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Danilo il Crapa

ANTIMONIO

COLLANA MATEREA

Prima edizione anno 2001

Biblioteca di Episteme
Distribuzione Gratuita

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“Celuy qui transmua le premier n’avait aucun livre, mais

suivait la nature, regardant comment et avec quoy elle

travaille”

NICOLAS VALOIS

“Souvenez-vous, enfant de la Science, que la connaissance

de notre magistère vient plutòt de l’inspiration du Ciel que

des lumières que nous pouvons acquérir par nous- memes”

LIMONJON DE SAINT-DIDIER

“Nous còtoyons souvent le phénomène, voire le miracle,

sans le remarquer, en aveugles et en sourds; que de

merveilles, que de choses insoupconnées ne

découvrirons-nous pas si nous savions disséquer les mots

, en briser l’écorce et libérer l’esprit, divine lumière qu’ils

renferments”

FULCANELLI

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La questione che questo file propone è fondamentale:


E’ VERAMENTE L’ANTIMONIO, O LA STIBINA, AL DUNQUE POI
LA STESSA COSA, LA MATERIA PRIMA DEGLI ALCHIMISTI? SE COSI’
NON FOSSE , QUALE ALTRO MATERIALE POTREBBE ESSERE
IMPIEGATO?

Questo file nasce per riportare in modo idealmente ordinato tutte le notizie che si
hanno al momento sull’Antimonio, tanto di autori scientifici classici quanto da
fonti esoteriche allo scopo di cercare di capire, per quanto è possibile, se è lui
l’attore principale della Grande Opera o meno.
Una certa qual dimestichezza, derivata da anni di studi teorici e ormai anche di
esperimenti pratici condurrebbe a credere che sia effettivamente esso il principale
ingrediente delle operazioni Alchemiche; tuttavia, come ci ricordano gli autori,
in questo lavoro non si può essere sicuri che la strada imboccata sia davvero
quella giusta, finche non si ottiene il RISULTATO FINALE.
Nell’alchimia fino alla fine non si deve mai essere certi di niente, e bisogna essere
disposti a rivedere le proprie convinzioni in ogni momento.
Iniziamo col riportare alcune notizie di chimica applicata: scannerate dal
Villavecchia, pagina 444 e seguenti del primo volume : terminate queste note
chimico fisiche, si riporterà un’interessante brano di Rudolf Steiner sulle
particolarità dell’antimonio; infine vi saranno le indicazioni di Fulcanelli al
riguardo.

ANTIMONIO (MINERALI DI). Antimonyores - Minerais d’antimoine -


Antimonerze. Il più importante minerale di antimonio è la stibina o
antimonite, Sb S (Stibnite, Gray antimony - Stibine -Grauspiessglanz,
2 3
Antimonglanz, Stibnit).
La stibina in genere si trova in natura in giacimenti fiIoniani con ganga quarzifera
con basso contenuto in oro. E’ abbondante in Toscana (Grosseto-Siena), in
Sardegna, Piemonte e Alto Adige. La stibina è spesso accompagnata da ossidi di
antimonio derivanti dalla sua alterazione, da pirite, mispiskel a volte auriferi, da
galena, blenda, bornite, cinabro, ecc. i più bei cristalli si trovano in Giappone.
La stibina pura contiene il 7I,4% di Sb, cristallizza nel sistema rombico (classe
della baritina) in cristalli a forma di aghi sottili e spesso in masse fibrose compatte.
Peso spec. 4,5-4,7; durezza 2; lucentezza metallica grigio-piombo.
Fonde a 540-550 gradi, bolle a 857 gradi (sic!) è solubile in HCl concentrato con
svolgimen-to di H2S; con acido nitrico si traforma in ossido.
Per riscaldamento all’aria a 190 gradi si trasforma lentamente in SB O è questa
2 3-
la base della precottura preliminare?- a 400 gradi la trasformazione è molto rapida.
Altri minerali di importanza relativa ai fini industriali sono i seguenti: valentinite,
Sb,O, (83,5% di Sb), cristallizza nel sistema rombico, peso spec.5,6 durezza 2,5-3,
colorazione grigia, giallo-bianca; senarnontite, è una modificazione cristallina
della valentinite, cristallizza nel sistema monometrico, peso specifico 5,2-5,3
durezza 2-2,5, colorazione grigia, bianca , a volte si trova incolora.
kermesite, Sb ,O 2Sb S (Sb= 74,24% un prodotto di alterazione della stibina,
2 3, 2 3
cristallizza probabilmente nel sistema monoclino, peso spec. 4,5- 4,6, durezza
1,0-1,5 colorazione rossa;
cervantite, Sb O cristallizza nel sistema rombico, colorazione bianca, rosa, gialla;
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stibiconite, Sb O .H2O, peso spec. 5,1- 5,2, durezza 4,5-5, colorazione bianca o
2 4
giallo rossiccio; ocra di antimonio, è un ossido di antimonio idrato con
composizione variabile. Vi sono poi altri minerali complessi che contengono
antimonio. Fra questi ricordiamo la pirargirite (Ag2SbS3), la jamesonite
(4PbS.FeS.3Sb2S3), la berthierite (FeS. Sb2S3), la livingstonite (HgS.Sb2S3), la
boulangerite (Pb5Sb4S11), la polibasite (Ag9SbS6), la stefanite (Ag5SbS4).
Rararnente si trova anche Sb nativo associato a minerali di Ag e i più importanti
giacimenti di minerale antimonifero si trovano in Cina nelle province dell’ Hunan,
Kweichow, Yunnan, in Bolivia,
DA DOVE PROVIENE IL MATERIALE REPERITO AL TAFONE NEL
GIUGNO 1994. SI RICORDI SEMPRE CHE IL VIAGGIO FINO A
COMPOSTELLA E’ STATO EFFETTUATO CON STIBINA D’ITALIA, quella
tanto cara a Stefano d’Alessandria; ma i lavori più recenti con il materiale
boliviano.
La struttura ad aghi di quello Toscano è nettamente più evidente, rispetto a
quello sudamericano. SI RICORDI POI CHE I DUE NON HANNO AVUTO
NEMMENO LO STESSO CIELO SOPRA DI LORO:non è una battuta: la
situazione astronomica, proprio la carta del cielo è ben diversa in Bolivia da
quella sopra Grosseto!
Nella regione di Tupiza, Huari e Uncia, in Messico a S. Louis Potosi e Aneretaro
nella Sierra Catorce, a Sonora.
In Europa le più importanti miniere si trovano in Cecoslovacchia (a Spiska Banja,
Mezibrod, Tepla, Pernik, Pricov) e in Ungheria (a Csucsom, Aranyda). Altre
miniere si trovano in Jugoslavia, Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Russia,
e Grecia.
In Italia esistono piccole miniere in Toscana e Sardegna. Negli Stati Uniti i
giacimenti antimoniferi sono insignificanti.

Arricchimento dei minerali di SB: A scopo metallurgico vengono in genere richiesti


minerali di Sb con titoli superiori al 50% di antimonio. La stibina non offre difficoltà
al trattamento meccanico o per flottazione Nella flottazione come collettori
vengono usati gli xantati alcalini.

ANTIMONIO:
Per la sua esistenza in natura vedi Antimonio minerali .Produzione. L’Sb
del commercio si ricava per la maggior parte dalla stibina Sb2S3; Sb teorico 71,4%
il tenore diSb nei diversi tipi di minerale e le operazioni di arricchimento seguite
determinano il processo da seguire per l’ottenimento del metallo.
Processo di arrostimento e riduzione: Il minerale contenente dal 5 al 25% di Sb,
viene trasformato in ossido mediante arrostimento in presenza d’aria; I’ossido,
eventualmente miscelato con minerali ossidati naturali: viene poi ridotto, in forni
a riverbero, con carbone (10-15%) ed in presenza di fondenti come cloruro,
carbonato e solfato sodici, che impediscono la volatilizzazione dell’ossido e
disciolgono gli eventuali solfuri residui. Il carbonato sodico- Soda Solvay, in
pratica, è uno dei principli accessori dei saggi al cannello ferruminatorio.
Praticamente è codificato nella prassi metallurgica che i “fondenti” spesso e
volentieri non servono affatto a fondere -i minerali antimoniferi sono già tanto
fusibili di loro- quanto per operare altrimenti. Qui fanno proprio il mestiere
della pietra attaccata alla colomba di Piccolpassi.

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Processo per liquazione: è generalmente riservato ai minerali ricchi (45- 60%


di Sb). Il solfuro viene fuso per separarlo dalla ganga .Si otticne cosi un solfuro
più puro, detto “Antimonio crudo” dal quale si ricava il metallo mediante
arrostimento e riduzione, come visto sopra, oppure fondendolo ad alta
temperatura (1200 ) con tornitura di ferro. I famosi 1200 gradi del quarto grado
del fuoco secondo Fulcanelli nella via breve?
Quest’ultimo processo detto “inglese” o “per precipitazione” sfrutta la maggiore
affinità del Fe verso lo zolfo, rispetto allo Sb. La presenza di solfato sodico e
carbone favorisce la separazione dell’ Sb metallico dal solfuro di Fe formatosi.
E’ già la seconda volta che l’ottimo Villavecchia ci loda il solfato di sodio: il
caro vecchio sale inglese purgante.
Processo per riduzione diretta: è il più recente, usa forni a tino soffiato, a camicia
d’acqua, per la fusione continua di minerali solforati (22-45% di Sb), ossidi minerali
misti, residui di liquazione, matte, scorie grasse e fumi bricchettati caricati a strati
alterni con coke.
Nella parte superiore del forno la carica subisce prima un essiccamento ad opera
dei gas di combustione, avvengono poi le deconposizioni dei solfuri e dei
carbonati; nella parte mediana inizia la riduzione degli ossidi cosi formatisi.
Per azione del CO prodotto dal coke e dall’aria insufflata; nella zona inferiore
si completa la riduzione e si raccoglie il metallo fuso.
L’ossido di carbonio è riducente per l’antimonio, ma è un vero disintegratore
per il nikel : è veramente sorprendente come una stessa sostanza, il CO possa
avere degli effetti così diversi.
Prodotti secondari: Nelle lavorazioni viste si formano prodotti secondari come
il vetro d’antimonio proveniente dalle scorie di arrostimento a bassa temperatura
ed il croco d’antimonio proveniente dalle scorie della riduzione.
Si ottengono, inoltre i fumi d’Sb, formatisi dalla volatilizzazione del triossido
che vengono recuperati in apposite camere, che rientrano in lavorazione oppure
si usano come pigmenti.
Raffinazione dell’Sb greggio: Dai processi sopra elencati si ottiene sempre SB
greggio o regolo contenente As, S, Fe, Cu e Pb che viene ulteriormente raffinato:
l’ As si elimina sottoponendo il metallo fuso ad un trattamento ossidante in
presenza di scorie o aggiunte sodico-potassiche.
E questa potrebbe essere l’edulcorazione del principio arsenicale: l’arrostimento
dell’agnello del quale si parla nella seconda parte del mistero delle Cattedrali:
far cercare al computer “édulcoration” oppure “agneau” o “arsénical” e zomperà
fuori questo pezzo.
Il crapa preferisce lavorare sul computer e non sul testo stampato, perché, per
esempio queste funzioni “search” “cerca” sono comodissime: molto meglio
dell’indice analitico più accurato.
L’aggiunta di solfuro di Sb alla scoria caustica permette l’eliminazione del Fe e
del Cu, lo S viene infine rimosso aggiungendo ossisolfuro d’Sb. L’antimonio
raffinato cosi ottenuto, avente purezza del 99,5% circa viene colato in lingotti o
piastre e ricoperto immediatamente con scoria fusa che, rallentando la velocità
di raffreddamento favorisce la formazione di cristalli felciformi, caratteristici
dell’Sb, che nella pratica commerciale si ritengono indizio della purezza del
metallo.

