Sei sulla pagina 1di 34

CAPITOLO

13 I FLUIDI
Giuseppe Parini e il primo volo in pallone
Il protagonista del primo volo italiano in mongolfiera fu il conte Paolo Andreani,
che il 13 marzo 1784 decollò dai giardini della sua villa a Moncucco (vicino Monza).

Ecco del mondo e meraviglia e gioco,


Farmi grande in un punto e lieve io sento;
E col fumo nel grembo e al piede il foco
Salgo per lÕaria e mi confido al vento.

(Per la macchina aerostatica in Sonetti, VII 1-4)

Davanti a una moltitudine di spettatori, la mongolfiera di Andreani percorse una decina di chi-
lometri e raggiunse 1500 m di quota. Realizzata sul modello dell’aeronave francese costruita dai
fratelli Joseph Michel e Jacques Étienne Montgolfier, la mongolfiera aveva un diametro di 20 m
e un peso di poco più di una tonnellata.
L’aria al suo interno veniva riscaldata da un braciere (sospeso al di sopra della navicella per i pas-
seggeri), alimentato a legna, alcol e trementina. La minore densità dell’aria calda contenuta nella
mongolfiera, rispetto a quella dell’atmosfera attorno, permetteva al velivolo di salire e galleggia-
re per effetto della spinta d’Archimede.
Prima dei Montgolfier, altri avevano teorizzato l’utilizzo della legge di Archimede per sostenere
il volo umano. Intorno al 1670 il gesuita Francesco Lana de Terzi aveva ipotizzato un’aeronave
sollevata da grandi sfere di rame, in cui fosse praticato il vuoto.
123RF.

1 LA MECCANICA DEI FLUIDI:


UNA SCIENZA NATA PER RAGIONI PRATICHE
Agli inizi del Seicento, il problema della distribuzione delle risorse idriche nelle città,
che era diventato via via più pressante nel corso del Rinascimento, alimentò in tutta
Europa un vivace dibattito scientifico.

Erano ormai irrealizzabili acquedotti di proporzioni colossali come quelli costruiti du-
rante l’Impero romano, che sfruttavano le pendenze per accelerare il liquido dai rilievi
montuosi fino alle cisterne e fontane cittadine. La necessità di portare l’acqua dai fiumi
verso i centri abitati – spesso arroccati sulle alture, per motivi difensivi – richiese lo svi-
luppo di sistemi meccanici sempre più efficaci.

Numerosi problemi furono chiariti e risolti quando, alla metà del XVII secolo, fu mi-
surata una grandezza fisica la cui esistenza era stata fino ad allora ignorata: la pressione
esercitata su ogni cosa dall’atmosfera terrestre.

Galileo e i fontanieri di Firenze


In Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze (1638), Galileo ana-
lizzò una questione idraulica postagli dai maestri fontanieri di Firenze: questi avevano
osservato che “né con trombe, né con altra machina che sollevi l’acqua per attrazzione,
esser possibile farla montare un capello più di diciotto braccia: e siano le trombe larghe
o strette, questa è la misura dell’altezza limitatissima”.

414
termodinamica i Fluidi 13

In termini moderni: nessuna pompa aspirante, per quanto stretto o largo fosse il con-
dotto, era in grado di tirare l’acqua verso l’alto per un dislivello superiore a un ben
determinato limite, pari a circa 10 metri. La colonna d’acqua aspirata, infatti, una volta
raggiunta quella altezza, si fermava senza poter salire oltre. Continuando con grande
sforzo ad azionare la pompa (e rischiando di romperla!), il livello dell’acqua nel condot-
to restava fermo a 10 m, qualunque fosse la larghezza del tubo. L’acqua veniva tirata su
come una lunga corda – sosteneva Galileo – che si spezzava sotto il proprio stesso peso
una volta superata la lunghezza limite.

Il peso dell’acqua contenuta in 10 m di tubo costituiva, secondo Galileo, una misura
della «resistenza del vacuo», la resistenza del vuoto. Contrariamente a quanto afferma-
va il principio vigente dell’horror vacui, cioè che la natura aborrisce l’assenza totale di
materia, Galileo sosteneva che il vuoto può essere prodotto se si usa abbastanza forza.
Egli ipotizzava che nella parte superiore del condotto si formasse il vuoto, perché il peso
della colonna d’acqua vinceva la resistenza opposta dalla natura alla sua produzione.

la scoperta della pressione dell’aria


La spiegazione di Galileo non era soddisfacente, ma contribuì a stimolare il lavoro del
suo allievo Evangelista Torricelli (1608-1647). Questi, come vedremo, realizzò la prima
misura della pressione atmosferica (FIGURA 1), mostrando che essa è capace di bilanciare
una colonna d’acqua alta proprio 10 m.

Il fenomeno descritto da Galileo era dunque analogo a quello che accade quando be-
viamo con la cannuccia da un bicchiere: la pressione atmosferica agisce sulla superficie
dell’acqua nella cisterna (bicchiere), spingendo verso l’alto la colonna di liquido nel con-
dotto (cannuccia), dove la pompa aspirante ha creato una depressione; ma la pressione
esercitata dall’atmosfera può bilanciare al massimo 10 m d’acqua. Nella parte superiore
del condotto si produce effettivamente il vuoto, come ipotizzava Galileo: ciò accade non
perché è stata vinta la resistenza della natura, ma perché la pompa aspirante ha sottratto

Getty Images
l’aria dal tubo.
Furono gli esperimenti e gli studi di Torricelli, uniti a quelli del francese Blaise Pascal FIGURA 1
Gli esperimenti
(1623-1662), a mettere fine al lungo dibattuto sul principio dell’horror vacui, introdotto di Torricelli sulla pressione
duemila anni prima da Aristotele (IV sec. a.C.). atmosferica.

2 SOLIDI, LIQUIDI E GAS

■ Un solido conserva for- ■ Un liquido assume la ■ Un gas occupa tutto il


ma e volume propri. forma del recipiente che volume disponibile nel re-
lo contiene, ma conserva cipiente che lo contiene.
il proprio volume.
Stefano Ember/Shutterstock
C. Gardini, Parma 2002

C. Gardini, Parma 2002

415
13 i Fluidi

È molto difficile comprimere un liquido in un volume più piccolo. Riempiendo per


esempio una siringa priva di ago con dell’acqua e mantenendo chiuso l’ugello, non si
riesce ad abbassare il pistone.

I gas invece sono facilmente comprimibili, come si può verificare con la stessa siringa,
questa volta senza acqua: il pistone si abbassa comprimendo l’aria.

Diamo a liquidi e gas il nome di fluidi.

A temperatura ambiente sono solidi per esempio il ferro, il sale da cucina, lo zucchero e i
composti del silicio che formano la crosta terrestre. Sono liquidi la benzina, l’olio d’oliva
e il mercurio. Sono gassosi il metano, l’ossigeno e l’azoto; queste ultime due sostanze
formano la maggior parte dell’atmosfera terrestre.

In natura, l’acqua può essere solida, liquida o aeriforme a seconda delle condizioni in
cui si trova.

Anche le altre sostanze hanno lo stesso comportamento. Ciò dimostra che il fatto di
essere solido, liquido o aeriforme non è una proprietà assoluta delle sostanze: a seconda
delle condizioni (temperatura e pressione), esse possono trovarsi in uno di questi tre
stati di aggregazione.

3 LA PRESSIONE
Una forza può avere effetti diversi a seconda di come agisce su una superficie. Una per-
sona che cammina sulla neve fresca

■ con le racchette affonda poco, per- ■ se ha solo le scarpe affonda di più,


ché il suo peso si distribuisce sulla su- perché la superficie di appoggio è deci-
perficie delle racchette; samente minore.
Bob Hosea/Shutterstock

Mypokcik/Shutterstock

Lo stesso peso ha un effetto tanto più grande quanto più piccola è la superficie su cui
agisce. La pressione dà informazioni su come una forza agisce su una superficie (FIGURA 2).
F⊥
La pressione è una grandezza scalare definita come il rapporto tra il modulo della
S
forza perpendicolare alla superficie e l’area della superficie.
FIGURA 2
La pressione è dovuta a
una forza che si esercita forza perpendicolare
perpendicolarmente su una alla superficie (N)
superficie. F
pressione (Pa) p = S= [1]

area della superficie (m2)

416
termodinamica i Fluidi 13

■ Data una superficie fissata, se la forza aumenta la pressione aumenta.


■ Data una forza fissata, se aumenta la superficie su cui si distribuisce tale forza, la pres-
sione diminuisce.
Per esempio, quando premiamo una puntina da disegno contro la parete, la pressione eser-
citata sul muro è molto grande perché la forza si concentra su una superficie molto ristretta.
Come fa allora un fachiro a non farsi male sdraiandosi su un letto di chiodi?
Il peso del suo corpo è distribuito su tutti i chiodi, e la pressione esercitata è tanto mino-
re quanto più numerosi sono i chiodi a contatto con il corpo. Se ad esempio una persona

Herbert Ponting
di 60 kg si sdraia su 10 000 chiodi, la pressione su ogni chiodo è pari a quella dovuta al
peso di una massa di 6 g, un valore tale da non provocare alcun dolore.

l’unità di misura della pressione AL VOLO


PRESSIONE
Nel Sistema Internazionale l’unità di misura della pressione è il pascal (Pa).
▶ Quale pressione
esercita sul pavi-
Esso è definito come la pressione che si ottiene quando una forza di intensità pari a 1 N mento un armadio di
agisce in direzione perpendicolare a una superficie di area 1 m2: 50 kg che poggia su
quattro piedini aventi
1N superficie totale di
1 Pa = [2]
1 m2 100 cm2?
Per avere una pressione di 1 Pa possiamo spargere in modo uniforme un etto di sabbia
(il cui peso è circa 1 N) su un foglio di carta quadrato che misura 1 m per lato.

PROBLEMA MODELLO 1 UN CUOCO IMPACCIATO


Un cuoco deve preparare delle sottili fette di formaggio e sceglie
di utilizzare un coltello con una lama lunga 12,0 cm. La larghez-
za della lama dalla parte affilata può essere stimata in 0,050 mm,
mentre la larghezza dalla parte non affilata è 2,240 mm. Per errore

Robootb/Shutterstock
impugna male il coltello, rivolgendo dal lato del formaggio la par-
te non affilata della lama. Per affettare il formaggio, il cuoco eser-
cita con la lama una forza di intensità F = 270 N sul formaggio.
▶ Quanto vale la pressione esercitata dalla lama sul formaggio?
▶ Ora il cuoco rivolge la lama nel modo giusto. Quale forza sarebbe sufficiente per esercitare la stessa pres-
sione di prima?

■ DATI ■ INCOGNITE

Lunghezza della lama: L = 12,0 cm; Pressione della lama: p = ?


Larghezza dalla parte affilata: l1 = 0,050 mm; Forza della lama nel verso giusto: Fʹ = ?
Larghezza dalla parte non affilata: l2 = 2,240 mm;
Forza della lama: F = 270 N.

L’IDEA

■ Calcolo la pressione come il rapporto tra l’intensità della forza (che agisce in direzione perpendicolare alla super-
ficie) e l’area della superficie su cui agisce la forza.
■ Se la superficie di contatto è minore, a parità di pressione esercitata il modulo della forza è minore.

417
13 i Fluidi

LA SOLUZIONE

Calcolo l’area della lama dal lato non affilato.


Se il lato non affilato ha forma all’incirca rettangolare,

S = ^12,0 cmh # ^0,2240 cmh = 2,69 cm2 = 2,69 # 10-4 m2 .

