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CAPITOLO 7

IL SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO


SOGGETTO E PERSONA
Le situazioni giuridiche soggettive cioè diritti, obblighi, doveri e oneri fanno capo a quelli che
vengono definiti “soggetti”.
L’idoneità ad essere titolari di queste situazioni giuridiche viene definita capacità giuridica.
La capacità giuridica compete non solo alle persone fisiche ma anche alle persone giuridiche, ad
esempio associazioni,enti, società.
Tra questi enti ci sono però anche quelli non dotati di personalità (società di persona,
associazioni non riconosciute), la differenza è che le persone giuridiche hanno autonomia
patrimoniale perfetta.

A) LA PERSONA FISICA
LA CAPACITA’ GIURIDICA DELLA PERSONA FISICA
La capacità giuridica è l’idoneità a essere titolari di diritti e di doveri.
si acquista al momento stesso della nascita, purché vi si accompagni la vita e si estingue con la
morte o con una condanna all’ergastolo.
L’art.3 della Costituzione proclama: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali
davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali”.

LA NASCITA E LA MORTE
La persona fisica acquista la capacità giuridica con la nascita e la perde con la morte.
Nascita:
Si ha nascita con l’acquisizione della piena indipendenza dal corpo materno che si realizza con
l’inizio della respirazione polmonare.
Se il neonato è morto subito dopo la nascita, ha acquisito , sia pure per qualche momento
soltanto, la capacità giuridica.
Entro 10 giorni, l’evento della nascita deve essere “da un dei genitori, da un procuratore speciale,
ovvero dal medico o dall’ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto” (art.30, comma1)
dichiarato all’ufficiale dello stato civile per la formazione dell’atto di nascita.
Se la nascita avviene in un ospedale o in una casa di cura, la dichiarazione può essere resa entro 3
giorni, presso a relativa direzione sanitaria.
Il nato morto ,non è soggetto di diritto e si considera come se non fosse mai nato.
Morte:
Si ha morte con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.
Entro le 24 ore dal decesso, la morte è “da uno dei congiunti o da una persona convivente con il
defunto o da un loro delegato o, in mancanza, da persone informate del decesso” (art.72,
comma2) dichiarata dall’ufficiale di stato civile per la formazione dell’atto di morte.

INCAPACITA’ SPECIALI
Per l’accesso ad alcuni rapporti, non è sufficiente la nascita ma sono richiesti altri presupposti, cosi
es. la capacità matrimoniale si acquista al compimento del 16° anno di età;
la capacità di testare si acquista al compimento del 18° anno di età etc. se detti presupposti
non sussistono il soggetto non può essere parte di quel determinato rapporto.
si distinguono in:

 ASSOLUTE , quando il soggetto non può compiere ne atti di ordinaria amministrazione (atti di
gestione del reddito), ne atti di straordinaria amministrazione (atti che incidono sulla consistenza
del capitale, come la vendita di un immobile).
Gli incapaci assoluti sono i minori di 18 anni e gli interdetti.
Il minore che si muove ne mondo degli affari si muove come una sorta di rappresentante dei
genitori. I minori agiscono attraverso i genitori o se mancano attraverso i tutori.

 RELATIVE , i soggetti possono compiere da soli degli atti di ordinaria amministrazione; mentre,
per gli atti di straordinaria amministrazione, hanno bisogno dell’assistenza del curatore;

o Inabilitati, il presupposto è una o Minori emancipati, colui che si


malattia di mente non tanto grave da sposa tra i 16 e i 18 anni previa
portare all’interdizione; autorizzazione del tribunale, per il
1. Tossicodipendenti ; compimento degli atti di straordinaria
2. Alcolisti ; amministrazione, ha bisogno del
3. Ludopatici ; coniuge o dei genitori
4. Prodighi , cioè chi sperpera il
denaro per ostentazione;
5. Ciechi e sordomuti solo se non
hanno ricevuto un educazione tale
da badare ai propri interessi.
IL CONCEPITO
La nascita è la condizione necessaria per far acquisire alla persona fisica la capacità giuridica
generale.