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Una raffinazione più spinta, con ricupero del Pb e degli eventuali elementi preziosi,
si effettua per via elettrolitica con anodi di Sb greggio in soluzione solforica
contenente SbF, e piccole percentuali di HF libero.
AI catodo si separa l’Sb che, dopo rifusione, si ottiene ad un titolo del 99,98 per
cento.
Caratteristiche: metallo bianco-bluastro brillante. Il reticolo cristallino, di tipo
romboedrico esagonale, lo rende facile alla frattura che presenta un aspetto lucente.
Si riduce facilmente in polvere di colore grigio opaco, che, per compressione
riprende la lucentezza originaria. Oltre alla usuale forma cristallina sono note
altre modificazioni allotropiche:
Sb nero, amorfo, chimicamente più reattivo del’ Sb cristallino, metastabile, si
tramuta gradualmente nella forma cristallina a 100 (cento) gradi rapidamente a
400.
Sb giallo, si origina dall’azione dell’O (ossigeno molecolare) sull’idruro a -90
2
(sic!) meno novanta gradi non è metallico ed è molto instabile; sopra i +90 più
novanta passa ad Sb nero;
Sb esplosivo, amorfo, che si ottiene in particolari condizioni di temperatura,
concentrazione e densità di corrente, dall’elettrolisi del tricloruro SbCl ;-
3

ma guarda un pò! Proprio il caro vecchio burro, fusibile a 73,4 gradi (a quanto io sappia
il sale d’antimonio dalla temperatura di fusione più vicina a quella del Lapis finito 64
gradi) è il generatore dell’antimonio esplosivo, sia pure passando per la corrente
elettrica, che taluni credono essere il vero fuoco segreto degli alchimisti. Ai visto mai
il Lapis si potesse ottenere modernamente ed elegantemente per via elettrochimica?
bassa temperatura ed alta densità di corrente favoriscono la sua deposizione in
forma esplosiva.

L’esplosione avviene, nel passaggio dalla forma amorfa a quella cristallina,


per sfregamento meccanico o per riscaldamento a 110-125 gradi. Riscaldando
gradualmente l’esplosività scompare.
L’Sb distillato sotto vuoto è ugualmente amorfo e può ugualmente esplodere
venendo scalfito o riscaldato.

Ma qual’è il motivo di questa esplosività, che colpì moltissimo anche Rudolf


Steiner, cfr poco più sotto? Per Basilio Valentino la possibilità di formare composti
esplosivi era segno di una “vitalità esuberante” del metallo. Siccome poi l’esplosione
veniva attribuita ad una fuga di abbondanti spiriti metallici, se ne deduceva anche
che il metallo di partenza era ricchissimo appunto in questi spiriti. Sulla questione
degli spiriti metallici vedi il file Alchimia per Roma su questo stesso dischetto.

A causa delle sue povere proprietà meccaniche, l ‘Sb puro non è quasi usato
per getti; anche le leghe ricche in Sb hanno poca o nessuna importanza pratica;
sono, invece, industrialmente usate le leghe di Sn, Pb o di entrambi i metalli con
Sb.
Per scopi protettivi od ornamentali si possono ottenere sottili rivestimenti di Sb
dall’elettrolisi delle soluzioni fluoridriche del SbF3, in presenza di H2,SO4.
L’Sb appartiene, insieme con N, P, As e Bi, al V gruppo del sistema periodico
degli elementi. Tra i cinque, fatta eccezione per il Bi, è il più metallico sia nel
comportamento chimico che fisico. Esplica le valenze 3-, 3+ e 5+
L’ossidazione, nelle normali condizioni atmosferiche, è superficiale. La presenza
di umidità e di luce accrescono la velocità di ossidazione.

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Alla temperatura di fusione forma il triossido Sb2O3 volatile.
Viene fortemente attaccato dall’H2SO4 concentrato a caldo, mentre resiste all’acido
freddo e diluito; l’HCl in presenza di aria non attacca quasi il metallo in forma
compatta, se in polvere, viceversa, I’attacco è abbastanza rapido. L’HNO3 lo attacca
convertendolo nel triossido bianco Sb2O3, insolubile; questa reazione è utile per
differenziarlo da As e Bi entrambi solubili in HNO3.

E’ solubile in acqua regia formando lo ione cloroantimoniato SbCl6 meno;


una successiva diluizione con H20 riprecipita però I’ossido. Resiste bene all’HF,
all’NH3 e alla CO2.

Viene fortemente attaccato, specie se in polvere e riscaldato, da CL2, e Br2, forma


composti con As, Se, Te, P, ma non con C, B e Si. Gli alcali ed i sali alcalini lo
attaccano fortemente.

L’Sb si lega facilmente con il Pb, semplicemente aggiungendo pezzi di


Sb metallico ad un bagno di Pb fuso. L’aggiunta di Sb al Pb ne migliora le
proprietà meccaniche, lo indurisce e ne esalta la resistenza alla corrosione.
Proprietà fisiche. A 20 gradi centigradi:
reticolo cristallino romboedrico trigonale
peso specifico 6,62 g/cm3
punto di fusione 630,50
punto di ebollizione 1380 Si noti come la presenza di S riduca il punto di
ebollizione della stibina che è solo di 857 gradi.
variazione di volume a fusione più 0,95 %
calore specifico 0,049 cal/g/grado centigrado
conduttività termica 0,04Q5 cal/cm/oC/sec.
coefficiente di dilatazione termica (20- 6O) gradi 19 per 10 alla meno 6per grado
centigrado
resistività 39 microohm/centimetro
modulo elastico 7900 kg/mm2
carico di rottura I,I kg/mm2
durezza Brinell 30-58 kg/mm2$â
Solubilità: solubile in acqua regia

Saggi e reazioni: Lo si può riconoscere precipitandolo come solfuro giallo


arancio da una soluzione cloridrica lasciata raffreddare sotto una leggera
corrente di idrogeno solforato.
Per la differenziazione dall’ Arsenico vedi in caratteristiche il comportamento
rispetto all’acido nitrico.

Usi: funzione: In lega con altri metalli ne migliora o modifica determinate


proprietà aggiunto al pb: Io indurisce; ne migliora le proprietà meccaniche, la
resistenza a fatica, la resistenza alla corrosione; ne diminuisce la contrazione
alla solidificaziorne; aggiunto allo Sn e alle leghe Sn-Pb: li indurisce, ne migliora
la colabilità le caratteristiche meccaniche e la resistenza allo scorrimento; aggiunto
al Cu: produce un aumento della temperatura di ricristallizzazione, migliorando
quindi la finezza del grano.

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b) Nei diversi campi: il metallo: nella metallurgia del piombo duro o piombo
antimoniale; dei metalli bianchi; dei metalli antifrizione; delle leghe per caratteri
da stampa; delle leghe per saldatura e nella fabbricazione del peltro; puro, in
polvere fine, nella bronzatura dei metalli come pigmento.
I composti: nell’industria farmaceutica: emetici; nell’industria tessile: mordenti;
nella fabbricazione di smalti e vernici: pigmenti, opacizzanti;
nell’industria degli esplosivi, bellica e pirotecnica: innescanti, fumogeni per cortine
e proiettili traccianti;
nell’industria galvanica: antimoniatura.

Stabilità e tossicità Il metallo ha una bassa tossicità, mentre i vapori sono


molto nocivi, specie se inalati; si deve evitare che vengano in contatto con gli
occhi e con la pelle. L’uso di occhiali e indumenti di protezione è raccomandato.
Manipolazione e immagazzinamento. Conservare in recipienti ben chiusi.

La prima singolarità nella quale ci siamo imbattuti è questa tendenza


all’esplosione spontanea: QUESTA TENDENZA, E’ PRECIPUA DELL’ANTIMONIO
O E’ CONDIVISA ANCHE DA ALTRI METALLI? La “scoppiosità”, per altro deve
essere notevole, se viene impiegato nell’industria pirotecnica e bellica come innesco.
PUO’ DAVVERO QUESTO CARATTERE DENOTARE UN ‘ALTA “SPIRITUALITA”
dell’antimonio stesso? Oltre che per Basilio Valentino anche per Rudolf Steiner è
proprio così che va. cfr. più sotto.

Due composti dell’antimonio particolarmente interessanti dal nostro punto di


vista sono il triossido ed il tricloruro o burro d’antimonio.
Il primo, il triossido è verosimile sia corrispondente a quella che Tollius chiama la
veste bianca degli Angeli, prodotto intermedio nel corso dell’elaborazione della grande
Opera; forse corrispondente al prodotto descritto da Fulcanelli nel Mistero a proposito
del gallo e della Volpe: (vai al file Mistero e cerca: goupil usando proprio la funzione
cerca del PC)
Quanto al burro d’antimonio sembra sia stato preparato per la prima volta proprio
da Basilio Valentino , e visto che è perfettamente liquido già ad una temperatura
piuttosto bassa- solo 73 (settantatré) gradi centigradi- forse è lui l’acqua nella quale
avvengono le reazioni alchemiche della Via lunga, quelle classiche per intenderci nel
“vaso dell’arte” sigillato e posto ad un reltivamente debole fuoco.

ANTIMONIO OSSIDO.

Anidride antimoniosa, Antimonio triossido, Antimonio sesquiossido,


Neve di antimonio. Antimony trioxide - Oxyde d’ antimoine - Antimon-trioxyd.
Sb2O3 p. mol. 29I,52 .
Si trova in natura sotto forma dei minerali valentinite e senarmontite.
Produzione: Si può ottenere: a) scaldando l’antimonio metallico in corrente
moderata d’aria:
b) per arrostimento della stibina (che contiene in media il 10-12% d’antimonio)
condensando i fumi in una serie di tubi,
c) Per azione del carbonato sodico sull’ossicloruro d’antimonio, polvere di Algarotti
d) trattando I’antimonio con acido nitrico diluito, a caldo.
Caratteristiche. Polvere cristallina, bianca a freddo, gialla a caldo. Fonde al calor
rosso formando un liquido giallo che diventa bianco in sepuito a raffreddamento.

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Volatile ad alta temperatura. Inodoro; peso spec. ( a20 gradi centigradi) = 5,65;
ind. rifr. 2,087; punto di fus. 636 gradi centigradi p. eboll. 1550 .Sublima.
Chimicamente è un prodotto anfotero.