Calcolo la pressione esercitata dalla lama.

F 270 N
p= S = = 1,00 # 106 Pa .
2,69 # 10-4 m2

Calcolo l’area della lama dal lato affilato.


Approssimo anche il lato affilato della lama a un rettangolo:

Sl = ^12,0 cmh # ^5,0 # 10-3 cmh = 6,0 # 10-2 cm2 = 6,0 # 10-6 m2 .

Ricavo la nuova forza.


La forza che agisce sulla nuova superficie Sʹ esercitando la stessa pressione è:

F l = pSl = ^1,00 # 106 N/m2h # ^6,0 # 10-6 m2h = 6,0 N .

PER NON SBAGLIARE


La pressione esercitata dalla lama è piuttosto elevata; per esempio, la pressione esercitata da un elefante sul ter-
reno è circa cento volte più piccola. Ciò spiega perché un coltello affilato permetta di tagliare i cibi con uno sfor-
zo limitato: la forza esercitata sul coltello si «concentra» sulla piccola superficie del filo della lama e produce una
pressione elevata.

4 LA PRESSIONE NEI LIQUIDI


Mettiamo un palloncino gonfiato con aria all’interno di un recipiente pieno d’acqua e
provvisto di un pistone scorrevole. Premiamo sul pistone.

■ Il palloncino diventa più piccolo per ■ Ciò significa che il palloncino subi-
effetto della pressione esercitata dal pi- sce dappertutto la stessa pressione e la
stone sull’acqua, tuttavia conserva la forza è, in ogni punto, perpendicolare
sua forma sferica. alla sua superficie.

F F

418
termodinamica i Fluidi 13

Questo fenomeno è descritto dalla legge di Pascal, introdotta dal fisico francese Blaise
Pascal (1623-1662):

la pressione esercitata su una superficie qualsiasi di un liquido si trasmette, con lo


stesso valore, su ogni altra superficie a contatto con il liquido.

La superficie di cui si parla può trovarsi in qualsiasi punto del liquido ed essere inclina-
ta in qualunque modo. Per esempio, se premiamo un tubetto di dentifricio dal fondo,
la pasta esce dall’imboccatura: anche questo comportamento è spiegato dalla legge di
Pascal.

La proprietà dei liquidi espressa dalla legge di Pascal viene sfruttata in diverse tecnologie
per amplificare le forze e anche per trasmetterle da un punto a un altro. Due di questi
dispositivi sono il torchio idraulico e i freni a disco.

il torchio idraulico
Il torchio idraulico consente di te-
nere in equilibrio (oppure sollevare)
un peso grande mediante una forza
piccola; esso è comunemente utiliz-
zato nelle autofficine. È costituito da
due cilindri, pieni di liquido e colle-
gati tra loro, e da due pistoni, come FB
schematizzato nella FIGURA 3.

La pressione esercitata verso il basso


dal pistone piccolo si trasmette per
la legge di Pascal al pistone grande, SB FIGURA 3
FA
spingendolo verso l’alto. Dall’ugua- SA
Il torchio idraulico permette
di sollevare grandi pesi
glianza delle due pressioni sulle su- applicando una forza
perfici SA e SB dei pistoni, ridotta.

FA FB
SA = SB , [3]

possiamo ricavare la forza FA che dobbiamo esercitare per equilibrare la forza FB:

S
F A = FB S A [4]
B

Se la superficie SA è più piccola di SB  , anche la forza FA è più piccola rispetto a FB. In
questo caso una forza più intensa è equilibrata da una minore. Se esercitiamo una forza
più intensa di FA, solleviamo il secondo pistone.

Il torchio idraulico funziona perché il liquido contenuto nei cilindri (in genere olio) è
incomprimibile: se il volume di liquido contenuto nel primo ramo del torchio diminui-
sce, quello contenuto nel secondo ramo aumenta della stessa quantità, perché il liquido
si trasferisce da un ramo all’altro senza comprimersi. Perciò a un abbassamento del
primo pistone corrisponde sempre un innalzamento del secondo.

Lo stesso principio è alla base del funzionamento di altre macchine, come la pressa e i
freni idraulici.

419
13 i Fluidi

i freni a disco
I freni a disco delle automobili
e delle motociclette sfruttano un
circuito oleodinamico che colle-
ga il pedale del freno alle ruote.

La pressione esercitata dal peda-


le si trasmette lungo i tubi pieni
di liquido (il cosiddetto «olio dei
freni») e fa stringere le due pasti-
glie che, per attrito, rallentano il disco
pastiglie
disco collegato alla ruota.
circuito oleodinamico

5 LA PRESSIONE DELLA FORZA-PESO NEI LIQUIDI


ESPERIMENTO Ogni liquido che si trova sulla superficie della Terra è soggetto, come ogni altro corpo,
VIRTUALE
alla forza-peso.
Sotto pressione
La pressione che un liquido con densità d esercita su una superficie piana posta a una
profondità h è data dalla legge di Stevino:
costante g (N/kg)

pressione esercitata pl = gdh profondità del liquido (m)


da un liquido (Pa) [5]
h
S p = gd
gdh
dh densità del liquido (kg/m3)

dove g è la costante di proporzionalità che vale circa 9,8 N/kg.

La pressione dovuta al peso di un liquido è direttamente proporzionale sia alla den-


sità del liquido sia alla sua profondità.

La formula [5] si ricava calcolando il peso di una colonna di liquido di altezza h e deter-
minando la pressione da essa esercitata sulla base della colonna:

F mg dVg d S hg
pl = SP = S = S = = dhg .
S

Consideriamo, per esempio, un subacqueo immerso a 4,0 m di profondità. Poiché la


densità dell’acqua di mare è d = 1,03 # 103 kg/m3 , a questa profondità la pressione do-
vuta alla colonna d’acqua soprastante è pari a

N kg
pl = gdh = c 9,8 # c1,03 # 103 3 m # ^4,0 mh = 4,0 # 104 Pa .
kg m m

Sulla superficie del mare (e di altri liquidi) agisce la pressione atmosferica p0, di cui
p0 parleremo alla fine del capitolo. Per la legge di Pascal, essa si trasmette inalterata nel
liquido, perciò alla pressione totale p a profondità h contribuiscono sia la pressione p0
sia la pressione pl dovuta al peso del liquido:
h p = p0 + gdh
S

p = p 0 + gdh [6]

420
termodinamica i Fluidi 13

Se la pressione atmosferica vale p 0 = 10,1 # 104 Pa , il subacqueo immerso a 4,0  m di


profondità risente di una pressione totale pari a

p = p 0 + gdh = 10,1 # 104 Pa + 4,0 # 104 Pa = 14,1 # 104 Pa .

PROBLEMA MODELLO 2 CALCOLO DELLA PROFONDITÀ


Un addetto deve misurare il livello dell’acqua in una cisterna prima di deci- acqua: d = 1,00 × 103 kg/m3
dere se è necessario un rifornimento. Un manometro posto sul fondo della
cisterna segnala una pressione superiore a quella atmosferica di 3,7 # 104 Pa .
▶ Qual è la profondità dell’acqua nella cisterna?
▶ Se il manometro è posizionato a 20 cm dal fondo, di quanto varia la pres- h=?
sione misurata?

pI = 3,7 × 10 4 Pa

■ DATI ■ INCOGNITE

Pressione sul fondo rispetto a quella atmosferica: Profondità dell’acqua: h = ?


pl = 3,7 # 104 Pa Variazione della pressione segnata dal manome-
Densità dell’acqua: d = 1,00 # 103 kg/m3 tro: Δp = ?
Nuova distanza del manometro dal fondo:
hb = 20 cm

L’IDEA

■ Dalla legge di Stevino so che la pressione esercitata dall’acqua è pl = dgh. Ricavo la profondità dell’acqua nella
cisterna come: h = pl/(dg).
■ Il valore della pressione misurata dal manometro a una certa distanza dal fondo diminuisce perché l’altezza del
liquido soprastante è minore. La variazione (diminuzione) è data da Δp = dgΔh, dove Δh corrisponde all’altezza
del manometro dal fondo.

LA SOLUZIONE

Ricavo la profondità dell’acqua.


pl 3,7 # 104 Pa
h= = = 3,8 m .
dg ^1,00 # 103 kg/m3h # ^9,8 N/kg h
Calcolo di quanto varia il valore della pressione misurata dal manometro.
L’altezza dell’acqua sopra il manometro diminuisce di Δh = 0,20 m, quindi ottengo

Dp = dgDh = ^1,00 # 103 kg/m3h # ^9,8 N/kg h # ^0,20 mh = 2,0 # 103 Pa .

421
13 i Fluidi

6 I VASI COMUNICANTI
Si chiamano vasi comunicanti due o più recipienti uniti da un tubo di comunicazione.

Consideriamo due vasi comunicanti riempiti con lo stesso liquido ed esaminiamo cosa
accade su una sezione trasversale S di liquido nel tubo di collegamento.

■ Se l’altezza hA del liqui- ■ Quindi la superficie S è ■ Soltanto quando la


do è maggiore di hB, la spinta verso destra: il li- quota del liquido è la stes-
pressione che agisce su S quido fluisce dal recipien- sa nei due recipienti, le
da sinistra è maggiore di te in cui ha un’altezza due pressioni che agisco-
quella da destra. maggiore verso l’altro. no su S sono uguali e il li-
quido è in equilibrio.

hA
A A h B
hB A
B B

S S

Un liquido versato in un sistema di vasi comunicanti raggiunge lo stesso livello in


tutti i recipienti.

Questa proprietà è valida qualunque sia la forma dei recipienti, purché siano abbastanza
ampi. Il modello dei vasi comunicanti che abbiamo appena utilizzato non è più valido
quando i recipienti sono dei tubi molto sottili (detti capillari).

Vasi comunicanti con due liquidi


Consideriamo il caso più generale, in cui i vasi comunicanti contengono due liquidi
diversi, di densità d1 e d2, che non si mescolano. Per esempio, i due liquidi potrebbero
essere mercurio e acqua.

■ All’equilibrio il mercu- ■ Trascuriamo il mercu- ■ Il sistema è in equili-


rio, che ha una densità rio che è sotto la superfi- brio se le due pressioni
maggiore dell’acqua, rag- cie di separazione con esercitate dalle due colon-
giunge un’altezza minore. l’acqua, perché è in equi- ne di liquido (alte h1 e h2)
librio di per sé. sono uguali.

H2O H2O d2
Hg d1
Hg

h1
h2

422
termodinamica i Fluidi 13

Le pressioni esercitate dalle colonne di liquido sulla loro base sono

p1 = p 0 + d1 gh1 e p 2 = p 0 + d 2 gh 2 .
La loro uguaglianza fornisce l’equazione

p 0 + d1 g h1 = p 0 + d 2 g h 2 ,

che può essere scritta come


h1 d
= 2 [7]
h2 d1

Le altezze a cui si portano due liquidi in un tubo a U sono inversamente proporzio-


nali alle loro densità.

Il sistema idrico di un acquedotto è un insieme di vasi comunicanti. L’acqua viene pom-


pata in un serbatoio sopraelevato in modo che possa raggiungere la stessa quota anche
all’interno degli edifici.

7 LA SPINTA DI ARCHIMEDE
Perché alcuni corpi in acqua affondano mentre altri galleggiano? Facciamo un esperi-
mento.

■ In un contenitore pieno ■ Il palloncino è in equi- ■ La forza equilibrante è


d’acqua immergiamo un librio: la forza peso è con- data dalla somma di tutte
sottile palloncino riempito trobilanciata da una forza le forze di superficie, dovu-
d’acqua e chiuso in modo di uguale intensità e verso te all’acqua circostante, che
da non inglobare aria. opposto. agiscono sul palloncino.

