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Le fonti di energia

Prerequisiti:
Essere in grado di:
misurare grandezze fisiche; Visualizzare concetti e dati;
comprendere testi scritti; Saper utilizzare strumenti di lavoro.

Obiettivi di Acquisire conoscenze specifiche relative a:


conoscenza  Origine delle varie fonti di energia;
(Sapere)  Fonti primarie e fonti secondarie;
 Le forze fondamentali della natura ed i loro effetti sulla materia;
 Fonti tradizionali, rinnovabili e non rinnovabili;
 Sistemi di sfruttamento dell’energia solare, eolica, idraulica, geotermica;
 Caratteristiche ed utilizzazione dei combustibili solidi, liquidi e gassosi;
 L’energia nucleare e suo sfruttamento;
 Effetti sull’ambiente relativamente allo sfruttamento delle risorse
energetiche.

Obiettivi di Potenziare le capacità operative per:


capacità  Osservare ed analizzare le fonti di energia individuando le forme in gioco;
(Saper fare)  Eseguire una ricerca informativa sulle fonti di energia;
 Realizzare modelli funzionanti relativi allo sfruttamento dell’energia eolica
mediante rotori a vento e solare mediante pannelli fotovoltaici;
 Analizzare e valutare gli effetti del rapporto uomo, sistema tecnologico,
ambiente.
Le fonti di energia

Metodologia  Comunicazione diretta dell’insegnante sull’argomento da affrontare e sugli


obiettivi da raggiungere, eventualmente con l’ausilio di strumenti
audiovisivi e multimediali;
 Discussione guidata in classe;
 Lavoro individuale di studio e ricerca;
 Lavoro di gruppo di studio, ricerca, progettazione e realizzazione di
modelli;
 Comunicazione da parte degli alunni mediante relazioni orali e/o scritte e
strumenti multimediali.

Materiali e  Pubblicazioni, libro di testo, libri e riviste specializzate;


strumenti  Strumenti per misurare grandezze fisiche;
 Strumenti di documentazione visiva, audiovisivi e multimediale;
 Strumenti da disegno;
 Attrezzi per la lavorazione del materiale utilizzato per la realizzazione di
modelli.

Verifica e  Verifiche in itinere e finali e controllo della partecipazione all’attività


valutazione didattica;
 Rilevazione e valutazione degli apprendimenti secondo i criteri indicati
sopra.

Collegamenti  Scienze: principi scientifici legati alle manifestazioni energetiche


pluridisciplinari nelle sue varie forme;
 Storia: evoluzione dei sistemi di utilizzazione delle varie forme
energetiche.

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Le fonti di energia

Abbiamo dunque visto finora che l’energia è una grandezza fisica che
gli strumenti rivelano e misurano, che può essere posseduta dai corpi
in varie forme, tra loro diverse, trasformabili l’una nell’altra.
Qualunque processo produttivo per essere attivato ha bisogno di energia e
quindi è evidente che il “problema energia” condiziona sostanzialmente la vita
dell’uomo. Per vivere, per lavorare, per costruire, per produrre e per
trasportare merci, si ha sempre più bisogno di energia e, per procurarsela,
l’uomo dispone di numerose fonti.

Le fonti energetiche
E’ possibile effettuare una classificazione delle fonti energetiche in relazione
alle loro disponibilità future. Per questo si usa suddividere le risorse
energetiche in esauribili e inesauribili, rinnovabili e non rinnovabili.

Fonti energetiche inesauribili


Sole, vento e calore della Terra (geotermia) sono fonti inesauribili, sempre
disponibili, e non finiranno mai finché sulla Terra esisteranno gli uomini. Tra 5
miliardi di anni, il Sole smetterà di brillare, ma per allora avremo ben altri
problemi da risolvere!
L’energia del Sole, la prima fonte che l’uomo ha conosciuto è, direttamente o
indirettamente, la responsabile di tutte le altre fonti di energia: l’energia
solare immagazzinata nei vegetali attraverso la fotosintesi clorofilliana può
trasformarsi in energia meccanica se utilizzata come cibo per gli animali; ed in
energia termica se utilizzata attraverso la combustione, ad esempio dei
legnami. Inoltre, l’energia solare accumulata come calore dà luogo ai venti e ai
cicli delle acque, fornendo energia meccanica.

