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Resistenza elettrica: definizione e formule

La resistenza elettrica è una grandezza fisica scalare che misura la


capacità di un conduttore di opporsi al passaggio di una corrente elettrica
quando è sottoposto ad una tensione elettrica. Detto in modo più semplice:
in un circuito elettrico il passaggio di elettroni (corrente elettrica) viene
sempre più o meno ostacolato dall'attrito con gli atomi del conduttore, e si
chiama resistenza elettrica (R) la maggiore o minore difficoltà che un
conduttore oppone al passaggio della corrente. Questa opposizione dipende
dal materiale con cui è realizzato, dalle sue dimensioni e dalla sua
temperatura. Uno degli effetti del passaggio di corrente in un conduttore è
il suo riscaldamento (effetto Joule). Molti dispositivi elettrici sfruttano
questo fenomeno per produrre calore, ad esempio: saldatori, ferri da stiro,
lampadine ecc.

La resistenza non deve essere confusa con il resistore, che è invece il


componente vero e proprio che si trova all'interno di un circuito. Anche se
spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi.

L'unità di misura della resistenza è l'OHM (Ω, lettera greca maiuscola


omega), il suo nome deriva da quello del fisico tedesco Georg Simon Ohm,
scopritore dell'omonima legge di Ohm. Lo strumento utilizzato per la
misurazione di una resistenza si chiama Ohmmetro. In generale, non
esistono materiali a resistenza zero, tali da permettere un passaggio di
corrente senza perdere parte della potenza in calore, o materiali con
resistenza infinita, tali da impedire il passaggio di qualsiasi corrente
elettrica. In altre parole, non esiste in natura né un perfetto conduttore
elettrico né un perfetto isolante elettrico. Vi sono materiali, come i metalli,
che oppongono una resistenza molto bassa al passaggio della corrente e
quindi sono detti buoni conduttori (argento, rame, oro, alluminio, zinco,
cromo, tungsteno). Ve ne sono altri che presentano una resistenza di media
entità ed altri ancora, come gli isolanti, che oppongono una resistenza
elevatissima (vetro, ceramica, plastica, bachelite). I materiali con
caratteristiche intermedie sono detti semiconduttori (silicio, germanio,
arseniuro di gallio ecc.).

La resistenza è data dalla seguente formula:

R=V/
I

Dove:
R = è la resistenza tra gli estremi del componente (ohm, Ω)
V = è la tensione a cui è sottoposto il componente (volt, V)
I = è l'intensità di corrente che attraversa il componente (ampere, A)

Con il termine resistenza (R) si definisce il rapporto fra la tensione agli


estremi di un conduttore (V) e l'intensità della corrente (I) che fluisce al suo
interno. Risulta evidente che, quanto più alto è il valore di resistenza di un
corpo, più bassa sarà la corrente che riesce ad attraversarlo.

Esempio:
1Ω=1V/1A

Un resistore ha resistenza pari ad 1 ohm quando una differenza di


potenziale ai suoi capi pari ad un volt genera una corrente di intensità pari
ad un ampere
Multipli e sottomultipli
Per esprimere la resistenza si usano anche multipli e sottomultipli. I valori
comunemente usati sono:

● µΩ (Microohm, x 10-6)
● mΩ (milliohm, x 10-3), molto usati per la resistenza di conduttori e di
resistori per la misura di correnti elettriche;
● Ω (ohm, x 1), usati in ambito elettronico;
● kΩ (chiloohm, x 103), usati in ambito elettronico;
● MΩ (megaohm, x 1000.000), usati in ambito elettronico;
● GΩ (gigaohm, x 6), usati per la polarizzazione dei microfoni a
condensatore;
● TΩ (teraohm, x 109), per la resistività di materiali definiti isolanti
(mai perfetti).

Prima legge di ohm

In precedenza abbiamo detto che gli elettroni, muovendosi nel circuito,


vengono ostacolati dagli atomi del conduttore che attraversano e ciò causa
una perdita di tensione rispetto a quella iniziale. Questo può essere
paragonato alla perdita (di pressione) che incontra l’acqua di un impianto
idraulico percorrendo un restringimento. Più il diametro del tubo si riduce,
maggiore sarà il calo della pressione. Allo stesso modo, più grande è la
resistenza elettrica del materiale, maggiore sarà la perdita di tensione. Il
legame tra tensione persa e resistenza è stabilito da una relazione molto
semplice, la prima legge di Ohm:

V=R×
I
La prima legge di Ohm afferma che nei conduttori ohmici l'intensità di
corrente è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale ai loro
capi, cioè all'aumentare dell'una aumenta anche l'altra, perché il loro
rapporto è costante.
La resistenza R in questo caso è una costante.

Formula Viva la Repubblica Italiana".

Se dovessimo illustrare la prima legge di ohm attraverso un grafico


(diagramma cartesiano), verrebbe fuori una retta passante per l'origine
degli assi.

Da questa formula si possono ricavare le formule inverse per calcolare


corrente elettrica e resistenza elettrica:
I=V/
R

R = V /I

For
aa

Seconda legge di ohm


La tensione persa lungo i cavi di un circuito è così bassa (essendo i cavi dei
buoni conduttori) che risulta trascurabile rispetto a quella che cade sugli
altri componenti del circuito, in particolar modo sui resistori. Tuttavia in
certi casi è necessario calcolarla, e per farlo è necessario conoscere la
resistenza totale del cavo. È facile intuire che la resistenza di un cavo
elettrico è:

● direttamente proporzionale alla sua lunghezza,


● inversamente proporzionale alla superficie della sua sezione,
● dipendente dal tipo di materiale.