FA

FP

L’acqua esercita sul palloncino immerso una forza verso l’alto, chiamata spinta di Ar-
chimede. Poiché il palloncino è in equilibrio, questa forza è uguale in modulo al peso
dell’acqua che sta dentro al palloncino.
La spinta di Archimede è quindi uguale al peso dell’acqua che il palloncino ha spostato AL VOLO
una volta immerso. SPINTA DI
ARCHIMEDE
Legge di Archimede: un corpo immerso in un liquido subisce una forza, diretta ▶ Quanto vale la spinta
verso l’alto, di intensità uguale al peso del liquido spostato. di Archimede su
un cubetto di lato
costante g (N/kg) 10 cm immerso nelle
spinta di Archimede (N) FA = gdV volume del liquido spostato (m3) acque del Mar Morto
[8] (d = 1240 kg/m3)?
3
densità del liquido (kg/m )

423
13 i Fluidi

Nella formula, il prodotto dV è la massa del liquido spostato che, moltiplicata per g, dà
il suo peso.

Quanto più è grande il volume del corpo immerso, tanto maggiore è la spinta verso l’al-
to, perché è più grande il volume di acqua che è stato spostato.

Per esempio, quando si vara una nave, lo scafo entra in


acqua e sposta una grande quantità d’acqua. Questo vo-
lume di acqua è rimpiazzato da ciò che è contenuto nella
acqua
spostata parte immersa della nave (FIGURA 4).
FIGURA 4 La nave galleggia perché la forza-peso che agisce sullo
Una nave galleggia perché
l’acqua che sposta pesa
scafo di ferro (che è cavo) è compensata dalla spinta di
quanto la nave stessa. Archimede, che è rivolta verso l’alto.

La legge di Archimede vale anche per i gas: è la spinta di Archimede a far salire una
mongolfiera o un palloncino riempito di elio.

PROBLEMA MODELLO 3 IL DIRIGIBILE HINDENBURG


Il dirigibile Hindenburg, fabbricato in Germania nel 1936, è stato uno degli aeromobili più grandi mai costru-
iti. Aveva un volume di 211 890 m3 e una massa di 118 000 kg ed era riempito di idrogeno, che ha la densità di
9,0 × 10−2 kg/m3. La densità dell’aria è 1,29 kg/m3.
▶ Quale spinta ascensionale faceva volare lÕHindenburg?

■ DATI ■ INCOGNITE

Volume del dirigibile: V = 211 890 m3 Spinta ascensionale sul dirigibile: S = ?


Massa del dirigibile: M = 118 000 kg
Densità dell’aria: daria = 1,29 kg/m3
Densità dell’idrogeno: didrogeno = 9,0 × 10−2 kg/m3
Massa del carico: m = 100 t

L’IDEA

■ Sul dirigibile agiscono due forze in direzione verticale: la forza-peso verso il basso e la spinta di Archimede verso
l’alto.
■ Ricavo la spinta ascensionale come differenza tra il modulo della spinta di Archimede e quello della forza-peso.

LA SOLUZIONE

Calcolo la spinta ascensionale.


La forza-peso del dirigibile è FP = Mg. La spinta di Archimede è: FA = dariagV.

S = FA - FP = g ^d aria V - M h = ^9,8 N/kg h # ^1,29 kg/m3 # 211890 m3 - 118 000 kg h = 1,5 # 106 N.

PER NON SBAGLIARE


Dato che la densità dei gas è molto minore di quella di liquidi e solidi, la spinta di Archimede nei gas ha effetti
apprezzabili quando, come in questo caso, il volume di gas spostato è grande.
Il dirigibile può sostenere, senza perdere quota, un carico massimo pari al peso del suo volume riempito di aria.

424
termodinamica i Fluidi 13

8 IL GALLEGGIAMENTO DEI CORPI


Una nave in mare non sale né scende, perché il suo peso ha la stessa intensità della spinta
di Archimede.
■ Se il peso è maggiore della spinta di Archimede, il corpo affonda: è ciò che accade a
un’ancora nell’acqua.
■ Se invece il peso è minore della spinta di Archimede il corpo sale, come succede ai pal-
loni di aria, a cui gli archeologi subacquei attaccano i reperti trovati in fondo al mare
per riportarli in superficie.
Immergiamo in un contenitore pieno d’acqua tre bottiglie: la prima contiene sab-

Corbis/G. Neri
bia (d = 1,6 # 103 kg/m3), la seconda latte (d = 1,0 # 103 kg/m3) e la terza olio di oliva
(d = 0,9 # 103 kg/m3) .

■ La sabbia ha densità ■ Il latte ha densità ugua- ■ L’olio ha densità mino-


maggiore dell’acqua, per- le all’acqua e la bottiglia re dell’acqua, per questo
ciò la bottiglia affonda. non va né su né giù. la bottiglia galleggia.

olio

latte

sabbia
Massimiliano Trevisan

Massimiliano Trevisan

Massimiliano Trevisan

Un corpo affonda, rimane fermo o sale a galla quando la sua densità è rispettiva- IN LABORATORIO
mente maggiore, uguale o minore di quella del liquido in cui è immerso. Il diavoletto di Cartesio

I sommergibili in immersione, quando si muovono in orizzontale, hanno densità media


uguale a quella dell’acqua che li circonda.

■ Per immergersi, il sommergibile im- ■ Per riemergere, nei cassoni viene


barca acqua in appositi cassoni stagni. pompata aria compressa che spinge
In questo modo la sua densità media fuori l’acqua. Così la densità media del
aumenta. sommergibile diminuisce.

immersione emersione

aria
compressa

425
IL CAMMINO DELLA FISICA

IERI
IL VOLO

Potrai conoscere l’uomo colle sua congegnate e grandi ale, facendo forza
contro alla resistente aria e vincendo, poterla soggiogare e levarsi sopra di lei
(Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, foglio 381)

Le intuizioni di Leonardo secondo corpo, l’aria, e riceve una Pi• leggeri dellÕaria
forza di reazione uguale e contra-
Leonardo da Vinci (1452-1519) ria alla prima, che viene chiamata Per secoli, dopo Leonardo, nes-
è stato il primo a studiare la fat- portanza. La portanza è la forza suno riesce nell’impresa del volo
tibilità del volo con un approccio esercitata dall’ala e prodotta dal fino al 19 ottobre 1783, quando
scientifico. Inizia con l’osservazio- moto dell’aria rispetto all’aria. Tale una mongolfiera si innalza per la
ne degli uccelli, convinto che l’uo- moto genera una variazione della prima volta nei cieli parigini.
mo avrebbe potuto volare quando pressione attorno all’ala stessa. La mongolfiera, o aerostato, è
fosse riuscito a fabbricarsi ali effi- Affinché si generi questa forza, più leggera dell’aria e il principio
cienti con le quali «facendo forza è necessario che si stabilisca un sfruttato in questo caso è la spinta
contro alla resistente aria, vincen- moto laminare, cosa che Leonardo di Archimede: un grande pallone
do, poterla soggiogare e levarsi so- capisce dalla sezione dell’ala di un riempito di aria calda (o anche di
pra di lei». uccello. Questa è fatta in modo che gas più leggeri dell’aria, come l’e-
Leonardo si rende conto che i flussi d’aria che scorrono sopra lio) spinto verso l’alto da una forza
il volo battente non è adatto l’ala siano più veloci di quelli che pari al peso del volume d’aria che
allo scheletro e alla muscolatura scorrono sotto. Quindi la pressio- sposta. Tende a salire se è immer-
dell’uomo. Tuttavia, dall’osserva- ne sul dorso dell’ala è inferiore alla so in aria più fredda e quindi più
zione degli uccelli riesce a indivi- pressione sul ventre e l’ala è spinta densa.
duare i princìpi generali del volo verso l’alto. La stessa cosa avviene Tuttavia a causa della sua immo-
planato: resistenza aerodinamica e quando teniamo un foglio per un bilità e dell’impossibilità di con-
portanza. bordo, soffiamo sulla superficie trollarne il movimento, l’aerostato
superiore e il foglio si solleva. non soddisfa pienamente l’idea di
Resistenza e portanza A seguito delle sue osservazio- volo di Leonardo. In effetti, come
ni Leonardo progetta e costruisce una nave l’aerostato “galleggia” in
«Tanta forza si fa colla cosa in diverse “macchine volanti”, ma un fluido, ma non può sfruttare il
contro l’aria, quanto l’aria contro nessuna riesce a volare, sia per dualismo aria/acqua che una barca
la cosa. Vedil’alie percosse con- mancanza di materiali sufficiente- a vela sfrutta in mare per muover-
tro all’aria far sostenere la pesante mente leggeri e tecnologici sia per si. L’aerostato può solo muoversi
aquila nella suprema sottile aria». il fatto che la sola forza umana non insieme all’aria in cui è immerso.
È così che Leonardo intuisce basta per sollevarsi in volo.
il terzo principio della dinamica
enunciato un secolo dopo da Isaac
Newton: un corpo, che in questo
caso è l’ala, esercita una forza su un

426
OGGI
L’AEROPLANO

Verso l’aeroplano fornisce una potenza di 12 cavalli.


Così, nel dicembre 1903, in una
«Boom, l’aereo che ti porta da giornata di forte vento decolla il
Londra a New York in 3 ore», primo oggetto aereo dalla spiaggia
come riportano alcune testate di Kitty Hawk nel Nord Caroli-
giornalistiche a fine marzo 2016. na. Percorre 36 metri e rimane in
La distanza tra le due capitali è di volo appena 12 secondi, ma è stata
circa 5570 chilometri, perciò la ve- la prima macchina con un uomo
locità media di un tale aereo supe- al comando «che si era librata da
ra di oltre 1800 km/h la velocità del sola nell’aria volando liberamente,
Georgios Kollidas/Shutterstock
suono nell’aria a 0° C che è pari a aveva percorso un tratto davanti a
1191 km/h. sé, senza ridurre la velocità ed era Oltre la velocità del suono
Il concetto d’aereo nasce ai pri- infine atterrata senza distruggersi»
mi dell’Ottocento ad opera dell’in- come scrisse Orville Wright. Se in regime subsonico l’aria si spo-
gegnere inglese George Cayley sta davanti all’ala in moto all’incir-
(1773-1857). Cayley è convinto Sempre più in alto ca laminare, avvicinandosi alla ve-
della possibilità di realizzare uno locità del suono, l’aria non fa più
strumento in grado di muoversi Da quel primo volo, le migliorie a tempo a spostarsi e si accumula
nell’«oceano interamente naviga- tecnologiche hanno permesso di davanti all’ala. La resistenza aero-
bile» dove «potremo trasportare aumentare notevolmente la veloci- dinamica aumenta notevolmente
noi stessi, le nostre famiglie, merci tà ma, come aveva notato già Cay- tanto che, localmente, davanti al
e beni con maggiore sicurezza in ley, la resistenza dell’aria cresce con velivolo si forma una barriera, un
aria piuttosto che sull’acqua». il quadrato della velocità: raddop- muro, che oppone un’elevata resi-
Come Leonardo, però, Cayley piando la velocità i valori della re- stenza e che viene chiamata muro
costruisce diversi modelli via via sistenza quadruplicano. Per dimi- del suono.
più grandi che volano per brevi nuire questo effetto gli aerei hanno Aumentano anche i vortici che
tratti e poi cadono a terra per via iniziato a volare a quote più elevate, si creano dietro l’ala, il moto del
del loro peso. Questo spinge Cay- dove diminuisce la pressione at- fluido attorno non è più lamina-
ley a cercare un propulsore che mosferica e quindi anche la den- re e non si genera più portanza.
fornisca la spinta giusta per rima- sità dell’aria: se entro i mille metri Per questo, nel costruire aerei che
nere in volo, ma i motori a vapore di quota dei primi voli a motore la superino la velocità del suono si
di allora erano ancora troppo pe- densità dell’aria è di oltre 1,1 kg/m3, adottano alcuni accorgimenti: il
santi e inefficienti. La situazione a 12 000 metri scende a 0,3 kg/m3. profilo alare è più appuntito nella
rimane tale per quasi 100 anni, A queste quote poi, che corri- parte anteriore per limitare l’accu-
finché i fratelli Wilburn e Orville spondono alla zona della stratosfe- mulo dell’aria; la parte anteriore
Wright, costruttori di biciclette ra, si viaggia per lo più al di sopra della fusoliera è appuntita e a volte
con il sogno di volare, decidono delle perturbazioni atmosferiche, e presenta una sorta di lancia sulla
di costruirsene uno: un quattro ci- quindi si possono evitare fastidio- sommità allo scopo di «bucare»
lindri di circa 90 chilogrammi che se turbolenze. più facilmente il muro del suono.

