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Oliver Twist

C’è un palazzo comune a tante città che è la workhouse


In questo palazzo è nato, in una data che è inutile ricordare, Oliver Il giorno del suo nono compleanno lo stava festeggiando in una
Twist, che il narratore chiama un “elemento mortale” cantina dove si teneva il carbone con un gruppo di altri ragazzini
che erano stati rinchiusi perché avevano detto di avere fame
All’inizio il bambino Oliver faceva fatica a respirare ed era in pericolo
Si apre poi un passaggio in cui è molto evidente l’ironia del
Il capitolo continua con un piccolo flashback su sua madre che gli narratore nei confronti del sistema delle workhouse, ci sono deii
da un bacio e poi muore, questa donna era stata trovata per strada filosofi che hanno scoperto che alla povera gente le workhouse
ma nessuno sapeva dove stesse andando piacevano perché erano luoghi di svago con colazioni e pranzi pagati
dallo stato tutto l’anno
Il capitolo si chiude con un altro flashback in cui Oliver è avvolto in
un lenzuolo che nasconde la sua condizione sociale, ma dopo che I filosofi assumono la responsabilità di rendere la workhouse meno
gli mettono degli abiti vecchi e ingialliti e gli viene dato un marchio, attraente e stabiliscono la regola che per far si che la gente non si
viene etichettato come l’orfano di una workhouse. viziasse, potevano scegliere di morire di fame nella workhouse
oppure morire immediatamente fuori.
Capitolo due: da workhouse a branch
Oliver fu portato via da Mr. Bumble, da quella casa in cui non
workhouse e ritorno
aveva mai ricevuto uno sguardo tenero o una gentilezza, qui Oliver
inizia la sua vita da zero e il romanzo ci fa vedere come il
In questo capitolo c’è l’idea di qualcosa che si restringe sempre di protagonista si sviluppa dall’inizio.
più e si riduce all’osso, quindi di dover vivere con “sempre di meno”
e questa idea viene espressa attraverso molte immagini Quando viene portato via, Oliver scoppiò in un’agonia di dolore
infantile quando si chiuse il cancello del cottage dietro di lui, e per
Una delle cose che è sempre più ristretta è lo spazio in cui Oliver quanto fossero disgraziati i compagni che stava lasciando, erano
vive, quindi ripostigli, cantine e altri spazi piccoli. comunque gli unici amici che avesse conosciuto.

Facendo vivere i bambini in queste condizioni, o si ammalavano, o “Le scodelle non avevano mai bisogno di essere lavate perché i
cadevano nel fuoco, oppure venivano schiacciati per caso da ragazzi le pulivano con i cucchiaini finche non diventavano brillanti”,
qualcuno. questo ci fa capire quanto poco cibo ci fosse.

(All’inizio le workhouse servivano per aiutare, mentre qui si vede Oliver e i ragazzini avevano patito la fame per tre mesi, in questo
in realtà la pressione distruttiva nei confronti dei malcapitati) capitolo si vedrà poi Oliver che dice “I want some more”
Oliver viene immediatamente rinchiuso e poi viene anche messo
in vendita per cinque sterline, perché era considerato un
elemento di disturbo in quella casa.

Erano convinti che Oliver sarebbe stato impiccato, essere impiccati


è anche un simbolo di essere “soffocati dal sistema”.

Capitolo tre

Per una settimana dopo che era stata commessa la richiesta di


richiedere pù cibo, Oliver rimase rinchiuso come un prigioniero.

L’autore ironicamente dice che se Oliver avesse avuto un po’ di


rispetto, per la profeza di quel signore (che ha detto Oliver sarebbe
stato impiccato) si sarebbe impiccato da solo con un fazzoletto, ma
dato che i fazzoletti erano stati dichiarati come articoli di lusso,
Oliver non ne aveva.

Oliver piangeva tutto il giorno e in questa situazione di buio e


solitudine si svegliava tremando e si avvicinava sempre di più al
muro come se la superficie dura e fredda fosse una forma di
protezione.

Il mondo irrompe in maniera violenta per togliere dalla vista Oliver


dagli altri in modo da riprendersi il volume dello spazio che lui
occupava.

Capitolo quattro

Nelle grandi famiglie, quando non si poteva avere una condizione


vantaggiosa era abitudine introdurlo in marina.

Quindi il board decide di mandare Oliver in mare, in qualche porto


malsano, si pensava che lo skipper lo avrebbe ucciso

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