Solubilità Insolubile in acqua e in acido nitrico. Poco solubile in H2SO4 e


HCL diluiti. Solubile nei medesimi acidi concentrati, nelle soluzioni di idrossidi o
solfuri alcalini (a caldo) nelle soluzioni di acido tartarico o di bitartrati. Le soluzioni
precipitano per diluizione con acqua.

E’ questo forse il senso dell’impiego nell’alchimia operativa del tartaro o


feccia di vino: con essi si può solubilizzare l’ossido d’antimonio senza bisogno
di ricorrere a reagenti drastici come l’acido solforico puro caldo e via
discorrendo.
Personalmente ho impiegato di recente l’acido solforico a 97 gradi e vi garantisco
che fa veramente paura: è pesante, oleoso, scola via con enorme lentezza. L’acido
nitrico o il cloridrico, non fosse che per la loro normale fluidità, simile a quella
dell’acqua sono molto più bonaccioni.
Del resto l’acido solforico puro a 66 gradi (il crapa ha usato il 97) è l’unico
reagente che Fulcanelli stesso raccomanda di usare con prudenza (file spagiria;
cerca 66° e ci sarai sopra).

Tipi commerciali. Chimicamente puro. Puro per uso farmaceutico. Tecnico


ossido regolabile
meno dell’ 80% di Sb, ossido commerciale più dell’ 80% Dati analitici. Il triossido
del commercio contiene il 98-99% di Sb2O3.
Saggi e reazioni. La soluzione cloridrica dà con H2S un precipitato arancione,
solubile in solfuro d’ammonio.
Analisi. Determinazione del titolo: per soluzione in cremortartaro e successiva
titolazione con Iodio O,I N ( vedi Antimonio e potassio tartrato). 1 ml di Iodio
0,1N è uguale a g 0,07288 di triossido.
Usi. Nell’industria chimica per la preparazione del tartaro emetico, antimoniato
sodico, ecc. Come intermedio per la preparazione di antimonio metallico (ossido
regolabile).
Nell’industria del vetro, per decolorare il vetro .
Come componete di vetri fotosensibili, di vetri che trasmettono raggi IR.
Nell’ industria ceramica come componente di colori gialli per ceramica e come
opacizzante e adiuvante di adesione per smalti vetrosi.
In galvanotecnica per la produzione di strati di antimonio metallico su altri metalli.
Come pigmento bianco con alto potere coprente.
Come mordente per stampa.
Come ritardante di fiamma per resine viniliche, tessuti, carte, materie plastiche.
Come reagente per separare il terpineolo e il geraniolo.
In medicina.
Esistono altri due ossidi di antimonio, il Tetraossido, Sb2O4 (metantimoniato
di antimonile (p.mol. 307,52) e il Pentossido di antimonio, Sb2O5 o Sb4O10), a p.
mol. 323,52, polvere bianca o giallognoIa che fonde a 450 gradi centigradi Si prepara
dal triossido, o anche dal metallo, per azione delI’ HnO3 conceIntrato. E’ solubile
nelle basi forti con le quali forma antimoniati; insolubile negli acidi eccetto HCI
concentarto.

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NOTIZIE ADESSO SUL TRICLORURO O BURRO D’ANTIMONIO

Antimony trichloride - Trichlorure d’antimoine -Antimontrichlorid. SbCl3 P.mol.


228,13
Produzione. Per reazione fra cloro e antimonio.
Sciogliendo il solfuro di antimonio in acido cloridrico concentrato e distillando
I’acido in eccesso .Si libera I’idrogeno solforato e resta in soluzione il tricloruro di
antimonio, che si purifica per sublimazione.
Le preparazioni industriali partono dalla stibina (Sb2S3) sospesa in HCI e
trattata con cloro, oppure trattata a secco con fosgene.
Caratteristiche. Massa cristallina-rombica incolora, trasparente, molto
igroscopica, deliquescente. Fuma leggermente all’aria. Ha reazione fortemente
acida. Peso spec. (solido, a 2O gradi) = 3,14 (liguido, a 75 gradi) = 2,671 visc. del
liquido 1,460 cP; p. fus. 73,4 gradi centigradi; tens. di vap. (49,2gradi) = 1mmHg,
a 84,4 gradi =20.2 mmHg. punto di ebollizione 223,5 ma sublima a 100 gradi.
E’ un cattivo conduttore d’elettricità. Calore di formazione molecolare 91,400
cal. CaIore di fusione (73,2 gradi centigradi)= 13,29 cal/g. Calore specifico
(33")=0,11 cal/g. Costante cri-oscopica 18,4.
Solubilità Solubile in acqua acidulata, in alcool, in benzolo, in solfuro di
carbonio, in cloroformio, in etere, in acetone, in acido cloridrico concentrato.
Insolubile nel tetracloruro di carbonio.
In acqua si idrolizza formando ossicloruro e da luogo, perciò ad un intorbidamento
.
Il sale basico si scioglie per aggiunta di acido tartarico. Tipi commerciali. In
cristalli. liquido. Tecnico e chimicamente puro.
Dati analitici,. il titolo si determina sciogliendo il prodotto in una soluzione di
tartato sodico potassico aggiungendo NaHCO3 e titolando con soluzione di iodio
0,1 normale 1 ml di iodio 0,1 normale= 0, 01141 grammi di SbCl2.
Saggi e reazioni. con cloro forma pentacloruro, con zolfo a caldo può scomporsi e
formare il solfuro. Coi vari alogeni forma sali complessi (cloro antimoniti). Forma
composti di addizione con vari composti organici.
La soluzione cloridrica di SbCl3, dà con H2S un precipitato arancione
solubile nel solfuro ammonico.
La soluzione cloridrica, diluita fortemente, dà un precipitato bianco, solubile in
HCl e nell’acido tartarico (differenza coi sali di bismuto) costituita da ossidi e
ossicloruri di Sb, è comunemente indicata col nome di polvere di Algarotti, che fu
già usata in medicina.

Usi. Per la preparazione di sali d’antimonio. In galvanoplastica.


Nell’industria tessile per mordenzatura, appesantimento e idrofobizzazione dei
tessuti.
Nelle industrie organiche, come catalizzatore di clorurazione e di
polimerizzazione.
In farmaceutica, per preparare il tartato emetico.
In chimica analitica si usa la soluzione acquosa come reagente per il cloralio, per
gli idrocarburi aromatici e per la vitamina A.
Nella fabbricazione dei fiammiferi e nella pirotecnia . Per la preparazione di
altri sali di Sb e per brunire il ferro
Tossicità: è corrosivo, provocando gravi scottature cutanee. E’ velenoso:
vapori.

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Ora inseriamo qui le idee di Rudolf Steiner sull’antimonio: scannerato da


“Conoscenza Antroposofica dell’uomo e medicina” pag.16 e sgg. Come vedremo fra
breve Rudolf Steiner attribuisce un’estrema importanza all’Antimonio: si ha tuttavia
l’impressione che non dica affatto tutto quello che potrebbe dire, e che in più anche la
trascrizione del suo pensiero non sia del tutto esatta.
E’ probabile che i testi originali delle conferenze di Steiner abbiano ben altro spessore
nella lingua originale -tedesco purtroppo- rispetto alle deformi e incomplete traduzioni
spacciate in Italia.
In ogni modo esordisce proprio col far notare la questione degli “scoppi elettrolitici”.
Questo fenomeno mi interessa per un motivo molto semplice: se le reazioni provocate
dall’Sb sono necessarie per l’Opera, e Sb presenta questo fenomeno, è più economico
pensare vi sia un collegamento fra le due cose, piuttosto che siano due “singolarità”
dell’antimonio senza alcun rapporto fra loro. La possibilità di una totale scissione delle
due cose non mi sembra né logica, né estetica nel senso, se non cito a sproposito, di Paul
Dirac e “la teoria vera perché bella” Ma diamo al dunque la parola al Dr. Rudolf Steiner:

CONOSCENZA ANTROPOSOFICA DELL’UOMO E MEDICINA:

“Vogliamo ora rivolgere il nostro sguardo a un metallo che si trova in natura:


I’antimonio.

Già all’osservazione esteriore l ‘Antimonio ha una caratteristica molto


interessante. In Natura si sviluppa in modo che si formano degli aghi :delle
strutture allungate, aghiformi, che si accostano l’una all’altra. In natura I’antimonio
si trova quindi tale per cui schematicamente lo si potrebbe disegnare come un
mazzo di aghi.
Cresce quasi come un muschio minerale, o come un lichene minerale Si vede come
l’antimonio si voglia per cosi dire ordinare in senso filiforme. Si vede ancora
meglio la tendenza di questo minerale a strutturarsi in senso lineare quando lo
sottoponiamo a un determinato processo fisico-chimico.
Allora la sua strutturazione diviene ancora più sottile. Si dispone in fasci
sottilissimi. E’ però molto importante quel che avviene quando si sottopone
I’antimonio a un particolare tipo di combustione. Si ottiene un fumo bianco che si
puo depositare sulle pareti per divenire poi lucido, simile ad uno specchio. Viene
chiamato specchio di antimonio. Oggi viene preso in scarsa considerazione,
tuttavia nell’antica medicina veniva applicato molto.”

COSA INTENDE STEINER PER SPECCHIO? LA VESTE DEGLI ANGELI cfr. file
Tollius.Txt E’ BIANCA IMMACOLATA, MA OPACA, AFFATTO LUCIDA.
Occorrerebbe vedere nell’originale tedesco: se invece di specchio valesse anche
come”deposito” in senso chimico allora ci saremmo perfettamente. Non mi risulta
che si possa lucidare un deposito di ossido d’antimonio in modo che possa fungere da
specchio, almeno a quanto io sappia.

“Spesso, sulla base delle forze conoscitive di cui ho più volte parlato
nel corso delle conferenze mattutine l”antimonio è estremamente importante, è
importante lo specchio che si forma solo attraverso il processo di combustione e
si può depositare sulle pareti.

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A tutto questo si aggiunge un’altra caratteristica. Voglio mettere in evidenza solo
che se si sottopone I’antimonio a determinati processi elettrolitici e lo si porta al
cosiddetto catodo elettrolitico, è sufficiente poi una piccola scarica, dopo aver
portato l’antimonio al catodo ed averlo sottoposto al processo elettrolitico, per
ottenere una piccola esplosione di antimonio.

Detto brevemente, l’antimonio ha delle caratteristiche molto interessanti.


Introducendo nell’organismo umano I’antimonio in dosi modeste, possiamo
osservare dai diversi processi come in effetti le stesse forze, che si comportano
nell’antimonio come ho appena detto, abbiano la loro continuazione nell’organisno
umano e come assumano forze ed effetti.
Non posso qui dilungarmi sui singoli aspetti e sulle dimostrazioni, voglio
soltanto accennare al nesso interiore, ma gli effetti e i processi che compaiono
nell’organismo umano si rivelano maggiormente là dove coagula il sangue.
Rinforzano, aiutano la coagulazione del sangue. Ma ricerchiamo ora con i metodi
che sono propri anche della triarticolazione dell’organismo umano, che ci
permettono di penetrare nell’essenza dell’uomo e di riconoscere come i singoli
sistemi si comportino nei diversi organi; osservando così l’organismo umano
troviamo che ciò che vive nell’antimonio non vive soltanto fuori nel minerale, ma
che in effetti è un complesso di forze viventi nell’organismo umano, che è sempre
presente nell’organismo umano sano e che nell’organismo umano malato assume
anche le forme di cui ho parlato or ora.