427
13 i Fluidi

9 LA PRESSIONE ATMOSFERICA
Premendo una ventosa su una superficie liscia si fa
uscire buona parte dell’aria al suo interno. La pres-
sione dell’aria sulla superficie esterna è maggiore di
quella sulla superficie interna, così la ventosa rimane
aderente alla superficie. Con ventose appositamente
progettate, è possibile sollevare pesanti lastre di vetro.

La pressione sulla superficie esterna della ventosa è


la pressione atmosferica. Essa è presente in qualun-
que punto dell’atmosfera terrestre ed è dovuta al peso
dell’aria soprastante.

Per esempio, si può calcolare che il peso della colonna di aria sopra una mano tesa
corrisponde a quello di una massa di circa 150 kg. Per la legge di Pascal, la pressione at-
mosferica si esercita con lo stesso valore su tutte le superfici, comunque siano orientate,
quindi anche sotto il dorso della mano tesa e sulle superfici interne al nostro corpo verso
l’esterno; questo fa sì che non la avvertiamo.

90 la misura della pressione atmosferica


vuoto
80
Il valore della pressione atmosferica può essere misurato con l’esperimento di Evangeli-
70 sta Torricelli (1608-1647), realizzato per la prima volta nel 1643.
60
Si riempie di mercurio una lunga provetta di vetro fino all’orlo, si tappa l’estremità aper-
50 ta e si capovolge la provetta, immergendola in una bacinella piena di mercurio (FIGURA 5).
h = 76 cm

mercurio
40 Una volta rimosso il tappo, si osserva che la provetta non si svuota completamente.
30

20
Al livello del mare, la colonna di mercurio che rimane nel tubo è alta 76,0 cm.
gdmh
10
p0 Se al posto del mercurio utilizzassimo dell’acqua, la colonna sarebbe alta circa 10 m,
0
p0
come calcolò lo stesso Torricelli.
A
Per la legge di Pascal, la pressione atmosferica p0, che spinge verso il basso la superficie
libera del mercurio, agisce verso l’alto nel punto A della figura, in cui il tubo si immerge
FIGURA 5 nella bacinella. In A, essa è equilibrata dalla pressione gdmh dovuta alla colonna di mer-
Schema dell’apparato
sperimentale di Torricelli. curio (densità dm = 1,36 # 104 kg/m3 ):

N kg
p 0 = gdm h = c 9,80 # c1,36 # 104 3 m # ^0,760 mh = 1,01 # 105 Pa.
kg m m

La pressione atmosferica normale, o standard, è definita dal valore convenzionale

p 0 = 1,01 # 105 Pa.

Si tratta di un valore di pressione piuttosto elevato, circa


uguale alla pressione esercitata da una massa di 2,13 kg, ap-
poggiata su una moneta da un centesimo, la cui area misura
circa 2,07 cm2.
È la pressione atmosferica che ci consente di bere una bibita
moneta
con una cannuccia.

428
termodinamica i Fluidi 13

■ Quando la cannuccia è nel liquido, ■ Se aspiriamo, riduciamo la pressio-


la pressione atmosferica spinge verso il ne verso il basso; la pressione verso
basso nella parte vuota della cannuccia l’alto, che resta uguale, spinge la bibita
e verso l’alto dall’interno del liquido. alla bocca.

pressione
atmosferica p0
Stocksnapper/Shutterstock

p0 p0

p0

Uno dei cardini della fisica aristotelica era l’orrore del vuoto (horror vacui: natura abhor- AL VOLO
ret a vacuo). L’esperimento di Torricelli non si limita quindi a misurare la pressione
COLONNA D’ACQUA
atmosferica, ma produce (nella parte di provetta non occupata dal mercurio) una regio-
ne con pressione residua molto bassa, e quindi un primo esempio di «vuoto». Si trattò ▶ Effettuando l’espe-
(insieme al lavoro teorico condotto da diversi studiosi, in particolare da Pascal) di un rimento di Tor-
ricelli con acqua
contributo importante nel passaggio dalla vecchia alla nuova fisica.
(d = 1,00 × 103 kg/m3)
al posto del mercurio,
quanto sarebbe alta
la colonna d’acqua?
l’atmosfera e il bar
Una pressione pari a 1,01 × 105 Pa è detta anche atmosfera (atm). È un’unità spesso usata
in ambito tecnico, ma non fa parte del Sistema Internazionale.
Il bar, molto vicino all’atmosfera, è un multiplo del pascal che si usa in meteorologia:
1 bar = 105 Pa

l’esperimento degli emisferi di magdeburgo


L’esperimento di Torricelli fu replicato in tutta Europa, non solo negli ambienti accade-
mici ma anche in contesti pubblici, destando grande stupore. Notevole risonanza ebbe-
ro le misure effettuate in alta montagna da Blaise Pascal con l’aiuto del cognato Florin
Périer, alla fine del 1648: il colonnino di mercurio risultò più basso in cima al monte,
mostrando che la pressione atmosferica decresce con l’altitudine. A Pascal risalgono
anche i primi studi che mettono in relazione la pressione atmosferica con le condizioni
meteorologiche, con l’intento di fare previsioni del tempo.

Il desiderio di riprodurre il vuoto spinse il fisico tedesco Otto von Guericke (1602-1686),
borgomastro di Magdeburgo, a incominciare una serie di esperimenti con l’uso di pom-
pe di drenaggio, che egli stesso modificò e perfezionò, ottenendo i primi esemplari di
macchina pneumatica o, nella terminologia moderna, pompa da vuoto.
Planet Shule/Getty Images

I tentativi iniziali di Guericke furono fallimentari, sebbene di grande effetto. Utilizzò


dapprima una botte di legno riempita d’acqua e perfettamente sigillata (FIGURA 6). Man
mano che l’acqua veniva tirata fuori, però, l’aria esterna veniva risucchiata nella botte
attraverso piccole fenditure nel legno, provocando un percettibile rumore e impedendo FIGURA 6
il reale svuotamento. L’ingegnoso fisico sostituì allora la botte con una sfera di rame, L’esperimento di Guericke
con la botte di legno.
questa volta riempita solo d’aria.

429
13 i Fluidi

A un certo punto del processo di svuotamento, “con grandissimo strepito e terrore di


tutti, il globo, come un lenzuolo sbriciolato dalle mani, andò in frantumi, come se fosse
stato scagliato da un’altissima torre” (Guericke, Experimenta nova (ut vocantur) Mag-
deburgica de vacuo spatio, 1672). La sfera era implosa sotto la pressione dell’aria esterna
(FIGURA 7).

Getty Images
Il gusto per la spettacolarità indusse Guericke ad allestire un esperimento pubblico che
ebbe luogo a Ratisbona nel 1654, in presenza dell’imperatore Ferdinando III d’Asburgo,
e che ebbe un forte impatto sull’immaginario collettivo: il cosiddetto esperimento degli
FIGURA 7 emisferi di Magdeburgo.
L’esperimento di Guericke
con la sfera di rame. Il contenitore era costituito da due semisfere di ottone cave, aventi diametro di circa
1 m, i cui bordi combaciavano perfettamente con un contatto a tenuta d’aria, formando
una sfera completamente chiusa.

Ciascuno dei due emisferi fu attaccato


a quattro pariglie di cavalli: una vol-
ta aspirata l’aria dalla sfera, soltanto
la forza dei 16 animali fu in grado di
separare le due metà, compresse dalla
pressione atmosferica (FIGURA 8).

Grazie all’invenzione della macchina


pneumatica, Guericke fu in grado di
realizzare i primi esperimenti in conte-
nitori privi d’aria: mostrò, per esempio,
che il suono emesso da una campana nel
FIGURA 8
Esperimento degli emisferi vuoto non si propaga e che una candela
di Magdeburgo. in assenza d’aria si spegne.

la variazione della pressione atmosferica


Al livello del mare la pressione atmosferica è all’incirca uguale al valore normale
1,01 # 105 Pa e diminuisce con l’aumentare dell’altitudine, perché diminuisce il peso
della colonna d’aria che ci sovrasta.
A bassa quota, la diminuzione della pressione atmosferica è pari a circa 1100/1200 Pa
per ogni 100 m di innalzamento; così, quando si sale di 80 m la pressione atmosferica
diminuisce dell’uno per cento. Gli strumenti che misurano la pressione atmosferica si
chiamano barometri.

I barometri a mercurio sono sostanzialmente


ago
uguali a quello di Torricelli. I barometri metal- indicatore
lici sfruttano le deformazioni che la pressione
atmosferica provoca in una scatola metallica
al cui interno è stato fatto il vuoto. Quando la
pressione esterna varia, cambia anche la defor-
mazione. Attraverso un sistema di leve la defor-
mazione è trasmessa a un indice che si sposta su vuoto
una scala graduata.
Martina Meyer/Shutterstock

La misura della pressione atmosferica consente di calcolare l’altezza di un luogo rispetto


al livello del mare. Un altimetro è un barometro metallico con una scala tarata in metri
di altitudine.
430
termodinamica i Fluidi 13

B La pressione cambia anche a seconda


delle condizioni meteorologiche. I va-
1016
lori della pressione atmosferica sono
1020 1028
1032 A riportati nelle mappe meteorologiche.
A
1028
Le linee nere disegnate sulla carta si
chiamano isobare. Esse congiungono
i punti che hanno la stessa pressione.
I numeri a fianco delle isobare sono
1020 B
1016
i corrispondenti valori della pressio-
ne atmosferica (uguali in ogni punto
1012
della linea) misurati in un’unità molto
diffusa tra i meteorologi: l’ettopascal
(1  hPa  =  100  Pa). Al livello del mare
la pressione atmosferica standard è di
1010 hPa.

10 LA CORRENTE DI UN FLUIDO
Finora abbiamo studiato la statica dei fluidi, cioè il comportamento di fluidi all’equili-
brio, fermi rispetto al sistema di riferimento prescelto. Le leggi della dinamica descrivo-
no anche le proprietà di un fluido in movimento.

Si chiama corrente un movimento ordinato di un liquido o di un gas.

Quando si parla di corrente, si fa sempre riferimento a un moto ordinato.