 Il concepito ha la capacità di succedere per causa di morte, sia per legge che per testamento così
se ad esempio il padre muore dopo il concepimento, ma prima della nascita del figlio, l’eredità si
devolve anche a favore di quest’ultimo, seppure non ancora nato all’epoca della successione;

 Il concepito ha la capacità di ricevere per donazione così ad esempio il nonno può effettuare una
donazione a favore del nipote quando ancora è nel ventre materno;

 Il concepito è titolare di diritti risarcitori come ad esempio: la risarcibilità alla salute ed


all’integrità fisica eventualmente cagionato al nascituro prima o durante il parto.
Oppure la risarcibilità del danno sofferto a seguito dell’uccisione del padre ad opera di un terzo
quando ancora la gestazione era in corso.
Oppure la risarcibilità di omessa diagnosi di malformazioni del feto, che abbia impedito alla madre
il tempestivo esercizio di non portare a termine la gravidanza.
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito potranno essere fatti valere solo se e quando
avvenga la nascita.

LA CAPACITA’ DI AGIRE
E’ l’idoneità della persona fisica a compiere atti giuridici, ad esercitare i propri diritti e ad assumersi
gli obblighi con il proprio volere.
3 sono le condizioni affinchè un soggetto abbia la capacità di agire:
1. Aver compiuto 18 anni
2. Avere la capacità naturale, ossia la capacità di intendere e di volere.
3. Non aver subito una condanna penale ai sensi dell’art. 32 del codice penale.
Qualora manchi anche una di queste condizioni, il soggetto è ritenuto Incapace di agire.
Non sempre la persona fisica è in grado, per giovane età (si pensi al bambino), per malattia (si
pensi a chi è affetto dalla sindrome di Down), per decadenza delle facoltà intellettive (si pensi
all’anziano) di gestire in prima persona le situazioni giuridiche che alla stessa fanno capo.
Ecco perché la legge richiede affinché possa compiere personalmente ed autonomamente atti di
amministrazione dei propri interessi, che il soggetto abbia capacità di agire.
Anche quando difetta di capacità di agir il soggetto è pur sempre dotato di capacità giuridica.

A protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia il codice civile prevede gli istituti
di:
 Della Minore Età, la capacità di agire presuppone che il soggetto sia in grado di
curare autonomamente i propri interessi e che abbia raggiunto la necessaria maturità.
La legge fissa un età uguale per tutti al cui raggiungimento reputa che la persona fisica abbia
acquisito la capacità e l’esperienza necessarie per assumere ogni decisione che la riguarda.
Prima di quel momento il soggetto è legalmente incapace, dopo quel momento il
soggetto è legalmente capace.
Il minore ultra sedicenne è ammesso a stipulare il proprio contratto di lavoro; il minore ultra
sedicenne è giudizialmente ammesso al matrimonio; il minore ultra sedicenne effettua
direttamente il riconoscimento del figlio naturale.
Di regola il minore non può stipulare direttamente gli atti negoziali, gli atti eventualmente posti in
essere dal minore sono annullabili.
L’atto posto in essere dal minore può essere impugnato entro 5 anni dal raggiungimento da parte
del minore stesso della maggiore età, l’impugnativa può essere proposta solo dal rappresentante
legale del minore ovvero direttamente da quest’ultimo una volta divenuto maggiorenne.
Il contratto è annullabile se una delle parti era legalmente incapace di contrarre. Nella
quotidianità i minori vengono normalmente ammessi a stipulare tutta una serie di contratti ad
esempio acquistano giornali, libri, biglietti del bus, del cinema etc. senza che nessuno si sogni di
impugnare gli atti.
La gestione del patrimonio del minore (cd. potere di amministrazione) ed il compimento di ogni
atto relativo (cd. potere di rappresentanza) competono in via esclusiva ai genitori: disgiuntamente
per quanto riguarda gli atti di ordinaria amministrazione e congiuntamente “di comune accordo”
per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione ad esempio la vendita
dell’appartamento di cui il minore è proprietario.
Gli atti posti in essere dal genitore in assenza della richiesta autorizzazione sono annullabili su
istanza dei genitori stessi o del figlio una volta divenuto maggiorenne.
Se uno dei genitori è morto o impossibilitato ad esercitare la responsabilità genitoriale sul figlio,
l’amministrazione del suo patrimonio e la relativa rappresentanza competono in via
esclusiva all’altro genitore.
Se entrambi i genitori sono morti o per altra causa non possono esercitare la
responsabilità genitoriale, la gestione del patrimonio del minore e la relativa rappresentanza
competono ad un tutore nominato dal giudice tutelare.
La legge richiede che il tutore debba munirsi della preventiva autorizzazione del giudice tutelare
per il compimento degli atti indicati dall’articolo 374 cc. E addirittura della preventiva
autorizzazione del tribunale per il compimento degli atti di cui all’art.375cc.