Fonti energetiche esauribili e non rinnovabili


Sono quelle che si sono formate nel corso di milioni di anni e che, con il
passare degli anni e con il ritmo attuale di sfruttamento a cui sono sottoposte,
spariranno dal nostro pianeta perché non sono rigenerabili in brevi periodi di
tempo.
In questo gruppo troviamo: il carbon fossile, il petrolio, i gas naturali e i
combustibili nucleari. A differenza di quelle rinnovabili, queste fonti sono
esauribili in quanto, anche se consistenti in giacimenti molto vasti, sono pur
sempre quantità limitate tenuto conto del fabbisogno fortemente crescente
delle popolazioni mondiali. Esse non possono essere ricostituite perché la loro
formazione è derivata da situazioni ambientali particolari, che hanno richiesto
tempi lunghissimi (anche milioni di anni). Altrettanto occorrerebbe per
ricostituirle.

Fonti energetiche rinnovabili


Sono fonti che sono rigenerabili in tempi brevi, che fanno parte del ciclo
naturale e quindi in continuo e rapido rinnovo.
Le maree e le acque sono fonti energetiche che si rinnovano continuamente e
spontaneamente. Altra fonte è l’energia prodotta dai processi di degradazione
dei rifiuti organici e dei rifiuti urbani (biomasse).

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Le fonti di energia

La legna è una fonte d’energia “quasi inesauribile” e rinnovabile (a patto di


piantarne uno per ogni albero abbattuto).

Esercizio. Inserisci i termini che seguono nella corretta posizione:


* petrolio * sole * carbon fossili * maree * legna * vento * geotermia * gas naturali *
* biomasse * acque *

FONTI ENERGETICHE

ESAURIBILI RINOVABILI

Petrolio sole

Carbon fossili maree

Gas naturali geotermia

Minerali radioattivi (uranio e torio) biomasse

acque

venti

legna

Le fonti più comunemente usate per produrre energia sono quelle provenienti
da combustibili fossili: petrolio, carboni e gas naturali. Essi coprono oggi circa il
90% del fabbisogno mondiale mentre solo il 10% proviene dall’energia
idroelettrica, nucleare e geotermica. Le altre fonti, sole, vento e maree, per il
momento contribuiscono con piccole percentuali e vengono generalmente
trasformate in energia elettrica, che è una forma di energia più versatile e più
efficacemente trasportabile.

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Le fonti di energia

Esercizio. Costruisci l’areogramma circolare che rappresenta la suddivisione percentuale delle


fonti di energia che contribuiscono alla produzione mondiale di energia elettrica.

Fonte di energia Percentuale


Petrolio 46
Carboni 10
Gas Naturale 23
Acqua 15
Vento 2
Uranio 2
Calore della Terra 1
Calore del Sole 0,5
Maree 0,5
La somma delle percentuali è 46% + 10% + 23% + 15% + 2% + 2% + 1% + 0,5% + 0,5% = 100%
Applicando la formula che trasforma il dato percentuale in gradi sessagesimali otteniamo:
Percentuale petrolio = 46% quindi 46 *3,6 = 165,6°
Percentuale carboni = 10% quindi 10 *3,6 = 36°
Percentuale gas naturale = 23% quindi 23 *3,6 = 82,8°
Percentuale acqua = 15% quindi 15 *3,6 = 54°
Percentuale vento = 2% quindi 2 *3,6 = 7,2°
Percentuale uranio = 2% quindi 2 *3,6 = 7,2°
Percentuale calore Terra = 1% quindi 1 *3,6 = 3,6°
Percentuale calore Sole = 0,5% quindi 0,5 *3,6 = 1,8°
Percentuale maree = 0,5% quindi 0,5 *3,6 = 1,8°

Potrai notare che il 79% della produzione mondiale di energia elettrica è possibile grazie alla
combustione di combustibili fossili.

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Le fonti di energia

La soluzione dell’esercizio è la seguente

Fonti di energia

Petrolio
Carboni
Gas Naturale
Acqua
Vento
Uranio
Calore della Terra
Calore del Sole
Maree

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Le fonti di energia

Ricerca storica
Scegli una fonte di energia a tuo piacimento. Esegui una ricerca bibliografica sulla sua storia e
sui relativi utilizzi nel tempo: individua, nell’arco della storia, i periodi più importanti. Illustra
questi momenti con alcuni disegni corredati da brevi didascalie.