Il processo dell’antimonio presente nell’organismo umano è polarmente


opposto a un altro processo. E’ opposto al processo che compare là dove agiscono
forze plastiche ad esempio là dove compaiono le forze che formano le cellule, le
forze che arrotondano le cellule, là dove compare ciò che forma la sostanza
cellulare dell’organismo umano. Vorrei denominare queste forze, proprio perché
sono contenute soprattutto nelle proteine, forze albuminizzanti. Cosi abbiamo
nell’organismo umano le forze che troviamo in natura nell’antimonio quando lo
sottoponiamo per esempio a una combustione e lo portiamo sino a formare lo
specchio. Le forze che agiscono nell’antimonio agiscono anche nell’organismo
umano.
Abbiamo però anche le forze opposte, le forze albuminizzanti, che fermano, che
eliminano le forze dell’antimonio.Questi due sistemi di forze, forze albuminizzanti
e forze dell’antimonio, agiscono l’uno verso l’altro in modo che nell’organismo
umano devono stare in un determinato equilibrio.
Bisogna ora riconoscere che ad esempio il processo che ho prima esposto nelle
sue linee principali, e che sta alla base del tifo addominale, ha le sue origini nel
fatto che è disturbato l’equilibrio tra questi due sistemi di forze.”

ATTENZIONE: AI TEMPI DI STEINER (1923) IL TIFO ADDOMINALE ERA


UNA MALATTIA GRAVISSIMA, SPESSO LETALE

“ Per poter ora penetrare giustamente nell’organismo umano bisogna poter


prendere in aiuto ciò che nelle conferenze del mattino di questo corso ho esposto
dai piu disparati punti di vista, per altro non medici.

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Abbiamo visto che l’uomo non ha soltanto il corpo fisico ma anche un corpo
eterico o corpo vitale, un corpo astrale e una organizzazione dell’io. Proprio ieri
ho detto che abbiamo da una parte un nesso stretto tra corpo fisico e corpo vitale
dall’altra tra io e corpo astrale, che il corpo astrale e il corpo vitale o eterico hanno
un nesso più labile, separandosi ogni notte.

Questa connessione, consistente nel legame reciproco tra le forze del corpo astrale
e dell’eterico, è radicalmente alterata nel tifo addominale. Nel tifo addominale
compare un corpo astrale che diviene debole, che non puo agire in modo
corrispondentemente intensivo sul corpo fisico, per il motivo che agisce in se
stesso, che provoca la preponderanza che in certo qual modo estende verso il
basso il sistema dei nervi e dei sensi, che soggiace principalmente al corpo astrale.
Invece di trasformarsi in organizzazzione di ricambio, persiste come tale come
attività astrale. Il corpo astrale agisce in se stesso. Non agisce bene sul corpo
eterico. Così insorgono i sintomi che danno il quadro sintomatologico del tifo.”

In effetti, nell’ammalato di tifo è realmente presente un’angosciosissima sensazione


delle proprie budellaccie gorgoglianti: nella medicina secondo Steiner molti guai
compaiono proprio quando determinati processi che non dovrebbero mai
raggiungere la soglia della consapevolezza divengono invece consci.
Un’idea analoga si trova in Gurdiev, e anche la medicina ufficiale accetta
questo principio: il cardiopatico comincia ad essere consapevole dei propri battiti
cardiaci, il dispnoico dei propri respiri, l’artrosico delle proprie ossa ecc.
Solo l’ammalato di coglioneria-malattia ohimé fin troppo diffusa, altro che AIDS!
-Non acquisisce più senso dei propri zibbidei, anzi lo perde del tutto e semina
figli a ciufolo. L’analogo avviene nella cogliona femmina, che non ha più il controllo
dell’utero che funge da sistema nervoso centrale, in tal caso.

“Ciò che compare nell’antimonio in modo da rinnegare in certo qual modo la


natura minerale, - ATTENZIONE ORA: PERCHE’ LO STATO CRISTALLINO
DOVREBBE ESSERE UN RINNEGAMENTO DELLA FORMA MINERALE?
MINERALE NEL SENSO DI NON VIVO, FORSE? -
ciò che diviene cristallino e appuntito, in maniera che perfino lo specchio di
antimonio depo-sitandosi, compare simile a cristalli di neve alla finestra che mostra
cioè la stessa forza di cristallizzazione come nella natura, la forza di
cristallizzazione che è insita nell’antimonio quando viene preparato
adeguatamente come farmaco e introdotto nell’organismo, agisce in modo da
sostenere l’organismo in modo che possa inserire il corpo astrale con le sue forze
nella maniera giusta nel corpo eterico, che possa riportarli nel rapporto giusto.

Con il farmaco preparato in modo adeguato con l’antimonio aiutiamo i


processi che si oppongono al tifo. Proprio per questo con il preparato di antimonio
(al quale devono essere aggiunte altre sostanze che devono avere un rapporto
analogo con l’organismo umano, secondo il decorso della malattia) con tale
preparato cui sono aggiunte altre sostanze, si può combattere la malattia,
sostenendo e rafforzando i processi nell’organismo perchè riesca a sviluppare in
sé, se così si può dire, la forza dell’antimonio che agisce nel senso di ritrovare II
ritmo giusto nel nesso tra corpo eterico e corpo astrale.

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L’osservazione antroposofica ci porta a vedere il rapporto fra ciò che agisce fuori
nella natura, come ho mostrato nell’esempio dell’antimonio, e cio che agisce
nell’interno dell’organismo umano. Possiamo seguire questa forza albuminizzante,
plastica in senso rotondeggiante, e la forza che agisce linearmente fino nella cellula
embrionale.

Per quanto spiacevole possa essere esprimersi in questo modo, perchè sappiamo
che provoca antipatia e odio nelle persone interessate, per chi ha raggiunto
vere conoscenze in questo campo e che quindi vede I’intimo meccanismo
dell’organismo umano, le ricerche microscopiche sulla cellula embrionale, sulla
cellula uovo, (per altri aspetti ricerche veramente meravigliose) appaiono
straordinariamente dilettantesche.
Come possiamo vedere in ogni testo di embriologia le persone interessate
osservano esteriormente la cellula uovo come tale, la formazione dei cosiddetti
centrosomi senza sapere come le forze albuminizzanti che predominano anche
nell’organismo intero agiscano in senso polarmente opposto alle forze
dell’antimonio. Il tondo della cellula uovo come tale è dato dalle forze
albuminizzanti; i centrosomi dopo la fecondazione sono dati dai processi
dell’antimonio. Questo avviene in tutto I’organismo umano. Preparando modo
giusto un farmaco e sapendo con la diagnosi in che cosa va sostenuto l’organismo
umano, gli diamo le forze di cui necessita per superare un processo patologico.
Introducendo nella medicina i punti di vista dell’Antroposofia possiamo osservare
il giusto rapporto del macrocosmo, di tutto il mondo con l’uomo. Come ho
richiamato l’attenzione sull’antimonio e sui processi che può sviluppare e che ha
in sè quando viene trattato in un modo piuttosto che in un altro (potrei dire molte
cose sull’antimonio se volessi trattarlo scientificamente nei singoli particolari, ma
voglio soltanto accennarne il principio...”

Fine della citazione di Steiner


Sostanzialmente nell’antimonio dovrebbe ritrovarsi una sorta di forza
ordinatrice, che esso, debitamente preparato sarebbe in grado di portare
nell’interno di un corpo umano ammalato. Per la verità, è proprio così che
secondo la Tradizione almeno, agisce l’Elisir di Lunga vita o Oro potabile, che
non è altro che la Pietra Filosofale particolarmente adattata a fungere da farmaco.
Cfr. file Lapis finito.

Ora veniamo a quanto ci dice Fulcanelli circa l’impiego dell’antimonio


nel corso della Grande Opera:Come si vedrà ben presto questo è il pezzo più
ostico di tutta l’opera di Fulcanelli : in sostanza è risolvibile agevolmente solo
se si applicano a Fulcanelli delle regole di decrittazione che lui indica per gli
autori alchemici : ma sarà lecito applicarle a lui che le enuncia? In due parole:
Fulcanelli dice nelle Dimore che la materia prima era tradizionalmente indicata
e nominata dagli autori ermetici SEMPRE FRA I MATERIALI DA NON
IMPIEGARE: E INFATTI LUI DICE CHE L’ANTIMONIO NON E’ DA
ADOPERARSI:E’ L’UNICA MATERIA CHE LUI SCONSIGLIA
ESPRESSAMENTE.

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Pag.397, I Tomo delle Dimore.


“Les plus instruits des notres dans la cabale traditionnelle ont sans doute étè
frappés du rapport existant entre la VOIE, le CHEMIN tracè par l’hiéroglyphe
qui emprunte la forme du chiffre 4, et l’ANTIMOINE MINERAL ou STIBIUM,
clairement indiqué sous ce vocable topographique.
En effet, l’oxysulfure d’antimoine naturel se nommait, chez les Grecs stimmi
ou stibi, or stibia est le CHEMIN, le SENTIER, la VOIE que l’investigateur
(stibeus) ou PELERIN parcourt en son voyage; c’est elle qu’il foule aux pieds
(steibo).
Ces considérations, basées sur une correspondance exacte de mots, n’ont pas
échappé aux vieux maitres ni aux philosophes modernes, lesquels, en les
appuyant de leur autorité, ont contribué à repandre cette erreur néfaste que
l’antimoine vulgaire était le mystérieux SUJET de l’art. Si noti che ha precisato
“antimoine VULGAIRE”
Confusion regrettable, obstacle invincible contre lequel se sont heurtés des
centaines de chercheurs.
Depuis Artéphius, qui commence son traité par ces mots “ L’antimoine est des
parties de Saturne...” jusqu’à Philalèthe, qui intitule l’un de ses ouvrages:
EXPERIENCES SUR LA PREPARATION DU MERCURE
PHILOSOPHIQUE PAR LE REGULE D’ANTIMOINE MARTIAL ETOILE’
ET L’ARGENT, en passant par le CHAR TRIOMPHAL DE L’ANTIMOINE
de Basile Valentin, et l’affirmation dangereuse, en son positivisme hypocrite
de Batsdorff, (vedere la sua Opera) le nombre de ceux qui se sont laissé prendre
à ce traquenard grossier est simplement prodigieux.
Le moyen age a vu les SOUFFLEURS et les ARCHIMISTES (SIC) volatiliser,
sans aucun rèsultat, des tonnes de mercure amalgamé à l’or stibié... Henckel...dans
son TRAITE’ DE L’APPROPRIATION...
“Le regule d’antimoine, dit-il, est regardé comme un moyen d’union entre le
mercure et les métaux, et en voici la raison: il n’est plus mercure et il n’est pas
encore métal parfait; il a cessé d’etre l’un et a commencè a devenir l’autre.
Cependant, je ne dois pas passer sous silence que j’ai entrepris inutilement de
très grands travaux pour unir plus intimement l’or et le mercure par le moyen du
régule d’antimoine.”
Questo in verità è abissalmente lontano dal tenore dei lavori del crapa.
...Une autre similitude de mots permettrait également d’inférer que la pierre
philosophale pourrait provenir de l’antimoine. Quanta importanza dà Fulcanelli
alle “similitudes de mots”.
On sait que les alchimistes du XIV siècle appellaient KOHL ou KOHOL leur
Médecine universelle, des mots arabes AL COHOL, qui signifient POUDRE
SUBTILE, terme qui a pris plus tard, dans notre langue, le sens d’EAU-DE-VIE
(alcool).
En arabe, Kohl est, dit-on, l’oxysulfure d’antimoine pulverisé, qu’emploient les
musulmanes pour se teindre les sourcils en noir. Les femmes grecques se
servaient du meme produit, qu’on appellait platioftalmon, c’est-a-dire GRAND
OEIL...
Nous serions certainement du meme avis, si nous ignorions qu’il n’entrait pas
la moindre molecule de stibine dans le platyofthalmon des Grecs (sulfure
de mercure sublimé). Le KOHL des Arabes et le COHOL ou Cohel des Turcs.

