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2 Luca Spinelli 15/11/2021

La sveglia era alle sette. Da quando si era svegliato, alle 4:00 del mattino, non aveva chiuso
occhio,omplice il russare di Aka. Nelle prime due ore, si era girato più volte nel letto, finchè,i intorno alle
sei, tra le persiane aperte, entrò uno spiraglio di luce che illuminò parte della stanza, una scrivania,
quella di Kuroshiro, dove c'erano fogli e fascicoli, giornali e foto attaccate al muro. Il giornale era datato 9
Giugno, ed era stato scritto tre anni prima. Kuroshiro alzò e si sedette alla scrivania. olte a quei
"fogliacci", c'erano pagine su pagine di codici incomprensibili, che si mise a sfogliare. "23, 23, cosa voleva
dire papà con quel numero?", si chiese guardando le carte che aveva riepito cercando didecifrare le sue
ultime poarole, invano. Pensando ai vari codici, il tempo passò in fretta, ed erano giunte le sette.
Kurohiro se ne accorse perchè ogni mattina a quell'ora, suonava una campana, la campana
dell'orfanotrofio in cui si trovava. Da quando i genitori morirono in quell'incendio, lo avevano fatto
trasferire in quel cemtro. Ai tempi dell scuola, anche Aka era orfano, e per coincidenza si ritrovarono
insieme in quella specie di comunità di ragazzi orfani. Aka aveva il sonno pesante, quindi toccava a
Kuroshiro svegliarlo la mattina. "Sveglia Aka, è ora di colazione", disse scuotendolo. Aka si svegliò
balbettando qualcosa di incomprensibile. Poi: "Ohi Kuroshi", (era il suo soprannome), "Auguri, oggi
diventi maggiorenne", disse. In effetti, quel giorno, proprio l'otto giugno, faceva 20 anni. Lo ringraziò e
scesero le scale ch portavano ala mensa. La luce entrava dalle ampie finestre, e illuminava circa venti
ragazzi, tutti orfani. Grazie a quella luce, si potevano vedere i capelli castani di Kuroshiro e gli occhi scuri.
Aka, in fede al nome, aveva capelli con sfumature di rosso. Erano entrambi molto alti e robusti. Aka aveva
compiuto da poco i 20 anni. L colazione si svolse tranquillamente, c'erano i soliti chiacchiericci.
Kuroshiro, pur essendo timido, era amico quasi di tutti. "auguri", "buon ventesimo", tutti lo salutavano.
Era un giorno importante, il ventesimo compleanno. Sedendosi, non potè fare a meno di sentire un
gruppo di sedicenni parlare di un annuncio ce avrebbe fatto la donna in turno. Kuroshiro non ci fece
molto caso, e finì il pasto. Dopo colazione c'era sempre un'oretta di svago, nella quale tutti facevano quel
che più gli piaceva. C'era Konpu, un amico dei due, che stava sempre al computer, (da lì il soprannome) e
aveva sempre un'aria malinconica, Sakura, la ragazza affascinante, Shiho, la dark e per finire Nin,
diminutivo di ninja. Infatti era esperto di arti marziali, ma era allo stesso tempo invisibile. Kuroshiro era il
giustiziere, mentre Aka, il più grande, era il capo. Insomma, in quella comunità, ognuno aveva il suo
ruolo, insomma.

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