■ Il movimento dell’acqua di un fiume ■ Schizzi d’acqua disordinati non co-


forma una corrente. stituiscono una corrente.
Vladimir Melnikov/Shutterstock

Kokhanchikov/Shutterstock

la portata
Una «conduttura» è un tubo in cui scorre un gas o un liquido, oppure il letto in cui scor-
re un fiume. La portata di una conduttura è una grandezza fisica che descrive quanto è
intensa la corrente del fluido.

Il Po, per esempio ha una portata di 1540 m3/s d’acqua; il Rio delle Amazzoni di circa
100 000 m3/s

La portata q è definita dal rapporto tra il volume ∆V di fluido che in un intervallo di


tempo ∆t attraversa una sezione trasversale della conduttura e l’intervallo ∆t stesso:

431
13 i Fluidi

portata (m3/s) volume (m3)

DV [9]
q = Dt .
55 0 5
50 10 intervallo di tempo (s)
45 15
40 20
35 25
30
Una sezione trasversale della conduttura è una superficie piana immaginaria immersa
nella conduttura.

Possiamo visualizzare la sezione trasversale come una grata perpendicolare alla condut-
tura, attraverso la quale passa il fluido. Per determinare la portata, misuriamo il volume
FIGURA 9
Il volume d’acqua che
di fluido che attraversa la grata in un dato intervallo di tempo (FIGURA 8).
attraversa la sezione
trasversale del tubo per Nel Sistema Internazionale il volume si misura in metri cubi e l’intervallo di tempo in
unità di tempo costituisce la secondi. Quindi la portata si misura in metri cubi al secondo (m3/s).
portata del tubo.

AL VOLO
LA PORTATA DEL correnti stazionarie
TUBO DELL’ACQUA
▶ Il getto d’acqua Una corrente si dice stazionaria quando la sua portata, attraverso qualunque sezio-
stazionario che fuo- ne della conduttura, è costante nel tempo.
riesce dal rubinetto
impiega 15 minuti
per riempire la vasca
da bagno con 180 litri
■ Mentre apriamo un rubinetto la ■ Dopo un po’, vediamo che la cor-
corrente non è stazionaria, perché il rente si stabilizza e diviene stazionaria,
d’acqua. Qual è la
portata del tubo? volume d’acqua che esce ogni secondo cioè fornisce lo stesso volume d’acqua
[2,0 × 10–4 m3/s] aumenta nel tempo. in ogni secondo.

Stazionario significa «costante nel tempo». Quindi, se nel letto di un torrente in un certo
momento passano 150 m3 di acqua al secondo e la corrente è stazionaria, anche dopo
un’ora passeranno 150 m3 di acqua al secondo.

da che cosa dipende la portata?


Abbiamo definito la portata come il volume di fluido che attraversa per unità di tempo
una sezione trasversale di una conduttura. Come dipende la portata dalla sezione?

Può sembrare ragionevole che:

432
termodinamica i Fluidi 13

■ le sezioni del grosso tubo di un ga- ■ quelle del tubo di un impianto do-
sdotto siano attraversate, ogni secon- mestico siano attraversate, ogni secon-
do, da un grande volume di gas; do, da un volume di gas molto minore.
Darren J. Bradley/Shutterstock

ermess/Shutterstock
In realtà, non sempre la portata di una conduttura più larga è maggiore di quella di una
conduttura più stretta.

La portata q dipende, oltre che dall’area S della sezione trasversale della conduttura, an-
che dal modulo v della velocità con cui il fluido vi scorre. Se v è lo stesso in tutti i punti
della sezione, vale la formula:
area della sezione trasversale (m2)

q = S v. [10]
portata (m3/s) velocità del fluido (m/s)

Quindi, fissata la velocità, la portata è direttamente proporzionale all’area della sezione


della conduttura; fissata la sezione, è direttamente proporzionale alla velocità del fluido.
Può succedere che un tubo più stretto, in cui un fluido scorre più velocemente, abbia
una portata maggiore di un tubo più largo attraversato da un flusso più lento.

dimostrazione della formula per la portata


Considera un volumetto di fluido che in un certo istante attraversa una sezione trasver-
sale di una conduttura (FIGURA 9). Ti bastano due idee per dedurre la formula [10] dalla v
definizione [9].
v
Prima idea: il volumetto di fluido è come un punto materiale.
v
■ In un intervallo di tempo ∆t, a partire dall’istante iniziale considerato, il volumetto per-
corre la distanza l = v ∆t.
S S
Seconda idea: tutti i volumetti che attraversano insieme una sezione continuano
a muoversi insieme. FIGURA 10
Il volumetto di fluido si
■ Poiché la velocità del fluido assume lo stesso valore v in ogni punto della sezione tra- muove con velocità v nella
sversale, tutti i volumetti che nell’istante iniziale attraversano la sezione percorrono nel conduttura.

tempo ∆t la stessa distanza l. Pertanto la sezione, di area S, è attraversata da un volume


complessivo di fluido espresso da
∆V = S l = S v ∆t.
■ Sei ora in grado di calcolare la portata e ottenere, dalla [9], la formula [10]:
DV Sv Dt
q = Dt = = Sv.
Dt

433
13 i Fluidi

l’equazione di continuità
Sappiamo che i liquidi sono, con ottima approssimazione, incomprimibili. Cioè, che
il loro volume non cambia nel corso del moto. Di conseguenza, se un certo volume di
liquido fluisce in una conduttura, esso deve spingerne via un volume uguale.

Esaminiamo la corrente stazionaria di un liquido che scorre in un tubo singolo, su cui


non si inseriscono altri tubi e che non si suddivide (un sistema fatto così è chiamato
«conduttura senza sorgenti né pozzi»).

■ In un intervallo di tempo fissato, un ■ Nello stesso intervallo di tempo, un


certo volume di liquido in una zona A volume uguale di liquido in un secondo
del tubo attraversa con velocità vA una tratto B del tubo attraversa con velocità
sezione trasversale di area SA. vB una sezione trasversale di area SB.
B
A

vA vB

SA
SB

Il fatto che due sezioni trasversali diverse siano attraversate nello stesso tempo da volu-
mi uguali di liquido significa che la portata è uniforme lungo il tubo; in particolare, è la
stessa in A e B. Dall’equazione [10] per la portata discende, dunque:

area in A (m2) area in B (m2)

SA vA = SB vB . [11]
velocità in A (m/s) velocità in B (m/s)

Questa legge si chiama equazione di continuità. Essa dice


che l’area trasversale della conduttura e la velocità del li-
quido che scorre in essa sono inversamente proporziona-
li: se l’area si dimezza, la velocità del liquido raddoppia.
Gayvoronskaya_Yana/Shutterstock

La [11] spiega un fenomeno molto comune, che si sfrutta,


per esempio, quando si annaffia. L’acqua esce dall’im-
boccatura del tubo di irrigazione con una velocità non
troppo elevata. Però, la velocità dell’acqua aumenta note-
volmente se si blocca in parte l’imboccatura con un dito.

L’equazione di continuità è utilizzata anche in diagnostica medica per riconoscere i re-


stringimenti (detti «stenosi») dei vasi sanguigni. Con una tecnica chiamata flussimetria
Doppler, si misura la velocità del sangue in diverse zone di un vaso sanguigno. Se si
riscontra un aumento della velocità con cui scorre il sangue, significa che in quella zona
c’è una diminuzione del diametro del vaso. Questa diminuzione è tanto maggiore quan-
to più grande è l’aumento di velocità.

434
termodinamica i Fluidi 13

PROBLEMA MODELLO 4 LA VELOCITÀ DEL SANGUE


In una persona in normali condizioni di salute la valvola aortica ha un raggio di circa 9 mm e la velocità del san-
gue in essa è 30 cm/s. Le prime conseguenze di una stenosi si manifestano quando si ha una riduzione di 1/4 della
sezione della valvola rispetto la norma. Il culmine di gravità si ha quando la sezione aortica si riduce a 0,75 cm2
o meno. Calcola:
▶ la velocità del sangue nella regione in cui è presente la stenosi;
▶ la velocità del sangue nel caso di maggiore gravità.

Diamond_Images/Shutterstock
A B C

■ DATI ■ INCOGNITE

Raggio valvola aortica: rA = 9 mm Velocità del sangue in presenza di stenosi: vB = ?


Velocità del sangue: vA = 30 cm/s Velocità del sangue in condizioni critiche: vC = ?
Riduzione sezione rispetto alla norma: 1/4
Sezione ridotta (limite): SC = 0,75 cm2

L’IDEA

■ I liquidi sono incomprimibili, di conseguenza se un certo volume di liquido fluisce in una conduttura deve
spingerne via un volume uguale.
■ L’equazione di continuità ci dice che l’area trasversale della conduttura e la velocità del liquido sono inversamen-
te proporzionali.

LA SOLUZIONE

CASO CON STENOSI LIEVE:


Applico l’equazione di continuità e isolo vB.
S
L’equazione di continuità ci dice che qA= qB, cioè vA SA= vB SB; posso isolare vB da questa espressione: v B = v A S A .
B

Ricavo i valori numerici da sostituire nell’equazione.


In condizioni normali la sezione della valvola aortica è S A = rr 2A = r (0,9 cm) 2 = 3 cm2 ;
1 3
nel caso di stenosi lieve i dati ci dicono che la sezione si riduce di 4 , quindi S B = 4 S A .
S 4 S 4
Pertanto S A = 3 e v B = v A S A = ^30 cm/sh # 3 = 40 cm/s .
B B

CASO CON STENOSI GRAVE:


Dall’equazione di continuità applicata al caso C ricavo vc.
Con lo stesso procedimento precedente, posso calcolare
S 3 cm2
vC = v A S A = ^30 cm/sh # b
0,75 cm2 l
= 1 # 102 cm/s .
C

435
13 i Fluidi

11 L’EQUAZIONE DI BERNOULLI
Un fluido che scorre in una conduttura di diametro variabile e piegata in direzione ver-
ticale è sottoposto a diverse forze:

■ la spinta FA da parte ■ la forza resistente FB da ■ la forza-peso che agisce


del fluido che sta «a mon- parte del fluido che sta «a sul fluido stesso;
te»; valle»;

SB SB
SB

FB
SA SA SA
yB FP
FA y
yA

Per un volumetto di fluido che si sposta lungo la conduttura possono cambiare: la quota
y a cui esso si trova, il valore v della sua velocità e la pressione p a cui è sottoposto.

In generale, la relazione tra queste grandezze è molto complessa; il caso più semplice è
quello in cui valgono le seguenti condizioni:
1. il fluido è incomprimibile;
2. la corrente è stazionaria;
3. la velocità del fluido è la stessa in tutti i punti di qualunque sezione trasversale.

L’ultima condizione equivale ad affermare l’assenza di forze di attrito all’interno del


fluido e tra il fluido e le pareti della conduttura: queste forze, infatti, potrebbero frenare
in maniera differente lo scorrimento dei diversi volumetti di fluido a seconda della loro
distanza dalle pareti.

Se le tre condizioni sono verificate, il moto del fluido obbedisce all’equazione di Ber-
noulli, così chiamata in onore del matematico e fisico svizzero Daniel Bernoulli (1700-
1782).

