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SCALETTA TESTO ARGOMENTATIVO In parole più semplici, il testo argomentativo si

fonda su una tesi che deve essere dimostrata attraverso un preciso schema:
● Presentazione dell'argomento principale
● Tesi da dimostrare
● Presentazione degli argomenti a sostegno della tesi
● Antitesi
● Presentazione degli argomenti a sostegno dell'antitesi
● Confutazione dell'antitesi
● Conclusione: riconferma della tesi iniziale

TESTO ARGOMENTATIVO: SU COSA SI FONDA UN BUON ARGOMENTO Un buon


argomento si fonda sostanzialmente su quattro pilastri:
● Coerenza: Le premesse non devono contraddire la conclusione e da esse non
devono essere derivati enunciati contraddittori. È fondamentale che le premesse
siano accettabili e forti, altrimenti il ragionamento risulta fallato in partenza.
● Validità: Un argomento è valido quando le premesse giustificano la conclusione e
svolgono una funzione rilevante nel processo argomentativo. Ad esempio, inserire
nella tesina di maturità un argomento poco rilevante solo per compiacere il docente
di una data materia, rischia di trasformarsi in un boomerang. Le premesse verranno
inficiate da un'argomentazione debole e sarà più difficile giustificare la conclusione.
● Persuasività: Essere persuasivi significa saper trovare le parole giuste per un dato
uditorio, riuscendo a superare le sue convinzioni di base. Significa anche capire quali
argomenti sarà più ostico affrontare e per cui sarà necessario trovare tesi più forti e
quali invece saranno accettati più facilmente.
● Informatività: I dati a supporto sono sempre utili, purché abbiano una loro coerenza.
Si deve far attenzione a non esagerare dando informazioni accessorie per la tesi che
si sta portando avanti. Informare sì, ma con oculatezza.

40 regole di scrittura di Umberto Eco

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.


2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo
del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello
che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per
ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale:
peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che
deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile,
evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco
attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione
che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non
indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il
maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse
siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti
facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep
structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza
grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero
eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le
competenze cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

TESTO ARGOMENTATIVO: COSA NON FARE


Le chiamano fallacie dell'argomentare e riguardano gli errori più comuni che si fanno nella
dimostrazione di una tesi. Si tratta di argomentazioni che si basano su assunti deboli o
errati, e che per questo rischiano di essere facilmente confutate. Vediamo qualche esempio
tratto da da Terravecchia - Furlan, Tesine e percorsi.
● Argomentum ad hominem
Consiste nel trarre conclusioni su una data tesi sulla base di caratteristiche che
appartengono a colui che la sostiene. In sostanza, l'argomentazione dipende dal
giudizio personale che si ha su qualcuno: X è falso perché lo ha detto Giuda, che è
un traditore. Come evitarlo? Cercando di valutare l'argomento, non la persona: anche
i traditori possono dire la verità.
● Argomentum ad ignorantiam
Nasce quando si traggono conclusioni su una tesi, accettandola o rifiutandola, in
mancanza di dati certi e sulla base di convinzioni personali. Gli alieni non esistono
perché non ci sono prove della loro esistenza non ha senso: non avere dati su un
dato argomento può al massimo portarci a non prendere posizione, non certo a
sostenere quella che ci sembra più plausibile per inclinazione personale.
● Argomentum ad verecundiam
Si ha quando si tenta di sostenere un argomento sulla base dell'autorità della
persona che lo sostiene. Dire ad esempio che la meccanica quantistica non è
completamente accettabile perché Einstein la riteneva incompleta significa: 1.
ignorare gli sviluppi del pensiero sulla meccanica quantistica dopo Einstein e 2. non
considerare altre fonte autorevoli di parere opposto.
Per evitarlo, è sufficiente tenere conto di più voci autorevoli.
● Generalizzazione indebita
Avviene quando si giunge ad una conclusione a partire da un numero troppo limitato
di casi. Se non si hanno gli strumenti per valutare un alto numero di casi, sarebbe
bene evitare di trarre conclusioni dai pochi a disposizione.
● Fallacia di rilevanza o pertinenza
Si verifica quando le premesse sono capaci di sostenere una data conclusione, ma
finiscono per sostenere quella opposta. Ad esempio: Mussolini fu il direttore
dell'Avanti!, perciò fu un esponente di spicco del fascismo non ha senso: l'Avanti! era
il quotidiano del partito socialista, e il "perciò" è totalmente fuori luogo.
● Inversione causale
Si verifica quando si inverte la causa con l'effetto di due eventi correlati: non studia la
matematica perché non la capisce può anche essere letto come non capisce la
matematica perché non la studia.
● Non causa pro causa
La fallacia nasce quando si conclude che qualcosa è causato da qualcos'altro che
non è la sua causa: l'entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale fece
vincere il conflitto agli Alleati non ha senso. Non è la sola entrata in un conflitto a
determinare l'esito di una guerra.
● Petitio principii
Si verifica quando si assume per vero ciò che in realtà si vuole dimostrare: Ungaretti
fu un poeta molto famoso perché era celebre. Attenzione all'uso del "perché": la
spiegazione di quello che viene dopo deve essere reale.
● Introduzione: introduci in modo originale il libro che hai letto dando brevi informazioni
generiche.
● Breve trama: il lettore dovrà avere un'idea generale del libro, per cui occorre
presentare brevemente la trama.
● Personaggi: prosegui il discorso parlando dei personaggi che ti hanno colpito e
spiegane il motivo.
● Tematiche del libro: cita le tematiche e le questioni affrontate nel libro,
argomentandole secondo il tuo punto di vista.
● Giudizio sul libro: spiega perché ti è piaciuto il libro e cosa maggiormente ti ha
colpito.
● Conclusione: concludi il tuo discorso riassumendo le tue impressioni sul libro letto.

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