Queste tre osservazioni sono riassunte dalla seconda legge di Ohm:


R = ρ (l /
S)

Dove:
R = resistenza del cavo (Ω)
ρ = resistività del conduttore, per il rame vale 0,0175 (lettera greca: ro
minuscola)
l = lunghezza del cavo (m)
S = sezione del cavo (mm2)

Resistenze in serie
Quando due o più resistenze sono collegate tra loro una di seguito all'altra
in modo tale che la corrente sia la stessa per tutte (non avendo altro
percorso possibile), si dice che le resistenze sono collegate in serie. Se le
resistenze (o per meglio dire resistori) sono collegate in serie, le loro
resistenze si sommano.

Il collegamento in serie da come risultato una resistenza di valore:


Rt = R1 + R2 + R3

Un circuito contenente una serie di resistenze può essere semplificato,


sostituendo alla serie un'unica resistenza equivalente di valore pari alla
somma delle singole resistenze. Cioè se le tre resistenze valgono 100 Ω
ciascuna, basterà rimpiazzarle con un'unica resistenza da 300 Ω.

Resistenze in parallelo
Quando due o più resistenze sono montate una di fianco all'altra con i capi
di destra e di sinistra collegati tra loro, in modo tale che tutte le resistenze
sono sottoposte alla stessa tensione (non essendoci altre cadute tra una
resistenza e l'altra), si dice che le resistenze sono collegate in parallelo. Un
circuito contenente un parallelo di resistenze può essere semplificato,
sostituendo al parallelo un'unica resistenza equivalente di valore pari
all'inverso della somma degli inversi delle singole resistenze.

Il collegamento in parallelo da come risultato una resistenza di valore:


Con il collegamento in parallelo di 2 resistenze la formula può essere
semplificata nel seguente modo:

Se le due resistenze sono uguali, la resistenza equivalente ha come valore la


metà della singola resistenza.

_____

Come leggere i colori delle


resistenze elettriche

Le Resistenze possono avere diverse forme e dimensioni che consentono


alle diverse tensioni di passare attraverso di essa.

Tuttavia, a meno che il valore della resistenza è grande, il codice è


raramente scritto sopra, perché richiederebbe uno spazio maggiore per la
marcatura.
Pertanto, un sistema è stato sviluppato per utilizzare i colori per
determinare il codice della resistenza. In altre parole, utilizzando
colori diversi, un utente medio può determinare esattamente la misura in
Ohm della resistenza.

La lettura del codice


Per identificare correttamente il valore della resistenza, contare il numero
delle bande che sono presenti. Per le resistenze con una tolleranza dal 5%
al ​10%, ci saranno quattro bande

Per le resistenze con una tolleranza ovunque da 1% al 2%, ci saranno


cinque bande.

Per le resistenze con quattro bande, i primi due sono le cifre di valore, la
terza banda è il moltiplicatore e la quarta è la tolleranza.

Quelle a cinque bande, i primi tre rappresentano le cifre di valore, il


quarto è il moltiplicatore e la quinta è la tolleranza.

I valori per diversi colori su Codice resistore

Cifre

Nero 0

Marrone 1

Rosso 2

arancia 3
Giallo 4

Verde 5

Blu 6

viola 7

Grigio 8

bianco 9

Questi costituiscono le prime due o tre bande a seconda se si tratta di un


resistore e quattro o cinque bande pertanto compongono il valore di cifre.
Moltiplicatore
Nero 0

Marrone 1

Rosso 10

arancia 100

Giallo 1000

Verde 10000

Blu 100000

Oro 1/10

Argento 1/100

Questi costituiscono la terza o quarta banda a seconda se si tratta di una


resistenza a quattro o cinque bande, rappresenta il moltiplicatore.

Tolleranza

Marrone 1%
Rosso 2%

Oro 5%

Argento 10%

La banda finale è la tolleranza.

Colore Tolleranza Coefficiente di temperatura

Nessun colore ±20% M

Argento ±10% K

Oro ±5% J

Marrone ±1% F

Rosso ±2% G

Verde ±0,5% D

Blu ±0,25% C
Viola ±0,1% B

Arancione

Giallo

Ora che avete i valori, leggendo la banda diventa più facile. Per fare ciò,
determinare la fascia della tolleranza, che sarà: marrone, rosso, oro o
argento.

Combinare i valori delle diverse bande per trovare esatto valore.

Quindi, se si dispone di una resistenza a quattro bande con il color rosso,


blu, giallo e marrone, saprete che il valore della cifra è 26. Il giallo è il
moltiplicatore che è 1000. Quindi, la resistenza in nostro possesso è
26.000 Ohm.

Tabella in sintesi degli anelli


delle resistenze
Numer I II III anello IV anello V anello VI anello

o di anell anell

anelli o o

3 I cifra II cifra Moltiplicatore

4 I cifra II cifra Moltiplicatore Tolleranza


5 I cifra II cifra III cifra Moltiplicatore Tolleranza

6 I cifra II cifra III cifra Moltiplicatore Tolleranza Coefficiente

di

temperatura

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