Indicando con d la densità del fluido e con g l’accelerazione di gravità, si ha:

pressione (Pa) densità (kg/m3)


quota (m)
1
p + 2 dv2 + d g y = costante . [12]
accelerazione
velocità (m/s) di gravità (m/s2)

L’equazione [12] ha la forma di una legge di conservazione, come quelle dell’energia


meccanica e della quantità di moto.
In una zona A della conduttura, pressione, velocità e quota del fluido hanno i valori pA,
vA e yA. Quando il fluido giunge in una seconda zona B, queste grandezze fisiche possono
avere cambiato tutti i loro valori, rispettivamente in pB, vB e yB; tuttavia, l’espressione al
primo membro della [12] rimane costante. Quindi si ha

1 1
p A + 2 d v 2A + d g y A = p B + 2 d v 2B + d g y B . [13]

436
termodinamica i Fluidi 13

12 L’ATTRITO NEI FLUIDI


La viscosità di un fluido si oppone al moto degli oggetti che sono immersi nel fluido e
ostacola lo scorrimento del fluido stesso.

Quando andiamo in bicicletta possiamo sentire in modo molto chiaro l’impedimento


dovuto alla resistenza dell’aria. Se questo impedimento non esistesse, a parità di sforzo
si potrebbero raggiungere velocità molto più elevate.

l’attrito con le pareti della conduttura


Normalmente il comportamento di un fluido è molto complesso: può presentare vor-
tici, schizzi, e tutta una serie di fenomeni difficili da descrivere.

Esiste, però, una condizione semplice, quella in cui il fluido scorre in una conduttura
in modo regolare e con una velocità così bassa da non creare vortici. Questo comporta-
mento si chiama regime laminare:

LesPalenik/Shutterstock
nel regime laminare il fluido si muove come se fosse formato da sottili lamine fluide
che scivolano una sull’altra.

La lamina di fluido a contatto con


la parete della conduttura risente
di una forza di attrito che la rallen-
ta molto. Questo rallentamento si F v
S
trasmette per attrito a tutto il flu-
ido, strato per strato, ma diventa d FIGURA 11
sempre meno evidente all’aumen- Lamina di fluido che si
muove con velocità v a
tare della distanza dalla parete fissa distanza d dalla parete della
(FIGURA 10). conduttura.

Gli esperimenti mostrano che l’intensità della forza necessaria per mantenere uno strato
di fluido in moto laminare, con velocità costante, è:
■ direttamente proporzionale al valore v della velocità dello strato;
■ direttamente proporzionale all’area S della sua superficie a contatto di uno strato di
fluido vicino;
■ inversamente proporzionale alla distanza d tra lo strato e la parete. COEFFICIENTI DI VISCOSITÀ
Coefficienti
La formula che riassume queste proprietà è:
Sostanza di viscosità a
forza (N) area (m2)
20 °C (Pa · s)
velocità (m/s) ammoniaca 9,2 × 10−6
Sv metano 10,2 × 10−6
F=h . [14]
d aria 17,1 × 10−6
coefficiente di viscosità (Pa á s) distanza (m) acqua 1,00 × 10−3
mercurio 1,55 × 10−3
La costante di proporzionalità η (si pronuncia «eta») si chiama coefficiente di viscosità:
dipende dal tipo di fluido e dalla sua temperatura, ed è tanto maggiore quanto più gran- sangue
4,0 × 10−3
di sono le forze di attrito interne al fluido (tabella). (a 37 °C)
olio d’oliva 8,4 × 10−2
Nel Sistema Internazionale, l’unità di misura del coefficiente di viscosità è pascal molti-
plicato secondo (Pa · s). glicerina 1,50

437
13 i Fluidi

l’attrito su un corpo in movimento nel fluido


Tutti gli automobilisti sanno per esperienza che, per mantenere costante la velocità dell’au-
tomobile, occorre una maggiore quantità di carburante se la velocità è maggiore. Per velocità
più elevate, infatti, sono maggiori anche le forze di attrito che il motore deve controbilanciare.

La resistenza al moto dovuta alla forza di attrito viscoso tra l’aria e l’automobile dipende,
oltre che dalla velocità dell’automobile, anche dalla viscosità dell’aria e dalla forma e dal-
le dimensioni della carrozzeria: se scelte con criteri aerodinamici, forma e dimensioni
limitano la formazione di vortici d’aria.

Considera un’automobile che parte da ferma e inizia ad accelerare. Gli esperimenti con-
dotti nelle gallerie del vento mostrano che:

■ finché la velocità dell’automobile è ■ non appena cominciano a formarsi


abbastanza bassa, il flusso d’aria attor- vortici d’aria, il flusso non è più lami-
no alla carrozzeria è laminare e la resi- nare e la resistenza dell’aria inizia ad
stenza dell’aria è direttamente propor- aumentare in modo direttamente pro-
zionale alla velocità; porzionale al quadrato della velocità.
Fv Fv
zona in
cui si
zona di formano
linearità
à i vortic
vortici
ccii

v v

Un caso molto più semplice è quello di una sfera di raggio r che si muove con velocità v
(non così elevata da generare vortici) in un fluido che ha un coefficiente di viscosità η.
In questa situazione, il modulo Fv della forza di attrito viscoso sulla sfera è dato dalla
legge di Stokes:

forza di attrito viscoso (N) raggio (m)

Fv = 6 r h r v. [15]
coefficiente di viscosità (Pa · s) velocità (m/s)

PROBLEMA MODELLO 5 LA SFERA IMMERSA


Una sfera immersa in acqua si muove con velocità di 3,8 m/s e subisce una forza di attrito viscoso di 0,0060 N.
▶ Calcola il raggio della sfera.
▶ Calcola la velocità che dovrebbe avere la sfera per mantenere la stessa forza di attrito viscoso se fosse im-
mersa in glicerina (il coefficiente di viscosità della glicerina è 1,50 Pa ∙ s).

■ DATI ■ INCOGNITE

Forza di attrito Fv = 0,0060 N Raggio della sfera in acqua r = ?


Velocità sfera v = 3,8 m/s Velocità della sfera in glicerina v = ?
Viscosità acqua h acqua = 1,0 # 10- 3 Pa $ s
Viscosità glicerina h glicerina = 1,50 Pa $ s

438
termodinamica i Fluidi 13

L’IDEA
La forza di attrito viscoso per un corpo sferico è descritta dalla legge di Stokes.

LA SOLUZIONE

Applico la legge di Stokes in acqua e ricavo r.


Ricavo il raggio della sfera dalla formula Fv = 6 r h acqua r v
F 0,0060 N
r = 6 r hv v = = 0,084 m .
acqua 6 r # ^1,0 # 10-3 Pa · sh # ^3,8 m/sh
Applico la legge di Stokes nella glicerina e ricavo v.
Dalla legge di Stokes applicata alla caduta nella glicerina posso isolare v:
F 0,0060 N
v= 6rh v r = = 0,0025 m/s .
glicerina 6 r # ^1,50 Pa · sh # ^0,084 mh

PER NON SBAGLIARE

■ La velocità della sfera nella glicerina deve essere inferiore a quella nell’acqua: a parità di dimensioni e di intensità
della forza di attrito viscoso, v e η sono grandezze inversamente proporzionali, perciò se η aumenta v diminuisce.

13 LA CADUTA IN UN FLUIDO
Un paracadutista che si lancia da un aereo non si
Fa
muove di moto uniformemente accelerato. Infatti,
su di esso non agisce soltanto la forza-peso FP (ri-
volta verso il basso), ma anche la forza di attrito Fv
con l’aria (che si oppone al moto di caduta e quindi
è rivolta verso l’alto). Il moto del paracadutista è
determinato dalla risultante di queste due forze.

La forza di attrito con l’aria aumenta all’aumenta-


re della velocità del paracadutista, finché non rag-
v costante
Dewitt/Shutterstock

giunge la stessa intensità della forza-peso. Da que-


sto istante in poi le due forze sono uguali e opposte Fp
e la loro risultante è uguale a zero:

Ftot = FP + Fv = 0. [16]
AL VOLO
Per il principio di inerzia, il paracadutista scende allora con velocità costante, chiamata L’APERTURA
velocitˆ limite. DEL PARACADUTE
Un paracadutista
raggiunge la sua ve-
Un oggetto che cade nell’atmosfera accelera fino a raggiungere la velocità limite, locità limite prima di
che rimane poi costante fino alla fine del moto. aprire il paracadute.

▶ Che cosa accade


Per una massa di 100 kg attaccata a un paracadute di 10 m di diametro, la velocità limite dopo che l’ha aperto?
è circa 3 m/s, cioè poco più di 10 km/h. Raggiunta questa velocità, la forza di attrito ha Perché?
un’intensità Fv = 9,8 × 102 N e cancella la forza-peso.
439
13 i Fluidi

la velocità limite per una sfera


Calcoliamo la velocità limite di una sfera di massa m e raggio r che cade in un fluido con
coefficiente di viscosità η. Visto che i due vettori FP e Fv hanno versi opposti, l’intensità
Fv di Ftot è data dalla differenza tra le intensità di FP e Fv (FIGURA 11), cioè

Ftot = FP – Fv.

Ftot Quindi, la condizione [16] diviene

Fv = FP.
FP Ftot = FP – Fv
Se il flusso è laminare, la velocità limite della sfera non è troppo elevata. Possiamo, al-
lora, sostituire le espressioni Fv = 6 h r r v (legge di Stokes) e FP = m g nell’uguaglianza
FIGURA 12
La forza totale sulla sfera è
e otteniamo
la somma della forza-peso
(verso il basso) e della forza 6 r h r v =m g,
di attrito (verso l’alto).
da cui possiamo isolare il valore della velocità limite di caduta:

velocità limite (m/s) massa (kg)


accelerazione di gravità (m/s2)
mg
v= 6rhr . [17]

coefficiente di viscosità (Pa · s) raggio (m)

il contributo della spinta di archimede


Quando la densità della sfera è confrontabile con quella del fluido attraverso il quale
Fv cade, diventa importante tenere conto della spinta di Archimede che agisce sulla sfera
verso l’alto (FIGURA 12).
FA 4
Ftot Se la sfera ha raggio r, il suo volume è V = a 3 k r r3 e il suo peso, espresso in funzione di
r e della densità d0 del materiale di cui è composta, è

4
Fp = 3 r d 0 g r 3 .
Ftot = FP – Fv – FA
FP

D’altra parte, se indichiamo con d la densità del fluido, l’espressione dell’intensità della
FIGURA 13
forza di Archimede è
La forza totale sulla sfera è
la somma della forza-peso
4
(verso il basso), della forza FA = d V g = 3 r d g r3 .
di attrito e della spinta di
Archimede (entrambe verso
l’alto).
Nel caso che stiamo esaminando l’intensità della forza totale è

Ftot = FP − Fv − FA

e il valore della velocità limite di caduta è dato dalla formula

2 ^d 0 - d h g r2
v= 9h . [18]

440
IL FISICO RACCONTA
i Fluidi 13
IL BAROMETRO
DI TORRICELLI
In una lettera dell’11 giugno 1644, Evangelista Torricelli, allievo di
Galileo, racconta al matematico e amico Michelangelo Ricci l’esperi-
mento con il quale per la prima volta misura il valore della pressione
atmosferica a livello del mare.