Ricerche sulle fonti di energia:


Michele:
Nicola:

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Le fonti di energia

Tratto da Focus - Gennaio 2006 n. 159, pag 28

La produzione di energia eolica è in grande sviluppo. E l' Europa finanzia gli impianti
Europa a vento. Finanziamenti UE per il nuovo impianto eolico "gigante" al largo delle coste
tedesche. La turbina sarà alta 183 metri e produrrà 5 mega Watt all'ora, sufficienti per 5.000
famiglie.

Idrogeno in Islanda. Addio petrolio. Lo potranno dire gli abitanti dell'Islanda a partire dal
2035, quando l'idrogeno ricavato dalle fonti rinnovabili di energia avrà sostituito gli
idrocarburi. Il progetto ha dato i primi frutti nel 2005: ora nella capitale circolano molti bus e
vetture a idrogeno

Buco nell'ozono. Nonostante le ampie fluttuazioni, dovute alle variazioni climatiche del
pianeta, sembra che l'assottigliamento dello strato di ozono sopra l'Antartide stia lentamente
migliorando. I dati provenienti dal satellite Envisat nello scorso agosto denunciano da una
parte l'allargamento del buco dell'ozono, ma fanno prevedere anche la chiusura del buco
stesso intorno al 2050.

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Le fonti di energia

Comunemente le fonti di energia vengono classificate in energie primarie ed


energie secondarie.

Una fonte di energia viene detta primaria quando è presente in natura in


forma direttamente utilizzabile e non deriva dalla trasformazione di nessuna
altra forma di energia.
Rientrano in questa classificazione l'energia solare, eolica, idroelettrica,
geotermica, l'energia delle biomasse e l’energia ottenibile dalla combustione di
legna, petrolio grezzo, gas naturale, carbone o l'energia nucleare.
Le forme fondamentali di energia scaturiscono direttamente da opportune
fonti che vengono appunto chiamate fonti primarie di energia.

Le fonti di energia secondaria sono quelle forme di energia che non possono
essere erogate direttamente da alcuna fonte, bensì provengono dalla
trasformazione delle energie primarie e sono rese utilizzabili sotto altre forme
più adatte al trasporto e ai vari impieghi. Pertanto possono essere utilizzate
solo a valle di una trasformazione di energia.
La corrente elettrica è la più importante fonte dei energia secondaria ed è
largamente impiegata in campo industriale, domestico e nei trasporti.
L’aria compressa e l’acqua sotto pressione, il vapore, la benzina, a valle di una
raffinazione chimica, sono altri esempi di energie secondarie.

Ovviamente, qualunque massa, in ragione della sua energia potenziale


potrebbe essere vista come una fonte primaria di energia; a causa di ciò si
conviene di utilizzare tale definizione solo per quelle forme di energia che siano
direttamente e "facilmente" utilizzabili e rispondano dunque a requisiti di
"concentrabilità", "indirizzabilità", "frazionabilità", "continuità" e "regolabilità".

Nelle figure che seguono sono rappresentate alcune fonti di energia primaria e
le loro trasformazioni in energia secondaria.

L’energia cinetica dell’acqua corrente (energia primaria) viene usata per la


produzione di un movimento rotatorio, tale movimento poi passa ad un
generatore. Attraverso il movimento si genera un campo magnetico all’interno
di un avvolgimento (bobina) e ciò permette di produrre corrente elettrica.
Questa è energia secondaria che viene trasformata in lavoro meccanico dal
trapano o in luce dalla lampadina. L’ energia meccanica e la luce sono l’energia
utilizzata.

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Le fonti di energia

Nella figura, l’energia chimica del carbone (energia primaria) viene trasformata
in energia termica mediante la combustione in caldaia. L’energia termica passa
nel circuito dell’acqua per riscaldamento e per forza di gravità (l’acqua
riscaldata sale, l’acqua raffreddata scende e viene nuovamente riscaldata). Il
calore diffuso dai termoconvettori viene utilizzato come calore per
riscaldamento.