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Les deux derniers, en effet, s’obténaient par calcination d’un mélange d’étain
grenaillé et de noix de galle. Telle est la composition chimique du Kohl des
femmes orientales, dont les alchimistes anciens se sont servis comme terme
de comparaison pour enseigner la préparation secrète de leur antimoine.
C’est là l’oeil solaire que les Egyptiens nommaient OUDJA; il figure encore, parmi
les emblèmes maçonniques, entouré d’une gloire au centre d’un triangle.
Ce symbole offre la meme signification que la lettre G, septième de l’alphabet,
INITIALE DU NOM VULGAIRE DU SUJET DES SAGES, figurée au milieu
d’une étoile radiante.
Il gallio, maledizione, ci va benissimo!
C’est cette matière qui est l’ANTIMOINE SATURNIN d’Artephius, le
REGULE D’ANTIMOINE de Tollius, le veritable et seul STIBIUM de Michel
Maier et de tous les Adeptes.
Quant à la stibine minerale, elle ne possède aucune des qualités requises et, de
quelque manière qu’on veuille la traiter, on n’en obtiendra jamais ni le
dissolvant secret, ni le mercure philosophique.
ATTENZIONE QUI: GIA’ IL REGOLO NON E’ PIU’ STIBINA MINERALE
Et si Basile Valentin donne à celui-ci le surnom de PELERIN ou de VOYAGEUR,
(stibeus) parce qu’il doit, nous dit-il, traverser SIX VILLES CELESTES avant
de fixer sa résidence dans la septième; si Philalete nous assure que lui seul est
notre VOIE (stibia), ce ne sont pas là des raisons suffisantes pour invoquer que
ces maitres ont pretendu désigner l’antimoine vulgaire comme générateur du
mercure philosophique.
Cette substance est trop éloignée de la perfection, de la pureté et de la spiritualité
que possède l’HUMIDE RADICALE ou SEMENCE METALLIQUE, -qu’on
ne saurait d’ailleurs trouver sur terre, -pour nous etre vraiement utile.
L’ANTIMOINE DES SAGES, matière première extraite directement de la mine,
“n’est pas proprement minéral et moinx encore métallique, ainsi que nous
l’enseigne Philalèthe (Introitus,II.2); mais sans participer de ceux deux
substances il tient le milieu entre l’une etl’autre. Il n’est pas néammoins corporel,
puisque entièrement volatil; il n’est point esprit, puisqu’il se liquéfie dans le feu
comme un métal. C’est donc un CHAOS QUI TIENT LIEU DE MERE A TOUS
LES METAUX”
C’est la FLEUR (anthemon) métallique et minérale, la première rose, noire en
verité, qui est demeuré ici bas comme une parcelle du chaos élémentaire.
C’est d’elle, cette fleur des fleurs (FLOS FLORUM) que nous tirons d’abord
notre GELEE BLANCHE (stibe), laquelle est l’esprit qui se meut sur les eaux, et
le parement blanc des anges; réduite à cette blancheur étincelante, c’est elle le
MIROIR de l’art, le FLAMBEAU (stilbe), la LAMPE ou la LANTERNE, l’éclat
des astres et la splendeur du soleil (SPLENDOR SOLIS), c’est elle encore qui,
unie à l’or philosophique, deviendra la planète métallique MERCURE
(STILBON ASTER), le NID del’oiseau (stibas) , notre Phenix et sa petite pierre
(stia); c’est elle enfin la RACINE, SUJET ou PIVOT (lat. STIPES,
STIRPS) du Grand Oeuvre et non pas l’antimoine vulgaire.
IN QUESTA DIGRESSIONE CONTRO L’ANTIMONIO FULCANELLI SI
PREOCCUPA SEMPRE DI SPECIFICARE “VULGAIRE” Canseliet risolve la
cosa dicendo semplicemente che la stibina o antimonio volgare- nella vecchia
terminologia spagirica- attraverso la precottura diviene filosofica.
Sachez donc, frères, afin de ne plus errer, que notre terme d’ANTIMOINE,
dérivé du grec antemon, dèsigne, par un jeu de mots familier aux philosophes,

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l’ANE-TIMON, le guide qui conduit, dans la bible, les Juifs à la FONTAINE.
C’est l’ALIBORON mythique, aeliforon, le CHEVAL DU SOLEIL.

E’ il “sire asne” della Festa dei Pazzi. “Sarcinis aptississimus” capace di separare
il tritico dalla paglia, e di vincere nel salto i cammelli veloci dei Madianiti.
La Sede della “Virtus Asinaria” che procurò alla Chiesa l’Oro e l’incenso del
paese di Saba.

...Dans la langue primitive les cabalistes grecs avaient coutume de substituer des
chiffres à certaines consonnes pour le mots dont ils désiraient voiler le sens
ordinaire sous un sens hermetique.
Il se servaient ainsi de l’episemon (stagion), du koppa, du sampi, du digamma,
auxquels ils adaptaient une valeur conventionelle.
Le noms, modifiés par ce procédé, constituaient de véritables cryptogrammes,
bien que leur forme et leur prononciation ne parussent point avoir subi
d’altération.
Or, le vocable ANTIMOINE, stimmi, était toujours écrit avec l’épisemon,
equivalent aux deux consonnes assemblées SIGMA et TAU, lorsqu’on l’employait
pour la caractériser le sujet hermétique.
Ecrit de la sorte, simmi n’est plus la stibine des mineralogistes, mais bien une
MATIERE SIGNEE par la nature, ou mieux un mouvement, dynamisme ou
vibration, VIE SCELLEE (s-immenai), afin d’en permettre à l’homme
l’identification, signature toute particulière et soumise aux regles du nombre
SIX.
Episemon, mot formé de epi, SUR et sima, SIGNE, signifie en effet MARQUE’
D’UN SIGNE DISTINCTIF, et ce signe doit correspondre au nombre six. De
plus, un terme voisin, fréquemment employé pour l’assonance en cabale
phonetique, le mot epistemon, indique CELUI QUI SAIT, QUI EST INSTRUIT
DE, HABILE A.
L’un des personnages importants de PANTAGRUEL, l’homme de science, se
nomme Epistémon. Et c’est l’artisan secret, l’esprit enclos dans la substance brute,
qui traduit l’epistemon grec, parce que cet esprit est capable, à lui seul, d’exécuter
et de parfaire l’ouvrage entier, sans autre secours que celui du feu élémentaire.
Il nous serait facile de completer ce que nous avons dit du mercure philosophique
et de sa préparation; mais il ne nous appartient pas de dévoiler entièrement cet
important secret.
A proposito di Materia segnata, si confronti:
Pag.186, secondo tomo delle Dimore:
“Or, notre couronne -les initiés savent ce dont nous entendons parler- est
précisement le domicile d’élection de l’ESPRIT.
C’est une misérable substance, ainsi que nous l’avons dit, à peine matérialisée,
mais qui le renferme en abondance .
Et c’est là ce que les philosophes antiques ont fixé dans leur CORONA
RADIATA, décorée de rayons en saillie, laquelle n’était attribuée qu’aux
dieux ou aux héros déifiés. Ainsi expliquerons-nous que cette matière, véhicule
de la LUMIERE minérale, se révèle grace à la signature rayonnante de
l’ESPRIT, comme la terre promise résèrvée aux élus de la Sapience.
Qui si aggiungono due parole: per Pernety corona, con diverse attribuzioni
si riferisce o alla pietra compiuta o ad un materiale relativamente progredito
“uscito dalla putrefazione”.
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Con tutto ciò a me sembra che Fulcanelli qui parli della materia prima
minerale, in quanto effettivamente appena materializzata, segnata dallo spirito
( il suo aspetto a spicule ed aculei :questo colpì anche Rudolf Steiner, come si è
appena visto) e pure sostanza miserabile.

ANTIMONIO E MERCURIO ROSSO:

“MERCURIO ROSSO” da Teknos, numero 11 del novembre 1994, pagina 56:


“MERCURIO ROSSO” La presenza di questo materiale nel contrabbando
nucleare è un mistero. Il “red mercury”, così denominato per distinguerlo
da quello grigio utilizzato anche nei termometri, è un polimero (antimoniuro
di mercurio) formato da due metalli (antimonio e mercurio). Il colore rossiccio
è dato dal’antimonio. Per altri esperti invece si tratterebbe invece di ossido di
mercurio. Secondo certe indiscrezioni i russi lo userebbero per realizzare
un generatore dei neutroni che innescano la reazione a catena. Secondo altre,
servirebbe a ridurre la quantità di uranio ne-cessaria per le bombe. Ma la
maggior parte dei tecnici nucleari occidentali resta scettica sul concreto impiego
di questo materiale. Al massimo, concedono, po-trebbe essere usato come
scudo riflettore all’interno di una bomba.”

Questo è il brano di Fulcanelli dove si accenna alla grande antichità, una


vera e propria primogenitura che ha il soggetto alchemico rispetto agli altri
minerali e metalli terrestri:
...Pag.240 del Primo tomo delle Dimore Filosofali DRAGON AILE’ A QUEUE
RECOURBE’ EN BOUCLE ...
De ce deux natures, envisagées séparément ,celle qui joue le ròle de matière
féminine ...
...Malgré l’opinion générale qui veut que notre sujet n’ait jamais été designé
nous affirmons au contraire, que beaucoup d’ouvrages le nomment et que
tous le décrivent...
Classée parmi les corps rejetés comme impropres ou étrangers à l’Oeuvre.
PROCEDE’ CLASSIQUE. Tanto classico che forse lo usa lui stesso. vedi poco
sopra
Son nom traditionnel, PIERRE DES PHILOSOPHES, dépéint assez ce corps
pour servir de base utile à son identification. Il est en effet veritablement
PIERRE , parce qu’il présente, au sortir de la mine, les caractères extérieurs
communs à tous les minerais.
C’est le CHAOS DES SAGES, dans lequel les quatres élements sont énfermés,
mais confus et désordonnés.
C’est notre VEILLARD et le PERE DES METAUX, ceux-ci lui devant leur
origine, puisque il réprésente LA PREMIERE MANIFESTATION
METALLIQUE TERRESTRE. Cosa nell’iter della pietra filosofale compiuta
perfettamente, fa ritenere agli alchimisti che la loro materia prima sia la prima
manifestazione metallica terrestre?