DEA/PINAIDER/Getty
Noi habbiamo fatti molti vasi di vetro et anco come l’argento vivo si sosteneva benché gravissimamente
i seguenti, segnati A et B, grossi e di collo lungo due nel collo AC, questa forza, che regge quell’argento
braccia, questi pieni d’argento vivo, poi serratagli vivo contro la sua naturalezza di ricader giù, si è
con un dito la bocca e rivoltati in un vaso dove era veduto fino adesso che sia stata interna nel vaso AE,
l’argento vivo C, si vedevano votarsi e non succeder o di vacuo, o di quella roba sommamente rarefatta;
niente nel vaso che si votava; il collo però AD ma io pretendo, che la sia esterna e che la forza
restava sempre pieno all’altezza d’un braccio e 1/4, venga di fuori.
et un dito di più.
Su la superficie del liquore che è nella catinella gra-
Per mostrar che il vaso fusse perfettamente voto, si vita l’altezza di cinquanta miglia d’aria; però qual
riempiva la catinella sottoposta d’acqua fino in D maraviglia è se nel vetro CE, dove l’argento vivo non
et alzando il vaso a poco a poco, si vedeva, quando ha inclinazione, nè anco repugnanza per non esservi
la bocca del vaso arrivava all’acqua, descender nulla, entri e vi s’innalzi fin tanto, che si equilibri colla
quell’argento vivo dal collo, e riempirsi con impeto gravità dell’aria esterna, che lo spinge?
orribile d’acqua fino al segno E affatto. (Opere dei discepoli di Galileo, Carteggio 1642-1648, a cura
Il discorso si faceva mentre il vaso AE stava voto e di P. Galluzzi e M. Torrini, Firenze Giunti-Barbera 1975)

Nel 1630, i maestri fontanieri Fiorentini osservano In accordo con Galileo, Torricelli è convinto che
che nessuna pompa aspirante riesce a far salire l’ac- nella parte superiore del tubo si formi il vuoto e lo
qua verso l’alto per un dislivello superiore ai 10 me- dimostra nel suo esperimento. Aggiunge dell’acqua
tri. Per spiegare questo fenomeno, Torricelli ipotizza nella bacinella di mercurio e solleva il tubo in essa
che quel limite dipenda dal valore della pressione immerso fino a farlo pescare nell’acqua; a quel punto
esercitata dall’aria sulla superficie dell’acqua alla base il mercurio, più denso dell’acqua, si riversa nella ba-
della tubo. cinella mentre l’acqua sale rapidamente nel tubo fino
Prepara allora un esperimento nel quale sostitu- a riempirlo.
isce l’acqua con il mercurio (argento vivo): essendo Torricelli conclude che il peso di 760 mm di mer-
questo più denso dell’acqua, Torricelli si aspetta di curio è in grado di bilanciare la pressione dell’aria
ricreare una condizione simile a quella sperimentata presente sulla superficie di mercurio nella bacinella
dai fontanieri, ma con una colonna di fluido di altez- (nella catinella gravita l’altezza di cinquanta miglia
za inferiore, realizzabile in laboratorio. d’aria), creando il vuoto al di sopra della colonna di
Dopo aver riempito di mercurio mercurio. Il peso di un pari volume d’acqua non sa-
un tubo lungo e sottile, chiuso a una rebbe sufficiente per raggiungere la stessa condizione
delle estremità, immerge l’estremi- di equilibrio.
tà libera in una bacinella piena di
mercurio e osserva che il tubo non si
svuota del tutto. DOMANDA
La colonna di mercurio nel tubo
rimane all’altezza di circa 760 mm ▶ Immagina di ripetere l’esperimento
(d’un braccio e 1/4, et un dito di più), di Torricelli a 3000 m di altitudine:
anche quando l’esperimento è ripe- ti aspetti che la colonna di mercurio
tuto con tubi dalle caratteristiche di- nel tubo sia più o meno alta di 760 mm?
verse.
441
13 i Fluidi

ESPERIMENTI CON LO SMARTPHONE


SU E GIÙ PER LE SCALE
Come sai, Evangelista Torricelli (1608-1647) fu l’inventore del barometro a mercurio, con cui si può misurare la pres-
sione atmosferica. Si tratta però di uno strumento un po’ ingombrante, alto almeno 80 cm, delicato nell’uso. Invece tu,
in questa attività, scoprirai come cambia la pressione atmosferica utilizzando solamente il tuo smartphone.

Cosa ti occorre
▶ Uno smartphone dotato di sensore barometrico.
▶ Una app per la misura della pressione atmosferica.

Le app
Per sapere se il tuo smartphone è dotato di barometro, puoi utilizzare una app
come Hardware Info per Android e AIDA64 per iOS.
Per misurare la pressione atmosferica, tra le tante app disponibili puoi scarica-
re, per smartphone Android, Physics Toolbox Sensor Suite, che comprende la app
Barometer (figura a sinistra). Per l’ambiente iOS puoi servirti di Barometer &
Altimeter for iPphone/iPad (figura a destra).

Procedimento
1 Vogliamo analizzare come cambia la pressione atmosferica in funzione dell’altezza. Per questo devi recarti in un
edificio con varie rampe di scale o dotato di ascensore.
2 Lancia la app per registrare il grafico della pressione in funzione del tempo. Poi sali le scale con passo regolare,
oppure entra in ascensore e vai dal piano terra fino all’ultimo piano.
3 Al termine, ferma l’acquisizione. Puoi, eventualmente, trasferire i dati raccolti a un PC ed elaborarli con un foglio
elettronico.

Analisi dei dati


Il grafico seguente è stato ottenuto andando a piedi per le scale di casa. Sono stati riportati nella figura alcuni dati
significativi.

1011,5
pressione (hPa)

(50,21 s; 1011,66 hPa)


1011,0
(3,27 s; 1010,18 hPa)

1010,5

0 10 20 30 40 50 60
tempo (s)

Puoi notare che la pressione atmosferica è aumentata con una certa regolarità, da 1010,18 hPa a 1011,66 hPa, con una
variazione complessiva di 1,48 hPa.

442
termodinamica i Fluidi 13

▶ Quale sarà il dislivello in altezza superato?


▶ Il grafico ha registrato una salita o una discesa per le scale?
Per rispondere a queste domande, osserva il grafico a sinistra, che mostra l’andamento della pressione atmosferica
fino a un’altitudine di 10 000 m. La pressione diminuisce secondo una relazione matematica difficile per le tue attuali
conoscenze, ma se consideriamo solo la parte iniziale del grafico, ossia solo piccole altitudini, possiamo usare una
buona approssimazione di tipo lineare. Calcolando la pendenza della retta, si ha:
Dp
= - 0, 12 hPa/m .
Dh
Il rapporto inverso, Dh/Dp = - 8, 4 m/hPa , indica che la pressione atmosferica diminuisce di 1 hPa per ogni 8,4 m di
altezza circa.

1200
1013

pressione (hPa)
1000
pressione (hPa)

1012
800
Δp
1011
600
1010
Δh
400
1009
200 0 5 10 15 20 25 30 35
altitudine (m)
0
0 2000 4000 6000 8000 10 000 12 000
altitudine (m)

Ora fai i calcoli con i tuoi dati e rispondi alle domande precedenti.
Il grafico seguente è stato ottenuto muovendosi nell’edificio in ascensore. La pressione atmosferica è diminuita, poi è
rimasta stazionaria e infine è ritornata al valore iniziale. L’ascensore è prima salito e poi disceso o viceversa? Utilizza
le coordinate dei due punti indicati per calcolare di che altezza si è spostato.
pressione (hPa)

1025,0 (25,5 s; 1024,20 hPa)

(10,1 s; 1025,35 hPa)


1024,5

1024,0
0 10 20 30 40 50
tempo (s)

Approfondimenti
▶ Partendo dal grafico della pressione, prova a tracciare l’andamento del corrispondente grafico altimetrico, cioè
dell’altezza in funzione del tempo.
▶ Analizzando il grafico ottenuto muovendoti con l’ascensore, sapresti calcolare la velocità con cui la cabina saliva o
scendeva?
▶ Se ti capita di andare in vacanza in montagna e di salire su una funivia, porta con te lo smartphone, misura la pres-
sione durante la salita (o la discesa), ricava il dislivello di altezza e confronta il risultato con i dati ufficiali. Di solito,
accanto all’ingresso della stazione della funivia, c’è un pannello dove sono riportate varie informazioni, tra cui il
dislivello superato dalla cabina.
▶ Se vai in un luna park dove c’è una ruota panoramica, sali con lo smartphone e registra l’andamento della pressione
atmosferica. Che forma avrà il grafico della pressione? E quello dell’altimetria?

443
I CONCETTI E LE LEGGI
MAPPA INTERATTIVA
13 i Fluidi i Fluidi

IN TRE MINUTI • La pressione

Solidi, liquidi e gas


■ Un solido conserva forma e volume propri.
■ Un liquido ha volume proprio ma assume la forma del recipiente che lo contiene.
■ Un gas occupa tutto il volume del recipiente che lo contiene e può essere facilmente compresso.

la pressione
■ La pressione è una grandezza scalare definita come il rapporto tra il modulo della forza perpendicolare alla superficie
F 1N
e l’area di questa superficie: p = S= . Nel SI l’unità di misura della pressione è il pascal (Pa): 1 Pa = .
1 m2

la pressione nei liquidi


■ Legge di Pascal: la pressione esercitata su una superficie qualsiasi di un liquido si trasmette,
p0
con lo stesso valore, su ogni altra superficie a contatto con il liquido.
■ Legge di Stevino: la pressione dovuta al peso di un liquido è direttamente proporzionale alla
densità del liquido e alla profondità: pl = dgh . h p = p0 + gdh
■ Se la superficie libera del liquido è soggetta a una pressione p0, la pressione totale a profon- S

dità h è: p = p0 + dgh.

la spinta di archimede
■ Un corpo immerso in un liquido subisce una forza diretta verso l’alto di intensità uguale al peso del liquido spostato:
FA = mg = dVg .
■ Un corpo affonda, resta fermo o sale a galla quando la sua densità è rispettivamente maggiore, uguale o minore di
quella del liquido in cui è immerso.

la pressione atmosferica
■ La pressione atmosferica è dovuta al peso della colonna di aria che ci sovrasta.
■ Al livello del mare, la pressione atmosferica è uguale a quella generata da una colonna di mercurio alta 76,0 cm e
corrisponde a 1,01 × 105 Pa.
■ L’atmosfera (atm) è un’unità di misura della pressione che non appartiene al SI: 1 atm = 1,01 × 105 Pa.
■ Il bar è un’unità di misura della pressione usata in meteorologia: 1 bar = 105 Pa.

Portata
DV
■ q = Dt = Sv : è numericamente uguale al volume di liquido che, in un secondo, attraversa la superficie trasversale
della conduttura ed è direttamente proporzionale all’area della sezione trasversale della conduttura e alla velocità
del liquido.

equazione di continuità
S A v A = S B v B : l’area trasversale della conduttura e la velocità del liquido sono inversamente proporzionali.

equazione di Bernoulli
1
p + 2 d v2 + d g y = costante : è valida se il fluido è incompressibile, la corrente è stazionaria e gli attriti interni del
fluido e quelli con le pareti della conduttura sono trascurabili.

l’attrito nei fluidi


Sv
■ La forza necessaria per mantenere uno strato di fluido in moto laminare con una velocità v costante è F = h
d
.
■ Il modulo Fv della forza di attrito viscoso su una sfera di raggio r che si muove all’interno di un fluido in regime lami-
nare con velocità v è dato dalla legge di Stokes: Fv = 6 r h r v .