Nella figura, l’energia chimica del petrolio (energia primaria) viene modificata
in raffineria, mediante il processo di distillazione, diventando benzina, energia
secondaria. Nel motore a scoppio, questa forma di energia viene trasformata in
calore ed in energia di movimento (meccanica). Calore e movimento sono le
energie utilizzate.

Concludiamo dicendo che ogni forma di energia può essere trasformata in


un’altra forma, ed il punto di partenza di ogni catena di trasformazione
è un’energia primaria, che viene trasformata in energia secondaria. A
sua volta, l’energia secondaria può essere trasformata in altre energie
secondarie fino ad essere disponibile come energia utilizzata (e ciò è
conseguenza del Principio di Conservazione dell’energia).

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Le fonti di energia

Nel caso di una centrale termoelettrica, ad esempio:

Esercizio:
Ordina le seguenti fonti di energia secondo la loro forma di energia:

Fonti di energia Energia primaria Energia secondaria Energia utilizzata


Carbon fossile
Lavoro umano
Benzina
Gas Metano
Vapore acqueo
Combustibili atomici
Gasolio per trazione
Luce solare
Corrente elettrica
Petrolio
Mattonelle di lignite
Carbone coke
Acqua che scorre
Vento
Calore solare
Gas di città

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Le fonti di energia

Approfondimento:
Si definiscono fonti primarie di energia quelle presenti in natura prima di avere subito una
qualunque trasformazione. Sono fonti primarie le fonti di energia esauribili quali petrolio
grezzo, gas naturale, carbone, energia nucleare) e le fonti di energia rinnovabili quali
energia solare, eolica, idrica, biomasse, geotermica e l'intelligenza umana (risparmio
energetico)

Si definiscono invece fonti secondarie quelle che derivano, in qualunque modo, da una
trasformazione di quelle primarie: sono fonti secondarie, per esempio, la benzina (perché
deriva dal trattamento del petrolio greggio), il gas di città (che deriva dal trattamento di
gas naturali), l’energia elettrica (che deriva dalla trasformazione di energia meccanica o
chimica) eccetera.
Le fonti primarie sono, teoricamente parlando, molte e molte di più. Qualunque corpo
dotato di energia potenziale può essere una fonte primaria di energia; quindi, ciò equivale
a dire che tutti i corpi, indistintamente, possono essere fonti di energia per il semplice
fatto di esistere e di avere un peso. Naturalmente, l’energia di un corpo non è soltanto
quella dovuta al suo peso, perché ogni corpo nasconde in sé altri tipi di energia; ma, per
ora, pensiamo soltanto a quella di più immediata intuizione.

Precisiamo allora, a scanso di equivoci, che si intende per fonte primaria di energia una
fonte effettivamente utilizzabile. Per esempio, un masso posto sulla cima del monte
Everest, del peso di 50 Kg, ha un’energia potenziale, calcolata con riferimento al livello del
mare, pari a 1,25 Kwh Ma sarebbe alquanto scomodo e molto poco pratico organizzare
una spedizione sull’Everest per generare, con tutte le immaginabili difficoltà, una così
modesta quantità di energia, che sarebbe inoltre di gran lunga inferiore a quella impiegata
per generarla!
Perché una fonte primaria possa essere sfruttata, deve avere alcune caratteristiche
peculiari.

Deve essere cioè concentrabile, indirizzabile, frazionabile, continua e regolabile.


CONCENTRABILE: vuol dire che deve essere possibile concentrare la sorgente di energia
entro un’area relativamente limitata, affinché sia possibile controllarla. Una fonte di
energia dispersa su una superficie molto estesa diventerebbe praticamente impossibile da
gestire. Un’area limitata può essere quella di una centrale elettrica (di solito, l’area
impegnata non arriva a un chilometro quadrato per quelle termoelettriche, e può superare
questo valore, ma non di molto, per quelle idroelettriche, tenendo conto del bacino di
raccolta e delle condotte); ma può essere anche quella, molto inferiore, del serbatoio di
benzina della nostra automobile, o addirittura quella minuscola di una batteria a bottone
per l’alimentazione di un orologio al quarzo.

INDIRIZZABILE: vuol dire che deve essere possibile indirizzare il prodotto (benzina,
acqua, raggi solari) nella direzione in cui esso deve essere utilizzato (bruciatore, turbina,
lente, specchio).