 Dell’Interdizione Giudiziale,
l’interdizione è pronunciata con sentenza dal tribunale quando vi è:
a) infermità di mente, una malattia che mini il soggetto nella sua sfera intellettiva da non
consentirgli di esprimere una volontà liberamente e consapevolmente maturata,
b) abitualità di detta infermità, si intende un’infermità non transitoria, non i richiede tuttavia che
la malattia sia irreversibile e/o incurabile,
c) incapacità del soggetto di provvedere ai propri interessi, si tega presente che gli interessi
rilevanti ai fini dell’interdizione sono non solo quelli economici ma anche quelli extra
patrimoniali ad esempio quelli della cura della propria salute,
d) necessità di assicurare al soggetto un’adeguata protezione: sicché si potrà
procedere all’interdizione solo quando risultino non idonei e/o non sufficienti di protezione
dell’incapace.
L’interdizione può essere pronunciata solo a carico del maggiore di età, essendo il minorenne già
legalmente incapace;
il soggetto può essere interdetto nell’ultimo anno della sua minore età seppure
l’interdizione sia comunque destinata ad avere effetto solo dal giorni in cui il minore raggiunga la
maggiore età.
L’interdizione può essere richiesta da:
- Coniuge
- Convivente
- Parenti entro il 4 grado
- Affini entro il 2 grado
- Dal Tutore, dal Curatore o dal Pubblico Ministero.
La fase centrale del procedimento di interdizione è l’esame diretto dell’interdicendo da parte del
giudice che per altro può farsi assistere da un consulente tecnico.

L’interdizione può cessare con sentenza di revoca quando sia cessata la causa che ha dato luogo
all’interdizione.
In tal caso può essere nominato un amministratore di sostegno.
L’amministratore di sostegno è nominato dal giudice tutelare, su richiesta dello stesso soggetto.
Nel provvedimento di nomina (atto pubblico) il giudice deve indicare:
- Quali atti di amministrazione può compiere in nome e per conto del beneficiario
- E quali atti deve compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno.
L’amministratore di sostegno deve tener conto delle aspirazioni e dei bisogni del beneficiario e, in
caso di dissenso, deve informare il giudice tutelare.
gli atti eventualmente compiuti in prima persona dall’interdicendo dopo la nomina del tutore
provvisorio sono annullabili.

 Dell’interdizione legale, ovvero chi perde la propria capacità di agire per effeto di una sentenza
penale grave. (l’ergastolo o detenzione superiore a 5 anni).
 Dell’Inabilitazione, è pronunciata con una sentenza del tribunale, e l’inabilitato è colui che ha un
limitata capacità d’agire:
a) infermità di mente non talmente grave da far luogo all’interdizione,
b) prodigalità, un impulso patologico che incide negativamente sulla capacità del soggetto di
valutare la rilevanza economica dei propri atti, spingerlo allo sperpero, sempre che lo induca ad
esporre se o la propria famiglia a gravi pregiudizi economici.
c) abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti, sempre che induca il soggetto ad esporre
se o la propria famiglia a gravi pregiudizi economici,
d) sordità o cecità, dalla nascita o dalla prima infanzia, sempre che il soggetto non abbia ricevuto
un’educazione sufficiente a fargli acquisire la capacità necessaria per attendere personalmente i
propri affari.
Revoca dell’inabilitazione è disposta quando cessa la causa per la quale è stato inabilitato, se
opportuno il giudice tutelare nomina un amministratore di sostegno.
L’amministratore di sostegno può essere richiesto da uno dei soggetti contemplati.
Tutti gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, se vengono compiuti senza la supervisione
del curatore, sono annullabili.