444
ONLINE

ESERCIZI Mettiti alla prova con


gli esercizi interattivi

▶ Quanto vale la minima pressione che la cassa può


esercitare al suolo?
[5,8 × 102 Pa]

13 9
★★★
Un operaio di una ditta di traslochi vorrebbe appoggiare
un pianoforte di massa 275 kg su un solaio che può sop-
I FLUIDI portare al massimo una pressione di 6,0 × 103 Pa.
▶ Quale superficie di appoggio minima deve avere il pia-
noforte per non provocare danni al solaio?
2 SOLIDI, LIQUIDI E GAS [0,45 m2]

DOMANDE 10 Una botte piena di vino occupa un’area di 1,0 m2 ed eser-


★★★
cita al suolo una pressione di 2,4 × 103 Pa.
1 Esamina sotto quali condizioni l’acqua si può trovare
nello stato: solido, liquido e aeriforme.
▶ Qual è la massa della botte?
[2,4 × 102 kg]
2 Ricerca sotto quali condizioni l’azoto (che normalmente
si presenta come un gas) diviene liquido e solido. 11 Alice vuole stimare la pressione che esercita al suolo
★★★
quando sta in piedi. La sua massa è circa 50 kg. Per va-
3 Ti vengono in mente sostanze che si possono trovare fa- lutare la sua superficie di appoggio, approssima ciascun
cilmente in stati di aggregazione diversi? Quali? Fai al- piede a un rettangolo di dimensioni 25 cm e 5 cm.
meno 2 esempi. ▶ Senza usare la calcolatrice, stima la pressione esercita-
ta al suolo da Alice.
[2 × 104 Pa]
3 LA PRESSIONE
12 In un numero da circo, un clown di massa 58 kg cammi-
DOMANDE ★★★
na insieme alla sua scimmietta su un’asse sospesa fra due
trampolini. L’asse può sopportare al massimo la pressio-
4 Perché per camminare sulla neve, senza affondare, è pre-
ne di 2,5 × 104 Pa. Gli scarponi del clown hanno com-
feribile ricorrere all’uso delle racchette?
plessivamente una superficie di 280 cm2. A un certo pun-
to, la scimmietta sale in braccio al clown.
5 PENSACI BENE Due furgoni identici utilizzano due
marche diverse di pneumatici che hanno la stessa massa ▶ Quale massa può avere al massimo la scimmietta per
ma larghezze differenti. non spezzare l’asse?
▶ Quale furgone esercita al suolo una pressione minore? [13 kg]

6 Il professor Rossi ha una cartella molto pesante da por- 4 LA PRESSIONE NEI LIQUIDI
tare a tracolla tutti i giorni. Un giorno decide di inserirvi
un poggiaspalla di larghezza tripla rispetto alla cinghia. DOMANDE
▶ Come cambia la pressione che la borsa esercita sulla
sua spalla a parità di peso? 13 COSA SUCCEDE SE Un palloncino sferico è immerso in
acqua e si trova sul fondo di una piscina profonda 3 m.
PROBLEMI
PROBLEMA MODELLO 1

Un cuoco impacciato
→ a pag. 417

7 Una donna di massa 54 kg e un bambino di massa 27 kg fuori dall’acqua a b c d


★★★
sono in piedi sulla spiaggia. La superficie di un piede del-
la donna è 1,8 dm2 e quella di un piede del bambino è ▶ Quale forma assumerà approssimativamente tra quel-
0,90 dm2. le mostrate?
▶ La donna e il bambino esercitano la stessa pressione
sulla sabbia? 14 APPLICA I CONCETTI Un’auto pesa 10 000 N. La siste-
mi sul cilindro più piccolo di un torchio idraulico e ap-
8 Una cassa di bottiglie di vino, di massa 40 kg, ha forma plichi sull’altro cilindro una forza di 10 000 N.
★★★
di parallelepipedo e dimensioni 90 cm, 25 cm e 75 cm. ▶ Riesci a sollevare l’auto?

445
ESERCIZI 13 i Fluidi

PROBLEMI 21 Il recipiente in figura è pieno d’acqua. Ordina i valori


della pressione nei punti A, B, C all’interno del recipien-
15 In un torchio idraulico, i pistoni a e b hanno un piedi- te e giustifica la tua risposta.
★★★
stallo circolare di raggio rispettivamente 4,0 cm e 40 cm.
Il pistone a si abbassa di 0,50 m sotto il peso di un carico.
▶ Determina di quanto si innalza il pistone b.
[0,0050 m]

16 Le sezioni dei pistoni di un torchio idraulico hanno un


★★★ A B C
rapporto di 3:1. Vuoi usare il torchio per sollevare un’au-
to che pesa 15 000 N.
▶ Quale forza minima devi essere in grado di esercitare?
22 Al mare, per fare snorkeling nuoti con la faccia sotto il
[5000 N] pelo dell’acqua respirando con un boccaglio.
17 In un torchio idraulico le superfici dei pistoni sono pari a ▶ Potresti fare delle immersioni in profondità, senza
★★★ fare ricorso all’uso di bombole di ossigeno o scafandri,
12,8 cm2 e 70,1 cm2. Spingiamo in basso la superficie più
piccola con una forza di 130 N. solo con l’ausilio di un lungo tubo che emerge dal pelo
dell’acqua per respirare?
▶ Qual è l’intensità della forza verso l’alto che si produce
sulla superficie più grande?
23 PENSACI BENE Uno studente afferma che, secondo la
[712 N] legge di Stevino, un liquido esercita pressione solo sulla
base del recipiente che lo contiene, perché rispetto alla
18 In un circo un clown gioca a sollevare un orso di massa
★★★ base la colonna di liquido ha la massima altezza.
320 kg. Il clown sale su un piedistallo circolare di raggio
65 cm di un torchio idraulico, e fa salire l’orso sul piedi- ▶ Ha ragione?
stallo all’altro estremo del torchio, che ha una superfi-
cie di 4,0 m2. L’orso si solleva quando il clown prende in 24 PENSACI BENE Un secchiello e una bottiglia sono ap-
braccio un pinguino di massa 28 kg. poggiati sulla sabbia. Sono riempiti di acqua fino alla
Calcola: stessa altezza e la profondità del segno che lasciano sulla
sabbia appare la stessa per entrambi.
▶ la pressione necessaria per sollevare l’orso;
▶ il peso complessivo del clown e del pinguino.
[7,8 × 102 Pa; 1,0 × 103 N]

19 Il funzionamento di una pressa idraulica si basa sul-


★★★
lo stesso principio del torchio. Una lastra metallica di
2,00 × 103 kg è pressata applicando sul pistone di super-
▶ Come è possibile, visto che le due quantità di acqua, e
ficie minore una forza di 1,23 × 103 N.
quindi i loro rispettivi pesi, sono molto diverse?
▶ Qual è il rapporto tra i raggi dei pistoni?
[1:4] PROBLEMI
PROBLEMA MODELLO 2
5 LA PRESSIONE DELLA FORZA-PESO Calcolo della profonditˆ
NEI LIQUIDI → a pag. 421

DOMANDE 25 La pressione atmosferica di Titano, la maggiore delle


★★★
lune di Saturno, è patm = 1,5 ×105 Pa, mentre la sua acce-
20 I tre recipienti contengono lo stesso tipo di liquido, han-
lerazione di gravità è g = 1,4 m/s². Su Titano esistono la-
no uguale base e sono tutti riempiti fino alla stessa altez-
ghi di metano liquido, una sostanza che ha una densità
za. Pur contenendo quantità di liquido diverse, la pres-
di 423 kg/m3.
sione sul fondo è sempre la stessa.
▶ Un lago di metano ha una profondità di 10 m: qual è la
▶ Spiega perché e traccia le forze che agiscono sul liqui-
pressione sul fondo del lago?
do.
(a cura di SAIT) [1,6 × 105 Pa]

26 La colonnina di mercurio in un termometro da interni,


★★★
a temperatura ambiente, è alta 12,0  cm. La densità del
mercurio è 13,6 × 103 kg/m3.

446
termodinamica i Fluidi 13 ESERCIZI

▶ Qual è il valore della pressione dovuta alla forza-peso 6 I VASI COMUNICANTI


del mercurio in fondo al bulbo del termometro?
[16,0 kPa] DOMANDE

27 Una bottiglia di olio è riempita fino all’altezza di 16 cm e 32 Nei palazzi con numerosi piani, spesso negli appartamen-
★★★
la pressione sul suo fondo, dovuta alla forza-peso dell’o- ti più alti l’acqua esce dai rubinetti con «poca pressione».
lio, vale 1,2 × 103 Pa. ▶ Perché?
▶ Qual è la densità dell’olio?
[7,7 × 102 kg/m3] 33 PENSACI BENE Tre vasi comunicanti contengono tre li-
quidi diversi A, B e C. La densità di A è maggiore di quel-
28 Il relitto del Titanic fu ritrovato, nel 1985, sul fondo la di B e la densità di B è maggiore di quella di C.
★★★
dell’Oceano Atlantico ad una pressione di 4,2 × 107 Pa. ▶ All’equilibrio, chi raggiunge un’altezza maggiore?
La densità dell’acqua di mare è 1030 kg/m3.
▶ A quale profondità giace il Titanic? PROBLEMI
▶ La pressione atmosferica modifica il risultato?
34 In laboratorio, versi in un tubo a U dell’acqua in un’e-
[4,2 km] ★★★
stremità e dell’olio nell’altra. Le densità dell’olio e dell’ac-
qua sono, rispettivamente, 890 kg/m3 e 1010 kg/m3. L’al-
29 Un sottomarino si trova a 120 m di profondità (densità
★★★ tezza della colonna d’acqua è 18 cm.
dell’acqua di mare 1030 kg/m3) e il suo portellone ha for-
ma circolare di raggio 40 cm. ▶ A che altezza arriva l’olio nell’altro ramo del tubo?
▶ Quale forza sarebbe necessaria per aprirlo? ▶ Quanto vale la differenza fra i livelli superiori dell’ac-
5
[6,1 × 10  N] qua e dell’olio nei due rami?
[20 cm; 2 cm]
30 Una botte è piena d’acqua fino al livello del coperchio su-
★★★
periore. La pressione esercitata dall’acqua sul fondo della 35 Un serbatoio fornisce acqua a un condominio. Il rubi-
★★★
botte è 7,8 kPa. Da un foro al centro del coperchio si alza netto di un appartamento chiude il tubo dell’acqua, di se-
un tubo lungo 1,00 m, inizialmente vuoto. zione 1,80 cm2, esercitando una forza di 24,0 N sull’acqua.
▶ Quanto vale l’altezza della botte? ▶ A quale altezza è situato il serbatoio rispetto al rubi-
netto?
▶ Qual è il valore della pressione quando anche il tubo è
riempito di acqua? [13,6 m]
[0,80 m; 18 kPa]
36 Un tubo a U contiene acqua e mercurio (densità
★★★
13 600 kg/m3). Nel ramo di destra, dove si trova il mer-
31 Un cilindro di raggio 6,0  cm è riempito da due liqui-
★★★ curio, c’è un foro di 4,0 cm di diametro, chiuso con un
di che non si mescolano, come nella figura. Le densità
tappo di sughero. Il foro si trova alla quota di 20 cm sotto
dei due liquidi sono: d1 = 1600 kg/m3 (liquido verde) e
il pelo libero dell’acqua.
d2 = 1380 kg/m3 (liquido giallo).

cm

18,0

20 cm
12,0 acqua
h2

h1 mercurio
6,0
h3

▶ Calcola la pressione dovuta al peso dei liquidi che agi-


sce sulle pareti del cilindro a un’altezza di 6,0 cm dal
fondo.
▶ Quale forza dovuta al liquido sopporta il tappo di su-
▶ Determina l’intensità della forza totale esercitata dai
ghero?
liquidi sul fondo del cilindro.
[1,8 × 103 Pa; 30 N] ▶ Quanti centimetri di mercurio ci sono sopra il foro?
[2,5 N; 1,5 cm]

447

Potrebbero piacerti anche