FRAZIONABILE: vuol dire che deve essere possibile frazionare la fonte in più parti, in
modo da poter utilizzare solamente la parte, piccola o grande che sia, che ci serve in quel
momento. Per esempio, l’energia di un fluido (benzina, gasolio o gas) è frazionabile a
piacere. Invece, quella del macigno sul Monte Everest ricordato prima non lo è, ovvero lo
è con notevoli difficoltà.

CONTINUA: vuol dire che la sorgente deve poter funzionare per un certo tempo, fornendo
la sua energia con una certa continuità, e non esaurirsi in pochi secondi. Esistono molti
esempi di notevoli quantità di energia concentrate in tempi brevissimi (il fulmine,
un’esplosione, un oggetto qualunque che cade). Questi tipi di energia, evidentemente, non
sono utilizzabili industrialmente.

REGOLABILE: vuol dire che l’energia fornita dalla sorgente deve essere graduabile

etroina 12
Le fonti di energia

secondo le necessità. È quello che facciamo tutti, premendo più o meno il pedale
dell’acceleratore della nostra automobile per regolare la sua velocità, oppure manovrando
il potenziometro del volume del nostro impianto stereo o del nostro televisore in modo da
adattare il livello sonoro alle nostre esigenze.
Una fonte di energia è tanto più pregiata quanto migliori sono le caratteristiche indicate.
Esistono, naturalmente, altre caratteristiche che possono avere, in certi casi, la loro
grande importanza (trasformabilità, accumulabilità, rinnovabilità), che però sono peculiari
di alcune forme di energia e non di altre, ma le cinque che sono state dettagliate sono
indispensabili.

Tavola del consumo di energia


primaria nel 2003

Percentuali per area geografica

Nella tavola è
riportato
l'andamento
dei consumi
di energia
primaria dal
1977 al 2002,
nel 2002 il
maggior
consumo è
stato del
2,6% mentre
nel 2003 del
2,9%.

Consumo di energia primaria pro


capite per area geografica.

In sintesi il 25% della popolazione


residente nelle aree
industrializzate utilizza il 75%
delle fonti primarie annualmente
consumate.

http://www.energoclub.it/

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Le fonti di energia

Qualità delle forme e delle fonti di energia


Le varie forme e fonti di energia hanno caratteristiche tecniche ed economiche
diverse perché alcune sono più facilmente utilizzabili o più economiche di altre.
Una fonte di energia deve essere facilmente accessibile e il suo sfruttamento
deve poter avvenire con costi competitivi rispetto a quelli delle altre fonti.
L’energia deve essere conservabile; il petrolio e i suoi derivati contengono
energia nella forma considerata migliore, in quanto si può conservarli meglio e
più a lungo delle altre fonti, con perdite trascurabili. Il calore è al contrario la
forma di energia dotata di minore valore da questo punto di vista, in quanto si
disperde nell'ambiente e non si può praticamente conservare.
L’energia deve essere poi trasportabile; l'energia elettrica e l'energia chimica
contenuta negli idrocarburi e negli altri combustibili sono quelle che meglio si
possono trasportare per distanze notevoli senza perdite rilevanti.
L’energia deve essere, infine, facilmente convertibile da una forma a un'altra.
Le trasformazioni più sfruttate sono quelle che permettono di convertire le
forme di energia meno pregiate, come il calore, in altre di maggior valore,
come l'energia elettrica e l'energia meccanica. Tutte queste considerazioni
motivano l'attuale dipendenza dei consumi energetici dagli idrocarburi,
situazione già oggi molto preoccupante.

Esercizio.
Completa la tabella seguente indicando la sequenza corrispondente alla forma di energia
ottenibile dalle fonti di energia indicate.

Tipi di Conversione di forme di energia Provoca


energia inquinamento
Inesauribile

Dell’acqua
Meccanica
Potenziale
Esauribile

Luminosa

Del suolo
Nucleare
Elettrica

Dell’aria

acustico
Termica
Cinetica

Chimica

Elastica

Fonti

Acqua
X I 1 2 F
Carboni
X 3 F I 1 2 X
Petrolio
X 3 F I 1 2 X X X
Metano
X 3 F I 1 2
Uranio
X 4 F 1 2 3 I X X X X
Vapori
naturali X I 1 4 F 3 2 X
Sole
X F 2 3 1 I
Vento
X I 1 F
Biomasse
X 3 F I 1 2

etroina 14
Le fonti di energia

L’energia elettrica ha il grande pregio di poter essere trasformata in qualunque


altra forma di energia utilizzabile, ma ha al tempo stesso due grandi difetti:
- non può essere immagazzinata, per cui non è sempre possibile
controllare nel tempo l’erogazione in funzione del consumo;
- nel trasporto su distanze elevate subisce notevoli perdite.