C’est notre arsenic ,la cadmie, l’antimoine (ommne trinum est perfectum; poi
é l’unico qui con il prefisso ant-che sta per antico, anteriore ecc.), la blende, la
galène ,le cinabre ,le colcotar, l’aurichalque, le realgar, l’orpiment , la calamine,
la tuthie, le tartre etc.

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TOUS LES MINERAIX -PAR LA VOIX HERMETIQUE- LUI ONT
APPORTE’ L’HOMMAGE DE LEUR NOM. On l’appelle encore DRAGON
NOIR COUVERT D’ECAILLES, SERPENT VENIMEUX, FILLE DE
SATURNE et” la plus aimée de ses enfants”.
OCCHIO ADESSO:
Cette substance primaire a vu son évolution interrompue par interposition et
pénétration d’un soufre infect et combustible, qui en empàte le pur mercure, le
retient et le coagule .
Et, bien qu’il soit entièrement volatil, ce MERCURE PRIMITIF, corporifié sous
l’action siccative du soufre arsenical, prend l’aspect d’une masse solide, noire,
dense, fibreuse, cassante, friable, que son peu d’utilité rend vile , abjecte et
méprisable aux yeux des hommes.
Dans ce sujet, -parent pauvre de la famille des metaux, -l’artiste éclairé trouve
cependant tout ce dont il a besoin pour commencer et parfaire son grand ouvrage,
car il y entre, disent les auteurs, au debut, au milieu et à la fin de l’Oeuvre.
Aussi , les anciens l’ont-ils comparé au Chaos de la Création ...
Ils ont dépeint symboliquement leur matière en son premier étre sous la FIGURE
DU MONDE, qui contenait en soi les matériaux de NOTRE GLOBE hermetique,
ou MICROCOSME, assemblés sans ordre, sans forme, sans rytme ni mesure .
Notre GLOBE ,reflet et miroir du MACROCOSME, n’est donc qu’ une parcelle
du Chaos primordial, destinée, par la volonté divine (sic: tutto minuscolo) ,au
renouvellement élémentaire dans les trois règnes, mais qu’une suite de
circonstances mystérieuses a orientée et dirigée vers le règne minéral.
Ainsi informé et specifié soumis aux lois régissant l’évolution et la progression
minerales, ce CHAOS devenu corps contient confusément la plus pure semence
et la plus proche substance qu’il y ait des mineraux et des métaux.
La matière philosophale est donc d’origine minérale et métallique.
Qui si può inserire questo brano, con le stesse idee e quasi le stesse parole:

“Pag.180, secondo Tomo delle Dimore “EN.RIEN.GIST.TOUT.


Devise primordiale que se plaisent à répéter les philosophes anciens, et par
laquelle ils entendent signifier l’absence de valeur, la vulgarité, l’extréme
abondance de la matière basique d’où ils tirent tout ce qui leur est nécessaire... I
saggi apprezzano “Dans les corps la qualité spirituelle qu’ils tiennent cachée en
eux.”
Aux yeux du sage, le fer, ce paria de l’industrie humaine, est incomparablement
plus noble que l’or,
sul ferro si ricordi che è il partner ideale del soggetto dei saggi: vedi file ai
romani.wri e ferro.wri
et l’or plus méprisable que le plomb; car cette lumière vive, cette eau ardente,
active et pure que les metaux communs,les minéraux et les pierres ont conserveé,
l’or seul en est dépourvu.
...Nous apparait (l’or) comme une simple RESINE METALLIQUE (re-
sine-metalli-que-quid?) dense, fixe et fusible, triple qualité qui le rend notoirement
impropre à la réalisation de notre dessein.
...C’est donc à la pierre brute et vile qu’il faut s’adresser, sans répugnance pour
son aspect misérable, son odeur infecte, sa coloration noire, ses haillons
sordides.

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Car ce sont précisément ces caractères peu séduisants qui permettent de la
reconnaitre, et l’ont fait regarder de tout temps comme une substance primitive,
issue du chaos originel, et que Dieu, lors de la Création et de l’organisation de
l’univers, aurait réservée pour ses serviteurs et ses élus.
Tirée du NEANT (né-ant),elle en porte l’empreinte et en subit le nom RIEN (r-y-an).
Mais les philosophes ont découvert qu’en sa nature élémentaire et désordonnée,
faite de ténèbres et de lumière, de mauvais et de bon rassemblés dans la pire
confusion, ce RIEN contenait TOUT ce qu’ils pouvaient désirer”
Viene proprio ribadito che nella materia prima c’é proprio tutto: occorre solo
fare ordine.

IL MATERIALE DELLA VIA DEL POVERO:


La seconde voie ne réclame, du commencement à la fin , que le secours d’une
terre vile, abondamment répandue , de si bas prix qu’à notre époque dix francs
suffisent pour en acquerir une quantité supérieure aux besoin. C’est la terre et la
voie des pauvres, des
simples et des modestes , de ceux que la nature émerveille jusqu’en ses plus
humbles manifestations.

Pag 44, II tomo delle Dimore


a proposito della fontana DU VERTBOIS” ...son deplacement est assuré
par la VOILE D’ARTIMON, à l’exclusion des autres .
Seule elle recoit l’effort du vent, soufflant en poupe; seule, elle en trasmet l’energie
au navire glissant sur les flots .
Or les cabalistes écrivent ARTIMON et prononcent ANTEMON ou ANTIMON
vocable derrière lequel il cachent le nom du sujet des sages...”

RIFLESSIONI DI BERNARD HUSSON (BASATE SU COSA?), DA PAG.


36 della
sua raccolta “Antologia dell’Alchimia” credo si chiamasse così. Il crapa ne ha
alcune parti fotocopiate dall’originale, che credo fosse di proprietà di Francesco
Albanese: non è stato mai possibile reperirne un’altro esemplare intero.
“Il n’est pas certain que l’antimoine ait été le matériau de base de tous les
alchimistes qui ont abouti à des résultats positifs dans le domaine des
trasmutations. Mais il est evident que ce sulfure a joué un ròle prépondérant
dans l’alchimie occidentale, surtout depuis la diffusion des écrits de Basile
Valentin, dont une partie est une description chimique très exacte de quantité de
ses sels.

C’est ce corps que l’Adepte le plus réputé de l’Occident met en scène dans ses
douze clés, c’est evidemment sur l’antimoine qu’oeuvrerent Philalèthe et
Monte Snyders. Cependant, et c’est ce qui les distingue des spagyristes, cette
substance ne reste pas dans
la composition de leur produit final où, comme on l’ a déjà vu dans le procédé
decrit par l’ab-bé rousseau, le nitre joue un rhole important. Vedi file nitre.
Non moins essentiel est celui tenu par les métaux, en correspondance étroite et
respective avec l’influence des planètes, que leur contact avec l’antimoine,
selon des modalités successives diverses, dote de proprietès thérapeutique qu’ils
n’ont pas ordinairement.

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Si riguardi la questione dell’”artifice” nel file airomani. wri: è possibile che in


esso l’antimonio
o la materia prima, qualora non fossero la stessa cosa, giochi un ruolo determinante.

Nous citons à cet égard les précisions interessantes...de Copponay de


Grymaldi...(qui) jouit de la meme reputation, certainememt meritée par le
nombre de ses cures réussies, à la cour du roi de Sardaigne.”
Qui se ricordate il file trovare ci ritroviamo con le Opere di quel medico, che, per
l’appunto, pur essendo medico del re di Sardegna proprio qui in Sardegna sembra
non abbia lasciato traccia alcuna, con grande perplessità delle cortesi bibliotecarie
dell’Università di Cagliari.

OEUVRES POSTHUMES DE M. DE GRIMALDY, à Paris, (1745)


L’ANTIMOINE
Les Phillosophes Chimistes nous dépeignent ce minéral avec un caractère qui
repré-sente le monde avec la croix au-dessus, pour nous signifier que comme le
mystère de la croix purifie et sauve l’ame de toutes ses souillures spirituelles,
l’Antimoine, et ses remedes bien et duement préparées, purifient et délivrent le
corps de toutes les impuretés qui cau- sent et entretiennent les maladies qui
l’afligent.
Ils le nomment de plusieurs noms énigmatiques, comme le LOUP, à cause qu’il
con-somme et dévore tous les métaux, à l’exception de l’or. D’autres l’ont
nommé PROTHEE, parce qu’il reçoit toute sorte de formes, et qu’il se revet de
toutes les couleurs par le moyen du feu.
D’autre l’appellent la RACINE DES METAUX, tant à cause qu’on en trouve
proche leurs minieres, qu’à cause qu’il y en a qui croient qu’il est la racine et le
principe des Métaux.

CIO’ SPIEGHEREBBE PERCHE’, OPERATIVAMENTE, E’ CHIAMATO


“MERCURIO”

On l’appelle encore PLOMB SACRE’, PLOMB DES PHILOSOPHES, et PLOMB


DES SAGES, parce qu’il y en a qui le prenent pour le sujet du grand oeuvre des
Philosophes, et de leur quintessence. Glauber nous le décrit comme le premier
etre de l’or.
Tous les Auteurs, et entr’autres Mrs Le Febure et Lemery, qui ont fait un
grand-nombre d’expériences sur ce minéral, demeurent d’accord qu’il faut
choisir L’Antimoine de Hongrie, ou celui de Transilvaine, parce qu’il est le
plus pur, et qu’il participe davantage de la nature solaire, et qu’ainsi son souffre
interne est beaucoup plus éxalté. Malgré cela ils conviennent que celui
d’Allemagne, et celui de France sont bons, et qu’on peut s’en servir efficacement.
Il seroit trop long de déduire les épreuves qu’on peut faire pour le choix du meilleur
Anti-moine; mais la plus sure, et celle à laquelle il faut s’arreter, c’est de préferer
celui qui donnera le plus de regule, et qui est le plus net, parce que le regule n’est
rien autre chose qu’ un Antimoine bien purifié; à quoi nous ajouterons une chose
très-importante qui sera la cloture de ce que nous avions à dire en particulier sur
l’Antimoine. Il y a apparence que Paracelse n’entend par le mercure
d’Antimoine autre chose que son regule bien préparé sans aucune diminution de
son souffre solaire et central.
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Ainsi on doit nous sçavoir gré si nous sommes si exacts en cette opération, et
l’on doit nous suivre scrupuleusement pied à pied dans la manipulation que
nous enseignerons, et se servir d’un nitre bien purifié, pareil, s’il est possible, à
celui que nous employons, dont nous devons la préparation à notre travail, et
duquel nous nous servons avec succès pour la purification de nos matieres.
Nous parlerons de ce nitre, bien different du nitre ordinaire, après que nous
aurons parlé des métaux tant en général, qu’en particulier” sul nitro preparato
secondo De Grimaldi vedi il file nitre, dove e riportato tutto quello che si ha al
riguardo.
Giova ricordare che secondo Canseliet, la vera guida pratica di laboratorio di
Fulcanelli erano appunto le Opera Postume di De Grimaldi

E’ veramente un guaio che non si abbia questo libro per intero, ma solo sotto
forma di pochi brandelli, pari neanche a un cinquantesimo o meno dell’opera
originale.
E a proposito di brandelli ecco, secondo Bernard Husson un frammento di
Newton sulla pratica dell’alchimia:
Nel suo commento all’opera di Monte-Snyders sul farmaco universale, in
particolare al capitolo sul” triplice fuoco degli antichi saggi”, riportato tradotto
da B. Husson, a pag. 192 della sua prima raccolta sull’Alchimia, Newton dà il
nome di fuoco freddo
al regolo d’Antimonio.
RIPORTIAMO QUI PER INTERO IL FRAMMENTO DI NEWTON,
ORIGINALMENTE IN INGLESE, NELLA TRADUZIONE FRANCESE DI
BERNARD HUSSON. Come si vedrà E’ TUTTA LA PRATICA DELLA GRANDE
OPERA SECONDO NEWTON

FRAMMENTO DI ISAAC NEWTON A COMMENTO DEL “FARMACO


CATHOLICO” DI
JOANNES DE MONTE-SNYDERS.

