1COdiF(z ):

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Cap. 6.C.icolointeg,.leperlunziooidiuoavar\abòle Plf.6.3Funziooiintegrali

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Cap.6.Cak:oloil1egraleperfunzlonidiuna variabile P•. 8. 3 Funzioni 537

rc.iJ - e-•an:tan(•") >OV:r,

F(.i )• /. ..,._.(5 -'ll')dl

/tpori.q•indifo'/(l}Jl td;,pari.Smdianlollpor:r >O. /co1nin111intuaoR.Fdcf111illin1U110R.


Per l -+oo. /(1) - -oo, q•indi F(:r) - --<JOcm crescita IOpl'ILin<are.
reri- ±<c>,/(t)- {::.:;'"' imopilo.

Quindiporz -±0<>,
(por.i ;?O).z "" /i.l'l'nodi.........,rcl01ivo.
J'(zl-{';"
;?O z •Joc2 punoodiflnsoaian&m1eorWuualc.

«./l J...,ltn!,F"(:r) ;?O por:r >Jocl <por" S!iosl


F <on<•va !"alto por zs-lf,oszs./j.
,, .. o,z • :i./i pun1idin....,.iang.,.,,.ol!liqua
538 Par. 6.3FunVonir.tegrali

:r • !lo&lpunt<tdi flesoo • ians-eobliquo.GraflC<):


F (:r) ., lo&Jljdl

0.fini,.in(-2,2); z • Opun1odifleuotla<ll-•M.IS<ftl<in1C.
Pcr z - 2- cz - -2 ', F(:r) - -oo;z • :Uatinlolivcnitali.
F'(z) 2: 0perz E (- 2,l).r • I pom1odi,.........., ,. la!i"1>{<llSOlutoJ,F(l) • O.
F'(-1) .. 0; :r • - lpuniodiHe»<> • lanl-oriu.

6.103.(Es. 6..1 8')

O.fmita in R. sempre cm«ntc. F (O) • O,z • O p;nto di flesoo a tao&. vnt.,


oon <n$Cihl "'Jl"'liocare per z -+oo; / {:r) - c< O per :r -. - oo.
C1p. &. Calcoloil\egr1leperlunzionidiunaY1rill:Jilo

6.lOS.(Et. '-1 91) Indicazioni bibliografiche di base


Def111Uin (- l.+oo). Porz --l'.f'(z)--t-0>. .. Ìnl000 Ye11i<ale. P..- z-+<». Le difficoltà che uoo studente pl.IÒ incontrate nel corso di Analisi
F(z)- e> O, aointo<o oriuonUlo, pm:bt /(1)- por 1 - +o>. into1U3bi lo. z •O M&ematica l tal\"oha sono dovute. più ancora che alladifficolùspecifica
punto angolooo •di mil1imottlaiivo. r(O") • ±J .Gnf!CO dei contenuti dell'Analis i. alla debolezza sui (lacune s ullu
matematka 11COlastie1), debolezza su! metodo di studio della
matematica unfrersitaria (logica. linsuaggio ma1ema1ico. ccc.). In entrambi i
casilostlldentcchesirendecontodiaverequesledifficoltàde\'Cdecideredi
alfianc=altostudiodcll'analisiunin\'es1imento cx!radelpropriolcmpo.
dedicato al rafforzamenlodellepropric"basi ".
Un testo suggerilo per !"introduzione al mttodo di i tudio della

M. Brama nti, G. T 111vaglini: Matematica: questione di metodo. Zanicllclli,


2009.

Alcuni lesti suggeriti per il ripasso dt lfo mo1t mo1ico !colos1ico


(prcrcquhiti) sollOiSCgucmi:

J\ l. B111 manti :PrcC11culus.ProgcnoLeonanlo, 1999.

M. P. Aurtggi, A.Squc llati: Introduzione alla matematica gcrleralc.


Giappicllcl!i.!991.

P. Bruno Lon go, M. A.Ambros ion r : Elementi di matematica. Veschi.


1988

G. Ma la fa rina: Ma\(nta\ica per i pm:oni. McGra"·-Hill, 2003,


G . Tomm t i: Matematica di base. Apogeo. 2010
<b
LE.G.O.spo
St•l>ilimentodila•·i:s(TN)

., , ....,;,,,p.o.,omlH<n......
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