 Dell’Emancipazione, il minore ultra sedicenne autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio


con le nozze acquista automaticamente l’emancipazione, cosi sottraendosi alla disciplina della
minor età.
Può compiere autonomamente gli atti di ordinaria amministrazione mentre per gli atti di
straordinaria amministrazione necessita l’assistenza di un curatore, munito di previa
autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Gli atti di straordinaria amministrazione eventualmente compiuti dall’emancipato senza
l’assistenza del curatore sono annullabili.
Se l’emancipato è sposato con una persona di maggiore età quest’ultima ne è il curatore;
se invece è sposato con una persona anch’essa di minore età il giudice può nominare ad entrambi
un unico curatore scelto preferibilmente tra i genitori.

 Dell’Amministrazione di Sostegno, si apre quando ricorrono i seguenti presupposti:


a) Infermità o menomazione fisica o psichica della persona,
b) Impossibilità per il soggetto, a causa di detta infermità o menomazione, di provvedere ai propri
interessi.
L’amministrazione di sostegno può essere aperta solo nei confronti del maggiore di età essendo il
minorenne già tutelato in quanto tale.
Il giudice tutelare nomina all’interessato un amministratore di sostegno scegliendo
preferibilmente nella persona del coniuge non legalmente separato, dalla persona
stabilmente convivente, del padre, della madre, figlio, fratello etc.
Il giudice tutelare indica:
a) gli atti che l’amministratore di sostegno ha in potere di compiere in nome e per conto del
beneficiario,
b) gli atti cui l’amministratore di sostegno deve dare il proprio assenso, prestando cosi assistenza
al beneficiario, che correlativamente perde la capacità di porvi in essere da solo, con
conseguente annullabilità di quelli che lo stesso avesse a compiere autonomamente.

INCAPACITA’ LEGALE E NATURALE


L’incapacità legale è l’incapacità che nasce dalla legge, riguarda:

 Minore età;

 Interdizione giudiziale;

 Interdizione legale;

 Inabilitazione;

 Emancipazione;

 Amministrazione di sostegno;
L’incapacità naturale è l’incapacità di intendere e/o di volere, è un’incapacità di natura
transitoria o permanente.
Può succedere che una persona incapace di intendere e/o di volere ponga in essere un atto
unilaterale o un contratto.
Questi possono essere annullati, l’importante è che ci sia l’incapacità, il pregiudizio, il
danno e l’approfittamento da parte di un’altra persona.

LA LEGITTIMAZIONE
Per legittimazione si intende l’idoneità del soggetto ad esercitare o a disporre di un determinato
diritto.
La legittimazione non sempre coincide con la titolarità del diritto.
Non sempre il difetto di legittimazione produce l’invalidità dell’atto, in questo caso si dice che
l’ordinamento
si accontenta dell’apparenza, ad esempio se compro un bene mobile da chi non ne è proprietario
ne acquisto ugualmente la proprietà.

LA SEDE DELLA PERSONA


Il luogo in cui la persona fisica vive e svolge la propria attività ha per l’ordinamento giuridico
grande rilievo.
A riguardo la legge distingue tra:

 Domicilio, luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi
o Domicilio legale se fissato direttamente dalla legge;
o Domicilio volontario se scelto dall’interessato.

 Dimora, luogo in cui la persona attualmente abita.

 Residenza, luogo in cui la persona ha la sua volontaria ed abituale dimora.


Solitamente il domicilio coincide con la residenza ma se il soggetto ha una pluralità di luoghi in cui
svolge la propria vita personale o professionale, il domicilio coincide con il luogo in cui si
intrattiene l’attività principale.
La residenza dipende dall’elemento oggettivo della permanenza abituale del soggetto in un
determinato luogo.
L’interessato deve dichiarare all’anagrafe del comune in cui intende fissare la dimora abituale il
trasferimento della propria residenza.

LA CITTADINANZA
La cittadinanza è la situazione di appartenenza di una persona fisica ad un determinato Stato.
La cittadinanza italiana si acquista:

 Iure Sanguinis, ( Diritto di Sangue) sono cittadini Italiani tutti i figli nati da cittadini italiani,
indipendentemente per il luogo di nascita, vale anche per i figli adottivi.