“La première chose à comprendre, ce sont les trois feux mystérieux. Le premier
doit rendre le matal fusibile et c’est, sans enigme alcune, le regule
d’antimoine. Le second doit etre en sympathie avec le feu métallique et Snyders
déclare aussi qu’il est double, bien qu’il se propose de le considerer comme unique.
Bien qu’il soit constitué de natures douées de qualites contraires, il lui suffit
qu’elles aient le meme effet dans l’ac-complissement de son dessein.
Il l’appelle un feu sympathique hermaphrodite brùlant. Il dit que le soufre et le
nitre sont deux feux violents, mais que si l’on sait comment les réconcilier, rien,
sinon Dieu, ne peut nous emphecher d’obtenir la santé et les richesses et que
c’est la seule chose qu’il ait réservées par devers lui et pour ceux que Dieu a
chosis à cette fin.

Ce qu’il dit n’est pas sans vraiesemblance, car le soufre et le nitre sont
véritablement deux feux contraires qui, une fois unis, sont capables de penetrer
quelque métal que ce soit, d’en allumer l’ame et de l’extraire, une fois unis au
feu métallique froid qu’il appelle l’ame de Saturne, laquelle l’amalgame avec
tous les métaux et se laisse calciner au feu avec l’aide de l’élément double igné.

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SARA’ AFFINE ALL’UOMO DOPPIO IGNEO ? cfr. file Dimore.II a “propriis


pereo pennis”

sachez que le feu froid est le régule d’antimoine (c’est-à-dire le meme que le
premier feu). Il dit que l’on doit commencer là où la nature a fini et, au moyen
de cet élément ma-gique igné composé de deux matières infernales et contraires,
calciner les portes,
autrement inexpugnables de la forteresse solaire.
C’est ainsi, et tout au long de son livre, qu’il indique que vous devez utiliser
l’or et l’unir à l’ame de Saturne, qui doit etre tirée du SATUNE MINERAL
NON (ENCORE) FONDU, car il ne brule pas comme le (segno del mercurio)
commun; mais il est doué d’une qualité
terrestre et sèche qui le rend propre à défendre le soufre du Soleil, à moins
qu’il ne soit brùlé et chassé en l’air avec son mercure.
L’or, étant amalgamé avec le mercure de Saturne, devient poreux et alors le feu
infernal peut mieux et plus promptement calciner le corps robuste et le réduire
en cendres, desquelles est extrait au moyen de la claire rosée celeste, le soufre;
du corps résiduel est
extrait ensuite, au moyen d’une lessive, après réverbération préalable requise,
le sel médicinal le plus précieux, que les sages ont dit etre la pierre des
philosophes. Il avertit que la séparation du soufre d’avec le sel peut etre faite
en peu de temps à feu ouvert. Mais que vous devez prendre garde à ne pas
bruler le feu des Métaux et qu’à cet effet vous devez avoir un gardien ou
protecteur capable de s’y opposer; il a nommé ce gardien: c’est le tartre, qu’il
déclare etre fort favorable aux métaux et doté d’une
grande affinité pour eux.”

FINE DEL FRAMMENTO DI NEWTON.

Dimore filosofali, II tomo pag.295, a proposito delle numerosissime


denominazioni del solvente alchemico, una di esse è saturno, e Artefio comincia
il suo libro dicendo: “l’ antimoine est de parties de Saturne ayant en toutes façons
sa nature...”
Fra l’altro , per Isacco L’ Olandese e Paracelso, L’Opera di Saturno
(verosimilmente l’opera dell’antimonio) è sinonimo di VIA BREVE:
Parmi ces dénominations la plus familière est certainement celle de SATURNE,
considéré comme l’Adam métallique.
...”Isaac Hollandais dit dans son OEUVRE VEGETABLE: Sache, mon fils que la
pierre des philosophes doit etre faite au moyen de SATURNE...dans toutes
les oeuvres végétables, il n’y a pas de plus grand secret que dans SATURNE, car
nous ne trouvons la pùtrefaction
de l’or qu’en SATURNE où elle est cachée. SATURNE contient dans son interieur
l’OR PROBE, ce dont conviennent tous les philosophes, à condition qu’on lui
retire toutes ses superfluités, c’est-à- dire les fèces, et alors il est purgé.
L’extérieur est amenè à l’intérieur, l’intèrieur manifesté à l’extèrieur, et c’est
là sa rougeur, et c’est alors l’OR PROBE.
SATURNE, du reste entre facilement en solution et se coagule de meme; il se
prete de bonne grace à laisser extraire son mercure.
Il peut etre sublimé aisément, à tel point qu’il devient le mercure du soleil.
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Car SATURNE contient en son intérieur l’or dont Mercure a besoin, et son mercure
est aussi pur que celui de l’or...SATURNE est, pour notre oeuvre, de beaucoup
préférable à l’or; car si tu veux extraire le mercure de l’or, il te faudra plus d’un
an, pour tirer ce corps du soleil, tandis que tu peux extraire le mercure de
SATURNE en vingt-sept jours.
Les deux metaux sont bons, mais tu peux affirmer avec plus de certitude encore
que SATURNE EST LA PIERRE QUE LES PHILOSOPHES NE VEULENT
PAS NOMMER...
Car si l’on connaissait son nom... Cet Art serait devenu commun et vulgaire.
Ce travail deviendrait BREF ET SANS GRANDE DEPENSE... SATURNE
EST LE VASE AUQUEL IL NE FAUT RIEN AJOUTER D’ ETRANGER,
EXCEPTE’ CE QUI VIENT DE LUI; de telle manière qu’il n’y a pas d’homme,
si pauvre soit-il, qui ne puisse vaquer à cet Oeuvre, puisqu’il ne nécessite
pas de grands frais, et qu’ IL FAUT PEU DE TRAVAIL ET
PEU DE JOURS pour en obtenir la LUNE( potrebbe essere la pietra al bianco)
et, peu après, le SOLEIL ( potrebbe essere la rossa)
Nous trouvons donc dans SATURNE tout ce qui nous est nécessaire pour
l’Oeuvre. En lui est le mercure parfait; en lui sont toutes les couleurs du monde
qui peuvent se manifester; en lui
est la véritable noirceur, la blancheur, la rougeur, en lui aussi le poids...Saturne
(questa volta non in corsivo!) est notre pierre philosophique et le LAITON,
d’où le mercure et notre pierre peuvent etre extraits en peu de temps et sans
grands débours, au moyen de notre ART BREF.
Et la pierre qu’on en reçoit est notre LAITON, et l’eau aigue qui est en elle est
notre pierre. Et c’est là la Pierre et l’Eau sur laquelle les philosophes ont écrit
des montagnes de livres.

Théophraste Paracelse, dans le CANON CINQUIEME DE SATURNE, dit:


“SATURNE parle ainsi de sa nature: les six (métaux) se sont joints à moi et
infusèrent LEUR ESPRIT dans mon corps caduc; ils y ajoutèrent ce qu’ils ne
voulurent point et me l’attribuèrent.
Mais mes frères sont spirituels et pénétrent mom corps, qui est feu, de telle sorte
que je suis consumé par le feu. De manière qu’eux (les métaux), excepté les
deux, Soleil et Lune, sont purgés par mon eau.
Mon ESPRIT est l’eau qui ramolit tous les corps congelés et endormis de mes
frères.
Mais mon corp conspire avec la terre, tellement que ce qui s’attache à cette
terre est rendu semblable à elle et ramené dans son corps. Et je ne connais rien
dans le monde qui pouisse produire cela comme je le peux. Les chimistes
doivent donc abandonner tout autre procédé et s’attacher aux ressources que
l’on peut tirer de moi.
La pierre, qui en moi est froide, est mon Eau, au moyen de laquelle on peut
coaguler l’esprit des sept métaux et l’essence du septième, du Soleil ou de la
Lune, et, avec la grace de Dieu, profite tant qu’au bout de trois semaines on peut
préparer le MENSTRUE DE SATURNE qui dissoudra immédiatement les perles.
Si les ESPRITS DE SATURNE sont fondus en solution, ils se coagulent aussitot
en masse et arrachent à l’or l’huile animée; alors par ce moyen, tous les métaux
et les gemmes peuvent etre dissous en un instant, ce que le philosophe
réservera pour lui autant qu’il le jugera convenable.

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Mais je veux demeurer aussi obscur sur ce point que j’ai été clair jusqu’ici”
Rendetevi conto, miei cari amici, che per Paracelso il pezzo precedente è chiaro:
questo ci dimostra inequivocabilmente come anche agli antichi, saggi alchimisti
piaceva sfottere il prossimo.

E’ sicuramente interessante riportare qui il quinto canone di Gerard Dorn, come


riportato a pag.562 del primo volume del Teatrum Chimicum:
“DE NATURA ET PROPRIETATE SATURNI. CANON QUINTUS.
De propria sua natura Saturnus loquitur: Pro suo me reiecerunt examinatore
sex alia metalla, deque loco spirituali truserunt à se,corruptibile corpus in
mansionem etiam adiecerunt, ut quod ipsa nec sunt, nec habere cupiunt, sim id
ego.
Sex fratres mei spirituales existunt, quo fit ut corpus meum, quoties ignitum
est, penetrent, ac una mecum igne transeant, sole et luna optimis tantum exceptis;
mea namque mundantur et superbiunt aqua. Spiritus meus est aqua solvens
omnium meorum fratrum congelata corpora: corpus meum tamen ad terram
est proclive, quicquid in me recipitur, etiam proprium fit ejus, et per nos in
corpus efficitur.
Mundo minime foret utile cognoscere vel saltem credere, quidnam in me lateat
abditi , tum quid efficere possim; utilius vero si mecum id quod valeo facere, hoc
sciret: Alchemistarum artes deferens omnes eo solo quod in me est, et ex me fieri
potest, uteretur. Frigoris lapis est in me, haec est aqua per quam congelari
facio sex metallorum spiritus in esse corporeum septimum, id est solem cum
luna promoveri.

Come si vede vi sono notevoli differenze rispetto al testo citato da Fulcanelli.


