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LE VACANZE DI UNA VOLTA

In mio caso i ricordi delle vacanze della mia infanzia restano lontani dalla memoria.

Veramente ci sono stati bei momenti che adesso ricordo con una certa nostalgia.
La mia estate si divideva in due periodi: prima quel in cui andavo a trovare mia nonna di Tenerife, e dopo da i miei
altri nonni in Asturias.

Aspettavo con impazienza quel periodo dell’anno perche prendere l’aereo insieme mio fratello e mia sorella mi
sembrava una grande avventura che cominciava al decollo a Barajas e finiva molti giorni dopo la fine dell’estate.

Non si può spiegare in poche parole tutto ciò che abbiamo visuto, ma so che eravamo i ragazzi più felici al mondo.

Chus del Gallego

L’ESTATE DEI RICORDI: IO E MIA FIGLIA IN ALCUNI LUOGHI DELLA MIA INFANZIA

Questa estate sono tornata in quei luoghi in cui da bambina trascorrevo le vacanze estive e ho deciso di far
assaggiare a mia figlia la stessa libertà. Si è rivelato un tuffo nel passato più spensierato e leggero della mia vita. È
stata l’estate dei ricordi.

Ero solita andare a trovare i nonni in due piccoli paesi della Daunia e della valle del Fortore, una o due settimane da
una parte e una o due settimane dall’altra, senza neppure un giorno di mare.

Su e giù per quelle salite e discese continue, a me, cittadina fino al midollo, tutto sembrava così diverso e un po’
strano. Le persone sedute fuori casa a chiacchierare, le brioches giganti e ripiene davvero, i giochi in strada e tirar
tardi la sera era inusuale.

Era bello!

Ovunque andassi e aprissi una porta, si spalancava un sorriso.

Potevo andare dove mi pareva. Stare fuori casa: all’aperto a giocare, a chiacchierare e passeggiare con le amiche,
scoprire luoghi, profumi e sapori senza rigide e inderogabili prescrizioni genitoriali, lì era possibile.

Se le porte erano già aperte invece, era facile attaccare bottone, ricevere un dolcetto o cogliere la scusa per un altro
giro chissà dove.

L’estate dei ricordi attraverso i suoi occhi

Così mia figlia questa estate ha fatto lo stesso. Ha giocato in strada, dove il pallone rotolava sempre troppo
velocemente e troppo in giù per le stesse discese in cui io mi sbucciavo le ginocchia.

Si è arrampicata per raccogliere la frutta per mangiarla senza preoccuparsi più di tanto e ripararsi da sguardi
indiscreti.

È andata da zie e cugini da sola ed è uscita la sera comprandosi esattamente tutto quello che io vieto
accuratamente.

Niente orari e nessuna abitudine da rispettare. È stato un assaggio di libertà.

È stata l’estate dei ricordi da rivivere attraverso di lei riscoprendo il sapore della leggerezza e della libertà.
E’ stato bellissimo vederla così spensierata e felice.

Tutto era nuovo e alla sua portata. Ogni cosa era incredibilmente semplice e catturabile.

Era piena di gioia.

Luciana Spina

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