L’energia può a tutti gli effetti essere considerata una merce, anzi la merce più
importante perché da sola condiziona gli altri prodotti merceologici. Il consumo
di energia è oggi, insieme al reddito medio pro capite, il criterio usato per
valutare il grado di sviluppo economico di una nazione. Alcuni Paesi
particolarmente ricchi di fonti di energia sono esportatori di tale merce e
condizionano l’economia dei Paesi che ne sono sprovvisti.

Energia utilizzata ed energia sprecata


Abbiamo visto che la stragrande maggioranza dei consumi mondiali dipende
dai combustibili fossili e che le riserve non rinnovabili sono destinate a
esaurirsi, tra pochi decenni, se non interverranno fatti nuovi in tempi brevi.
Inoltre le riserve sono localizzate, in gran parte, nei Paesi mediorientali mentre
i Paesi industrializzati consumano molta più energia di quella che producono:
l'Europa, ad esempio, possiede solo il 2% delle risorse mondiali, mentre ogni
anno consuma il 22% della produzione di petrolio.
La "parte del leone" nei consumi energetici la fanno i settori dei trasporti,
l'industria e gli usi domestici; urgono quindi interventi immediati per ridurre gli
sprechi e risparmiare energia.
Quando si impiega energia, infatti, una parte si trasforma sempre in calore di
scarto, che non può più essere utilizzato. Per esempio nel funzionamento del
motore a benzina di una automobile solo il 20-30% dell'energia fornita si
tramuta in movimento, mentre il 70-80 % è disperso sotto forma di calore.
L’energia sprecata rappresenta una frazione molto consistente dell'energia
fornita dalle fonti, spreco in contrasto stridente con la sempre crescente
necessità di energia della nostra epoca: negli ultimi 100 anni sono state
consumate più risorse combustibili che nei millenni precedenti! Quindi se si
vuole che le generazioni future non restino "all'asciutto", è necessario
provvedere urgentemente: razionalizzando i consumi, risparmiando energia e,
soprattutto, sviluppando l'uso di fonti rinnovabili.

Risparmiare energia si può


Per ridurre gli sprechi, e quindi risparmiare combustibili, vengono adottate in
vari settori diverse soluzioni.
Razionalizzazione degli impianti industriali: consiste nell'adottare
tecnologie che permettono di ottenere gli stessi risultati con minor consumo di
energia, per esempio impiegando macchine più efficienti e dislocando le più
razionalmente nelle fabbriche.
Motori termici ad alto rendimento: maggiore è il rendimento di un motore,
maggiore è la percentuale di energia fornita dal combustibile effettivamente
utilizzata.
Realizzazione di edifici ben isolati termicamente, in modo da ridurre le

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Le fonti di energia

dispersioni di calore.
Cogenerazione: durante il funzionamento di una centrale termica la parte di
calore che rimane inutilizzata può essere "recuperata" con impianti di
cogenerazione. Il calore prodotto da questi impianti viene impiegato per usi
industriali o per il riscaldamento di edifici di interi quartieri (come avviene ad
esempio a Brescia).
Rifiuti: si può ottenere energia termica con un buon rendimento dai rifiuti
solidi urbani. Anche i rifiuti agricoli (per esempio il letame) possono essere
utilizzati per produrre energia; essi vengono fatti fermentare in assenza d'aria
in appositi impianti (digestori), dando origine a un gas (biogas) che può essere
usato come combustibile per la produzione di energia elettrica; con il biogas
può venire alimentata, per esempio, una centralina elettrica per fattorie isolate
dalla rete elettrica.

Lettura:

"La strategia del risparmio”


di Lorenzo Pinna – Agip 2000 – Enel

Produrre di più consumando di meno. Non è un obiettivo impossibile. Si calcola che, a


partire dalla prima crisi petrolifera del 1973, l’efficienza energetica nei paesi occidentali sia
migliorata tra il 20% e il 30%. Sotto la spinta degli alti costi petroliferi, ingenti
investimenti sono stati fatti per migliorare il rendimento dei motori, l’isolamento termico
degli edifici e soprattutto l’efficienza dei processi industriali.