Ma il bello viene adesso:
Antimonium duplex reperitur, unum vulgare nigrum, quo repurgatur aurum
in eo liquefactum; cum Saturno habet finitatem, aliàs est sui generis. Alterum
est album, quod magnesia dicitur, affinitatem cum Jove maximam habet, cum
aliis multiplicat , Mercurium commiscet Lunae.
Potrebbe trattarsi della stibina e della bismutinite. Si ricordi che il bismuto
era detto stagno di ghiaccio.

Claude D’Ygé, nella sua Nouvelle Assemblée des Philosophes Chimiques dedica
un intero capitolo all’Antimonio:
“C`est le fameux Loup gris des philosophes”, ou “Stibium”, qui est le nom chaldéen
de l’Antimoine selon Basile Valentin.

Beaucoup d’Alchimistes parmi les plus célèbres prennent I’antimoine; ou plus


esactement laissent entendre que ce dernier est la matiére des sages.
Philatète n’a pas peu contribué à les induire en erreur, par ce qu’ il a dit dans son
“Introitus”, dans lequel il parait le désigner assez claireInent. Mais Artéphius
qui parle de l’ antimoine et le nomme même par son propre nom, dit aussi que
cet antimoine est I’ antimoine des parties de Saturne et I’ appelle antiinoine
saturnial, et dit “notre vinaigre”.
II s’esplique ensuite en disant qu’il appelle leur matière I’ antimoine, non parce
qu’elle l’ est en effet, mais parce qu’elle en a les propriétés (1).

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C’est encore Artephius qui écrit que “ Tout Ie secret de ce vinaigre antimonié,
consiste en ce que par son moyen nous sachions tirer du corps de la magnésie
I’argent vif qui ne brule point “ et que « c’ est là l’antimoine et le sublimé
mercuriel”.
Et Philaléte dans son commentaire sur l’ Epitre de Rypley adressée au Roi Edouard
IV , faisant allusion à la proprièté que possède ce minéral de se transrnuer
partiellement en or nous dit : “sans employer I’ élixir transmutatoire, j’en sais
facilemeIlt extraire l’or et I’ argent qu’il renferme, ce qui peut être certifié par
ceux qui l’ ont vu aussi bien que moi”.
Pour Fulcanelli , l’ Antimoine vulgaire n’est pas générateur du mercure
philosophique. “Cette substance est trop éloignée de la perfection, de la pureté et
de la spiritualité que possède “l’humide radical” ou semence metallique,- qu’on
ne saurait d’ailleurs trouver sur terre,- pour nous être vraiment utile. L’antimoine
des sages matière première extraite directement de la mine, “ n’ est pas proprement
minéral et moins encore métallique” ainsi que nous I’ enseigne Philalèthe; mais,
sans participer de ces deux substances, il tient le milieu entre I’une et I’autre. Il
n’est point néanmoins corporel, puisque entièrement volatil; il n’est point esprit
puisqu’ il se liquéfie dans le feu comme un métal. C’est donc un chaos qui tient
lieu de mére à tous les métaux “
“Les minéraux sont les matières qui ne sont ni pierre ni métal. Le vitriol, le
mevcure commun et I’antimoine participent le plus de la matière métallique. Le
dernier est la matrice et la veine de I’or et Ie séminaire de sa teinture. L’un et l’
autre contiennent une Médecine eccellente. “Sendivogius; lettre philosophique.

Nel suo commentario al Mutus liber, pag.96 Canseliet ci dice:


“Au compartiment inférieur, Alltus nous fait directement entrer dans la voiè sèche,
avec Saturne dévorant un tout petit enfant, au sein des hautes fiammes d’un
brasier. Ce bambin, selon PhilaIèthe est le soufre que les Mages recherchèrent et
découvrirent dans Ia maison d’Aries - in domo arietis quaesiverunt Magi et que
la race de Saturne recut avec avidité.
C’est pourquois, ajoute l’Adepte, à I’égal de I’aimant, elle I’attire à soi, I’absorbe
et le cache dans son ventre: Introitus, cap.X; IX, Quare instar Magnetis ad se hoc
trahit, & in suo ventre absorbet ac abscondit,
La purification vient à la suite, pour laquelle l’opérateur d’Altus verse, sur
le dieu dévoreur symbole du suiet primordial et grossler, le contenu d’un gros
flacon, c’est-é-dire la partie liquide qui est restée et qu’il a recueillie après I’
écrémage.
“Ce lavage à grande eau, observe Magophon, dépouille le corps de ses impuretés,
en corrige les humeurs et le rend dispos pour les opérations subséquentes.”

L’ innocent, que Saturne mange sous nos yeux n’est pas unique; le fils du
Ciel et de la Terre massacre, (Massacro degli Innocenti) dans la meme année,
tous ceux qui vivent sous son règne. De I’immolation générale par le sabre,
qui assure I’existence du bébé Jésus, du divin poissoin ou soufre des sages, on
trouvera la sceine peinte, au Livre d’Abraham, attribué à Nicolas Flamel (Ms. fr.
Bibl. nat. num. 14765). L’image sur vélin, de ce beau manuscrit, nous montre,
plein du sang des bambins égorgés, le même baquet où se trempe le dieu, pour
son festin féroce, et nous révè!e que la Lune et le Soleil ensemble viennent plus
tard s’y baigner.

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Il est utile que nous revenions ici sur I’observation que nous avons faite plus haut,
à proyos de la prémière estampe, et ce qui concerne le même Saturne, ainsi que
I’ambiguïté naissant de sa personne à ‘égard du sulfure symbolisé, sur le plan de
l’alchimie expérimentalé.
Quel est enfin ce corps dont I’avidée appétit, pour toute juvénilité, dépend de
I’action des deux élements majeurs, savoir le feu et l’eau? C’est le très ancién
philosophe Artéphius qui nous répond dès la première phrase de son Livre Secret:
“ L’antimoine est des parties de Saturne dont il a, en toutes Ies maniéres, Ia nature;
I’antimoine saturnien convient au Soleil, et en Iui est I’argent vif dans lequel un
métal n’est submergé, si ce n’est I’or “Antimonium est de partibus Saturni, & in
omnibus modis habet naturam eius, & antimonium Saturninum convenit Soli,
& in eo est argentum vivum in quo non submergitur aliquod metallum nisi
aurum. (Artephii antiquissimi philosophi Liber secretus, op. cit. supra.)
Précision à laquelle, néanmoins, nous joindrons notre sentiment, quant à ce
générateur de la seulle (stella di Davide) prise de la sorte en devise par Nicolas
Rollin, chancelier de Philippe le Bon.
Nous irons un peu plus loin que le maitre lui-meme, par I’examen des deux
tapisseries remontant au xv siècle, qui se trouvent à l’Hôtel-Dieu de Beaune
et sur lesquelles est parsemée la brève sentence en rébus, autour de saint Antoine
présenté en ermite. L’anomalie est aussi flagrante que voulue, qui substitua à
saint Nicolas, patron de I’opulente ministre, le stoique anachorète de la Thébaide.
Comment, pour lors, ne pas être tenté de séparer le substantif en deux parties:
ANT-OINE, (Deux Logis nuovo, pag. 160) pour I’inclusion des deux lettres
donnant le nom du minéral qui reçut la faveur d’un bon nombre d’ artistes?
Les quatre réitérations, par le fer et le sel, ont doté le saturne des sages, de Ia
blancheur et de l’éclat réservés à la lune, à Diane vierge et cette fois accommodante,
que figure une jeune femme dans sa robuste nuditlé.
Elle tient la bouteille aux quatres signes étoilés, laquelle est liée à la poi-gnée du
sabre ornée d’une têtè d’oiseau; celle-ci évoquant discrètement la voIatilité, celui
là, le Dieu Mars, en meme temps que la planète et le métal qui lui sont consacrés.
OEuvre premier qui est dejà, à sa maniére, la sublimation du mercure, dont le
Président d’Espagnet nous dit qu’elle «s’accomplit en deux temps, en écartant de
Iui les superfluités, et en y introduisant ce qui manque; les choses superflues sont
les accidents externes qui recouvrent I’eclatant Jupiter de la sombre sphère de
Saturne. Separe donc la couleur noire sortant de Saturne, jusqu’à ce que te sourie
I’astre pourpre de Jupiter”. Duobus perficitur philosophica Mercurii sublimatio,
superflua ab eo removendo, & deficientia introducendo: superflua sunt externa
accidentia, quæ fuscâ Saturni sphærâ rutilantem Iovem obnubilant:
Emergentem er&o Saturni livorern separa, donec purpureum Iovis sydus tibi
arrideat. (Arcanum hermeticée Philosophiée Opus; BCC II 654)

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CONCLUSIONE (PROVVISORIA)

In sostanza, nel caso che la pietra filosofale non possa essere prodotta a partire
dall’ antimonio quale altro materiale potrebbe essere impiegato? Questo sarà
oggetto di sperettature successive, speriamo fatte presto a viva voce, o di altri
messaggi tramite computer recapitati come il presente.
Grosso modo comunque la situazione è questa, al momento: il crapa scommette
ancora sull’Antimonio, soprattutto per la questione della stella: certo, se si scoprisse
che un’ altro materiale purchessia , trattato in qualche modo produce un fenomeno
analogo, allora bisognerebbe davvero riconsiderare assai bene tutta la faccenda.
Tuttavia finora parrebbe proprio che solo l’Antimonio produca questo fenomeno:
certo bisogna ricordare quel pezzo della lettera dell’amico di Fulcanelli , vedi file
airomani.wri, “ colui che ha salutato la stella del mattino si può dire abbia perso
per sempre l’uso della ragione, perché è affascinato da questa falsa luce ecc. ecc.”
Le obiezioni formali di Fulcanelli, volendo impiegare l’antimonio, andrebbero
considerate come, tutto sommato, un antifurto: a parte che applicando, come si è
detto, a Fulcanelli stesso la regola da lui enunciata (indicare la vera materia prima
come inadatta proprio per segnalarla), la questione si risolve subito:
Lui sconsiglia solo l’ antimonio e dunque è proprio questo che si dovrebbe usare.

Quali altre sostanze sono candidate? Il bismuto, in quanto anticamente era


considerato l’antimonio femmina e si è usato anche per purificare l’oro proprio
come l’ antimonio: in più al crapa piace perchè è il più pesante degli elementi
non radioattivi: sopra di lui inizia la radioattività: è una sorta di terra di confine.

Ed anche il gallio è, in certo qual modo candidato: per lui guardate nel file mistero
alla voce “galle” ,” Kermes” editate il file Mistero e fate: search “galle” (col boxer)
o cerca “galle” con il word processor che avete e ci sarete sopra: è una faccenda
complessa e oscura ma molto promettente: peccato che dopo l’esperimento gallex
e l’arseniuro per i semiconduttori veloci le sue quotazioni siano salite così. Ma
del gallio ne riparleremo appena sarò riuscito a far quagliare una sorta di embrione
di progenitore d’idea che mi ronza per l’appunto per la crapa già da tempo.
Ma gli è che quando cerco di afferrarla meglio si dissolve al vento, qualcosa tipo
le promesse di Nevio Cipolla.

Ciaooo! Vostro devotissimo il Crapa.

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