 Iure Soli,( Diritto di luogo) sono cittadini Italiani tutti coloro che nascono nel territorio della
Repubblica qualora entrambi i genitori siano ignoti o apolidi.

 Iuris Communicatio, acquista la cittadinanza il coniuge straniero di cittadino italiano se dopo il


matrimonio risieda legalmente da almeno 2 anni nel territorio, o dopo 3 anni se residente
all’estero.

 Naturalizzazione, con un decreto il Presidente della Repubblica può concedere la cittadinanza


italiana a chi si trova nelle condizioni previste dall’art.9 legge 91 del 1992
(ad esempio il cittadino UE che risiede in Italia da almeno 4 anni, apolide che risiede in Italia da
almeno 5 anni e straniero che risiede da almeno 10 anni).
LA POSIZIONE DELLA PERSONA NELLA FAMIGLIA
Il rapporto che lega le persone appartenenti ad una medesima famiglia da luogo ad una serie di
diritti e doveri (cd. status familiae).
La parentela è il vincolo che unisce i soggetti che discendono dalla stessa persona.
Ai fini della determinazione dell’intensità del vincolo di parentela si considerano le linee e i gradi:

 La linea retta unisce persone di cui l’una discende dall’altra (padre, figlio, nonno, nipote).

 La linea collaterale unisce le persone che pur avendo uno stipite comune non discendono ‘uno
dall’altro (ad esempio fratelli, sorelle, zii, nipoti)

 I gradi si contano calcolando le persone e togliendo lo stipite.


La legge considera la parentela solo fino al 6° grado.
L’affinità è il vincolo che unisce un coniuge ai parenti dell’altro coniuge.

SCOMPARSA, ASSENZA E MORTE PRESUNTA


Per la disciplina dei rapporti facenti capo a soggetti di cui si perdono le tracce sono previsti 3
istituti:

 Scomparsa, è dichiarata da un decreto del tribunale quando vi sono dei presupposti:


- allontanamento della persona dal luogo del suo ultimo domicilio o residenza
- mancanza di sue notizie oltre un lasso di tempo che può essere giustificato dagli ordinari
allontanamenti della persona per ragioni di lavoro, svago, ecc..
la finalità di quest’istituto è essenzialmente di conservazione del patrimonio dello scomparso
finché non ritorna.

 Assenza, è dichiarata da un sentenza del tribunale quando:


- allontanamento della persona dal luogo del suo ultimo domicilio o residenza
- mancanza di sue notizie da oltre 2 anni
in questo caso è possibile aprire i testamenti su richiesta e gli eredi possono chiedere l’immissione
temporanea nel possesso dei beni di lui.
La dichiarazione di assenza non scioglie il matrimonio e se torna ha diritto alla restituzione dei
suoi beni.

 Morte Presunta, è dichiarata da un sentenza del tribunale quando concorrono i seguenti


presupposti:
- allontanamento della persona dal luogo del suo ultimo domicilio o residenza
- mancanza di sue notizie da oltre 10 anni
Gli effetti della presunta morte sono gli stessi della morte sia per l’eredità che per il matrimonio.
Gli effetti cessano retroattivamente se la persona ritorna.

GLI ATTI DELLO STATO CIVILE


Le vicende più importanti della persona fisica sono documentati negli archivi dello Stato civile
tenuti presso ogni comune.
In un unico archivio informatico sono conservati tutti gli atti riguardanti :
cittadinanza,
nascita,
matrimoni
morte.
Gli atti dello Stato civile sono atti pubblici.
Inoltre si trascrivono provvedimenti di autorità amministrative e giudiziarie.
In caso di errori, omissioni o irregolarità si ha la rettificazione ovvero la ricostruzione di un atto
andato distrutto o smarrito, la formazione di un atto omesso, o la cancellazione di un atto
indebitamente registrato, possono avvenire soltanto in forza di decreto del tribunale.

La differenza tra il tutore e il curatore


Il tutore rappresenta e quindi sostituisce l’incapace assoluto, amministra i suoi beni e compie gli
atti giuridici in nome e per conto di lui previa quando occorre l’autorizzazione del giudice.
Il curatore invece assiste l’incapace relativo nel compimento degli atti che eccedono l’ordinaria
amministrazione.
Entrambi sono nominati dal giudice.

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