Come è scritto in un rapporto della IAE (Agenzia Internazionale per l’Energia): “Gli
investimenti nel risparmio energetico sono più redditizi di quelli per trovare nuove fonti”.
Inoltre, il risparmio energetico, inteso come efficienza, è una strategia molto adatta a
combattere molti tipi di inquinamento. E’ stato calcolato, per esempio, che un
miglioramento del 2% annuo nell’efficienza energetica mondiale, consentirebbe di
mantenere, da qui ad un secolo, un tollerabile livello di anidride carbonica nell’atmosfera,
nonostante la inevitabile progressiva industrializzazione dei paesi in via di sviluppo.

In Italia, il 30% circa dei 180 megaTep consumati ogni anno (megaTep = un milione di
tonnellate equivalenti di petrolio) serve proprio per mantenere la giusta temperatura nelle
abitazioni e negli uffici. A causa del lento ricambio delle strutture edilizie, non è molto
semplice aumentare l’efficienza di questo settore. Eppure la tecnologia offre oggi numerosi
mezzi per ridurre fino al 70% l’energia consumata da un edificio mantenendo inalterate la
temperatura e l’illuminazione. In Svezia, che da molto tempo segue una politica di
efficienza energetica, la case sono più calde di 6 gradi rispetto a quelle inglesi, consumando
il 25% in meno di energia. Senza arrivare ai risultati svedesi, una maggiore attenzione alla
coibentazione dei muri, dei tetti, degli infissi, potrebbe portare a risparmi inaspettati. Esiste
anche un’altra area dove l’efficienza energetica può consentire nuovi risparmi: quella degli
elettrodomestici. Perché anche se il miglioramento è piccolo, va sempre moltiplicato per i
milioni di apparecchi che ci sono in giro. Prendiamo per esempio i frigoriferi. In un Paese
come l’Italia o la Gran Bretagna ve ne sono una trentina di milioni. Un normale frigorifero
oggi consuma dai 2 ai 3 chilowattora all’anno per ogni litro di capacità. Ma vi sono già in
commercio frigoriferi che riducono il consumo a 0,4/1,3 chilowattora per litro di capacità
ogni anno. Si può fare meglio. Negli Usa e in Danimarca sono riusciti a progettare frigoriferi
che consumano appena un decimo di chilowattora l’anno per ogni litro di capacità, cioè 30
volte meno dei frigoriferi oggi installati.

Attualmente in Italia per tenere in funzione 30 milioni di frigoriferi servono 2 centrali da


1.000 megawatt che ogni anno scaricano nell’atmosfera 15 milioni di tonnellate di CO2. Se
questi frigoriferi venissero sostituiti con altri più efficienti ( ma già in vendita) basterebbe

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Le fonti di energia

una sola centrale da 500 megawatt. Un risparmio del 75% e 11 milioni di tonnellate di CO2
che non finiscono nell’atmosfera.

Un altro esempio: prendiamo la semplice lampadina. In USA il 25% dell’elettricità prodotta


finisce nell’illuminazione. Oggi le lampadine sono da 60-100 watt, ma esistono già in
commercio modelli fluorescenti da 20 watt (però a luce calda) che danno la stessa
illuminazione di una lampadina da 75 watt. Queste nuove lampade sono più efficienti, ma
sono ingombranti e costano di più. Tuttavia la loro vita è lunga anche più di 10 volte delle
altre lampadine e quindi, a conti fatti, si tratta di una spesa conveniente. In Italia, dove
all’illuminazione provvedono ben 4 centrali, si potrebbe risparmiare l’elettricità prodotta da
una centrale e mezzo.

Altri risparmi sono possibili grazie all’applicazione delle nuove tecnologie: microelettronica
ed informatica, introducendo maggiori controlli in ogni genere di apparecchiatura,
contribuiscono moltissimo a mantenere i consumi al minimo indispensabile. I motori delle
auto, ma anche quelli industriali, consumano molto meno grazie ai microprocessori che
regolano i flussi di carburante e di elettricità.

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